Filippesi 1,4 ... e sempre, in ogni mia preghiera per tutti voi, prego con gioia...
Omelia dell’arcivescovo di Udine, mons. Andrea Bruno Mazzocato
Santa Messa in occasione della festa liturgica dei santi Ermacora e Fortunato,
patroni dell’arcidiocesi e della citta’ di Udine.
(Cattedrale, 12 luglio 2010, ore 10.30)
La celebrazione dei santi Patroni Ermacora e Fortunato ci fa ripercorrere il nostro passato
fino a giungere al tempo in cui iniziata la storia della nostra Arcidiocesi.
Attraverso le rotte marittime tra oriente e occidente e le vie consolari romane, giunse
anche nella grande città di Aquileia una Parola nuova, la parola del Vangelo di Gesù. La
portarono persone che erano state conquistate dalla Parola del Signore, vi avevano
creduto e ne parlavano con una convinzione tale che a volte giungeva al martirio. Quei
primi missionari erano donne e uomini comuni, senza peso sociale o politico, per cui i loro
discorsi avrebbero dovuto perdersi in mezzo alla vita frenetica e al frastuono della grande
città di Aquileia.
Ma non successe così. Le parole del Vangelo si diffusero in modo incontenibile anche
quando il potere politico tentò di soffocarle martirizzando i missionari. Esse non erano
deboli parole di una dottrina umana ma erano Parola di Dio che veniva seminata in mezzo
agli uomini e aveva in sé la forza divina di convincere, cambiare le mentalità, trasformare i
cuori.
Tra i primi missionari del Vangelo c’era Ermacora che fu consacrato Vescovo per guidare
la piccola comunità formata da coloro che avevano accolto con fede la parola del Vangelo
e avevano deciso di vivere non più da pagani ma come Gesù insegnava.
Come sappiamo, quella prima comunità cristiana crebbe velocemente non solo in Aquileia
ma nel territorio circostante fino alle più lontane vallate nelle quali troviamo ancora
antichissime chiese e battisteri.
La parola del Vangelo ha cambiato il volto di questa terra e delle sue popolazioni. Vi ha
piantato la Chiesa e ha forgiato la mentalità, la cultura, l’identità del popolo friulano.
S. Ermacora, primo vescovo di Aquileia martirizzato con il suo diacono Fortunato, ci
ricorda oggi una verità storica. Noi ci sentiamo giustamente eredi della fede e della cultura
della Chiesa di Aquileia. Ma in che cosa consiste questa eredità? La vera eredità sono le
parole del Vangelo di Gesù seminate dentro la città pagana di Aquileia, senza le quali, inFriuli, non ci sarebbe stata la Chiesa con tutto ciò che ha significato e significa; non ci sarebbero stati quei valori che sono la nostra civiltà e identità. Questa è la verità storica e incontrovertibile che i Santi Patroni ci ricordano.
Proprio per invitare tutti a non perdere la grande eredità di Aquileia ho scritto una Lettera
pastorale dal titolo: «“Ascolta, figlio le mie parole”. Per essere una Chiesa guidata dalla
Parola di Dio». Invito le comunità e i singoli cristiani a trovare il tempo per ascoltare,
leggere e meditare la Sacra Scrittura e, in particolare, il Vangelo. Nella Sacra Scrittura –
che abbiamo tradotto anche nella nostra lingua friulana – è contenuta la Parola di Dio che
costituisce la vera eredità di Aquileia. Se la perdiamo di vista ci disorientiamo dentro una
babele di discorsi e di immagini che passano velocemente e che generano
quell’incertezza di fondo che chiamiamo soggettivismo o relativismo.
Senza la luce del Vangelo ci disorientiamo quando ci troviamo a vivere esperienze
dolorose e drammatiche che pongono le questioni più gravi che la nostra civiltà è chiamata
oggi ad affrontare.
Non possiamo più evitare di interrogarci, nemmeno qui a Udine, su cosa significhi
rispettare la vita umana dal suo concepimento alla sua morte terrena, su quale sia la
giusta solidarietà verso una persona che ha sempre diritto alla sua vita anche in stato di
estrema debolezza, su come si accompagna un essere umano verso la morte fisica con la
consapevolezza che non sta sparendo nel nulla ma sta andando verso la vita eterna, sul
valore intangibile della differenza sessuale di maschio e femmina grazie alla quale avremo
ancora famiglie e figli per il nostro futuro.
Il Vangelo, interpretato anche dal Magistero della Chiesa, è la luce indispensabile per
comprendere bene queste gravi questioni e per affrontarle con la giusta responsabilità. E,
permettete che aggiunga, per affrontarle anche con il giusto stile e linguaggio.
Quando tocchiamo il mistero della vita, della morte, della dignità della persona e
dell’amore umano siamo chiamati ad un rispetto che chiede un modo di esprimersi
delicato, dignitoso, sobrio. Purtroppo nei mezzi di comunicazione assistiamo ad una triste
tendenza, a trattare in modo banale – per non dire sguaiato – i misteri più grandi e delicati
dell’esistenza umana. Il popolo friulano può dare esempio di serietà e nobiltà grazie alla
sua grande eredità cristiana che ha formato le coscienze. In questo abbiamo anche un
dovere di giustizia verso i figli che crescono in mezzo a noi e che respirano ogni giorni lo
stile, gli interessi, i modi di fare e di esprimersi che caratterizzano la nostra città e i nostri
paesi.
Permettete che aggiunga un’ultima riflessione. La luce del Vangelo ha sempre reso
sensibile il cuore dei cristiani e li ha aiutati a sentire la voce flebile di chi è debole e ad
accorgersi di chi sta nell’ombra per povertà o disagio sociale. Anche questa è una grande
eredità che ha suscitato, anche in questa terra, santi della carità e va tenuta viva nella
nostra città e nel nostro popolo friulano.
In questo tempo di crisi sono aumentati i poveri anche tra di noi: famiglie improvvisamente
senza lavoro, giovani che patiscono disadattamenti perché non trovano prospettive
dignitose, immigrati che silenziosamente spariscono e tanti altri. Forse non li ascoltiamo e
non ne parliamo abbastanza, col rischio che chi è più sicuro pensi a garantire solo se
stesso.
L’invito di Gesù a “partire dagli ultimi” resta la prima regola di una buona programmazione
economica che assicura una vita sociale serena e solidale. Sia la guida per tutti e, in
particolare, per coloro che devono decidere per tutti la distribuzione delle risorse.
“Ascolta, figlio, le mie parole”: questo è l’invito che Dio fa ad ogni uomo. E’ l’invito che oggi
ci ripetono i santi patroni Ermacora e Fortunato e che ho pensato di riproporre a tutta la
Diocesi per il prossimo anno pastorale. Recuperiamo le parole sante di Dio e del Vangelo
e manterremo vitale la civiltà nata ad Aquileia.
SS. Ermacora e Fortunato: celebrazioni
La consegna domenica 11 luglio alle 20.30 in cattedrale a Udine
UDINE (10 luglio, ore 22) - «Si avvicina la festa dei Patroni della nostra Arcidiocesi, i santi Ermacora e Fortunato, con la bella tradizione che vede l’Arcivescovo celebrare i primi vespri della festa assieme ai sacerdoti, ai diaconi e agli operatori pastorali. È anche l’occasione nella quale l’Arcivescovo presenta le linee del prossimo anno pastorale».
Inizia con queste parole l’invito di mons. Andrea Bruno Mazzocato ai suoi collaboratori impegnati nelle parrocchie e nelle foranie ad essere presenti domenica 11 luglio in Cattedrale alle ore 20.30 per, appunto, la celebrazione dei primi vespri dei Santi Patroni e la presentazione dell’anno 2010/2011 (animata da alcune cantorie parrocchiali dirette dal m° Giovanni Zanetti). Durante questo speciale momento di fede, di preghiera e di riflessione mons. Mazzocato consegnerà a tutta la Chiesa diocesana la lettera pastorale «Ascolta, Figlio, le mie parole (Prov. 4,10). Per essere una Chiesa guidata dalla Parola di Dio».
L’Arcivescovo scrive ancora: «Ho pensato, infatti, di proporre l’ascolto della Parola di Dio come primo tema del mio ministero episcopale tra voi. Esso ci accompagnerà nel prossimo anno. Indicare il cammino unitario della Chiesa Udinese per tempo, così come i Consigli presbiterale e pastorale diocesani avevano suggerito durante il loro mandato, permette ad ogni forania di programmare le proprie attività e dare inizio, tutti assieme, al nuovo anno. Secondo l’orientamento diocesano collaudato, ogni forania è invitata ad iniziare l’anno pastorale 2010-2011 il 19 settembre con una celebrazione appositamente preparata».
Durante la celebrazione di domenica 11 luglio l’Arcivescovo consegnerà, come ha fatto negli ultimi anni il suo predecessore mons. Pietro Brollo, i «mandati pastorali» a quei laici, già impegnati come referenti d’ambito, che rispondendo alla chiamata, si dichiarano disponibili al servizio in forania. «Confermerò quelli in scadenza e ne aggiungerò di nuovi sulla base delle indicazioni dei vicari foranei», evidenzia l’Arcivescovo.
Il quadro delle celebrazioni a Udine per i Patroni dell’Arcidiocesi si completerà lunedì 12 luglio (memoria liturgica dei Santi Ermacora e Fortunato) con la solenne celebrazione in Cattedrale che sarà presieduta alle ore 10.30 dall’Arcivescovo (accompagnata dalla Cappella musicale diretta dal m° Gilberto
Della Negra). Al termine della liturgia eucaristica, alle 11.30, si terrà la tradizionale benedizione della città con le reliquie dei Santi Patroni dal sagrato della Cattedrale. Tutti i fedeli sono invitati a partecipare a questa celebrazione e le parrocchie della città sono invitate a partecipare con la propria croce astile alla processione di inizio.
La festa dei Santi Patroni si concluderà, sempre in Cattedrale, con il canto dei secondi Vespri, presieduti dall’Arciprete mons. Luciano Nobile (l’Arcivescovo è impegnato nelle celebrazioni regionali ad Aquileia) e accompagnati dall’«Aquilejensis Chorus » diretto dal m° Ferdinando Dogareschi.
Inizia con queste parole l’invito di mons. Andrea Bruno Mazzocato ai suoi collaboratori impegnati nelle parrocchie e nelle foranie ad essere presenti domenica 11 luglio in Cattedrale alle ore 20.30 per, appunto, la celebrazione dei primi vespri dei Santi Patroni e la presentazione dell’anno 2010/2011 (animata da alcune cantorie parrocchiali dirette dal m° Giovanni Zanetti). Durante questo speciale momento di fede, di preghiera e di riflessione mons. Mazzocato consegnerà a tutta la Chiesa diocesana la lettera pastorale «Ascolta, Figlio, le mie parole (Prov. 4,10). Per essere una Chiesa guidata dalla Parola di Dio».
L’Arcivescovo scrive ancora: «Ho pensato, infatti, di proporre l’ascolto della Parola di Dio come primo tema del mio ministero episcopale tra voi. Esso ci accompagnerà nel prossimo anno. Indicare il cammino unitario della Chiesa Udinese per tempo, così come i Consigli presbiterale e pastorale diocesani avevano suggerito durante il loro mandato, permette ad ogni forania di programmare le proprie attività e dare inizio, tutti assieme, al nuovo anno. Secondo l’orientamento diocesano collaudato, ogni forania è invitata ad iniziare l’anno pastorale 2010-2011 il 19 settembre con una celebrazione appositamente preparata».
Durante la celebrazione di domenica 11 luglio l’Arcivescovo consegnerà, come ha fatto negli ultimi anni il suo predecessore mons. Pietro Brollo, i «mandati pastorali» a quei laici, già impegnati come referenti d’ambito, che rispondendo alla chiamata, si dichiarano disponibili al servizio in forania. «Confermerò quelli in scadenza e ne aggiungerò di nuovi sulla base delle indicazioni dei vicari foranei», evidenzia l’Arcivescovo.
Il quadro delle celebrazioni a Udine per i Patroni dell’Arcidiocesi si completerà lunedì 12 luglio (memoria liturgica dei Santi Ermacora e Fortunato) con la solenne celebrazione in Cattedrale che sarà presieduta alle ore 10.30 dall’Arcivescovo (accompagnata dalla Cappella musicale diretta dal m° Gilberto
Della Negra). Al termine della liturgia eucaristica, alle 11.30, si terrà la tradizionale benedizione della città con le reliquie dei Santi Patroni dal sagrato della Cattedrale. Tutti i fedeli sono invitati a partecipare a questa celebrazione e le parrocchie della città sono invitate a partecipare con la propria croce astile alla processione di inizio.
La festa dei Santi Patroni si concluderà, sempre in Cattedrale, con il canto dei secondi Vespri, presieduti dall’Arciprete mons. Luciano Nobile (l’Arcivescovo è impegnato nelle celebrazioni regionali ad Aquileia) e accompagnati dall’«Aquilejensis Chorus » diretto dal m° Ferdinando Dogareschi.
L'Arcivescovo firma la lettera pastorale
Domenica 11 Luglio 2010
XV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C)
PRIMA LETTURA (Dt 30,10-14)Questa parola è molto vicina a te, perché tu la metta in pratica.
Dal libro del Deuteronòmio
Mosè parlò al popolo dicendo:
«Obbedirai alla voce del Signore, tuo Dio, osservando i suoi comandi e i suoi decreti, scritti in questo libro della legge, e ti convertirai al Signore, tuo Dio, con tutto il cuore e con tutta l’anima.
Questo comando che oggi ti ordino non è troppo alto per te, né troppo lontano da te. Non è nel cielo, perché tu dica: “Chi salirà per noi in cielo, per prendercelo e farcelo udire, affinché possiamo eseguirlo?”. Non è di là dal mare, perché tu dica: “Chi attraverserà per noi il mare, per prendercelo e farcelo udire, affinché possiamo eseguirlo?”. Anzi, questa parola è molto vicina a te, è nella tua bocca e nel tuo cuore, perché tu la metta in pratica».
Parola di Dio
SALMO RESPONSORIALE (Sal 18)
Rit: I precetti del Signore fanno gioire il cuore.
La legge del Signore è perfetta,
rinfranca l’anima;
la testimonianza del Signore è stabile,
rende saggio il semplice. Rit.
I precetti del Signore sono retti,
fanno gioire il cuore;
il comando del Signore è limpido,
illumina gli occhi. Rit.
Il timore del Signore è puro,
rimane per sempre;
i giudizi del Signore sono fedeli,
sono tutti giusti. Rit.
Più preziosi dell’oro,
di molto oro fino,
più dolci del miele
e di un favo stillante. Rit.
SECONDA LETTURA (Col 1,15-20)
Tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossèsi
Cristo Gesù è immagine del Dio invisibile,
primogenito di tutta la creazione,
perché in lui furono create tutte le cose
nei cieli e sulla terra,
quelle visibili e quelle invisibili:
Troni, Dominazioni,
Principati e Potenze.
Tutte le cose sono state create
per mezzo di lui e in vista di lui.
Egli è prima di tutte le cose
e tutte in lui sussistono.
Egli è anche il capo del corpo, della Chiesa.
Egli è principio,
primogenito di quelli che risorgono dai morti,
perché sia lui ad avere il primato su tutte le cose.
È piaciuto infatti a Dio
che abiti in lui tutta la pienezza
e che per mezzo di lui e in vista di lui
siano riconciliate tutte le cose,
avendo pacificato con il sangue della sua croce
sia le cose che stanno sulla terra,
sia quelle che stanno nei cieli.
Parola di Dio
Canto al Vangelo (Gv 6,63.68)
Alleluia, alleluia.
Le tue parole, Signore, sono spirito e vita;
tu hai parole di vita eterna.
Alleluia.
VANGELO (Lc 10,25-37)
Chi è il mio prossimo?
+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, un dottore della Legge si alzò per mettere alla prova Gesù e chiese: «Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?». Gesù gli disse: «Che cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?». Costui rispose: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso». Gli disse: «Hai risposto bene; fa’ questo e vivrai».
Ma quello, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è mio prossimo?». Gesù riprese: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gèrico e cadde nelle mani dei briganti, che gli portarono via tutto, lo percossero a sangue e se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e, quando lo vide, passò oltre. Anche un levìta, giunto in quel luogo, vide e passò oltre. Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, vide e ne ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo e si prese cura di lui. Il giorno seguente, tirò fuori due denari e li diede all’albergatore, dicendo: “Abbi cura di lui; ciò che spenderai in più, te lo pagherò al mio ritorno”. Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nelle mani dei briganti?». Quello rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Va’ e anche tu fa’ così».
Parola del Signore
Preghiera dei fedeli
C – Fratelli e sorelle, rivolgiamo la comune preghiera a Dio, nostro Padre, che in Cristo, buon samaritano dell’umanità, continua a soccorrere le nostre ferite e a donare consolazione e speranza ai nostri cuori, pur in tempi così difficili.
L - Preghiamo insieme e diciamo:
Ascolta, Signore, la nostra preghiera.
Per il Papa Benedetto XVI, per il nostro Vescovo Andrea Bruno e per tutti coloro che il Signore ha posto a guida della santa Chiesa, perché siano rivestiti delle virtù degli apostoli nella fedeltà alla loro missione di pastori saggi e fedeli, preghiamo.
Per l’umanità, ancora oggi segnata da sofferenze, incomprensioni e divisioni, perché senta vicino e presente Colui che ha donato il suo Corpo e il suo Sangue per la salvezza di tutti, preghiamo.
Per i nostri fratelli e le nostre sorelle che vivono l’esperienza della malattia e del dolore e per coloro che li assistono negli ospedali o nelle case, perché mediante l’offerta della sofferenza e nell’accettazione della volontà di Dio, aiutino il cammino della nostra Chiesa, preghiamo.
Per tutti noi che partecipiamo a questa Eucaristia perché il pane della vita che ci sostiene nel nostro cammino, rafforzi la nostra carità e ci conduca ad attuare ogni giorno il comandamento dell’amore, preghiamo.
Per i bambini, i ragazzi, i giovani dell’oratorio estivo che lunedì vivranno insieme una lunga gita, perché il Signore li assista nei vari momenti della giornata e delle attività della settimana, preghiamo.
La nostra comunità questa settimana ha affidato alla misericordia del Padre i nostri fratelli: CARRARO FLAUGNACCO CLAUDIA, IETRI FABRIS NERINA, ZANUTTO ISIDORO, TAVERNA CIOCCA ANCILLA, FINESSO TULLIO. Il Signore li renda partecipi della sua risurrezione,per questo ti preghiamo C – Ci hai convocati, o Padre, per fare esperienza del tuo amore che ci consegna il Figlio come salvezza e liberazione. Accogli il nostro ringraziamento e la nostra preghiera e rendici capaci di essere sulle strade del mondo segni credibili della misericordia, del perdono e della pace. Per Cristo nostro Signore. T - Amen.
Paolo Pestrin classe 1936 bravo giocatore da www.pianetagenoa1893
Da un libro ""Accadde domani...un anno di Genoa" di Aldo Padovano - De Ferrari Editore spunta un sangiorgino e la sua biografia calcistica
Nel 1936 Paolo Pestrin nasce a San Giorgio di Nogaro (Udine). Il Genoa lo preleva giovanissimo dalla San Giorgina e lo fa esordire in prima squadra proprio a Udine il 16 maggio 1954, nella prima delle due uniche partite da lui disputate in quel campionato.
E' un motore instancabile di centrocampo e l'annata successiva entra definitivamente tra i titolari giocando 32 partite (sulle 34 disponibili) e segnando un'unica rete (a Napoli il 6 febbraio 1955).
Nel torneo successivo migliora il numero delle marcature: ne realizza 6 di cui la prima contro il Milan battuto a Marassi per 3-1, su un totale di 28 presenze.
Conclusa l'avventura in maglia rossoblu, viene acquistato dalla Roma, dove trascorrerà ben 7 stagioni, con 3 presenze nella Nazionale giovanile e 4 in Nazionale B, contribuendo alla vittoria finale dei giallorossi nella Coppa delle Fiere 1960-61.
Nel 1936 Paolo Pestrin nasce a San Giorgio di Nogaro (Udine). Il Genoa lo preleva giovanissimo dalla San Giorgina e lo fa esordire in prima squadra proprio a Udine il 16 maggio 1954, nella prima delle due uniche partite da lui disputate in quel campionato.
E' un motore instancabile di centrocampo e l'annata successiva entra definitivamente tra i titolari giocando 32 partite (sulle 34 disponibili) e segnando un'unica rete (a Napoli il 6 febbraio 1955).
Nel torneo successivo migliora il numero delle marcature: ne realizza 6 di cui la prima contro il Milan battuto a Marassi per 3-1, su un totale di 28 presenze.
Conclusa l'avventura in maglia rossoblu, viene acquistato dalla Roma, dove trascorrerà ben 7 stagioni, con 3 presenze nella Nazionale giovanile e 4 in Nazionale B, contribuendo alla vittoria finale dei giallorossi nella Coppa delle Fiere 1960-61.
A settembre
VATICANO - Annunciato il viaggio di Benedetto XVI nel Regno Unito per la beatificazione del Card. Newman
Città del Vaticano (Agenzia Fides) – La sala stampa della Santa Sede ha annunciato il viaggio apostolico di Sua Santità Benedetto XVI nel Regno Unito, che si svolgerà dal 16 al 19 settembre, in occasione della beatificazione del Cardinale John Henry Newman, che avrà luogo nel Cofton Park di Birmingham. Il Santo Padre farà visita a Sua Maestà la Regina nel Palazzo Reale di Holyroodhouse, a Edinburgh, presiederà la Celebrazione Eucaristica nel Bellahouston Park di Glasgow, incontrerà i rappresentanti del mondo politico, culturale e imprenditoriale nella Westminster Hall, parteciperà ad una Celebrazione Ecumenica nella Westminster Abbey, presiederà la Celebrazione Eucaristica nella Westminster Cathedral e la Veglia di Preghiera nell’Hyde Park a Londra. Infine presiederà la Celebrazione per il rito di beatificazione del Card. Newman.John Henry Newman (1801-1890) nacque a Londra, in una famiglia anglicana. Dopo gli studi a Oxford divenne sacerdote della Chiesa anglicana nel 1824. Mentre seguiva gli studenti universitari proseguì anche gli studi filosofici e teologici, che lo portarono alla conversione al cattolicesimo nel 1845. Il Collegio Urbano, che aveva all’epoca sede nel Palazzo di Propaganda Fide a Roma, lo ospitò tra i suoi seminaristi provenienti da tutto il mondo. Newman fu ordinato sacerdote cattolico nella Cappella del palazzo, dedicata ai Re Magi, il 30 maggio 1847, festa della Santissima Trinità. Affascinato dalla figura di San Filippo Neri fondò in Inghilterra la Congregazione dell'Oratorio. Fu Rettore dell'Università Cattolica di Dublino dal 1851 al 1857. Nel 1879 Leone XIII lo creò Cardinale. Continuò a vivere in Inghilterra fino alla morte che lo colse nell'Oratorio di Edgbaston. Ha lasciato un gran numero di opere che toccano le più grandi questioni teologiche e filosofiche del suo tempo, anticipandone gli sviluppi che si sarebbero compiuti soltanto nel secolo seguente.
In occasione della loro visita Ad Limina Apostolorum, i Vescovi di Inghilterra e Galles avevano visitato il 3 febbraio scorso il Palazzo di Propaganda Fide, soffermandosi in particolare nei luoghi legati al Cardinal Newman. Il 24 novembre 2006 l’Arcivescovo di Canterbury e Primate della Comunione Anglicana, Sua Grazia il Dr. Rowan Williams, in occasione della commemorazione del 40.mo anniversario dello storico incontro tra Paolo VI e l’allora Arcivescovo di Canterbury Michael Ramsey, visitò la Cappella Newman, allora recentemente restaurata, e la Cappella dei Re Magi. (SL) (Agenzia Fides 6/07/2010)
Il futuro della Chimica a Torviscosa
(ANSA) - UDINE, 4 LUG - Per Mario Cappelletto, commissario del sito di Torviscosa ''per il futuro del polo chimico i prossimi due mesi saranno fondamentali e decisivi''. Secondo Cappelletto infatti ''entro il mese di luglio dovra' essere presentato il bando di vendita'' e ''entro agosto dovra' essere avviata la procedura di vendita''.
Domenica 4 giugno 2010
XIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C)
PRIMA LETTURA (Is 66,10-14)
Io farò scorrere verso di essa, come un fiume, la pace.
Io farò scorrere verso di essa, come un fiume, la pace.
Dal libro del profeta Isaìa
Rallegratevi con Gerusalemme,
esultate per essa tutti voi che l’amate.
Sfavillate con essa di gioia
tutti voi che per essa eravate in lutto.
Così sarete allattati e vi sazierete
al seno delle sue consolazioni;
succhierete e vi delizierete
al petto della sua gloria.
Perché così dice il Signore:
«Ecco, io farò scorrere verso di essa,
come un fiume, la pace;
come un torrente in piena, la gloria delle genti.
Voi sarete allattati e portati in braccio,
e sulle ginocchia sarete accarezzati.
Come una madre consola un figlio,
così io vi consolerò;
a Gerusalemme sarete consolati.
Voi lo vedrete e gioirà il vostro cuore,
le vostre ossa saranno rigogliose come l’erba.
La mano del Signore si farà conoscere ai suoi servi».
Parola di Dio
Rallegratevi con Gerusalemme,
esultate per essa tutti voi che l’amate.
Sfavillate con essa di gioia
tutti voi che per essa eravate in lutto.
Così sarete allattati e vi sazierete
al seno delle sue consolazioni;
succhierete e vi delizierete
al petto della sua gloria.
Perché così dice il Signore:
«Ecco, io farò scorrere verso di essa,
come un fiume, la pace;
come un torrente in piena, la gloria delle genti.
Voi sarete allattati e portati in braccio,
e sulle ginocchia sarete accarezzati.
Come una madre consola un figlio,
così io vi consolerò;
a Gerusalemme sarete consolati.
Voi lo vedrete e gioirà il vostro cuore,
le vostre ossa saranno rigogliose come l’erba.
La mano del Signore si farà conoscere ai suoi servi».
Parola di Dio
SALMO RESPONSORIALE (Sal 65)
Rit: Acclamate Dio, voi tutti della terra.
Rit: Acclamate Dio, voi tutti della terra.
Acclamate Dio, voi tutti della terra,
cantate la gloria del suo nome,
dategli gloria con la lode.
Dite a Dio: «Terribili sono le tue opere!». Rit.
«A te si prostri tutta la terra,
a te canti inni, canti al tuo nome».
Venite e vedete le opere di Dio,
terribile nel suo agire sugli uomini. Rit.
Egli cambiò il mare in terraferma;
passarono a piedi il fiume:
per questo in lui esultiamo di gioia.
Con la sua forza domina in eterno. Rit.
Venite, ascoltate, voi tutti che temete Dio,
e narrerò quanto per me ha fatto.
Sia benedetto Dio,
che non ha respinto la mia preghiera,
non mi ha negato la sua misericordia. Rit.
cantate la gloria del suo nome,
dategli gloria con la lode.
Dite a Dio: «Terribili sono le tue opere!». Rit.
«A te si prostri tutta la terra,
a te canti inni, canti al tuo nome».
Venite e vedete le opere di Dio,
terribile nel suo agire sugli uomini. Rit.
Egli cambiò il mare in terraferma;
passarono a piedi il fiume:
per questo in lui esultiamo di gioia.
Con la sua forza domina in eterno. Rit.
Venite, ascoltate, voi tutti che temete Dio,
e narrerò quanto per me ha fatto.
Sia benedetto Dio,
che non ha respinto la mia preghiera,
non mi ha negato la sua misericordia. Rit.
SECONDA LETTURA (Gal 6,14-18)
Porto le stigmate di Gesù sul mio corpo.
Porto le stigmate di Gesù sul mio corpo.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati
Fratelli, quanto a me non ci sia altro vanto che nella croce del Signore nostro Gesù Cristo, per mezzo della quale il mondo per me è stato crocifisso, come io per il mondo.
Non è infatti la circoncisione che conta, né la non circoncisione, ma l’essere nuova creatura. E su quanti seguiranno questa norma sia pace e misericordia, come su tutto l’Israele di Dio.
D’ora innanzi nessuno mi procuri fastidi: io porto le stigmate di Gesù sul mio corpo.
La grazia del Signore nostro Gesù Cristo sia con il vostro spirito, fratelli. Amen.
Parola di Dio
Fratelli, quanto a me non ci sia altro vanto che nella croce del Signore nostro Gesù Cristo, per mezzo della quale il mondo per me è stato crocifisso, come io per il mondo.
Non è infatti la circoncisione che conta, né la non circoncisione, ma l’essere nuova creatura. E su quanti seguiranno questa norma sia pace e misericordia, come su tutto l’Israele di Dio.
D’ora innanzi nessuno mi procuri fastidi: io porto le stigmate di Gesù sul mio corpo.
La grazia del Signore nostro Gesù Cristo sia con il vostro spirito, fratelli. Amen.
Parola di Dio
Canto al Vangelo (Col 3,15.16)
Alleluia, alleluia.
La pace di Cristo regni nei vostri cuori;
la parola di Cristo abiti tra voi nella sua ricchezza.
Alleluia.
VANGELO (Lc 10,1-12.17-20)
La vostra pace scenderà su di lui.
Alleluia, alleluia.
La pace di Cristo regni nei vostri cuori;
la parola di Cristo abiti tra voi nella sua ricchezza.
Alleluia.
VANGELO (Lc 10,1-12.17-20)
La vostra pace scenderà su di lui.
+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi.
Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada.
In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra.
Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”. Ma quando entrerete in una città e non vi accoglieranno, uscite sulle sue piazze e dite: “Anche la polvere della vostra città, che si è attaccata ai nostri piedi, noi la scuotiamo contro di voi; sappiate però che il regno di Dio è vicino”. Io vi dico che, in quel giorno, Sòdoma sarà trattata meno duramente di quella città».
I settantadue tornarono pieni di gioia, dicendo: «Signore, anche i demòni si sottomettono a noi nel tuo nome». Egli disse loro: «Vedevo Satana cadere dal cielo come una folgore. Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra serpenti e scorpioni e sopra tutta la potenza del nemico: nulla potrà danneggiarvi. Non rallegratevi però perché i demòni si sottomettono a voi; rallegratevi piuttosto perché i vostri nomi sono scritti nei cieli».
Parola del Signore.
Preghiera dei fedeli
Sorelle e Fratelli chiediamo al Signore la grazia della libertà evangelica per essere fedeli al mandato di annunciarlo fra i nostri fratelli, e l’entusiasmo per testimoniare la bellezza della vita di discepoli.
Diciamo insieme: Rendici, Signore, annunciatori del Regno.
1. Per la chiesa, perché sollecita per la salvezza delle anime, annunci con coraggio la salvezza donata dal Signore nella croce di Cristo. Preghiamo.
2. Per il papa, i vescovi, i presbiteri e i diaconi, perché nutriti della Parola di Dio siano testimoni trasparenti della misericordia del Padre. Preghiamo.
3. Per tutti coloro che anelano a parole e gesti di consolazione. Perché incontrino sul loro cammino persone capaci di far risuonare nelle loro parole e nelle loro azioni l’annuncio della pace e della benevolenza di Dio. Preghiamo.
4. Perché le nostre comunità cristiane abbiano il coraggio e la creatività di intraprendere il rinnovamento del linguaggio e dei mezzi dell’annuncio del Vangelo. Preghiamo.
5. Per il nostro Arcivescovo Mons. Andrea Bruno Mazzocato, che ha ricevuto il pallio dalle mani del santo Padre Benedetto XVI, perché continui la sua missione nella Diocesi con rinnovato impegno. Preghiamo.
In quel tempo, il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi.
Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada.
In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra.
Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”. Ma quando entrerete in una città e non vi accoglieranno, uscite sulle sue piazze e dite: “Anche la polvere della vostra città, che si è attaccata ai nostri piedi, noi la scuotiamo contro di voi; sappiate però che il regno di Dio è vicino”. Io vi dico che, in quel giorno, Sòdoma sarà trattata meno duramente di quella città».
I settantadue tornarono pieni di gioia, dicendo: «Signore, anche i demòni si sottomettono a noi nel tuo nome». Egli disse loro: «Vedevo Satana cadere dal cielo come una folgore. Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra serpenti e scorpioni e sopra tutta la potenza del nemico: nulla potrà danneggiarvi. Non rallegratevi però perché i demòni si sottomettono a voi; rallegratevi piuttosto perché i vostri nomi sono scritti nei cieli».
Parola del Signore.
Preghiera dei fedeli
Sorelle e Fratelli chiediamo al Signore la grazia della libertà evangelica per essere fedeli al mandato di annunciarlo fra i nostri fratelli, e l’entusiasmo per testimoniare la bellezza della vita di discepoli.
Diciamo insieme: Rendici, Signore, annunciatori del Regno.
1. Per la chiesa, perché sollecita per la salvezza delle anime, annunci con coraggio la salvezza donata dal Signore nella croce di Cristo. Preghiamo.
2. Per il papa, i vescovi, i presbiteri e i diaconi, perché nutriti della Parola di Dio siano testimoni trasparenti della misericordia del Padre. Preghiamo.
3. Per tutti coloro che anelano a parole e gesti di consolazione. Perché incontrino sul loro cammino persone capaci di far risuonare nelle loro parole e nelle loro azioni l’annuncio della pace e della benevolenza di Dio. Preghiamo.
4. Perché le nostre comunità cristiane abbiano il coraggio e la creatività di intraprendere il rinnovamento del linguaggio e dei mezzi dell’annuncio del Vangelo. Preghiamo.
5. Per il nostro Arcivescovo Mons. Andrea Bruno Mazzocato, che ha ricevuto il pallio dalle mani del santo Padre Benedetto XVI, perché continui la sua missione nella Diocesi con rinnovato impegno. Preghiamo.
6. La nostra comunità questa settimana ha affidato alla misericordia del Padre la nostra sorella PITTA ZANON MARIANNA. Il Signore la renda partecipe della sua risurrezione,per questo ti preghiamo
Dio, nostro Padre, donaci di essere sempre dediti alla missione che ci hai affidato, e di sapervi essere fedeli nelle realtà che ogni giorno viviamo. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.
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