100 anni fa nacque Madre Teresa

  Sulle tracce di Madre Teresa, combattere l’aborto con l’adozione -



È la formula della fondatrice delle Missionarie della Carità spiegata ad AsiaNews da suor Jenvie, che da oltre 20 anni lavora nell’orfanotrofio di Ahmedabad. Protagonista di un miracolo, la madre racconta: “Lavoriamo bene, tanto che oggi i medici consigliano a chi chiede di abortire di venire prima da noi”.

Ahmedabad (AsiaNews) – Combattere l’aborto tramite l’adozione. È la formula, lanciata da madre Teresa di Calcutta, che oggi le sue Missionarie della Carità usano per fermare la piaga dell’interruzione di gravidanza in uno dei Paesi più colpiti dal fenomeno. Lo spiega ad AsiaNews suor Jenvie, che si unì alle religiose della Beata quando aveva soltanto 17 anni, scrivendo in segreto a madre Teresa per chiedere di poter essere ammessa a “servire i più poveri fra i poveri”.

Suor Jenvie vive e presta la sua missione nella casa delle Missionarie di Ahmedabad, il Nirmala Shishu Bhavan Bhimjipura, sin dal 1989. Tra l’altro, è protagonista lei stessa di un piccolo miracolo: il giorno prima di pronunciare i suoi voti, cadde infatti in coma per un male non diagnosticato. Dopo tre giorni, i medici ne pronunciarono la dichiarazione di morte. Avvertite dell’accaduto, le sue future consorelle iniziarono a pregare per lei, che riprese a respirare.

Più tardi, quel giorno, la stessa Madre Teresa andò a prenderla insieme a quattro consorelle per portarla via. Nel biglietto di dimissioni, scrisse che “riportava a casa la sua bambina”. Nel sanitario della casa, si scoprì che era affetta da tubercolosi: grazie alle preghiere e alle cure delle Missionarie, tuttavia, riuscì a sconfiggerla e­ – oltre 20 anni dopo – continua a lottare contro la piaga dell’aborto.

Ad AsiaNews, suor Jenvie racconta: “È una grande benedizione poter seguire le orme della Beata, così come è una grande gioia accogliere tutti questi bambini. Fino ad oggi, siamo riuscite a perfezionare oltre 600 adozioni. Come diceva sempre Madre Teresa, combattiamo l’aborto con l’adozione e la cura per la madre. In questo modo abbiamo salvato migliaia di vite. A cliniche, ospedali, stazioni di polizia abbiamo inviato questo messaggio: Per favore, non distruggete [la vita di] questi bambini; noi ci prenderemo cura dei bambini. Così, alle madri in difficoltà abbiamo sempre qualcuno che dice loro: Vieni, ci prenderemo cura di te e troveremo una casa per il tuo bambino”.

Le Missionarie accolgono al momento 13 bambini nella casa di Ahmedabad, di cui uno disabile. A questa casa nel frattempo si sono aggiunte altre 9 case nell’Orissa, : “Abbiamo molta cura degli aspetti legali, seguiamo tutte le procedure. Tanto che oggi, persino i medici dei vari ospedali consigliano alle ragazze che chiedono l’aborto di venire prima a parlare con noi”.

Suore Jenvie conclude citando la fondatrice: “Ogni bambino salvato è fonte di grande gioia per i suoi genitori adottivi. Noi sappiamo che le famiglie devono pianificare in qualche modo la loro formazione, ma esiste un metodo naturale per farlo. Nell’amore, ogni cosa riesce”.
di Nirmala Carvalho

Lo scriba attende il vescovo

Oggi ho trovato un articolo del Messaggero  che, parlando della situazione della vicina forania di Palmanova, rivela le nomine riguardanti la parrocchia di San Giorgio di Nogaro e quella di Porpetto....
Sono contento delle decisioni prese, ma il blog aspetta che il vescovo parli domenica per estendere la notizia ai "naviganti"...nel frattempo auguro buone letture e una preghiera al giorno per i nostri sacerdoti, per il nostro vescovo e, soprattutto, per l'unità della chiesa...

Cividale: Palio di San Donato 2010 – 20 /22 ago

http://www.udine20.it/cividale-borgo-di-ponte-vince-il-palio-di-san-donato-2010/

Sfrutta il link: copialo e trova il Palio di San Donato 2010, Doveeeeeeeeeeeeeee?
Ma a Cividale nooooo! Di che Borgo sarà Don Livio il prossimo anno?

Noicattolici.it ci parla di solidarietà e testimonianza

Il risveglio di Caterina: una storia della pietà di Dio -


Caterina Socci, 24 anni, una ragazza bella e radiosa, aperta alla vita, a 12 giorni dalla laurea il suo cuore si ferma, gli amici prima e i medici dopo riescono a tenerla in vita, ma le sue condizioni sono disperate.
Suo padre Antonio Socci, noto giornalista e scrittore, travolto dal dolore, tra le lacrime e lo sgomento, manda un messaggio a tutti i suoi amici e sul blog, chiede preghiere per Caterina. Supplica intercessioni in Cielo per tenere in vita la sua primogenita.
Da quel momento, è il 12 settembre 2009, si verifica un fenomeno straordinario che dura ancora oggi. Migliaia di persone, commosse dalla condizione di umana sofferenza in cui si trova una famiglia che sta per perdere la propria figlia, si raccoglie in preghiera.
C’è chi si offre al Signore per la vita di Caterina, chi si converte e comincia a recitare il Rosario, chi ritrova la fede perduta, chi si sveglia dal torpore della fede debole, chi comincia a fare opere di carità, chi organizza veglie di preghiera, chi aggiunge orazioni alla pratica quotidiana, chi si confessa, chi ricomincia a frequentare la Chiesa.
Ha scritto Antonio Socci nella presentazione del libro “Caterina, diario di un padre nella tempesta” (Rizzoli): “Uno spettacolo di fede e amore (…) fra di loro molti sono atei e agnostici, eppure l’esperienza di Caterina spinge queste persone a riscoprire il significato ed il valore della preghiera, a ritrovare il senso di una fede perduta o lasciata in disparte”.
Così la sofferenza di Caterina ha suscitato il miracolo del risveglio della fede in tante persone.
Miracolosamente anche Caterina ricomincia a vivere. Il cuore riprende a battere da solo, per respirare non ha bisogno di macchine.
Nel tempo i suoi miglioramenti sono repentini e impensabili. Nel gennaio del 2010, mentre sua madre le sta leggendo un divertente passo del “Il giovane Holden” di J.D. Salinger, Caterina scoppia a ridere.
Non si tratta di un gesto inconsulto, è proprio la risata bella e allegra di Caterina.
Domenica 22 agosto al Meeting di Rimini, in una sala stracolma di gente, Alessandra, la mamma di Caterina, nel presentare il libro scritto dal marito Antonio ha detto: “Sono qui per ringraziare tutti quelli che sostengono Caterina e noi con la preghiera”.
“Il suo recupero – ha aggiunto – a detta dei medici, è straordinario”.
Attualmente Caterina mostra di capire benissimo ciò che le viene detto e riesce a comunicare con tutte le persone che la circondano.
Alessandra Socci si dice stupita anche dalla serenità interiore di Caterina.
L’insegnante e amica di famiglia Mariella Carlotti, ha rilevato che “non ricorda di aver visto Caterina così lieta”.
Una delle sue amiche più vicine, Giulia insieme al fidanzato di Caterina, Stefano, hanno raccontato che erano almeno duecento le persone che si trovavano a pregare e addirittura dormivano in ospedale per starle vicino.
Elena Ugolini, preside del Liceo Malpighi di Bologna, ha voluto sottolineare che la vicenda di Caterina ha cambiato il suo rapporto con la fede.
“Rileggendo questo libro ho capito che è un regalo per noi”, ha affermato la Ugolini, ed ha raccontato del rapporto di amicizia con Antonio Socci e della sua famiglia che è rifiorito da quando si sono trasferiti a Bologna per assistere la figlia alla Casa dei risvegli Luca De Nigris.
“E’ grazie a loro – ha concluso la Ugolini – che mi sono resa conto del mistero grande che sono i figli e della grandezza della storia di cui facciamo parte”.
di Antonio Gaspari
RIMINI, lunedì, 23 agosto 2010 (ZENIT.org).-

Madre Teresa

ASIA/INDIA - “Madre Teresa, un miracolo per il mondo”. Intervista a Sr. Mary Prema, Superiora Generale delle “Missionarie della Carità”
Calcutta (Agenzia Fides) – E’ Gesù che conduce i passi delle Missionarie della Carità, che ne guida lo spirito e l’impegno missionario: a 100 anni dalla nascita di Madre Teresa (ricorrenza che cade il 26 agosto 2010), è questo “affidarsi alla Provvidenza” uno dei tratti essenziali che la Congregazione delle suore del “sari bianco” vivono nel rispetto e nel ricordo della loro fondatrice, definita “un miracolo per la storia dell’umanità”. E quanto afferma Suor Mary Prema, tedesca di nascita, oggi Superiora Generale dell’Ordine, in una intervista rilasciata all’Agenzia Fides tramite la mediazione di “Missio Austria”, le Pontificie Opere Missionarie dell’Austria.

Suor Prema, Lei è responsabile di un ordine religioso che in tutto il mondo si occupa di poveri e malati. Perché, secondo Lei, Dio permette la sofferenza?

La sofferenza non puó essere una punizione. E comunque Dio la permette. Noi possiamo approfittare della sofferenza per avvicinarci a Lui e di chiedere a Lui la grazia di sopportare e di saper gestire questa sofferenza. La sofferenze è spesso conseguenza delle nostre decisioni. Ma e anche una conseguenza della natura caduca, fragile. Naturalmente la sofferenza puó esser provocata anche da cose che sono fuori dalla nostra portata. Catastrofi naturali come il terremoto a Haiti o le alluvioni in Pakistan ne sono un esempio. Ma sono convinta che Dio permette la sofferenza perché ci può trasformare in uomini e donne migliori e piú profondi. Cosi diventiamo in grado di capire che questo mondo e questa vita non sono la meta suprema, ma che esiste qualcosa in più: la vita dell’anima che – se accetta veramente la sofferenza – ne viene purificata.

Madre Teresa distingueva fra sofferenza fisica e sofferenza spirituale: può spiegarci meglio come il vostro lavoro oggi ne tiene conto?

La sofferenza più grande è quella spirituale, dell’anima. Qui a Calcutta vediamo che per noi è molto piú semplice adempiere ai servizi fisici delle “opere di misericordia corporali”: lavare delle persone morenti, l’assistenza medica ai malati e l’aiuto ai senzatetto nelle nostre case. I servizi spirituali della carità esigono un impegno molto più grande. Alla sofferenza dell’anima possiamo reagire soprattutto con la nostra preghiera. È importante che la grazia divina tocchi le persone con una tale sofferenza. È altrettanto importante per noi pregare per questo: ogni giorno ci fermiamo per un’ora di preghiera davanti all’Eucaristia. Per il nostro lavoro è fondamentale: infatti, non si tratta di un impegno sociale ma di un impegno missionario.

Che cosa intende per missione? Per Madre Teresa si trattava di “conversione” alla fede cattolica”?

Madre Teresa desiderava che tutti conoscessero e amassero Gesù. Era convinta che ogni anima desiderava la salvezza in Gesù, indipendentemente se ne fosse conscia o no. L’opera della conversione comunque resta un’opera di Dio. Non è nostro compito. Solo Dio può convertire l’anima. Madre Teresa intese la propria vita come compito di amare Gesù e di trasmettere questo amore alle persone intorno a lei. Era il suo unico scopo. Cercava di fare in coscienza soltanto quello che credeva Dio si attendesse da lei. Madre Teresa pensava che Dio l’avesse chiamata a compiere un servizio autentico e disinteressato all’uomo, ad avere una attenzione assoluta per la persona sofferente. Era sempre presente al 100% e aperta nei confronti della persona con la quale in quel momento aveva a che fare. Non era mai interessata alle cose grandi, non si occupava di fare pubblicità o cose simili. In primo piano c’era sempre l’incontro diretto con la persona singola. Ciò naturalmente è espressione di grande saggezza.

Può dirci come Madre Teresa organizzava e come viveva nel suo ambiente? Quale era l’immagine che Lei, Sour Prema, aveva di Madre Teresa?

Lei probabilmente direbbe che il suo scopo era sempre di trasmettere alle persone intorno a lei l’esperienza di Gesù. Questa è l’eredità che lei ci ha lasciato. Tramite la sua vita, il suo lavoro, il suo fascino, avvicinava le persone intorno a lei a Dio. Lei non predicava ma testimoniava con la propria vita. Ancora oggi molti mi raccontano del loro primo incontro con Madre Teresa. L’avevano vista forse per cinque minuti sul terrazzo della nostra casa madre. Ma quell’unico momento ha cambiato la loro vita per sempre. Spesso bastava una frase, una buona parola. Molte di queste persone sono indù. Non si sono convertiti al cristianesimo dopo l’incontro con Madre Teresa. Ma hanno cominciato a vedere la loro vita e il loro lavoro con altri occhi e sono diventate altre persone, che vivono in modo diverso, secondo l’amore e la misericordia, all’interno delle loro famiglie. Ce ne sono tanti di esempi.

A 100 anni dalla nascita di Madre Teresa, quali sono secondo Lei le grandi sfide per la congregazione nei prossimi anni?

Le Missionarie della carità sembrano una grande organizzazione, ma noi non facciamo programmi per i prossimi dieci anni. Cerchiamo di rimanere aperte per quello che Dio ci chiede. Solo Gesú mi dirà quale è il prossimo passo. Quindi, nello spirito della Madre, non sono io ad esercitare il controllo: è Dio quello che prende le decisioni.

Madre Teresa ha lasciato delle indicazioni sugli orientamenti futuri dell’ordine?

Una volta qualcuno le ha chiesto che ne sarà quando lei non ci sarebbe più stata. La sua risposta era molto secca: “Mi faccia prima morire tranquilla!” Non ci ha dato mai indicazioni riguardo ai programmi futuri. Oltre al fatto che avremmo dovuto impegnarci sempre di più a diventare sante! Questa era la sua continua raccomandazione. Oggi nella direzione dell’ordine lavoriamo in gruppo: Altre tre suore condividono questo compito con me. Ma in fondo, come Superiora Generale, la responsabilità per l’Ordine è mia. Per questo compito ho potuto imparare molto dalla nostra fondatrice. Il processo decisionale si svolgeva in due fasi: la prima era quelle di deliberare e conoscere tutte le possibilità e le conseguenze (decision making); poi veniva la fase di scelta, in cui si “prende la decisione” (decision taking). Madre Teresa si faceva consigliare in modo accurato, poi si ritirava e poi prendeva la decisione. In questo era molto brava.

Come affronterete le sfide del nuovo millennio?

Madre Teresa si poneva in ascolto a Gesù ed era sempre aperta per nuove sfide e problematiche le quali si trova a confronto la società. Negli anni ottanta era per esempio HIV/Aids. Ha aperto a New York una casa per le vittime di questa malattia. Al centro poneva l’accompagnamento dei malati in fase terminale. Allora non esistevano ancor medicinali per tenere sotto controllo il virus. Che sofferenza! Madre Teresa a suo tempo ascoltò Gesù ma aveva anche un orecchio aperto ai problemi del mondo. Cosi anche noi dobbiamo ascoltare Gesù ed essere generose. Lei era molto generosa nei confronti di Dio e dei sofferenti vicino a lei. In questo vogliamo imitarla.

Con quale formazione le suore si preparano a questo compito?

Fin dall’inizio del loro cammino, le novizie hanno la possibilità di lavorare con i poveri negli slum. Ricevono nozioni per la cura dei malati e naturalmente una formazione di base in teologia, storia della chiesa, catechesi e Sacra Scrittura.

Secondo Lei, quando sarà canonizzata Madre Teresa?

Tutti parlano di una accelerazione, nel cammino per la canonizzazione, in occasione del 100° anniversario della nascita (26 agosto 2010). Ma io non credo che questo sia poi così importante. Tutti sanno che è santa. Sia per gli indù che per i cristiani, qui a Calcutta e nella maggior parte dei luoghi in cui siamo presenti, questo è fuori dubbio. Tutti attendono un miracolo… ma Madre Teresa stessa era il miracolo per il mondo e per l’umanità.
(MS-PA) (Agenzia Fides 23/8/2010)

Domenica 22 agosto 2010

XXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C)

PRIMA LETTURA (Is 66,18-21)
Ricondurranno tutti i vostri fratelli da tutte le genti.
Dal libro del profeta Isaìa

Così dice il Signore:
«Io verrò a radunare tutte le genti e tutte le lingue; essi verranno e vedranno la mia gloria.
Io porrò in essi un segno e manderò i loro superstiti alle popolazioni di Tarsis, Put, Lud, Mesec, Ros, Tubal e Iavan, alle isole lontane che non hanno udito parlare di me e non hanno visto la mia gloria; essi annunceranno la mia gloria alle genti.
Ricondurranno tutti i vostri fratelli da tutte le genti come offerta al Signore, su cavalli, su carri, su portantine, su muli, su dromedari, al mio santo monte di Gerusalemme – dice il Signore –, come i figli d’Israele portano l’offerta in vasi puri nel tempio del Signore.
Anche tra loro mi prenderò sacerdoti levìti, dice il Signore».
Parola di Dio
SALMO RESPONSORIALE (Sal 116)
Rit: Tutti i popoli vedranno la gloria del Signore.
Genti tutte, lodate il Signore,
popoli tutti, cantate la sua lode.

Perché forte è il suo amore per noi
e la fedeltà del Signore dura per sempre.
SECONDA LETTURA (Eb 12,5-7.11-13)
Il Signore corregge colui che egli ama.
Dalla lettera agli Ebrei

Fratelli, avete già dimenticato l’esortazione a voi rivolta come a figli:
«Figlio mio, non disprezzare la correzione del Signore
e non ti perdere d’animo quando sei ripreso da lui;
perché il Signore corregge colui che egli ama
e percuote chiunque riconosce come figlio
».
È per la vostra correzione che voi soffrite! Dio vi tratta come figli; e qual è il figlio che non viene corretto dal padre? Certo, sul momento, ogni correzione non sembra causa di gioia, ma di tristezza; dopo, però, arreca un frutto di pace e di giustizia a quelli che per suo mezzo sono stati addestrati.
Perciò, rinfrancate le mani inerti e le ginocchia fiacche e camminate diritti con i vostri piedi
, perché il piede che zoppica non abbia a storpiarsi, ma piuttosto a guarire.
Parola di Dio
Canto al Vangelo (Gv 14,6)
Alleluia, alleluia.
Io sono la via, la verità e la vita, dice il Signore;
nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.
Alleluia.
VANGELO (Lc 13,22-30)
Verranno da oriente a occidente e siederanno a mensa nel regno di Dio.
+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù passava insegnando per città e villaggi, mentre era in cammino verso Gerusalemme.
Un tale gli chiese: «Signore, sono pochi quelli che si salvano?».
Disse loro: «Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno.
Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta, voi, rimasti fuori, comincerete a bussare alla porta, dicendo: “Signore, aprici!”. Ma egli vi risponderà: “Non so di dove siete”. Allora comincerete a dire: “Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze”. Ma egli vi dichiarerà: “Voi, non so di dove siete. Allontanatevi da me, voi tutti operatori di ingiustizia!”.
Là ci sarà pianto e stridore di denti, quando vedrete Abramo, Isacco e Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio, voi invece cacciati fuori.
Verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno e siederanno a mensa nel regno di Dio. Ed ecco, vi sono ultimi che saranno primi, e vi sono primi che saranno ultimi».
Parola del Signore
Preghiera dei fedeli
Gesù ci chiede di vivere la vita come un costante impegno nell’obbedienza al suo Vangelo. Questa radicalità può sorgere solo da una sincera conversione alla sua Parola.
Preghiamo insieme e diciamo: Salvaci, Signore.

1. Perché la Chiesa sia fedele alla missione che le hai affidato di annunciare a tutti il Vangelo della misericordia. Preghiamo.
2. Perché la grandezza del tuo amore vinca l’incapacità degli uomini di perdonarsi reciprocamente. Preghiamo.
3. Perché nelle prove della vita non disperiamo mai della tua provvidenza. Preghiamo.
4. Perché la nostra vita non sia contraddittoria con la testimonianza del Vangelo, ma diventi continuo impegno perché tutti siano salvati nell’amore fraterno. Preghiamo.
5. Per le nostre sorelle OLIVO SUSANNA CUDIN e RATZENBECK FABIOLA DI BELLO  che Dio ha reso partecipi del Mistero Pasquale di Cristo, perché vivano in eterno la comunione dei santi in paradiso. Preghiamo.   
   O Padre, aiutaci ad aprire il cuore alla tua misericordia e ad avere fiducia nella tua promessa. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.

Post 1112: mmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmm

Ma domani, domani, domani, lo so
Lo so che si passa il confine,
E di nuovo la vita sembra fatta per te e comincia domani domani è già qui.....

Dom - quindicinale di informazione ci parla di Mons. Livio Carlino

"Un periodico come strumento di informazione all’interno della comunità slovena e di interscambio culturale tra i popoli delle regioni confinanti." questo è DOM quindicinale che ha la sua redazione a Cividale ci parla dell'arrivo sulle rive del Natisone del nostro Livio che è pure don!
Fonte


Mons. Livio Carlino arciprete di Cividale e vicario foraneo
Mons. Livio Carlino è il nuovo arciprete e vicario foraneo di Cividale. A poche settimane dall’annuncio della nomina di mons. Guido Genero all’incarico di vicario generale dell’Arcidiocesi, la comunità parrocchiale di Santa Maria Assunta e la forania di Cividale possono già salutare con gioia il loro nuovo pastore. 56 anni, originario di Sevegliano di Bagnaria Arsa, mons. Carlino è sacerdote dal 1978. Ha operato quasi per 5 anni come cooperatore parrocchiale della Cattedrale di Udine e poi, per altri 12 anni, col medesimo incarico a Tolmezzo. Nel marzo del 1995 la nomina a parroco nella comunità di Gonars. Nel 2001 era diventato parroco di S. Giorgio di Nogaro e vicario foraneo di Porpetto. Non è ancora stata fissata la data dell’ingresso a Cividale.    

Ci ha lasciato senza parole...(il portale della Diocesi ci riferisce)

TRAGEDIA DI GONARS
Celebrati i funerali delle vittime versione testuale
L'Arcivescovo: "Disgrazia senza risposte, dalla preghiera le uniche parole"
La chiesa parrocchiale di Gonars
La chiesa parrocchiale di Gonars
GONARS (16 agosto h.19.00) - Tutto il paese di Gonars si è fermato per dare l’ultimo saluto a Sonia Segafreddo e ai suoi 2 figli, Chiara di 14 e Federico di 5 anni, morti carbonizzati in seguito al tragico incidente avvenuto giovedì pomeriggio sulla statale “Napoleonica”. I funerali sono stati celebrati questo pomeriggio nella parrocchiale del paese. A presiedere le esequie l’Arcivescovo di Udine mons. Andrea Bruno Mazzocato, accompagnato dai parroci di Gonars e Talmassons, paese di origine dell’automobilista che ha originato l’incidente.
“Non troviamo risposta alle tante domande sul perché sia successa e possa succedere una disgrazia così grande. Sentiamo che è povero e debole ogni nostro discorso “ - ha detto mons. Mazzocato nell’omelia - possiamo solo provare a dire il nostro dolore con la preghiera
TESTO DELL' INTRODUZIONE E DELL' OMELIA
(Giob 19,1.23-27; Gv 19,17-18.25-30)
INTRODUZIONE
Care sorelle e fratelli, spontaneamente ci siamo riuniti numerosi per partecipare a questa S. Messa di suffragio per la cara Sonia e per i suoi due figlioletti Chiara e Federico. Ma qui siamo molti di più di quelli che ci possiamo fisicamente vedere perché tutto il Friuli, tutti i cristiani della Diocesi partecipano con il pensiero e con il cuore all’ultimo saluto cristiano che, in preghiera, vogliamo dare a mamma Sonia e ai suoi figli che la morte cieca ha strappato all’affetto del marito e papà Roberto, ai nonni, ai parenti, alla comunità di Gonars e a tutti noi.
Il dolore in questi giorni ci ha toccato profondamente tutti e ha fatto nascere dal nostro cuore sentimenti di partecipazione e di solidarietà che ci hanno fatto sentire una sola grande comunità umana e cristiana; una sola grande famiglia che nel momento della sofferenza si abbraccia per affrontare la prova. Questa grande famiglia ora si mette in preghiera. Deponiamo nelle braccia della misericordia di Dio Sonia con Chiara e Federico e preghiamo per il marito e papà Roberto, per i nonni e i parenti, per tutta la comunità di Gonars.
OMELIA
Care sorelle e fratelli, questa morte improvvisa e straziante di mamma Sonia e dei suoi figlioli Chiara e Federico ci ha lasciato senza parole. Il vuoto incolmabile che ha creato nel tuo cuore, Roberto, nel cuore di voi nonni e parenti e anche di voi, cristiani di Gonars, ci porta a stare in silenzio, stringendoci uno vicino all’altro.
Non troviamo risposta alle tante domande sul perché sia successa e possa succedere una disgrazia così grande. Sentiamo che è povero e debole ogni nostro discorso.
Forse ci restano nel cuore solo parole di preghiera perché sono suggerite dalla fede che non ci abbandona nei momenti in cui il male è più forte di noi e stravolge la vita.
Proviamo a dire il nostro dolore con la preghiera:
“O Gesù, nostro fratello e nostro Signore, mettiamo nelle tue mani mamma Sonia, la cara Chiara e il piccolo Federico. Ci fidiamo solo di te perché le tue mani sono piagate dai chiodi della crocifissione e il tuo cuore è squarciato dal colpo di lancia.
Ci fidiamo di te perché hai patito sul tuo corpo lo strazio di una morte violenta e ingiusta. Anche la morte di Sonia, Chiara e Federico è stata violenta e, ci sembra, tanto ingiusta. Non riusciamo a capire il perché di un male così cieco a cattivo. Solo ti preghiamo di tenere stretta a te mamma Sonia e i suoi figlioli. Essi erano già uniti a te col battesimo, la cresima, la comunione eucaristica.
Ora portali con te in quella vita eterna nella quale tu sei entrato per primo superando la morte, anche se il tuo corpo era stato deposto, dilaniato, in un sepolcro. Tienili uniti a te e tra di loro, per sempre, nell’eternità.
O Maria, Madre nostra Addolorata, tu sei rimasta sotto la croce dove veniva inchiodato tuo figlio Gesù; sei rimasta con il dolore che, come spada, ti trafiggeva l’anima e umanamente impotente di portare a lui qualunque aiuto.
Poi hai accolto tra le braccia il suo corpo completamente rovinato dalla cattiveria e dalla morte e lo hai deposto in una tomba che pietosamente ti era stata messa a disposizione.
Sta vicino a Roberto che si è trovato impotente davanti alla croce della moglie Sonia e dei suoi cari figli, Chiara e Federico e che, ora, pone i loro corpi a riposare in un sepolcro.
Fatti sentire accanto a lui e dona alla sua mente e al suo cuore un po’ della tua forza e della tua speranza che hai nel tuo cuore di Madre.
Tu hai ritrovato tuo Figlio Gesù che ti è venuto incontro risorto il mattino di Pasqua. Dona a Roberto, ai familiari e a tutti noi la speranza per attendere che Sonia, Chiara, Federico e tanti altri nostri cari defunti ci vengano incontro oltre anche la morte, in quella vita eterna dove sei tu ora, o Madre con Gesù tuo Figlio e nostro fratello e Signore.
Donaci la forza, che tu hai avuto, di trasformare il grande dolore in amore. Aiutaci ad essere uniti tra di noi non solo oggi ma sempre, sostenendo chi tra noi è più debole. Così vivremo in quell’amore di Gesù che riempie il cuore dei nostri defunti e il tuo, o Maria, Consolatrice degli afflitti. Amen”.




Da coppia a FAMIGLIA

CORSI PER FIDANZATI
La Regione a scuola dalle Parrocchie   versione testuale
Finanziati in tutto 87 progetti di formazione per coppie e genitori

UDINE - 12 agosto h.17.00 - La Regione  ha recentemente resa nota la graduatoria dei  progetti per favorire la formazione di  future famiglie. Si tratta di una proposta che ha  ispirazione dai corsi prematrimoniali di parrocchie e foranie. Tra i progetti finanziati c’è il percorso “Da coppia a famiglia” proposto dai salesiani della Viarte  di Santa Maria La Longa e che dovrebbe partire il prossimo autunno a San Giorgio di Nogaro e sarà aperto a tutti gli interessati.
“Si tratta di un corso sperimentale perché finora queste esperienze erano legate al celebrazione del matrimonio cattolico” spiega il dott. Cristian Vecchiet referente del corso. "Negli incontri verrà affrontata con particolare attenzione la questione della progettualità di coppia che oggi è spesso a termine ovvero finché tutto va bene" spiega Vecchiet. La Viarte attiverà presto anche un corso per genitori, su modalità in questo caso già sperimentate, che avrà diverse sedi: Palmanova Cervignano e San Giorgio di Nogaro. Tra i temi che verranno approfonditi c’è il recupero della dimensione dell’autorità distinta dall’autorevolezza che è legata alla dimensione soggettiva piuttosto che a quella istituzionale e sociale

Foglio della Collaborazione Pastorale Di San Giorgio di Nogaro

V DOMENICA DI PASQUA – ANNO A - 3 maggio 2026

  Messa del Giorno V DOMENICA DI PASQUA – ANNO A Antifona Cantate al Signore un canto nuovo, perché ha compiuto meraviglie; agli occhi delle...