Alcuni files in movimento completano il racconto della prima messa celebrata da Mons. Mazzocato a San Giorgio

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San Zorz international

Nello stabilimento di San Giorgio di Nogaro, Taghleef Industries ha messo in funzione la prima linea per la produzione dei film Nativia, realizzati con acido polilattico (PLA) Ingeo della statunitense NatureWorks LCC.
L'impianto, avviato il 18 agosto, dopo una settimana di prove è entrato a regime e le prime consegne di biofilm BOPLA, negli spessori di 25 e 30 my metalizzato, sono previste in questi giorni. La linea di estrusione era stata ordinata a Brückner cinque mesi fa.
Lo stabilimento di San Giorgio di Nogaro era stato acquisito dal gruppo arabo nel 2008 da Radici Film.

Domenica 5 settembre 2010

XXIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C)
 
PRIMA LETTURA (Sap 9,13-18)
Chi può immaginare che cosa vuole il Signore?

Dal libro della Sapienza

Quale, uomo può conoscere il volere di Dio?
Chi può immaginare che cosa vuole il Signore?
I ragionamenti dei mortali sono timidi
e incerte le nostre riflessioni,
perché un corpo corruttibile appesantisce l’anima e la tenda d’argilla opprime una mente piena di preoccupazioni.
A stento immaginiamo le cose della terra,
scopriamo con fatica quelle a portata di mano;
ma chi ha investigato le cose del cielo?
Chi avrebbe conosciuto il tuo volere,
se tu non gli avessi dato la sapienza
e dall’alto non gli avessi inviato il tuo santo spirito?
Così vennero raddrizzati i sentieri di chi è sulla terra; gli uomini furono istruiti in ciò che ti è gradito e furono salvati per mezzo della sapienza».
Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 89)
Rit: Signore, sei stato per noi un rifugio di generazione in generazione.

Tu fai ritornare l’uomo in polvere,
quando dici: «Ritornate, figli dell’uomo».
Mille anni, ai tuoi occhi,
sono come il giorno di ieri che è passato,
come un turno di veglia nella notte. Rit.

Tu li sommergi:
sono come un sogno al mattino,
come l’erba che germoglia;
al mattino fiorisce e germoglia,
alla sera è falciata e secca. Rit.

Insegnaci a contare i nostri giorni
E acquisteremo un cuore saggio.
Ritorna, Signore: fino a quando?
Abbi pietà dei tuoi servi! Rit.

Saziaci al mattino con il tuo amore:
esulteremo e gioiremo per tutti i nostri giorni.
Sia su di noi la dolcezza del Signore, nostro Dio:
rendi salda per noi l’opera delle nostre mani,
l’opera delle nostre mani rendi salda. Rit.

SECONDA LETTURA (Fm 1,9-10.12-17)
Accoglilo non più come schiavo, ma come fratello carissimo.

Dalla lettera a Filèmone

Carissimo, ti esorto, io, Paolo, così come sono, vecchio, e ora anche prigioniero di Cristo Gesù. Ti prego per Onèsimo, figlio mio, che ho generato nelle catene. Te lo rimando, lui che mi sta tanto a cuore.
Avrei voluto tenerlo con me perché mi assistesse al posto tuo, ora che sono in catene per il Vangelo. Ma non ho voluto fare nulla senza il tuo parere, perché il bene che fai non sia forzato, ma volontario.
Per questo forse è stato separato da te per un momento: perché tu lo riavessi per sempre; non più però come schiavo, ma molto più che schiavo, come fratello carissimo, in primo luogo per me, ma ancora più per te, sia come uomo sia come fratello nel Signore.
Se dunque tu mi consideri amico, accoglilo come me stesso.
Parola di Dio

Canto al Vangelo (Sal 118,135)
Alleluia, alleluia.
Fa’ risplendere il tuo volto sul tuo servo
e insegnami i tuoi decreti.
Alleluia.

VANGELO (Lc 14,25-33)
Chi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo.

+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, una folla numerosa andava con Gesù. Egli si voltò e disse loro:
«Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo.
Colui che non porta la propria croce e non viene dietro a me, non può essere mio discepolo.
Chi di voi, volendo costruire una torre, non siede prima a calcolare la spesa e a vedere se ha i mezzi per portarla a termine? Per evitare che, se getta le fondamenta e non è in grado di finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo: “Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro”.
Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila? Se no, mentre l’altro è ancora lontano, gli manda dei messaggeri per chiedere pace.
Così chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo».
Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
PREGHIERA DEI FEDELI
C – Fratelli e sorelle, la Parola che abbiamo accolto ci pone davanti a Dio con le mani innalzate al cielo per domandare il suo aiuto: solo con la sapienza che viene dall’alto possiamo capire la sua volontà e camminare sulla via della croce dietro a Cristo ed essere suoi discepoli.
L - Preghiamo insieme e diciamo:
Guida i nostri passi,o Padre, sulla via di Gesù.
1.      Per i pastori della Chiesa, i catechisti, gli educatori, i genitori cristiani, perché annuncino con coraggio la Parola di Gesù, anche quando diventa scomoda e impegnativa da vivere. Preghiamo.
2.      Per tutti i popoli del mondo, perché siano sempre rispettati i diritti umani soprattutto nei confronti delle persone più deboli e indifese. Preghiamo.
3.      Per i governanti e per gli uomini di cultura e di scienza, perché si facciano guidare dalla sapienza di Dio per condurre l’umanità sulla via della pace. Preghiamo.
4.      Per i cristiani che vivono l’esperienza della malattia, perché con l’aiuto di Dio donino la propria vita in unione alla croce di Cristo. Preghiamo.
5.      Per la nostra Comunità parrocchiale, perché ci riconosciamo fratelli e sorelle, non solo a parole, ma ci accogliamo nella fede come un dono di Dio gli uni per gli altri. Preghiamo.
6.      Perché i donatori di sangue diventino sempre di più testimoni del tuo amore nella nostra società. Preghiamo.
C – Dio, Padre buono, tu conosci la nostra debolezza e sai quanto siamo attaccati alle cose della terra. Gesù, tuo Figlio, ci mostra la strada per essere suoi discepoli, una strada irta e difficile soprattutto perché non mettiamo te al primo posto. Donaci il coraggio per rinnegare noi stessi e la perseveranza per camminare nella fede in tutta la nostra vita. Per Cristo nostro Signore.   T - Amen.


...qui trasparente di luce, lì offuscato da ombre...Tony, ci segnala

Fonte

Santificarci Chiesa Stampa E-mail
Venerdì 11 Giugno 2010 16:00
Come è facile costatare, si sta facendo strada in mezzo ai cristiani il desiderio profondo, l’urgenza – vorrei dire – di servire la Chiesa, ma non tanto e non solo in modo esterno e materiale, quanto piuttosto in maniera diversa, più consona alla loro fede, più essenziale.

Si avverte che, specie fra i laici, il modo di farsi santi, così come è stato concepito finora, è poco sentito, anzi a volte è considerato superato. Lo stile di santità del cristiano d’oggi va oltre quello di una perfezione cercata individualmente, e si esprime spesso così: vogliamo farci santi insieme, desideriamo una santità collettiva.

Così si vanno formando qua e là gruppi di cristiani impegnati, che uniti tendono a Dio.
Ebbene, ci sembra che sia Dio a volere ciò, purché il tutto abbia un timbro ampio, un respiro ecclesiale, l’amorosa unità con la Gerarchia.
Il volto della Chiesa, qui trasparente di luce, lì offuscato da ombre, deve riflettersi in ogni cristiano, in ogni gruppo di cristiani: il che significa che dobbiamo sentire nostre non solo tutte le gioie della Chiesa, le sue speranze, le sue sempre nuove fioriture, le sue conquiste, ma soprattutto sentire nostri tutti i suoi dolori: quello della non piena comunione tra le Chiese, quello lancinante di dolorose situazioni, di contestazioni negative, della minaccia di scalzare tesori secolari; quello angoscioso dei tanti che rinnegano o non accettano il messaggio che Dio annuncia al mondo per la sua salvezza.
In tutte queste ambasce, soprattutto in quelle spirituali, la Chiesa che soffre appare come il Crocifisso dei nostri tempi che grida: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?».

Tempo fa sono stata alla Verna. Vi ho meditato l’eccezionale dono delle stigmate che Dio ha fatto a Francesco, a suggello della sua imitazione di Cristo, del suo essere cristiano.
Ho pensato che tutti i veri cristiani dovrebbero essere degli stigmatizzati, non già nel senso straordinario ed esterno, ma spirituale.
E mi è parso di capire che le stigmate del cristiano dei nostri giorni sono appunto le misteriose ma reali piaghe della Chiesa di oggi.
Se la carità di Cristo non è così dilatata da provare in noi il dolore di queste piaghe, non siamo come Dio oggi ci vuole.
In questo tempo non è sufficiente una santità solo individuale, e nemmeno una comunitaria, ma chiusa. Occorre sentire in noi i sentimenti di dolore e anche di gioia che Cristo nella sua Sposa oggi sente.
Occorre santificarci Chiesa.
(Chiara Lubich, La dottrina spirituale, Mondadori 2001 p.160)

Primo incontro tra Mons. Igino Schiff, don Ennio Gobbato, don Denis Ekyoci e la rappresentanza dei Consigli Pastorali delle Comunità del Sangiorgino e di Porpetto

COMUNICATO

Il giorno 31 agosto mons. Igino Schiff, assieme a don Ennio Gobbato e a don Denis Ekyoci, ha incontrato i direttori e  i segretari dei consigli pastorali parrocchiali, i referenti d'ambito e  i sacrestani delle parrocchie di Porpetto, Porto Nogaro, San Giorgio, Villanova e Zellina. E' stato un momento di presentazione da parte  dei sacerdoti  che ci hanno invitato ad affrontare insieme, nella fede, nella speranza e nella carità,  le sfide che ci stanno davanti.
 E' stata decisa la data del loro ingresso che è prevista per domenica 31 ottobre alle ore 16.00 nel duomo di San Giorgio. Per quella domenica il numero delle Sante Messe celebrate nelle nostre comunità subirà una probabile riduzione.
Per prepararci all'arrivo dei nuovi sacerdoti  ci ritroveremo per una veglia di preghiera il giorno venerdì 22 ottobre.Il programma dettagliato sarà comunicato più avanti.

L'arcivescovo di Udine a San Giorgio di Nogaro nella XXII domenica del tempo ordinario

ore 10.57: chierichetti dal sagrato scrutano la strada aspettando l'automobile di S. E. l'Arcivescovo di Udine Mons Andrea Bruno Mazzoccato...il parroco è impaziente, il fotografo pure...

Puntuale, non è passato ancora il tipico quarto d'ora accademico!




Un momento di raccoglimento davanti al Santissimo.

Il direttore del Consiglio Pastorale Parrocchiale accoglie l'Arcivescovo e lo ringrazia delle nomine di Mons. Schiff a parroco delle comunità del comune di San Giorgio di Nogaro: Zellina, Porto Nogaro, Villanova; di don Denis Ekyoci a vicario parrocchiale di San Giorgio; di don Ennio Gobbato a parroco di Porpetto.





La prima lettura

La seconda lettura

Il Diacono si prepara a proclamare il Vangelo


L'Arcivescovo impegnato nella spiegazione della Parola di Dio

Nel grande banchetto della vita gli ultimi devono impegnarsi ad aiutare chi è in difficoltà, prendiamo esempio da Maria, dai Santi....è un'omelia riferita non solo ai fedeli, ai laici ma anche ai pastori e ai sacerdoti.



Alla Santa Messa hanno assistito fedeli delle comunità che di solito la domenica sono assistite da don Livio.




L'orazione finale.

Alla fine della celebrazione Mons Carlino ha ringraziato per la presenza l'arcivescovo e anche i fedeli presenti dando gli avvisi.


Alla Santa Messa hanno assistito i coniugi Ferro che oggi celebravano il XXV° di matrimonio, hanno ricevuto una benedizione particolare da parte del Celebrante.






In sacrestia Mons. Andrea Bruno ha voluto la foto con i ministranti. E' una foto significativa: sullo sfondo si vede uno dei primi quadri utilizzati in Duomo prima del restauro definitivo.


Incontro dopo la messa con alcuni componenti del Consiglio Pastorale Parrocchiale di Porpetto.




Ultimo scatto in attesa del pranzo.

Il portale della Diocesi racconta: buon lavoro a chi guida....

Nuove guide in 20 comunità Mons. Schiff a Porpetto-S. Giorgio, don Gervasia S. Marco. Don Geretti nuovo direttore dell’Ufficio diocesano per la catechesi e delegato episcopale per la cultura




Clicca sulla foto per ingrandirla ! Al fine di provvedere alle necessità pastorali della diocesi, l’Arcivescovo di Udine, mons. Andrea Bruno Mazzocato, ha disposto mercoledì 25 agosto una ampia serie di nuovi incarichi pastorali. Importante novità nei centri pastorali diocesani, dove don Alessio Geretti (36 anni) diventa direttore dell’Ufficio diocesano per l’iniziazione cristiana e la catechesi (incarico fino ad oggi ricoperto da don Roberto Gabassi), oltre che delegato episcopale per la cultura. Originario della comunità del Buon Pastore a Udine e attualmente (dal 1998) vicario parrocchiale a Tolmezzo, don Geretti è molto conosciuto per essere l’«anima» delle prestigiose mostre d’arte che si svolgono dal 2004 a Illegio. Cambiamenti molto rilevanti anche nella forania di Porpetto, dove l’uscente vicario episcopale per la pastorale, mons. Igino Schiff (69 anni), diventa vicario foraneo nonché parroco di S. Giorgio di Nogaro, Porpetto, Porto Nogaro, Villanova e Zellina. Sostituisce mons. Livio Carlino, da poco nominato arciprete di Cividale. A coadiuvare mons. Schiff in questi impegnativi incarichi arrivano anche don Ennio Gobbato (48 anni) come parroco «in solidum» di Porpetto e don Denis Ekjoci M’Cinda (45 anni, sacerdote congolese della diocesi di Uvira) come vicario cooperatore di S. Giorgio di Nogaro. Don Denis lascia la forania di Latisana, di cui era cooperatore, specie nelle comunità di Ronchis e Fraforeano. Cambiano guida anche due comunità parrocchiali di Udine. A S. Marco in Chiavris, dopo il recente saluto dell’ex parroco don Sergio De Cecco, diventato direttore spirituale in Seminario, arriva come parroco don Carlo Gervasi, 54 anni, che lascia la parrocchia di S. Cromazio dove lo sostituirà don Armando Marangone, 71 anni. Don Marangone, a sua volta, lascia le parrocchie di Moruzzo e di Caporiacco. Nella prima verrà sostituito da don Ernesto Balzarin, 59 anni, già parroco di S. Margherita del Gruagno e amministratore parrocchiale di Nogaredo di Prato, incarichi questi che mantiene. La comunità di Caporiacco avrà invece come amministratore parrocchiale don Sandro Tirelli (46 anni), già parroco di Ciconicco e Villalta (incarichi che mantiene). Sempre nella forania di Fagagna, don Marco Visintini (55 anni) diventa parroco delle comunità di S. Vito di Fagagna, Silvella e Madrisio, «orfane» del compianto mons. Luciano Felice, recentemente scomparso. Torniamo nella Bassa Friulana, perché anche nella forania di Palmanova si registra una novità. Don Pietro Del Fabbro (69 anni), di rientro dalle missioni brasiliane di Quiterianopolis dove ha operato come «Fidei donum», viene nominato parroco a Bicinicco (dove sostituisce don Liliano Pacco) e S. Maria la Longa (dov’era amministratore parrocchiale il foraneo mons. Angelo Del Zotto). Due nomine riguardano anche la zona collinare, in particolare la forania di Tarcento. Don Giuliano Del Degan (38 anni), già vicario parrocchiale a Tarcento, diventa parroco «in solidum» di Billerio e Magnano in Riviera, mentre don Enzo Cudiz (50 anni), anche lui già vicario parrocchiale a Tarcento, diventa parroco «in solidum» di Coja e Sammardenchia. L’ampio giro di nomine coinvolge anche la montagna friulana. A Sappada diventa parroco don Michele Molaro (39 anni), che lascia Chiusaforte e Resiutta. Infine a Tolmezzo, a coadiuvare l’arcidiacono mons. Angelo Zanello, arriva come vicario parrocchiale don Fabio Filiputti (32 anni), che lascia l’incarico di vicario parrocchiale ad Ampezzo.



Foglio Parrochiale:Domenica 29 agosto 2010



Post 1121: Il nuovo Parroco di di San Giorgio di Nogaro, Porpetto, Porto Nogaro, Villanova e Zellina

Il nuovo Parroco
Venerdì sera ai direttori dei Consigli Pastorali delle nostre Parrocchie è stato comunicato che l’Arcivescovo, dopo la nomina di don Livio a Parroco di Cividale del Friuli, ha provveduto alla nomina di una nuovo sacerdote per tutte le nostre comunità nella persona di Schiff mons. Igino  che sarà dunque parroco di San Giorgio di Nogaro, Porpetto, Porto Nogaro, Villanova e Zellina Una nomina attesta da tutti. Già molte persone lo conoscono in quanto in questi anni ha più volte celebrato nelle nostre comunità. Tra l’altro è stato ordinato sacerdote nel nostro Duomo il 29 giugno 1964 assieme a don Vittorino Ghenda e don Alessandro Belliato.
Mons. Igino viene da Porpetto e dopo la sua ordinazione ha prestato servizio per cinque anni come cappellano a Palazzolo dello Stella poi è passato all’IFO di Cividale per la gioventù e dopo un anno di amministratore parrocchiale a Villanova è diventato parroco, per quattordici anni di Bertiolo, Pozzecco e Sterpo. Nel 1989 è diventato Parroco Arciprete di Palmanova fino al 2001 quando l’Arcivescovo d’allora, mons. Brollo, lo ha nominato Vicario Episcopale per la Pastorale. Ora ritorna come pastore in questa comunità che lo ha visto “nascere” come prete con il Sacramento dell’Ordine.Con mons. Igino giungerà anche Gobbato don Ennio come parroco “in solidum” di Porpetto.originario di Goricizza di Codroipo, ed è stato ordinato sacerdote 25 settembre 1994. Ha fatto servizio nelle comunità di Gradiscutta di Varmo, Tricesimo, Corno di Rosazzo, Palazzolo dello Stella e attualmente vicario parrocchiale a Palmanova.
A loro si unirà anche don Denis Ekyoci nato nel 1965 in Congo e ordinato Sacerdote il 26 luglio 1992. Una vocazione nata dall’incontro nei pressi del lago Tanganyka con un missionario fiulano nel 1978, p. Renzo Bon, attualmente parroco di Forni di Sopra. Dopo quattro anni di ministero nella diocesi di origine è venuto a Roma per completare i suoi studi. Dal 2000 ha svolto il suo ministero nella nostra Diocesi come vicario parrocchiale di Latisanotta fino al 2003 e poi, dopo aver insegnato per un anno nel Seminario della sua diocesi di origine,  di Ronchis di Latisana. Sarà in mezzo a noi come vicario parrocchiale di San Giorgio di Nogaro.
Rimane sempre qui a San Giorgio don Gigi Regeni che già conosciamo e ormai da sette anni opera e continuerà il suo servizio alle nostre comunità.
Vogliamo ringraziare il Signore per questi quattro presbiteri dati alle nostre comunità ricordandoli nelle nostre preghiere nell’attesa di poterli incontrare ed accoglierli come nostri pastori.

Ciò che il Diritto Canonico dice sulla figura del parroco
Il parroco è il pastore proprio della parrocchia affidatagli, esercitando la cura pastorale di quella comunità sotto l'autorità del Vescovo diocesano, con il quale è chiamato a partecipare al ministero di Cristo, per compiere al servizio della comunità le funzioni di insegnare, santificare e governare, anche con la collaborazione di altri presbiteri o diaconi e con l'apporto dei fedeli laici, a norma del diritto. (Can. 519)
Il parroco è tenuto a fare in modo che la parola di Dio sia integralmente annunciata a coloro che si trovano nella parrocchia; perciò curi che i fedeli laici siano istruiti nelle verità della fede, soprattutto con l'omelia delle domeniche e delle feste di precetto e con l'istruzione catechetica; favorisca inoltre le attività che promuovono lo spirito evangelico, anche in ordine alla giustizia sociale; abbia cura speciale della formazione cattolica dei fanciulli e dei giovani; si impegni in ogni modo, anche con la collaborazione dei fedeli, perché l'annuncio evangelico giunga anche a coloro che si sono allontanati dalla pratica religiosa o non professano la vera fede. Can. 528 - §1.
Il parroco riconosca e promuova il ruolo che hanno i fedeli laici nella missione della Chiesa, favorendo le loro associazioni che si propongono finalità religiose. Collabori col proprio Vescovo e col presbiterio della diocesi, impegnandosi anche perché i fedeli si prendano cura di favorire la comunione parrocchiale, perché si sentano membri e della diocesi e della Chiesa universale e perché partecipino e sostengano le opere finalizzate a promuovere la comunione. (Can. 529 §2)
Le funzioni affidate al parroco in modo speciale sono le seguenti: 1) amministrare il battesimo; 2) amministrare il sacramento della confermazione a coloro che sono in pericolo di morte 3) amministrare il Viatico e l'unzione degli infermi, e impartire la benedizione apostolica; 4) assistere al matrimonio e benedire le nozze; 5) celebrare i funerali; 6) benedire il fonte battesimale nel tempo pasquale, guidare le processioni fuori della chiesa e impartire le benedizioni solenni fuori della chiesa; 7) celebrare l'Eucaristia più solenne nelle domeniche e nelle feste di precetto. (Can. 530)

Domenica 29 agosto 2010 - Celebrante: S.E. Mons. Andrea Bruno Mazzocato Arcivescovo di Udine


XXII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C)
"Come sono belli sui monti i piedi del messaggero di lieti annunzi..."

PRIMA LETTURA (Sir 3,19-21.30-31)














Fatti umile, e troverai grazia davanti al Signore.
Dal libro del Siràcide

Figlio, compi le tue opere con mitezza,
e sarai amato più di un uomo generoso
.
Quanto più sei grande, tanto più fatti umile,
e troverai grazia davanti al Signore.
Molti sono gli uomini orgogliosi e superbi,
ma ai miti Dio rivela i suoi segreti.
Perché grande è la potenza del Signore,
e dagli umili egli è glorificato.
Per la misera condizione del superbo non c’è rimedio,
perché in lui è radicata la pianta del male.
Il cuore sapiente medita le parabole,
un orecchio attento è quanto desidera il saggio.
Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 67)
Rit: Hai preparato, o Dio, una casa per il povero.
I giusti si rallegrano,
esultano davanti a Dio
e cantano di gioia.
Cantate a Dio, inneggiate al suo nome:
Signore è il suo nome. Rit.

Padre degli orfani e difensore delle vedove
è Dio nella sua santa dimora.
A chi è solo, Dio fa abitare una casa,
fa uscire con gioia i prigionieri. Rit.

Pioggia abbondante hai riversato, o Dio,
la tua esausta eredità tu hai consolidato
e in essa ha abitato il tuo popolo,
in quella che, nella tua bontà,
hai reso sicura per il povero, o Dio. Rit.

SECONDA LETTURA
(Eb 12,18-19.22-24)
Vi siete accostati al monte Sion, alla città del Dio vivente.
Dalla lettera agli Ebrei

Fratelli, non vi siete avvicinati a qualcosa di tangibile né a un fuoco ardente né a oscurità, tenebra e tempesta, né a squillo di tromba e a suono di parole, mentre quelli che lo udivano scongiuravano Dio di non rivolgere più a loro la parola.
Voi invece vi siete accostati al monte Sion, alla città del Dio vivente, alla Gerusalemme celeste e a migliaia di angeli, all’adunanza festosa e all’assemblea dei primogeniti i cui nomi sono scritti nei cieli, al Dio giudice di tutti e agli spiriti dei giusti resi perfetti, a Gesù, mediatore dell’alleanza nuova.
Parola di Dio

Canto al Vangelo (Mt 11,29)
Alleluia, alleluia.
Prendete il mio giogo sopra di voi, dice il Signore,
e imparate da me, che sono mite e umile di cuore.
Alleluia.

VANGELO (Lc 14,1.7-14)
Chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato.
+ Dal Vangelo secondo Luca

Avvenne che un sabato Gesù si recò a casa di uno dei capi dei farisei per pranzare ed essi stavano a osservarlo.
Diceva agli invitati una parabola, notando come sceglievano i primi posti: «Quando sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo posto, perché non ci sia un altro invitato più degno di te, e colui che ha invitato te e lui venga a dirti: “Cèdigli il posto!”. Allora dovrai con vergogna occupare l’ultimo posto. Invece, quando sei invitato, va’ a metterti all’ultimo posto, perché quando viene colui che ti ha invitato ti dica: “Amico, vieni più avanti!”. Allora ne avrai onore davanti a tutti i commensali. Perché chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato».
Disse poi a colui che l’aveva invitato: «Quando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici né i tuoi fratelli né i tuoi parenti né i ricchi vicini, perché a loro volta non ti invitino anch’essi e tu abbia il contraccambio. Al contrario, quando offri un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; e sarai beato perché non hanno da ricambiarti. Riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti».
Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
C – Fratelli e sorelle, non è certamente spontaneo e istintivo l’atteggiamento che la Parola di Dio, oggi, ci ha invitato ad assumere: quello dell’umiltà, del puntare agli ultimi posti, dell’accogliere i più disprezzati. Per questo è necessario chiedere nella preghiera a Dio il dono della bontà e della mansuetudine, guardando all’esempio di Gesù.
L - Preghiamo insieme e diciamo: Rendici umili e accoglienti, Signore.
1. Fa’ che la tua chiesa, guidata dal suo arcivescovo Andrea Bruno, diventi comunità di perdono e di festa, dove tutti si riconoscono fratelli invitati a partecipare delle inesauribili ricchezze del tuo amore. Per questo ti preghiamo.
2. Infondi nel cuore dei politici e dei governanti uno spirito di vera umiltà, che li renda consapevoli di essere chiamati a spendere energie e capacità a servizio del bene comune e non per i propri interessi personali. Per questo ti preghiamo.
3. Poni accanto ai più poveri ed emarginati, persone di buona volontà che sappiano rivelare la tua paterna sollecitudine, facendosi carico delle loro sofferenze e colmando di affetto la loro solitudine. Per questo ti preghiamo.
4. Rendi sempre più conforme al tuo Figlio diletto la vita dei giovani: siano animati dalla verità e accesi dal desiderio di essere artefici di comunione e di solidarietà. Per questo ti preghiamo.
5. Apri il nostro cuore perché sappiamo accogliere come tuo dono alle nostre comunità mons. Igino, don Denis (si legge Denì)e don Ennio, per questo ti preghiamo.
6. Gesù, Ti sei donato perché tutti gli uomini fossero salvi: accogli nel tuo regno la nostra sorella defunta BARBUIO ALBA GIGANTE, che questa settimana ci ha lasciato, per questo ti preghiamo.
C – O Padre, che inviti i piccoli e i poveri alla mensa del tuo regno, donaci un cuore grande ed accogliente nei confronti dei nostri fratelli e fa’ che seguiamo tuo Figlio nella via della vera umiltà. Egli vive e regna per tutti i secoli dei secoli. T - Amen

100 anni fa nacque Madre Teresa

  Sulle tracce di Madre Teresa, combattere l’aborto con l’adozione -



È la formula della fondatrice delle Missionarie della Carità spiegata ad AsiaNews da suor Jenvie, che da oltre 20 anni lavora nell’orfanotrofio di Ahmedabad. Protagonista di un miracolo, la madre racconta: “Lavoriamo bene, tanto che oggi i medici consigliano a chi chiede di abortire di venire prima da noi”.

Ahmedabad (AsiaNews) – Combattere l’aborto tramite l’adozione. È la formula, lanciata da madre Teresa di Calcutta, che oggi le sue Missionarie della Carità usano per fermare la piaga dell’interruzione di gravidanza in uno dei Paesi più colpiti dal fenomeno. Lo spiega ad AsiaNews suor Jenvie, che si unì alle religiose della Beata quando aveva soltanto 17 anni, scrivendo in segreto a madre Teresa per chiedere di poter essere ammessa a “servire i più poveri fra i poveri”.

Suor Jenvie vive e presta la sua missione nella casa delle Missionarie di Ahmedabad, il Nirmala Shishu Bhavan Bhimjipura, sin dal 1989. Tra l’altro, è protagonista lei stessa di un piccolo miracolo: il giorno prima di pronunciare i suoi voti, cadde infatti in coma per un male non diagnosticato. Dopo tre giorni, i medici ne pronunciarono la dichiarazione di morte. Avvertite dell’accaduto, le sue future consorelle iniziarono a pregare per lei, che riprese a respirare.

Più tardi, quel giorno, la stessa Madre Teresa andò a prenderla insieme a quattro consorelle per portarla via. Nel biglietto di dimissioni, scrisse che “riportava a casa la sua bambina”. Nel sanitario della casa, si scoprì che era affetta da tubercolosi: grazie alle preghiere e alle cure delle Missionarie, tuttavia, riuscì a sconfiggerla e­ – oltre 20 anni dopo – continua a lottare contro la piaga dell’aborto.

Ad AsiaNews, suor Jenvie racconta: “È una grande benedizione poter seguire le orme della Beata, così come è una grande gioia accogliere tutti questi bambini. Fino ad oggi, siamo riuscite a perfezionare oltre 600 adozioni. Come diceva sempre Madre Teresa, combattiamo l’aborto con l’adozione e la cura per la madre. In questo modo abbiamo salvato migliaia di vite. A cliniche, ospedali, stazioni di polizia abbiamo inviato questo messaggio: Per favore, non distruggete [la vita di] questi bambini; noi ci prenderemo cura dei bambini. Così, alle madri in difficoltà abbiamo sempre qualcuno che dice loro: Vieni, ci prenderemo cura di te e troveremo una casa per il tuo bambino”.

Le Missionarie accolgono al momento 13 bambini nella casa di Ahmedabad, di cui uno disabile. A questa casa nel frattempo si sono aggiunte altre 9 case nell’Orissa, : “Abbiamo molta cura degli aspetti legali, seguiamo tutte le procedure. Tanto che oggi, persino i medici dei vari ospedali consigliano alle ragazze che chiedono l’aborto di venire prima a parlare con noi”.

Suore Jenvie conclude citando la fondatrice: “Ogni bambino salvato è fonte di grande gioia per i suoi genitori adottivi. Noi sappiamo che le famiglie devono pianificare in qualche modo la loro formazione, ma esiste un metodo naturale per farlo. Nell’amore, ogni cosa riesce”.
di Nirmala Carvalho

Foglio della Collaborazione Pastorale Di San Giorgio di Nogaro

V DOMENICA DI PASQUA – ANNO A - 3 maggio 2026

  Messa del Giorno V DOMENICA DI PASQUA – ANNO A Antifona Cantate al Signore un canto nuovo, perché ha compiuto meraviglie; agli occhi delle...