Domenica 23 gennaio 2011

 III DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)


PRIMA LETTURA (Is 8,23b-9,3)
Nella Galilea delle genti, il popolo vide una grande luce.
Dal libro del profeta Isaìa

In passato il Signore umiliò la terra di Zàbulon e la terra di Nèftali, ma in futuro renderà gloriosa la via del mare, oltre il Giordano, Galilea delle genti.
Il popolo che camminava nelle tenebre
ha visto una grande luce;
su coloro che abitavano in terra tenebrosa
una luce rifulse.
Hai moltiplicato la gioia,
hai aumentato la letizia.
Gioiscono davanti a te
come si gioisce quando si miete
e come si esulta quando si divide la preda.
Perché tu hai spezzato il giogo che l’opprimeva,
la sbarra sulle sue spalle,
e il bastone del suo aguzzino,
come nel giorno di Mádian.
Parola di Dio
SALMO RESPONSORIALE (Sal 26)
Rit: Il Signore è mia luce e mia salvezza.
Il Signore è mia luce e mia salvezza:
di chi avrò timore?
Il Signore è difesa della mia vita:
di chi avrò paura?

Una cosa ho chiesto al Signore,
questa sola io cerco:
abitare nella casa del Signore
tutti i giorni della mia vita,
per contemplare la bellezza del Signore
e ammirare il suo santuario.

Sono certo di contemplare la bontà del Signore
nella terra dei viventi.
Spera nel Signore, sii forte,
si rinsaldi il tuo cuore e spera nel Signore.
SECONDA LETTURA (1Cor 1,10-13.17)
Siate tutti unanimi nel parlare, perché non vi siano divisioni tra voi.
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Vi esorto, fratelli, per il nome del Signore nostro Gesù Cristo, a essere tutti unanimi nel parlare, perché non vi siano divisioni tra voi, ma siate in perfetta unione di pensiero e di sentire.
Infatti a vostro riguardo, fratelli, mi è stato segnalato dai familiari di Cloe che tra voi vi sono discordie. Mi riferisco al fatto che ciascuno di voi dice: «Io sono di Paolo», «Io invece sono di Apollo», «Io invece di Cefa», «E io di Cristo».
È forse diviso il Cristo? Paolo è stato forse crocifisso per voi? O siete stati battezzati nel nome di Paolo?
Cristo infatti non mi ha mandato a battezzare, ma ad annunciare il Vangelo, non con sapienza di parola, perché non venga resa vana la croce di Cristo.
Parola di Dio
Canto al Vangelo (Mt 4,23)
Alleluia, alleluia.
Gesù predicava il vangelo del Regno
e guariva ogni sorta di infermità nel popolo.
Alleluia.
VANGELO (Mt 4,12-23)
Venne a Cafàrnao perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaìa.
+ Dal Vangelo secondo Matteo

Quando Gesù seppe che Giovanni era stato arrestato, si ritirò nella Galilea, lasciò Nàzaret e andò ad abitare a Cafàrnao, sulla riva del mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaìa:
«Terra di Zàbulon e terra di Nèftali,
sulla via del mare, oltre il Giordano,
Galilea delle genti!
Il popolo che abitava nelle tenebre
vide una grande luce,
per quelli che abitavano in regione e ombra di morte
una luce è sorta».
Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino».
Mentre camminava lungo il mare di Galilea, vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedeo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono.
Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo.
Parola del Signore.

Preghiera dei fedeli
Alla gente di Galilea Gesù apparve come una grande luce, perché offriva loro una speranza, un senso nuovo alla vita. Chiediamo al Signore che anche noi possiamo fare esperienza di Gesù, che anche a noi la sua Parola allarghi il cuore alla speranza e alla gioia.
Preghiamo dicendo: Ascoltaci Signore.

1. Perché la Chiesa, a cui il Signore ha chiesto di diffondere luce sul cammino tortuoso degli uomini, divenga sempre più segno di salvezza e speranza per tutti, preghiamo.
2. Perché i missionari, testimoni del Vangelo, sappiano presentare il disegno divino sul mondo con convinzione e sappiano testimoniarlo con coerenza, preghiamo.
3. Perché i giovani trovino sulle strade della vita dei testimoni sinceri del Vangelo, vissuto nella gioia di figli salvati e amati da Dio, preghiamo.
4. Perché tutti coloro che cercano la pace  trovino la forza di essere uomini di pace  nella società e perché venga  pace tra le parti in conflitto, preghiamo.
5. Per coloro che soffrono, per quelli che sono tormentati dalla malattia, affinché il Signore doni loro consolazione e persone amorevoli, disposte a chinarsi con dolcezza sul loro dolore. Preghiamo.

Ci hai donato, Padre, una luce intensa che rischiara il cammino verso di te. Dacci anche la forza per percorrere la via verso la santità, nella comunione fraterna, rassicurati dal tuo sostegno amorevole. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.

Portale della Diocesi di Udine: La GMG di Madrid

Iscrizioni aperte per la Gmg di Madrid   versione testuale
Dal 10 al 23 agosto il grande raduno con il Papa

UDINE (20 gennaio, ore 16) - È iniziato il conto alla rovescia per il grande appuntamento con le Giornate mondiali della gioventù (Gmg), in programma a Madrid dal 10 al 23 agosto sul tema «Radicati e fondati in Cristo, saldi nella fede». Sono infatti aperte all’Ufficio diocesano di pastorale giovanile le iscrizioni per le centinaia di giovani friulani che sicuramente non vorranno mancare al grande raduno con Papa Benedetto XVI nella capitale spagnola.
 
Il programma «lungo»Il programma del gruppo friulano prevede la partenza in pullman mercoledì 10 agosto alla volta (con una sosta per il pernottamento a Ventimiglia) della diocesi catalana di Urgell, vicino ai Pirenei e al confine francese. Dall’11 al 15 agosto, infatti, i giovani friulani potranno conoscere da vicino i coetanei spagnoli e vivere con loro un’esperienza di scambio in alcune parrocchie. Da martedì 16 agosto la comitiva sarà a Madrid per la celebrazione della Gmg, che si concluderà sabato 20 e domenica 21 agosto con la grande veglia e l’incontro con Papa Benedetto XVI. Il viaggio di rientro sarà diviso in due parti: un pernottamento in Spagna e il secondo nella diocesi di Ventimiglia.
La quota di iscrizione è di 550 euro. Comprende il viaggio in pullman, il vitto e l’alloggio dal 10 al 23 agosto, la quota di partecipazione alla Gmg e la quota di solidarietà (per permettere ai giovani dei paesi più poveri di partecipare), l’assicurazione e il kit degli italiani. Il versamento della quota verrà diviso in tre parti: 150 all’iscrizione, 200 entro il 10 aprile e altri 200 entro il 15 giugno.
 
Il programma «breve»Nel caso vi sia un sufficiente numero di richieste, verrà organizzato un «viaggio breve» a Madrid dal 15 (o 16) al 22 (o 23) agosto, tenendo presente che i costi saranno di circa 700-800 euro.
 
Chi e come si può iscriverePer i gruppi parrocchiali ogni referente dovrà iscrivere il proprio gruppo presso l’Ufficio diocesano di pastorale giovanile (in via Treppo 3 a Udine; tel. 0432/414514; e-mail giovani@pgudine.it) o sul sitowww.pgudine.it. I singoli devono rivolgersi preferibilmente alla propria parrocchia, e solo dove ciò non fosse possibile direttamente sul sito o presso l’Ufficio diocesano.
 
La preparazioneI mesi che mancano alla Gmg 2011 saranno ritmati da una serie di incontri di preparazione a Udine nei pomeriggi delle domeniche 27 marzo, 22 maggio, 26 giugno. Venerdì 29 luglio è in programma un incontro di preghiera con il «mandato» dell’Arcivescovo, mons. Andrea Bruno Mazzocato. Domenica 8 maggio saranno organizzati dei pullman per consentire ai giovani di partecipare alla celebrazione conclusiva della visita di Benedetto XVI ad Aquileia e a Venezia. L’Ufficio diocesano è disponibile per presentare la Gmg a gruppi giovanili.

Un'incontro letterario per chi ama i libri di Gianni Rodari

“Gianni Rodari e la Letteratura contemporanea per ragazzi”, un incontro a cura del prof. Livio Sossi

Venerdì 21 gennaio, alle 16.00, presso la Biblioteca comunale Villa Dora di San Giorgio di Nogaro, in p.za del Plebiscito, si terrà l’ incontro su “Gianni Rodari e la Letteratura contemporanea per ragazzi”, una conversazione a cura di Livio Sossi, docente di Letteratura per l’infanzia presso la Facoltà di Scienze della formazione dell’Università di Udine.
L’attività è ad ingresso libero e si rivolge ad insegnanti, bibliotecari, educatori, studenti e operatori culturali interessati ad approfondire e conoscere le suggestioni letterarie del grande scrittore per l’infanzia Gianni Rodari e, in particolare, l’influenza della sua opera sulla narrativa per ragazzi. L’appuntamento s’inserisce nella fase formativa del vasto progetto culturale “Sulle Strade di Rodari”, ideato dalla Cooperativa Damatrà e realizzato in oltre 60 biblioteche dell’intera regione con la volontà promuovere tra bambini e adulti la figura e le opere del noto autore per l’infanzia a 90 anni dalla sua scomparsa.
Per info:
Biblioteca comunale di San Giorgio di Nogaro
tel: 0431.620281
e-mail: biblioteca@bibliotecasangiorgio.191.it

Radiovaticana e l'Angelus: Giovanni Paolo II

◊   All’Angelus, in Piazza San Pietro, Benedetto XVI parla della prossima Beatificazione del suo amato predecessore Giovanni Paolo II. Esprime la sua gioia per questo evento tanto atteso e, salutando i fedeli polacchi, invita ad “una profonda preparazione spirituale” a tale avvenimento. Nella Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, il Papa ha dunque sottolineato che la Chiesa da sempre vive al suo interno l’esperienza della migrazione ed ha chiesto la protezione dei migranti e di coloro che si impegnano a loro favore. Il Pontefice non ha poi mancato di rivolgere un particolare pensiero a quanti, in diverse aree del mondo, sono stati colpiti da devastanti inondazioni. Il servizio di Alessandro Gisotti:

Splende il sole su Piazza San Pietro, gremita di fedeli. Un clima di gioia festosa che sembra quasi anticipare l’evento che viene già definito memorabile: la Beatificazione di Karol Wojtyla. Evento di cui, all’Angelus, Benedetto XVI parla per la prima volta pubblicamente. Il Papa confida ai fedeli la sua emozione per questo avvenimento annunciato venerdì scorso:
“Cari fratelli e sorelle, come sapete, il primo maggio prossimo avrò la gioia di proclamare Beato il Venerabile Giovanni Paolo II (applausi), mio amato predecessore. La data scelta è molto significativa: sarà infatti la II Domenica di Pasqua, che egli stesso intitolò alla Divina Misericordia, e nella cui vigilia terminò la sua vita terrena. Quanti lo hanno conosciuto, quanti lo hanno stimato e amato, non potranno non gioire con la Chiesa per questo evento. Siamo felici!”.
E della Beatificazione di Papa Wojtyla, Benedetto XVI è tornato a parlare salutando i fedeli polacchi:
Ta wiadomość była bardzo oczekiwana przez…”
“Questa notizia - ha affermato - era molto attesa da tutti e, in modo particolare, da voi, per i quali" Giovanni Paolo II "è stato la guida nella fede, nella verità e nella libertà”. Vi auguro, ha concluso, “una profonda preparazione spirituale a questo evento”.

Prima delle parole sulla Beatificazione di Papa Wojtyla, Benedetto XVI si era soffermato sull’odierna ricorrenza della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato. Spesso, ha constatato, la migrazione “è forzata da guerre o persecuzioni” e avviene “in condizioni drammatiche”. Poi, ha rammentato che anche i genitori di Gesù dovettero fuggire in Egitto per salvare la vita del loro bambino:
“Il Messia, il Figlio di Dio è stato un rifugiato. La Chiesa, da sempre, vive al proprio interno l’esperienza della migrazione. Talvolta, purtroppo, i cristiani si sentono costretti a lasciare, con sofferenza, la loro terra, impoverendo così i Paesi in cui sono vissuti i loro avi”.
D’altra parte, ha proseguito, “gli spostamenti volontari dei cristiani” sono “occasione per incrementare il dinamismo missionario della Parola di Dio e fanno sì che la testimonianza della fede circoli maggiormente nel Corpo mistico di Cristo, attraversando i popoli e le culture, e raggiungendo nuove frontiere, nuovi ambienti”. Ha così offerto una riflessione sul tema scelto per la Giornata: “Una sola Famiglia umana”:
“Un tema che indica il fine, la meta del grande viaggio dell’umanità attraverso i secoli: formare un’unica famiglia, naturalmente con tutte le differenze che la arricchiscono, ma senza barriere, riconoscendoci tutti fratelli”.
Ed ha ripreso il Concilio Vaticano II per sottolineare che la Chiesa “è segno e strumento dell’intima unione con Dio e dell’unità di tutto il genere umano”:
“Per questo è fondamentale che i cristiani, pur essendo sparsi in tutto il mondo e, perciò, diversi per culture e tradizioni, siano una cosa sola, come vuole il Signore. E’ questo lo scopo della 'Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani', che avrà luogo nei prossimi giorni, dal 18 al 25 gennaio”.
Una settimana, ha osservato, che viene preceduta dalla Giornata del Dialogo ebraico-cristiano, che “richiama l’importanza delle radici comuni che uniscono ebrei e cristiani”. Il Papa, rivolgendosi alla Vergine, ha quindi affidato alla sua protezione “tutti i migranti e quanti si impegnano in un lavoro pastorale in mezzo a loro”, con un pensiero speciale ai rappresentanti delle Comunità Migrantes della diocesi di Roma, presenti in Piazza San Pietro. Il Pontefice non ha infine mancato di esprimere particolare vicinanza alle popolazioni di Australia, Brasile, Filippine e Sri Lanka, recentemente colpite da devastanti inondazioni:
“Il Signore accolga le anime dei defunti, dia forza agli sfollati e sostenga l’impegno di quanti si stanno prodigando per alleviare sofferenze e disagi”.

La Piena Comunione

◊   La Congregazione per la Dottrina della Fede ha eretto oggi un Ordinariato Personale per i gruppi di pastori e i fedeli provenienti dalla Comunione anglicana desiderosi “di entrare nella piena e visibile comunione con la Chiesa Cattolica”. Contestualmente, come primo ordinario del nuovo organismo Benedetto XVI ha nominato il rev. Keith Newton, uno dei tre ex presuli anglicani che questa mattina, nella cattedrale londinese di Westminster, hanno ricevuto l’ordinazione sacerdotale per le mani del presidente della Conferenza episcopale inglese, l’arcivescovo Vincent Nichols. In una lettera di accoglienza, indirizzata ai tre nuovi ministri, il cardinale William Joseph Levada, prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, ha impartito "di cuore" la benedizione a nome del Papa. Il servizio di Alessandro De Carolis:

Una “struttura canonica che consente una riunione in forma corporativa” e permette “a coloro che erano anglicani di entrare in piena comunione con la Chiesa Cattolica”, pur “conservando elementi del loro caratteristico patrimonio anglicano”. E’ questa, nella sostanza la funzione dell’“Ordinariato Personale di Nostra Signora di Walsingham” istituito dalla Congregazione per la Dottrina della Fede. La struttura, prima nel suo genere, è conforme alle disposizioni della Costituzione apostolica Anglicanorum coetibus, che Benedetto XVI aveva approvato il 4 novembre 2009 proprio allo scopo di permettere ai quei pastori e gruppi di fedeli anglicani – si calcola una cinquantina tra presuli e pastori e alcune centinaia di laici – di “entrare nella piena e visibile comunione con la Chiesa cattolica”, come specifica il documento del dicastero vaticano. Costituito dopo un’“accurata consultazione con la Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles”, e posto sotto il patrocinio del Beato John Henry Newman, l’Ordinariato, sulla scorta dell’Anglicanorum coetibus, “mira a comporre – si legge nel documento ufficiale – da un lato l’intento di salvaguardare, all'interno della Chiesa Cattolica, le venerande tradizioni liturgiche, spirituali e pastorali anglicane e, dall’altro, il fatto che questi nuovi gruppi ed i rispettivi pastori siano pienamente integrati nella Chiesa Cattolica”.
Come primo ordinario dell’organismo, il Papa ha nominato il 58.enne neo sacerdote cattolico Keith Newton, già vescovo in servizio attivo dal 2002 in seno alla Comunione anglicana, che proprio oggi – per le mani di mons. Vincent Nichols, capo dei vescovi cattolici d’Inghilterra e Galles – ha ricevuto l’ordinazione presbiterale nell’Abbazia di Westminster. A riceverla con lui anche gli altri due ex presuli anglicani entrati nella comunione con Roma, i revv. John Broadhurst e Andrew Burnham. A loro, stabilisce il documento della Congregazione per la Dottrina della Fede, spetta sia la “preparazione catechetica dei primi gruppi di anglicani in Inghilterra e Galles, che a Pasqua saranno ricevuti nella Chiesa Cattolica insieme con i loro pastori”, sia “l'accompagnamento dei ministri che si stanno preparando ad essere ordinati al sacerdozio cattolico”, che avverrà “attorno a Pentecoste”.

Intensa, in particolare, è stata l’omelia pronunciata da mons. Nichols, durante la celebrazione a Westminster. Ringraziando il primate anglicano, Rowan Williams, per aver riconosciuto la sincerità e l'onestà del percorso che ha portato i tre neo sacerdoti alla comunione con Roma, il presidente della Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles ha definito “storico” questo giorno, realizzato grazie alla “coraggiosa leadership” di Benedetto XVI, capace di un “gesto profetico”. Ora, ha soggiunto rivolto ai tre ministri, vi attende un futuro “impegnativo”. “Nel darvi il benvenuto – ha detto mons. Nichols – riconosco pienamente le esigenze del viaggio che avete compiuto insieme con le vostre famiglie, con i molti anni di riflessione e di preghiera, di dolorose incomprensioni, di conflitti e incertezze (…) Questo viaggio, ovviamente, comporta qualche triste addio agli amici. Anche questo – ha affermato – noi lo riconosciamo e rafforza il calore della nostra accoglienza”.
Di momento “unico e storico”, parla anche il prefetto del dicastero per la Dottrina della Fede, il cardinale William J. Levada, in una lettera indirizzata ai tre neo sacerdoti cattolici. Nel ricordare le tappe che hanno portato all’istituzione dell’Ordinariato e le sue funzioni, il porporato esprime l’auspicio che esso favorisca ciò che Benedetto XVI ha definito “un reciproco scambio di doni dai nostri rispettivi patrimoni spirituali”. E porgendo “di cuore” a nome del Papa la benedizione ai tre presbiteri e alle loro famiglie il cardinale Levada conclude: “Nell’incertezza che ogni periodo di transizione inevitabilmente comporta, desidero assicurare a tutti voi la nostra ammirazione e la nostra solidarietà nella preghiera”.
Nel testo che sancisce la nascita dell’Ordinariato si fa menzione, poi, alla condizione di coniugati di alcuni dei neo sacerdoti ordinati oggi e di altri in procinto di entrare nella comunione con Roma, il documento ufficiale rammenta che “per ragioni dottrinali, la Chiesa non ammette in alcun caso l'ordinazione episcopale di uomini sposati”, ma che “nondimeno, la Costituzione Apostolica prevede, a certe condizioni, l'ordinazione come sacerdoti cattolici di ministri sposati già anglicani”. Lo stesso primo responsabile dell’Ordinariato, il rev. Keith Newton, è sposato e padre di tre figli, così come lo è un altro dei neo ordinati: le loro famiglie sono state accolte nella piena comunione con la Chiesa cattolica lo scorso primo gennaio.
La normativa di questa nuova struttura, chiosa il dicastero vaticano, “è coerente con l'impegno per il dialogo ecumenico, che continua ad essere una priorità per la Chiesa Cattolica”. L'iniziativa che ha portato alla pubblicazione della Costituzione Apostolica e alla creazione dell’Ordinariato, si legge ancora, “è venuta da diversi gruppi di Anglicani, che hanno dichiarato di condividere la comune fede cattolica così come espressa nel Catechismo della Chiesa Cattolica e di riconoscere il ministero petrino come voluto da Cristo stesso per la Chiesa. Per essi – conclude il documento – è giunto il momento di esprimere tale unità implicita nella forma visibile della piena comunione”.

Foglio Parrocchiale della domenica16 gennaio 2011



Domenica 16 gennaio 2011

II DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)

PRIMA LETTURA (Is 49,3.5-6)
Ti renderò luce delle nazioni, perché porti la mia salvezza.
Dal libro del profeta Isaìa

Il Signore mi ha detto:
«Mio servo tu sei, Israele,
sul quale manifesterò la mia gloria».
Ora ha parlato il Signore,
che mi ha plasmato suo servo dal seno materno
per ricondurre a lui Giacobbe
e a lui riunire Israele
– poiché ero stato onorato dal Signore
e Dio era stato la mia forza –
e ha detto: «È troppo poco che tu sia mio servo
per restaurare le tribù di Giacobbe
e ricondurre i superstiti d’Israele.
Io ti renderò luce delle nazioni,
perché porti la mia salvezza
fino all’estremità della terra».
Parola di Dio
SALMO RESPONSORIALE (Salmo 39)
Rit: Ecco, Signore, io vengo per fare la tua volontà.
Ho sperato, ho sperato nel Signore,
ed egli su di me si è chinato,
ha dato ascolto al mio grido.
Mi ha messo sulla bocca un canto nuovo,
una lode al nostro Dio. Rit.

Sacrificio e offerta non gradisci,
gli orecchi mi hai aperto,
non hai chiesto olocausto né sacrificio per il peccato.
Allora ho detto: «Ecco, io vengo». Rit.

«Nel rotolo del libro su di me è scritto
di fare la tua volontà:
mio Dio, questo io desidero;
la tua legge è nel mio intimo». Rit.

Ho annunciato la tua giustizia
nella grande assemblea;
vedi: non tengo chiuse le labbra,
Signore, tu lo sai. Rit.
SECONDA LETTURA (1Cor 1,1-3)
Grazia a voi e pace da Dio Padre nostro e dal Signore Gesù Cristo.
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Paolo, chiamato a essere apostolo di Cristo Gesù per volontà di Dio, e il fratello Sòstene, alla Chiesa di Dio che è a Corinto, a coloro che sono stati santificati in Cristo Gesù, santi per chiamata, insieme a tutti quelli che in ogni luogo invocano il nome del Signore nostro Gesù Cristo, Signore nostro e loro: grazia a voi e pace da Dio Padre nostro e dal Signore Gesù Cristo!
Parola di Dio
Canto al Vangelo (Gv 1,14.12)
Alleluia, alleluia.
Il Verbo si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi;
a quanti lo hanno accolto
ha dato potere di diventare figli di Dio.
Alleluia.
VANGELO (Gv 1,29-34)
Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! Egli è colui del quale ho detto: “Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me”. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell’acqua, perché egli fosse manifestato a Israele».
Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell’acqua mi disse: “Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo”. E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio».
Parola del Signore
Preghiera dei fedeli
Più che offerte e sacrifici, Dio vuole da noi l’obbedienza alla sua volontà. Disponiamo il nostro animo alla preghiera, affinché possiamo domandargli ciò che è conforme ai suoi disegni d’amore.

Preghiamo dicendo: Ascoltaci Signore.

1. Perché la Chiesa sappia annunciare a tutti gli uomini che Gesù è l’Agnello che toglie i peccati dal mondo e che in lui soltanto c’è la salvezza. Preghiamo.
2. Per i predicatori, i catechisti, gli educatori, perché siano consapevoli dell’importanza del compito che è stato loro affidato, di essere cioè instancabili annunciatori del Signore. Preghiamo.
3. Per i cristiani che si trovano in situazioni di peccato, perché riscoprano la loro chiamata alla santità e si aprano alla consolazione e all’aiuto dello Spirito Santo nel cercare e vivere la volontà di Dio. Preghiamo.
4. Per coloro che sono impegnati nel dialogo interreligioso, perché sappiano individuare tutto ciò che unisce e rende possibile l’incontro tra gli uomini, resi in Cristo fratelli. Preghiamo.
5. Per noi, convocati a celebrare l’Eucaristia, perché il saperci salvati nel sangue dell’Agnello ci ispiri comportamenti di perdono e fraternità fondati sulla fede, nell’impegno ad edificare il Regno di Dio. Preghiamo.
6. Gesù, Ti sei donato perché tutti gli uomini  fossero salvi: accogli nel tuo regno il nostro fratello defunto:Cappelletto Federico, che questa settimana ci ha lasciato, ti preghiamo.

O Dio, che ti fai chiamare Padre, ti rendiamo grazie per averci salvati nel sacrificio in croce del tuo Figlio, Gesù. Aiutaci a comprendere i nostri limiti e rendici capaci di orientare al bene le nostre azioni. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.

Il pensiero delle ACLI sul Caso Mirafiori

Mirafiori: Acli, salvaguardare investimenti. Senza estromettere rappresentanza PDF Stampa E-mail
Giovedì 13 Gennaio 2011 11:51
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Ogni investimento va salvato”, ma la produttività e la competitività non possono essere assicurate estromettendo pezzi di rappresentanza”. Il modello delle relazioni industriali è ormai “obsoleto”: serve “maggiore partecipazione dei lavoratori alle scelte e al destino delle imprese”.

Con un documento della presidenza nazionale, le Associazioni cristiane dei lavoratori italiani prendono posizione sulle vicende degli stabilimenti Fiat, accordando sostanzialmente un parere positivo al referendum di Mirafiori, richiamando l’azienda automobilistica italiana ai doveri di responsabilità sociale nei confronti del proprio territorio, invitandola a illustrare con maggiore chiarezza i dettagli dei propri progetti in Italia.  

C’è il pericolo, scrivono le Acli, che “con la crisi vengano messe in discussione le stesse basi materiali del sistema industriale”. Per questo, anche in ragione della “scarsa attrazione di capitali stranieri verso il Paese”, “ogni investimento va salvato, in tal modo garantendo ed aumentando l’occupazione”. Ma la Fiat non può ritenere “che la produttività e la competitività dei propri stabilimenti sia assicurata semplicemente estromettendo pezzi di rappresentanza dei lavoratori dalla vita aziendale”. “Ciò che oggi può sembrare una facile scorciatoia, potrebbe rappresentare in futuro un rischio di ingovernabilità delle relazioni industriali all’interno degli stabilimenti dell’auto”.

D’altro canto, aggiungono le Acli, “l’antagonismo sociale non può e non deve essere il metro esclusivo delle relazioni industriali”. “La Fiom faccia fino in fondo la sua parte rientrando in fabbrica ed esprimendo a pieno titolo la rappresentanza dei lavoratori che le hanno dato adesione. Solo così potrà pienamente assolvere al suo compito di essere sindacato dei lavoratori”.  

E’ tempo, secondo le Acli,  di “imprimere un deciso cambiamento al modello ormai obsoleto delle relazioni industriali”. Ci vuole “una chiara definizione dei diritti inalienabili di ogni rapporto di lavoro, compresi i contratti atipici, e su di essi inscrivere gli obblighi di un intero sistema economico, ma non si possono confondere con tali diritti le tutele e le conquiste sull’organizzazione del lavoro che sono state costruite nei decenni dell’economia fordista, in un contesto di sviluppo economico che la globalizzazione ha definitivamente superato”.

D’altra parte, la richiesta di maggiore responsabilità al mondo del lavoro deve essere accompagnata da “adeguati processi di partecipazione”. “L’abbandono dei vecchi modelli non potrà avvenire se non dentro un quadro di nuova democrazia economica che promuova la partecipazione dei lavoratori alle scelte e ai destino delle imprese. Gli stessi referendum senza questi presupposti rischiano di diventare vuote formulazioni rituali”. Nello specifico “è indispensabile che la Fiat illustri con chiarezza anche i dettagli dei propri progetti in Italia, non solo per rendere più chiaro il ruolo del nostro Paese nel contesto dell’internazionalizzazione dell’auto, ma ancor più per corrispondere alla responsabilità sociale nei confronti del proprio territorio a cui ogni azienda oggi non può sottrarsi”.  

Le Acli segnalano infine l’esigenza di porre “regole chiare della rappresentanza e vincoli di rispetto delle maggioranze”. “Qualsiasi sia l’esito del referendum – dicono le associazioni dei lavoratori cristiani – tutti dovranno prendere atto della volontà espressa dai lavoratori e sulle basi di quell’accordo promuovere le azioni conseguenti”.  

VATICANO - Papa Giovanni Paolo II sarà beatificato da Benedetto XVI il 1° maggio


Città del Vaticano (Agenzia Fides) – Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI, durante l’Udienza concessa al Card. Angelo Amato, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, ha autorizzato lo stesso Dicastero a promulgare il Decreto sul miracolo attribuito all’intercessione del Venerabile Servo di Dio Giovanni Paolo II (Karol Wojtyła). Questo atto conclude l’iter che precede il Rito della beatificazione, che avrà luogo in Vaticano, il 1° maggio 2011, II Domenica di Pasqua, della Divina Misericordia, presieduto dal Sommo Pontefice Benedetto XVI. (SL) (Agenzia Fides 14/01/2011)

L'Osservatore Romano: Beatus Ioannes Paulus II.

 La salma di Giovanni Paolo II sarà traslata nella basilica Vaticana -
Saranno traslate dalle Grotte alla basilica Vaticana le spoglie di Giovanni Paolo II. In occasione della beatificazione del Pontefice, infatti, ne è stata decisa la collocazione nella cappella di San Sebastiano all'altare del beato Innocenzo XI, situata nella navata destra della basilica, tra le cappelle della Pietà e del Santissimo Sacramento. La traslazione della bara avverrà senza esumazione: quindi il corpo di Papa Wojtyla non sarà esposto, ma si troverà in un vano chiuso da una semplice lapide di marmo con la scritta: Beatus Ioannes Paulus II.

Giovanni Paolo II sarà proclamato beato dal suo successore Benedetto XVI in Vaticano il prossimo 1° maggio, seconda domenica di Pasqua della Divina Misericordia. Il via libera alla promulgazione del decreto sul miracolo attribuito a Karol Wojtyla - l'atto che conclude ufficialmente l'iter della causa di beatificazione - è stato dato dallo stesso Papa Ratzinger venerdì 14 gennaio, nel corso dell'udienza al cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi.
Insieme a quello riguardante il suo predecessore, il Pontefice ha autorizzato la promulgazione di altri nove decreti. Si apre così la strada della beatificazione anche per la fondatrice delle suore della carità dell'Immacolata Concezione di Ivrea, Antonia Maria Verna, e per il laico Giuseppe Toniolo, fondatore della Settimana sociale dei cattolici italiani. Vengono riconosciuti, inoltre, il martirio di quattro suore professe delle figlie della divina carità, uccise in Bosnia ed Erzegovina nel 1941, e le virtù eroiche di cinque servi di Dio: tre sacerdoti (un italiano, uno svizzero e uno statunitense), un postulante marianista spagnolo e una laica brasiliana.
La causa di beatificazione di Papa Wojtyla era iniziata il 28 giugno 2005 - meno di tre mesi dopo la morte avvenuta il 2 aprile - grazie alla dispensa dal tempo canonico dei cinque anni di attesa concessa da Benedetto XVI. Dopo la fase diocesana, prolungatasi fino all'aprile 2007, e l'approvazione della Positio da parte del dicastero delle cause dei santi, il 19 dicembre 2009 il Pontefice aveva autorizzato la promulgazione del decreto sulla eroicità delle virtù. L'11 gennaio scorso la congregazione ha riconosciuto il miracolo esaminato in vista della beatificazione: la guarigione della religiosa francese Marie Simon Pierre Normand dal morbo di Parkinson.

Una vita esemplare
La beatificazione di Giovanni Paolo II, che il suo successore presiederà nell'anniversario liturgico della sua morte, è un evento storico che non ha di fatto precedenti. Bisogna risalire al cuore del medioevo per ritrovare esempi analoghi, ma in contesti non paragonabili alla decisione di Benedetto XVI: negli ultimi dieci secoli nessun Papa ha innalzato agli onori degli altari il suo immediato predecessore.
Pietro del Morrone (che era stato Celestino V) fu canonizzato nel 1313 - meno di un ventennio dopo la morte - dal suo terzo successore, e oltre due secoli prima era stata subito riconosciuta la santità di Leone IX e di Gregorio VII, scomparsi nel 1054 e nel 1085. Non a caso agli esordi di quel papato riformatore celebrato qualche decennio più tardi nell'oratorio lateranense di San Nicola attraverso la raffigurazione di alcuni Pontefici coevi, definiti ciascuno sanctus.
Sulla sobrietà agiografica della Chiesa romana - che venera come santi quasi soltanto i Papi dell'età più antica - sono poi intervenute le modifiche innovative della modernità, con le decisioni prese nell'ultimo trentennio dell'Ottocento e poi, soprattutto, con quelle di Pio XII e dello stesso Giovanni Paolo II. Fu così riconosciuto il culto di alcuni Pontefici medievali e vennero elevati agli onori degli altari Pio X, l'ultimo Papa santo, Innocenzo XI, Pio IX e Giovanni XXIII.
Al centro di ogni causa di beatificazione e di canonizzazione sta esclusivamente l'esemplarità della vita di chi, con espressione scritturistica, viene definito al servizio di Dio. Per assicurare alla storia - come disse Paolo VI all'annuncio dell'introduzione delle cause dei suoi due predecessori immediati - "il patrimonio della loro eredità spirituale", al di là di "ogni altro motivo, che non sia il culto della vera santità e cioè la gloria di Dio e l'edificazione della sua Chiesa".
E autentico servitore di Dio è stato Karol Wojtyla, appassionato testimone di Cristo dalla gioventù fino all'ultimo respiro. Di questo moltissimi, anche non cattolici e non cristiani, si sono resi conto durante la sua vita esemplare; questo documenta il suo testamento spirituale, scritto a varie riprese negli anni del pontificato; per questo già il 28 aprile 2005, meno di un mese dopo la morte, il suo successore ha dispensato dai termini prescritti per l'inizio della causa; per questo ha deciso di presiedere la sua beatificazione: per presentare al mondo il modello della santità personale di Giovanni Paolo II.

L'iter della causa
L'autorizzazione concessa stamane da Benedetto XVI alla Congregazione delle Cause dei Santi per la promulgazione del decreto sul miracolo attribuito all'intercessione di Giovanni Paolo II, conclude l'iter che precede il rito della beatificazione. La celebrazione avrà luogo in Vaticano il i° maggio, domenica della Divina Misericordia, e sarà presieduta dal Papa.
La causa, per dispensa pontificia, è iniziata prima che fossero trascorsi i cinque anni dalla morte del servo di Dio, richiesti dalla normativa vigente. Tale provvedimento è stato sollecitato dall'imponente fama di santità, goduta da Papa Wojtyla in vita e dopo la morte. Per il resto sono state osservate integralmente le comuni disposizioni canoniche riguardanti le cause di beatificazione e di canonizzazione.
Dal giugno 2005 all'aprile 2007, sono state celebrate l'inchiesta diocesana principale romana e quelle rogatoriali in diverse diocesi, sulla vita, sulle virtù e sulla fama di santità e di miracoli. La validità giuridica dei processi canonici è stata riconosciuta dalla Congregazione delle Cause dei Santi con il decreto del 4 maggio 2007. Nel giugno 2009, esaminata la relativa Positio, nove consultori teologi del dicastero hanno dato il loro parere positivo in merito all'eroicità delle virtù del servo di Dio. Nel novembre successivo, seguendo l'usuale procedura, la medesima Positio è stata poi sottoposta al giudizio dei padri cardinali e vescovi della Congregazione delle Cause dei Santi, che si sono espressi con sentenza affermativa. Il 19 dicembre 2009 Benedetto XVI ha autorizzato la promulgazione del decreto sull'eroicità delle virtù.
In vista della beatificazione, la postulazione della causa ha presentato all'esame della Congregazione delle Cause dei Santi la guarigione dal morbo di Parkinson di Suor Marie Simon Pierre Normand, religiosa dell'Institut des petites soeurs des maternités catholiques. Come di consueto, i copiosi atti dell'inchiesta canonica, regolarmente istruita, unitamente alle dettagliate perizie medico-legali, sono stati sottoposti all'esame scientifico della consulta medica del dicastero il 21 ottobre 2010. I suoi periti, dopo aver studiato con l'abituale scrupolosità le testimonianze processuali e l'intera documentazione, si sono espressi a favore dell'inspiegabilità scientifica della guarigione. I consultori teologi, dopo aver preso visione delle conclusioni mediche, il 14 dicembre 2010 hanno proceduto alla valutazione teologica del caso e, all'unanimità, hanno riconosiuto l'unicità, l'antecedenza e la coralità dell'invocazione rivolta al servo di Dio, la cui intercessione era stata efficace ai fini della prodigiosa guarigione.
Infine, l'11 gennaio scorso, si è tenuta la sessione ordinaria dei cardinali e dei vescovi della Congregazione delle Cause dei Santi, i quali hanno emesso un'unanime sentenza affermativa, ritenendo miracolosa la guarigione della religiosa francese, in quanto compiuta da Dio con modo scientificamente inspiegabile, a seguito dell'intercessione di Giovanni Paolo II, fiduciosamente invocato sia dalla stessa sanata sia da molti altri fedeli.

(©L'Osservatore Romano - 15 gennaio 2011)

Foglio della Collaborazione Pastorale Di San Giorgio di Nogaro

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