Filippesi 1,4 ... e sempre, in ogni mia preghiera per tutti voi, prego con gioia...
Papa Francesco impegnato
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Non mi è possibile pensare ad alcuna buona ragione per respingere il tuo Vangelo.
PREGHIERA

Davvero, mio Signore,
non mi è possibile pensare
ad alcuna buona ragione
per respingere il tuo Vangelo.
Non riesco a vedere un tempo più perduto
di quello che impiego per resistergli.
I segni della sua Verità sono semplici,
trasparenti, alla portata di tutti:
i ciechi vedono, gli zoppi camminano,
i prigionieri sono sciolti,
per i peccatori c’è riscatto,
ai poveri viene comunicata
una buona notizia.
Non riesco a immaginare nessuno
Che possa sentirsi escluso:
per quanto ferita, sbagliata,
marginale possa apparire
la sua vita ai suoi stessi occhi.
A meno che esista un essere umano che,
fino all’ultimo, resista con violenza
alla sola idea
che tu abbia un tempo anche per l’altro
che egli non ama,
che si opponga fieramente all’eventualità
di dover condividere i beni della vita
con coloro che tu chiami all’esistenza,
che ritenga che in te non c’è riscatto,
redenzione, perdono.
CARLO MARIA MARTINI
Davvero, mio Signore,
non mi è possibile pensare
ad alcuna buona ragione
per respingere il tuo Vangelo.
Non riesco a vedere un tempo più perduto
di quello che impiego per resistergli.
I segni della sua Verità sono semplici,
trasparenti, alla portata di tutti:
i ciechi vedono, gli zoppi camminano,
i prigionieri sono sciolti,
per i peccatori c’è riscatto,
ai poveri viene comunicata
una buona notizia.
Non riesco a immaginare nessuno
Che possa sentirsi escluso:
per quanto ferita, sbagliata,
marginale possa apparire
la sua vita ai suoi stessi occhi.
A meno che esista un essere umano che,
fino all’ultimo, resista con violenza
alla sola idea
che tu abbia un tempo anche per l’altro
che egli non ama,
che si opponga fieramente all’eventualità
di dover condividere i beni della vita
con coloro che tu chiami all’esistenza,
che ritenga che in te non c’è riscatto,
redenzione, perdono.
CARLO MARIA MARTINI
Abbiate il Cuore puro
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Omelia delle Ceneri dell'arcivescovo Mons. Mazzocato
MONS.MAZZOCATO NELL'OMELIA DELLE CENERI: «QUARESIMA SIA PREGHIERA, DIGIUNO ED ELEMOSINA»
«Per incontrare Dio non teniamo il cuore e i pugni chiusi»
5.03.2014Se non «sentiamo in noi il desiderio di ritrovare Dio nella nostra vita» o di «pregarlo come un figlio prega il Padre», questo è il segno «che non siamo abbastanza poveri. Che siamo attaccati a delle ricchezze e delle false sicurezze chesono diventate i nostri idoli, il surrogato di Dio». Questo il messaggio centrale dell'omelia (leggi qui il testo integrale) della Messa delle Ceneri, con cui questa sera mons. Andrea Bruno Mazzocato ha aperto in Cattedrale il tempo di Quaresima. Questa è «la strada maestra che ogni anno la Quaresima spinge ad imboccare, lagrande conversione da rinnovare: "Ritornate al Signore, vostro Dio" - ha spiegato l'Arcivescovo di Udine -. Questa è la strada che Papa Francesco raccomanda nel suo messaggio per la Quaresima. Egli ci ricorda che Gesù, il Figlio di Dio, per venire incontro all'uomo "da ricco che era si è fatto povero per noi". Ha messo in pratica per primo la parabola del Buon Samaritano ed è venuto a cercarci lungo le strade della vita, in mezzo a nostri errori e peccati. È venuto a cercarci e, come il Buon Pastore, ci ha preso sulle sue spalle per riportarci a Dio Padre dal quale abbiamo sempre la tendenza ad allontanarci».
Per riscoprire in noi il consolante desiderio di Dio, ha spiegato il Pastore della Chiesa Udinese, è allora necessario «svuotarci» delle illusorie ricchezze e ritrovarci più poveri, ad imitazione di Gesù: «Per vivere questo esercizio spirituale ci vengono incontro i tre impegni quaresimali, che abbiamo ascoltato ancora una volta nel Vangelo: la preghiera, il digiuno, l'elemosina. Sono i modi molto concreti per purificare il nostro cuore e renderlo più povero e disponibile a tornare al nostro Dio».
La preghiera, perchè «nel silenzio l'uomo si spoglia, ritrova il contatto diretto con la sua coscienza. Lì può sentirsi col desiderio di cercare lo sguardo di Dio Padre, l'unico che vede dentro il mistero del cuore dell'uomo».
Il digiuno, perché «svuota da cose materiali che non sono indispensabili per vivere. Fa riscoprire che la vita vale più del cibo e il corpo più del vestito che indossa».
E infine l'elemosina, che «purifica dalla tendenza all'avarizia che porta a tenere il pugno stretto sui beni che abbiamo per paura che qualcuno ce li porti via e ci renda più poveri».
«Proviamo a riaprire il nostri interessi e desideri verso Dio - è stata l'esortazione finale di mons. Mazzocato -. Per far questo, seguendo l'esempio di Gesù - ricordato dal Papa - impegniamoci a diventare più poveri grazie alla preghiera, al digiuno, all'elemosina».
Negli allegati il testo integrale dell'omelia.
Per riscoprire in noi il consolante desiderio di Dio, ha spiegato il Pastore della Chiesa Udinese, è allora necessario «svuotarci» delle illusorie ricchezze e ritrovarci più poveri, ad imitazione di Gesù: «Per vivere questo esercizio spirituale ci vengono incontro i tre impegni quaresimali, che abbiamo ascoltato ancora una volta nel Vangelo: la preghiera, il digiuno, l'elemosina. Sono i modi molto concreti per purificare il nostro cuore e renderlo più povero e disponibile a tornare al nostro Dio».
La preghiera, perchè «nel silenzio l'uomo si spoglia, ritrova il contatto diretto con la sua coscienza. Lì può sentirsi col desiderio di cercare lo sguardo di Dio Padre, l'unico che vede dentro il mistero del cuore dell'uomo».
Il digiuno, perché «svuota da cose materiali che non sono indispensabili per vivere. Fa riscoprire che la vita vale più del cibo e il corpo più del vestito che indossa».
E infine l'elemosina, che «purifica dalla tendenza all'avarizia che porta a tenere il pugno stretto sui beni che abbiamo per paura che qualcuno ce li porti via e ci renda più poveri».
«Proviamo a riaprire il nostri interessi e desideri verso Dio - è stata l'esortazione finale di mons. Mazzocato -. Per far questo, seguendo l'esempio di Gesù - ricordato dal Papa - impegniamoci a diventare più poveri grazie alla preghiera, al digiuno, all'elemosina».
Negli allegati il testo integrale dell'omelia.
Pubblico da Facebook: via intitolata a Chiara Luce Badano
PERUGIA: VIA INTITOLATA A CHIARA “LUCE” BADANO
La Commissione toponomastica del Comune di Perugia ha approvato la proposta, avanzata dal consigliere comunale Leonardo Varasano, di intitolare una via, in zona Montelaguardia, alla beata Chiara “Luce” Badano.
«Forgiata dalla sofferenza, la giovane focolarina di Sassello – ha commentato il consigliere Varasano –, è un modello di santità possibile nel quotidiano, è la testimonianza delle alte vette di spiritualità ancora raggiungibili». Intitolare una via di Perugia a Chiara “Luce”, ha aggiunto Varasano, «significa proporre, in particolar modo ai più giovani, un esempio di vita alta, una vita di fede e di dono totale».
La Commissione toponomastica del Comune di Perugia ha approvato la proposta, avanzata dal consigliere comunale Leonardo Varasano, di intitolare una via, in zona Montelaguardia, alla beata Chiara “Luce” Badano.
«Forgiata dalla sofferenza, la giovane focolarina di Sassello – ha commentato il consigliere Varasano –, è un modello di santità possibile nel quotidiano, è la testimonianza delle alte vette di spiritualità ancora raggiungibili». Intitolare una via di Perugia a Chiara “Luce”, ha aggiunto Varasano, «significa proporre, in particolar modo ai più giovani, un esempio di vita alta, una vita di fede e di dono totale».
Custode luoghi santi musulmani
ASIA/GIORDANIA - Tensioni con Israele sui Luoghi Santi. L'Arcivescovo Lahham: basta provocazioni
Amman (Agenzia Fides) – La maggioranza dei parlamentari giordani ha votato a favore di una mozione che chiede di espellere dal Paese l'ambasciatore israeliano e richiamare in Patria l'ambasciatore del Regno Hascemita in Israele. Il voto, avvenuto mercoledì 26 febbraio, rappresenta una reazione forte dei rappresentanti politici giordani davanti alla mossa del Parlamento israeliano dove il Likud ha presentato un disegno di legge mirante a revocare lo status di custode dei Luoghi Santi musulmani a Gerusalemme riconosciuto alla Giordania e sancito anche dal trattato di pace sottoscritto tra Stato ebraico e Regno Hascemita nel 1994.
La proposta di cancellare con un colpo di spugna le prerogative giordane sui Luoghi Santi musulmani a Gerusalemme – e in particolare su quelli della Spianata delle Moschee – è stata avanzata da Moshe Feiglin, leader di una fazione oltranzista del Likud che combatte la soluzione “due popoli-due Stati”, rivendica la piena e esclusiva sovranità israeliana anche sulla Spianata delle Moschee e sponsorizza l'annessione a Israele dei territori palestinesi della West Bank e della Striscia di Gaza.
“Il voto dei parlamentari giordani” spiega all'Agenzia Fides l'Arcivescovo Maroun Lahham, Vicario patriarcale per la Giordania del Patriarcato latino di Gerusalemme “non mi sorprende. Anche se i due Paesi hanno firmato un trattato di pace, quello è stato un accordo tra i leader politici, e non tra i popoli. Il voto del parlamento giordano è un gesto dimostrativo, per far capire a Israele che c'è una linea rossa, che non può essere violata. Del resto – aggiunge l'Arcivescovo Lahham “La proposta presentata alla Knesset ha solo l'effetto di aumentare la tensione tra Israele e i musulmani che vivono nei Paesi circostanti. Come accade con le incursioni provocatorie di estremisti israeliani sulla spianata delle Moschee, con la protezione dell'esercito. Gli israeliani conoscono la sensibilità di musulmani e cristiani alla questione dei Luoghi Santi. Adesso che è in corso un processo di pace, mi chiedo che senso hanno atti provocatori come questi. Piuttosto, occorre compiere atti di vera riconciliazione”. (GV) (Agenzia Fides 27/2/2014).
La proposta di cancellare con un colpo di spugna le prerogative giordane sui Luoghi Santi musulmani a Gerusalemme – e in particolare su quelli della Spianata delle Moschee – è stata avanzata da Moshe Feiglin, leader di una fazione oltranzista del Likud che combatte la soluzione “due popoli-due Stati”, rivendica la piena e esclusiva sovranità israeliana anche sulla Spianata delle Moschee e sponsorizza l'annessione a Israele dei territori palestinesi della West Bank e della Striscia di Gaza.
“Il voto dei parlamentari giordani” spiega all'Agenzia Fides l'Arcivescovo Maroun Lahham, Vicario patriarcale per la Giordania del Patriarcato latino di Gerusalemme “non mi sorprende. Anche se i due Paesi hanno firmato un trattato di pace, quello è stato un accordo tra i leader politici, e non tra i popoli. Il voto del parlamento giordano è un gesto dimostrativo, per far capire a Israele che c'è una linea rossa, che non può essere violata. Del resto – aggiunge l'Arcivescovo Lahham “La proposta presentata alla Knesset ha solo l'effetto di aumentare la tensione tra Israele e i musulmani che vivono nei Paesi circostanti. Come accade con le incursioni provocatorie di estremisti israeliani sulla spianata delle Moschee, con la protezione dell'esercito. Gli israeliani conoscono la sensibilità di musulmani e cristiani alla questione dei Luoghi Santi. Adesso che è in corso un processo di pace, mi chiedo che senso hanno atti provocatori come questi. Piuttosto, occorre compiere atti di vera riconciliazione”. (GV) (Agenzia Fides 27/2/2014).
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