Fides News: Bollettino del 22 aprile 2015

AFRICA/MALAWI - “Ci inseguivano come cani”: i malawiani in fuga dalle violenze xenofobe in Sudafrica
Lilongwe (Agenzia Fides) - “Ci inseguivano come cani” hanno detto le prime avanguardie dei 3.200 Malawaiani che il governo sta rimpatriando dal Sudafrica, dove sono in corso violenti scontri xenofobi. Lo riferisce all’Agenzia Fides dal Malawi p. Piergiorgio Gamba, missionario monfortano, che parla di “pullman carichi di gente scalza, scappata senza poter prendere nulla”.
“Ancora una volta, all’estremità sud dell’Africa, riappare l’incubo della caccia allo straniero come era successo nel 2008” commenta il missionario. “Il grande Sudafrica, la prima economia del continente, il Paese capace di organizzare i campionati del mondo, lascia emergere un odio appena sopito sotto i colori della rainbow nation, che ancora fatica a costruire una nazione da tanti gruppi diversi”.
“Le immagini di gruppi di giovani sudafricani che accoltellano africani dello Zimbabwe, del Mozambico e del Malawi sono finite sulle prime pagine dei giornali e alla televisione, distruggendo quella fratellanza che il colore della pelle aveva da sempre sostenuto” prosegue il missionario.
P. Gamba sottolinea che “il numero limitato dei morti è certo merito di una presa di posizione immediata delle organizzazioni di protezione dei diritti umani e delle Chiese in particolare” (vedi Fides 17/4/2015).
Il messaggio di protesta del Cardinale Wilfrid Napier, Arcivescovo di Durban, dove sono scoppiate le prime cariche xenofobe che poi si sono estese a tante altre città come Johannesburg e la capitale Pretoria, è stato un monito severo. "La xenofobia è contraria alla Costituzione del Sudafrica, all’umanesimo africano e alla fede cristiana, che vuole costruire ponti e non mura di difesa” ha ripetuto, citando Papa Francesco. Si è ripetuto spesso, in questi giorni, quello che è stato “il sogno di Mandela, di una società democratica e libera, dove tutte le persone possano vivere assieme in armonia e con pari opportunità”.
In Malawi, la Commissione Giustizia e Pace della Conferenza Episcopale in un comunicato ha invitato ad evitare ritorsioni sui cittadini sudafricani che in Malawi possiedono diverse case di villeggiatura lungo il lago ed i più grandi supermercati. Giustizia e Pace chiede inoltre che si vada oltre il rimpatrio dei connazionali e si giunga ad un dialogo costruttivo tra governi e che le dimostrazioni di protesta siano pacifiche. (L.M.) (Agenzia Fides 22/4/2015)
AFRICA/SUD SUDAN - Malakal: in corso violenti combattimenti tra militari appartenenti a tre etnie diverse
Juba (Agenzia Fides) - Violenti combattimenti con l’uso di armi pesanti tra due gruppi di militari dell’esercito sud-sudanese con numerose vittime sono in corso oggi, 22 aprile, a Malakal, capitale dello Stato sud-sudanese dell’Alto Nilo. “Gli scontri sono scoppiati ieri sera e questa mattina sono ripresi alle 6 in una zona all’interno della città. Parte della popolazione si è spostata nell’area meridionale di Malakal per evitare di essere colpita” dicono all’Agenzia Fides fonti locali che per ragioni di sicurezza desiderano rimanere anonime.
“Sono due gruppi rivali di militari dell’esercito sud-sudanese, questo perché i soldati prima di essere leali alla nazione sono leali alla propria tribù. Quello che sta accadendo è già accaduto diverse volte, ovvero che i militari si dividono secondo la tribù di appartenenza scontrandosi tra loro” continuano le nostre fonti. “Nei combattimenti in corso sono coinvolti militari appartenenti a tre etnie diverse, Dinka, Shilluk e Nuer, che cambiano alleanze a secondo di come i politici nazionali dicono loro di fare. L’esercito non è unito ma è leale al politico della propria tribù. Questo è uno degli elementi per comprendere quello che sta accadendo ma occorrerà qualche giorno per capire le dinamiche che hanno scatenato gli scontri attuali”. “I morti sono numerosi anche se non sappiamo quanti siano. Continuate a pregare per noi” conclude la fonte di Fides. (L.M.) (Agenzia Fides 22/4/2015)
AFRICA/EGITTO - Imam e sacerdoti promuovono la “cultura dell'incontro” predicando insieme nelle scuole di Minya
Minya (Agenzia Fides) – Inizia oggi la “missione” collettiva di un folto gruppo di imam legati ad al Azhar – il maggior centro teologico dell'islam sunnita – e di sacerdoti copti, che per alcuni giorni visiteranno insieme le scuole della provincia egiziana di Minya per incontrare gli studenti e promuovere in conferenze e dibattiti la cultura dell'incontro e della pace, valorizzandola come base di una pacifica convivenza sociale e religiosa. L'iniziativa, sostenuta dal Grande Imam di al Azhar Ahmad al-Tayyeb e dal Patriarca copto ortodosso Tawadros II, mira a rafforzare il tessuto della solidarietà nazionale e a promuovere la reciproca tolleranza fondata sulla condivisione di valori comuni, a partire dalla compassione e dalla solidarietà verso i concittadini in difficoltà.
“Gli incontri nelle scuole - riferisce all'Agenzia Fides Anba Botros Fahim Awad Hanna, Arcivescovo copto cattolico di Minya - si svolge sotto l'egida di “Casa della famiglia egiziana”, l'organismo di collegamento inter-religioso creato anni fa dal Grande Imam di Al Azhar e dal Patriarca copto ortodosso e rivitalizzato negli ultimi tempi come strumento per prevenire e mitigare le contrapposizioni settarie, in un momento in cui il riesplodere del settarismo fondamentalista sembrava mettere a rischio la stessa unità nazionale. Gli imam e i sacerdoti sono una quarantina, e operano tutti nella nostra regione. Un'iniziativa analoga si è già svolta qualche settimana fa in alcune scuole del Cairo”. Il programma mira a coinvolgere gradualmente le scuole in altre aree del Paese afflitte - come la provincia di Minya - da conflitti settari. (GV) (Agenzia Fides 22/4/2015).
AFRICA/SUDAN - Epidemia di morbillo in Darfur: i casi continuano a moltiplicarsi
Khartum (Agenzia Fides) – Il Ministero della Sanità locale ha confermato un forte incremento di casi di morbillo in Sudan. Attualmente si parla di 1.472 persone contagiate. I morti finora registrati sono 25, mentre si sospettano altri 3 mila contagi. In una conferenza stampa, il responsabile dell’Ufficio Immunizzazione del Ministero della Sanità ha allertato la popolazione riguardo al proliferare della malattia a livello epidemiologico in sei Stati: Nord, Ovest e Est Darfur, Sennar, Red Sea, e Kassala. All’inizio del mese di aprile, l’Unicef aveva confermato 1.120 casi di morbillo nel Paese. Negli ultimi tre mesi, la malattia si è diffusa in 29 località di 16 Stati sudanesi. Quello maggiormente colpito è Kassala con 353 casi e 2 decessi, seguito dal Red Sea con 205 casi e 3 decessi e il Nord Darfur con 140 casi e 12 morti. (AP) (Agenzia Fides 22/4/2015)
ASIA/PAKISTAN - Peggiora lo stato dei diritti umani nel paese
Lahore (Agenzia Fides) – La situazione dei diritti umani in Pakistan si sta fortemente deteriorando: è quanto afferma l’ultimo Rapporto della “Human Rights Commission of Pakistan” (HRCP), una tra le maggiori Ong della società pakistana, con una rete diffusa capillarmente nel paese. Nel documento inviato all’Agenzia Fides, titolato “Stato dei diritti umani 2014”, si nota che l’attacco dei militanti alla scuola militare di Peshawar, che il 16 novembre ha ucciso oltre 130 bambini, simboleggia efficacemente la situazione dei diritti umani in Pakistan.
Secondo il Rapporto, quell’attacco rappresenta in qualche modo “una svolta”, in quanto sembra aver creato un largo consenso contro il fanatismo in Pakistan. Tuttavia Zohra Yusuf, Presidente della HRCP nota: “E’ un peccato che tale consenso a livello nazionale contro i talebani e altri gruppi estremisti non si sia tradotto in azione politica, restando un affare militare”. Secondo il testo, 1.723 pakistani hanno perso la vita e 3.143 sono rimasti feriti nel corso del 2014 in 1.206 attacchi terroristici, 26 dei quali suicidi.
Alla lotta contro il terrorismo, prioritaria, si affianca la campagna per le libertà: “Le limitazioni alla libertà di espressione non sono calate nel 2014” nota il Rapporto. Il Pakistan è stato definito “il paese più pericoloso al mondo” per la libertà di stampa, con 14 giornalisti e operatori dei media uccisi nel 2014.
Sulla condizione delle minoranze religiose, si afferma che “l'estremismo religioso ha continuato a crescere nel 2014: 11 edifici, tra templi indù e chiese, sono stati danneggiati nella provincia meridionale di Sindh, mentre due attacchi sono stati condotti contro la minoranza Zikri in Beluchistan”. Lo scorso anno si sono segnalati in tutto 144 episodi di violenza settaria, 141 dei quali sono stati attacchi terroristici e tre erano scontri settari, rivela la Commissione.
La “blasfemia” resta un argomento molto sensibile nella nazione, dove il 97% dei 180 milioni di abitanti professa l’islam. La HRCP rimarca che “in passato gli omicidi per blasfemia non erano così frequenti come sono ora” e “l’intolleranza religiosa è notevolmente aumentata nel paese dell'Asia meridionale negli ultimi dieci anni”. (PA) (Agenzia Fides 22/4/2015)
ASIA/INDIA - Le scuole cattoliche non sono “contro la cultura indù”
Goa (Agenzia Fides) – “Non siamo qui per promuovere nessuna cultura né per promuovere una religione” ma “in nome della laicità garantita dalla Costituzione”: cosi afferma, in una nota inviata a Fides, la Conferenza dei Religiosi di Goa, replicando alle accuse messe in circolazione da gruppi estremisti che definiscono quelle gestite dai religiosi “scuole contro la cultura indù”. Il “Movimento nazionale indù” aveva diffuso un appello ai genitori, mettendoli in guardia dall’affidare i propri figli agli istituti cristiani.
Don Paolo Alvares, rappresentante della Conferenza, ribadisce nella nota che “attraverso i nostri istituti educativi promuoviamo tutte le religioni e incoraggiamo l'elevazione e lo sviluppo di tutte le culture”. I cattolici ribadiscono che “l’insegnamento impartito rispetta tutte le religioni e tutte le culture e mira a sviluppare la crescita del bambino, nella dimensione fisica, intellettuale, morale e sociale”. Ricordando che molti bambini non cristiani frequentano le scuole cattoliche, i religiosi affermano: “Nel contempo rispettiamo e incoraggiamo la religione individuale e la cultura del bambino. Continueremo inoltre a impegnarci a servire la società in modo disinteressato, senza distinzione di casta, di classe, di religione e di lingua, come abbiamo sempre fatto”. (PA) (Agenzia Fides 22/4/2015)
ASIA/ARABIA SAUDITA - Video delle stragi dei cristiani etiopi: il jihadista che espone gli obblighi dei cristiani è un terrorista saudita
Ryad (Agenzia Fides) – Il miliziano dello Stato Islamico che nel macabro video con l'esecuzione dei cristiani etiopi lancia minacce contro “il popolo della croce” e ricorda gli obblighi a cui sono sottoposti i cristiani nel Califfato, è un cittadino saudita: si tratta di Anas Al-Nashwan, e figura ai primi posti nella lista dei 50 terroristi sauditi più ricercati. Secondo quanto riportato dai media arabi, è lui a svolgere, nell'orrendo filmato, la funzione di spiegare in arabo che lo Stato Islamico impone ai cristiani che vivono sotto la sua legge di convertirsi o di pagare la Jizya, la “tassa di protezione” imposta ai non musulmani Nel video, oltre alle efferate esecuzioni dei due gruppi di prigionieri etiopi, vengono anche mostrate immagini di persone che parlano arabo con accento iracheno e siriano, presentandosi come cristiani che vivono in pace nei territori del Califfato islamico dopo aver deciso di pagare “liberamente” la Jizya.
L'emiro Anas Al-Nashwan, già leader della rete di al Qaida in Afghanistan, aveva annunciato la sua adesione allo Stato Islamico – allora ancora denominato Stato Islamico dell'Iraq e della Siria (Isis) -nel giugno 2014. Dal suo Paese d'origine si era allontanato dopo che era stata diffusa la lista dei terroristi sauditi, comprendente anche il suo nome. E' considerato autore di uno dei libri più diffusi tra i jihadisti, la “Guida del Mujiaheddin alle più importanti sentenze dell'Apostata”. (GV) (Agenzia Fides 22/4/2015).
ASIA/MACAO - Un nuovo lavoro musicale dedicato a p. Matteo Ricci
Macao (Agenzia Fides) – Domenica prossima, 26 aprile, nella chiesa del Seminario di San Giuseppe a Macao, dove negli ultimi due secoli hanno studiato numerosi missionari, sarà eseguita la “Missa in honorem Matthaei Ricci” per assemblea, coro femminile, ottoni e organo, opera del compositore italiano Aurelio Porfiri, che da diversi anni vive e lavora a Macao.
Secondo le informazioni pervenute all’Agenzia Fides, con questa opera l’autore intende onorare la figura del grande missionario gesuita Matteo Ricci (Macerata 1552, Pechino 1610), che visse a Macao prima di inoltrarsi nella Cina continentale. Con la consulenza del liturgista gesuita padre Cesare Giraudo, sono stati scelti quei testi che descrivono meglio la speciale vocazione missionaria di Matteo Ricci o Lì Madou, come é chiamato dai cinesi. Anche se non si può parlare di “liturgia propria”, questa Messa, in latino, verrà presentata durante un concerto con la partecipazione dei cori di diverse scuole di Macao. (SL) (Agenzia Fides 22/04/2015)
AMERICA/COLOMBIA - Il Consiglio episcopale per la pace analizza la situazione dei colloqui
Bogotà (Agenzia Fides) – La riunione dei membri del Consiglio Episcopale per la pace (CEP), per analizzare le prospettive del processo di pace con i guerriglieri delle FARC e dell’ELN, si è svolta ieri, 21 aprile, a Bogotà. Secondo la nota pervenuta a Fides, erano presenti il Presidente della Conferenza Episcopale della Colombia, Sua Ecc. Mons. Luis Augusto Castro Quiroga, che è anche Presidente della Commissione nazionale di conciliazione (CCN), un gruppo di Arcivescovi e Vescovi provenienti da diverse regioni del Paese dove si vive quotidianamente la difficile situazione del conflitto sociale ed armato, e l'Alto Commissario per la Pace, Sergio Jaramillo.
I membri del CEP hanno analizzato, dal punto di vista regionale, la situazione del processo di negoziazione tra il governo ed i guerriglieri delle Forze armate rivoluzionarie della Colombia (FARC). Il punto nuovo nell'agenda è stato lo studio della situazione dei colloqui con l'Esercito di liberazione nazionale (ELN).
Secondo quanto hanno riportato i media locali, negli ultimi giorni il cammino del processo di pace era stato messo in discussione a causa di un atto criminale compiuto dalle FARC, in cui sono stati uccisi 11 soldati (vedi Fides 16/04/2015). Solo ieri è stato pubblicato il rapporto ufficiale dell'esercito colombiano, da cui si apprende che i bombardamenti ordinati dal Presidente Santos nella zona del conflitto, conseguenti al crimine, hanno causato 6 morti nelle file dei guerriglieri.
Sempre ieri sera il Presidente Santos ha inviato un messaggio alle FARC, dicendo che adesso “la decisione di fare sul serio è nelle vostre mani. E' ora di dimostrare che anche per voi la pace è il bene tanto desiderato".
(CE) (Agenzia Fides, 22/04/2015)
AMERICA/STATI UNITI - Conoscere l’opera di evangelizzazione di p. Serra: sito web dell’arcidiocesi di Los Angeles
Los Angeles (Agenzia Fides) – L'Arcidiocesi di Los Angeles, Stati Uniti d’America, ha creato un sito web che fornisce informazioni sull’importanza del lavoro di evangelizzazione svolto dal frate missionario spagnolo, il beato Junípero Serra (1713-1784), che sarà canonizzato nel mese di settembre. Secondo la nota inviata a Fides dall'arcidiocesi, il sito web raccoglie notizie e testimonianze sul lavoro svolto da p. Serra per le comunità indigene della California, così come informazioni sulla sua vita e sul suo impegno per la missione.
"Padre Serra era un uomo santo che ha portato la buona notizia dell'amore e della misericordia di Dio al continente Americano" ha sottolineato l'Arcivescovo di Los Angeles, Sua Ecc. Mons. Jose Gomez. Il Vaticano ha confermato che Papa Francesco canonizzerà Junipero Serra durante la sua visita negli Stati Uniti, il 23 settembre, davanti al Santuario nazionale dell'Immacolata Concezione a Washington.
Mons. Gomez, ricordando in particolare che p. Serra era considerato il protettore degli indigeni, ha commentato: "Penso che sia speciale il fatto che il primo santo ispanico degli Stati Uniti sarà canonizzato sul suolo americano da Papa Francesco, che è il primo Papa dall'America Latina".
"La canonizzazione di padre Serra sarà una grande benedizione" ha ribadito l'Arcivescovo, confutando l’atteggiamento di qualche organizzazione indigena, che considera il religioso come collaboratore degli spagnoli contro gli indigeni. (CE) (Agenzia Fides, 22/04/2015)
Links:
Il sito web di Junípero Serra:
http://stjunipero.org/
OCEANIA/ISOLE DEL PACIFICO - Conferma del Direttore nazionale delle Pontificie Opere Missionarie
Città del Vaticano (Agenzia Fides) – Il Card. Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, in data 27 novembre 2014 ha confermato Direttore nazionale delle Pontificie Opere Missionarie nelle Isole del Pacifico per un altro quinquennio, suor Merieti Riiki, delle Filles de Notre-Dame du Sacré Coeur (FDNSC). (SL) (Agenzia Fides 22/4/2015)

Fides News, Bollettino del 21 aprile 2015

EUROPA/SPAGNA - Missione, emigrazione e crisi sociale: i Vescovi in assemblea
Madrid (Agenzia Fides) – E’ in corso la XCV Assemblea Plenaria della Conferenza Episcopale Spagnola (CEE), che si svolge dal 20 al 24 aprile. In questa occasione, l'incontro avrà una giornata speciale: venerdì 24, i Vescovi andranno in pellegrinaggio ad Avila, in occasione del V Centenario della nascita di Santa Teresa di Gesù.
L'Arcivescovo di Valladolid e Presidente della CEE, il Card. Ricardo Blazquez Perez, ha aperto l'incontro con un discorso programmatico, quindi Sua Ecc. Mons. Renzo Fratini, Nunzio apostolico in Spagna, ha portato il suo saluto ai partecipanti. Tra i punti centrali del discorso del Card. Ricardo Blázquez, possiamo segnalare: l'Anno della Vita consacrata e il V Centenario della nascita di Santa Teresa di Gesù; il compito della missione oggi: in Spagna si sta vivendo la "trasformazione missionaria" di chiese, parrocchie e comunità; la situazione sociale: "questa crisi sociale ed economica, si porta dietro una crisi antropologica, etica e religiosa"; la persecuzione dei cristiani; la tragedia dell'immigrazione; i motivi per la speranza. (CE) (Agenzia Fides, 21/04/2015)
AFRICA/EGITTO - L'Università islamica di Al Azhar condanna la strage jihadista dei cristiani etiopi
Il Cairo (Agenzia Fides) – Un “crimine odioso, commesso dal gruppo terrorista Daesh (acronimo arabo usato per indicare lo Stato Islamico,ndr), che va contro qualsiaso religione, legge o condotta umana”. Con queste formule senza appello l'Università di Al Azhar, massimo centro accademico dell'islam sunnita, ha condannato la strage di 28 etiopi compiuta dai jihadisti dello Stato Islamico che hanno diffuso sulle rete dei loro media i video delle barbare esecuzioni presentando le vittime come membri della “ostile Chiesa etiope”. La condanna è espressa in una dichiarazione, attribuita dai media egiziani all'Imam Ahmed al-Tayyeb e pervenuta all'Agenzia Fides, in cui si
richiama anche la comunità internazionale ad affrontare come una minaccia globale la rete jihadista che alimenta i conflitti in Medio Oriente. Nel comunicato, l'Università islamica porge le proprie condoglianze al governo e al popolo etiope e alle famiglie delle vittime. Lo scorso gennaio, nella visita da lui compiuta in Egitto, il Patriarca della Chiesa ortodossa Mathias I era stato ricevuto anche dal Grande Imam di Al Azhar.
Intanto, nella giornata di domenica 19 aprile, il Presidente egiziano Abdel Fattah al Sisi ha ricevuto al Cairo John Brennan, direttore della Central Intelligence Agency (CIA), per uno scambio di considerazioni sulle tante emergenze che travagliano i Paesi arabi, e anche l'Arcivescovo di Canterbury Justin Welby, Primus inter pares della Comunione anglicana. Durante i colloqui, il Presidente egiziano ha insistito sul fatto che nell'Egitto in uscita dalle convulsioni delle “primavere arabe” i cristiani non vengono considerati in senso penalizzante e riduttivo come una “minoranza”, ma sono cittadini egiziani a pieno titolo, con gli stessi diritti e doveri di tutti gli altri. (GV) (Agenzia Fides 21/4/2015).
AFRICA/SUDAFRICA - Uccisa suora nel KwaZulu-Natal: da 60 anni in missione, una vita dedicata ai bambini poveri
Johannesburg (Agenzia Fides) - Una suora missionaria austriaca di 86 anni, Suor Stefani Tiefenbacher CPS (Suore Missionarie del Preziosissimo Sangue), è stata uccisa nella notte tra sabato 19 e domenica 20 aprile nella sua camera, nella missione del Sacro Cuore di Ixopo, nella provincia del KwaZulu-Natal, nell’est del Sudafrica.
Secondo le notizie pervenute all’Agenzia Fides una consorella intorno alle 3 del mattino di domenica ha trovato il corpo di suor Tiefenbacher: era legata e imbavagliata. La religiosa è morta soffocata. Prima di morire avrebbe subito anche una violenza sessuale. Suor Tiefenbacher era in missione da 60 anni e si dedicava ai bambini poveri della locale comunità. (L.M.) (Agenzia Fides 21/4/2015)
AFRICA/SUD SUDAN - Le aree periferiche abbandonate a sé stesse per il conflitto nazionale: si riaccendono gli scontri tribali
Juba (Agenzia Fides) - “Non è stato possibile celebrare il triduo pasquale a Malakal per gli scontri tra le tribù Shilluk e Dinka” riferiscono all’Agenzia Fides fonti missionaria dalla capitale dello Stato sud-sudanese dell’Alto Nilo. “Il conflitto tra il governo centrale del Presidente Salva Kiir e la ribellione, guidata dall’ex Vice Presidente Riek Machar, sta avendo pesanti conseguenze sulle periferie del Sud Sudan che sono abbandonate a loro stesse” spiegano le fonti di Fides che per motivi di sicurezza chiedono l’anonimato.
“Una delle conseguenze più gravi di questo abbandono è il riaccendersi di conflitti sopiti, spesso a carattere tribale, come quello tra queste due tribù che peraltro appoggiano entrambe il governo. Un diverbio sulla delimitazione di un’area comune è esploso in un conflitto proprio nella Settimana Santa. Questo avviene per la mancanza di un governatore in grado di coinvolgere i capi tribali e le altre autorità tradizionali in un dialogo per risolvere dispute di questo tipo” spiega la fonte.
“Quello che è avvenuto a nord di Malakal avviene anche in altre zone del Paese e ci fa comprendere la complessità della situazione del Sud Sudan, dove accanto al conflitto nazionale, si sono accesi diversi conflitti locali” concludono le fonti di Fides.
Il South Sudan Council of Churches (SSCC), l’organismo che raggruppa le principali confessioni cristiane del Paese, tra cui quella cattolica, ha presentato un piano di pace per risolvere la guerra civile, incentrato sulla riconciliazione tra le diverse componenti nazionali. I leader cristiani hanno inoltre annunciato di voler svolgere un ruolo guida nei colloqui di pace che si svolgono ad Addis Abeba, in Etiopia, con la mediazione dell’IGAD (Intergovernmental Authority on Development), l’organismo di cooperazione regionale al quale appartiene il Sud Sudan. (L.M.) (Agenzia Fides 21/4/2015)
AMERICA/MESSICO - Attiva partecipazione in lingua Náhuatl della comunità indigena alla consacrazione del Vescovo di Orizaba
Orizaba (Agenzia Fides) – Per la prima volta nella storia della diocesi di Orizaba (Messico), durante il rito di ordinazione episcopale di Sua Ecc. Mons. Eduardo Cervantes Merino, che si svolgerà il 24 aprile, verrà imposto al nuovo Vescovo il Xochicostcatl, cioè una collana di fiori che è un ornamento indigeno tradizionale il quale simboleggia fiducia, onore e rispetto per chi offre un servizio alla comunità in nome di Dio, verrà eseguito un canto e verrà proclamata una lettura nella lingua madre degli indigeni, il Nahuatl.
La nota pervenuta a Fides da una fonte locale riferisce che un gruppo di rappresentanti laici della Sierra de Zongolica, zona indigena di questa diocesi, accoglierà il nuovo Vescovo nella piazza principale dell’abitato e gli imporrà il Xochicostcatl. Quindi i leader indigeni lo accompagneranno in processione verso la chiesa. Per questo evento, che riveste grande importanza per la Chiesa locale, si prevede la presenza di oltre 20 Vescovi provenienti da tutto il paese, oltre che del Nunzio apostolico, Sua Ecc. Mons. Christophe Pierre.
La popolazione indigena che parla il Náhuatl è molto numerosa in Messico, e la Chiesa cattolica segue molto da vicino la loro formazione nelle comunità (vedi Fides 2/10/2013). Attualmente il Náhuatl è la lingua nativa più parlata nel paese: si calcola da circa un milione e mezzo di persone.
(CE) (Agenzia Fides, 21/04/2015)
AMERICA/COLOMBIA - Emergenza per violenze e aggressioni ai minori
Bucaramanga (Agenzia Fides) - Bucaramanga è una cittadina capoluogo del dipartimento di Santander, in Colombia. Da una recente comunicazione delle autorità locali risulta che nella città vengano denunciati 45 casi di maltrattamento di minori al giorno, ma la cifra corrisponde solamente al 30% delle aggressioni. Il restante 70% continua a rimanere anonimo. Il fenomeno è particolarmente grave e allarmante: dall’inizio di quest’anno già due bambini sono stati assassinati presumibilmente dai rispettivi genitori. Di una di queste due vittime, una di soli cinque mesi, si ha la quasi certezza che sia stata anche violentata. Secondo le stime, nel 2014 a Bucaramanga hanno subito violenze 60 bambini e 70 bambine. Nell’area metropolitana la cifra raggiunge i 241 casi. L’anno precedente 24 minori sono stati uccisi e tra questi, sei risultano coinvolti nelle guerre tra bande criminali della città. Dalle denunce raccolte risulta che oltre, alle aggressioni fisiche, i piccoli subisca no punizioni e umiliazioni corporali, abuso fisico o psicologico, totale trascuratezza e negligenza da parte dei genitori sin dalla gestazione. Oltre ai genitori, i principali carnefici di questo crimine sono fratelli, zii e nonni. (AP) (21/4/2015 Agenzia Fides)
AMERICA/EL SALVADOR - La povertà aggrava le condizioni di vita dei bambini sieropositivi
San Salvador (Agenzia Fides) - Le condizioni economiche e di povertà del Paese costituiscono una aggravante per la salute dei bambini sieropositivi, che spesso non possono seguire una terapia costante in quanto i familiari sono impossibilitati a portarli nelle strutture sanitarie. L’ospedale pediatrico Benjamín Bloom ha in cura 323 bambini affetti da Hiv. Secondo una raccolta dati sui piccoli in cura nel sistema sanitario pubblico, realizzata da “Fondazione Inocencia” e Unicef, il 41% delle famiglie dei minori affetti dal virus non ha neanche un reddito equivalente al salario minimo. Inoltre il 33% è privo di stabilità lavorativa e di conseguenza economica.
L’alimentazione è un altro fattore che incide sulla salute di questi piccoli: il 37% delle famiglie coinvolte nello studio hanno dichiarato di non avere alcun accesso ai generi alimentari basilari. Ad aggravare la situazione di alcuni c’è poi l’abbandono da parte di genitori o familiari. I piccoli sieropositivi non hanno accesso a ludoteche, computer e altri luoghi di educazione e rimangono emarginati nelle stesse scuole o comunità. Occorre un monitoraggio costante che assicuri loro le cure e che i genitori vengano economicamente aiutati. San Salvador è il dipartimento dove si registra il maggior numero di contagi, 120 bambini con Hiv, mentre Morazán è quello con il numero minore. (AP) (21/4/2015 Agenzia Fides)
ASIA/INDIA - Nomina del Rettore del Seminario propedeutico “Christu Jyoti Gurukul” a Simla-Chandigarh
Città del Vaticano (Agenzia Fides) – Il Card. Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, in data 19 settembre 2014 ha nominato Rettore del Seminario Propedeutico “Christu Jyoti Gurukul” nella diocesi di Simla-Chandigarh (India), il rev. P. Kurian Emprayil, gesuita (SJ).
Il nuovo Rettore appartiene alla provincia gesuita di Calcutta, è nato il 23 febbraio 1954 in Kerala ed è stato ordinato sacerdote il 29 aprile 1985, ha emesso i voti finali il 28 febbraio 1993. Ha conseguito un Master in Social Work al Tata Institute di Mumbay. Inizialmente ha prestato la sua opera nel campo del lavoro sociale quindi è stato nominato responsabile della comunità gesuita del noviziato e dello juniorato a Dhyan Ashram. Per diversi anni è stato il Coordinatore per la formazione della provincia, accompagnando i giovani in formazione negli studi filosofici e teologici. (SL) (Agenzia Fides 21/04/2015)

Bollettino del 20 apròe 2014

AFRICA/EGITTO - Il Vescovo copto Antonios Aziz Mina sui cristiani etiopi massacrati: nei martiri risplende la vittoria di Cristo
Il Cairo (Agenzia Fides) - I Patriarchi e i Vescovi cattolici d'Egitto, raccolti al Cairo per la periodica assemblea che li vede riuniti due volte l'anno, dedicheranno parte della loro comune riflessione pastorale alle nuove stragi di cristiani etiopi compiute dai jihadisti dello Stato Islamico e da loro documentate in filmati confezionati con macabra professionalità per essere diffusi online come strumenti della loro delirante propaganda.
Nel nuovo video rilanciato come prodotto dal Furqan Media – accreditatosi come network mediatico di riferimento dello Stato Islamico (Is) – si vedono due diversi gruppi di prigionieri presentati come cristiani etiopi che vengono massacrati per decapitazione e con colpi di pistola alla nuca in un luogo desertico e su una spiaggia libici. Il video, accompagnato dai soliti slogan contro la “nazione della croce” e corredato con immagini di distruzioni di chiese, icone e tombe cristiane, ripete, rivolto ai cristiani, che per loro non ci sarà salvezza se non si convertono all'islam o non accettano di pagare la “tassa di protezione”.
Nel video – particolare eloquente – le vittime vengono presentate come appartenenti alla “ostile Chiesa etiope”. Al momento mancano verifiche e conferme indipendenti sull'identità delle vittime. Secondo fonti del governo e della Chiesa ortodossa d'Etiopia, è probabile che si tratti di poveri emigranti etiopi appartenenti alle moltitudini di uomini e donne che provano a raggiungere l'Europa attraversando la Libia e poi imbarcandosi sui barconi gestiti dalla rete criminale degli scafisti.
“Il Patriarca della Chiesa ortodossa d'Etiopia Mathias I” riferisce all'Agenzia Fides Antonios Aziz Mina, Vescovo copto cattolico di Guizeh “aveva programmato di venire in Egitto e ripartire insieme al Patriarca copto Tawadros II per partecipare a Erevan alle commemorazioni del Genocidio armeno. Adesso, all'ultimo momento ha dovuto annullare la visita, si è scusato e ha detto che rimarrà in Etiopia. Le storie di martirio del passato incrociano le storie dei martiri di oggi”.
La Chiesa ortodossa d'Etiopia è stata vincolata giurisdizionalmente al Patriarcato copto di Alessandria d'Egitto fino al 1959, anno in cui è stata riconosciuta come Chiesa autocefala dal Patriarca copto Cirillo VI. Proprio lo scorso aprile Abuna Mathias aveva compiuto una storica visita in Egitto, che aveva segnato anche un passo importante nel superamento di passati contrasti tra le due Chiese. Il Patriarca etiope era stato ricevuto con tutti gli onori anche dal presidente egiziano Abdel Fattah al Sisi.
“Colpisce” fa notare Anba Antonios “che la Chiesa etiope venga definita 'Chiesa ostile'... evidentemente questi strani jihadisti seguono anche i risvolti politici degli incontri tra le Chiese. Ma nel grande dolore” aggiunge il Vescovo copto cattolico “continuiamo a guardare a queste vicende con lo sguardo della fede. La filiera dei martiri non è finita, e accompagnerà tutta la storia, fino alla fine. I cristiani non cercano il martirio, vogliono vivere nella pace e nella letizia. Ma se il martirio arriva, è un conforto vedere che può essere accettato con la stessa pace con cui lo hanno accettato i copti che pronunciavano il nome di Cristo e a Lui si affidavano mentre venivano sgozzati. La Chiesa non si è mai lamentata del martirio, ma ha sempre celebrato i martiri come coloro in cui, proprio mentre vengono uccisi, risplende la grande e consolante vittoria di Cristo”. (GV) (Agenzia Fides 20/4/2015).
AFRICA - “Una coalizione internazionale per arginare il traffico di esseri umani” chiede una ong senegalese
Roma (Agenzia Fides)- Una coalizione internazionale per arginare l’immigrazione clandestina, all’origine di tragedie come quella del naufragio avvenuto nelle prime ore di domenica 19 aprile al largo della Libia di un battello carico di almeno 900 migranti. È quanto chiede l’organizzazione senegalese per la difesa dei migranti “Horizon sans Frontière” in un comunicato inviato all’Agenzia Fides. “Il numero di morti interpella e deve oggi spingere la comunità internazionale a reagire” si legge nel documento che, pur lamentando il mancato “adattamento della politica europea ai nuovi dati dell’immigrazione clandestina” sottolinea come il fenomeno ormai ha travalicato l’Europa, assumendo “una dimensione internazionale” che non può essere affrontata a livello di una semplice riunione ministeriale.
“Occorre pertanto una vera coalizione internazionale per arginare questo fenomeno” afferma l’Ong senegalese, “bisogna agire lungo le coste libiche, il punto di partenza dei battelli della morte”. “Quando una coalizione ha voluto intervenire in Libia destabilizzandola, questa è stata costituita senza problemi e questa stessa coalizione deve finire il lavoro, aiutando questo Paese a organizzarsi per lottare efficacemente contro le filiere dell’immigrazione clandestina”.
Per questo motivo “Horizon sans Frontière” chiede “la costituzione di una coalizione internazionale che riunisca i Paesi mediterranei e quelli di provenienza dei migranti, dotati di mezzi potenti per bloccare sul lungo termine il problema”.
L’Ong chiede infine “l’apertura di un’inchiesta internazionale per identificare gli autori di questa nuova tratta di esseri umani, colpendoli nel portafoglio e nei loro interessi a livello internazionale”. “Quando si è dovuto lottare contro la pirateria in alto mare, è stata costituita una coalizione per affrontare questa minaccia con risultati oggi significativi e si dovrebbe fare lo stesso per evitare questi drammi del mare che provocano migliaia di morti” conclude il comunicato. (L.M.) (Agenzia Fides 20/4/2015)
AFRICA/KENYA - “Non cadiamo nella trappola dello scontro religioso come vogliono gli Shabaab” dicono i leader islamici
Nairobi (Agenzia Fides) - “Il vero scopo di Al Shabaab è di accendere un conflitto religioso in Kenya tra cristiani e musulmani. I keniani delle diverse fedi non devono cadere nella trappola. Siamo vissuti insieme in armonia per molti anni” ha affermato lo Sheikh Mohammed Shakuul, un esponente della comunità islamica di Eastleigh, il quartiere della capitale del Kenya, Nairobi, soprannominato la “piccola Mogadiscio”, per la forte presenza di abitanti di origine somala.
Sheikh Shakuul ha partecipato ad un incontro tra i leader religiosi e rappresentanti del governo per cercare delle soluzione al radicalismo religioso e alla propaganda degli estremisti somali Shabaab, responsabili della strage all’università di Garissa nella quale 148 persone sono state uccise sulla base della loro confessione religiosa (vedi Fides 8/4/2015).
“Ridurre la radicalizzazione e l’estremismo violento richiede che tutte le parti in causa giochino il loro ruolo con efficacia, compreso il governo e i leader politici e religiosi. Vogliamo fare la nostra parte per assicurare il successo di questa impresa” ha rimarcato Sheikh Shakuul.
All’incontro, che si è tenuto ieri, domenica 19 aprile, hanno partecipato diversi esponenti religiosi provenienti da differenti parti del Kenya, e in particolare dalle aree più toccate dalle violenze a sfondo etnico e religioso come Wajir, Mombasa, Isiolo, Garissa e Mandera. (L.M.) (Agenzia Fides 20/4/2015)
ASIA/TURCHIA - “Pensionato” il consigliere del premier turco che aveva parlato del Genocidio armeno
Ankara (Agenzia Fides) – Lo scrittore e giornalista turco di origini armene Etyen Mahcupyan, primo Consigliere del Primo Ministro turco Ahmet Davutlogu, ha lasciato le sue funzioni pochi giorni dopo aver rilasciato in un'intervista alcune dichiarazioni – rilanciate anche dalla stampa internazionale – in cui aveva riconosciuto che i massacri di armeni perpetrati in Anatolia nel 1915 sotto la regia ideologica dei Giovani Turchi possono essere legittimamente definiti come Genocidio. Lo riferiscono fonti turche consultate dall'Agenzia Fides. Ambienti vicini al governo di Ankara nei giorni scorsi hanno fatto filtrare sulla stampa turca l'interpretazione sdrammatizzante secondo cui la fine del rapporto di lavoro tra il Premier e il suo primo Consigliere sarebbe dovuta solo al fatto che Mahcupyan ha raggiunto l'età pensionabile dei 65 anni, smentendo ogni legame tra il suo non annunciato pensionamento e le dichiarazioni sul Genocidio armeno.
Nel frattempo, secondo quanto riportato dal settimanale armeno bilingue Agos, la conferenza sul tema controverso del Genocidio armeno, che era stata annunciata e poi annullata presso l'Università di Bilgi, verrà invece ospitata dall'Università Bogazici, terza istituzione accademica di Istanbul, situata sul lato europeo del Bosforo. Nel convegno internazionale, studiosi e ricercatori appartenenti a istituzioni turche e straniere si confronteranno sulle diverse prospettive con cui vengono letti gli stermini consumatisi in Anatolia nel 1915. (GV) (Agenzia Fides 20/4/2015).
ASIA/INDONESIA - Migliaia di bambini “invisibili”: privi di accesso all’istruzione e alla sanità
Giacarta (Agenzia Fides) – Nei villaggi più poveri di Giacarta le opportunità per gli abitanti sono molto poche, in particolare per i minori. Alcuni per poter sopravvivere raccolgono bottiglie di plastica e altre cose dalla spazzatura, altri suonano il bengio sugli autobus chiedendo l’elemosina. I genitori non possono permettersi di pagare i certificati di nascita senza i quali il futuro dei rispettivi figli è molto limitato. Gli alti costi e gli oneri amministrativi che comportano la pratica sono un vero e proprio incubo burocratico. Tuttavia la registrazione anagrafica è indispensabile, senza una identità giuridica sono negati sia l’accesso all’istruzione che alla sanità.
Secondo i dati del Ministero degli Affari Sociali relativi al 2012, in Indonesia vivono per le strade oltre 94 mila bambini, tra questi solo 7 mila nella capitale. Nonostante ciò ne sono registrati solo un quinto, il 22%. L’Indonesia ha uno dei tassi di registro delle nascite più bassi dell’Associazione delle Nazioni del Sudest Asiatico (ASEAN). In Cambogia, Tailandia, Singapore e Vietnam, ad esempio, oltre il 90% della popolazione è registrata. Dal Programma di Tutela dell’Infanzia dell’organizzazione Plan International in Indonesia risulta che in 5 quartieri di Giacarta oltre il 60% delle nascite non sono mai state registrate.
In tutta l’Indonesia, Plan International stima che, ogni anno, 3 milioni di bambini e bambine si aggiungono ai 30 o 35 milioni che non sono registrati. Politicamente, lo Stato è obbligato a sviluppare un sistema che garantisca il benessere e la tutela dell’infanzia e, per questo, il Ministero degli Affari Sociali ha recentemente lanciato un programma nazionale al riguardo. L’obiettivo è mettere a disposizione di ogni bambino un conto di risparmio con un deposito di circa 150 dollari per coprire le spese dell’istruzione primaria e le cure mediche. Tuttavia, senza un certificato di nascita, i minori non registrati non potranno accedervi. Dal 2012, Plan International ha avviato un piano di registrazione universale per i bambini di Giacarta che cerca di rendere la popolazione consapevole dell’importanza del registro e di aiutare il Governo a offrire un migliore accesso allo stesso. Nel corso dell’ultimo anno il parlamento indonesiano ha modificato la legge rendendo più accessibi li i registri, eliminando le tasse. In questo modo, già oltre mille piccoli sono stati registrati. (AP) (20/4/2015 Agenzia Fides)
AMERICA/ARGENTINA - I Vescovi analizzano la realtà del paese e indicano alcuni obiettivi
Buenos Aires (Agenzia Fides) – Inizia oggi, con la partecipazione dei Vescovi di tutto il paese, la 109.ma Assemblea Plenaria della Conferenza Episcopale argentina (CEA), che avrà come tema principale una valutazione del contesto politico e sociale in cui vive il paese.
Nella nota pervenuta a Fides si ricorda che nell'ultima analisi pubblica, fatta a marzo scorso, l'Episcopato era stato critico verso la leadership politica e aveva fatto un appello per vivere bene questo anno elettorale. Il Presidente della CEA, l'Arcivescovo di Santa Fe de la Vera Cruz, Sua Ecc. Mons. José María Arancedo, ha sottolineato gli obiettivi che "dovrebbero essere condivisi da tutti" e ha indicato come tali: "superare l'emarginazione e la povertà estrema, la malnutrizione infantile, la creazione di posti di lavoro, l'inflazione che impedisce la crescita ed erode seriamente il reddito dei più poveri, la lotta contro il traffico di droga e di esseri umani, la trasparenza nella pubblica amministrazione e la lotta contro ogni forma di corruzione". L'incontro durerà fino a sabato 25 aprile. (CE) (Agenzia Fides, 20/04/2015)
AMERICA/MESSICO - Ogni giorno duemila armi introdotte illegalmente in Messico dagli Stati Uniti
Città del Messico (Agenzia Fides) – Il governo del Messico sta discutendo la legge sulle armi per iniziativa del Presidente della repubblica. In questo contesto, l'arcidiocesi di Mexico attraverso il suo settimanale "Desde la Fe", invita alla riflessione. Nell’editoriale intitolato "Armati fino ai denti", pervenuto all’Agenzia Fides, si sottolinea che “il commercio di armi è uno dei business più redditizi, e gli Stati Uniti mantengono l'egemonia della produzione di armi distribuite in tutto il pianeta. L'analisi del Centro di Studi Sociali e dell'Opinione pubblica della Camera dei Deputati, pubblicato nel dicembre 2012, afferma che il 30 per cento delle armi nel mondo è di fabbricazione americana...il traffico di armi leggere, è un problema che danneggia seriamente il Messico".
Il testo prosegue: "Gli studi stimano che ogni giorno duemila armi vengano introdotte illegalmente in Messico dagli Stati Uniti. Non c'è nulla di nuovo nel dire che questo traffico assassino attizza la violenza legata alla droga, creando una spirale criminale senza fine. Lo studio citato sostiene che nell'attuale amministrazione, nel periodo 2012-2014, sono stati più di 40.000 gli omicidi causati da esecuzioni, lotte, aggressioni e spaccio di droga che hanno fatto ricorso ad armi pesanti e leggere. Le agenzie internazionali indicano che più di 15 milioni di armi sono in circolazione nel territorio messicano e che sono facilmente reperibili".
Mentre le campagne politiche continuano, conclude l’editoriale, “questa violenza e il traffico di armi non saranno mai considerate dai candidati come qualcosa da combattere e da eliminare definitivamente. E' urgente rafforzare la sicurezza di tutti gli esseri umani!”.
(CE) (Agenzia Fides, 20/04/2015)
AMERICA/BOLIVIA - Nuova data per il V Congresso Eucaristico: dal 16 al 20 settembre
La Paz (Agenzia Fides) – Il V Congresso Eucaristico Nazionale, inizialmente programmato dall’1 al 5 luglio a Tarija, subirà un cambiamento di data in seguito all’annunciata visita di Papa Francesco in Bolivia. Secondo la nota pervenuta a Fides, i Vescovi della Bolivia, riuniti per l’Assemblea plenaria, hanno deciso di posticipare la celebrazione del Congresso Eucaristico a settembre, dal 16 al 20, in quanto Papa Francesco sarà in terra boliviana dall'8 al 10 luglio. Il Congresso Eucaristico è un evento importante per la Chiesa cattolica in Bolivia, in quanto si propone di incoraggiare un rinnovato amore per l'Eucaristia e di esprimerlo con diversi impegni da parte di tutte le comunità in tutte le diocesi del Paese. (CE) (Agenzia Fides, 20/04/2015)
AMERICA/VENEZUELA - Nomina del Direttore nazionale delle Pontificie Opere Missionarie
Città del Vaticano (Agenzia Fides) – Il Card. Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, in data 5 marzo 2015 ha nominato Direttore nazionale delle Pontificie Opere Missionarie (POM) in Venezuela per un quinquennio (2015-2020), il rev. Endeer Gerardo Zapata, del clero diocesano di Trujillo.
Il nuovo Direttore nazionale è venezuelano, ha 46 anni, ed è stato ordinato sacerdote da 21. Attualmente è parroco nella parrocchia Nostra Signora della Pace. Ha conseguito una Licenza e un Dottorato in Missionologia alla Pontificia Università Urbaniana. E’ stato parroco, cappellano, giudice del tribunale ecclesiastico, professore nel seminario diocesano di Trujillo. E’ membro del Consiglio presbiterale e dei Consultori. (SL) (Agenzia Fides 20/04/2015)

Bollettino fides News 18 aprile 2015

AFRICA/EGITTO - Insegnante copto allontanato per aver diffuso video contro lo Stato Islamico (Is)
Minya (Agenzia Fides) – Un professore copto, già in stato di detenzione da due settimane, è stato costretto a lasciare con la sua famiglia il villaggio al Nasiriyya, presso la città di Beni Mazar, nella provincia egiziana di Minya, dopo essere stato accusato di aver mostrato a cinque suoi studenti un video ospitato sul suo smartphone che conteneva offese contro l'islam. In realtà - riferiscono fonti locali consultate dall'Agenzia Fides - il video (della durata di pochi secondi) rappresentava un atto d'accusa contro le atrocità commesse dei jihadisti dello Stato Islamico, di cui venivano ricordate le orrende esecuzioni filmate e diffuse via web di prigionieri e ostaggi sgozzati e bruciati vivi. Ma ciò è bastato a scatenare la rabbia e le false accuse si elementi islamisti della zona, che hanno costretto le autorità locali a intervenire per riportare la calma convocando venerdì 17 aprile una riunione di “riconciliazione” tra cristiani e musulmani che ha visto anche l a partecipazione di imam e sacerdoti della zona. Per motivi di sicurezza, le autorità hanno disposto anche l'allontanamento cautelativo dalla città dell'intera famiglia del professore, che si chiama Yousif Aamam e insegnava presso la scuola di San Giuseppe. (GV) (Agenzia Fides 18/4/2015).
ASIA/PAKISTAN - La provincia del Sindh in difesa degli imputati di blasfemia
Karachi (Agenzia Fides) – L'Assemblea della provincia pakistana del Sindh ha adottato un provvedimento che riguarda l’applicazione della legge di blasfemia: da oggi è obbligatorio che un imputato di blasfemia sia sottoposto a una visita psichiatrica. E se i medici riveleranno che la persona è affetta da un patologia, dovrà essere curata. Sul provvedimento, adottato il 10 aprile, hanno espresso un gradimento esponenti delle minoranze religiose.
La legge impone che la visita medica si effettuata prima di qualsiasi procedimento giudiziario e consente ai giudici di considerare una riduzione delle pene per le persone riconosciute affette da una patologia mentale.
Secondo Nasir Saeed, direttore dell’Ong “CLAAS”, anche se il provvedimento non rappresenta un cambiamento diretto della legge sulla blasfemia, “è un passo significativo da parte del governo Sindh e aiuterà a salvare vite umane molte vittime innocenti”, dato che in numerosi casi, persone affette da malattia mentale sono state accusate e riconosciute colpevoli di blasfemia. La controversa legge continua ad essere “tra le cause principali della sofferenza dei cristiani e di altre minoranze religiose in Pakistan, ed è urgente modifiche a questa legge”.
Saeed aggiunge in una nota inviata a Fides: “Vorrei che il governo Sindh facesse un ulteriore passo avanti, adottando provvedimenti che puniscono quanti formulano le false accuse di blasfemia, per fermare la abuso di questa legge, utilizzata per regolare vendette personali”. (PA) (Agenzia Fides 18/4/2015)
AMERICA/COLOMBIA - Dopo la violenza le FARC devono riconoscere l’errore, per il bene della pace
Cucutà (Agenzia Fides) – Riconoscere il proprio errore e chiedere anche perdono alle famiglie delle vittime: è questo l'appello lanciato dal Vescovo della Diocesi di Cucuta al Nord di Santander (Colombia), Sua Ecc. Mons. Julio Cesar Vidal Ortiz, ai guerriglieri delle FARC che, durante il periodo di tregua unilaterale che era stata stabilita, hanno perpetrato un agguato contro una unità militare nella zona rurale del Cauca, che ha ucciso 11 soldati (Vedi Fides 16/04/2015).
"Invitiamo alle FARC a riconoscere questo come un errore. C'è un cessate il fuoco unilaterale da rispettare e questa terribile azione crea incredulità e sgomento tra la popolazione. Dovete chiedere scusa alle vittime e poi al popolo colombiano", ha sottolineato Mons. Vidal Ortiz.
Il leader religioso ha detto che tali fatti preoccupano a tutti perché "accadono nel bel mezzo di un negoziato di pace ormai definitivo, conseguito come frutto della convinzione delle FARC che con le armi non possono acquisire il potere; e della volontà del governo di aprire un porta per lasciarle entrare nella vita democratica del Paese.
Le dichiarazioni del Vescovo sono state espresse prima delle celebrazioni, a Cali e a Bucaramanga, dei funerali dei soldati assassinati. La popolazione colombiana è rimasta molto colpita da questo terribile fatto, anche perché si è saputo solo ieri che i soldati avevo l’ordine di non sparare a nessuno. (CE) (Agenzia Fides, 18/04/2015)
AMERICA/CILE - Se la Chiesa chiudesse i servizi sociali, "in Cile sarebbe una debacle”
Punta de Tralca (Agenzia Fides) – "Se domani la Chiesa cattolica chiudesse tutte le istituzioni sociali, in Cile sarebbe una débâcle", dichiara in una nota inviata a Fides l'Arcivescovo di Concepción, Sua Ecc. Mons. Fernando Chomalí, commentando l'ipotesi che il governo tolga il supporto finanziario all'ospedale dell'Università Cattolica e ad altre istituzioni sociali cattoliche. Il caso è sorto in quanto l'amministrazione dell'ospedale ha detto pubblicamente che si rifiuterebbe di rispettare la normativa in discussione, attualmente "progetto di legge" che, se venisse approvato, prevede l'applicazione delle pratica dell'aborto in tre casi.
Mons. Chomalí ha ribadito: "Chiedo francamente il governo di riconoscere l'immenso lavoro che ha fatto la Chiesa cattolica a favore della vita e della gente. Fino oggi, lo Stato non ha donato denaro alla Chiesa: quanto accade è che lo Stato riconosce che la Chiesa cattolica promuove opere sociali utili alla società e le gestisce nel modo migliore. Altrimenti non le avrebbe date in gestione", ha detto Chomalí riferendosi, in particolare, ai servizi sanitari.
La nota inviata a Fides da una fonte locale riferisce quanto ha detto l'arcivescovo di Concepción nel corso della 109a Assemblea Plenaria della Conferenza Episcopale che si svolge a Punta de Tralca e nella quale i vescovi del Cile si sono pronunciati contro il progetto di legge sull'aborto che, attualmente, è una pratica illegale nel paese.. (CE) (Agenzia Fides, 18/04/2015)
OCEANIA/PAPUA NUOVA GUINEA - I Vescovi: i politici siano a servizio del bene comune
Port Moresby (Agenzia Fides) – “Ministri, funzionari pubblici, dirigenti, persone che hanno un potere sono lì a rappresentare il pubblico e non devono abusare di questo privilegio”: lo afferma la Conferenza Episcopale di Papua Nuova Guinea e Isole Salomone, criticando il fenomeno della corruzione nel paese. Negli ultimi giorni in Papua, un’inchiesta ha messo sotto accusa due ministri
che, durante lo svolgimento del loro ufficio, hanno agito in contrasto con i loro doveri e le loro responsabilità di leader. La Papua Nuova Guinea è sempre stato sotto i riflettori per la corruzione nel settore pubblico, come attesta anche l’Ong Transparency International.
I Vescovi della Papua – riferisce p Victor Roche, Segretario generale della Conferenza episcopale – ribadiscono in una nota pubblica, che “i leader eletti sono per la gente, sono stati delegate a rappresentare i cittadini. Di conseguenza, essi sono chiamati a essere la loro voce. Come richiesto dal popolo, è loro compito affrontare le questioni pubbliche e agire nel migliore interesse del popolo, senza abusare dei loro poteri per i propri benefici”.
“La gente soffre a causa di coloro che abusano del loro potere per il loro egoistico. Questo riguarda tutti i livelli della società e genera instabilità a tutti i livelli del governo”, conclude la nota. (PA) (Agenzia Fides 18/4/2015)

Bollettino Fides News del 15 aprile 2015

AFRICA/SIERRA LEONE - “Dobbiamo rimanere saldi contro ebola e nel difendere la nostra democrazia” affermano i Vescovi
Freetown (Agenzia Fides) - “Stiamo ancora vivendo nella paura per l’epidemia di ebola ed ora nell’incertezza per la situazione politica del nostro Paese” affermano i Vescovi della Sierra Leone nel loro messaggio pasquale, giunto all’Agenzia Fides. La Sierra Leone è uno dei tre Paesi africani maggiormente colpiti dall’epidemia di ebola, con almeno 12mila casi registrati e più di 2.900 morti.
I Vescovi, alla luce della Pasqua di Risurrezione, invitano i fedeli alla speranza, ma esprimono le loro preoccupazioni per gli sviluppi della situazione politica del Paese.
“Siamo molto preoccupati per l’aumento della tensione politica” affermano nel loro messaggio. “Questo è inevitabile quando c’è la percezione che la giustizia e i diritti fondamentali non sono promossi e rispettati” sottolinea il documento. “La situazione deve essere affrontata con urgenza. Il destino della nazione è nelle nostre mani e dobbiamo rimanere vigili nel difendere i nostri diritti democratici. Lo scopo ultimo è il benessere della popolazione e il consolidamento di un potere stabile e democratico”.
Dopo aver invitato i fedeli a “mantenere la pace e l’ordine agendo come cittadini responsabili” e a “rimanere saldi negli sforzi per eliminare il virus di ebola rispettando i divieti sanitari”, lanciano un appello a tutti i sierraleonesi a “rispettare la legge e a cercare la giustizia attraverso un giusto processo”. (L.M.) (Agenzia Fides 15/4/2015)
AFRICA/SUDAN - Distribuiti nel sud Darfur 70 mila sacchi di zucchero cancerogeno
Nyala (Agenzia Fides) – Settantamila sacchi da 50 chili di zucchero cancerogeno ciascuno sono stati recentemente distribuiti nel Sud Darfur. Secondo quanto rivelato da una fonte all’emittente locale Radio Dabanga, alcuni membri del National Congress Party (NCP) al potere, daccordo con i commercianti, hanno trasportato lo zucchero contaminato a Nyala, e lo hanno conservato nei depositi della Kenana Sugar Company in città. In ognuna delle 21 località dello Stato sono stati distribuiti 100 sacchi, mentre il resto nei mercati. Lo zucchero scaduto attualmente è in vendita ad un prezzo nettamente inferiore rispetto al costo di mercato. La popolazione tuttavia è stata messa in guardia. Le autorità locali del Sud Darfur hanno inviato campioni dello zucchero, sequestrato due mesi fa, per essere testato a Khartoum. I risultati hanno dimostrato che lo zucchero scaduto contiene sostanze cancerogene. Il consumo di una piccola quantità, da 5 a 7 grammi, è sufficiente per causare un cancro. (AP) (15/4/2015 Agenzia Fides)
ASIA/PAKISTAN - E’ morto il ragazzo cristiano bruciato vivo da giovani musulmani
Lahore (Agenzia Fides) - Nauman Masih, il 14enne cristiano pakistano, che è stato dato alle fiamme da un gruppo di giovani musulmani sconosciuti alcuni giorni fa (vedi Fides 13/4/2015), è deceduto questa mattina nell’ospedale di Lahore. Lo apprende l’Agenzia Fides da fonti locali in Pakistan. Il ragazzo era stato fermato e aggredito dopo aver dichiarato di essere cristiano. I giovani lo hanno cosparso di benzina. Aveva riportato gravi ustioni sul 55% del corpo.
Secondo alcuni osservatori, il gesto può essere una vendetta dopo il linciaggio di due musulmani avvenuto a Youhanabad – dichiarati innocenti – in seguito all’attentato alle due chiese del 15 marzo.
Dopo il linciaggio pubblico a Lahore la polizia ha perquisito molte abitazioni a Youhanabad e arrestato oltre 100 giovani cristiani per rintracciare i colpevoli. “I cristiani hanno condannato il linciaggio, dicendo apertamente che è un grande crimine. Tuttavia in numerosi casi in passato cristiani innocenti sono stati bruciati vivi: ricordiamo gli attacchi di massa al quartiere cristiano a Gojra, Shantinagar, o i due coniugi cristiani arsi vivi in una fornace di mattoni a novembre 2014”, nota a Fides p. James Channan, domenicano, Direttore del “Peace Center” a Lahore, impegnato a promuovere iniziative, di pace, armonia, riconciliazione, dialogo interreligioso.
“Questo episodio dimostra l'odio che circola nella società. Abbiamo bisogno di una grande opera di dialogo e di armonia tra credenti di religioni diverse” nota P. Channan.
Shahbaz Sharif, Primo ministro del Punjab, ha chiesto che i responsabili siano arrestati. Il Direttore del “Peace Center” conclude: “Direi che oggi siamo nel periodo storico peggiore per la vita dei cristiani in Pakistan. Discriminazione, sofferenza, oppressione spesso diventano vera persecuzione. Oggi chiediamo al governo: dove’è la giustizia? Dove sono i colpevoli dei tanti episodi di violenza gratuita commessa sui cristiani?”.
Mervyn Thomas, direttore dell’Ong “Christian Solidarity Worldwide” afferma in una nota inviata a Fides: “Preghiamo per il giovane e per la sua famiglia. Credere che si possa uccidere un ragazzo per una semplice professione di fede è profondamente preoccupante. La cultura dell'impunità deve finire, e alle minoranze religiose devono essere garantiti i diritti di tutti i cittadini in Pakistan”. (PA) (Agenzia Fides 15/4/2015)
ASIA/SIRIA - I Capi delle comunità cristiane di Aleppo: è il tempo della Resurrezione del Salvatore o del funerale dei suoi discepoli?
Aleppo (Agenzia Fides) - “Durante la settimana della Passione redentrice e dei giorni di Pasqua, la nostra città e il nostro popolo hanno sofferto un dolore intenso, una profonda angoscia e sconforto durante la notte in cui sono stati presi di mira i quartieri civili della città con granate a razzo, con una capacità distruttiva che non avevamo mai sentito e visto prima d’ora”. Inizia così il comunicato diffuso dai Capi delle Chiese e delle comunità cristiane di Aleppo dopo gli aspri bombardamenti che hanno colpito soprattutto i quartieri dove sono concentrati i cristiani, proprio nei giorni in cui in Siria veniva celebrata la Pasqua di Resurrezione del Signore secondo il Calendario giuliano.
“Siamo andati - scrivono i responsabili del Consiglio delle confessioni cristiane della città martire nel testo pervenuto all'Agenzia Fides - abbiamo visto e abbiamo pianto: corpi estratti dalle macerie, brandelli attaccati alle pareti e sangue mescolato al suolo della patria! Decine di martiri di ogni religione e confessione, feriti e mutilati, uomini e donne, anziani e bambini. Abbiamo ascoltato il pianto delle vedove e i lamenti dei bambini e abbiamo visto il panico sui volti della gente”.
I Capi delle Chiese e delle comunità ecclesiali si rivolgono “alle persone di retta coscienza, nel caso ci sia qualcuno disposto ad ascoltare” per implorare la fine delle distruzioni e dei massacri: “Basta - si legge nel comunicato - essere un laboratorio per sperimentare le armi di una guerra devastante! Siamo stanchi! Chiudete le porte della vendita di armi e fermate gli strumenti di morte e la fornitura di munizioni. Siamo stanchi!”
I Capi cristiani di Aleppo deplorano che la metropoli un tempo più cosmopolita della Siria sia stata trasformata in città-martire: “Noi – si legge nella traduzione dall'arabo del comunicato, curata dalle Edizioni Terra Santa - vogliamo che resti la 'Aleppo al-Shahbah' (letteralmente 'la grigia', dal tipico colore dei suoi edifici - ndt), testimone della tenerezza, dell’amore e della pace, del perdono e del dialogo. Aleppo la città, il gioiello prezioso sulla corona del nostro Paese, la Siria, con tutte le sue componenti e la sua diversità culturale, religiosa e confessionale”. (GV) (Agenzia Fides 15/4/2015).
ASIA/ISRAELE - Il Presidente israeliano in visita ai capi delle Chiese cristiane per la Pasqua
Gerusalemme (Agenzia Fides) - Il Presidente Reuven Rivlin si è recato ieri, martedì 14 aprile, nella sede del Patriarcato greco ortodosso di Gerusalemme, nel quartiere cristiano della Città Vecchia, per un incontro con i capi delle Chiese cristiane in Israele in occasione della Pasqua. Lo riferiscono le fonti ufficiali israeliane con un comunicato pervenuto all'Agenzia Fides. Il presidente Rivlin è stato ricevuto cordialmente dal Patriarca greco ortodosso Teofilo III, che ha presentato il Presidente ai capi della Chiese presenti, compreso il Patriarca di Gerusalemme dei Latini, Fouad Twal. Si è trattato della prima visita di un Presidente israeliano ai capi delle Chiese cristiane dopo quella compiuta dal presidente Yitzhak Navon oltre 30 anni fa.
Nel suo indirizzo di saluto, il Patriarca Teofilo ha ringraziato il presidente israeliano per le condanne da lui espresse contro gli attentati a luoghi religiosi anche cristiani perpetrati in Israele negli ultimi mesi. “Tali crimini - ha affermato il Presidente israeliano nella sua risposta - non devono aver luogo né sul Monte Sion, né sul monte degli Ulivi, né nelle sinagoghe nelle moschee o nelle chiese”.
Il Presidente Reuven Rivlin ha già annunciato l'intenzione di presenziare alla liturgia commemorativa per i cento anni del Genocidio armeno che si terrà nella Basilica gerosolimitana del Santo Sepolcro. (GV) (Agenzia Fides 15/4/2015).
AMERICA/BRASILE - Crescono gli omicidi nella zona rurale: rapporto della Commissione per la Terra
Brasilia (Agenzia Fides) – La Commissione Pastorale per la Terra (CPT) ha presentato la trentesima edizione del suo rapporto annuale sul Conflitto Rurale in Brasile, relativo al 2014, con le informazioni riguardanti assassini, minacce e violenze per le questioni della terra, dell’acqua e del lavoro. La conferenza stampa si è tenuta il 13 aprile nella sede della Conferenza Nazionale dei Vescovi del Brasile (CNBB).
Dei 1.307 casi di conflitto con omicidio, solo 108 sono arrivati al processo, con la condanna di 86 persone e 28 mandanti. Per il Vescovo di Balsas e Presidente del CPT, Sua Ecc. Mons. Enemésio Angelo Lazzaris, dopo 30 anni di pubblicazione del rapporto, la violenza non diminuisce. Quando si confrontano gli anni 2013 e 2014, riferisce la nota inviata a Fides, si vede che invece c'è stato un aumento del 6% degli omicidi. Mons. Enemésio denuncia l’"inefficacia" dei tribunali brasiliani in relazione al numero dei procedimenti giudiziari e delle condanne di esecutori e mandanti.
I dati raccolti dal Centro di documentazione Dom Tomás Balduíno, che dipende dalla segreteria del CPT, segnalano che il numero di omicidi è salito da 34 a 36 casi. Nella regione centro-occidentale del Brasile è cresciuto del 2,33%. Lo stato del Pará è la zona che registra più morti con 9 casi.
Il numero dei tentativi di omicidio in Brasile è aumentato, secondo il rapporto. Ci sono stati 56 casi nel 2014 contro i 15 nel 2013, con un incremento del 273%. Al contrario, le minacce di morte sono diminuite del 24%. L'osservazione del CPT al riguardo è che prima c'era un gran numero di minacce di omicidio, adesso "non si minaccia più, ma si va diritti al fatto".
(CE) (Agenzia Fides, 15/04/2015)
AMERICA/CILE - Tutela della vita e la comunicazione nella missione della Chiesa, priorità nella Chiesa cilena
Santiago (Agenzia Fides) – E' in corso la 109.ma Assemblea Plenaria della Conferenza Episcopale Cilena, CECh, (vedi Fides 10/4/2015), che è iniziata con la partecipazione dei Vescovi al Terzo Seminario Internazionale di Comunicazione della Chiesa intitolato “Comunicare nella cultura dell’incertezza”. Secondo la nota inviata a Fides, all’apertura del Seminario, promosso in collaborazione con la Pontificia Università Cattolica del Cile e l’Istituto Duoc (Dipartimento Universitario Operaio e Contadino), il Cardinale Ricardo Ezzati, Arcivescovo di Santiago del Cile, ha sottolineato l’importanza “della comunicazione nella missione della Chiesa”.
Nella conferenza stampa sui lavori della prima giornata, il Segretario generale della CECh, Sua Ecc. Mons. Cristián Contreras, ha detto che “la Chiesa intende portare il suo contributo per una convivenza più umana” della società cilena, nonostante il Cile stia vivendo “tempi di sospetti e sfiducia”. Sono state espresse anche ulteriori valutazioni riguardo alla legge sulle unioni civili, promulgata in via definitiva in Cile nei giorni scorsi, che secondo i Vescovi “indebolisce il matrimonio”. E’ stato quindi annunciato che, a conclusione dell’assemblea plenaria, sarà reso noto un documento che riguarderà anche la legge, attualmente in discussione al Congresso, che prevede la depenalizzazione dell’aborto in tre casi eccezionali. Mons. Contreras ha concluso dicendo: “Per noi il tema della tutela della vita è essenziale. Il mio parere personale è che non si dialoga con chi prevede che la vita sia scartata”. (CE) (Agenzia Fides, 15/04/2015)
AMERICA/MESSICO - Ogni anno mille bambini nascono per strada, in casa o in situazioni di grande rischio
Città del Messico (Agenzia Fides) - In Messico ogni anno nascono in strada o fuori dalle strutture ospedaliere, oltre mille bambini. Il fenomeno, molto diffuso, mette a rischio sia la vita delle partorienti che quella dei nascituri. Secondo i dati resi noti dal Sistema Nazionale di Informazione Sanitaria (Sinais), nel 2011 sono stati registrati 966 parti per strada o vicino ad ospedali; 961 nel 2012 e 987 nel 2013. Le nascite registrate in casa o in zone limitrofe agli ospedali, nelle strade pubbliche, dal 2011 al 2013, rappresentano l’1.3% delle due milioni di nascite dell’intero Paese. Nella categoria indicata come “in altri luoghi”, ogni anno nascono 8 mila bambini, e in quella di “luoghi non specificati” 250. Per far fronte al problema, la Commissione degli Affari Indigeni della Camera dei Deputati, ha sollecitato la Segreteria sanitaria e le istituzioni pubbliche del settore ad elaborare e mettere in atto un programma che contribuisca a ridurre i parti improvvisa ti e minimizzare il rischio di morte di madri e neonati, dare priorità e assistenza immediata alle donne incinte per evitare nascite fortuite. (AP) (15/4/2015 Agenzia Fides)

Bollettino Fides News 13 aprile 2015

NewsAgenzia Fides
VATICANO - Giubileo della Misericordia: “il tempo per la Chiesa di ritrovare il senso della missione che il Signore le ha affidato”
Città del Vaticano (Agenzia Fides) - “Perché oggi un Giubileo della Misericordia? Semplicemente perché la Chiesa, in questo momento di grandi cambiamenti epocali, è chiamata ad offrire più fortemente i segni della presenza e della vicinanza di Dio… E’ il tempo per la Chiesa di ritrovare il senso della missione che il Signore le ha affidato il giorno di Pasqua: essere segno e strumento della misericordia del Padre”. Con queste parole il Santo Padre Francesco ha spiegato il senso del Giubileo straordinario, che si aprirà l’8 dicembre, in occasione della consegna e della lettura della Bolla “Misericordiae vultus” di indizione del Giubileo, seguita dai Primi Vespri della seconda Domenica di Pasqua, o della Divina Misericordia, che ha presieduto sabato 11 aprile, nella Basilica Vaticana.
Oltre che ai Cardinali Arcipreti delle Basiliche papali in Roma, che il giorno seguente hanno presieduto l’analoga celebrazione nelle rispettive Basiliche, il Papa ha consegnato copia della Bolla anche al Prefetto della Congregazione per i Vescovi (Card. Marc Ouellet), al Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli (Card. Fernando Filoni), al Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali (Card. Leonardo Sandri). Quindi hanno ricevuto una copia della Bolla l’Arcivescovo Savio Hon Tai-Fai, nato in Hong Kong e ora Segretario della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, in rappresentanza dell’Oriente; l’Arcivescovo Barthélemy Adoukonou, originario del Benin e attualmente Segretario del Pontificio Consiglio della Cultura per l’Africa; Mons. Khaled Ayad Bishay, della Chiesa Patriarcale di Alessandria dei Copti, per le Chiese orientali.
“L’Anno Santo dovrà mantenere vivo il desiderio di saper cogliere i tanti segni della tenerezza che Dio offre al mondo intero e soprattutto a quanti sono nella sofferenza, sono soli e abbandonati, e anche senza speranza di essere perdonati e di sentirsi amati dal Padre – ha detto Papa Francesco nell’omelia dei Vespri -. Un Anno Santo per sentire forte in noi la gioia di essere stati ritrovati da Gesù, che come Buon Pastore è venuto a cercarci perché eravamo smarriti… Un Anno in cui essere toccati dal Signore Gesù e trasformati dalla sua misericordia, per diventare noi pure testimoni di misericordia. Ecco perché il Giubileo: perché questo è il tempo della misericordia”. (SL) (Agenzia Fides 13/04/2015)
Links:
L’omelia del Santo Padre, in diverse lingue
http://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/2015/04/11/0260/00564.html 
Il testo integrale della Bolla di indizione del Giubileo, in italiano
http://w2.vatican.va/content/francesco/it/apost_letters/documents/papa-francesco_bolla_20150411_misericordiae-vultus.html
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EUROPA/ITALIA - 150 anni dalla consegna dell’immagine della Madonna del Perpetuo Soccorso ai Redentoristi
Roma (Agenzia Fides) – Il 27 giugno 2015 i Redentoristi di tutto il mondo inizieranno le celebrazioni del 150.mo anniversario (1866) della consegna dell’immagine della Madonna del Perpetuo Soccorso alla Congregazione del Santissimo Redentore (Redentoristi) da parte di Papa Pio IX, con l'incarico di "farla conoscere in tutto il mondo". Le celebrazioni, che avranno per tema "Madre del Perpetuo Soccorso, Icona d'amore", si chiuderanno il 27 giugno 2016. Nell’ambito delle diverse iniziative, è stato anche indetto un concorso per la realizzazione di un video promozionale.
L'icona della Madonna del Perpetuo Soccorso arrivò a Roma, da Creta, verso l'anno 1500. Per circa 300 anni è stata esposta nella chiesa di San Matteo a Roma, e considerata dalla popolazione come miracolosa. Con l'arrivo delle truppe napoleoniche, nel 1798, la chiesa di San Matteo venne distrutta, l'icona fu portata in una cappella privata dei Padri Agostiniani, e venne dimenticata. Nel 1855 i Redentoristi comprarono il terreno su cui un tempo sorgeva la vecchia chiesa di San Matteo, per costruirvi la loro casa generalizia. Molti ricordarono allora che in quel luogo un tempo era esposta un'immagine miracolosa della Madonna. Ritrovata l'immagine nel 1865, i Redentoristi chiesero al Papa di riportarla mella sua vecchia sede, Cosa che avvenne nel 1866. Da allora la devozione alla Madonna del Perpetuo Soccorso si è diffusa in tutto il mondo. (CE) (Agenzia Fides, 13/04/2015)
Links:
Sito del 150.mo anniversario:
http://www.iconoflove.org/
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AFRICA/SUDAN - Al via le elezioni contestate dall’opposizione, mentre cresce la tensione con il Sud Sudan
Khartoum (Agenzia Fides) - Si sono aperte oggi, 13 aprile, le urne in 7.100 seggi per le elezioni presidenziali e parlamentari in Sudan. La votazione, che si protrarrà per tre giorni, è boicottata dai principali partiti dell’opposizione, che accusano il regime del Presidente uscente Omar al-Bashir, di aver rifiutato di partecipare agli incontri preparatori del Dialogo Nazionale, che si sono tenuti a marzo ad Addis Abeba, in Etiopia.
Ed è proprio Bashir il candidato dato come probabile vincente nelle elezioni presidenziali, dove dovrà confrontarsi con altri 15 contendenti. Dal 2009 Bashir è ricercato dalla Corte penale internazionale per crimini di guerra, contro l'umanità e il genocidio in Darfur .
Alla vigilia del voto, le autorità hanno rilasciato i leader dell’opposizione e della società civile, che erano stati arrestati a dicembre, al loro ritorno dall’Etiopia, dove avevano firmato il “Sudan Appeal”, un manifesto politico che invoca un cambio di regime per il Sudan.
Si tratta di Abu Eisa, capo della coalizione dei partiti d’opposizione, National Consensus Forces (NCF), e di Amin Mekki Madani, Presidente della Civil Society Initiative (CSI), che raggruppa le associazioni della società civile. In un comunicato la CSI afferma che il rilascio dei leader arrestati è “un trucco per ingannare la comunità internazionale” ed ha invocato una rivolta nazionale per rovesciare il regime.
Nel frattempo il governo del Sud Sudan ha accusato l’aviazione di Khartoum di aver colpito diverse località sud-sudanesi ed ha minacciato di chiedere l’aiuto straniero per difendersi dai bombardamenti sudanesi. (L.M.) (Agenzia Fides 13/4/2015)
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AFRICA/GABON - Pesanti scontri a Libreville dopo la morte di una figura di spicco dell’opposizione
Libreville (Agenzia Fides) - Disordini a Libreville, capitale del Gabon, all’annuncio della morte di André Mba Obame, uno dei principali oppositori del Paese. Il decesso è avvenuto a Yaoundé, in Camerun, da dove si apprestava a raggiungere il Sudafrica per sottoporsi a cure mediche. André Mba Obame era malato da 3 anni e non appariva più in pubblico da tempo.
Dopo che la notizia della morte si è diffusa domenica 12 aprile, ci sono stati incidenti nelle strade di Libreville, tra le forze dell’ordine e i sostenitori di André Mba Obame, che accusavano il potere gabonese di avergli “lanciato un incantesimo”. I dimostranti hanno incendiato autoveicoli ed edifici ed hanno assalito la locale ambasciata del Benin, dandola alle fiamme. L’opposizione gabonese contesta infatti il Direttore del Gabinetto della Presidenza, Maixent Accrombessi, originario del Benin e naturalizzato gabonese. Le autorità del Benin hanno presentato una protesta formale per l’assalto alla propria ambasciata. (L.M.) (Agenzia Fides 13/4/2015)
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ASIA/LIBANO - Il Patriarca armeno cattolico Nerses Bedros XIX: le parole del Papa sul Genocidio esprimono la coscienza dell'umanità, non sono “contro” nessuno
Roma (Agenzia Fides) - “La strategia del governo turco per impedire che si parli del Genocidio armeno sta fallendo. Per questo c'è nervosismo e le reazioni diplomatiche della Turchia sono così dure. Ma il Papa ha parlato seguendo la sua coscienza, ha ripetuto quello che già ci aveva detto due anni fa, e nessuno può pretendere di far tacere la coscienza del Papa”. Così il Patriarca di Cilicia degli Armeni cattolici, Nerses Bedros XIX, commenta in una dichiarazine rilasciata all'Agenzia Fides, le dure prese di posizione espresse dal ministero degli esteri turco per le parole sul Genocidio armeno pronunciate ieri da Papa Francesco, nel contesto della liturgia celebrata nella Basilica di San Pietro con i fedeli di rito armeno, a cento anni dal “Grande Male”.
Ho saputo - aggiunge Sua Beatitudine all’Agenzia Fides - che alcuni giornalisti turchi presenti alla liturgia hanno lasciato la Basilica quando il Papa ha citato il Genocidio armeno, per andare subito a comunicare la notizia. In un brevissimo spazio di tempo, c'erano già le prima reazioni ufficiali”.
Il Primate della Chiesa armena cattolica respinge con sdegno le letture manipolatorie che cercano di attribuire alle parole del Papa una connotazione ostile alla Turchia o addirittura al mondo musulmano: “E' del tutto evidente - nota il Patriarca Nerses Bedros - la natura strumentale di tali elucubrazioni. Il Papa non è schierato 'con' gli armeni 'contro' i turchi. Lui non è contro nessuno. Nel suo viaggio, lo scorso novembre, aveva esaltato con parole piene di riconoscenza la missione di dialogo e riconciliazione che la Turchia è chiamata a svolgere per il fatto stesso di essere una cerniera tra l’Europa e il Medio Oriente. Basta guardare le espressioni usate dal Papa per vedere che ha citato anche gli stermini provocati in Europa dal nazismo e dallo stalinismo, e quelli più recenti consumatisi ancora in Europa, in Africa e in Asia. Il suo sguardo abbraccia il mondo, lui esprime il senso di umanità che tutti dovremmo condividere. La memoria e la condanna degli orrori del pa ssato può servire a impedire che quelle cose riaccadano, come purtroppo sta succedendo anche adesso in tante parti del mondo, a partire dal Medio Oriente”.
Proprio le parole sempre usate da Papa Francesco davanti alle sofferenze attuali delle popolazioni mediorientali rendono, secondo Sua Beatitudine Nerses Bedros, del tutto infondato ogni tentativo di attribuire alle parole del Papa valenze polemiche nei confronti dell'islam: “Papa Francesco - dichiara a Fides il Capo della Chiesa armena cattolica - pensa a tutto il mondo ed esprime la retta coscienza dell'umanità davanti alle tragedie dei conflitti e delle violenze. Lui pensa a tutti gli oppressi, ai poveri e ai malati di qualsiasi nazione e religione. Lui non ha mai separato le sofferenze dei cristiani dalle sofferenze degli altri, come dimostrano tutti i suoi pronunciamenti sui conflitti che stanno insanguinando il Medio Oriente”. (GV) (Agenzia Fides 13/4/2015).
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ASIA/PAKISTAN - Un ragazzo, bruciato vivo perché cristiano, è in gravi condizioni
Lahore (Agenzia Fides) – Un adolescente cristiano, Nauman Masih, 14 anni è stato bruciato vivo da alcuni giovani musulmani che Nauman non conosceva. Il giovane ora è ricoverato in ospedale a Lahore, dove lotta tra la vita a la morte, con gravi ustioni su tutto il corpo. Come appreso da Fides, l’episodio è avvenuto venerdì 10 aprile, quando i giovani musulmani che stavano recandosi in moschea hanno incontrato Nauman lungo la strada. Fermatolo, avendo saputo che era di religione cristiana, lo hanno picchiato, hanno gettato benzina su di lui e poi gli hanno dato fuoco, fuggendo.
La polizia è stata avvertita e ha registrato una denuncia contro ignoti. Nauman ha dichiarato al sovrintendente di polizia: “I giovani che mi hanno aggredito erano dei perfetti sconosciuti. Hanno iniziato a percuotermi dopo che io ho detto di essere cristiano. Ho provato a scappare ma mi hanno inseguito e cosparso di benzina”. Nauman si è buttato su un mucchio di sabbia, mentre alcuni passanti lo hanno aiutato a spegnere il fuoco sul suo corpo e hanno chiamato un’ambulanza.
“Condanniamo con forza il grave episodio di odio religioso. Abbiamo subito inviato un rapporto al Primo ministro del Punjab, Shahbaz Sharif” ha detto a Fides Sardar Mushtaq Gill, avvocato cristiano e difensore dei diritti umani.
In una nota inviata a Fides, Nasir Saeed, direttore dell’Ong CLAAS (“Center for legal aid assistance and settlement”) afferma: “Siamo in una situazione deplorevole. L'odio contro i cristiani ha raggiunto un livello davvero pericoloso se un innocente cristiano può essere bruciato vivo da estremisti islamici senza alcun motivo. I cristiani in Pakistan vivono sotto costante paura per la propria vita, nonostante le rassicurazioni del Primo ministro Nawaz Sharif”. (PA) (Agenzia Fides 13/4/2015)
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ASIA/IRAQ - Nasce Radio al Salam, la radio della pace al servizio dei rifugiati iracheni
Erbil (Agenzia Fides) - Una emittente radiofonica al servizio dei rifugiati del nord Iraq, appartenenti a diversi gruppi etnici e religiosi - cristiani e musulmani, curdi, sciiti eyazidi - costretti ad abbandonare le proprie case davanti all'offensiva dei jihadisti dello Stato Islamico. E con questo spirito che ha iniziato le sue trasmissioni Radio al Salam, la radio della pace, inaugurata a Erbil il 5 aprile. “Questa emittente radio è per tutti quelli che sono stati cacciati dalle proprie case, per tutti i rifugiati” ha detto durante la trasmissione inaugurale padre Pascal Gollnisch dell'Ouvre d'Orient, l'organismo di aiuto ai cristiani d'Oriente che sostiene l'iniziativa, insieme alla Fondation Raoul Follereau. “Come suggerisce il nome - ha aggiunto il sacerdote francese - si tratta di un'emittente radio per la pace, per dare aiuto concreto alla vita quotidiana degli sfollati”.
Radio al Salam trasmette da Ankawa, il sobborgo della capitale del Kurdistan iracheno abitato in maggioranza da cristiani e anch'esso riempitosi nel 2014 di insediamenti di rifugiati fuggiti dalla Piana di Ninive. Tra le iniziative già messe in cantiere dalla radio, un servizio di registrazione delle nuove nascite che si verificano in seno alla moltitudine di sfollati raccolti anche nei campi profughi.
Si calcola che i rifugiati in Iraq dall'inizio del nuovo conflitto siano più di due milioni. (GV) (Agenzia Fides 13/4/2015)
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ASIA/INDIA - Leader estremista indù: “Sterilizzare cristiani e musulmani in India”
New Delhi (Agenzia Fides) – “La popolazione di musulmani e cristiani cresce di giorno in giorno. Per intervenire contro questa emergenza, il governo dovrebbe imporre a musulmani e cristiani la sterilizzazione, in modo che non possano aumentare di numero”. È quanto ha dichiarato la leader indù Deva Sadhvi Thakur, vice presidente del gruppo estremista “All India Hindu Mahasabha”. La leader ha auspicato che “gli indù facciano più figli per aumentare la loro popolazione”. Inoltre, ha proseguito, “nelle chiese e nelle moschee dovrebbero essere installate statue delle divinità indù”.
Tali dichiarazioni hanno sollevato forti polemiche in India, specialmente tra le minoranze religiose. In una nota inviata a Fides il “Consiglio globale dei cristiani indiani” (Gcic) ha condannato “le farneticanti parole, figlie dell’ideologia Hindutva, contro le comunità di minoranza in India”. “La leader indù Deva Sadhvi Thakur dovrebbe essere arrestata per sedizione e xenofobia” afferma la nota firmata dal Presidente Sajan George.
“Le dichiarazioni sono un insulto all’India laica e anche alla libertà religiosa della nazione”, prosegue la nota. “Questi attacchi alle minoranze sono anti-costituzionali. Chiediamo al Primo ministro dell'India, Narendra Modi, di intervenire e di garantire la sicurezza a tutti i cittadini e a tutte le comunità che compongono la società indiana”, conclude il testo. (PA) (Agenzia Fides 13/4/2015)
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AMERICA/BRASILE - Prima esperienza missionaria di cinquanta giovani religiosi e religiose in Amazzonia
Itaituba (Agenzia Fides) – La Commissione Episcopale per l'Amazzonia, unitamente a quelle per la Gioventù e per l'Azione Missionaria della Conferenza Nazionale dei Vescovi del Brasile (CNBB), in collaborazione con la Conferenza dei Religiosi del Brasile (CRB), hanno svolto con grande successo, dal 28 marzo al 6 aprile, la Prima Missione della vita religiosa giovane, presso la diocesi di Obidos e la Prelatura di Itaituba, in Brasile.
Secondo la nota inviata a Fides da fonti locali, una cinquantina di giovani religiose e religiosi di dieci stati brasiliani, dopo una giornata di formazione a Santarem, sono stati inviati in missione nelle due Chiese particolari. L'obiettivo è stato quello di dare la possibilità ai giovani religiosi di vivere una esperienza missionaria nelle terre amazzoniche.
"La nostra aspettativa è che, attraverso questa esperienza, i giovani riescano poi a vivere con passione la causa dell’Amazzonia e, di conseguenza, le rispettive congregazioni religiose possano inviare missionari nella realtà amazzonica, che ha così bisogno della presenza della Chiesa" ha detto suor Maria Irene Lopes dos Santos, membro della Commissione per l'Amazzonia della CNBB.
La Presidente della Conferenza dei Religiosi del Brasile (CRB), suor Maria Inês Ribeiro, ha confermato che la motivazione primaria per la "Prima Missione giovani della vita religiosa" in Amazzonia è venuta dallo stesso Papa Francesco durante la Giornata Mondiale della Gioventù a Rio de Janeiro, nel 2013: "Ci ha chiesto di impegnarci per l'Amazzonia. Nel 2014 il Progetto Missione Giovani per l'Amazzonia raccolse circa tremila adesioni di giovani, tra cui molti religiosi/e. La CRB ha deciso poi di seguire i giovani religiosi che hanno accettato la missione in Amazzonia. E in questo Anno della Vita Consacrata, la missione è stata il momento adatto per ringraziare del grande dono, per vivere il presente nel calore della missione, nella consegna, anche sotto lo stimolo del Papa di ‘uscire’.” (CE) (Agenzia Fides, 13/04/2015)
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AMERICA/PERU’ - Tanti bambini crescono nelle carceri con le loro mamme recluse
Lima (Agenzia Fides) - Quasi 200 bambini dell’età di 3 anni vivono con le rispettive madri detenute nei 31 istituti penitenziari del Perú. La nota, diffusa dall’Istituto Nazionale Penitenziario (Inpe) e pervenuta all’Agenzia Fides, assicura che i piccoli, maschi e femmine, vivono in un contesto di reclusione, anche se ben attrezzato perché possano crescere serenamente senza subire maltrattamenti o aggressioni. Le carceri con il maggior numero di bambini sono quelle femminili di Chorrillos (43) e Anexo de Chorrillos (17), entrambe a Lima; e nelle regioni di Arequipa (15), Ica (14), Ayacucho (13), Cuzco (11) e Puno (10).
Sempre secondo l’Inpe un gruppo di professionisti mantiene un dialogo costante con le mamme detenute e incinte, per dare loro orientamenti e indicazioni sull’importanza del legame madre-figlio. Molte di loro provengono da famiglie problematiche e ripetono quei modelli negativi subiti e vissuti nella loro infanzia. Negli istituti penitenziari sono a disposizione dei piccoli servizi sanitari e alimentari particolari. Anche rappresentanti di istituti religiosi e civili contribuiscono alla loro assistenza, mentre le autorità penitenziarie donano pannolini, giocattoli, vestiti e medicine. (AP) (13/4/2015 Agenzia Fides)
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ASIA/MYANMAR - Dimissioni dell’Arcivescovo di Taunggyi
Città del Vaticano (Agenzia Fides) – Il Santo Padre Francesco, in data 12 aprile 2015, ha accettato la rinuncia al governo pastorale dell’Arcidiocesi di Taunggyi, in Myanmar, presentata da Sua Ecc. Mons. Matthias U Shwe, in conformità al canone 401 § 2 del Codice di Diritto Canonico, ed ha nominato Amministratore Apostolico sede vacante et ad nutum Sanctae Sedis di Taunggyi, Sua Ecc. Mons. Basilio Athai, Vescovo Ausiliare della medesima Arcidiocesi. (SL) (Agenzia Fides 13/4/2015)
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Sabato Santo a Gerusalemme



Christian Media Center in Italiano has uploaded Sabato Santo, a Gerusalemme la prima Pasqua del mondo
Sabato Santo, a Gerusalemme la prima Pasqua del mondo
Christian Media Center in Italiano
Nella Basilica del Santo Sepolcro la veglia pasquale si svolge la mattina del Sabato Santo: il primo annuncio pasquale si espande da Gerusalemme a tutto il mondo!

Foglio della Collaborazione Pastorale Di San Giorgio di Nogaro

V DOMENICA DI PASQUA – ANNO A - 3 maggio 2026

  Messa del Giorno V DOMENICA DI PASQUA – ANNO A Antifona Cantate al Signore un canto nuovo, perché ha compiuto meraviglie; agli occhi delle...