Filippesi 1,4 ... e sempre, in ogni mia preghiera per tutti voi, prego con gioia...
Bollettino Fides News del 31 agosto 2015
AFRICA/SUD SUDAN - “La popolazione teme che gli accordi di pace non vengano rispettati” afferma l’Ausiliare di Juba
Juba (Agenzia Fides) - La popolazione ha gioito per l’accordo di pace ma non ha manifestato pubblicamente perché ha paura che non venga poi applicato. Lo ha dichiarato Sua Ecc. Mons. Santo Loku Pio Doggale, Vescovo ausiliare di Juba, capitale del Sud Sudan, in una intervista ad AMECEA Online News, commentando l’accordo di pace firmato il 26 agosto dal Presidente Salva Kiir (vedi Fides 26 e 27 agosto 2015).
“C’è il timore che l’attuazione dell’accordo non vada come ci si aspetti e qualcuno dice: è vero che l’accordo di pace è stato firmato, ma aspettiamo e vediamo” afferma Mons. Santo.
L’Ausiliare di Juba sottolinea che “la gente è preoccupata dal fatto che i precedenti accordi di pace erano stati firmati ma la loro attuazione è fallita. (…). Per questo la gente non ha festeggiato. Penso che siano felici, ma non si sono viste scene di giubilo”.
Come riportato dall’Agenzia Fides all’indomani della firma dell’accordo per mettere fine a due anni di guerra civile, secondo una fonte locale a “Juba non c’è stata assolutamente un’atmosfera celebrativa perché la sofferenza causata dalla guerra civile è immensa”(vedi Fides 27/8/2015). Le nostre fonti riportavano inoltre che tra gli alti comandi militari c’erano forti resistenze alle intese di pace. Mons. Santo afferma infatti che al momento della firma dell’accordo erano in corso combattimenti nello Stato di Unity, tra unità militari che sfuggivano al controllo del Presidente Kiir e altre che non erano sotto il controllo del suo rivale, l’ex Vice Presidente Riek Machar.
Secondo fonti locali i combattimenti nello Stato di Unity non sono mai cessati del tutto. (L.M.) (Agenzia Fides 31/8/2015)
“C’è il timore che l’attuazione dell’accordo non vada come ci si aspetti e qualcuno dice: è vero che l’accordo di pace è stato firmato, ma aspettiamo e vediamo” afferma Mons. Santo.
L’Ausiliare di Juba sottolinea che “la gente è preoccupata dal fatto che i precedenti accordi di pace erano stati firmati ma la loro attuazione è fallita. (…). Per questo la gente non ha festeggiato. Penso che siano felici, ma non si sono viste scene di giubilo”.
Come riportato dall’Agenzia Fides all’indomani della firma dell’accordo per mettere fine a due anni di guerra civile, secondo una fonte locale a “Juba non c’è stata assolutamente un’atmosfera celebrativa perché la sofferenza causata dalla guerra civile è immensa”(vedi Fides 27/8/2015). Le nostre fonti riportavano inoltre che tra gli alti comandi militari c’erano forti resistenze alle intese di pace. Mons. Santo afferma infatti che al momento della firma dell’accordo erano in corso combattimenti nello Stato di Unity, tra unità militari che sfuggivano al controllo del Presidente Kiir e altre che non erano sotto il controllo del suo rivale, l’ex Vice Presidente Riek Machar.
Secondo fonti locali i combattimenti nello Stato di Unity non sono mai cessati del tutto. (L.M.) (Agenzia Fides 31/8/2015)
AFRICA/SWAZILAND - Preghiera e solidarietà della Chiesa per il tragico incidente delle ragazze
Mbabane (Agenzia Fides) - Preghiere giornaliere fino al 6 settembre per commemorare le giovani vittime dell’incidente stradale accaduto il 28 agosto nello Swaziland. Lo ha deciso Mons. José Luis Ponce de León, IMC, Vescovo di Manzini.
Secondo lo Swaziland Solidarity Network, nello scontro avvenuto sull'autostrada che collega Mbabane a Manzini almeno 38 ragazze sono morte e una ventina di altre persone sono rimaste ferite. Le ragazze andavano alla residenza reale in occasione di un festival tradizionale, “la danza delle canne”, durante il quale il re sceglie una nuova moglie tra migliaia di vergini che ballano. In seguito la polizia locale ha ridimensionato la portata della tragedia, affermando che le vittime sono 13 e non 38. Lo Swaziland Solidarity Network ha invece rilanciato, affermando in una nuova dichiarazione che le vittime sono ben 65, diverse delle quali morte per le ferite riportate. L’organizzazione denuncia le condizioni di trasporto delle giovani invitate al festival.
In un comunicato inviato all’Agenzia Fides Mons. Ponce de León si chiede di chi sia la responsabilità della perdita di cosi tante giovani vittime. “Ognuno di noi è incaricato da Dio di assicurare la sicurezza e la dignità di queste giovani. Oltre a quelli che hanno la responsabilità diretta dell’incidente di venerdì, dobbiamo chiederci se c’era qualcosa di più che potevano fare per prevenirlo. Perché dobbiamo aspettare fino a quando accade qualcosa di simile per prendere sul serio la vita di ogni singola persona?”.
Il Vescovo invita infine alla solidarietà con le famiglie delle vittime e ringrazia per le preghiere e i messaggi di solidarietà pervenuti dal Card. Wilfrid Fox Napier, Arcivescovo di Durban, e da Mons. Stephen Brislin, Arcivescovo di Città del Capo, a nome della Southern African Catholic Bishops' Conference (SACBC). (L.M.) (Agenzia Fides 31/8/2015)
Secondo lo Swaziland Solidarity Network, nello scontro avvenuto sull'autostrada che collega Mbabane a Manzini almeno 38 ragazze sono morte e una ventina di altre persone sono rimaste ferite. Le ragazze andavano alla residenza reale in occasione di un festival tradizionale, “la danza delle canne”, durante il quale il re sceglie una nuova moglie tra migliaia di vergini che ballano. In seguito la polizia locale ha ridimensionato la portata della tragedia, affermando che le vittime sono 13 e non 38. Lo Swaziland Solidarity Network ha invece rilanciato, affermando in una nuova dichiarazione che le vittime sono ben 65, diverse delle quali morte per le ferite riportate. L’organizzazione denuncia le condizioni di trasporto delle giovani invitate al festival.
In un comunicato inviato all’Agenzia Fides Mons. Ponce de León si chiede di chi sia la responsabilità della perdita di cosi tante giovani vittime. “Ognuno di noi è incaricato da Dio di assicurare la sicurezza e la dignità di queste giovani. Oltre a quelli che hanno la responsabilità diretta dell’incidente di venerdì, dobbiamo chiederci se c’era qualcosa di più che potevano fare per prevenirlo. Perché dobbiamo aspettare fino a quando accade qualcosa di simile per prendere sul serio la vita di ogni singola persona?”.
Il Vescovo invita infine alla solidarietà con le famiglie delle vittime e ringrazia per le preghiere e i messaggi di solidarietà pervenuti dal Card. Wilfrid Fox Napier, Arcivescovo di Durban, e da Mons. Stephen Brislin, Arcivescovo di Città del Capo, a nome della Southern African Catholic Bishops' Conference (SACBC). (L.M.) (Agenzia Fides 31/8/2015)
ASIA/IRAQ - Il Patriarcato caldeo consegna alle autorità un dossier sugli abusi subiti dai cristiani di Baghdad
Baghdad (Agenzia Fides) – Sono 14 i casi di espropriazioni abusive dei beni immobiliari dei cristiani di Baghdad documentati nel primo dossier che il Patriarcato caldeo ha consegnato ieri ai responsabili del comitato recentemente istituito dalle autorità politiche irachene, con il compito specifico di raccogliere informazioni e disporre misure concrete in merito alle violenze subite dai cristiani nella capitale irachena. La consegna del dossier, avvenuta domenica 30 agosto, rappresenta la prima, solerte risposta del Patriarcato caldeo alle richieste del comitato ad hoc, che aveva sollecitato da parte della compagine ecclesiale un aiuto nella raccolta di informazioni sui casi di espropri, rapimenti, estorsioni e soprusi che negli ultimi mesi hanno avuto come bersaglio mirato soprattutto i cristiani di Baghdad. Nel dossier, oltre ai casi riguardanti le espropriazioni immobiliari illegali, si riportano anche i nomi dei cristiani sequestrati e fatti vittime di estorsioni.
Il comitato ad hoc delle forze di polizia per combattere l'escalation di sequestri di persona e di espropriazioni abusive della case e dei terreni subite negli ultimi mesi dai cristiani della capitale irachena era stato istituito nei giorni scorsi su disposizione del Primo Ministro Haydar al-Abadi (vedi Fides 24 agosto). I responsabili del comitato, in un incontro con il Patriarca caldeo Louis Raphael I, avevano chiesto alla compagine ecclesiale di fornire tutti gli aiuti opportuni per favorire le operazioni di censimento dei beni immobiliari sottratti abusivamente ai nuclei familiari cristiani, raccogliendo i titoli di proprietà e indicando i singoli, i gruppi e gli enti collettivi che adesso usufruiscono degli immobili espropriati illegalmente.
Negli ultimi mesi sia a Baghdad che in altre città irachene, si erano moltiplicati i casi di abitazioni e terreni sottratti illegalmente ai legittimi possessori cristiani attraverso la produzione di falsi documenti legali, che rendevano di fatto impossibile il loro recupero da parte dei proprietari. Il fenomeno ha potuto prendere piede anche grazie a connivenze e coperture di funzionari corrotti e disonesti. Lo scorso 13 luglio, il Patriarca Louis Raphael I aveva rivolto un appello pubblico alle autorità politiche e istituzionali del Paese, chiedendo al governo maggiore protezione contro le bande di delinquenti che attentano ai beni e alle persone. (GV) (Agenzia Fides 31/8/2015).
Il comitato ad hoc delle forze di polizia per combattere l'escalation di sequestri di persona e di espropriazioni abusive della case e dei terreni subite negli ultimi mesi dai cristiani della capitale irachena era stato istituito nei giorni scorsi su disposizione del Primo Ministro Haydar al-Abadi (vedi Fides 24 agosto). I responsabili del comitato, in un incontro con il Patriarca caldeo Louis Raphael I, avevano chiesto alla compagine ecclesiale di fornire tutti gli aiuti opportuni per favorire le operazioni di censimento dei beni immobiliari sottratti abusivamente ai nuclei familiari cristiani, raccogliendo i titoli di proprietà e indicando i singoli, i gruppi e gli enti collettivi che adesso usufruiscono degli immobili espropriati illegalmente.
Negli ultimi mesi sia a Baghdad che in altre città irachene, si erano moltiplicati i casi di abitazioni e terreni sottratti illegalmente ai legittimi possessori cristiani attraverso la produzione di falsi documenti legali, che rendevano di fatto impossibile il loro recupero da parte dei proprietari. Il fenomeno ha potuto prendere piede anche grazie a connivenze e coperture di funzionari corrotti e disonesti. Lo scorso 13 luglio, il Patriarca Louis Raphael I aveva rivolto un appello pubblico alle autorità politiche e istituzionali del Paese, chiedendo al governo maggiore protezione contro le bande di delinquenti che attentano ai beni e alle persone. (GV) (Agenzia Fides 31/8/2015).
ASIA/INDIA - In Orissa oggi la Giornata della memoria per le vittime dei massacri anticristiani
Bhubaneswar (Agenzia Fides) – Si tiene oggi, 31 agosto, in Orissa, la “Giornata della memoria” in cui vengono commemorate le vittime dei massacri anticristiani avvenuti nel distretto di Khandamal nel 2008. Come riferito a Fides da fonti della Chiesa locale, alla celebrazione partecipano l’Arcivescovo di Cuttack- Bhubaneswar, Sua Ecc. Mons. John Barwa SVD, numerosi preti ed esponenti della Chiesa locale, intellettuali ed attivisti, personalità civili e leader di organizzazioni sociali giunti anche da altri stati della Federazione. Spiegando lo spirito della Giornata, l’Arcivescovo rimarca che “ricordando quegli eventi dolorosi, ci riuniamo in preghiera per le vittime, ribadendo, tutti uniti, il nostro comune impegno a promuovere la pace, la giustizia e la speranza. La fede dei cristiani in Orissa è divenuta più forte di fronte alle persecuzioni”.
Sette anni fa, nell'agosto 2008, circa cento cristiani furono uccisi da una folla di estremisti indù che chiedevano loro di convertirsi. Circa 300 chiese e 6.000 case di cristiani furono saccheggiate, rendendo 56.000 cristiani senza tetto.
La commemorazione delle vittime per quella che viene definita “una pagina buia per la storia della democrazia indiana” si è tenuta anche a Bangalore, nello stato di Karnataka, il 29 agosto.
Scopo delle manifestazioni, afferma un comunicato, è “esprimere solidarietà alle vittime della violenza di Kandhamal, coinvolgendo persone di tutte le classi sociali, religione, sesso e nazionalità, per infondere un raggio di speranza, soprattutto a dalit e tribali cristiani”.
“La celebrazione è occasione per riflettere sul tema della crescente intolleranza orchestrata dai gruppi estremisti indù in tutto il paese, e come tali idee intolleranti si siano infiltrate nella amministrazione, nella polizia e nei tribunali, erodendo i valori di giustizia, equità, laicità e cittadinanza sanciti dalla Costituzione dell'India”, dichiara a Fides Jagadish G. Chandra, attivista per i diritti umani. La violenza in Kandhamal è “una questione di giustizia, dato che solo 2 dei 27 processi per omicidio sono giunti a conclusione, e solo tremila, su oltre 11.300 persone denunciate, sono state condotte in giudizio” conclude Chandra. (SD-PA) (Agenzia Fides 31/8/2015)
Sette anni fa, nell'agosto 2008, circa cento cristiani furono uccisi da una folla di estremisti indù che chiedevano loro di convertirsi. Circa 300 chiese e 6.000 case di cristiani furono saccheggiate, rendendo 56.000 cristiani senza tetto.
La commemorazione delle vittime per quella che viene definita “una pagina buia per la storia della democrazia indiana” si è tenuta anche a Bangalore, nello stato di Karnataka, il 29 agosto.
Scopo delle manifestazioni, afferma un comunicato, è “esprimere solidarietà alle vittime della violenza di Kandhamal, coinvolgendo persone di tutte le classi sociali, religione, sesso e nazionalità, per infondere un raggio di speranza, soprattutto a dalit e tribali cristiani”.
“La celebrazione è occasione per riflettere sul tema della crescente intolleranza orchestrata dai gruppi estremisti indù in tutto il paese, e come tali idee intolleranti si siano infiltrate nella amministrazione, nella polizia e nei tribunali, erodendo i valori di giustizia, equità, laicità e cittadinanza sanciti dalla Costituzione dell'India”, dichiara a Fides Jagadish G. Chandra, attivista per i diritti umani. La violenza in Kandhamal è “una questione di giustizia, dato che solo 2 dei 27 processi per omicidio sono giunti a conclusione, e solo tremila, su oltre 11.300 persone denunciate, sono state condotte in giudizio” conclude Chandra. (SD-PA) (Agenzia Fides 31/8/2015)
ASIA/LIBANO - Rinviato il summit islamo-cristiano, mentre continuano le proteste contro i politici
Beirut (Agenzia Fides) – Il summit islamo-cristiano in programma oggi, lunedì 31 agosto, presso la sede patriarcale maronita di Bkerkè, è stato rinviato a data da destinarsi. Lo riferiscono le agenzie ufficiali libanesi, aggiungendo che, invece, anche oggi presso la sede patriarcale di Bkerkè, sono proseguiti gli incontri di personalità e rappresentanti politici ed ecclesiastici cristiani. Al momento non sono state comunicate ufficialmente le ragioni che hanno portato al rinvio del summit islamo-cristiano, ma secondo i media libanesi la riunione sarebbe stata rinviata per la mancata partecipazione di alcuni leader musulmani.
Il summit doveva essere l’occasione per esprimere la comune preoccupazione dei leader delle diverse comunità religiose, cristiane e musulmane, per la paralisi istituzionale che immobilizza il Paese dei Cedri, dove la carica di Presidente della Repubblica, riservata dal sistema a un cristiano maronita, risulta vacante ormai dal maggio 2014. Una situazione drammatica, resa ormai insostenibile dall'enorme afflusso in territorio libanese di rifugiati siriani e dall'esplodere delle proteste sociali - iniziate come proteste spontanee per la mancata raccolta di rifiuti - che stanno scuotendo il Paese, e esprimono ormai i sentimenti popolari di totale e generale sfiducia verso una classe politica considerata incapace di rispondere alle emergenze nazionali e regionali che minacciano l'esistenza stessa della nazione.
Nei giorni scorsi, nel tentativo di verificare tutte le vie praticabili per una soluzione della crisi istituzionale, il Patriarca maronita Boutros Bechara Rai aveva già incontrato, uno per uno, i leader politici libanesi, per lunghi e intensi colloqui, a cui non è seguita la pubblicazione di alcun resoconto o comunicato ufficiale. (GV) (Agenzia Fides 31/8/2015).
Il summit doveva essere l’occasione per esprimere la comune preoccupazione dei leader delle diverse comunità religiose, cristiane e musulmane, per la paralisi istituzionale che immobilizza il Paese dei Cedri, dove la carica di Presidente della Repubblica, riservata dal sistema a un cristiano maronita, risulta vacante ormai dal maggio 2014. Una situazione drammatica, resa ormai insostenibile dall'enorme afflusso in territorio libanese di rifugiati siriani e dall'esplodere delle proteste sociali - iniziate come proteste spontanee per la mancata raccolta di rifiuti - che stanno scuotendo il Paese, e esprimono ormai i sentimenti popolari di totale e generale sfiducia verso una classe politica considerata incapace di rispondere alle emergenze nazionali e regionali che minacciano l'esistenza stessa della nazione.
Nei giorni scorsi, nel tentativo di verificare tutte le vie praticabili per una soluzione della crisi istituzionale, il Patriarca maronita Boutros Bechara Rai aveva già incontrato, uno per uno, i leader politici libanesi, per lunghi e intensi colloqui, a cui non è seguita la pubblicazione di alcun resoconto o comunicato ufficiale. (GV) (Agenzia Fides 31/8/2015).
ASIA/PAKISTAN - Coppia di cristiani linciati per blasfemia: la polizia accusata di negligenza
Lahore (Agenzia Fides) – La Corte Suprema del Pakistan ha censurato l’inattività della polizia di fronte al linciaggio dei coniugi cristiani Shahzad e Shama Masih, accusati di blasfemia e uccisi a Kot Radha Kishan, in Punjab, il 4 novembre 2014. Nell’udienza del 24 agosto scorso, la Corte, in un procedimento che riguarda due imputati per il linciaggio che hanno inoltrato al tribunale supremo una domanda di libertà su cauzione, ha fortemente criticato la polizia per non essere intervenuta ad impedire la violenza e per proteggere i due cittadini cristiani. Sulla scena del delitto erano presenti cinque ufficiali di polizia, mentre la folla degli estremisti che ha compiuto il linciaggio era composta da circa 500 fanatici. Gli agenti sono accusati di negligenza, mentre il pubblico ministero ha sostenuto che la polizia ha provato a fermare la folla infuriata, senza riuscirci. Un tribunale anti-terrorismo in Pakistan ha incriminato per omicidio 106 persone ritenute responsabi li del linciaggio della coppia cristiana, ma la giustizia, affermano gli avvocati cristiani, procede a rilento. (PA) (Agenzia Fides 31/8/2015)
AMERICA/HAITI -Nuova struttura di accoglienza per le famiglie più povere sorta nella periferia della capitale
Port au Prince (Agenzia Fides) – E’ situata nella zona di Croix de Bousquet, alla periferia di Port-au-Prince, la capitale di Haiti, la nuova struttura di accoglienza appena inaugurata dalla Comunità Papa Giovanni XXIII (Apg23), destinata in particolare all’accoglienza delle famiglie più povere, nella maggior parte composte da mamme sole con figli.
“La presenza dei nostri missionari ad Haiti è iniziata dopo il terremoto del 2010 – racconta in una nota inviata a Fides Matteo Vignato, responsabile della zona Caraibi dell'Apg23 –. Inizialmente siamo stati accolti e sostenuti dai padri Scalabriniani. Poi, grazie all'aiuto di tanti benefattori, siamo riusciti ad acquistare un terreno e a costruire questa casa, che è già diventata il centro di una rete di attività di accoglienza e di supporto alla popolazione locale”. L’attività dell’Apg23 è rivolta in modo particolare alle donne sole con figli. “Con loro abbiamo sviluppato attività di doposcuola e semplici laboratori di cucina, orto, disegno – prosegue Vignato –. A questi bambini garantiamo anche la frequenza scolastica aiutando le famiglie nel pagamento delle iscrizioni e di tutti i materiali necessari”.
Alla cerimonia inaugurale, il 28 agosto, era presente il responsabile generale della Comunità Papa Giovanni XXIII, Giovanni Ramonda, i rappresentanti delle comunità religiose e degli enti con cui l’Apg23 collabora, e circa 200 persone, per lo più famiglie haitiane che già beneficiano della presenza della Comunità. (SL) (Agenzia Fides 31/08/2015)
“La presenza dei nostri missionari ad Haiti è iniziata dopo il terremoto del 2010 – racconta in una nota inviata a Fides Matteo Vignato, responsabile della zona Caraibi dell'Apg23 –. Inizialmente siamo stati accolti e sostenuti dai padri Scalabriniani. Poi, grazie all'aiuto di tanti benefattori, siamo riusciti ad acquistare un terreno e a costruire questa casa, che è già diventata il centro di una rete di attività di accoglienza e di supporto alla popolazione locale”. L’attività dell’Apg23 è rivolta in modo particolare alle donne sole con figli. “Con loro abbiamo sviluppato attività di doposcuola e semplici laboratori di cucina, orto, disegno – prosegue Vignato –. A questi bambini garantiamo anche la frequenza scolastica aiutando le famiglie nel pagamento delle iscrizioni e di tutti i materiali necessari”.
Alla cerimonia inaugurale, il 28 agosto, era presente il responsabile generale della Comunità Papa Giovanni XXIII, Giovanni Ramonda, i rappresentanti delle comunità religiose e degli enti con cui l’Apg23 collabora, e circa 200 persone, per lo più famiglie haitiane che già beneficiano della presenza della Comunità. (SL) (Agenzia Fides 31/08/2015)
AMERICA/ARGENTINA - Riunione delle POM del Cono sur: dall’Ad Gentes all’Evangelii Gaudium
Buenos Aires (Agenzia Fides) – Con una piccola missione a Berazategui, nella diocesi argentina di Quilmes, si è concluso ieri, domenica 30 agosto, l’incontro dei Direttori nazionali e dei Segretari delle Pontificie Opere Missionarie (POM) della regione Cono Sur: Argentina, Cile, Uruguay, Paraguay, Brasile. Secondo le informazioni pervenute all’Agenzia Fides, hanno partecipato alla riunione, che è stata ospitata dalle POM dell'Argentina, a Buenos Aires, anche i responsabili delle comunicazioni e dei media delle POM.
In apertura dell’incontro, il pomeriggio del 28 agosto, il Direttore nazionale delle POM dell’Argentina, p. Dante De Sanzzi, ha presentato un panorama statistico della Chiesa cattolica in Argentina. Quindi due membri dell’équipe nazionale dei gruppi missionari giovanili hanno illustrato il “Quarto Incontro nazionale dei gruppi missionari” che si svolgerà dal 10 al 12 ottobre a Santiago del Estero (Argentina).
Sabato 29 agosto, Sua Ecc. Mons. Enrique Eguía Seguí, Vescovo ausiliare e Provicario generale dell’arcidiocesi di Buenos Aires, ha presentato una relazione sul tema “50 anni dal Concilio Vaticano II: dall’Ad Gentes all’Evangelii Gaudium". Il pomeriggio è stato dedicato allo scambio delle esperienze e alla descrizione del lavoro che ogni Direzione nazionale porta avanti nel proprio paese. (SL) (Agenzia Fides 31/08/2015)
In apertura dell’incontro, il pomeriggio del 28 agosto, il Direttore nazionale delle POM dell’Argentina, p. Dante De Sanzzi, ha presentato un panorama statistico della Chiesa cattolica in Argentina. Quindi due membri dell’équipe nazionale dei gruppi missionari giovanili hanno illustrato il “Quarto Incontro nazionale dei gruppi missionari” che si svolgerà dal 10 al 12 ottobre a Santiago del Estero (Argentina).
Sabato 29 agosto, Sua Ecc. Mons. Enrique Eguía Seguí, Vescovo ausiliare e Provicario generale dell’arcidiocesi di Buenos Aires, ha presentato una relazione sul tema “50 anni dal Concilio Vaticano II: dall’Ad Gentes all’Evangelii Gaudium". Il pomeriggio è stato dedicato allo scambio delle esperienze e alla descrizione del lavoro che ogni Direzione nazionale porta avanti nel proprio paese. (SL) (Agenzia Fides 31/08/2015)
ASIA/INDIA - Nomina del Rettore del Seminario maggiore regionale “Holy Trinity” di Jalandhar
Città del Vaticano (Agenzia Fides) – Il Card. Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, in data 17 aprile 2015 ha nominato Rettore del Seminario maggiore regionale “Holy Trinity” di Jalandhar (Punjab), il rev. Alphonse Shah, del clero arcidiocesano di Delhi.
Il nuovo Rettore è nato il 6 gennaio 1963 ed è stato ordinato sacerdote il 6 dicembre 1995 a Delhi. Ha studiato filosofia alla Nagpur University e teologia al Seminario Pontificio di Pune. Quindi ha conseguito il Dottorato in teologia morale all’Accademia Alfonsiana, a Roma. Dopo l’ordinazione ha svolto per alcuni anni il ministero sacerdotale in parrocchia. Dal 2008 fa parte dello staff del Seminario maggiore regionale “Holy Trinity” di Jalandhar come docente e per diversi altri incarichi. Negli ultimi cinque anni è stato anche Vice-Rettore. (SL) (Agenzia Fides 31/8/2015)
Il nuovo Rettore è nato il 6 gennaio 1963 ed è stato ordinato sacerdote il 6 dicembre 1995 a Delhi. Ha studiato filosofia alla Nagpur University e teologia al Seminario Pontificio di Pune. Quindi ha conseguito il Dottorato in teologia morale all’Accademia Alfonsiana, a Roma. Dopo l’ordinazione ha svolto per alcuni anni il ministero sacerdotale in parrocchia. Dal 2008 fa parte dello staff del Seminario maggiore regionale “Holy Trinity” di Jalandhar come docente e per diversi altri incarichi. Negli ultimi cinque anni è stato anche Vice-Rettore. (SL) (Agenzia Fides 31/8/2015)
L’osservanza esteriore della legge - Angelus di domenica 30 agosto 2015
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Don Luigi Regeni
Come sono belli sui montii piedi del messaggero di lieti annunziche annunzia la pace,messaggero di bene che annunzia la salvezza,
Don Luigi Regeni è morto venerdì 7 agosto....è morto nella stagione dei distratti, come lo scriba che stava al mare...come altri che sono in vacanza in montagna o in collina o in un paese straniero. La notizia è corsa, con mezzi vari perfino a voce per conferma del messaggio precedente!Per rappresentare la sua vita, riassunta ieri da Mons. Mazzocato, Arcivescovo di Udine, ho pensato alla vita di un prete che ha lo scopo di parlare di Gesù di annunziarlo a tutti!! Alla fine degli anni 60, primi 70 si parlava di annunziare e testimoniare perfino in fabbrica, per strada, con la chitarra, in bar dappertutto! Ogni occasione era buona per ritrovare le pecore smarrite...e se non avesse avuto una brutta malattia da sconfiggere don Gigi avrebbe continuato ad essere un messaggero! Un bravo messaggero di lieti annunzi!
| La parrocchiale di Zellina dove ha celebrato più spesso |
![]() |
| Monte Lussari dove incontrare Maria |
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| Dedicazione del Duomo di San Giorgio di Nogaro concelebra anche don Gigi |
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Bollettino Fides News del 27 luglio 2015
ASIA/YEMEN - Quasi 2 milioni di bambini costretti ad abbandonare la scuola
Sana’a (Agenzia Fides) – Continua ad imperversare il conflitto bellico nel Paese e, tra le gravi conseguenza anche l’obbligo per quasi 2 milioni di bambini di abbandonare le scuole. Finora sono stati chiusi 3.600 istituti, studenti e familiari trasferiti in zone più sicure. Tra le scuole chiuse, 248 sono andate completamente distrutte, 270 accolgono cittadini sfollati e altre 68 sono occupate dai gruppi armati. Per il sistema educativo dello Yemen un contesto del genere, secondo l’Unicef, comporta un impatto devastante. Attualmente l’organizzazione delle Nazioni Unite sta cercando di dare appoggio scolastico a oltre 200 mila bambini, fornendo anche quaderni, matite e zaini. Dal canto suo, il Ministero dell’Istruzione yemenita sta cercando di mobilitare gli insegnanti necessari e abilitare spazi temporanei, come tende da campo, per farne classi. Il prossimo anno scolastico dovrebbe riprendere il 5 settembre, ma tutto dipenderà dalle condizioni di sicurezza del Paese. P rima dell’attuale conflitto, il tasso di scolarizzazione nello Yemen era del 79%, anche se 2 milioni di bambini non potevano frequentare le scuole a causa di povertà, discriminazione, oltre che per la scarsa qualità di insegnamento. (AP) (27/7/2015 Agenzia Fides)
AMERICA/MESSICO - Mariachi zombie: divertente serie televisiva animata per sfatare il mito degli zombi cattivi
Jalisco (Agenzia Fides) – E’ stata appena lanciata una nuova serie televisiva animata per i messicani. Si tratta di “Mariachi zombie” un nuovo programma di intrattenimento per bambini tra i 7 e gli 11 anni di età, composto da 52 episodi di 11 minuti ognuno. Ogni puntata, carica di musica messicana e storielle divertenti, cerca di integrare il meglio della cultura del mariachi e delle storie animate di zombie. I racconti girano intorno alla figura di un pittoresco zombie, che è un mariachi, la cui musica e pace vengono spesso interrotti dai vicini umani intenzionati a disfarsi di questo essere dall’aspetto imbambolato. Obiettivo del programma è rompere lo stereotipo che vuole gli zombie come qualcosa di negativo e che qui sono i buoni della trama. Non era mai stata realizzata una serie di programmi per bambini che affronta il mondo musicale degli zombie. Renderli protagonisti, almeno una volta, dà una svolta nuova e tante possibilità di divertitmento. La produzione Ato mic Cartoons che l’ha creata è una compagnia canadese indipendente di animazione, che ha sede in Canada, con studi a Vancouver e Kelowna. Lunch Media, la compagnia messicana che dirigerà la serie, ha sede a Guadalajara, e si occupa di progetti cinematografici, produzioni animate, produzioni audiovisive. (AP) (27/7/2015 Agenzia Fides)
Chi di noi non ha i suoi ‘cinque pani e due pesci’? Tutti ne abbiamo! Angelus!
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All’Angelus in Piazza San Pietro, davanti a una folla di fedeli nonostante il caldo, il pensiero di Papa Francesco è andato alla popolazione siriana provata da un conflitto che sembra non avere fine. In particolare, il Pontefice ha rinnovato l’appello per la liberazione del gesuita padre Paolo Dall’Oglio, a due anni dal sequestro, e di tutti gli ostaggi nelle zone di conflitto. Il Papa con un gesto simbolico si è inoltre iscritto, cliccando su un tablet, alla Gmg di Cracovia ed ha invitato tutti i giovani a partecipare alla Giornata Mondiale della Gioventù, che inizierà fra un anno esatto nella terra natale di San Giovanni Paolo II. Il servizio di Alessandro Gisotti: 
Papa Francesco non dimentica la Siria, le sofferenze della popolazione e ancora una volta rinnova un accorato appello di riconciliazione per il martoriato Paese mediorientale.
Liberare padre Dall’Oglio e tutte le persone sequestrate in Siria
Il Pontefice ricorda, in particolare, che tra qualche giorno ricorre il secondo anniversario da quando è stato rapito padre Paolo Dall’Oglio:
Il Pontefice ricorda, in particolare, che tra qualche giorno ricorre il secondo anniversario da quando è stato rapito padre Paolo Dall’Oglio:
“Rivolgo un accorato e pressante appello per la liberazione di questo stimato religioso. Non posso dimenticare anche i Vescovi Ortodossi rapiti in Siria e tutte le altre persone che, nelle zone di conflitto, sono state sequestrate. Auspico il rinnovato impegno delle competenti Autorità locali e internazionali, affinché a questi nostri fratelli venga presto restituita la libertà. Con affetto e partecipazione alle loro sofferenze, vogliamo ricordarli nella preghiera”.
Invito i giovani di tutto il mondo alla Gmg di Cracovia
Prima delle parole sulla Siria, Papa Francesco con un gesto simbolico, cliccando su un tablet con accanto due ragazzi, si era iscritto per primo alla Gmg di Cracovia, aprendo così ufficialmente le iscrizioni dei giovani a un anno esatto dal grande evento:
Prima delle parole sulla Siria, Papa Francesco con un gesto simbolico, cliccando su un tablet con accanto due ragazzi, si era iscritto per primo alla Gmg di Cracovia, aprendo così ufficialmente le iscrizioni dei giovani a un anno esatto dal grande evento:
“Celebrata durante l’Anno della Misericordia, questa Giornata sarà, in certo senso, un giubileo della gioventù, chiamata a riflettere sul tema «Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia» (Mt 5,7). Invito i giovani di tutto il mondo a vivere questo pellegrinaggio sia recandosi a Cracovia, sia partecipando a questo momento di grazia nelle proprie comunità”.
Nel commento del Vangelo domenicale, incentrato sul miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci da parte di Gesù, Papa Francesco ha sottolineato che questo prodigio avviene grazie alla “potenza misericordiosa di Dio, che guarisce da ogni male del corpo e dello spirito”.
Gesù sostituisce la logica del comprare con quella del dare
I discepoli, ha poi osservato, “ragionano in termini di mercato, ma Gesù alla logica del comprare sostituisce quella del dare”. I suoi gesti, ha soggiunto, “anticipano quelli dell’Ultima Cena, che danno al pane di Gesù il suo significato più profondo e più vero”:
I discepoli, ha poi osservato, “ragionano in termini di mercato, ma Gesù alla logica del comprare sostituisce quella del dare”. I suoi gesti, ha soggiunto, “anticipano quelli dell’Ultima Cena, che danno al pane di Gesù il suo significato più profondo e più vero”:
“Il pane di Dio è Gesù stesso. Facendo la Comunione con Lui, riceviamo la sua vita in noi e diventiamo figli del Padre celeste e fratelli tra di noi. Facendo la Comunione ci incontriamo con Gesù, realmente vivo e risorto. Partecipare all’Eucaristia significa entrare nella logica di Gesù, la logica della gratuità, della condivisione. E per quanto siamo poveri, tutti possiamo donare qualcosa. ‘Fare la Comunione’ significa anche attingere da Cristo la grazia che ci rende capaci di condividere con gli altri ciò che siamo e ciò che abbiamo”.
Ognuno di noi può moltiplicare gesti di solidarietà
La folla, ha proseguito, “è colpita dal prodigio della moltiplicazione dei pani; ma il dono che Gesù offre è pienezza di vita per l’uomo affamato”. Gesù, infatti, “sazia non solo la fame materiale, ma quella più profonda, la fame di senso della vita, la fame di Dio”. Di fronte alla sofferenza, alla solitudine, alla povertà e alle difficoltà di tanta gente, si è quindi chiesto il Papa, “che cosa possiamo fare noi? Lamentarsi - ha risposto - non risolve niente, ma possiamo offrire quel poco che abbiamo”:
La folla, ha proseguito, “è colpita dal prodigio della moltiplicazione dei pani; ma il dono che Gesù offre è pienezza di vita per l’uomo affamato”. Gesù, infatti, “sazia non solo la fame materiale, ma quella più profonda, la fame di senso della vita, la fame di Dio”. Di fronte alla sofferenza, alla solitudine, alla povertà e alle difficoltà di tanta gente, si è quindi chiesto il Papa, “che cosa possiamo fare noi? Lamentarsi - ha risposto - non risolve niente, ma possiamo offrire quel poco che abbiamo”:
“Abbiamo certamente qualche ora di tempo, qualche talento, qualche competenza... Chi di noi non ha i suoi ‘cinque pani e due pesci’? Tutti ne abbiamo! Se siamo disposti a metterli nelle mani del Signore, basteranno perché nel mondo ci sia un po’ più di amore, di pace, di giustizia e soprattutto di gioia. Quanto è necessaria la gioa nel mondo! Dio è capace di moltiplicare i nostri piccoli gesti di solidarietà e renderci partecipi del suo dono”.
Infine, nella festa dei Santi Gioacchino e Anna, il Papa ha rivolto un pensiero speciale ai nonni, figura a lui particolarmente cara. Dal Santo Padre il ringraziamento a tutte le nonne e i nonni “per la loro preziosa presenza nelle famiglie e per le nuove generazioni”.
◊
Tra gli attacchi sanguinosi che hanno sconvolto alcune aree del Medio Oriente, in particolare la Turchia e con l’avanzata del terrorismo del sedicente Stato islamico, la crisi siriana sembra purtroppo finita in un cono d’ombra, mentre la guerra intestina continua a provocare ogni giorno decine di morti e a ridurre la popolazione allo stremo. “Oltre la violenza quello che minaccia tutti quanti è la bomba della povertà”, dice mons.Mario Zenari, nunzio apostolico a Damasco dal 2009, che al microfono di Cecilia Seppia denuncia il mancato impegno della Comunità internazionale e offre una testimonianza sulla situazione in Siria: 
R. – La dimenticanza è un male che si aggiunge al male che già esiste. Quando un conflitto si protrae a lungo rischia di cadere nella dimenticanza e questo fa molto male a tutti quanti.
D. – Tra qualche giorno il 29 luglio saranno trascorsi due anni dal rapimento di padre Paolo Dall’Oglio e ovviamente c’è tristezza, c’è rabbia, per una situazione che non si è risolta…
R. – Sì, tutti lo ricordiamo con grande amore, con grande simpatia, con grande stima: questo religioso che ha amato la Siria, che ha fatto molto per il dialogo interreligioso. Vorrei ricordare che assieme a lui sono sequestrati e non si hanno notizie altri sei ecclesiastici tra cui due vescovi, fino all’ultimo sacerdote rapito un paio di settimane fa, qui nel Sud della Siria. Questi sette ecclesiastici fanno parte di migliaia, sono migliaia le persone scomparse senza lasciare alcuna traccia e con dolore per tantissime famiglie.
R. - Si parla della crisi politica siriana delle alleanze geopolitiche nell’area anche in questo scenario estremamente mutevole e pericoloso. Si danno i numeri dei raid della Coalizione a guida americana su Iraq, su Siria, ci si dimentica della gente comune. Com’è la situazione?
D. – La situazione è veramente molto allarmante: si sono superati i 4 milioni di rifugiati nei Paesi vicini, si parla ancora di 7 milioni e mezzo, anzi più di 7 milioni e mezzo di sfollati interni. E oltre ai morti, ai feriti, c’è quello che minaccia tutti quanti, anche chi è sfuggito alle bombe o alle schegge: è la minaccia della bomba della povertà. Circa il 60 per cento della gente non ha lavoro, i prezzi salgono continuamente: la "bomba della povertà" fa male a tutti e colpisce tutti quanti. Si ripete continuamente anche nell’ambito delle Nazioni Unite, dell’inviato speciale delle Nazioni Unite, che non si deve dare una soluzione militare: occorre trovare urgentemente una soluzione politica e occorre che la Comunità internazionale faccia sforzi maggiori. Non si può più permettere che si arrivi a mesi e mesi di guerra.
D. – Quali sono secondo lei le aree che più necessitano di aiuti, di attenzione?
R. - Ci sono alcune aree come Aleppo nell’Est, Hassaké, Kamishlié, all’Ovest, Nord Ovest, ma anche al Sud della Siria direi. La piaga è diffusa un po’ in tutta la Siria, è difficile trovare zone risparmiate.
D. – Come Chiesa lei persegue la strada del dialogo, dialogo che non è sempre facile visti anche gli interlocutori che agiscono in Siria …
R. – Sì, direi la strada del dialogo, anzitutto con le autorità religiose, di differenti confessioni religiose. E poi direi ancora l’impegno delle Chiese nel campo degli aiuti umanitari. Si sta facendo di tutto, si sta lavorando molto alacremente per cercare di coordinare sia la raccolta che la distribuzione di aiuti umanitari. Naturalmente questa è una goccia in questo deserto di necessità, però è una goccia preziosa. Il valore aggiunto è dato anche dalla presenza sul posto di persone religiose, di sacerdoti, di persone consacrate, che sono persone rispettate e amate da tutti quanti, da tutte le varie confessioni religiose.
D. – Lei recentemente è stato ricevuto dal Papa: qual è la parola di Francesco che più si porta nel cuore e più l’aiuta a svolgere questo suo delicato compito?
R. – La sua vicinanza … Il Papa ha un cuore per queste sofferenze, è vicino a queste persone che soffrono e questo l’ho toccato con mano, l’ho sentito.
terra Santa News del 24 luglio
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Un cuore per la pace
Vedere, avere compassione, insegnare: Angelus di domenica 19 luglio 2015
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Nella compassione di Gesù per noi, si è fatta carne la tenerezza di Dio: così il Papa all'Angelus in Piazza San Pietro. Numerosi i fedeli presenti, nonostante una calda e afosa giornata d'estate, e il Papa li ha definiti "coraggiosi". Francesco ha rievocato anche il suo recente viaggio in America Latina. Ce ne parla Sergio Centofanti:
Gesù, tenerezza di Dio
Commentando il Vangelo di questa domenica, in cui Gesù ha compassione delle tante persone che lo cercano, perché gli appaiono “come pecore che non hanno pastore”, il Papa si sofferma su tre verbi “di questo suggestivo fotogramma” evangelico: “vedere, avere compassione, insegnare”. Sono “i verbi del Pastore”. Soprattutto il primo e il secondo, vedere e avere compassione – sottolinea - sono sempre associati nell’atteggiamento di Gesù:
Commentando il Vangelo di questa domenica, in cui Gesù ha compassione delle tante persone che lo cercano, perché gli appaiono “come pecore che non hanno pastore”, il Papa si sofferma su tre verbi “di questo suggestivo fotogramma” evangelico: “vedere, avere compassione, insegnare”. Sono “i verbi del Pastore”. Soprattutto il primo e il secondo, vedere e avere compassione – sottolinea - sono sempre associati nell’atteggiamento di Gesù:
“Infatti il suo sguardo non è lo sguardo di un sociologo o di un fotoreporter, perché egli guarda sempre con ‘gli occhi del cuore’. Questi due verbi, vedere e avere compassione, configurano Gesù come Buon Pastore. Anche la sua compassione, non è solamente un sentimento umano, ma è la commozione del Messia in cui si è fatta carne la tenerezza di Dio. E da questa compassione nasce il desiderio di Gesù di nutrire la folla con il pane della sua Parola”.
America Latina: grandi potenzialità umane e spirituali, ma anche povertà
Papa Francesco rievoca quindi il suo recente viaggio in Ecuador, Bolivia e Paraguay, e per il quale ha chiesto di essere guidato dallo Spirito di Gesù, Buon Pastore. Ringrazia le popolazioni, il clero e le autorità di questi Paesi per "l’affettuosa e calorosa accoglienza", l'entusiasmo e la collaborazione per la riuscita della visita:
Papa Francesco rievoca quindi il suo recente viaggio in Ecuador, Bolivia e Paraguay, e per il quale ha chiesto di essere guidato dallo Spirito di Gesù, Buon Pastore. Ringrazia le popolazioni, il clero e le autorità di questi Paesi per "l’affettuosa e calorosa accoglienza", l'entusiasmo e la collaborazione per la riuscita della visita:
“Con questi fratelli e sorelle ho lodato il Signore per le meraviglie che ha operato nel Popolo di Dio in cammino in quelle terre, per la fede che ha animato e anima la sua vita e la sua cultura. E lo abbiamo lodato anche per le bellezze naturali di cui ha arricchiti questi Paesi. Il Continente latino-americano ha grandi potenzialità umane e spirituali, custodisce valori cristiani profondamente radicati, ma vive anche gravi problemi sociali ed economici. Per contribuire alla loro soluzione, la Chiesa è impegnata a mobilitare le forze spirituali e morali delle sue comunità, collaborando con tutte le componenti della società”.
E ha proseguito:
“Di fronte alle grandi sfide che l’annuncio del Vangelo deve affrontare, ho invitato ad attingere da Cristo Signore la grazia che salva e che dà forza all’impegno della testimonianza cristiana, a sviluppare la diffusione della Parola di Dio, affinché la spiccata religiosità di quelle popolazioni possa sempre essere testimonianza fedele del Vangelo”.
Un viaggio indimenticabile
Infine, il Papa ha invocato Maria:
Infine, il Papa ha invocato Maria:
“Alla materna intercessione della Vergine Maria, che l’intera America Latina venera quale patrona col titolo di Nostra Signora di Guadalupe, affido i frutti di questo indimenticabile Viaggio apostolico”.
Bollettino Fides News del 18 luglio 2015
AFRICA/ETIOPIA - I Vescovi africani invocano “provvedimenti coraggiosi per uscire dalla povertà”
Addis Abeba (Agenzia Fides) - “Occorrono provvedimenti coraggiosi per far uscire dall’abbietta povertà intere comunità”. Lo ha affermato Sua Ecc. Mons. Abraham Desta, Vicario Apostolico di Meki (Etiopia), che parlava a nome di Mons. Gabriel Anokye, Arcivescovo di Kumasi (Ghana) e secondo Vice Presidente del Simposio delle Conferenze Episcopale di Africa e Madagascar (SECAM), nel suo intervento alla Conferenza sul finanziamento dello sviluppo che si è tenuta ad Addis Abeba dal 13 al 16 luglio (vedi Fides 11/7/2015).
“La promozione del bene comune, e specialmente l’affrancamento delle comunità povere dalla povertà assoluta, richiede misure e posizioni coraggiose da parte dei rispettivi governi guidati dai valori e dal principio del rispetto della dignità umana, della trasparenza, della responsabilità reciproca, dell’integrità della creazione, della partecipazione democratica e del principio di sussidiarietà, che fanno parte dell’insegnamento sociale della Chiesa” ha affermato Mons. Desta.
Il SECAM ha raccomandato di creare un forum nel quale tutte le parti interessate nel processo di sviluppo possano giocare un ruolo attivo nell’attuazione dei nuovi obiettivi di sviluppo che saranno adottati a settembre nel corso dell’Assemblea Generale dell’ONU a New York. Il SECAM ha inoltre chiesto misure concrete per lottare contro l’evasione fiscale con la creazione di un organismo dell’ONU che regolamenti la materia della tassazione a livello globale.
Quest’ultima previsione è stata però rigettata per l’opposizione dei Paesi più ricchi, che favoriscono così le multinazionali che possono pagare le tasse in Stati con regimi fiscali a loro convenienti. La conferenza si è conclusa con l’impegno preso dalle nazioni ricche e da quelle in via di sviluppo di trovare 2.500 miliardi di dollari per finanziare gli obiettivi di sviluppo 2015-2040 che saranno stabiliti a settembre. (L.M.) (Agenzia Fides 18/7/2015)
“La promozione del bene comune, e specialmente l’affrancamento delle comunità povere dalla povertà assoluta, richiede misure e posizioni coraggiose da parte dei rispettivi governi guidati dai valori e dal principio del rispetto della dignità umana, della trasparenza, della responsabilità reciproca, dell’integrità della creazione, della partecipazione democratica e del principio di sussidiarietà, che fanno parte dell’insegnamento sociale della Chiesa” ha affermato Mons. Desta.
Il SECAM ha raccomandato di creare un forum nel quale tutte le parti interessate nel processo di sviluppo possano giocare un ruolo attivo nell’attuazione dei nuovi obiettivi di sviluppo che saranno adottati a settembre nel corso dell’Assemblea Generale dell’ONU a New York. Il SECAM ha inoltre chiesto misure concrete per lottare contro l’evasione fiscale con la creazione di un organismo dell’ONU che regolamenti la materia della tassazione a livello globale.
Quest’ultima previsione è stata però rigettata per l’opposizione dei Paesi più ricchi, che favoriscono così le multinazionali che possono pagare le tasse in Stati con regimi fiscali a loro convenienti. La conferenza si è conclusa con l’impegno preso dalle nazioni ricche e da quelle in via di sviluppo di trovare 2.500 miliardi di dollari per finanziare gli obiettivi di sviluppo 2015-2040 che saranno stabiliti a settembre. (L.M.) (Agenzia Fides 18/7/2015)
AFRICA/ANGOLA - Trasparenza, degrado ambientale e Anno della Misericordia al centro delle attività di “Giustizia e Pace”
Luanda (Agenzia Fides) - La Commissione Episcopale “Giustizia e Pace” dell’Angola chiede al governo maggiore trasparenza sugli introiti dei commerci con la Cina, “al fine di evitare le speculazioni”. È quanto afferma il comunicato finale dell’incontro nazionale della Commissione, pervenuto all’Agenzia Fides.
Tra le raccomandazioni emerse dall’incontro, la “necessità di uno studio e di una conoscenza migliore della legislazione ambientale da parte di tutti gli operatori pastorali, a tutti i livelli, e la diffusione capillare di questa conoscenza, in modo che tutti possano conoscere i pericoli dell'inquinamento e del degrado dell'ambiente (degrado dei mari, uso improprio dei terreni e dei corsi d'acqua nelle aree minerarie, ecc..) e le sue implicazioni per la salute e la qualità della vita”.
Visto l’alto tasso di violenza domestica in tutto il Paese, la Commissione Giustizia e Pace promuove nelle diocesi una campagna contro la violenza domestica, facendo conoscere la legge contro la violenza domestica in gruppi e movimenti apostolici e scuole, e promuove organismi di difesa legale per le vittime.
In vista dell'Anno della Misericordia, a partire dal mese di dicembre, verrà rinnovata la campagna per la riconciliazione nazionale, prestando maggiore attenzione ai prigionieri, agli emarginati, agli immigrati e ad altri gruppi vulnerabili.
“Giustizia e Pace” invita infine gli avvocati cattolici e altri volontari ad offrire assistenza legale alle persone svantaggiate e / o in conflitto con la legge. (L.M.) (Agenzia Fides 18/7/2015)
Tra le raccomandazioni emerse dall’incontro, la “necessità di uno studio e di una conoscenza migliore della legislazione ambientale da parte di tutti gli operatori pastorali, a tutti i livelli, e la diffusione capillare di questa conoscenza, in modo che tutti possano conoscere i pericoli dell'inquinamento e del degrado dell'ambiente (degrado dei mari, uso improprio dei terreni e dei corsi d'acqua nelle aree minerarie, ecc..) e le sue implicazioni per la salute e la qualità della vita”.
Visto l’alto tasso di violenza domestica in tutto il Paese, la Commissione Giustizia e Pace promuove nelle diocesi una campagna contro la violenza domestica, facendo conoscere la legge contro la violenza domestica in gruppi e movimenti apostolici e scuole, e promuove organismi di difesa legale per le vittime.
In vista dell'Anno della Misericordia, a partire dal mese di dicembre, verrà rinnovata la campagna per la riconciliazione nazionale, prestando maggiore attenzione ai prigionieri, agli emarginati, agli immigrati e ad altri gruppi vulnerabili.
“Giustizia e Pace” invita infine gli avvocati cattolici e altri volontari ad offrire assistenza legale alle persone svantaggiate e / o in conflitto con la legge. (L.M.) (Agenzia Fides 18/7/2015)
AFRICA/SUDAN - Allarme nel Paese per prevenire la diffusione del colera dal Sud Sudan
Karthoum (Agenzia Fides) – Il Ministero della Sanità Sudanese ha lanciato una serie di iniziative preventive per il monitoraggio di eventuali epidemie di colera che potrebbero diffondersi dal Sud Sudan dove, il 23 giugno, sono stati registrati quasi 200 casi sospetti e 18 morti a causa della pandemia. Intanto il flusso di rifugiati sud sudanesi in Sudan continua ad aumentare. Secondo i dati dell’OCHA al 5 luglio erano 187.747. Altri 38 mila negli Stati di White Nile, South Kordofan, West Kordofan, e Khartoum erano arrivati nel mese di giugno. Presso il Teaching Hospital di Juba è operativo un centro per il trattamento del colera e ultimamente anche l’ong Medici Senza Frontiere ne ha aperto un altro a Munuki, un sobborgo della capitale sud sudanese, dopo aver registrato altri 733 casi e 33 morti.
Secondo il Ministero della Sanità del Sud Sudan, nello Stato di Jonglei sono stati registrati oltre 60 casi. Subito dopo l’annuncio dell’epidemia, la Croce Rossa locale e i partner della Red Crescent hanno attivato il Movimento Cholera Task Force per far fronte all’epidemia di Juba e pianificare interventi in altri Stati inclini ad una possibile epidemia, come Torit e Greater Upper Nile. E’ stata inoltre avviata una campagna di sensibilizzazione per educare la popolazione sulla prevenzione della malattia attraverso visite porta a porta, e la promozione di norme igieniche nelle comunità colpite della contea di Juba. (AP) (18/7/2015 Agenzia Fides)
Secondo il Ministero della Sanità del Sud Sudan, nello Stato di Jonglei sono stati registrati oltre 60 casi. Subito dopo l’annuncio dell’epidemia, la Croce Rossa locale e i partner della Red Crescent hanno attivato il Movimento Cholera Task Force per far fronte all’epidemia di Juba e pianificare interventi in altri Stati inclini ad una possibile epidemia, come Torit e Greater Upper Nile. E’ stata inoltre avviata una campagna di sensibilizzazione per educare la popolazione sulla prevenzione della malattia attraverso visite porta a porta, e la promozione di norme igieniche nelle comunità colpite della contea di Juba. (AP) (18/7/2015 Agenzia Fides)
ASIA/SIRIA - Aleppo muore di sete, le parrocchie continuano a essere “fari di speranza”
Aleppo (Agenzia Fides) – Nella città-martire di Aleppo, sfiancata da oltre quattro anni di guerra civile, uomini, donne e bambini si aggirano tutto il giorno per le strade con latte di plastica e bottiglie, alla continua ricerca di un po' d'acqua da bere. E' questo lo scenario angoscioso descritto all'Agenzia Fides dal siro-cattolico damasceno Samaan Daoud, ex guida turistica, da tempo coinvolto nei programmi sociali e assistenziali curati dalle comunità cristiane siriane, a partire da quelli avviati dalla Società salesiana di San Giovanni Bosco.
“L'emergenza acqua - riferisce Samaan - è resa insopportabile dal caldo soffocante di questi giorni. Le chiese distribuiscono senza interruzione l'acqua potabile estratta dai propri pozzi, ma la richiesta è altissima e non si riesce a soddisfarla”. Anche la sete della popolazione viene usata come arma di pressione nella guerra civile che sconvolge il Paese: “Aleppo è una città ricca di risorse idriche - spiega Samaan - ma i gruppi armati che controllano le pompe idriche chiudono i rubinetti per fare pressione sulla città. Non si sa quali trattative stanno tentando di imporre al governo di Damasco, e usano l'approvvigionamento idrico come strumento di ricatto. Quelli che pagano il prezzo più alto sono i civili, che non c'entrano niente”.
Sul terreno delle operazioni militari, gli sviluppi più recenti confermano che per Aleppo la soluzione può essere trovata solo a livello internazionale. “La città è molto vicina al confine con la Turchia - ricorda Samaan - e i ribelli non hanno problemi a ricevere appoggi logistici, armi e ogni tipo di aiuto da quella parte. A livello locale, si possono trovare solo soluzioni provvisorie fondate su equilibri precari”.
Intanto, nella metropoli assetata e sfigurata dalla guerra – racconta a Fides Samaan Daoud – le chiese cristiane non ancora distrutte dalle bombe continuano a tener viva la speranza 'contro ogni speranza'. “Alla parrocchia dei Francescani si incontrano ogni giorno più di 150 giovani - riferisce Saaman - e anche l'oratorio dei Salesiani organizza attività estive per 500 ragazzi e ragazze. Lì si prova a custodire nei ragazzi anche la memoria di Aleppo com'era prima: una città vitale, allegra, con tante possibilità di incontro. Se vai in queste parrocchie, ancora trovi una luce di speranza. Sono come i fari quando illuminano le notti di tempesta, e riaccendono la speranza per i naviganti che si erano perduti in un mare buio e ostile”. (GV) (Agenzia Fides 18/7/2015).
“L'emergenza acqua - riferisce Samaan - è resa insopportabile dal caldo soffocante di questi giorni. Le chiese distribuiscono senza interruzione l'acqua potabile estratta dai propri pozzi, ma la richiesta è altissima e non si riesce a soddisfarla”. Anche la sete della popolazione viene usata come arma di pressione nella guerra civile che sconvolge il Paese: “Aleppo è una città ricca di risorse idriche - spiega Samaan - ma i gruppi armati che controllano le pompe idriche chiudono i rubinetti per fare pressione sulla città. Non si sa quali trattative stanno tentando di imporre al governo di Damasco, e usano l'approvvigionamento idrico come strumento di ricatto. Quelli che pagano il prezzo più alto sono i civili, che non c'entrano niente”.
Sul terreno delle operazioni militari, gli sviluppi più recenti confermano che per Aleppo la soluzione può essere trovata solo a livello internazionale. “La città è molto vicina al confine con la Turchia - ricorda Samaan - e i ribelli non hanno problemi a ricevere appoggi logistici, armi e ogni tipo di aiuto da quella parte. A livello locale, si possono trovare solo soluzioni provvisorie fondate su equilibri precari”.
Intanto, nella metropoli assetata e sfigurata dalla guerra – racconta a Fides Samaan Daoud – le chiese cristiane non ancora distrutte dalle bombe continuano a tener viva la speranza 'contro ogni speranza'. “Alla parrocchia dei Francescani si incontrano ogni giorno più di 150 giovani - riferisce Saaman - e anche l'oratorio dei Salesiani organizza attività estive per 500 ragazzi e ragazze. Lì si prova a custodire nei ragazzi anche la memoria di Aleppo com'era prima: una città vitale, allegra, con tante possibilità di incontro. Se vai in queste parrocchie, ancora trovi una luce di speranza. Sono come i fari quando illuminano le notti di tempesta, e riaccendono la speranza per i naviganti che si erano perduti in un mare buio e ostile”. (GV) (Agenzia Fides 18/7/2015).
ASIA/LIBANO - Il Catholicosato della Grande Casa di Cilicia commemora i 100 anni del Genocidio Armeno
Antelias (Agenzia Fides) – Nei giorni di sabato 18 e domenica 19 luglio, il Catholicosato armeno della Grande Casa di Cilicia – con sede a Antelias, in Libano, attualmente retto dal Catholicos Aram I – ha organizzato una serie di solenni eventi liturgici e culturali per commemorare il centesimo anniversario del Genocidio armeno. Alla serie di eventi partecipano capi e delegazioni di altre Chiese, compreso il Patriarca copto ortodosso Tawadros II. La Santa Sede è rappresentata da una delegazione guidata dal Card. Kurt Koch, Presidente del Pontificio Consiglio per la promozione dell'Unità tra i cristiani. Nel programma figura anche l’inaugurazione del Museo “Aram Bezikian”, dedicato agli orfani del Genocidio. (GV) (Agenzia Fides 18/7/2015).
ASIA/YEMEN - Situazione umanitaria catastrofica: non rispettata la tregua proposta dalle Nazioni Unite
Saná (Agenzia Fides) - La situazione umanitaria nello Yemen è drammatica. L’11 luglio le Nazioni Unite avevano annunciato una tregua umanitaria di una settimana, tuttavia dopo poche ore dalla sua entrata in vigore, sono ripresi bombardamenti e conflitti che continuano e in alcune zone si sono addirittura intensificati. Questa settimana è stata una delle più tragiche dall’inizio del conflitto, nel corso del quale hanno perso la vita 3.500 persone e sono stati registrati 16 mila feriti. La “presunta” tregua si è appena conclusa e il Paese si ritrova con milioni di donne, uomini e bambini privi di assistenza medica, generi alimentari e vittime di atrocità. Secondo le organizzazioni internazionali, che hanno denunciato il fatto che nessuna delle parti in conflitto abbia rispettato la tregua, i feriti continuano ad arrivare negli ospedali, dove mancano combustibile, farmaci e attrezzature sanitarie; le strutture di campagna sono sopraffatte dal gran numero di feriti. Attual mente l’80% della popolazione necessita di assistenza umanitaria e oltre un milione di persone sono state costrette ad abbandonare le rispettive abitazioni. Il Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR), ha offerto assistenza a 20 mila sfollati nelle città di Saná, Adén e Taiz, le più gravemente colpite dalla violenza, durante i 7 giorni di mancata tregua. (AP) (18/7/2015 Agenzia Fides)
AMERICA/COLOMBIA - “Una società civile emarginata e impoverita chiede giustizia” denunciano i Vescovi
Cali (Agenzia Fides) – “La regione colombiana del Pacifico continua ad attraversare un conflitto sociale profondo” scrivono preoccupati i Vescovi di Istmina-Tadó, Quibdó, Guapi, Tumaco, Buenaventura, Apartado e Cali in un loro messaggio intitolato “La pace è possibile, urgente, necessaria”.
Nel testo, pervenuto all’Agenzia Fides, descrivono la dura realtà di questa regione: “le necessità di base insoddisfatte, l'alto tasso di povertà economica, la crisi dei diritti umani”. “La mancanza di accesso alla salute, all'istruzione, ad un alloggio degno, ai servizi igienici di base, al lavoro e agli incentivi per lo sviluppo dei contadini e dei settori popolari, hanno configurato una società civile emarginata e impoverita, che chiede giustizia e di essere liberata da flagelli come lo spostamento forzato, il confinamento, la persecuzione nel proprio territorio, il narcotraffico, l’estrazione mineraria illegale e l'estorsione. Questo panorama di sofferenza è aggravato dalla presenza costante di gruppi armati che fanno del Pacifico uno scenario di guerra, nel quale gli abitanti sono vittime degli scontri armati e di costanti minacce".
Di fronte a questa situazione, i Vescovi richiamano: “la volontà di pace di tutti i settori deve essere ferma, autentica e perseverante”, quindi propongono alcuni impegni precisi. Al Governo nazionale raccomandano: “il dialogo deve continuare e non si deve cedere alle pressioni che suggeriscono la via militare come unica soluzione al conflitto armato. E’ assolutamente importante superare il conflitto armato risolvendo il conflitto sociale”. Quindi “la società civile colombiana deve fare una decisa opzione per la pace. Nessun argomento deve giustificare la guerra come cammino normale per un popolo”. Si rivolgono quindi alle FARC e all’ELN: “Come Pastori della Chiesa, invitiamo le FARC a fermare realmente la strategia di incremento delle azioni violente… l’ELN inizi quanto prima il processo di negoziati con il Governo nazionale allo scopo di rendere concreta la volontà di pace che hanno manifestato”.
Il messaggio si conclude ribadendo che la Chiesa di questa regione “si impegna a continuare ad annunciare il Dio della vita”, “a continuare ad accompagnare le nostre comunità, lavorando a difesa delle vittime, per la promozione e la difesa dei diritti umani, per il rispetto dell’ambiente”. (SL) (Agenzia Fides 18/07/2015)
Nel testo, pervenuto all’Agenzia Fides, descrivono la dura realtà di questa regione: “le necessità di base insoddisfatte, l'alto tasso di povertà economica, la crisi dei diritti umani”. “La mancanza di accesso alla salute, all'istruzione, ad un alloggio degno, ai servizi igienici di base, al lavoro e agli incentivi per lo sviluppo dei contadini e dei settori popolari, hanno configurato una società civile emarginata e impoverita, che chiede giustizia e di essere liberata da flagelli come lo spostamento forzato, il confinamento, la persecuzione nel proprio territorio, il narcotraffico, l’estrazione mineraria illegale e l'estorsione. Questo panorama di sofferenza è aggravato dalla presenza costante di gruppi armati che fanno del Pacifico uno scenario di guerra, nel quale gli abitanti sono vittime degli scontri armati e di costanti minacce".
Di fronte a questa situazione, i Vescovi richiamano: “la volontà di pace di tutti i settori deve essere ferma, autentica e perseverante”, quindi propongono alcuni impegni precisi. Al Governo nazionale raccomandano: “il dialogo deve continuare e non si deve cedere alle pressioni che suggeriscono la via militare come unica soluzione al conflitto armato. E’ assolutamente importante superare il conflitto armato risolvendo il conflitto sociale”. Quindi “la società civile colombiana deve fare una decisa opzione per la pace. Nessun argomento deve giustificare la guerra come cammino normale per un popolo”. Si rivolgono quindi alle FARC e all’ELN: “Come Pastori della Chiesa, invitiamo le FARC a fermare realmente la strategia di incremento delle azioni violente… l’ELN inizi quanto prima il processo di negoziati con il Governo nazionale allo scopo di rendere concreta la volontà di pace che hanno manifestato”.
Il messaggio si conclude ribadendo che la Chiesa di questa regione “si impegna a continuare ad annunciare il Dio della vita”, “a continuare ad accompagnare le nostre comunità, lavorando a difesa delle vittime, per la promozione e la difesa dei diritti umani, per il rispetto dell’ambiente”. (SL) (Agenzia Fides 18/07/2015)
AMERICA/BRASILE - Settimana missionaria per i giovani, tra carcerati, senzatetto e malati di Aids
Porto Alegre (Agenzia Fides) – Giovani di tutte le arcidiocesi e diocesi della regione Sul 3 della Conferenza Nazionale dei Vescovi del Brasile (CNBB), che comprende lo stato brasiliano di Rio Grande do Sul, vivranno dal 20 al 26 luglio una Settimana Missionaria che li porterà a contatto con diverse realtà sociali, in collegamento con altri settori di impegno pastorale. Secondo le notizie pervenute all’Agenzia Fides, l’obiettivo è di far vivere ai giovani delle esperienze di riflessione missionaria in contesti diversi: con persone che convivono con l'Hiv, carcerati, senzatetto, raccoglitori di carta.
Secondo la Coordinatrice del Servizio di Evangelizzazione dei Giovani della regione Sul 3, suor Zenilde, si tratta di una opportunità per i giovani di venire a contatto con un detenuto, con una persona malata di Hiv… “liberandosi da ogni pregiudizio e facendo l'esperienza di un incontro", in quanto dobbiamo vedere la persona, indipendentemente dallo stato sociale in cui essa vive, "è un incontro tra persone e in questo incontro lasciamo che Dio si manifesti". L’obiettivo finale è che da questa esperienza missionaria i giovani possano trovare, nell’ambito dei vari ministeri della Chiesa, il loro posto in cui mettersi a servizio degli altri. "Vorrei che i giovani di tutto lo Stato potessero fare una esperienza così importante che li porti ad azioni concrete verso tutte le persone, specialmente le più vulnerabili, perché Dio si manifesta nella cura di coloro che soffrono” conclude suor Zenilde. (SL) (Agenzia Fides 18/07/2015)
Secondo la Coordinatrice del Servizio di Evangelizzazione dei Giovani della regione Sul 3, suor Zenilde, si tratta di una opportunità per i giovani di venire a contatto con un detenuto, con una persona malata di Hiv… “liberandosi da ogni pregiudizio e facendo l'esperienza di un incontro", in quanto dobbiamo vedere la persona, indipendentemente dallo stato sociale in cui essa vive, "è un incontro tra persone e in questo incontro lasciamo che Dio si manifesti". L’obiettivo finale è che da questa esperienza missionaria i giovani possano trovare, nell’ambito dei vari ministeri della Chiesa, il loro posto in cui mettersi a servizio degli altri. "Vorrei che i giovani di tutto lo Stato potessero fare una esperienza così importante che li porti ad azioni concrete verso tutte le persone, specialmente le più vulnerabili, perché Dio si manifesta nella cura di coloro che soffrono” conclude suor Zenilde. (SL) (Agenzia Fides 18/07/2015)
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