Traffico di abiti usati e donati


Il "Partito dei poveri" usava i profughi per il traffico di abiti usati e donati
FRIULI VENEZIA GIULIA - Con l'operazione “restyling” la Guardia di ... nascosto e ben sorvegliato, a San Giorgio di Nogaro, in provincia di Udine.


Rivendevano abiti usati raccolti per fini umanitari: quattro denunciati - Video
Scoperto traffico di rifiuti dal Friuli alla Campania In meno di due anni ... nascosto e ben sorvegliato, a San Giorgio di Nogaro da dove venivano poi ...

Bollettino Agenzia Fides del 28 novembre 2016

EUROPA/ITALIA - Don Andrea Santoro: uomo, credente, pastore e testimone del Vangelo
 
Roma (Agenzia Fides) – “Quanto è accaduto quel 5 febbraio di dieci anni fa nella chiesa di Trabzon ha commosso e ferito ben al di là dei confini della Diocesi di Roma e del Vicariato di Anatolia in Turchia, ma è una ferita da cui sta germogliando bene spirituale per molti, come ha ricordato anche Papa Francesco nel corso di una udienza generale. Su questi segni dello Spirito la Chiesa di Roma è chiamata a interrogarsi e riflettere, ma ciascuno di noi deve alimentare la fiammella accesa nel cuore dal Signore anche grazie al sacrificio di don Andrea”. Sono le parole del Card. Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, durante la Celebrazione Eucaristica che ha presieduto ieri nella Basilica di Santa Croce di Gerusalemme a Roma, a conclusione delle iniziative indette nel X anniversario della morte di don Andrea.
Don Andrea Santoro, parroco e poi sacerdote Fidei donum della Diocesi di Roma, venne ucciso a Trabzon (Turchia) il 5 febbraio 2006 mentre era raccolto in preghiera nella chiesa di Sancta Maria Kilisesi, che gli era stata affidata. Nel 2003 aveva fondato l’Associazione “Finestra per il Medio Oriente”: un gruppo dedicato allo studio, alla preghiera ed al dialogo per far incontrare il mondo occidentale ed il Medio Oriente (vedi Fides 6/2/2006; 7/2/2006; 8/2/2006; 9/2/2006; 10/2/2006).
Il Card. Sandri ha sottolineato nella sua omelia che don Andrea “ha saputo accendere il fuoco della Parola di Dio e della carità nelle comunità che ha guidato, ma ha voluto ripercorrere a ritroso la via delle scintille apostoliche che ci hanno portato il Vangelo, recandosi lui stesso, come sacerdote fidei donum di questa Diocesi, in Oriente. Gli appuntamenti che sono stati organizzati in collaborazione col Vicariato di Roma in questo anno ci hanno consentito di mettere a fuoco i tratti salienti del suo profilo di uomo, credente, pastore e testimone del Vangelo”.
In questi dieci anni trascorsi dalla sua morte violenta, molti hanno voluto conoscere e approfondire la sua figura e la sua spiritualità, “ma ciò che colpisce – ha sottolineato il Cardinale - è come anche persone che non avevano mai avuto nulla a che fare con lui si sono avvicinate, o qualcuno, come sacerdote, ha voluto ripercorrerne i passi verso Oriente”. (SL) (Agenzia Fides 28/11/2016) 
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AFRICA/CONGO RD - Massacrati 35 civili Hutu in un villaggio nel Nord Kivu
 

Kinshasa (Agenzia Fides) - Trentacinque civili sono stati uccisi e altri 28 feriti in un attacco di miliziani Mai-Mai perpetrato alle 4,30 della mattina di domenica 27 novembre nel villaggio di Luhanga, nel Territorio di Lubero, nella provincia del Nord Kivu, nell’est della Repubblica Democratica del Congo. I miliziani, una cinquantina, si sono divisi in due gruppi: mentre il primo ha assalito una vicina postazione delle forze armate congolesi (FARDC), l’altro massacrava la popolazione a colpi d’arma bianca e da fuoco. Le vittime sono di etnia Hutu.
Secondo le informazioni raccolte da Fides, i Caschi Blu indiani della MONUSCO (Missione ONU nella RDC) sono intervenuti uccidendo un miliziano e mettendo fine al massacro. I soldati dell’ONU hanno poi preceduto al trasferimento in ospedale, a Goma, di 15 persone ferite.
Questo è il secondo attacco a Luhanga dall’inizio dell’anno. In quello precedente erano state distrutte diverse abitazioni. Il Territorio di Lubero è sconvolto dalle rivalità tra le popolazioni Lande e Hutu. Secondo informazioni inviate all’Agenzia Fides dall’ONG locale CEPADHO, nei giorni che hanno preceduto l’assalto erano state diffuse, tramite volantini e altri mezzi, minacce anonime contro gli Hutu, diversi dei quali sono fuggiti dai villaggi della zona. Quelli che non hanno potuto scappare sono rimasti soprattutto a Luhanga. Il CEPADHO ha censito 120 famiglie hutu che sono sfollate a Kanyabayonga dove vivono all’addiaccio. (L.M.) (Agenzia Fides 28/11/2016)
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AFRICA/CENTRAFRICA - Un anno fa la visita di Papa Francesco, l’11 dicembre Messa presieduta dal Card. Nzapalainga
 
Bangui (Agenzia Fides) - “C’è veramente un prima e un dopo la visita di Papa Francesco” dicono all’Agenzia Fides fonti della Chiesa nella Repubblica Centrafricana ad un anno dalla visita di Papa Francesco, dal 29 al 30 novembre 2015 (vedi Fides 28/11/2015).
“Nonostante le difficoltà che stiamo attraversando, la gente ringrazia ancora per l’amore che il Santo Padre ha dimostrato e continua a dimostrare nei confronti di questo Paese. Le stesse elezioni pacifiche che hanno permesso l’elezione del nuovo Presidente sono considerate come un dono di questa visita. La nomina a Cardinale dell’Arcivescovo di Bangui, Mons. Dieudonné Nzapalainga, è vista come un’attenzione in più del Santo Padre nei confronti del Paese”.
In ricordo dell’evento, l’11 dicembre è prevista una Messa di ringraziamento presieduta dal neo Cardinale Nzapalainga. (L.M.) (Agenzia Fides 28/11/2016)
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ASIA/SRI LANKA - L'apostolato è orientato alla riconciliazione nazionale
 
Colombo (Agenzia Fides) - La Chiesa cattolica in Sri Lanka sostiene i "passi di riconciliazione" avviati dal governo azionale dopo la guerra civile: lo ha detto a Fides il Vescovo Harold Anthony Perera, che guida la diocesi di Kurunegala, ed è presidente della Commissione nazionale "Giustizia, pace e sviluppo umano". Il Vescovo ha ricordato che il paese "ha vissuto una guerra civile lunga e amara" , iniziata nel 1983, derivante da tensioni etniche fra la maggioranza singalese e la minoranza tamil, stanziata nel nord-est dell'isola.
Dopo oltre 25 anni di violenza, il conflitto si è concluso nel maggio 2009, quando le forze governative hanno conquistato l'ultima zona controllata dai ribelli delle Tigri Tamil (organizzazione fondata nel 1976). A sette anni dalla fine del conflitto, recriminazioni su abusi da entrambe le parti continuano.
Il governo del presidente Maithripala Sirisena, salito al potere nel 2015, "ha messo in atto sforzi concertati per la riconciliazione nazionale", ha detto il Vescovo Perera, aggiungendo che questo processo ha "il pieno sostegno della Chiesa".
"Cooperiamo con il governo in questo processo di riconciliazione per il bene comune della nazione" ha detto a Fides mons. Perera.
Il paese ha una popolazione di 21,2 milioni di abitanti, a maggioranza buddisti (70%). I cristiani sono circa il 6%, mentre indù e musulmani sono altre minoranze religiose.
La Chiesa cattolica in Sri Lanka, rileva il presidente, "è doppiamente benedetta perché noi abbiamo battezzati che appartengono sia alla comunità singalese, sia alle comunità tamil". Dato questa presenza di fedeli singalesi e tamil, la comunità cattolica può essere "un elemento catalizzatore di armonia, pace, riconciliazione e fratellanza in una società pluralista" rimarca
La Commissione nazionale per la giustizia, la pace e lo sviluppo umano della Conferenza episcopale dello Sri Lanka ha avviato numerose iniziative innovative per contribuire alla riconciliazione. Tutto l'apostolato, nel complesso, che include attività come istruzione, sanità, sviluppo sociale e altre attività pastorali "è orientato alla riconciliazione del paese", aggiunge il Vescovo.
Le misure di riconciliazione adottate dal governo rappresentano "una strada giusta", anche se "è un processo che richiede tempo per dare frutti concreti e risultati a lungo termine" prosegue. La Chiesa è fiduciosa: "A lungo andare, il paese saprà riassaporare il gusto della pace e della riconciliazione, che aprirebbe la strada a uno sviluppo integrato e sostenibile della popolazione”, nel paese, nota, "vi sono molte persone di buona volontà che attraversano i confini di religione o differenze etniche e costruiscono ponti: questo intensifica il processo di pace e riconciliazione e costruisce il bene comune del paese. La Chiesa si impegna a svolgere il suo ruolo in modo costruttivo" conclude (PA-SD) (Agenzia Fides 28/11/2016).
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AMERICA/MESSICO - “Migranti come merce” denuncia il Vescovo di Nogales
 
Nogales (Agenzia Fides) – "I migranti sono visti come merce di scambio dal momento che entrano in Messico per transito" ha detto il Vescovo della diocesi di Nogales, Sua Ecc. Mons. José Leopoldo González González, "ecco come appaiono agli occhi delle organizzazioni criminali" ha ribadito parlando alla stampa locale il 26 novembre, secondo la nota pervenuta a Fides.
La città di Nogales in questi giorni si trova a convivere con un enorme numero di migranti, che vivono e dormono per strada in attesa di un appuntamento con l’ufficio visti per chiedere il permesso per entrare negli Stati Uniti d’America. Nogales si trova a 800 km da Tijuana, luogo di confine dove c'è il gruppo più numeroso di migranti non solo centroamericani che tentano di entrare in territorio statunitense, verso San Diego, California.
"Mi rendo conto che in questo anno e mezzo da quando sono qui nella diocesi di Nogales, le persone che arrivano, che riescono a mettere piede sul suolo messicano, i migranti, stranieri e messicani stessi, sono visti come merce" ha spiegato il Vescovo. "Quando cominciano a muoversi nel nostro paese, da Sud a Nord, ci sono gruppi criminali che fanno di loro merce di scambio, come se fossero oggetti da sfruttare, denigrare, depredare della loro dignità".
Il Vescovo ha commentato che poco più di un mese, quando celebrò la Messa alla frontiera (vedi Fides 24/10/2016), chiese alle autorità se fossero preparate a gestire il massiccio afflusso di haitiani e africani che veniva registrato a Baja California. Pochi giorni dopo è iniziato l'arrivo di queste persone a Nogales. "Non siamo preparati per l'emergenza, vale a dire non abbiamo le strutture necessarie per dare riparo e ospitalità, ma abbiamo la generosità della nostra gente e del volontariato da parte della Chiesa" ha detto.
Grazie alla generosità delle persone, c'è un aiuto immediato ai migranti per le loro necessità primarie, ha detto Mons. González González, ma i migranti non sono solo haitiani e africani, ci sono centroamericani e i messicani stessi: "Questo fenomeno deve far riflettere profondamente tutti noi: società civile, governo, imprese e Chiesa, su come sono le nostre strutture, sul fatto che non siamo preparati".
(CE) (Agenzia Fides, 28/11/2016)
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AMERICA/PARAGUAY - Dedicata ai giovani la festa della Madonna di Caacupé
 
Caacupé (Agenzia Fides) – Sono più di 7 mila i giovani arrivati a Caacupé in questo fine settimana per la grande festa della Madonna di Caacupé, al Santuario a Lei dedicato. Le celebrazioni, che iniziano oggi e si prolungano durante tutta la settimana, sono state sempre molto frequentate dai fedeli che arrivano da tutto il paese. Il tema scelto dalla diocesi per le celebrazioni di questo anno, che darà inizio anche al triennio dedicato alla gioventù, è “Abbracciati a Cristo Gesù”.
Il Vescovo di Caacupé, Sua Ecc. Mons. Catalino Claudio Giménez Medina, ha detto che la festa quest'anno si concentrerà sulle questioni che interessano i giovani, perché solo con il loro coinvolgimento si possono trovare delle soluzioni ai problemi attuali. A questo proposito, ha ribadito che "per la Chiesa, i giovani sono l'elemento attivo più importante per riuscire nel cambiamento nel nostro Paese".
Quest'anno si aggiunge un significato particolare alla festa, perché la diocesi di Caacupé celebra i 50 anni della sua creazione. Ecco perché tra le varie iniziative, per la prima volta ci sarà la preghiera del Rosario bilingue e la sfilata delle lanterne. Mentre è stata sospesa la tradizionale processione con l'immagine della Madonna, che ha più di 300 anni, che sarà solo esposta alla venerazione di tutti, ma non verrà portata lungo le vie vicine al Santuario.
Il Card. Luis Héctor Villalba, Arcivescovo emerito di Tucumán (Argentina), Inviato Speciale del Santo Padre, presiederà la celebrazione conclusiva del 50° anniversario della diocesi di Caacupé, che si terrà al Santuario di Nuestra Señora de los Milagros, l’8 dicembre.
Padre Arnaldo Godoy, rettore della Basilica, ha auspicato, anche a nome dei predicatori invitati per questi giorni, che la festa sia una grande opportunità per trovare la pace e mettere fine all'insicurezza e alla violenza che flagella il paese.
(CE) (Agenzia Fides, 28/11/2016)
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AMERICA/PERU’ - Proposte di 60 ragazzi per lo sviluppo sostenibile ed il superamento della povertà infantile
 
Lima (Agenzia Fides) - Un gruppo formato da 60 ragazzi di 11 Paesi di America Latina e Caraibi ha presentato alla Commissione Economica per l’America Latina e Caraibi (CEPAL) una serie di proposte per il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile del 2030 e il superamento della povertà infantile. Delle 250 iniziative presentate, secondo le informazioni pervenute a Fides, 15 sono state prese in considerazione e proposte all’incontro che si è appena concluso a Santiago del Cile. Tra le proposte la creazione di orti familiari agroalimentari per combattere la fame ad Haiti, una applicazione per telefoni cellulari con orientamenti sull’educazione sessuale per gli adolescenti in Argentina, un progetto per i bambini con meno di tre anni che vivono insieme alle rispettive mamme detenute in un carcere femminile in Perù. All’iniziativa hanno preso parte ragazzi nella fascia di età tra 15 e 17 anni di tutto il continente che, organizzati in gruppi hanno aderito i n forma compatta. I giovani selezionati provenivano da Argentina, Cile, Colombia, Costa Rica, Ecuador, Guatemala, Messico, Paraguay, Perù, Uruguay e Haiti, e si sono concentrati tra le altre tematiche su 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile attraverso la lotta alla fame, l’uguaglianza di genere, la fine della povertà e l’istruzione.
(AP) (Agenzia Fides 28/11/2016)

60 ore in un minuto: l’apertura del Sepolcro di Cristo


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60 ore in un minuto: l’apertura del Sepolcro di Cristo
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Di carattere mariano i temi scelti dal Papa per le prossime 


Sono dedicati a Maria i temi scelti dal Papa per le Giornate Mondiali della Gioventù del prossimo triennio: “Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente” (Lc 1,49) per la 32.ma Giornata del 2017; “Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio” (Lc 1,30) per la 33.ma Giornata del 2018 ed “Ecco la serva del Signore; avvenga per me secondo la tua parola” (Lc 1,38) per la 34.ma Giornata internazionale in programma nel 2019 a Panama. Il servizio di Roberto Piermarini:
 
"Il cammino spirituale indicato dal Santo Padre - rende noto il comunicato del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita - prosegue con coerenza la riflessione avviata con le ultime tre Giornate Mondiali della Gioventù (2014-16), incentrate sulle Beatitudini. Come sappiamo, Maria è colei che tutte le generazioni chiameranno beata (cfr. Lc 1, 49). Nel discorso preparato per l’incontro con i volontari della Gmg di Cracovia, Papa Francesco illustrava gli atteggiamenti della Madre di Gesù indicandola come modello da imitare. Poi, parlando a braccio in quell’occasione, il Santo Padre ha invitato i giovani a far memoria del passato, avere coraggio nel presente e avere/essere speranza per il futuro.
I tre temi annunciati - spiega la nota - mirano dunque a dare all’itinerario spirituale delle prossime Gmg una forte connotazione mariana, richiamando al tempo stesso l’immagine di una gioventù in cammino tra passato (2017), presente (2018) e futuro (2019), animata dalle tre virtù teologali: fede, carità e speranza. Il cammino proposto ai giovani mostra anche un’evidente sintonia con la riflessione che Papa Francesco ha affidato al prossimo Sinodo dei vescovi: I giovani, la fede e il discernimento vocazionale".

    La Luce della Pace da Betlemme: 17 dicembre 2016 ore 7.59




    Nella Chiesa della “Natività di Gesù” a Betlemme vi è una lampada ad olio che arde perennemente da moltissimi secoli, alimentata dall' olio donato a turno da tutte le Nazioni cristiane della Terra. Poco prima di Natale un bambino, venuto appositamente dall' Austria, accende una luce dalla lampada nella Grotta di Betlemme che è poi portata a Linz con un aereo della linea Austriaca.
    Quest’anno è la ventunesima volta(la prima è partita il 21 dicembre 1996 alla volta di Genova e Roma,nel 1997 raggiunge Lecce) che la luce viaggerà in Italia, partendo da Trieste, attraverso le staffette ferroviarie organizzate dai Gruppi Scout. La luce di Gesù, da allora, ha raggiunto un numero sempre maggiore di città e di persone diffondendo così un messaggio di speranza, fiducia e amore.
    SABATO 17 DICEMBRE alle ore 7.59 accoglieremo, presso la Stazione dei treni di San Giorgio di Nogaro(treno Trieste-Venezia RV2680), la Luce di Betlemme per poi portarla in Duomo dove seguirà un breve momento di preghiera.
    Sono invitati all’arrivo della Luce della Pace da Betlemme: i bambini della Scuola dell’infanzia “M. Bambina”, i bambini del catechismo, i ragazzi, i giovani, le famiglie della nostra forania e chiunque desideri accoglierla nella propria casa.


    I DOMENICA DI AVVENTO (ANNO A) 27 novembre 2016


        I DOMENICA DI AVVENTO (ANNO A)



    Colore liturgico: Viola

    Antifona d'ingresso
    A te, Signore, elevo l’anima mia,
    Dio mio, in te confido: che io non sia confuso.
    Non trionfino su di me i miei nemici.
    Chiunque spera in te non resti deluso. (Sal 25,1-3)

    Non si dice il Gloria.
    O Dio, Padre misericordioso,
    che per riunire i popoli nel tuo regno
    hai inviato il tuo Figlio unigenito,
    maestro di verità e fonte di riconciliazione,
    risveglia in noi uno spirito vigilante,
    perché camminiamo sulle tue vie di libertà e di amore
    fino a contemplarti nell’eterna gloria.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo...

    PRIMA LETTURA (Is 2,1-5)
    Il Signore unisce tutti i popoli nella pace eterna del suo Regno.
    Dal libro del profeta Isaìa

    Messaggio che Isaìa, figlio di Amoz, ricevette in visione su Giuda e su Gerusalemme.
    Alla fine dei giorni,
    il monte del tempio del Signore
    sarà saldo sulla cima dei monti
    e s’innalzerà sopra i colli,
    e ad esso affluiranno tutte le genti.
    Verranno molti popoli e diranno:
    «Venite, saliamo sul monte del Signore,
    al tempio del Dio di Giacobbe,
    perché ci insegni le sue vie
    e possiamo camminare per i suoi sentieri».
    Poiché da Sion uscirà la legge
    e da Gerusalemme la parola del Signore.
    Egli sarà giudice fra le genti
    e arbitro fra molti popoli.
    Spezzeranno le loro spade e ne faranno aratri,
    delle loro lance faranno falci;
    una nazione non alzerà più la spada
    contro un’altra nazione,
    non impareranno più l’arte della guerra.
    Casa di Giacobbe, venite,
    camminiamo nella luce del Signore.

    Parola di Dio

    SALMO RESPONSORIALE (Sal 121)
    Rit: Andiamo con gioia incontro al Signore.

    Quale gioia, quando mi dissero:
    «Andremo alla casa del Signore!».
    Già sono fermi i nostri piedi
    alle tue porte, Gerusalemme!

    È là che salgono le tribù,
    le tribù del Signore,
    secondo la legge d’Israele,
    per lodare il nome del Signore.
    Là sono posti i troni del giudizio,
    i troni della casa di Davide.

    Chiedete pace per Gerusalemme:
    vivano sicuri quelli che ti amano;
    sia pace nelle tue mura,
    sicurezza nei tuoi palazzi.

    Per i miei fratelli e i miei amici
    io dirò: «Su di te sia pace!».
    Per la casa del Signore nostro Dio,
    chiederò per te il bene
    .
    SECONDA LETTURA (Rm 13,11-14a)
    La nostra salvezza è più vicina.

    Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani

    Fratelli, questo voi farete, consapevoli del momento: è ormai tempo di svegliarvi dal sonno, perché adesso la nostra salvezza è più vicina di quando diventammo credenti.
    La notte è avanzata, il giorno è vicino. Perciò gettiamo via le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce.
    Comportiamoci onestamente, come in pieno giorno: non in mezzo a orge e ubriachezze, non fra lussurie e impurità, non in litigi e gelosie. Rivestitevi invece del Signore Gesù Cristo.

    Parola di Dio
    Canto al Vangelo (Sal 84,8)
    Alleluia, alleluia.
    Mostraci, Signore, la tua misericordia
    e donaci la tua salvezza.
    Alleluia.

    VANGELO (Mt 24,37-44)
    Vegliate, per essere pronti al suo arrivo.

    + Dal Vangelo secondo Matteo

    In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
    «Come furono i giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo. Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca, e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e travolse tutti: così sarà anche la venuta del Figlio dell’uomo. Allora due uomini saranno nel campo: uno verrà portato via e l’altro lasciato. Due donne macineranno alla mola: una verrà portata via e l’altra lasciata.
    Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. Perciò anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».

    Parola del Signore

    Preghiera dei fedeli
    All’inizio di questo nuovo anno liturgico chiediamo al Signore di renderci attenti e disponibili alla sua parola, affinché possiamo essere pronti ad accoglierlo quando irromperà nella nostra vita.
    Preghiamo dicendo: Ascoltaci Signore.

    1. Per la santa Chiesa di Dio, perché sappia essere custode ed amplificatrice della parola e del progetto d’amore di Dio nel mondo. Preghiamo.
    2. Perché gli uomini sappiano valorizzare il tempo, senza inseguirlo cercando di riempirlo di cose, quanto piuttosto "abitandolo", vivendo come eventi di salvezza le situazioni in cui sono immersi. Preghiamo.
    3. Per coloro che sono "prigionieri" della civiltà che cattura le menti e i cuori proponendo come scopo del vivere le illusioni fugaci del piacere, della ricchezza, del potere. Preghiamo.
    4. Perché ogni uomo e ogni donna sappiano riscoprire l’autenticità di una fede vissuta, anelando così all’incontro con il Signore risorto, atteso come salvatore della vita. Preghiamo.
    5. Per la nostra comunità, perché sappiamo esprimere la nostra vigilanza nell’attesa del Signore con una preghiera pura ed una comunione profonda e sincera. Preghiamo.

    O Padre, ascolta le nostre preghiere. Ravviva in noi il desiderio di incontrarci con tuo figlio Gesù, per ricevere da lui un solido orientamento nella fede e l’impulso a operare nella carità. Te lo chiediamo proprio in nome di Gesù Cristo, nostro Signore.

    PREFAZIO DELL’AVVENTO I
    La duplice venuta del Cristo

    È veramente cosa buona e giusta,
    nostro dovere e fonte di salvezza,
    rendere grazie sempre e in ogni luogo
    a te, Signore, Padre santo,
    Dio onnipotente ed eterno,
    per Cristo nostro Signore.
    Al suo primo avvento
    nell’umiltà della nostra natura umana
    egli portò a compimento la promessa antica,
    e ci aprì la via dell’eterna salvezza.
    Verrà di nuovo nello splendore della gloria,
    e ci chiamerà a possedere il regno promesso
    che ora osiamo sperare vigilanti nell’attesa.
    E noi, uniti agli Angeli e alla moltitudine dei Cori celesti,
    cantiamo con gioia l’inno della tua lode: Santo...

    Oppure:

    PREFAZIO DELL’AVVENTO I/A
    Cristo, Signore e giudice della storia

    È veramente giusto renderti grazie
    e innalzare a te l’inno di benedizione e di lode,
    Padre onnipotente, principio e fine di tutte le cose.
    Tu ci hai nascosto il giorno e l’ora,
    in cui il Cristo tuo Figlio, Signore e giudice della storia,
    apparirà sulle nubi del cielo
    rivestito di potenza e splendore.
    In quel giorno tremendo e glorioso
    passerà il mondo presente
    e sorgeranno cieli nuovi e terra nuova.
    Ora egli viene incontro a noi in ogni uomo e in ogni tempo,
    perché lo accogliamo nella fede
    e testimoniamo nell’amore la beata speranza del suo regno.
    Nell’attesa del suo ultimo avvento,
    insieme agli angeli e ai santi,
    cantiamo unanimi l’inno della tua gloria: Santo...

    Bollettino Agenzia Fides del 19 novembre 2016

    AFRICA/EGITTO - La Chiesa greco-ortodossa di Alessandria decide di ripristinare il diaconato femminile
     
    Alessandria d'Egitto (Agenzia Fides) - Il Sinodo del Patirarcato greco-ortodosso Alessandria e di tutta l'Africa, svoltosi presso il Centro patriarcale di Alessandria d'Egitto dal 15 al 17 novembre sotto la presidenza del Patriarca Theodoros II, ha deciso di ripristinare l'istituto del diaconato femminile, e ha nominato una commissione di vescovi “per un esame approfondito della questione”. Lo riferiscono le fonti ufficiali del Patriarcato ortodosso di Alessandria. A esporre in una relazione all'Assemblea sinodale il potenziale ruolo delle diaconesse nell'opera missionaria è stato il Metropolita Gregorios del Camerun. Nel comunicato finale dell'Assemblea sinodale, pervenuto all'Agenzia Fides, i membri del Sinodo del Patriarcato greco ortodosso di Alessandria hanno voluto sottolineare che “i diversi approcci ai problemi della vita della Chiesa non sono per noi deviazioni dalla verità ortodossa, ma rappresentano l'adattamento alla realtà africana”.
    La discussione sull'eventuale ripristino dell'ordinazione diaconale femminile e sul potenziale ruolo delle diaconesse nelle attività pastorali e nell'animazione missionaria è aperto da tempo all'interno di istituzioni teologiche dell'Ortodossia calcedonese.
    Papa Francesco, lo scorso agosto, ha istituito una commissione di studio sul diaconato delle donne, presieduta dall'Arcivescovo gesuita Luis Francisco Ladaria Ferrer, segretario della Congregazione per la dottrina della fede. “A mio avviso” ha dichiarato alcuni giorni fa l'Arcivescovo Ladaria Ferrer a l'Ancora online “il Papa vuole in questo momento fare uno studio oggettivo, non per arrivare ad una decisione, ma per studiare come stavano le cose nei primi tempi della Chiesa”. (GV) (Agenzia Fides 19/11/2016).
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    ASIA/PAKISTAN - Per la chiusura del Giubileo, il governo libera 69 detenuti
     
    Faisalabad (Agenzia Fides) - Un gesto di clemenza, come richiesto da Papa Francesco, in occasione del Giubileo della misericordia: in occasione della chiusura del Giubileo della misericordia, 69 detenuti del carcere centrale di Faisalabad sono stati liberati e molti altri saranno rilasciati, nei prossimi giorni, in altri istituti di detenzione pakistani Il gesto è avvenuto in occasione della recente visita al carcere compiuta dal Ministro federale per i diritti umani, il senator cristiano Kamran Michael, insieme con il vescovo di Faisalabad, Joseph Arshad, altri rappresentanti cristiani e rappresentanti del governo del Punjab e della magistratura.
    Per l'occasione il giudice del tribunale di primo grado Abid Hussain Qureshi ha disposto il rilascio di 69 prigionieri coinvolti in reati minori, che erano ancora in carcere perché, pur avendo scontato la pena, non erano in grado di pagare le sanzioni in denaro previste dalle condanne. In una nota inviata a Fides, il Ministro Kamran Michael ha confermato che "nel quadro del programma del Ministero federale dei diritti umani, si è deciso di rilasciare i prigionieri coinvolti in reati minori che sono ancora nelle carceri solo perché non in grado di pagare le sanzioni. Tali sanzioni saranno pagare grazie a uno speciale fondo governativo, ha aggiunto. Il ministro h riferito che il Governo ha avviato il processo di liberare questi detenuti in tutto il paese, aggiungendo che questo processo è partito nel carcere centrale di Faisalabad e che sarà esteso ad altri istituti di detenzione.
    Nell'ottica di un percorso di rieducazione, "il governo ha avviato speciali corsi speciali di formazione al fine di rendere gli ex detenuti cittadini responsabili e aiutarli a reinserirsi nel tessuto sociale". L'iniziativa, ha spiegato, recepisce lo spirito "annunciato da Papa Francesco in questo anno chiamato come Anno della Misericordia, per assegnare il fondamentale diritto alla libertà di questi prigionieri". "Questa politica mira anche a ridurre il numero dei detenuti nelle carceri pakistane, per garantire loro una migliore sistemazione nelle strutture". ha concluso.
    Il ministro Michael ha ispezionato diverse sezioni del carcere e si è incontrato con alcuni detenuti per informarsi sulle loro condizioni, assicurando di adottare i necessari provvedimenti per risolvere i loro problemi.
    In Pakistan vi sono 88 strutture di detenzione che ospitano una la popolazione carceraria totale che supera 80mila detenuti, dei quali il 70% sono in attesa di giudizio. La capacità ufficiale del sistema carcerario è di circa 46mila unità, e il problema del sovraffollamento delle carceri si avverte dappertutto. Nel suo Rapporto del 2015, la “Commissione per i diritti umani del Pakistan”, Ong diffusa in tutta la nazione, ricorda che "maltrattamenti e torture sono diffuse”, mentre “le carceri ospitano il doppio delle persone rispetto alla loro capacità e in alcune celle, i detenuti non hanno nemmeno un giaciglio". Il sovraffollamento, si nota, non permette la separazione dei detenuti in base alle categorie (sotto processo o già condannati), nè tra minorenni e adulti. Nel sistema penale pakistano esistono pene alternative come come sanzioni e multe, disposte a volte dai tribunali per la condanna di delinquenti ritenuti non violenti. (PA) (Agenzia Fid es 19/11/2016)
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    AMERICA/PARAGUAY - Per l’Anno della Misericordia indulto e migliori condizioni nelle carceri
     
    Asunción (Agenzia Fides) – Il presidente del Paraguay, Horacio Cartes, ha annunciato ieri,18 novembre, la concessione dell’indulto a 16 prigionieri, per lo più donne, rispondendo alla richiesta pronunciata da Papa Francesco ai capi di stato in occasione dell'Anno santo della Misericordia. Come appreso da Fides, In una cerimonia nel Palazzo del Governo, alla presenza dal Nunzio Apostolico, l'arcivescovo Eliseo Antonio Ariotti, Cartes ha concesso l'indulto, affermando di aver preso “con serietà” l’invito contenuto nella lettera in cui Papa Francesco ha chiesto la libertà per i prigionieri.

    L'indulto investe 16 persone, di cui 10 donne detenute nel penale del Buon Pastore, in quello di Juana Maria de Lara e nella prigione regionale di Encarnacion. Tutti saranno rilasciati entro domenica, ha detto il ministro della Giustizia, che ha anche annunciato un investimento di 80 milioni di dollari in infrastrutture carcerarie nel paese per migliorare le condizioni di vita dei detenuti. La popolazione carceraria del Paraguay ammonta a 13.071 persone, anche se le infrastrutture hanno la capacità di ospitare 6.643 detenuti. (CE) (Agenzia Fides, 19/11/2016)
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    AMERICA/PORTO RICO - "La gente soffre, la crisi sta peggiorando a Puerto Rico", nota la campagna Jubilee Usa
     
    San Juan (Agenzia Fides) – "La gente soffre, la crisi sta peggiorando a Puerto Rico", ha osservato Eric LeCompte, presentando la testimonianza come direttore esecutivo della coalizione “Jubilee USA”. LeCompte collabora con diversi gruppi di esperti delle Nazioni Unite sul debito. "La ristrutturazione del debito è la chiave per porre fine a questa crisi ma il tempo stringe". Come riferito a Fides, la testimonianza è stata offerta al terzo incontro della Commissione per le finanze e del Consiglio di Gestione sulla crisi di Puerto Rico (Financial Oversight and Management Board for Puerto Rico, FOMB). E’ la prima volta che il Consiglio si riunisce sull'isola. L'incontro ha permesso al Consiglio di discutere il piano fiscale recentemente rilasciato del governatore di Porto Rico Alejandro Garcia Padilla.

    Il Consiglio ha l'autorità di approvare o respingere il piano del Governatore, che prevede la riforma del governo, investimenti in infrastrutture e tagli minimi ai servizi sociali. Il Congresso degli USA creò il Consiglio come per affrontare il debito in corso e la crisi fiscale di questo paese.

    Nella nota inviata a Fides, si legge che LeCompte ha esortato il Consiglio di proseguire la ristrutturazione del debito globale per la lotta alla povertà, far crescere l'economia e proteggere gli investitori dell'isola. L'economia del Porto Rico è vulnerabile agli shock esterni e ha esortato il consiglio A sostenere una "clausola uragano" per fermare temporaneamente i pagamenti del debito in caso di crisi imprevista.

    Il direttore di Jubilee USA ha chiuso il suo intervento riportando una dichiarazione da monsignor Roberto González Nieves, Arcivescovo di San Juan de Puerto Rico e del reverendo Heriberto Martínez, segretario generale della Società Biblica di Porto Rico. Questi leader religiosi sono in prima linea per difendere le comunità vulnerabili, dinanzi la crisi che continua a svolgersi. "Crediamo che i piani, le politiche e le ristrutturazioni del debito devono essere giudicate a seconda dell’impatto sulle popolazioni vulnerabili", ha detto LeCompte. "Coloro che non hanno fatto nulla per creare questa crisi, stanno sopportando il peso di alcuni degli aspetti peggiori della crisi", ha concluso. (CE) (Agenzia Fides, 19/11/2016)

    Foglio della Collaborazione Pastorale Di San Giorgio di Nogaro

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