Bollettino Agenzia Fides del 12 gennaio 2017

EUROPA/ARMENIA - Cresce il numero degli aborti “selettivi”
 
Erevan (Agenzia Fides) – In Armenia, Paese fortemente connotato dal legame con le proprie tradizioni culturali e spirituali, si registra il terzo più alto tasso mondiale di aborti selettivi motivati dal sesso del nascituro, e i dati parlano di un aumento drastico del fenomeno nel tempo seguito alla dissoluzione dell'Unione Sovietica, di cui faceva parte anche la Repubblica caucasica.
Secondo dati forniti dal Fondo per la Popolazione delle Nazioni Unite (UNFPA), nel 2012 in Armenia sono state registrate 114 nascite di maschi ogni 100 nascite di femmine, il rapporto naturale è di circa 102 maschi ogni 100 femmine. "In dieci o venti anni” ha commentato con toni allarmati Garik Hairapetian, il rappresentante dell’Armenia all’UNFPA “ci troveremo di fronte un deficit di donne, in combinazione con un drastico calo dei tassi di fertilità, che porterà ad una grave crisi demografica. Entro il 2060, 100.000 potenziali madri armene non saranno nate. Diventeremo una società di uomini 'single' ".
In Armenia la pratica è gratuita negli ospedali pubblici. La scorsa estate i Parlamentari armeni hanno adottato una legge destinata a modificare in parte la tendenza agli aborti selettivi. La legge prevede sulla carta che vengano respinte le richieste di aborto, se vengono giustificate con motivazioni legate al sesso del nascituro o della nascitura. (GV) (Agenzia Fides 12/1/2017). 
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AFRICA/KENYA - “Date una possibilità al dialogo” affermano i Vescovi dopo la promulgazione dell’emendamento elettorale
 

Nairobi (Agenzia Fides) - “Date una possibilità al dialogo” chiedono i Vescovi del Kenya in una dichiarazione giunta all’Agenzia Fides all’indomani della promulgazione, da parte del Presidente Uhuru Kenyatta, del contestato emendamento alla legge elettorale. Il provvedimento, votato il 22 dicembre dal Parlamento, prevede che la Commissione Elettorale possa contare manualmente i voti delle elezioni generali dell’agosto 2017 in caso di guasti al sistema di votazione elettronico (vedi Fides 5/1/2017). Le opposizioni e settori della società civile hanno criticato con forza l’adozione dell’emendamento.
“Desideriamo lanciare un appello appassionato alla moderazione, per dare al dialogo una possibilità al fine di ottenere una soluzione consensuale e armoniosa che include le diverse visioni di tutti i keniani” afferma la dichiarazione.
I Vescovi chiedono a tutte le parti in causa di effettuare ogni sforzo per far sì che le elezioni generali di quest’anno siano pacifiche e credibili. “Crediamo sinceramente che le dimostrazioni e le azioni di massa devono cedere il posto al dialogo. Anche se la Costituzione garantisce il diritto di dimostrazione, sappiamo che durante le proteste di massa vengono perse vite, persone rimangono ferite e proprietà distrutte” conclude il documento. (L.M.) (Agenzia Fides 12/1/2017)
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AFRICA/EGITTO - Nuovi interventi e iniziative per il rilancio del “Cammino della Sacra Famiglia”
 
Il Cairo (Agenzia Fides) – Il rilancio del “Cammino della Sacra Famiglia”, itinerario per pellegrinaggi da compiere nei luoghi che, secondo tradizioni locali millenarie, sono stati attraversati dalla Sacra Famiglia durante il suo esilio in Egitto, continua a essere al centro di iniziative, proposte e vivaci dibattiti che coinvolgono politici e operatori egiziani del turismo. Nei giorni scorsi Al Abdel Aal, Presidente della Camera dei rappresentanti egiziana, durante una visita agli uffici del Patriarcato copto, ha ribadito che la valorizzazione del progetto turistico da delineare seguendo i percorsi compiuti in Egitto da Giuseppe, Maria e Gesù Bambino, interessa e coinvolge tutti gli egiziani, e non solo i cristiani.
Alle dichiarazioni d'intenti espresse dal Presidente del Parlamento egiziano ha risposto a stretto giro Moataz Sayed, vice-presidente dell'Associazione guide turistiche in Egitto, facendo notare che finora le promesse espresse dai politici riguardo alla valorizzazine del “cammino” non hanno avuto esiti effettivi, nonostante gli impegni presi in passato anche da ministri e premier, a partire da Ibrahim Mahalab, Primo Ministro egiziano dal marzo 2014 al settembe 2015.
Le prime proposte di valorizzazione, anche in chiave turistica, del “Cammino della Sacra Famiglia” risalgono addirittura a vent'anni fa. Secondo gli operatori turistici egiziani, il ministero del turismo è l'ente pubblico che dovrebbe farsi carico del progetto, integrando le infrastrutture e favorendo la costruzione di strade e alberghi per unire in un itinerario complessivo tutti i luoghi dove si conserva la memoria del passaggio della Sacra Famiglia in Egitto.
Alla fine del 2016 – riferiscono fonti locali consultate dall'Agenzia Fides - un Comitato per il rilancio del Cammino della Sacra Famiglia è stato costituito proprio presso il Ministero egiziano per il turismo, sotto la presidenza di Hisham el Demeiri, già capo della Authority egiziana per la promozione del turismo, l'ente che al Cairo ha curato il recente restauro della chiesa della grotta Abu Sarga, risalente al V secolo, costruita, secondo la tradizione locale, nel luogo dove la Sacra Famiglia si riposò prima di iniziare il viaggio di ritorno in Palestina.
Lo scorso settembre (vedi Fides 23/9/2016), durante la Economic Conference del New Jersey, organizzata dalla American Coptic Association, 24 membri del Parlamento egiziano, presenti ai lavori, hanno assicurato il loro impegno politico e istituzionale per favorire l'implementazione concreta del “progetto Sacra Famiglia” e per fare dell'Egitto una meta di pellegrinaggio da proporre soprattutto ai cristiani di tutto il mondo.
Secondo i sostenitori dell'iniziativa, la valorizzazione turistica del “Cammino della Sacra Famiglia” potrebbe aumentare la quota annuale di turisti in Egitto di almeno un milione di unità, con pellegrinaggi concentrati soprattutto nel tempo di Natale. Due anni fa (vedi Fides 21/10/2014) era stato individuato il percorso ideale del pellegrinaggio sulle orme della Sacra Famglia in Egitto, che dovrebbe partire dalla città di Al-Arish, nel nord del Sinai, per poi dirigersi verso il delta e Wadi Natrun, e raggiungere Assiut e il Monastero della Vergine Maria, conosciuto come Monastero di Al-Muharraq. (GV) (Agenzia Fides 12/1/2017)
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ASIA/MYANMAR - La comunità cattolica conosce il dramma dei Rohingya, ma non può aiutarli
 
Pyay (Agenzia Fides) - Mentre è in Myanmar la coreana Yanghee Lee, relatore speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani nel paese, per una visita che va dal 9 al 20 gennaio, tiene banco la grave situazione umanitaria della minoranza musulmana di etnia Rohingya, popolazione di circa 1,2 milioni di abitanti che vive nello stato di Rahkine, nella parte occidentale del paese.
Migliaia di Rohingya sono fuggiti verso il Bangladesh, stato confinante: il governo birmano, infatti, non li considera cittadini ma "immigrati illegali", privandoli di ogni diritto. Tale status di discriminazione istituzionalizzata dura da decenni, ma negli ultimi anni è andato aggravandosi: dal 2012 nello stato di Rahkine sono iniziate tensioni sociali e religiose, e i Rohingya sono stati oggetto di violenze e persecuzioni promosse da gruppi nazionalisti buddisti che ne chiedono l’espulsione dallo stato. Secondo le Nazioni Unite, almeno 100mila Rohingya hanno abbandonato il paese trovando scampo in nazioni confinanti, e circa 22mila persone lo hanno fatto solo nella scorsa settimana, dopo che l'esercito birmano ha lanciato un'offensiva nel nord dello stato di Rakhine, alla ricerca di "insorti": una violenza che, secondo le Ong potrebbe configurare il reato di “crimini contro l'umanità”. Altri 150mila civili Rohingya si trovano in campi profughi e necessitano di completa assistenza umanitaria.
P. Stephen Chit Thein, della diocesi cattolica di Pyay, che include lo stato di Rahkine, è originario del territorio nei pressi di Settwe, dove è insediata quella popolazione: "Ricordo le difficoltà di comunicazione con loro, dato che non conoscevano la lingua birmana", racconta a Fides . "Siamo preoccupati per loro, anche se attualmente in quel lembo di terra non abbiamo rappresentanti cattolici, nè preti. Ci sono solo buddisti. Sappiamo che la situazione umanitaria è grave, esprimiamo tutta la nostra solidarietà, ma aiutarli resta difficile" nota.
La Chiesa cattolica, con le sue strutture e organizzazioni caritative come la Caritas - che in Myanmar si chiama "Karuna" - è impossibilitata ad agire: "Il governo non ci permette di andare nel territorio o nei campi profughi. Nessuna organizzazione di stampo religioso può farlo e solo alcune Ong internazionali possono portare assistenza umanitaria", riferisce a Fides p. Nereus Tun Min, responsabile di “Karuna” nella diocesi di Pyay. "Nostro malgrado – prosegue p. Tun Min - siamo solo spettatori di questa crisi. Comprendiamo che la popolazione sta soffrendo molto. Conosciamo tutti i loro problemi, a partire dal mancato riconoscimento da parte dello stato, che è principio di ogni altro disagio e ha conseguenze molto dannose per loro”.
Il responsabile di “Karuna” conclude: "Quello che si può chiedere, pensando all’attuale presenza in Mynamar dell’Inviato Onu per i diritti umani, è che il nuovo governo cooperi per fermare questa escalation e aiuti a gestire una situazione divenuta insostenibile dal punto di vista umanitario. Cercando soluzioni che siano rispettose dei diritti e della dignità di ogni essere umano".
Sul dramma dei Rohingya si sono espressi in passato anche i vescovi birmani. Il cardinale Charles Maung Bo, arcivescovo di Yangon, parlando della nuova fase di democrazia inaugurata nella nazione, ha stigmatizzato “la diffusione di odio e la negazione del diritto”, riferendosi alla violenza perpetrata da frange buddiste nei confronti dei musulmani Rohingya ma anche all’ostilità mostrata verso quella popolazione dal governo birmano. In questa e altre situazioni di disagio e confitto sociale, i cattolici birmani, ha rimarcato “hanno il compito di portare la misericordia e di annunciare la misericordia”. (PA) (Agenzia Fides 12/01/2017)
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ASIA/YEMEN - Si aggrava il bilancio delle vittime tra i bambini a causa dei conflitti armati
 
Naham (Agenzia Fides) - La guerra nello Yemen è iniziata nel 2014 e si è intensificata da quando è intervenuta la coalizione militare capitanata da Riad a favore del presidente, Abdo Rabu Mansur Hadi. Da marzo 2015, nel Paese è stata registrata la morte di circa 1400 bambini e altri 2140 risultano feriti a causa del conflitto bellico. La denuncia arriva a Fides dall’Unicef, che allerta anche sull’impossibilità di utilizzare le 2000 scuole del Paese perché sono state distrutte o gravemente danneggiate, o perché usate come rifugi per gli sfollati o per motivi militari.
Secondo fonti locali, nei giorni scorsi un bombardamento nei pressi di una scuola elementare della città di Naham ha causato la morte di tre bambine e di un insegnante, oltre a quella di cinque combattenti huthi che si trovavano in un veicolo di fronte all’istituto scolastico.
(AP) (12/1/2017 Agenzia Fides)
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AMERICA/MESSICO - “Non dobbiamo rimanere in silenzio ma impegnarci con la nostra storia” dice Mons. Navarro
 
Zamora (Agenzia Fides) – Durante la tradizionale “Rosca de Reyes”, incontro per condividere il dolce dell'Epifania svoltosi negli uffici del Vescovo della diocesi di Zamora (Michoacán, Messico), al quale sono stati invitati anche gli operatori dei media, Sua Ecc. Mons. Javier Navarro Rodríguez, ha invitato a reagire dinanzi gli eventi di violenza accaduti in diversi luoghi della regione.
"Non dobbiamo rimanere in silenzio, siamo in una democrazia e come cattolici siamo chiamati ad essere luce del mondo e sale della terra, e questo significa non essere passivi, ma impegnarci con la nostra storia, perché la storia non la cambierà Babbo Natale o il Chapulín Colorado (personaggio comico messicano)" ha detto il Vescovo.
Mons. Navarro Rodríguez, ricordando che in diverse città del Messico ci sono state manifestazioni di protesta per l'aumento della benzina ed atti violenti fra gruppi di civili contro il governo, ha commentato: “Ciò che è grave non sono gli aumenti, ma la perdita di fiducia nelle autorità, che sono state viste infrangere le leggi che loro stesse invitano a rispettare. Ecco perché, come Chiesa, non invitiamo al conformismo o ad essere passivi, ma a reagire senza violenza".
Ha aggiunto che la storia contorta la dobbiamo cambiare noi con l'aiuto di Dio, "perché al centro si deve mettere all'essere umano, in questo caso il messicano, e se non si crede in Dio si deve credere nell'essere umano".
Nel discorso per il nuovo anno, il Presidente messicano ha informato dell’aumento della benzina come misura necessaria, ma senza impatto significativo sull'inflazione. E’ stata necessaria per far tornare il Messico ad essere competitivo nel settore energetico, per non creare nuove tasse e operare tagli nella promozione sociale. L’aumento della benzina tuttavia ha comportato l’aumento del paniere di base delle famiglie. Purtroppo le reazioni sono state tante, da diversi settori sociali e con molta violenza, al punto di contare ormai più di 4 morti fra i manifestanti e saccheggi e disordini in diverse città del paese.
(CE) (Agenzia Fides, 12/01/2017)
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AMERICA/PANAMA - I Vescovi preparano la Giornata Mondiale della Gioventù 2019
 
Panama (Agenzia Fides) – Sono il corso i lavori dell'Assemblea plenaria ordinaria della Conferenza Episcopale di Panama (CEP). Iniziata lunedì 9 gennaio, l’Assemblea si concluderà venerdì 13 a Clayton. Il tema centrale dell'incontro è la preparazione della Giornata Mondiale della Gioventù, che si svolgerà nel paese nel 2019. La CEP è responsabile per l'organizzazione delle "Giornate nelle Diocesi", ciò significa che i Vescovi devono pianificare con cura l'accoglienza e le attività delle migliaia di giovani che arriveranno a Panama prima della GMG 2019.
I Vescovi esamineranno anche la realtà nazionale, illuminandola secondo l'insegnamento della dottrina della Chiesa cattolica.
(CE) (Agenzia Fides, 12/01/2017)
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AMERICA/ECUADOR - Fondazioni impegnate per l’eradicazione del lavoro minorile
 
Quito (Agenzia Fides) – I progetti Don Bosco e dei Salesiani, identificati come fondazioni, sostengono in Ecuador le famiglie atipiche nelle quali i bambini sono costretti al lavoro. Nel 2016, a Tungurahua, 200 piccoli sono stati accolti alla mensa del Progetto Don Bosco che si è valso dell’appoggio economico del Municipio di Ambato. I Salesiani, insieme al Ministero per l’Inclusione Economica e Sociale (MIES), hanno assistito 32 piccoli appartenenti a famiglie di Persone Prive di Libertà (PPL), 180 bambini del programma di Eradicazione del Lavoro Minorile (ETI) e 20 bambini e adolescenti di alcuni istituti. Nel 2001, secondo i risultati di uno studio sul lavoro minorile realizzato da Unicef e Istituto Nazionale di Statistica e Censimento (INEC), il tasso degli adolescenti lavoratori, tra 5 e 17 anni, era del 20,7%, nel 2013 è sceso al 4.9%.
(AP) (12/1/2017 Agenzia Fides)

II DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A) 14 gennaio 2017

II DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)


Colore liturgico: Verde
Antifona d'ingresso
Tutta la terra ti adori, o Dio, e inneggi a te:
inneggi al tuo nome, o Altissimo. (Sal 66,4)


O Padre,
che in Cristo,
agnello pasquale e luce delle genti,
chiami tutti gli uomini
a formare il popolo della nuova alleanza,
conferma in noi la grazia del battesimo
con la forza del tuo Spirito,
perché tutta la nostra vita
proclami il lieto annunzio del Vangelo.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (Is 49,3.5-6)
Ti renderò luce delle nazioni, perché porti la mia salvezza.

Dal libro del profeta Isaìa

Il Signore mi ha detto:
«Mio servo tu sei, Israele,
sul quale manifesterò la mia gloria».
Ora ha parlato il Signore,
che mi ha plasmato suo servo dal seno materno
per ricondurre a lui Giacobbe
e a lui riunire Israele
– poiché ero stato onorato dal Signore
e Dio era stato la mia forza –
e ha detto: «È troppo poco che tu sia mio servo
per restaurare le tribù di Giacobbe
e ricondurre i superstiti d’Israele.
Io ti renderò luce delle nazioni,
perché porti la mia salvezza
fino all’estremità della terra».
Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Salmo 39)
Rit: Ecco, Signore, io vengo per fare la tua volontà.
Ho sperato, ho sperato nel Signore,
ed egli su di me si è chinato,
ha dato ascolto al mio grido.
Mi ha messo sulla bocca un canto nuovo,
una lode al nostro Dio.

Sacrificio e offerta non gradisci,
gli orecchi mi hai aperto,
non hai chiesto olocausto né sacrificio per il peccato.
Allora ho detto: «Ecco, io vengo».

«Nel rotolo del libro su di me è scritto
di fare la tua volontà:
mio Dio, questo io desidero;
la tua legge è nel mio intimo».

Ho annunciato la tua giustizia
nella grande assemblea;
vedi: non tengo chiuse le labbra,
Signore, tu lo sai.

SECONDA LETTURA (1Cor 1,1-3)
Grazia a voi e pace da Dio Padre nostro e dal Signore Gesù Cristo.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Paolo, chiamato a essere apostolo di Cristo Gesù per volontà di Dio, e il fratello Sòstene, alla Chiesa di Dio che è a Corinto, a coloro che sono stati santificati in Cristo Gesù, santi per chiamata, insieme a tutti quelli che in ogni luogo invocano il nome del Signore nostro Gesù Cristo, Signore nostro e loro: grazia a voi e pace da Dio Padre nostro e dal Signore Gesù Cristo!

Parola di Dio

Canto al Vangelo (Gv 1,14.12)
Alleluia, alleluia.

Il Verbo si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi;
a quanti lo hanno accolto
ha dato potere di diventare figli di Dio.
Alleluia.

VANGELO (Gv 1,29-34)
Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo.

+ Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! Egli è colui del quale ho detto: “Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me”. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell’acqua, perché egli fosse manifestato a Israele».
Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell’acqua mi disse: “Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo”. E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio».

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Più che offerte e sacrifici, Dio vuole da noi l’obbedienza alla sua volontà. Disponiamo il nostro animo alla preghiera, affinché possiamo domandargli ciò che è conforme ai suoi disegni d’amore.
Preghiamo dicendo: Ascoltaci Signore.

1. Perché la Chiesa sappia annunciare a tutti gli uomini che Gesù è l’Agnello che toglie i peccati dal mondo e che in lui soltanto c’è la salvezza. Preghiamo.
2. Per i predicatori, i catechisti, gli educatori, perché siano consapevoli dell’importanza del compito che è stato loro affidato, di essere cioè instancabili annunciatori del Signore. Preghiamo.
3. Per i cristiani che si trovano in situazioni di peccato, perché riscoprano la loro chiamata alla santità e si aprano alla consolazione e all’aiuto dello Spirito Santo nel cercare e vivere la volontà di Dio. Preghiamo.
4. Per coloro che sono impegnati nel dialogo interreligioso, perché sappiano individuare tutto ciò che unisce e rende possibile l’incontro tra gli uomini, resi in Cristo fratelli. Preghiamo.
5. Per noi, convocati a celebrare l’Eucaristia, perché il saperci salvati nel sangue dell’Agnello ci ispiri comportamenti di perdono e fraternità fondati sulla fede, nell’impegno ad edificare il Regno di Dio. Preghiamo.

O Dio, che ti fai chiamare Padre, ti rendiamo grazie per averci salvati nel sacrificio in croce del tuo Figlio, Gesù. Aiutaci a comprendere i nostri limiti e rendici capaci di orientare al bene le nostre azioni. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.

Il sito del battesimo di Gesù


Telepace Holy Land TV has uploaded IL BATTESIMO DI GESU' NEL DESERTO DI GERICO
IL BATTESIMO DI GESU' NEL DESERTO DI GERICO
Telepace Holy Land TV

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Bollettino Agenzia Fides 10 gennaio 2017

VATICANO - Annunciare il Vangelo con mitezza e fermezza
 
Città del Vaticano (Agenzia Fides) – “Ecco lo stile di Gesù, e anche lo stile missionario dei discepoli di Cristo: annunciare il Vangelo con mitezza e fermezza, senza gridare, senza sgridare qualcuno, ma con mitezza e fermezza, senza arroganza o imposizione”. Lo ha sottolineato Papa Francesco all’Angelus di domenica 8 gennaio, festa del Battesimo di Gesù, dopo aver battezzato nella Cappella Sistina un gruppo di bambini. “La vera missione – ha detto il Papa - non è mai proselitismo ma attrazione a Cristo. Ma come? Come si fa questa attrazione a Cristo? Con la propria testimonianza, a partire dalla forte unione con Lui nella preghiera, nell’adorazione e nella carità concreta, che è servizio a Gesù presente nel più piccolo dei fratelli. Ad imitazione di Gesù, pastore buono e misericordioso, e animati dalla sua grazia, siamo chiamati a fare della nostra vita una testimonianza gioiosa che illumina il cammino, che porta speranza e amore”.
Nella solennità dell’Epifania, 6 gennaio, Papa Francesco aveva ricordato all’Angelus la giornata dell’Infanzia Missionaria con queste parole: “L’Epifania è la Giornata dell’Infanzia Missionaria. Incoraggio tutti i bambini e i ragazzi che in tante parti del mondo si impegnano a portare il Vangelo e ad aiutare il loro coetanei in difficoltà. Saluto quelli che oggi sono venuti qui da Lazio, Abbruzzo e Molise, e ringrazio la Pontificia Opera dell’Infanzia Missionaria per questo servizio educativo”. (SL) (Agenzia Fides 10/01/2017)
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AFRICA/GAMBIA - Pressioni sul Presidente Jammeh perché ceda il potere, “ma no all’uso della forza” dice il Vescovo di Ziguinchor
 
Banjoul (Agenzia Fides) - I Paesi dell’Africa occidentale stanno intensificando le pressioni affinché il Presidente uscente del Gambia, Yahya Jammeh, ceda il potere il 19 gennaio dopo aver perso le elezioni del 1°dicembre, vinte da Adama Barrow (vedi Fides 5/12/2016).
In un primo momento Jammeh, al potere da 22 anni, si era felicitato con Barrow, poi invece il 9 dicembre ha dichiarato di non riconoscere la vittoria del Presidente eletto ed ha presentato ricorso alla Corte Suprema di giustizia per invalidare il voto. Oggi, 10 gennaio, la Corte si riunisce per decidere sul ricorso presentato dal Presidente uscente.
Nel frattempo una delegazione della Comunità Economica degli Stati dell’Africa Occidentale (CEDEA/ECOWAS) si recherà domani a Banjul per convincere Jammeh a cedere il potere.
La delegazione è composta dal Presidente della Nigeria, Muhammadu Buhari, dalla Presidente della Liberia, Ellen Johnson Sirleaf (che è anche Presidente della CEDEAO/ECOWAS) e dall’ex Presidente del Ghana, John Dramani Mahama, che insieme a Buhari sono stati incaricati dalla CEDEAO/ECOWAS di mediare nella crisi gambiana.
Il Ministro degli Esteri nigeriano Geoffrey Onyeama non ha escluso il ricorso della forza da parte degli Stati limitrofi per costringere alla resa Jammeh. Un’ipotesi che è però respinta da Sua Ecc. Mons. Mgr Paul Abel Mamba, Vescovo di Ziguinchor, capoluogo della Casamance, la regione del Senegal che confina con il Gambia (questo Paese forma un cuneo che divide la Casamance dal resto del Senegal, un lascito delle divisioni coloniali francesi e inglesi).
“Non bisogna privilegiare l’opzione militare” ha detto Mons. Mamba nell’omelia della Messa del 1° gennaio celebrata nei pressi della frontiera con il Gambia. “Ci sono tutte le componenti per un confronto violento che potrà distruggere tante vite e non porterà la calma nel Paese” ha avvertito il Vescovo, che ha concluso invitando tutti a pregare per la pace. (L.M.) (Agenzia Fides 10/1/2017)
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AFRICA/CONGO RD - Il rapporto di esperti dell’ONU sulla RDC riceve il plauso di una Ong locale
 

Kinshasa (Agenzia Fides) - Un nuovo rapporto del Gruppo di esperti ONU sulla Repubblica Democratica del Congo (RDC) ha ricevuto il plauso di una Ong del Nord Kivu, la provincia dell’est della RDC, dove si concentrano le attività illecite denunciate dal documento presentato al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.
“Ci felicitiamo perché il Gruppo di Esperti ha dato prova di migliorare le ricerche e di diversificare le fonti (rispetto ai precedenti rapporti)” afferma il comunicato, giunto a Fides, del Centro Studi per la promozione della pace, la democrazia e i diritti dell’uomo (CEPADHO) di Beni.
“Il CEPADHO condivide le analisi sulle Forze Democratiche di Liberazione del Rwanda (FDLR) e sottolinea la necessità da parte delle forze armate congolesi e della MONUSCO (Missione ONU nella RDC) di neutralizzare definitivamente questi ribelli rwandesi” afferma il comunicato.
Gli unici rilievi presentati dal CEPADHO riguardano la mancata qualifica di “terroristi” dei membri dell’ADF (un gruppo di origine ugandese che da anni vessa la popolazione di Butembo-Beni) e il silenzio dell’ONU sulla presenza in Rwanda e Uganda degli ex ribelli M23 in violazione degli accordi stipulati in precedenza.
Il rapporto dell’ONU denuncia poi lo sfruttamento illegale delle ricchezze congolesi da parte di diversi gruppi armati locali, di altri Stati e di imprese straniere. (L.M.) (Agenzia Fides 10/1/2017)
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AFRICA/EGITTO - La “Casa della Fatwa”: è legittimo per i cristiani costruire chiese in uno Stato islamico
 
Il Cairo (Agenzia Fides) - La “Casa della Fatwa”(Dar al Ifta al Misryah), organismo egiziano presieduto dal Gran Mufti d'Egitto e incaricato di diffondere pronunciamenti orientativi e sciogliere dubbi e controversie riguardo all'applicazione dei precetti coranici, ha emesso un pronunciamento per confermare che è assolutamente legittimo consentire che i cristiani costruiscano chiese in una nazione islamica, nel dovuto rispetto delle leggi dello Stato. Nel pronunciamento si afferma anche che l'islam sostiene le leggi civili basate sul principio di eguaglianza tra i cittadini, e che lo stesso Profeta Mohammad si era mostrato favorevole al principio di “reciprocità” tra Stati con diversa identità religiosa.
Il pronunciamento della “Casa della Fatwa” segue di poco l'annuncio dato dal Presidente egiziano Abdel Fattah al Sisi durante la sua partecipazione alla messa di Natale nella cattedrale copta ortodossa, quando il Capo di Stato ha reso nota l'intenzione di inaugurare entro il 2018 la chiesa copta più grande d'Egitto, che sorgerà ad opera del dipartimento di ingegneria delle Forze armate all'interno di un'area di più di 16mila metri quadri, nella nuova capitale che sta sorgendo ai margini della metropoli del Cairo.
La Casa della Fatwa, in vista del Natale, aveva emesso anche un pronunciamento per ribadire che un musulmano non deve avere nessuna esitazione a porgere le proprie felicitazioni ad amici e conoscenti cristiani in occasione delle loro feste e solennità liturgiche. L'Organismo, con i suoi interventi, punta a confermare le iniziative delle istituzioni ufficiali dell'islam sunnita egiziano – a partire dall'Università di al Azhar – chiamate più volte dallo stesso Presidente al Sisi a contrastare la diffusione di dottrine estremiste e strumentalizzazioni del Corano in chiave jihadista. (GV) (Agenzia Fides 10/1/2017).
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AFRICA/CAMERUN - Migliaia di bambini “speciali” hanno bisogno di terapie mediche e riabilitative
 
Sangmelima (Agenzia Fides) - Il Camerun è uno dei Paesi africani con la maggiore incidenza di disabilità nei bambini. Secondo le stime dell’Unicef, il 23% delle persone tra i 2 e i 9 anni vive con almeno un tipo di disfunzione mentale e motoria, spesso insorta a causa di malattie come malaria, lebbra, morbillo e resa ancora più invalidante dalla malnutrizione. Proprio per dare risposta alla scarsità di assistenza sanitaria di bambini orfani e con disabilità, più di 35 anni fa, nel sud del Camerun, l’organizzazione umanitaria Dokita Onlus ha dato vita a diversi centri specializzati. Tra questi il Foyer de l’Esperance, a Sangmelima, dove ogni anno trovano cure mediche e terapie riabilitative oltre 6 mila bambini e ragazzi con disabilità.
Secondo la nota pervenuta all’Agenzia Fides, la responsabile è suor Laura Figueroa, missionaria della Congregazione delle Figlie dell’Immacolata Concezione, controparte locale di Dokita e punto di riferimento vitale per migliaia di bambini “speciali”. Per sostenere il lavoro di suor Laura e del Foyer de l’Esperance, fino al 28 gennaio Dokita Onlus ha lanciato la campagna “Tutti Uguali”: i fondi raccolti serviranno ad acquistare nuove apparecchiature per le cure fisioterapiche e per il laboratorio di confezionamento delle protesi, al sostegno scolastico per l’istruzione primaria di bambini con esigenze particolari e a realizzare diversi progetti di integrazione sociale, economica e culturale per giovani disabili. (AP) (10/1/2017 Agenzia Fides)
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ASIA/PAKISTAN - La legge sulle conversioni forzate torna al Parlamento del Sindh, con ampio consenso politico
 
Karachi (Agenzia Fides) - Il governatore della Provincia del Sindh, Saeeduzzaman Siddiqi, ha rinviato all’Assembla provinciale la proposta di legge sulle conversioni forzate che era stata recentemente approvata all'unanimità dalla stessa assemblea. La firma del governatore è necessaria per completare il processo legislativo e tramutare in legge una proposta approvata dal Parlamento provinciale. Come appreso da Fides, il rinvio è stato suggerito anche dal Primo ministro del Sindh, Syed Murad Ali Shah, del Partito Popolare del Pakistan (PPP), che guida il governo regionale, tra i promotori della legge. Lo stesso governo regionale, infatti, intende proporre alcuni cambiamenti al linguaggio del disegno di legge e dunque ha consigliato un riesame del documento in assemblea.
Secondo fonti di Fides, il governatore del Sindh, che appartiene alla Pakistan Muslim League (N), ha ricevuto dal partito "Muttahida Qaumi Movement" (MQM) la richiesta formale di respingere il disegno di legge, sostenendo che l'approvazione è stata quanto meno affrettata. Il governatore ha anche ricevuto una missiva del Consiglio dell'ideologia islamica che definisce quel disegno di legge "contrario all'islam".
Il governatore, considerando tutte queste ragioni e notando il dibattito in corso, incoraggiando un "processo consultivo quanto più ampio e significativo possibile", ha rinviato il documento, auspicando che la promulgazione possa "sviluppare l'armonia tra le diverse religioni".
Il disegno di legge ha ricevuto critiche in quanto conteneva alcune disposizioni definite "non conformi all'islam" e incostituzionale. Contestata era soprattutto la disposizione secondo la quale nessun cittadino minore di 18 anni può convertirsi all'islam, anche per sua libera volontà e scelta: disposizione, questa, considerata contro gli insegnamenti dell'Islam, ma anche in violazione della Costituzione.
Interpellato dall'Agenzia Fides, il cattolico Anthony Naveed, assistente del Primo Ministro del Sindh e coordinatore dell'ufficio per l'armonia interreligiosa, non rileva un "dramma politico" nè vede un "allarme" per le minoranze religiose in questo processo e spiega: "Non si tratta di una bocciatura. E' in atto una semplice e normale procedura legislativa. L'iter prevede la possibilità che un disegno di legge possa essere rinviato all'assemblea, come accade per molte leggi. E molti partiti ritengono che un nuovo esame potrà apportare correzioni opportune. Il disegno di legge, proposto dal governo del PPP, molto attento ai diritti umani, alle minoranze religiose e ai diritti delle donne, è stato approvato anche da molti musulmani in assemblea. E va detto che, dopo la seconda lettura e l'eventuale nuova approvazione, non è prevista dalla procedura la firma del governatore e il documento diverrà legge automaticam ente. Sono fiducioso nei meccanismi democratici e nella buona volontà dei politici del Sindh". (PA) (Agenzia Fides 10/1/2017)
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ASIA/INDONESIA - Studenti cattolici denunciano un leader islamico per "blasfemia"
 
Giacarta (Agenzia Fides) - L'Unione cattolica degli studenti universitari dell’Indonesia (Perhimpunan Mahasiswa Katolik Republik Indonesia, PMKRI) ha presentato una denuncia per blasfemia a carico del religioso musulmano Habib Rizieq Shihab, leader del Fronte dei Difensori dell'Islam (FPI), organizzazione estremista islamica che negli ultimi tempi ha promosso atti di ostilità e violenza contro la minoranza cristiana. Gli studenti cattolici accusano Habib Rizieq di aver offeso la fede cristiana in un video-discorso diffuso in Internet il 25 dicembre scorso.
Come appreso da Fides, è stato lo studente cattolico Angelo Wake Kako, presidente dell'Unione, a citare Habib Rizieq e con lui altri due musulmani: Fauzi Ahmad, che ha caricato il video del discorso su un account "Instagram", e Saya Reya, che ha caricato il video su un account "Twitter".
"L'affermazione di Rizieq sul Natale ha umiliato e ferito i cristiani", spiega Angelo Wake a Fides. "Tutti gli indonesiani dovrebbero rispettare la diversità e le altre religioni" ha detto. Rizieq è accusato di aver violato l'articolo 156 (a) del codice penale, che configura il reato di "blasfemia" e prevede la pena massima di cinque anni di carcere. Il reato è lo stesso di cui è accusato il governatore di Giacarta, Basuki "Ahok" Tjahaja Purnama, che è sotto processo in un tribunale distrettuale di Giacarta nord.
Gli studenti cattolici hanno riunito un team di 149 avvocati indonesiani pronti a dare il loro contributo e a garantire assistenza legale nel caso di blasfemia registrato ai danni di Rizieq. La polizia ha aperto una indagine sul caso che potrebbe finire in tribunale.
Parlando a Fides, il vescovo Harun Yuwono, presidente della Commissione episcopale per gli affari ecumenici ed interreligiosi della Conferenza episcopale indonesiana, elogia "il coraggio dell’Unione cattolica degli studenti universitari", pur temendo una reazione scomposta degli estremisti di fronte a tale accusa che potrebbe essere interpretata come "aperta ostilità". Per questo il Vescovo esorta a coinvolgere altri credenti musulmani nel deplorare e stigmatizzare le offese portate alla fede cristiana, in modo da "mostrare che si ha sempre a cuore l'unità e la pace e l'armonia interreligiosa dell’Indonesia", ha detto. "Ad esempio i membri dell'organizzazione islamica Nahdlatul Ulama (NU) non apprezzano l'atteggiamento che umilia il cattolicesimo e disturba la pace in Indonesia, insultando le religioni non musulmane" .
In una situazione ritenuta molto delicata, il Segretario esecutivo della Commissione episcopale per gli affari ecumenici e interreligiosi, p. Agustinus Ulahayanan, ha esortato i battezzati alla prudenza "per non innescare un conflitto sociale e religioso e a mantenere sempre l'unità", a "difendere la giustizia, la verità e la diversità nella cornice pluralistica dell'Indonesia, rispettando le religioni e chiedendo rispetto per la nostra". Dopo la denuncia degli studenti cattolici, anche lo "Student Peace Institute" (SPI), organizzazione studentesca non confessionale, che unisce studenti di tutte le religioni, ha presentato una denuncia alla polizia, segnalando che "il discorso di Habib Rizieq diffonde parole di odio e mina l'armonia interreligiosa in Indonesia". (PA-PP) (Agenzia Fides 10/1/2017)
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ASIA/IRAQ - Funzionario del Kurdistan iracheno: almeno 100 luoghi di culto distrutti o danneggiati dai jihadisti nella Piana di Ninive
 
Erbil (Agenzia Fides) – Sono almeno 100 gli edifici di culto vandalizzati o del tutto demoliti nei territori di Mosul e della Provincia di Ninive a partire dal giugno 2014, da quando i jihadisti dello Stato Islamico (Daesh) hanno imposto il loro dominio in quella regione. Lo riferisce Mariwan Naqshbandi, portavoce del ministero per gli affari religiosi della Regione autonoma del Kurdistan iracheno, anticipando i contenuti di un rapporto in via di pubblicazione da parte della Commissione sui crimini compiuti dai miliziani di Daesh a Mosul e nella Piana di Ninive nel tempo in cui hanno mantenuto il controllo di quell'area.
Nel documento – ha sottolineato il portavoce curdo, secondo fonti locali consultate dall'Agenzia Fides – viene fatto notare che la gran parte dei luoghi di culto distrutti o danneggiati sono chiese cristiane, insieme a un certo numero di templi yazidi o appartenenti a altre minoranze religiose. La Commissione sui crimini di Daesh – ha aggiunto Mariwan Naqshbandi - si avvale per la raccolta di informazioni del contributo delle truppe curde Peshmerga che contribuiscono alla guerra di liberazione contro lo Stato Islamico, ed è impegnata a raccogliere dati anche sulle violenze subite dalle donne – soprattutto yazide – durante l'occupazione jihadista. (GV) (Agenzia Fides 10/1/2017).
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AMERICA/VENEZUELA - L’Assemblea Nazionale dichiara “l’abbandono dell’incarico” da parte del Presidente
 
Caracas (Agenzia Fides) – L'Assemblea Nazionale (AN) del Venezuela, in cui la maggioranza dei deputati è dell'opposizione, ha dichiarato ieri "l'abbandono dell'incarico" da parte del Presidente del Venezuela, Nicolas Maduro, e ha chiesto una soluzione elettorale dinanzi alla crisi che attraversa la nazione perché "sia il popolo ad esprimersi attraverso il voto". "L' unico modo per risolvere i gravi problemi del paese è quello di restituire il potere al popolo del Venezuela e, di conseguenza, indire elezioni libere" si legge nell'accordo approvato con il consenso di 106 parlamentari su 167, molti più del minimo richiesto di 84.
Ieri, in una sessione molto agitata, l'opposizione ha accusato Maduro di non adempiere ai suoi doveri e di far precipitare il paese in una crisi senza precedenti, con scarsità di cibo e medicine, la più alta inflazione al mondo (475 per cento nel 2016 secondo il Fondo monetario internazionale,FMI) e una criminalità dilagante. Maduro è ritenuto responsabile della "grave spaccatura dell'ordine costituzionale" per la violazione dei diritti umani e la devastazione delle basi economiche e sociali della nazione.
Secondo la Costituzione del Venezuela, si legge nella nota pervenuta a Fides, la mancanza del Presidente viene dichiarata per la sua morte o le sue dimissioni, per la rimozione dalla carica da parte del Tribunale Supremo di Giustizia (TSJ), per disabilità fisica o mentale, per la revoca popolare del suo mandato o "l'abbandono dell'incarico", come dichiarato ieri dall'Assemblea Nazionale.
Il Presidente della Conferenza Episcopale del Venezuela, Sua Ecc. Mons. Diego Rafael Padrón Sánchez, Arcivescovo di Cumaná, aprendo sabato 7 gennaio i lavori dell’Assemblea plenaria dell’Episcopato, ha prima illustrato il cammino recente della Chiesa nel paese sudamericano con al primo posto la ricezione del magistero di Papa Francesco e del Vangelo della misericordia nella prospettiva di una sempre maggiore valorizzazione del laicato, quindi ha fatto un appello a “disarmare gli spiriti” e a rilanciare tutti insieme, governo, opposizioni e forze sociali, la strada impegnativa ma comunque obbligata del dialogo.
(CE) (Agenzia Fides, 10/01/2017)
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AMERICA/STATI UNITI - Settimana delle Migrazioni: solidarietà e riconoscimento del contributo degli immigrati
 
Washington (Agenzia Fides) – “Questa Settimana Nazionale delle Migrazioni è l'opportunità di continuare il lavoro importante di accogliere lo straniero e di servire i più vulnerabili, come parte di una politica umanitaria d'immigrazione” si legge all’inizio del testo diffuso dalla Conferenza Episcopale degli Stati Uniti (USCCB) in occasione della Settimana delle Migrazioni, che viene celebrata dalla Chiesa cattolica statunitense dall’8 al 14 gennaio.
“La migrazione - scrivono i Vescovi - è un atto di grande speranza. I nostri fratelli e sorelle che sono costretti ad emigrare, soffrono separazioni familiari devastanti e spesso devono affrontare condizioni economiche disperate… Come cattolici negli USA, la maggior parte di noi può trovare storie nelle nostre famiglie di genitori, nonni o bisnonni che hanno lasciato il loro antico paese per un futuro promettente negli Stati Uniti".
A 10 giorni dall'insediamento del neo presidente Donald Trump, la Conferenza Episcopale degli Stati Uniti è quindi tornata ad esprimersi sulla politica delle migrazioni. Il 15 novembre 2016, sette giorni dopo l'elezione del Trump, i Vescovi cattolici avevano inviato una lettera a Trump per congratularsi per la vittoria ma anche per esprimere l'augurio di iniziare il suo mandato "riconoscendo" il contributo degli immigrati alla nazione, e non separando le famiglie con il suo piano di espulsioni di massa annunciato durante la campagna elettorale (vedi Fides 15/11/2016).
In conclusione l'USCCB sottolinea che i Vescovi e i religiosi devono difendere le famiglie senza documenti ed esprime sostegno ai "fratelli e sorelle" che arrivano nel paese per sfuggire alle persecuzioni e per lavorare sodo: "Siamo con voi" ribadisce il testo. Nelle comunità degli immigrati si temono le politiche restrittive annunciate dal nuovo Presidente (vedi Fides 13/12/2016).
(CE) (Agenzia Fides, 10/01/2017)
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AMERICA/VENEZUELA - In aumento il tasso di denutrizione di bambini e anziani a causa della crisi
 
Caracas (Agenzia Fides) – Uno studio dell’Università Centrale del Venezuela stima che nel 2017 il tasso di denutrizione dei bambini in età scolare aumenterà del 3% rispetto al 2016, e raggiungerà tra i 350 e i 380 mila minori. E’ previsto che la mancanza di generi alimentari peggiori a causa della semina insufficiente del 2016 e della mancanza di risorse per importare cibo.
Secondo i dati raccolti da Fides, in Venezuela ci sono 3.200.000 bambini minori di 5 anni, e tra questi il 12% soffrirà di denutrizione acuta grave nel 2017. Il problema colpirà anche le donne incinte, le persone anziane, i malati psichiatrici e i detenuti. Si registrerà una maggiore propensione alle malattie perché il sistema immunitario non avrà difese. La grave crisi economica che il Venezuela sta attraversando riporta livelli di inflazione incontrollabili, una forte caduta del PIL e la mancanza di generi alimentari e prodotti di prima necessità. Il Paese produce solo il 30% dei generi alimentari di cui ha bisogno e per importare quanto manca necessiterà di 900 milioni di dollari al mese quest’anno.
(AP) (10/1/2017 Agenzia Fides)
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AMERICA/ECUADOR - Nomina del Direttore nazionale delle POM
 
Città del Vaticano (Agenzia Fides) – Il Card. Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, in data 8 gennaio 2017 ha nominato Direttore nazionale delle Pontificie Opere Missionarie (POM) in Ecuador per un quinquennio (2017-2022), il rev.do Ricardo Eduardo Garcia Loor, del clero arcidiocesano di Porto Viejo.
Il nuovo Direttore nazionale ha 47 anni. Ha conseguito la licenza in Liturgia presso il Pontificio Istituto Liturgico S.Anselmo a Roma. E’ stato Segretario esecutivo della Commissione episcopale per la liturgia della Conferenza Episcopale dell’Ecuador. E’ stato parroco in diverse parrocchie e attualmente è parroco della parrocchia San Juan Apostol a Portoviejo, di recente creazione. (SL) (Agenzia Fides 10/01/2017) 

Bollettino Agenzia Fides 9 gennaio 2017

AFRICA/COSTA D’AVORIO - Rientrata la ribellione dei militari, ma rimane un clima di violenza di fondo, come denunciato dalla Chiesa
 

Abidjan (Agenzia Fides) - È tornata la calma in Costa d’Avorio dove i militari in rivolta avevano seminato il panico in diverse città del Paese compresa la capitale economica, Abidjan. La rivolta era partita da Bouaké, il feudo della ribellione che aveva diviso il Paese tra il 2002 e il 2011 e dove l’attuale Presidente Alassane Ouattara ha la sua base elettorale.
L’accordo con i soldati ammutinati è stato raggiunto dal Ministro della Difesa, Alain Richard Donwahi, che si era recato il 7 gennaio a Bouaké (vedi Fides 7/1/2017). L’intesa prevede aumenti salariali, il pagamento degli stipendi arretrati e procedure più veloci per le promozioni di grado.
La rivolta dei militari di quest’anno era stata preceduta da quella del 2014 anch’essa incentrata su rivendicazioni economiche.
La Costa d’Avorio è reduce dalla grave crisi del 2002-2011 che aveva portato alla divisione del Paese in un’area governativa e in un’altra sotto il controllo dei ribelli. La crisi ha lasciato profondi segni nella società locale. Nel suo messaggio di fine anno il Cardinale Jean Pierre Kutwa, Arcivescovo di Abidjan, ha ricordato il clima di violenza che si riscontra nella società ivoriana: “Come possiamo comprendere dei bambini così assetati di sangue? Come potete constatare questi giovani e questi bambini vivono costantemente in una forma di violenza che riproducono: violenza a scuola, violenza nella politica, violenza in famiglia, violenza sugli schermi della televisione, violenza nei nuovi giochi di società che noi, gli adulti, gli offriamo!”.
Ricordando i giovani che tentano l’avventura dell’emigrazione all’estero, il Card. Kutwa sottolinea che anche questa può essere considerata una forma di violenza “che si sta ampliando e alla quale occorre trovare una soluzione al più presto”.
Secondo il Cardinale, bisogna interrogarsi sulle motivazione che spingono i giovani a cercare di emigrare all’estero. “Il nostro quadro di vita, la situazione economica interna, l’impiego, gli sbocchi per l’avvenire attraggono ancora al punto di mettere fine a questo esodo dei tempi nuovi? Come possiamo comprendere il fatto che i nostri figli siano preoccupati di guadagnare denaro il più rapidamente possibile e senza sforzo? Quale significato ha per loro la cultura del merito?”. (L.M.) (Agenzia Fides 9/1/2017)
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AFRICA/SUD SUDAN - “La grazia presidenziale per i prigionieri politici” chiesta dall’Arcivescovo di Juba
 
Juba (Agenzia Fides) - “Chiedo al Presidente di perdonare tutti i prigionieri politici e i detenuti per reati minori, e quelli che potrebbero essere stati arrestati sulla base di accuse non circostanziate o di sospetti” ha chiesto Sua Ecc. Mons. Paulino Lukudu Loro , Arcivescovo di Juba, capitale del Sud Sudan, rivolgendosi al Presidente Salva Kiir. Questi ha promosso un “dialogo nazionale” per far uscire il Sud Sudan dalla gravissima crisi politica e militare nata all’indomani del tentativo di colpo di stato del dicembre 2013. Mons. Lokudu ha lodato l’iniziativa del Capo dello Stato, sottolineando però che il vero dialogo inizia dal perdono. Nonostante la situazione precaria le festività natalizie e di fine anno si sono svolte pacificamente nella maggior parte del Paese. (L.M.) (Agenzia Fides 9/1/2017)
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AFRICA/EGITTO - Il Presidente al Sisi: nella nuova capitale farò costruire la chiesa più grande della nazione
 
Il Cairo (Agenzia Fides) – Sarà la chiesa copta più grande d'Egitto, verrà inaugurata entro il 2018 nella nuova capitale che sta sorgendo ai margini della metropoli del Cairo, e avrà tra i suoi finanziatori diretti il Presidente egiziano Abdel Fattah al Sisi. L'annuncio del progetto è stato dato dallo stesso al Sisi in occasione della sua partecipazione alla liturgia del Natale nella Cattedrale copta ortodossa del Cairo, celebrata dal Patriarca Tawadros II.
Il Presidente egiziano ha riferito di aver destinato 100mila sterline egiziane al primo finanziamento dell'iniziativa, che prevede la costruzione in contemporanea della più grande moschea e della più grande chiesa egiziane all'interno dell'ambizioso progetto urbanistico destinato a creare dal nulla una nuova città, dove verranno concentrati anche gli uffici del governo e le sedi delle istituzioni politiche. Nel corso del suo intervento – riportano i media egiziani – il Capo di Stato ha confermato anche l'impegno preso di far ricostruire tutte le chiese danneggiate o distrutte nell'estate 2013, durante i disordini seguiti alla deposizione dell'ex Presidente islamista Mohammed Morsi.
Quella di quest'anno è stata la terza partecipazione del Presidente al Sisi alla messa di Natale nella Cattedrale copta ortodossa. Prima di lui, nessun Capo dello Stato egiziano era intervenuto di persona alla celebrazione di solennità cristiane. (GV) (Agenzia Fides 9/1/2017).
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ASIA/FILIPPINE - L'arcidiocesi di Manila potenzia l’impegno per il recupero dei tossicodipendenti
 
Manila (Agenzia Fides) - L'arcivescovo di Manila, il card. Luis Antonio Tagle, ha firmato un accordo che stabilisce una partnership tra l'arcidiocesi di Manila e la "Fazenda da Esperança" (“fattoria della speranza"), speciale "fattoria terapeutica" che accoglie tossicodipendenti che, lavorando all'interno della azienda agricola, seguono un iter di disintossicazione e liberazione dalla droga.
Il memorandum d'intesa, firmato con uno dei fondatori della Fazenda, il missionario belga padre Hans Stapel, è stato siglato durante la "Giornata della speranza" al termine della messa tenutasi nella cattedrale di Manila ieri, domenica 8 gennaio.
Come appreso da Fides, il cardinale ha detto: "Per ogni vita c'è una speranza", riferendosi al recupero dei tossicodipendenti, soprattutto giovani, e al loro possibile pieno reinserimento nel tessuto sociale . "I giovani possono uscire dalle tenebre. Gesù Cristo è più forte della droga", ha riecheggiato padre Stapel, annunciando che l'azienda - presente già altre città come Milagros, Masbate e Naga City – intende aprire altri centri nelle Filippine. La Fazenda è stata fondata nel 1983 a San Paolo del Brasile e ora ha oltre cento comunità terapeutiche in Mozambico, Paraguay, Argentina, Guatemala, Messico, Germania, Portogallo.
Padre Anton Pascual, direttore esecutivo della Caritas Manila, ha detto che l'intesa siglata ha l’obiettivo di stabilire una cooperazione tra l'azienda e un programma già avviato dalla Caritas Manila, che si occupa di accompagnare i drogati e le loro famiglie attraverso un percorso di formazione spirituale, consulenza, progetti di assistenza e formazione professionale.
L'accordo vuole essere anche una risposta alla campagna di eliminazione del crimine e della droga promossa dal presidente Rodrigo Duterte che - nonostante le critiche delle Ong per l'atteggiamento giustizialista della polizia e dei gruppi di "vigilantes" - ha già ucciso in sei mesi oltre 6.200 persone. La Chiesa cattolica nelle Filippine intende mostrare alle istituzioni che la via per condurre una "guerra alla droga" è la sensibilizzazione culturale e la riabilitazione e il recupero dei tossicodipendenti, non la loro soppressione. (PA) (Agenzia Fides 9/1/2017)
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ASIA/INDONESIA - A Maumere la posa della prima pietra del Teologato Camilliano indonesiano
 
Maumere (Agenzia Fides) – “Sembra incredibile... ma i Camilliani dell’Indonesia sono in urgente necessità di nuovi spazi per i loro giovani religiosi e i novizi” racconta all’Agenzia Fides padre Luigi Galvani, MI, missionario a Flores. “Fortunatamente - continua il missionario - i Superiori hanno accolto la richiesta e così, lo scorso 22 dicembre, è stata benedetta la prima pietra del Teologato Camilliano indonesiano. La nuova casa di formazione disporrà di una ventina di stanzette con toilettes, libreria, cappellina, refettorio e altri servizi. Si tratta di una vera benedizione per la delegazione a conferma che “Tutto è possibile a chi crede”. Attualmente la Delegazione Camilliana indonesiana, iniziata nel 2009, conta cinque sacerdoti, un professo temporaneo, due novizi, cinque pre novizi e una cinquantina di seminaristi di filosofia. I Camilliani nell’isola di Flores, oltre all’impegno della formazione, prestano servizio pastorale in alcuni ospedal i della città, dirigono l’ufficio diocesano contro la malaria e hanno organizzato centri nutrizionali per bambini bisognosi in alcuni villaggi della montagna.
(AP/LG) (9/1/2017 Agenzia Fides)
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ASIA/IRAQ - Liberato un quartiere cristiano di Mosul. Sacerdote caldeo: non tutti i rifugiati torneranno
 
Mosul (Agenzia Fides) – Nella giornata di domenica 8 gennaio l'esercito regolare iracheno ha ripreso il controllo di al Sukkar, quartiere orientale di Mosul un tempo abitato in maggioranza da famiglie cristiane. Lo riferiscono fonti locali alla testata online ankawa.com. Il quartiere comprende almeno 700 case appartenenti a proprietari cristiani, alcune delle quali erano state occupate da miliziani stranieri dello Stato Islamico (Daesh) confluiti a Mosul dopo che la città era divenuta il principale caposaldo in terra irachena dell'auto-proclamato Califfato.
Molte delle case del quartiere erano state segnate con la lettera araba “Nun”, iniziale della parola Nasara, che significa cristiano, per indicare che quelle case potevano essere espropriate ed erano a disposizione dei sostenitori del Daesh. Le abitazioni erano state abbandonate dai cristiani da quando, il 9 giugno 2014, Mosul era caduta nelle mani dei jihadisti dello Stato Islamico. Secondo le notizie riportate dalle fonti locali, buona parte degli edifici e anche l'ospedale pediatrico situato nel quartiere risultano distrutti o danneggiati.
“Le notizie che giungono da Mosul richiamano certo la nostra attenzione” dichiara all'Agenzia Fides padre Thabit Mekko, sacerdote caldeo della città nord-irachena, attualmente sfollato a Erbil insieme ai suoi fedeli “ma la situazione è ancora pericolosa, ci sono cecchini nelle strade ed è ancora prematuro pensare a un rientro dei cristiani fuggiti dalle loro case. Una tale ipotesi sarà presa in considerazione solo quando la sicurezza sarà assicurata. Tante famiglie non hanno ancora deciso cosa faranno. E comunque non tutti quelli che hanno lasciato Mosul davanti all'avanzata del Daesh vi faranno ritorno”.
Intanto, a Baghdad, la giornata di domenica 8 gennaio è stata funestata da un ennesimo attentato avvenuto nel distretto a maggioranza sciita di Jamila. L'esplosione di un'autobomba in un affollato mercato all'ingrosso, rivendicata da Daesh, ha provocato almeno 12 vittime e 50 feriti. (GV) (Agenzia Fides 9/1/2017).
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AMERICA/MESSICO - Ancora nessuna notizia dopo la scomparsa di padre Joaquin
 
Coahuila (Agenzia Fides) – Ancora non ci sono notizie del sacerdote scomparso la settimana scorsa in Messico: la diocesi di Saltillo, Coahuila (Messico), informa in un comunicato che il sacerdote, Joaquin Hernandez Sifuentes è scomparso da martedì 3 gennaio 2017. Padre Hernandez Sifuentes, si legge nel comunicato pervenuto a Fides, opera presso la parrocchia del Sacro Cuore di Gesù e doveva prendersi una vacanza da quel giorno, ma non ha risposto alle chiamate dagli amici, quindi sono partite le ricerche. Un fedele della parrocchia ha visto la mattina molto presto di martedì 3 gennaio, due ragazzi sull'auto del sacerdote, ma con loro non c'era padre Joaquin, si legge ancora nel comunicato.
Nel controllare la stanza di padre Joaquin, gli altri sacerdoti hanno notato che la sua valigia e gli abiti erano al loro posto e l'armadio era aperto. Anche gli occhiali erano rimasti nella stanza, occhiali che gli erano necessari per leggere e per guidare. Per questo è stata presentata una denuncia di scomparsa al Procuratore Generale. La diocesi di Saltillo, dopo la denuncia, ha chiesto alle autorità di fare tutto il possibile per rintracciare il sacerdote.
Negli ultimi anni in Messico la violenza delle bande legate al traffico della droga ha preso di mira i religiosi che alzano la voce oppure denunciano apertamente situazioni in cui la presenza dei Narcos è palese. Coahuila è stata sempre una “zona calda” per questo motivo e i sacerdoti sono vittime di questo tipo di violenza quando svolgono profeticamente il loro ministero.
(CE) (Agenzia Fides, 09/01/2017)
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AMERICA/BRASILE - La situazione nelle carceri: una bomba a orologeria che potrebbe esplodere in qualsiasi momento
 
Manaus (Agenzia Fides) – "Parlare di carcere significa parlare di una fabbrica di torture, che produce violenza e genera mostri. E' un ambiente stressante e la barbarie è costante" afferma padre Valdir João Silveira, Coordinatore nazionale della Pastorale Penitenziaria del Brasile, nel testo pervenuto a Fides. Dopo la notizia della tragedia accaduta il 4 gennaio nel penitenziario di Anísio Jobim (Compaj) a Manaus, dove secondo la Segreteria della Sicurezza dell'Amazzonia sono morte 56 persone, sono molte le denunce dei familiari e delle istituzioni che collaborano nell'assistenza dei carcerati in questo centro ed in altre centri penitenziari del paese.
"Possiamo trovare solo persone ferite, celle piene e pessima alimentazione. Ciò che è accaduto a Compaj, accade da molto in diversi luoghi del Brasile, a Rio Grande do Norte, a Rondonia e Parana... Si tratta di una bomba a orologeria che potrebbe esplodere in qualsiasi momento, in tutto il paese" ha ribadito padre Valdir parlando ai giornalisti.
Secondo il sacerdote, ogni giorno si verificano diversi disordini nel paese, ma solo quelli più importanti vengono riportati dalla stampa. Le rivolte sono motivate dal sovraffollamento e forse potranno diminuire solo dopo che il governo avrà preso una serie di misure. La prima dovrebbe essere quella di fornire assistenza legale ai detenuti, che trascorrono troppo tempo in attesa prima di essere processati. Il sacerdote ha sottolineato che molti prigionieri in attesa di giudizio sono in cella con prigionieri già condannati.
Secondo le ultime agenzie di informazione locali, la situazione non è tranquilla e il governo, poche ore fa, ha autorizzato l'invio di forze federali in tre stati del Brasile (Amazonas, Rondonia e Mato Grosso) per contenere le rivolte nelle carceri di queste regioni. Dopo il caso di Manaus, c'è stato il massacro di Monte Cristo a Boa Vista (Roraima), dove il 6 gennaio sono stati uccisi 33 detenuti, secondo la stampa locale per rappresaglia dei fatti di Manaus.
(CE) (Agenzia Fides, 09/01/2017)
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AFRICA/MOZAMBICO - Dimissioni del Vescovo di Chimoio e nomina del successore
 
Città del Vaticano (Agenzia Fides) – Il Santo Padre Francesco, in data 2 gennaio 2017, ha accettato la rinuncia al governo pastorale della diocesi di Chimoio, in Mozambico, presentata da S.E. Mons. Francisco João Silota, M. Afr. Il Papa ha nominato Vescovo della diocesi di Chimoio S.E. Mons. João Carlos Hatoa Nunes, Vescovo titolare di Amudarsa e Ausiliare dell’Arcidiocesi di Maputo. (SL) (Agenzia Fides 9/1/2017)

Terra Santa News 6 gennaio 2017


Foglio della Collaborazione Pastorale Di San Giorgio di Nogaro

Il Papa a 50 anni dal sisma in Friuli: il ricordo della tragedia promuova fraternità e carità

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