Bollettino Agenzia fides 22 febbraio 2017

VATICANO - Appello del Papa per il Sud Sudan: non fermarsi solo alle dichiarazioni
 
Città del Vaticano (Agenzia Fides) – Al termine dell’udienza generale di oggi, in piazza san Pietro, il Santo Padre Francesco ha lanciato un appello per la tragica situazione in Sud Suda, con queste parole: “Destano particolare apprensione le dolorose notizie che giungono dal martoriato Sud Sudan, dove ad un conflitto fratricida si unisce una grave crisi alimentare che colpisce la Regione del Corno d’Africa e che condanna alla morte per fame milioni di persone, tra cui molti bambini. In questo momento è più che mai necessario l’impegno di tutti a non fermarsi solo a dichiarazioni, ma a rendere concreti gli aiuti alimentari e a permettere che possano giungere alle popolazioni sofferenti. Il Signore sostenga questi nostri fratelli e quanti operano per aiutarli”. (SL) (Agenzia Fides 22/02/2017)
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AFRICA/NIGERIA - I Vescovi di Ibadan: “È ora che il governo dimostri di saper mantenere le promesse”
 
Abuja (Agenzia Fides) - “Dopo due anni di governo della corrente amministrazione, i nigeriani non devono più sentirsi dire che i mali del presente derivano dalle scelte delle passate amministrazioni. I nostri governi, a livello federale e statale, hanno avuto abbastanza tempo per dimostrare le capacità di portare a compimento i cambiamenti promessi ai nigeriani” affermano i Vescovi della Provincia Ecclesiastica di Ibadan, in un comunicato pubblicato al termine della loro Assemblea, pervenuto a Fides.
Le consultazioni del 2015 hanno visto l’elezione a Presidente della Federazione, di Muhammadu Buhari, che ha suscitato caute speranze con le sua campagna anticorruzione e le annunciate riforme economiche. Le condizioni economiche della Nigeria sono però peggiorate a causa del crollo dei prezzi del petrolio degli ultimi anni e, come notano i Vescovi, ci sono nigeriani che soffrono la recessione delle loro entrate economiche.
“C’è un senso di disperazione” affermano i Vescovi. “Questa situazione provoca un sentimento generale perverso che si manifesta nella proliferazione di false notizie, scontri violenti, appelli alla divisione della Nigeria oltre alla criminalità dilagante. È urgente e necessario restaurare la fiducia dei nigeriani nella loro nazione”.
I Vescovi, dopo aver notato che la campagna anticorruzione del Presidente Muhammadu Buhari “sta perdendo vigore”, chiedono al governo di difendere i cittadini di fronte alle violenze soprattutto dei pastori Fulani e di cercare di migliorare le condizioni economiche in primo luogo creando nuovi posti di lavoro. (L.M.) (Agenzia Fides 22/2/2017)
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AFRICA/MALI - Bogotà invia un gruppo speciale antisequestri per indagare sulla suora colombiana rapita
 
Bamako (Agenzia Fides) - Il gruppo speciale antisequestri Guala della polizia nazionale della Colombia è stato inviato in Mali per aiutare le autorità locali a ritrovare suor Gloria Cecilia Narváez Argoti della Congregazione delle Suore Francescane di Maria Immacolata, sequestrata a Karangasso nel sud del Mali (vedi Fides 8/2/2017).
Come l’Agenzia Fides apprende da fonti colombiane, il gruppo Guala è specializzato nella ricerca di persone sequestrate e dispone di competenze tecniche e d’intelligence. Gli agenti colombiani lavoreranno insieme ai loro omologhi maliani e a quelli di almeno un Paese europeo che sono già impegnati nelle ricerche della religiosa. I rapitori di suor Cecilia hanno affermato di essere jihadisti, ma al momento non si hanno conferme sulla matrice del rapimento. (L.M.) (Agenzia Fides 22/2/2017)
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ASIA/PAKISTAN - Linciaggio a Lahore: 42 cristiani condannati per terrorismo
 
Lahore (Agenzia Fides) - Un tribunale antiterrorismo di Lahore ha condannato 42 cristiani per terrorismo. Come appreso da Fides, la Corte ha pronunciato la condanna per i cittadini cristiani accusati del linciaggio avvenuto in seguito agli attentati a due chiese (una cattolica, una protestante) nel quartiere di Youhanabad, a Lahore, il 15 marzo 2015.
Dopo le bombe, era divampata la protesta dei fedeli che hanno fermato e ucciso - in un gesto condannato da tutti i leader cristiani -, due musulmani sospettati di essere autori o complici degli attentatori. Nei giorni successivi, la polizia aveva compiuto diversi raid nel quartiere arrestando circa 500 persone e poi confermando il fermo per 84 cristiani, accusandoli di omicidio e terrorismo. Tra costoro, 42 sono stati scagionati nell’estate 2016. Tra gli altri 42 condannati oggi, tre attivisti per i diritti umani sono stati etichettati come "istigatori di violenza". I cristiani sostengono che gli omicidi sono stati compiuti da alcuni agitatori, infiltrati nella comunità.
La Commissione nazionale Giustizia e Pace dei Vescovi cattolici, in un comunicato inviato a Fides, esprime delusione “perchè le forze dell'ordine e le autorità si sono concentrate solo sul pur deplorevole evento del linciaggio, da condannare con forza, mentre gli autori dell'attentato criminale alle chiese, contro fedeli innocenti in preghiera, sono ancora impuniti".
Secondo l'Ong "Centre for Legal Aid, Assistance and Settlement” (CLAAS) almeno 32 imputati "sono accusati ingiustamente" e nel verdetto possono aver pesato le pressioni di estremisti islamici.
Per prevenire incidenti di tal genere, nei giorni scorsi l’Assemblea nazionale del Pakistan ha approvato il “Criminal Laws Amendment Act 2016", legge che punisce settarismo, conversioni forzate e linciaggio di massa. Il testo, che per entrare in vigore deve essere firmato dal Presidente della nazione, è stato accolto come un passo avanti per le condizioni delle minoranze religiose. Le nuove disposizioni emendano alcune leggi già esistenti prescrivendo il carcere da uno a tre anni per incitamento all'odio religioso e alla violenza, mentre prevedono la reclusione fino a 10 anni nei casi di matrimoni forzati di ragazze minorenni o donne appartenenti alle minoranze. Inoltre il testo rende perseguibile penalmente il linciaggio da parte di “folle che assumono la legge nelle proprie mani”. (PA) (Agenzia Fides 22/2/2017)
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ASIA/IRAQ - Nel nuovo disegno di legge sul Parlamento, un seggio in più riservato ai cristiani
 
Baghdad (Agenzia Fides) – Un disegno di legge per rivedere la distribuzione dei seggi della Camera dei rappresentanti tra le diverse circoscrizioni elettorali irachene, pubblicato dalle istituzioni parlamentari competenti nella giornata di lunedì 20 febbraio, prevede anche l'aumento di seggi riservati alle minoranze cristiane, che passerebbero da cinque a sei, con l'aggiunta di un seggio riservato ai cristiani armeni nella capitale Baghdad. I seggi della nuova Assemblea parlamentare, secondo il disegno da sottoporre alla discussione delle forze politiche, passerebbero da 325 a 328, con 318 di essi distribuiti tra le diverse province in base ai confini amministrativi. Sabei, mandei e yazidi avrebbero nel nuovo Parlamento un solo seggio garantito per ciascuna delle tre minoranze.
Nel frattempo il Patriarca caldeo Louis Raphael I Sako, incontrando domenica 19 febbraio a Erbil alcuni autorevoli rappresentanti della Lega Caldea, ha rinnovato l'appello a mettere in atto processi di riconciliazione e di cooperazione tra tutte le componenti sociali, etniche e religiose presenti in Iraq, evitando di trasformare anche i riferimenti alle diverse appartenenze confessionali dei cristiani in pretesto per accentuare le derive settarie che continuano a minacciare l'unità del Paese. (GV) (Agenzia Fides 22/2/2017).
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ASIA/TERRA SANTA - L'esercito israeliano inizia la demolizione di villaggi beduini. A rischio anche la “Scuola di Gomme”
 
Gerusalemme (Agenzia Fides) – I bulldozer dell'esercito israeliano sono già entrati in azione per realizzare l'annunciata demolizione di villaggi beduini situati nei territori della Cisgiordania occupata, a est di Gerusalemme, in un'area considerata strategica per la creazione e l'espansione di nuovi insediamenti di coloni. La prima abitazione beduina è stata demolita nel villaggio di Tabana, lunedì 20 febbraio. Il piano messo in atto prevede lo spostamento forzato dei beduini dei villaggi di Khan Al Ahmer, di Abu Hindi e Abu Nawar, quest'ultimo molto vicino all’insediamento israeliano di Ma’ale Adumim.
Suor Azezet e suor Agnese, religiose comboniane coinvolte anche nell'animazione di 8 piccoli asili dell'area, raccontano all'Agenzia Fides i sentimenti di ansia, paura e frustrazione registrati tra i beduini colpiti dal piano di demolizione e spostamento forzato, a cominciare dai bambini. Nel villaggio di Khan Al Ahmer, con 42 baracche, la cui demolizione effettiva è stata annunciata per giovedì 23 febbraio, sorge anche la famosa “Scuola di Gomme”, frequentata da 178 bambini della tribù beduina dei Jahalin, che potrebbe presto essere fatta a pezzi dai buldozer. “Chi distrugge le scuole distrugge il futuro”, fanno notare gli insegnanti della scuola.
La Scuola di Gomme è una struttura realizzata con 2.200 vecchi pneumatici appoggiati uno sull’altro, come fossero mattoni, riempiti di terra e pressati. I coloni chiedono di abbattere una scuola definita 'illegale' perchè sorta senza il permesso delle autorità di occupazione militare, nonostante la scuola sia priva di elementi architettonici “permanenti”, tirata su senza cemento e fondamenta, proprio per non contravvenire ai regolamenti militari che vietano la costruzione non autorizzata di edifici nell'Area C, quella in cui rientra il 60% della Cisgiordania, sotto il controllo di Israele.
Sulla Scuola di Gomme grava una sentenza di demolizione sin dalla sua costruzione, avvenuta nel 2009. Negli ultimi anni, la demolizione effettiva della struttura è stata a più riprese sollecitata dai coloni che vivono nella zona. Nel 2014, i giudici israeliani avevano chiesto alle parti di trovare un accordo, riconoscendo l’utilità sociale della scuola.
La rimozione della scuola faciliterebbe l'espansione della colonia di Kfar Adumim. Tutta l’area, nel cosiddetto corridoio E1, è coinvolta nel progetto che mira a estendere fino alla colonia ebraica di Ma'ale Adumim il Muro di separazione, costruito in gran parte su territori palestinesi. Già nel 2014, l'esercito israeliano aveva realizzato un intervento presso la scuola per sequestrare alcune attrezzature di gioco per i bambini donate dalla Cooperazione italiana.
“In questa situazione di grande incertezza” riferiscono le Suore comboniane “anche noi abbiamo sperimentato frustrazione di fronte a tanta ingiustizia e violazione dei diritti umani, oltre alla incapacità di trovare parole di conforto e di consolazione... Chiediamo preghiera e giustizia per questi nostri fratelli e sorelle e che il Signore della misericordia intervenga in loro favore”. (GV) (Agenzia Fides 22/2/2017).
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ASIA/INDONESIA - Seminari di educazione sanitaria per gli studenti e una medical mission per oltre 600 malati
 
Maumere (Agenzia Fides) - Fin dal loro arrivo nella diocesi di Maumere, sull’isola di Flores, Indonesia, nel 2009, i religiosi Camilliani hanno promosso la celebrazione della Giornata Mondiale del Malato con varie iniziative nella diocesi. “Anche quest’anno, la Giornata ha attirato e stimolato l’interesse delle autorità sanitarie locali che hanno collaborato con i nostri missionari nell’organizzare alcune attività in favore dei malati”. Lo racconta a Fides padre Luigi Galvani, MI, missionario impegnato da anni sull’isola.
“Nei giorni precedenti la Giornata, infatti, sono state organizzate diverse iniziative. Tra queste, un gruppo di medici e infermiere, insieme ai nostri seminaristi, hanno promosso seminari di educazione sanitaria tra gli studenti di diverse scuole” continua padre Galvani. “Inoltre, nei giorni 4 e 5 Febbraio, 6 medici, 15 infermiere e 35 seminaristi Camilliani hanno portato avanti una medical mission in un lontano villaggio di montagna. Oltre 600 i malati assistiti, tra cui alcuni affetti da HIV e numerose mamme con seri problemi di gravidanza. I nostri seminaristi invece hanno contribuito visitando i malati e gli anziani nelle loro case, insegnando il catechismo ai bambini, proponendo temi di igiene e buona salute. A conclusione di queste due giornate nel villaggio di Wolofeo, viva e commovente è stata la Santa Messa domenicale per i malati, tenutasi per la prima volta nel villaggio, con l’animazione del coro formato da medici, infermiere e seminaristi. Molto attesa e ben partecipata, infine, è stata la celebrazione diocesana per i malati, tenutasi domenica 12 febbraio, nella parrocchia periferica della città, Bolawolon”.
(LG/AP) (22/2/2017 Agenzia Fides)
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AMERICA/HAITI - Circa 4 mila detenuti in attesa di giustizia, aumentano i morti per fame e degrado
 
Port au Prince (Agenzia Fides) – Ieri, 21 febbraio, presso la chiesa di St. Anne a Port au Prince, padre Jean Robert Louis ha celebrato alla presenza dei familiari, i funerali di 20 detenuti del Penitenziario Nazionale morti per malnutrizione, in condizioni di miseria e mancanza d'igiene. Solo pochi giorni fa, l'agenzia Associated Press aveva segnalato la terribile situazione dei carcerati nella capitale.
Secondo fonti di Fides, il Penitenziario Nazionale di Port-au-Prince ha una capacità di 778 detenuti, questo significa 2,25 m2 per detenuto sotto degli standard internazionali che definiscono la superficie minima per detenuto a 4,50 m2. In realtà, a causa del sovraffollamento, il Penitenziario Nazionale nel mese di gennaio 2017 conta 4.257 prigionieri, quindi ognuno ha meno della metà di un metro quadro di spazio vitale. La gravità della situazione è testimoniata anche dal fatto che solo 548 detenuti di questa prigione sono stati condannati, tutti gli altri sono in carcere senza processo, che alcuni attendono anche molti anni.
In questo carcere nel 2016 sono morti 60 detenuti a causa di malattie e cattiva sanità. Tra il 1° e il 19 gennaio c’è stato un aumento dei decessi rispetto ai mesi precedenti. Le cause di morte, segnalate dalle autorità carcerarie, sono: anemia grave, arresto cardiaco, insufficienza respiratoria, tubercolosi polmonare, shock ipovolemico e gastroenterite.
Padre Jean Louis Robert, che aveva celebrato anche i funerali di altri detenuti nel mese di gennaio, ha ribadito l'impegno della Commissione per la pastorale carceraria della sua parrocchia per continuare a sostenere questo tipo di iniziative, di celebrare i funerali e seppellire i morti. In precedenza i prigionieri deceduti venivano gettati in una fossa comune, molto spesso senza informare le famiglie.
(CE) (Agenzia Fides, 22/02/2017)
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AMERICA/VENEZUELA - Più di 650 partecipanti al V Congresso dell'Infanzia e Adolescenza Missionaria
 
Caracas (Agenzia Fides) – Con l'arrivo di 650 partecipanti da tutto il paese, sabato 25 febbraio apre le porte a Caracas il V Congresso Nazionale dell’Infanzia e Adolescenza Missionaria (CONIAM). Lo scopo dei tre giorni d'incontro, che si conclude il 27 febbraio, è incoraggiare l'impegno missionario dei giovani partecipanti in modo da contagiare di entusiasmo gli altri membri della IAM in tutto il paese.
Con lo slogan “Con Cristo nasce e rinasce sempre la mia gioia” il CONIAM vuole anche celebrare i 52 anni di fondazione di questa Pontificia Opera Missionaria in Venezuela. Il programma prevede una serie di attività per riflettere, pregare, celebrare e fare festa tenendo in considerazione i principali temi che scandiscono la vita annuale della IAM.
L'incontro verrà inaugurato da padre Endeer Zapata, Direttore Nazionale delle POM in Venezuela, che introdurrà la Messa di apertura, presieduta dall’Arcivescovo Aldo Giordano, Nunzio Apostolico in Venezuela
(CE) (Agenzia Fides 22/02/2017)

Morto Padre Galbiati del PIME


Forse è proprio lui che pubblicato edizioni tascabili della Bibbia o dei Vangeli per i pellegrini in viaggio con i "pellegrinaggi Paolini" **


VATICANO - Morto p. Galbiati, PIME: è stato Segretario generale della PUM e della POPF
Roma (Agenzia Fides) – La sera di sabato 18 febbraio, è morto a Lecco padre Fernando Galbiati, a lungo missionario in Cina, dodicesimo Superiore generale del Pontificio Istituto Missioni Estere (PIME), Segretario generale della Pontificia Unione Missionaria (PUM) e della Pontificia Opera della Propagazione della Fede (POPF).
Nato il 14 novembre 1932 a Bussero (Milano), entrò nel PIME a Monza il 1° settembre 1943. Emesso il giuramento il 25 giugno 1955 e ordinato a Milano dal Card. Giovanni Battista Montini, futuro Paolo VI, il 28 giugno 1956, l’anno successivo parte per Hong Kong. Qui compie studi e ottiene diversi diplomi, è registrato come “Insegnante Qualificato” presso il dipartimento dell’Educazione di Hong Kong. Consegue successivamente il dottorato in Scienze Politiche ed Economiche all’università La Sapienza di Roma, diventa Doctor of Philosophy all’università di Oxford in Inghilterra ed è membro della New York Academy of Science.
Ad Hong Kong svolge attività pastorale in diverse parrocchie e per alcuni anni insegna filosofia al seminario Holy Spirit. Ha dato un notevole contributo in campo scolastico e sociale. Ha fondato diversi gruppi per le visite alle famiglie, per il sostegno economico, e per le attività giovanili. Si deve a lui il primo Chinese Hymnal, una raccolta di canti religiosi in cinese-cantonese.
Assistente di Mani Tese dal 1971 al 1975, partecipa alla Assemblea di Aggiornamento del PIME del 1970-71 (Roma) e alla IX Assemblea Generale nella quale viene eletto Superiore Generale (1983-1989). Terminato il mandato, ritorna ad Hong Kong, ma nel 1999 è richiamato a Roma, dapprima come Segretario Generale della Pontificia Unione Missionaria (1999-2003), poi come coordinatore delle Pontificie Opere Missionarie Internazionali e come Segretario della Pontificia Opera della Propagazione della Fede (2004-2005). E’ incaricato anche di elaborare il nuovo Statuto delle Pontificie Opere Missionarie, pubblicato nel 2005. Nel periodo 2006-2007 è Segretario Generale della Pontificia Opera della Propagazione della Fede.
Dopo alcuni anni nella Casa generalizia PIME a Roma, dal 2015, per motivi di salute, si trovava presso la casa Beato Giovanni Mazzucconi, a Rancio di Lecco, dove è morto. Dopo i funerali, è stato sepolto al cimitero del PIME a Villa Grugana. (SL) (Agenzia Fides 21/02/2017)

**Tutto sbagliato: a chi interessa offro una biografia di Enrico Galbiati...a ciascuno il suo

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo gli studi del ginnasio, del liceo e della teologia nel Seminario arcivescovile di Milano, venne ordinato dal Card. Alfredo Ildefonso Schuster nel 1937. Conseguita la licenza a Venegono, frequentò il Pontificio Istituto Biblico, ottenendo la Licenza (1940) e successivamente il Dottorato (1956) con la tesi La struttura letteraria dell'Esodo.
Nel 1947 fu tra i fondatori dell'Associazione Biblica Italiana; negli anni seguenti fu parte del consiglio di presidenza.
Nel 1953 fu nominato dottore della Biblioteca Ambrosiana, dove cominciò a studiare prima i manoscritti etiopici, poi quelli siriaci ed armeni. Studiò poi manoscritti ebraici, collaborando con l'Università di Gerusalemme alla loro microfilmatura (la loro catalogazione fu ultimata nel 1972).
Nel 1956 ottenne dal Card. Eugène Tisserant la facoltà di celebrare in rito bizantino e nel 1963 ricevette l'indulto di biritualismo.
Nel 1957 fu principale e più qualificato animatore del gruppo fondatore del Centro Russia Cristiana, collaborando attivamente alla stesura dell'omonima rivista fino al 1966 con articoli riguardanti la liturgia di rito bizantino e l'ecumenismo, ora raccolti nel volume Liturgia ed ecumenismo (2014, ed. La Casa Di Matriona). Successivamente la collaborazione si fece più sporadica a causa dei nuovi incarichi assunti da Mons. Galbiati all'Università Cattolica di Milano e alla Biblioteca Ambrosiana e dell'assorbimento del Centro nel Movimento di Comunione e Liberazione, che portò all'allontanamento di quasi tutti i suoi fondatori, che diedero vita ad altre iniziative analoghe alla primitiva intuizione del Centro.
Dal 1964, nelle due ultime sessioni, partecipò al Concilio Vaticano II come perito delle chiese orientali e teologo personale del Card. Giovanni Colombo.
Dal 1967 al 1979 fu consultore della Pontificia Commissione per la Nova Vulgata.
Nel 1967 ottenne la libera docenza in Filologia biblica, in forza del quale insegnò in Università cattolica del Sacro Cuore, invitato dal rettore Giuseppe Lazzati. Tenne i corsi di EbraicoLingue semitiche comparate e Filologia neotestamentaria.
Nel 1968 fu nominato archimandrita dell'eparchia di Piana degli Albanesi. Molti furono gli incarichi in campo ecumenico, tra cui la partecipazione alla Commissione diocesana per l'ecumenismo.
Nel 1974 lasciò l'Università Cattolica per incompatibilità con le nuove norme della Biblioteca Ambrosiana.
Il Cardinale Carlo Maria Martini lo nominò nel 1984 Prefetto della medesima biblioteca. Durante il suo mandato furono iniziati ingenti lavori di restauro, durati molti anni.
Nel 1988 ricevette l'onorificenza dal comune di Milano, il cosiddetto Ambrogino d'oro; nel 1996 ricevette la Laurea honoris causa in lettere classiche dall'Università Cattolica; nel 2003 fu insignito dalla Provincia di Milano del Premio Isimbardi.
In suo onore è stata dedicata la biblioteca civica di Verano Brianza, inaugurata nella nuova sede il 17 ottobre 2011 valorizzandone la donazione del patrimonio librario composto da 2.277 volumi.

Bollettino Agenzia fides 21 febbraio 2017

VATICANO - Morto p. Galbiati, PIME: è stato Segretario generale della PUM e della POPF
 
Roma (Agenzia Fides) – La sera di sabato 18 febbraio, è morto a Lecco padre Fernando Galbiati, a lungo missionario in Cina, dodicesimo Superiore generale del Pontificio Istituto Missioni Estere (PIME), Segretario generale della Pontificia Unione Missionaria (PUM) e della Pontificia Opera della Propagazione della Fede (POPF).
Nato il 14 novembre 1932 a Bussero (Milano), entrò nel PIME a Monza il 1° settembre 1943. Emesso il giuramento il 25 giugno 1955 e ordinato a Milano dal Card. Giovanni Battista Montini, futuro Paolo VI, il 28 giugno 1956, l’anno successivo parte per Hong Kong. Qui compie studi e ottiene diversi diplomi, è registrato come “Insegnante Qualificato” presso il dipartimento dell’Educazione di Hong Kong. Consegue successivamente il dottorato in Scienze Politiche ed Economiche all’università La Sapienza di Roma, diventa Doctor of Philosophy all’università di Oxford in Inghilterra ed è membro della New York Academy of Science.
Ad Hong Kong svolge attività pastorale in diverse parrocchie e per alcuni anni insegna filosofia al seminario Holy Spirit. Ha dato un notevole contributo in campo scolastico e sociale. Ha fondato diversi gruppi per le visite alle famiglie, per il sostegno economico, e per le attività giovanili. Si deve a lui il primo Chinese Hymnal, una raccolta di canti religiosi in cinese-cantonese.
Assistente di Mani Tese dal 1971 al 1975, partecipa alla Assemblea di Aggiornamento del PIME del 1970-71 (Roma) e alla IX Assemblea Generale nella quale viene eletto Superiore Generale (1983-1989). Terminato il mandato, ritorna ad Hong Kong, ma nel 1999 è richiamato a Roma, dapprima come Segretario Generale della Pontificia Unione Missionaria (1999-2003), poi come coordinatore delle Pontificie Opere Missionarie Internazionali e come Segretario della Pontificia Opera della Propagazione della Fede (2004-2005). E’ incaricato anche di elaborare il nuovo Statuto delle Pontificie Opere Missionarie, pubblicato nel 2005. Nel periodo 2006-2007 è Segretario Generale della Pontificia Opera della Propagazione della Fede.
Dopo alcuni anni nella Casa generalizia PIME a Roma, dal 2015, per motivi di salute, si trovava presso la casa Beato Giovanni Mazzucconi, a Rancio di Lecco, dove è morto. Dopo i funerali, è stato sepolto al cimitero del PIME a Villa Grugana. (SL) (Agenzia Fides 21/02/2017)
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EUROPA/ITALIA - Diritto di emigrare ma anche “diritto di restare” nel proprio paese
 
Roma (Agenzia Fides) - “La migrazione è un fenomeno che fa parte della storia umana. Le stime delle Nazioni Unite indicano 244 milioni di migranti internazionali e 65,3 milioni di persone in situazione di migrazione forzata. Al di là dei numeri stiamo parlando di vite, progetti e sogni di persone che spesso trovano nella migrazione l'unica alternativa per la sopravvivenza o la ricerca di una speranza per il futuro”. Lo ha detto suor Neusa de Fatima Mariano, Superiora generale delle Missionarie di San Carlo Borromeo/Scalabriniane, nel suo discorso alla Camera dei Deputati, a Roma, nell’ambito del workshop che ha preceduto il Forum Internazionale su Migrazioni e Pace, in programma oggi e domani, organizzato dal Dicastero sullo Sviluppo Umano Integrale della Santa Sede, dallo Scalabrini International Migration Network (SIMN) e dalla Fondazione Konrad Adenauer.
“La partecipazione dei minori nei flussi migratori, secondo l'Acnur, è aumentata negli ultimi anni a un ritmo accelerato e rappresenta più della metà dei rifugiati nel mondo – ha ricordato la religiosa nel testo pervenuto a Fides -. In linea con il messaggio di Papa Francesco per la Giornata del Migrante e del Rifugiato 2017, ricordiamo che i bambini e gli adolescenti in movimento nei flussi di popolazione sono i primi a soffrire, con situazioni degradanti come la tratta di esseri umani, lo sfruttamento, l'abuso e la privazione dei diritti come quello di avere un ambiente sano e sicuro in famiglia, quello di un'istruzione adeguata, quello di gioco e quello di vivere e crescere in un contesto di pace. Anche le donne migranti hanno bisogno della nostra attenzione, poiché anch’esse diventano spesso più vulnerabili nei flussi di migrazione e di rifugio. Molte volte sono esposte al rischio di soffrire sfruttamento sessuale o nel lavoro”.
Suor Neusa ha sottolineato che “bisogna superare l'idea che la migrazione è un problema da risolvere o una contingenza da controllare. La migrazione è di per sé un fenomeno storico e sociale che si verifica in modo positivo quando è volontaria. In altre parole, richiamiamo l'attenzione sull'importanza che le persone abbiano, insieme al diritto di emigrare anche il 'diritto di non emigrare'. Ossia, ogni Paese deve assicurare ai suoi cittadini condizioni di vita in modo che questi non abbiamo bisogno di viaggiare, se non lo vogliono. In questo contesto, il diritto a emigrare sarebbe correlativo al diritto di restare”. (SL) (Agenzia Fides 21/02/2017)
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AFRICA/CONGO RD - Atti vandalici contro la Chiesa: la denuncia del Card. Monsengwo
 

Kinshasa (Agenzia Fides)- “C’è una recrudescenza di paura, di collera, di incertezza” afferma il Card. Laurent Monsengwo Pasinya, Arcivescovo di Kinshasa, capitale della Repubblica Democratica del Congo, in un messaggio inviato all’Agenzia Fides nel quale denuncia le aggressioni contro la Chiesa avvenute negli ultimi giorni.
“Abbiamo appreso con indignazione, sabato 18 febbraio, dell’incendio di una parte del Seminario maggiore di Malole da parte di incivili che hanno in seguito seminato il terrore presso le vicine suore carmelitane a Kananga (vedi Fides 20/2/2017)” scrive il Cardinale, che ricorda pure le manifestazioni avvenute in tre occasioni (7, 10 e 11 febbraio) di fronte all’Arcivescovado di Kinshasa, da parte di gruppi di giovani che “hanno creato un clima di panico”.
A questi episodi è seguita la profanazione della parrocchia San Domenico di Limete da parte di una “ventina di giovani malintenzionati” che hanno “rovesciato il tabernacolo, saccheggiato l’altare, rotto le panche, fino a cercare d’incendiare la chiesa. La comunità dei Padri Oblati non è stata risparmiata”.
Il Card. Monsengwo mette in relazione questi fatti con il tentativo della Conferenza Episcopale congolese (CENCO) di mediare nell’attuazione degli accordi di San Silvestro (vedi Fides 3/1/2017) e di trovare un Primo Ministro che guidi un governo di unità nazionale come previsto dalle intese.
“La CENCO ha solo un ruolo di mediatore” ricorda il Cardinale. “I politici devono riconoscere con umiltà che sono le loro velleità politiche a portare all’impasse e al blocco delle istituzioni. Ne assumeranno la responsabilità di fronte alla storia”.
Dopo aver sollecitato le autorità a proteggere i beni della Chiesa da eventuali nuovi atti vandalici, il Cardinale conclude ricordando Etienne Tshisekedi, lo storico leader dell’opposizione morto di recente (vedi Fides 2/2/2017) che ha combattuto fino all’ultimo per dare alla RDC “la pace nella giustizia”. (L.M.) (Agenzia Fides 21/2/2017)
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AFRICA/SUD SUDAN - Stato d’emergenza dichiarato nello Stato di Unity: 100.000 persone a rischio fame
 
Juba (Agenzia Fides) - Oltre 100.000 persone sono a rischio fame nello Stato di Unity, nella regione dell’Alto Nilo, in Sud Sudan. Lo stato d’emergenza alimentare è stato dichiarato dal governo di Juba e dalle agenzie specializzate delle Nazioni Unite: FAO, Children Fund, UNICEF e Programma Alimentare Mondiale. La causa della carestia è attribuita “alla guerra e al collasso dell’economia”. La dichiarazione formale di carestia significa che la gente ha già iniziato a morire di fame.
Nei giorni scorsi era stato lanciato l’allarme fame per lo Stato di Amadi (vedi Fides 16/2/2017) mentre Medici con l’Africa Cuamm ha riscontrato almeno 300 casi di colera nelle contee di Yirol East e di Awerial (vedi Fides 20/2/2017). Secondo l’ONU se la guerra civile dovesse continuare, impedendo l’arrivo di aiuti umanitari in Sud Sudan, oltre 5 milioni e mezzo di persone soffriranno la fame entro luglio. (L.M.) (Agenzia Fides 21/2/2017)
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AFRICA/EGITTO - Anche la voce “religione” nei moduli da compilare per il prossimo censimento
 
Il Cairo (Agenzia Fides) – Per la prima volta negli ultimi 30 anni, il prossimo censimento della popolazione egiziana, che sarà condotto dall'Agenzia centrale di statistica e mobilità sociale, includerà nei moduli di raccolta dati anche uno spazio dove poter segnalare la propria confessione religiosa. Abu Bakr Gendy, capo dell'Agenzia incaricata, ha riferito che la segnalazione della propria fede religiosa nei moduli utilizzati per il censimento sarà facoltativa, in ottemperanza agli standard internazionali seguiti in questo tipo di raccolte dati. Il censimento offrirà comunque elementi utili per verificare la consistenza numerica reale delle diverse comunità religiose. In alcune zone dell'Egitto, il consistente aumento numerico delle comunità cristiane non è stato registrato in alcun modo dalle autorità locali. Dagli anni Novanta gli uffici incaricati del censimento e delle statistiche demografiche non aggiornano i dati sulla consistenza numeri ca delle comunità cristiane egiziane, a partire da quella copta, che secondo alcuni analisti, negli ultimi lustri, avrebbe abbondantemente superato la soglia dei dieci milioni. (GV) (Agenzia Fides 21/2/2017)
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ASIA/MONGOLIA - Un nuovo sacerdote ordinato in Mongolia nell'anno del Giubileo
 
Ulaan Baatar (Agenzia Fides) – Mentre la Chiesa cattolica in Mongolia celebra nel 2017 il suo Giubileo d'argento, la comunità festeggia l’ordinazione di Bernard Kambala, membro della Congregazione del Cuore Immacolato di Maria (CICM), ordinato sacerdote il 19 febbraio scorso nella Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo a Ulaanbaatar. La comunità dei battezzati nella terra di Gengis Khan aveva celebrato nell’agosto 2016 l’ordinazione sacerdotale del primo prete mongolo, padre Joseph Enkh. “Sono doni che assicurano il futuro della Chiesa in Mongolia”, dice a Fides il Vescovo Wenceslao Padilla, CICM, Prefetto Apostolico di Ulaanbaatar. Il Vescovo nel messaggio per il nuovo anno aveva scritto: “Il 2017 ha per noi una promessa di grande gioia: il Giubileo d'argento della Chiesa cattolica in Mongolia (1992-2017 ) e ben due ordinazioni sacerdotali: il diacono Bernard Kambala Muana, CICM, e il diacono Antonius Werun, salesiano”. Questi sacerdoti e missionari daranno “nuova linfa alla nostra comunità”. “La Congregazione del Cuore Immacolato di Maria, che celebra anch’essa i 25 anni presenza in Mongolia, è lieta che il Signore mandi ancora operai per la sua vigna e ci mostri così il suo volto benevolo”, rileva Padilla.
Bernard Kambala, originario della Repubblica Democratica del Congo, si è unito alla congregazione del CICM nel 2005. Dopo tre anni di studi di filosofia e un anno di noviziato a Kinshasa (Congo), ha studiato Teologia presso Ecole théologique Saint Cyprien de Ngoya in Ngoya, in Camerun fino al 2013. Giunto in Mongolia nell’agosto 2014, ha studiato la lingua mongola e si è dedicato alla conoscenza della cultura locale. Ha svolto servizio pastorale nella chiesa di San Pietro e Paolo a Ulaanbaatar, impegnandosi molto nella pastorale giovanile. Dal gennaio di quest'anno p. Bernard ha iniziato a pubblicare una meditazione quotidiana sulla Parola di Dio, scrivendo in lingua mongola, un fatto molto apprezzato dai fedeli,
Come motto della sua ordinazione, p. Bernard ha scelto le parole di San Paolo ai Romani: “Vedete come Dio ha manifestato il suo amore per noi: mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi” (Rm 5, 8).
Sono oltre 50 i missionari e i religiosi di 14 paesi del mondo, presenti in Mongolia. La comunità cattolica ha oltre mille mongoli battezzati e centinaia di catecumeni presenti in 6 parrocchie e 3 stazioni missionarie che si prevede saranno erette a rango di parrocchie in occasione della celebrazione del Giubileo. (MP-PA) (Agenzia Fides 21/02/2017)
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ASIA/INDIA - Migliaia di vittime per l’inquinamento dell'aria: per la Chiesa servono “coscienza e azione”
 
New Delhi (Agenzia Fides) - Diciottomila indiani muoiono ogni giorno per cause dirette o indirette dell'inquinamento atmosferico. E il progressivo avvelenamento dell’aria è spesso legato ai cambiamenti climatici. Lo dice un nuovo studio edito dalla rivista scientifica "The Lancet", che ha generato un vivace dibattito in India, coinvolgendo la società civile e la Chiesa cattolica.
Le città più inquinate al mondo sono le indiane Patna e New Delhi, osserva lo studio, riportando dati del 2010. Gli studiosi indicano che una delle conseguenze dell'esposizione ad agenti inquinanti è la nascita di bambini pre-termine. In questo fenomeno l'Asia meridionale è la regione più colpita, con 1,6 milioni di nascite pre-termine , quasi la metà del totale mondiale.
Il fenomeno dell'inquinamento atmosferico e il cambiamento climatico sono strettamente collegati e vanno affrontati insieme, dice The Lancet, affermando che vi è un “rischio potenzialmente catastrofico per la salute umana”. Inoltre, secondo una stima della Banca Mondiale, tali fenomeni generano per l’India una perdita di reddito pari a 38 miliardi di dollari annui.
Contraddicendo alcuni dei rapporti pubblicati in India, The Lancet afferma che le centrali elettriche e quelle a carbone contribuiscono all'inquinamento dell'aria e dell’ambiente in misura del 50% del totale.
Il Ministro per l'ambiente, delle foreste e il cambiamento climatico Anil Madhav Dave ha recentemente ammesso in Parlamento che il paese spende ogni anno per il monitoraggio dell'inquinamento atmosferico, in un paese vasto come l'India, 70 milioni di rupie (circa un milione di dollari USA): cifra ritenuta del tutto insufficiente. Secondo il ministro non vi sono studi credibili per quantificare il numero di persone con malattie polmonari o il numero di decessi che siano diretta conseguenza dell’inquinamento dell'aria. Il ministro per la Scienza e la tecnologia Harsh Vardhan ha commentato: “L’inquinamento, quando colpisce i polmoni, soprattutto nei bambini più piccoli, può essere un killer: è come un veleno lento. Siamo molto preoccupati, molto è stato fatto, ma ancora molto bisogna fare”.
Lo studio mostra che i cambiamenti climatici hanno un impatto significativo sulla salute dei bambini. Si stima che 5,5 milioni di vite sono state perse nel 2013 per malattie associate con l'inquinamento dell'aria.
Interpellato da Fides, p. Fabian Toppo, professore di teologia al Seminario maggiore di Calcutta ha detto: “Il rapporto è inquietante. Il governo indiano dovrebbe agire seriamente per affrontare il problema. La rapida industrializzazione è la causa dell'inquinamento atmosferico. La coscienza va accompagnata dall’azione”.
“Istituzioni e singoli cittadini hanno la responsabilità di lavorare a tutti i livelli per ridurre il cambiamento climatico e affrontarne l’impatto”, nota a Fides Deepika Singh, coordinatore dell’Ufficio per il cambiamento climatico nella Federazione delle Conferenze episcopali dell’Asia. “I cittadini lo comprendono sempre meglio: quasi il 60% delle persone intervistate in India percepisce che i cambiamenti climatici danneggiano la vita delle persone. La Chiesa sta cercando di contribuire a sensibilizzare, educare ed agire sul fronte dei cambiamenti climatici. Non c’è da perdere tempo, perché è un questione che tocca la vita di tutti, soprattutto pensando alle nuove genrazioni”, conclude. (PA-SD) (Agenzia Fides 21/2/2017) 
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ASIA/LIBANO - Marine Le Pen in Libano: anche i cristiani mediorientali vanno aiutati a casa loro. Forfait al Gran Mufti, incontro col Patriarca maronita
 
Beirut (Agenzia Fides) – Il modo migliore di proteggere i cristiani del Medio Oriente consiste nello “sradicamento del radicalismo islamico”, mentre bisogna evitare politiche che incentivino l'esodo dei cristiani mediorientali dalle proprie terre. Sono questi i concetti chiave finora espressi in merito alla condizione delle comunità cristiane mediorientali da Marine Le Pen, nel corso della visita di due giorni che la candidata del Front National alle Presidenziali francesi sta compiendo in Libano. Nella giornata di ieri, dopo l'incontro con il Ministro degli esteri libanese Gibran Basil, Marine Le Pen, in alcune dichiarazioni rilanciate dalla stampa locale, ha contrapposto le sue valutazioni sulla protezione dei cristiani mediorientali alle scelte politiche da lei attribuite all'ex Presidente Nicolas Sarkozy, che a suo giudizio spingeva i cristiani mediorientali “a lasciare il loro Paese e andare a vivere all'estero come profughi. Secondo me” h a aggiunto Le Pen “questa è una visione pericolosa per i cristiani del Medio Oriente, e non è quello che voglio io. Io voglio che i cristiani del Medio Oriente vivano in pace e serenità nei loro Paesi”.
Nella mattinata di oggi, martedì 21 febbraio, è saltata all'ultimo mmento la prevista visita di Marine Le Pen al Gran Mufti del Libano, Abdel Latif Derian, perchè la politica francese si è rifiutata di presentarsi all'incontro con il religioso islamico con il capo velato. L'ufficio stampa del Gran Mufti ha fatto sapere che la delegazione della leader del Front National era stata informata in anticipo della necessità di rispettare tale dettaglio protocollare, ma quando, all'ingresso della sala dell'incontro, a Le Pen è stato porto il velo, lei ha rifiutato di indossarlo.
Secondo quanto annuciato dall'Agenzia Fides, nella mattinata di oggi, martedì 21 febbraio, Marine Le Pen è stata ricevuta anche dal Patriarca maronita Boutros Bechara Rai, presso la sede patriarcale di Bkerkè. (GV) (Agenzia Fides 21/2/2017)
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AMERICA/MESSICO - “Soluzioni giuridiche, politiche e sociali non sono più un'opzione, sono questioni imperative”: la Chiesa sulla situazione dei migranti
 
Città del Messico (Agenzia Fides) – "A causa degli ordini esecutivi del Presidente Donald Trump, si è creato un ambiente ostile, di insicurezza, di incertezza e terrore per migliaia di persone che sono accusate di essere criminali solo perchè si trovano in una condizione di immigrazione irregolare. L'attuazione di tali misure produce risultati disastrosi; il primo: la separazione delle famiglie, quando i genitori sono rimpatriati, lasciando i bambini totalmente indifesi. Il destino finale è metterli in adozione, quando in realtà hanno padre e madre, ma con l'unico ‘crimine’ di non avere la cittadinanza degli Stati Uniti d'America": così scrive l'editoriale dell’ultimo numero del settimanale dell'arcidiocesi di Mexico "Desde la Fe".
L'invito lanciato è all’unità del popolo messicano dinanzi alle tante difficoltà che vivono i connazionali nelle terre nord americane: "Non possiamo essere indifferenti alla situazione attuale. È necessario agire con un coraggio tale da recuperare il potenziale che sempre ha avuto il Messico", sottolinea il testo pervenuto a Fides.
"Dinanzi al terrore dell'amministrazione Trump, la Chiesa cattolica, su entrambi i lati del confine, fa appello all’unione. Durante questa settimana, nell'incontro Tex-Mex, i Vescovi del Texas e del Messico si sono impegnati, in questo difficile momento storico, a fornire servizi di qualità ai migranti: spirituali, legali, materiali e di assistenza della famiglia, e a mantenere una presenza costante nei centri e case d'accoglienza ai migranti dal confine meridionale del Messico e negli Stati Uniti, perché, dinanzi questo ambiente di diffidenza e tradimento, solo le chiese sono diventate l'unico rifugio sicuro in cui si può dare loro garanzie per proteggere i loro diritti legali", ribadisce l'editoriale (vedi Fides 15/02/2017). Il testo conclude con una affermazione energica: "La ricerca di soluzioni giuridiche, politiche e sociali non è più un'opzione, si tratta di questioni imperative".
(CE) (Agenzia Fides, 21/02/2017)
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AMERICA/ECUADOR - Ancora in attesa dei risultati elettorali, i Vescovi chiedono verità e trasparemza
 
Quito (Agenzia Fides) – “I risultati finali di ogni elezione popolare devono sempre riflettere la virtù della giustizia e il valore della trasparenza. Le istituzioni politiche sono chiamate a garantirli e a costruire la fiducia, il fondamento di ogni convivenza civile e di un vero e proprio ordine democratico. Anche in questi giorni, queste sono le giuste aspirazioni del popolo ecuadoriano che non vuole essere deluso”. Così afferma la Conferenza Episcopale dell’Ecuador in un comunicato pervenuto all’Agenzia Fides.
“La Conferenza Episcopale Ecuadoriana desidera richiamare le autorità elettorali e tutti i cittadini a collaborare affinché la verità si veda riflessa in modo democratico nella pubblicazione tempestiva dei risultati attesi di queste importanti elezioni, dove si è espressa la volontà politica degli ecuadoriani".
Secondo dati raccolti da Fides, domenica scorsa, 19 febbraio, sono andati al voto 12 milioni di ecuadoriani, ma per i risultati di queste elezioni generali si dovrà ancora attendere. Un primo bilancio del Consiglio Nazionale Elettorale (CNE) riporta che, dopo il 93% dei seggi conteggiati una prima volta, il candidato presidente Lenín Moreno è in testa con il 39,15% dei voti mentre Guillermo Lasso ha il 28,40%. Rimane quindi aperta l’eventualità del ballottaggio. Il CNE ha chiesto 5 giorni per dare ufficialmente i risultati, ma la tensione fra la popolazione cresce.
(CE) (Agenzia Fides, 21/02/2017)

Foglio delle Parrocchie Di San Giorgio di Nogaro 19 febbraio 2017



Bollettino agenzia Fides 21 febbraio 2017

VATICANO - Appello del Papa per quanti soffrono per la violenza in Congo, Pakistan e Iraq
 
Città del Vaticano (Agenzia Fides) – Dopo la preghiera mariana dell’Angelus con i fedeli riuniti in piazza san Pietro, ieri, domenica 19 febbraio, il Santo Padre Francesco ha invitato a pregare per le popolazioni che soffrono per la violenza in diverse parti del mondo. Queste le sue parole: “continuano purtroppo a giungere notizie di scontri violenti e brutali nella regione del Kasai Centrale della Repubblica Democratica del Congo. Sento forte il dolore per le vittime, specialmente per tanti bambini strappati alle famiglie e alla scuola per essere usati come soldati. Questa è una tragedia, i bambini soldati. Assicuro la mia vicinanza e la mia preghiera, anche per il personale religioso e umanitario che opera in quella difficile regione; e rinnovo un accorato appello alla coscienza e alla responsabilità delle Autorità nazionali e della Comunità internazionale, affinché si prendano decisioni adeguate e tempestive per soccorrere questi nostri fratelli e sorelle.
Preghiamo per loro e per tutte le popolazioni che anche in altre parti del Continente africano e del mondo soffrono a causa della violenza e della guerra. Penso, in particolare, alle care popolazioni del Pakistan e dell’Iraq, colpito da crudeli atti terroristici nei giorni scorsi. Preghiamo per le vittime, per i feriti e i familiari. Preghiamo ardentemente che ogni cuore indurito dall’odio si converta alla pace, secondo la volontà di Dio”. (SL) (Agenzia Fides 20/02/2017) 
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AFRICA/CONGO RD - Saccheggiati un seminario nel Kasai centrale ed una parrocchia a Kinshasa
 
Kinshasa (Agenzia Fides) - I miliziani di Kamwina Nsapu hanno saccheggiato il seminario maggiore di Malole di Kananga, nel Kasai Centrale, nella Repubblica Democratica del Congo.
“I miliziani hanno rotto sistematicamente le porte delle camere e distrutto tutto quello si trovava dentro. Sono entrati nelle camere degli insegnati ed hanno bruciato i loro bagagli” ha dichiarato a Radio Okapi il rettore del seminario, don Richard Kitenge. Dopo uno scontro durato un’ora, l’esercito è riuscito a liberare il seminario dai miliziani.
Il fatto risale a sabato 18 febbraio, il giorno prima che Papa Francesco lanciasse il suo appello, dopo l’Angelus, per questa provincia congolese da mesi sconvolta dalle violenze dei seguaci del defunto leader tradizionale Kamwina Nsapu, ucciso ad agosto dalle forze di sicurezza (vedi Fides 20/2/2017).
In un comunicato inviato all’Agenzia Fides il Vescovo di Luiza, Sua Ecc. Mons. Félicien Mwanama Galumbulula, aveva denunciato “violenze eccezionali e atrocità inimmaginabili nei confronti della popolazione” commesse dai miliziani di Kamwina Nsapu in diverse località della sua diocesi del Kasai Centrale (vedi Fides 13/2/2017).
Anche nella capitale Kinshasa si è avuto un grave atto vandalico nei confronti della Chiesa cattolica. Domenica 19 febbraio una decina di giovani sconosciuti hanno saccheggiato la parrocchia di San Domenico alle prime luci dell’alba. Secondo la testimonianza del parroco, il gruppo era organizzato con zaini per portare via gli oggetti da depredare. Il governo congolese ha condannato l’assalto alla parrocchia ed ha affermato che gli assalitori avevano un movente politico. (L.M.) (Agenzia Fides 20/2/2017)
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AFRICA/SUD SUDAN - Allarme colera: “almeno 300 casi sospetti in un’area vasta e poverissima” afferma il Cuamm
 
Juba (Agenzia Fides) - Sono circa 300 i casi sospetti di colera registrati in pochi giorni a febbraio nelle contee di Yirol East e di Awerial, ma il numero è destinato a crescere perché “allarmanti sono i racconti di chi arriva nei centri sanitari dai villaggi più lontani”. Lo afferma un comunicato inviato all’Agenzia Fides da Medici con l’Africa Cuamm. I dati riportati provengono dalle contee di Yirol East e Awerial (ex Stato dei Laghi) dove il Cuamm lavora e coordina l’attività di 16 centri sanitari periferici, che fanno riferimento all’ospedale di Yirol. Si tratta di un’area che presenta diverse complessità, dalle difficoltà per raggiungere le comunità che vivono sparse lungo il Nilo e lontane dai centri sanitari, alla problematica dell’offrire servizi adeguati a una popolazione che, dal dicembre 2013, è cresciuta sotto l’influsso di migliaia di sfollati.
“Non abbiamo ancora la conferma ufficiale che si tratti di colera, ma noi che siamo lì pensiamo sia molto probabile” dice Giovanni Dall’Oglio, responsabile dell’intervento del Cuamm nella zona. Nel novembre 2016, l’intervento del Cuamm nell’ex Stato dei Laghi si è esteso fino a coprire tutte e 8 le contee (comprese quelle colpite dall’epidemia di colera), arrivando a supportare 3 ospedali e 90 centri di salute periferici, per una popolazione beneficiaria di poco meno di 1 milione di abitanti, circa 250.000 bambini con meno di 5 anni e 58.000 donne in gravidanza. Si tratta di un’area vastissima che comprende anche le sponde del Nilo e le sue isole, zone queste completamente sprovviste di alcun tipo di centro sanitario. (L.M.) (Agenzia Fides 20/2/2017)
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ASIA/INDONESIA - Nasce "Televita", la prima Tv cattolica
 
Giacarta (Agenzia Fides) - L'Indonesia ha la sua prima televisione cattolica che trasmette in streaming e ben presto andrà su una frequenza satellitare. Come Fides apprende dalla Commissione per le comunicazioni sociali dell'arcidiocesi di Jakarta, il primo canale televisivo cattolico si chiama "Hidup TV", dal termine “hidup” che significa "vita".
La Tv è stata presentata durante la riunione annuale di "Signis Indonesia" tenutasi a Java centrale, nei giorni scorsi. Tra i membri di "Signis Indonesia" vi sono i responsabili della Commissione per le comunicazione sociali a Giacarta.
Durante la riunione, padre Harry Sulistiyo, responsabile della Commissione di Giacarta, ha condiviso con gli altri responsabili diocesani del settore il progetto della stazione televisiva, vista soprattutto come "un'occasione pastorale". Padre Sulistiyo ha informato che Hidup Tv trasmette programmi in streaming e a breve si svilupperà attraverso la frequenza satellitare Q-Band, visibile con una parabola in tutta l'Indonesia. Il Segretario esecutivo della Commissione episcopale per le comunicazioni sociali, p. Kamilus Pantus, ha detto a Fides: "Ringraziamo l'Arcivescovo Ignatius Suharyo di Jakarta che ha incoraggiato e sostenuto la Commissione per le comunicazioni sociali nell'ideare e fondare la Hidup Tv".
L'idea è dare alla Tv un volto soprattutto pastorale, facendone un supporto alla predicazione e alla catechesi. Si tratta di un progetto che nasce già come interdiocesano e che potrà diffondere notizie ed esperienze specifiche di ogni diocesi. "Tutte le commissioni diocesane per le comunicazioni sociali potranno contribuire con produzioni e programmi di diversi formati: forum a filmati, documentari, musica che saranno trasmessi di Hiup Tv" .
Padre Sette Lalu, direttore della Commissione per le comunicazioni sociali nella diocesi di Manado (sull’isola indonesiana di Sulawesi) ha confermato il suo sostegno al progetto e, in un colloquio con l'Agenzia Fides, ha detto che considera Hidup Tv "una iniziativa creativa per rispondere alle necessità dei fedeli, in un mondo segnato dallo sviluppo delle tecnologie dell'informazione".
Oggi Hidup Tv trasmette in streaming digitale tre ore al giorno, e in un prossimo futuro arriverà fino a otto ore al giorno. Fra le trasmissioni attualmente esistenti, vi sono programmi dedicati a riflessioni e commenti spirituali, programmi per bambini, programmi musicali. (PA-PP) (Agenzia Fides 20/2/2017)
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ASIA/TURCHIA - Il Catholicos armeno Karekin II convoca un summit per affrontare i problemi interni del Patriarcato armeno di Costantinopoli
 
Erevan (Agenzia Fides) - Il Patriarca Karekin II, Catholicos di tutti gli Armeni, ha convocato a Erevan, presso la Sede patriarcale del Catholicosato di Echmiadzin, alcuni dei protagonisti della disputa in atto intorno alla prossima elezione del Patriarca armeno apostolico di Costantinopoli, nel tentativo di sciogliere i nodi di una vicenda che continua ad aggrovigliarsi. Il summit tra il Catholicos Karekin e i membri autorevoli del Patriarcato armeno apostolico di Costantinopoli – riferiscono fonti armene - è in programma per la settimana corrente.
La guida del Patriarcato armeno apostolico di Costantinopoli, con sede a Istanbul, appare incerta da quando, nel 2008, il Patriarca Mesrob II Mutafyan è stato colpito da una malattia incurabile. Da allora, le funzioni di Vicario del Patriarca sono state assolte dall'Arcivescovo Aram Ateshyan. Negli ultimi anni la comunità armena apostolica di Turchia vive un dibattito, a tratti lacerante, sulla possibile successione di Mesrob, con membri autorevoli della comunità armena presente in Turchia che sostenevano la necessità urgente di eleggere un Co-Patriarca con funzioni piene, e altri che si richiamavano alle strette regole secondo cui non era possibile procedere all'elezione di un nuovo Patriarca fino a quando era in vita il suo predecessore.
La situazione si era sbloccata lo scorso ottobre, quando l'Assemblea sinodale del Patriarcato armeno aveva annunciato il ritiro di Mesrob dalle funzioni patriarcali, ed erano state avviate, con il placet delle autorità civili, le procedure per l'elezione di un nuovo Patriarca. Nelle scorse settimane si era consumato un nuovo scontro tra il Vescovo armeno apostolico Sahak Mashalyan e il Vicario generale Aram Ateshyan, con il primo che aveva accusato il secondo di ostacolare dalla sua posizione il processo elettorale. Tra i due contendenti – riferiscono fonti mediatiche turche, consultate dall'Agenzia Fides – era poi stato concordato un protocollo in base al quale l'elezione del nuovo Patriarca si sarebbe dovuta tenere il prossimo 28 maggio. Ma proprio questo accordo locale sembra aver provocato obiezioni da parte del Catholicosato di Echmiadzin: secondo i media turchi, il Catholicos Karekin ha giudicato il protocollo sottoscritto da Ateshyan e Mashal yan come una violazione dei regolamenti in vigore per l'elezione patriarcale, e per questo ha convocato a Erevan i due Vescovi e altri rappresentanti del Patriarcato armeno apostolico di Costantinopoli, con l'intento di superare le divergenze e concordare insieme una procedura elettorale legittima e riconosciuta da tutti. (GV) (Agenzia Fides 20/2/2017).
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ASIA/LIBANO - Trasferta libanese per Marine Le Pen. In agenda anche l'incontro con il Patriarca maronita
 
Beirut (Agenzia Fides) – Se diventerà presidente della Francia, Marine Le Pen riallaccerà i rapporti diplomatici ufficiali con la Siria di Assad e farà riaprire l'ambasciata francese a Damasco. La candidata all'Eliseo, leader del Front National, ha confermato le sue intenzioni programmatiche relative al dossier siriano nelle interviste rilasciate alla stampa libanese, in occasione della visita di 48 ore che sta compiendo nel Paese dei Cedri. Nel corso della sua breve trasferta in Libano, Marine Le Pen è stata già ricevuta dal Presidente Michel Aoun nel Palazzo presidenziale di Babda. L'agenda del breve viaggio prevede anche incontri di Le Pen con il Patriarca maronita Boutros Bechara Rai, con il Premier libanese Saad Hariri e con il politico Samir Geagea, leader delle Forze Libanesi.
Nell'incontro con il Presidente Aoun – riferiscono i media libanesi - Marine Le Pen ha raccontato di aver fatto riferimento alla lotta al fondamentalismo di matrice islamista come terreno di collaborazione tra Libano e Francia, e ha richiamato la necessità di un più deciso sostegno internazionale che aiuti le istituzioni e la popolazione libanese ad affrontare l'emergenza dei rifugiati provenienti da Siria e Iraq. (GV) (Agenzia Fides 20/2/2017). 
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AMERICA/NICARAGUA - Cresce l'attesa per il "Memorándum de entendimiento"
 
Managua (Agenzia Fides) – Cresce l'aspettativa per il "Memorándum de entendimiento" che l'Organizzazione degli Stati Americani (OEA) dovrà firmare il 28 febbraio insieme al governo di Daniel Ortega, indicando le azioni da intraprendere per rafforzare le istituzioni democratiche. Da parte dell'opposizione, secondo quanto informa una nota pervenuta a Fides, c’è molto pessimismo dopo che il 20 gennaio (vedi Fides 26/01/2017) il rapporto pubblico che valutava lo svolgimento delle ultime elezioni e l'esercizio della democrazia nel paese aveva ignorato completamente il contributo di alcuni settori, tra cui i rappresentanti dei contadini e della Chiesa cattolica.
Il rapporto del 20 gennaio era la prima risposta agli accordi dell’ottobre 2016, quando l'OEA aveva messo in guardia il governo di Ortega del suo intervento come osservatore privilegiato alle elezioni vinte dallo stesso Ortega.
Il 28 febbraio quindi il governo del Nicaragua e l'OEA firmeranno un "Memorándum de Entendimiento" che prevede, entro tre anni, la realizzazione di iniziative specifiche “per quanto riguarda le attività di monitoraggio delle elezioni municipali del novembre 2017, il miglioramento del sistema di rappresentatività politica e i meccanismi legali per rafforzarla", si legge nella nota pervenuta a Fides.
Alcuni membri dell'opposizione hanno detto che aspettano il 28 febbraio per pronunciarsi, dicendo: "Speriamo che l’OEA non perda questa opportunità in favore della democrazia del Nicaragua".
Oggi la Conferenza Episcopale del Nicaragua (CEN) si riunisce per la sua Assemblea, durante la quale rifletterà sul suo programma durante questo anno 2017, mentre la comunità cattolica aspetta sempre una parola di orientamento dinanzi alla situazione che vive il paese.
(CE) (Agenzia Fides, 20/02/2017)
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AMERICA/GUATEMALA - Continua il flusso di migranti che arrivano in Guatemala per raggiungere gli Stati Uniti
 
Città del Guatemala (Agenzia Fides) – Continua il flusso di migranti che arrivano in Guatemala con la speranza di poter raggiungere in qualche modo gli Stati Uniti: lo segnala una nota di Prensa Latina, giunta a Fides, dove si informa che dall'inizio del 2017 sono ormai 1.254 i migranti arrivati in Guatemala senza documenti. La Direzione Generale della Migrazione (DGM) ha segnalato inoltre che di questi 953 sono donne. Fra i paesi di provenienza troviamo: Haiti, Eritrea, Guinea, Cuba, India, Nepal ed altri ancora, sia pure in numero minore. Da rilevare la crescita degli africani.
La nota informa che un gruppo di migranti sono stati messi in salvo dalla Polizia Nazionale Civile del Guatemala: una rete criminale li aveva infatti sequestrati e chiedeva, a loro o ai loro familiari, 40 mila dollari per liberare ognuno. La nota segnala che, secondo il protocollo, queste persone vengono fermate per essere registrate e coordinare il ritorno ai loro paesi d'origine. Secondo la Commissione della Mobilità Umana del Congresso del Guatemala, nel 2016 sono stati registrate in questa situazione 8.387 persone.
Dopo l'aumento delle misure di sicurezza alla frontiera meridionale del paese (vedi Fides 14/02/2017), i gruppi di migranti non sono diminuiti, ma hanno cercato altre vie d'ingresso in Guatemala, paese che rappresenta la "porta d'ingresso" al Messico, vicino degli Stati Uniti.
(CE) (Agenzia Fides, 20/02/2017)
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AFRICA/RD CONGO - Dimissioni del Vescovo di Mweka e nomina del successore
 
Città del Vaticano (Agenzia Fides) – Il Santo Padre Francesco, in data 18 febbraio 2017, ha accettato la rinuncia al governo pastorale della diocesi di Mweka (Repubblica Democratica del Congo), presentata da S.E. Mons. Gérard Mulumba Kalemba. Il Papa ha nominato Vescovo di Mweka il p. Oscar Nkolo Kanowa, C.I.C.M., Economo nel Noviziato dei Missionari di Scheut di Mbudi, Kinshasa.
Il Rev.do P. Oscar Nkolo Kanowa, C.I.C.M., è nato l’8 settembre 1957 a Mbuji-Mayi. Ha frequentato la scuola primaria a Kamilabi-Kananga e quella secondaria presso il Seminario Minore di Kabwe. È, poi, entrato nel Seminario Maggiore Interdiocesano di Kasai-Kabwe, per il ciclo di Filosofia. Nel 1981 è passato nel Noviziato dei Padri Scheut a Mbudi, Kinshasa. Ha emesso i primi voti nel settembre 1982 e quelli perpetui nel settembre 1986. È stato ordinato sacerdote il 19 luglio 1987.
Dopo l’ordinazione ha trascorso 10 anni in missione nella Repubblica Dominicana, dove ha assunto varie responsabilità: 1988-1995: Vicario parrocchiale e Parroco di San Antonio da Padova, assumendo nel contempo il servizio dell’Economato della Provincia dominicana; 1995-1997: Vice Provinciale della Repubblica Dominicana; 1996-1998: Rettore del Pre-noviziato; 1998-1999: Studi per Formatore alla St. Louis University (USA); 1999-2000: Rettore dello Scolasticato a Kinshasa; 2001-2003: Membro del governo provinciale e Procuratore aggiunto della Provincia; 2004-2012: Superiore provinciale del Kasayi (2 mandati successivi) e dell’Africa Australe (1 mandato); dal 2014: Economo del Noviziato internazionale di Mbudi, a Kinshasa.
La Diocesi di Mweka, eretta nel 1964, è suffraganea dell'Arcidiocesi di Kananga, ha una superficie di 21.700 kmq e una popolazione di 850.535 abitanti, di cui 355.840 sono cattolici. Ci sono 14 parrocchie, 41 sacerdoti (31 diocesani e 10 religiosi), 14 fratelli religiosi, 13 suore e 33 seminaristi. (SL) (Agenzia Fides 20/02/2017)

Foglio della Collaborazione Pastorale Di San Giorgio di Nogaro

Il Papa a 50 anni dal sisma in Friuli: il ricordo della tragedia promuova fraternità e carità

  Il Papa a 50 anni dal sisma in Friuli: il ricordo della tragedia promuova fraternità e carità  Oggi, 3 maggio, a Gemona, la Messa presied...