Agenzia Fides 12 ottobre 2019


 


VATICANO - "Cor ad Cor loquitur": Atto accademico all'Università Urbaniana sul Beato John Henry Newman

Città del Vaticano (Agenzia Fides) - "John Henry Newman, un anno prima della morte, nel 1879, creato cardinale da Papa Leone XIII, scelse come motto per il suo stemma cardinalizio l’espressione, direi di sapore agostiniano, 'Cor ad cor loquitur', riassuntiva della profondità del suo percorso di ricerca intellettuale e spirituale. La Chiesa del nostro tempo, ormai determinata a percepirsi e a operare “in uscita missionaria” verso il ‘tutto’ di tutti, ha la consapevolezza di godere il bene della sua testimonianza e della sua vasta opera di ricerca della verità. Sa di potersi affidare a lui come ad un maestro della carità del sapere integrale dell’uomo illuminato dalla Rivelazione cristiana": così si è espresso il Cardinale Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione dell'Evangelizzazione dei Popoli, presenziando, in qualità di Gran Cancelliere, all'Atto accademico straordinario in onore del Beato John Henry Newman, organizzato l'11 ottobre alla Pontificia Università Urbaniana. John Henry Newman - che, già fatto beato nel 2010 da papa Benedetto XVI, domenica 13 ottobre verrà canonizzato da Papa Francesco - fu "celebre e amato alunno" dell'Urbaniana dal 9 novembre 1846 fino al 28 giugno 1847.
il cardianle ha epsresso "compiacimento per aver dato vita a questo momento di riflessione sul significato della santità e della dottrina di un singolare figlio e della Chiesa Anglicana (prima) e della Chiesa Cattolica (dopo)".
"Compiuti gli studi teologici previsti nel Collegio di Propaganda Fide e ordinato sacerdote il 30 maggio del 1847 nella cappella interna al Collegio - ha ricordato il Prefetto - Newman fece ritorno in Inghilterra dove, nel 1848, a Birmingham fondò il primo Oratorio inglese di San Filippo Neri, dando avvio ad una nuova stagione di studi e di attività pastorale. Accolto l’invito dell’arcivescovo Cullen a fondare la prima Università cattolica irlandese ne fu ispiratore e primo Rettore dal 1851 al 1856". Negli anni successivi Newman sperimentò dapprima incomprensioni da parte cattolica soprattutto a causa delle sue idee sul "consensus fidelium" come parte integrante dell’indefettibilità della Chiesa in materia di fede e poi - ha proseguito il Cardinale Filoni - all’indomani dei Decreti del Concilio Vaticano I, una certa ostilità da parte di esponenti della Chiesa anglicana.
Il Gran Cancelliere ha rimarcato: "La sua presenza nella Chiesa rinata con l’evento del Concilio Vaticano II rimane viva anche in quest’ora della piena attuazione degli insegnamenti da esso generati", accennando, poi, al legame tra Newman e il rinnovamento della Chiesa tracciato dal Vaticano II.
"Un anno prima della chiusura dei lavori conciliari, il filosofo cattolico Jean Guitton su L’Osservatore Romano del 1964 osservò: “I grandi geni sono dei profeti sempre pronti a rischiarare i grandi avvenimenti, i quali, a loro volta, gettano sui grandi geni una luce retrospettiva che dona loro un carattere profetico. È come il rapporto che intercorre tra Isaia e la passione di Cristo, reciprocamente illuminati: così Newman rischiara con la sua presenza il Concilio e il Concilio giustifica Newman”.
Il Cardinale ha rilevato "i molteplici e profondi i segni" della "reciproca illuminazione": il ruolo del laicato in tutte le espressioni della vita e missione della Chiesa; la tensione ecumenica come permanente compito dell’unica Chiesa di Cristo; il primato della coscienza personale, da lui definita come “l’originario vicario di Cristo”, e la conseguente corretta dottrina sulla libertà religiosa; il fecondo rapporto tra la fede e la ragione come tra la Rivelazione e i saperi delle scienze moderne. Il Card. Filoni ha chiesto ai presenti: "Effettivamente, non appare un Agostino dei tempi moderni?".
Parlando della concezione newmaniana della coscienza, il Cardinale ha citato un articolo apparso sulla rivista "Euntes Docete" del 1990, in cui il Card. Joseph Ratzinger ne evidenziò il suo carattere “veritativo”: "Secondo Newman la coscienza – scriveva il futuro Papa Benedetto XVI – deve essere nutrita come un modo di obbedienza alla verità oggettiva”; e ha poi spiegato la "dialogicità tra fede e ragione, quale rimedio all’arroganza della ragione e alla cecità della fede".
Il Prefetto ha concluso augurando all’Università Urbaniana "di distinguersi come luogo e laboratorio della formazione morale e intellettuale integrale e universale": "Così come concepita da Newman, l’Università sia permanentemente aperta, si ponga in ascolto di ogni cultura, fede religiosa e forma di sapere, e ‘impari a imparare’ dalla realtà oggettiva umana e divina". (PA) (Agenzia Fides 12/10/2019)

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EUROPA/ITALIA - Mese Missionario Straordinario: "Battezzati e inviati": attratti dall’amore verso Dio, per riscoprire il dono della vita

Roma (Agenzia Fides) – “Lasciamoci attrarre e conquistare da Gesù Cristo, dal suo amore, affinché possiamo essere suoi testimoni nel quotidiano”. Lo ha detto in un colloquio con l’Agenzia Fides suor Vijaya Stella John Joseph, religiosa indiana appartenente alla Congregazione delle Suore missionarie Scalabriniane, parlando del tema suggerito da "Missio Italia" per la seconda domenica del Mese Missionario Straordinario dell’ottobre 2019, che ha per titolo “Attratti”. “Chi ama si mette in movimento, è spinto fuori da sé stesso, è attratto e attrae”, ha scritto Papa Francesco nel suo messaggio per la Giornata missionaria mondiale del 2019. Proprio sul significato più intrinseco di "attrazione", il 13 ottobre, tutti i battezzati sono invitati a riflettere: “Tutti gli uomini e le donne - prosegue la religiosa - nascono come esseri appassionati. La nostra vita non va avanti per ordini o divieti, ma per una passione: la passione verso Dio che nasce dall’aver scoperto la bellezza di Cristo e del suo amore”.
Facendo riferimento all'esortazione apostolica di Papa Francesco, “Evangelii Gaudium", la missionaria sottolinea: “Il Papa richiama a una 'conversione missionaria' della Chiesa e invita ogni fedele a discernere quale sia il cammino che il Signore gli chiede per raggiungere tutte le periferie che hanno bisogno della luce del Vangelo”. “Dio - continua - ci attira con il volto e la storia di Cristo. Lui è la bella notizia che ci dice che è possibile vivere meglio, per tutti”. Donarsi agli altri, quindi, crea "attrazione": “Non si tratta un compito che qualcuno ci impone - spiega suor Stella - né un onere da sommare ai nostri doveri quotidiani, ma è l’espressione più esatta della nostra stessa identità”. “C’è una direzione e un significato in tutto quello che viviamo - evidenzia in conclusione suor Vijaya Stella John Joseph - è il Regno di Dio che viene, portando a compimento in noi il disegno che il Padre ha su tutta l’umanità e sul cosmo intero”.
(ES) (Agenzia Fides 12/10/2019)


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Guarda la video intervista a suor Stella J. Joseph sul canale Youtube dell'Agenzia Fides -> https://youtu.be/4obR5-Iprow

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AFRICA/SUDAFRICA - Disuguaglianze sociali e "discorsi di odio" alla radice delle violenze xenofobe

Johannesburg (Agenzia Fides) - Diseguaglianze profonde, mancanza di servizi, politici spregiudicati: è questo il mix esplosivo che ha innescato le violenze xenofobe in Sudafrica. Un fenomeno, quello della xenofobia contro i migranti, che torna ciclicamente con raid che distruggono case, negozi, piccole officine e lasciano sul terreno decine di vittime. «Dopo gli attacchi dei primi giorni di settembre che hanno causato decine di morti- spiega a Fides Pablo Velasquez, religioso Scalabriniano che lavora nelle periferie di Johannesburg - in città è tornata la calma, ma c’è ancora tanta paura. Ho trascorso qualche periodo in un campo profughi irregolare dove vivono zimbabweani, mozambicani, somali, etiopi, nigeriani, ghanesi, congolesi. Qui ho toccato con mano la paura. La gente non si fida a lasciare l’area e ad andare in città per vendere le loro povere merci. Temono di essere maltrattate, picchiate, che le loro cose siano distrutte».
Ma da dove nasce tutto quest’odio verso lo straniero? Non c’è una ragione sola, ma un insieme di ragioni. «Vent’anni di democrazia - continua padre Pablo - non hanno risolto i problemi del Paese. Le differenza tra i ricchi, la maggior parte dei quali bianchi, e i poveri è tuttora enorme. La disoccupazione è altissima (ufficialmente è al 30%, ma probabilmente è più elevata, ndr). In molte zone rurali mancano i servizi di base: acqua, elettricità, linee telefoniche, gas, strade, scuole. Il problema della casa è molto sentito. Tutto ciò provoca forti tensioni».
Molti sudafricani si spostano infatti dalla campagna alle township (le baraccopoli) delle grandi città. Qui incontrano gli immigrati, altrettanto poveri. «In molti sudafricani neri - osserva padre Pablo - è ancora vivo il senso di inferiorità imposto per decenni dal regime di segregazione dei bianchi boeri. Il fatto di essere stati sempre trattati come 'cittadini di serie B' fa sì che la loro frustrazione si riversi sui immigrati che oggi sono gli ultimi degli ultimi. Molti sudafricani vedono nei nuovi arrivati un nuovo nemico di combattere perché poyrebbero sottrarre loro le poche risorse a disposizione. Così scattano violenti pogrom che distruggono le attività dei migranti e, in alcuni casi, arrivano a uccidere gli stranieri».
Alcuni politici locali, in cambio dei voti, soffiano sul fuoco dell’intolleranza. Spiega il sacerdote: «Alcuni politici accendono l’odio e istigano alle violenze. Penso, per esempio, a Jules Malema, capo degli Economic Freedom Fighter, una formazione di estrema sinistra, che prima ha accusato gli immigrati di ogni nefandezza e poi ha rivolto le sue parole di fuoco contro i bianchi. Distilla odio che permea nella società e infuoca gli animi. La Chiesa cattolica, pur minoritaria nel Paese, ha levato il suo grido contro questi atti xenofobi. Mons. Buti Tlhagale, Arcivescovo di Johannesburg ha paragonato la xenofobia al nazismo. Ha ragione. Se non fermiamo subito questi atti ci troveremo di fronte a una violenza senza pari». (ES) (Agenzia Fides 12/10/2019)


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ASIA/PAKISTAN - Le Chiese: "No" alla nazionalizzazione di un antico collegio cristiano

Islamabad (Agenzia Fides): “Le Chiese cristiane stanno facendo un ottimo lavoro per lo sviluppo del Paese; vogliamo continuare a lavorare per migliorare la comunità, soprattutto nel settore del'istruzione. Condanniamo la decisione del governo della provincia di Khyber PakhthunKhwa (KPK) e ci appelliamo per revocare l'ordine di nazionalizzazione dell'Edwardes College”. Lo dice all'Agenzia Fides l'Arcivescovo Joseph Arshad, alla guida della diocesi di Islamabad-Rawalpindi e Presidente della Conferenza episcopale del Pakistan.
L'Arcivescovo Joseph Arshad, che è anche a capo della Commissione episcopale "Giustizia e pace" (NCJP) inoltre afferma: "Queste azioni possono influenzare la qualità e il livello di istruzione dell'istituzione. L'opera di istruzione non deve fermarsi a causa di interventi politici. Il governo dovrebbe immediatamente affrontare tali questioni che feriscono i sentimenti delle minoranze in Pakistan".
Martedì scorso l'Alta Corte di Peshawar ha emesso un ordine di nazionalizzazione del più antico istituto di istruzione del territorio, l'Edwardes College di Peshawar. L'Edwardes College nacque come scuola missionaria cristiana chiamata "Edwardes High School" fondata dalla "Church Missionary Society" nel 1853. Nel 1900 si trasformò in Collegio e da allora ha funzionato come istituzione privata, gestita ufficialmente dalla diocesi di Peshawar della "Chiesa del Pakistan", la comunità cristiana Anglicana presente in Pakistan.
Nel 1972, quando tutte le istituzioni private furono nazionalizzate dal governo, il suo status indipendente di prestigiosa istituzione privata fu riconosciuto e non fu coinvolto in quel processo, mentre oggi il governo della Khyber PakhthunKhwa sostiene che l'istituto era già stato incluso nella lista degli enti da nazionalizzare.
La Commissione "Giustizia e pace" ha espresso serie preoccupazioni per questa "occupazione illegale di proprietà della Chiesa". In una dichiarazione congiunta della Commissione, l'Arcivescovo Joseph Arshad, Presidente, p. Emmanuel Yousaf Mani, Direttore nazionale e Cecil Shane Chaudhry Direttore. esecutivo hanno deplorato questa "azione illegale" del governo provinciale, chiedendo di restituire alla Chiese istituti come l'Edwardes College, il Gordon College (Rawalpindi),il Murray College (Sialkot) e altri istituti nazionalizzati negli anni '70 e mai resi alle Chiese.
Secondo p. Emmanuel Yousaf Mani, direttore nazionale della NCJP, "questo tipo di azioni scoraggiano le comunità cristiane a lavorare per il progresso del Pakistan", mentre Cecil Shane Chaudhry ha rimarcato "il sabotaggio dei diritti delle minoranze religiose".
A Peshawar diverse organizzazioni cristiane, come la Ong "Pakistan Minority Rights Commission" (PMCR), e semplici cittadini hanno protestato contro la decisione della nazionalizzazione, dicendosi pronti a "marciare fino a Islamabad" per difendere i legittimi diritti. (AG-PA) (Agenzia Fides 12/10/2019)







Agenzia Fides 8 ottobre 2019

VATICANO - La preghiera, anima della missione: il Rosario per il Mese Missionario Straordinario
 
Roma (Agenzia Fides) - "Preghiamo per l'opera dei missionari e per l'annuncio del Vangelo; oggi in particolare preghiamo per il Sinodo sull'Amazzonia. Non dimentichiamo, inoltre, i cristiani perseguitati e che hanno perso la libertà": sono le parole pronunciate dal Cardinale Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, che ieri, 7 ottobre, ha presieduto la celebrazione del Rosario nella Basilica papale di Santa Maria Maggiore, in occasione del Mese Missionario Straordinario, proclamato da Papa Francesco per l'Ottobre 2019. La Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli e le Pontificie Opere Missionarie hanno invitato "Radio Maria" a organizzare l'evento, che ha avuto una rilevanza mondiale, poiché trasmesso in diretta radiofonica e video dalle quasi 80 emittenti di "Radio Maria" sparse nei cinque continenti.
"E' stata una preghiera realmente missionaria, in cui si è avvertita l'universalità della Chiesa", racconta all'Agenzia Fides suor Roberta Tremarelli, Segretaria generale della Pontificia Opera dell'Infanzia Missionaria, una delle quattro Pontificie Opere Missionarie, presente all'evento. "La preghiera vissuta dalla assemblea, in una Basilica gremita in ogni ordine di posto da fedeli, preti, religiosi e suore - riferisce suor Tremarelli - è stata intensa e partecipata. Ogni decina di 'Ave Maria' del Rosario è stata dedicata a uno dei cinque continenti e recitata da un rappresentante del continente, in una specifica lingua: latino per l'Europa; francese per l'Africa; spagnolo per l'America; cinese per l'Asia; Inglese per l'Oceania. E, nelle meditazioni legate alla preghiera mariana, si sono ricordate le sfide e le grandi questioni di attualità che si vivono in ogni continente: dal traffico di esseri umani alla sofferenze dei cristiani, dalla povertà alla secolarizzazione, al rispetto della dignità dell'uomo. Abbiamo affidato le sofferenze dell'umanità a Maria, la Madre celeste, rinnovando la certezza del supremo valore missionario della preghiera. La preghiera è e resta l'anima della missione, come ci ha insegnato Santa Teresina del Bambino Gesù".
“Battezzati e inviati: la Chiesa di Cristo in missione nel mondo” è il tema del Mese Missionario Straordinario indetto dal Papa per ricordare il centenario della Lettera apostolica “Maximum illud” di Benedetto XV. Dopo la celebrazione dei vespri presieduta dal Papa il 1° ottobre, e il Rosario del 7 ottobre, domenica 20 ottobre è in programma l’annuale Giornata missionaria mondiale con la Messa presieduta dal Papa alle 10.30 in piazza San Pietro. Il Mese Missionario Straordinario, come ampiamente documentato dall'Agenzia Fides, si celebra nelle Chiese locali, a livello nazionale o diocesano. (Agenzia Fides 8/10/2019)
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AFRICA/CAMERUN - Speranza dal dialogo nazionale per mettere fine alla crisi secessionista nelle aree anglofone
 
Yaoundé (Agenzia Fides) - “Tutti hanno potuto esprimere il proprio punto di vista e ognuno torna a casa con un risultato” ha affermato Sua Eminenza il Cardinale Christian Wiyghan Tumi Arcivescovo emerito di Douala, al termine del gran dibattito nazionale che si è tenuto in Camerun dal 30 settembre al 4 ottobre, per cercare di risolvere la crisi nelle due regioni anglofone del Paese (vedi Fides 24/9/2019). Sua Ecc. Mons. Abraham Boualo Kome. Vescovo di Bafang e Presidente della Conferenza Episcopale del Camerun, ha affermato di “aver partecipato alle sessioni di lavoro notando la libertà di discussione nelle diverse commissioni. Un dialogo basato sulla verità è destinato a portare buoni frutti”.
Dal 2016 le due regioni, nel nord-ovest e nel sud-ovest, sono in preda ad una crisi secessionista nata dalla richiesta delle popolazioni locali anglofone di potere utilizzare la lingua inglese al posto di quella francese a scuola e nei tribunali. Una guerra che ha già provocato la morte di 2.000 persone, ha costretto alla fuga oltre 500.000 abitanti delle due regioni mentre oltre 600.000 bambini non sono potuti andare a scuola.
Per facilitare il dialogo, il Presidente Paul Biya ha ordinato il rilascio di 333 separatisti e di alcuni oppositori politici, tra cui Maurice Kamto, che era arrivato secondo nelle elezioni presidenziali del 2018. Dopo quattro giorni di dibattito, si è pervenuti ad una proposta per la concessione di uno "status speciale" per le due regioni di lingua inglese, i cui contorni però sono ancora vaghi.
Al dialogo hanno partecipato alcuni esponenti della società civile ma non i leader dei gruppi armati separatisti. Sul terreno la situazione rimane comunque difficile, come dimostrato dal ripetersi di rapimenti di civili a scopo di estorsione da parte dei separatisti, Tra i rapiti c’è pure don Augustine Nkwain, Segretario per l’educazione cattolica dell’Arcidiocesi di Bamenda, che è stato trattenuto per 24 ore per essere poi liberato il 4 ottobre. (L.M.) (Agenzia Fides 8/10/2019)
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ASIA/GIORDANIA - 150 anni di “missione” delle scuole cattoliche in Giordania
 
Amman (Agenzia Fides) – Le scuole cattoliche del Patriarcato latino di Gerusalemme celebrano i 150 anni dall’inizio della loro avventura nelle terre oggi governate dal Regno Hascemita. E con l’occasione riaffermano la loro missione culturale e spirituale al servizio della popolazione locale, in larga maggioranza musulmana, portata avanti anche grazie al contributo dell’Ordine del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Alla cerimonia per il 150esimo anniversario dalla fondazione delle prime scuole cattoliche nelle terre oltre il fiume Giordano, svoltasi sabato 5 ottobre a Amman, presso il Centro Nostra Signora della Pace, hanno preso parte, tra gli altri, il vice-Primo Ministro giordano Marwan Moasher, il Vescovo William Shomali (Vicario patriarcale del Patriarcato latino di Gerusalemme per la Giordania), e il Patriarca latino emerito di Gerusalemme, Fouad Twal.
Padre Wissam Mansour, Direttore generale delle scuole del Patriarcato Latino in Giordania, ha riferito che attualmente le 25 scuole e i 18 asili che in Giordania fanno capo al Patriarcato latino di Gerusalemme servono una popolazione scolastica di 11mila allievi e studenti, cristiani e musulmani.
La prima scuola cattolica nel territorio dell’attuale Giordania, fu fondata nella città di Salt da don Alessandro Macagno, il mitico Abuna Skandar, che predicava il Vangelo alle tribù di beduini cristiani sperduti oltre il Giordano vivendo come loro nella tenda, e portandosi dietro un altare mobile per celebrare l’Eucaristia. A quel tempo il governatore ottomano non voleva concedere il permesso: furono gli abitanti del luogo, cristiani e musulmani insieme, a vincere le resistenze. Anche i beduini musulmani avevano capito che potevano aspettarsi solo cose buone da quell’uomo che insegnava loro a leggere e a scrivere.
Nella seconda metà dell’Ottocento, quelle fondate oltre il Giordano dai preti del neoeretto Patriarcato latino di Gerusalemme furono le prime scuole aperte in un mondo chiuso e marginale, tutto definito dalle pratiche sociali del tribalismo. Insegnare agli ignoranti è un’opera di misericordia spirituale. E l’insegnamento offerto a tutti – cristiani e musulmani, poveri e ricchi, tribù del nord e tribù del sud – fu il passepartout che permise alla testimonianza apostolica di attecchire in zone rurali o desertiche, che per secoli non avevano visto nessuna iniziativa pastorale cattolica.
Grazie alla loro opera educativa, le scuole cattoliche della Giordania hanno acquisito, da tempo, pieno diritto di cittadinanza nel Paese. Quando fu creato il Regno hashemita di Giordania, la rete scolastica del Patriarcato latino – presto affiancata dai grossi collegi inaugurati ad Amman da congregazioni religiose cattoliche – rappresentava ancora l’unico sistema educativo “autoctono” esistente. (GV) (Agenzia Fides 8/10(2019)
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AMERICA/NICARAGUA - Il Card. Brenes: “Continuiamo a pregare per chi non è d'accordo con noi e ci perseguita”
 
Managua (Agenzia Fides) – L'Arcivescovo di Managua, il Cardinale Leopoldo Brenes, dopo la celebrazione eucaristica domenicale del 6 ottobre, ha risposto alle domande dei giornalisti sulle provocazioni dei militari in alcune parrocchie in occasione delle celebrazioni liturgiche e sui commenti dei politici. Il Cardinale ha confermato che ciò non accade solo con padre Edwin Román (vedi Fides 29/08/2019), ma si verifica anche in diverse parrocchie del paese, e ha concluso: "Continuiamo a pregare per coloro che non sono d'accordo con noi, per coloro che parlano male di noi e ci perseguitano".
Il Cardinale Brenes ha chiarito anche il paragone che gli era stato riferito, fatto da un politico, fra il presidente Ortega e Gesù: "Neanche i migliori uomini di Dio si sono mai paragonati a Gesù, proprio in questo Mese Missionario il Santo Padre ci ha offerto tanti esempi da seguire, di persone che hanno perfino donato la propria vita come missionari, ma nessuno, dico proprio nessuno, si è paragonato a Gesù. Queste persone (politici) non le conosco, ma può essere che lo abbiano fatto per ignoranza o per la voglia di farsi notare".
Sulla situazione di violenza, specialmente sulla costa e in alcune comunità del nord del Paese, il Cardinale si è unito alle richieste fatte dai Vescovi della zona, chiedendo la fine della violenza. Ha sottolineato l'esistenza di gruppi armati, al di fuori della legge, che hanno commesso vari crimini in questa area. “Questa è una cultura della morte, della mancanza di rispetto per la vita” ha affermato, ricordando le oltre 48 donne uccise, cui si aggiunge l'ultimo caso della giovane nordamericana uccisa a Matagalpa.
Secondo informazioni raccolte da Fides, è aumentata la violenza in diverse zone interne del paese, dove sono stati uccisi anche leader contadini. Nelle ultime due settimane il Movimento Contadino del Nicaragua si è fatto sentire con proteste e manifestazioni in seguito alle notizie sulla possibilità che venga ripreso il mega progetto del Canale Interoceanico (vedi Fides 15/06/2015, 22/04/2016, 30/11/2016), al quale il Movimento si è sempre opposto per molti motivi.
Dalle dichiarazioni di Medardo Mairena, Coordinatore del Movimento Contadino, è venuta la conferma che agricoltori e contadini del Nicaragua sono mobilitati da 6 anni contro il progetto. La lotta è iniziata per la difesa delle terre e dall'aprile 2018 ha sostenuto le rivendicazioni degli studenti. Diversi di loro hanno subito l’esilio, la prigione e persino la morte per affrontare il regime di Daniel Ortega. Medardo Mairena ha ricordato alla stampa che il Movimento Contadino è una realtà viva, protagonista della vita economica e sociale del paese.
(CE) (Agenzia Fides, 08/10/2019)
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AMERICA/REP. DOMINICANA - Incontro nazionale di pastorale: un popolo di discepoli missionari, con esperienza personale di Gesù
 
Santo Domingo (Agenzia Fides) – I Vescovi della Repubblica Dominicana, insieme a più di 300 operatori pastorali laici provenienti dalle 12 diocesi del paese, hanno dato vita al 37° Incontro nazionale di Pastorale, che si è tenuto dal 3 al 5 ottobre presso la Escuela de Evangelización Juan Pablo II. Promosso dalla Conferenza Episcopale Dominicana, attraverso il suo Istituto nazionale di Pastorale (INP), l’incontro aveva per obiettivo quello di dare risposta alle necessità fondamentali della Chiesa e della società, valutando il lavoro pastorale dell’anno in corso, e di pianificare quello del 2020, stabilendo l’itinerario nazionale di evangelizzazione secondo il Piano nazionale.
Ogni anno l’INP, secondo le informazioni giunte all’Agenzia Fides dalla Conferenza Episcopale, riunisce Vescovi, sacerdoti, diaconi, religiosi, religiose e laici per verificare il Piano nazionale di Pastorale. Il Piano della Chiesa dominicana si estende per 30 anni, e si articola in 3 tappe di 10 anni ciascuna. Attualmente si sta lavorando nella prima fase della seconda tappa.
“Noi, come leader del popolo di Dio, dobbiamo prendere sul serio l’esperienza della sequela di Dio” ha detto Mons. Rafael Felipe Núñez, Vescovo emerito di Barahona, illustrando il tema che guiderà l’anno pastorale 2020: “Un popolo, discepolo missionario, che ha un’esperienza personale e comunitaria di Gesù Cristo, Parola incarnata”. Mons. José Grullón Estrella, Vescovo di San Juan de la Maguana e Presidente dell’INP, ha presieduto l’invio degli operatori pastorali, esortandoli a “proclamare Gesù incarnato a tutti coloro che cercano il bene comune invece del bene particolare”. Ha anche richiamato l’attenzione sull’uso frequente della bandiera dominicana, nelle elaborazioni grafiche statali e di altri organismi, priva dello scudo centrale, circondato da rami di alloro, che riporta il motto dominicano: "Dios, Patria, Libertad" (Dio, Patria, Libertà). (SL) (Agenzia Fides 8/10/2019)
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OCEANIA/PAPUA NUOVA GUINEA - Mese Missionario Straordinario in Oceania: i laici impegnati nella missione
 
Rabaul (Agenzia Fides) – “E’ facile pensare che i missionari siano solo i sacerdoti Salesiani che ci guidano nella nostra fede, oppure i religiosi impegnati con i giovani e le suore che diffondono la Buona Novella. Ma non è così: la chiamata alla missione è per tutti, non dobbiamo dimenticarlo”: come appreso dall’Agenzia Fides, lo ha detto Matthew Nguyen, missionario laico Salesiano, riferendosi al contesto della Papua Nuova Guinea e delle Isole Salomone, e alle sfide dell’evangelizzazione in Oceania, in occasione della celebrazione del Mese Missionario Straordinario, indetto da Papa Francesco per l’Ottobre 2019.
Rimarcando che la missione è compito di ogni battezzato, non solo di preti e religiosi, Matthew Nguyen ha riferito: “All’Istituto tecnico Don Bosco di Rapolo, nei pressi di Kokopo (provincia d Nuova Britannia Orientale) – prosegue – siamo grati per gli sforzi e l'impegno dei laici che servono in modo semplice ma straordinario. I volontari laici dedicano i loro fine settimana a tenere incontri di catechismo per i bambini della parrocchia appena istituita. I cooperatori salesiani condividono i loro talenti e doni in modo molto pratico. Ogni domenica, queste persone si recano in diverse comunità e offrono controlli medici di base agli abitanti del villaggio. Questo servizio aiuta le persone a creare un ‘piano di vita sano’ in modo che possano vivere a lungo e in salute”.
“Questa è missione” ha insistito, ricordando il tema del Mese Missionario Straordinario "Battezzati e inviati: la Chiesa di Cristo in missione nel mondo". “L’amore verso Cristo e verso il prossimo spinge la missione nei nostri cuori a donarsi l’un l’altro. Preghiamo per tutti i nostri missionari, affinché possano essere benedetti e incoraggiati a continuare il loro ministero. ‘Vai e proclama la Buona Novella’, ci dice Cristo, e tutte queste persone, religiosi e laici, mettono in pratica l’invito di Gesù”. (AP) (8/10/2019 Agenzia Fides)

XXVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C) 6 ottobre 2019


    XXVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C)


Grado della Celebrazione: DOMENICA
Colore liturgico: Verde

Antifona d'ingresso
Tutte le cose sono in tuo potere, Signore,
e nessuno può resistere al tuo volere.
Tu hai fatto tutte le cose, il cielo e la terra
e tutte le meraviglie che vi sono racchiuse;
tu sei il Signore di tutto l’universo. (Est 4,17b)

Colletta

O Padre, che ci ascolti se abbiamo fede
quanto un granello di senapa,
donaci l’umiltà del cuore,
perché, cooperando con tutte le nostre forze
alla crescita del tuo regno,
ci riconosciamo servi inutili,
che tu hai chiamato a rivelare le meraviglie del tuo amore.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (Ab 1,2-3;2,2-4)
Il giusto vivrà per la sua fede.

Dal libro del profeta Abacuc

Fino a quando, Signore, implorerò aiuto
e non ascolti,
a te alzerò il grido: «Violenza!»
e non salvi?
Perché mi fai vedere l’iniquità
e resti spettatore dell’oppressione?
Ho davanti a me rapina e violenza
e ci sono liti e si muovono contese.
Il Signore rispose e mi disse:
«Scrivi la visione
e incidila bene sulle tavolette,
perché la si legga speditamente.
È una visione che attesta un termine,
parla di una scadenza e non mentisce;
se indugia, attendila,
perché certo verrà e non tarderà.
Ecco, soccombe colui che non ha l’animo retto,
mentre il giusto vivrà per la sua fede».

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 94)
Rit: Ascoltate oggi la voce del Signore.

Venite, cantiamo al Signore,
acclamiamo la roccia della nostra salvezza.
Accostiamoci a lui per rendergli grazie,
a lui acclamiamo con canti di gioia.

Entrate: prostràti, adoriamo,
in ginocchio davanti al Signore che ci ha fatti.
È lui il nostro Dio
e noi il popolo del suo pascolo,
il gregge che egli conduce.

Se ascoltaste oggi la sua voce!
«Non indurite il cuore come a Merìba,
come nel giorno di Massa nel deserto,
dove mi tentarono i vostri padri:
mi misero alla prova
pur avendo visto le mie opere».

SECONDA LETTURA (2Tm 1,6-8.13-14)
Non vergognarti di dare testimonianza al Signore nostro.

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo a Timòteo

Figlio mio, ti ricordo di ravvivare il dono di Dio, che è in te mediante l’imposizione delle mie mani. Dio infatti non ci ha dato uno spirito di timidezza, ma di forza, di carità e di prudenza.
Non vergognarti dunque di dare testimonianza al Signore nostro, né di me, che sono in carcere per lui; ma, con la forza di Dio, soffri con me per il Vangelo.
Prendi come modello i sani insegnamenti che hai udito da me con la fede e l’amore, che sono in Cristo Gesù. Custodisci, mediante lo Spirito Santo che abita in noi, il bene prezioso che ti è stato affidato.

Parola di Dio

Canto al Vangelo (1Pt 1,25)
Alleluia, alleluia.

La parola del Signore rimane in eterno:
e questa è la parola del Vangelo che vi è stato annunciato.
Alleluia.

VANGELO (Lc 17,5-10)
Se aveste fede!

+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, gli apostoli dissero al Signore: «Accresci in noi la fede!».
Il Signore rispose: «Se aveste fede quanto un granello di senape, potreste dire a questo gelso: “Sràdicati e vai a piantarti nel mare”, ed esso vi obbedirebbe.
Chi di voi, se ha un servo ad arare o a pascolare il gregge, gli dirà, quando rientra dal campo: “Vieni subito e mettiti a tavola”? Non gli dirà piuttosto: “Prepara da mangiare, stríngiti le vesti ai fianchi e sérvimi, finché avrò mangiato e bevuto, e dopo mangerai e berrai tu”? Avrà forse gratitudine verso quel servo, perché ha eseguito gli ordini ricevuti?
Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: “Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare”».

Parola del Signore
Preghiera dei fedeli
Dio ci chiede di rimanere saldi nell’ora della prova e di non cedere alla disperazione, sull’esempio di Gesù Cristo, morto in croce per salvarci.
Preghiamo insieme e diciamo: Signore, donaci una fede salda.

1. Perché la nostra fede non si manifesti solo a parole. Preghiamo.
2. Perché il nostro servizio nella comunità non venga sbandierato come un merito. Preghiamo.
3. Perché sappiamo che nulla è definitivo tranne il tuo amore. Preghiamo.
4. Perché dove la nostra speranza ci abbandona arrivi a sostenerci la nostra umiltà. Preghiamo.

O Padre, il cammino lungo cui ci conduci è pieno di distrazioni e di occasioni per perdere la fede: aiutaci a capire che il male non ha l’ultima parola. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.
Preghiera sulle offerte
Accogli, Signore, il sacrificio
che tu stesso ci hai comandato d’offrirti
e, mentre esercitiamo il nostro ufficio sacerdotale,
compi in noi la tua opera di salvezza.
Per Cristo nostro Signore.

Antifona di comunione
Il Signore è buono con chi spera in lui,
con l’anima che lo cerca. (Lam 3,25)

Oppure:
Uno solo è il pane, e noi, pur essendo molti,
siamo un corpo solo, perché partecipiamo tutti dell’unico pane
e dell’unico calice. (cf. 1Cor 10,17)

Oppure:
Dissero gli apostoli a Gesù: “Signore,
aumenta la nostra fede!”. (Lc 17,5)
Preghiera dopo la comunione
La comunione a questo sacramento
sazi la nostra fame e sete di te, o Padre,
e ci trasformi nel Cristo tuo Figlio.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
Commento
È un male molto diffuso tra i credenti quello di considerare la fede come un atteggiamento puramente intellettuale, come la semplice accettazione di alcune verità. Cioè una fede che si traduce in una presa di posizione teorica, senza una vera incidenza sulla vita. Questo squilibrio ha come conseguenza lo scandalo della croce: l’esitazione davanti alle difficoltà che incontriamo ogni giorno e che sono sovente insormontabili se noi non siamo abbastanza radicati in Dio. Allora ci rivoltiamo con la stessa reazione insolente e insultante che scopriamo nelle parole del libro di Abacuc.
Le due brevi parabole del testo evangelico ricordano due proprietà della fede: l’intensità e la gratuità. Per mettere in rilievo il valore di una fede minima, ma solida, Cristo insiste sugli effetti che può produrre: cambiare di posto anche all’albero più profondamente radicato. Per insistere sulla fede come dono di Dio, porta l’esempio del servitore che pone il servizio del suo amore prima di provvedere ai suoi propri bisogni. È l’esigenza del servizio del Vangelo che ci ricorda san Paolo (1Tm 1,1), ma questo stesso apostolo ci avverte che “i lavori penosi” trovano sempre l’appoggio della grazia di Dio.


Agenzia fides 3 ottobre 2019

EUROPA/SVIZZERA - Lettera di "invio in missione" dei Vescovi all’inizio del Mese Missionario Straordinario
 
Friburgo (Agenzia Fides) - “Con questa lettera rinnoviamo l’invio in missione nel nome di Gesù, per rispondere alla chiamata di Dio per la vostra vita! Contiamo su di voi, Cristo conta su di voi e tutta la Chiesa è con voi per percorrere il cammino della conversione pastorale e missionaria. Siate certi della nostra preghiera e della nostra benedizione e ‘andate in tutto il mondo, proclamate il Vangelo a tutte le creature’ (Mc 16.15).” E’ l’invito a tutti i battezzati contenuto nella lettera dei Vescovi svizzeri, diffusa il 1° ottobre, durante la celebrazione di apertura del Mese Missionario Straordinario Ottobre 2019, che si è svolta presso il battistero di Riva San Vitale nel Canton Ticino, il più antico battistero della Svizzera (vedi Fides 19/9/2019).
I Vescovi si rivolgono “a ognuno di voi, cari fratelli e sorelle”, e sebbene auspichino che questo messaggio raggiunga il maggior numero di battezzati, allo stesso tempo vorrebbero che fosse considerato “molto personale”. “Sapete che con il vostro battesimo siete diventati nuove creature e che siete una sola persona con Gesù Cristo? Lui stesso non ha smesso di chiamare e inviare donne e uomini, e prima di salire da suo Padre, vi ha affidato una missione come alla Chiesa intera. La missione dell'inviato non è diversa dalla missione di Gesù stesso. Come successori degli Apostoli, vogliamo proclamare oggi che questo invio che ci rivolge Cristo è di urgente attualità e riguarda voi stessi, inviati in missione in tutto il mondo, iniziando da dove vi trovate”.
Secondo le informazione inviate a Fides da Missio Svizzera, i partecipanti alla liturgia di apertura del Mese Missionario Straordinario erano guidati da sei Vescovi, rappresentanti delle regioni linguistiche, e dal diacono Martin Brunner, Direttore nazionale delle Pontificie Opere Missionarie. I fedeli hanno avuto l'opportunità di rinnovare le loro promesse battesimali attingendo l’acqua dallo storico battistero per aspergersi. L'acqua del battistero è stata poi inviata alle parrocchie dei vari comuni, invitando le comunità locali a rinnovare il loro battesimo e ad essere discepoli missionari. Al termine il Vescovo di Sion, Jean-Marie Lovey, e Presidente del gruppo di lavoro del Mese Missionario Straordinario, ha annunciato la pubblicazione della lettera della Conferenza episcopale svizzera, indirizzata a tutti i battezzati del paese. (SL) (Agenzia Fides 3/10/2019)
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AFRICA - I Vescovi dell’Africa del Nord: “Nell’ultimo anno sono stati fatti passi importanti nella fratellanza islamica-cristiana”
 
Roma (Agenzia Fides) - “Quest'anno è stato caratterizzato da eventi che stimolano le nostre Chiese a lavorare per la fratellanza islamica-cristiana” scrivono i membri della Conferenza dei Vescovi della Regione Nord dell’Africa (CERNA) nel documento conclusivo della loro Assemblea, che si è tenuta a Roma a fine settembre.
Il messaggio, inviato all’Agenzia Fides, cita in particolare la beatificazione del Vescovo Pierre Claverie l'8 dicembre 2018 e dei suoi diciotto compagni e martiri (vedi Fides10/12/2018) che “ha permesso a tutti i cristiani e musulmani riuniti per l'occasione di "disegnare nel cielo dell'Algeria un grande segno di fraternità per il mondo” secondo le parole del Santo Padre indirizzate alla riunione dell'assemblea di Orano”.
“Il documento sulla fraternità umana firmato il 4 febbraio ad Abu Dhabi da Papa Francesco e il grande Imam di al-Azhar, Ahmad al-Tayyeb, ci appare anche come un segnale molto incoraggiante che ci porta ad adottare "la cultura del dialogo come percorso, la collaborazione congiunta come condotta e la conoscenza reciproca come metodo e criterio” sottolineano inoltre i Vescovi della CERNA.
Segue poi la visita di Papa Francesco in Marocco il 30 e 31 marzo. “L'accoglienza che Papa Francesco ha ricevuto dal popolo, dal suo Sovrano e dalle comunità cristiane e le parole scambiate ci incoraggiano nella nostra missione”.
Infine “la scelta di Mons. Cristóbal Lopez Romero, Arcivescovo di Rabat, come Cardinale, ci incoraggia anche a condividere meglio il modo in cui viviamo la gioia del Vangelo, specialmente nel dialogo interreligioso e nell'accompagnamento delle persone più fragili”.
I Vescovi del Nord d’Africa invitano alla preghiera “per i nostri Paesi e in particolare la Libia, il cui Vescovo non ha potuto unirsi a noi” e dichiarano di voler “impegnarci di più come Chiesa, in collaborazione con i musulmani, in un servizio comune per i fragili e i poveri”.
“I nostri Paesi sono contrassegnati dalla presenza di migranti che ci ricordano i grandi sconvolgimenti economici, climatici e politici del nostro mondo” sottolinea il messaggio. “Siamo convinti che la lotta contro questi sconvolgimenti sia l’unica maniera efficace per consentire a tutti di scegliere di vivere nella terra dei propri antenati. Nei nostri Paesi, oggi, vogliamo sostenere coloro che stanno vivendo la sofferenza della migrazione”. (L.M.) (Agenzia Fides 3/10/2019)
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AFRICA/KENYA - Rinnovamento missionario della Chiesa in Africa, in vista del 400° anniversario di fondazione di “Propaganda Fide”
 
Nairobi (Agenzia Fides) – “Riunire un numero di accademici per analizzare lo stato dell'evangelizzazione in Africa e proporre possibili nuove strade e soluzioni missionarie”: è stato questo l’obiettivo della prima Conferenza continentale in vista delle celebrazioni per il 400° anniversario di fondazione della Congregazione per l'Evangelizzazione dei popoli (Propaganda Fide), in programma per il 2022, organizzata di recente dal Tangaza University College, dell'Università cattolica dell'Africa orientale (CUEA). Come riferisce p. Joseph Caramazza, comboniano del Tangaza University College, la conferenza, dal tema “Mission in Africa, Evangelizing the Future”, è stata organizzata da Missio Aachen in collaborazione con la Pontificia Università Urbaniana di Roma e il Tangaza University College di Nairobi.
“L'evangelizzazione in Africa richiede un viaggio concreto nel futuro. L’anno dell'evangelizzazione in Africa su questa prospettiva è anche l’anno del nostro rinnovamento missionario di tutta la Chiesa”, ha dichiarato p. Leonardo Sileo, OFM, Magnifico Rettore della Pontificia Università Urbaniana, nel messaggio inviato ai partecipanti, letto a suo nome da p. Paul Steffen, SVD.
I tre punti chiave sui quali si sono confrontati i partecipanti includevano: attività e azioni di avvicinamento del Vangelo al reale contesto sociale culturale e tecnologico; il ruolo delle donne nella vita e nella missione della Chiesa di oggi, che riveste un'importanza particolare e un'opportunità per il rinnovamento missionario; infine il rapporto tra il Vangelo e il futuro dell'umanità visibile nella simbiosi tra missione e sviluppo integrale dell'umanità.
Klaus Vellguth, a nome di “Missio Aachen”, ha fornito una breve panoramica della storia della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, fondata da Papa Gregorio XV nel 1622 per contrastare la perdita di influenza che la Chiesa cattolica aveva subito a causa della diffusione del protestantesimo in Europa. “L'attenzione della congregazione sull'Europa è cambiata rapidamente poco dopo la sua istituzione perché la Chiesa, alla fine dei 30 anni di guerra, non aveva raggiunto un equilibrio tra le chiese cristiane”, ha sottolineato il dott. Klaus.
Tra i documenti presentati alla conferenza, di grande impatto la storia del rapporto di Propaganda Fide con le Chiese locali africane. Le tre conferenze continentali, in Africa (2019), in America Latina (2020) e in Asia (2021) culmineranno in una conferenza intercontinentale a Roma nel 2022.
(AP) (3/10/2019 Agenzia Fides)
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ASIA/COREA DEL SUD - I Vescovi per il Mese Missionario: "Non è il momento dell'auto-compiacimento, ma dell'annuncio del Vangelo ai più poveri"
 
Seoul (Agenzia Fides) - "Vi sono ancora molte persone nella società coreana che non conoscono Gesù né comprendono la sua volontà. Dobbiamo proclamare la Parola di Gesù Cristo e fare del nostro meglio per permettere alla Sua volontà e al Suo amore di permeare ogni angolo della nostra società". E' l'esortazione rivolta a tutti i fedeli coreani dalla Conferenza Episcopale della Corea in occasione del "Mese Missionario Straordinario", proclamato da Papa Francesco per l'ottobre 2019, per celebrare il centenario della Lettera apostolica di Benedetto XV "Maximum Illud".
In un messaggio firmato da p. Thomas Aquinas Kim Joon Chul, Segretario Generale della Conferenza Episcopale della Corea e inviato all'Agenzia Fides, la Chiesa coreana si pone in sintonia con il Santo Padre: "Il Papa ha invitato tutta la Chiesa ad esprimere il suo spirito missionario e il suo zelo. In preparazione al Mese Missionario Straordinario - si legge - la Chiesa cattolica in Corea si sforza di rinnovare la consapevolezza e l'impegno missionario di tutti i credenti".
Il testo ricorda che, come ha detto Papa Francesco nel suo messaggio per la Giornata Missionaria Mondiale 2019, "ogni cristiano è un missionario: per l'amore di Dio, nessuno è inutile o insignificante. Ognuno di noi è una missione per il mondo, poiché ognuno di noi è il frutto dell'amore di Dio".
La nota dell'Episcopato coreano prosegue: "La nostra ragione per proclamare il Vangelo è realizzare il sogno di Gesù affinché tutti i popoli vivano nel Regno di Dio, pieno di amore, pace e speranza. Il Regno di Dio che Gesù voleva non era semplicemente un posto in cui gli uomini possano andare dopo la morte. In realtà, il Regno di Dio è già presente, anche se non ancora pienamente realizzato, nella nostra vita quotidiana. Il Regno di Dio è in mezzo a voi', dice il Vangelo di Luca (Lc 17,21). Il Regno di Dio, che Gesù ha predicato, è una società in cui la giustizia, la pace e l'amore di Dio prevalgono e guidano tutte le cose del mondo. Pertanto, l'autentica attività missionaria è comunicare la volontà del nostro Signore a tutti i popoli e portarli alla pienezza del suo amore, pace e giustizia".
"Oggi, man mano che la società coreana diventa più caotica - rileva il testo giunto a Fides - i valori cristiani, più che mai, devono essere comunicati. Noi cattolici coreani dobbiamo guidare il popolo coreano verso una profonda conversione interiore all'insegna del Vangelo. Se non pratichiamo amore, pace e giustizia per il bene della società, la nostra fede non avrà senso".
I Vescovi riconoscono che "i cattolici coreani hanno dato un contributo importante alla democratizzazione della società coreana e alla promozione dei diritti umani. Tuttavia, questo non è il momento per noi di essere auto-soddisfatti o auto-compiaciuti: piuttosto dovremmo lottare per la crescita spirituale". "Proprio come Gesù ha mostrato il suo amore preferenziale per i poveri, gli emarginati e i reietti della società - conclude la nota - anche noi dovremo portare il Suo amore in tutti gli angoli della società, mostrando attenzione per i più vulnerabili. Attraverso le opere missionarie, le parole di Gesù si diffonderanno fino ai confini della terra". (PA) (Agenzia Fides 3/10/2019)
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ASIA/INDIA - Cristiani in preghiera per l'India in occasione dell'anniversario della nascita di Gandhi
 
Nuova Delhi (Agenzia Fides) - "Preghiamo per l'India e per gli amministratori politici, collaborando per lo sviluppo, il progresso e il bene della nostra Terra Madre": è l'appello diffuso dall'Arcivescovo Anil Couto, alla guida dell'arcidiocesi di Delhi, invitando i cristiani del Paese a pregare, in occasione del raduno di preghiera organizzato il 2 ottobre a Delhi, in occasione del 150° anniversario della nascita del Mahatma Gandhi, il padre della nazione. All'incontro di preghiera, organizzato dalla "Fellowship of Christians" e tenutosi nell'auditorium della scuola Jesus and Mary vicino alla Cattedrale cattolica del Sacro Cuore, hanno preso parte fedeli di oltre 20 denominazioni e organizzazioni cristiane
Tra le autorità politiche presenti vi erano Rakhi Birla, vice presidente dell'Assemblea legislativa di Delhi, Rajendra Pal Gautam, ministro della cultura del governo e Avtar Singh, sindaco di Delhi nord. Durante l'incontro i rappresentanti di varie Chiese hanno pregato per il presidente, per il primo ministro, e per tutti i ministri federali e statali.
La "Fellowship of Christians" è un'iniziativa dell'Arcidiocesi cattolica di Delhi che "intende riunire i cristiani di tutte le confessioni su una piattaforma comune per pregare per la nazione", ha spiegato p.Divino Felix Oliveira, tra gli organizzatori de raduno.
 "Ogni anno in questo giorno noi, cristiani indiani, ci riuniamo per pregare per la nostra nazione", ha aggiunto.
L'India sta affrontando una seria sfida socio-politica, essendo attraversata da fenomeni come i crimini d'odio contro cristiani, musulmani e dalit, mentre l'attuale governo del primo ministro Narendra Modi, del partito nazionalista indù Bharatiya Janata (BJP) è un fiancheggiatore dei gruppi estremisti indù che hanno chiesto l'espulsione di tutti i missionari stranieri dall'India, accusandoli di utilizzare il lavoro sociale come facciata per convertire i dalit.
Mohandas Karamchand Gandhi, comunemente noto con l'appellativo onorifico di Mahatma (in sanscrito: "grande anima"), è stato un politico, filosofo e avvocato indiano, noto come "il padre della patria". Nacque a Porbandar (località attualmente parte dello stato indiano del Gujarat) il 2 ottobre 1869 e morì a Nuova Delhi, 30 gennaio 1948, ucciso con tre colpi di pistola da Nathuram Godse, un fanatico radicale indù che aveva legami anche con il gruppo estremista indù "Mahasabha". (SD) (Agenzia Fides 3/10/2019)
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ASIA/LIBANO - “Giornata della Fraternità umana” promossa a Tripoli dalle POM per celebrare il Mese missionario straordinario
 
Tripoli (Agenzia Fides) - La prima “Giornata di Tripoli per la Fraternità umana” (Tripoli Human Fraternity Day), dedicata al “futuro delle relazioni islamo-cristiane dopo la Missione di Papa Francesco ad Abu Dhabi", si svolgerà domenica 6 ottobre presso il Convento di San Francesco, nella città del Libano settentrionale, sotto l'egida della Pontificia Unione Missionaria, delle Pontificie Opere Missionarie del Libano e della Custodia di Terrasanta. L'evento è organizzato in collaborazione con il Religion & Security Council, con Dialogue for Life and Reconciliation, e con il Sustainable Network di leader religiosi nel nord del Libano.
All’iniziativa interreligiosa saranno presenti come partner numerosi altri organismi e ONG come Caritas Lebanon, la Camera del Commercio di Tripoli, l’Agenzia locale per lo sviluppo economico del Libano settentrionale, il Club degli imprenditori di Tripoli, il Comitato per la gioventù maronita dell’Arcieparchia di Tripoli, il Comitato patriarcale della Gioventù melchita, il Maronite Youth Pastoral Ehden 'gharta, il Middle East Institute for Research and Strategic Studies, il Fly for the Lebanese Youth, il Mousawat Association, e Utopia.
L’ordine dei lavori della giornata prevede un Forum Interreligioso dei Giovani e un Forum Interreligioso dei Leader. Il Forum Interreligioso giovanile coinvolgerà una delegazione di 50 studenti universitari e giovani professionisti delle comunità sunnita, alawita e cristiana di Tripoli e del Libano settentrionale. Il Forum Interreligioso dei Leader vedrà la partecipazione di importanti personalità religiose cristiane e musulmane, tra cui il Gran Mufti di Tripoli e l’Arcivescovo Joseph Spiteri, Nunzio apostolico in Libano.
Nello spirito del Documento sulla Fratellanza umana per la Pace mondiale e la Convivenza comune, sottoscritto ad Abu Dhabi da Papa Francesco e dallo Sheikh Ahmad El Tayyeb, Grande Imam di Al Azhar, il "Tripoli Human Fraternity Day" intende promuovere il dialogo e la cooperazione interreligiosa tra cristiani e musulmani come via per promuovere la convivenza pacifica e l'armonia sociale a Tripoli e in tutto il Nord del Libano.
L'evento si terrà nel quadro del programma di formazione in corso sulla "Missione dei Giovani Cristiani a Tripoli e nel Libano settentrionale", ospitato dal Convento di San Francesco e promosso dalla Pontificia Unione Missionaria e dalle Pontificie Opere Missionarie del Libano. Il programma di formazione fa parte delle iniziative organizzate dalle Pontificie Opere Missionarie del Libano per celebrare il Mese Missionario Straordinario “Ottobre 2019”, convocato da Papa Francesco sul tema "Battezzati e inviati: La Chiesa di Cristo in missione nel mondo". Il Mese missionario straordinario culminerà nella "Giornata Missionaria mondiale"di domenica 20 ottobre, quando si svolgerà anche la cerimonia di chiusura del programma di formazione.
Per venire incontro all'invito di Papa Francesco a rivitalizzare la missio ad gentes e rinnovare la vocazione missionaria nei cristiani di tutto il mondo, il programma di formazione mira a rafforzare l'identità missionaria, la consapevolezza e le competenze dei giovani partecipanti cristiani, preparandoli a impegnarsi attivamente nella società civile, nella vita comunitaria nel contesto interculturale e interreligioso di Tripoli. In tale contesto, il Programma di formazione metterà a fuoco il ruolo specifico dei cristiani e della loro missione rispetto a importanti problematiche locali, come la questione del lavoro e della disoccupazione, la povertà e le opera di carità, la protezione dell'ambiente, i diritti delle donne, l'ecumenismo, la costruzione della pace e la risoluzione dei conflitti. Anche il dialogo interreligioso e le relazioni cristiano-musulmane saranno trattati in occasione della "Tripoli Human Fraternity Day". (Agenzia Fides 3/10/2019)
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AMERICA/COLOMBIA - Ucciso un parroco nel Cauca, terreno di scontro tra bande armate vecchie e nuove
 
Villavicencio (Agenzia Fides) – "Innalziamo preghiere al Signore perché padre Jhony sia accolto nella casa del Padre; preghiamo per la conversione dei suoi assassini e rifiutiamo tutte le forme di violenza che minacciano la vita e la dignità delle persone", con queste parole l'arcidiocesi di Villavicencio, per bocca del suo Pastore, Mons. Oscar Urbina Ortega, informa della morte violenta del presbitero Jhony Ramos, parroco della parrocchia Jesus de la Misericordia nel quartiere Comuneros nella città di Villavicencio, avvenuta il giorno 2 ottobre.
Il sacerdote di 53 anni è stato trovato morto, legato piedi e mani, nella casa parrocchiale. Un primo commento della polizia che investiga su quanto accaduto è che sia stato vittima di un furto, visto che da poco organizzava una lotteria parrocchiale. "I primi segni mostrano che il sacerdote è stato soffocato e colpito alla testa con un elemento contundente, speriamo di saperne di più con i risultati dell'autopsia" ha commentato alla stampa un membro delle forze dell'ordine responsabile dell'indagine.
Padre Jhony è il secondo sacerdote colombiano ucciso in questo anno 2019 (vedi Fides 20/02/2019). Era molto benvoluto da tutti i fedeli, anche se guidava la parrocchia da solo 4 mesi.
Il Cauca è stato conteso tra esercito, paramilitari e guerriglieri delle Fuerzas armadas revolucionarias de Colombia (Farc). Al posto della guerriglia, smobilitata, oggi bande armate vecchie e nuove stanno cercando di “riconquistarlo”. In gioco c’è il controllo dei campi di coca, o meglio, della terra che i gruppi armati vorrebbero trasformare in piantagioni di droga, dato il clima favorevole.
La Chiesa è sempre stata protagonista nel sollecitare la presenza dello Stato e lo sviluppo nella zona. Dopo i violenti scontri del 3 aprile nel Cauca, dove un manifestante è morto e altri sei sono rimasti feriti gravi, il sindaco di Pasto, Pedro Vicente Obando, aveva chiesto di incontrare Mons. Oscar Urbina, Presidente della Conferenza episcopale, con l'obiettivo di chiedere formalmente la mediazione della Chiesa cattolica per cercare di promuovere il dialogo tra le comunità indigene del Cauca e il presidente Duque (vedi Fides 9/04/2019). Il 15 marzo la Chiesa cattolica, attraverso il Vescovo di Popayán e i Vicari Apostolici di Guapi e Tierradentro, le giurisdizioni ecclesiastiche che comprendono il territorio del Cauca, avevano insistito sulla richiesta di "progredire nella costruzione di un popolo riconciliato e pacifico".
(CE) (Agenzia Fides, 03/10/2019)

Foglio della Collaborazione Pastorale di San Giorgio di Nogaro 29 settembre-13 ottobre 2019



XXVI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C) 29 settembre 2019


Grado della Celebrazione: DOMENICA
Colore liturgico: Verde

Antifona d'ingresso
Signore, tutto ciò che hai fatto ricadere su di noi
l’hai fatto con retto giudizio;
abbiamo peccato contro di te,
non abbiamo dato ascolto ai tuoi precetti;
ma ora glorifica il tuo nome e opera con noi
secondo la grandezza della tua misericordia. (Dn 3,31.29.30.43.42)

Colletta

O Dio, tu chiami per nome i tuoi poveri,
mentre non ha nome il ricco epulone;
stabilisci con giustizia la sorte di tutti gli oppressi,
poni fine all’orgia degli spensierati,
e fa’ che aderiamo in tempo alla tua Parola,
per credere che il tuo Cristo è risorto dai morti
e ci accoglierà nel tuo regno.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (Am 6,1.4-7)
Ora cesserà l’orgia dei dissoluti.

Dal libro del profeta Amos

Guai agli spensierati di Sion
e a quelli che si considerano sicuri
sulla montagna di Samaria!
Distesi su letti d’avorio e sdraiati sui loro divani
mangiano gli agnelli del gregge
e i vitelli cresciuti nella stalla.
Canterellano al suono dell’arpa,
come Davide improvvisano su strumenti musicali;
bevono il vino in larghe coppe
e si ungono con gli unguenti più raffinati,
ma della rovina di Giuseppe non si preoccupano.
Perciò ora andranno in esilio in testa ai deportati
e cesserà l’orgia dei dissoluti.

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 145)
Rit: Loda il Signore, anima mia.

Il Signore rimane fedele per sempre
rende giustizia agli oppressi,
dà il pane agli affamati.
Il Signore libera i prigionieri.

Il Signore ridona la vista ai ciechi,
il Signore rialza chi è caduto,
il Signore ama i giusti,
il Signore protegge i forestieri.

Egli sostiene l’orfano e la vedova,
ma sconvolge le vie dei malvagi.
Il Signore regna per sempre,
il tuo Dio, o Sion, di generazione in generazione.

SECONDA LETTURA (1Tm 6,11-16)
Conserva il comandamento fino alla manifestazione del Signore.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo a Timòteo
Tu, uomo di Dio, evita queste cose; tendi invece alla giustizia, alla pietà, alla fede, alla carità, alla pazienza, alla mitezza. Combatti la buona battaglia della fede, cerca di raggiungere la vita eterna alla quale sei stato chiamato e per la quale hai fatto la tua bella professione di fede davanti a molti testimoni.
Davanti a Dio, che dà vita a tutte le cose, e a Gesù Cristo, che ha dato la sua bella testimonianza davanti a Ponzio Pilato, ti ordino di conservare senza macchia e in modo irreprensibile il comandamento, fino alla manifestazione del Signore nostro Gesù Cristo,
che al tempo stabilito sarà a noi mostrata da Dio,
il beato e unico Sovrano,
il Re dei re e Signore dei signori,
il solo che possiede l’immortalità
e abita una luce inaccessibile:
nessuno fra gli uomini lo ha mai visto né può vederlo.
A lui onore e potenza per sempre. Amen.

Parola di Dio

Canto al Vangelo (2Cor 8,9)
Alleluia, alleluia.

Gesù Cristo da ricco che era, si è fatto povero per voi,
perché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà.
Alleluia.

VANGELO (Lc 16,19-31)
Nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti.

+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù disse ai farisei:
«C’era un uomo ricco, che indossava vestiti di porpora e di lino finissimo, e ogni giorno si dava a lauti banchetti. Un povero, di nome Lazzaro, stava alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola del ricco; ma erano i cani che venivano a leccare le sue piaghe.
Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli accanto ad Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto. Stando negli inferi fra i tormenti, alzò gli occhi e vide di lontano Abramo, e Lazzaro accanto a lui. Allora gridando disse: “Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell’acqua la punta del dito e a bagnarmi la lingua, perché soffro terribilmente in questa fiamma”.
Ma Abramo rispose: “Figlio, ricòrdati che, nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora in questo modo lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti. Per di più, tra noi e voi è stato fissato un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi, non possono, né di lì possono giungere fino a noi”.
E quello replicò: “Allora, padre, ti prego di mandare Lazzaro a casa di mio padre, perché ho cinque fratelli. Li ammonisca severamente, perché non vengano anch’essi in questo luogo di tormento”. Ma Abramo rispose: “Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro”. E lui replicò: “No, padre Abramo, ma se dai morti qualcuno andrà da loro, si convertiranno”. Abramo rispose: “Se non ascoltano Mosè e i Profeti, non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti”».

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Il Signore desidera che non sprechiamo la vita nella dissolutezza e nella dissipazione.
Preghiamo insieme e diciamo: Signore aiutaci a vivere in profondità di spirito.

1. Perché la Chiesa continui a vivere, annunciare e organizzare la carità. Preghiamo.
2. Perché la nostra coscienza sia sempre viva e attenta alle esigenze del vivere comune. Preghiamo.
3. Perché riusciamo a essere all’altezza degli sforzi che richiediamo agli altri. Preghiamo.
4. Perché la nostra gioia non risieda nello sfuggire alla morte, ma in colui che vince la morte. Preghiamo.

O Padre, ci chiedi di essere semplici e aperti verso il mondo. Aiutaci a non cercare sicurezza e conforto nelle cose che possediamo. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.

Foglio della Collaborazione Pastorale Di San Giorgio di Nogaro

Da vatican news 4 maggio 2026

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