Agenzia Fides 21 ottobre 2019

VATICANO - Il Papa nella Giornata Missionaria Mondiale: la Chiesa annuncia Cristo solo se vive da “discepola”
 
Città del Vaticano (Agenzia Fides) – La missione apostolica a cui è chiamato ogni battezzato consiste nel “portare in terra quella pace che ci riempie di gioia ogni volta che incontriamo Gesù” nella preghiera, e “mostrare con la vita e persino a parole che Dio ama tutti e non si stanca mai di nessuno”. Un dinamismo che si mette in moto non come prodotto di uno sforzo di militanza, ma come riverbero di gratuità e manifestazione di gratitudine, “offrendo con amore quell’amore che abbiamo ricevuto”. Lo ha ricordato Papa Francesco, nell’omelia della liturgia eucaristica da lui presieduta domenica 20 ottobre nella Basilica di San Pietro, in occasione della Giornata Missionaria Mondiale. L’appuntamento annuale, coincidente con la domenica in cui le collette di tutte le messe del mondo vengono destinate alle Pontificie Opere Missionarie per il sostegno alle missioni, quest’anno ha rappresentato il culmine del Mese Missionario Straordinario Ottobre 2019, indetto da Papa Francesco per riproporre la vocazione missionaria che interpella ogni battezzato della Chiesa cattolica. Una vocazione a cui tutti sono chiamati a rispondere “non conquistando, obbligando, facendo proseliti, ma testimoniando”.
Nell’omelia, prendendo spunto dalle letture della Messa, il Papa ha focalizzato l’attenzione sulle tre parole “monte”, “salire” e “tutti”, da lui riprese per suggerire la natura propria della vocazione missionaria della Chiesa, imparagonabile rispetto a ogni forma di propaganda politica o ideologica, culturale o religiosa.
Papa Francesco ha riproposto l’immagine del “monte”, indicato a più riprese nell’Antico e nel Nuovo Testamento come il luogo prescelto da Dio per “dare appuntamento all’umanità intera. È il luogo” ha rimarcato Papa Francesco “dell’incontro con noi, come mostra la Bibbia dal Sinai al Carmelo fino a Gesù, che proclamò le Beatitudini sulla montagna, si trasfigurò sul monte Tabor, diede la vita sul Calvario e ascese al cielo dal Monte degli Ulivi”. Sulla scorta di tali evocazioni bibliche, il Vescovo di Roma ha voluto suggerire che all’inizio della vocazione missionaria c’è l’incontro con il Signore, che avviene «nel silenzio, nella preghiera, prendendo le distanze dalle chiacchiere e dai pettegolezzi che inquinano».
La missione - ha proseguito il Papa, seguendo la falsa riga delle immagini bibliche da lui evocate – “inizia sul monte”. Per questo essa implica sempre il mettersi in movimento per “salire” e per “scendere”. “Non siamo nati” ha detto il Papa “per accontentarci di cose piatte, siamo nati per raggiungere le altezze, per incontrare Dio e i fratelli”. E per “salire” conviene “lottare contro la forza di gravità dell’egoismo, compiere un esodo dal proprio io”. Il segreto della missione - ha proseguito il Successore di Pietro - è quello di “alleggerirsi di ciò che non serve”, come quando si va in montagna e “non si può salire bene se si è appesantiti di cose”. In maniera analoga, anche nella missione “per partire bisogna lasciare, per annunciare bisogna rinunciare”, soprattutto lasciarsi dietro le spalle le cose che «rimpiccioliscono il cuore, rendono indifferenti e chiudono in sé stessi”. Solo così si può rispondere all’istruzione di Gesù che ha chiesto di annunciare il Vangelo a “tutte le genti”, senza escludere nessuno, senza riservare l’annuncio della promessa di Cristo a categorie di destinatari pre-selezionati.
“Il Signore” ha rimarcato il Papa “è ostinato nel ripetere questo tutti. Sa che noi siamo testardi nel ripetere “mio” e “nostro”: le mie cose, la nostra gente, la nostra comunità…, e Lui non si stanca di ripetere: “tutti”. Tutti, perché nessuno è escluso dal suo cuore, dalla sua salvezza; tutti, perché il nostro cuore vada oltre le dogane umane, oltre i particolarismi fondati sugli egoismi che non piacciono a Dio”. Per questo – ha aggiunto il Vescovo di Roma – Il testimone di Gesù “non è mai in credito di riconoscimento dagli altri, ma in debito di amore verso chi non conosce il Signore, e va sempre “incontro a tutti, non solo ai suoi, nel suo gruppetto”. Nell’andare incontro agli altri, fuori da ogni ripiegamento auto- referenziale, i battezzati – ha rimarcato Papa Francesco - ricevono da Gesù una sola istruzione, molto semplice: quella di “fare discepoli”. Ma i discepoli a cui si riferisce Gesù nel Vangelo – ha aggiunto il Papa –sono “suoi, non nostri”. E la Chiesa abbraccia davvero la propria missione di annunciare il Vangelo “solo se vive da discepola”. Ossia “non conquistando, obbligando, facendo proseliti, ma testimoniando”. Cristo stesso – ha sottolineato il Papa a conclusione dell’omelia “ha una sorta di ansia per quelli che non sanno ancora di essere figli amati dal Padre, fratelli per i quali ha dato la vita e lo Spirito Santo”. E un rinnovato slancio missionario può rispondere al desiderio di voler placare questa “ansia di Gesù”.

Dopo la Celebrazione eucaristica, nelle parole pronunciate prima dell’Angelus, il Pontefice ha fatto di nuovo riferimento alla Giornata Missionaria Mondiale, descrivendola come “occasione propizia affinché ogni battezzato prenda più viva coscienza della necessità di cooperare all’annuncio della Parola, all’annuncio del Regno di Dio”. Papa Francesco ha anche ricordato la Lettera apostolica Maximum illud, promulgata proprio cento anni fa da Papa Benedetto XV per “dare nuovo slancio alla responsabilità missionaria di tutta la Chiesa” e per chiedere che l’opera apostolica affidata ai missionari «fosse purificata da qualsiasi incrostazione coloniale e libera dai condizionamenti delle politiche espansionistiche delle Nazioni europee”.
Un messaggio definito da Papa Francesco come “ancora attuale” e stimolante per superare “la tentazione di ogni chiusura autoreferenziale e ogni forma di pessimismo pastorale”. Nel tempo di una globalizzazione «che dovrebbe essere solidale e rispettosa della particolarità dei popoli, e invece soffre ancora della omologazione e dei vecchi conflitti di potere che alimentano guerre e rovinano il pianeta», i credenti – ha concluso il Papa - sono chiamati a portare ovunque la buona notizia che in Gesù Cristo “ogni divisione è superata, in Lui solo c’è la salvezza di ogni uomo e di ogni popolo”. Il Papa ha anche ribadito che la prima forza dell’annuncio è la preghiera, che è anche il primo sostegno del popolo di Dio per i missionari. (GV) (Agenzia Fides 21/10/2019)
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EUROPA/ITALIA - Padre Cremonesi beato: “La sua santità si può riassumere in tre elementi fondamentali: la fede, la carità e la povertà”
 
Crema (Agenzia Fides) – “Con la testimonianza della sua vita generosamente offerta per amore di Cristo, il beato Alfredo parla oggi a questa diocesi di Crema e la stimola nella sua testimonianza al Vangelo della carità; parla ai missionari che, sollecitati dal mandato di Cristo, «andate e insegnate a tutte le genti», sono andati per le strade del mondo per annunciare la buona novella della salvezza a tutti gli uomini, in special modo ai più bisognosi; parla a tutta la Chiesa ricordando che morire per la fede è un dono concesso solo ad alcuni, ma vivere la fede è una chiamata diretta a tutti. Proprio come ci esorta il tema di questa Giornata missionaria mondiale: Battezzati e inviati”. Sono le parole del Cardinale Angelo Becciu, Prefetto della Congregazione delle cause dei Santi, per la beatificazione del missionario del Pime, padre Alfredo Cremonesi (1902-1953), che ha presieduto nella Cattedrale di Crema, sabato pomeriggio, 19 ottobre (vedi Fides 18/10/2019).
Il Cardinale ha ricordato nell’omelia che la liturgia di beatificazione si svolgeva “alla vigilia della Giornata missionaria mondiale e nella medesima data in cui padre Cremonesi celebrò la sua prima messa in terra cremasca”, inoltre “stiamo vivendo il Mese missionario straordinario” sul tema “Battezzati e inviati”. “Ogni battezzato deve sentirsi, inoltre, sollecitato dalla propria vocazione alla santità. In ciò il beato Cremonesi è un modello da perseguire per l’esemplarità di una donazione senza limiti nei confronti della chiamata di Dio”.
Padre Alfredo fu uomo di profonda fede, di intensa preghiera, di spiccata carità verso poveri, ragazzi, giovani, contadini. “Fu proprio la sua carità – ha sottolineato il Cardinale – a portarlo a offrire infine la vita per difendere la sua gente. Il beato Alfredo Cremonesi è una bella figura di vita sacerdotale e religiosa, un missionario che ha consumato la sua esistenza nel dono della propria vita. Interamente dedito a Dio e alla missione evangelizzatrice, era del tutto distaccato da se stesso: la sua esistenza era donata alla sua gente, della quale aveva voluto condividere la condizione di povertà, rinunciando a ogni pur minimo privilegio. La sua santità si può riassumere in tre elementi fondamentali: la fede, la carità e la povertà”.
Il Cardinale Becciu ha quindi ricordato il contesto storico-politico del Myanmar in cui si colloca il martirio di padre Alfredo: “Con lo scoppio della guerra civile all’indomani della guerra di indipendenza (1848), la situazione della Chiesa precipitò verso la vera e propria persecuzione, con un’esplosione di violenza e aperta ostilità nei confronti della fede cattolica e dei missionari”. Comunque, ha sottolineato, “il sacrificio del beato Alfredo non è stato vano. Egli è come il chicco di grano della parabola evangelica che deve perire per portare frutto” e ha proseguito: “la beatificazione di padre Cremonesi è un incoraggiamento alla Chiesa in Myanmar a proseguire nell’impegno di favorire il superamento delle ferite spirituali e morali, portandola medicina risanante della misericordia di Dio tra la popolazione che ha sofferto a causa dei conflitti e della repressione, e che sta faticosamente percorrendo la strada della libertà, della giustizia e della pace”.
Infine il Prefetto della Congregazione delle cause dei Santi ha evidenziato che il beato Alfredo Cremonesi “ricorda a tutti noi che il futuro delle nostre comunità e delle nazioni non sarà di chi diffonde odio e violenza, ma di chi semina fraternità, accoglienza e condivisione”. Il Cardinale ha concluso l’omelia affidando all’intercessione del nuovo Beato un altro missionario suo conterraneo, padre Pier Luigi Macalli, rapito da oltre un anno: “Beato Alfredo Cremonesi, prega per noi, ma soprattutto prega perché un altro sacerdote di questa terra, missionario in Africa, il padre Macalli, riacquisti presto la libertà!” (SL) (Agenzia Fides 21/10/2019)
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AFRICA - Mese Missionario Straordinario: prima della denuncia, priorità all’annuncio di Cristo
 
Kara (Agernzia Fides) - “Oggi uno dei grandi pericoli che si nascondono nella nostra attività missionaria è quello di trasformare l'annuncio del Vangelo in satira sociale o in pura denuncia del male”, dice all’Agenzia Fides p. Donald Zagore, teologo ivoriano della Società per le Missioni Africane, a proposito delle tensioni sociali presenti nel continente. “C’è la tendenza a rinchiudersi in dinamiche che consistono principalmente nel denunciare ingiustizie, errori, violenze, senza mai concentrarci sull’annuncio, la proclamazione della verità del Vangelo di Gesù Cristo”, rileva.
“Continuiamo a porre troppa enfasi alle erbe infestanti - continua Zagore - mettendo in disparte il seme buono, il vero, Gesù Cristo. Il Vangelo non è una satira sociale, è prima di tutto un linguaggio d'amore. E’ una chiamata all'amore. Per parafrasare il teologo musulmano Ahmed Abbadi, possiamo dire che il Vangelo di Gesù Cristo è il 96% amore e il 4% regole.”
“E’ fondamentale prendere consapevolezza di questo, per il rinnovamento dell'attività missionaria e per renderla più feconda. Prima di iniziare a denunciare i difetti e gli errori, dobbiamo annunciare e proclamare Gesù Cristo e il suo Vangelo d'amore. Il mandato evangelico di Cristo è chiaro: ci invia, come ci dice l'evangelista Marco, da tutto il mondo, per predicare la Buona Novella della salvezza a tutto il Creato e non per giudicare. Il passaggio dalla missione basata sulla denuncia alla missione basata sull'annuncio è fondamentale. Siamo battezzati e inviati ad annunciare, prima che a denunciare”, conclude Zagore.
(DZ/AP) (Agenzia Fides 21/10/2019)
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AFRICA/COSTA D’AVORIO - Giornata Missionaria Mondiale nella diocesi di Yopougon; Mons. Lézoutié invia i suoi diocesani in missione e li invita a sostenerla attraverso la preghiera e azioni concrete
 
Yopougon (Agenzia Fides) - "L'efficacia della missione deriva dalla preghiera e da azioni concrete", ha affermato Sua Ecc. Mons. Jean Salomon Lézoutié, Vescovo di Yopougon, domenica 20 ottobre 2019 nella Messa dedicata alla Giornata Missionaria mondiale e al Mese Missionario Straordinario.
Secondo il Vescovo, ci sono due aspetti importati nella missione: "il primo, visibile, che consiste per il missionario nello spostarsi da un luogo all'altro per l'evangelizzazione, e il secondo, più discreto, che consiste nel compiere la missione nel proprio posto; ed è per questo che la Chiesa ha scelto come patroni delle missioni San Francesco Saverio per coloro che si spostano, e Santa Teresa di Gesù Bambino per coloro che compiono la missione nel proprio posto”.
Mons. Lézoutié, ha dunque invitato le donne della diocesi di Yopougon, sull’esempio di Santa Teresa di Gesù Bambino, a sostenere la missione: “Luca capitolo 8 versetto 3, dice che le donne si unirono per aiutare la missione del Signore e dei suoi apostoli attraverso le loro risorse”.
Nel corso della messa Mons. Lézoutié ha inviato in missione le forze vive della sua diocesi, dando loro il mandato di Cristo di recarsi nei borghi più remoti per annunciare la buona novella della salvezza. La celebrazione della Giornata Missionaria Mondiale unita a quella del Mese Missionario Straordinario, è stata rafforzata dalla presenza di P. Jean Noel Gossou, Direttore Nazionale delle POM (Pontificie Opere Missionarie) in Costa d'Avorio. P. Gossou ha focalizzato il suo intervento su cosa sia la missione e su cosa dovrebbe essere, e dopo aver fornito dettagli sulle offerte che contribuiscono al fondo universale di solidarietà, ha invitato i fedeli ivoriani alla generosità.
"Celebrare la Giornata Missionaria Mondiale, significa risvegliare in noi il mandato che Cristo ci ha dato: uscire da tutte le nazioni e fare discepoli. E non possiamo compiere questa missione senza una dimensione finanziaria, quindi la necessità di un fondo universale di solidarietà a cui tutti sono invitati a contribuire ", ha sottolineato. (S.S.) (L.M.) (Agenzia Fides 21/10/2019)
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AFRICA/NIGER - Scuole vandalizzate nel villaggio dove è stato rapito p. Maccalli alla vigilia della Giornata Missionaria Mondiale
 
Niamey (Agenzia Fides) - Nella sera di sabato 19 ottobre, vigilia della Giornata Missionaria, proprio dove hanno rapito P, Pierluigi Maccalli, oltre 13 mesi or sono, il villaggio di Bomoanga e quello adiacente di Kiki, hanno visto le loro scuole, entrambe in muratura, vandalizzate da presunti jihadisti” comunica da Niamey all’Agenzia Fides p. Mauro Armanino, missionario della SMA (Società delle Missioni Africane).
Secondo il sito ‘Actuniger’ gli attaccanti sono arrivati, come di consueto, con motociclette. “Le forze governative sembrano incapaci di fermare questa onda distruttiva. Pierluigi e la diocesi di Niamey erano stati coinvolti nel progetto per la costruzione di scuole tra cui una statale” afferma il missionario.
Questo fatto grave, perché colpisce direttamente i figli dei contadini, i più poveri oggi nel Paese, non fa che confermare l’instabilità della regione frontaliera col Burkina Faso. In questo Paese ai bambini cui viene impedito di usufruire del diritto all’educazione scolastica sono ormai migliaia” conclude p. Mauro. (L.M.) (Agenzia Fides 21/10/2019)
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ASIA/FILIPPINE - Il Cardinale Tagle: "La missione non è un compito fai-da-te, è con Cristo"
 
Manila (Agenzia Fides)- "Bisogna pregare e sostenere la missione": è l'invito rivolto dal Cardinale Luis Antonio Tagle, Arcivescovo di Manila, ai fedeli filippini riuniti ieri a Manila per la messa della Giornata Missionaria Mondiale. "I cattolici sono chiamati ad andare in missione insieme. La missione non è un compito fai-da-te ma è comunitario, per e con gli altri, soprattutto con Cristo. La missione non è solo per pochi individui ma per tutti. La missione si fa in comunità. È ecclesiale: la Chiesa tutta è in missione. Ogni battezzato è inviato in missione da Cristo e dalla Chiesa”, ha detto.
"Ogni battezzato che vive la vita in Cristo, partecipando alla sua morte e risurrezione, è in questo modo missionario", ha detto il Card. Tagle. Ma per essere missionari, ha sottolineato, è necessario "avere un incontro personale con Gesù". "Non esiste nessuna missione, nessun annuncio del Vangelo senza un incontro con Gesù che è il Vangelo", ha detto. La missione è "testimoniare Cristo", che significa "portare con Cristo la sua croce" e "vivere la sua carità, condividendola con il mondo, specialmente con i bisognosi".
Migliaia di persone si sono riunite per l'evento organizzato dall'Arcidiocesi di Manila, in coordinamento con le Pontificie Opere Missionarie delle Filippine, per celebrare la Giornata missionaria, culmine del Mese Missionario Straordinario proclamato da Papa Francesco per l'ottobre 2019.
L'incontro missionario organizzato a Manila prevedeva liturgie, incontri, concerti, testimonianze di sacerdoti religiosi e laici impegnati in missione.
(SD) (Agenzia Fides 21/10/2019)
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AMERICA/CILE - Durante i disordini assalita anche la Cattedrale di Valparaiso: per i Vescovi occorre uno sforzo congiunto
 
Santiago (Agenzia Fides) – I Vescovi del Comitato permanente della Conferenza episcopale del Cile hanno espresso preoccupazione per gli eventi verificatisi negli ultimi giorni a Santiago e in altre città, che hanno costretto il governo a decretare lo stato di emergenza nella capitale. A Valparaiso un gruppo di manifestanti ha preso di mira la Cattedrale, che ha riportato gravi danni. I vandali hanno cercato di dare fuoco alle grandi porte di legno e, dopo essere entrati, hanno distrutto i banchi e diverse immagini sacre, gridando slogan allusivi agli scandali sessuali della Chiesa. Le manifestazioni sono esplose per l'aumento del costo del biglietto del servizio pubblico di trasporto.
Descrivendo gli eventi con la massima severità, i Vescovi affermano che "è dovere di tutti fare uno sforzo congiunto - specialmente autorità e leader sociali - per scoprire le cause e seguire le strade della soluzione, che non avverrà senza la partecipazione della maggioranza".
Aggiungono che gli "eventi dolorosi e traumatici sono un invito urgente a continuare a creare una cultura di incontro e comprensione, in grado di ascoltare e provare empatia con le sofferenze e i disagi quotidiani della società cilena per ciò che riguarda il lavoro, la salute, la sicurezza dei cittadini, la pubblica istruzione, gli alloggi, le pensioni, la povertà e le sfide umanitarie dell'immigrazione, tra gli altri".
Nel testo, giunto all’Agenzia Fides, i Vescovi sottolineano che “il primo obbligo di tutti coloro che esercitano qualsiasi tipo di leadership nel paese è comprendere il profondo malessere delle persone e delle famiglie che sono colpite da disuguaglianze ingiuste, da decisioni arbitrarie che li riguardano nella loro vita quotidiana e da pratiche quotidiane che considerano abusive, perché feriscono in particolare i gruppi più vulnerabili".
L'Episcopato cileno condanna "decisamente la violenza che si è verificata nella capitale del paese con attacchi a persone, distruzione di proprietà, saccheggio di locali commerciali e privazione di centinaia di migliaia di connazionali di un servizio di trasporto che è alla base della vita e dello sviluppo della città". Allo stesso tempo ribadiscono la necessità di "comprendere le radici della violenza e lavorare urgentemente per prevenirla, fermarla e dare vita a modi pacifici per prendersi carico dei conflitti" osserva la nota dei Vescovi.
Secondo le notizie raccolte da Fides, le forze armate e di pubblica sicurezza stanno cercando di ristabilire l'ordine pubblico fronteggiando i gruppi violenti che hanno radicalizzato una protesta sociale contro la disuguaglianza che ha già causato dieci morti e ha seminato terrore nelle strade in diversi luoghi del paese, con barricate, incendi e saccheggi. Il Presidente cileno, Sebastián Piñera, ha affermato che il paese sta vivendo una "guerra", un conflitto bellicoso contro un "nemico potente e implacabile, che non rispetta nulla o nessuno", così ha descritto i manifestanti.
Il governo ha dichiarato lo stato di emergenza, totale in alcuni comuni, in 10 delle 16 regioni del Cile: la regione metropolitana di Santiago, Antofagasta, Coquimbo, Valparaíso, Maule, Concepción, Bío Bío, 0'Higgings, Magallanes e Los Ríos. Di conseguenza migliaia di militari sono stati schierati nelle strade per ristabilire l'ordine pubblico. Scontri violenti si sono verificati tra manifestanti e forze di sicurezza. Sabato 19 e domenica 20 ottobre ci sono stati incendi di negozi, farmacie, banche ed edifici pubblici, saccheggi e barricate nelle strade, in quasi tutto il paese.
(CE) (Agenzia Fides, 21/10/2019)

XXIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - C 20 ottobre 2019

93ª Giornata Missionaria Mondiale:
“Battezzati e inviati: la Chiesa di Cristo in missione nel mondo"

Nell’attesa dell’ora in cui farai giustizia ai tuoi eletti,
che gridano giorno e notte verso di te

LITURGIA DELLA PAROLA

PRESENTAZIONE DELLA PAROLA DI DIO
G – La preghiera cristiana nasce dalla fede in Gesù Cristo e si fonda sulla certezza della giustizia di Dio. Perciò, prima di implorare aiuto per le proprie necessità, si fa ascolto e accoglienza di Dio e in questo essa diventa espressione di fede: nel limite umano accoglie la sua giustizia, la grazia della misericordia e della salvezza che egli ci offre.

PRIMA LETTURA: Es 17, 8-13a
Quando Mosè alzava le mani, Israele prevaleva.     
Dal libro dell’Èsodo

In quei giorni, Amalèk venne a combattere contro Israele a Refidìm.
Mosè disse a Giosuè: «Scegli per noi alcuni uomini ed esci in battaglia contro Amalèk. Domani io starò ritto sulla cima del colle, con in mano il bastone di Dio». Giosuè eseguì quanto gli aveva ordinato Mosè per combattere contro Amalèk, mentre Mosè, Aronne e Cur salirono sulla cima del colle.
Quando Mosè alzava le mani, Israele prevaleva; ma quando le lasciava cadere, prevaleva Amalèk. Poiché Mosè sentiva pesare le mani, presero una pietra, la collocarono sotto di lui ed egli vi si sedette, mentre Aronne e Cur, uno da una parte e l’altro dall’altra, sostenevano le sue mani. Così le sue mani rimasero ferme fino al tramonto del sole.
Giosuè sconfisse Amalèk e il suo popolo, passandoli poi a fil di spada.

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE: dal Salmo 120

Rit.  Il mio aiuto viene dal Signore.

Alzo gli occhi verso i monti:
da dove mi verrà l’aiuto?
Il mio aiuto viene dal Signore:
egli ha fatto cielo e terra.

Non lascerà vacillare il tuo piede,
non si addormenterà il tuo custode.
Non si addormenterà, non prenderà sonno
il custode d’Israele.

Il Signore è il tuo custode,
il Signore è la tua ombra
e sta alla tua destra.
Di giorno non ti colpirà il sole,
né la luna di notte.

Il Signore ti custodirà da ogni male:
egli custodirà la tua vita.
Il Signore ti custodirà quando esci e quando entri,
da ora e per sempre.

SECONDA LETTURA: 2 Tm 3,14-4,2
L’uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona.
Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo a Timòteo

Figlio mio, tu rimani saldo in quello che hai imparato e che credi fermamente. Conosci coloro da cui lo hai appreso e conosci le sacre Scritture fin dall’infanzia: queste possono istruirti per la salvezza, che si ottiene mediante la fede in Cristo Gesù.
Tutta la Scrittura, ispirata da Dio, è anche utile per insegnare, convincere, correggere ed educare nella giustizia, perché l’uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona.
Ti scongiuro davanti a Dio e a Cristo Gesù, che verrà a giudicare i vivi e i morti, per la sua manifestazione e il suo regno: annuncia la Parola, insisti al momento opportuno e non opportuno, ammonisci, rimprovera, esorta con ogni magnanimità e insegnamento.

Parola di Dio

CANTO AL VANGELO: Eb 4,12

Alleluia, alleluia.
La parola di Dio è viva ed efficace,
discerne i sentimenti e i pensieri del cuore.
Alleluia.

VANGELO: Lc 18,1-8
Dio farà giustizia ai suoi eletti che gridano verso di lui.
+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù diceva ai suoi discepoli una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai:
«In una città viveva un giudice, che non temeva Dio né aveva riguardo per alcuno. In quella città c’era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: “Fammi giustizia contro il mio avversario”.
Per un po’ di tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: “Anche se non temo Dio e non ho riguardo per alcuno, dato che questa vedova mi dà tanto fastidio, le farò giustizia perché non venga continuamente a importunarmi”».
E il Signore soggiunse: «Ascoltate ciò che dice il giudice disonesto. E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui? Li farà forse aspettare a lungo? Io vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?».

Parola del Signore


PREGHIERA DEI FEDELI
C – Fratelli e sorelle, la Parola che abbiamo accolto suscita in noi l’esigenza di rivolgerci al Padre, nonostante le nostre miserie. Con la fiducia di Aronne e Cur, che sostenevano le braccia di Mosè per consentire ad Israele di vincere la battaglia contro gli Amaleciti, affidiamo al Signore le nostre intenzioni.
L - Preghiamo insieme e diciamo:
Accresci, Signore, la nostra fede!
1.       Per la Chiesa santa di Dio, perché le difficoltà e gli inciampi che trova sul pro­prio cammino siano occasione di purificazione, di abbandono fiducioso nel Signore e di perseverante preghiera, per un ritrovato slancio nella missione di annunzio del Vangelo. Preghiamo.
2.       Per coloro che hanno responsabilità di governo o sono chiamati ad ammi­nistrare la giustizia, perché operino sempre con integrità e rettitudine di co­scienza, vegliando sul diritto del debole e dell’indifeso, preghiamo.
3.       Per coloro che a causa di grave malattia, o per la perdita o la vana attesa di un lavoro si sentono cadere le braccia e smarriscono anche la voglia di pregare e di sperare, perché trovino efficace sostegno nelle parole e nelle opere dei di­scepoli del Signore. Preghiamo.
4.       Per tutti i missionari, sacerdoti, consacrati e laici, perché la celebrazione della giornata missionaria mondiale renda sensibili e attenti tutti i cristiani al loro grande impegno a favore dei popoli più poveri e disagiati, specialmente attraverso il sostegno spirituale e materiale nell’annuncio del Vangelo. Preghiamo.
5.       Per tutti gli uomini della terra, perché si aprano al dono della fede e rivolgano il loro cuore a Dio, nella certezza di ottenere da Lui “prontamente” ogni bene necessario. Preghiamo.
6.       Per la nostra Comunità parrocchiale, perché sia luogo in cui si crede e si prega insieme, spazio in cui ci si sostiene reciprocamente ed in cui ciascuno possa sentirsi a casa, preghiamo.
7.       Per noi qui riuniti nella celebrazione del grande mistero della vera dedizio­ne a Dio compiutosi in Gesù, perché cresciamo nella fede salda e sincera e sappiamo tradurla sempre in un servizio attento e premuroso verso i picco­li. Preghiamo.
C – Ascolta ed esaudisci la nostra preghiera, o Dio, Padre buono e misericordioso; te la presentiamo con la fiducia del tuo servo Mosè e del tuo popolo, bisognoso della pienezza della tua grazia. Per Cristo nostro Signore.   T - Amen.

RINGRAZIAMENTO ALLA COMUNIONE
(Roberto Laurita)
 Aiutami, Signore,
a pregare come tu sai pregare.
Pregare il Padre è contemplare il suo volto
e fare la sua volontà.
Fa’ che anch’io sappia dire meno parole
e fare più silenzio
per ascoltare la bellezza della tua Parola,
così che possa scendere sempre più
nella profondità del tuo mistero.
Aiutami a fissare lo sguardo non su ciò che sono,
ma su quello che sei tu, bellezza e splendore eterno.
Aiutami, Signore, ad esporre le mie facoltà umane
alle fibrillazioni della tua grazia
così da essere capace di sintonizzare
il mio essere ed il mio agire
con la musicalità del tuo cuore.
Se pregando non scendo
a questo profondo livello di fede,
corro il rischio di non essere da te trovato
quando verrai a cercare i tuoi amici.
(Averardo Dini)



RITI DI CONCLUSIONE

DOPO LA COMUNIONE
C – O Signore, questa celebrazione eucaristica, che ci hai fatto pregustare la realtà del cielo, ci ottenga i tuoi benefici nella vita presente e ci confermi nella speranza dei beni futuri. Per Cristo nostro Signore.  
T – Amen.

BENEDIZIONE E CONGEDO

C – Il Signore sia con voi.   T – E con il tuo spirito.

C – Conferma, Signore, i tuoi fedeli, sostienili con il vigore della tua grazia, perché perseverando nella preghiera e nella carità fraterna, ti riconoscano come Padre. Per Cristo nostro Signore.   T - Amen.

C - E la benedizione di Dio onnipotente, Padre + e Figlio + e Spirito Santo, discenda su di voi e con voi rimanga sempre.   T - Amen.

C – L’invito ad una preghiera costante viene messo alla prova subito, nella settimana che ci attende. Sapremo trovare il tempo per Dio, aver cura della nostra relazione con Lui?

D – Andate in pace.   T - Rendiamo grazie a Dio.



Si chiude con queste parole il racconto con cui A. Ploux comincia un suo libro. L’autore immagina un tale che entra in una piccola chiesa e vede Dio inginocchiato a pregare: «Uomo, se ci sei, dammi un segno!». E quando l’uomo gli tocca le spalle per segnalare la sua presenza, Dio esclama: «Miracolo, un’apparizione umana!». Ci lamentiamo molto spesso che Dio sia assente e indifferente alle nostre preghiere, ma se fosse vero il contrario? Se cioè fosse più vero che molto dipende da noi, dalla nostra fatica a stare alla sua presenza e a pregare?
Tutto è capovolto. E noi abbiamo bisogno di convertirci. È questa la direzione lungo cui Gesù ci invita a camminare. È necessario pregare sempre, con insistenza, senza scoraggiarsi, come la vedova. E invece, certe volte, la nostra preghiera, forse a causa della pigrizia, del desiderio attirato altrove, o a motivo della presunzione di farcela da soli, sembra essere quella di chi non sa cosa domandare ed è come se dicesse: «[Caro Dio] ho soltanto due parole da dirti, così mi sbrigherò presto e me ne andrò via da te» (S. Giovanni Maria Vianney).


Agenzia fides 19 ottobre

VATICANO - Domenica 20 ottobre: la Giornata Missionaria del Mese Missionario Straordinario
Città del Vaticano (Agenzia Fides) – Domenica 20 ottobre si celebra la Giornata Missionaria Mondiale, istituita il 14 aprile 1926 da Papa Pio XI, che diede il suo assenso alla richiesta del Consiglio superiore della Pontificia Opera della Propagazione della Fede di indire una “Giornata Missionaria Universale”, fissando una domenica “segnatamente la penultima di ottobre, come giornata di preghiera e di propaganda missionaria in tutto il mondo cattolico”. In alcune nazioni la celebrazione della Giornata Missionaria viene trasferita ad altra data, per necessità pastorali o organizzative.
La Giornata Missionaria di quest’anno è la numero 93 e si celebra nel cuore del Mese Missionario Straordinario voluto da Papa Francesco, sul tema “Battezzati e inviati: la Chiesa di Cristo in missione nel mondo”. Con il Pontificato di Papa Paolo VI ebbe inizio la consuetudine di inviare un messaggio specifico a tutto il popolo di Dio per questa circostanza.
Nel suo Messaggio per la Giornata Missionaria 2019, Papa Francesco, che domenica 20 presiederà la Messa in San Pietro, ricorda: “La Chiesa è in missione nel mondo… È un mandato che ci tocca da vicino: io sono sempre una missione; tu sei sempre una missione; ogni battezzata e battezzato è una missione. Chi ama si mette in movimento, è spinto fuori da sé stesso, è attratto e attrae, si dona all’altro e tesse relazioni che generano vita. Nessuno è inutile e insignificante per l’amore di Dio. Ciascuno di noi è una missione nel mondo perché frutto dell’amore di Dio… Questa vita ci viene comunicata nel Battesimo, che ci dona la fede in Gesù Cristo vincitore del peccato e della morte, ci rigenera ad immagine e somiglianza di Dio e ci inserisce nel corpo di Cristo che è la Chiesa”.
Ricordando i sessant’anni della Giornata Missionaria, Papa Giovanni Paolo II nel suo Messaggio del 1986, scriveva: “quando il suggerimento per l'istituzione di questa Giornata giunse alla sede di Pietro, il promotore Pio XI di felice memoria lo accolse prontamente esclamando: ‘Questa è un'idea che viene dal cielo’. L'iniziativa, affidata alle Pontificie Opere Missionarie, in particolare all'Opera della propagazione della fede, ha avuto sempre di mira l'opera di rendere cosciente il popolo di Dio della necessità di proporre e di sostenere le vocazioni missionarie e del dovere di cooperare spiritualmente e materialmente alla causa missionaria della Chiesa”. Subito dopo affermava: “la Giornata missionaria mondiale può e deve divenire, nella vita di ciascuna Chiesa particolare, occasione per attuare i programmi di catechesi permanente a ampio respiro missionario, in modo da poter presentare a ogni battezzato, come a ogni comunità di fede cristiana, una proposta di vita «evangelizzata ed evangelizzante».” (SL) (Agenzia Fides 19/10/2019)
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EUROPA/ITALIA - "Battezzati e inviati": "Vivere in comunione di fede e solidarietà per costruire un mondo di fratellanza universale"
Roma (Agenzia Fides) - “La solidarietà è un gesto che rimanda tutti gli uomini e le donne al comandamento dell’amore: ognuno di noi è chiamato ad amare il prossimo, a vivere insieme come fratelli e sorelle, uniti in una grande famiglia”. Così riferisce all’Agenzia Fides padre Stanley Lubungo, Superiore generale dei Missionari d’Africa (detti anche “Padri Bianchi”), sul tema di riflessione proposto da "Missio Italia", Direzione italiana delle Pontificie Opere Missionarie, per la penultima domenica del Mese Missionario Straordinario dell’ottobre 2019, giorno in cui si celebra la 93esima Giornata Missionaria Mondiale.
“Il nostro impegno quotidiano si traduce in gesti, attitudini e scelte di amore verso tutti costoro di cui ci sentiamo responsabili”, spiega padre Lubungo. “Amare i più bisognosi, gli indifesi - rileva - significa restare accanto a loro e lottare contro tutte le ingiustizie, le povertà, spirituali e materiali”.
Secondo la scansione proposta da "Missio-Italia", in questa terza domenica del mese, il 20 ottobre, tutti i fedeli sono infatti, chiamati a riflettere sulla "solidarietà", ad aprire il loro cuore alle esigenze spirituali della missione e a impegnarsi con gesti concreti: “Tutti i cristiani sono invitati ad essere protagonisti, in prima persona - sostiene p. Stanley - e ad essere coinvolti dal fermento della carità: diventa così, un modo di mettersi in contatto con l'intera umanità”, evidenzia.
“In tal senso - prosegue il superiore generale - possiamo affermare che essere solidali svela il mondo interiore del missionario, rivela l’uomo amante di Dio, manifesta la serietà con cui affronta la vita quotidiana, ma soprattutto la sua forza interiore che, per grazia di Dio, lo spinge a porsi davanti alla realtà, perché tutti i battezzati hanno ricevuto dal Signore il grande dono della fede”. La solidarietà, quindi, è un elemento essenziale della vita cristiana: “E’ importante per noi tutti - afferma in conclusione padre Lubungo - promuovere il valore e la ricchezza della fraternità”. (ES) (Agenzia Fides 19/10/2019)
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Guarda la video-intervista a padre Stanley Lubungo sulla terza domenica del Mese Missionario Straordinario -> https://youtu.be/lv4bAxmiPuI
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AFRICA/COSTA D’AVORIO - Assemblea generale di verifica degli Orionini: la prima in Africa e sotto l’insegna del Mese Missionario Straordinario
Bonoua (Agenzia Fides) - Sono 46 i delegati provinciali, sacerdoti, religiosi e laici, della congregazione della Piccola Opera della Divina Provvidenza meglio conosciuta come “Orionini”, che prendono parte dal 13 al 20 ottobre 2019 in Costa d 'Avorio alla 5a Assemblea generale di verifica della Piccola Opera della Divina Provvidenza che riunisce le province della Congregazione in tutto il mondo. Si tratta del primo evento del genere in Africa dalla fondazione della Congregazione da parte di San Luigi Orione.
L’Assemblea si è aperta con la Messa di domenica 13 ottobre 2019 nella parrocchia di San Pietro Claver Bonoua nella diocesi di Grand-Bassam, presieduta da p. Pierre Assamouan Kouassi, il primo sacerdote africano a far parte del Consiglio Generale.
Don Oreste Ferrari, vicario generale dell'Opera Don Orione ha spiegato che si è deciso di tenere in Africa l’Assemblea per due motivi. “Prima di tutto ricorrono 50 anni da quando la Congregazione decise che erano maturi i tempi per cui ci si aprisse a questo continente”. “La seconda ragione – prosegue Don Ferrari - ci è stata offerta da Papa Francesco che ha deciso di celebrare quest'anno un Mese Missionario Straordinario. Fare un'assemblea di tale importanza proprio in terra di missione ci aiuterà, prima di tutto a vivere sulla nostra pelle l'esperienza della missione, la difficoltà di adattamento, il contatto con la povertà e con la semplicità di una vita che deve accontentarsi dell'essenziale, e poi a prendere le nostre decisioni operative che ci accompagneranno nei prossimi tre anni, con un occhio più impiantato sulla concretezza del nostro essere Orionini".
La 5a Assemblea generale di verifica, oltre a riflettere sulla missione, sulla vita della comunità e sull'espansione del carisma orionino in Africa, è contrassegnata da una serata culturale e un pellegrinaggio della famiglia orionina al Santuario “Notre Dame de la Garde de Bonoua”. L’Assemblea si chiuderà domenica 20 ottobre 2019, Giornata Missionaria Mondiale, con una messa durante la quale, verranno aperte le celebrazione per il Giubileo d'oro della presenza orionina in Africa.
Presente in una trentina di Paesi nel mondo, tra cui altri sette in Africa oltre alla Costa d’Avorio (Benin, Burkina Faso, Camerun, Kenya, Madagascar, Mozambico e Togo), la Congregazione della Piccola Opera della Divina Provvidenza si è stabilita in Costa d'Avorio, nella diocesi di Grand-Bassam, dal 1971. (S.S.) (L.M.) (Agenzia Fides 19/10/2019)
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AMERICA/NICARAGUA - Messe vietate nelle scuole, due insegnanti licenziati: la denuncia del Vescovo di Matagalpa
Matagalpa (Agenzia Fides) – Il Vescovo di Matagalpa, Mons. Rolando Álvarez, ha denunciato che, attraverso il Ministero della Pubblica Istruzione, il regime di Daniel Ortega e Rosario Murillo proibisce la celebrazione delle messe nelle scuole pubbliche del Nicaragua per gli alunni degli ultimi gradi, alla fine dell’anno scolastico, come avveniva sempre, e ha confermato il licenziamento di due insegnanti a Ciudad Darío per aver facilitare la partecipazione delle bande musicali scolastiche a manifestazioni religiose.
"Riguardo alle messe, in molte scuole adesso sono vietate, ma a decidere sono i genitori e gli studenti, sono loro che hanno l'ultima parola, e non i direttori delle scuole che le vietano" ha detto il Vescovo il 17 ottobre, durante un programma di riflessione e preghiera che conduce su “Canale cattolico”, una rete televisiva del Nicaragua.
"All'inizio non ci volevo credere, ma scopro che in molte parti del Nicaragua sta accadendo questo, e vorrei persino fare un serio apppello al Ministero della Pubblica Istruzione per riconsiderare questa situazione" ha insistito il Vescovo, secondo le notizie pervenute all’Agenzia Fides. "E’ una mancanza di rispetto verso gli studenti e la comunità scolastica, perché alla fine dell’anno vogliono ringraziare Dio per l'anno trascorso con una messa" ha ribadito, proseguendo: "Dico ancora di più, è una mancanza di rispetto per la libertà di culto".
Quindi, sempre parlando all’emittente televisiva, ha aggiunto che questo non fa altro che creare ulteriore tensione fra studenti e governo. Poi ha concluso dicendo che "è veramente triste sapere che due insegnanti vengono licenziati per aver permesso alla banda musicale della scuola di suonare alla festa di San Michele arcangelo, come è accaduto a Ciudad Dario".
La popolazione del Nicaragua è ancora in attesa di una trattativa internazionale per riprendere le proposte del Tavolo di Dialogo Nazionale. Nel frattempo non mancano le iniziative di solidarietà verso i prigionieri politici, che rimangono detenuti nelle caserme o nelle carceri in attesa del processo. Proprio ieri tante comunità in tutto il paese, in particolare a Managua e a Masaya, hanno organizzato una raccolta di viveri per i prigionieri politici, che ha avuto le parrocchie come centri di raccolta. La popolazione ha risposto con molta generosità, malgrado uomini della polizia presidiassero le parrocchie.
(CE) (Agenzia Fides, 19/10/2019)
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OCEANIA/AUSTRALIA - Giornata Missionaria Mondiale: iniziative in tutte le diocesi del paese
Sidney (Agenzia Fides) - Domenica 20 ottobre segna l'apice del Mese Missionario Straordinario indetto da Papa Francesco per rinnovare lo spirito missionario tra i cattolici di tutto il mondo. Quest'anno la celebrazione sarà rivolta in particolare alle opere delle missioni in ogni continente.
In tutte le diocesi australiane sono previsti eventi specifici. Tra questi nelle parrocchie dell’arcidiocesi di Adelaide verrà mostrato un video sulla missione in Ghana intitolato ‘Non temere, perché sono con te’. “Quando ho visto il video, personalmente ho realizzato il motivo per il quale sono qui” ha detto il nuovo Direttore diocesano di Adelaide, Tony Johnston. “Essendo nuovo in questo incarico, c'erano alcuni aspetti di Catholic Mission e persino della missione stessa con cui non avevo grande familiarità”.
La direttrice diocesana di Armidale, Jacqueline Toakley, durante le messe di sabato 19 e domenica 20, parlerà del ruolo della missione cattolica universale incentrato sulla tutela e lo sviluppo dei bambini in Ghana.
Le diocesi di Bathurst e Wilcannia-Forbes si faranno carico di una raccolta fondi destinata alla missione di Nagaland, in India nord-orientale.
“Siamo una Chiesa universale ed è bello avere qualcuno qui che condivida con noi il proprio impegno missionario della Chiesa universale di Boston” ha affermato David McGovern, Direttore diocesano di Catholic Mission Brisbane riferendosi all’intervento previsto del rappresentante degli Stati Uniti.
Punto focale delle celebrazioni del Mese Missionario Straordinario nell’arcidiocesi di Canberra e Goulburn, è stata finora e sarà sempre la preghiera, insieme al supporto pratico alle opere missionarie.
“Stiamo dedicando questa domenica alla preghiera per le missioni di tutto il mondo” ha detto la direttrice diocesana di Cairns, aggiungendo che gli appelli per raccogliere fondi per la missione continueranno in tutto il mese.
"La messa missionaria dei bambini è una tradizione di lunga data a Melbourne; si tiene ogni anno da circa 30 anni ed è uno dei momenti salienti del mese di ottobre, che quest’anno si rafforza in quanto mese missionario straordinario”, ha evidenziato il Direttore diocesano di Melbourne.
Nelle oltre 30 parrocchie di Perth, impegnate nella missione, di particolare rilievo è stata la messa "contro la povertà" celebrata nella chiesa di San Tommaso a Bateman. Come ha sostenuto il direttore diocesano “la messa ha avuto un impatto enorme per gli studenti”.
Appelli di Catholic Mission sono previsti anche nella diocesi di Wollongong e si concentreranno sulla casa dei bambini dell'Eden Gardens a Nagaland, India nord-orientale.
(AP) (Agenzia Fides 19/10/2019)
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ASIA/VIETNAM - Nomina dell’Arcivescovo di Thành-Phô Hô Chí Minh, Hôchiminh Ville
Città del Vaticano (Agenzia Fides) – Il Santo Padre Francesco ha nominato Arcivescovo dell’Arcidiocesi di Thành-Phô Hô Chí Minh, Hôchiminh Ville (Viêt Nam), S.E. Mons. Joseph Nguyên Năng, finora Vescovo di Phát Diêm. (SL) (Agenzia Fides 19/10/2019)
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VATICANO - Le statistiche della Chiesa cattolica 2019
Città del Vaticano (Agenzia Fides) – In occasione della 93.ma Giornata Missionaria Mondiale, domenica 20 ottobre 2019, che si celebra nel contesto del Mese Missionario Straordinario Ottobre 2019, indetto da Papa Francesco nel centenario della Lettera apostolica “Maximum illud” di Benedetto XV, l’Agenzia Fides presenta come di consueto alcune statistiche scelte in modo da offrire un quadro panoramico della Chiesa nel mondo. Le tavole sono tratte dall’ultimo «Annuario Statistico della Chiesa» pubblicato (aggiornato al 31 dicembre 2017) e riguardano i membri della Chiesa, le strutture pastorali, le attività nel campo sanitario, assistenziale ed educativo. Tra parentesi viene indicata la variazione, aumento (+) o diminuzione (-) rispetto all’anno precedente (2016), secondo il confronto effettuato dall’Agenzia Fides. Infine viene riportato il quadro delle circoscrizioni ecclesiastiche affidate alla Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli.
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Lo Speciale con le statistiche -> http://www.fides.org/it/attachments/view/file/Dossier_STATISTICHE_2019-_ITA.pdf
Il video con l'elaborazione grafica delle statistiche (in inglese) -> https://www.youtube.com/watch?v=Kf4VhI-THlU&t=1s

Agenzia Fides 14 ottobre 2019

AFRICA/CIAD - Mese Missionario Straordinario: “Nessuno di noi è giunto alla fede da solo o attraverso i propri sforzi” dice il Vescovo di Goré
 
N’Djamena (Agenzia Fides) - “Indicendo il Mese Missionario Straordinario, il Papa vuole dare a ciascuno di noi l'opportunità di rendersi conto che la nostra fede in Gesù Cristo manifestata nel battesimo è innanzitutto un dono di Dio per il quale ogni giorno dobbiamo ringraziarLo” ha affermato Sua Ecc. Mons. Martin Waingue Bani, Vescovo di Goré, nel sud del Ciad, nell’omelia di domenica 6 ottobre, nella quale si è celebrata l’apertura del Mese Missionario Straordinario Ottobre 2019.
“Nessuno di noi è giunto alla fede da solo o attraverso i propri sforzi” ha sottolineato Mons. Waingue Bani. “La fede nasce dall'ascolto della Parola di Dio e questa parola non può essere ascoltata se non c'è qualcuno che la annuncia. Ognuno di noi ha avuto nella sua vita una madre, un padre, un catechista, un prete, una suora, in breve una testimonianza del Vangelo che lo ha portato alla conoscenza di Gesù”. Pertanto, questo Mese Missionario deve essere anche un'opportunità per noi per ricordare tutti coloro che ci hanno portato il Vangelo, a partire dai primi missionari, i Padri Spiritani e Cappuccini, e tutte le congregazioni missionarie, maschi e femmine. Ognuno di loro ha contribuito con la propria pietra alla costruzione di questa Chiesa Famiglia di Dio qui a Doba, senza dimenticare i numerosi catechisti senza i quali Gesù Cristo non sarà annunciato nelle profondità dei nostri villaggi” ha ricordato il Vescovo.
Tutto questo è reso possibile dall’azione dello Spirito Santo ha aggiunto Mons. Waingue Bani: “È grazie all'azione dello Spirito Santo che possiamo credere e amare Gesù. Questo è il motivo per cui la nostra fede è un dono gratuito di Dio, al quale possiamo rivolgere la nostra lode quotidiana per tutti i suoi benefici. Ma come seme che riceviamo e seminiamo per produrre cibo per noi e per i nostri cari, così la fede ci spinge a raddoppiare i nostri sforzi per condividerli con i nostri fratelli e sorelle come una buona novella”.
“Sia che abbiamo scelto di seguire il Signore nel matrimonio o nella vita consacrata, siamo chiamati a testimoniare la nostra fede nella vita concreta di ogni giorno. In questo senso, essere battezzati o essere cristiani significa essere discepoli missionari, è assumersi la responsabilità e la sofferenza come dice San Paolo nell'annuncio del Vangelo” ha rimarcato il Vescovo.
Mons. Waingue Bani ricorda che “la prima missione cattolica in Ciad, prima a Kou Doholo e poi trasferita qui a Doba, è stata aperta sotto il patrocinio di Santa Teresa di Gesù Bambino. Ecco perché questa cattedrale che ci accoglie per la celebrazione di apertura di questo Mese Missionario Straordinario, porta il nome di Santa Teresa di Gesù Bambino perché è qui che è nata la prima comunità della nostra diocesi, una comunità che è il frutto di questo seme della Parola di Dio gettato nel terreno 90 anni fa dai primi missionari cattolici, i padri Spiritani francesi Heriau e Columbus. Tutto questo per dire che la prima forma di evangelizzazione è prima di tutto la testimonianza della vita di preghiera e carità”. (L.M.) (Agenzia Fides 14/10/2019)
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AFRICA - Mese Missionario Straordinario: la vera sfida è una missione di speranza per l’ Africa
 
Kara (Agenzia Fides) – “Restituire un posto di rilievo al messaggio di speranza che porta il Vangelo di Cristo è fondamentale per la missione in Africa. Cristo è venuto in mezzo a noi affinché avessimo vita in abbondanza”, dice all’Agenzia Fides padre Donald Zagore, teologo della Società per le Missioni Africane, in occasione della celebrazione del Mese Missionario Straordinario, in corso nel continente. “Sofferenza, disperazione, cultura della morte, stanno costantemente scalfendo la vita della nostra gente in Africa: è più che mai urgente portare loro il giusto conforto . L'africano ha bisogno di essere consolato nel suo essere. Il Vangelo di Cristo deve essere in grado di guarire i cuori feriti di un continente segnato da tanta sofferenza. L'Africa ha bisogno di missionari di speranza”, insite il teologo.
Padre Donald parla di “una speranza liberatrice, che immerge l'uomo africano in una dinamica di ‘emancipazione olistica’, che il suo completamento nella nascita di comunità di fede cristiane africane in grado di essere significative per l'intera società. Queste comunità di fede siano tenaci difensori di un’etica di convivenza, pace, unità e fraternità”.
“La speranza cristiana deve poter essere presentata all'uomo africano come una realtà non solo escatologica, ma una realtà di oggi, che sia tangibile e che l'uomo africano può toccare e contemplare quotidianamente. Una missione di speranza rimane la grande sfida per l'attività missionaria in Africa”, conclude p. Zagore.
(DZ/AP) (14/10/2019 Agenzia Fides)
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ASIA/INDIA - Leader politici e religiosi ricordano l'Arcivescovo di Shillong, deceduto negli Stati Uniti
 
Shillong (Agenzia Fides) - Condoglianze e espressioni di solidarietà e profonda gratitudine sono state espresse dal Primo ministro indiano, Narendra Modi, che ha guidato i leader politici e religiosi nel ricordare il 68enne Dominic Jala Sdb, Arcivescovo di Shillong, deceduto in un incidente d'auto in California (USA) il 10 ottobre. Intanto la comunità cattolica nello stato di Meghalaya (India Nord Orientale), dove era nato e dove svolgeva il suo ministero episcopale, è immersa nella preghiera.
L'Arcivescovo salesiano "sarà ricordato per il suo impeccabile servizio alla società e la passione per il progresso di Meghalaya. Possa la sua anima riposare in pace”, ha twittato il Primo ministro indiano il 12 ottobre, subito dopo la notizia della scomparsa del presule cattolico.
Secondo quanto riferito dalla polizia americana, l'incidente è avvenuto intorno alle 23,00, ora locale, del 10 ottobre quando l'Arcivescovo Jala era in viaggio in California insieme a p. Mathew Vellankal e a p. Joseph Parekkatt, due sacerdoti indiani impegnati nel servizio pastorale negli Stati Uniti. Padre Vellankal, che era alla guida dell'auto, e l'Arcivescovo Jala, che era sul sedile anteriore, sono morti sul colpo mentre l'altro prete ha subito gravi ferite ed è ricoverato in ospedale.
L'Arcivescovo, dopo aver preso parte alla "visita Ad limina" dei Vescovi dell'India nord-orientale in Vaticano, era andato negli Stati Uniti per partecipare a una riunione della Commissione Internazionale per la liturgia e per incontrare alcuni amici sacerdoti.
L'Arcivescovo era il primo prete della tribù Khasi, uno dei gruppi etnici di spicco di Meghalaya. Nello stato la notizia ha creato shock e commozione. In particolare i fedeli cattolici in tutta la regione hanno ricordato la vita e il contributo dell'Arcivescovo Jala alla società.
Sacerdoti e religiosi dell'Arcidiocesi di Shillong hanno dichiarato: “È davvero una triste notizia per tutti noi sapere che il nostro amato Arcivescovo è morto, lontano dalla sua terra natale, lontano da noi. Stiamo aspettando il ritorno dei suoi resti mortali. Successivamente, potremo organizzare le esequie. A partire da ora, invitiamo tutti a pregare per noi, a pregare per la nostra arcidiocesi e soprattutto a pregare per l'anima del caro Arcivescovo”.
Numerosi leader politici del Meghalaya, come il Primo Ministro dello stato, Conrad Sangma, hanno inviato messaggi di cordoglio e solidarietà.
Mons. John Moolachira, Arcivescovo di Guwahati e presidente del Consiglio dei Vescovi cattolici del Nordest dell'India, ha scritto: “Affidiamo la sua anima nelle mani del Creatore. Noi Vescovi cattolici dell'India nord-orientale siamo addolorati per la sua scomparsa. In questo momento di dolore ci rivolgiamo ed espriminiamo la nostra vicinanza spirituale a sacerdoti, a religiosi e a fedeli dell'Arcidiocesi di Shillong: preghiamo per l'eterno riposo dell'anima del defunto e per tutta l'arcidiocesi di Shillong". (SD) (Agenzia Fides 14/10/2019)
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ASIA/PAKISTAN - Diritti umani e libertà religiosa per un Pakistan tollerante e inclusivo
 
Karachi (Agenzia Fides) - E' necessario sviluppare una nuova cultura nazionale per rendere il Pakistan più tollerante e inclusivo per i seguaci di tutte le fedi: lo hanno hanno sottolineato gli attivisti della società civile partecipando a un seminario organizzato nei giorni scorsi a Karachi dal "Center for Social Justice" (CSJ) per discutere di libertà religiosa e diritti umani in Pakistan alla luce di vari aspetti legali.
Come appreso dall'Agenzia Fides, studenti, attivisti, membri di Ong, uomini politici e leader delle minoranze religiose hanno preso parte alla discussione, sottolineato la necessità di favorire l'armonia interreligiosa nel paese e rilevando gli ostacoli al rispetto dei diritti umani in Pakistan.
"Pur avendo numerose leggi nella Costituzione che garantiscono la libertà sociale, culturale e religiosa alle minoranze, l'adesione e il rispetto di quelle leggi restano limitati", ha affermato il direttore esecutivo del CSJ, il cattolico Peter Jacob. “In generale, la libertà religiosa è indiscussa a livello legale - ha rimarcato - ma bisognerebbe creare un'ampia narrativa nazionale per promuoverla realmente nella vita sociale in Pakistan".
Ha proseguito Jacob: “Abbiamo bisogno di un altro 'Paigham-e-Pakistan' (una dichiarazione pubblica da parte del governo, ndr), con tutte le parti interessate, compresa la società civile, le minoranze, le donne, gli educatori e gli studenti, per sviluppare questa narrazione. Alcuni dei problemi che affrontiamo sono il risultato di sfide di carattere religioso. È necessario sviluppare una voce consolidata per rendere il Pakistan più tollerante e inclusivo", ha affermato.
Mahnaz Rahman, donna leader della "Fondazione Aurat" ha ribadito: “Il fondatore del Pakistan, Ali Jinnah, sognava un paese in cui tutte le componenti società fossero incluse e con pari diritti. La religione è una scelta personale e dovrebbe essere rispettata ", ha detto, tracciando il concetto di "cittadinanza", come idea-chiave per a tutti, indipendentemente da status sociale, cultura, credo sono concessi medesimi diritti e uguale voce, senza discriminazioni.
Il fondatore della "Commissione interreligiosa per la pace e l'armonia", presente al seminario, il leader islamico Allama Muhammad Ahsan Naqvi ha ribadito il desiderio di "unità con i nostri fratelli indù e cristiani", aggiungendo di essere "in prima linea per salvaguardare i loro diritti". E ha detto. "È fondamentale che ognuno di noi faccia la sua parte per la prosperità del Paese, espellendo quanti seminano odio per dividerci".
I presenti, come il prof. Riaz Shaikh, docente all'Università del Punjab, hanno ricordato l'importanza dell'articolo 20 della Costituzione del Pakistan, che tratta dei diritti dei cittadini pakistani, affermando che "un modello inclusivo è indispensabile per portare il paese fuori dall'oscurità".
“L'autocritica è vitale per affrontare il problema. Ci deve essere un motivo per cui, dalla fondazione del Pakistan, il numero di non-musulmani si è ridotto dal 25-30% a un mero 3%", ha detto. “Bisogna riconoscere che religione è stata usata nella nostra società come strumento per risolvere le controversie e ottenere benefici. L'intolleranza è divenuta diventando un problema enorme, difficile da affrontare".
Gli esponenti della minoranze religiose, indù e cristiani, hanno ribadito di "sentirsi pienamente pakistani, di essere attaccati alla madrepatria" e di "voler essere accettati come pakistani perché questo paese è la nostra casa”. (PA) (Agenzia Fides 14/10/2019)
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AMERICA/BOLIVIA - I Vescovi chiedono “elezioni limpide per una democrazia autentica”
 
La Paz (Agenzia Fides) – “Stiamo andando a queste elezioni in un clima di sfiducia, per paura di una possibile manipolazione del processo elettorale. Questa situazione ci spinge a chiedere che tutti gli elettori vadano alle urne, per esercitare il loro dovere e il loro diritto, senza alcuna pressione, politica, sociale o economica”. Lo affermano i Vescovi della Bolivia in un comunicato dal titolo “Elezioni limpide per una democrazia autentica”, pubblicato in vista delle elezioni che si terranno il 20 ottobre, per eleggere il Presidente, il Vicepresidente, 130 deputati e 36 senatori per il quinquennio 2020-2025.
La Conferenza episcopale ricorda ai cittadini di votare “con una chiara consapevolezza delle reali esigenze del nostro Paese, dei suoi problemi, delle sue potenzialità e scegliere il partito che ha presentato proposte concrete e realizzabili nel quadro del bene comune e dei valori democratici di libertà, giustizia e pari dignità di ogni boliviano”. Dal momento che le elezioni sono alla base del sistema democratico e si fondano sul rispetto del voto individale, “devono essere svolte in modo trasparente e sotto lo stretto controllo di osservatori internazionali, giurie elettorali, partiti politici e degli stessi elettori, in modo che il risultato delle urne sia rigorosamente accolto, nel rispetto della decisione sovrana del popolo boliviano”.
Il messaggio dei Vescovi sottolinea il diritto di ognuno ad avere “informazioni obiettive e veritiere”, confidando che i media seguano da vicino l'intero processo elettorale, non esitando “a denunciare eventuali fatti irregolari e fraudolenti”. Infine invitano alla preghiera: “L'importanza trascendentale di questo momento ci spinge a pregare il Dio della vita e della verità, in modo che tutti i cittadini e le autorità, attraverso elezioni trasparenti e pacifiche, contribuiscano a costruire una Bolivia più democratica e una vera casa per tutti”.
Secondo le informazioni raccolte da Fides, la Bolivia è stata il paese sudamericano che ha registrato la maggiore crescita economica negli ultimi anni, nonostante il contesto di debolezza regionale, grazie soprattutto agli investimenti pubblici e al rafforzamento della domanda interna. A livello politico si registra confusione e malcontento, in quanto è ancora alto il numero dei poveri e degli abusi di potere. (SL) (Agenzia Fides 14/10/2019)
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AMERICA/MESSICO - Due milioni di fedeli al pellegrinaggio della Vergine di Zapopan
 
Jalisco (Agenzia Fides) – La fede cattolica dei messicani si è espressa pubblicamente il 12 ottobre, nel tradizionale pellegrinaggio della Vergine di Zapopan, in Messico. Quasi due milioni di fedeli hanno accompagnarono "La Generala", al suo ritorno nella Basilica come accade ogni anno da quasi 300 anni. Il pellegrinaggio percorre poco più di nove chilometri, durante il quale i fedeli pregano il rosario, cantano e acclamano la Vergine. I Cardinali Francisco Robles Ortega, Arcivescovo di Guadalajara, e Juan Sandoval Iñiguez, Arcivescovo emerito della stessa circoscrizione ecclesiastica, hanno accompagnato i fedeli.
All’inizio e al termine del pellegrinaggio, i Porporati hanno commentato la realtà del popolo messicano, che mostra il suo rifiuto dell'aborto e il suo sostegno alla vita dal momento del concepimento. Il Cardinale Sandoval Iñiguez ha sottolineato che quando i cattolici non sono coerenti con la loro fede, allora le autorità federali agiscono in un certo modo contro la libertà e la famiglia.
Nella messa di benvenuto alla Vergine a Zapopan, il Cardinale Francisco Robles, ha affermato che il diritto fondamentale di ogni persona è quello alla vita. “Le ideologie vogliono imporre il loro programma sulla società e pian piano stanno minando le coscienze, al punto che fanno sembrare buono qualcosa che non lo è, finendo per confondere ed erodere valori e paradossalmente, proprio i diritti più elementari come la vita e la libertà di coscienza" he detto.
Il Cardinale Robles Ortega ha sottolineato che non si può parlare di una "rifondazione di Jalisco" senza la Vergine Maria, facendo riferimento al programma del governo statale: "Una rifondazione di Jalisco non può rinunciare alle sue radici, non può rinunciare alla sua storia centenaria, non può essere rifondata al di fuori di Gesù Cristo, della Vergine Maria e dei valori del suo regno di giustizia, pace, amore, solidarietà e fraternità".
Infine l’Arcivescovo di Guadajara ha parlato del Mese Missionario e del suo rapporto con Maria, in quanto "l'immagine (della Vergine di Zapopan) è portatrice di Dio". Quindi ha messo in evidenza la stretta relazione della Vergine Maria con la Chiesa, "modello di virtù per l'intera comunità degli eletti”. “I Vescovi ad Aparecida ci ricordano che, nel mistero di Maria, come lei e seguendo il suo esempio, la Chiesa trova la sua identità e la sua missione di madre, discepola, missionaria e di servizio”.
(CE) (Agenzia Fides, 14/10/2019)

XXVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - C 13 Ottobre 2019

La Chiesa intera sia testimone della salvezza

che tu operi continuamente in Cristo

RITI DI INTRODUZIONE 



INTRODUZIONE

G – Celebriamo la XXVIII Domenica del Tempo Ordinario.

Anche oggi abbiamo voluto dare ascolto alla voce del più intimo bisogno del nostro cuore, rispondendo all’invito del Signore risorto e siamo venuti a lui per rendere gloria a Dio e ritrovarci den­tro l’accoglienza della comunità dei salvati. Apriamoci al dono dello Spirito affi­dandoci docilmente alla Parola che salva, perché il nostro cuore sia risanato dalle sue sordità e opacità. Reso capace di scorgere i tanti segni della tenerezza del Pa­dre, le si abbandoni fiducioso e vi corrisponda con amore riconoscente e fattivo.



SALUTO

C – Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. T – Amen.



C – La pace, carità e la fede da parte di Dio nostro Padre e del Signore nostro Gesù Cristo sia con tutti voi. T – E con il tuo spirito.



ATTO PENITENZIALE

C – Fratelli e sorelle, ogni giorno la nostra vita è un dono, e per noi tutto è grazia. Troppe volte, però, non vediamo, non apprezziamo, non benediciamo quanto Dio fa per noi.

Chiediamo perdono al Signore per quando ci sentiamo autosufficienti, incapaci di ringraziare per i doni ricevuti e di riconoscere il nostro peccato.

- Signore, che con l’azione risanatrice del tuo Spirito ci purifichi dalla lebbra del peccato, [abbi pietà di noi] T – Signore, pietà!

- Cristo, che attraverso i Sacramenti ci doni il tuo amore che perdona e salva, [abbi pietà di noi] T – Cristo, pietà!

- Signore, che estendi la tua misericordia a quanti sanno accogliere il tuo Vangelo, [abbi pietà di noi] T – Signore, pietà!



C – Dio onnipotente abbia misericordia di noi, perdoni i nostri peccati e ci conduca alla vita eterna. T – Amen.



GRANDE DOSSOLOGIA



COLLETTA

C - O Dio, fonte della vita temporale ed eterna, fa' che nessuno di noi ti cerchi solo per la salute del corpo: ogni fratello in questo giorno santo torni a renderti gloria per il dono della fede, e la Chiesa intera sia testimone della salvezza che tu operi continuamente in Cristo tuo Figlio. Egli è Dio...

T – Amen.

LITURGIA DELLA PAROLA



PRESENTAZIONE DELLA PAROLA DI DIO

G – Naaman, il siro, incoraggiato dai servi supera l’inizia­le resistenza e obbedisce alla voce del profeta. Non solo ottiene la guarigione fisi­ca, ma attraverso di essa si apre al dono della fede che riconosce nel Dio d'Israe­le l’unico Signore. Allo stesso modo per il lebbroso samaritano, la constatazione della guarigione fisica costituisce la porta di accesso per quella fede che, ricono­scendo nel Cristo il “luogo” autentico dell’incontro con Dio che salva, si apre alla riconoscenza e alla lode.

Accogliamo con fiducia la Parola del Signore, certi che i continui doni di Dio ci assicurano che se noi manchiamo di fede, Egli non viene meno alla fedeltà.

PRIMA LETTURA: 2 Re 5,14-17

Tornato Naamàn dall’uomo di Dio, confessò il Signore. 

Dal secondo libro dei Re In quei giorni, Naamàn [, il comandante dell’esercito del re di Aram,] scese e si immerse nel Giordano sette volte, secondo la parola di Elisèo, uomo di Dio, e il suo corpo ridivenne come il corpo di un ragazzo; egli era purificato [dalla sua lebbra]. Tornò con tutto il seguito da [Elisèo,] l’uomo di Dio; entrò e stette davanti a lui dicendo: «Ecco, ora so che non c’è Dio su tutta la terra se non in Israele. Adesso accetta un dono dal tuo servo». Quello disse: «Per la vita del Signore, alla cui presenza io sto, non lo prenderò». L’altro insisteva perché accettasse, ma egli rifiutò. Allora Naamàn disse: «Se è no, sia permesso almeno al tuo servo di caricare qui tanta terra quanta ne porta una coppia di muli, perché il tuo servo non intende compiere più un olocausto o un sacrificio ad altri dèi, ma solo al Signore».





SALMO RESPONSORIALE: dal Salmo 97



Rit. Il Signore ha rivelato ai popoli la sua giustizia.


Cantate al Signore un canto nuovo,

perché ha compiuto meraviglie.

Gli ha dato vittoria la sua destra

e il suo braccio santo.



Il Signore ha fatto conoscere la sua salvezza,

agli occhi delle genti ha rivelato la sua giustizia.

Egli si è ricordato del suo amore,

della sua fedeltà alla casa d’Israele.



Tutti i confini della terra hanno veduto

la vittoria del nostro Dio.

Acclami il Signore tutta la terra,

gridate, esultate, cantate inni!



SECONDA LETTURA: 2 Tm 2, 8-13

Se perseveriamo, con lui anche regneremo. 

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo a Timòteo

Figlio mio,
ricòrdati di Gesù Cristo,
risorto dai morti,
discendente di Davide,
come io annuncio nel mio vangelo,
per il quale soffro
fino a portare le catene come un malfattore.
Ma la parola di Dio non è incatenata! Perciò io sopporto ogni cosa per quelli che Dio ha scelto, perché anch’essi raggiungano la salvezza che è in Cristo Gesù, insieme alla gloria eterna.
Questa parola è degna di fede:
Se moriamo con lui, con lui anche vivremo;
se perseveriamo, con lui anche regneremo;
se lo rinneghiamo, lui pure ci rinnegherà;
se siamo infedeli, lui rimane fedele,
perché non può rinnegare se stesso.

Parola di Dio 




CANTO AL VANGELO: 1 Ts 5,18



Alleluia, alleluia.


In ogni cosa rendete grazie:

questa infatti è volontà di Dio

in Cristo Gesù verso di voi.

Alleluia.



VANGELO: Lc 17,11-19

Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all’infuori di questo straniero.

+ Dal Vangelo secondo Luca
Lungo il cammino verso Gerusalemme, Gesù attraversava la Samarìa e la Galilea.
Entrando in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi, che si fermarono a distanza e dissero ad alta voce: «Gesù, maestro, abbi pietà di noi!». Appena li vide, Gesù disse loro: «Andate a presentarvi ai sacerdoti». E mentre essi andavano, furono purificati.
Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce, e si prostrò davanti a Gesù, ai suoi piedi, per ringraziarlo. Era un Samaritano.
Ma Gesù osservò: «Non ne sono stati purificati dieci? E gli altri nove dove sono? Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all’infuori di questo straniero?». E gli disse: «Àlzati e va’; la tua fede ti ha salvato!».
Parola del Signore 


PREGHIERA DEI FEDELI

C – Fratelli e sorelle, riconoscere l’amore tenero e preveniente di Dio, che sempre provvede ai bisogni delle sue creature al di là di ogni attesa e desiderio, ci rende audaci nel chiedere e fiduciosi nel presentargli le più profonde aspirazioni del cuore.

L - Preghiamo insieme e diciamo:

Gesù, maestro, abbi pietà di noi!

1. Per la Chiesa, perché vincendo ogni paura e confidando unicamente nella Parola del suo Signore, si accosti alle infermità fisiche e spirituali degli uomini del nostro tempo per offrire loro l’esperienza sanante della misericordia e della tenerezza di Dio. Preghiamo.

2. Per quanti hanno responsabilità nell’amministrazione della cosa pubblica, perché promuovano il superamento di ogni barriera e discriminazione razziale e favoriscano l’incontro dei popoli nella concordia e nella solidarietà. Preghiamo.

3. Per quanti vivono l’esperienza della sofferenza fisica e avvertono il senso dell’isolamento e dell’abbandono, perché, anche attraverso i concreti gesti dei discepoli del Signore, scoprano la vicinanza di Dio che li rigeneri alla spe­ranza. Preghiamo.

4. Per le nazioni colpite ancora dalla lebbra, perché sappiano mettere a disposizione risorse economiche ed educative per sconfiggere definitivamente questa malattia e le sue conseguenze sulle persone. Preghiamo.

5. Perché l’attenzione alla sostenibilità del mondo generi una ribellione pacifica nei confronti del sistema di sfruttamento sconsiderato delle risorse terrestri. Preghiamo.

6. Perché un sapiente uso dei mezzi di comunicazione ci renda critici nei confronti dello sfruttamento delle persone e sostenitori delle iniziative che promuovono la vita. Preghiamo.

C – O Padre, che nel tuo Figlio crocifisso e risorto accosti l’umanità ferita e piagata per aprirla all’esperienza dell’amore che accoglie e risana, ricevi il canto della lode e del ringraziamento che innalziamo a te ed esaudisci le nostre invocazioni per Cristo, nostro Signore. T - Amen.














Foglio della Collaborazione Pastorale di San Giorgio di Nogaro 13 ottobre - 27 ottobre 2019



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