Lignano, ultimo weekend per il Presepe di Sabbia
Già superate le 80 mila presenze, moltissimi gli stranieri. Venerdì 31, Santo patrono, in programma la visita del vescovo di Udine
30 gennaio 2020
Filippesi 1,4 ... e sempre, in ogni mia preghiera per tutti voi, prego con gioia...
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| ASIA/FILIPPINE - Evangelizzazione, fede, dialogo: la Chiesa di Manila in assemblea | |||
| Manila (Agenzia Fides) - Tra "devozione religiosa" e "fede autentica" ci può essere grande distanza. La frequenza alla messa domenicale e ai sacramenti (indicatore rivelatore) può essere considerata solo "un optional" da molti battezzati. Per questo la diocesi di Manila da sette anni promuove e propone al popolo di Dio una speciale "Conferenza filippina sulla nuova evangelizzazione", grande assemblea organizzata quest'anno il 28 e 29 gennaio 2020 all'Araneta Coliseum, arena coperta a Quezon city, nella città metropolitana di Manila. Al raduno hanno preso parte circa 9.000 fedeli, tra giovani, laici, religiosi e sacerdoti dell'arcidiocesi, riuniti in un momento di approfondimento, scambio, consapevolezza della propria fede. "La conferenza è nata grazie a un'intuizione del cardinale Luis Antonio Tagle, che ha voluto sollecitare una riflessione e la sensibilizzazione di tutta la comunità di Manila - preti, religiosi, laici, giovani, famiglie - sulla nuova evangelizzazione. Siamo partiti dalla consapevolezza che noi stessi abbiamo bisogno di essere evangelizzati. In un paese come il nostro, vi sono tante manifestazioni di devozione popolare ma, ad esempio, la percentuale di persone che frequenta la messa domenicale, nel popolo di DIo, non supera il 20%", spiega all'Agenzia Fides padre Esteban Lo, religioso della Società di Lorenzo Ruiz, e Direttore nazionale delle Pontificie Opere Missionarie nella nazione del Sudest asiatico. "Spesso quando pensiamo alla missione, ci riferiamo all'invio di missionari in paesi lontani, dove i cristiani sono minoranze o dove non è facile vivere. Ma, a 500 anni dal primo battesimo, avvenuto nelle Filippine nel 1521, siamo chiamati a interrogarci sulla necessità di rievangelizzare la nostra gente, i battezzati che sono divenuti 'tiepidi' o che hanno messo da parte la loro fede". Ogni anno la Conferenza è dedicata a un tema specifico e, se lo scorso anno l'evento era incentrato sul mondo dei giovani, quest'anno è il dialogo al centro dell'attenzione. Il brano evangelico di Luca, in cui si chiede "Chi è il mio prossimo" ha ispirato l'edizione del 2020 che, in un primo tempo, era stata pensata per il periodo estivo. la necessità di anticipare i tempi è stata dettata dalla necessità di consentire la presenza al Cardinale Luis Antonio Tagle, in procinto di lasciare Manila per assumere l'incarico di Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, in Vaticano. "Dialogare significa essere aperti all'altro, riconoscerne la bontà e la dignità e mettere in pratica il comandamento di Gesù: Ama il prossimo tuo come te stesso. In questo senso il dialogo, fondato sull'amore di Dio, è una via di testimonianza e di annuncio del Vangelo", spiega a Fides p. Sebastiano D'Ambra, missionario del Pime e impegnato nel dialogo islamo-cristiano nelle Filippine, chiamato a offrire una testimonianza durante i lavori dell'assemblea. (PA) (Agenzia Fides 29/1/2020) | |||
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| ASIA/LIBANO - Capi delle Chiese: no a violenze di piazza. Sostegno al nuovo governo libanese | |||
| Bkerké (Agenzia Fides) – Apertura e incoraggiamento verso il nuovo governo, denuncia della piaga della corruzione, insieme all’avvertenza che il legittimo diritto a manifestare non può essere invocato per giustificare le azioni violente e “incivili” perpetrate da gruppi di facinorosi nelle piazze e nelle strade libanesi durante le manifestazioni di protesta degli ultimi mesi. Sono questi i giudizi e i richiami condivisi dai Capi delle Chiese e comunità ecclesiali presenti in Libano, riunitisi martedì 28 gennaio su invito del Patriarca maronita Bechara Boutros Rai presso la sede patriarcale maronita di Bkerkè. Motivo della convocazione: valutare insieme il passaggio storico delicato e pieno di insidie attraversato dalla nazione libanese. Al “vertice spirituale” dei Capi delle Chiese presenti in Libano hanno preso parte anche il Patriarca greco cattolico melchita Youssef Absi, il Patriarca siro cattolico Ignace Youssif III Younan, il Patriarca siro ortodosso Mar Ignatius Aphrem II, il Catholicos di Cilicia degli armeni apostolici Aram I e il reverendo Joseph Kassab, Presidente del Consiglio supremo delle Comunità evangeliche in Libano e Siria. Nel documento comune, diffuso alla fine del summit, i capi delle Chiese presenti in Libano, tra le altre cose, esprimono soddisfazione per la formazione del nuovo governo affidata a Hassan Diab (vedi Fides 24/1/2020), e per gli esperti cooptati dal Premier incaricato nella squadra governativa. Gli ecclesiastici richiamano l’intero ceto politico a intraprendere con decisione la via delle riforme strutturali necessarie per far uscire il Paese dalla crisi economica che lo sta soffocando. I capi delle Chiese chiedono anche di fermare l’emorragia di risorse sottratta al popolo libanese dalla corruzione. Patriarchi, Vescovi e capi delle comunità cristiane riaffermano il pieno diritto a manifestare pubblicamente il proprio dissenso verso la classe politica, ma nel contempo condannano fermamente l’impronta “incivile” che hanno assunto diverse manifestazioni di piazza, soprattutto a Beirut, esprimendo apprezzamento per l’operato dell’esercito e delle forze di sicurezza, e sollecitando i gruppi violenti a esprimere il proprio dissenso in forme consone all’ordinamento democratico, e ribadendo che la salvezza della nazione non può mai arrivare attraverso lo spargimento di sangue. (GV) (Agenzia Fides 29/1/2020) | |||
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| AMERICA/BOLIVIA - “Lasciamoci illuminare dalla Parola di Dio e diamo priorità alla tutela della democrazia” esorta Mons. Sergio Gualberti | |||
| Santa Cruz (Agenzia Fides) – "Ciò che deve prevalere anche al di sopra delle giuste aspirazioni è la salvaguardia della democrazia. Tutti i cittadini e in particolare i candidati dovrebbero lasciarsi illuminare e guidare dai valori della parola di Dio: vita, diritti umani, libertà, bene comune, giustizia, pace e spirito di servizio", ha affermato l'Arcivescovo di Santa Cruz de la Sierra, Mons. Sergio Gualberti nella sua celebrazione di della domenica della Parola di Dio, 26 gennaio. Nell'omelia ha affermato che nel Paese c'è stata un'intensa esperienza di unità attorno alla Bibbia, quando è stata reintrodotta nel Palazzo del Governo, proprio al tempo dello sciopero generale dopo le dimissioni del ex-presidente Morales. Mons. Gualberti ha chiesto che un gesto così significativo non rimanga come un fatto aneddotico, ma che diventi una chiamata a conoscere i tesori della Parola di Dio in modo che sia luce e guida della nostra vita personale e sociale. Poi ha offerto l'esempio di Papa Francesco, chi segnala costantemente l'amore misericordioso di Dio Padre che chiede ai cristiani vivere nella carità, uscire dall'individualismo e condividere tutto nella solidarietà. L'Arcivescovo ha concluso esortando i candidati delle prossime elezioni a "dare priorità alla tutela della democrazia e all'unità attorno a programmi comuni, evitando la dispersione e il pericolo di cadere nei sistemi autoritari". La Bolivia si prepara a nuove elezioni politiche il prossimo 3 maggio che dovrebbero far uscire il Paese dalla crisi politica e istituzionale dell'anno scorso (Vedi Fides 16/12/2019). (CE) (Agenzia Fides, 29/01/2020) |
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| AFRICA/EGITTO - Si avvicina l’istituzione di organismi per la corretta gestione dei beni delle Chiese cattoliche e evangeliche | |||
| Il Cairo (Agenzia Fides) – Prosegue a ritmi intensi il lavoro della commissione governativa impegnata a predisporre un progetto di legge per l’istituzione di organismi di gestione dei beni appartenenti alla Chiesa cattolica e alle Chiese evangeliche presenti in Egitto. “Alcuni mesi fa” riferisce all’Agenzia Fides Anba Kyrillos William, Vescovo copto cattolico di Assiut “La Chiesa cattolica e le denominazioni cristiane evangeliche avevano inviato agli organi governativi competenti la richiesta di istituire organismi incaricati del controllo e della corretta gestione delle loro proprietà e dei loro beni immobiliari, sul modello di quello che controlla e amministra i beni della Chiesa copta ortodossa. E’ stata formata una commissione ad hoc che si è messa subito al lavoro” Adesso, sui media cominciano a circolare dettagli sul disegno di legge che porterà a istituire i nuovi organismi per la gestione delle dotazioni ecclesiastiche. Il progetto di legge, vagliato anche dalla Commissione parlamentare per gli affari religiosi, dovrebbe portare entro tempi non lunghi all’istituzione degli organismi di gestione richiesti, volti a assicurare una corretta amministrazione dei beni ecclesiastici e delle donazioni, comprese quelle al centro di contese legali. “Gli organismi” rimarca Anba Kyrillos ”dovranno vigilare anche sul corretto utilizzo delle donazioni e scongiurare ogni tornaconto personale, privato o di clan nell’uso dei beni ecclesiastici”. Di recente, alcuni media egiziani hanno lasciato filtrare dettagli sulla costituzione dei nuovi organismi di gestione dei beni ecclesiastici. Per quanto riguarda la Chiesa cattolica, l’organismo di gestione delle proprietà ecclesiastiche dovrebbe essere guidato da un Consiglio di amministrazione, presieduto dal Patriarca copto cattolico e formato da 12 membri, per metà vescovi e per l’altra metà sacerdoti, religiosi, religiose e laici. I due organismi di gestione dovranno redigere e presentare alle autorità civili competenti un resoconto e un bilancio annuali della gestione dei beni ecclesiastici a loro affidata. (GV) (Agenzia Fides 28/1/2020) | |||
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| AFRICA/TOGO - Urge un quadro giuridico che garantisca elezioni pacifiche, credibili, libere e trasparenti | |||
| Kara (Agenzia Fides) - Alla vigilia delle elezioni presidenziali in Togo l'atmosfera tra i poteri politici e la Chiesa rimane molto tesa. “Come in Costa d'Avorio, anche in Togo la Chiesa cattolica è accusata dai poteri di essere in collusione con l'opposizione. Spesso viene addirittura definita portavoce dell'opposizione”, ha commentato all’Agenzia Fides p. Donald Zagore, sacerdote della Società per le Missioni Africane (SMA), nel contesto delle tensioni sociali presenti nei due paesi africani. “In Togo, in una lettera dell'amministrazione territoriale del 16 gennaio 2020, la Chiesa cattolica è stata accusata di atteggiamento imparziale con il conseguente impedimento di svolgere un ruolo di osservatore durante le prossime elezioni presidenziali di febbraio 2020 – spiega p. Zagore. In Costa d'Avorio, dopo la 114a Assemblea plenaria della Conferenza episcopale sono state sollevate le stesse critiche sull'imparzialità della Chiesa cattolica.” “La missione fondamentale della Chiesa è difendere senza alcuna ambiguità i principi di verità e giustizia, che sono fondamentali per tutti gli uomini e tutti i popoli- insiste il sacerdote. In questo impegno la Chiesa deve essere in grado di combattere con zelo, professionalità e spirito profetico. Oggi la spinosa questione di elezioni pacifiche, credibili, libere e trasparenti, tutelate da un quadro giuridico che garantisce sanzioni penali, costituisce la grande sfida non solo per la Chiesa cattolica nel nostro continente africano ma per tutte le istituzioni. Dato il sanguinoso passato elettorale la Chiesa cattolica non può esimersi dalla difesa del diritto alla vita tutelando i principi fondamentali di verità e giustizia”. (DZ/AP) (28/1/2020 Agenzia Fides) | |||
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| AFRICA/COSTA D’AVORIO - La preghiera per la pace di Abidjan non prevede più la processione “per motivi di sicurezza” | |||
Abidjan (Agenzia Fides) - È un’iniziativa programmata dall'ottobre 2019; sfortunatamente, l'attuazione di questo progetto soffre di interpretazioni ambivalenti, contraddittorie e ambigue. Questo rischia, se non si è attenti, di distorcere sia l'intenzione strettamente spirituale sia lo scopo di questa lodevole iniziativa” ha affermato p. Augustin Obrou, responsabile delle comunicazioni dell’Arcidiocesi di Abidjan, nell’annunciare la decisione presa da Sua Eminenza il Cardinale Jean Pierre Kutwa, Arcivescovo di Abidjan, di tenere la preghiera per la pace esclusivamente nella Cattedrale di San Paolo “per motivi di sicurezza”. La preghiera per la pace in Costa d'Avorio si terrà sabato 15 febbraio dalle 7:00 alle 13:30, ma non vi sarà la processione da Place de la République sull'Altopiano di Abidjan alla cattedrale come inizialmente previsto (vedi Fides 24/1/2020). Dopo aver ricordato che nell’ambito della Chiesa cattolica, processioni, Via Crucis, preghiere d’intercessioni sono pratiche comuni, “essendo suppliche rivolte a Dio a favore di tutte le persone in momenti difficili” p. Obrou ha sottolineato che “la Chiesa non può essere la cassa di risonanza per alcun gruppo o associazione”. A seguito di pericoli dell'infiltrazione e preoccupato per l'incolumità dei suoi fedeli, il Cardinale Kutwa ha deciso di limitare la giornata di preghiera esclusivamente all'interno della Cattedrale. Alcuni partiti politici infatti avevano invitato i propri militanti e sostenitori ad unirsi alla processione, sollevando così polemiche su un’iniziativa che deve rimanere strettamente pastorale. “Il suo obiettivo è riaffermare l'importanza di vivere in un ambiente stabile, sostenendo la pace tra i giovani, mostrando la necessità di vivere in fraternità e coesione, di sensibilizzazione la gioventù alla non violenza durante il periodo elettorale” ricorda p. Obrou. “Sua Eminenza comprende la delusione di tutti coloro che vorrebbero vivere questo momento di preghiera come pellegrinaggio. Ma "Tutto contribuisce al bene di coloro che credono", afferma San Paolo, Apostolo delle Genti” ha concluso p. Obrou. (S.S.) (L.M.) (Agenzia Fides 28/1/2020) | |||
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| ASIA/FILIPPINE - Il Cardinale Tagle ringrazia e saluta i fedeli: "Fare tutto nel nome di Cristo" | |||
| Manila (Agenzia Fides) - "Ogni vostra azione sia un'azione eucaristica. La vostra vita sia un'Eucarestia senza fine. Tutto sia fatto nel nome del Signore Gesù Cristo, per ringraziarlo della sua chiamata, della sua bontà, della sua misericordia". Con queste parole, pronunciate con commozione, il cardinale Luis Antonio Tagle si è rivolto al popolo dei fedeli di Manila, celebrando ieri sera, 27 gennaio, una santa messa di ringraziamento nella Cattedrale dell'Immacolata Concezione. Come appreso da Fides, la chiesa era gremita di oltre duemila fedeli dell'arcidiocesi, giunti da tutto il territorio e dalle oltre 85 parrocchie, per condividere e salutare il cardinale che, nei prossimi giorni, raggiungerà il Vaticano per insediarsi come Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli. Erano presenti numerosi vescovi di altre diocesi filippine, massiccia era la presenza di sacerdoti, religiosi e catechisti di quella che è una tra le più antiche diocesi dell'Asia. Infatti, mentre la Chiesa nelle Filippine si sta preparando a celebrare i 500 anni dell'arrivo del Vangelo nell'arcipelago (1521-2021), circa 50 anni dopo che il primo filippino fu battezzato (1521), data la crescita imponente della comunità dei fedeli, nel 1579 venne istituita la diocesi di Manila, come suffraganea di Città del Messico. Nel 1595 Manila era già arcidiocesi e oggi è composta da sette città (Manila, Makati, Pasay, Mandaluyong, Pasig, Quezon City, Kalookan) e cinque comuni, un territorio dove vivono oltre 3 milioni di fedeli cattolici. Nella messa di congedo dalla sua comunità, il Cardinale ha esortato a tenere sempre uno sguardo e un atteggiamento di ringraziamento nei confronti di Dio, Signore della storia, perchè "i piani di Dio non sono i nostri piani, ma crediamo e sappiamo che Lui è buono, che la sua misericordia dura per sempre". E, ha aggiunto il Card. Tagle, come Cristo ha ringraziato il Padre, donando tutto se stesso, così "ogni battezzato, come atto di ringraziamento, è chiamato a donare il suo corpo e il suo sangue". Alle parole del cardinale hanno fatto eco quelle del Vescovo ausiliare di Manila, Broderick Pabillo che, esprimendo sentimenti comuni, ha detto: "Ci sentiamo privilegiati di aver avuto per otto anni un Pastore che ha compiuto ogni sforzo e si è donato senza riserve per essere sempre al servizio della sua comunità. Negli ultimi anni, nonostante gli impegni di carattere internazionale, si è fatto sempre presente, non mancando mai di stare in mezzo a noi. Gli siamo grati e lo accompagneremo con la nostra preghiera". La celebrazione si è conclusa con un atto di affidamento, in cui il popolo ha imposto le mani e ha pregato per il Cardinale, ringraziandolo per "aver mostrato con la sua vita la compassione di Dio". "Siamo da un lato tristi perchè il card. Tagle ci mancherà. è entrato nel cuore di tutti. Ma siamo coscienti che egli rappresenta un dono che la Chiese nelle Filippine fa alla Chiesa universale", nota a Fides il vescovo di Novaliches, mons. Roberto O. Gaa, ex Rettore dell’Holy Apostles Senior Seminary della arcidiocesi di Manila. "Abbiamo emozioni contrastanti: l' eredità più bella è la sua umiltà e prossimità: è stato davvero un Buon Pastore per noi", dice Sharon, cattolica impegnata in una parrocchia dl territorio. "Si è davvero preso cura di noi con amore" conclude p. Abos, anziano prete di Manila. Il Card. Tagle lascia una diocesi fiorente con circa 600 preti, tra diocesani e religiosi, ben oltre 700 suore, oltre 400 catechisti. (PA) (Agenzia Fides 28/1/2020) | |||
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| AMERICA/EL SALVADOR - La Chiesa indice l’Anno Giubilare dei Martiri a 40 anni dal martirio di San Oscar Romero | |||
| San Salvador (Agenzia Fides) – "Il martirio è la più grande testimonianza di fede, perché riproduce fedelmente Cristo, dando la propria vita in modo che gli altri possano avere la vita in abbondanza" (cfr Gv 10,10), sottolinea il messaggio della Conferenza Episcopale di El Salvador, in preparazione dell’Anno Giubilare dei Martiri, a 40 anni dal Martirio di San Oscar Arnulfo Romero. Nel messaggio sono indicate le date nelle quali verranno celebrati i martiri nazionali: 12 marzo, 43esimo anniversario del martirio di p. Rutilio Grande; 24 marzo, 40esimo Anniversario del martirio di San Oscar Arnulfo Romero; 14 giugno, 40esimo Anniversario del martirio di p. Cosme Spessotto. Seguirà il 31 luglio, 1 e 2 agosto, il grande Pellegrinaggio a Ciudad Barrios, città natale di San Oscar Arnulfo Romero, e il Congresso nazionale sui martiri. "I martiri hanno dato la vita e ci accompagnano nel nostro pellegrinaggio di fede. Vogliamo sentire la loro voce e allo stesso tempo vogliamo riecheggiare quella voce. Pertanto, e nella nostra qualità di pastori, chiediamo rispettosamente all'Assemblea parlamentare di promulgare un'autentica "Legge di Riconciliazione Nazionale" per rendere giustizia alle vittime, conoscere la verità e definire un risarcimento" affermano i Vescovi. Nel chiedere giustizia a favore della popolazione, i Vescovi domandano anche “un nuovo sistema d'assistenza per i pensionati” e l'approvazione in modo definitivo della "Legge Generale sull’acqua", che assicuri a tutti cittadini salvadoregni il diritto all'acqua. "L'acqua è un bene pubblico, quindi deve essere amministrata solo dallo Stato" scrivono i Vescovi che invitano la popolazione “a fare uso del proprio diritto alla partecipazione democratica e a far sentire la propria voce sui social network, inviando il maggior numero possibile di messaggi ai deputati, chiedendo che, conformemente al loro mandato costituzionale, legiferino su ciascuno dei punti indicati, a favore delle persone che li hanno eletti e in difesa dei diritti dei più poveri”. Infine i Vescovi esprimono solidarietà ai migranti e chiedono il rispetto dei loro diritti. (CE) (Agenzia Fides, 28/01/2020) |
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| AFRICA/CONGO RD - “No a nuove guerre”: il grido d’allarme dei Vescovi di RDC, Rwanda e Burundi | |||
| Kinshasa (Agenzia Fides) - "La situazione sociale rimane preoccupante, in primo luogo alla luce dell'insicurezza persistente in alcune aree, in particolare ai confini di tre Paesi” affermano i Vescovi del Comitato Permanente dell’Association des Conférences Episcopales de l’Afrique Centrale (ACEAC), nel comunicato finale della riunione ordinaria che si è tenuta a Bukavu (nell’est della Repubblica Democratica del Congo), dal 15 al 18 gennaio. L’ACEAC che riunisce i Vescovi di Burundi, Rwanda e RDC, denuncia inoltre che nei loro tre Paesi, “il potere d'acquisto della popolazione è diminuito ulteriormente, costringendo molte famiglie a vivere al di sotto della soglia di povertà”. “E poiché la sfortuna non arriva mai da sola, il virus Ebola e le piogge torrenziali degli ultimi mesi hanno causato diverse vittime e danni materiali significativi e lasciato diverse persone senza riparo” continua il comunicato inviato all’Agenzia Fides. I Vescovi apprezzano il “dinamismo” delle Caritas e delle Commissioni Giustizia e Pace, che pur con le scarse risorse a loro disposizione hanno portato soccorso alle popolazioni colpite, e invitano le comunità cristiane di continuare a essere solidali con le vittime. I Vescovi deplorano il deterioramento del clima di fiducia tra i leader politici nella regione, che rischia di accrescere la possibilità di scontri armati a danno delle popolazioni locali: “Facciamo appello alla coscienza dei governanti per tenere nel cuore e nella mente il dovere di proteggere le popolazioni e di lavorare per la prosperità delle persone che devono godere appieno dei loro diritti come creature create a immagine di Dio”. I Vescovi rinnovano l’impegno preso nel 2013 di lavorare con altre confessioni religiose per stabilire una pace duratura nella regione “attraverso la testimonianza di vita, i gesti e le parole”. A tal fine, pubblicheranno nei prossimi mesi un programma pastorale per la conversione dei cuori e la promozione della coesione sociale, e invitano i fedeli a recitare ogni giorno la preghiera per la pace di San Francesco d'Assisi. (L.M.) (Agenzia Fides 23/1/2020) | |||
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| AFRICA/NIGER - “Potranno tagliare gli alberi ma non le radici della croce”: minacce ai cristiani nel paese | |||
| Niamey (Agenzia Fides) – “Le reiterate minacce alle comunità cristiane presenti nella zona frontaliera col Burkina Faso hanno raggiunto lo scopo che si prefiggevano: decapitare le comunità e farne poi preda della paura di professare la fede nella preghiera della domenica nelle cappelle” (vedi Agenzia Fides 20/12/2019), scrive all’Agenzia Fides padre Mauro Armanino, sacerdote della Società per le Missioni Africane in Niger. “Martedì 14 gennaio scorso, in un villaggio non lontano da Bomoanga, che da oltre un anno ha assistito impotente al rapimento di Padre Pierluigi Maccalli, - continua il missionario – un gruppo di criminali andati per un regolamento di conti con l’infermiere capo che opera in un dispensario della zona, hanno preso, portato poco lontano dalla sua casa e decapitato il nipote, battezzato da bambino. A Bomoanga la gente non va più in chiesa la domenica. La ‘basilica’, come p. Maccalli soleva chiamarla, concepita, edificata e da lui inaugurata, è adesso deserta, così come la scuola colpita di recente”. Nella nota pervenuta a Fides, p. Armanino evidenzia lo sconcerto, la sofferenza, il timore ma soprattutto la consapevolezza della situazione manifestati durante l’incontro di formazione con i catechisti e gli animatori delle zona Gourmanché, frontaliera col Burkina Faso, organizzato recentemente a Niamey. “Anche laddove esistono persecuzioni, prove e tensioni, è possibile tradurre la fede – sottolinea - con una maggiore valorizzazione dei laici e del loro apporto, una più grande flessibilità per quanto riguarda i luoghi e i tempi delle celebrazioni e della vita della comunità”. Il missionario conclude dicendo: “A Makalondi, Kankani e Torodi, nella stessa zona, le celebrazioni, seppur con prudenza, continuano come sempre, malgrado i preti non siano residenti sul posto. Più complicata la realtà nelle zone rurali che, essendo di difficile accesso, permettono ai gruppi armati di agire indisturbati. Potranno tagliare gli alberi ma non le radici della croce. Il terzo giorno c’è una risurrezione”. (MA/AP) (23/1/2020 Agenzia Fides) | |||
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| ASIA/KYRGYZSTAN - Preghiera e missione: esercizi spirituali ignaziani sulle rive del lago Issyk-kul | |||
| Bishkek (Agenzia Fides) - Vivere una settimana di spiritualità, secondo il carisma di sant'Ignazio di Loyola, e proporre questa esperienza di immersione e di vicinanza a Dio come forma di evangelizzazione, in una nazione dove il seme del Vangelo è diventato un piccolo germoglio: con questo spirito i padri Gesuiti presenti in Kirghizistan hanno organizzato una settimana di esercizi spirituali in completo silenzio, secondo il metodo di Sant’Ignazio di Loyola. Come riferito all'Agenzia Fides, l’iniziativa, aperta a tutti, si svolgerà dal 16 al 22 marzo 2020 presso l’“Issyk Center”, la casa per bambini kirghisi disabili e indigenti, situata sulle rive del lago Issyk-kul e gestita proprio dai religiosi della Compagnia di Gesù. L'invito è rivolto a giovani, adulti, persone curiose o interessate a conoscere la fede cristiana. Spiega una nota inviata all’Agenzia Fides dagli organizzatori: “Non è la prima volta che questi esercizi spirituali si svolgono in un luogo pittoresco sulle rive del lago Issyk-Kul, a soli 100 metri dalla spiaggia ed a pochi chilometri dalle montagne di Tien Shan”. Il contatto con la natura incontaminata rappresenta una via per raggiungere una dimensione di riflessione e di approfondimento, alla ricerca di Dio. Il tema di quest'anno sarà "Dio, guidami sulla via eterna. Libertà, Ringraziamento e Misericordia”. A guidare la settimana di spiritualità sarà il gesuita di Novosibirsk (Siberia), padre Janez Sever. Il programma di esercizi spirituali include un'introduzione alla preghiera ignaziana e alla meditazione delle Sacre Scritture, momenti di preghiera individuale e assembleare, la celebrazione dell’Eucaristia, l’Adorazione e l'opportunità di parlare con un assistente spirituale. “Certamente si tratterà di giorni di ristoro del corpo e dello spirito, in un paesaggio così bello. D’altra parte, il fatto che una modalità di preghiera sviluppata circa cinque secoli fa venga ancora richiesta, ne testimonia l’efficacia”, conclude la nota dei Gesuiti. Il Kirghizistan è un piccolo paese con una popolazione di quasi 6 milioni di abitanti che gode di libertà religiosa. Circa il 90% della popolazione è musulmana. I cristiani ortodossi rappresentano quasi il 10% del totale, e le altre confessioni cristiane sono una esigua minoranza. I cattolici del posto possono contare sull’assistenza spirituale di sette sacerdoti, un religioso e cinque suore francescane. (LF) (Agenzia Fides 23/1/2020) | |||
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| ASIA/MALAYSIA - Promozione umana e solidarietà: nasce la Caritas Malaysia | |||
| Kuala Lumpur (Agenzia Fides) - Essere maggiormente presenti nella società malaysiana con iniziative di carità, promozione umana, sviluppo solidale, segno di prossimità verso ogni uomo e segno potente dell'amore di Dio: con questo spirito la Conferenza episcopale cattolica della Malayia, Singapore e Brunei ha deciso di istituire la Caritas Malaysia, riorganizzando e promuovendo l'attuale Ufficio per lo sviluppo umano esistente in seno alla Conferenza. Come appreso dall'Agenzia Fides, nei mesi scorsi i Vescovi della Malaysia hanno avuto un fitto scambio con i responsabili della Caritas Internationalis e, dopo aver chiarito gli aspetti organizzativi e istituzionali, hanno deciso all'unanimità di aprire un Ufficio nazionale della Caritas, che abbraccia tutte le diocesi nella Malaysia peninsulare e quelle nei territori del Borneo malaysiano, ovvero Sabah e Sarawak. L'Ufficio avrà sede a Kuala Lumpur e il Vescovo Anthony Bernard Paul, alla guida della diocesi di Melaka-Johor, è stato nominato primo presidente della Caritas Malaysia. Il Vescovo inviterà a un primo incontro consultivo i rappresentanti delle nove diocesi entro il primo trimestre dell'anno, per avviare l'opera di coordinamento di tute le attività caritative già in essere e per stendere un programma di lavoro della Caritas per i prossimi anni. Caritas Malaysia è parte della Caritas Internationalis, confederazione di oltre 160 membri, presente in quasi tutti i paesi del mondo. Espressione diretta della Chiesa cattolica, la Caritas rivolge aiuto concreto ai poveri, ai vulnerabili e agli esclusi, indipendentemente da etnia, cultura e religione, per costruire un mondo basato sulla giustizia e sull'amore fraterno. (SD) (Agenzia Fides 23/1/2020) | |||
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| AMERICA/BOLIVIA - Un processo elettorale che sia pacifico, democratico e trasparente, per guardare con fiducia al futuro | |||
| La Paz (Agenzia Fides) – "In questo momento storico, in questo periodo preelettorale, in cui ci prepariamo a nuove elezioni, abbiamo bisogno che i partiti politici riescano a presentare progetti promettenti per il Paese, dove la priorità sia cercare il bene comune, la crescita e il benessere del nostro popolo. Di fronte all'incertezza, cerchiamo di essere artigiani della pace, artigiani della riconciliazione e artigiani del bene comune": lo ha detto il segretario esecutivo della Commissione della Comunione Ecclesiale della Conferenza Episcopale Bolivia, padre Diego Plà, durante la celebrazione eucaristica della scorsa domenica, in vista delle elezioni del 3 maggio. Mons. Eugenio Scarpellini, Vescovo della diocesi di El Alto e Direttore nazionale delle Pontificie Opere Missionarie, intervistato da una televisione locale, ha detto: "Ancora una volta, come Chiesa cattolica, vogliamo esortare affinché il processo elettorale sia il più pacifico e democratico possibile... Il popolo ha bisogno di ricreare la fiducia nelle autorità, ha bisogno di un processo trasparente, di guardare al futuro con nuovi governanti eletti dal popolo e che pensino al bene comune e allo sviluppo realmente positivo". La Bolivia ha celebrato ieri, 22 gennaio, il Giorno dello Stato Plurinazionale, e per l'occasione la Presidente ad interim, Jeanine Añez, ha chiesto di elaborare un piano per garantire la sicurezza del voto nelle prossime elezioni del 3 maggio 2020. "Ho chiesto ai ministri della Difesa e del governo nazionale di organizzare un piano comune, prima, durante e dopo il 3 maggio, in modo che il voto dei boliviani sia protetto" ha detto in un messaggio al paese per questa circostanza. La celebrazione del Dia del Estado Plurinacional si svolge ogni anno dal 2009, quando, secondo la nuova Costituzione, la Bolivia ha cessato di definirsi una repubblica. Jeanine Áñez, che ha assunto la presidenza dopo le anomalie scoperte nelle ultime elezioni e dopo che Morales aveva rinunciato ed era fuggito all’estero, ha sottolineato che, proprio per questi motivi, "le elezioni del 3 maggio diventeranno il processo elettorale boliviano meglio accompagnato e più osservato nella nostra storia". L'OAS, le Nazioni Unite, l'Unione Europea e la Chiesa cattolica hanno espresso il desiderio di sostenere e accompagnare il processo elettorale. (CE) (Agenzia Fides, 23/01/2020) | |||
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| AMERICA/VENEZUELA - Comunicato del Vescovo di San Cristobal sul sacerdote ucciso | |||
| San Cristobal (Agenzia Fides) – Il Vescovo di San Cristobal, Mons. Mario Moronta, ha pubblicato un secondo comunicato relativo alla morte del sacerdote Jesus Manuel Rondon Molina, che era scomparso il 16 gennaio ed è stato ritrovato ucciso il 21 gennaio (vedi Fides 22/1/2020). Nel testo del 22 gennaio, pervenuto all’Agenzia Fides, il Vescovo afferma: “Secondo le informazioni fornite dalle autorità, il suddetto sacerdote sarebbe stato ucciso da un minore, che era stato vittima di abusi sessuali da parte del chierico, un'azione che ripudiamo. Lamentiamo la tragica morte del sacerdote e chiediamo che la giustizia divina si manifesti con misericordia. Preghiamo per lui, per sua madre e per la sua famiglia che stanno attraversando un momento di dolore e tristezza”. Il Vescovo sottolinea che anche nella diocesi di San Cristóbal sono state adottate le norme della Chiesa universale per trattare i casi di abusi sui minori da parte del clero. Nel caso di p. Jesus Manuel Rondon Molina, “sono state ricevute diverse denunce contro di lui, sono state condotte le relative indagini e sono state prese le misure precauzionali... Nonostante le molteplici richieste di attenzione, ha disobbedito agli ordini e alle misure precauzionali stabilite nella legge della Chiesa”. Mons. Moronta scrive che questo fatto “ci riempie di tristezza e preoccupazione”, chiede alle autorità “di chiarire cosa è successo senza usare questo triste evento per scopi politici o di altro tipo”, ricorda che la stragrande maggioranza dei sacerdoti si dedica generosamente al servizio della popolazione, “nonostante le difficoltà e le mancanze i fallimenti che alcuni possono avere”. “Sentiamo il dolore del popolo di Dio che soffre per molte cause e ancora di più per la cattiva testimonianza di alcuni – conclude -, condividiamo il dolore delle vittime di abusi… Sapendo che questo dolore si identifica con quello di Cristo sulla Croce, fissiamo lo sguardo sulla forza potentemente liberatrice della sua Risurrezione”. (SL) (Agenzia Fides 23/1/2020) |
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