Centrafrica: 17 morti

AFRICA/CENTRAFRICA - Uccise 17 persone rifugiatesi nel comprensorio della Cattedrale di Bambari
Bangui (Agenzia Fides) - Sono almeno 17 i morti tra gli sfollati rifugiatisi all’interno del comprensorio della Cattedrale Saint-Joseph di Bambari: sono stati uccisi ieri, 8 luglio, nell’assalto perpetrato dai ribelli Seleka. Lo riferiscono all’Agenzia Fides fonti della Chiesa nella Repubblica Centrafricana, che per motivi di sicurezza hanno richiesto l’anonimato.
I ribelli avrebbero anche depredato gli sfollati e saccheggiato il complesso della Cattedrale, che comprende l’Episcopio e una scuola, ma non è chiaro se anche il luogo di culto sia stato profanato. A Bambari si fronteggiano gli ex ribelli Seleka e le milizia anti Balaka. Nonostante la presenza in città delle truppe francesi, almeno 12.000 persone hanno cercato rifugio nel complesso della Cattedrale per sfuggire alle violenze.
“Quello che sta succedendo a Bambari è indicativo della tendenza in atto nel Paese, che rischia di spaccarsi, ed è questa la preoccupazione di tutti” dicono le nostre fonti. “Del resto anche nella capitale Bangui, dove la situazione sembra al momento calma, si vive con l’ansia di una fiammata improvvisa delle violenze” concludono le fonti di Fides. (L.M.) (Agenzia Fides 9/7/2014)

Nel vissuto concreto prevale la fatica di andare avanti

ASIA/SIRIA - L'esercito governativo verso Aleppo. Il Vescovo Audo: siamo sospesi tra speranze e paure, ci manca anche l'acqua potabile
Aleppo (Agenzia Fides) - Negli ultimi giorni aumentano i segnali di una possibile, imminente offensiva dell'esercito governativo siriano diretta a riconquistare le zone tenute dai ribelli nell'area urbana di Aleppo, a nord del Paese. Si moltiplicano le indiscrezioni secondo cui nei quartieri di Aleppo sotto controllo governativo sarebbero già arrivate squadre militari di élite accompagnate da miliziani di Hezbollah, il partito sciita libanese.
Interpellato dall'Agenzia Fides, il Vescovo caldeo di Aleppo, Antoine Audo SJ, conferma che nei quartieri centrali della città si vive in un clima sospeso: “Negli ultimi giorni ci sono meno lanci di razzi. Ciò può far pensare alla quiete prima della tempesta. Tutti dicono che, quando ci sarà, la battaglia di Aleppo sarà la 'battaglia finale'. Ma non sappiamo ancora cosa vorrà dire per noi tutto questo. C'è l'attesa diffusa di una liberazione, c'è la speranza di essere liberati dalla guerra di posizione che divide e dissangua la città da quasi due anni. Ma c'è anche la paura che tutti i quartieri vengano sconvolti dai bombardamenti, o dalle rappresaglie dei ribelli. O addirittura il timore di finire come a Mosul. Tutti intuiscono, sia pur confusamente, che quello che sta succedendo qui non è una questione locale, ma è condizionato da scontri di potere regionali e globali”.
In questo clima segnato da sentimenti contrastanti, nel vissuto concreto prevale la fatica di andare avanti e trovare ogni giorno il modo di rispondere ai bisogni più elementari: “Anche adesso manca l'acqua” riferisce a Fides il Vescovo caldeo di Aleppo, “e l'elettricità arriva solo per brevi momenti. Abbiamo riaperto i pozzi nelle chiese e nelle moschee per soccorrere la popolazione. Continuiamo a portare avanti i programmi di assistenza con i volontari della Caritas. La gente è esausta, porta nei volti i segni di una stanchezza infinita. E noi facciamo quello che riusciamo a fare”.
Dal luglio 2012 Aleppo è divisa tra i settori occidentali, controllati dall'esercito governativo, e i quartieri della parte orientale, in mano ai ribelli. Nei giorni scorsi i media di regime hanno riferito che l'esercito di Assad ha ripreso il controllo dell'area industriale a nord della città. Davanti alla nuova avanzata delle truppe governative, alcuni portavoce delle fazioni ribelli hanno accusato il regime di Damasco e i jihadisti dello Stato Islamico dell'Iraq e del Levante (ISIL) di essere alleati “di fatto” e di puntare a spartirsi i territori liberati dal controllo delle altre forze anti-Assad. I combattenti dell'ISIL si sono impadroniti di ampie porzioni di territorio in Siria e in Iraq, dove hanno proclamato la restaurazione del Califfato islamico. (GV) (Agenzia Fides 8/7/2014).

Gallicantu: Pietro e Paolo



Telepace Holy Land TV has uploaded UN PERCORSO FACILITATO PER LA VISITA AL GALLICANTU
UN PERCORSO FACILITATO PER LA VISITA AL GALLICANTU
Telepace Holy Land TV
1104 - Servizio di Francesca Sbanchi - In occasione della festa dei Santi Apostoli, è stato inaugurato il nuovo percorso privo di barriere architettoniche per far visita ai luoghi archeologici lungo il pendio del Gallicantu. Un prezioso gesto di accoglienza per i pellegrini meno abili.

Il papa a Campobasso



vaticanit has uploaded Francesco: Nel lavoro creatività e attenzione alla famiglia.
Francesco: Nel lavoro creatività e attenzione alla famiglia.
vaticanit
Il lavoro offre dignità all'uomo, per andare avanti nel futuro bisogna essere creativi e credere nel Signore, che è il Dio delle sorprese e ci invita a rompere gli schemi. Papa Francesco è in Molise per la visita pastorale sul tema "Dio non si stanca di perdonare" e parte dal mondo del lavoro per abbracciare le fatiche e le speranze della piccola regione. Il saluto del rettore e la testimonianza di una mamma operaia e di un giovane agricoltore hanno introdotto l'incontro nell'Aula Magna dell'Università degli studi del Molise, a Campobasso. A loro, e soprattutto alle istituzioni, il Pontefice ha chiesto di essere creativi per rispondere alle tante richieste di aiuto. "Un buon percorso formativo -- ha de ...

A Kirkuk solidarietà cristiana verso i musulmani

ASIA/IRAQ - A Kirkuk le Chiese assistono i rifugiati musulmani durante il Ramadan
Kirkuk (Agenzia Fides) - Nella città di Kirkuk, le Chiese sono intensamente impegnate nell'assistenza ai rifugiati – in larghissima maggioranza musulmani - fuggiti da Mosul e dai villaggi finiti sotto il controllo degli insorti sunniti, nel nord dell'Iraq. Fonti locali, consultate dall'Agenzia Fides, riferiscono che tutte le risorse economiche messe in campo dalla Chiesa caldea vengono destinate alla distribuzione quotidiana di pacchi viveri a più di 500 nuclei familiari di sfollati, ospitati in moschee, scuole, centri sportivi, ostelli. Le famiglie cristiane giunte a Kirkuk dopo l'offensiva delle milizie degli insorti – guidate dai jihadisti dello Stato Islamico dell'Iraq e del Levante (ISIL) – sono meno di cinquanta. Nei prossimi giorni la comunità caldea di Kirkuk dovrebbe inaugurare una nuova iniziativa mirante a distribuire condizionatori d'aria alle famiglie che vivono ammassate in spazi ristretti, per rendere parzialmente sostenibile il caldo soffocante ai musul mani che stanno vivendo il mese sacro del Ramadan.
Fin dal 9 giugno, davanti all'offensiva dei miliziani dell'ISIL, Kirkuk è finita sotto il pieno controllo delle milizie curde dei Peshmerga. I soldati curdi hanno organizzato intorno alla città due linee di difesa militare che finora hanno dissuaso attacchi e incursioni da parte delle milizie sunnite in azione nel convulso scenario nord-iracheno. La città non vive nemmeno i problemi di approvvigionamento idrico e energetico che hanno colpito Mosul e i villaggi della Piana di Ninive. (GV) (Agenzia Fides 5/7/2014).

Foglio della Collaborazione Pastorale Di San Giorgio di Nogaro

Maxi impianto di depurazione a san Giorgio di Nogaro

  Il maxi impianto da 13 milioni che rende il Fvg autonomo sui fanghi di depurazione - UdineToday UdineToday Completato a San Giorgio di No...