AMERICA/ARGENTINA - Il pellegrinaggio giovanile a Lujan n.40

AMERICA/ARGENTINA - Il pellegrinaggio giovanile a Lujan n.40, “momento privilegiato di evangelizzazione”
Buenos Aires (Agenzia Fides) – “Un momento privilegiato di evangelizzazione”: così è stato definito dal Vescovo di San Isidro, Sua Ecc. Mons. Oscar Ojea, il pellegrinaggio a piedi dei giovani alla Basilica di Lujan, che si svolge ogni anno nel primo fine settimana di ottobre. Il tema di questa edizione del pellegrinaggio, che vedrà migliaia di giovani pellegrini in marcia e in preghiera, sarà “Maria ci aiuti a lavorare per la pace”. “Quando qualcosa viene conservato e mantenuto a lungo e si rinnova, e nuovi giovani partecipano al pellegrinaggio, non possiamo non pensare che sia una particolare opera della Grazia” ha detto il Vescovo ad Aica, riferendosi ai 40 anni di questa manifestazione di fede. Richiamando il tema del pellegrinaggio, Mons. Ojea ha invitato a pregare per la pace, da considerare "un dono di Dio e della Vergine", ed ha invitato i pellegrini a "chiedere alla Vergine in questa nuova circostanza, di immergerci nella forza del Vangelo attraverso questo ges to". "Andiamo a chiedere alla Vergine di rendere possibile la costruzione della pace" ha detto ancora il Vescovo, “così indispensabile per la coesistenza degli argentini”.
Il Pellegrinaggio dei Giovani verso Lujan è l'evento religioso più importante dell’Argentina, e raduna più di un milione di giovani che percorrono circa 60 km verso la Basilica nazionale di Nostra Signora di Luján, patrona di Argentina, Cile, Uruguay e Paraguay. (SL) (Agenzia Fides 04/10/2014)

Santuario di "Nuestra Señora de Luján"- Argentina -
1630
Madre dei poveri e degli umili
Nelle sconfinate distese della Pampa, cuore dell'Argentina, la Madonna scelse di fermarsi a Luján, divenendo così per sempre la Celeste Patrona del popolo sudamericano. – Preghiera alla Vergine.
Verso il 1630 giunse nel porto di Buenos Aires una caravella. La guidava un marinaio che portava con sé dal Brasile due statuette di terracotta: una, raffigurante "Nostra Signora della Consolazione", l’altra che rappresentava l’"Immacolata Concezione". Le statuette erano destinate a un portoghese che abitava a Sumampa.
Dopo tre giorni di viaggio, la carovana diretta verso il Tucumán giunge al rio Luján, dove passò la notte. All’alba i carrettieri si dispongono per riprendere il cammino, ma i buoi, per quanti sforzi facciano, non riescono a muovere i carri neppure di un centimetro.
Allora, tirano giù le casse, e i carri si muovono senza fatica. Ripetono più volte questa operazione e si accorgono che soltanto alla presenza di una cassa il carro non ne vuole sapere di ripartire. Aprono la cassa per vederne il contenuto: vi appare la piccola statua di 58 cm raffigurante l’Immacolata Concezione. Maria è rivestita di una tunica rossa e di un manto azzurro seminato di stelle, le mani sono giunte dinanzi al petto e i piedi poggiano sopra delle nuvole, tra le quali spuntano la luna e quattro testoline di Angeli.
Il disegno di Dio ormai è chiaro! La statua perciò rimane in quel luogo, nell’immensità silenziosa della Pampa sudamericana, dove viene costruito il primo Santuario dedicato alla Madonna di Luján, al quale accorrono ogni anno milioni di pellegrini da ogni parte dell’Argentina e dell’America Latina.

Novità dalla casa di Pietro a Cafarnao

http://www.fmc-terrasanta.org/it/archeologia-cultura-e-altre-religioni.html?vid=7046

Ucciso in carcere

ASIA/PAKISTAN - Cristiano accusato di blasfemia ucciso in carcere: condanna dei Vescovi
Islamabad (Agenzia Fides) – Il Pastore cristiano Zafar Bhatti, in prigione da due anni con l’accusa di blasfemia, è stato ucciso ieri da un poliziotto nel carcere di Rawalpindi. L’agente ha ucciso Bhatti, in attesa di processo, e ferito un altro uomo, Muhammad Asghar, condannato a morte con la stessa accusa. Bhatti era sotto processo dopo che un leader islamico lo ha accusato nel 2012 di inviare messaggi sms offensivi verso la madre del profeta Maometto. Secondo la famiglia e i suoi avvocati, qualcuno ha cercato di incastrarlo, usando il suo telefono. Come conferma all’Agenzia Fides Cecil Shane Chaudhry, Direttore esecutivo della Commissione Nazionale “Giustizia e Pace” dei Vescovi pakistani (NCJP), nelle ultime settimane Bhatti aveva ricevuto in carcere minacce di morte da detenuti e guardie. Bhatti avrebbe dovuto presentarsi davanti a un tribunale di primo grado il 26 settembre. Come riferito a Fides, gli avvocati dell’Ong CLAAS (“Center for legal aid assistance and settlement”), che seguivano il caso, erano fiduciosi in un suo rilascio.
Chaudhry condanna “il gesto terribile” e ricorda a Fides che “ci sono molti altri accusati in carcere, in attesa di processo, innocenti. Sono in pericolo solo perchè vittime di accuse di blasfemia, spesso false: il governo deve tutelare la loro vita. Chiediamo che il colpevole venga assicurato alla giustizia”.
Secondo il “Centro per la ricerca e gli studi sulla sicurezza”, think-tank con sede a Islamabad, negli ultimi anni le accuse di blasfemia sono aumentate in modo esponenziale (un caso nel 2001, 80 nel 2011). La legge viene sempre più utilizzata per regolamenti di conti in dispute private che nulla hanno a che vedere con la religione. Gli accusati sono spesso a rischio di linciaggio, mentre avvocati e giudici di frequente rifiutano di avere a che fare con tali casi. Per questo i periodi di carcerazione degli accusati spesso si prolungano per anni. Secondo cifre ufficiai, almeno 48 persone accusate di blasfemia sono state vittime di uccisioni extragiudiziali. Tra le vittime recenti, il professore di studi islamici di Karachi, Muhammad Shakil Auj, e l’avvocato musulmano di Multan, Rashid Rehman.
Il Vescovo di Faisalabad, Joseph Ashad, interpellato da Fides, afferma: “Della legge sulla blasfemia si abusa, le vittime sono i più deboli, cristiani e musulmani. Oggi è urgente una correzione per evitarne gli abusi”. Anche il noto leder musulmano pakistano Hafiz Tahir Mehmood Ashrafi, raggiunto da Fides, lamenta “l'uso improprio delle leggi sulla blasfemia” e di come “i cristiani sono perseguitati a causa del cattivo uso di questa legge”. “Come membro del Consiglio islamico del Pakistan – afferma – proporrò al governo severe punizioni per chi accusa falsamente un’altra persona di blasfemia”. (PA) (Agenzia Fides 26/9/2014)

Re Abdallah II all'Onu

ASIA/GIORDANIA - Re Abdallah II all'Onu: i cristiani sono una parte “costitutiva” del Medio Oriente
New York (Agenzia Fides) - “Lasciatemelo dire ancora una volta: gli arabi cristiani sono una parte essenziale del passato, del presente e del futuro della mia regione”. Così il Re di Giordania, Abdallah II, nel suo intervento alla 69esima assemblea generale dell'Onu, ha voluto ribadire davanti alla qualificata platea internazionale che le comunità cristiane rappresentano una componente fondamentale della vicenda storica del Medio Oriente, e non possono in nessun modo essere considerate ospiti o straniere nelle terre che hanno visto la prima diffusione del cristianesimo.
Nel discorso pronunciato al Palazzo di vetro di New York, Re Abdallah ha riproposto il ruolo del regno hascemita come garante di una declinazione dell'identità islamica aperta al dialogo con le altre fedi: “Gli insegnamenti del vero islam - ha ripetuto il monarca giordano - sono chiari: i conflitti e gli scontri settari sono del tutto condannati. L'islam proibisce la violenza contro i cristiani e le altre comunità che compongono ciascun Paese”. Re Abdallah ha richiamato i leader musulmani e gli altri a lavorare insieme contro azioni mistificatorie e tendenti a dividere, rivendicando con orgoglio al proprio Paese di “aver promosso iniziative interreligiose e interconfessionali”. Il monarca ha anche annunciato che la Giordania presenterà una bozza di risoluzione affinchè siano riconosciuti come genocidio e crimini contro l'umanità le recenti violenze perpetrate su base religiosa in Iraq e in Siria. (GV) (Agenzia Fides 25/9/2014).

Foglio della Collaborazione Pastorale Di San Giorgio di Nogaro

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