Bollettino del 20 apròe 2014

AFRICA/EGITTO - Il Vescovo copto Antonios Aziz Mina sui cristiani etiopi massacrati: nei martiri risplende la vittoria di Cristo
Il Cairo (Agenzia Fides) - I Patriarchi e i Vescovi cattolici d'Egitto, raccolti al Cairo per la periodica assemblea che li vede riuniti due volte l'anno, dedicheranno parte della loro comune riflessione pastorale alle nuove stragi di cristiani etiopi compiute dai jihadisti dello Stato Islamico e da loro documentate in filmati confezionati con macabra professionalità per essere diffusi online come strumenti della loro delirante propaganda.
Nel nuovo video rilanciato come prodotto dal Furqan Media – accreditatosi come network mediatico di riferimento dello Stato Islamico (Is) – si vedono due diversi gruppi di prigionieri presentati come cristiani etiopi che vengono massacrati per decapitazione e con colpi di pistola alla nuca in un luogo desertico e su una spiaggia libici. Il video, accompagnato dai soliti slogan contro la “nazione della croce” e corredato con immagini di distruzioni di chiese, icone e tombe cristiane, ripete, rivolto ai cristiani, che per loro non ci sarà salvezza se non si convertono all'islam o non accettano di pagare la “tassa di protezione”.
Nel video – particolare eloquente – le vittime vengono presentate come appartenenti alla “ostile Chiesa etiope”. Al momento mancano verifiche e conferme indipendenti sull'identità delle vittime. Secondo fonti del governo e della Chiesa ortodossa d'Etiopia, è probabile che si tratti di poveri emigranti etiopi appartenenti alle moltitudini di uomini e donne che provano a raggiungere l'Europa attraversando la Libia e poi imbarcandosi sui barconi gestiti dalla rete criminale degli scafisti.
“Il Patriarca della Chiesa ortodossa d'Etiopia Mathias I” riferisce all'Agenzia Fides Antonios Aziz Mina, Vescovo copto cattolico di Guizeh “aveva programmato di venire in Egitto e ripartire insieme al Patriarca copto Tawadros II per partecipare a Erevan alle commemorazioni del Genocidio armeno. Adesso, all'ultimo momento ha dovuto annullare la visita, si è scusato e ha detto che rimarrà in Etiopia. Le storie di martirio del passato incrociano le storie dei martiri di oggi”.
La Chiesa ortodossa d'Etiopia è stata vincolata giurisdizionalmente al Patriarcato copto di Alessandria d'Egitto fino al 1959, anno in cui è stata riconosciuta come Chiesa autocefala dal Patriarca copto Cirillo VI. Proprio lo scorso aprile Abuna Mathias aveva compiuto una storica visita in Egitto, che aveva segnato anche un passo importante nel superamento di passati contrasti tra le due Chiese. Il Patriarca etiope era stato ricevuto con tutti gli onori anche dal presidente egiziano Abdel Fattah al Sisi.
“Colpisce” fa notare Anba Antonios “che la Chiesa etiope venga definita 'Chiesa ostile'... evidentemente questi strani jihadisti seguono anche i risvolti politici degli incontri tra le Chiese. Ma nel grande dolore” aggiunge il Vescovo copto cattolico “continuiamo a guardare a queste vicende con lo sguardo della fede. La filiera dei martiri non è finita, e accompagnerà tutta la storia, fino alla fine. I cristiani non cercano il martirio, vogliono vivere nella pace e nella letizia. Ma se il martirio arriva, è un conforto vedere che può essere accettato con la stessa pace con cui lo hanno accettato i copti che pronunciavano il nome di Cristo e a Lui si affidavano mentre venivano sgozzati. La Chiesa non si è mai lamentata del martirio, ma ha sempre celebrato i martiri come coloro in cui, proprio mentre vengono uccisi, risplende la grande e consolante vittoria di Cristo”. (GV) (Agenzia Fides 20/4/2015).
AFRICA - “Una coalizione internazionale per arginare il traffico di esseri umani” chiede una ong senegalese
Roma (Agenzia Fides)- Una coalizione internazionale per arginare l’immigrazione clandestina, all’origine di tragedie come quella del naufragio avvenuto nelle prime ore di domenica 19 aprile al largo della Libia di un battello carico di almeno 900 migranti. È quanto chiede l’organizzazione senegalese per la difesa dei migranti “Horizon sans Frontière” in un comunicato inviato all’Agenzia Fides. “Il numero di morti interpella e deve oggi spingere la comunità internazionale a reagire” si legge nel documento che, pur lamentando il mancato “adattamento della politica europea ai nuovi dati dell’immigrazione clandestina” sottolinea come il fenomeno ormai ha travalicato l’Europa, assumendo “una dimensione internazionale” che non può essere affrontata a livello di una semplice riunione ministeriale.
“Occorre pertanto una vera coalizione internazionale per arginare questo fenomeno” afferma l’Ong senegalese, “bisogna agire lungo le coste libiche, il punto di partenza dei battelli della morte”. “Quando una coalizione ha voluto intervenire in Libia destabilizzandola, questa è stata costituita senza problemi e questa stessa coalizione deve finire il lavoro, aiutando questo Paese a organizzarsi per lottare efficacemente contro le filiere dell’immigrazione clandestina”.
Per questo motivo “Horizon sans Frontière” chiede “la costituzione di una coalizione internazionale che riunisca i Paesi mediterranei e quelli di provenienza dei migranti, dotati di mezzi potenti per bloccare sul lungo termine il problema”.
L’Ong chiede infine “l’apertura di un’inchiesta internazionale per identificare gli autori di questa nuova tratta di esseri umani, colpendoli nel portafoglio e nei loro interessi a livello internazionale”. “Quando si è dovuto lottare contro la pirateria in alto mare, è stata costituita una coalizione per affrontare questa minaccia con risultati oggi significativi e si dovrebbe fare lo stesso per evitare questi drammi del mare che provocano migliaia di morti” conclude il comunicato. (L.M.) (Agenzia Fides 20/4/2015)
AFRICA/KENYA - “Non cadiamo nella trappola dello scontro religioso come vogliono gli Shabaab” dicono i leader islamici
Nairobi (Agenzia Fides) - “Il vero scopo di Al Shabaab è di accendere un conflitto religioso in Kenya tra cristiani e musulmani. I keniani delle diverse fedi non devono cadere nella trappola. Siamo vissuti insieme in armonia per molti anni” ha affermato lo Sheikh Mohammed Shakuul, un esponente della comunità islamica di Eastleigh, il quartiere della capitale del Kenya, Nairobi, soprannominato la “piccola Mogadiscio”, per la forte presenza di abitanti di origine somala.
Sheikh Shakuul ha partecipato ad un incontro tra i leader religiosi e rappresentanti del governo per cercare delle soluzione al radicalismo religioso e alla propaganda degli estremisti somali Shabaab, responsabili della strage all’università di Garissa nella quale 148 persone sono state uccise sulla base della loro confessione religiosa (vedi Fides 8/4/2015).
“Ridurre la radicalizzazione e l’estremismo violento richiede che tutte le parti in causa giochino il loro ruolo con efficacia, compreso il governo e i leader politici e religiosi. Vogliamo fare la nostra parte per assicurare il successo di questa impresa” ha rimarcato Sheikh Shakuul.
All’incontro, che si è tenuto ieri, domenica 19 aprile, hanno partecipato diversi esponenti religiosi provenienti da differenti parti del Kenya, e in particolare dalle aree più toccate dalle violenze a sfondo etnico e religioso come Wajir, Mombasa, Isiolo, Garissa e Mandera. (L.M.) (Agenzia Fides 20/4/2015)
ASIA/TURCHIA - “Pensionato” il consigliere del premier turco che aveva parlato del Genocidio armeno
Ankara (Agenzia Fides) – Lo scrittore e giornalista turco di origini armene Etyen Mahcupyan, primo Consigliere del Primo Ministro turco Ahmet Davutlogu, ha lasciato le sue funzioni pochi giorni dopo aver rilasciato in un'intervista alcune dichiarazioni – rilanciate anche dalla stampa internazionale – in cui aveva riconosciuto che i massacri di armeni perpetrati in Anatolia nel 1915 sotto la regia ideologica dei Giovani Turchi possono essere legittimamente definiti come Genocidio. Lo riferiscono fonti turche consultate dall'Agenzia Fides. Ambienti vicini al governo di Ankara nei giorni scorsi hanno fatto filtrare sulla stampa turca l'interpretazione sdrammatizzante secondo cui la fine del rapporto di lavoro tra il Premier e il suo primo Consigliere sarebbe dovuta solo al fatto che Mahcupyan ha raggiunto l'età pensionabile dei 65 anni, smentendo ogni legame tra il suo non annunciato pensionamento e le dichiarazioni sul Genocidio armeno.
Nel frattempo, secondo quanto riportato dal settimanale armeno bilingue Agos, la conferenza sul tema controverso del Genocidio armeno, che era stata annunciata e poi annullata presso l'Università di Bilgi, verrà invece ospitata dall'Università Bogazici, terza istituzione accademica di Istanbul, situata sul lato europeo del Bosforo. Nel convegno internazionale, studiosi e ricercatori appartenenti a istituzioni turche e straniere si confronteranno sulle diverse prospettive con cui vengono letti gli stermini consumatisi in Anatolia nel 1915. (GV) (Agenzia Fides 20/4/2015).
ASIA/INDONESIA - Migliaia di bambini “invisibili”: privi di accesso all’istruzione e alla sanità
Giacarta (Agenzia Fides) – Nei villaggi più poveri di Giacarta le opportunità per gli abitanti sono molto poche, in particolare per i minori. Alcuni per poter sopravvivere raccolgono bottiglie di plastica e altre cose dalla spazzatura, altri suonano il bengio sugli autobus chiedendo l’elemosina. I genitori non possono permettersi di pagare i certificati di nascita senza i quali il futuro dei rispettivi figli è molto limitato. Gli alti costi e gli oneri amministrativi che comportano la pratica sono un vero e proprio incubo burocratico. Tuttavia la registrazione anagrafica è indispensabile, senza una identità giuridica sono negati sia l’accesso all’istruzione che alla sanità.
Secondo i dati del Ministero degli Affari Sociali relativi al 2012, in Indonesia vivono per le strade oltre 94 mila bambini, tra questi solo 7 mila nella capitale. Nonostante ciò ne sono registrati solo un quinto, il 22%. L’Indonesia ha uno dei tassi di registro delle nascite più bassi dell’Associazione delle Nazioni del Sudest Asiatico (ASEAN). In Cambogia, Tailandia, Singapore e Vietnam, ad esempio, oltre il 90% della popolazione è registrata. Dal Programma di Tutela dell’Infanzia dell’organizzazione Plan International in Indonesia risulta che in 5 quartieri di Giacarta oltre il 60% delle nascite non sono mai state registrate.
In tutta l’Indonesia, Plan International stima che, ogni anno, 3 milioni di bambini e bambine si aggiungono ai 30 o 35 milioni che non sono registrati. Politicamente, lo Stato è obbligato a sviluppare un sistema che garantisca il benessere e la tutela dell’infanzia e, per questo, il Ministero degli Affari Sociali ha recentemente lanciato un programma nazionale al riguardo. L’obiettivo è mettere a disposizione di ogni bambino un conto di risparmio con un deposito di circa 150 dollari per coprire le spese dell’istruzione primaria e le cure mediche. Tuttavia, senza un certificato di nascita, i minori non registrati non potranno accedervi. Dal 2012, Plan International ha avviato un piano di registrazione universale per i bambini di Giacarta che cerca di rendere la popolazione consapevole dell’importanza del registro e di aiutare il Governo a offrire un migliore accesso allo stesso. Nel corso dell’ultimo anno il parlamento indonesiano ha modificato la legge rendendo più accessibi li i registri, eliminando le tasse. In questo modo, già oltre mille piccoli sono stati registrati. (AP) (20/4/2015 Agenzia Fides)
AMERICA/ARGENTINA - I Vescovi analizzano la realtà del paese e indicano alcuni obiettivi
Buenos Aires (Agenzia Fides) – Inizia oggi, con la partecipazione dei Vescovi di tutto il paese, la 109.ma Assemblea Plenaria della Conferenza Episcopale argentina (CEA), che avrà come tema principale una valutazione del contesto politico e sociale in cui vive il paese.
Nella nota pervenuta a Fides si ricorda che nell'ultima analisi pubblica, fatta a marzo scorso, l'Episcopato era stato critico verso la leadership politica e aveva fatto un appello per vivere bene questo anno elettorale. Il Presidente della CEA, l'Arcivescovo di Santa Fe de la Vera Cruz, Sua Ecc. Mons. José María Arancedo, ha sottolineato gli obiettivi che "dovrebbero essere condivisi da tutti" e ha indicato come tali: "superare l'emarginazione e la povertà estrema, la malnutrizione infantile, la creazione di posti di lavoro, l'inflazione che impedisce la crescita ed erode seriamente il reddito dei più poveri, la lotta contro il traffico di droga e di esseri umani, la trasparenza nella pubblica amministrazione e la lotta contro ogni forma di corruzione". L'incontro durerà fino a sabato 25 aprile. (CE) (Agenzia Fides, 20/04/2015)
AMERICA/MESSICO - Ogni giorno duemila armi introdotte illegalmente in Messico dagli Stati Uniti
Città del Messico (Agenzia Fides) – Il governo del Messico sta discutendo la legge sulle armi per iniziativa del Presidente della repubblica. In questo contesto, l'arcidiocesi di Mexico attraverso il suo settimanale "Desde la Fe", invita alla riflessione. Nell’editoriale intitolato "Armati fino ai denti", pervenuto all’Agenzia Fides, si sottolinea che “il commercio di armi è uno dei business più redditizi, e gli Stati Uniti mantengono l'egemonia della produzione di armi distribuite in tutto il pianeta. L'analisi del Centro di Studi Sociali e dell'Opinione pubblica della Camera dei Deputati, pubblicato nel dicembre 2012, afferma che il 30 per cento delle armi nel mondo è di fabbricazione americana...il traffico di armi leggere, è un problema che danneggia seriamente il Messico".
Il testo prosegue: "Gli studi stimano che ogni giorno duemila armi vengano introdotte illegalmente in Messico dagli Stati Uniti. Non c'è nulla di nuovo nel dire che questo traffico assassino attizza la violenza legata alla droga, creando una spirale criminale senza fine. Lo studio citato sostiene che nell'attuale amministrazione, nel periodo 2012-2014, sono stati più di 40.000 gli omicidi causati da esecuzioni, lotte, aggressioni e spaccio di droga che hanno fatto ricorso ad armi pesanti e leggere. Le agenzie internazionali indicano che più di 15 milioni di armi sono in circolazione nel territorio messicano e che sono facilmente reperibili".
Mentre le campagne politiche continuano, conclude l’editoriale, “questa violenza e il traffico di armi non saranno mai considerate dai candidati come qualcosa da combattere e da eliminare definitivamente. E' urgente rafforzare la sicurezza di tutti gli esseri umani!”.
(CE) (Agenzia Fides, 20/04/2015)
AMERICA/BOLIVIA - Nuova data per il V Congresso Eucaristico: dal 16 al 20 settembre
La Paz (Agenzia Fides) – Il V Congresso Eucaristico Nazionale, inizialmente programmato dall’1 al 5 luglio a Tarija, subirà un cambiamento di data in seguito all’annunciata visita di Papa Francesco in Bolivia. Secondo la nota pervenuta a Fides, i Vescovi della Bolivia, riuniti per l’Assemblea plenaria, hanno deciso di posticipare la celebrazione del Congresso Eucaristico a settembre, dal 16 al 20, in quanto Papa Francesco sarà in terra boliviana dall'8 al 10 luglio. Il Congresso Eucaristico è un evento importante per la Chiesa cattolica in Bolivia, in quanto si propone di incoraggiare un rinnovato amore per l'Eucaristia e di esprimerlo con diversi impegni da parte di tutte le comunità in tutte le diocesi del Paese. (CE) (Agenzia Fides, 20/04/2015)
AMERICA/VENEZUELA - Nomina del Direttore nazionale delle Pontificie Opere Missionarie
Città del Vaticano (Agenzia Fides) – Il Card. Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, in data 5 marzo 2015 ha nominato Direttore nazionale delle Pontificie Opere Missionarie (POM) in Venezuela per un quinquennio (2015-2020), il rev. Endeer Gerardo Zapata, del clero diocesano di Trujillo.
Il nuovo Direttore nazionale è venezuelano, ha 46 anni, ed è stato ordinato sacerdote da 21. Attualmente è parroco nella parrocchia Nostra Signora della Pace. Ha conseguito una Licenza e un Dottorato in Missionologia alla Pontificia Università Urbaniana. E’ stato parroco, cappellano, giudice del tribunale ecclesiastico, professore nel seminario diocesano di Trujillo. E’ membro del Consiglio presbiterale e dei Consultori. (SL) (Agenzia Fides 20/04/2015)

Bollettino fides News 18 aprile 2015

AFRICA/EGITTO - Insegnante copto allontanato per aver diffuso video contro lo Stato Islamico (Is)
Minya (Agenzia Fides) – Un professore copto, già in stato di detenzione da due settimane, è stato costretto a lasciare con la sua famiglia il villaggio al Nasiriyya, presso la città di Beni Mazar, nella provincia egiziana di Minya, dopo essere stato accusato di aver mostrato a cinque suoi studenti un video ospitato sul suo smartphone che conteneva offese contro l'islam. In realtà - riferiscono fonti locali consultate dall'Agenzia Fides - il video (della durata di pochi secondi) rappresentava un atto d'accusa contro le atrocità commesse dei jihadisti dello Stato Islamico, di cui venivano ricordate le orrende esecuzioni filmate e diffuse via web di prigionieri e ostaggi sgozzati e bruciati vivi. Ma ciò è bastato a scatenare la rabbia e le false accuse si elementi islamisti della zona, che hanno costretto le autorità locali a intervenire per riportare la calma convocando venerdì 17 aprile una riunione di “riconciliazione” tra cristiani e musulmani che ha visto anche l a partecipazione di imam e sacerdoti della zona. Per motivi di sicurezza, le autorità hanno disposto anche l'allontanamento cautelativo dalla città dell'intera famiglia del professore, che si chiama Yousif Aamam e insegnava presso la scuola di San Giuseppe. (GV) (Agenzia Fides 18/4/2015).
ASIA/PAKISTAN - La provincia del Sindh in difesa degli imputati di blasfemia
Karachi (Agenzia Fides) – L'Assemblea della provincia pakistana del Sindh ha adottato un provvedimento che riguarda l’applicazione della legge di blasfemia: da oggi è obbligatorio che un imputato di blasfemia sia sottoposto a una visita psichiatrica. E se i medici riveleranno che la persona è affetta da un patologia, dovrà essere curata. Sul provvedimento, adottato il 10 aprile, hanno espresso un gradimento esponenti delle minoranze religiose.
La legge impone che la visita medica si effettuata prima di qualsiasi procedimento giudiziario e consente ai giudici di considerare una riduzione delle pene per le persone riconosciute affette da una patologia mentale.
Secondo Nasir Saeed, direttore dell’Ong “CLAAS”, anche se il provvedimento non rappresenta un cambiamento diretto della legge sulla blasfemia, “è un passo significativo da parte del governo Sindh e aiuterà a salvare vite umane molte vittime innocenti”, dato che in numerosi casi, persone affette da malattia mentale sono state accusate e riconosciute colpevoli di blasfemia. La controversa legge continua ad essere “tra le cause principali della sofferenza dei cristiani e di altre minoranze religiose in Pakistan, ed è urgente modifiche a questa legge”.
Saeed aggiunge in una nota inviata a Fides: “Vorrei che il governo Sindh facesse un ulteriore passo avanti, adottando provvedimenti che puniscono quanti formulano le false accuse di blasfemia, per fermare la abuso di questa legge, utilizzata per regolare vendette personali”. (PA) (Agenzia Fides 18/4/2015)
AMERICA/COLOMBIA - Dopo la violenza le FARC devono riconoscere l’errore, per il bene della pace
Cucutà (Agenzia Fides) – Riconoscere il proprio errore e chiedere anche perdono alle famiglie delle vittime: è questo l'appello lanciato dal Vescovo della Diocesi di Cucuta al Nord di Santander (Colombia), Sua Ecc. Mons. Julio Cesar Vidal Ortiz, ai guerriglieri delle FARC che, durante il periodo di tregua unilaterale che era stata stabilita, hanno perpetrato un agguato contro una unità militare nella zona rurale del Cauca, che ha ucciso 11 soldati (Vedi Fides 16/04/2015).
"Invitiamo alle FARC a riconoscere questo come un errore. C'è un cessate il fuoco unilaterale da rispettare e questa terribile azione crea incredulità e sgomento tra la popolazione. Dovete chiedere scusa alle vittime e poi al popolo colombiano", ha sottolineato Mons. Vidal Ortiz.
Il leader religioso ha detto che tali fatti preoccupano a tutti perché "accadono nel bel mezzo di un negoziato di pace ormai definitivo, conseguito come frutto della convinzione delle FARC che con le armi non possono acquisire il potere; e della volontà del governo di aprire un porta per lasciarle entrare nella vita democratica del Paese.
Le dichiarazioni del Vescovo sono state espresse prima delle celebrazioni, a Cali e a Bucaramanga, dei funerali dei soldati assassinati. La popolazione colombiana è rimasta molto colpita da questo terribile fatto, anche perché si è saputo solo ieri che i soldati avevo l’ordine di non sparare a nessuno. (CE) (Agenzia Fides, 18/04/2015)
AMERICA/CILE - Se la Chiesa chiudesse i servizi sociali, "in Cile sarebbe una debacle”
Punta de Tralca (Agenzia Fides) – "Se domani la Chiesa cattolica chiudesse tutte le istituzioni sociali, in Cile sarebbe una débâcle", dichiara in una nota inviata a Fides l'Arcivescovo di Concepción, Sua Ecc. Mons. Fernando Chomalí, commentando l'ipotesi che il governo tolga il supporto finanziario all'ospedale dell'Università Cattolica e ad altre istituzioni sociali cattoliche. Il caso è sorto in quanto l'amministrazione dell'ospedale ha detto pubblicamente che si rifiuterebbe di rispettare la normativa in discussione, attualmente "progetto di legge" che, se venisse approvato, prevede l'applicazione delle pratica dell'aborto in tre casi.
Mons. Chomalí ha ribadito: "Chiedo francamente il governo di riconoscere l'immenso lavoro che ha fatto la Chiesa cattolica a favore della vita e della gente. Fino oggi, lo Stato non ha donato denaro alla Chiesa: quanto accade è che lo Stato riconosce che la Chiesa cattolica promuove opere sociali utili alla società e le gestisce nel modo migliore. Altrimenti non le avrebbe date in gestione", ha detto Chomalí riferendosi, in particolare, ai servizi sanitari.
La nota inviata a Fides da una fonte locale riferisce quanto ha detto l'arcivescovo di Concepción nel corso della 109a Assemblea Plenaria della Conferenza Episcopale che si svolge a Punta de Tralca e nella quale i vescovi del Cile si sono pronunciati contro il progetto di legge sull'aborto che, attualmente, è una pratica illegale nel paese.. (CE) (Agenzia Fides, 18/04/2015)
OCEANIA/PAPUA NUOVA GUINEA - I Vescovi: i politici siano a servizio del bene comune
Port Moresby (Agenzia Fides) – “Ministri, funzionari pubblici, dirigenti, persone che hanno un potere sono lì a rappresentare il pubblico e non devono abusare di questo privilegio”: lo afferma la Conferenza Episcopale di Papua Nuova Guinea e Isole Salomone, criticando il fenomeno della corruzione nel paese. Negli ultimi giorni in Papua, un’inchiesta ha messo sotto accusa due ministri
che, durante lo svolgimento del loro ufficio, hanno agito in contrasto con i loro doveri e le loro responsabilità di leader. La Papua Nuova Guinea è sempre stato sotto i riflettori per la corruzione nel settore pubblico, come attesta anche l’Ong Transparency International.
I Vescovi della Papua – riferisce p Victor Roche, Segretario generale della Conferenza episcopale – ribadiscono in una nota pubblica, che “i leader eletti sono per la gente, sono stati delegate a rappresentare i cittadini. Di conseguenza, essi sono chiamati a essere la loro voce. Come richiesto dal popolo, è loro compito affrontare le questioni pubbliche e agire nel migliore interesse del popolo, senza abusare dei loro poteri per i propri benefici”.
“La gente soffre a causa di coloro che abusano del loro potere per il loro egoistico. Questo riguarda tutti i livelli della società e genera instabilità a tutti i livelli del governo”, conclude la nota. (PA) (Agenzia Fides 18/4/2015)

Bollettino Fides News del 15 aprile 2015

AFRICA/SIERRA LEONE - “Dobbiamo rimanere saldi contro ebola e nel difendere la nostra democrazia” affermano i Vescovi
Freetown (Agenzia Fides) - “Stiamo ancora vivendo nella paura per l’epidemia di ebola ed ora nell’incertezza per la situazione politica del nostro Paese” affermano i Vescovi della Sierra Leone nel loro messaggio pasquale, giunto all’Agenzia Fides. La Sierra Leone è uno dei tre Paesi africani maggiormente colpiti dall’epidemia di ebola, con almeno 12mila casi registrati e più di 2.900 morti.
I Vescovi, alla luce della Pasqua di Risurrezione, invitano i fedeli alla speranza, ma esprimono le loro preoccupazioni per gli sviluppi della situazione politica del Paese.
“Siamo molto preoccupati per l’aumento della tensione politica” affermano nel loro messaggio. “Questo è inevitabile quando c’è la percezione che la giustizia e i diritti fondamentali non sono promossi e rispettati” sottolinea il documento. “La situazione deve essere affrontata con urgenza. Il destino della nazione è nelle nostre mani e dobbiamo rimanere vigili nel difendere i nostri diritti democratici. Lo scopo ultimo è il benessere della popolazione e il consolidamento di un potere stabile e democratico”.
Dopo aver invitato i fedeli a “mantenere la pace e l’ordine agendo come cittadini responsabili” e a “rimanere saldi negli sforzi per eliminare il virus di ebola rispettando i divieti sanitari”, lanciano un appello a tutti i sierraleonesi a “rispettare la legge e a cercare la giustizia attraverso un giusto processo”. (L.M.) (Agenzia Fides 15/4/2015)
AFRICA/SUDAN - Distribuiti nel sud Darfur 70 mila sacchi di zucchero cancerogeno
Nyala (Agenzia Fides) – Settantamila sacchi da 50 chili di zucchero cancerogeno ciascuno sono stati recentemente distribuiti nel Sud Darfur. Secondo quanto rivelato da una fonte all’emittente locale Radio Dabanga, alcuni membri del National Congress Party (NCP) al potere, daccordo con i commercianti, hanno trasportato lo zucchero contaminato a Nyala, e lo hanno conservato nei depositi della Kenana Sugar Company in città. In ognuna delle 21 località dello Stato sono stati distribuiti 100 sacchi, mentre il resto nei mercati. Lo zucchero scaduto attualmente è in vendita ad un prezzo nettamente inferiore rispetto al costo di mercato. La popolazione tuttavia è stata messa in guardia. Le autorità locali del Sud Darfur hanno inviato campioni dello zucchero, sequestrato due mesi fa, per essere testato a Khartoum. I risultati hanno dimostrato che lo zucchero scaduto contiene sostanze cancerogene. Il consumo di una piccola quantità, da 5 a 7 grammi, è sufficiente per causare un cancro. (AP) (15/4/2015 Agenzia Fides)
ASIA/PAKISTAN - E’ morto il ragazzo cristiano bruciato vivo da giovani musulmani
Lahore (Agenzia Fides) - Nauman Masih, il 14enne cristiano pakistano, che è stato dato alle fiamme da un gruppo di giovani musulmani sconosciuti alcuni giorni fa (vedi Fides 13/4/2015), è deceduto questa mattina nell’ospedale di Lahore. Lo apprende l’Agenzia Fides da fonti locali in Pakistan. Il ragazzo era stato fermato e aggredito dopo aver dichiarato di essere cristiano. I giovani lo hanno cosparso di benzina. Aveva riportato gravi ustioni sul 55% del corpo.
Secondo alcuni osservatori, il gesto può essere una vendetta dopo il linciaggio di due musulmani avvenuto a Youhanabad – dichiarati innocenti – in seguito all’attentato alle due chiese del 15 marzo.
Dopo il linciaggio pubblico a Lahore la polizia ha perquisito molte abitazioni a Youhanabad e arrestato oltre 100 giovani cristiani per rintracciare i colpevoli. “I cristiani hanno condannato il linciaggio, dicendo apertamente che è un grande crimine. Tuttavia in numerosi casi in passato cristiani innocenti sono stati bruciati vivi: ricordiamo gli attacchi di massa al quartiere cristiano a Gojra, Shantinagar, o i due coniugi cristiani arsi vivi in una fornace di mattoni a novembre 2014”, nota a Fides p. James Channan, domenicano, Direttore del “Peace Center” a Lahore, impegnato a promuovere iniziative, di pace, armonia, riconciliazione, dialogo interreligioso.
“Questo episodio dimostra l'odio che circola nella società. Abbiamo bisogno di una grande opera di dialogo e di armonia tra credenti di religioni diverse” nota P. Channan.
Shahbaz Sharif, Primo ministro del Punjab, ha chiesto che i responsabili siano arrestati. Il Direttore del “Peace Center” conclude: “Direi che oggi siamo nel periodo storico peggiore per la vita dei cristiani in Pakistan. Discriminazione, sofferenza, oppressione spesso diventano vera persecuzione. Oggi chiediamo al governo: dove’è la giustizia? Dove sono i colpevoli dei tanti episodi di violenza gratuita commessa sui cristiani?”.
Mervyn Thomas, direttore dell’Ong “Christian Solidarity Worldwide” afferma in una nota inviata a Fides: “Preghiamo per il giovane e per la sua famiglia. Credere che si possa uccidere un ragazzo per una semplice professione di fede è profondamente preoccupante. La cultura dell'impunità deve finire, e alle minoranze religiose devono essere garantiti i diritti di tutti i cittadini in Pakistan”. (PA) (Agenzia Fides 15/4/2015)
ASIA/SIRIA - I Capi delle comunità cristiane di Aleppo: è il tempo della Resurrezione del Salvatore o del funerale dei suoi discepoli?
Aleppo (Agenzia Fides) - “Durante la settimana della Passione redentrice e dei giorni di Pasqua, la nostra città e il nostro popolo hanno sofferto un dolore intenso, una profonda angoscia e sconforto durante la notte in cui sono stati presi di mira i quartieri civili della città con granate a razzo, con una capacità distruttiva che non avevamo mai sentito e visto prima d’ora”. Inizia così il comunicato diffuso dai Capi delle Chiese e delle comunità cristiane di Aleppo dopo gli aspri bombardamenti che hanno colpito soprattutto i quartieri dove sono concentrati i cristiani, proprio nei giorni in cui in Siria veniva celebrata la Pasqua di Resurrezione del Signore secondo il Calendario giuliano.
“Siamo andati - scrivono i responsabili del Consiglio delle confessioni cristiane della città martire nel testo pervenuto all'Agenzia Fides - abbiamo visto e abbiamo pianto: corpi estratti dalle macerie, brandelli attaccati alle pareti e sangue mescolato al suolo della patria! Decine di martiri di ogni religione e confessione, feriti e mutilati, uomini e donne, anziani e bambini. Abbiamo ascoltato il pianto delle vedove e i lamenti dei bambini e abbiamo visto il panico sui volti della gente”.
I Capi delle Chiese e delle comunità ecclesiali si rivolgono “alle persone di retta coscienza, nel caso ci sia qualcuno disposto ad ascoltare” per implorare la fine delle distruzioni e dei massacri: “Basta - si legge nel comunicato - essere un laboratorio per sperimentare le armi di una guerra devastante! Siamo stanchi! Chiudete le porte della vendita di armi e fermate gli strumenti di morte e la fornitura di munizioni. Siamo stanchi!”
I Capi cristiani di Aleppo deplorano che la metropoli un tempo più cosmopolita della Siria sia stata trasformata in città-martire: “Noi – si legge nella traduzione dall'arabo del comunicato, curata dalle Edizioni Terra Santa - vogliamo che resti la 'Aleppo al-Shahbah' (letteralmente 'la grigia', dal tipico colore dei suoi edifici - ndt), testimone della tenerezza, dell’amore e della pace, del perdono e del dialogo. Aleppo la città, il gioiello prezioso sulla corona del nostro Paese, la Siria, con tutte le sue componenti e la sua diversità culturale, religiosa e confessionale”. (GV) (Agenzia Fides 15/4/2015).
ASIA/ISRAELE - Il Presidente israeliano in visita ai capi delle Chiese cristiane per la Pasqua
Gerusalemme (Agenzia Fides) - Il Presidente Reuven Rivlin si è recato ieri, martedì 14 aprile, nella sede del Patriarcato greco ortodosso di Gerusalemme, nel quartiere cristiano della Città Vecchia, per un incontro con i capi delle Chiese cristiane in Israele in occasione della Pasqua. Lo riferiscono le fonti ufficiali israeliane con un comunicato pervenuto all'Agenzia Fides. Il presidente Rivlin è stato ricevuto cordialmente dal Patriarca greco ortodosso Teofilo III, che ha presentato il Presidente ai capi della Chiese presenti, compreso il Patriarca di Gerusalemme dei Latini, Fouad Twal. Si è trattato della prima visita di un Presidente israeliano ai capi delle Chiese cristiane dopo quella compiuta dal presidente Yitzhak Navon oltre 30 anni fa.
Nel suo indirizzo di saluto, il Patriarca Teofilo ha ringraziato il presidente israeliano per le condanne da lui espresse contro gli attentati a luoghi religiosi anche cristiani perpetrati in Israele negli ultimi mesi. “Tali crimini - ha affermato il Presidente israeliano nella sua risposta - non devono aver luogo né sul Monte Sion, né sul monte degli Ulivi, né nelle sinagoghe nelle moschee o nelle chiese”.
Il Presidente Reuven Rivlin ha già annunciato l'intenzione di presenziare alla liturgia commemorativa per i cento anni del Genocidio armeno che si terrà nella Basilica gerosolimitana del Santo Sepolcro. (GV) (Agenzia Fides 15/4/2015).
AMERICA/BRASILE - Crescono gli omicidi nella zona rurale: rapporto della Commissione per la Terra
Brasilia (Agenzia Fides) – La Commissione Pastorale per la Terra (CPT) ha presentato la trentesima edizione del suo rapporto annuale sul Conflitto Rurale in Brasile, relativo al 2014, con le informazioni riguardanti assassini, minacce e violenze per le questioni della terra, dell’acqua e del lavoro. La conferenza stampa si è tenuta il 13 aprile nella sede della Conferenza Nazionale dei Vescovi del Brasile (CNBB).
Dei 1.307 casi di conflitto con omicidio, solo 108 sono arrivati al processo, con la condanna di 86 persone e 28 mandanti. Per il Vescovo di Balsas e Presidente del CPT, Sua Ecc. Mons. Enemésio Angelo Lazzaris, dopo 30 anni di pubblicazione del rapporto, la violenza non diminuisce. Quando si confrontano gli anni 2013 e 2014, riferisce la nota inviata a Fides, si vede che invece c'è stato un aumento del 6% degli omicidi. Mons. Enemésio denuncia l’"inefficacia" dei tribunali brasiliani in relazione al numero dei procedimenti giudiziari e delle condanne di esecutori e mandanti.
I dati raccolti dal Centro di documentazione Dom Tomás Balduíno, che dipende dalla segreteria del CPT, segnalano che il numero di omicidi è salito da 34 a 36 casi. Nella regione centro-occidentale del Brasile è cresciuto del 2,33%. Lo stato del Pará è la zona che registra più morti con 9 casi.
Il numero dei tentativi di omicidio in Brasile è aumentato, secondo il rapporto. Ci sono stati 56 casi nel 2014 contro i 15 nel 2013, con un incremento del 273%. Al contrario, le minacce di morte sono diminuite del 24%. L'osservazione del CPT al riguardo è che prima c'era un gran numero di minacce di omicidio, adesso "non si minaccia più, ma si va diritti al fatto".
(CE) (Agenzia Fides, 15/04/2015)
AMERICA/CILE - Tutela della vita e la comunicazione nella missione della Chiesa, priorità nella Chiesa cilena
Santiago (Agenzia Fides) – E' in corso la 109.ma Assemblea Plenaria della Conferenza Episcopale Cilena, CECh, (vedi Fides 10/4/2015), che è iniziata con la partecipazione dei Vescovi al Terzo Seminario Internazionale di Comunicazione della Chiesa intitolato “Comunicare nella cultura dell’incertezza”. Secondo la nota inviata a Fides, all’apertura del Seminario, promosso in collaborazione con la Pontificia Università Cattolica del Cile e l’Istituto Duoc (Dipartimento Universitario Operaio e Contadino), il Cardinale Ricardo Ezzati, Arcivescovo di Santiago del Cile, ha sottolineato l’importanza “della comunicazione nella missione della Chiesa”.
Nella conferenza stampa sui lavori della prima giornata, il Segretario generale della CECh, Sua Ecc. Mons. Cristián Contreras, ha detto che “la Chiesa intende portare il suo contributo per una convivenza più umana” della società cilena, nonostante il Cile stia vivendo “tempi di sospetti e sfiducia”. Sono state espresse anche ulteriori valutazioni riguardo alla legge sulle unioni civili, promulgata in via definitiva in Cile nei giorni scorsi, che secondo i Vescovi “indebolisce il matrimonio”. E’ stato quindi annunciato che, a conclusione dell’assemblea plenaria, sarà reso noto un documento che riguarderà anche la legge, attualmente in discussione al Congresso, che prevede la depenalizzazione dell’aborto in tre casi eccezionali. Mons. Contreras ha concluso dicendo: “Per noi il tema della tutela della vita è essenziale. Il mio parere personale è che non si dialoga con chi prevede che la vita sia scartata”. (CE) (Agenzia Fides, 15/04/2015)
AMERICA/MESSICO - Ogni anno mille bambini nascono per strada, in casa o in situazioni di grande rischio
Città del Messico (Agenzia Fides) - In Messico ogni anno nascono in strada o fuori dalle strutture ospedaliere, oltre mille bambini. Il fenomeno, molto diffuso, mette a rischio sia la vita delle partorienti che quella dei nascituri. Secondo i dati resi noti dal Sistema Nazionale di Informazione Sanitaria (Sinais), nel 2011 sono stati registrati 966 parti per strada o vicino ad ospedali; 961 nel 2012 e 987 nel 2013. Le nascite registrate in casa o in zone limitrofe agli ospedali, nelle strade pubbliche, dal 2011 al 2013, rappresentano l’1.3% delle due milioni di nascite dell’intero Paese. Nella categoria indicata come “in altri luoghi”, ogni anno nascono 8 mila bambini, e in quella di “luoghi non specificati” 250. Per far fronte al problema, la Commissione degli Affari Indigeni della Camera dei Deputati, ha sollecitato la Segreteria sanitaria e le istituzioni pubbliche del settore ad elaborare e mettere in atto un programma che contribuisca a ridurre i parti improvvisa ti e minimizzare il rischio di morte di madri e neonati, dare priorità e assistenza immediata alle donne incinte per evitare nascite fortuite. (AP) (15/4/2015 Agenzia Fides)

Bollettino Fides News 13 aprile 2015

NewsAgenzia Fides
VATICANO - Giubileo della Misericordia: “il tempo per la Chiesa di ritrovare il senso della missione che il Signore le ha affidato”
Città del Vaticano (Agenzia Fides) - “Perché oggi un Giubileo della Misericordia? Semplicemente perché la Chiesa, in questo momento di grandi cambiamenti epocali, è chiamata ad offrire più fortemente i segni della presenza e della vicinanza di Dio… E’ il tempo per la Chiesa di ritrovare il senso della missione che il Signore le ha affidato il giorno di Pasqua: essere segno e strumento della misericordia del Padre”. Con queste parole il Santo Padre Francesco ha spiegato il senso del Giubileo straordinario, che si aprirà l’8 dicembre, in occasione della consegna e della lettura della Bolla “Misericordiae vultus” di indizione del Giubileo, seguita dai Primi Vespri della seconda Domenica di Pasqua, o della Divina Misericordia, che ha presieduto sabato 11 aprile, nella Basilica Vaticana.
Oltre che ai Cardinali Arcipreti delle Basiliche papali in Roma, che il giorno seguente hanno presieduto l’analoga celebrazione nelle rispettive Basiliche, il Papa ha consegnato copia della Bolla anche al Prefetto della Congregazione per i Vescovi (Card. Marc Ouellet), al Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli (Card. Fernando Filoni), al Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali (Card. Leonardo Sandri). Quindi hanno ricevuto una copia della Bolla l’Arcivescovo Savio Hon Tai-Fai, nato in Hong Kong e ora Segretario della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, in rappresentanza dell’Oriente; l’Arcivescovo Barthélemy Adoukonou, originario del Benin e attualmente Segretario del Pontificio Consiglio della Cultura per l’Africa; Mons. Khaled Ayad Bishay, della Chiesa Patriarcale di Alessandria dei Copti, per le Chiese orientali.
“L’Anno Santo dovrà mantenere vivo il desiderio di saper cogliere i tanti segni della tenerezza che Dio offre al mondo intero e soprattutto a quanti sono nella sofferenza, sono soli e abbandonati, e anche senza speranza di essere perdonati e di sentirsi amati dal Padre – ha detto Papa Francesco nell’omelia dei Vespri -. Un Anno Santo per sentire forte in noi la gioia di essere stati ritrovati da Gesù, che come Buon Pastore è venuto a cercarci perché eravamo smarriti… Un Anno in cui essere toccati dal Signore Gesù e trasformati dalla sua misericordia, per diventare noi pure testimoni di misericordia. Ecco perché il Giubileo: perché questo è il tempo della misericordia”. (SL) (Agenzia Fides 13/04/2015)
Links:
L’omelia del Santo Padre, in diverse lingue
http://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/2015/04/11/0260/00564.html 
Il testo integrale della Bolla di indizione del Giubileo, in italiano
http://w2.vatican.va/content/francesco/it/apost_letters/documents/papa-francesco_bolla_20150411_misericordiae-vultus.html
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EUROPA/ITALIA - 150 anni dalla consegna dell’immagine della Madonna del Perpetuo Soccorso ai Redentoristi
Roma (Agenzia Fides) – Il 27 giugno 2015 i Redentoristi di tutto il mondo inizieranno le celebrazioni del 150.mo anniversario (1866) della consegna dell’immagine della Madonna del Perpetuo Soccorso alla Congregazione del Santissimo Redentore (Redentoristi) da parte di Papa Pio IX, con l'incarico di "farla conoscere in tutto il mondo". Le celebrazioni, che avranno per tema "Madre del Perpetuo Soccorso, Icona d'amore", si chiuderanno il 27 giugno 2016. Nell’ambito delle diverse iniziative, è stato anche indetto un concorso per la realizzazione di un video promozionale.
L'icona della Madonna del Perpetuo Soccorso arrivò a Roma, da Creta, verso l'anno 1500. Per circa 300 anni è stata esposta nella chiesa di San Matteo a Roma, e considerata dalla popolazione come miracolosa. Con l'arrivo delle truppe napoleoniche, nel 1798, la chiesa di San Matteo venne distrutta, l'icona fu portata in una cappella privata dei Padri Agostiniani, e venne dimenticata. Nel 1855 i Redentoristi comprarono il terreno su cui un tempo sorgeva la vecchia chiesa di San Matteo, per costruirvi la loro casa generalizia. Molti ricordarono allora che in quel luogo un tempo era esposta un'immagine miracolosa della Madonna. Ritrovata l'immagine nel 1865, i Redentoristi chiesero al Papa di riportarla mella sua vecchia sede, Cosa che avvenne nel 1866. Da allora la devozione alla Madonna del Perpetuo Soccorso si è diffusa in tutto il mondo. (CE) (Agenzia Fides, 13/04/2015)
Links:
Sito del 150.mo anniversario:
http://www.iconoflove.org/
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AFRICA/SUDAN - Al via le elezioni contestate dall’opposizione, mentre cresce la tensione con il Sud Sudan
Khartoum (Agenzia Fides) - Si sono aperte oggi, 13 aprile, le urne in 7.100 seggi per le elezioni presidenziali e parlamentari in Sudan. La votazione, che si protrarrà per tre giorni, è boicottata dai principali partiti dell’opposizione, che accusano il regime del Presidente uscente Omar al-Bashir, di aver rifiutato di partecipare agli incontri preparatori del Dialogo Nazionale, che si sono tenuti a marzo ad Addis Abeba, in Etiopia.
Ed è proprio Bashir il candidato dato come probabile vincente nelle elezioni presidenziali, dove dovrà confrontarsi con altri 15 contendenti. Dal 2009 Bashir è ricercato dalla Corte penale internazionale per crimini di guerra, contro l'umanità e il genocidio in Darfur .
Alla vigilia del voto, le autorità hanno rilasciato i leader dell’opposizione e della società civile, che erano stati arrestati a dicembre, al loro ritorno dall’Etiopia, dove avevano firmato il “Sudan Appeal”, un manifesto politico che invoca un cambio di regime per il Sudan.
Si tratta di Abu Eisa, capo della coalizione dei partiti d’opposizione, National Consensus Forces (NCF), e di Amin Mekki Madani, Presidente della Civil Society Initiative (CSI), che raggruppa le associazioni della società civile. In un comunicato la CSI afferma che il rilascio dei leader arrestati è “un trucco per ingannare la comunità internazionale” ed ha invocato una rivolta nazionale per rovesciare il regime.
Nel frattempo il governo del Sud Sudan ha accusato l’aviazione di Khartoum di aver colpito diverse località sud-sudanesi ed ha minacciato di chiedere l’aiuto straniero per difendersi dai bombardamenti sudanesi. (L.M.) (Agenzia Fides 13/4/2015)
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AFRICA/GABON - Pesanti scontri a Libreville dopo la morte di una figura di spicco dell’opposizione
Libreville (Agenzia Fides) - Disordini a Libreville, capitale del Gabon, all’annuncio della morte di André Mba Obame, uno dei principali oppositori del Paese. Il decesso è avvenuto a Yaoundé, in Camerun, da dove si apprestava a raggiungere il Sudafrica per sottoporsi a cure mediche. André Mba Obame era malato da 3 anni e non appariva più in pubblico da tempo.
Dopo che la notizia della morte si è diffusa domenica 12 aprile, ci sono stati incidenti nelle strade di Libreville, tra le forze dell’ordine e i sostenitori di André Mba Obame, che accusavano il potere gabonese di avergli “lanciato un incantesimo”. I dimostranti hanno incendiato autoveicoli ed edifici ed hanno assalito la locale ambasciata del Benin, dandola alle fiamme. L’opposizione gabonese contesta infatti il Direttore del Gabinetto della Presidenza, Maixent Accrombessi, originario del Benin e naturalizzato gabonese. Le autorità del Benin hanno presentato una protesta formale per l’assalto alla propria ambasciata. (L.M.) (Agenzia Fides 13/4/2015)
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ASIA/LIBANO - Il Patriarca armeno cattolico Nerses Bedros XIX: le parole del Papa sul Genocidio esprimono la coscienza dell'umanità, non sono “contro” nessuno
Roma (Agenzia Fides) - “La strategia del governo turco per impedire che si parli del Genocidio armeno sta fallendo. Per questo c'è nervosismo e le reazioni diplomatiche della Turchia sono così dure. Ma il Papa ha parlato seguendo la sua coscienza, ha ripetuto quello che già ci aveva detto due anni fa, e nessuno può pretendere di far tacere la coscienza del Papa”. Così il Patriarca di Cilicia degli Armeni cattolici, Nerses Bedros XIX, commenta in una dichiarazine rilasciata all'Agenzia Fides, le dure prese di posizione espresse dal ministero degli esteri turco per le parole sul Genocidio armeno pronunciate ieri da Papa Francesco, nel contesto della liturgia celebrata nella Basilica di San Pietro con i fedeli di rito armeno, a cento anni dal “Grande Male”.
Ho saputo - aggiunge Sua Beatitudine all’Agenzia Fides - che alcuni giornalisti turchi presenti alla liturgia hanno lasciato la Basilica quando il Papa ha citato il Genocidio armeno, per andare subito a comunicare la notizia. In un brevissimo spazio di tempo, c'erano già le prima reazioni ufficiali”.
Il Primate della Chiesa armena cattolica respinge con sdegno le letture manipolatorie che cercano di attribuire alle parole del Papa una connotazione ostile alla Turchia o addirittura al mondo musulmano: “E' del tutto evidente - nota il Patriarca Nerses Bedros - la natura strumentale di tali elucubrazioni. Il Papa non è schierato 'con' gli armeni 'contro' i turchi. Lui non è contro nessuno. Nel suo viaggio, lo scorso novembre, aveva esaltato con parole piene di riconoscenza la missione di dialogo e riconciliazione che la Turchia è chiamata a svolgere per il fatto stesso di essere una cerniera tra l’Europa e il Medio Oriente. Basta guardare le espressioni usate dal Papa per vedere che ha citato anche gli stermini provocati in Europa dal nazismo e dallo stalinismo, e quelli più recenti consumatisi ancora in Europa, in Africa e in Asia. Il suo sguardo abbraccia il mondo, lui esprime il senso di umanità che tutti dovremmo condividere. La memoria e la condanna degli orrori del pa ssato può servire a impedire che quelle cose riaccadano, come purtroppo sta succedendo anche adesso in tante parti del mondo, a partire dal Medio Oriente”.
Proprio le parole sempre usate da Papa Francesco davanti alle sofferenze attuali delle popolazioni mediorientali rendono, secondo Sua Beatitudine Nerses Bedros, del tutto infondato ogni tentativo di attribuire alle parole del Papa valenze polemiche nei confronti dell'islam: “Papa Francesco - dichiara a Fides il Capo della Chiesa armena cattolica - pensa a tutto il mondo ed esprime la retta coscienza dell'umanità davanti alle tragedie dei conflitti e delle violenze. Lui pensa a tutti gli oppressi, ai poveri e ai malati di qualsiasi nazione e religione. Lui non ha mai separato le sofferenze dei cristiani dalle sofferenze degli altri, come dimostrano tutti i suoi pronunciamenti sui conflitti che stanno insanguinando il Medio Oriente”. (GV) (Agenzia Fides 13/4/2015).
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ASIA/PAKISTAN - Un ragazzo, bruciato vivo perché cristiano, è in gravi condizioni
Lahore (Agenzia Fides) – Un adolescente cristiano, Nauman Masih, 14 anni è stato bruciato vivo da alcuni giovani musulmani che Nauman non conosceva. Il giovane ora è ricoverato in ospedale a Lahore, dove lotta tra la vita a la morte, con gravi ustioni su tutto il corpo. Come appreso da Fides, l’episodio è avvenuto venerdì 10 aprile, quando i giovani musulmani che stavano recandosi in moschea hanno incontrato Nauman lungo la strada. Fermatolo, avendo saputo che era di religione cristiana, lo hanno picchiato, hanno gettato benzina su di lui e poi gli hanno dato fuoco, fuggendo.
La polizia è stata avvertita e ha registrato una denuncia contro ignoti. Nauman ha dichiarato al sovrintendente di polizia: “I giovani che mi hanno aggredito erano dei perfetti sconosciuti. Hanno iniziato a percuotermi dopo che io ho detto di essere cristiano. Ho provato a scappare ma mi hanno inseguito e cosparso di benzina”. Nauman si è buttato su un mucchio di sabbia, mentre alcuni passanti lo hanno aiutato a spegnere il fuoco sul suo corpo e hanno chiamato un’ambulanza.
“Condanniamo con forza il grave episodio di odio religioso. Abbiamo subito inviato un rapporto al Primo ministro del Punjab, Shahbaz Sharif” ha detto a Fides Sardar Mushtaq Gill, avvocato cristiano e difensore dei diritti umani.
In una nota inviata a Fides, Nasir Saeed, direttore dell’Ong CLAAS (“Center for legal aid assistance and settlement”) afferma: “Siamo in una situazione deplorevole. L'odio contro i cristiani ha raggiunto un livello davvero pericoloso se un innocente cristiano può essere bruciato vivo da estremisti islamici senza alcun motivo. I cristiani in Pakistan vivono sotto costante paura per la propria vita, nonostante le rassicurazioni del Primo ministro Nawaz Sharif”. (PA) (Agenzia Fides 13/4/2015)
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ASIA/IRAQ - Nasce Radio al Salam, la radio della pace al servizio dei rifugiati iracheni
Erbil (Agenzia Fides) - Una emittente radiofonica al servizio dei rifugiati del nord Iraq, appartenenti a diversi gruppi etnici e religiosi - cristiani e musulmani, curdi, sciiti eyazidi - costretti ad abbandonare le proprie case davanti all'offensiva dei jihadisti dello Stato Islamico. E con questo spirito che ha iniziato le sue trasmissioni Radio al Salam, la radio della pace, inaugurata a Erbil il 5 aprile. “Questa emittente radio è per tutti quelli che sono stati cacciati dalle proprie case, per tutti i rifugiati” ha detto durante la trasmissione inaugurale padre Pascal Gollnisch dell'Ouvre d'Orient, l'organismo di aiuto ai cristiani d'Oriente che sostiene l'iniziativa, insieme alla Fondation Raoul Follereau. “Come suggerisce il nome - ha aggiunto il sacerdote francese - si tratta di un'emittente radio per la pace, per dare aiuto concreto alla vita quotidiana degli sfollati”.
Radio al Salam trasmette da Ankawa, il sobborgo della capitale del Kurdistan iracheno abitato in maggioranza da cristiani e anch'esso riempitosi nel 2014 di insediamenti di rifugiati fuggiti dalla Piana di Ninive. Tra le iniziative già messe in cantiere dalla radio, un servizio di registrazione delle nuove nascite che si verificano in seno alla moltitudine di sfollati raccolti anche nei campi profughi.
Si calcola che i rifugiati in Iraq dall'inizio del nuovo conflitto siano più di due milioni. (GV) (Agenzia Fides 13/4/2015)
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ASIA/INDIA - Leader estremista indù: “Sterilizzare cristiani e musulmani in India”
New Delhi (Agenzia Fides) – “La popolazione di musulmani e cristiani cresce di giorno in giorno. Per intervenire contro questa emergenza, il governo dovrebbe imporre a musulmani e cristiani la sterilizzazione, in modo che non possano aumentare di numero”. È quanto ha dichiarato la leader indù Deva Sadhvi Thakur, vice presidente del gruppo estremista “All India Hindu Mahasabha”. La leader ha auspicato che “gli indù facciano più figli per aumentare la loro popolazione”. Inoltre, ha proseguito, “nelle chiese e nelle moschee dovrebbero essere installate statue delle divinità indù”.
Tali dichiarazioni hanno sollevato forti polemiche in India, specialmente tra le minoranze religiose. In una nota inviata a Fides il “Consiglio globale dei cristiani indiani” (Gcic) ha condannato “le farneticanti parole, figlie dell’ideologia Hindutva, contro le comunità di minoranza in India”. “La leader indù Deva Sadhvi Thakur dovrebbe essere arrestata per sedizione e xenofobia” afferma la nota firmata dal Presidente Sajan George.
“Le dichiarazioni sono un insulto all’India laica e anche alla libertà religiosa della nazione”, prosegue la nota. “Questi attacchi alle minoranze sono anti-costituzionali. Chiediamo al Primo ministro dell'India, Narendra Modi, di intervenire e di garantire la sicurezza a tutti i cittadini e a tutte le comunità che compongono la società indiana”, conclude il testo. (PA) (Agenzia Fides 13/4/2015)
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AMERICA/BRASILE - Prima esperienza missionaria di cinquanta giovani religiosi e religiose in Amazzonia
Itaituba (Agenzia Fides) – La Commissione Episcopale per l'Amazzonia, unitamente a quelle per la Gioventù e per l'Azione Missionaria della Conferenza Nazionale dei Vescovi del Brasile (CNBB), in collaborazione con la Conferenza dei Religiosi del Brasile (CRB), hanno svolto con grande successo, dal 28 marzo al 6 aprile, la Prima Missione della vita religiosa giovane, presso la diocesi di Obidos e la Prelatura di Itaituba, in Brasile.
Secondo la nota inviata a Fides da fonti locali, una cinquantina di giovani religiose e religiosi di dieci stati brasiliani, dopo una giornata di formazione a Santarem, sono stati inviati in missione nelle due Chiese particolari. L'obiettivo è stato quello di dare la possibilità ai giovani religiosi di vivere una esperienza missionaria nelle terre amazzoniche.
"La nostra aspettativa è che, attraverso questa esperienza, i giovani riescano poi a vivere con passione la causa dell’Amazzonia e, di conseguenza, le rispettive congregazioni religiose possano inviare missionari nella realtà amazzonica, che ha così bisogno della presenza della Chiesa" ha detto suor Maria Irene Lopes dos Santos, membro della Commissione per l'Amazzonia della CNBB.
La Presidente della Conferenza dei Religiosi del Brasile (CRB), suor Maria Inês Ribeiro, ha confermato che la motivazione primaria per la "Prima Missione giovani della vita religiosa" in Amazzonia è venuta dallo stesso Papa Francesco durante la Giornata Mondiale della Gioventù a Rio de Janeiro, nel 2013: "Ci ha chiesto di impegnarci per l'Amazzonia. Nel 2014 il Progetto Missione Giovani per l'Amazzonia raccolse circa tremila adesioni di giovani, tra cui molti religiosi/e. La CRB ha deciso poi di seguire i giovani religiosi che hanno accettato la missione in Amazzonia. E in questo Anno della Vita Consacrata, la missione è stata il momento adatto per ringraziare del grande dono, per vivere il presente nel calore della missione, nella consegna, anche sotto lo stimolo del Papa di ‘uscire’.” (CE) (Agenzia Fides, 13/04/2015)
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AMERICA/PERU’ - Tanti bambini crescono nelle carceri con le loro mamme recluse
Lima (Agenzia Fides) - Quasi 200 bambini dell’età di 3 anni vivono con le rispettive madri detenute nei 31 istituti penitenziari del Perú. La nota, diffusa dall’Istituto Nazionale Penitenziario (Inpe) e pervenuta all’Agenzia Fides, assicura che i piccoli, maschi e femmine, vivono in un contesto di reclusione, anche se ben attrezzato perché possano crescere serenamente senza subire maltrattamenti o aggressioni. Le carceri con il maggior numero di bambini sono quelle femminili di Chorrillos (43) e Anexo de Chorrillos (17), entrambe a Lima; e nelle regioni di Arequipa (15), Ica (14), Ayacucho (13), Cuzco (11) e Puno (10).
Sempre secondo l’Inpe un gruppo di professionisti mantiene un dialogo costante con le mamme detenute e incinte, per dare loro orientamenti e indicazioni sull’importanza del legame madre-figlio. Molte di loro provengono da famiglie problematiche e ripetono quei modelli negativi subiti e vissuti nella loro infanzia. Negli istituti penitenziari sono a disposizione dei piccoli servizi sanitari e alimentari particolari. Anche rappresentanti di istituti religiosi e civili contribuiscono alla loro assistenza, mentre le autorità penitenziarie donano pannolini, giocattoli, vestiti e medicine. (AP) (13/4/2015 Agenzia Fides)
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ASIA/MYANMAR - Dimissioni dell’Arcivescovo di Taunggyi
Città del Vaticano (Agenzia Fides) – Il Santo Padre Francesco, in data 12 aprile 2015, ha accettato la rinuncia al governo pastorale dell’Arcidiocesi di Taunggyi, in Myanmar, presentata da Sua Ecc. Mons. Matthias U Shwe, in conformità al canone 401 § 2 del Codice di Diritto Canonico, ed ha nominato Amministratore Apostolico sede vacante et ad nutum Sanctae Sedis di Taunggyi, Sua Ecc. Mons. Basilio Athai, Vescovo Ausiliare della medesima Arcidiocesi. (SL) (Agenzia Fides 13/4/2015)
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Sabato Santo a Gerusalemme



Christian Media Center in Italiano has uploaded Sabato Santo, a Gerusalemme la prima Pasqua del mondo
Sabato Santo, a Gerusalemme la prima Pasqua del mondo
Christian Media Center in Italiano
Nella Basilica del Santo Sepolcro la veglia pasquale si svolge la mattina del Sabato Santo: il primo annuncio pasquale si espande da Gerusalemme a tutto il mondo!

Foglio della Collaborazione Pastorale Di San Giorgio di Nogaro

Maxi impianto di depurazione a san Giorgio di Nogaro

  Il maxi impianto da 13 milioni che rende il Fvg autonomo sui fanghi di depurazione - UdineToday UdineToday Completato a San Giorgio di No...