Filippesi 1,4 ... e sempre, in ogni mia preghiera per tutti voi, prego con gioia...
Bollettino Fides News del 21 ottobre 2015
AFRICA/CONGO - Scontri per il referendum sul terzo mandato presidenziale, i Vescovi avevano da tempo invocato il dialogo
Brazzaville (Agenzia Fides) - Almeno 4 morti e una decina di feriti sono il bilancio delle violente manifestazioni avvenute ieri, 20 ottobre, nelle due principali città della Repubblica del Congo, la capitale, Brazzaville, e Pointe-Noire.
I manifestanti sono scesi nelle strade per protestare contro il divieto di tenere comizi contrari al referendum di domenica 25 ottobre sulla modifica costituzionale per permettere al Presidente Denis Sassou Nguesso di presentarsi alle elezioni del 2016 per ottenere un terzo mandato. La Costituzione vigente prevede solo due mandati presidenziali.
Da settimane nel Paese si avvertiva salire la tensione legata al referendum, che è visto dall’opposizione come un modo per perpetuare il potere di Nguesso. I Vescovi il 4 ottobre avevano lanciato un appello “ai fedeli e a tutti i congolesi” perché “non vi siano azioni e comportamenti che spianino la strada alla violenza e non compromettano la pace alla quale teniamo tutti”.
Nel messaggio, firmato da Mons. Daniel Mizonzo, Vescovo di Nkayi e Presidente della Conferenza Episcopale del Congo, si faceva appello “alle forze politiche e civili di evitare ogni forma di violenza, di esercitare una vigilanza costante su eventuali fomentatori di disordini, e di attenersi al rispetto di quanto previsto dalla ‘Legge fondamentale’ in fatto di manifestazioni, perché ognuno possa esprimere la propria posizione. Insomma che il dibattito sia condotto nella dignità, nell’onestà, nella non violenza, privilegiando sempre il dialogo. Sì il dialogo, e ancora il dialogo e sempre il dialogo”. “Congolesi! Non abbiamo la memoria corta. Salviamo la nostra giovane democrazia. Salvaguardiamo la pace acquistata a caro prezzo” concludono i Vescovi. (L.M.) (Agenzia Fides 21/10/2015)
I manifestanti sono scesi nelle strade per protestare contro il divieto di tenere comizi contrari al referendum di domenica 25 ottobre sulla modifica costituzionale per permettere al Presidente Denis Sassou Nguesso di presentarsi alle elezioni del 2016 per ottenere un terzo mandato. La Costituzione vigente prevede solo due mandati presidenziali.
Da settimane nel Paese si avvertiva salire la tensione legata al referendum, che è visto dall’opposizione come un modo per perpetuare il potere di Nguesso. I Vescovi il 4 ottobre avevano lanciato un appello “ai fedeli e a tutti i congolesi” perché “non vi siano azioni e comportamenti che spianino la strada alla violenza e non compromettano la pace alla quale teniamo tutti”.
Nel messaggio, firmato da Mons. Daniel Mizonzo, Vescovo di Nkayi e Presidente della Conferenza Episcopale del Congo, si faceva appello “alle forze politiche e civili di evitare ogni forma di violenza, di esercitare una vigilanza costante su eventuali fomentatori di disordini, e di attenersi al rispetto di quanto previsto dalla ‘Legge fondamentale’ in fatto di manifestazioni, perché ognuno possa esprimere la propria posizione. Insomma che il dibattito sia condotto nella dignità, nell’onestà, nella non violenza, privilegiando sempre il dialogo. Sì il dialogo, e ancora il dialogo e sempre il dialogo”. “Congolesi! Non abbiamo la memoria corta. Salviamo la nostra giovane democrazia. Salvaguardiamo la pace acquistata a caro prezzo” concludono i Vescovi. (L.M.) (Agenzia Fides 21/10/2015)
AFRICA/CONGO RD - A tre anni dalla scomparsa dei tre assunzionisti congolesi nessuna notizia sulla loro sorte
Kinshasa (Agenzia Fides) - “C’è ancora spazio per la speranza” afferma p. Joseph Delvordre, della congregazione degli Agostiniani dell’Assunzione (Assunzionisti) parlando con il quotidiano congolese “Le Potentiel” a tre anni dalla scomparsa dei suoi tre confratelli, Jean-Pierre Ndulani, Anselme Wasikundi e Edmond Bamutute, avvenuta la sera del 19 ottobre 2012 (vedi Fides 22/10/2012) che si trovavano nella loro parrocchia Notre-Dame des Pauvres di Mbau, a 22 km da Beni, nel Nord Kivu (est della Repubblica Democratica del Congo).
P. Delvordre ricorda che un padre assunzionista era stato rimesso in libertà nel 1958 dopo 11 anni di prigionia nell’allora Unione Sovietica. Nel caso dei tre religiosi congolesi non si sa però nulla del loro destino, in particolare se siano ancora in vita.
P. Benoit Grière, Superiore Generale degli Agostiniani dell’Assunzione che si trova in missione nella provincia d’Africa, lamenta “la mancanza di informazioni che persiste attorno al rapimento dei preti assunzionisti dal 19 ottobre 2012”. “Il loro rapimento fa soffrire non solo la famiglia assunzionista ma anche quelle biologiche dei tre preti innocenti” ha sottolineato p. Grière, che ha chiesto ai fedeli di pregare per loro. La vicenda è stata contrassegnata dalla diffusione di false notizie sulla sorte dei tre religiosi (vedi Fides 8/7/2014). (L.M.) (Agenzia Fides 21/10/2015)
P. Delvordre ricorda che un padre assunzionista era stato rimesso in libertà nel 1958 dopo 11 anni di prigionia nell’allora Unione Sovietica. Nel caso dei tre religiosi congolesi non si sa però nulla del loro destino, in particolare se siano ancora in vita.
P. Benoit Grière, Superiore Generale degli Agostiniani dell’Assunzione che si trova in missione nella provincia d’Africa, lamenta “la mancanza di informazioni che persiste attorno al rapimento dei preti assunzionisti dal 19 ottobre 2012”. “Il loro rapimento fa soffrire non solo la famiglia assunzionista ma anche quelle biologiche dei tre preti innocenti” ha sottolineato p. Grière, che ha chiesto ai fedeli di pregare per loro. La vicenda è stata contrassegnata dalla diffusione di false notizie sulla sorte dei tre religiosi (vedi Fides 8/7/2014). (L.M.) (Agenzia Fides 21/10/2015)
AFRICA/SUDAN - Avvelenamento da cibo per i bambini di un campo profughi in Nord Darfur
Nyala (Agenzia Fides) – Una intossicazione alimentare ha colpito 81 bambini in due scuole elementari nel campo profughi di Zamzam, Nord Darfur. Quarantaquattro sono stati trasferiti nell’ospedale El Fasher per essere curati, mentre gli altri sono stati portati nelle cliniche mobili presenti nel campo. Secondo la dichiarazione di un attivista a Radio Dabanga, i bambini sono stati tutti dimessi tranne due che sono rimasti nell’ospedale per ulteriori trattamenti. La fonte ha riferito anche che 25 alunni si erano intossicati dopo aver mangiato la colazione che una donna vendeva di fronte alla scuola. Sette di loro hanno vomitato immediatamente mentre altri 18, dopo aver vomitato, hanno perso conoscenza a scuola. I funzionari scolastici sono già stati in visita in alcune scuole di Zamzam per rassicurare gli studenti. Riguardo alle misure di sicurezza da prendere per evitare questo tipo di incidenti è stato deciso che chiunque venda cibo debba seguire gli standard sanitari e di sicurezza, oltre ad essere sotto controllo. (AP) (21/10/2015 Agenzia Fides)
ASIA/TERRA SANTA - E' iniziata la raccolta delle olive nel Getsemani
Gerusalemme (Agenzia Fides) - E' iniziata sabato 17 ottobre e durerà almeno una settimana la raccolta delle olive nell'orto del Getsemani. Come consuetudine, anche quest’ anno i frati francescani custodi dell’ Orto Sacro dove Gesù pregò nella notte del Giovedì santo, hanno invitato gente di Gerusalemme e volontari provenienti da ogni parte del modo a dedicare qualche ora o un'intera giornata a questo gesto, che assume una connotazione particolare, nel clima di tensione a violenza che sta di nuovo turbando la vita quotidiana nella Città Santa.
Le persone che quest'anno partecipano alla raccolta – riferiscono gli organi ufficiali della Custodia Francescana di Terrasanta e del Patriarcato latino di Gerusalemme – appartengono quest'anno a 15 nazionalità differenti.
Il Monte degli Ulivi conta alcuni alberi di ulivo centenari, caratterizzati dal fatto di condividere lo stesso DNA. Questa connotazione comune fa ritenere plausibile l'ipotesi che la pianta madre da cui sono nati gli alberi attuali possa aver fatto parte dell'oliveto dove Gesù si ritirò a pregare, all'inizio della sua Passione.
Le olive del raccolto – che quest'anno sarà particolarmente abbondante - verranno inviate all’Abbazia di Latrun, dove verrà prodotto l’olio che poi sarà venduto e consumato dai frati e dalle comunità religiose della Terra Santa, oltre a essere inviato come olio santo alle parrocchie del Patriarcato latino e a Santuari sparsi in tutto il mondo. (GV) (Agenzia Fides 21/10/2015).
Le persone che quest'anno partecipano alla raccolta – riferiscono gli organi ufficiali della Custodia Francescana di Terrasanta e del Patriarcato latino di Gerusalemme – appartengono quest'anno a 15 nazionalità differenti.
Il Monte degli Ulivi conta alcuni alberi di ulivo centenari, caratterizzati dal fatto di condividere lo stesso DNA. Questa connotazione comune fa ritenere plausibile l'ipotesi che la pianta madre da cui sono nati gli alberi attuali possa aver fatto parte dell'oliveto dove Gesù si ritirò a pregare, all'inizio della sua Passione.
Le olive del raccolto – che quest'anno sarà particolarmente abbondante - verranno inviate all’Abbazia di Latrun, dove verrà prodotto l’olio che poi sarà venduto e consumato dai frati e dalle comunità religiose della Terra Santa, oltre a essere inviato come olio santo alle parrocchie del Patriarcato latino e a Santuari sparsi in tutto il mondo. (GV) (Agenzia Fides 21/10/2015).
ASIA/LIBANO - La diocesi maronita di Zahlé sostiene la compagna di prevenzione dei tumori al seno
Beirut (agenzia Fides) - In occasione del mese di sensibilizzazione per la prevenzione del cancro al seno, il Vescovo maronita di Zahle, Mons. Joseph Mouawad, ha celebrato una Messa nella chiesa di Nostra Signora di Zahle e Bekaa, durante la quale sono state anche elevate preghiere per la guarigione delle donne colpite da tale forma di neoplasia. Oltre alla Messa – riferiscono i media libanesi – il comitato delle donne della stessa parrocchia ha sponsorizzato anche una conferenza – tenuta da medici oncologi ed esperti, ospitata presso i locali del vescovado - durante la quale sono stati esposti i metodi di diagnosi precoce e le nuove tecniche chirurgiche - sempre meno invasive – utilizzati nella lotta a tale patologia. Alla fine della conferenza, la sede del vescovado è stata illuminata di rosa, il colore che caratterizza tutte le iniziative locali e internazionali di sensibilizzazione messe in campo nella lotta contro il cancro al seno. (GV) (Agenzia Fides 21/10/2015) .
ASIA/FILIPPINE - Vittime, dispersi, raccolti spazzati via: i danni del tifone Koppu
Cabanatuan (Agenzia Fides) – Secondo fonti locali, finora sono 39 le vittime causate dal passaggio sulle Filippine del tifone Koppu che negli ultimi giorni ha spazzato con furia il nord-est del Paese, sradicando alberi e impianti di telecomunicazione. Oltre 100 mila persone sono state evacuate e le risaie pronte per il raccolto sono andate distrutte. Numerosi i dispersi, con oltre 500 mila persone colpite dal tifone. Secondo le ultime informazioni pervenute a Fides, nella giornata di ieri, 20 ottobre, Koppu ha sferzato la principale isola di Luzon e stamattina ha raggiunto il canale di Balintang. La maggior parte dei decessi sono avvenuti a causa delle inondazioni, con l’acqua che in alcune zone hanno raggiunto i tetti delle abitazioni. Molti sono rimasti sepolti nelle frane o colpiti da alberi sradicati o pareti crollate. Si tratta della dodicesima tempesta che quest’anno si è abbattuta sulle Filippine, uno dei Paesi più predisposti ai cataclisma. Nel 2013, il tifone Haiyan aveva raso al suolo intere città nella parte centrale lasciando più di 7 mila vittime tra morti e dispersi. (AP) (21/10/2015 Agenzia Fides)
AMERICA/HAITI - Elezioni del 25 ottobre: le preoccupazioni della Chiesa
Port au Prince (Agenzia Fides) – A meno di una settimana dalle elezioni presidenziali, legislative e comunali, fissate per domenica 25 ottobre, la Conferenza Episcopale di Haiti (CEH) ha espresso alcune preoccupazioni. In primo luogo per l'esperienza amara del 9 agosto; poi, in modo generale, perché le elezioni ad Haiti purtroppo sono ancora caratterizzate dalla violenza (vedi Fides 10/08/2015). La nota pervenuta a Fides riporta le parole del portavoce della CEH, mons. Patrick Aris: "Non siamo mai stati in grado di agire come uno stato moderno, quando si tratta di organizzare le elezioni".
Per mons. Aris "non c'è stata una vera campagna elettorale, formalmente e materialmente. Non possiamo dire che nel gruppo dei 54 candidati vi sia una differenza significativa tra l’uno e l’altro".
Alla domanda frequente della popolazione sul perché la Chiesa cattolica non presenti candidati, come hanno fatto i protestanti, il portavoce della CEH ha risposto: "Non solo perché questo è proibito dal Codice di Diritto Canonico, ma perché secondo l’esperienza della Chiesa cattolica, la logica del ‘partito’ divide più di unire. La missione della Chiesa è quella di unire, creare una comunità unita, mettere insieme, non separarsi come fanno i partiti".
Riguardo alle elezioni del 9 agosto, mons. Aris ricorda che “sono state in gran parte caratterizzate da numerose irregolarità, segnalate anche dalla Chiesa, e questa responsabilità è collettiva, ma i delegati e i consiglieri elettorali sono comunque i primi a risponderne".
(CE) (Agenzia Fides, 21/10/2015)
Per mons. Aris "non c'è stata una vera campagna elettorale, formalmente e materialmente. Non possiamo dire che nel gruppo dei 54 candidati vi sia una differenza significativa tra l’uno e l’altro".
Alla domanda frequente della popolazione sul perché la Chiesa cattolica non presenti candidati, come hanno fatto i protestanti, il portavoce della CEH ha risposto: "Non solo perché questo è proibito dal Codice di Diritto Canonico, ma perché secondo l’esperienza della Chiesa cattolica, la logica del ‘partito’ divide più di unire. La missione della Chiesa è quella di unire, creare una comunità unita, mettere insieme, non separarsi come fanno i partiti".
Riguardo alle elezioni del 9 agosto, mons. Aris ricorda che “sono state in gran parte caratterizzate da numerose irregolarità, segnalate anche dalla Chiesa, e questa responsabilità è collettiva, ma i delegati e i consiglieri elettorali sono comunque i primi a risponderne".
(CE) (Agenzia Fides, 21/10/2015)
AMERICA/MESSICO - In discussione la legalizzazione della marijuana, un altro grave problema sociale
Guanajuato (Agenzia Fides) – Il 28 ottobre la Corte Suprema di Giustizia del Messico, discuterà sulla legalizzazione della marijuana, tema che la Chiesa ha proposto venga trattato insieme a un'indagine approfondita sui problemi generati dal consumo di marijuana.
Due testimonianze su questo argomento sono state inviate a Fides. Sua Ecc. Mons. José de Jesús Martínez Zepeda, Vescovo di Irapuato, Guanajuato, ha detto che il paese sta diventando una copia di ciò che accade in altri paesi, perché "non solo ci sono gravi problemi sociali con il narcotraffico, ma anche nel nostro ambiente cittadino abbiamo già problemi di alcoolismo nella popolazione, adesso dobbiamo aggiungerci anche questo problema della droga".
Il Vescovo della diocesi di Nezahualcóyotl, Sua Ecc. Mons. Héctor Luis Morales Sánchez, ha sottolineato che per evitare problemi nelle decisioni sulla possibile legalizzazione del consumo di marijuana, tutti i settori della società dovrebbero determinare i potenziali benefici o danni, perfino i genitori. Ha aggiunto che la diversità di opinione è essenziale, come analizzare i pro e i contro, eventuali malattie derivate dal consumo e le conseguenze nelle persone, prima di prendere una decisione. Infine ha dichiarato di non essere a favore o contro la possibile legalizzazione della marijuana, ma ha ribadito che la sua eventuale regolamentazione deve comunque essere giustificata. (CE) (Agenzia Fides, 21/10/2015)
Due testimonianze su questo argomento sono state inviate a Fides. Sua Ecc. Mons. José de Jesús Martínez Zepeda, Vescovo di Irapuato, Guanajuato, ha detto che il paese sta diventando una copia di ciò che accade in altri paesi, perché "non solo ci sono gravi problemi sociali con il narcotraffico, ma anche nel nostro ambiente cittadino abbiamo già problemi di alcoolismo nella popolazione, adesso dobbiamo aggiungerci anche questo problema della droga".
Il Vescovo della diocesi di Nezahualcóyotl, Sua Ecc. Mons. Héctor Luis Morales Sánchez, ha sottolineato che per evitare problemi nelle decisioni sulla possibile legalizzazione del consumo di marijuana, tutti i settori della società dovrebbero determinare i potenziali benefici o danni, perfino i genitori. Ha aggiunto che la diversità di opinione è essenziale, come analizzare i pro e i contro, eventuali malattie derivate dal consumo e le conseguenze nelle persone, prima di prendere una decisione. Infine ha dichiarato di non essere a favore o contro la possibile legalizzazione della marijuana, ma ha ribadito che la sua eventuale regolamentazione deve comunque essere giustificata. (CE) (Agenzia Fides, 21/10/2015)
Infondata, irresponsabile, inqualificabile
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Totalmente infondata, gravemente irresponsabile e non degna di attenzione: così il direttore della Sala Stampa vaticana, padre Federico Lombardi, ha definito la notizia su una presunta patologia che avrebbe colpito il Papa: notizia diffusa da un organo di stampa italiano. Padre Lombardi, all’inizio del briefing odierno sul Sinodo, ha ribadito con forza la sua smentita, già diffusa ieri sera, dopo le verifiche fatte con le fonti opportune, compreso il Santo Padre. Ma ascoltiamo la sua dichiarazione: 
“Nessun medico giapponese è venuto in Vaticano a visitare il Papa; non vi sono stati esami del tipo indicati dall’articolo. Gli uffici competenti mi hanno confermato che non vi sono stati voli di elicotteri arrivati in Vaticano dall’esterno, neppure nel mese di gennaio… Perlomeno ... se non erano fantasmi, non si sono visti! Posso confermare che il Papa gode di buona salute… Se eravate in Piazza stamattina lo avete visto anche voi. E se correte dietro di lui nei viaggi lo sapete. Al più ha qualche problema alle gambe, ma la testa mi sembra assolutamente perfetta!
Ribadisco che la pubblicazione avvenuta è un grave atto di responsabilità, assolutamente ingiustificabile e inqualificabile. Ed è ingiustificabile anche continuare ad alimentare simili informazioni infondate. Per cui ci si augura che questa vicenda si chiuda - quindi - immediatamente.
Piccola osservazione. Lo stesso quotidiano che ha pubblicato le notizie "scoop" sul Papa questa mattina, ha pubblicato vicino una intervista al prof. Maira, a proposito di tumori celebrali… Il prof. Maira mi ha telefonato, di sua iniziativa, questa mattina, dicendomi che si trovava a New York, che non sapeva nulla di nulla. Una gentile giornalista gli ha fatto una intervista generica sui tumori celebrali, senza dirgli assolutamente nulla del contesto per cui gliela faceva e in cui sarebbe stata pubblicata. Egli ha risposto a delle domande generiche sui tumori celebrali, ma poi ha visto – con sua enorme sorpresa – com’era stata collocata e presentata questa mattina. Questo è un piccolo particolare, tanto per capire il tipo di contesto in cui abbiamo avuto questa notizia, questa mattina”.
Bollettino Fides News del martedi 20 ottobre 2015
AFRICA/GUINEA - Il Presidente uscente in testa nei risultati provvisori delle elezioni presidenziali
Conarky (Agenzia Fides) - Il Presidente uscente Alpha Condé appare in testa nei risultati provvisori nelle elezioni presidenziali tenutesi nella Repubblica di Guinea l’11 ottobre. Secondo i dati pubblicati il 17 ottobre dalla Commissione Elettorale Nazionale Indipendente (CENI), Condé ha ottenuto il 57,85 % dei voti, contro i 31,44 % del secondo qualificato, Cellou Dalein Diallo. Se i risultati definitivi confermeranno queste percentuali, Condé verrà rieletto direttamente al primo turno avendo raggiunto la maggioranza assoluta (50% più uno dei voti) necessaria a vincere senza passare per il ballottaggio.
L’opposizione, formata da Diallo e da altri 6 candidati aveva denunciato frodi elettorali (vedi Fides 13/10/2015). La missione degli osservatori elettorali inviati nel Paese dall’Unione Europea ha sollecitato la CENI a fornire risultati dettagliati di tutti i seggi elettorali, per permettere ad ogni candidato, qualora lo ritenga opportuno, di fare ricorso alla Corte Costituzionale, che dovrà rendere valido il voto. (L.M.) (Agenzia Fides 20/10/2015)
L’opposizione, formata da Diallo e da altri 6 candidati aveva denunciato frodi elettorali (vedi Fides 13/10/2015). La missione degli osservatori elettorali inviati nel Paese dall’Unione Europea ha sollecitato la CENI a fornire risultati dettagliati di tutti i seggi elettorali, per permettere ad ogni candidato, qualora lo ritenga opportuno, di fare ricorso alla Corte Costituzionale, che dovrà rendere valido il voto. (L.M.) (Agenzia Fides 20/10/2015)
AFRICA/CONGO RD - Le confessioni religiose annunciano la rapida designazione del nuovo capo della Commissione Elettorale
Kinshasa (Agenzia Fides) - La piattaforma delle confessioni religiose della Repubblica Democratica del Congo si impegna a designare il proprio candidato alla presidenza della Commissione Elettorale Nazionale Indipendente (CENI) in sostituzione di don Apollinaire Malumalu, dimessosi il 10 ottobre (vedi Fides 12/10/2015).
Nella loro dichiarazione le principali confessioni religiose della RDC, tra cui la Chiesa cattolica, ricordano che la Presidenza della Repubblica, nella nota che annunciava le dimissioni di don Malumalu, ha “chiesto alla componente dalla quale proveniva il sacerdote, di riunirsi per designare il suo successore, in conformità agli articoli 10, 12, 14 e 15 della Legge n° 13/012 del 19 aprile 2013 modificante e completante la legge n° 10/013 del 28 luglio 2010 sull’organizzazione e funzionamento della Commissione Elettorale Nazionale Indipendente e di comunicare il nome della persona scelta all’Assemblea nazionale per l’approvazione”.
Gli articoli citati prevedono la partecipazione della società civile (comprese le confessioni religiose) alla formazione della CENI tramite la designazione di propri rappresentanti che devono essere approvati dall’Assemblea nazionale. (L.M.) (Agenzia Fides 20/10/2015)
Nella loro dichiarazione le principali confessioni religiose della RDC, tra cui la Chiesa cattolica, ricordano che la Presidenza della Repubblica, nella nota che annunciava le dimissioni di don Malumalu, ha “chiesto alla componente dalla quale proveniva il sacerdote, di riunirsi per designare il suo successore, in conformità agli articoli 10, 12, 14 e 15 della Legge n° 13/012 del 19 aprile 2013 modificante e completante la legge n° 10/013 del 28 luglio 2010 sull’organizzazione e funzionamento della Commissione Elettorale Nazionale Indipendente e di comunicare il nome della persona scelta all’Assemblea nazionale per l’approvazione”.
Gli articoli citati prevedono la partecipazione della società civile (comprese le confessioni religiose) alla formazione della CENI tramite la designazione di propri rappresentanti che devono essere approvati dall’Assemblea nazionale. (L.M.) (Agenzia Fides 20/10/2015)
AFRICA/SUD SUDAN - “È più importante attuare l’accordo di pace che creare nuovi Stati” dice l’Amministratore Apostolico di Torit
Juba (Agenzia Fides) - È più importante l’attuazione del piano di pace firmato ad agosto che non la creazione di nuovi Stati. È l’opinione espressa, a titolo personale, da Mons. Thomas Oliha Tiya, Amministratore Apostolico di Torit, in Sud Sudan, al Catholic Radio Network.
Mons. Oliha Tiya ha aggiunto che la Chiesa sud sudanese sta pregando perché Papa Francesco nomini i Vescovi delle diocesi vacanti di Rumbek, Malakal e Torit, ed ha invitato i cristiani alla calma e alla preghiera.
L’accordo di pace firmato in Sud Sudan dal Presidente Salva Kiir e dal leader dell’opposizione, dall’ex Vice Presidente Riek Machar, per mettere fine alla guerra civile scoppiata nel dicembre 2013, dove essere ancora messo in pratica, mentre l’annuncio da parte del Presidente Kiir di suddividere il Sud Sudan dagli attuali 10 Stati in 28 sta suscitando apprensioni e critiche (vedi Fides 8/10/2015). (L.M.) (Agenzia Fides 20/10/2015)
Mons. Oliha Tiya ha aggiunto che la Chiesa sud sudanese sta pregando perché Papa Francesco nomini i Vescovi delle diocesi vacanti di Rumbek, Malakal e Torit, ed ha invitato i cristiani alla calma e alla preghiera.
L’accordo di pace firmato in Sud Sudan dal Presidente Salva Kiir e dal leader dell’opposizione, dall’ex Vice Presidente Riek Machar, per mettere fine alla guerra civile scoppiata nel dicembre 2013, dove essere ancora messo in pratica, mentre l’annuncio da parte del Presidente Kiir di suddividere il Sud Sudan dagli attuali 10 Stati in 28 sta suscitando apprensioni e critiche (vedi Fides 8/10/2015). (L.M.) (Agenzia Fides 20/10/2015)
ASIA/TERRA SANTA - Violenze a Gerusalemme, la Gioventù cristiana di Palestina indice una veglia di preghiera per la pace
Gerusalemme (Agenzia Fides) - L'appuntamento è fissato per le ore 18 di sabato 24 ottobre, vigilia della festa di Nostra Signora di Palestina: in tutte le parrocchie cattoliche di Palestina, Israele e Giordania, si terrà una veglia di preghiera con cui i giovani di Terra Santa chiederanno al Signore il dono della pace, davanti all'escalation di violenza che sta di nuovo martoriando la terra di Gesù. L'iniziativa è stata presa dalla Gioventù cristiana di Palestina. “I giovani vogliono pregare per la pace in tutto il Medio Oriente” spiega all'Agenzia Fides padre Bashar Fawadleh, cappellano della Gioventù cristiana di Palestina, “ma specialmente per la pace a Gerusalemme, che è la nostra città, la nostra capitale, la Città Santa della pace e che in questi giorni è di nuovo diventata teatro di sangue, violenza, sopraffazione e morte”. La veglia è aperta a tutti i giovani della Terra Santa, non solo cristiani: “potranno venire anche giovani musulmani e ebrei, chiederemo in sieme a Dio, Onnipotente e Misericordioso, di toccare i cuori degli uomini e di liberarli dall'odio, dalla paura e dalla sete di vendetta”. (GV) (Agenzia Fides 20/10/2015).
ASIA/SIRIA - Offensiva su Aleppo. L'arcivescovo Marayati: le 'Guerre Sante' degli altri le paghiamo sempre noi
Aleppo (Agenzia Fides) – L'offensiva nella regione di Aleppo condotta dall'esercito governativo siriano con l'appoggio dei raid aerei russi, oltre allle fughe di massa della popolazione civile che ancora viveva in quei territori, sta provocando ripercussioni anche nelle aree urbane centrali della metropoli siriana, rimaste sotto il controllo dei militari di Assad. “Negli ultimi giorni” riferisce all'Agenzia Fides l'Arcivescovo armeno cattolico Boutros Marayati “circolano informazioni sulla centrale elettrica messa fuori uso dalle milizie anti Assad. Da due giorni manca l'energia elettrica e la luce, e si sono intensificati i lanci di missili e di mortai. Andiamo avanti con i generatori a benzina, finché ce n'è, e con l'acqua estratta dai pozzi, a partire da quelli scavati presso chiese e moschee”.
Le vaghe notizie sulle operazioni militari in atto nella regione, hanno anche riflessi contrastanti sulla condizione psicologica della popolazione: “da una parte” spiega l'Arcivescovo armeno cattolico di Aleppo “sentono che sta per succedere qualcosa, e molti sperano che davvero possa finire l'assedio che da anni pesa sui nostri quartieri. Dall'altra, tutti hanno ormai ben chiaro che il livello decisivo su cui tutto si gioca è quello geopolitico. Le potenze globali, in asse con quelle regionali, stanno combattendo la guerra sul territorio siriano: se davvero vogliono, possono farla finire in pochi giorni, oppure continuarla chissà fino a quando”.
A tale riguardo, anche l'Arcivescovo Marayati considera incaute e fuorvianti le dichiarazioni di alcuni esponenti di Chiese cristiane che hanno invocato una “Guerra Santa” contro i jihadisti dell'auto-proclamato Califfato Islamico: “Adesso” fa notare l'Arcivescovo armeno cattolico “c'è chi etichetta come 'Guerra Santa' l'intervento russo in Siria, Ma ricordo che anche quando gli Stati Uniti intervennero in Iraq, ambienti Usa diedero a quell'operazione militare l'etichetta di 'Guerra Santa'. In realtà, chi interviene è sempre mosso da altri interessi. E chi usa queste espressioni non conosce né la storia né la psicologia dei popoli del Medio Oriente. Alla fine, il conto delle 'Guerre Sante' degli altri lo paghiamo sempre noi cristiani di qui”. (GV) (Agenzia Fides 20/10/2015).
Le vaghe notizie sulle operazioni militari in atto nella regione, hanno anche riflessi contrastanti sulla condizione psicologica della popolazione: “da una parte” spiega l'Arcivescovo armeno cattolico di Aleppo “sentono che sta per succedere qualcosa, e molti sperano che davvero possa finire l'assedio che da anni pesa sui nostri quartieri. Dall'altra, tutti hanno ormai ben chiaro che il livello decisivo su cui tutto si gioca è quello geopolitico. Le potenze globali, in asse con quelle regionali, stanno combattendo la guerra sul territorio siriano: se davvero vogliono, possono farla finire in pochi giorni, oppure continuarla chissà fino a quando”.
A tale riguardo, anche l'Arcivescovo Marayati considera incaute e fuorvianti le dichiarazioni di alcuni esponenti di Chiese cristiane che hanno invocato una “Guerra Santa” contro i jihadisti dell'auto-proclamato Califfato Islamico: “Adesso” fa notare l'Arcivescovo armeno cattolico “c'è chi etichetta come 'Guerra Santa' l'intervento russo in Siria, Ma ricordo che anche quando gli Stati Uniti intervennero in Iraq, ambienti Usa diedero a quell'operazione militare l'etichetta di 'Guerra Santa'. In realtà, chi interviene è sempre mosso da altri interessi. E chi usa queste espressioni non conosce né la storia né la psicologia dei popoli del Medio Oriente. Alla fine, il conto delle 'Guerre Sante' degli altri lo paghiamo sempre noi cristiani di qui”. (GV) (Agenzia Fides 20/10/2015).
ASIA/NEPAL - Sei mesi dopo il terremoto il Paese è ancora un mosaico multicolore di teloni temporanei
Charikot (Agenzia Fides) – Sei mesi dopo il devastante terremoto che ha colpito il Nepal, la gente vive ancora in rifugi temporanei. Tra gli ostacoli per la ripresa anche le dispute politiche che hanno impedito la distribuzione dei fondi stanziati tra aprile e maggio dai donatori internazionali. Secondo le informazioni fornite da fonti locali, le organizzazioni umanitarie stanno spingendo il governo a rendere operativa l’Autorità per la Ricostruzione Nazionale (NRA), creata per formulare regolamenti edilizi antisismici e per sorvegliare l’assegnazione dei fondi. Nel mese di agosto, il governo ha nominato un amministratore delegato della NRA, ma non è stato in grado di avviare i lavori per la ricostruzione a causa del mancato passaggio di un emendamento in Parlamento. Il governo è stato a sua volta coinvolto in una crisi tra le proteste scoppiate al confine indiano contro la nuova costituzione, bloccando le importazioni di combustibili, mentre i partiti politici hanno r ifiutato di concordare i termini della proposta di legge per la ricostruzione. I terremoti hanno ucciso circa 9 mila persone e distrutto o danneggiato almeno un milione di abitazioni. Invece di solidi edifici in costruzione, la zona rurale del Nepal attualmente è un mosaico multicolore di teloni temporanei. Il distretto di Dolakha, epicentro del terremoto del 25 Aprile, non fa eccezione. La gente si è arrangiata a costruire ripari con materiali salvati e quelli distribuiti dalle agenzie umanitarie. (AP) (20/10/2015 Agenzia Fides)
ASIA/PAKISTAN - Nuova iniziativa per cercare di ridurre la mortalità materna
Peshawar (Agenzia Fides) - Il Governo provinciale di Jiber Pajtunjwa, in Pakistan, ha creato un programma per la riduzione della mortalità materna che consiste nell’offrire 10 dollari per visita ad ogni donna incinta. Secondo fonti della sanità locale, nella provincia solo il 29% degli abitanti hanno una istruzione e di conseguenza non sono informati sulle eventuali complicazioni vincolate alla gravidanza. Il Pakistan è il terzo paese nel mondo dove si registra il maggior tasso di mortalità materna con 275 donne, ogni 100 mila nati vivi, che muoiono per cause vincolate alla gravidanza, al parto o al post-parto, superato solo da India e Nigeria. Attualmente solo il 50% delle donne della provincia di Jiber Pajtunjwa ricevono un minimo di assistenza prenatale, e solo il 25% quella post natale, da parte di ostetriche qualificate.
Obiettivo del programma è che le donne, grazie all’incentivo, si sentano motivate a farsi controllare prima, durante e dopo la gravidanza. Tra le sfide della società patriarcale pakistana c’è anche quella che le donne non vanno in ospedale perché non vogliono essere visitate da medici uomini e le dottoresse scarseggiano. Inoltre, la maggior parte dei 2,2 milioni di abitanti della provincia vivono in zone rurali di difficile accesso e hanno difficoltà per raggiungere i centri sanitari di assistenza primaria. Le autorità sperano che avendo il contributo economico le donne possano trovare un mezzo per raggiungere i centri sanitari. Fino a gennaio 2015 hanno beneficiato del programma circa 5678 donne. (AP) (20/10/2015 Agenzia Fides)
Obiettivo del programma è che le donne, grazie all’incentivo, si sentano motivate a farsi controllare prima, durante e dopo la gravidanza. Tra le sfide della società patriarcale pakistana c’è anche quella che le donne non vanno in ospedale perché non vogliono essere visitate da medici uomini e le dottoresse scarseggiano. Inoltre, la maggior parte dei 2,2 milioni di abitanti della provincia vivono in zone rurali di difficile accesso e hanno difficoltà per raggiungere i centri sanitari di assistenza primaria. Le autorità sperano che avendo il contributo economico le donne possano trovare un mezzo per raggiungere i centri sanitari. Fino a gennaio 2015 hanno beneficiato del programma circa 5678 donne. (AP) (20/10/2015 Agenzia Fides)
AMERICA/COLOMBIA - “L'apertura del dialogo con l'ELN è una notizia positiva” afferma Mons. Castro Quiroga
Bogotà (Agenzia Fides) – Il recente annuncio di un inizio di dialogo tra il governo colombiano e il gruppo di guerriglieri dell’ELN (Esercito di Liberazione Nazionale), è stato giudicato un segno positivo dal Presidente della Conferenza Episcopale della Colombia (CEC), Sua Ecc. Mons. Luis Augusto Castro Quiroga, Arcivescovo di Tunja, il quale ha detto di sperare che questo processo venga consolidato presto, "per il bene del Paese".
"L'apertura del dialogo con l'ELN è una notizia positiva, poiché costoro amano parlare, ma la difficoltà consiste nell’arrivare a prendere la decisione seria di entrare in un processo di pace possibile. Spero di poter sentire pubblicamente l'annuncio dell'avvio dei negoziati con lo Stato colombiano e quindi di continuare a costruire la pace nel paese" ha detto ieri sera, lunedì 19 ottobre, Mons. Castro Quiroga parlando a radio Caracol.
La nota inviata a Fides informa che il Presidente della CEC ha espresso la disponibilità della Chiesa colombiana a collaborare affinché questo processo di pace si sviluppi con tutte le garanzie, per contribuire a costruire la pace. Le sue dichiarazioni sono giunte quasi in simultanea con la notizia dell’accordo fra il governo colombiano e le FARC riguardo alle famiglie delle vittime: entrambe le parti si sono impegnate a consegnare tutte le informazioni disponibili che permettano di trovare i corpi delle persone scomparse durante questo conflitto interno che dura da più di 50 anni.
(CE) (Agenzia Fides, 20/10/2015)
"L'apertura del dialogo con l'ELN è una notizia positiva, poiché costoro amano parlare, ma la difficoltà consiste nell’arrivare a prendere la decisione seria di entrare in un processo di pace possibile. Spero di poter sentire pubblicamente l'annuncio dell'avvio dei negoziati con lo Stato colombiano e quindi di continuare a costruire la pace nel paese" ha detto ieri sera, lunedì 19 ottobre, Mons. Castro Quiroga parlando a radio Caracol.
La nota inviata a Fides informa che il Presidente della CEC ha espresso la disponibilità della Chiesa colombiana a collaborare affinché questo processo di pace si sviluppi con tutte le garanzie, per contribuire a costruire la pace. Le sue dichiarazioni sono giunte quasi in simultanea con la notizia dell’accordo fra il governo colombiano e le FARC riguardo alle famiglie delle vittime: entrambe le parti si sono impegnate a consegnare tutte le informazioni disponibili che permettano di trovare i corpi delle persone scomparse durante questo conflitto interno che dura da più di 50 anni.
(CE) (Agenzia Fides, 20/10/2015)
AMERICA/URUGUAY - La Chiesa raccoglierà informazioni sulle persone scomparse durante la dittatura
Montevideo (Agenzia Fides) – La Chiesa cattolica ha messo a disposizione dei familiari dei detenuti scomparsi tutte le parrocchie del paese, allo scopo di raccogliere informazioni utili ad individuare i loro resti. La notizia, contenuta nella nota inviata a Fides da una fonte locale, è stata confermata dallo stesso Arcivescovo di Montevideo, il Card. Daniel Fernando Sturla Berhouet, S.D.B., che si trova a Roma per il Sinodo dei Vescovi sulla Famiglia.
La richiesta di collaborazione è stata presentata un mese fa dall’Associazione delle Madri e dei Parenti degli Scomparsi, nome ufficiale di questo gruppo, che ha elaborato un piano di sensibilizzazione per ottenere informazioni su queste persone. Hanno quindi chiesto di "consegnare una lettera, un messaggio in ogni parrocchia, chiesa o sinagoga di tutto il territorio nazionale", rivolgendosi a coloro che sanno qualcosa o conoscono qualche dettaglio che possa contribuire a trovare i resti dei loro cari. "Chiediamo un gesto di umanità. Non importa in quali circostanze avete saputo queste notizie" è scritto nel comunicato preparato dall'Associazione.
Il Cardinale ha insistito sul fatto che non interessa conoscere il nome di chi fornisce queste informazioni, ma interessa il dato. "Nella misura in cui avremo queste informazioni, vedremo crescere il contributo alla pace fra la nostra popolazione dell’Uruguay" ha detto il Card. Sturla.
Secondo diverse fonti, in Uruguay, dopo la dittatura (1972-1985) sono state registrate diverse persone scomparse. Una lista di 140 persone, con nome e cognome, è stata presentata dalla Commissione "Servizio della Pace e della Giustizia", mentre la Commissione per i diritti umani ne ha segnalati 192. Molti di loro furono uccisi nella repressione chiamata "Plan Condor". Dallo scorso mese di luglio, quando sono stati ritrovati diversi corpi, l'Associazione dei familiari degli scomparsi ha iniziato con più decisione la campagna per il ritrovamento dei resti dei loro cari.
(CE) (Agenzia Fides, 20/10/2015)
La richiesta di collaborazione è stata presentata un mese fa dall’Associazione delle Madri e dei Parenti degli Scomparsi, nome ufficiale di questo gruppo, che ha elaborato un piano di sensibilizzazione per ottenere informazioni su queste persone. Hanno quindi chiesto di "consegnare una lettera, un messaggio in ogni parrocchia, chiesa o sinagoga di tutto il territorio nazionale", rivolgendosi a coloro che sanno qualcosa o conoscono qualche dettaglio che possa contribuire a trovare i resti dei loro cari. "Chiediamo un gesto di umanità. Non importa in quali circostanze avete saputo queste notizie" è scritto nel comunicato preparato dall'Associazione.
Il Cardinale ha insistito sul fatto che non interessa conoscere il nome di chi fornisce queste informazioni, ma interessa il dato. "Nella misura in cui avremo queste informazioni, vedremo crescere il contributo alla pace fra la nostra popolazione dell’Uruguay" ha detto il Card. Sturla.
Secondo diverse fonti, in Uruguay, dopo la dittatura (1972-1985) sono state registrate diverse persone scomparse. Una lista di 140 persone, con nome e cognome, è stata presentata dalla Commissione "Servizio della Pace e della Giustizia", mentre la Commissione per i diritti umani ne ha segnalati 192. Molti di loro furono uccisi nella repressione chiamata "Plan Condor". Dallo scorso mese di luglio, quando sono stati ritrovati diversi corpi, l'Associazione dei familiari degli scomparsi ha iniziato con più decisione la campagna per il ritrovamento dei resti dei loro cari.
(CE) (Agenzia Fides, 20/10/2015)
AMERICA/BRASILE - “Missione scalabriniana”: apre un nuovo Centro di accoglienza per i rifugiati a San Paolo
San Paolo (Agenzia Fides) - Un nuovo Centro di accoglienza per i rifugiati promosso dalle suore Missionarie Scalabriniane (Congregazione delle Suore Missionarie di San Carlo Borromeo) si aprirà il 25 ottobre a San Paolo del Brasile. L'istituzione del centro è stata pubblicata sulla Gazzetta ufficiale di San Paolo ed è il secondo della città. Si chiamerà “Missione scalabriniana” e nascerà nell’antico Collegio Santa Teresina, nel quartiere di Pari, accanto all'edificio dove già esiste il Cesprom, un centro di accoglienza diurna per immigrati latinos e senegalesi. Secondo le informazioni inviate all’Agenzia Fides, il Centro ha una capienza di 225 posti, 75 per il giorno e 150 per la notte, e fornisce un servizio h24. Il centro dispone di un team di 30 persone per offrire accoglienza, vitto e alloggio, ascolto, guida per l'accesso ai documenti personali, inserimento in progetti e programmi di formazione e preparazione al mondo del lavoro, esercizio della cittadinanza, coor dinamento e smistamento alla rete di assistenza sociale e ai servizi di altre politiche pubbliche del comune, coordinamento e contatti con fonti di offerte di lavoro, sviluppo di attività sociali ed educative.
La squadra delle Suore Missionarie Scalabriniane per coordinare questo progetto è composta da quattro religiose. “La tenda scalabriniana si allarga – ha spiegato suor Neusa de Fatima Mariano, Superiora generale delle Scalabriniane – ed apriamo questo centro in una delle zone più popolate di migranti, cioè l'America Latina. Le porte si apriranno il 25 ottobre, data della celebrazione dei 120 anni della fondazione della nostra Congregazione e nel primo anno dalla beatificazione di Madre Assunta, nostra Cofondatrice"..(SL) (Agenzia Fides 20/10/2015)
La squadra delle Suore Missionarie Scalabriniane per coordinare questo progetto è composta da quattro religiose. “La tenda scalabriniana si allarga – ha spiegato suor Neusa de Fatima Mariano, Superiora generale delle Scalabriniane – ed apriamo questo centro in una delle zone più popolate di migranti, cioè l'America Latina. Le porte si apriranno il 25 ottobre, data della celebrazione dei 120 anni della fondazione della nostra Congregazione e nel primo anno dalla beatificazione di Madre Assunta, nostra Cofondatrice"..(SL) (Agenzia Fides 20/10/2015)
Per conoscere ciò che Egli dice alle Chiese
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