Bollettino Agenzia Fides del 16 maggio 2016

AFRICA/CENTRAFRICA - ONG cristiane e islamiche unite per promuovere la pace
 
Bangui (Agenzia Fides) - “Partnership interconfessionale per il consolidamento della pace nella Repubblica Centrafricana (CIPP)”. È questo il nome di un progetto comune finanziato da un gruppo di ONG cristiane e islamiche per sostenere il processo di pacificazione nel Paese africano che sta compiendo importanti progressi per uscire dalla guerra civile,
Il CIPP è promosso dalla piattaforma interreligiosa per la pace del Centrafrica, fondata nel 2013 dai rappresentanti delle tre religioni più importanti del paese, l'Arcivescovo cattolico di Bangui, Mons. Dieudonné Nzapalainga, il presidente del Consiglio islamico centrafricano, Imam Oumar Kobine Layama, e il presidente dell’Alleanza Evangelica, il pastore Nicolas Guérékoyaméné-Gbangou, dal Catholic Relief Service (CRS), dall’ Islamic Relief Worldwide, da World vision e Aegis Trust.
“Per la prima volta, i partner sosterranno un progetto della durata di 5 anni, una cosa che non hanno mai fatto” ha dichiarato Mons. Nzapalainga.
L’iniziativa ha ricevuto un finanziamento di 7 milioni di dollari dall’Agenzia americana per lo sviluppo (USAID), che si aggiungono ad altri 4 milioni donati da privati. Il programma ha tre obiettivi strategici: rafforzamento della capacità delle istituzioni centrafricane affinché diventino promotrici della coesione sociale; sviluppo economico degli strati più poveri della popolazione; sostegno alle vittime delle violenza ed educazione alla pace.
Il progetto è stato presentato a Bangui il 13 maggio con la proiezione di un’intervista ai tre leader della piattaforma interreligiosa per la pace che affermano che la crisi centrafricana non è confessionale, come spesso è stata presentata, ma politica e sociale. (L.M.) (Agenzia Fides 16/5/2016)
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AFRICA/CIAD - Migliaia di profughi sudanesi in Ciad hanno disperato bisogno di aiuto
 
N’Djamena (Agenzia Fides) - I rifugiati sudanesi nel campo di Goz Amer, nel Ciad orientale, lamentano una grave carenza di aiuti umanitari, servizi sanitari e generi alimentari. Un gruppo di profughi del campo, in una intervista ad una emittente radiofonica locale, ha dichiarato che presso le strutture sanitarie del campo, che ospita più di 35 mila rifugiati, mancano farmaci e medici per i controlli di routine. I profughi sono costretti ad acquistare le medicine a prezzi molto alti in farmacie esterne al campo. Inoltre, lamentano una diminuzione delle razioni mensili di generi alimentari e acqua potabile. (AP) (16/5/2016 Agenzia Fides)
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AFRICA/EGITTO - Presentato in Parlamento il nuovo progetto di legge sulla costruzione dei luoghi di culto
 
Il Cairo (Agenzia Fides) – Il progetto di legge sulla costruzione dei luoghi di culto è stato presentato oggi, 16 maggio, agli uffici competenti del Parlamento egiziano, che dovrà discutere e esprimersi sul nuovo testo legislativo nelle prossime settimane. Il progetto di legge – riferiscono fonti locali consultate dall'Agenzia Fides – consiste in 13 articoli, comprende al suo interno anche la definizione di “chiesa” e la descrizione dei meccanismi con cui risolvere eventuali problemi con le autorità amministrative locali. La nuova legge riconosce anche il diritto dei Vescovi a ricorrere al Consiglio di Stato in caso di ritardi imposti in maniera artificiosa alle procedure per la costruzione di nuove chiese.
La nuova legislazione dovrebbe portare alla totale archiviazione delle regole disposte dal cosiddetto “Decreto Hamayoni”, la legge risalente al periodo ottomano che ancora regola la costruzione delle chiese in Egitto, ed è all'origine di numerose controversie a livello locale. Secondo tali regole, la costruzione delle chiese cristiane è sottoposta a vincoli che non pesano sulla costruzione di moschee, come il divieto di costruire luoghi di culto cristiani vicino alle scuole, ai canali, agli edifici governativi, alle ferrovie e alle aree residenziali. In molti casi, l'applicazione rigida di quelle regole ha impedito di costruire chiese in città e paesi abitati dai cristiani, soprattutto nelle aree rurali dell'Alto Egitto. Inoltre, finora la costruzione di ogni nuova chiesa doveva essere autorizzata direttamente dal Presidente egiziano. La nuova proposta di legge prevede che la costruzione di nuove chiese sia vagliata e autorizzata dalle autorità locali. (GV) (Agenzia Fides 16/5/2016).
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ASIA/IRAN - Pastore rilasciato, tre fedeli trattenuti
 
Teheran (Agenzia Fides) - E' stato rilasciato il Pastore protestante iraniano Yousef Nadarkhani, della "Chiesa dell'Iran", arrestato nei giorni scorsi a Rasht, mentre altri tre fedeli arrestati il 13 maggio sono ancora in custodia. Come informa l'Ong Catholic Solidarity Worldwide (CSW), gli arresti sono parte di un raid della polizia in una decina di case cristiane. E’ la seconda volta che il Pastore Nadarkhani è stato arrestato dopo il suo rilascio dal carcere nel settembre 2012. Il Pastore era stato accusato di apostasia e condannato a morte nel 2010, nel 2012 è stato rilasciato dalla prigione dopo l' assoluzione dall'accusa.
Una nota di CSW osserva: "Restiamo profondamente preoccupati per la sorte dei cristiani ancora detenuti. Il governo promuove incursioni costanti nelle case e ripetuti arresti di cristiani senza ragione. Continuiamo a chiedere all'Iran di rispettare gli obblighi costituzionali e internazionali sui diritti umani". (PA) (Agenzia Fides 16/5/2016)
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ASIA/PAKISTAN - La misericordia tra cristianesimo e islam
 
Lahore (Agenzia Fides) - “La misericordia nel cristianesimo e nell'islam": è il titolo di un seminario organizzato a Lahore, in occasione dell'Anno giubilare, dal "Consiglio per il Dialogo interreligioso in Pakistan", coordinato da p. Francis Nadeem OFM Cap e guidato dal leader islamico sufi Pir Shafaat Rasool. Il seminario, tenutosi nell scorse settimane, si è incentrato sui valori comuni presenti in islam e cristianesimo.
Come comunicato a Fides dal Consiglio, p. Qaisar Feroz, tra i leader cristiani intervenuti, ha citato diversi passi dell’Antico e del Nuovo Testamento sulla misericordia, ricordando che "Dio è misericordioso e ci chiede di essere misericordiosi". Mentre ci si sofferma troppo spesso su fatti che "accendono l'odio e le differenze, c'è un disperato bisogno di creare situazioni di pace, di tolleranza, di perdono e di misericordia" ha detto, rimarcando che "l'Anno della misericordia proclamato da Papa Francesco è di estrema importanza per il mondo intero", ed è "un invito a costruire la cultura della misericordia, valore comune per islam e cristianesimo".
Pir Shafaat Rasool ha poi descritto la prospettiva dell'Islam sulla misericordia, riferendosi a molti versetti del Corano. "Nessuno ha diritto di convertire forzatamente un credente di un’altra religione" ha detto. "La misericordia è l'unico canale che attira un essere umano ad abbracciare una religione", ricordando che islam e cristianesimo hanno una comune origine. "La misericordia è il fattore chiave in entrambe le religioni e ascoltando l'appello di Papa Francesco, dobbiamo diffondere la misericordia nella nostra società" ha concluso.
I relatori musulmani presenti hanno espresso grande apprezzamento per il gesto di Papa Francesco di celebrare il 2016 come "Anno della Misericordia", auspicando che questo possa servire a promuovere l'armonia interreligiosa e ad estirpare l'estremismo dai cuori. "Continueremo a diffondere il messaggio della Misericordia in Pakistan, sperando che la pace possa prevalere nella nostra società". I partecipanti hanno approvato all'unanimità una risoluzione che chiede ai leader religiosi, ai politici, agli educatori e alla stampa, di contribuire a promuovere valori come misericordia, perdono e tolleranza, facendo appello ai seguaci di tutte le religioni per diffondere il messaggio di pace e armonia. (PA) (Agenzia Fides 16/5/2016)
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ASIA/GIORDANIA - Iniziata la costruzione del centro polifunzionale “Nostra Signora del Monte” a Anjara
 
Anjara (Agenzia Fides) - Su iniziativa della Parrocchia dedicata alla Madonna della Visitazione, hanno preso inizio i lavori per la costruzione di un centro polifunzionale ad Anjara,nel nord della Giordania. Il progetto, dedicato alla Madonna del Monte, servirà le esigenze pastorali della parrocchia, offrendosi anche come luogo di riferimento per iniziative sociali e educative a servizio di tutta la popolazione locale. I primi a fruire dei nuovi spazi saranno i bambini accolti in affido dalla parrocchia, animata dai sacerdoti e dalle suore dell'Istituto del Verbo Incarnato.

Il nuovo centro si svilupperà su 3 piani. Il primo piano comprende 10 camere e 5 bagni e verrà utilizzato dai bambini. Il piano terra e il secondo piano saranno a disposizione di pellegrini e visitatori. La struttura verrà utilizzata anche per incontri, conferenze e workshop. Negli altri spazi, nel seminterrato e al terzo piano, saranno allestiti spazi polivalenti messi a disposizione della popolazione locale anche per eventi sociali e privati.
La costruzione dell'opera avverrà sotto il controllo del dipartimento per lo sviluppo dei progetti che fanno capo al Patriarcato Latino di Gerusalemme. La struttura dovrebbe essere completata nell'arco di otto mesi. (GV) (Agenzia Fides 16/05/2016).
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AMERICA/STATI UNITI - Migliaia di cubani arrivano a El Paso, la Chiesa chiede solidarietà
 
El Paso (Agenzia Fides) – Dinanzi all'arrivo quotidiano a El Paso in Texas, località di frontiera negli Stati Uniti d’America, di centinaia di cubani che erano stati fermati in precedenza a Panama, l’accoglienza in questa città è ormai al collasso e sono anche esaurite le risorse per sostenerli finanziariamente.
Secondo una nota pervenuta a Fides, il Vescovo della diocesi di El Paso, Sua Ecc. Mons. Mark Joseph Seitz, ha dichiarato: "è preoccupante l'arrivo dei cubani, perché non è stato notificato nè il numero di coloro che possono rimanere più a lungo qui, nè il numero di coloro che devono arrivare, e non è neanche aumentato il sostegno finanziario del governo federale”.
Mons. Seitz ricorda che il centro sociale Houchen è l'unico autorizzato a livello locale ad accogliere i migranti cubani, che solo qui possono ricevere un sostegno mensile di $ 445 mentre ottengono il permesso di lavoro, ma con l'arrivo massiccio di tanti migranti non è più possibile assicurarlo.
Da qualche giorno, segnala la nota, stanno arrivando voli giornalieri che trasportano i cubani dal Panama a Ciudad Juarez, e subito dopo questi si spostano a El Paso. Il Vescovo ha segnalato inoltre alla stampa locale che la maggior parte dei cubani arrivati sono destinati a Houston o a Miami, ma almeno il 10 per cento di loro non può continuare il suo viaggio senza un aiuto.
Si prevede che circa 3.000 cubani arriveranno questa settimana e la prossima a Ciudad Juarez e quindi a El Paso, perciò la diocesi di El Paso chiede il sostegno di tutti per aiutarli.
(CE) (Agenzia Fides, 16/05/2016)
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AMERICA/COLOMBIA - Congresso Missionario a Bucaramanga: “Chiesa colombiana in uscita missionaria"
 
Bogotà (Agenzia Fides) – "Siamo Chiesa colombiana in uscita missionaria" è il tema del XII Congresso Missionario Nazionale della Colombia che si svolgerà a Bucaramanga dal 26 al 29 maggio. Ad organizzarlo sono le Pontificie Opere Missionarie (POM) della Colombia insieme alla Conferenza Episcopale, particolarmente la Commissione Episcopale per l'Animazione Missionaria, e all'arcidiocesi di Bucaramanga.
Secondo le informazioni pervenute a Fides, saranno presenti i delegati delle 77 giurisdizioni ecclesiastiche del paese. Coordinati da padre Mario Álvarez Gómez, Direttore Nazionale delle POM, un gruppo di Vescovi, sacerdoti, religiose e missionari, hanno preparato il materiale per l’animazione del Congresso.
Nel documento di preparazione, le POM presentano gli obiettivi dell'incontro: "risvegliare, approfondire e maturare la consapevolezza e l'azione missionaria delle nostre Chiese particolari, perché i loro progetti e processi d'evangelizzazione rispondano con generosità ed efficacemente alle sfide della missione ad gentes".
La Messa di apertura sarà presieduta dal Card. Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, giovedì 26 maggio. Il Cardinale terrà anche la prima conferenza del Congresso, il giorno seguente, sul tema: “Coscienza e responsabilità missionaria delle Chiese particolari”.
Il programma dei lavori prevede testimonianze e conferenze di Vescovi, religiosi e missionari, fino alla celebrazione dell’invio missionario, sempre presieduta dal Card. Filoni, il 28 maggio. Domenica 29 la Messa di chiusura e la consacrazione missionaria a Nostra Signora del Rosario di Chiquinquirá, Patrona della Colombia, che sarà presieduta da Sua Ecc. Mons. Luis Augusto Castro Quiroga, Arcivescovo di Tunja e Presidente della Conferenza Episcopale della Colombia.
(CE) (Agenzia Fides, 16/05/2016)
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AMERICA/ECUADOR - Un mese dopo il terremoto: celebrazioni religiose mentre continua l’emergenza
 
Quito (Agenzia Fides) – Ad un mese di distanza dal sisma che ha isolato la zona costiera settentrionale dell’Ecuador, 120 mila bambini hanno urgente bisogno di spazi provvisori dove poter frequentare le lezioni scolastiche. Il terremoto del 16 aprile ha provocato la morte di 660 persone, ha distrutto i sistemi idrici e danneggiato 33 centri sanitari, la metà dei quali risultano non operativi come pure 560 scuole e circa 10 mila edifici. Per celebrare questa triste ricorrenza, nel Paese oggi sono previste delle cerimonie religiose, alcune all’aperto perchè le chiese sono andate distrutte o danneggiate nella provincia di Manabí, la più colpita dal terremoto insieme a quella di Esmeraldas. Attualmente il 75% dei bambini sono rientrati a scuola e oltre 30 mila persone sono accolte in rifugi ufficiali dove ricevono assistenza di base oltre che sostegno psicologico e sanitario. “In una regione dove 1 bambino su 5 soffre di diarrea e denutrizione cronica è essenziale da re loro gli strumenti fondamentali per la loro sopravvivenza e crescita”, ha dichiarato il rappresentante Unicef in Ecuador. Il devastante terremoto ha lasciato 7600 famiglie in alloggi provvisori e accampati in tende di campagna donate dai Paesi amici e dagli organismi internazionali. (AP) (16/5/2016 Agenzia Fides)

Bollettino dell'agenzia Fides del 14 maggio 2016

AFRICA/KENYA - Preoccupazione della Chiesa per la chiusura dei campi per rifugiati
 
Nairobi (Agenzia Fides) - Sta suscitando forte preoccupazione l’annuncio del governo del Kenya di chiudere il campo per rifugiati di Dadaab (considerato il più grande campo per rifugiati del mondo con oltre 320.000 persone, in maggioranza somali), quello di Kakuma (che accoglie più di 190.000 persone) e di sciogliere il Dipartimento per gli Affari dei Rifugiati (DRA).
Il 13 maggio la Commissione per i Rifugiati, i migranti e i marittimi della Conferenza Episcopale del Kenya ha partecipato ad un incontro con l’Alto Commissariato ONU per i Rifugiati (UNHCR), il governo keniano e altre parti interessate per accertare la situazione.
Secondo un comunicato inviato all’Agenzia Fides, la ragione principale per la quale il governo keniano ha chiuso i campi è il non rispetto dell’accordo tripartito. L’accordo prevedeva un piano di rimpatrio firmato dall’UNHCR, dal governo del Kenya e da quello della Somalia nel 2013.
Il comunicato afferma inoltre che le autorità di Nairobi intendono chiudere il campo di Dadaab e non quello di Kakuma, ma precisa che “questa affermazione non è stata finora supportata da nessuno annuncio ufficiale”.
Particolare preoccupazione è stata espressa sia dalla Conferenza Episcopale, sia dal Jesuit Refugee Services (JRS), per lo scioglimento del Dipartimento per gli Affari dei Rifugiati, perché questo comporta la mancata registrazione dei richiedenti asilo e il rilascio dei permessi per gli operatori umanitari.
Secondo i Vescovi, la responsabilità della situazione va condivisa tra il governo di Nairobi e la comunità internazionale, che “non ha riconosciuto i problemi di sicurezza ai quali deve far fronte il Kenya, come risultato il governo si sente sopraffatto e frustrato, si è quindi dimostrato indisposto ad accogliere i rifugiati e ha adottato un atteggiamento negativo verso quelle agenzie che operano con i rifugiati come dimostrato dallo scioglimento del DRA”.
Il 25 maggio l’Alto Commissario ONU per i Rifugiati si recherà in Kenya per cercare di trovare un accordo con le autorità locali. (L.M.) (Agenzia Fides 14/5/2016)
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AFRICA/NIGERIA - “Fermate gli attacchi contro gli agricoltori” chiede l’Arcivescovo di Lagos
 
Abuja (Agenzia Fides) - Mons. Alfred Adewale Martins, Arcivescovo di Lagos, ha rivolto un appello al Presidente Muhammadu Buhari perché il governo intervenga per porre fine alle stragi commesse dai pastori Fulani nel sud del Paese (vedi Fides 2/5/2016).
Secondo un comunicato inviato all’Agenzia Fides, l’Arcivescovo ha condannato le uccisioni di agricoltori lungo la cosiddetta “middle-belt”, la fascia che divide il Nord dal Sud della Nigeria, e le sanguinose incursioni dei pastori Fulani in alcune località del sud, Ukpabi e Nimbo, lamentando l’atteggiamento lassista della polizia, che spinge chi commette questi crimini a sentirsi “al di sopra della legge”.
Gli attacchi nel frattempo continuano. Secondo notizie di stampa, un pastore Fulani si sarebbe reso responsabile della decapitazione di una donna e del ferimento grave di altre due in una località del Delta. Secondo il governo, gli attacchi attribuiti ai pastori Fulani sono in realtà commessi da una fazione della setta islamista Boko Haram. Il Ministro dell’Agricoltura, Heineken Lokpobiri, ha dichiarato che le persone arrestate in relazione ai recenti attacchi non parlano Fulani o altre lingue nigeriane, facendo intendere che sono terroristi stranieri. (L.M.) (Agenzia Fides 14/5/2016)
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ASIA/FILIPPINE - Il Card. Quevedo: "Il presidente Duterte lavori per la pace a Mindanao"
 
Davao (Agenzia Fides) - Affrontare il nodo della stabilità e della riconciliazione a Mindanao e impegnarsi subito per definire il processo di pace con la comunità islamica e con i ribelli comunisti: lo chiede il Card. Orlando Quevedo, Arcivescovo di Davao, al neo eletto presidente Rodrigo Duterte, che è stato per 22 anni sindaco della stessa città, Davao, sul'isola di Mindanao. Come appreso da Fides, il Cardinale ha rimarcato l’urgenza di colloqui di pace, invitando a “considerare la Chiesa come una forza positiva, partner per lo sviluppo nazionale” anche in questo campo. Realizzare la pace "è possibile senza bisogno di revisioni costituzionali" ha detto il Card. Quevedo, mentre il presidente aveva espresso in passato l'idea di riformare la Costituzione del paese, per implementare una forma di governo federale. Secondo il Cardinale, il federalismo è un progetto a lungo termine, che non deve distogliere lo sguardo dalle urgenze del presente. Una di queste è l’approvazione della "Legge fondamentale Bangsamoro", elaborata dopo decenni di conflitto e che si è arenata prima dell'approvazione del Congresso, nella scorsa legislatura.
L’Arcivescovo di Davao ha anche suggerito all'amministrazione Duterte di prendere in considerazione la revisione dei libri di testo scolastici, che "perpetuano disinformazione sui musulmani e sugli altri popoli tribali di Mindanao", ricordando gli sforzi compiuti negli ultimi anni sul piano del dialogo interreligioso. (PA) (Agenzia Fides 14/5/2016)
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ASIA/IRAN - Arrestato un Pastore protestante
 
Teheran (Agenzia Fides) - Il Pastore cristiano Yousef Nadarkhani, della comunità protestante "Chiesa dell'Iran", assolto nel 2012 dall'accusa di apostasia, è stato arrestato ieri, 13 maggio, in Iran insieme alla moglie, Tina Pasandide Nadarkhani, e a un fedele della sua comunità, Yasser Mosayebzadeh, per ragioni ancora ignote. Come riferito a Fides dall'Ong "Christian Solidarity Worldwide" (CSW), che monitora la situazione dei cristiani in Iran, non è la prima volta che il Pastore Nadarkhani viene nuovamente tratto agli arresti, dopo il suo rilascio dal carcere avvenuto nel settembre 2012.
Il pastore Nadarkhani era stato inizialmente arrestato nel 2009 dopo aver messo in discussione il monopolio dell'istruzione musulmana nelle scuole, che aveva definito "incostituzionale". È stato accusato di apostasia e condannato a morte nel 2010, decisione confermata dalla Corte suprema nel 2011. Al Pastore è stato più volte chiesto di rinunciare alla fede durante il processo, per evitare la pena di morte, ma ha rifiutato. L'8 settembre 2012 è stato rilasciato dopo l' assoluzione dall'accusa di apostasia, anche se è stato riconosciuto colpevole di "evangelizzare i musulmani", e condannato per questo a tre anni di carcere.
Dopo il rilascio del Pastore Nadarkhani, anche il suo avvocato, Mohammed Ali Dadkhah, eminente avvocato e difensore dei diritti umani, è stato imprigionato per dieci anni e radiato dall'albo a settembre 2012 per "azioni e propaganda contro il regime islamico"
Nella nota giunta a Fides, CSW manifesta "profonda preoccupazione per il Pastore" e chiede "chiarimenti sulle ragioni del nuovo arresto", invitando le istituzioni a “rispettare pienamente gli obblighi costituzionali e internazionali sui diritti umani, assicurando giustizia e uguaglianza davanti alla legge per tutti i cittadini, a prescindere dal loro credo". (PA) (Agenzia Fides 14/5/2016)
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AMERICA/PERU - Al via il progetto “Prevenzione della tratta di persone e traffico di migranti”
 
Lima (Agenzia Fides) – La Commissione per la Pastorale della Mobilità Umana della Conferenza Episcopale Peruviana ha dato il via al progetto "Prevenzione della tratta di persone e traffico di migranti in Perù: rafforzamento delle reti sociali per la prevenzione e l’assistenza alle vittime, a livello nazionale e nelle aree di confine", in collaborazione con la Ong "Progetto Mondo MLAL" (Movimento Laici America Latina). Il progetto si propone di contribuire a ridurre la vulnerabilità sociale delle potenziali vittime della tratta e del traffico di migranti in tutto il territorio peruviano, con particolare attenzione alle aree di confine e nelle zone considerate a rischio.
Secondo le informazioni pervenute a Fides, una delle aree d'intervento del progetto è il Vicariato apostolico di Jaén, dove si svolgerà, grazie al sostegno del Vescovo Sua Ecc. Mons. Gilberto Vizcarra Mori, SJ., un workshop di formazione per sacerdoti, religiosi, catechisti rurali e autorità locali, per definire le reti e i piani d'azione in materia di migrazione e tratta di persone. Questo incontro avrà come temi: diritti umani e migrazione, dottrina sociale della Chiesa in materia di migrazione, realtà della tratta in Perù. Si prevede che sia l'inizio di un lavoro pastorale costante e in coordinamento permanente con le istituzioni del governo e della società civile nella zona, per proteggere i migranti e le loro famiglie.
Secondo l'ultimo rapporto della Commissione delegata dal Congresso per seguire questo problema, intitolato "Piano nazionale di azione contro la tratta di persone in Perù 2011- 2016", il Perù è considerato luogo di origine e transito per la tratta internazionale. Il primo grande problema è la mancanza di dati aggiornati. Dal 2004 al 2011 la Polizia nazionale ha registrato 974 vittime (92% femmine e 8% maschi), le zone con più vittime sono quelle all'interno del paese e la foresta amazzonia. Lo stesso governo ha informato che nel 2011 le vittime sono state per il 58% minorenni.
(CE) (Agenzia Fides, 14/05/2016)
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AMERICA/VENEZUELA - Situazione ancora tesa, ritardi per il referendum di revoca del mandato presidenziale
 
Caracas (Agenzia Fides) – "Il Venezuela va verso un confronto violento se quelli che hanno il potere non lo lasciano" ha affermato Sua Ecc. Mons. Roberto Luckert Leon, Arcivescovo di Coro e Presidente della Commissione “Giustizia e Pace”. Mons. Luckert, durante un intervento radiofonico, ha fatto riferimento a come il governo gestisce l’esame delle firme raccolte dall'opposizione per indire un referendum contro il presidente entro il 2016. Il 2 maggio infatti l'opposizione ha presentato al Consiglio Nazionale elettorale quasi due milioni di firme a sostegno di un referendum per la revoca dell’incarico al Presidente Nicolas Maduro, ma secondo informazioni locali pervenute a Fides, il conteggio è troppo lento e sembra trovare ogni giorno dei problemi burocratici che fermano la procedura.
Parlando ieri a Union Radio, il due volte candidato presidenziale dell'opposizione Henrique Capriles ha detto che la Chiesa potrebbe mediare in questa situazione politica tesa che sta vivendo il paese. Capriles chiede una data per realizzare il referendum definitivo contro Maduro, in quanto secondo la procedura costituzionale ci vuole un secondo referendum per revocare il presidente.

Terra Santa News 13/05/2016



Christian Media Center in Italiano has uploaded Terra Santa News 13/05/2016
Terra Santa News 13/05/2016
Christian Media Center in Italiano
IL RITROVAMENTO DELLA CROCE: UN’EREDITÀ DI SANT’ELENA

La tradizione perpetuata da secoli dai francescani nel Santo Sepolcro. Venerare la reliquia con parte della croce a cui fu inchiodato Gesù, scoperta da Sant’Elena nel quarto secolo.

IL CENACOLO: LUOGO DELLA PENTECOSTE

Sul Monte Sion a Gerusalemme, il Cenacolo attrae molti pellegrini, in visita per far memoria della discesa dello Spirito Santo sugli apostoli nella Pentecoste.

LA FESTA DI NOSTRA SIGNORA DEL VALORE A TEL AVIV

Il centro pastorale per migranti e richiedenti asilo di Tel Aviv festeggia la ricorrenza di Nostra Signora Donna del Valore. Una compagnia alle centinaia di migranti e rifugiati presenti in città.

LA MISERICORDIA A BETLEMME: A SERVIZIO DEGLI ALTRI

La misericordia di Betlemme si arricchisce di un nuovo ambulatorio oculistico. Un ulteriore modo per mantener viva la relazione con il territorio e per portar “misericordia” ai più bisognosi.

LE VETRATE BELGHE DONATE ALLA TERRA SANTA

Nella chiesa S. Caterina ... (More)

Betlemme restaurato il quarto mosaico del transetto



Telepace Holy Land TV has uploaded Il quarto mosaico del transetto
Il quarto mosaico del transetto
Telepace Holy Land TV

Bollettino Agenzia Fides di lunedì 9 maggio 2016

AFRICA/TANZANIA - Chiesa cattolica incendiata: terzo luogo di culto cristiano dato alle fiamme dall’inizio dell’anno
 
Dar es Salaam (Agenzia Fides) - Una chiesa cattolica è stata data alla fiamme nel nord-ovest della Tanzania. Si tratta della chiesa di Nyarwele, nella regione di Kagera, nell’estremo nord-ovest della Tanzania, al confine con Uganda, Burundi e Rwanda.
Secondo notizie solo ora pervenute all’Agenzia Fides, il fatto è avvenuto il 2 maggio. Secondo i testimoni le fiamme hanno distrutto tra l’altro documenti della parrocchia, sedie, panche, libri liturgici e il generatore.
Si tratta del terzo luogo di culto cristiano dato alle fiamme nell’area dall’inizio dell’anno. Negli ultimi quattro mesi sono stati bruciati un tempio della Tanzania Assemblies of God ed uno Pentecostale. Nel settembre 2015, sempre a Kagera, erano state bruciate nel giro di una settimana ben sei chiese, tra cui quella cattolica di Kitundu.
“Quelli che pensano che distruggendo le nostre chiese non pregheremo più, si sbagliano...c’è un grande albero vicino alla chiesa e continueremo a riunirci lì per pregare” ha detto don Fortunatus Bijura, uno dei sacerdoti che operava nella chiesa distrutta.
Sua Ecc. Mons. Almachius Vicent Rweyongeza, Vescovo di Kayanga, la diocesi sotto la quale ricade Nyarwele, ha invitato tutti alla calma e alla collaborazione con le autorità di polizia per portare di fronte alla giustizia gli autori di questi crimini. (L.M.) (Agenzia Fides 9/5/2016)
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AFRICA/NIGERIA - Massacri nel sud-est: “c’è chi soffia sul fuoco dello scontro religioso” avverte il Card. Onaiyekan
 

Abuja (Agenzia Fides) - “C’è un vento terribile che soffia nel nostro Paese. Ci sono così tante persone che stanno alimentando le fiamme della discordia e dell’odio che sta diventando molto difficile predicare l’unità e il naturale amore reciproco, mentre alcuni già prevedono uno scontro tra cristiani e musulmani”. È il grido d’allarme lanciato dal Card. John Onaiyekan, Arcivescovo di Abuja, dopo i recenti massacri attribuiti a pastori Fulani nel sud-est della Nigeria (vedi Fides 2/5/2016).
Riferendosi ai massacri il Card. Onaiyekan ha affermato: “Vi sono persone che interpretano gli scontri tra pastori e agricoltori come la linea del fronte della battaglia. Alcuni stanno affilando i coltelli per essere pronti alla battaglia decisiva”. Il Cardinale ha sottolineato che “una delle responsabilità primarie del governo è quella di garantire la sicurezza della vita e delle proprietà di tutti i nigeriani; questo significa che quando hai gruppi di persone, che siano pastori o sequestratori, o banditi armati, il governo deve trovare i modi per sconfiggerli”.
“Grazie a Dio - ha rimarcato - ci sono tanti nigeriani che credono che non siamo condannati ad ucciderci l’un l’altro e che c’è la speranza di vivere insieme”. Un fatto che il Cardinale Onaiyekan ricorda sempre quando si trova all’estero. “Vado in giro per il mondo a dire che in Nigeria abbiamo non meno di 80 milioni di cristiani e 80 milioni di musulmani che vivono insieme, giorno per giorno”.
Il Cardinale ha ricordato che mali comuni, come Ebola o la corruzione, colpiscono indistintamente tutti i nigeriani, a qualunque religione appartengano, così ci sono ladri e corrotti tra i cristiani come tra i musulmani. “Tutti noi soffriamo a causa della corruzione. Abbiamo il compito comune di chiedere con insistenza un buon governo e l’onestà di chi ci governa. Per questo, dobbiamo unirci e affrontare insieme le sfide comuni” ha concluso. (L.M.) (Agenzia Fides 9/5/2016)
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ASIA/FILIPPINE - La Chiesa agli elettori: “Pensate a Cristo al momento del voto”
 
Manila (Agenzia Fides) – Tenere Cristo nei pensieri, mentre si esprime il voto per le elezioni politiche di oggi, 9 maggio: è l’esortazione rivolta agli elettori dalla Chiesa filippina in occasione della Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, celebrata ieri. “Esercitando il nostro sacro dovere del voto, pensiamo sempre a Cristo prima di parlare, di comunicare, di agire” ha detto p Chris Arthur Militante, portavoce dell'Arcidiocesi di Palo. Concorda suor Gemma Ria Dela Cruz, delle Figlie di San Paolo, invitando a “mettere l'amore e la misericordia di Cristo al centro dell’importante esercizio politico di quest'anno”, seguendo il criterio della “verità nella carità” come guida per gli elettori nella scelta i leader nazionali.
“Urge votare per la pace. Il voto per la pace significa la scelta di candidati che lavoreranno per una pace giusta e duratura” e “che vedono il servizio pubblico come mezzo per lavorare per il bene comune”, hanno aggiunto i leader dell’organizzazione Philippine Ecumenical Peace Platform (PEPP), che riunisce enti cristiani di diverse confessioni. Il forum segnala quegli uomini che “sappiano affrontare le sfide della giustizia sociale e la necessità di riforme socio-economiche fondamentali, toccando i temi della povertà e della disuguaglianza, radici del conflitto armato nel Sud del paese”.
Nei giorni scorsi anche il Card. Luis Antonio Tagle, Arcivescovo di Manila, nel corso di una Messa nella Cattedrale di Manila, ha ribadito che “l'elezione di un candidato è una benedizione che porta con sé una grande responsabilità”. L’eletto è chiamato a “realizzare i sogni della gente e il bene comune”. La Chiesa ha proposto a tutti candidati la firma di una simbolica convenzione che li impegna a essere “veritieri, responsabili, trasparenti e onesti”. (PA) (Agenzia Fides 9/5/2016)
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ASIA/IRAQ - Il Patriarca Luis Raphael I scrive alla diocesi caldea in Usa: i sacerdoti emigrati senza permesso riflettano sulla propria vocazione
 
Baghdad (Agenzia Fides) – Dividere il corpo ecclesiale in gruppi separati è “un peccato grave”, in un momento in cui la Chiesa caldea è sollecitata anche dalle drammatiche circostanze storiche a custodire con particolare cura l'unità. Per questo, anche le comunità in diapora che appartengono all'eparchia di san Pietro dei Caldei, con sede a San Diego, in California, sono chiamate a camminare sulla via della riconciliazione, e approfittare della nomina del nuovo Amministratore apostolico per favorire il ritorno al proprio “eccellente inizio”. Così il Patriarca Louis Raphael I si rivolge ai sacerdoti, ai religiosi e ai fedeli della diocesi caldea negli Usa, nella lettera in cui annuncia anche la nomina come loro Amministratore apostolico sede vacante dell'Arcivescovo Shlemon Warduni, Vescovo ausiliare di Baghdad, in attesa che il Sinodo caldeo proceda all'elezione del nuovo Vescovo, dopo che sabato 7 maggio Papa Francesco ha accettato la rinun cia al governo pastorale dell'Eparchia presentata da Mons. Sarhad Jammo.
Nel messaggio inviato all'eparchia di San Pietro dei Caldei a San Diego, il Patriarca si rivolge in particolare alla "coscienza" dei monaci e sacerdoti caldei che dall'Iraq si sono trasferiti negli Usa senza il consenso dei propri superiori. Il Patriarca li invita a riflettere sulle proprie responsabilità di persone consacrate a Cristo, e a liberarsi da tutti gli ostacoli che gli impediscono di compiere la loro missione, a cominciare dalla tentazione di mantenere posizioni comode e di prestigio. "Per favore”, ripete il primate della Chiesa caldea, “non permettete a nessuno di separarvi dalle vostre diocesi e dai vostri monasteri d'origine... Il vostro futuro consiste nell'affidarsi al Signore, per rendere testimonianza a Cristo non solo a parole, ma con l'esempio, rinnegando voi stessi, amando e servendo la vostra gente, a partire da chi è nel bisogno”.
La vicenda dei monaci e dei sacerdoti diocesani che hanno lasciato le proprie diocesi e comunità religiose in Iraq per emigrare e trasferirsi all'estero senza il consenso dei superiori è da lungo tempo al centro della sollecitudine pastorale del Patriarcate caldeo e del Sinodo caldei. “Dobbiamo vivere e morire nel luogo dove Dio ci chiama” aveva scritto il Patriarca Luis Raphael in un messaggio dedicato a questo problema pastorale già nel settembre 2014 (Vedi Fides 23/9/2014). Sacerdoti e religiosi – si leggeva già in quel proninciamento patriarcale, rilanciato dall'Agenzia Fides - “non devono avere come aspirazione la ricerca di condizioni di vita confortevoli, ma servire i fratelli seguendo Cristo, anche accettando di portare la croce, quando ciò viene richiesto dalla circostanze. Per questo nessuno può abbandonare la propria diocesi o la propria comunità religiosa senza l'approvazione formale del Vescovo o del proprio superiore, secondo quanto è stato ribadito anche in occasione del Sinodo dei Vescovi caldei tenutosi nel giugno 2013”. (GV) (Agenzia Fides 9/5/2016)
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ASIA/CAMBOGIA - Nell’Anno del Giubileo 111 battesimi e 80 catecumeni
 
Phnom Penh (Agenzia Fides) – Sono 111 i nuovi battezzati che arricchiscono la Chiesa cambogiana nell’Anno della Misericordia, e 80 i catecumeni ammessi, durante il tempo di Quaresima, a camminare nella comunità preparandosi al Sacramento del battesimo: lo riferisce all’Agenzia Fides il Vicariato apostolico di Phnom Penh, guidato dal Vescovo Olivier Schmitthaeusler. I 111 nuovi fedeli hanno ricevuto il battesimo durante la Veglia pasquale, nella cattedrale di Phnom Penh, per la grande gioia della intera comunità.
Il cammino giubilare è stato segnato, riferisco il Vescovo, da diversi momenti molto importanti, come il ritiro spirituale sul tema della misericordia, a cui hanno preso parte circa 500 fedeli provenienti dai diversi settori pastorali del Vicariato. Mons. Olivier, parlando ai presenti, si è soffermato sul tema della grazia. “La grazia è dono di Dio. La grazia è la compassione. Dio aspetta, accoglie e perdona l'umanità sempre. La grazia ci ispira a vivere una vera conversione del cuore con la misericordia e la giustizia”. Il Vescovo ha esortato i fedeli a mettere in pratica le opere di misericordia corporali e spirituali, inviando anche un messaggio ai parroci perché continuino a sollecitare le loro comunità per praticarle insieme, in forma comunitaria.
Nella lettera pastorale diffusa all’inizio del Giubileo straordinario, il Vicario apostolico aveva invitato a vivere l’Anno della Misericordia all'insegna di opere di carità ispirate dal Vangelo del Buon Samaritano e compiendo almeno un pellegrinaggio. (PA) (Agenzia Fides 9/5/2016)
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ASIA/EMIRATI ARABI - Il Catholicos Aram I inaugura la scuola e il Centro culturale armeno a Abu Dhabi
 
Abu Dhabi (Agenzia Fides) – Centinaia di immigrati armeni che lavorano negli Emirati Arabi Uniti hanno preso parte, sabato 7 maggio, all'inauguraizone ufficiale del nuovo Centro culturale armeno, situato nell'area di Musaffah, a Abu Dhabi, e annesso alla prima chiesa armena apostolica inaugurata nella capitale degli Emirati nel dicembre del 2014. All'inauguarazione del Centro, cha rappresenterà d'ora in poi un importante punto di riferimento per la vita culturale e sociale dei cristiani armeni presenti nel Paese, ha preso parte anche lo Sheikh Nahyan Bin Mubarak Al Nahyan, Ministro della cultura, insieme al Catholicos armeno della Grande Casa di Cilicia Aram I. Rivolgendosi ai presenti, il Ministro Nahyan ha voluto sottolineare che il luogo di culto, e ora il Centro culturale ad esso collegato, rappresentano una conferma che “la tolleranza e il rispetto delle altre fedi sono pilastri fondamentali del nostro Paese, possono convivere in pace e sicurezza”. In occasione dell'inaugurazione, fonti locali hanno rilanciato le affermazioni di padre Mesrob Sarkissian, responsabile delle comunità armene apostoliche locali, secondo il quale gli armeni negli Emirati Arabi sono almeno 10mila. (GV) (Agenzia Fides 9/5/2016). 
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AMERICA/ARGENTINA - Incontro delle diocesi di frontiera di 4 paesi dedicato all’ambiente e ai cambiamenti climatici
 
El Paso (Agenzia Fides) – Si apre oggi, 9 maggio, e si concluderà l’11 maggio, il 31° Incontro delle “Diocesi di frontiera” che vedrà riunite un centinaio di persone tra Vescovi, sacerdoti, religiose e laici di quattro nazioni: Argentina, Paraguay, Brasile e Uruguay. La riunione si svolge al Paso de la Patria, località nota come El Paso, nella provincia argentina di Corrientes, e analizzerà i problemi pastorali comuni alle circoscrizioni ecclesiastiche di frontiera delle quattro nazioni. Quest’anno il tema scelto è quello dell’ambiente, seguendo la recente enciclica “Laudato Sì”.
Secondo le informazioni pervenute a Fides, i partecipanti discuteranno vari temi legati all'ecologia e alla cura dell'ambiente, con tutto ciò che attualmente comportano i cambiamenti climatici nella regione e i problemi che interessano l'area. Tra le altre questioni da affrontare sono evidenziate: la desertificazione, ambiente e sviluppo, il modello agroindustriale argentino, gli impatti sull'economia, l'ambiente, la salute, i conflitti sociali. (SL) (Agenzia Fides 9/05/2016)
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AMERICA/BRASILE - Settimana per l’unità dei cristiani: rispettosi, non solo tolleranti, verso i migranti
 
San Paolo (Agenzia Fides) – In Brasile, come in diversi altri paesi dell’America Latina, la settimana che precede la solennità di Pentecoste è dedicata alla preghiera per l’unità dei cristiani. “Chiamati e chiamate a proclamare le grandi opere del Signore" è il tema scelto per la settimana di quest’anno in Brasile, dall’8 al 15 maggio, che trae spunto dal versetto biblico 1Pt 2,9 richiamando la realtà delle migrazioni. Secondo le informazioni pervenute a Fides, la proposta del tema è del movimento ecumenico della Lettonia, adattata in Brasile dal Movimento Ecumenico Curitiba (MoveC).
Nella lettera dei rappresentanti delle diverse comunità cristiane brasiliane diffusa per la circostanza, si sottolinea che “l'anno 2015 è stato caratterizzato dalle ondate migratorie. Anche all'inizio di quest'anno, abbiamo visto in Europa, migranti e rifugiati disperati alla ricerca di nuove condizioni di vita. I loro paesi sono stati distrutti da guerre e disastri ambientali. Alcuni paesi hanno scelto di chiudere le proprie frontiere per impedire l'ingresso ai migranti. Altri stanno pensando a questa possibilità”.
Quindi evidenziano che “in Brasile, la situazione non è così drammatica come lo è in Europa. Ma anche qui è aumentato il numero di migranti e rifugiati… Purtroppo, nel 2015, alcuni migranti sono stati picchiati e sono stati oggetto di preconcetti. Atteggiamenti razzisti e pregiudizi non sono coerenti con le grandi opere di Dio”. Il testo ricorda che in passato un numero significativo di gruppi etnici è arrivato in Brasile per motivi legati alla fame e alla guerra, trovando qui accglienza e protezione.
“Il battesimo ci chiama al rispetto per i migranti. Più che tolleranti, dobbiamo essere rispettosi – esorta la lettera -. La tolleranza dovrebbe portare al riconoscimento del diritto alla dignità che è insito in ogni essere umano. Siamo chiamati e chiamate a proclamare le grandi opere del Signore! Che questa proclamazione si traduca in atteggiamenti di dialogo, accoglienza e rispetto per quelle persone che vengono nel nostro paese in cerca di nuove opportunità di vita”. (SL) (Agenzia Fides 9/05/2016)
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AMERICA/MESSICO - Nuovi progetti per arginare il fenomeno dei bambini di strada
 
Villahermosa (Agenzia Fides) - Le istituzioni locali dello Stato messicano di Tabasco si stanno unendo per affrontare il problema dei bambini di strada e porre un rimedio tutti insieme. Nonostante esista un Centro di Assistenza per i Minori e gli Adolescenti (CAIMA), creato per offrire tutela sociale integrale a bambini e adolescenti di strada, nelle fascia di età tra 10 e 17 anni, a rischio di farmaco dipendenza, privi del loro ambiente familiare e senza una dimora fissa alla quale fare riferimento, questo non viene utilizzato a causa delle gravi lacune che esistono nella legge. Tra l’altro è previsto che i minori rimangano solo se lo vogliono e le autorità non possono obbligarli. Attualmente al CAIMA ci sono solo 9 bambini. Qui hanno da dormire, vestiti, cibo, assistenza medica, psicologica, laboratori, attività ricreative e culturali, sportive. (AP) (9/5/2016 Agenzia Fides)
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AMERICA - Un anno di zika in America latina
 
Brasilia (Agenzia Fides) - Dalla sua scoperta in Uganda, nel 1947, il virus Zika non era mai uscito dall’Africa fino a quando nel 2007 sono stati registrati 185 casi sospetti in Micronesia, nel Pacifico. L’unico precedente dell’attuale epidemia in America latina è stato registrato nel 2013 nella Polinesia francese. Negli ultimi sette anni sono stati diagnosticati casi sporadici del virus un Cambogia, Thailandia, Indonesia, Nuova Caledonia, Isola di Pasqua (Cile) o Isole Cook.
Dal 7 maggio del 2015 lo Zika ha iniziato a dilagare i 42 Paesi. In Brasile, epicentro dell’epidemia, sono stati confermati 1.168 casi di microcefalia in neonati, anche se i sospetti riferiscono circa 7.150. Inoltre, sono stati riscontrati 246 decessi in aborti o immediatamente dopo il parto a causa dei danni cerebrali. Nel mese di febbraio 2015, un gruppo di medici del nordest del Brasile ha iniziato ad individuare un numero fuori dal normale di pazienti con sintomi simili all’influenza, con febbre, senso di malessere e eruzioni cutanee. A fine marzo, il numero di contagi superava i 7 mila: si trattava del virus Zika. (AP) (9/5/2016 Agenzia Fides) 

Foglio della Collaborazione Pastorale Di San Giorgio di Nogaro

XIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - ANNO A 28 Giugno 2026

  XIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - ANNO A Antifona Popoli tutti, battete le mani! Acclamate Dio con grida di gioia. (Sal 46,2) Colletta O...