Bollettino Agenzia Fides del 1 giugno 2016

EUROPA/GRECIA - Diritti di donne e bambini rifugiati: incontro della Conferenza delle Chiese Europee
 
Tessalonica (Agenzia Fides) – Donne e bambini costituiscono la maggior parte dei rifugiati degli ultimi mesi e i loro diritti sono la priorità di un incontro organizzato in Grecia dalla Conferenza delle Chiese Europee (CEC) a Tessalonica, dal 31 maggio al 4 giugno. Il tema di questo terzo appuntamento estivo sui diritti umani, secondo le informazioni pervenute a Fides, è: “In difesa dei diritti di donne e bambini”. La Grecia è il luogo ideale per affrontare questo argomento in quanto colpita direttamente dal grave fenomeno delle centinaia di migliaia di rifugiati dell’ultimo anno. Le tante sfide che donne e bambini sono costretti ad affrontare costituiranno il focus dell’incontro. I partecipanti amplieranno le loro conoscenze al riguardo partendo da prospettive teologiche, giuridiche e politiche e si scambieranno le loro esperienze. Diritti civili e politici, sociali, economici e culturali, il traffico di organi, lo sfruttamento sessuale, condizioni di lavoro e salari, parità scolastica e professionale, matrimoni combinati e mutilazione genitale femminile sono gli argomenti principali trattati. Tra gli altri temi, si parlerà anche dei bambini che arrivano in Europa accompagnati e che hanno particolarmente bisogno di assistenza per uno sviluppo psichico e fisico adeguato.
(AP) (1/6/2016 Agenzia Fides)
 top^ 
 
 
 
AFRICA/ZAMBIA - “I politici non mantengono le promesse di porre fine alle violenze” denunciano i Vescovi
 
Lusaka (Agenzia Fides) - “La Chiesa è presa alla sprovvista da politici che continuano a rompere le regole che si sono dati per far cessare le violenze nel Paese. Siamo delusi e sorpresi da questi partiti politici che hanno proposto un certo numero di soluzioni per ridurre la tensione e i discorsi infiammatori, impegnandosi a metterle in pratica, invece continuano a commettere atti contrari agli impegni presi” ha dichiarato p. Cleophas Lungu, Segretario Generale della Conferenza Episcopale dello Zambia, parlando alla radio cattolica Yatsani.
P. Lungu, secondo le informazioni pervenute a Fides, si è fatto portavoce della delusione dei Vescovi dello Zambia anche nei confronti di quei fedeli che abbandonano la fede cattolica e i valori cristiani quando entrano in politica e diventano violenti.
Il Segretario Generale della Conferenza Episcopale era già intervenuto di recente per esprimere la condanna dei Vescovi per le violenze xenofobe nei confronti dei rifugiati (vedi Fides 29/4/2016).
La tensione nel Paese è aumentata in vista delle elezioni presidenziali e parlamentari dell’11 agosto. P. Lungu ha annunciato che la Chiesa sta preparando un nuovo incontro con i candidati alla presidenza per discutere della violenza politica nel Paese.
Di recente la Conferenza Episcopale, il Council of Churches in Zambia (CCZ) e l’Evangelical Fellowship of Zambia si sono riuniti presso la Cattedrale di Lusaka per discutere come le Chiese possano contribuire a far cessare il ciclo di violenze nel Paese. (L.M.) (Agenzia Fides 1/6/2016)
 top^ 
 
 
 
AFRICA/CONGO RD - Un sacerdote denuncia di aver ricevuto minacce di morte
 
Kinshasa (Agenzia Fides) - P. Egide Safari, economo della parrocchia di Mambasa, nella provincia Orientale della Repubblica Democratica del Congo, ha denunciato di aver ricevuto minacce di morte con volantini lasciati davanti alla porta della sua camera, nei quali si chiedono 500 dollari altrimenti il sacerdote sarebbe stato ucciso entro oggi, 1°giugno. Secondo Radio Okapi, che riporta la notizia, la settimana scorsa alcuni banditi avevano aggredito, all’interno del complesso della parrocchia, un altro sacerdote. Le autorità del Territorio di Mambasa hanno indetto una riunione del comitato di sicurezza per adottare misure di protezioni dei sacerdoti dell’area.
Nella confinante provincia del Nord Kivu, il 20 marzo è stato ucciso p. Vincent Machozi, sacerdote assunzionista che da anni denunciava lo sfruttamento illegale del Coltan (vedi Fides 22/3/2016), mentre un sacerdote dell’Ordine dei Chierici Regolari Minori (Padri Caracciolini) era stato ferito gravemente in un agguato stradale (vedi 21/3/2016).
Nelle due province nel nord-est della RDC sono presenti diversi gruppi di guerriglia e numerose gang di banditi di strada, e spesso il confine tra le due realtà è molto labile se non del tutto inesistente. (L.M.) (Agenzia Fides 1/6/2016)
 top^ 
 
 
 
ASIA/MONGOLIA - La Chiesa si prepara all’ordinazione del primo prete autoctono
 
Ulaan Baatar (Agenzia Fides) – “Avremo presto il primo prete nativo della Mongolia: è Joseph Enkh, che sarà ordinato sacerdote a Ulaan Baatar il 28 agosto 2016 da S. Ecc Mons Wenceslao Padilla, Prefetto Apostolico di Ulaan Baatar. Questo evento ha una particolare importanza per la nostra giovane Chiesa, rifondata nel 1992 e che oggi ha poco più di mille battezzati. L'ordinazione di un sacerdote nativo stimolerà l'entusiasmo e il senso di appartenenza tra i mongoli, verso una Chiesa che è stata a lungo vista come straniera”: lo dice all’Agenzia Fides p. Prosper Mbumba, missionario congolese in Mongolia, membro della Congregazione del Cuore Immacolato di Maria (CICM).
Joseph Enkh è stato ordinato diacono l’11 dicembre 2014 a Daejeong (in Corea del Sud), dove ha ricevuto la sua formazione iniziale, ed è rientrato in Mongolia nel gennaio scorso. Da allora porta avanti la sua esperienza pastorale, servendo in diverse parrocchie della Mongolia, dove attualmente vi sono, nel complesso, circa 20 missionari e 50 suore di 12 congregazioni, impegnati in sei parrocchie.
P. Prosper dice a Fides: “I preparativi per l’ordinazione sono in corso, sotto tutti gli aspetti. I cristiani pregano molto per il loro futuro sacerdote e le parrocchie stanno promuovendo incontri di catechesi, per offrire alla popolazione una migliore comprensione del ministero sacerdotale. In tutte le chiese della Mongolia si terrà una novena di preghiera in vista dell’ordinazione. Molti fedeli continuano a rivolgere pensieri e ad esprimere le loro aspettative al futuro sacerdote in forma scritta: scrivono lettere per fargli sapere che sono orgogliosi della sua vocazione e che confidano nella sua presenza e nella sua opera”. Il missionario conclude: “Ringraziamo Dio per questo dono e per questo entusiasmo e preghiamo che possa esserci una nuova effusione dello Spirito in questa terra”. (PA) (Agenzia Fides 1/6/2016)
 top^ 
 
 
 
ASIA/PAKISTAN - Shahbaz Bhatti, un delitto ancora impunito
 
Lahore (Agenzia Fides) – “Sono passati più di cinque anni, ma gli assassini del ministro cattolico Shahbaz Bhatti non sono stati assicurati alla giustizia. Nel 2011, Bhatti, noto difensore dei diritti umani in Pakistan, è stato brutalmente assassinato dal gruppo terroristico Tehrik-e-Taliban Pakistan, che con orgoglio ha rivendicato la responsabilità dell’omicidio”: lo dice all’Agenzia Fides l’avvocato cristiano Sardar Mushatq Gill, impegnato nella difesa dei cristiani in Pakistan.
“Dopo l'uccisione di Bhatti – nota l’avvocato – la leadership politica non sta facendo sufficienti passi per chiedere alle autorità di polizia e alla magistratura di portare i suoi assassini alla giustizia. Inoltre nessuno chiede di abrogare la legge sulla blasfemia che continua a incoraggiare violenza di massa, omicidi commessi impunemente e l'emarginazione delle minoranze religiose”.
L’avvocato Gill ricorda che molti altri attivisti e difensori dei diritti umani sono a rischio, soprattutto quanti difendono i casi di persone ingiustamente accusate di blasfemia, “ma lo stato non offre adeguata protezione e sicurezza”. Sebbene il tema sia stato sollevato dalla comunità internazionale, in varie sedi, “gli abusi della legge sulla blasfemia proseguono e l'impunità con cui vengono trattati tali abusi rende la difesa dei diritti umani un'impresa pericolosa in Pakistan”, osserva Gill, ricordando che anche gli attivisti e i legali dell’Ong LEAD, da lui guidata, hanno subito minacce e aggressioni (PA) (Agenzia Fides 1/6/2016)
 top^ 
 
 
 
AMERICA/ARGENTINA - I Vescovi della Patagonia preoccupati per gli aumenti smisurati di gas ed elettricità
 
Neuquén (Agenzia Fides) – I Vescovi della regione Patagonia-Comahue “profondamente preoccupati per le conseguenze dell’aumento smisurato di servizi essenziali come il gas e l'elettricità” che colpisce soprattutto la popolazione più povera, hanno scritto una lettera al Ministro dell’Energia, Juan José Aranguren, e a quello degli Interni, Rogelio Frigerio. La regione comprende le province di Chubut, Neuquén, Río Negro, Santa Cruz, Tierra del Fuego. La lettera è firmata da 11 Vescovi, tra ordinari, ausiliari ed emeriti delle circoscrizioni ecclesiastiche della regione.
Nella missiva, pervenuta a Fides, i Vescovi non mettono in discussione la necessità degli aumenti, “in particolare nei grandi centri urbani che hanno avuto i servizi sovvenzionati dallo stato”, ma lamentano “che questi aumenti non siano stati fatti gradualmente, soprattutto se si considera che l'inverno non è benevolo in Patagonia e nelle province meridionali continua durante tutto l'anno. Quindi c’è una necessità impellente di gas ed elettricità”.
“Il lamento doloroso della nostra gente – proseguono - ci arriva ogni giorno attraverso i nostri sacerdoti, gli operatori pastorali e le Caritas parrocchiali, che si sentono impotenti di fronte alle angosce dei più poveri e bisognosi e di molte piccole e medie imprese, che vedono minacciata la loro continuità aziendale con la conseguente perdita di posti di lavoro”.
I Vescovi chiedono quindi ai ministri di riconsiderare i provvedimenti, “per evitare situazioni insostenibili che producono angoscia nelle famiglie e anche nelle scuole e nelle opere di promozione sociale con scarse risorse, ingiustamente gravate da un peso insopportabile”, e ribadiscono che tali tariffe “per la gran parte della nostra regione amazzonica risultano impossibili da pagare e attentano alla pace sociale”. (SL) (Agenzia Fides 01/06/2016) 
 top^ 
 
 
 
AMERICA/ECUADOR - Leader della Pan Amazzonia a scuola di diritti umani
 
Quito (Agenzia Fides) – La promozione, la difesa e l’esigibilità dei diritti umani nella Pan-Amazzonia, compresi il diritto alla vita, alla salute, al territorio e all’autodetermionazione, sono stati al centro della “Scuola dei Diritti Umani” promossa dalla REPAM (Rete Ecclesiale Pan-Amazzonica), nel suo obiettivo di formare leader di comunità e operatori pastorali nel territorio amazzonico.
Secondo le informazioni pervenute a Fides, per cinque settimane, tra aprile e maggio, 25 leader e rappresentanti della popolazione pan-amazzonica di Bolivia, Brasile, Colombia, Ecuador e Perú, hanno preso parte a questa iniziaitiva, che si è realizzata a Quito (Ecuador), articolata lungo tre direttive: formazione, raccolta di informazioni, incidenza nelle istanze internazionali.
La Scuola dei diritti dell'uomo non si limita infatti a formare i suoi partecipanti, ma li accompagna anche nelle azioni in favore della vita, della dignità umana e nella difesa della madre terra nelle regioni di provenienza. Così i 12 casi presentati saranno seguiti in modo concreto da parte della Chiesa locale, attraverso gli operatori pastorali: un accompagnamento che, nella maggior parte dei casi, è già un dato di fatto.
I partecipanti sono stati scelti in base alla loro esperienza nella difesa dei diritti della popolazione e dell’ambiente, al loro forte radicamento nel territorio, all’impegno con la Chiesa e le comunità, oltre che alla disponibilità di diffondere in loco quanto hanno appreso a Scuola. (SL) (Agenzia Fides 01/06/2016) 
 top^ 
 
 
 
OCEANIA/AUSTRALIA - Schiavi dell’epoca moderna: nel mondo 10 milioni in più rispetto al 2015
 
Minderoo (Agenzia Fides) - Circa 46 milioni di persone, tra le quali milioni di bambini, vivono attualmente in condizioni di schiavitù moderna. A renderlo noto uno studio diffuso dalla Fondazione australiana Walk Free inviato all’Agenzia Fides. La cifra agghiacciante coinvolge 167 Paesi, l’India è al primo posto. Il fenomeno comprende tratta di esseri umani, lavoro forzato, sfruttamento sessuale, matrimoni precoci o forzati. Il 58% delle persone, 18 milioni, che vivono in queste condizioni sono in India, seguono Cina (3 milioni), Pakistan (2 milioni), Bangladesh (1 milione e mezzo) e Uzbekistan (1 milione). In India la maggior parte della popolazione coinvolta lavora nell’ambito domestico, oppure sono mendicanti, prostitute o bambini soldato. Ci sono anche quelli costretti a lavorare per ripagare i debiti contratti per qualche prestito. Walk Free, che ha appena presentato l’Indice Mondiale della Schiavitù 2016, ha evidenziato un aumento rispetto allo scorso anno di 10 milioni di persone considerate schiavi moderni, un incremento del 28%.
(AP) (1/6/2016 Agenzia Fides)

Terra Santa News 27 maggio 2016



Christian Media Center in Italiano has uploaded Terra Santa News 27/05/2016
Terra Santa News 27/05/2016
Christian Media Center in Italiano
LA CELEBRAZIONE DEL CORPUS DOMINI AL SANTO SEPOLCRO
Nella Basilica del Santo Sepolcro la comunità cristiana si è riunita per celebrare la solennità del Corpo e Sangue di Cristo e il giubileo d’oro di sacerdozio del Patriarca Latino.

VICINO AGLI ULTIMI, L’EREDITÀ DEL BEATO MONS. ROMERO
A Gerusalemme si è festeggiato il primo anniversario della beatificazione di Mons. Oscar Romero, l’arcivescovo di San Salvador ucciso martire nel 1980.

MARIA ALPHONSINE E MARIAM BAWARDI, SANTE DA UN ANNO
Il 21 maggio la comunità cristiana di Gerusalemme ha festeggiato il primo anniversario della canonizzazione delle due suore palestinesi, Maria Alphonsine Ghattas e Maryam Bawardi.

LA DEVOZIONE MARIANA IN TERRA SANTA
Un percorso attraverso la devozione mariana dei cristiani di Terra Santa, alla scoperta dei diversi appellativi e delle numerose festività dedicate alla Madre di Gesù.

COLLETIVO KUCHINATE, INTRECCIARE LA SPERANZA
La storia di amicizia del collettivo di donne africane rifugiate a Tel Avi... (More)

Bollettino dell'agenzia Fides del 20 maggio 2016

AFRICA/NIGERIA - “La liberazione delle ragazze di Chibok è un segno importante” afferma il Card. Onaiyekan
 
Abuja (Agenzia Fides) - “La domanda che dobbiamo porci è: come mai fino adesso non le abbiamo trovate a due anni dal loro rapimento?” dice all’Agenzia Fides Sua Eminenza il Card. John Olorunfemi Onaiyekan, Arcivescovo di Abuja, commentando la recente liberazione di due delle 219 ragazze rapite nella notte del 14 aprile 2014 nella loro scuola a Chibok nel nord della Nigeria da parte della setta islamista Boko Haram.
“Sappiamo che diverse centinaia di donne e bambini rapiti da Boko Haram sono stati liberati in questi ultimi mesi grazie alle operazioni condotte dall’esercito” sottolinea il Cardinale. “Ma le ragazze di Chibok hanno un valore speciale, a causa della mobilitazione mediatica internazionale in loro favore, per cui sembra che Boko Haram le nasconda con maggior cura rispetto agli altri rapiti. Quindi se iniziamo a trovare le ragazze di Chibok è un segno che finalmente l’organizzazione di Boko Haram sta crollando” afferma il Cardinale, che si dice “preoccupato per le condizioni di salute di queste povere ragazze che hanno subito violenze profonde. Gli uomini di Boko Haram sono infatti ricompensati dalla loro organizzazione non tanto con denaro ma con le ragazze da loro rapite”.
Nonostante l’impegno delle forze militari nel dare la caccia a Boko Haram, le condizioni sicurezza generali della Nigeria rimangono preoccupanti. Lo stesso Card. Onaiyekan di recente è stato coinvolto in un agguato stradale attribuito a pastori Fulani (vedi Fides 2/5/2016). “Non posso dire se fossero pastori fulani coloro che hanno sparato alla mia vettura, perché hanno sparato dalla foresta verso la strada e non ho visto nessuno” dice il Cardinale. “Si è sicuramente trattato di un agguato stradale come ce ne sono purtroppo tanti in Nigeria e non di un attentato mirato alla mia persona. Le violenze dei pastori Fulani sono un problema che va risolto, cercando l’interesse di tutti, ma è la situazione di insicurezza generale nella quale vive il Paese ad essere maggiormente preoccupante” conclude il Cardinale. (L.M.) (Agenzia Fides 20/5/2016) 
 top^ 
 
 
 
AFRICA/KENYA - Chiusura di Dadaab: il Presidente Kenyatta ne discute con il Consiglio di Sicurezza dell’ONU
 
Nairobi (Agenzia Fides)- Il Presidente del Kenya, Uhuru Kenyatta, si incontra oggi, 20 maggio, con i membri del Consiglio di Sicurezza dell’ONU giunti a Nairobi per discutere la decisione keniana di chiudere il campo di rifugiati di Dadaab, rimpatriando le persone accolte, oltre che della situazione in Somalia, da dove proviene la maggior parte dei richiedenti asilo in Kenya.
L’incontro con i 15 diplomatici del Consiglio di Sicurezza segue l’appello lanciato dal Segretario Generale dell’ONU, Ban Ki-Moon, al Presidente Kenyatta di non chiudere Dadaab. I Vescovi keniani hanno fortemente criticato il rimpatrio forzato, pur mostrando comprensione per le preoccupazioni delle autorità nazionali relative alla sicurezza (vedi Fides 19/5/2016).
Il Kenya ha giustificato la chiusura del campo d’accoglienza di rifugiati più grande del mondo affermando che al suo interno si nascondono cellule terroristiche degli Shabaab somali che hanno commesso attentati sul suo territorio. “Alcuni dei più grandi attacchi terroristici, compreso quello al centro commerciale Westgate, sono stati pianificati ed eseguiti a partire da Dadaab” ha affermato un altro funzionario del Ministero degli Interni keniano.
Secondo Nairobi, la sicurezza del Kenya è strettamente legata alla situazione in Somalia, e uno dei punti discussi tra Kenyatta e i rappresentanti dell’ONU è la mancanza di truppe dell’AMISOM (la missione dell’Unione Africana in Somalia che riceve finanziamenti dall’ONU) nella regione di Gedo, “che è diventata un bastione degli Shabaab da dove colpiscono le truppe keniane impegnate in Somalia e persone lungo il confine tra Kenya e Somalia” rimarca un comunicato della Presidenza keniana.
Il comunicato lamenta pure “la recente decisione dell’Unione Europea di ridurre del 20 % i fondi all’AMISOM. Ugualmente importante, è la tentazione dei nostri partner internazionali di dimenticare che l’Unione Africana è in Somalia per conto delle Nazioni Unite”.
L’annuncio della chiusura di Dadaab potrebbe essere interpretata come una mossa per esercitare pressioni su ONU, Unione Europea ed altri partner internazionali perché prendano in considerazioni le preoccupazioni di Nairobi sulla sua sicurezza. (L.M.) (Agenzia Fides 20/5/2016)
 top^ 
 
 
 
AFRICA/BURKINA FASO - “Fermare il fenomeno dei matrimoni precoci”, il monito del Vescovo di Tenkodogo
 
Roma (Agenzia Fides) – Come tutte le giovani diocesi, anche quella di Tenkodogo in Burkina Faso, ha tante difficoltà da affrontare e, soprattutto per la vastità dell’area che le è affidata, si muove lentamente in tutti i settori. “A Tenkodogo mancano tante strutture di base, come dispensari e scuole, ma il fenomeno dei matrimoni precoci è una delle piaghe più gravi che affligge la popolazione della mia diocesi, alle quali occorre porre subito un rimedio” racconta all’Agenzia Fides Sua Ecc. Mons. Prosper Kontiebo, primo Vescovo dei Missionari Camilliani, MI (vedi Agenzia Fides 13/2/2012).
“Le bambine, ancora prima di nascere, sono destinate a sposarsi e i genitori, una volta nate, impediscono loro di andare a scuola per evitare che abbiano contatti esterni. Si tratta di un problema molto serio. Per aiutare questa fascia di popolazione stiamo pensando di progettare un collegio che faccia anche da casa di accoglienza per queste bambine, dove si potrebbe garantire loro, oltre che istruzione, una vera ‘liberazione’ da questa schiavitù alla quale sarebbero destinate” conclude il Vescovo.
(AP) (20/5/2016 Agenzia Fides)
 top^ 
 
 
 
ASIA/GIORDANIA - Aiuti dagli Emirati Arabi per i rifugiati cristiani iracheni
 
Amman (Agenzia Fides) – Le undici famiglie di rifugiati cristiani iracheni originari di Mosul che hanno trovato ospitalità a Naur, area urbana occidentale della municipalità di Amman, riceveranno anche quest'anno aiuti materiali a loro riservati provenienti dagli Emirati Arabi Uniti. Nella giornata di ieri, giovedì 19 maggio, padre Rifat Bader, sacerdote giordano promotore del Catholic Centre for Studies and Media e del sito onlineabouna.org, ha ricevuto presso la chiesa del Sacro Cuore, il dottor Bilal Bdur, Ambasciatore degli Emirati Arabi in Giordania, insieme ai rappresentanti di Caritas Jordan e a una parte della famiglie di profughi cristiani iracheni che risiedono in quell'area.
Già lo scorso anno gli Emirati Arabi Uniti avevano offerto un significativo aiuto finanziario per il sostegno dello stesso gruppo di famiglie irachene.
Padre Rifat, nel suo discorso di benvenuto, ha ricordato che le famiglie di rifugiati cristiani hanno potuto trasferirsi in case in affitto proprio grazie al sostegno finanziario mensile fornito loro dalla Mezzaluna Rossa degli Emirati, e ha anche espresso apprezzamento per la legge contro la diffamazione delle religioni e dei discorsi che diffondono odio sfruttando argomenti religiosi, promulgata di recente in quel Paese.
Il sostegno finanziario degli Emirati alle famiglie cristiane è stato presentato come un piccolo ma significativo esempio di collaborazione e amicizia tra cristiani e musulmani che è stato in grado di farsi carico di bisogni concreti, superarando l'astrattezza dei “discorsi enfatici” e dei formalismi auto-compiaciuti che a volte segnano certe riunioni dedicate al dialogo interreligioso.
Nel distretto urbano di Naur, situato ad ovest di Amman, vivono più di di 50.000 abitanti, molti dei quali cristiani palestinesi fuggiti dal loro Paese nel 1948 e nel 1967. (GV) (Agenzia Fides 20/5/2016). 
 top^ 
 
 
 
ASIA/SIRIA - Armi dagli Usa alle “milizie cristiane”? L'Arcivescovo Hindo: forse i mercanti di armi devono svuotare i magazzini
 
Hassakè (Agenzia Fides) – L'idea di finanziare con i fondi del governo Usa le forniture di armi per le sedicenti “milizie cristiane” che si muovono nello scenario stravolto dei conflitti in atto in Siria e Iraq “è una follia, forse ispirata da qualche trafficante d'armi che non ha ancora svuotato i suoi magazzini”. Così l'Arcivescovo siro cattolico Jacques Behnan Hindo, alla guida dell'eparchia di Hassakè-Nisibi, commenta le notizie sul progetto di legge presentato al Congresso degli Stati Uniti per autorizzare il finanziamento di armi leggere e pesanti destinate in maniera mirata a gruppi armati che cercano di identificarsi come “braccio militare” di comunità cristiane locali (vedi Fides 19/5/2016).
Il progetto di legge è stato presentato su alcuni media statunitensi come una ricaduta pratica della dichiarazione con cui lo stesso Congresso Usa è stato condotto a definire come “Genocidio” le violenze subite dai cristiani da parte dei militanti jihadisti dell'autoproclamato Stato Islamico (Daesh). “Fin dal primo momento” riferisce all'Agenzia Fides l'Arcivescovo Hindo “ho pensato che quella campagna per far applicare alle sofferenze dei cristiani la categoria di 'Genocidio' fosse una operazione geopolitica che mirava a interessi concreti. Secondo le procedure Usa, chiamando in causa la categoria di Genocidio diventa più facile autorizzare operazioni militari o di altro tipo, più o meno trasparenti”.
Secondo l'Arcivescovo Hindo, “nella situazione in cui ci troviamo, in Iraq e in Siria, ogni individuo, anche cristiano, è chiamato a fare le sue scelte secondo coscienza. Ma se un cristiano vuole prendere parte alla liberazione dal Daesh, può farlo arruolandosi negli eserciti regolari. L'opzione di creare altre milizie settarie che pretendono di presentarsi come ‘cristiane’ è contro il Vangelo, ed è anche una scelta tatticamente suicida”. L'Arcivescovo siriano ricorda a tale proposito una vicenda che lo ha coinvolto in prima persona: “quando il conflitto in Siria ha raggiunto la nostra regione, il governo aveva offerto 700 kalashnikov da distribuire tra i cristiani di Hassakè, e mille per quelli di Qamishli, e io ho rifiutato. Noi siamo contro la violenza, da qualsiasi parte essa venga. Come pastori dobbiamo sostenere il nostro popolo camminando sulla via del Vangelo, qualunque sia la situazione in cui veniamo a trovarci. Inoltre, con certe scelt e sconsiderate rischiamo anche di far esporre tutti i cristiani a ritorsioni e violenze mirate”. (GV) (Agenzia Fides 20/5/2016). 
 top^ 
 
 
 
AMERICA - La Presidenza del CELAM in visita alla Curia Romana per parlare di progetti
 
Città del Vaticano (Agenzia Fides) – La presidenza del Consiglio Episcopale Latinoamericano (CELAM) sta compiendo in questi giorni la sua visita annuale ai vari dicasteri della Curia Romana per uno scambio di punti di vista, in particolare sugli 80 progetti programmati, che spaziano dall’educazione all’evangelizzazione, dall’assistenza sanitaria alla promozione umana.
Ieri, 19 maggio, i membri della Presidenza sono stati ricevuti da Papa Francesco e, secondo la nota inviata a Fides, hanno avuto la possibilità di esprimere, in un dialogo aperto e fraterno, le preoccupazioni per ciò che sta accadendo nel campo sociale, politico ed economico in molti paesi dell'America Latina.
Il Cardinale colombiano, Ruben Salazar Gomez, Arcivescovo di Bogotà, Presidente del CELAM, ha sottolineato l'accoglienza e la disponibilità del Pontefice nel discutere su questi temi. "E' sempre molto bello l'incontro con il Papa, perché il Papa ha certamente il carisma di discernere ciò che è più importante e ci aiuta molto a discernere il nostro compito" ha commentato.
Il CELAM è stato creato nel 1955 ed è un organismo di comunione, riflessione, collaborazione e servizio come un segno e strumento di collegialità in comunione con la Chiesa universale e il suo capo visibile, il Romano Pontefice. L'attuale Presidenza è stata eletta nel 2015 e rimarrà in carica fino al 2019.
(CE) (Agenzia Fides, 20/05/2016)
 top^ 
 
 
 
AMERICA/PORTO RICO - Obiettivi chiari per ridurre la povertà e proteggere la democrazia
 
San Juan (Agenzia Fides) – Il deputato del Wisconsin Sean Duffy ha presentato una nuova versione della normativa per contribuire a risolvere la crisi finanziaria in cui si trova Porto Rico. La recente proposta di legge per il Porto Rico, che supervisiona, gestisce e propone una azione di stabilità economica denominata "PROMESA" (ora HR 5278), offre strumenti per ridiscutere il debito e stabilisce un consiglio di sorveglianza fiscale.
Eric LeCompte, direttore esecutivo della “Jubilee USA Network”, la rete di organizzazioni e comunità religiose, ha inviato a Fides la seguente dichiarazione: "Il Congresso dovrebbe approvare queste norme legislative sul debito di Porto Rico il più presto possibile. Non ci può essere crescita economica a Porto Rico fino a quando non viene ridiscusso il debito. Senza una soluzione negoziata alla crisi, tale normativa prevede strumenti che possono aiutare a pagare il debito in tempi e modi diversi. Appena il processo di approvazione del Congresso procederà, lavoreremo su alcune migliorie. Abbiamo bisogno di obiettivi chiari per ridurre la povertà infantile sull'isola. Vogliamo una legislazione che protegga i lavoratori ordinari. Noi vogliamo proteggere la democrazia locale".
Porto Rico ancora soffre la crisi del debito finanziario, al punto che sono stati tagliati i servizi fondamentali per la popolazione (vedi Fides 18/03/2016) e si cominciano a vedere i gruppi che lasciano il paese per la paura e la povertà (vedi Fides 3/05/2016).
(CE) (Agenzia Fides, 20/05/2016)

Terra Santa News 20/05/2016



Christian Media Center in Italiano has uploaded Terra Santa News 20/05/2016
Terra Santa News 20/05/2016
Christian Media Center in Italiano
LA TERRA SANTA HA UN NUOVO CUSTODE
È stato annunciato il nome del nuovo Custode di Terra Santa. Dopo dodici anni sotto la guida di Padre Pierbattista Pizzaballa, i francescani hanno un nuovo superiore.

PENTECOSTE A GERUSALEMME, IL NOSTRO DNA È ESSERE FIGLI DI DIO
La festa della Pentecoste a Gerusalemme: francescani e pellegrini si sono raccolti in preghiera nei luoghi santi.

AL LAGO DI TIBERIADE SI CELEBRA IL PRIMATO DI PIETRO
A Tabga la comunità francescana e i cristiani locali hanno celebrato la Festa del Primato di Pietro, momento in cui Gesù appare risorto ai discepoli, sulle rive del Lago di Tiberiade.

“LA MISERICORDIA NELLE FAMIGLIE”
Nell’anno giubilare della misericordia un incontro ha riunito le coppie della Terra Santa sul Monte delle Beatitudini per discutere della misericordia all’interno della famiglia.

“CAMPI MINATI”: NUOVA VITA AL SITO DEL BATTESIMO DI GESÙ
Servono fondi per liberare dalle mine l’area vicino al luogo del battesimo di Gesù. Un progetto che coinvolge... (More)

Foglio della Collaborazione Pastorale Di San Giorgio di Nogaro

XIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - ANNO A 28 Giugno 2026

  XIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - ANNO A Antifona Popoli tutti, battete le mani! Acclamate Dio con grida di gioia. (Sal 46,2) Colletta O...