Luca Calligaro, nuovo diacono per il Friuli


26 anni. Verrà ordinato domenica 19 ottobre in Cattedrale

UDINE (17 ottobre, ore 18.30) - Chiesa udinese in festa domenica 19 ottobre. Il clero diocesano si appresta infatti ad accogliere tra le sue fila un nuovo diacono. Si tratta del buiese Luca Calligaro, 26 anni, che riceverà il primo grado dell’ordine sacro (in vista del presbiterato) alle ore 16 in Cattedrale dall’Arcivescovo di Udine mons. Pietro Brollo.

Nato a Gemona del Friuli il 30 maggio del 1982, Calligaro è cresciuto nella fede nella Pieve di S. Lorenzo di Buja. Dopo aver completato gli studi superiori, ha frequentato la comunità vocazionale e quindi ha scelto di entrare in Seminario nel 2001 per diventare sacerdote. Dopo aver prestato servizio pastorale nella parrocchia di origine, attualmente è in forza da più di un anno nella parrocchia di Lignano Sabbiadoro accanto al parroco don Angelo Fabris.

«Questa ordinazione diaconale per me non è un traguardo ma un punto di partenza – spiega Luca Calligaro –. È il primo dei tre gradi del sacramento dell’ordine, e significa mettersi al servizio degli altri e al servizio di Dio. Concretamente il Signore è presente in ogni persona che ci è vicina, nel nostro prossimo. Nella relazione serena e feconda che instauriamo con chi ci sta accanto, ciascuno di noi può incontrare Dio che ci manifesta la sua volontà. Mettersi a servizio degli altri significa quindi scoprire la vita di Dio che si manifesta in ciascuno di noi. Il diacono è chiamato ad esercitare questo impegno nella carità. Nell’immagine del mio santino ho scelto di mettere un san Lorenzo presente nella parrocchia di Buja, ritratto mentre fa la carità ai poveri. Non si tratta di elemosina ma è il dono di un volto sorridente alle persone che soffrono».

Luca Calligaro in questo momento ripercorre la sua storia guardando indietro con gratitudine alle persone che lo hanno aiutato a scoprire la vocazione. In particolare i parroci di Buja mons. Bressani, di cui ricorre il decennale della morte, e mons. Emidio Goi. E poi i rettori del Seminario, mons. Luciano Nobile e ora don Dino Bressan, il padre spirituale del Seminario don Giuseppe Peressotti. Senza dimenticare don Angelo Fabris, parroco della comunità di Lignano dove attualmente svolge servizio pastorale
Roberto Pensa

domenica 19 ottobre 2008






XXIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)

PRIMA LETTURA (Is 45,1.4-6)
Ho preso Ciro per la destra per abbattere davanti a lui le nazioni.

Dal libro del profeta Isaìa

Dice il Signore del suo eletto, di Ciro:
«Io l’ho preso per la destra,
per abbattere davanti a lui le nazioni,
per sciogliere le cinture ai fianchi dei re,
per aprire davanti a lui i battenti delle porte
e nessun portone rimarrà chiuso.
Per amore di Giacobbe, mio servo,
e d’Israele, mio eletto,
io ti ho chiamato per nome,
ti ho dato un titolo, sebbene tu non mi conosca.
Io sono il Signore e non c’è alcun altro,
fuori di me non c’è dio;
ti renderò pronto all’azione, anche se tu non mi conosci,
perché sappiano dall’oriente e dall’occidente
che non c’è nulla fuori di me.
Io sono il Signore, non ce n’è altri».
Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 95)
Rit: Grande è il Signore e degno di ogni lode.

Cantate al Signore un canto nuovo,
cantate al Signore, uomini di tutta la terra.
In mezzo alle genti narrate la sua gloria,
a tutti i popoli dite le sue meraviglie. Rit:

Grande è il Signore e degno di ogni lode,
terribile sopra tutti gli dèi.
Tutti gli dèi dei popoli sono un nulla,
il Signore invece ha fatto i cieli. Rit:

Date al Signore, o famiglie dei popoli,
date al Signore gloria e potenza,
date al Signore la gloria del suo nome.
Portate offerte ed entrate nei suoi atri. Rit:

Prostratevi al Signore nel suo atrio santo.
Tremi davanti a lui tutta la terra.
Dite tra le genti: «Il Signore regna!».
Egli giudica i popoli con rettitudine. Rit:

SECONDA LETTURA (1Ts 1,1-5b)
Mèmori della vostra fede, della carità e della speranza.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicési

Paolo e Silvano e Timòteo alla Chiesa dei Tessalonicési che è in Dio Padre e nel Signore Gesù Cristo: a voi, grazia e pace.
Rendiamo sempre grazie a Dio per tutti voi, ricordandovi nelle nostre preghiere e tenendo continuamente presenti l’operosità della vostra fede, la fatica della vostra carità e la fermezza della vostra speranza nel Signore nostro Gesù Cristo, davanti a Dio e Padre nostro.
Sappiamo bene, fratelli amati da Dio, che siete stati scelti da lui. Il nostro Vangelo, infatti, non si diffuse fra voi soltanto per mezzo della parola, ma anche con la potenza dello Spirito Santo e con profonda convinzione.
Parola di Dio

Canto al Vangelo (Fil 2,15-16)
Alleluia, alleluia.
Risplendete come astri nel mondo,
tenendo salda la parola di vita.
Alleluia.

VANGELO (Mt 22,15-21)
Rendete a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio.

+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, i farisei se ne andarono e tennero consiglio per vedere come cogliere in fallo Gesù nei suoi discorsi.
Mandarono dunque da lui i propri discepoli, con gli erodiani, a dirgli: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità. Tu non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno. Dunque, di’ a noi il tuo parere: è lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?».
Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: «Ipocriti, perché volete mettermi alla prova? Mostratemi la moneta del tributo». Ed essi gli presentarono un denaro. Egli domandò loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare».
Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio».
Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
O Padre, che guidi la storia per realizzare i tuoi disegni, rendici tuoi servi fedeli, perché possiamo realizzare quella missione che tu hai affidato a ciascuno di noi.
Preghiamo dicendo: Ascoltaci Signore.

1. Perché la Chiesa sia segno e strumento dell’edificazione del Regno, indicando al mondo la via segnata da Dio per la salvezza e la piena liberazione dell’uomo. Per questo preghiamo.


2. Perché Cristo che si sacrifica per noi in questa Eucaristia  accompagni i missionari e li sostenga nel cammino al servizio del vangelo. Per questo preghiamo.


 3. Perché coloro che hanno a che fare per lavoro con il denaro sappiano attribuire ad esso il giusto valore, senza lasciarsi corrompere dalla sete di ricchezza e di potere. Per questo preghiamo.
4. Perché gli educatori aiutino i giovani a considerarsi membri attivi della società civile, soggetti di diritti e di doveri, parte di una nazione che ha bisogno anche del loro contributo per il bene comune. Per questo preghiamo.

5. Per noi che celebriamo la giornata mondiale missionaria: affinché ci lasciamo plasmare dalla parola di Dio per divenire uomini e donne che danno gloria a Dio nella preghiera e nella carità verso tutti i fratelli, per questo preghiamo.


6. Gesù, Ti sei donato perché tutti gli uomini  fossero salvi: accogli nel tuo regno il nostro fratello defunto: TAVERNO REMO, che questa settimana ci ha lasciato, per questo preghiamo.


Ascolta, o Padre, le nostre preghiere, perché possiamo essere cittadini della terra e insieme membri del tuo Regno. Dacci la sapienza del cuore, perché possiamo corrispondere alla tua volontà. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.

 

SACCONI: UN ERRORE RIDIMENSIONARE LA CHIMICA IN ITALIA

SACCONI: UN ERRORE RIDIMENSIONARE LA CHIMICA IN ITALIA
Torviscosa con il fiato sospeso versione testuale
Domani a Roma l'incontro Snia-ministero dell'Ambiente

TORVISCOSA (13 ottobre, ore 16.30) - Sono ore di attesa per la Caffaro di Torviscosa. Domani l’amministratore delegato di Snia (che controlla la Caffaro chimica) Antonio Onorato, volerà a Roma per aprire, col ministero dell'Ambiente, un tavolo di confronto sulla grave crisi che ha colpito l’azienda della Bassa Friulana.

Di carattere interlocutorio, intanto, in attesa di decisioni a livello nazionale, l'incontro svoltosi oggi tra i sindacati territoriali e la direzione della Caffaro di Torviscosa. Dopo la decisione del Gip di Udine di non dissequestrare l'impianto cloro-soda – chiuso dall'11 settembre scorso per presunto inquinamento ambientale – azienda e rappresentanti dei lavoratori attendono l'esito della riunione in programma domani a Roma tra Snia e ministero dell'Ambiente, nella quale dovrebbero venire concordati i tempi per la riconversione ambientale dell'impianto.

«Anche se sarà un percorso condiviso – ha riferito il segretario della Filcem-Cgil udinese, Roberto Di Lenardo – i tempi saranno medio-lunghi». «A quel punto – ha aggiunto – bisognerà concordare l'eventuale ricorso alla Cassa integrazione straordinaria o ad altri ammortizzatori sociali».

Intanto, sempre nella capitale, è in corso un incontro (iniziato alle 17.30) tra le segreterie nazionali di Cgil, Cisl e Uil e il direttore generale per lo Sviluppo produttivo del ministero delle Attività produttive, Massimo Goti. All’ordine del giorno l’analisi del settore chimico in Italia. Ovviamente, si parlerà anche del caso Caffaro.

Proprio questa mattina il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, ha affermato che l'Italia era «un grande paese chimico». «Il deterioramento – ha aggiunto Sacconi – si è prodotto negli annli '90 con la crisi della politica. Credo sia stato un errore per il nostro Paese quello di ridimensionare la sua presenza nell'industria chimica di cui oggi si avverte la mancanza».

Domenica 12 ottobre 2008













XXVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)

PRIMA LETTURA (Is 25,6-10a)
Il Signore preparerà un banchetto, e asciugherà le lacrime su ogni volto.

Dal libro del profeta Isaìa

Preparerà il Signore degli eserciti
per tutti i popoli, su questo monte,
un banchetto di grasse vivande,
un banchetto di vini eccellenti,
di cibi succulenti, di vini raffinati.
Egli strapperà su questo monte
il velo che copriva la faccia di tutti i popoli
e la coltre distesa su tutte le nazioni.
Eliminerà la morte per sempre.
Il Signore Dio asciugherà le lacrime su ogni volto,
l’ignominia del suo popolo
farà scomparire da tutta la terra,
poiché il Signore ha parlato.
E si dirà in quel giorno: «Ecco il nostro Dio;
in lui abbiamo sperato perché ci salvasse.
Questi è il Signore in cui abbiamo sperato;
rallegriamoci, esultiamo per la sua salvezza,
poiché la mano del Signore si poserà su questo monte».
Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 22)
Rit: Abiterò per sempre nella casa del Signore.

Il Signore è il mio pastore:
non manco di nulla.
Su pascoli erbosi mi fa riposare,
ad acque tranquille mi conduce.
Rinfranca l’anima mia.

Mi guida per il giusto cammino
a motivo del suo nome.
Anche se vado per una valle oscura,
non temo alcun male, perché tu sei con me.
Il tuo bastone e il tuo vincastro
mi danno sicurezza.

Davanti a me tu prepari una mensa
sotto gli occhi dei miei nemici.
Ungi di olio il mio capo;
il mio calice trabocca.

Sì, bontà e fedeltà mi saranno compagne
tutti i giorni della mia vita,
abiterò ancora nella casa del Signore
per lunghi giorni.

SECONDA LETTURA (Fil 4,12-14.19-20)
Tutto posso in colui che mi dà forza.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippési

Fratelli, so vivere nella povertà come so vivere nell’abbondanza; sono allenato a tutto e per tutto, alla sazietà e alla fame, all’abbondanza e all’indigenza. Tutto posso in colui che mi dà la forza. Avete fatto bene tuttavia a prendere parte alle mie tribolazioni.
Il mio Dio, a sua volta, colmerà ogni vostro bisogno secondo la sua ricchezza con magnificenza, in Cristo Gesù.
Al Dio e Padre nostro sia gloria nei secoli dei secoli. Amen.
Parola di Dio

Canto al Vangelo (Ef 1,17-18)
Alleluia, alleluia.
Il Padre del Signore nostro Gesù Cristo
illumini gli occhi del nostro cuore
per farci comprendere a quale speranza ci ha chiamati.
Alleluia.

VANGELO (Mt 22,1-14)
Tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze.

+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù, riprese a parlare con parabole e disse:
«Il regno dei cieli è simile a un re, che fece una festa di nozze per suo figlio. Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non volevano venire.
Mandò di nuovo altri servi con quest’ordine: Dite agli invitati: “Ecco, ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e gli animali ingrassati sono già uccisi e tutto è pronto; venite alle nozze!”. Ma quelli non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero. Allora il re si indignò: mandò le sue truppe, fece uccidere quegli assassini e diede alle fiamme la loro città.
Poi disse ai suoi servi: “La festa di nozze è pronta, ma gli invitati non erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze”. Usciti per le strade, quei servi radunarono tutti quelli che trovarono, cattivi e buoni, e la sala delle nozze si riempì di commensali.
Il re entrò per vedere i commensali e lì scorse un uomo che non indossava l’abito nuziale. Gli disse: “Amico, come mai sei entrato qui senza l’abito nuziale?”. Quello ammutolì. Allora il re ordinò ai servi: “Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”.
Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti».
Parola del Signore.

Preghiera dei fedeli
Rivolgiamo le nostre preghiere al Padre, perché asciughi dal nostro volto ogni lacrima e ci accolga al suo banchetto eterno, donandoci la salvezza e la felicità eterna.
Preghiamo dicendo: Ascoltaci Signore.

1. Perché la Chiesa annunci con gioia al mondo che Dio ha preparato per gli uomini un banchetto nuziale, la vita eterna, e che li attende per condividere con loro la felicità. Preghiamo.

2. Per il papa e i vescovi riuniti a Roma nel Sinodo, perché ricevano lo Spirito santo e suggeriscano a noi la via per scoprire il significato della Parola di Dio e testimoniare il suo messaggio. Preghiamo.

3. Perché chi regge le sorti delle nazioni si orienti a pensieri e progetti di pace e di solidarietà, impegnandosi a costruire per tutti una società migliore. Preghiamo.
4. Perché nel cuore di ogni uomo, catturato e oppresso dagli affanni terreni, rinasca la speranza nella misericordia di Dio e nella vita beata. Preghiamo.
5. Perché i giovani scoprano la bellezza dell’impegno solidale per gli altri, specialmente per i più poveri e deboli. Preghiamo.
6. Per tutti noi, affinché ci rivestiamo degli abiti della fede autentica e della carità operosa, della speranza che non delude. Preghiamo.

7. La nostra comunità questa settimana ha affidato alla misericordia del Padre il nostro fratello: ROCCO EGIDIO. Il Signore lo renda partecipe della sua risurrezione,per questo ti preghiamo

O Padre, che ci hai raccolti nella Chiesa, comunità dei credenti, rendici forti per affrontare le prove della vita, testimoniando al mondo che la fede nel tuo nome conduce alla consolazione, in attesa del banchetto eterno nei cieli. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.

a proposito di Sinodo

Avventura nel “Fungo”


Analisi del centro nevralgico del Sinodo dei Vescovi


di padre Thomas Rosica, CSB

CITTA' DEL VATICANO, venerdì, 10 ottobre 2008 (ZENIT.org).- Dopo aver saputo a giugno della mia nomina vaticana per il Sinodo dei Vescovi del mondo 2008 sul tema “La Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa”, mi sono spesso interrogato durante l'estate sull'avventura della XII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo.

Cosa fanno e raggiungono realmente i Sinodi? Che ne è dei volumi di interventi, rapporti, messaggi al Popolo di Dio, delle proposizioni e delle esortazioni apostoliche dei Sinodi dei Vescovi precedenti? Come fanno questi incontri della Chiesa universale a portare avanti la dinamica della collegialità del Concilio Vaticano II? Quale impatto, se c'è, hanno i Sinodi sulla vita della gente ordinaria che vive in posti lontani da Roma? Quale sarebbe stato il mio ruolo come uno dei cinque addetti stampa per lingue in questa formidabile assemblea?

L'obiettivo generale di un Sinodo, menzionato al numero 5 del decreto dell'Ufficio Pastorale dei Vescovi nella Chiesa, è chiaramente presentato nel Codice di Diritto Canonico (n. 342), in cui si stabilisce che il Sinodo riunisce i Vescovi di varie regioni del mondo che si incontrano per assistere il Papa con i loro consigli e considerare questioni riguardanti l'attività della Chiesa nel mondo.

Il tema del Sinodo di quest'anno è di grande interesse per me, visto che sono stato studente e docente di Scrittura dal 1990. Gli ultimi 18 anni di studio, insegnamento, lettura e predicazione delle Scritture a Gerusalemme, in Giordania, Canada, Italia e Stati Uniti mi ricordano il debito che ho nei confronti di alcuni grandi professori del Regis College alla Toronto School of Theology (1982-1985), del Pontificio Istituto Biblico di Roma (1987-1990) e dell'École Biblique et Archéologique Française de Jérusalem (1990-1994), dove ho imparato ad amare la Bibbia.

Prima di addentrarmi nei dettagli, nelle curiosità e nelle particolarità del Sinodo di quest'anno, permettetemi di condividere i miei pensieri e le mie speranze su questa esperienza.

Negli anni di insegnamento della Sacra Scrittura, soprattutto alla Facoltà di Teologia del St. Michael's College di Toronto, ho sentito spesso dire ai candidati che si preparano al ministero nella Chiesa: “I corsi di Scrittura sono come fare autopsie in una morgue... Nessuno ci insegna come rimettere insieme il corpo dopo averlo sezionato”, oppure “Il cuore e l'anima della Scrittura non penetrano dopo aver 'smontato' il testo”.

Domande

Spero che il Sinodo di quest'anno sulla Parola di Dio ponga delle domande reali e offra suggerimenti positivi su come rendere la Parola di Dio viva nella Chiesa e nel mondo. Come comunità ecclesiale dobbiamo chiederci “Il nostro cuore arde d'amore per la Parola di Dio? La Parola di Dio ci sfida e ci invia nel mondo per fare la differenza? La nostra lettura e predicazione della Parola di Dio ci porta a Gesù? Gli esperti, gli insegnanti e gli studenti della Scrittura cattolica oggi sono adeguatamente preparati a trarre spunto dalla loro conoscenza esegetica e dalla loro vita di fede e di preghiera per aiutare i cattolici a scoprire il significato della parola biblica per l'attualità?”.

Come facciamo fronte ai seri problemi del fondamentalismo biblico (e teologico), che non sono altro che un tentativo di piegare Gesù e Dio alla sicurezza religiosa? Il fondamentalismo dice “Non devi pensare – questo antico documento o questa dichiarazione è a tua risposta, predisposta per te”. Nel caso del fondamentalismo biblico, la Parola di Dio è così sottolineata che si dimentica che sono stati degli esseri umani a scrivere e ricevere la Bibbia. Quando i fondamentalisti sono gli unici ad offrire alla gente la conoscenza della Bibbia, la gente si rifarà ai fondamentalisti. Un approccio alla Bibbia solido, esperto e basato sulla preghiera può essere spiritualmente fecondo e mentalmente soddisfacente.

Se guardiamo ai grandi cambiamenti nella vita della Chiesa dopo il Vaticano II, non possiamo mai sottovalutare l'importante rapporto esistente tra la liturgia e l'interpretazione della Bibbia. Nella liturgia le parole della Scrittura sono vive e piene del mistero di Cristo.

E' giusto dire che la Bibbia ha fornito un lessico di parole per il discorso e la liturgia cristiani e una grammatica di come debbano essere usati. Questo deve essere sempre un principio guida dei nostri sforzi per rendere la Parola di Dio viva per la Chiesa oggi. Nonostante i suoi tanti risultati, un approccio strettamente storico alla Bibbia ci può dare solo un medley di documenti di vari periodi e posti del mondo antico. Non ci può dare il libro della Chiesa, le Scritture per come sono state ascoltate dai cristiani per secoli, i salmi impressi nell'anima della Chiesa, le parole e le immagini per testimoniare la Trinità.

Il Sinodo considererà i frutti positivi del Rinnovamento biblico che ha ricevuto le ali e ha spiccato il volo con il Concilio Vaticano II. I Padri sinodali di quest'anno – Cardinali, Vescovi ed esperti di tutto il mondo – parleranno dei molti segni e delle speranze nella Chiesa di oggi che hanno tenuto in vita e preso seriamente il rinnovamento biblico seguito al Concilio.

Allo stesso modo, solleveranno questioni e preoccupazioni su campi che devono ancora essere studiati, perseguiti e sfidati circa la comprensione, l'accettazione e la ricezione della Parola di Dio nella vita della Chiesa e nella vita dei credenti in tutto il mondo.

I Cinque”

Quanto agli aspetti curiosi del Sinodo, noti a pochi, venerdì gli addetti stampa per i cinque gruppi linguistici, conosciuti in Vaticano come “I Cinque”, sono stati introdotti ai misteri e ai lavori del Sinodo dei Vescovi. “I Cinque” sono monsignor Giorgio Costantino (italiano); monsignor Joseph Bato'ora Ballong Wen Mewuda – lo chiamiamo monsignor Joseph – (francese); Jesús Colina (spagnolo), il salesiano padre Markus Graulich (tedesco), e io (inglese).

Dopo incontri intensi e cordiali con l'Arcivescovo croato Nikola Eterović, segretario generale del Sinodo dei Vescovi, e il sempre gentile e saggio gesuita padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa della Santa Sede, abbiamo ricevuto formalmente le nostre credenziali vaticane al Sinodo come media. Ci sono stati dati i nostri titoli formali in latino al Sinodo. Non siamo solo “addetti stampa”, ma “Deputati Notitiis Vulgandis”.Sono stato assegnato alla Lingua Anglica”, e sono inserito nel direttorio ufficiale vaticano del Sinodo come “Director Exsecutivus Retis Televisifici Catholici 'Salt and Light' (Canada). Alcuni amici alla fine riconosceranno le ultime tre parole. In Canada mi chiamano solo “CEO”.

Ci è stato detto di riferire al “Fungo”. Il fungo che mi è più familiare è quello declinato al plurale: “funghi” in relazione alle tagliatelle ai funghi porcini o la pizza con i funghi, ma ora siamo stati inviati al fungo vaticano! Ci è stato detto che è situato dietro la sala delle udienze e l'aula sinodale nella Città del Vaticano. E' una parte dello Stato della Città del Vaticano a noi sconosciuta, eccetto a monsignor Giorgio che è pratico di Sinodi.

Salendo le scale posteriori dell'Aula Paolo VI, siamo passati attraverso varie porte “riservate” e siamo entrati in un notevole e improvvisato alveare di attività. Supervisionati dall'olandese Vik Van Brategem, assistente della Sala Stampa della Santa Sede noto perché guida gli addetti stampa vaticani nelle visite papali, son rimasto sorpreso dalla scena dentro questo “fungo” gigante. Più di 40 giovani, di molte Nazioni diverse, lavorano diligentemente per gruppi linguistici ai monitor – supervisionando le traduzioni di tutti i comunicati stampa e i documenti sinodali.

Mi sono meravigliato dell'ordine, della serietà e della professionalità di tutto il contesto, e mi è stato detto che il gruppo internazionale si ferma anche varie volte al giorno per pregare. Per me è stato incoraggiante e ispiratore testimoniare come tanti giovani lavorino duramente nel centro nevralgico del Sinodo dei Vescovi, dando materiale, significato e coerenza alle tante parole che verranno dette e provando che anche i Sinodi sono fatti per i giovani!

A proposito, è chiamato “fungo” per la grande e moderna struttura costruita nell'area dei parcheggi, che serve a difendere il Papa e i visitatori speciali dal tempo inclemente quando entrano nella sala delle udienze per gli incontri. La struttura ha la forma di un gigantesco fungo, sempre moderno e sempre nuovo, che sembra quasi fuori posto tra gli edifici storici della Città del Vaticano.

Rimanete collegati per altre notizie dal Sinodo dei Vescovi del mondo su “La Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa”, il tema del capitolo conclusivo della Costituzione Dogmatica sulla Divina Rivelazione Dei Verbum, e sequela naturale del Sinodo del 2005 su “L'Eucaristia: fonte e culmine della vita e della missione della Chiesa”.

* * *

Il sacerdote basiliano padre Thomas Rosica, addetto stampa per la lingua inglese del Sinodo del Vescovi 2008, è un esperto di Scrittura e responsabile esecutivo della Salt and Light Catholic Media Foundation and Television Network in Canada, nonché membro del Consiglio Generale della Congregazione di San Basilio.

[Traduzione dall'inglese di Roberta Sciamplicotti]


FONTE: www.zenit.org

SI RIACCENDE LA SPERANZA.

ORA ATTESA LA DECISIONE DEL TRIBUNALE
Caffaro, sì della Procura al dissequestro parziale versione testuale
Ieri un migliaio di persone alla fiaccolata presieduta dall'Arcivescovo

TORVISCOSA (7 ottobre, ore 18.45) - Finalmente una luce di speranza sulla questione Caffaro. La Procura della Repubblica di Udine
ha espresso parere favorevole alla riapertura parziale dell'impianto cloro-soda dell'azienda di Torviscosa sequestrato l'11 settembre scorso per presunto inquinamento ambientale.
Lo si è appreso dal Procuratore di Udine, Antonio Biancardi, al termine di una riunione che ha avuto con il procuratore aggiunto Giancarlo Buonocore e il pm Lucia Terzariol, titolare dell'inchiesta. Nella riunione i tre magistrati hanno valutato la relazione del tecnico del ministero dell'Ambiente, nominato dalla Procura, che ha esaminato il piano per la messa in sicurezza presentato dall'azienda per ottenere il dissequestro dell'impianto. «Abbiamo espresso un parere parzialmente positivo per la riattivazione dell'impianto – ha dichiarato Biancardi – limitato a un numero di 27 celle, inferiore a quello richiesto dalla proprietà».
Il parere della Procura sarà ora inoltrato al Gip del Tribunale che dovrà decidere sull'istanza di dissequestro presentata dai legali della Caffaro. «La proprietà – ha commentato Biancardi – certo non sarà molto felice, perché è difficile riattivare l'impianto con così poche celle, ma non potevamo renderci correi dell'inquinamento ambientale».
Proprio ieri, in una partecipata veglia di preghiera e fiaccolata di solidarietà con i lavoratori della Caffaro, l'Arcivescovo ha espresso l'auspicio di «trovare una soluzione giusta a questa vicenda, che rispetti la dignità delle persone, il diritto al lavoro, ma anche il diritto alla salute e all’ambiente».

+ di 1000...non numeri ma persone

DOMANI IL PARERE DEL GEOLOGO SUL DISSEQUESTRO
Solidarietà e preghiera per Torviscosa
Questa sera fiaccolata organizzata dalla parrocchia

TORVISCOSA (6 ottobre, ore 18.15) - Una fiaccolata silenziosa lungo le vie di Torviscosa per manifestare solidarietà a tutte le persone che si trovano con il posto di lavoro in bilico a seguito della grave crisi che sta colpendo la Caffaro. È accaduto questa sera nel paese della Bassa Friulana messo in ginocchio da circa un mese, da quando cioé il sito chimico dello stabilimento è stato posto sotto sequestro per presunto inquinamento ambientale.

I lavoratori che potrebbero rimanere senza lavoro sono più di mille, tra dipendenti della Caffaro e quelli dell'indotto. In un momento così difficile la parrocchia di Torviscosa ha invitato tutta la forania a un momento di riflessione. Dopo un momento di preghiera, nella chiesa parrocchiale, la fiaccolata. «La Chiesa non si schiera – afferma il vicario foraniale don Livio Carlino –, si auspica soltanto che chi di dovere abbia l'intelligenza per trovare una soluzione capace di coniugare diritto al lavoro e diritto alla salute».

E domani sarà un giorno decisivo per sapere il futuro dello stabilimento Caffaro di Torviscosa. Il geologo del Ministero, Marcello Iocca, esprimerà il parere in merito al sopralluogo effettuato lo scorso giovedì all'impianto di cloro soda. Parere che potrebbe portare a un dissequestro parziale dell'impianto oppure confermarne la chiusura.

La Bibbia giorno e notte, al via la lettura integrale in tv


Benedetto XVI
Benedetto XVI

Con i primi versetti della 'Genesi', il Papa ha iniziato, questa sera su Rai1, la lettura integrale della Bibbia che si concludera' sabato prossimo. In piedi davanti ad un leggio nei suoi appartamenti in Vaticano, Benedetto XVI ha letto l'incipit delle Sacre scritture, "In principio Dio creo' il mondo...".

Dopo di lui saranno circa 1250 le persone - personalita' dello spettacolo e semplici fedeli, sacerdoti e leader politici, cardinali e campioni olimpionici, ministri e presidenti emeriti della Repubblica - che si alterneranno sul leggio della basilica romana di Santa Croce in Gerusalemme.

L’archimandrita Hylarion del Patriarcato di Mosca ha letto il secondo capitolo, con la creazione di Adamo e Eva. Poi e' stata la volta del pastore Domenico Maselli presidente della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, al quale e' toccato il capitolo sul "peccato orignale".

Andrea Bocelli ha cantato nel primo "stacco" musicale, accompagnato dal coro della diocesi di Roma. Quindi e' salito all'ambone Roberto Benigni, che ha letto i capitoli 4 e 5 della Genesi, con il dramma di Caino che uccide Abele e poi si giustifica con la frase "sono forse io il custode di mio fratello" e riceve la maledizione di Dio ma anche il salvacondotto di "un segno" che tutti avrebbero riconosciuto e lo avrebbe protetto.

Come gli altri, anche l’attore e regista toscano ha seguito l'esempio del Papa e non ha aggiunto parole alla semplice lettura del testo biblico, che ha pero' accompagnato con gesti della mano destra e che la sua voce ha reso comunque spettacolare.

Sul canale satellitare Rai Educational 2 si alterneranno fino a sabato oltre 1200 lettori di 54 paesi, non solo cattolici, ortodossi e protestanti ma anche ebrei e musulmani. Solo al cardinale Carlo Maria Martini, infermo, e' stato consentito di registrare in un video il suo brano come ha fatto oggi il Papa.

La lettura si concludera' sabato alle 12,20 quando leggera' il segretario di Stato Tarcisio Bertone (che e' stato il principale sponsor questa singolare maratona televisiva). In tutto saranno lette 800 mila parole in sei giorni, dalla Genesi all'Apocalisse.

Foglio della Collaborazione Pastorale Di San Giorgio di Nogaro

Vatican News 7 giugno 2026

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