Domenica 10 agosto 2008








XXXIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)

PRIMA LETTURA (Pr 31,10-13.19-20.30-31)
La donna perfetta lavora volentieri con le sue mani.

Dal libro dei Proverbi

Una donna forte chi potrà trovarla?
Ben superiore alle perle è il suo valore.
In lei confida il cuore del marito
e non verrà a mancargli il profitto.
Gli dà felicità e non dispiacere
per tutti i giorni della sua vita.
Si procura lana e lino
e li lavora volentieri con le mani.
Stende la sua mano alla conocchia
e le sue dita tengono il fuso.
Apre le sue palme al misero,
stende la mano al povero.
Illusorio è il fascino e fugace la bellezza,
ma la donna che teme Dio è da lodare.
Siatele riconoscenti per il frutto delle sue mani e le sue opere la lodino alle porte della città.
Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 127)
Rit: Beato chi teme il Signore.

Beato chi teme il Signore
e cammina nelle sue vie.
Della fatica delle tue mani ti nutrirai,
sarai felice e avrai ogni bene. Rit

La tua sposa come vite feconda
nell’intimità della tua casa;
i tuoi figli come virgulti d’ulivo
intorno alla tua mensa. Rit

Ecco com’è benedetto
l’uomo che teme il Signore.
Ti benedica il Signore da Sion.
Possa tu vedere il bene di Gerusalemme
tutti i giorni della tua vita! Rit

SECONDA LETTURA (1Ts 5,1-6)
Non siete nelle tenebre, cosicché quel giorno possa sorprendervi come un ladro.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicési

Riguardo ai tempi e ai momenti, fratelli, non avete bisogno che ve ne scriva; infatti sapete bene che il giorno del Signore verrà come un ladro di notte. E quando la gente dirà: «C’è pace e sicurezza!», allora d’improvviso la rovina li colpirà, come le doglie una donna incinta; e non potranno sfuggire.
Ma voi, fratelli, non siete nelle tenebre, cosicché quel giorno possa sorprendervi come un ladro. Infatti siete tutti figli della luce e figli del giorno; noi non apparteniamo alla notte, né alle tenebre.
Non dormiamo dunque come gli altri, ma vigiliamo e siamo sobri.
Parola di Dio

Canto al Vangelo (Gv 15,4.5)
Alleluia, alleluia.
Rimanete in me e io in voi, dice il Signore,
chi rimane in me porta molto frutto.
Alleluia.

VANGELO (Mt 25,14-30)
Sei stato fedele nel poco, prendi parte alla gioia del tuo padrone.

+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:
«Avverrà come a un uomo che, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni. A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, secondo le capacità di ciascuno; poi partì.
Subito colui che aveva ricevuto cinque talenti andò a impiegarli, e ne guadagnò altri cinque. Così anche quello che ne aveva ricevuti due, ne guadagnò altri due. Colui invece che aveva ricevuto un solo talento, andò a fare una buca nel terreno e vi nascose il denaro del suo padrone.
Dopo molto tempo il padrone di quei servi tornò e volle regolare i conti con loro.
Si presentò colui che aveva ricevuto cinque talenti e ne portò altri cinque, dicendo: “Signore, mi hai consegnato cinque talenti; ecco, ne ho guadagnati altri cinque”. “Bene, servo buono e fedele – gli disse il suo padrone –, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone”.
Si presentò poi colui che aveva ricevuto due talenti e disse: “Signore, mi hai consegnato due talenti; ecco, ne ho guadagnati altri due”. “Bene, servo buono e fedele – gli disse il suo padrone –, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone”.
Si presentò infine anche colui che aveva ricevuto un solo talento e disse: “Signore, so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso. Ho avuto paura e sono andato a nascondere il tuo talento sotto terra: ecco ciò che è tuo”.
Il padrone gli rispose: “Servo malvagio e pigro, tu sapevi che mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; avresti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri e così, ritornando, avrei ritirato il mio con l’interesse. Toglietegli dunque il talento, e datelo a chi ha i dieci talenti. Perché a chiunque ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a chi non ha, verrà tolto anche quello che ha. E il servo inutile gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”».
Parola del Signore.

Preghiera dei fedeli

Consapevoli della fiducia che il Signore ha riposto in noi, ma anche della nostra fragilità e dell’incapacità a far fruttificare i doni che ci ha affidato, chiediamogli di aiutarci ad essere come lui ci vuole.
Preghiamo dicendo: Ascoltaci Signore

1. Perché la Chiesa ami ogni uomo con il cuore di Cristo e annunci il Vangelo sino ai confini del mondo. Per questo preghiamo.
2. Perché chi è impegnato nelle strutture politiche e sociali si apra al contributo di tutti, collaborando con gli uomini di buona volontà per il bene comune. Per questo preghiamo.
3. Perché coloro che hanno udito la chiamata del Signore la accolgano e la custodiscano nel cuore, per donarsi agli uomini secondo i disegni di Dio. Per questo preghiamo.
4. Per i giovani e gli adulti che sprecano i loro talenti nell’edonismo e nel disimpegno, perché il Signore li renda consapevoli del fatto che la loro esistenza è preziosa ed è un dono da far fruttificare. Per questo preghiamo.
5. Perché nella nostra comunità vengano valorizzati i doni di tutti i suoi membri e si viva nella gioia della comunione fraterna. Per questo preghiamo.
6. Celebriamo oggi la giornata del ringraziamento: rendiamo grazie a Dio per il dono dei frutti della terra e per il lavoro continuo, rischioso, faticoso, responsabile degli agricoltori, per i quali invochiamo la sua benedizione. Per questo preghiamo.

Ascolta le nostre preghiere, o Padre, e sostienici con il tuo aiuto, perché ogni nostra azione abbia in te il suo inizio e in te il suo compimento. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.

Dal Gazzettino

CARLINO
Travolti dall'acqua: notte da incubo a borgo Colomba

Carlino

(pt) Si sono svegliati alle tre di notte per dare l'allarme e cercare di portar fuori l'acqua dalle loro case. Per gli abitanti di Borgo Colomba, a Carlino, un grazioso e nuovo centro residenziale di via Marano, è stata una giornata da incubo.

Mezzo metro d'acqua in tutte le stanze del pian terreno, con parecchi mobili e tutto il pavimento di legno da buttare via. Ad aiutarli 35 tra volontari e dipendenti della Protezione civile, Vigili del fuoco, amici e parenti. Delle 23 case di Borgo Colomba, che i vecchi del posto ricordano esser sempre stata «una pozza quando piove», dieci sono abitate e da pochi mesi. Gli immobili sono nuovi e le famiglie che li hanno comprati adesso sono furibonde: «Ci avevano garantito che qui acqua non ne sarebbe arrivata - dice Alessandro Redi -; invece un disastro; 6mila euro buttati solo per il giardino. Una vita di sacrifici per acquistare casa e poi questo incubo». Nelle stesse condizioni la famiglia Regeni-Fantini e pure quella di Luca Lamanna che si è appena sposato. Gli alluvionati del borgo hanno trovato riparo per la notte da parenti. Una famiglia è ospite di un hotel.

Il grave disagio è stato originato dal mancato funzionamento di una pompa idrovora ma la comunità punta il dito anche contro chi ha permesso di costruire in una depressione facilmente allagabile alla prima forte pioggia. Danni notevoli anche alle case non ancora vendute, nonostante il posizionamento di sacchi di sabbia di contenimento. Adesso sono preoccupati pure i vicini oltre strada. Il tratto per Marano è stato chiuso al traffico. Sul posto il sindaco e i carabinieri.

Dal Gazzettino!

SAN GIORGIO DI N. A Villa Dora
Ambiente, si presenta un dossier su tre paesi
Sarà diffuso un documento finale
San Giorgio di Nogaro

In programma questa sera alle 20.30, nella sala conferenze di Villa Dora, in San Giorgio di Nogaro, un convegno, organizzato dal Forum di Laguna 21, presidente la professoressa Graziella Mocellin, sullo stato dell'ambiente e sostenibilità, riguardante i Comuni di San Giorgio, Torviscosa e Cervignano. Nel vasto panorama abbracciato da Laguna 21, che ha lo scopo di definire un programma condiviso di sviluppo del territorio nei tre comuni citati, una prima fotografia è stata scattata e sviluppata alcuni anni or sono, ed è stata edita un'interessante pubblicazione. Considerata la vastità dell'argomento, estrapoliamo alcuni tra i temi più importanti trattati, quali le acque sia sotterranee che di superficie, la qualità dell'aria, la situazione dei rifiuti, la viabilità intesa come possibilità del cittadino di muoversi in sicurezza, le aree verdi. Nel tempo intercorso tra la prima fotografia ed il convegno di questa sera sono stati elaborati ulteriori dati, - afferma la Mocellin - che in bozza, saranno presentati agli interessati (Comuni, associazioni varie, imprese e singoli cittadini), e potranno essere messi in confronto per valutare positività e negatività, nel tempo. Sarà compito del Forum avallare e confermare le conclusioni del convegno in un documento finale. «Come presidente del Forum conclude la Mocellin auspico che la Giunta comunale di San Giorgio, in particolare l'assessore all'ambiente Flavia Tomba, si faccia carico di supportare e diffondere, anche ai Comuni limitrofi, i processi partecipati di Laguna 21».

A.L.

Addolorata in restauro





La statua della B. V. Addolorata non è nella sua nicchia nella chiesa vecchia: è stata portata, come già annunciato, in laboratorio per l'intervento di restauro e di conservazione.


commenti alla parola domenicale 9 novenbre 2008

calendario settimanale 9 novembre 2009

Leonardo Mian

Aveva appena curato la mostra su Cromazio d’Aquileia
L’architetto Leonardo Mian
è morto a 51 anni
UDINE. Ieri era il giorno dell’inaugurazione della sua ultima “opera”, la mostra Cromazio d’Aquileia. Al crocevia di Genti e Religioni, una rassegna che non ha potuto vedere animata dalle migliaia di visitatori attesi. Perché nelle prime ore di ieri l’architetto Leonardo Miani è morto. Udinese, 51 anni, se n’è andato nel sonno, colto da un infarto.

Professionista molto noto in Friuli, lascia il suo segno, essenziale ma mai freddo, al Caffè Contarena di cui ha curato la ristrutturazione nel 1991, nel fonte battesimale del battistero del Duomo di Udine e anche in Burkina Faso. Ma non solo. Nato a Firenze nel 1957, Miani frequenta le scuole medie alla Ellero, il liceo classico Stellini e poi sceglie Venezia, dove si laurea in architettura. Già durante gli studi e dopo la laurea, dal 1977 e fino al 1988, collabora con uno dei progettisti dell’architettura italiana del Novecento, l’udinese Gianni Avon con cui svolge anche l’apprendistato.

Nel 1987 apre il proprio studio in centro, in vicolo Di Lenna, nello stesso edificio dove vive con la moglie Anna Frangipane, docente alla facoltà di ingegneria dell’ateneo friulano e con i loro due figli, Lucia, 17 anni e Guido, 15. Sono quelli gli anni in cui Miani dà forma alla sua creatività, progettando abitazioni, strutture pubbliche e private, ristrutturazioni e recuperi urbani, restauri, anche di edifici sacri, allestimenti teatrali e di mostre.

«Era un uomo dai molteplici interessi, dal teatro alla solidarietà, schivo, discreto, sobrio, elegante». Così lo racconta l’amico di una vita, Ciro Carano, incontrato tra i banchi di scuola e mai perso di vista. «Amava il teatro – prosegue Carano – e già alle superiori faceva lo scenografo per il palio studentesco, una passione che portò avanti collaborando, per esempio, con amici come Claudio de Maglio. Amava poi parlare della sua collaborazione con il Centro missionario diocesano di Gorizia, con cui ha progettato e realizzato chiese e strutture sanitarie in Togo, in Burkina Faso e in Costa D’Avorio, perché spiegava di come lo arricchisse umanamente l’incontro con le persone del posto». Carano, amico della famiglia Miani, sotto choc, chiusa in uno stretto e rispettoso silenzio, descrive l’architetto citando il titolo di un articolo: “Leonardo Miani, la forza della discrezione”. «Leonardo era così – prosegue l’amico –, gli piaceva il lineare, il bello senza fronzoli, l’essenziale pieno di luce. E il minimalismo era la cifra della sua persona».


E oggi il suo pensiero va agli anni della scuola, a un disegno che rappresenta Miani. «Sul banco tratteggiò la linea dell’orizzonte e una piccola casa, una casetta da dove si intravvedeva uscire il fumo di un camino. Non si vedeva altro, eppure il disegno dava sensazioni di calore e dolcezza, di umanità e felicità. Era una persona rara, credeva nella famiglia, nell’amicizia, in Dio e, seppur discreto, colpiva chiunque lo incontrasse». Miani lascia la moglie, i figli, i genitori Gabriella e Paolo, già primario di oculistica all’ospedale di Udine e due sorelle, Flavia, medico oculista e Francesca, funzionario di banca.

Ieri Miani è stato ricordato all’inaugurazione della mostra Cromazio d’Aquileia e a lui verrà tributato l’ultimo saluto domani alle 12 nella chiesa di San Marco, la parrocchia della sua infanzia.

Domenica 9 novembre 2009








DEDICAZIONE DELLA BASILICA

LATERANENSE

Grado della Celebrazione: FESTA
Colore liturgico: Bianco

...

PRIMA LETTURA (Ez 47, 1-2.8-9.12)
Vidi l’acqua che usciva dal tempio, e a quanti giungeva quest’acqua portò salvezza.

Dal libro del profeta Ezechièle

In quei giorni, [un uomo, il cui aspetto era come di bronzo,] mi condusse all’ingresso del tempio e vidi che sotto la soglia del tempio usciva acqua verso oriente, poiché la facciata del tempio era verso oriente. Quell’acqua scendeva sotto il lato destro del tempio, dalla parte meridionale dell’altare. Mi condusse fuori dalla porta settentrionale e mi fece girare all’esterno, fino alla porta esterna rivolta a oriente, e vidi che l’acqua scaturiva dal lato destro.
Mi disse: «Queste acque scorrono verso la regione orientale, scendono nell’Àraba ed entrano nel mare: sfociate nel mare, ne risanano le acque. Ogni essere vivente che si muove dovunque arriva il torrente, vivrà: il pesce vi sarà abbondantissimo, perché dove giungono quelle acque, risanano, e là dove giungerà il torrente tutto rivivrà. Lungo il torrente, su una riva e sull’altra, crescerà ogni sorta di alberi da frutto, le cui foglie non appassiranno: i loro frutti non cesseranno e ogni mese matureranno, perché le loro acque sgorgano dal santuario. I loro frutti serviranno come cibo e le foglie come medicina».
Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 45)
Rit: Un fiume rallegra la città di Dio.

Dio è per noi rifugio e fortezza,
aiuto infallibile si è mostrato nelle angosce.
Perciò non temiamo se trema la terra,
se vacillano i monti nel fondo del mare. Rit

Un fiume e i suoi canali rallegrano la città di Dio,
la più santa delle dimore dell’Altissimo.
Dio è in mezzo a essa: non potrà vacillare.
Dio la soccorre allo spuntare dell’alba. Rit

Il Signore degli eserciti è con noi,
nostro baluardo è il Dio di Giacobbe.
Venite, vedete le opere del Signore,
egli ha fatto cose tremende sulla terra. Rit

SECONDA LETTURA (ICor 3, 9c-11.16-17)
Voi siete il tempio di Dio.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Fratelli, voi siete edificio di Dio.
Secondo la grazia di Dio che mi è stata data, come un saggio architetto io ho posto il fondamento; un altro poi vi costruisce sopra. Ma ciascuno stia attento a come costruisce. Infatti nessuno può porre un fondamento diverso da quello che già vi si trova, che è Gesù Cristo.
Non sapete che siete tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi? Se uno distrugge il tempio di Dio, Dio distruggerà lui. Perché santo è il tempio di Dio, che siete voi.
Parola di Dio

Canto al Vangelo (2Cr 7, 16)
Alleluia, alleluia.
Io mi sono scelto e ho consacrato questa casa
perché il mio nome vi resti sempre.
Alleluia.

VANGELO (Gv 2, 13-22)
Parlava del tempio del suo corpo.

+ Dal Vangelo secondo Giovanni

Si avvicinava la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme.
Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiamonete.
Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori del tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: «Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!».
I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: «Lo zelo per la tua casa mi divorerà».
Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?». Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere». Gli dissero allora i Giudei: «Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?». Ma egli parlava del tempio del suo corpo.
Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù.
Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Donaci, o Padre, di essere vigilanti nell’attesa e ispira le nostre preghiere, perché con il tuo aiuto possiamo alimentare la fede e orientare a te la nostra vita, altrimenti arida e vuota.
Preghiamo dicendo: Ascoltaci Signore.

1. Perché la Chiesa indichi al mondo che Gesù Cristo è il compimento delle attese dell’uomo, la sua verità e la sua pienezza. Preghiamo.
2. Perché i governanti non assolutizzino ideologie o progetti politici, ma siano consapevoli che nella storia agisce il misterioso disegno di Dio, che la orienta verso il suo compimento. Preghiamo.
3. Perché i giovani si lascino guidare dalla sapienza del cuore e sappiano leggere tra le righe della loro storia i segni disseminati dalla presenza di Dio. Preghiamo.
4. Perché i cristiani non lascino mai affievolire la loro fede, nell’attesa dell’incontro con il Signore Gesù. Preghiamo.
5. Perché la nostra comunità ravvivi con l’olio delle buone azioni e delle opere di carità la lampada della fede, spendendosi nell’amore gratuito per i poveri e gli emarginati. Preghiamo.

6. Ti preghiamo Signore per i nostri fratelli NARDINI RENZO
VALLESE FERRO GEMMA
MICHELINI VIDAL MATILDE che questa settimana ci hanno lasciato. Dona a loro la pace e la gioia eterna , per questo ti preghiamo



Accogli, o Padre, le nostre preghiere e donaci la sapienza del cuore, perché possiamo essere vigilanti nell’attesa del tuo figlio Gesù. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.

Regole...da rispettare

Lo ha detto il direttore del ministero dell’Ambiente

Il governo: la Caffaro
per noi non è un’emergenza

TORVISCOSA. Per il Ministero all'ambiente il caso della Caffaro non è un'emergenza. A dirlo è stato il direttore generale del ministero Corrado Clini, dopo l'incontro di ieri a Udine con l'assessore regionale all'Ambiente, Vanni Lenna, nel quale sono state discusse le tematiche sull'energia alternativa e i progetti sostenibili. Pertanto il Ministero all'Ambiente, ha affermato Clini, «vuole evitare di prendere decisioni non sostenibili sotto la pressione di emergenze che non possono essere considerate straordinarie: quella della Caffaro, infatti, come altre, era prevedibile».

«I termini della questione - ha sottolineato - sono semplici: esistono delle regole italiane ed europee in materia ambientale, delle volte molto restrittive, ma che vanno rispettate. Ottemperare agli obblighi di legge comporta per le industrie considerevoli investimenti che incidono sui bilanci e quindi comprensibile la decisione di delocalizzare alcune produzioni. Su questo però il Governo può decidere poco: è auspicabile invece che siano le imprese ad accettare la sfida imposta dalle regole».

Ed è proprio per questo, secondo il direttore generale del Ministero che il caso della Caffaro di Torviscosa non può essere considerato un'emergenza, infatti sostiene che basta pensare al caso di Porto Marghera, in molti casi simile a quello della Caffaro, «per cui da oltre vent'anni è prevedibile il rischio che ci sia un deficit del calo occupazionale per effetto della delocalizzazione».

Intanto l'intera minoranza consigliare di San Giorgio di Nogaro, ha presentato ieri al sindaco, Pietro Del Frate, un'interpellanza sulla questione Caffaro, nella quale chiede «quali azioni, nell'ambito della sensibilità politica sia delle competenze istituzionali, il sindaco intenda intraprendere per contribuire, ovviamente assieme ad altri, a scongiurare il pericolo derivante dall'eventuale precipitare degli eventi, che per il nostro territorio avrebbe un effetto devastante, che andrebbero a sommarsi agli effetti derivanti dalla crisi economico - finanziaria internazionale, di cui già nella nostra zona incominciano a vedersi i primi preoccupanti effetti».

ELEZIONI USA


Obama trionfa. Entusiasmo anche in Friuli
I primi commenti degli esponenti politici regionali


UDINE (5 novembre, ore 12.00) - Gli Stati Uniti hanno deciso, il nuovo presidente è Barack Obama. Il 47enne esponente del Partito democratico ha vinto il duello contro John Mc Cain. Si cambia rotta, dunque dopo otto anni di presidenza repubblicana firmata George W. Bush. Ma quali sono le reazioni del mondo politico, in Friuli-Venezia Giulia, a poche ore dall’esito delle elezioni americane?

C’è grande euforia tra gli esponenti del Partito democratico. Ma l’esito della tornata elettorale è stata accolta con ottimismo anche dagli esponenti del centrodestra.
«Con questa elezione gli Stati Uniti ritrovano un nuovo ruolo sugli scenari internazionali – commenta il parlamentare Ivano Strizzolo (Pd) –. L'America ha dimostrato una grande vitalità democratica, tale da permettere a una persona umile e semplice, come è Barack Obama, che inizialmente non contava sull'appoggio di grandi grupppi o associazioni, di vincere, prima le primarie, poi le elezioni».
«Per una questione di “pelle”, di “sentire”, manifesto tutta la mia simpatia per Obama – ammette il deputato del Pdl Isidoro Gottardo –. Una simpatia maturata soprattutto con la sconfitta di Illary Clinton nelle primarie, che appariva, a mio avviso, una candidatura decisa e prestabilita. In questo gli Stati Uniti hanno dimostrato come, in America, le vere elezioni siano proprio le primarie».
Erica Beltrame

Foglio della Collaborazione Pastorale Di San Giorgio di Nogaro

Vatican News 7 giugno 2026

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