Domenica 28 dicembre 2008

SANTA FAMIGLIA DI GESÙ, MARIA E GIUSEPPE (ANNO B)



PRIMA LETTURA (Gen 15,1-6; 21,1-3)
Uno nato da te sarà tuo erede.

Dal libro della Gènesi

In quei giorni, fu rivolta ad Abram, in visione, questa parola del Signore: «Non temere, Abram. Io sono il tuo scudo; la tua ricompensa sarà molto grande». Rispose Abram: «Signore Dio, che cosa mi darai? Io me ne vado senza figli e l’erede della mia casa è Elièzer di Damasco». Soggiunse Abram: «Ecco, a me non hai dato discendenza e un mio domestico sarà mio erede». Ed ecco, gli fu rivolta questa parola dal Signore: «Non sarà costui il tuo erede, ma uno nato da te sarà il tuo erede».
Poi lo condusse fuori e gli disse: «Guarda in cielo e conta le stelle, se riesci a contarle» e soggiunse: «Tale sarà la tua discendenza».
Egli credette al Signore, che glielo accreditò come giustizia.
Il Signore visitò Sara, come aveva detto, e fece a Sara come aveva promesso. Sara concepì e partorì ad Abramo un figlio nella vecchiaia, nel tempo che Dio aveva fissato. Abramo chiamò Isacco il figlio che gli era nato, che Sara gli aveva partorito.
Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 104)
Rit: Il Signore è fedele al suo patto.

Rendete grazie al Signore e invocate il suo nome,
proclamate fra i popoli le sue opere.
A lui cantate, a lui inneggiate,
meditate tutte le sue meraviglie. Rit.

Gloriatevi del suo santo nome:
gioisca il cuore di chi cerca il Signore.
Cercate il Signore e la sua potenza,
ricercate sempre il suo volto. Rit.

Ricordate le meraviglie che ha compiuto,
i suoi prodigi e i giudizi della sua bocca,
voi, stirpe di Abramo, suo servo,
figli di Giacobbe, suo eletto. Rit.

Si è sempre ricordato della sua alleanza,
parola data per mille generazioni,
dell’alleanza stabilita con Abramo
e del suo giuramento a Isacco. Rit.

SECONDA LETTURA (Eb 11,8.11-12.17-19)
La fede di Abramo, di Sara e di Isacco.

Dalla lettera agli Ebrei

Fratelli, per fede, Abramo, chiamato da Dio, obbedì partendo per un luogo che doveva ricevere in eredità, e partì senza sapere dove andava.
Per fede, anche Sara, sebbene fuori dell’età, ricevette la possibilità di diventare madre, perché ritenne degno di fede colui che glielo aveva promesso. Per questo da un uomo solo, e inoltre già segnato dalla morte, nacque una discendenza numerosa come le stelle del cielo e come la sabbia che si trova lungo la spiaggia del mare e non si può contare.
Per fede, Abramo, messo alla prova, offrì Isacco, e proprio lui, che aveva ricevuto le promesse, offrì il suo unigenito figlio, del quale era stato detto: «Mediante Isacco avrai una tua discendenza». Egli pensava infatti che Dio è capace di far risorgere anche dai morti: per questo lo riebbe anche come simbolo.
Parola di Dio

Canto al Vangelo (Eb 1,1.2)
Alleluia, alleluia.
Molte volte e in diversi modi nei tempi antichi
Dio ha parlato ai padri per mezzo dei profeti,
ultimamente, in questi giorni,
ha parlato a noi per mezzo del Figlio.
Alleluia.

VANGELO (Lc 2,22-40)
Il bambino cresceva, pieno di sapienza.

+ Dal Vangelo secondo Luca

Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, portarono il bambino [Gesù] a Gerusalemme per presentarlo al Signore – come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore» – e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore.
Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo:
«Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo
vada in pace, secondo la tua parola,
perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza,
preparata da te davanti a tutti i popoli:
luce per rivelarti alle genti
e gloria del tuo popolo, Israele».
Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e anche a te una spada trafiggerà l’anima –, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori».
C’era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrimonio, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme.
Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret. Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui.

Parola del Signore.


Preghiera dei fedeli
C – Fratelli e sorelle, riuniti con la famiglia di Nazareth, modello e immagine dell’umanità nuova, innalziamo al Padre la nostra preghiera, perché tutte le famiglie diventino luogo di crescita nella sapienza e nella grazia.

L - Preghiamo insieme e diciamo:

Rinnova le nostre famiglie, Signore.

1. Per la santa Chiesa di Dio, perché esprima al suo interno e nei rapporti con il mondo il volto di una vera famiglia, che sa amare, donare, perdonare, preghiamo.

2. Per la famiglia, piccola Chiesa, perché ispiri ai vicini e allontani quella fiducia nella Provvidenza, che aiuta ad accogliere e a promuovere il dono della vita, preghiamo.

3. Per i genitori e i figli, perché nell’intesa profonda e nello scambio reciproco sappiano costruire un’autentica comunità domestica, che cresce nella fede e nell’amore, preghiamo.

4. Per i fidanzati, perché nella realtà unica e irripetibile del loro amore, sentano la presenza di Dio Padre, che li ha fatti incontrare e li guiderà sempre in ogni momento della loro vita, preghiamo.

5. Per le famiglie nuove, perché possano avere una casa, lieta e accogliente, in cui non manchi la salute, la serenità e la capacità di diffondere il messaggio di speranza e di pace, preghiamo.

C – Noi ti lodiamo e ti benediciamo, o Padre, dal quale proviene ogni paternità in cielo e in terra. Fa' che ogni famiglia diventi un vero santuario della vita e dell'amore per le generazioni che sempre si rinnovano, te lo chiediamo per Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.



Natale del Signore 2008


NATALE DEL SIGNORE - MESSA DEL GIORNO

Colore liturgico: Bianco

PRIMA LETTURA (Is 52,7-10)
Tutti i confini della terra vedranno la salvezza del nostro Dio.

Dal libro del profeta Isaìa

Come sono belli sui monti
i piedi del messaggero che annuncia la pace,
del messaggero di buone notizie che annuncia la salvezza,
che dice a Sion: «Regna il tuo Dio».
Una voce! Le tue sentinelle alzano la voce,
insieme esultano,
poiché vedono con gli occhi
il ritorno del Signore a Sion.
Prorompete insieme in canti di gioia,
rovine di Gerusalemme,
perché il Signore ha consolato il suo popolo,
ha riscattato Gerusalemme.
Il Signore ha snudato il suo santo braccio
davanti a tutte le nazioni;
tutti i confini della terra vedranno
la salvezza del nostro Dio.
Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 97)
Rit: Tutta la terra ha veduto la salvezza del nostro Dio.

Cantate al Signore un canto nuovo,
perché ha compiuto meraviglie.
Gli ha dato vittoria la sua destra
e il suo braccio santo. Rit.

Il Signore ha fatto conoscere la sua salvezza,
agli occhi delle genti ha rivelato la sua giustizia.
Egli si è ricordato del suo amore,
della sua fedeltà alla casa d’Israele. Rit.

Tutti i confini della terra hanno veduto
la vittoria del nostro Dio.
Acclami il Signore tutta la terra,
gridate, esultate, cantate inni! Rit.

Cantate inni al Signore con la cetra,
con la cetra e al suono di strumenti a corde;
con le trombe e al suono del corno
acclamate davanti al re, il Signore. Rit.

SECONDA LETTURA (Eb 1,1-6)
Dio ha parlato a noi per mezzo del Figlio.

Dalla lettera agli Ebrei

Dio, che molte volte e in diversi modi nei tempi antichi aveva parlato ai padri per mezzo dei profeti, ultimamente, in questi giorni, ha parlato a noi per mezzo del Figlio, che ha stabilito erede di tutte le cose e mediante il quale ha fatto anche il mondo.
Egli è irradiazione della sua gloria e impronta della sua sostanza, e tutto sostiene con la sua parola potente. Dopo aver compiuto la purificazione dei peccati, sedette alla destra della maestà nell’alto dei cieli, divenuto tanto superiore agli angeli quanto più eccellente del loro è il nome che ha ereditato.
Infatti, a quale degli angeli Dio ha mai detto: «Tu sei mio figlio, oggi ti ho generato»? e ancora: «Io sarò per lui padre ed egli sarà per me figlio»? Quando invece introduce il primogenito nel mondo, dice: «Lo adorino tutti gli angeli di Dio».

Parola di Dio

Canto al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Un giorno santo è spuntato per noi:
venite tutti ad adorare il Signore;
oggi una splendida luce è discesa sulla terra.
Alleluia.

VANGELO (Gv 1,1-18 (forma breve Gv 1,1-5.9-14))
Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi.

+ Dal Vangelo secondo Giovanni

In principio era il Verbo,
e il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.
Egli era, in principio, presso Dio:
tutto è stato fatto per mezzo di lui
e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.
In lui era la vita
e la vita era la luce degli uomini;
la luce splende nelle tenebre
e le tenebre non l’hanno vinta.
Venne un uomo mandato da Dio:
il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone
per dare testimonianza alla luce,
perché tutti credessero per mezzo di lui.
Non era lui la luce,
ma doveva dare testimonianza alla luce.
Veniva nel mondo la luce vera,
quella che illumina ogni uomo.
Era nel mondo
e il mondo è stato fatto per mezzo di lui;
eppure il mondo non lo ha riconosciuto.
Venne fra i suoi,
e i suoi non lo hanno accolto.
A quanti però lo hanno accolto
ha dato potere di diventare figli di Dio:
a quelli che credono nel suo nome,
i quali, non da sangue
né da volere di carne
né da volere di uomo,
ma da Dio sono stati generati.
E il Verbo si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi;
e noi abbiamo contemplato la sua gloria,
gloria come del Figlio unigenito
che viene dal Padre,
pieno di grazia e di verità.
Giovanni gli dà testimonianza e proclama:
«Era di lui che io dissi:
Colui che viene dopo di me
è avanti a me,
perché era prima di me».
Dalla sua pienezza
noi tutti abbiamo ricevuto:
grazia su grazia.
Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè,
la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.
Dio, nessuno lo ha mai visto:
il Figlio unigenito, che è Dio
ed è nel seno del Padre,
è lui che lo ha rivelato.

Parola del Signore.
Parola del Signore

Preghiera dei fedeli

C - Fratelli e sorelle, con il Natale Dio si è avvicinato a noi, è l’Emmanuele, il Dio con noi. Con grande confidenza presentiamogli le attese dell’umanità di oggi. In questo giorno di luce la venuta del Signore sia veramente un «lieto annuncio di salvezza per tutti gli uomini».

L - Preghiamo insieme dicendo:

Cristo, Verbo del Padre, ti preghiamo: ascoltaci!,

1. Per la Chiesa, perché, sull’esempio del suo Signore, illumini e purifichi le menti, rianimi e consoli i cuori delusi, assista nel segno dell’amore quanti sono presi dalla disperazione e vivono in solitudine; per questo preghiamo.

2. Per tutti i battezzati, che hanno accolto come dono infinito di Dio la sua Parola incarnata, perché la vivano in famiglia e nel quotidiano, e diano sincera testimonianza della fede, contribuendo a irradiarla sino agli estremi confini della terra; per questo preghiamo.

3. Per i responsabili politici e religiosi, a tutti i livelli, perché facciano propri gli impegni di giustizia dell’era messianica e promuovano la pace vera e duratura fra tutti i popoli; per questo preghiamo.

4. Per la nostra Comunità parrocchiale, perché contagi i vicini e i lontani con la freschezza dell’annuncio, con la credibilità del suo stile di vita, con la profonda spiritualità della Liturgia, con la missionarietà delle sue relazioni; per questo preghiamo.

C – Dio onnipotente, che hai mandato nel mondo il tuo Figlio per annunciare il lieto messaggio della salvezza, ascolta la nostra preghiera per tutti gli uomini dei quali è divenuto fratello e salvatore. Egli vive e regna per tutti i secoli dei secoli.

T - Amen.

Aurora- Natale del Signore 2008


NATALE DEL SIGNORE - MESSA DELL'AURORA

PRIMA LETTURA (Is 62,11-12)
Ecco, arriva il tuo Salvatore.

Dal libro del profeta Isaìa

Ecco ciò che il Signore fa sentire
all’estremità della terra:
«Dite alla figlia di Sion:
Ecco, arriva il tuo salvatore;
ecco, egli ha con sé il premio
e la sua ricompensa lo precede.
Li chiameranno Popolo santo,
Redenti del Signore.
E tu sarai chiamata Ricercata,
Città non abbandonata».
Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 96)
Rit: Oggi la luce risplende su di noi.

Il Signore regna: esulti la terra,
gioiscano le isole tutte.
Annunciano i cieli la sua giustizia
e tutti i popoli vedono la sua gloria.

Una luce è spuntata per il giusto,
una gioia per i retti di cuore.
Gioite, giusti, nel Signore,
della sua santità celebrate il ricordo.

SECONDA LETTURA (Tt 3,4-7)
Ci ha salvati per la sua misericordia.

Dalla lettera di san Paolo apostolo a Tito

Figlio mio,
quando apparvero la bontà di Dio, salvatore nostro,
e il suo amore per gli uomini,
egli ci ha salvati,
non per opere giuste da noi compiute,
ma per la sua misericordia,
con un’acqua che rigenera e rinnova nello Spirito Santo,
che Dio ha effuso su di noi in abbondanza
per mezzo di Gesù Cristo, salvatore nostro,
affinché, giustificati per la sua grazia,
diventassimo, nella speranza, eredi della vita eterna.
Parola di Dio

Canto al Vangelo (Lc 2,14)
Alleluia, alleluia.
Gloria a Dio nel più alto dei cieli
e sulla terra pace agli uomini, che egli ama.
Alleluia.

VANGELO (Lc 2,15-20)
I pastori trovarono Maria e Giuseppe e il bambino.

+ Dal Vangelo secondo Luca

Appena gli angeli si furono allontanati da loro, verso il cielo, i pastori dicevano l’un l’altro: «Andiamo dunque fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere».
Andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro.
Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore.
I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro.
Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Fratelli, il Natale è un grande mistero, forse il più grande di tutti: la nascita di un Dio povero, umiliato, annientato - come dice san Paolo - nelle sembianze di un neonato. La superbia non lo capirà mai. Alla luce del Natale, preghiamo per ottenere l'umiltà.
Preghiamo insieme e diciamo: Ascoltaci, o Signore.

1. Per la chiesa: essa è portatrice del messaggio cantato dagli angeli del natale. Perché si incarichi di diffonderlo con la sorridente semplicità e l'entusiasmo dei pastori di Betlemme: preghiamo.
2. Non furono i ricchi e i potenti a conoscere per primi la buona novella, ma i disprezzati e gli emarginati. Perché comprendiamo il motivo di questa divina preferenza: preghiamo.
3. Perché i cristiani col loro distacco dalle ricchezze della terra, col loro spirito di partecipazione, con la loro benevolenza e dolcezza, siano i testimoni della misericordia di Dio: preghiamo.
4. Per quelli che soffrono: perché Cristo, nato in una stalla, illumini le loro notti d'insonnia con l'invito che loro rivolge di associarsi alla sua opera redentrice: preghiamo.
5. Perché anche noi, cristiani praticanti, ci preoccupiamo di essere la luce e la gioia natalizia per quelli che attorno a noi vivono nella notte dell'indifferenza e del peccato: preghiamo.

Signore, il tuo Figlio si è fatto bambino, infante, cioè come uno che non parla. I pastori gli hanno prestato la loro voce per farsi conoscere. Egli vuole aver ancora bisogno di noi per questo ministero. Donaci, come ai pastori di Natale, quell'umiltà che conquista i cuori, affinché, quali portatori del messaggio del tuo Figlio, lavoriamo all'estensione del suo regno di pace, di giustizia e di amore. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.

Mezzanotte: Giovedì 25 dicembre 2008

NATALE DEL SIGNORE –

MESSA DELLA NOTTE




PRIMA LETTURA (Is 9,1-6)
Ci è stato dato un figlio.

Dal libro del profeta Isaìa

Il popolo che camminava nelle tenebre
ha visto una grande luce;
su coloro che abitavano in terra tenebrosa
una luce rifulse.
Hai moltiplicato la gioia,
hai aumentato la letizia.
Gioiscono davanti a te
come si gioisce quando si miete
e come si esulta quando si divide la preda.
Perché tu hai spezzato il giogo che l’opprimeva,
la sbarra sulle sue spalle,
e il bastone del suo aguzzino,
come nel giorno di Màdian.
Perché ogni calzatura di soldato che marciava rimbombando
e ogni mantello intriso di sangue
saranno bruciati, dati in pasto al fuoco.
Perché un bambino è nato per noi,
ci è stato dato un figlio.
Sulle sue spalle è il potere
e il suo nome sarà:
Consigliere mirabile, Dio potente,
Padre per sempre, Principe della pace.
Grande sarà il suo potere
e la pace non avrà fine
sul trono di Davide e sul suo regno,
che egli viene a consolidare e rafforzare
con il diritto e la giustizia, ora e per sempre.
Questo farà lo zelo del Signore degli eserciti.
Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 95)
Rit: Oggi è nato per noi il Salvatore.

Cantate al Signore un canto nuovo,
cantate al Signore, uomini di tutta la terra.
Cantate al Signore, benedite il suo nome. Rit.

Annunciate di giorno in giorno la sua salvezza.
In mezzo alle genti narrate la sua gloria,
a tutti i popoli dite le sue meraviglie. Rit.

Gioiscano i cieli, esulti la terra,
risuoni il mare e quanto racchiude;
sia in festa la campagna e quanto contiene,
acclamino tutti gli alberi della foresta. Rit.

Davanti al Signore che viene:
sì, egli viene a giudicare la terra;
giudicherà il mondo con giustizia
e nella sua fedeltà i popoli. Rit.

SECONDA LETTURA (Tt 2,11-14)
È apparsa la grazia di Dio per tutti gli uomini.

Dalla lettera di san Paolo Apostolo a Tito

Figlio mio, è apparsa la grazia di Dio, che porta salvezza a tutti gli uomini e ci insegna a rinnegare l’empietà e i desideri mondani e a vivere in questo mondo con sobrietà, con giustizia e con pietà, nell’attesa della beata speranza e della manifestazione della gloria del nostro grande Dio e salvatore Gesù Cristo.
Egli ha dato se stesso per noi, per riscattarci da ogni iniquità e formare per sé un popolo puro che gli appartenga, pieno di zelo per le opere buone.
Parola di Dio

Canto al Vangelo (Lc 2,10-11)
Alleluia, alleluia.
Vi annuncio una grande gioia:
oggi è nato per voi un Salvatore, Cristo Signore.
Alleluia.

VANGELO (Lc 2,1-14)
Oggi è nato per voi il Salvatore.

In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria. Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria città.
Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nàzaret, salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide. Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta.
Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c’era posto nell’alloggio.
C’erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all’aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande timore, ma l’angelo disse loro: «Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia».
E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste, che lodava Dio e diceva:
«Gloria a Dio nel più alto dei cieli
e sulla terra pace agli uomini, che egli ama».
Parola del Signore


Preghiera dei fedeli
C - Fratelli e sorelle carissimi, in questa notte di Natale abbiamo ricevuto il lieto annuncio che ci è stato donato un Salvatore: il Cristo Signore. In questa notte di Natale Dio ci ha rivelato il suo sogno: un mondo di pace e di amore. Come suoi veri figli e fratelli in Cristo, esprimiamo le nostre intenzioni di preghiera.

G – Preghiamo insieme cantando:

Cristo, Luce del mondo, ti preghiamo: ascoltaci!

1. In questa notte, silenziosa come ogni notte, ricordati Signore della tua Chiesa, diffusa nel mondo. Libera i cristiani da ogni paura e da ogni egoismo. Preghiamo.

2. In questa notte dona la tua pace al mondo intero: raduna i dispersi, spezza le catene degli oppressi, porta speranza agli sfiduciati, sostieni gli operatori di giustizia e di pace. Preghiamo.

3. In questa notte, misteriosa come ogni notte, ricordati Signore di tutti i fratelli di tutte le religioni del mondo. Donaci di stimare quelli che cercano Dio con un cuore sincero. Metti nei nostri cuori tolleranza e rispetto per ogni credente. Preghiamo.

4. In questa notte, discreta come ogni notte, ricordati Signore di tutti quelli che ti desiderano, ma non ti hanno ancora trovato, di quelli che dubitano, di quelli che non trovano pace. Dona loro di imbattersi nella tua tenerezza. Preghiamo.

5. In questa notte, insondabile come ogni notte, ricordati Signore di tutti noi che siamo radunati come una sola famiglia davanti a te. Siamo qui per attingere consolazione e forza. Sostieni i nostri passi, rianima i nostri cuori. Preghiamo.

C - Signore Gesù Cristo, tu non finisci mai di sorprenderci. Fatto uomo per noi, tu riveli il tuo amore smisurato per questa umanità. Trasfigura il nostro mondo con la tua pace e donaci la gioia di vivere da fratelli in te, fratello di ognuno di noi, per i secoli dei secoli. T - Amen.

Riassunto

APPELLO IN DIFESA DELLA VITA
44 medici firmano per salvare Eluana
Lasciarla morire, incompatibile con le regole della deontologia medica

Si moltiplicano le voci di quanti si mobilitano per salvare Eluana Englaro, in coma vegetativo da quasi 17 anni. È di oggi la notizia di un appello firmato da 44 medici (finora), tra i quali diversi friulani, che vogliono far sapere alla magistratura e all'opinio­ne pubblica che le procedure previ­ste dal decreto della Corte d'appel­lo di Milano per portare a morire E­luana Englaro sono incompatibili con le regole della deontologia me­dica internazionale, «la cui violazio­ne determina responsabilità anche in sede civile e penale». I FIRMATARI MESSAGGIO DELL'ARCIVESCOVO PASSI INDIETRO DELLA REGIONE REAZIONI LA VICENDA LA CLINICA CHIAMA IN CAUSA LA REGIONE 15 GIORNI, POI L'AUTOPSIA

Mamme per il Santo Natale


Una preghiera dei fedeli che ha sostituito la preghiera preparata per la Quarta domenica d'Avvento

«PREVALGA SEMPRE LA CULTURA DELLA VITA»
Caso Englaro, Chiesa friulana mobilitata versione testuale
Appello di mons. Brollo. Il vicario generale: «Se ne dia lettura durante le celebrazioni»

UDINE (19 dicembre, ore 16.45) - Mobilitazione nella Chiesa udinese per la vita. Per ogni forma di vita. Ma, in questi giorni, specificatamente per la vita più in difficoltà, come quella dei disabili in condizioni vegetative. Appunto, la vita di Eluana Englaro.
I friulani che si sono impegnati per la vita, in modo addirittura sorprendente nel terremoto e nella rinascita, hanno deciso di non stare alla finestra. Ma di scendere in campo per manifestare ancora una volta il diritto ed il dovere alla vita. Ed ecco l’accorato appello dell’arcivescovo (AUDIO), mons. Pietro Brollo, che esorta a far prevalere sempre la cultura della vita.


Consulta dei laici
Altrettanto puntuale la riflessione della Consulta dei laici, riunitasi giovedì 18 dicembre. «La giunta della Consulta dei laici si è incontrata con i vicari episcopali ed ha valutato attentamente il messaggio dell’arcivescovosulla vicenda di Eluana Englaro – si legge in una nota –. Esprime la piena adesione ai contenuti espressi e con mons. Brollo si sente umanamente vicina alla famiglia Englaro e a tutti coloro che vivono in analoghe situazione di sofferenza e di angoscia nelle proprie abitazioni e nelle strutture assistenziali».

La Consulta – continua la nota – «apprezza l’impegno delle migliaia di persone che, come il Buon Samaritano, si chinano sui fratelli sofferenti. Invita tutti i propri aderenti alla preghiera, perché in Friuli prevalga la cultura della vita e non vengano meno gli slanci di amore gratuito verso coloro che sono i più deboli e i più fragili. Auspica che la riflessione delle comunità ecclesiali sul nascere, vivere, soffrire e morire non sia legata ai momenti di emergenza, ma sia oggetto di educazione e di discernimento permanente».
Indicazioni del vicario generale
Precise, dunque, le indicazioni dell’arcivescovo, mons. Brollo, e della Consulta. Ecco perché il vicario generale, mons. Giulio Gherbezza, invita i sacerdoti a dare lettura della riflessione dell’arcivescovo e ad utilizzare le intenzioni di preghiera nel corso delle prossime celebrazioni. Ci si avvicina al Natale, una festività che esalta la vita e sapere che proprio qui in Friuli viene condotta alla morte una giovane, che invece potrebbe essere trattenuta in vita, fa scattare una reazione che non può non essere di preghiera e di impegno per la vita.

Scende in campo il Papa

Mentre veniva composta questa forte esortazione, Papa Benedetto XVI a Roma incontrava l’ambasciatore del Lussemburgo presso la Santa Sede, che presentava le sue lettere credenziali, e gli manifestava «vivissima preoccupazione» per «il testo di legge sull’eutanasia ed il suicidio assistito attualmente in discussione Parlamento».

Una preoccupazione, quella del sommo Pastore della Chiesa, per tutte le situazioni in cui la vita è in gioco. «I responsabili politici, il cui dovere è servire il bene dell’uomo, così come i medici e le famiglie, devono ricordare che la decisione deliberata di privare un essere umano innocente della sua vita è sempre malvagia dal punto di vista morale e non può essere mai lecita», aggiungeva Benedetto XVI.
Al riguardo il Pontefice ribadiva la richiesta di «accompagnamento» e l’appello a «maggiore solidarietà e sostegno nella prova». Un appello «esigente, ma il solo degno dell’essere umano», specificava.

La preghiera dei fedeli

Fratelli e sorelle, è il Signore che vuole costruire a noi uomini
una dimora: così lui è per noi Padre e noi siamo per lui figli.
Colmi di questa fiducia, alle soglie del Natale, invochiamo Dio,
perché si compiano le speranze che salgono a lui dalla Chiesa e
dall'umanità.

Preghiamo insieme dicendo: In te speriamo, Signore, ascoltaci.

«Sono stato con te dovunque sei andato». (1 Sam 7, 9)

Per tutti i credenti in Cristo, perché di fronte ai delitti e ai soprusi
e dinanzi alla fatica del vivere e del morire che molti sperimentano,
rifuggano ogni atteggiamento di condanna e manifestino
con le parole e i gesti la presenza amorosa del Signore in ogni
istante della vita umana, preghiamo.

«Non temere perché hai trovato grazia presso Dio». (Lc 1, 30)

Per coloro che giorno e notte alleviano le sofferenze di tanti
malati, per coloro che condividono con essi i lunghi giorni del
dolore e della prova, per coloro che faticano a mantenere salde la
fede e la speranza in queste situazioni, perché perseverino nell'amore
e nell'affidamento a Dio, unica fonte di grazia e di consolazione,
preghiamo.

«Nulla è impossibile a Dio» (Lc 1, 37)

Perché in ogni situazione sia annunciato il Vangelo della vita, al
di là di ciò che umanamente appare impossibile, affinché, nelle
scelte e negli atteggiamenti umani, risplenda il dono di salvezza
di Dio che si è fatto nostro fratello in Cristo Gesù, preghiamo.

«Avvenga per me secondo la tua parola» (Lc 1, 38)

Per la nostra comunità cristiana, perché stimolata dall'esempio
della Vergine Madre, si disponga ad accogliere sempre la volontà
del Signore e si impegni a intravedere nei solchi dell'esistenza le
tracce della tenerezza di Dio che mai abbandona chi confida in
lui, preghiamo.

Accogli, o Padre, le nostre suppliche
per l'intercessione di Maria
e di tutti coloro che ci hanno preceduto nell'attesa della salvezza;
donaci la sapienza del tuo Spirito,
per riconoscere i segni della continua venuta di Cristo.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli. Amen

Auguri ai Parrocchiani


Alla nostra comunità giungono gli auguri di Buon Natale dalle loro Missioni di P. Daniele Targa e di Fr. Primo Brunato. Un auguri a tutti anche delle suore che negli anni passati sono state presenti nella nostra comunità




In questo Santo Natale giungano gli auguri a tutte le persone delle nostre parrocchie: il Signore ci aiuti a crescere nella nostra fede testimoniando la speranza che ci è donata dalla nascita del Redentore

don Livio e don Gigi











Commento alla parola 21 dicembre 2008- Quarta settimana d'Avvento


Un sì al Dio fedele


La Parola vuole raggiungere il nostro cuore proponendoci il motivo della fedeltà di Dio. Un Dio fedele significa la roccia capace di dare stabilità alle nostre vite, ma anche un Dio che ci sorprende: Davide deve accettare che non più i progetti suoi, ma quelli di Dio plasmino la sua vita. In tal modo non solo cambia l’architetto, ma deve cambiare anche il senso di tutto il nostro progetto, perché il piano divino svela anche le possibili ambiguità dei nostri progetti umani. È un discorso cui oggi siamo particolarmente sensibili, dal momento che sperimentiamo da una parte la nostra difficoltà ad essere fedeli, soprattutto sui tempi lunghi; d’altra parte ci sentiamo talvolta traditi dagli altri o dalle esperienze che facciamo, perfino da Dio stesso.

«Il Signore è con te»: questo saluto dell’angelo a Maria è l’espressione del volto di Dio che oggi si offre anche a noi. Egli è con noi ben prima che noi lo sappiamo. Una vita nuova può nascere prendendo sul serio queste parole, ma non si conosce questa affidabilità di Dio se non ci si mette concretamente a camminare con lui, come Maria.

Ognuno di noi, nella sua vita, ha sperimentato il fallimento di qualche progetto, spesso anche di programmi che sembravano molto buoni, cui teneva molto. Talvolta il fallimento è dovuto soprattutto alla propria infedeltà e debolezza nel perseguire lo scopo prefissato. La parola di Dio che oggi ci viene proposta getta luce su questa esperienza, insegnando da una parte a non credersi i padroni della propria vita, dall’altra a vivere anche il fallimento come possibile momento di crescita, dicendo, anche in quelle amare circostanze, un «» a quel Dio che non cessa di esserci fedele.

Maria,

tu che hai saputo

accogliere Dio

nella tua quotidianità,

insegnami a vivere ogni sentimento e affetto come un dono di Dio perché io possa, a mia volta, donarli alle persone che amo. Amen.


Dio nasce nell’amore

«Una sera, un ragazzo di nome Giuseppe prese il coraggio a due mani e le dichiarò: “Maria, ti amo”. Lei gli rispose, veloce come un brivido: “Anch’io”» (don Tonino Bello).

Il mistero dell’incarnazione è l’irruzione di Dio dentro la trama di una storia d’amore. Solo un cuore che ama è un cuore capace di accogliere Dio... Dio manda un angelo, il suo messaggero, a una ragazza speciale: speciale perché normale... Una ragazza come tante, ma attenta alle parole del suo Dio; bella perché innamorata! L’affetto per i nostri cari, l’amore che nasce in noi per una persona particolare, sono doni di Dio, una ricchezza da non sottovalutare. Non c’è angolo della nostra vita in cui Dio non possa nascere in questo Natale, compreso il nostro cuore innamorato!

Natale del Signore

Dove abita Dio? Lì dove c’è un cuore che Lo accoglie! E non possiamo non lasciarLo entrare perché Lui è Luce e senza luce non c’è vita; perché Lui è Amore e senza amore non c’è gioia; perché Lui è Speranza e senza speranza non c’è cammino. Natale è accogliere il Dio che viene, perché Cristo possa vivere in noi e noi in Lui.

Ci hai mai pensato che noi esistiamo perché siamo stati accolti? Che la vita è possibile solo lì dove c’è un grembo accogliente? Bello sì, ma difficile! Accogliere è un problema, un problema di cuore: significa fare spazio all’altro, abbattere i recinti de! nostro io, essere disposti a metterci in discussione, a lasciarci scombinare pensieri e progetti... E non si finisce mai...! È questione non di un momento, ma di stile...: “o è Natale tutti i giorni o non è Natale mai”!

Sono nato nudo, dice Dio,

perché tu sappia spogliarti di te stesso.

Sono nato povero,

perché tu possa considerarmi l’unica ricchezza.

Sono nato in una stalla,

perché tu impari a santificare ogni ambiente.

Sono nato debole, dice Dio,

perché tu non abbia mai paura di me.

Sono nato per amore, perché tu non dubiti mai del mio amore.

Sono nato di notte, perché tu creda che posso illuminare qualsiasi realtà.

Sono nato persona, dice Dio,

perché tu non abbia mai a vergognarti di essere te stesso.

Sono nato uomo, perché tu possa essere “dio”.

Sono nato perseguitato, perché tu sappia accettare le difficoltà.

Sono nato nella semplicità, perché tu smetta di essere complicato.

Sono nato nella tua vita, dice Dio, per portare tutti alla casa del Padre.

Calendario settimanale 21 dicembre 2008

Trenta assunzioni alla Europolimeri di San Giorgio di Nogaro

Nonostante i tempi di crisi, c'è chi, vuoi per strategie aziendali corrette, vuoi per investimenti sapienti, continua a credere nell'impresa che crea profitto e posti di lavoro. Un esempio? La Europolimeri di San Giorgio di Nogaro, del gruppo vicentino 3F Chimica che ha annunciato a Udine ben 30 nuove assunzioni nello stabilimento dell'Aussa-Corno. Questi posti di lavoro si apriranno nel 2009 affiancati da 10 milioni di investimenti in upgrade degli impianti e ulteriori nuovi prodotti nel prossimo triennio.

"Abbiamo voluto annunciare pubblicamente i nostri progetti - ha detto il presidente di 3F Chimica, Roberto Toniolo - perché crediamo sia giusto dare un'iniezione di fiducia in un contesto certamente difficile come quello attuale. La nostra è un'azienda che va bene, che nel 2008 è cresciuta del 30% e che si attende di poter replicare una crescita simile anche nei prossimi anni. Per questo abbiamo pronto un piano di investimenti a San Giorgio di Nogaro, porterà a 30 assunzioni nel corso del prossimo anno e ad ulteriori sviluppi occupazionali negli anni futuri".
Questa la fotografia dell'azienda: 200 dipendenti e 45 milioni di euro di fatturato nel 2007, derivanti al 70% dall'Export, la 3F Chimica è attiva nella produzione e commercializzazione di polimeri per il trattamento delle acque, per il trattamento dei fanghi e di antischiuma e coagulanti con applicazioni civili e industriali. Fondata nel '98 la Europolimeri impiega attualmente 70 dipendenti ed è il cuore produttivo del gruppo. Ad essa si affiancano la sede centrale a Sandrigo in provincia di Vicenza, la 3F Chimica Deutschland e la 3F Chimica Americas con i suoi due impianti produttivi in NortCarolina e in Mississippi. La clientela si snoda in 36 Paesi; l'azienda ha inoltre inaugurato una collaborazione permanente con l'Istituto Tecnico "Malignani" di Cervignano per facilitare l'inserimento dei ragazzi nel mondo del lavoro.

Foglio della Collaborazione Pastorale Di San Giorgio di Nogaro

Vatican News 7 giugno 2026

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