Vangelo del Venerdì Santo


VANGELO (Gv 18,1- 19,42)
Passione del Signore.

+ Passione di nostro Signore Gesù Cristo secondo Giovanni

- Catturarono Gesù e lo legarono
In quel tempo, Gesù uscì con i suoi discepoli al di là del torrente Cèdron, dove c’era un giardino, nel quale entrò con i suoi discepoli. Anche Giuda, il traditore, conosceva quel luogo, perché Gesù spesso si era trovato là con i suoi discepoli. Giuda dunque vi andò, dopo aver preso un gruppo di soldati e alcune guardie fornite dai capi dei sacerdoti e dai farisei, con lanterne, fiaccole e armi. Gesù allora, sapendo tutto quello che doveva accadergli, si fece innanzi e disse loro: «Chi cercate?». Gli risposero: «Gesù, il Nazareno». Disse loro Gesù: «Sono io!». Vi era con loro anche Giuda, il traditore. Appena disse loro «Sono io», indietreggiarono e caddero a terra. Domandò loro di nuovo: «Chi cercate?». Risposero: «Gesù, il Nazareno». Gesù replicò: «Vi ho detto: sono io. Se dunque ! cercate me, lasciate che questi se ne vadano», perché si compisse la parola che egli aveva detto: «Non ho perduto nessuno di quelli che mi hai dato». Allora Simon Pietro, che aveva una spada, la trasse fuori, colpì il servo del sommo sacerdote e gli tagliò l’orecchio destro. Quel servo si chiamava Malco. Gesù allora disse a Pietro: «Rimetti la spada nel fodero: il calice che il Padre mi ha dato, non dovrò berlo?».

- Lo condussero prima da Anna
Allora i soldati, con il comandante e le guardie dei Giudei, catturarono Gesù, lo legarono e lo condussero prima da Anna: egli infatti era suocero di Caifa, che era sommo sacerdote quell’anno. Caifa era quello che aveva consigliato ai Giudei: «È conveniente che un solo uomo muoia per il popolo».

Intanto Simon Pietro seguiva Gesù insieme a un altro discepolo. Questo discepolo era conosciuto dal sommo sacerdote ed entrò con Gesù nel cortile del sommo sacerdote. Pietro invece si fermò fuori, vicino alla porta. Allora quell’altro discepolo, noto al sommo sacerdote, tornò fuori, parlò alla portinaia e fece entrare Pietro. E la giovane portinaia disse a Pietro: «Non sei anche tu uno dei discepoli di quest’uomo?». Egli rispose: «Non lo sono». Intanto i servi e le guardie avevano acceso un fuoco, perché faceva freddo, e si scaldavano; anche Pietro stava con loro e si scaldava.

Il sommo sacerdote, dunque, interrogò Gesù riguardo ai suoi discepoli e al suo insegnamento. Gesù gli rispose: «Io ho parlato al mondo apertamente; ho sempre insegnato nella sinagoga e nel tempio, dove tutti i Giudei si riuniscono, e non ho mai detto nulla di nascosto. Perché interroghi me? Interroga quelli che hanno udito ciò che ho detto loro; ecco, essi sanno che cosa ho detto». Appena detto questo, una delle guardie presenti diede uno schiaffo a Gesù, dicendo: «Così rispondi al sommo sacerdote?». Gli rispose Gesù: «Se ho parlato male, dimostrami dov’è il male. Ma se ho parlato bene, perché mi percuoti?». Allora Anna lo mandò, con le mani legate, a Caifa, il sommo sacerdote.

- Non sei anche tu uno dei suoi discepoli? Non lo sono!
Intanto Simon Pietro stava lì a scaldarsi. Gli dissero: «Non sei anche tu uno dei suoi discepoli?». Egli lo negò e disse: «Non lo sono». Ma uno dei servi del sommo sacerdote, parente di quello a cui Pietro aveva tagliato l’orecchio, disse: «Non ti ho forse visto con lui nel giardino?». Pietro negò di nuovo, e subito un gallo cantò.

- Il mio regno non è di questo mondo
Condussero poi Gesù dalla casa di Caifa nel pretorio. Era l’alba ed essi non vollero entrare nel pretorio, per non contaminarsi e poter mangiare la Pasqua. Pilato dunque uscì verso di loro e domandò: «Che accusa portate contro quest’uomo?». Gli risposero: «Se costui non fosse un malfattore, non te l’avremmo consegnato». Allora Pilato disse loro: «Prendetelo voi e giudicatelo secondo la vostra Legge!». Gli risposero i Giudei: «A noi non è consentito mettere a morte nessuno». Così si compivano le parole che Gesù aveva detto, indicando di quale morte doveva morire.

Pilato allora rientrò nel pretorio, fece chiamare Gesù e gli disse: «Sei tu il re dei Giudei?». Gesù rispose: «Dici questo da te, oppure altri ti hanno parlato di me?». Pilato disse: «Sono forse io Giudeo? La tua gente e i capi dei sacerdoti ti hanno consegnato a me. Che cosa hai fatto?». Rispose Gesù: «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù». Allora Pilato gli disse: «Dunque tu sei re?». Rispose Gesù: «Tu lo dici: io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per dare testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce». Gli dice Pilato: «Che cos’è la verità?».

E, detto questo, uscì di nuovo verso i Giudei e disse loro: «Io non trovo in lui colpa alcuna. Vi è tra voi l’usanza che, in occasione della Pasqua, io rimetta uno in libertà per voi: volete dunque che io rimetta in libertà per voi il re dei Giudei?». Allora essi gridarono di nuovo: «Non costui, ma Barabba!». Barabba era un brigante.

- Salve, re dei Giudei!
Allora Pilato fece prendere Gesù e lo fece flagellare. E i soldati, intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo e gli misero addosso un mantello di porpora. Poi gli si avvicinavano e dicevano: «Salve, re dei Giudei!». E gli davano schiaffi.

Pilato uscì fuori di nuovo e disse loro: «Ecco, io ve lo conduco fuori, perché sappiate che non trovo in lui colpa alcuna». Allora Gesù uscì, portando la corona di spine e il mantello di porpora. E Pilato disse loro: «Ecco l’uomo!».

Come lo videro, i capi dei sacerdoti e le guardie gridarono: «Crocifiggilo! Crocifiggilo!». Disse loro Pilato: «Prendetelo voi e crocifiggetelo; io in lui non trovo colpa». Gli risposero i Giudei: «Noi abbiamo una Legge e secondo la Legge deve morire, perché si è fatto Figlio di Dio».

All’udire queste parole, Pilato ebbe ancor più paura. Entrò di nuovo nel pretorio e disse a Gesù: «Di dove sei tu?». Ma Gesù non gli diede risposta. Gli disse allora Pilato: «Non mi parli? Non sai che ho il potere di metterti in libertà e il potere di metterti in croce?». Gli rispose Gesù: «Tu non avresti alcun potere su di me, se ciò non ti fosse stato dato dall’alto. Per questo chi mi ha consegnato a te ha un peccato più grande».

- Via! Via! Crocifiggilo!
Da quel momento Pilato cercava di metterlo in libertà. Ma i Giudei gridarono: «Se liberi costui, non sei amico di Cesare! Chiunque si fa re si mette contro Cesare». Udite queste parole, Pilato fece condurre fuori Gesù e sedette in tribunale, nel luogo chiamato Litòstroto, in ebraico Gabbatà. Era la Parascève della Pasqua, verso mezzogiorno. Pilato disse ai Giudei: «Ecco il vostro re!». Ma quelli gridarono: «Via! Via! Crocifiggilo!». Disse loro Pilato: «Metterò in croce il vostro re?». Risposero i capi dei sacerdoti: «Non abbiamo altro re che Cesare». Allora lo consegnò loro perché fosse crocifisso.

- Lo crocifissero e con lui altri due
Essi presero Gesù ed egli, portando la croce, si avviò verso il luogo detto del Cranio, in ebraico Gòlgota, dove lo crocifissero e con lui altri due, uno da una parte e uno dall’altra, e Gesù in mezzo. Pilato compose anche l’iscrizione e la fece porre sulla croce; vi era scritto: «Gesù il Nazareno, il re dei Giudei». Molti Giudei lessero questa iscrizione, perché il luogo dove Gesù fu crocifisso era vicino alla città; era scritta in ebraico, in latino e in greco. I capi dei sacerdoti dei Giudei dissero allora a Pilato: «Non scrivere: “Il re dei Giudei”, ma: “Costui ha detto: Io sono il re dei Giudei”». Rispose Pilato: «Quel che ho scritto, ho scritto».

- Si sono divisi tra loro le mie vesti
I soldati poi, quando ebbero crocifisso Gesù, presero le sue vesti, ne fecero quattro parti – una per ciascun soldato –, e la tunica. Ma quella tunica era senza cuciture, tessuta tutta d’un pezzo da cima a fondo. Perciò dissero tra loro: «Non stracciamola, ma tiriamo a sorte a chi tocca». Così si compiva la Scrittura, che dice: «Si sono divisi tra loro le mie vesti e sulla mia tunica hanno gettato la sorte». E i soldati fecero così.

- Ecco tuo figlio! Ecco tua madre!
Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé.
Dopo questo, Gesù, sapendo che ormai tutto era compiuto, affinché si compisse la Scrittura, disse: «Ho sete». Vi era lì un vaso pieno di aceto; posero perciò una spugna, imbevuta di aceto, in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. Dopo aver preso l’aceto, Gesù disse: «È compiuto!». E, chinato il capo, consegnò lo spirito.

(Qui si genuflette e di fa una breve pausa)

- E subito ne uscì sangue e acqua
Era il giorno della Parascève e i Giudei, perché i corpi non rimanessero sulla croce durante il sabato – era infatti un giorno solenne quel sabato –, chiesero a Pilato che fossero spezzate loro le gambe e fossero portati via. Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe all’uno e all’altro che erano stati crocifissi insieme con lui. Venuti però da Gesù, vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati con una lancia gli colpì il fianco, e subito ne uscì sangue e acqua. Chi ha visto ne dà testimonianza e la sua testimonianza è vera; egli sa che dice il vero, perché anche voi crediate. Questo infatti avvenne perché si compisse la Scrittura: «Non gli sarà spezzato alcun osso». E un altro passo della Scrittura dice ancora: «Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto».

- Presero il corpo di Gesù e lo avvolsero con teli insieme ad aromi
Dopo questi fatti Giuseppe di Arimatèa, che era discepolo di Gesù, ma di nascosto, per timore dei Giudei, chiese a Pilato di prendere il corpo di Gesù. Pilato lo concesse. Allora egli andò e prese il corpo di Gesù. Vi andò anche Nicodèmo – quello che in precedenza era andato da lui di notte – e portò circa trenta chili di una mistura di mirra e di áloe. Essi presero allora il corpo di Gesù e lo avvolsero con teli, insieme ad aromi, come usano fare i Giudei per preparare la sepoltura. Ora, nel luogo dove era stato crocifisso, vi era un giardino e nel giardino un sepolcro nuovo, nel quale nessuno era stato ancora posto. Là dunque, poiché era il giorno della Parascève dei Giudei e dato che il sepolcro era vicino, posero Gesù.

Parola del Signore

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terremoto in abruzzo - 6 aprile 2009

Le vittime

Elenco provvisorio identificazione vittime

(Ultimo aggiornamento: 9 aprile 2009, ore 21)

n./cognome/nome/data di nascita/sesso


1 Abdija Nurije 1968 F
2 Airulai Alena 07/02/1998 F
3 Alessandri Carmine 55/65 anni M
4 Alloggia Silvana 09/11/1942 F
5 Alviani Marco 11/08/1967 M
6 Andreassi Irma 27/09/1936 F
7 Andreassi Maria Antonella 03/11/1958 F
8 Andreassi Loreto 22/04/1931 M
9 Antonacci Giuseppa 31/01/1924 F
10 Antonini Giusy 09/07/1984 F
11 Antonini Maurizio 02/03/1971 M
12 Antonini Genny 17/11/1986 F
13 Antonini Stefano 11/08/1999 M
14 Antonucci Maria Assunta 16/09/1947 F
15 Bafile Vittorio 22/02/1928 M
16 Balassone Silvana 17/07/1936 F
17 Basile Anna 24/11/1960 F
18 Bassi Agata 06/12/1940 F
19 Battista Ines 31/01/1933 F
20 Battista Martina Benedetta 14/08/1987 F
21 Belfatto Angela 02/10/1919 F
22 Berardi Achille F
23 Bernardi Maria 16/06/1949 F
24 Bernardi Gaetano 26/10/1928 M
25 Bernardini Giovanna 28/09/1978 F
26 Berti Valentina 11/02/1975 F
27 Bianchi Nicola 08/08/1986 M
28 Biasini Giovanni 1946 M
29 Biondi Elisabetta 19/07/1936 F
30 Bobu Darinca Mirandoli 29/09/1973 F
31 Bonanni Anna Bernardina 16/11/1936 F
32 Bortoletti Daniela 09/01/1987 F
33 Bronico Sara 06/07/1997 F
34 Brunelli Giulio 10/01/1937 M
35 Bruno Filippo Maria 10/11/1992 F
36 Bruno Berardino 23/04/1982 M
37 Brusco Luisa 28/02/1913 F
38 Calvi Bolognese Angela 04/05/1976 F
39 Calvisi Maria 31/05/1926 F
40 Calvitti Massimo 08/06/1959 M
41 Canu Antonika 27/01/1931 F
42 Capasso Iolanda 15/02/1963 F
43 Capuano Luciana Pia 25/07/1989 F
44 Carletto Lidia 30/01/1933 F
45Carli Anna Maria 18/01/1944 F
46 Carli Augusto 03/01/1931 M
47 Carnevale Giulia 10/07/1986 F
48 Carosi Claudia 25/05/1979 F
49 Carpente Giovannino 01/01/1953 M
50 Cellini Luigi 17/11/1993 M
51 Centi Ludovica 28/09/2008 F
52 Centi Antonio 21/06/1947 M
53 Centi Pizzutilli Rocco M
54 Centofanti Davide 12/09/1989 M
55 Cepparulo Teresa 08/05/1948 F
56 Cervo Francesca 06/08/1945 F
57 Chernova Marija 07/01/2001 F
58 Chiarelli Achille 17/07/1934 M
59 Cialone Katia 09/06/1975 F
60 Ciancarella Elvezia 13/12/1958 F
61 Cicchetti Adalgisa 08/05/1932 F
62 Cimini Anna 27/04/1928 F
63 Cimorroni Concetta 28/11/1945 F
64 Cinì Lorenzo 01/06/1986 M
65 Cinque Matteo 05/08/1999 M
66 Cinque Davide 22/10/1997 M
67 Ciocca Elena 03/10/1919 F
68 Ciolfi Loris M
69 Ciolli Danilo 25/10/1983 M
70 Cirella Chiarina 16/04/1921 F
71 Ciuffini Dario 16/04/1983 M
72 Ciuffini Nadia 21/09/1952 F
73 Ciuffoletti Fernanda 09/03/1919 F
74 Cocco Anna 15/08/1928 F
75 Colaianni Ada Emma 11/12/1926 F
76 Colaianni Antonina 30/09/1926 F
77 Colaianni Daniele 1933 M
78 Colaianni Elisa 10/10/1933 F
79 Compagni Giovanni 11/03/1982 M
80 Cora Alessandra 08/01/1986 F
81 Corridore Rocco 05/04/1946 M
82 Cosenza Giovanni 20/12/1926 M
83 Costantini Luigia 07/01/1932 F
84 Cristiani Armando 24 anni M
85 Cruciano Angela Antonia 13/06/1987 F
86 Cupillari Andrea 11/01/1978 M
87 Dal Brollo Alice 24/12/1988 F
88 Damiani Giovanna 04/04/1923 F
89 D'amore Osvaldo 22/05/1951 M
90 D'Andrea Vinicio 14/06/1926 M
91 D'Antonio Giannina 60/70 anni F
92 De Angelis Lisa 03/02/1939 F
93 De Angelis Jenny 18/03/1983 F
94 De Felice Fabio 09/08/1987 M
95 De Felice Antonio 14/01/1966 M
96 De Felice Alexandro 30/01/2005 M
97 De Felice Lorenzo 14/01/2006 M
98 De Iulis Luigi 05/02/1927 M
99 De La Cruz Cursina Roberta 04/02/1952 F
100 De Nuntiis Maria Giuseppa 01/01/1925 F
101 De Paolis Anna Maria 17/04/1949 F
102 De Santis Angelina 20/04/1927 F
103 De Vecchis Panfilo 25/10/1922 M
104 De Vecchis Sara 01/02/1987 F
105 De Vecchis Pasquale 12/12/1938 M
106 Del Beato Maria Laura 08/03/1933 F
107 Del Beato Marisa 04/07/1935 F
108 Deli Serafina 18/11/1925 F
109 Della Loggia Lorenzo 02/12/1983 M
110 D'Ercole Alfredo 17/05/1942 M
111 D'Ercole Simona 23/05/1979 F
112 Di Battista Giuliana 04/03/1932 F
113 Di Cesare Luca 50 anni M
114 Di Filippo Rosina 26/02/1924 F
115 Di Giacobbe Maria 01/11/1947 F
116 Di Marco Stefania 12/02/1952 F
117 Di Marco Paolo 30/03/1987 M
118 Di Pasquale Alessio 14/10/1988 M
119 Di Pasquale Alessia 10/08/1986 F
120 Di Silvestre Gabriele 10/08/1989 M
121 Di Simone Alessio 13/09/1984 M
122 Di Stefano Domenica 23/01/1943 F
123 Di Stefano Odolinda 05/07/1937 F
124 Di Vincenzo Caterina 55/65 anni F
125 D'Ignazio Assunta 11/11/1937 F
126 Dottore Corrado 03/04/1963 M
127 El Sajet Boshti 09/12/2005 M
128 Elleboro Liliana 17/02/1933 F
129 Enesoiu Adriana 11/05/1961 F
130 Esposito Andrea 12/04/2006 M
131 Esposito Francesco Maria 16/02/1985 M
132 Fabi Domenica 12/02/1934 F
133 Ferella Delia Solidea 05/05/1928 F
134 Ferrauto Filippo 19/04/1932 M
135 Fioravanti Claudio 28/03/1943 M
136 Fiorentini Liliana 12/07/1931 F
137 Fiorenza Elpidio 26/10/1983 M
138 Franco Rosalba F
139 Fratì Mauran 13/01/1997 F
140 Gasperini Wilma 29/08/1926 F
141 Germinelli Giuseppina 2002 F
142 Germinelli Chiara 1998 F
143 Germinelli Micaela 16/08/1995 F
144 Germinelli Rosa 29/03/1992 F
145 Ghiroceanu Laurentiu Costant 19/12/1968 M
146 Ghiroceanu Antonio Ioavan 12/11/2008 M
147 Giallonardo Aurelio 16/06/1930 M
148 Giannangeli Salvatore 25/09/1934 M
149 Giannangeli Vincenzo 09/10/1973 M
150 Giannangeli Riccardo 13/05/1977 M
151 Gioia Piervincenzo 07/06/1963 M
152 Giugno Luigi 01/08/1974 M
153 Giugno Francesco 20/09/2007 M
154 Giustiniani Armando 30/04/1916 M
155 Grec Kristina o Marina 3-5 anni F
156 Guercioni Alberto 16/08/1973 M
157 Hasani Demal 15/12/1967 M
158 Hasani Refik 01/05/1965 M
159 Husein Hamade 28/07/1987 M
160 Ianni Franca 17/03/1948 F
161 Iavagnilio Michele 20/09/1983 M
162 Iberis Maria Incoronata 02/04/1927 F
163 Innocenzi Pierina 03/09/1952 F
164 Iovine Carmelina 15/12/1986 F
165 Italia Giuseppe 02/08/1963 M
166 Koufolias Vassilis 08/09/1981 M
167 Lannutti Ivana 03/07/1986 F
168 Leonetti Maria 21/03/1928 F
169 Liberati Vezio 12/06/1946 M
170 Liberati Vincenzo 06/11/1941 M
171 Lippi Giovanna 01/01/1955 F
172 Lippi Giuseppe 03/12/1918 M
173 Lisi Pasqualina 03/03/1950 F
174 Longhi Laura 10/05/1935 F
175 Lopardi Lidia 18/03/1917 F
176 Lunari Luca 15/03/1989 M
177 Magno Ada 05/10/1916 F
178 Marchione Francesca 08/08/1984 F
179 Marcotullio Elide 11/02/1939 F
180 Marcotullio Maria 06/11/1939 F
181 Marcotullio Bruno 13/05/1942 M
182 Marotta Carmine 13/01/1962 M
183 Marrone Maria Gilda 24/07/1920 F
184 Marrone Lina Loreta 15/04/1927 F
185 Marrone Maria Fina 29/10/1923 F
186 Marzolo Giuseppe 11/04/1976 M
187 Massimino Patrizia 19/08/1954 F
188 Mastracci Luana 05/12/1961 F
189 Mastropietro Luisa 16/01/1935 F
190 Mazzarella Anna 06/09/1929 F
191 Mazzeschi Valeria 23/09/1924 F
192 Miconi Giuseppe 19/03/1920
193 Migliarini Roberto 06/12/1966 M
194 Mignano Maria Civita 20/08/1984 F
195 Milani Francesca 10/01/2000 F
196 Monti Vicentini Erminia 11/11/1945 F
197 Moscardelli Federica 19/04/1984 F
198 Muntean Silviu Daniel 22/11/2002 M
199 Muzi Liberio 26/04/1920 M
200 Muzi Lucilla 13/12/1961 F
201 Nardis Cesira Pietrina 03/04/1934 F
202 Natale Maurizio 07/12/1987 M
203 Negrini Vincenza 25/02/1929 F
204 Nouzovsky Ondrey 25/05/1991 M
205 Olivieri Francesca 03/08/1986 F
206 Olivieri Francesco 19/02/1951 M
207 Orlandi Argenis Valentina 01/01/1986 F
208 Osmani Valbona 13/04/1996 F
209 Pacini Arianna 30/07/1982 F
210 Palumbo Anna 09/06/1947 F
211 Paolucci Maria Gabriella 03/03/1959 F
212 Papola Arturo 09/05/1942 M
213 Papola Elena 24/02/1935 F
214 Parisse Maria Paola 10/05/1993 F
215 Parisse Domenico jr 07/08/1991 M
216 Parisse Domenico sr 31/10/1934 M
217 Parobok Anna 25/07/1990 F
218 Passamonti Fabiana Andrea 06/07/1970 F
219 Pastorelli Sonia 18/07/1964 F
220 Pastorelli Aleandro 19/07/1921 M
221 Persichetti Sara 02/01/1986 F
222 Pezzopane Tommaso 05/02/1928 M
223 Pezzopane Iole 13/06/1918 F
224 Pezzopane Susanna M. Celes 04/10/1983 F
225 Pezzopane Benedetta 16/08/1982 F
226 Placentino Ilaria 10/11/1989 F
227 Puglisi Paola 18/12/1940 F
228 Puliti Andrea 30-40 anni M
229 Rambaldi Ilaria 24/01/1984 F
230 Ranalletta Rossella 22/10/1984 F
231 Ranieri Oreste 24/04/1932 M
232 Romano Carmen 24/05/1988 F
233 Romano Giustino 06/09/1984 M
234 Romano Elvio 31/08/1984 M
235 Romualdo Maurizio Rocco 06/10/1920 M
236 Rosa Antonina 07/12/1925 F
237 Rossi Michela 27/04/1971 F
238 Rossi Valentina 22/04/1975 F
239 Rotellini Silvana 11/19/1933 F
240 Russo Annamaria 24/01/1970 F
241 Sabatini Serenella 07/09/1960 F
242 Salcuni Martina 31/03/1988 F
243 Salvatore Antonio 10/02/1931 M
244 Santilli Anna 09/07/1934 F
245 Santosuosso Marco 05/09/1988 M
246 Sbroglia Edvige 45/50 anni F
247 Scimia Maria Santa 12/01/1935 F
248 Scipione Serena 05/05/1984 F
249 Sebastiani Lorenzo 28/09/1988 M
250 Semperlotti Maria Grazia 17/09/1965 F
251 Sferra Ernesto 26/10/1925 M
252 Sidoni Emidio 08/01/1922 M
253 Sidoni Emanuele 10/06/1948 M
254 Silvestrone Vittoria 20/11/1917 F
255 Smargiassi Francesco 26/02/1944 M
256 Spagnoli Flavia 04/04/1989 F
257 Spagnoli Sandro 25/12/1957 M
258 Spagnoli Assunta 04/02/1949 F
259 Spaziani Claudia 1963 F
260 Sponta Aurora 25/02/1936 F
261 Strazzella Michele 22/01/1981 M
262 Suor Lucia Ricci Rosina 03/11/1926 F
263 Tagliente Vittorio 11/07/1983 M
264 Tamburro Marino 18/12/1930 M
265 Tamburro Giuliana 09/01/1963 F
266 Terzini Enza 02/02/1988 F
267 Testa Ivana 06/10/1930 F
268 Testa Evandro 07/06/1913 M
269 Tiberio Noemi 02/02/1975 F
270 Tomei Paola 28/05/1960 F
271 Troiani Raffaele 19/01/1975 M
272 Turco Giuliana 55-65 anni F
273 Urbano Maria 23/03/1989 F
274 Valente Mario 26/03/1926 M
275 Vannucci Matteo 21/06/1986 M
276 Vasarelli Vittoria 01/01/1924 F
277 Vasarelli Giuseppina 02/09/1929 F
278 Verzilli Paolo 11/04/1982 M
279 Visione Daniela 20/03/1966 F
280 Vittorini Fabrizia F
281 Zaccagno Armedio 07/09/1923 M
282 Zaninotto Sergio 04/09/1940 M
283 Zavarella Roberta 23/12/1983 F
284 Zelena Marta 15/07/1992 F
285 Zingari Guido 17/01/1949 M
286 Zugaro Giuseppina 17/06/1956 F
1 Non identificato

TOTALE VITTIME 287

Portale Diocesi ci informa: Safilo e caffaro

Safilo-Caffaro, oltre mille al corteo di protesta a Udine versione testuale
Honsell: la vera sicurezza? Il posto di lavoro, non le ronde

UDINE (9 aprile, ore 11.30) - C’è chi è arrivato con i nipotini, chi con i propri figli, chi da solo, munito solo di bandiera e fischietto. Erano un migliaio questa mattina i lavoratori che hanno partecipato al grande corteo lungo le vie di Udine. Operai della Safilo, fianco a fianco a quelli della Caffaro. E poi una cinquantina di sindaci con i gonfaloni (anche il primo cittadino di Udine, Furio Honsell), l'assessore regionale alle Attività produttive, Luca Ciriani, il presidente del consiglio provinciale, Marco Quai.

Tutto per salvare gli 800 posti di lavoro a rischio a Precenicco e Martignacco e i mille a Torviscosa (tra interni e indotto). Molti gli striscioni dei lavoratori per dire «no ai licenziamenti». Alla manifestazione c'erano anche alcune donne con il capo coperto a lutto intorno a una simbolica bara della Safilo e del made in Italy. GUARDA LE FOTO

Il serpentone colorato è partito da piazzale Diacono per arrivare – dopo una tappa a Palazzo Torriani, sede di Confindustria – dal prefetto, Ivo Salemme, dove è stata ricevuta una delegazione sindacale. Sotto, in via Piave, i lavoratori hanno continuato a cantare, fischiare e gridare i loro no.

«Il nostro obiettivo è chiedere l'intervento del Governo – hanno spiegato i sindacati – per evitare che questi due casi sfocino in estremo disagio sociale».

«La vera sicurezza è quella del posto di lavoro, oltre a quella sul posto di lavoro. Per mesi la Regione ci ha tormentato con il problema delle ronde e della polizia regionale. Ma la vera sicurezza è un’altra. Ed è quella per cui vi battete voi qui oggi». Così il sindaco di Udine, Furio Honsell, il cui intervento è stato più volte interrotto dagli applausi. «Voi rappresentate tutti noi – ha detto Honsell ai lavoratori, che sostavano sotto la Prefettura –. Perché tutti dobbiamo difendere il lavoro. Se si perde il lavoro, sarà una sconfitta per tutti, nessuno escluso. Vi ringrazio di essere qui oggi perché siete un esempio e la vostra presenza dà un insegnamento fondamentale a tutti, in particolare alle nuove generazioni. La Safilo e la Caffaro sono due aziende che rappresentano una ricchezza per tutta l’Italia. Sono un patrimonio straordinario che non possiamo rischiare di perdere. Abbandonarle significherebbe perdere ogni speranza. Voi dovete resistere e Udine è con voi».

Il primo cittadino del capoluogo friulano ha poi invitato la Regione a «impegnarsi davvero per risolvere questo problema. Perché se si vuole, i problemi si possono risolvere. È inutile che Ciriani venga a una manifestazione come questa e poi ci tormenti con il problema della polizia regionale e delle ronde. Lui è l’assessore regionale all’industria e i problemi di queste aziende li può risolvere, ad esempio attraverso Friulia. La finanziaria regionale ha molti utili e può intervenire. Perché è necessario investire sul lavoro e creare opportunità per i giovani. In questo modo si risolve il problema della sicurezza concretamente e non attraverso azioni demagogiche».

Purtroppo le vittime sono in salita...preghiamo per loro e i sopravvissuti

Terremoto, un milione di euro dalla Regione versione testuale
Ancora crolli. 260 i morti. Invito di mons. Brollo alla solidarietà

UDINE (8 aprile, ore 15.30) - 260 le vittime accertate, ma il bilancio sale di ora in ora. Mille i feriti. E ieri e oggi nuove scossa, forte quasi quanto la prima, hanno provocato nuovi crolli e sono state avvertite in tutto il Centro Italia. Case e chiese distrutte, paura. 500 i volontari friulani a L'Aquila.

La Giunta regionale del Friuli-Venezia Giulia ha stanziato un milione di euro per le spese della Protezione civile regionale impegnata in questi giorni nelle operazioni di soccorso in Abruzzo. Lo si apprende dall'assessore regionale alla Protezione civile, Vanni Lenna, che stamane ha firmato il decreto con il presidente Renzo Tondo. Lo stanziamento aggiuntivo rispetto al budget annuale della Protezione civile regionale, ha l'obiettivo di fronteggiare le spese connesse all'emergenza del terremoto in Abruzzo, tra cui l'approntamento della colonna mobile, l'acquisizione o noleggio di beni e il telerilevamento effettuato dall'elicottero.

Anche la Chiesa udinese si fa prossima alle popolazioni dell'Abruzzo colpite dal terremoto. Mons. Brollo, ricordando commosso la vicinanza fraterna ricevuta da tutte le diocesi italiane durante il terremoto del 1976 che segnò profondamente il Friuli, invita tutte le parrocchie ad unirsi alla sua preghiera e ad esprimere solidarietà concreta attraverso la Caritas diocesana. LEGGI

LA TESTIMONIANZA DI UN PRETE FRIULANO A L'AQUILA:
«Chi ha vissuto il dramma del 1976 in Friuli può immaginare quello che accade qui».

Recuperiamo il 6 aprile...per noi il dopo 250°...

Terremoto in Centro italia, 120 uomini
della protezione civile in partenza dal Friuli versione testuale
27, per ora, i morti accertati, migliaia gli sfollati. Il bilancio
potrebbe peggiorare nelle prossime ore

UDINE (6 aprile, ore 9.15) - Un sisma, di magnitudo 5,8 sulla scala Richter, pari all’ottavo-nono di quella Mercalli, ha colpito poco prima delle 3 e trenta di questa mattina il centro Italia ed in particolare l'Abruzzo. Migliaia gli sfollati nelle strade invase dai calcinacci, soprattutto nella zona vicina a L’Aquila. Le vittime accertate, per ora, sono 27, ma il bilancio sarà probabilmente più tragico.

Guido Bertolaso, direttore del dipartimento nazionale della protezione Pivile, ha detto che «si tratta di un terremoto di grave entità e ha chiesto la collaborazione di tutti per evitare di intasare le strade in Abruzzo e per facilitare i soccorsi». Il Friuli non si fa attendere. Più di 120 volontari sono partiti in mattinata per le zone colpite dal sisma. Oltre ai volontari, il Friuli Venezia Giulia ha inviato una task force per la sala operativa dell'Aquila e un elicottero per la ricognizione dei danni. Non si esclude che nel corso della giornata altri volontari del Friuli Venezia Giulia partano alla volta dell'Abruzzo.


Un’altra scossa di terremoto, con epicentro a Ravenna, era stata avvertita molto prima di quella di oggi, verso le 22 di ieri sera, anche in regione, in particolare a Trieste, Grado, Lignano e nei piani alti di varie località lungo la costa friulana. Il sisma, secondo i rilevamenti della rete sismica della sala operativa di Palmanoca, ha avuto un’intensità fra il quarto e il quinto grado della scala Richter. Alla Protezione civile sono giunte varie telefonate da località costiere friulane e giuliane, ma non sono segnalati né danni, né feriti.

CLICCA su PLAY per ascoltare l'intervista con Guglielmo Berlasso, direttore della Protezione civile del Friuli-Venezia Giulia

Honsell: «Pronti a dare il nostro aiuto»
«Un gruppo della protezione civile del Comune di Udine è già partito per L’Aquila per portare soccorso, mezzi e materiali di sopravvivenza alla popolazione dell’area colpita dal sisma». Ad annunciare l’invio degli aiuti da parte del Comune di Udine è il sindaco Furio Honsell. «Siamo vicini a tutte le persone che in queste ore stanno lottando contro questa terribile tragedia – dichiara il primo cittadino –. Ho già inviato un messaggio di solidarietà al sindaco di L’Aquila, al rettore dell’ateneo e agli altri amministratori locali coinvolti dall’emergenza per esprimergli sostegno e solidarietà a nome di tutta la città di Udine».

Già alle prime ore dell’alba di oggi 6 aprile una squadra della protezione civile udinese è partita per l’Abruzzo con generatori, attrezzature e materiali. «Ovviamente in questo momento la cosa più importante è riuscire a soccorrere tempestivamente chi si trova ancora sotto le macerie – afferma l’assessore alla Protezione civile, Lorenzo Croattini –. Proprio per questo abbiamo individuato subito i mezzi più adatti per dare il nostro contributo».

Ancora vivo il ricordo del dramma del 1976
Il Comune di Udine ha messo a disposizione un camion-gru del verde pubblico, che nel giro di qualche ora partirà da Palmanova insieme a un pick up e con un carico di tende e di gruppi elettrogeni. In tutto sono 9 le persone partite o in partenza dal capoluogo friulano. «Udine, come tutto il Friuli, ha ancora vivo il dramma del 1976 – osserva Honsell – e proprio per questo ha reagito prontamente, con competenza e forte senso di solidarietà, alla tragedia che sta colpendo l’Abruzzo».

Ieri una scossa avvertita anche in Friuli

Un aiuto per L'Aquila

COMUNICATO STAMPA

Il cordoglio del presidente Andrea Olivero

TERREMOTO: ACLI, “UN AIUTO PER L’AQUILA”, ATTIVATI DUE CONTI CORRENTI PER RACCOGLIERE FONDI

Roma, 7 aprile 2009 - Per raccogliere fondi da destinare alle popolazioni vittime del terremoto in Abruzzo, le Associazioni cristiane dei lavoratori italiani hanno attivato due conti correnti presso Poste Italiane e Banca Etica. Per gli iscritti delle sedi provinciali sparse in tutta Italia e per tutti i cittadini che intendono offrire un contributo economico.

I fondi raccolti saranno destinati alla realizzazione di progetti mirati da attuare nella fase di ricostruzione, in accordo con le Acli territoriali, che in Abruzzo contano 110 circoli per oltre 12mila soci, di cui circa la metà residenti nella provincia de L’Aquila.

Il presidente nazionale delle Acli Andrea Olivero esprime il cordoglio dell’associazione per le vittime, la vicinanza ai feriti, ai familiari, a tutte le persone coinvolte: «Gli abitanti de L’Aquila e dell’Abruzzo potranno contare sul sostegno, l’affetto e la solidarietà degli italiani, che nei momenti di difficoltà come questi sanno riconoscersi come un popolo unito e dare prova di grande generosità».

I contributi di solidarietà possono essere versati sul conto corrente bancario di Banca Etica (Iban - IT 06 M 05018 03200 000000129000) intestato a “Acli – Un aiuto per L’Aquila”; oppure su conto corrente postale intestato alle “Acli” (Iban - IT68 D07601 03200 000030577001), indicando nella causale “Acli – Un aiuto per L’Aquila”)

Acli comunica per i giovani

COMUNICATO STAMPA

I Giovani delle Acli raccolgono l’appello del ministro Meloni e rilanciano con una proposta

TERREMOTO: FONDO GIOVANI PER RICOSTRUIRE LA CASA DELLO STUDENTE

Giuseppe Failla: «Pronti ad attivarci come volontari»

Roma, 7 aprile 2009 - I Giovani delle Acli raccolgono l’appello rivolto dal ministro della Gioventù Giorgia Meloni a tutte le associazioni e i movimenti giovanili per “fare qualcosa assieme” per le popolazioni colpite dal terremoto a L’Aquila e in Abruzzo, e dichiarandosi «a disposizione del ministero per quanto sarà necessario attivare nelle prossime settimane».

«Finita la fase della prima emergenza – dichiara il responsabile dei giovani aclisti Giuseppe Failla – sarà necessario inviare in loco tantissimi volontari per aiutare le popolazioni colpite dal terremoto e costrette a vivere i prossimi mesi in situazione di disagio. Abbiamo già fatto appello a tutti i nostri iscritti per offrire la propria disponibilità nella fase di ricostruzione. I giovani di questo Paese hanno l’occasione di dimostrare la propria generosità, smentendo ancora una volta quanti vorrebbero etichettarli come bulli, bamboccioni o guerriglieri».

Sostegno dai Giovani delle Acli anche all’iniziativa annunciata dal ministro Meloni di un conto corrente per raccogliere fondi in accordo con il canale Mtv, con una proposta: «Sarebbe bello dedicare quei fondi alla ricostruzione della casa dello studente sventrata dal terremoto, che ha visto morire sotto le macerie ragazzi che volevano solamente studiare per costruire il loro futuro».

Dal Vangelo del Martedì Santo

“Darai la tua vita per me? In verità, in verità ti dico: non canterà il gallo, prima che tu non m’abbia rinnegato tre volte”.

Calendario settimanale 5 marzo 2009

L'Addolorata secondo il Blog del Presidente Tondo

S.Giorgio: 250 anni della Madonna Addolorata

Duomo di San Giorgio di Nogaro gremito stasera in occasione dela celebrazione del 250° dal voto della Comunità Sangiorgina per la fine della epidemia di peste che colpì all'epoca quel territorio della Bassa Friulana.
Presente il Vescovo, Monsignor Pietro Brollo che ha officiato la Messa assieme al parroco don Livio Carlino, già cappellano a Tolmezzo negli anni Novanta.
Ho avuto la opportunità, parlando in Chiesa, di portare un saluto e un messaggio di fiducia ai cittadini di San Giorgio, pesantemente colpiti, assieme ad altri comuni, dalla crisi della Caffaro.
Presente anche il Sindaco Del Frate, oltre al consigliere regionale Cargnelutti e al mio caro amico Toni Mammarella.
Da segnalare, interessante davvero, la mostra degli ori donati alla Madonna negli anni dai cittadini di San Giorgio.

L'ASCA Parla dell'Addolorata

Foglio della Collaborazione Pastorale Di San Giorgio di Nogaro

Anna Marina Vendrametto, Una preghiera per lei che ha avuto ura dei suoi giovani alunni

  E' mancata all'affetto dei suoi cari Anna Marina Vendrametto ved. Costantini "Maestra Marina" di 69 anni Ne danno il tri...