Per tutti i volontari!


Venerdì 29 maggio ore 21.00

presso lo stand di Villa Dora.

Il comitato organizzatore incontra tutti i volontari che hanno operato per la mostra e le altre attività in occasione delle Feste dell’Addolorata per dirci scambievolmente grazie e per un momento di sobria convivialità



Nuovi Cristiani nel Giorno dell'Ascensione del Signore


Quest’oggi hanno ricevuto il Battesimo

Zanini Cristian, Dalpasso Alessandro, Ellero Lucrezia, Savio Giulia Victoria.Tartaro Alessandro,

Grop Mathias Gregory

Commento alla parola domenica 24 maggio 2009





ASCENSIONE DEL SIGNORE


Il lucchetto ed il cielo

Molti ragazzi di Roma hanno pensato di giurarsi amore eterno allo stesso modo dei protagonisti di un romanzo ormai diventato famoso. Chiudono un lucchetto sul parapetto di ponte Milvio e poi buttano la chiave nel fiume Tevere. È il loro modo di dirsi: “Saremo uniti per sempre”. Per molti non sono per niente belli da vedersi quei lucchetti… Ma è bello il simbolo e commovente l’intenzione: “Noi abbiamo chiuso questo lucchetto (cioè sigillato il nostro patto di amarci per sempre) e nessuno lo potrà mai aprire, neanche noi, perché buttiamo via la chiave”. E quel lucchetto rimane lì. È diventato un simbolo d’amore, certo! Ma è un simbolo chiuso, statico, fermo. Un testimone tenero ma silenzioso. Senza coscienza. Senza alcun potere di aiutare quei due ragazzi che vogliono amarsi in eterno. Un simbolo che arrugginisce senza neanche saperlo, semplicemente con il passare del tempo… Come succede purtroppo a tanti amori che non hanno dato a Dio le chiavi dei propri cuori e dei propri corpi. Amori e storie che si chiudono, perché erano chiusi già al momento d’iniziare.

Anche Gesù, dopo averci amato in tutti i modi possibili e fino all’ultima goccia di sangue, vuole “inventare” un simbolo d’amore. Ascende al cielo. È un simbolo aperto, dinamico, in movimento.. com’è nella natura vera dell’amore. Se il lucchetto testimonia un istante, una promessa ancora tutta da realizzare, Gesù che ascende al cielo intanto testimonia una promessa mantenuta: la sua vita, spesa per amare e sacrificata per amore di ciascuno di noi. Inoltre, il lucchetto non può cambiare la realtà della vita e dell’amore di chi lo ha messo! Gesù che ascende al cielo invece inaugura e ci introduce in una nuova realtà: quella della vita eterna. Gesù non chiude un lucchetto e se ne va, ma “apre” un nuovo orizzonte: quello del cielo, quello del Padre, quello dell’amore eterno. Quello dell’amore che non ha limiti e confini né di spazio né di tempo. Gesù non rimane spettatore impassibile e impotente - come il lucchetto - da qualche parte su di un trono al di là delle nuvole! Tutto il contrario. Ascendere al cielo non è un modo di congedarsi, di separarsi da noi! Salendo al cielo Gesù ci dice: “Ora saremo davvero uniti per sempre. Il cielo è aperto. La vita eterna, l’amore eterno è a vostra disposizione da adesso. Pietro, ricordati che io non ho buttato le chiavi, ma le ho date a te per aprire a tutti quelli che vogliono entrare! Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura”. Gesù continua ad essere presente e operante ma in modo più “alto”, più perfetto… Attraverso di noi.


Perché state

a guardare il cielo?


Sembra un dolce rimprovero e, in effetti, lo è. Ma forse non dobbiamo guardare il cielo?

A ciascuno di noi sarà capitato almeno una volta di guardare il cielo - non solo per vedere che tempo farà - e rimanerne affascinati. Magari pensando a qualcuno o lasciando che i propri pensieri, desideri, spiccassero il volo… Vivendo a Roma bisogna fare molta attenzione a dove metti i piedi per terra, non puoi guardare al cielo. Ma ci farebbe bene ogni tanto fare questo. Ricordare a noi stessi che il Padre nostro che è nei cieli è il Padre di tutti, è al di sopra di tutti, agisce per mezzo di tutti ed è presente in tutti. Ricordare a noi stessi che non siamo stati creati solo dalla terra ma anche dallo Spirito di Dio. Che non esistiamo per stare su questa terra meglio possibile e il più a lungo possibile ma per un progetto d’amore di Dio che è ogni giorno da scoprire con la preghiera e l’ascolto della sua Parola.

Ricordare che la mia vita ha un senso e un posto, accanto a qualcun altro, per edificare il corpo di Cristo. E allora? Cosa significa il dolce rimprovero? Solo qualche domenica fa san Paolo ci aveva detto: “pensate alle cose di lassù”. Ecco la risposta: “Pensate” al cielo! Non: “guardate” il cielo… perché dovete guardare sulla terra, a quello che succede qui, a chi ha bisogno di voi.

Pensate alle cose di lassù mentre vi date da fare nelle cose di quaggiù. Perché senza l’amore di Dio non potete amare né voi stessi né chiunque vive su questa terra.

Altro che “tre metri sopra il cielo”… “Tre metri sotto terra”!!!

Pensa al cielo e ti riempi di speranza quando sei tentato di disperarti. Pensa al cielo e ricevi la forza di sacrificarti per amore quando il sentimento dell’amore sembra finito. Pensa al cielo e sperimenti la gioia di continuare ad amare quelli che pensavi di avere perso e che invece vivono nell’amore eterno di Dio e continuano ad amarti e ti attendono. Pensa al cielo e trovi il coraggio di convertirti! Pensa al cielo ma non stare a guardarlo per fantasticare o per conoscere il futuro. Il futuro è questo presente sulla terra, quello che vivi o che non vivi oggi con il Signore… questo è il tuo cielo.

Calendario settimanale 25 maggio 2008

Domenica 24 maggio 2009


PARROCCHIA SAN GIORGIO M.

Foglio per i Lettori

ASCENSIONE DEL SIGNORE (ANNO B)

PRIMA LETTURA (At 1,1-11)
Fu elevato in alto sotto i loro occhi.

Dagli Atti degli Apostoli

Nel primo racconto, o Teòfilo, ho trattato di tutto quello che Gesù fece e insegnò dagli inizi fino al giorno in cui fu assunto in cielo, dopo aver dato disposizioni agli apostoli che si era scelti per mezzo dello Spirito Santo.
Egli si mostrò a essi vivo, dopo la sua passione, con molte prove, durante quaranta giorni, apparendo loro e parlando delle cose riguardanti il regno di Dio. Mentre si trovava a tavola con essi, ordinò loro di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere l’adempimento della promessa del Padre, «quella – disse – che voi avete udito da me: Giovanni battezzò con acqua, voi invece, tra non molti giorni, sarete battezzati in Spirito Santo».
Quelli dunque che erano con lui gli domandavano: «Signore, è questo il tempo nel quale ricostituirai il regno per Israele?». Ma egli rispose: «Non spetta a voi conoscere tempi o momenti che il Padre ha riservato al suo potere, ma riceverete la forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi, e di me sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samarìa e fino ai confini della terra».
Detto questo, mentre lo guardavano, fu elevato in alto e una nube lo sottrasse ai loro occhi. Essi stavano fissando il cielo mentre egli se ne andava, quand’ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: «Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che di mezzo a voi è stato assunto in cielo, verrà allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo».

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 46)
Rit: Ascende il Signore tra canti di gioia.

Popoli tutti, battete le mani!
Acclamate Dio con grida di gioia,
perché terribile è il Signore, l’Altissimo,
grande re su tutta la terra. Rit.

Ascende Dio tra le acclamazioni,
il Signore al suono di tromba.
Cantate inni a Dio, cantate inni,
cantate inni al nostro re, cantate inni. Rit:

Perché Dio è re di tutta la terra,
cantate inni con arte.
Dio regna sulle genti,
Dio siede sul suo trono santo. Rit:

SECONDA LETTURA (Ef 4,1-13)
Raggiungere la misura della pienezza di Cristo.

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni

Fratelli, io, prigioniero a motivo del Signore, vi esorto: comportatevi in maniera degna della chiamata che avete ricevuto, con ogni umiltà, dolcezza e magnanimità, sopportandovi a vicenda nell’amore, avendo a cuore di conservare l’unità dello spirito per mezzo del vincolo della pace.
Un solo corpo e un solo spirito, come una sola è la speranza alla quale siete stati chiamati, quella della vostra vocazione; un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo. Un solo Dio e Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, opera per mezzo di tutti ed è presente in tutti.
A ciascuno di noi, tuttavia, è stata data la grazia secondo la misura del dono di Cristo. Per questo è detto: «Asceso in alto, ha portato con sé prigionieri, ha distribuito doni agli uomini». Ma cosa significa che ascese, se non che prima era disceso quaggiù sulla terra? Colui che discese è lo stesso che anche ascese al di sopra di tutti i cieli, per essere pienezza di tutte le cose.
Ed egli ha dato ad alcuni di essere apostoli, ad altri di essere profeti, ad altri ancora di essere evangelisti, ad altri di essere pastori e maestri, per preparare i fratelli a compiere il ministero, allo scopo di edificare il corpo di Cristo, finché arriviamo tutti all’unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio, fino all’uomo perfetto, fino a raggiungere la misura della pienezza di Cristo.
Parola di Dio

Canto al Vangelo (Mt 28,19.20)
Alleluia, alleluia.
Andate e fate discepoli tutti i popoli, dice il Signore.
Ecco, io sono con voi tutti i giorni,
fino alla fine del mondo.
Alleluia.

VANGELO (Mc 16,15-20)
Il Signore fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio.

+ Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, [Gesù apparve agli Undici] e disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno».
Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio.
Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano.
Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Nel giorno in cui Gesù risorto è tornato al Padre, innalziamo con fiducia le nostre preghiere nell'attesa del suo ritorno glorioso.
Preghiamo insieme e diciamo: ascoltaci, Signore

1. Per la Chiesa, perché svolga con rinnovato entusiasmo il suo impegno missionario di annunciare il Vangelo fino ai confini del mondo, preghiamo.


2. Per il Papa, i vescovi, i presbiteri e tutti i missionari del Vangelo, perché possano promuovere sempre gli autentici valori del Vangelo, testimoniando l'amore, la verità, la giustizia e la pace, preghiamo.

3. Per coloro che usano le nuove tecnologie, perché si impegnino nella diffusione della cultura del rispetto della persona umana, del dialogo, dell’amicizia. Preghiamo


4. Per i bambini che oggi ricevono il Battesimo, perché trovino nella comunità cristiana testimoni autentici e sincera accoglienza alle loro domande e speranze, preghiamo.
4. Per tutti noi, perché il Signore Gesù possa illuminare gli occhi della nostra mente, per scoprire la grandezza della speranza alla quale ci ha chiamati e dell'eredità che ci è stata promessa, preghiamo.

5. Per coloro che usano le nuove tecnologie, perché si impegnino nella diffusione della cultura del rispetto della persona umana, del dialogo, dell’amicizia. Preghiamo

6. Per la nostra sorella FABRIS MARAN ORIANNA che Dio ha reso partecipe del Mistero Pasquale di Cristo, perché viva in eterno la comunione dei santi in paradiso. Preghiamo.

O Signore risorto, che per tutti i tuoi figli hai preparato un posto nella tua casa, fa' che il desiderio del cielo ci renda solleciti nel compiere la tua volontà e attenti ai desideri dei fratelli che vivono accanto a noi. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.

"Nuove tecnologie, nuove relazioni. Promuovere una cultura di rispetto, di dialogo, di amicizia."

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE
BENEDETTO XVI
PER LA XLIII GIORNATA MONDIALE
DELLE COMUNICAZIONI SOCIALI

"Nuove tecnologie, nuove relazioni.
Promuovere una cultura di rispetto, di dialogo, di amicizia."

24 maggio 2009




Cari fratelli e sorelle,

in prossimità ormai della Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, mi è caro rivolgermi a voi per esporvi alcune mie riflessioni sul tema scelto per quest’anno: Nuove tecnologie, nuove relazioni. Promuovere una cultura di rispetto, di dialogo, di amicizia. In effetti, le nuove tecnologie digitali stanno determinando cambiamenti fondamentali nei modelli di comunicazione e nei rapporti umani. Questi cambiamenti sono particolarmente evidenti tra i giovani che sono cresciuti in stretto contatto con queste nuove tecniche di comunicazione e si sentono quindi a loro agio in un mondo digitale che spesso sembra invece estraneo a quanti di noi, adulti, hanno dovuto imparare a capire ed apprezzare le opportunità che esso offre per la comunicazione. Nel messaggio di quest’anno, il mio pensiero va quindi in modo particolare a chi fa parte della cosiddetta generazione digitale: con loro vorrei condividere alcune idee sullo straordinario potenziale delle nuove tecnologie, se usate per favorire la comprensione e la solidarietà umana. Tali tecnologie sono un vero dono per l’umanità: dobbiamo perciò far sì che i vantaggi che esse offrono siano messi al servizio di tutti gli esseri umani e di tutte le comunità, soprattutto di chi è bisognoso e vulnerabile.

L’accessibilità di cellulari e computer, unita alla portata globale e alla capillarità di internet, ha creato una molteplicità di vie attraverso le quali è possibile inviare, in modo istantaneo, parole ed immagini ai più lontani ed isolati angoli del mondo: è, questa, chiaramente una possibilità impensabile per le precedenti generazioni. I giovani, in particolare, hanno colto l’enorme potenziale dei nuovi media nel favorire la connessione, la comunicazione e la comprensione tra individui e comunità e li utilizzano per comunicare con i propri amici, per incontrarne di nuovi, per creare comunità e reti, per cercare informazioni e notizie, per condividere le proprie idee e opinioni. Molti benefici derivano da questa nuova cultura della comunicazione: le famiglie possono restare in contatto anche se divise da enormi distanze, gli studenti e i ricercatori hanno un accesso più facile e immediato ai documenti, alle fonti e alle scoperte scientifiche e possono, pertanto, lavorare in équipe da luoghi diversi; inoltre la natura interattiva dei nuovi media facilita forme più dinamiche di apprendimento e di comunicazione, che contribuiscono al progresso sociale.

Sebbene sia motivo di meraviglia la velocità con cui le nuove tecnologie si sono evolute in termini di affidabilità e di efficienza, la loro popolarità tra gli utenti non dovrebbe sorprenderci, poiché esse rispondono al desiderio fondamentale delle persone di entrare in rapporto le une con le altre.

Questo desiderio di comunicazione e amicizia è radicato nella nostra stessa natura di esseri umani e non può essere adeguatamente compreso solo come risposta alle innovazioni tecnologiche. Alla luce del messaggio biblico, esso va letto piuttosto come riflesso della nostra partecipazione al comunicativo ed unificante amore di Dio, che vuol fare dell’intera umanità un’unica famiglia. Quando sentiamo il bisogno di avvicinarci ad altre persone, quando vogliamo conoscerle meglio e farci conoscere, stiamo rispondendo alla chiamata di Dio – una chiamata che è impressa nella nostra natura di esseri creati a immagine e somiglianza di Dio, il Dio della comunicazione e della comunione.

Il desiderio di connessione e l’istinto di comunicazione, che sono così scontati nella cultura contemporanea, non sono in verità che manifestazioni moderne della fondamentale e costante propensione degli esseri umani ad andare oltre se stessi per entrare in rapporto con gli altri. In realtà, quando ci apriamo agli altri, noi portiamo a compimento i nostri bisogni più profondi e diventiamo più pienamente umani. Amare è, infatti, ciò per cui siamo stati progettati dal Creatore. Naturalmente, non parlo di passeggere, superficiali relazioni; parlo del vero amore, che costituisce il centro dell’insegnamento morale di Gesù: "Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza" e "Amerai il tuo prossimo come te stesso" (cfr Mc 12,30-31). In questa luce, riflettendo sul significato delle nuove tecnologie, è importante considerare non solo la loro indubbia capacità di favorire il contatto tra le persone, ma anche la qualità dei contenuti che esse sono chiamate a mettere in circolazione. Desidero incoraggiare tutte le persone di buona volontà, attive nel mondo emergente della comunicazione digitale, perché si impegnino nel promuovere una cultura del rispetto, del dialogo, dell’amicizia.

Pertanto, coloro che operano nel settore della produzione e della diffusione di contenuti dei nuovi media non possono non sentirsi impegnati al rispetto della dignità e del valore della persona umana. Se le nuove tecnologie devono servire al bene dei singoli e della società, quanti ne usano devono evitare la condivisione di parole e immagini degradanti per l’essere umano, ed escludere quindi ciò che alimenta l’odio e l’intolleranza, svilisce la bellezza e l’intimità della sessualità umana, sfrutta i deboli e gli indifesi.

Le nuove tecnologie hanno anche aperto la strada al dialogo tra persone di differenti paesi, culture e religioni. La nuova arena digitale, il cosiddetto cyberspace, permette di incontrarsi e di conoscere i valori e le tradizioni degli altri. Simili incontri, tuttavia, per essere fecondi, richiedono forme oneste e corrette di espressione insieme ad un ascolto attento e rispettoso. Il dialogo deve essere radicato in una ricerca sincera e reciproca della verità, per realizzare la promozione dello sviluppo nella comprensione e nella tolleranza. La vita non è un semplice succedersi di fatti e di esperienze: è piuttosto ricerca del vero, del bene e del bello. Proprio per tale fine compiamo le nostre scelte, esercitiamo la nostra libertà e in questo, cioè nella verità, nel bene e nel bello, troviamo felicità e gioia. Occorre non lasciarsi ingannare da quanti cercano semplicemente dei consumatori in un mercato di possibilità indifferenziate, dove la scelta in se stessa diviene il bene, la novità si contrabbanda come bellezza, l’esperienza soggettiva soppianta la verità.

Il concetto di amicizia ha goduto di un rinnovato rilancio nel vocabolario delle reti sociali digitali emerse negli ultimi anni. Tale concetto è una delle più nobili conquiste della cultura umana. Nelle nostre amicizie e attraverso di esse cresciamo e ci sviluppiamo come esseri umani. Proprio per questo la vera amicizia è stata da sempre ritenuta una delle ricchezze più grandi di cui l’essere umano possa disporre. Per questo motivo occorre essere attenti a non banalizzare il concetto e l’esperienza dell’amicizia. Sarebbe triste se il nostro desiderio di sostenere e sviluppare on-line le amicizie si realizzasse a spese della disponibilità per la famiglia, per i vicini e per coloro che si incontrano nella realtà di ogni giorno, sul posto di lavoro, a scuola, nel tempo libero. Quando, infatti, il desiderio di connessione virtuale diventa ossessivo, la conseguenza è che la persona si isola, interrompendo la reale interazione sociale. Ciò finisce per disturbare anche i modelli di riposo, di silenzio e di riflessione necessari per un sano sviluppo umano.

L’amicizia è un grande bene umano, ma sarebbe svuotato del suo valore, se fosse considerato fine a se stesso. Gli amici devono sostenersi e incoraggiarsi l’un l’altro nello sviluppare i loro doni e talenti e nel metterli al servizio della comunità umana. In questo contesto, è gratificante vedere l’emergere di nuove reti digitali che cercano di promuovere la solidarietà umana, la pace e la giustizia, i diritti umani e il rispetto per la vita e il bene della creazione. Queste reti possono facilitare forme di cooperazione tra popoli di diversi contesti geografici e culturali, consentendo loro di approfondire la comune umanità e il senso di corresponsabilità per il bene di tutti. Ci si deve tuttavia preoccupare di far sì che il mondo digitale, in cui tali reti possono essere stabilite, sia un mondo veramente accessibile a tutti. Sarebbe un grave danno per il futuro dell’umanità, se i nuovi strumenti della comunicazione, che permettono di condividere sapere e informazioni in maniera più rapida e efficace, non fossero resi accessibili a coloro che sono già economicamente e socialmente emarginati o se contribuissero solo a incrementare il divario che separa i poveri dalle nuove reti che si stanno sviluppando al servizio dell’informazione e della socializzazione umana.

Vorrei concludere questo messaggio rivolgendomi, in particolare, ai giovani cattolici, per esortarli a portare nel mondo digitale la testimonianza della loro fede. Carissimi, sentitevi impegnati ad introdurre nella cultura di questo nuovo ambiente comunicativo e informativo i valori su cui poggia la vostra vita! Nei primi tempi della Chiesa, gli Apostoli e i loro discepoli hanno portato la Buona Novella di Gesù nel mondo greco romano: come allora l’evangelizzazione, per essere fruttuosa, richiese l’attenta comprensione della cultura e dei costumi di quei popoli pagani nell’intento di toccarne le menti e i cuori, così ora l’annuncio di Cristo nel mondo delle nuove tecnologie suppone una loro approfondita conoscenza per un conseguente adeguato utilizzo. A voi, giovani, che quasi spontaneamente vi trovate in sintonia con questi nuovi mezzi di comunicazione, spetta in particolare il compito della evangelizzazione di questo "continente digitale". Sappiate farvi carico con entusiasmo dell’annuncio del Vangelo ai vostri coetanei! Voi conoscete le loro paure e le loro speranze, i loro entusiasmi e le loro delusioni: il dono più prezioso che ad essi potete fare è di condividere con loro la "buona novella" di un Dio che s’è fatto uomo, ha patito, è morto ed è risorto per salvare l’umanità. Il cuore umano anela ad un mondo in cui regni l’amore, dove i doni siano condivisi, dove si edifichi l’unità, dove la libertà trovi il proprio significato nella verità e dove l’identità di ciascuno sia realizzata in una comunione rispettosa. A queste attese la fede può dare risposta: siatene gli araldi! Il Papa vi è accanto con la sua preghiera e con la sua benedizione.

Ne parla un sito dedicato alla plastica...

21 maggio 2009 @ 08:44:05 CEST Dichiarato lo stato d'insolvenza per la società del gruppo Snia, primo passo verso l'amministrazione straordinaria.

FONTE


La sezione civile del Tribunale di Udine ha dichiarato lo stato di insolvenza per la società Caffaro Chimica di Torviscosa, consociata del gruppo Snia, premessa per ottenere l'ammissione all'amministrazione straordinaria.
Il tribunale ha nominato Giudice Delegato la dottoressa Mimma Grisafi e Commissario Giudiziale l’avvocato Marco Cappelletto.

Domani la cena degli operai in crisi L’obiettivo: fondi per i presidi Safilo

MARTIGNACCO. Una cena per cementare la solidarietà tra i lavoratori delle aziende friulane in crisi. L’appuntamento è per domani sera a partire dalle 19.30 nella ex sede della circoscrizione in via Val d’Aupa al villaggio del sole a Udine. Oltre agli operai della Safilo, che hanno organizzato l’evento, parteciperanno delegazioni di Eaton, Caffaro, Abs e Gmt, tutte aziende che stanno attraversando gravi turbolenze e i cui dipendenti rischiano il posto.
«La crisi economica sta colpendo molti lavoratori e molte lavoratrici della nostra provincia, come alla Safilo - si legge proprio nel Blog su Internet dei dipendenti friulani della multinazionale dell’occhiale -, dove 800 famiglie rischiano di perdere la certezza di un reddito. Abbiamo deciso di organizzare questa cena, il cui ricavato sarà donato al presidio dei lavoratori della Safilo, come primo passo verso la costituzione di una “cassa di resistenza” e per creare attorno all’azienda una rete di solidarietà che aiuti i lavoratori. Che cos’è una “cassa di resistenza”? Non è un fondo di beneficenza. Non abbiamo bisogno di carità, ma di lavoro e dignità. La cassa è uno dei diversi strumenti di lotta a nostra disposizione. Sicuramente non è l’unico e forse non è il più importante. Una cassa di resistenza è gestita democraticamente dai lavoratori. Può servire a pagare le spese della battaglia per il posto di lavoro (presidi, striscioni e altro ancora), gli eventuali costi legali o semplicemente a dare sollievo economico nei lunghi periodi di sciopero. Ma questa cena servirà anche per socializzare fra le diverse realtà produttive in crisi nella nostra regione: rappresentanze della Eaton di Monfalcone, Caffaro di Torviscosa, Abs di Cargnacco, Gmt di San Giorgio di Nogaro e di Cargnacco, sono state invitate a parteciparvi. E con esse tutte le rappresentanze dei lavoratori di aziende in crisi».
La cena di domani sera consisterà in un primo e un secondo (bevande incluse) al prezzo di 10 euro per i lavoratori in cassa integrazione e per i loro familiari. Lo stesso menù costerà 15 euro per tutte le altre persone che volessero parteciparvi. Tutto il ricavato della serata sarà destinato ai presidi Safilo di Martignacco e di Precenicco, che hanno tagliato in questi giorni il traguardo dei 60 giorni: due mesi nei quali una delegazione di operai è sempre stata presente davanti ai cancelli delle fabbriche, ormai quasi desolatamente vuote.

Calendario settimanale 17 maggio 2009

8xmille alla Chiesa Cattolica.

Domenica scorsa, nelle parrocchie di tutta Italia è stata celebrata la

Giornata Nazionale di sensibilizzazione per l’8xmille alla Chiesa Cattolica.

L’8xmille è opera vostra, resa possibile grazie alle firme di ciascuno, riconfermate ogni anno. È una libera scelta che nel 2008 ha fatto veramente del bene a molti.

La missione dei sacerdoti diocesani in tutte le parrocchie italiane, e di tanti missionari “fidei donum” inviati all’estero, le attività pastorali, i progetti educativi per i giovani negli oratori, la manutenzione delle nostre chiese ma anche migliaia di progetti di carità in Italia, dalle mense alle case-famiglia, così come ospedali e scuole nel Terzo Mondo. Tutte queste opere sono rese possibili anche grazie alla nostra firma, con cui partecipiamo alla missione della Chiesa.

Tutti possono firmare. Anche chi pur ricevendo il CUD, non è tenuto a consegnare il suo modello fiscale, come i giovani al primo impiego o i pensionati.

Un anno nella vita della Chiesa.

Lo troverete nei numeri del rendiconto a disposizione di tutti. Un atto dovuto, vissuto in spirito di trasparenza e condivisione. Chi consulta il rendiconto, e tutte le parrocchie sono invitate a farlo, scopre perché rinnovare la sua scelta, proprio verificando a quante necessità la Chiesa ha potuto rispondere anche grazie alle firme. L’8xmille ha distribuito risorse in 3 grandi settori d’intervento: le esigenze di culto e pastorale, il sostentamento dei sacerdoti diocesani, gli interventi caritativi in Italia e nel Terzo Mondo.

425 milioni di euro per i progetti di culto e pastorale. Questi fondi sostengono progetti di formazione dei catechisti, corsi biblici e ritiri spirituali. Ma anche la cultura e la fede, con il restauro di beni artistici che tramandano le radici cristiane di un territorio. Non mancano contributi per nuove chiese e oratori, specie per le aree di espansione urbana, dove risiedono giovani famiglie.

73 milioni di euro per il sostentamento dei sacerdoti. Con questi fondi è stato possibile sostenere circa 38 mila preti diocesani. Tra loro anche 3mila presbiteri ormai anziani o malati, che dopo una vita al servizio del Vangelo e del prossimo, sono affidati alle comunità. I fondi sostengono anche circa 600 missionari “fidei donum” (cioè “dono della fede”) inviati nei Paesi in via di sviluppo;

205 milioni di euro per la carità in Italia e nel Terzo Mondo. Queste risorse vanno a sostenere diversi progetti come ad esempio mense per i poveri, case-famiglia per donne e minori in difficoltà, progetti di assistenza ad anziani, malati e portatori di handicap. Una miriade di realtà diffuse in tutte le regioni italiane. Nei Paesi in via di sviluppo questi fondi aiutano, tra le altre iniziative, anche la formazione di insegnanti e studenti, la costruzione di scuole, ma anche progetti medico-sanitari. Non mancano gli aiuti per le emergenze umanitarie e ambientali: nel 2008, tra gli altri, è stato inviato un milione di euro per le vittime della guerra in Georgia.

Un anno di rendiconto 2008 è un ponte sul bene che ancora si potrà realizzare insieme. È disponibile in dettaglio sul sito internet www.8xmille.it.

Commento alla parola domenica 17 maggio 2009

Amatevi come io vi ho amato


La liturgia odierna - come sempre - ci parla soltanto d’amore. «Dio è amore», e dunque che cos’altro potrebbe dirci la sua parola, o donarci il suo agire? A un ascolto attento, però, oggi - e ogni giorno - questo motivo unico risuona con toni nuovi. Seguiamolo attraverso le letture, per apprendere a cantarlo con la vita.

L’amore da parte dell’uomo comincia con l’attenzione, con un’intensa attesa rivolta a Dio, e del resto già suscitata da lui. Inizia con l’accorgersi che egli ci ha amati per primo, da sempre, e non perché lo meritassimo. Scoprirsi amati significa al contempo riconoscersi peccatori perdonati. Questo perdono non ha avuto per Dio - l’Onnipotente! - un prezzo irrisorio, ma proprio così si è manifestato l’amore: «Dio ha mandato il suo unigenito Figlio nel mondo, perché noi avessimo la vita per lui..., lo ha mandato come vittima di espiazione per i nostri peccati». Il volto amante di Dio ci è stato rivelato dal volto di dolore e di gloria di Cristo. Ed egli ci invita a rimanere nel suo amore - il più grande, perché è la vita donata - per poter gustare la comunione con il Padre.

Ancora una volta ci è chiesto di essere “attenti”: l’amore donato e accolto coinvolge nel suo dinamismo ognuno di noi. Deve divenire il nostro donarci: «Amatevi gli uni gli altri come io vi ho amati», nell’attenzione fattiva e costante a non lasciar prevalere la natura egoistica nel nostro sentire, pensare, parlare, operare, nella tensione gioiosa di porre al principio di tutto il divino comandamento. Non è facile per nessuno in concreto...

Ma lo Spirito ci è dato per questo! Una nuova attenzione d’amore ci è proposta: cercare di intuire in ogni circostanza le vie che lo Spirito ci va aprendo davanti perché l’amore possa dispiegarsi e raggiungere ogni uomo. Anche Pietro si è spogliato a fatica di inveterate convinzioni per abbracciare il disegno di Dio: attento allo Spirito e ai fratelli, ha indicato alla Chiesa nascente un nuovo percorso d’amore, lasciando a noi tutti una traccia di luce.

Foglio della Collaborazione Pastorale Di San Giorgio di Nogaro

Incontri dell'Auser: controlli sanitari a Palazzolo e conferenza tutta al femminile a Muzzana 8Udinnr Today)

  S entiamoci in salute, è una campagna di prevenzione sanitaria gratuita del Corpo Volontari per il Soccorso, in collaborazione con l' ...