Commento alla Parola 2 agosto 2009


Giovanni MariaVianney

4 agosto: 150 anni della morte del santo Curato d’Ars. Patrono dei parroci e dei sacerdoti

Contro la sua volontà di farsi prete sembra congiurare l’universo intero: la famiglia povera, il padre ostile, la Rivoluzione che scristianizza la Francia; poi Napoleone lo chiama soldato e lui diserta per non dover servire l’uomo che ha imprigionato papa Pio VII (lo salva il fratello François, arruolandosi al posto suo). Diventa infine prete a 29 anni nell’agosto 1815, mentre gli inglesi portano Napoleone prigioniero a Sant’Elena.

Ma i suoi studi sono stati un disastro, e non solo per la Rivoluzione: è lui che non ce la fa col latino, non sa argomentare né predicare... Per farlo sacerdote c’è voluta la tenacia dell’abbé Charles Balley, parroco di Ecully, presso Lione: gli ha fatto scuola in canonica, l’ha avviato al seminario, lo ha riaccolto quando è stato sospeso dagli studi. Dopo un altro periodo di preparazione, l’ha poi fatto ordinare sacerdote a Grenoble.

E Giovanni Maria Vianney, appena prete, torna a Ecully come vicario dell’abbé Balley, che però muore nel 1817. Allora lo mandano vicino a Bourg-en-Bresse, ad Ars, un borgo con meno di trecento abitanti, che diventerà parrocchia soltanto nel 1821.

Poca gente, frastornata da 25 anni di sconquassi. E tra questa gente lui, con un suo rigorismo male accetto, con la sua impreparazione, tormentato dal sentirsi incapace. Aria di fallimento, angoscia, voglia di andarsene...

Ma dopo alcuni anni ad Ars viene gente da ogni parte. Quasi dei pellegrinaggi. Vengono per lui, conosciuto in altre parrocchie dove va ad aiutare o a supplire parroci, specie nelle confessioni. Le confessioni: ecco perché vengono. Questo curato deriso da altri preti, e anche denunciato al vescovo per le “stranezze” e i “disordini”, è costretto a stare in confessionale sempre più a lungo.

E ormai ascolta anche il professionista di città, il funzionario, la gente autorevole, chiamata ad Ars dai suoi straordinari talenti nell’orientare e confortare, attirata dalle ragioni che sa offrire alla speranza, dai mutamenti che il suo parlare tutto minuscolo sa innescare.

E qui potremmo parlare di successo, di rivincita del curato d’Ars, e di una sua trionfale realizzazione. Invece continua a credersi indegno e incapace, tenta due volte la fuga e poi deve tornare ad Ars, perché lo aspettano in chiesa, venuti anche da lontano.

Sempre la messa, sempre le confessioni, fino alla caldissima estate 1859, quando non può più andare nella chiesa piena di gente perché sta morendo. Paga il medico dicendogli di non venire più: ormai le cure sono inutili. Annunciata la sua morte, "treni e vetture private non bastano più", scrive un testimone. Dopo le esequie il suo corpo rimane ancora esposto in chiesa per dieci giorni e dieci notti. Papa Pio XI lo proclamerà santo nel 1925.

Parole di Giovanni M. Vianney

Sul Sacerdote

Se avessimo fede, vedremmo Dio nascosto nel sacerdote come una luce dietro al vetro, come il vino mescolato all’acqua.

Quando il sacerdote è all’altare o sul pulpito, dovremmo guardarlo come se fosse Dio stesso!

Quanto è grande il sacerdote! Se egli comprendesse, morirebbe…. Dio gli ubbidisce: dice due parole e Nostro Signore scende dal cielo.

Il sacerdote non è sacerdote per sé. Non può assolvere se stesso. Non può amministrare sacramenti a se stesso. Egli non è per se stesso: è per voi.

Sulla sofferenza e la penitenza.

Possiamo diventare santi, se non con l’innocenza, almeno attraverso al penitenza.

Ci lamentiamo della sofferenza; avremmo ben più motivo di lamentarci se non soffrissimo, perché non vi è nulla che ci renda più simili a Nostro Signore. Oh, come è bella l’unione dell’anima con nostro Signore Gesù Cristo attraverso l’amore alla croce!

La Croce è la scala per il cielo.

La Croce è la chiave che apre la porta del cielo.

La Croce è la lampada che illumina il cielo e la terra.

Sulla povertà

Più ci rendiamo poveri per amor di Dio, più siamo veramente ricchi.

Non ho mai visto nessuno rovinarsi facendo opere buone.

Avete voglia di pregare il Buon Dio, di passare la vostra giornata in chiesa; ma pensate che sarebbe molto utile lavorare per i poveri che conoscete e che sono in grande necessità: questo è molto più gradito a Dio della vostra giornata passata ai piedi del santo Tabernacolo.

Se avete tanto, date tanto; de avete poco, date poco; ma date di cuore e con gioia.

Sulla preghiera

La preghiera non è altro che una unione con Dio. In questa intima unione, Dio e l’anima sono come due pezzi di cera che si fondono insieme.

Per pregare bene, non c’è bisogno di parlare tanto. Sappiamo che il Buon Dio è là, nel santo Tabernacolo: gli apriamo il nostro cuore, godiamo della sua santa presenza. È questa la migliore preghiera.

Dobbiamo pregare con molta semplicità e dire: «Mio Dio ecco un’anima molto povera, che non ha niente, non può far niente; fammi la grazia di amarti, di servirti e di riconoscere che sono un nulla».

Come parlava ai bambini e alle persone semplici

Il pesce. Tirate fuori dall’acqua un pesce: non potrà vivere. È così per l’uomo senza Dio!

Il cortile. L’anima che prega poco è come quegli uccelli da cortile che, pur avendo ali tanto grandi, non le sanno adoperare.

Il verme e il bruco. La lingua di un maldicente è come un verme che rode i buoni frutti, un bruco che insudicia i più bei fiori lasciandovi tracce della sua schiuma.

La candela. Avete visto questa notte la mia candela. Questa mattina, ha finito di bruciare. Dov’è andata? Non esiste più, è annientata. Così, i peccati che vengono assoliti, non esistono più, sono annientati.

La pioggia. La preghiera è per l’anima nostra quel che la pioggia è per la terra. Concimate un terreno quanto volete. Se manca la pioggia, tutto quello che potete fare non servirà a niente.

L’ape. Dopo la comunione l’anima si avvolge in un balsamo d’amore, coem l’ape nei fiori.

Costruita per buona parte a San Giorgio

LO SCAFO GALLEGGIANTE DI SEABOURN SOJOURN ARRIVA A GENOVA ALLA BANCHINA T.MARIOTTI

Fonte

Lo scafo in acciaio di 198 mt con il nome Seabourn Sojourn già impresso, è arrivato alla banchina T.Mariotti di Genova.La seconda di tre navi da crociera superlusso ordinate a T.Mariotti per ingrandire la flotta Seabourn (marchio ultra luxury del gruppo Carnival Corporation & PLC di Miami), segue Seabourn Odyssey, partita per il suo viaggio inaugurale da Venezia, il 24 giugno scorso, attualmente in crociera nel Mediterraneo con un successo di pubblico da tutto esaurito.
La costruzione dello scafo di Seabourn Sojourn a San Giorgio di Nogaro (UD), ha seguito le stesse tappe della precedente gemella, ma è stato rimorchiato a Genova in avanzato stadio di costruzione, infatti si presenta già con le sovrastrutture principali nella sua forma elegante ed inconfondibile.
A San Giorgio di Nogaro sono state montate le sovrastrutture fino al ponte 9, con motori principali, gruppi elettrogeni ed impianti già installati. L’avanzamento dei lavori evidenzia un modello organizzativo efficiente: la parziale delocalizzazione delle attività del Cantiere T.Mariotti in Friuli – data la carenza di spazi a Genova – ha permesso un ampliamento necessario alla competitività e si dimostra una scelta vincente. Il Cantiere di San Giorgio di Nogaro è giunto ormai a maturità e non svolge più soltanto attività di carpenteria, ma anche ulteriori lavorazioni che in precedenza T.Mariotti affidava alle officine genovesi.

Il completamento e l’allestimento presso il Cantiere T.Mariotti a Genova impiegheranno circa un migliaio di persone solo per i lavori a bordo, fino alla consegna prevista per Maggio 2010. Seabourn Sojourn sarà poi battezzata a Londra prima di partire per il viaggio inaugurale alla volta di Islanda e Fiordi Norvegesi.
Come le gemelle, la nave da crociera superlusso accoglierà i propri ospiti nel segno dell’unicità Seabourn, in 225 suites di cui il 90% con veranda privata, offrendo il rapporto spazio/passeggero tra i più alti del mercato.
A Seabourn Sojourn seguirà una terza nave, che sta crescendo a San Giorgio di Nogaro per essere consegnata nel 2011.
La commessa Seabourn da 550 milioni di Euro per tre navi gemelle – disegnate da Yran & Storbraaten Architechts (Norvegia) e progettate per raggiungere il massimo in termini di fascino e innovazione nell’industria crocieristica completamente “Made in Italy” – pone alle basi del progetto la sicurezza a bordo e la salvaguardia dell’ambiente. Seabourn Sojourn, così come Seabourn Odyssey appena consegnata e la futura sistership
sono Green Ship.
G
Seabourn Sojourn details:
GRT 32.000
Lunghezza fuori tutto 198.15 mt
L.W.L. 179.80 mt
L.B.P. 169,20 mt
Larghezza 26.00 mt
Pescaggio 6.40 mt
Altezza al ponte più alto 15.25 mt
Altezza al ponte principale 9.00 mt
Velocità di crociera 19 nodi
Suites: 225, 90% con veranda privata
Consegna: 2010, seguita dalla terza gemella 2011

http://www.sentierinatura.it/EasyNET/Frameset.asp?Code=sentierinatura&Page=FormDOC&IDD=1487&FROMSTART=TRUE

Questo è l'indirizzo per seguire le escursioni del Camposcuola: domani, martedì 28, i ragazzi raggiungeranno il Rifugio Zacchi.
La nostra corrispondente ci ha parlato di una giornata calda, quella di oggi, ma sono segnalati temporali sparsi su Tarvisio!

Don Livio...ci comunica???

PROVARE... PER CREDERE
Il telefono della Canonica, questa settimana, suonava sempre occupato. La linea è interrotta da martedì e la telecom non ha provveduto ancora al ripristino; ci vuole tempo...perchè “Siamo in Italia!”.(così è stato risposto da uno dei tecnici che sono stati a vedere...)

Il Parroco A fusine Valromana-Tarvisio

Questa settimana inizia il Camposcuola estivo


Luogo: Fusine in val Romana. Colonia: “Casa Immacolata” telefono 042861076
Data: 26 luglio al 2 agosto
Domenica 2 agosto
Incontro con i Genitori con la S. Messa ore 10,30 circa

Questa settimana il Parroco partecipa al camposcuola dei nostri ragazzi. Per ogni necessità potete rivolgervi a don Gigi o al sacrestano.

Commento alla Parola 26 luglio 2009

Calendario settimanale del 26 luglio 2009

Domenica 26 luglio 2009


Parrocchia San Giorgio M.

Foglio dei lettori

XVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)


PRIMA LETTURA (2Re 4,42-44)

Ne mangeranno e ne faranno avanzare.

Dal secondo libro dei Re

In quei giorni, da Baal Salisà venne un uomo, che portò pane di primizie all’uomo di Dio: venti pani d’orzo e grano novello che aveva nella bisaccia.
Eliseo disse: «Dallo da mangiare alla gente». Ma il suo servitore disse: «Come posso mettere questo davanti a cento persone?». Egli replicò: «Dallo da mangiare alla gente. Poiché così dice il Signore: “Ne mangeranno e ne faranno avanzare”».
Lo pose davanti a quelli, che mangiarono e ne fecero avanzare, secondo la parola del Signore. Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 144)
Rit: Apri la tua mano, Signore, e sazia ogni vivente.

Ti lodino, Signore, tutte le tue opere
e ti benedicano i tuoi fedeli.
Dicano la gloria del tuo regno
e parlino della tua potenza. Rit.

Gli occhi di tutti a te sono rivolti in attesa
e tu dai loro il cibo a tempo opportuno.
Tu apri la tua mano
e sazi il desiderio di ogni vivente. Rit.

Giusto è il Signore in tutte le sue vie
e buono in tutte le sue opere.
Il Signore è vicino a chiunque lo invoca,
a quanti lo invocano con sincerità. Rit.

SECONDA LETTURA (Ef 4,1-6)
Un solo corpo, un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo.

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni

Fratelli, io, prigioniero a motivo del Signore, vi esorto: comportatevi in maniera degna della chiamata che avete ricevuto, con ogni umiltà, dolcezza e magnanimità, sopportandovi a vicenda nell’amore, avendo a cuore di conservare l’unità dello spirito per mezzo del vincolo della pace.
Un solo corpo e un solo spirito, come una sola è la speranza alla quale siete stati chiamati, quella della vostra vocazione; un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo. Un solo Dio e Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, opera per mezzo di tutti ed è presente in tutti. Parola di Dio

Canto al Vangelo (Lc 7,16)
Alleluia, alleluia.
Un grande profeta è sorto tra noi,
e Dio ha visitato il suo popolo.
Alleluia.

VANGELO (Gv 6,1-15)
Distribuì a quelli che erano seduti quanto ne volevano.

+ Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù passò all’altra riva del mare di Galilea, cioè di Tiberìade, e lo seguiva una grande folla, perché vedeva i segni che compiva sugli infermi. Gesù salì sul monte e là si pose a sedere con i suoi discepoli. Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei.
Allora Gesù, alzàti gli occhi, vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: «Dove potremo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?». Diceva così per metterlo alla prova; egli infatti sapeva quello che stava per compiere. Gli rispose Filippo: «Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo».
Gli disse allora uno dei suoi discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro: «C’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci; ma che cos’è questo per tanta gente?». Rispose Gesù: «Fateli sedere». C’era molta erba in quel luogo. Si misero dunque a sedere ed erano circa cinquemila uomini.
Allora Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li diede a quelli che erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, quanto ne volevano.
E quando furono saziati, disse ai suoi discepoli: «Raccogliete i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto». Li raccolsero e riempirono dodici canestri con i pezzi dei cinque pani d’orzo, avanzati a coloro che avevano mangiato.
Allora la gente, visto il segno che egli aveva compiuto, diceva: «Questi è davvero il profeta, colui che viene nel mondo!». Ma Gesù, sapendo che venivano a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sul monte, lui da solo. Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
C – Fratelli e sorelle, rivolgiamo la nostra preghiera al Padre affinché apra la sua mano creatrice e sazi la fame di ogni vivente.

L - Preghiamo insieme e diciamo:

Sazia la nostra fame, Signore

1. Fortifica, con il pane della vita, la santa Chiesa. Sappia incontrare l’uomo nei suoi bisogni concreti e sia disponibile a saziare la sua fame del corpo e dello spirito. Preghiamo.

2. Suscita nel cuore di ogni uomo sentimenti di fraterna condivisione. Ascoltando il grido di aiuto di chi soffre, specie in questo tempo di crisi economica mondiale, ogni uomo sappia essere solidale in ciò che è e in ciò che possiede. Preghiamo.

3. Purifica gli occhi e il cuore dei tuoi figli e rendili capaci di cogliere i segni della tua presenza. Dona loro di vivere la comunione con te nella preghiera, nell’ascolto della tua Parola e nella carità. Preghiamo.

4. Apri la tua mano e sazia con l’abbondanza dei tuoi doni la folla di uomini e donne che cerca il senso dell’esistenza. Il nostro desiderio di incontrarti trovi in te risposta generosa. Preghiamo.

5. Vieni incontro a tutti coloro che trascorrono il tempo delle vacanze, in particolare ti ricordiamo i giovani e i ragazzi del camposcuola di quest’anno. Tutti vivano nella continua ricerca di te e sentano sempre il bisogno di attingere al Banchetto del tuo Figlio. Preghiamo.

6. Ti preghiamo Signore per il nostro fratello CITOSSI TIZIANO che questa settimana ci ha lasciato. Dona a lui la pace e la gioia eterna. preghiamo

C – O Dio, Signore della storia e del tempo, guarda alla nostra supplica: sotto il peso delle fatiche quotidiane, donaci uno sguardo fiducioso nel futuro e mani operose, capaci di costruire con te il Regno che viene. Per Cristo nostro Signore. T - Amen.

REGIONE, NON COMPATIBILE CEMENTIFICIO A TORVISCOSA

(ASCA) - Trieste, 23 lug - Il progetto riguardante un nuovo impianto di produzione clinker e macinazione cemento in Comune di Torviscosa, presentato dalla Nord-Est srl di Udine, viene giudicato non compatibile con l'ambiente.

La Giunta regionale del Friuli Venezia Giulia, su proposta dell'assessore all'Ambiente Elio De Anna, ha preso atto oggi della conclusione a cui e' giunta la rinnovata procedura per la Valutazione dell'Impatto Ambientale.

La sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale del 13 febbraio 2009, aveva infatti annullato la relativa delibera della Giunta regionale del 14 giugno 2007.

Commento alla Parola 19 luglio 2009

Gesù, vero pastore

Di ritorno dalla missione, i discepoli si riuniscono attorno a Gesù e gli riferiscono dell’attività svolta. Sul suo esempio hanno compiuto delle opere (guarigioni, esorcismi) e hanno insegnato. L’invito loro rivolto da Gesù a ritirarsi in un luogo lontano dalla folla ricalca i ritiri notturni del Maestro dopo intense giornate, ma anche introduce il contesto del successivo episodio della moltiplicazione dei pani. La folla precede la barca dei discepoli sulla sponda dove è diretta e si presenta allo sguardo di Gesù come un gregge smarrito perché privo del pastore. L’immagine, classica nella Bibbia per designare il popolo di Dio, suggerisce che lui, Gesù, è il vero pastore: egli assume direttamente la guida del gregge trascurato da coloro che erano incaricati di pascerlo. La sua commozione è la stessa di Yhavè, buono e pietoso, le cui viscere fremono di tenerezza per Israele.


Gesù è guida del popolo prima di tutto con la parola che introduce alla comprensione del mistero del Regno: «Si mise a insegnare loro molte cose».

Nel nostro tempo si rifugge come una schiavitù l’adesione alla Verità rivelata, ma si è pronti a farsi servitori del “mito” di turno. Si sente oppressiva l’obbedienza all’autorità, ma ci si fa servilmente sudditi del leader in voga. Si invoca la libertà individuale e poi paradossalmente non si riesce a vivere senza intrupparsi. Questi leader, che cosa perseguono in realtà? A vantaggio di chi va la loro collocazione di preminenza?

Occorre chiederselo per non finire dispersi, sbandati, sfruttati, strumentalizzati, asserviti al desiderio personalistico di potenza di qualcuno. Oggi come ieri, il vero esercizio del potere è servizio, e chi lo detiene è guida autentica degli altri nella misura in cui è disposto a dare la vita per loro, a “patire-con” loro.

Cari pastori, un giorno il Signore vi chiederà conto se lo spirito che ha animato il vostro impegno politico è stato quello del servizio o quello del self-service. Capite che cosa significa tutto questo! «Fai strada ai poveri senza farti strada», scriveva don Milani al suo amico Fabbrini. Ma quante volte voi date l’impressione che, se non proprio il calcolo personale, almeno quello di parte prevalga su quello della comunità! Diversamente, non si spiegherebbero tante lotte all’ultimo sangue. Quando hanno all’origine il tarlo del profitto e il virus del tornaconto, meritano un solo nome: sacrilegio! Ed è allora che dovrebbe risuonarvi come una condanna il lamento del Signore: «Ho compassione di questo popolo: mi sembra un gregge senza pastore» (Mc 8,2).

Cari amici, io credo che le cose cambierebbero molto nelle nostre città se ognuno applicasse a sé le parole che Gesù attribuiva alla sua persona: « Io sono il buon pastore. Il buon pastore offre la vita per le pecore. Il mercenario invece.., vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge... egli è un mercenario e non gli importa delle pecore» (Gv 10,1 2s.). Coraggio!

entite quel che diceva il sindaco La Pira ai consiglieri comunali di Firenze il 24 settembre 1954: «Voi avete nei miei confronti un solo diritto: quello di negarmi la fiducia! Ma non avete il diritto di dirmi: Signor sindaco, non si interessi delle creature senza lavoro (licenziati o disoccupati), senza casa (sfrattati), senza assistenza (vecchi, malati, bambini)... E mio dovere fondamentale. Se c’è uno che soffre, io ho un dovere preciso: intervenire in tutti i modi, con tutti gli accorgimenti che l’amore suggerisce e che la legge fornisce, perché quella sofferenza sia o diminuita o lenita. Altra norma di condotta, per un sindaco in genere e per un sindaco cristiano in specie, non c’è» (da Vegliare nella notte, di Antonino Bello)

PREGHIERA

Oggi ti prego, Signore, per i potenti di questo mondo, per gli uomini di governo, per tutti coloro che a vario titolo hanno la responsabilità di guidare altre persone. Aiutali a vivere il loro compito come servizio agli altri: che non li ingannino con discorsi demagogici, che non li deludano con promesse non realistiche, che non li sfruttino facendo loro credere di operare per il bene di tutti.

Dona loro il tuo Spirito, perché imparino da te il rispetto, l’attenzione, la partecipazione ai veri bisogni della gente.

Aiuta anche chi non è coinvolto a tempo pieno in un impegno diretto, politico o sociale, a non stare tranquillo, a non assumere atteggiamenti di delega passiva, ma a dare il proprio contributo di competenza e solidarietà.

Foglio della Collaborazione Pastorale Di San Giorgio di Nogaro

V DOMENICA DI PASQUA – ANNO A - 3 maggio 2026

  Messa del Giorno V DOMENICA DI PASQUA – ANNO A Antifona Cantate al Signore un canto nuovo, perché ha compiuto meraviglie; agli occhi delle...