Primo giorno dei Pellegrini in terra Santa: Buon Viaggio...Buon Esodo!


Oggi alle 14.30 arrivo all'aeroporto di Tel Aviv.
Trasferimento al santuario mariano di Haifa e S. Messa. Proseguimento per Nazaret.

Radiovaticana: Augusto Colombo

Si è spento in India padre Augusto Colombo, apostolo dei "fuori casta"

◊ E’ morto questa notte in India padre Augusto Colombo, uno dei personaggi più rappresentativi della Chiesa indiana nella difesa e promozione dei “fuori casta” (paria o dalit). Nato a Cantù (Como) nel 1927, come sacerdote del Pime è partito per l’India nel 1952, destinato allo stato di Andhra Pradesh dove l’Istituto lavora dal 1855. Erano gli anni in cui i paria prendevano coscienza della loro emarginazione e si volgevano al buddhismo e al cristianesimo. Augusto è stato uno dei fondatori della diocesi di Khammam (1988) con tre parrocchie. In quasi sessant’anni di missione in India, oltre al lavoro pastorale ha realizzato una quantità di iniziative per la promozione dei paria: case per i poveri, cooperative di produzione artigianale e di vendita, la “Lodi Farm” premiata in India per la produzione del “riso del miracolo”, impegno anche giuridico per difendere le terre dei paria, banche rurali per la lotta contro gli usurai, assistenza sanitaria e ai lebbrosi, educazione scolastica, lavoro artigianale per le donne (ricami e merletti di Cantù), scavo di pozzi, alfabetizzazione degli adulti, ecc. Padre Colombo si è dedicato soprattutto ai dalit, elevati mediante le scuole che fondava, dalle elementari alle superiori. Poco distante da Hyderabad, capitale dell’Andhra, in una terra arida e sassosa, padre Augusto ha costruito il College di ingegneria (“Institute of Technology and Science”), che oggi ha 1.500 studenti e laurea ogni anno 140-150 ingegneri, in cinque specialità diverse. Metà dei posti sono riservati ai paria e ai cattolici, che difficilmente entrano in altri istituti di studi superiori. Vista la buona riuscita della sua prima università, 12 anni fa padre Colombo ha acquistato a Warangal un modernissimo ospedale appena costruito con 600 letti, che dovrebbero diventare mille. Accanto all’ospedale c’è un inizio di costruzione dell’università di medicina, la seconda cattolica in India (la prima è a Bangalore). Padre Colombo ha chiamato tre ordini di suore pratiche di sanità e di ospedali,per la gestione di reparti diversi (fra cui anche le Missionarie dell’Immacolata). L’ospedale già funziona, ma il riconoscimento statale come università è ancora incerto, per le forti opposizioni che incontra una iniziativa cristiana in questo campo. In precedenza, il religioso ha fondato un lebbrosario e tre ospedali in particolare per la cura delle malattie oculistiche e dell'Aids. (R.P.)

Radiovaticana e Ted Kennedy

Sui media internazionali, le parole rivolte per lettera dal senatore Ted Kennedy al Papa prima della morte e quelle in risposta di Benedetto XVI

◊ Hanno avuto molta risonanza le parole che Benedetto XVI ha rivolto per lettera al senatore americano Ted Kennedy, scomparso lo scorso 25 agosto, dopo che questi aveva fatto recapitare al Papa una sua missiva, in occasione della visita in Vaticano del presidente Barak Obama. Agenzie e organi di stampa hanno ripreso gli stralci del carteggio resi noti sabato scorso dall’arcivescovo emerito di Washington, Theodore McCarrick, durante il rito della sepoltura da lui presieduto nel Cimitero degli eroi di Arlington, in Virginia. Sul contenuto delle due missive riferisce nel suo servizio, Alessandro De Carolis:

“So che sono stato un essere umano imperfetto - scrive Ted Kennedy - ma con l’aiuto della fede ho cercato di raddrizzare il mio cammino”. Replica Benedetto XVI: “Prego che nei giorni a venire lei sia sostenuto dalla fede e nella speranza”. Comunicano così, per lettera e a distanza di pochi giorni l’uno dall’altro, il senatore statunitense e il Papa. Qualche prestigiosa rivista si è interrogata sull’assenza di un messaggio del Papa nel giorno del cordoglio mondiale dopo la morte dell’anziano leader politico americano, forse ignorando che la prassi vaticana prevede l’invio di un telegramma di cordoglio solo in caso di scomparsa di un presidente, di un ex presidente o di un capo di governo. Tuttavia, in questa occasione, è soprattutto il contatto cercato e ottenuto nelle ultime settimane di vita dall’esponente della famiglia Kennedy con il Pontefice a suggellare l’importanza di una comunicazione umana e spirituale che si è mantenuta nella discrezione del fatto privato.


E’ stata la vedova del senatore, Vicki, a volere che il testo della lettera di suo marito - consegnata a Benedetto XVI dal presidente Barack Obama durante la visita in Vaticano del 10 luglio - fosse reso pubblico. “Scrivo con profonda umiltà - si legge in uno stralcio della lettera - per chiederle di pregare per me mentre la mia salute declina. Mi hanno diagnosticato un cancro al cervello oltre un anno fa e, nonostante le cure, la malattia sta avendo il sopravvento. Ho 77 anni e mi sto preparando al prossimo passaggio della vita''. Vita che il senatore Kennedy riconosce in tutta la sua straordinarietà, per il fatto - dice - di essere stato benedetto dall’essere “parte di una meravigliosa famiglia” e perché, aggiunge, “entrambi i miei genitori, soprattutto mia madre, hanno tenuto la fede al centro delle nostre vite. Il dono della fede - afferma - mi ha sostenuto e nutrito nelle ore più buie”. Poi, Ted Kennedy racconta al Pontefice lo spirito del suo servizio agli Stati Uniti, nei “quasi 50 anni” trascorsi al Congresso.


La propria “vicinanza spirituale” è il primo sentimento che Benedetto XVI esprime nella sua risposta al senatore Kennedy, inoltratagli circa due settimane dopo attraverso funzionari vaticani. Il Papa si dice preoccupato per la salute del leader politico ma anche “particolarmente grato della promessa di preghiere per lui e per i bisogni della Chiesa”. Prego, scrive il Pontefice, che lei “riceva la grazia della gioiosa resa alla volontà di Dio”, invocando “la consolazione e la pace promessa dal Salvatore Risorto a quanti condividono le sue sofferenze e la fiducia nella vita eterna”.

Radiovaticana e L'Angelus del Papa

Il Papa chiede ai fedeli di pregare affinché la Parola di Dio sia conosciuta e vissuta come fonte di gioia e libertà

◊ “Perché la Parola di Dio sia più conosciuta, accolta e vissuta come fonte di libertà e di gioia”: è l’intenzione di preghiera generale del Papa per il mese di settembre. Benedetto XVI rinnova dunque ai fedeli l’esortazione a mettere la Parola di Dio al centro della propria vita. Un’esigenza particolarmente sentita dal Pontefice che, proprio a questo tema, ha dedicato l’ultimo Sinodo dei Vescovi, nell’ottobre del 2008. Il servizio di Alessandro Gisotti:

Solo la Parola di Dio può cambiare davvero il cuore dell’uomo: è il messaggio che Benedetto XVI rinnova costantemente dall’inizio del suo Pontificato. “Ignorare le Scritture è ignorare Cristo”, avverte il Papa riprendendo San Girolamo. La Sacra Scrittura, sottolinea il Pontefice, non va letta come “parola del passato, ma come Parola di Dio che si rivolge anche a noi”. E aggiunge, la Scrittura va letta “in comunione con la Chiesa viva” per non cadere in una interpretazione condizionata dal tempo e dalle mode:


“Quanto è oggi modernissimo, domani sarà vecchissimo. La Parola di Dio, invece, è Parola di vita eterna, porta in sé l’eternità, ciò che vale per sempre. Portando in noi la Parola di Dio, portiamo dunque in noi l’eterno, la vita eterna”. (Udienza generale, 7 novembre 2007)


Tutti i cristiani, è l’esortazione del Papa, sono chiamati a rendere ragione della speranza che è in loro. Ma per essere testimoni credibili bisogna conoscere e soprattutto vivere ciò che si annuncia:


“Solo chi si pone innanzitutto in ascolto della Parola può poi diventarne annunciatore. Egli infatti non deve insegnare una sua propria sapienza, ma la sapienza di Dio, che spesso appare stoltezza agli occhi del mondo”. (Discorso per il 40.mo della Dei Verbum, 16 settembre 2005)


Ancora, per essere annunciatori credibili, il Papa invita i fedeli a praticare la Lectio divina, la lettura meditata e pregata della Parola di Dio:


“Essa consiste nel rimanere a lungo sopra un testo biblico, leggendolo e rileggendolo, quasi ‘ruminandolo’ come dicono i Padri e, spremendone, per così dire, tutto il ‘succo’, perché nutra la meditazione e la contemplazione e giunga ad irrigare come linfa la vita concreta”. (Angelus 6 novembre 2005)


Il 5 ottobre dell’anno scorso, si apre in Vaticano il Sinodo dei Vescovi sulla “Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa”. Il Papa vuole così mettere l’accento sull’urgenza di rendere sempre più efficace l’annuncio del Vangelo:


“Avvertiamo tutti quanto sia necessario porre al centro della nostra vita la Parola di Dio, accogliere Cristo come unico nostro Redentore, come Regno di Dio in persona, per far sì che la sua luce illumini ogni ambito dell’umanità: dalla famiglia alla scuola, alla cultura, al lavoro, al tempo libero e agli altri settori della società e della nostra vita”.


E sempre nella Messa che inaugura il Sinodo, nella Basilica di San Paolo fuori le Mura, Benedetto XVI ribadisce che nutrendosi della Parola di Dio gli uomini possono davvero cambiare il proprio cuore:


“Solo la Parola di Dio può cambiare in profondità il cuore dell’uomo, ed è importante allora che con essa entrino in una intimità sempre crescente i singoli credenti e le comunità”.


Nella Messa di chiusura del Sinodo, il 26 ottobre nella Basilica Vaticana, il Papa auspica che si faccia conoscere la Parola di Dio anche a chi è lontano, specialmente a quanti sono in sincera ricerca del senso della vita. E sottolinea che per rendere efficace l’evangelizzazione, va favorito un contatto “vivo e intenso con le Sacre Scritture”:


“E poiché non di rado l'incontro con la Scrittura rischia di non essere 'un fatto' di Chiesa, ma esposto al soggettivismo e all'arbitrarietà, diventa indispensabile una promozione pastorale robusta e credibile della conoscenza della Sacra Scrittura, per annunciare, celebrare e vivere la Parola nella comunità cristiana, dialogando con le culture del nostro tempo, mettendosi al servizio della verità e non delle ideologie correnti e incrementando il dialogo che Dio vuole avere con tutti gli uomini”.

Foglio Parrochiale:Domenica 30 agosto 2009




In preparazione al Pellegrinaggio


I Cristiani in Terra Santa

I mezzi di comunicazione ci inondano ogni giorno di notizie di attacchi terroristici e rappresaglie, frutto del clima di assurda violenza che ha preso piede in Terra Santa. L’israeliano vede nel palestinese un nemico che lo vuole sopprimere, a sua volta il palestinese vede nell’israeliano uno che non solo lo odia ma che ha usurpato la sua terra, l’ultimo arrivato che lo ha privato della patria e della libertà. Da qui le sofferenze della gente, la fame, le distruzioni, le violazioni dei diritti fondamentali dell’uomo. Questo vale naturalmente per entrambi i popoli, anche se, data l’attuale disparità di forze, le conseguenze peggiori sono per i palestinesi. Tutti i tentativi di mediazione fatti finora, tanto dal mondo politico internazionale quanto dai capi religiosi, sono in pratica falliti.

La forte diminuzione del numero dei cristiani in Terra Santa

In questo complesso di problemi ve n’è uno che i mezzi di comunicazione, tanto locali quanto stranieri, passano sotto silenzio o al quale non danno il rilievo che sarebbe necessario dare: l’esodo dei cristiani. La Terra Santa senza cristiani! O meglio: i cristiani sono ormai ridotti a una minoranza veramente piccola, quasi insignificante rispetto al resto degli abitanti della Terra Santa. La Chiesa Madre di Terra Santa diventa ogni giorno più povera. Ecco alcuni dati: secondo il dott. Bernard Sabella, dell’università di Betlemme, dal 1948 circa 230.000 arabi cristiani hanno lasciato la Terra Santa, dalla guerra del 1967 è emigrato il 35% della popolazione cristiana palestinese e si ritiene che nel 2020 i cristiani rappresenteranno solo l’1,6% della popolazione totale.

Questo fenomeno appare evidente soprattutto nei tre principali centri della Bibbia e del Cristianesimo: Gerusalemme, Betlemme e Nazaret. La popolazione cristiana di Gerusalemme è scesa dal 25% al 2% tra il 1840 e il 2002. Betlemme era nel 1863 una città quasi completamente cristiana con 4400 cristiani a fronte di 600 musulmani. Nel 2002 nella Città di Davide troviamo soltanto 12.000 cristiani, mentre i musulmani sono ora 33.500. Anche la comunità cristiana di Nazaret ha avuto un consistente ridimensionamento. Intorno al 1897 Nazaret era una piccolo centro urbano abitato per due terzi da cristiani. Ora la Nazaret cristiana del 1900 si è trasformata nel 2002 - dati ufficiali alla mano - in una città di 140.000 abitanti, dei quali 70.000 sono ebrei, 38.000 musulmani e 32.000 cristiani. È difficile quantificare l’esodo dei cristiani dai territori sotto l’Autorità palestinese in questi ultimi anni, specialmente dall’inizio della “seconda Intifada”, che scoppiò alla fine di settembre dell’anno 2000.

Le cause dell’emigrazione dei cristiani

Perché dunque emigrano i cristiani della Palestina? La diminuzione si deve soprattutto alla situazione insostenibile derivante dall’ormai cinquantennale conflitto arabo-israeliano, all’impossibilità di condurre una vita degna di questo nome. Mancano oggi più che mai le condizioni indispensabili come l’abitazione, il lavoro, la sicurezza ecc. per poter credere in un futuro vivibile… L’attuale situazione politica spinge soprattutto i cristiani a lasciare il Paese, tanto più che Israele facilita in vari modi questa fuoriuscita.

I cristiani abbandonati a se stessi

La vita di un discepolo di Gesù Cristo in Terra Santa non è mai stata facile e probabilmente non lo sarà mai. Ci sono qui anche troppi condizionamenti di carattere sociale, politico, religioso e di altra natura. È necessario fare almeno qualcosa per frenare l’emorragia, l’esodo dei cristiani dal Paese di Gesù. «Dategli voi stessi da mangiare» (Lc 9,13), direbbe anche in questo caso Gesù ai suoi discepoli. È ciò che hanno fatto da sempre i francescani in Terra Santa. Ecco alcuni esempi del loro impegno a favore dei cristiani locali: scuole gratuite, borse di studio per i giovani universitari che intendono studiare nel proprio e per il proprio Paese, posti di lavoro nei loro centri (officine, istituti scolastici, conventi, santuari ecc.), una molteplicità di aiuti sociali. Tutto questo però non è sufficiente. Pertanto, in questi ultimi anni la Custodia francescana di Terra Santa ha destinato buona parte delle sue risorse finanziarie, frutto delle offerte dei pellegrini e dei fedeli di tutto il mondo per la Terra Santa, alla costruzione di nuove case.

Può sembrare strano che dei figli del Poverello si occupino di costruzione di appartamenti, preventivi di milioni di dollari, ecc. Essi hanno capito che questo è il modo migliore per evitare l’emigrazione in massa dei cristiani e la conseguente scomparsa della «Chiesa fatta di pietre vive» dalla Terra Santa. I santuari che ricordano i luoghi «per i quali è passato Gesù» diventerebbero, se venisse a mancare la presenza intorno a essi di una comunità cristiana viva, né più né meno che dei musei di ricordi.

Per compiere una missione di così grande importanza per i credenti di tutto il mondo, i francescani non fanno assegnamento sull’aiuto dei governi che “voltano gli occhi dall’altra parte”, come è accaduto nei 38 giorni in cui è durato l’assedio alla basilica di Betlemme. Da buoni figli di san Francesco, essi hanno confidato e continuano a confidare nella Provvidenza divina, che si serve molto spesso delle persone più umili e semplici per compiere le cose più grandi: com’è sicuramente anche quella di riuscire a porre un freno all’esodo obbligato dei cristiani dalla Terra Santa. I francescani sanno che ciò che fanno è forse solo una goccia d’acqua in confronto al mare delle necessità esistenti in Terra Santa, però sanno anche che è pur sempre una speranza tangibile che danno a tanti fratelli in Cristo. (p. Artemio Vitores ofm)

Venerdì 4 settembre parte il pellegrinaggio parrocchiale




Venerdì inizia il Pellegrinaggio in Terra Santa,

fino a venerdì prossimo.

I partecipanti (anche Don Livio) consegneranno al Vescovo di Nazaret mons. Giacinto-Boulos Marcuzzo le offerte raccolte in parrocchia a favore dei cristiani di Terra Santa.


Le SS. Messe in parrocchia saranno assicurate da don Gigi e per ogni necessità i fedeli si rivolgeranno a lui o al sacrestano.

"Ci raccomandiamo alla preghiere di tutta la comunità, assicurando le nostre nella terra del Signore"

San Giorgio di Nogaro, il Comune darà lavoro a 11 cassintegrati

Otto si occuperanno di manutenzioni, uno di informatica, due di servizi culturali

12 MESI la durata dei contratti previsti

SAN GIORGIO DI NOGARO. Il Comune di San Giorgio di Nogaro offre 11 posti di lavoro, attraverso l’attivazione di lavori socialmente utili, riservati ai dipendenti in cassa integrazione a zero ore e a quelli in mobilità. L’amministrazione sangiorgina da così un segno tangibile del impegno a sostenere le famiglie in difficoltà a seguito della crisi occupazionale in atto, ma anche una risposta concreta a quelli che sostengano che i comuni della Bassa Friulana non facciano nulla per i lavoratori in cigs.

Il Comune di San Giorgio, cogliendo l’opportunità della Legge regionale 11/2009, art. 24, ha approvato ieri in giunta tre progetti (costo complessivo 60 mila euro, previo impegno dell’ente regionale) per l’impiego di 8 operai, un tecnico informatico e due collaboratori per servizi culturali – socio – assistenziali. Ricordiamo che San Giorgio soffre della situazione di crisi della Caffaro, della Safilo, e di altre aziende minori della Ziac, ma solo con la riapertura delle fabbriche si potrà avere il polso reale della situazione occupazionale del territorio. I posti di lavoro messi a disposizione dal Comune, sui quali hanno precedenza i lavoratori residenti a San Giorgio, avranno una durata di 12 mesi e sono finanziati all’80 % dalla Regione e il 20 % direttamente dal comune promotore. Il primo progetto, quello che richiederà l’impiego di 8 operai, li vedrà operare nella manutenzione ordinaria e straordinaria delle aree pubbliche, nei lavori di sistemazione del parco pubblico di via Canciani, per renderlo di nuovo fruibile, oltre ai lavori di riparazione di strade e marciapiedi, cura degli spazi verdi e il mantenimento in efficienza del patrimonio immobiliare. Il secondo progetto, denominato “progetto adeguamento informatico”, prevede l’incarico a 1 tecnico informatico per l’assistenza software e il miglioramento informatico della rete interna del Comune. Il terzo progetto, che prevede l’inserimento di 2 operatori, “Scuola, cultura e territorio”, riguarda il supporto logistico e collaborativo alle attività del servizio cultura e istruzione, ovvero di sostegno alle attività scolastiche, parascolastiche e culturali.

Francesca Artico

Domenica 30 agosto 2009


PARROCCHIA S. GIORGIO M.

Foglio per i lettori

XXII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)

PRIMA LETTURA (Dt 4,1-2.6-8)
Non aggiungerete nulla a ciò che io vi comando … osserverete i comandi del Signore.

Dal libro del Deuteronòmio

Mosè parlò al popolo dicendo:
«Ora, Israele, ascolta le leggi e le norme che io vi insegno, affinché le mettiate in pratica, perché viviate ed entriate in possesso della terra che il Signore, Dio dei vostri padri, sta per darvi.
Non aggiungerete nulla a ciò che io vi comando e non ne toglierete nulla; ma osserverete i comandi del Signore, vostro Dio, che io vi prescrivo.
Le osserverete dunque, e le metterete in pratica, perché quella sarà la vostra saggezza e la vostra intelligenza agli occhi dei popoli, i quali, udendo parlare di tutte queste leggi, diranno: “Questa grande nazione è il solo popolo saggio e intelligente”.
Infatti quale grande nazione ha gli dèi così vicini a sé, come il Signore, nostro Dio, è vicino a noi ogni volta che lo invochiamo? E quale grande nazione ha leggi e norme giuste come è tutta questa legislazione che io oggi vi do?».
Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 14)
Rit: Chi teme il Signore abiterà nella sua tenda.

Colui che cammina senza colpa,
pratica la giustizia
e dice la verità che ha nel cuore,
non sparge calunnie con la sua lingua. Rit.

Non fa danno al suo prossimo
e non lancia insulti al suo vicino.
Ai suoi occhi è spregevole il malvagio,
ma onora chi teme il Signore. Rit.

Non presta il suo denaro a usura
e non accetta doni contro l’innocente.
Colui che agisce in questo modo
resterà saldo per sempre.

SECONDA LETTURA (Giac 1,17-18.21-22.27)
Siate di quelli che mettono in pratica la Parola.

Dalla lettera di san Giacomo apostolo

Fratelli miei carissimi, ogni buon regalo e ogni dono perfetto vengono dall’alto e discendono dal Padre, creatore della luce: presso di lui non c’è variazione né ombra di cambiamento. Per sua volontà egli ci ha generati per mezzo della parola di verità, per essere una primizia delle sue creature.
Accogliete con docilità la Parola che è stata piantata in voi e può portarvi alla salvezza. Siate di quelli che mettono in pratica la Parola, e non ascoltatori soltanto, illudendo voi stessi.
Religione pura e senza macchia davanti a Dio Padre è questa: visitare gli orfani e le vedove nelle sofferenze e non lasciarsi contaminare da questo mondo.
Parola di Dio

Canto al Vangelo (Gc 1,18)
Alleluia, alleluia.
Per sua volontà il Padre ci ha generati
per mezzo della parola di verità,
per essere una primizia delle sue creature.
Alleluia.

VANGELO (Mc 7,1-8.14-15.21-23)
Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini.

+ Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, si riunirono attorno a Gesù i farisei e alcuni degli scribi, venuti da Gerusalemme.
Avendo visto che alcuni dei suoi discepoli prendevano cibo con mani impure, cioè non lavate – i farisei infatti e tutti i Giudei non mangiano se non si sono lavati accuratamente le mani, attenendosi alla tradizione degli antichi e, tornando dal mercato, non mangiano senza aver fatto le abluzioni, e osservano molte altre cose per tradizione, come lavature di bicchieri, di stoviglie, di oggetti di rame e di letti –, quei farisei e scribi lo interrogarono: «Perché i tuoi discepoli non si comportano secondo la tradizione degli antichi, ma prendono cibo con mani impure?».
Ed egli rispose loro: «Bene ha profetato Isaìa di voi, ipocriti, come sta scritto:
“Questo popolo mi onora con le labbra,
ma il suo cuore è lontano da me.
Invano mi rendono culto,
insegnando dottrine che sono precetti di uomini”.
Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini».
Chiamata di nuovo la folla, diceva loro: «Ascoltatemi tutti e comprendete bene! Non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa renderlo impuro. Ma sono le cose che escono dall’uomo a renderlo impuro». E diceva : «Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male: impurità, furti, omicidi, adultèri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dall’interno e rendono impuro l’uomo».
Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Fratelli e sorelle, Dio ascolta coloro che accolgono docilmente la sua Parola, ricolmando di ogni benedizione quanti pongono il proprio cuore accanto a lui. Presentiamogli con fiducia le nostre preghiere.
Preghiamo insieme e diciamo: Ascoltaci, o Signore.

1. Per il Papa, i vescovi, i sacerdoti e i catechisti: predichino sempre la religione cristiana vera, che consiste nel rendere grazie a Dio con la vita, preghiamo.

2. Per la chiesa friulana: perché scopra il valore dell’unità nella carità in occasione della venuta del nuovo vescovo mons. Andrea Bruno Mazzolato. Preghiamo


3. Per i malati e i sofferenti: trovino sempre accanto a sé il conforto e la speranza dell'amico, preghiamo.


4. Per quanti hanno il cuore lontano da Dio: l'incontro con Cristo, attraverso la testimonianza dei fratelli, sia per loro occasione di conversione, preghiamo.


5. Per la nostra comunità, perché nutrita dal Pane e guidata dalla Parola sappia liberarsi da ogni espressione di religiosità falsa, sterile e formale, preghiamo.

6. Per la nostra sorella Della Ricca Cinzia che Dio ha reso partecipe del Mistero Pasquale di Cristo, perché viva in eterno la comunione dei santi in paradiso. Preghiamo.

O Padre, tu hai voluto nutrirci con la tua parola di verità. Concedici di celebrare con cuore puro i tuoi santi misteri. Per Cristo nostro Signore.

Risonanza magnetica, patto con i privati L’utente in base alla casistica sarà dirottato dall’ospedale di Udine a strutture con tempi d’attesa inferior



Fonte

Giovedì 27 Agosto 2009,
L’Ass4 Medio Friuli cerca di contenere le liste d’attesa per le prestazioni sanitarie più critiche nell’area vasta udinese. Con una recente delibera l’Azienda metterà a disposizione delle strutture private convenzionate un budget aggiuntivo di 400 mila euro per cinque tipologie di prestazione con l’obiettivo di abbattere i tempi d’attesa. La convenzione entrerà in vigore a fine settembre e durerà fino alla fine dell’anno. «Nell’arco di questi tre mesi – spiega Massimo Bernardi responsabile della soc politiche del territorio – si vedranno i primi risultati». La maggior parte delle risorse aggiuntive, ovvero 250 mila euro, sono destinate alle risonanze magnetiche di alcune tipologie dove le liste sono più critiche, 30 mila per l’ecocolordoppler, 40 mila per le colonscopie, 50 mila per le visite oculistiche che occupano un primato in tutta la regione quanto a tempi d’attesa; infine 30 mila euro sono destinati alla medicina sportiva: anche qui le lunghe liste non mancano. «Grazie ai monitoraggi sulle liste d’attesa – spiega Bernardi – l’Azienda sa quali sono le prestazioni che necessitano di risorse in più». Il budget integrativo sarà suddiviso fra le strutture accreditate in base al numero di prestazioni erogate. Per la risonanza magnetica, che rimane la prestazione più critica, l’Ass4 ha stabilito di operare in sinergia con il Santa Maria della Misericordia. L’accordo funziona in questo modo: l’utente si reca al Cup dell’ospedale con la richiesta della prestazione, la struttura operativa di neuroradiologia valuta il quesito clinico e stabilisce le priorità con i tempi minimi di accesso e il livello minimo di tecnologia per effettuare l’esame. Tutti questi elementi vengono rimandati all’Ass4 che s’impegna a contattare l’utente per presentare l’offerta disponibile nelle sedi convenzionate che presentano tempi d’attesa minori rispetto al Santa Maria. In questo caso la scelta cade tra l’istituto di diagnostica radiologica di Udine, Olomed spa di Manzano, centro medico università castrense di San Giorgio di Nogaro e Sanirad srl di Tricesimo. A questo punto l’utente può scegliere la struttura più conveniente dal punto di vista della tempistica e l’Ass4 provvede a effettuare la prenotazione nella struttura privata. «Con l’interazione fra le due aziende – conclude Bernardi – possiamo dare un servizio più valido agli utenti».
Lisa Zancaner

Latisana, arriva Mauro Maran


Per un Maran che abbandona il parquet, ecco un altro Maran che arriva: in due parole, la sintesi dell'ultimo colpaccio di mercato della Galetti Latisana, formazione che militerà nel prossimo campionato di Serie C2.
Il ds Marco Maran, dopo aver detto addio al rettangolo di gioco, ha fatto un gran lavoro durante l'estate: l'acquisto di un playmaker come Matteo Celotto e la conferma del lungo Franco sono due mosse molto importanti per la formazione bassaiola, che però negli ultimi giorni ha concluso anche un colpo non da poco per la categoria.
Alla Galetti, infatti, arriva Mauro Maran, direttamente da Oderzo: nativo di San Giorgio di Nogaro, "l'altro" Maran è una guardia di 185 centimetri classe 1982 che ha fatto le giovanili alla Snaidero Udine e poi ha iniziato un girovagare per tutta Italia tra B2 e C1.
Nell'ultima stagione, il neo acquisto di Latisana ha militato in C Dilettanti Girone C con il Basket Oderzo: 8.9 punti e 2.5 rimbalzi di media per lui, che è principalmente un tiratore dalla lunga distanza. I numeri, infatti, parlano chiaro: due tentativi da due e 5.5 triple tentate di media, che fanno di Mauro Maran un pericolo costante dai 6.25.
Guardia dal tiro mortifero, andrà a rinforzare in maniera notevole il reparto esterni di una Galetti che al momento schiera Celotto, lo stesso Maran e Morettuzzo in quintetto.
Assieme a loro, spazio a Tosoratti e Franco vicino a canestro, pure se in questi giorni la dirigenza si è mossa per chiudere l'accordo con un giocatore proveniente da Conegliano Veneto, in provincia di Treviso.

Aspettanso S. Agostino, figlio di Santa Monica...


Monica (Tagaste, attuale Song-Ahras, Algeria, c. 331 – Ostia, Roma, 387) con l’assidua fiduciosa preghiera e le sue lacrime di implorazione ottenne la trasformazione spirituale del figlio Agostino. Nel libro delle «Confessioni» è delineata la sua figura di madre cristiana e di contemplativa, attenta ai bisogni degli umili e dei poveri. Il colloquio fra Monica e Agostino ci apre la profondità del suo spirito tutto proteso verso la patria del cielo.

PRIMA LETTURA (1Ts 3,7-13)
Il Signore vi faccia sovrabbondare nell’amore fra voi e verso tutti.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicési

Fratelli, in mezzo a tutte le nostre necessità e tribolazioni, ci sentiamo consolati a vostro riguardo, a motivo della vostra fede. Ora, sì, ci sentiamo rivivere, se rimanete saldi nel Signore.
Quale ringraziamento possiamo rendere a Dio riguardo a voi, per tutta la gioia che proviamo a causa vostra davanti al nostro Dio, noi che con viva insistenza, notte e giorno, chiediamo di poter vedere il vostro volto e completare ciò che manca alla vostra fede?
Voglia Dio stesso, Padre nostro, e il Signore nostro Gesù guidare il nostro cammino verso di voi!
Il Signore vi faccia crescere e sovrabbondare nell’amore fra voi e verso tutti, come sovrabbonda il nostro per voi, per rendere saldi i vostri cuori e irreprensibili nella santità, davanti a Dio e Padre nostro, alla venuta del Signore nostro Gesù con tutti i suoi santi.

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 89)
Rit: Saziaci, Signore, con il tuo amore.

Tu fai ritornare l’uomo in polvere,
quando dici: «Ritornate, figli dell’uomo».
Mille anni, ai tuoi occhi,
sono come il giorno di ieri che è passato,
come un turno di veglia nella notte.

Insegnaci a contare i nostri giorni
e acquisteremo un cuore saggio.
Ritorna, Signore: fino a quando?
Abbi pietà dei tuoi servi!

Saziaci al mattino con il tuo amore:
esulteremo e gioiremo per tutti i nostri giorni.
Sia su di noi la dolcezza del Signore, nostro Dio:
rendi salda per noi l’opera delle nostre mani,
l’opera delle nostre mani rendi salda.

Canto al Vangelo (Mt 24,44)
Alleluia, alleluia.
Vegliate e tenetevi pronti,
perché, nell’ora che non immaginate,
viene il Figlio dell’uomo.
Alleluia.

VANGELO (Mt 24,42-51)
Tenetevi pronti.

+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Vegliate, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. Perciò anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo.
Chi è dunque il servo fidato e prudente, che il padrone ha messo a capo dei suoi domestici per dare loro il cibo a tempo debito? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così! Davvero io vi dico: lo metterà a capo di tutti i suoi beni.
Ma se quel servo malvagio dicesse in cuor suo: “Il mio padrone tarda”, e cominciasse a percuotere i suoi compagni e a mangiare e a bere con gli ubriaconi, il padrone di quel servo arriverà un giorno in cui non se l’aspetta e a un’ora che non sa, lo punirà severamente e gli infliggerà la sorte che meritano gli ipocriti: là sarà pianto e stridore di denti».

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Il Signore ci esorta a vigilare e a pregare per essere pronti all'arrivo dello sposo ed entrare con lui nel convito eterno. Sicuri che egli ricompenserà generosamente la nostra vigile attesa, preghiamo:
Venga il tuo regno, Signore.

O Signore, spesso tu vegliavi e pregavi nella notte. Rischiara, con la tua luce, i momenti bui della vita umana. Preghiamo:
O Gesù, hai scelto ciò che è stolto davanti agli uomini per confondere la forza dei sapienti. Fà che la tua Chiesa sia sempre disposta ad accettare la via della croce, vera potenza di Dio. Preghiamo:
O Cristo, che ci aspetti oltre la morte, infondi forza ai moribondi e consolali con la beata speranza dell'incontro con te. Preghiamo:
O Gesù salvatore, ci hai insegnato ad essere attenti ai segni della tua venuta. Aiuta la nostra comunità ad essere come il servo fedele e prudente. Preghiamo:
O Cristo, figlio dell'uomo, che nella tua vita terrena non avevi dove posare il capo. Insegnaci ad amare i beni della terra, sempre orientati verso i beni celesti. Preghiamo:
Per chi è stato chiamato ad un ministero di guida.
Perché dedichiamo gratuitamente tempo alla preghiera.

O Dio onnipotente, che nel tuo Figlio hai preparato un regno di beatitudine per tutti gli uomini, santifica questo nostro tempo con la tua benedizione, perché ci prepariamo felicemente all'incontro con te. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Foglio della Collaborazione Pastorale Di San Giorgio di Nogaro

V DOMENICA DI PASQUA – ANNO A - 3 maggio 2026

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