Domenica 20 settembre 2009



PARROCCHIA S. GIORGIO M.

Foglio per i lettori

XXV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)

PRIMA LETTURA (Sap 2,12.17-20)
Condanniamo il giusto a una morte infamante.

Dal libro della Sapienza

[Dissero gli empi:]
«Tendiamo insidie al giusto, che per noi è d’incomodoe si oppone alle nostre azioni;
ci rimprovera le colpe contro la legge
e ci rinfaccia le trasgressioni contro l’educazione ricevuta.
Vediamo se le sue parole sono vere,
consideriamo ciò che gli accadrà alla fine.
Se infatti il giusto è figlio di Dio, egli verrà in suo aiuto e lo libererà dalle mani dei suoi avversari.
Mettiamolo alla prova con violenze e tormenti,
per conoscere la sua mitezza
e saggiare il suo spirito di sopportazione.
Condanniamolo a una morte infamante,
perché, secondo le sue parole, il soccorso gli verrà».
Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 53)
Rit: Il Signore sostiene la mia vita.

Dio, per il tuo nome salvami,
per la tua potenza rendimi giustizia.
Dio, ascolta la mia preghiera,
porgi l’orecchio alle parole della mia bocca. Rit.

Poiché stranieri contro di me sono insorti
e prepotenti insidiano la mia vita;
non pongono Dio davanti ai loro occhi. Rit.

Ecco, Dio è il mio aiuto,
il Signore sostiene la mia vita.
Ti offrirò un sacrificio spontaneo,
loderò il tuo nome, Signore, perché è buono. Rit.

SECONDA LETTURA (Giac 3,16-4,3)
Per coloro che fanno opera di pace viene seminato nella pace un frutto di giustizia.

Dalla lettera di san Giacomo apostolo

Fratelli miei, dove c’è gelosia e spirito di contesa, c’è disordine e ogni sorta di cattive azioni. Invece la sapienza che viene dall’alto anzitutto è pura, poi pacifica, mite, arrendevole, piena di misericordia e di buoni frutti, imparziale e sincera. Per coloro che fanno opera di pace viene seminato nella pace un frutto di giustizia.
Da dove vengono le guerre e le liti che sono in mezzo a voi? Non vengono forse dalle vostre passioni che fanno guerra nelle vostre membra? Siete pieni di desideri e non riuscite a possedere; uccidete, siete invidiosi e non riuscite a ottenere; combattete e fate guerra! Non avete perché non chiedete; chiedete e non ottenete perché chiedete male, per soddisfare cioè le vostre passioni.
Parola di Dio

Canto al Vangelo (Cf 2Ts 2,14)
Alleluia, alleluia.
Dio ci ha chiamati mediante il Vangelo,
per entrare in possesso della gloria
del Signore nostro Gesù Cristo.
Alleluia.

VANGELO (Mc 9,30-37)
Il Figlio dell’uomo viene consegnato… Se uno vuole essere il primo, sia il servitore di tutti.

+ Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli attraversavano la Galilea, ma egli non voleva che alcuno lo sapesse. Insegnava infatti ai suoi discepoli e diceva loro: «Il Figlio dell’uomo viene consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno; ma, una volta ucciso, dopo tre giorni risorgerà». Essi però non capivano queste parole e avevano timore di interrogarlo.
Giunsero a Cafàrnao. Quando fu in casa, chiese loro: «Di che cosa stavate discutendo per la strada?». Ed essi tacevano. Per la strada infatti avevano discusso tra loro chi fosse più grande. Sedutosi, chiamò i Dodici e disse loro: «Se uno vuole essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servitore di tutti».
E, preso un bambino, lo pose in mezzo a loro e, abbracciandolo, disse loro: «Chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato».
Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Servire è la parola che, da sola, può riassumere tutta la vita di Gesù. Egli si è messo a servizio di tutti gli uomini fino al dono della vita. Chiediamo nella preghiera la capacità di imitarlo in questo fondamentale stile di vita.
Preghiamo insieme e diciamo: Ascoltaci, o Signore.

1. Per la Chiesa: sia nel mondo serva e povera come Gesù, vicina a tutte le vittime dell'ingiustizia e accogliente verso i loro bisogni, preghiamo.

2. Per noi battezzati della Diocesi di Udine: perché pregando lo Spirito Santo, comprendiamo quale servizio siamo chiamati ad esercitare insieme al nostro vescovo eletto Andrea Bruno Mazzocato, preghiamo..


3. Per i perseguitati, i piccoli e gli oppressi: siano al centro delle politiche economiche, perché la priorità vada sempre data a chi paga di persona, preghiamo.


4. Per coloro che si arricchiscono vendendo armi e alimentando guerra, vendetta e odio: Dio tocchi loro il cuore prima che procurino altro male all'umanità, preghiamo.

Perché il Signore doni l’eterno riposo ai giovani soldati morti nella strage di Kabul e consolazione e speranza alle famiglie, preghiamo


5. Per la nostra comunità cristiana: sia il luogo dell'ascolto reciproco e del servizio verso tutti, senza preferenze o distinzioni, e sappia educare e stimolare al servizio, preghiamo.

O Padre, noi ti invochiamo con umiltà e fiducia: aiutaci a confidare non nella grandezza, o negli onori o nella forza, ma nella gioia di servire i nostri fratelli. Per Cristo nostro Signore.

Da Parma a San Giorgio: si saranno divertiti????



14/09/2009
h.11.10


Il Cariparma SiGrade è sceso in campo questo fine settimana a San Giorgio di Nogaro (UD) per il prestigioso “Memorial Mara Zanette”, un quadrangolare a cui hanno preso parte alcune big del campionato italiano di volley femminile.
La formazione ducale chiude il torneo al quarto posto, senza ottenere successi in questa due giorni di gare.
Più che il risultato però, in questo momento della preparazione contava scendere in campo per cominciare ad affinare l’affiatamento e l’intesa tra “vecchie” e nuove giocatrici e provare diverse soluzioni tattiche.
Senza una pedina fondamentale come Jana Senkova impegnata con la propria nazionale e con due compagini di serie A1 di fronte, Parma ha cercato comunque di ben figurare, tenendo testa per gran parte dei parziali alla Monte Schiavo Jesi, e sfiorando il vantaggio di 2-0 contro lo Zoppas Conegliano.
Nella sfida di sabato pomeriggio contro Jesi, una delle big del campionato di serie A1, arrivata a giocarsi i playoff scudetto lo scorso anno, la formazione allenata da Micoli è stata sconfitta 3-0 con parziali di 25-19, 25-21, 25-15.
Parma, contro una formazione di categoria superiore, non ha sfigurato, cercando di rimanere attaccata al risultato in ogni parziale. I set sono rimasti in equilibrio fino a metà del loro svolgimento; dal secondo time-out tecnico in poi infatti, la classe delle tante campionesse di Jesi ha fatto pendere la bilancia dalla parte marchigiana.
Questo pomeriggio, il Cariparma SiGrade è sceso di nuovo in campo per disputare la finale 3°-4° posto del torneo.
L’avversaria designata è stata Zoppas Conegliano, un’altra formazione della massima serie sconfitta sabato per 3-1 dalla Liu-Jo Volley Carpi.

Parma, dopo aver vinto in modo convincente il primo parziale 25-18, ha lottato su ogni pallone anche nel secondo, perso solo ai vantaggi 30-28. Nella terza e quarta frazione poi, complice probabilmente anche un po’ di stanchezza per aver giocato meno di 24 ore prima, Conegliano ha condotto quasi sempre il punteggio conquistando prima il terzo set 25-14, poi anche il quarto 25-21.

Monte Schiavo Banca Marche Jesi 3 - Cariparma SiGrade Volley 0
(25-19; 25-21; 25-15)
Jesi: Dall’Igna, Sokolova, Calloni, Devetag, Rinieri, Negrini, Mazzoni (L), Tirozzi, Mataloni, Cerioni. All. Nesic
Parma: Gioria, Conti, Crozzolin, Elli, Santini, Brussa, Sacco (L), Travaglini, Cirilli, Gibertini, Corna, Casprini, Daniele. All. Micoli

Zoppas Industries Conegliano 3 - Cariparma SiGrade Volley 1
(18-25, 30-28, 25-14, 25-21)
Conegliano: Ghisellini, Nielsen, Marcon, Do Carmo, Manzano, Pavan, Rossetto, Sangiuliano, Positello, Benazzi, Daminato. All. Martinez.
Parma: Corna, Conti, Travaglini, Crozzolin, Brussa, Santini, Gibertini (L), Gioria, Sacco, Elli, Cirilli, Casprini, Daniele. All. Micoli

Don Ivan tra i giovani di Codroipo

Nuovi parroci in Friuli versione testuale
A Codroipo don Bettuzzi, nella valle del But don Della Pietra, don Galasso a Udine
Nelle foto: da sinistra, don Della Pietra, don Galasso e don Bettuzzi.
Nelle foto: da sinistra, don Della Pietra, don Galasso e don Bettuzzi.

UDINE (4 settembre, ore 15.30) - Nuovi parroci a Codroipo, nelle parrocchie udinesi di S. Giorgio e S. Nicolò al Tempio e nelle comunità di Cercivento, Ligosullo, Sutrio e Treppo Carnico. Questi i principali nuovi incarichi decisi dall’amministratore apostolico mons. Pietro Brollo, comunicati ai consigli pastorali interessati venerdì 4 settembre.

Il nuovo arciprete della parrocchia di S. Maria Maggiore e vicario foraneo di Codroipo è don Ivan Bettuzzi, 44 anni, che lascia la parrocchia di Pagnacco e la direzione dell’Ufficio diocesano di pastorale giovanile. Sostituisce mons. Pietro Biasatti, 68 anni, che diventa canonico effettivo del Capitolo Metropolitano di Udine. Lo stesso incarico di canonico della Cattedrale assume don Antonio Castagnaviz, 76 anni, che lascia la guida delle comunità di Rive d’Arcano e Rodeano Basso.

Un altro importante cambiamento vede don Plinio Galasso, 71 anni, attuale parroco di Basiliano, Blessano, Orgnano, Vissandone e amministratore parrocchiale di Basagliapenta, Variano e Villaorba, nonché vicario foraneo di Variano, diventare parroco delle comunità udinesi di S. Giorgio in Borgo Grazzano e di S. Nicolò al Tempio Ossario. Domenica 4 ottobre don Plinio saluterà le sue 7 comunità, con una Messa serale, mentre sabato 10 ottobre farà il suo ingresso a S. Giorgio e la domenica 11 al Tempio Ossario.

Un altro importante cambiamento riguarda Codroipo. Il vicario parrocchiale, don Harry Della Pietra (50 anni), diviene parroco a Cercivento, Ligosullo, Sutrio e Treppo Carnico, dove sostituirà don Giorgio Fabro.

Don Bettuzzi: «Con rispetto dentro la vostra storia»
«In queste ultime settimane sono stato attraversato da sentimenti diversi – rivela don Ivan Bettuzzi, in merito al suo nuovo incarico a Codroipo –: stupore per l’inaspettata nomina e riconoscenza all’Arcivescovo per la fiducia accordatami; ma anche tristezza per un distacco che non sarà facile, sia dalla comunità di Pagnacco che dalla pastorale giovanile diocesana. Ho avuto la benedizione di poter condividere un cammino di 11 anni con due realtà straordinarie dove ho incontrato persone ricche di fede e di umanità che mi hanno permesso di maturare sia come uomo che come prete. Un nuovo incarico segna una linea di confine che non divide solo gli spazi e i tempi del ministero ma attraversa anche il cuore. Questo, inevitabilmente, sarà un fardello interiore che non potrò scaricare tanto presto. Credo che per un prete stia nell’economia degli affetti la vera scelta di povertà che si rinnova ad ogni mandato».

Quali le attese verso la nuova realtà di Codroipo? «C’è ovviamente il forte desiderio e la trepidazione di incontrare la nuova parrocchia che mi è stata affidata – spiega don Bettuzzi –. In questi anni sono state frequenti le occasioni di incontro e di collaborazione fra l’Ufficio diocesano di pastorale giovanile e la realtà giovanile di Codroipo. Ne ho ricavato l’immagine di una comunità che fa sul serio, con operatori preparati, appassionati e tenaci che hanno cercato sempre risposte adeguate e anche coraggiose, alle nuove sfide pastorali. Sono a conoscenza di un impegno vasto, profuso in molte direzioni da molti laici e sacerdoti, con discrezione e fedeltà, soprattutto al servizio dei più poveri. Con "timore e gioia grande" cercherò di inserirmi dentro questa storia, rispettando e dando continuità al cammino di una Chiesa viva, mettendo a disposizione quanto sono riuscito a maturare nei diversi passaggi del mio ministero».

Don Galasso: «Ho fatto crescere i laici»
«Lascio la forania di Variano dopo 9 anni a servizio di 7 parrocchie, durante i quali ho cercato di creare unione tra le comunità ma anche di rispettarne l’identità – spiega don Galasso –. Il mio impegno, sulla base del metodo missionario che ho imparato in Brasile, è stato a servizio delle tradizioni religiose, delle feste popolari di ciascun paese. Mi sono sentito davvero un missionario chiamato a celebrare i sacramenti e ad animare il cammino di ciascuna comunità. La gente si è affezionata a me, ed altrettanto ho fatto io con i miei parrocchiani. Ma l’obbedienza è una base del nostro servizio sacerdotale e il 17 settembre scade il mio mandato di 9 anni, come stabilisce il Sinodo. A tutti quelli che mi chiedono il perché, rispondo: prendiamo le cose con fede e serenità».

In don Plinio c’è grande soddisfazione per il lavoro svolto: «Posso constatare che i laici sono cresciuti, non solo numericamente ma soprattutto ministerialmente. I consigli pastorali ed economico, le èquipe liturgica, cateschistica e della Caritas lavorano efficacemente per mantenere uno spirito comunitario anche collaborando tra parrocchie. La sfida ora è essere parroco di due grandi parrocchie cittadine completamente differenti tra loro».
Roberto Pensa

Posticipato all'11 ottobre il saluto a mons. Brollo

Alle ore 16, in Cattedrale, l'intera Chiesa udinese si stringerà in un abbraccio all'Arcivescovo

UDINE (10 settembre, ore 12) - Un importante appuntamento di preghiera e di festa vedrà l'intera Chiesa udinese stringersi in un sincero ringraziamento all’arcivescovo, mons. Pietro Brollo, per tutto quello che ha saputo donare alle comunità cristiane friulane in poco meno di 9 anni di episcopato come Arcivescovo e nei 10 spesi come vescovo ausiliare, oltre che, in precedenza, come insegnante e rettore del Seminario, e come arciprete di Ampezzo e Gemona.

L'appuntamento, inizialmente previsto per il 27 settembre, è stato posticipato a domenica 11 ottobre, alle ore 16, in Cattedrale a Udine, per evitare la coincidenza con la Maratonina udinese fissata proprio per l'ultima domenica di settembre.

L'ingresso ufficiale del nuovo Arcivescovo di Udine, mons. Andrea Bruno Mazzocato, è invece previsto domenica 18 ottobre. A concelebrare il rito della presa in possesso canonica della diocesi da parte di mons. Mazzocato, oltre all’Amministratore apostolico mons. Pietro Brollo e all’Arcivescovo emerito mons. Alfredo Battisti, è annunciata la presenza del Patriarca di Venezia, cardinale Angelo Scola.


Pellegrinaggio a Castel monte

In preghiera perché il popolo friulano abbia una guida versione testuale
L'appello di mons. Brollo al 34° pellegrinaggio diocesano di Castelmonte

CASTELMONTE (8 settembre, ore 19) - Un pensiero a chi è in difficoltà per la perdita del lavoro e per l’accoglienza di chi proviene da diverse culture ma vive da noi la stessa dimensione umana. Una preghiera per nuove vocazioni sacerdotali e per il nuovo Arcivescovo, Andrea Bruno Mazzocato, perché possa guidare la Chiesa di Udine in un momento di smarrimento e sfiducia. Questi i pensieri espressi da mons. Pietro Brollo durante il pellegrinaggio diocesano che si è svolto per la 34ª volta a Castelmonte. Mons. Brollo ha chiesto ai circa 3 mila fedeli presenti sul piazzale del Santuario di pregare per avere sacerdoti in numero sufficiente per le comunità dell’Arcidiocesi di Udine perché il popolo cristiano del Friuli abbia guide per il suo cammino.

È stato così sciolto anche quest’anno il voto alla Vergine di Castelmonte, alla quale i friulani si rivolsero con fiducia all’indomani del terribile terremoto del 1976, per chiedere consolazione per i tanti lutti e le sofferenze subite, e forza e coraggio per la ricostruzione. I pellegrini si sono ritrovati alle 14.30, a Carraria di Cividale per iniziare poi la salita lungo i 7km di strada che li hanno portati al santuario. Al termine della Messa l’atto di affidamento a Maria e il canto del Magnificat.

Caffaro, sotto sequestro da un anno. Presunti benefici ambientali in luogo di un disastro economico

Fonte

TORVISCOSA. «Anche gli operai della Caffaro di Torviscosa hanno avuto il loro 11 settembre, con il sequestro dell’impianto di cloro soda……», questo, un anno fa, era il disarmato commento dei lavoratori dello stabilimento chimico torviscosino al sequestro operato dai Carabinieri del Noe di Udine, per “presunto danno ambientale”, all’impianto di produzione del cloro che di fatto ha aperto una grave crisi nell’intera Bassa friulana, per i risvolti occupazionali interni e quelli legati all’indotto, circa mille addetti.

Da allora molte cose sono cambiate, ma ad oggi l’impianto resta chiuso, dei 269 addetti, 97 sono in cassa integrazione, i creditori non sono stati pagati, le bonifiche sono ferme, il danno ambientale è stato quantificato in 1,2 miliardi di euro, la Caffaro Chimica srl e la Caffaro srl (inserite nella Prodi bis) hanno un commissario straordinario, l’avvocato veneziano Marco Cappelletto, e il futuro è oggi nelle mani del Ministero allo Sviluppo Economico che dovrà decidere sulle manifestazioni di interesse, e di concerto con il Ministero all’Ambiente, trovare quelle soluzioni di accordo per bonifiche e danno ambientale.

Ricordiamo alcuni passaggi “dell’anno orribile” vissuto da questa storica azienda della chimica italiana, terza per importanza nazionale. Dopo il sequestro, l’azienda (controllata da Snia) presenta ricorso per la riapertura dell’impianto con la promessa di un riammodernamento delle celle al mercurio, richiesta bocciata dal Tribunale di Udine e a nulla valgono le iniziative sindacali e istituzionali a modificare la scelta. Il Cda di Snia si dimette e viene nominato amministratore delegato con pieni poteri, Antonio Onorato, che presenta diversi e “aggiornati” piani industriali e di bonifica per giungere alla transazione del danno ambientale e quindi a una possibile riapertura, al Ministero all’Ambiente, che vengono regolarmente bocciati perché non adempienti alle richieste ministeriali che mettono in prima linea il rifacimento del cloro soda sostituendo le celle al mercurio con quelle a membrana, le bonifiche e il danno ambientale. Caffaro Chimica srl e Caffaro srl vengono messe in liquidazione e, ad aprile, il liquidatore Paolo Bettetto, presenta al Tribunale di Udine l’ammissione alla procedura di amministrazione straordinaria (Prodi bis) per Caffaro Chimica, accolta poi il 19 maggio provvedendo alla nomina di commissario straordinario Marco Cappelletto.

A luglio anche Caffaro srl è stata inserita nella Prodi bis. A fine agosto, Cappelletto presenta i programmi e le manifestazioni di interesse da parte di aziende e cordate interessate a rilevare i siti di Torviscosa e Brescia: ora si attende la fase successiva per l’aggiudicazione dopo l’avvio dei bandi.

Francesca Artico

Domenica 13 settembre 2009


PARROCCHIA S. GIORGIO M.

Foglio per i lettori

XXIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)

PRIMA LETTURA (Is 50,5-9a)
Ho presentato il mio dorso ai flagellatori.

Dal libro del profeta Isaìa

Il Signore Dio mi ha aperto l’orecchio
e io non ho opposto resistenza,
non mi sono tirato indietro.
Ho presentato il mio dorso ai flagellatori,
le mie guance a coloro che mi strappavano la barba;
non ho sottratto la faccia
agli insulti e agli sputi.
Il Signore Dio mi assiste,
per questo non resto svergognato,
per questo rendo la mia faccia dura come pietra,
sapendo di non restare confuso.
È vicino chi mi rende giustizia:
chi oserà venire a contesa con me? Affrontiamoci.
Chi mi accusa? Si avvicini a me.
Ecco, il Signore Dio mi assiste:
chi mi dichiarerà colpevole?
Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 114)
Rit: Camminerò alla presenza del Signore nella terra dei viventi.

Amo il Signore, perché ascolta
il grido della mia preghiera.
Verso di me ha teso l’orecchio
nel giorno in cui lo invocavo. Rit.

Mi stringevano funi di morte,
ero preso nei lacci degli inferi,
ero preso da tristezza e angoscia.
Allora ho invocato il nome del Signore:
«Ti prego, liberami, Signore». Rit.

Pietoso e giusto è il Signore,
il nostro Dio è misericordioso.
Il Signore protegge i piccoli:
ero misero ed egli mi ha salvato. Rit.

Sì, hai liberato la mia vita dalla morte,
i miei occhi dalle lacrime,
i miei piedi dalla caduta.
Io camminerò alla presenza del Signore
nella terra dei viventi. Rit.

SECONDA LETTURA (Giac 2,14-18)
La fede se non è seguita dalle opere in se stessa è morta.

Dalla lettera di san Giacomo apostolo

A che serve, fratelli miei, se uno dice di avere fede, ma non ha opere? Quella fede può forse salvarlo?
Se un fratello o una sorella sono senza vestiti e sprovvisti del cibo quotidiano e uno di voi dice loro: «Andatevene in pace, riscaldatevi e saziatevi», ma non date loro il necessario per il corpo, a che cosa serve? Così anche la fede: se non è seguita dalle opere, in se stessa è morta.
Al contrario uno potrebbe dire: «Tu hai la fede e io ho le opere; mostrami la tua fede senza le opere, e io con le mie opere ti mostrerò la mia fede».
Parola di Dio

Canto al Vangelo (Gal 6,14)
Alleluia, alleluia.
Quanto a me non ci sia altro vanto che nella croce del Signore,
per mezzo della quale il mondo per me è stato crocifisso,
come io per il mondo.
Alleluia.

VANGELO (Mc 8,27-35)
Tu sei il Cristo… Il Figlio dell’uomo deve molto soffrire.

+ Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù partì con i suoi discepoli verso i villaggi intorno a Cesarèa di Filippo, e per la strada interrogava i suoi discepoli dicendo: «La gente, chi dice che io sia?». Ed essi gli risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elìa e altri uno dei profeti».
Ed egli domandava loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro gli rispose: «Tu sei il Cristo». E ordinò loro severamente di non parlare di lui ad alcuno.
E cominciò a insegnare loro che il Figlio dell’uomo doveva soffrire molto, ed essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e, dopo tre giorni, risorgere.
Faceva questo discorso apertamente. Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo. Ma egli, voltatosi e guardando i suoi discepoli, rimproverò Pietro e disse: «Va’ dietro a me, Satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini».
Convocata la folla insieme ai suoi discepoli, disse loro: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del Vangelo, la salverà».
Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Spesso sogniamo un cristianesimo facile, rassicurante e comodo. Ma il Signore ha preso su di sé la croce, e ci invita a seguirlo per la stessa via anche nei momenti difficili. Preghiamo perché ci aiuti a seguirlo quando il dolore sembra troppo grande per le nostre forze.
Preghiamo insieme e diciamo: Ascoltaci, o Signore.

1. Per il Papa, i vescovi e i sacerdoti: aiutino i cristiani a crescere nella fede e nella carità, senza lasciarci scoraggiare dalle difficoltà, preghiamo.


2. Per tutti i credenti in Cristo: trovino nella forza della fede luce e forza per assumere le proprie responsabilità e per affrontare le loro prove, preghiamo.


3. Per tutti coloro che soffrono: siano consolati nella preghiera e confortati dagli amici, preghiamo.


4. Per la nostra comunità cristiana, perché le sofferenze e i dolori dei singoli siano condivisi da tutti nella discrezione e nel silenzio, preghiamo.

5. Per i bambini e i giovani; perché il Signore li accompagni nello studio e benedica ogni educatore nel nuovo anno scolastico, preghiamo

6. Per i pellegrini nella terra di Gesù: perché lo Spirito Santo dia loro la forza di vivere quanto hanno meditato durante il viaggio, preghiamo



Signore, tu hai sofferto per la nostra salvezza. Vieni in nostro aiuto quando siamo nel dolore e ci sentiamo abbandonati, rafforza la nostra fede e rinvigorisci la nostra speranza. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.

ULTIME ORE IN TERRA SANTA!






















Ormai i nostri pellegrini sangiorgini vogliono tornare a casa! E' ora di fare le valige, è ora di tornare in parrocchia e raccontare anche gli ultimi problemi....idraulici...ma ne sentiremo di avventure!
Oggi hanno imparato il paesaggio di Betlemme: hanno visitato il campo dei Pastori, una zona fuori Betlemme che ha grotte simili alla prima dimora di Gesù, la Basilica della Natività(ogni pellegrino, di solito, bacia la stella che indica il luogo dove è nato Gesù).....Ormai le colline di Betlemme sono nel loro cuore.
Nel pomeriggio avevano un incontro con la comunità di Betlemme e poi........libertà per le spese!!!!

Domani, venerdì, giornata di rientro a casa, ultima tappa e celebrazione eucaristica ad Ain Karem dove si ricorda l'incontro tra Maria e sua cugina Elisabetta...Canteranno il Magnificat come ringraziamento?

Santa Messa guardando il Getsemani da lontano























Oggi, se non ci sono variazioni al programma, i pellegrini di San Giorgio visitano:
il Muro del Pianto, la spianata delle Moschee, la Chiesa di Sant'Anna e la piscina probatica;
nel pomeriggio il Cenacolo, la fortezza di Davide, la Basilica della Dormizione...di Maria, san Pietro in Gallicantu. Poi si trasferiranno a Betlemme: alloggeranno allo Shepherd Hotel.

Dove sono i pellegrini di Terra santa?















Sono a Gerusalemme!
Oggi festa della Natività di Maria seguiranno itinerari della città ricordati da pagine diverse del Vangelo o addirittura dagli apocrifi:
il Monte degli ulivi, dove si trova un'edicola di costruzione crociata, modificata dai Musulmani con una cupola: dentro, una pietra antica ricorda, l'Ascensione di Gesù;
il Pater Noster, un chiostro dove sono ricordate le parole della preghiera di Gesù in tutte le lingue;
Dominus Flevit, si pensa che da questo punto panoramico sulla città il Signore ha pianto, pensando al futuro;
Getsemani, il giardino e la basilica, un luogo in penombra all'interno per ricordare la veglia prima della morte di Gesù;
Tomba di Maria( lì assisteranno alla messa);
Infine nel pomeriggio percorreranno la via dolorosa, cioè la via crucis nelle vie della città vecchia, dove pregare e concentrarsi nel fatto che si sta ricordando è difficile perchè tutti (gente povera, gente comune, commercianti, artigiani...) vorranno avere qualcosa da loro...
Arriveranno in basilica(della risurrezione) per ricordare il Calvario, salendo in alto proprio rispetto al piano della chiesa.

Foglio della Collaborazione Pastorale Di San Giorgio di Nogaro

V DOMENICA DI PASQUA – ANNO A - 3 maggio 2026

  Messa del Giorno V DOMENICA DI PASQUA – ANNO A Antifona Cantate al Signore un canto nuovo, perché ha compiuto meraviglie; agli occhi delle...