Caffaro-Snia: DuPont

scende in campo (MF)


  

MILANO (MF-DJ)--Un passo importante verso il salvataggio della Caffaro Chimica, la controllata del gruppo Snia finita di recente in amministrazione straordinaria. Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, un'importante boccata d'ossigeno potrebbe venire dalla DuPont, la multinazionale americana attiva anche in Italia e titolare di moltissimi marchi e brevetti. Il gruppo acquisira' il clorito di sodio prodotto dagli impianti Caffaro Chimica di Brescia, garantendo in questo modo la continuita' produttiva e occupazionale.

DuPont, si legge in un articolo di MF, avrebbe gia' presentato una manifestazione d'interesse per l'impianto di Brescia e ora sarebbe in attesa delle decisioni del ministero per lo Sviluppo Economico e dal commissario straordinario di Caffaro, Marco Cappelletto. Se non ci saranno incidenti di percorso, il calvario della storica azienda lombarda potrebbe quindi finire molto presto. DuPont e' stata colpita solo marginalmente dalla crisi economica e la sua ramificazione internazionale permette di sostenere la ciclicita' del mercato.

Passaggio di proprieta' all'orizzonte anche per l'altro impianto della Caffaro Chimica, quello di Torviscosa (Udine). Tra i soggetti potenzialmente interessati ci sarebbero il gruppo bolognese Bertolini e la Tps-Hydro di Udine, mentre in seconda fila ci sarebbero la societa' veneziana Demont Ambiente (bonifiche ambientali) e una multinazionale straniera di cui non si conosce il nome. red/vz

  

Amche a San Giorgio Velasco!

A lezione da Julio Velasco

Il tecnico, ora alla guida della selezione spagnola di pallavolo maschile, sarà protagonista questa sera a Udine dell’incontro su ‘Le dinamiche della gestione del gruppo’ organizzato dal Coni

velasco - Julio Velasco
Julio Velasco

Un grande esperto nella creazione della mentalità di squadra, oltre che un personaggio vincente. Non poteva esserci interlocutore migliore di Julio Velasco, insomma, per la conferenza su ‘Le dinamiche della gestione del gruppo’. Il tecnico argentino sarà ospite del primo di una serie incontri promossi dal Coni provinciale. L’appuntamento è per questa sera alle 18 nella sala di Udine Mercati (Piazzale dell’Agricoltura).

IL PROTAGONISTA. L’attuale allenatore della nazionale spagnola di pallavolo (che sarà in corsa per i Mondiali 2010 di volley) non ha bisogno di presentazioni. 57enne, ha ottenuto vittorie nel suo Paese d’origine all’inizio degli anni ‘80, per poi trasferire la sua esperienza acquista sul campo in Italia, dove ha guidato la storica Panini Modena dei vari Cantagalli, Bernardi e Lucchetta. Dal ’89 al ’96 è stato il selezionatore della nazionale, portandola sul tetto d’Europa e del Mondo. Velasco ha poi guidato l’Italia femminile, prima di portare le proprie conoscenze a livello dirigenziale nel mondo del calcio.

IL CALENDARIO. Saranno tre, invece, gli incontri dedicati ai dirigenti sportivi per l’aggiornamento su temi fiscali e in particolare sulla presentazione del modello Eas da parte degli Enti associativi. Il format di comunicazione dati all'Agenzia delle Entrate è obbligatorio per le associazioni sportive e gli enti non commerciali. La scadenza per la trasmissione dei dati è stata posticipata a metà dicembre e la mancata comunicazione, che deve avvenire esclusivamente in via telematica, comporta la decadenza dai benefici fiscali. Il commercialista Alberto Vigna ne spiegherà il funzionamento domani, sempre nella sala di Udine Mercati. Le stesse tematiche saranno poi affrontate a Tolmezzo venerdì 20, nell’Albergo ‘Al Benvenuto’, e martedì 24 a San Giorgio di Nogaro, nella sede del centro canoa di Villanova. Tutti e tre gli incontri si terranno alle 18.

L’attività del Coni di Udine, presieduto da Silvano Parpinel, entra nel vivo, dopo il successo ottenuto dall’ottava edizione del Campus a Piani di Luzza, anche quest’anno realizzato grazie al finanziamento diretto del Coni di Roma e al sostegno della Fondazione Crup, nel corso del quale oltre 100 atleti (nati tra il 1993 e il 1997) hanno passato una settimana tra allenamenti e divertimento, e del secondo corso di attività ludico motoria ‘In Corpore Sano’, tenutosi nelle strutture della GeTur di Lignano, al quale hanno partecipato 29 docenti della scuola d’infanzia e primaria provenienti da tutta la provincia di Udine.

La Chiesa prende le distanze dalla Lega: «Divide i cristiani in buoni e cattivi»


TREVISO (15 novembre) - In Veneto e Friuli i vertici della Chiesa non hanno gradito molto le recenti prese di posizione della Lega che, dopo la sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo sull'esposizione del crocifisso a scuola, aveva cominciato una vera e propria crociata per difendere il simbolo cristiano per eccellenza in nome della difesa della tradizione.
«Non è l'Europa che vogliamo, non ci sentiamo di dover difendere sentenze di questo tipo», avevano subito commentato esponenti di primo piano della Lega, dal presidente della Provincia di Treviso Leonardo Muraro a Leonardo Narduzzi, capogruppo del Carroccio nel consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia.

Aveva cominciato Antonio Mattiazzo, vescovo di Padova in procinto di andare a Treviso al posto di Andrea Bruno Mazzocato (appena trasferito a Udine), criticando il sindaco leghista di Cittadella Massimo Bitonci (mai nominato esplicitamente, anche se il riferimento era chiaro), che aveva pubblicamente offerto crocifissi.

Ieri è stata la volta della diocesi di Vittorio Veneto, con il direttore del settimanale diocesano don Giampiero Moret che, nell'ultimo numero dell'Azione, ha scritto un editoriale fortemente critico nei confronti della nuova campagna della Lega, presentata dal segretario veneto Gian Paolo Gobbo, che prevede la distribuzione di volantini choc, con il crocifisso spezzato. Don Moret ha parlato di «strumentalizzazione del crocifisso da parte della politica» e ha aggiunto: «Ci spiace sommamente che il crocifisso sia tolto dalle scuole e dai luoghi pubblici, ma se questo serve per una convivenza più pacifica e fraterna, in questa nostra società che ha perso in gran parte questa fede e nella quale c'è ormai la presenza di altre religioni, non facciamo la guerra».

Ora interviene anche don Lucio Bonomo, direttore della "Vita del Popolo", settimanale diocesano di Treviso. Secondo Bonomo «non è opportuno che di un simile problema si impossessino la politica e i partiti, facendo del crocifisso un uso strumentale». Una situazione surreale e spiacvole, giunge il direttore, dove «il linguaggio, le accuse di tiepidezza o di tradimento della cultura cristiana vengono brandite come una spada tagliente pronta a dividere i cristiani in buoni e cattivi».

Domenica 15 novembre 2009


XXXIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)

PRIMA LETTURA (Dn 12,1-3)
In quel tempo sarà salvato il tuo popolo.

Dal libro del profeta Daniele

In quel tempo, sorgerà Michele, il gran principe, che vigila sui figli del tuo popolo.
Sarà un tempo di angoscia, come non c’era stata mai dal sorgere delle nazioni fino a quel tempo; in quel tempo sarà salvato il tuo popolo, chiunque si troverà scritto nel libro.
Molti di quelli che dormono nella regione della polvere si risveglieranno: gli uni alla vita eterna e gli altri alla vergogna e per l’infamia eterna.
I saggi risplenderanno come lo splendore del firmamento; coloro che avranno indotto molti alla giustizia risplenderanno come le stelle per sempre.
Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 15)
Rit: Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio.

Il Signore è mia parte di eredità e mio calice:
nelle tue mani è la mia vita.
Io pongo sempre davanti a me il Signore,
sta alla mia destra, non potrò vacillare. Rit.

Per questo gioisce il mio cuore
ed esulta la mia anima;
anche il mio corpo riposa al sicuro,
perché non abbandonerai la mia vita negli inferi,
né lascerai che il tuo fedele veda la fossa. Rit.

Mi indicherai il sentiero della vita,
gioia piena alla tua presenza,
dolcezza senza fine alla tua destra. Rit.

SECONDA LETTURA (Eb 10,11-14.18)
Cristo con un’unica offerta ha reso perfetti per sempre quelli che vengono santificati.

Dalla lettera agli Ebrei

Ogni sacerdote si presenta giorno per giorno a celebrare il culto e a offrire molte volte gli stessi sacrifici, che non possono mai eliminare i peccati.
Cristo, invece, avendo offerto un solo sacrificio per i peccati, si è assiso per sempre alla destra di Dio, aspettando ormai che i suoi nemici vengano posti a sgabello dei suoi piedi. Infatti, con un’unica offerta egli ha reso perfetti per sempre quelli che vengono santificati.
Ora, dove c’è il perdono di queste cose, non c’è più offerta per il peccato.
Parola di Dio

Canto al Vangelo (Mt 24,42.44)
Alleluia, alleluia.
Vegliate e state pronti, perché non sapete
in quale giorno verrà il Signore.
Alleluia.

VANGELO (Mc 13,24-32)
Il Figlio dell’uomo radunerà i suoi eletti dai quattro venti.

+ Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«In quei giorni, dopo quella tribolazione,
il sole si oscurerà,
la luna non darà più la sua luce,
le stelle cadranno dal cielo
e le potenze che sono nei cieli saranno sconvolte.
Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nubi con grande potenza e gloria. Egli manderà gli angeli e radunerà i suoi eletti dai quattro venti, dall’estremità della terra fino all’estremità del cielo.
Dalla pianta di fico imparate la parabola: quando ormai il suo ramo diventa tenero e spuntano le foglie, sapete che l’estate è vicina. Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che egli è vicino, è alle porte.
In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto questo avvenga. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno.
Quanto però a quel giorno o a quell’ora, nessuno lo sa, né gli angeli nel cielo né il Figlio, eccetto il Padre».
Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Fratelli e sorelle, Gesù ci ricorda ancora una volta che la vera vita è rivolta verso Dio. Rivolgiamoci a lui con fiducia, per ottenere forza e sostegno per il nostro cammino terreno e per dire il nostro grazie in questa giornata.
Preghiamo insieme e diciamo: Ascoltaci, o Signore.

1. Per i sacerdoti, le suore, i laici, perché ognuno, secondo il proprio carisma, sia costruttore del regno di Dio nella vita di ogni giorno, preghiamo.
2. Per i capi dei popoli, perché riconoscano la fragilità del loro potere, e usino la loro autorità per realizzare la giustizia, cercando di aiutare concretamente i deboli e i disagiati, i poveri e gli affamati, preghiamo.
3. Per coloro che sono nell'angoscia o in ristrettezze economiche: trovino nei cristiani conforto e sostegno per risolvere le proprie necessità, preghiamo.

4. Perché Dio benedica il lavoro degli agricoltori, perché tutti noi ci impegniamo per salvaguardare l’equilibrio biologico e ambientale e ogni uomo possa vivere in salute, preghiamo
5. Per la nostra assemblea cristiana, perché rinnovi attorno al banchetto eucaristico la speranza che la anima e sia capace di annunciarla al mondo, preghiamo.

La nostra comunità questa settimana ha affidato alla misericordia del Padre il nostro fratello: VIVAN GIOVANNI. Il Signore lo renda partecipe della sua risurrezione,per questo ti preghiamo


Signore, noi non sappiamo né il giorno né l'ora del tuo ritorno. Mantienici vigilanti nella carità e nella speranza, e preparaci ad accogliere te, che vivi e regni nei secoli dei secoli.

ASIA/TERRA SANTA - Ospedale cattolico di Betlemme offre assistenza alle donne povere di quattro campi profughi della città


Betlemme (Agenzia Fides) - L’Holy Family Hospital è un ospedale di Betlemme che offre cure a donne povere e ai loro neonati. Si tratta di una struttura che dispone di un servizio di ostetricia e ginecologia, designato a fornire assistenza sanitaria a quattro campi profughi della città, e mandato avanti dalle Nazioni Unite. Vista la specificità dei servizi offerti in campo natale e neonatale, l’ospedale è l’unico nella regione in grado di assistere e curare situazioni mediche difficili delle donne che vivono in situazioni di estrema povertà, a prescindere dalla fede religiosa e dall’appartenenza etnica. Ogni mese oltre 200 donne riescono a partorire all’Holy Family nonostante complicazioni tipo coprifuoco, blocchi stradali e strade chiuse. L’ospedale assiste ogni anno oltre 22 mila donne e bambini. Con l’approssimarsi dell’Avvento e del Natale, le scuole degli Stati Uniti hanno avviato un progetto di sostegno per l’Holy Family Hospital, grazie al quale molte mamme a Betlemme avranno la gioia di veder nascere i propri figli. L’ospedale fa affidamento anche sulle donazioni delle parrocchie che intervengono attraverso il “Programma missionario parrocchiale”. (AP) (12/11/2009 Agenzia Fides; Righe:20; Parole:226)

Domenica 8 novembre 2009


XXXII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)


PRIMA LETTURA (1Re 17,10-16)
La vedova fece con la sua farina una piccola focaccia e la portò a Elia.

Dal primo libro dei Re

In quei giorni, il profeta Elia si alzò e andò a Sarèpta. Arrivato alla porta della città, ecco una vedova che raccoglieva legna. La chiamò e le disse: «Prendimi un po’ d’acqua in un vaso, perché io possa bere».
Mentre quella andava a prenderla, le gridò: «Per favore, prendimi anche un pezzo di pane». Quella rispose: «Per la vita del Signore, tuo Dio, non ho nulla di cotto, ma solo un pugno di farina nella giara e un po’ d’olio nell’orcio; ora raccolgo due pezzi di legna, dopo andrò a prepararla per me e per mio figlio: la mangeremo e poi moriremo».
Elia le disse: «Non temere; va’ a fare come hai detto. Prima però prepara una piccola focaccia per me e portamela; quindi ne preparerai per te e per tuo figlio, poiché così dice il Signore, Dio d’Israele: “La farina della giara non si esaurirà e l’orcio dell’olio non diminuirà fino al giorno in cui il Signore manderà la pioggia sulla faccia della terra”».
Quella andò e fece come aveva detto Elia; poi mangiarono lei, lui e la casa di lei per diversi giorni. La farina della giara non venne meno e l’orcio dell’olio non diminuì, secondo la parola che il Signore aveva pronunciato per mezzo di Elia.
Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 145)
Rit: Loda il Signore, anima mia.

Il Signore rimane fedele per sempre
rende giustizia agli oppressi,
dà il pane agli affamati.
Il Signore libera i prigionieri. Rit.

Il Signore ridona la vista ai ciechi,
il Signore rialza chi è caduto,
il Signore ama i giusti,
il Signore protegge i forestieri. Rit.

Egli sostiene l’orfano e la vedova,
ma sconvolge le vie dei malvagi.
Il Signore regna per sempre,
il tuo Dio, o Sion, di generazione in generazione. Rit.

SECONDA LETTURA (Eb 9,24-28)
Cristo si è offerto una volta per tutte per togliere i peccati di molti.

Dalla lettera agli Ebrei

Cristo non è entrato in un santuario fatto da mani d’uomo, figura di quello vero, ma nel cielo stesso, per comparire ora al cospetto di Dio in nostro favore. E non deve offrire se stesso più volte, come il sommo sacerdote che entra nel santuario ogni anno con sangue altrui: in questo caso egli, fin dalla fondazione del mondo, avrebbe dovuto soffrire molte volte.
Invece ora, una volta sola, nella pienezza dei tempi, egli è apparso per annullare il peccato mediante il sacrificio di se stesso. E come per gli uomini è stabilito che muoiano una sola volta, dopo di che viene il giudizio, così Cristo, dopo essersi offerto una sola volta per togliere il peccato di molti, apparirà una seconda volta, senza alcuna relazione con il peccato, a coloro che l’aspettano per la loro salvezza.
Parola di Dio

Canto al Vangelo (Mt 5,3)
Alleluia, alleluia.
Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Alleluia.

VANGELO (Mc 12,38-44)
Questa vedova, nella sua povertà, ha dato tutto quello che aveva.

+ Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù diceva alla folla nel suo insegnamento: «Guardatevi dagli scribi, che amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze, avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti. Divorano le case delle vedove e pregano a lungo per farsi vedere. Essi riceveranno una condanna più severa».
Seduto di fronte al tesoro, osservava come la folla vi gettava monete. Tanti ricchi ne gettavano molte. Ma, venuta una vedova povera, vi gettò due monetine, che fanno un soldo.
Allora, chiamati a sé i suoi discepoli, disse loro: «In verità io vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. Tutti infatti hanno gettato parte del loro superfluo. Lei invece, nella sua miseria, vi ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere».
Parola del Signore.

Preghiera dei fedeli
Fratelli e sorelle, entrando in questa chiesa ci siamo messi sotto lo sguardo di Dio. Egli guarda il nostro cuore e vede in realtà quello che siamo. Preghiamo perché trasformi il nostro desiderio di ostentazione in umiltà, il nostro attaccamento al denaro in carità generosa e umile.
Preghiamo insieme e diciamo: Ascoltaci, o Signore.

1. Per coloro che nella Chiesa hanno posti di responsabilità: con la parola e con l'esempio insegnino a tutti a non cercare incarichi di prestigio, ma di servizio umile e fecondo a tutti gli uomini, preghiamo.


2. Per le vedove e gli orfani, perché trovino nelle comunità cristiane sostegno e solidarietà, preghiamo.

3. Per chi ha incarichi di responsabilità nella vita pubblica, perché favorisca sempre le iniziative per i poveri e gli emarginati della società, preghiamo.


4. Per gli educatori, gli insegnanti, i catechisti e i genitori: perchè,con l’aiuto di Dio. Riescano a permeare dello spirito del Vangelo la loro attività educativa, offrendo ai più piccoli i giusti modelli di vita per la loro crescita, preghiamo.


5. Per la nostra comunità cristiana: si unisca al sacrificio di Cristo, per rinnovare la volontà di servire i più poveri, preghiamo.

Signore Gesù, che per venire a salvarci hai scelto la strada dell'umiltà e del nascondimento e hai avuto attenzione verso tutti, ma in special modo verso i poveri, aiutaci a camminare per la stessa tua strada, in umiltà e condivisione. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.

L'agenzia Fides ci aggiorna sulla Cina: la fede vive anche in Cina

ASIA/CINA - La diocesi di Jing Xian ha accolto 3 nuovi sacerdoti in piena celebrazione dell’Anno Sacerdotale

Heng Shui (Agenzia Fides) – Oltre 1.500 fedeli della diocesi di Jing Xian (oggi Heng Shui), nella Cina continentale, hanno accolto i loro 3 nuovi sacerdoti, in piena celebrazione dell’Anno Sacerdotale e a chiusura del mese missionario. Alle 7 del mattino di mercoledì 28 ottobre, festa dei Santi Simone e Giuda, la parrocchia di Lian Hua Chi era già piena di fedeli, secondo le informazioni raccolte dall’Agenzia Fides. Mons. Feng Xin Mao, Vescovo della diocesi, ha presieduto la solenne ordinazione presbiterale di don Wang Xiang Ming, don Xu Yong Qiang e don Gao Ai Jun. Hanno concelebrato una cinquantina di sacerdoti, mentre erano presenti anche una decina di diaconi, una quarantina di religiose della Congregazione diocesana di Nostra Signora del Buon Consiglio, 15 seminaristi maggiori e una novantina di seminaristi minori della diocesi. Tutti i presenti hanno ringraziato il Signore per il dono della vocazione sacerdotale e hanno pregato perché anche i seminaristi maggiori e minori possano illuminare con la testimonianza della loro vocazione il cammino dell’evangelizzazione della diocesi e di tutta la Cina.
“Tutto quello che ho avuto oggi è dovuto alla Grazia del Signore, all’Amore di Dio. Nessun ringraziamento basterebbe per tutto ciò”: così don Wang Xiang Ming, uno dei tre nuovi sacerdoti, si è espresso nella sua omelia durante la Prima Messa celebrata alle 10 e mezzo, subito dopo l’ordinazione, nel suo paese di origine, nella parrocchia di Dong Wang (Zhuang) davanti ad oltre 600 fedeli. Tredici sacerdoti hanno concelebrato con lui, assistiti da 3 seminaristi maggiori, 28 seminaristi minori e 22 religiose. Inoltre anche tantissimi non cristiani hanno voluto partecipare a quest’evento.
Con queste ultime ordinazioni la diocesi di Jing Xian conta oggi 38 sacerdoti. Secondo le statistiche presenti sul sito diocesano, aggiornate al 2006, la diocesi ha circa 30.000 fedeli, 2 Vescovi, una sessantina di religiose della Congregazione diocesana di Nostra Signora del Buon Consiglio, 30 seminaristi maggiori, 80 minori, 105 luoghi di culto (chiese, cappelle e luoghi di preghiera), un seminario preparatorio, un convento di religiose e 4 cliniche. (NZ) (Agenzia Fides 03/11/2009

Il vescovo a Paluzza, ieri, 2 novembre

Fonte: Portale Diocesi

Mons. Mazzocato a Paluzza: «I nostri defunti sono vivi»
Concelebrazione nella chiesa di S. Daniele e benedizione delle tombe in cimitero
PALUZZA (2 novembre, ore 13.30) – L’arcivescovo, mons. Andrea Bruno Mazzocato, ha fatto la sua prima «uscita» in Carnia recandosi a Paluzza, dove ha celebrato la messa dei defunti nella chiesa di San Daniele, affollata di fedeli, per poi recarsi in processione in cimitero dove ha benedetto le tombe di tutti i fedeli. All’insegna della speranza, questa prima «visita pastorale», come l’ha definita lo stesso Mazzocato, rispondendo al benvenuto del parroco di Paluzza don Tarcisio. «Ho voluto venire fin quassù per pregare insieme ha voi» ha detto, salutando la comunità di Paluzza, all’inizio della concelebrazione.
Campane a festa e applausi all’arrivo di monsignor Mazzocato. «È con grande gioia che le diamo il nostro benvenuto – gli ha detto il parroco – siamo orgogliosi di averla tra noi, tra l’altro per verificare fin dove arriva la sua nuova diocesi che sicuramente è un po’ più grande di quella di Treviso». «La sua presenza – ha continuato il parroco – ci conforta, perché noi siamo ai margini e non sempre le autorità si fanno presenti. Oggi, per esempio, si parla tanto di immigrazione, ma quassù continua il fenomeno antico dell’emigrazione, che dà problemi a cui dobbiamo prestare particolare attenzione».
Nell’omelia, mons. Mazzocato ha ammesso che la Carnia non l’aveva mai vista prima e che è bel lieto di questo incontro «soprattutto per l’opportunità di pregare insieme a voi». Pregare, in particolare, per tutti i defunti, «anche per i miei genitori». Mazzocato ha ricordato che «fin da piccolo papà e mamma mi portavano alla messa dei defunti e in visita al cimitero». Una memoria, questa, che gli è sempre rimasta dentro.
«La preghiera per i defunti – ha sottolineato l’arcivescovo – è importante anche per la nostra vita. Non ha nulla a che vedere con la nostalgia, ma senz’altro con l’affetto dei propri cari. Mia mamma è morta solo un anno fa e il giorno in cui ho lasciato Treviso per venire a Udine – ha ricordato Mazzocato – mia zia, che per me è come una mamma, mi ha detto: vai tranquillo, perché tua mamma ti accompagna sempre».

Per mons. Mazzocato non ci sono dubbi: i defunti sono «vivi», sono un dono di amore che ci riempie di speranza. E questo perché – ha rassicurato l’Arcivescovo, «nella vita eterna il Signore ci trasformerà in una vita piena». Non solo. «Il Signore tiene in mano tutti e vede quello che noi non riusciamo a vedere. Il Signore prende in mano chi riceve il battesimo e non lo perde più». Nella mano del Signore ci sono soprattutto i malati e i sofferenti.
La solenne concelebrazione è stata accompagnata da canti in friulano, italiano e latino. Alla conclusione, la processione fino al cimitero e la benedizione delle tombe, lungo il perimetro del campo santo, con lo struggente canto del Miserere. Il rito si è concluso con la benedizione di tutti i presenti da parte dell’Arcivescovo che si è detto tra l’altro «riconoscente» per aver «pregato insieme a me per i defunti».
Ai giornalisti che aspettavano l’Arcivescovo al termine della cerimonia per chiedergli il motivo di questa sua prima visita proprio a Paluzza, il paese, fra l’altro, dov’è sepolta Eluana Englaro, monsignor Mazzocato ha risposto: «Sono qui per benedire tutti i defunti». «Anche Eluana Englaro?» hanno insistito i cronisti. «È chiaro», ha risposto l'Arcivescovo. Presso la tomba di Eluana c’era lo zio, Armando Englaro.
Mons. Mazzocato, conversando ancora con i giornalisti, ha riferito che dopo questa sua prima uscita, si propone un programma di visite ad ogni parrocchia della Carnia ed ha osservato che la fede e la tradizione sono risorse importanti anche per lo sviluppo di questa terra come ha testimoniato l’assemblea dei cristiani.
Francesco Dal Mas

Nel giorno della Commemorazione dei defunti miglioriamo leggendo Chiara Lubich

Tutto appartiene a Dio
26-10-2009 di Chiara Lubich -


“E’ più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno dei cieli” (Mt 19,24) .

Parola di vita
Ti fa una certa impressione questa frase?
Penso che hai ragione di rimanere perplesso e di pensare a quanto è opportuno che tu faccia. Gesù non ha detto niente per modo di dire. È necessario quindi prendere queste parole sul serio, senza volerle annacquare.
Ma cerchiamo di capire il vero senso di esse da Gesù stesso, dal suo modo di comportarsi con i ricchi. Egli frequenta anche persone benestanti. A Zaccheo, che dà soltanto metà dei suoi beni, dice: la salvezza è entrata in questa casa.
Gli Atti degli Apostoli testimoniano inoltre che nella Chiesa primitiva la comunione dei beni era libera e quindi che la rinuncia concreta a tutto quanto si possedeva non era richiesta.
Gesù non aveva dunque in mente di fondare soltanto una comunità di persone chiamate a seguirlo […], che lasciano da parte ogni ricchezza.
Eppure dice:
«È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno dei cieli».
Cosa condanna allora Gesù? Non certamente i beni di questa terra in sé, ma il ricco attaccato ad essi.
E perché?
È chiaro: perché tutto appartiene a Dio e il ricco invece si comporta come se le ricchezze fossero sue.
Il fatto è che le ricchezze prendono facilmente nel cuore umano il posto di Dio e accecano e facilitano ogni vizio. Paolo, l’Apostolo, scriveva: «Coloro che vogliono arricchire cadono nella tentazione, nel laccio e in molte bramosie insensate e funeste, che fanno affogare gli uomini in rovina e perdizione. L’attaccamento al denaro infatti è la radice di tutti i mali; per il suo sfrenato desiderio alcuni hanno deviato dalla fede e si sono da se stessi tormentati con molti dolori» .
Già Platone aveva affermato: «È impossibile che un uomo straordinariamente buono sia a un tempo straordinariamente ricco».
Quale allora l’atteggiamento di chi possiede? Occorre che egli abbia il cuore libero, totalmente aperto a Dio, che si senta amministratore dei suoi beni e sappia, come dice Giovanni Paolo II, che sopra di essi grava un’ipoteca sociale.
I beni di questa terra, non essendo un male per sé stessi, non è il caso di disprezzarli, ma bisogna usarli bene.
Non la mano, ma il cuore deve star lontano da essi. Si tratta di saperli utilizzare per il bene degli altri.
Chi è ricco lo è per gli altri.
«È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno dei cieli».
Ma forse dirai: io non sono ricco per davvero, quindi queste parole non mi riguardano.
Fa’ attenzione. La domanda che i discepoli costernati hanno fatto a Cristo subito dopo questa sua affermazione è stata: «Chi si potrà dunque salvare?». Essa dice chiaramente che queste parole erano rivolte un po’ a tutti.
Anche uno che ha tutto lasciato per seguire Cristo può avere il cuore attaccato a mille cose. Anche un povero che bestemmia perché gli si tocca la bisaccia può essere un ricco davanti a Dio.
Pubblicata per intero su Città nuova n. 12/1979.

Foglio della Collaborazione Pastorale Di San Giorgio di Nogaro

V DOMENICA DI PASQUA – ANNO A - 3 maggio 2026

  Messa del Giorno V DOMENICA DI PASQUA – ANNO A Antifona Cantate al Signore un canto nuovo, perché ha compiuto meraviglie; agli occhi delle...