Domenica 28 novembre 2010

I DOMENICA DI AVVENTO (ANNO A)
PRIMA LETTURA (Is 2,1-5)
Il Signore unisce tutti i popoli nella pace eterna del suo Regno.
Dal libro del profeta Isaìa

Messaggio che Isaìa, figlio di Amoz, ricevette in visione su Giuda e su Gerusalemme.
Alla fine dei giorni,
il monte del tempio del Signore
sarà saldo sulla cima dei monti
e s’innalzerà sopra i colli,
e ad esso affluiranno tutte le genti.
Verranno molti popoli e diranno:
«Venite, saliamo sul monte del Signore,
al tempio del Dio di Giacobbe,
perché ci insegni le sue vie
e possiamo camminare per i suoi sentieri».
Poiché da Sion uscirà la legge
e da Gerusalemme la parola del Signore.
Egli sarà giudice fra le genti
e arbitro fra molti popoli.
Spezzeranno le loro spade e ne faranno aratri,
delle loro lance faranno falci;
una nazione non alzerà più la spada
contro un’altra nazione,
non impareranno più l’arte della guerra.
Casa di Giacobbe, venite,
camminiamo nella luce del Signore.
Parola di Dio
SALMO RESPONSORIALE (Sal 121)
Rit: Andiamo con gioia incontro al Signore.
Quale gioia, quando mi dissero:
«Andremo alla casa del Signore!».
Già sono fermi i nostri piedi
alle tue porte, Gerusalemme! Rit.

È là che salgono le tribù,
le tribù del Signore,
secondo la legge d’Israele,
per lodare il nome del Signore.
Là sono posti i troni del giudizio,
i troni della casa di Davide. Rit.

Chiedete pace per Gerusalemme:
vivano sicuri quelli che ti amano;
sia pace nelle tue mura,
sicurezza nei tuoi palazzi. Rit.

Per i miei fratelli e i miei amici
io dirò: «Su di te sia pace!».
Per la casa del Signore nostro Dio,
chiederò per te il bene. Rit.
SECONDA LETTURA (Rm 13,11-14a)
La nostra salvezza è più vicina.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli, questo voi farete, consapevoli del momento: è ormai tempo di svegliarvi dal sonno, perché adesso la nostra salvezza è più vicina di quando diventammo credenti.
La notte è avanzata, il giorno è vicino. Perciò gettiamo via le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce.
Comportiamoci onestamente, come in pieno giorno: non in mezzo a orge e ubriachezze, non fra lussurie e impurità, non in litigi e gelosie. Rivestitevi invece del Signore Gesù Cristo.
Parola di Dio
Canto al Vangelo (Sal 84,8)
Alleluia, alleluia.
Mostraci, Signore, la tua misericordia
e donaci la tua salvezza.
Alleluia.
VANGELO (Mt 24,37-44)
Vegliate, per essere pronti al suo arrivo.
+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Come furono i giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo. Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca, e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e travolse tutti: così sarà anche la venuta del Figlio dell’uomo. Allora due uomini saranno nel campo: uno verrà portato via e l’altro lasciato. Due donne macineranno alla mola: una verrà portata via e l’altra lasciata.
Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. Perciò anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».
Parola del Signore
Preghiera dei fedeli
All’inizio di questo nuovo anno liturgico chiediamo al Signore di renderci attenti e disponibili alla sua parola, affinché possiamo essere pronti ad accoglierlo quando irromperà nella nostra vita.
Preghiamo dicendo: Ascoltaci Signore.

1. Per la santa Chiesa di Dio, perché sappia essere custode ed amplificatrice della parola e del progetto d’amore di Dio nel mondo. Preghiamo.

2. Perché gli uomini sappiano valorizzare il tempo, senza inseguirlo cercando di riempirlo di cose, quanto piuttosto "abitandolo", vivendo come eventi di salvezza le situazioni in cui sono immersi. Preghiamo.
 
3. Per coloro che sono "prigionieri" della civiltà che cattura le menti e i cuori proponendo come scopo del vivere le illusioni fugaci del piacere, della ricchezza, del potere. Preghiamo.

4. Perché ogni uomo e ogni donna sappiano riscoprire l’autenticità di una fede vissuta, anelando così all’incontro con il Signore risorto, atteso come salvatore della vita. Preghiamo.
 
5. Per la nostra comunità, perché sappiamo esprimere la nostra vigilanza nell’attesa del Signore con una preghiera pura ed una comunione profonda e sincera. Preghiamo

6.(SOLO MESSA DELLE 11) Perché il segno luminoso della Corona dell’Avvento ci aiuti ad invocare il Signore nella preghiera familiare. Preghiamo

7. Per i nostri fratelli CAZZOLA ALFONSO e MARCON MATILDE che questa settimana ci hanno lasciato. Il Signore Doni loro la pace e la gioia eterna , Preghiamo
O Padre, ascolta le nostre preghiere. Ravviva in noi il desiderio di incontrarci con tuo figlio Gesù, per ricevere da lui un solido orientamento nella fede e l’impulso a operare nella carità. Te lo chiediamo proprio in nome di Gesù Cristo, nostro Signore.

Colletta alimentare sabato 27 novembre

Colletta alimentare sabato 27 novembre   versione testuale
La mappa di negozi e supermercati dove si può offrire la borsa della spesa per i poveri

UDINE (26 novembre, ore 15.30) - Sabato 27 novembre i volontari del Banco alimentare saranno presenti all’ingresso di 117 supermercati in 46 comuni della provincia di Udine, per invitare tutti gli acquirenti a donare una parte della spesa a favore di oltre 6.700 persone che in Friuli vivono in condizioni di difficoltà.
 
Ecco l’elenco dei 46 Comuni friulani aderenti all'iniziativa. A fianco di ogni Comune, fra parentesi, è indicato il numero dei supermercati coinvolti. Sul sito del Banco alimentare i donatori possono trovarel’indirizzo dei singoli punti vendita aderenti all’iniziativa. Amaro (1), Attimis (1), Bagnaria Arsa (1), Basiliano (1), Buja (4), Buttrio (1), Campoformido (1), Cassacco (2), Castions di Strada (1), Cervignano (3), Cividale (6), Codroipo (7), Coseano (1), Faedis (1), Fagagna (2), Fiumicello (1), Gemona (6), Latisana (1), Majano (4), Manzano (1), Martignacco (2), Mortegliano (1), Muzzana del Turgnano (1), Pagnacco (1), Palazzolo dello Stella (1), Palmanova (3), Passons di Pasian di Prato (2), Percoto (1), Pocenia (1), Povoletto (2), Pradamano (2), Precenicco (1), Premariacco (1), Remanzacco (2), Rivignano (1), San Giorgio di Nogaro (4), San Daniele (1), Santa Maria La Longa (1), Tarcento (3), Tarvisio (3), Tavagnacco (4), Tolmezzo (4), Torreano di Cividale (1), Torsa (1), Udine (28) e Varmo (1).
 
I volontari si potranno riconoscere per la pettorina gialla che indosseranno, con la scritta Colletta alimentare e il simbolo del Banco, la formichina che porta la spesa. Inviteranno a donare generi a lunga conservazione, di prima necessità, come olio, omogeneizzati, alimenti per l’infanzia, tonno e carne in scatola, pelati, sughi e legumi in scatola, che al Banco non arrivano a sufficienza dalle altre fonti di approvvigionamento, l’industria alimentare e l’Agenzia del ministero dell’Agricoltura.
 

Ascoltare L'Incarnazione, una lettera di Avvento dal nostro fratello Andrea Bruno Arcivescovo di Udine

Messaggio dell'Arcivescovo per l'Avvento versione testuale

Udine, 25 novembre 2010
L’Avvento, assieme alla Quaresima, è definito un «tempo forte» dell’anno liturgico della Chiesa. È un periodo, di circa quattro settimane, che prepara ogni cristiano ed ogni comunità cristiana a celebrare una delle feste principali della nostra fede: la nascita di Gesù, il Figlio di Dio che si fa uomo.
Prepariamo l’anima al Santo NataleIl S. Natale è annunciato e preparato ogni anno da segni esterni di festa che compaiono lungo le strade dei paesi, attorno e dentro le chiese, in molte scuole e nelle case.
Dovunque, poi, si rinnova la bella tradizione del presepio al quale molte persone si dedicano, in particolare, nel tempo dell’Avvento perché sia pronto il giorno di Natale.
Ho scoperto lo scorso anno quanto sia sentita, in Friuli, la tradizione di creare presepi spesso di valore artistico o di rappresentarli dal vivo coinvolgendo tanta gente Questi preparativi esteriori rivelano quanto il ricordo nella nascita del Signore Gesù sia impresso nei nostri sentimenti più profondi. È una delle tradizioni più care che abbiamo ricevuto dagli antenati e che nutrono la nostra fede e la cultura più autentica della nostra terra. Siamo, però, in un tempo in cui le tradizioni facilmente si indeboliscono e vengono sostituite da mode effimere che durano una stagione. Corre questo rischio anche la celebrazione del S. Natale? Non vorremmo mai che la ricchezza dei suoi simboli, valori e messaggi svanisse nelle famiglie, nelle scuole, nella società. Perché il Natale resti grande festa non bastano i preparativi esteriori. La festa parte dell’anima; per questo il ricordo della nascita del Signore Gesù deve toccare e interessare la nostra anima. Le settimane di Avvento giungono opportune proprio per preparare, prima di tutto, la mente e il cuore a celebrare il S. Natale.
Maria, donna dell’ascoltoIn questo tempo liturgico, la Chiesa ci indica anche un grande esempio da imitare: Maria, la Madre di Gesù. Guardiamo a lei e a come ha accolto nella mente, nel cuore e nel grembo di donna il Figlio di Dio che si è fatto uomo. Ho terminato la Lettera pastorale «Ascolta, figlio, le mie parole» ricordando Maria con il titolo di «donna dell’ascolto» (n. 33). Questa è stata una delle sue più grandi virtù per la quale «ha trovato grazia presso Dio» (Lc 1,29). Possiamo dire che ha potuto diventare Madre di Gesù perché, fin da giovanissima, è stata grande nella capacità di ascoltare e accogliere la Parola di Dio. La visita dell’angelo Gabriele nella sua casa di Nazareth, che le annunciava la volontà di Dio su di lei, la trovò pronta all’ascolto. Nel silenzio del suo animo seppe accogliere le parole divine ed imprevedibili: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù» (v. 20-30). Entrò in dialogo con Dio e gli rispose senza esitazione: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola» (v. 38). Maria sapeva veramente ascoltare con tutta se stessa, con le orecchie, la mente, il cuore, il suo corpo di vergine. Per questo la Parola eterna di Dio Padre poté prendere possesso di lei e in lei «si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi» (Gv 1,14). Concepì e partorì Gesù che è la Luce e la Parola che viene da Dio per illuminare ogni uomo. Nell’ascolto Maria si preparò al Natale, alla nascita del Salvatore e vi partecipò attivamente. Il suo esempio è la via maestra per prepararci a vivere il S. Natale come una festa viva che entra nella nostra anima e non solo un momento di svago esteriore e un po’ convenzionale.
Avvento: tempo per la Parola di DioDurante il prossimo Avvento proviamo, allora, a dedicare maggior attenzione all’ascolto e alla meditazione della Parola di Dio, secondo quanto ho suggerito nella lettera pastorale e nelle schede che l’accompagnano. Approfittiamo di ogni occasione in cui possiamo accostare li libro della Sacra Scrittura: le celebrazioni liturgiche, altri incontri comunitari, la lettura personale o in famiglia. Quando, però, ci mettiamo davanti alla Parola di Dio ricordiamo sempre l’esempio di Maria. Il Vangelo rivela che ella «ascoltava» con le orecchie e «custodiva» nella mente e nel cuore le parole che Dio faceva giungere a lei; cioè le «meditava» continuamente (Lc 2,19.51). Per questo è stata – per usare il linguaggio della parabola evangelica – il terreno meglio preparato a lasciarsi fecondare dal Seme della Parola di Dio e da lei è spuntato un germoglio nuovo, il Salvatore (Lc 8,4-15). Nella lettera pastorale «Ascolta, figlio, le mie parole» ho ricordato le condizioni per essere un terreno pronto ad accogliere la Parola del Signore (nn. 16-20). Sono le stesse che viveva Maria: «ascoltare» con le orecchie (o leggere), «meditare» con la mente, «custodire» nel cuore. Esse richiedono un clima di silenzio, di raccoglimento e di preghiera. In tale clima spirituale era abitualmente immersa la Vergine come hanno capito gli artisti i quali, nelle tante splendide opere dedicate all’annunciazione, rappresentano Maria in ginocchio davanti all’arcangelo Gabriele che le porta la Parola di Dio. Le schede che sono state preparate per tutta la Diocesi, guidano a vivere l’ascolto della Parola in un contesto di preghiera.
In chi ascolta l’IncarnazioneQuando Gesù trova nei cuori un terreno ben preparato può continuare in noi il miracolo della sua «incarnazione», iniziata nell’anima e nel corpo di Maria. Egli entra in noi con la sua Parola e il suo Santo Spirito e ci trasforma realmente in Lui. Un po’ alla volta, i suoi Pensieri illuminano i nostri pensieri; la sua Carità converte i nostri sentimenti e ci suggerisce le scelte secondo il suo Vangelo. Gesù nasce anche in noi o, meglio, noi rinasciamo in Lui e le persone possono vederlo attraverso le nostre parole e le nostre opere. Diventiamo autentici missionari che portano Gesù, Parola di Dio, nella loro carne, nella loro mentalità, nel loro cuore, nelle loro scelte. Così fece Maria che portò Gesù subito alla cugina Elisabetta e a Giovanni Battista che aveva in grembo. Così hanno fatto i santi nei quali Gesù ha «incarnato» la sua Parola e ha portato frutti secondo il Vangelo (Lc 1, 39-45). Il giorno ultimo della loro vita terrena è diventato il «dies natalis», il loro Natale, perché Gesù si era pienamente «incarnato» in loro e, con Lui, entravano nella vita senza fine. Questa sia la meta anche della nostra esistenza. Questo è il Natale di salvezza di cui ha bisogno la nostra società.

Andrea Bruno Mazzocato
Arcivescovo di Udine

Una settimana strana...

Povero scriba: 3 giorni interi senza internet, 3 giorni il tecnico telecom ha impiegato affinchè lo scriba potesse tornare a operare....

Foglio Parrocchiale della domenica 21 novembre 2010

Mi scuso per la qualità della tabella Word che è pubblicabile in blogger solo in tempi più lunghi degli attuali!


Parrocchia di S. Giorgio di Nogaro
Porto Nogaro - Villanova - Zellina
Trentatreesima del tempo ordinario novembre 2010
Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!». L’altro invece lo rimproverava dicendo: «Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male». E disse: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso».
GIORNO
ORA
CELEBRAZ.

INTENZIONE

NOTE

DOMENICA
21 novembre
CRISTO RE
dell’UNIVERSO
8.30 S. MESSA
11.00 S. MESSA
18.00 S. MESSA


X Longhin Enzo XOlindo e Maria
X De Faccio Franca
X Fam. Lucchesi e Mazzaro
X Defunti Arma Carabinieri


LUNEDì
22 novembre
S. Cecilia
9.00 S .MESSA
X Felicita


MARTEDì
23 novembre
S.Clemente I Papa
9.00 S .MESSA
X Cocetta Giuliano e Fabio


MERCOLEDì
24 novembre
S. Crisogono
9.00 S .MESSA
X Nazzareno e Maria Illuminati


GIOVEDì
25 novembre
S. Caterina D’Alessandria
9.00 S .MESSA
X Gelsomina X Massimo
X Emilia X Ietri Marcella
X Mario e Gino Scolz


VENERDì
26 novembre
S.Corrado
9.00 S .MESSA
X Mattiussi Luigi


SABATO
27 novembre
S. Valeriano
18.00 S. MESSA
X Lucia e FabianaX Lidia e Italo
X Rino X Toniolo Stefano
X Otello X Bruno e Franca


DOMENICA
28 novembre
Prima
d’Avvento

8.30 S. MESSA
11.00 S. MESSA
18.00 S. MESSA
X Carniel Maria Durigutto
X Arcangelo e Omar
X Fam. Zanutto
50° Anniversario di Matrimonio Cazzola Egidio e Conte Regina




Gesù è Re e Signore

sfida condita di scherni e di insulti: "Salva te stesso!". Gli viene rivolta dai capi del popolo, detentori del potere religioso, i quali letteralmente "storcono il naso" (23,35) di fronte alla sua folle pretesa: un crocifisso per loro è religiosamente un maledetto.
Stessa accusa gli viene rivolta dai soldati, rappresentanti del potere politico, i quali testualmente lo "canzonano" (23,36), ma Gesù è politicamente un impotente. Infine gli viene rivolta da uno dei malfattori crocifissi, rappresentanti dell'opinione pubblica: Luca scrive testualmente che "lo bestemmiava" (23,39). A questo punto la scena si rovescia: i capi, i soldati, un malfattore hanno chiesto a Gesù una dimostrazione di forza: se Gesù accetta e scende dalla croce, si dimostrerà un "forte", un vero "re" davanti agli uomini. Invece un pover'uomo gli chiede una dimostrazione di bontà: "Ricordati di me!". Il primo malfattore ragiona così: credeva di essere migliore di noi, finisce peggio di noi, dunque è uno come noi. L'altro invece pensa: sembra uno come noi, ma è migliore di noi, dunque può salvare anche noi.
"Gesù, ricordati di me": è la prima volta nel terzo vangelo che Gesù viene chiamato per nome, senza ulteriore specificazione: il brigante ha scoperto l'amico! "Oggi sarai con me", risponde la bontà. Commenta s. Agostino: "Fede grande! A tal fede non saprei cosa si possa aggiungere. Vacillarono coloro che avevano veduto Cristo risuscitare i morti, credette colui che lo vedeva pendere sulla croce". . Un crocifisso è il nostro re. Tutti noi vogliamo un messia che salvi se stesso, perché in fondo in fondo ognuno di noi vuole salvare se stesso. Ma proprio perché non può salvare se stesso - poiché per amore vi ha rinunciato - Gesù può salvare anche noi. Questo Crocifisso che non ha voluto schiodarsi dalla croce, è il nostro vero e unico Signore.
Dire oggi che Cristo è re e Signore, significa riconoscere una verità che nemmeno i demoni affermano mai nei vangeli. Essi si spingono fino a dire a Gesù: "Tu sei il figlio di Dio", ma non gli riconoscono mai: "Tu sei il Signore!". Infatti riconoscere Gesù come il Figlio di Dio significa riconoscere un dato di fatto; riconoscere che Cristo è re e Signore, significa sottomettersi alla sua regalità e signoria; significa riconoscerlo come "mio" Signore; significa essere servi di Cristo re e Signore, e di nessun altro!
L'uomo dell'oro, dello scettro, del trono? L'uomo dell'avere, del potere, dell'apparire? Colui che ha forzieri colmi, che può imporre e disporre, che appare sempre il primo: il più ricco, il più potente, il più importante? L'ambiguo cartiglio posto sulla croce ribalta ogni idea, ogni opinione, ogni giudizio sul regno e sul re. In ebraico, in greco e in latino recita: "Il re dei giudei (è) costui". È il motivo della condanna di Gesù il Galileo e vorrebbe significare, nella mente dei capi, la fine della sua assurda pretesa. Invece è l'affermazione inconsapevole che proprio lì, sulla croce, nel luogo del dolore più grande e della più umiliante sconfitta, nel momento degli insulti e degli abbandoni, s'illumina tutta la storia di questo Re e risplende la sua gloria, la gloria del più grande amore. Nel suo non avere più niente, attrae tutto e tutti a sé; nel suo essere del tutto impotente, può fare di tutti noi quello che nessun re può fare dei suoi sudditi: un popolo di re; nel suo apparire fallito e sconfitto, trionfa sull'ultimo nemico, la morte, di fronte alla quale anche il re più potente deve arrendersi, rassegnato o ribelle, ma comunque disarmato e impotente.
Rispetto a Matteo e Marco, l'evangelista Luca sembra più interessato a mettere in evidenza il motivo di questa regalità strana, paradossale, misteriosa. Quando riporta l'ingresso messianico a Gerusalemme, solo il terzo evangelista attribuisce esplicitamente a colui che viene il titolo di re: "Benedetto colui che viene, il re, nel nome del Signore!" (19,38). Nell'interrogatorio di fronte al sinedrio, Gesù afferma: "Da adesso in poi il Figlio dell'uomo siederà alla destra della potenza di Dio" (22,69): una chiara allusione al salmo 110,1, molto citato nel NT per indicare l'investitura regale del Messia. La regalità riaffiora nel processo di fronte a Pilato e nell'incontro con Erode. Luca afferma chiaramente che Gesù fu accusato di essere re: "Sovvertiva la nostra nazione, proibiva di pagare i tributi a Cesare e diceva di essere il Messia re" (23,2). Inoltre il terzo evangelista è l'unico a ricordare che il re Erode, per mettere in ridicolo la regalità di quello strano Galileo, "gli fece mettere addosso una veste candida" (23,11), "un vestito di gala come usavano portare i principi il giorno della loro investitura" (Lagrange). Sulla croce la regalità di Cristo riceve l'ultima smentita e insieme l'affermazione più solenne. Nel deserto Gesù aveva dovuto subire per tre volte l'assalto di Satana, il quale, dopo averlo tentato invano di seguire la strada di un messianismo di auto-salvezza, "si allontanò da lui per ritornare al tempo fissato" (4,13). Ora, sul Calvario, scade il tempo fissato. Per ben tre volte viene rivolta al re-crocifisso la

BREVISSIME DIOCESI, FORANIA, PARROCCHIA


Domenica Prossima inizia il Tempo d’Avvento

Alla S.Messa delle ore 11.00 benedizione delle corone dell’Avvento.
Inoltre durante il Tempo d’Avvento con la S. Messa feriale ci sarà anche la Santa recita delle lodi

Da venerdì 12 a domenica 14 novembre scorso, l’Arcivescovo ha incontrato la nostra forania. Si ringraziano tutte le Comunità parrocchiale per l’accoglienza affettuosa e gioiosa riservata al Pastore nelle nostre Chiese e nelle varie tappe della sua visita.

Domenica prossima verrà distribuita la tradizionale lettera del quartese Nessuno passerà a ritirarla per le case. Chi lo desidera potrà consegnarla in Chiesa al sacrestano.

Domenica 21 Novembre alle ore 18.00, presso la Casa della Gioventù a Porpetto, spettacolo teatrale intitolato “Prima che venga notte”, dai racconti di Marina Corradi, editorialista di Avvenire. Un racconto corale con musiche e canzoni di Dalla, De Gregori, Fossati, Gaber eseguite in scena da Carlo Pastori e Valter Muto.

Questa settimana ci ha lasciato Pines Rinaldo.Ricordandolo nella preghiera rinnoviamo le condoglianze ai familiari che ringraziano quanti hanno partecipato al loro lutto

Messaggio dell'Arcivescovo per la Giornata del Seminario


Castellerio, 21 novembre 2010
 
La giornata di preghiere e offerte per il Seminario è come un appuntamento di famiglia perché invita tutte le comunità cristiane della Diocesi a sentirsi vicine con l’affetto, la stima e l’aiuto ai giovani che hanno dato una risposta coraggiosa al Signore e si stanno preparando per essere i futuri pastori delle nostre parrocchie.
 
In questa giornata non pensiamo solo a coloro che già stanno vivendo nella comunità del Seminario, ma anche ai ragazzi, adolescenti e giovani che coltivano nel cuore il germe della vocazione al sacerdozio, il desiderio di dedicare tutta la loro esistenza a Dio e ai fratelli nel ministero presbiterale. Anzi, in questo tempo stiamo dedicando proprio a loro una particolare attenzione rispondendo alla sollecitazione che ci hanno fatto autorevolmente i quattro Vescovi delle Diocesi del Friuli-Venezia Giulia con la lettera pastorale: «Seguitemi, vi farò pescatori di uomini».
 
Nella lettera sono raccomandate quattro forme di impegno a favore dei chiamati al presbiterato: la preghiera, l’annuncio, la proposta e l’accompagnamento. Ho invitato gli educatori e i seminaristi della nostra Diocesi a preparare delle iniziative da proporre a tutti per tradurre nel concreto questi quattro orientamenti. È stato fatto un buon lavoro e abbiamo potuto, così, avviare in diocesi un programma organico di incontri e di esperienze per favorire la preghiera che invoca «nuovi operai» per il Regno di Dio e la vita della Chiesa; la sensibilizzazione verso la vocazione al sacerdozio; l’accompagnamento di ragazzi e giovani disponibili ad una ricerca. Alcune di queste esperienze sono già collaudate ed altre sono nuove proposte con l’obiettivo di offrire una possibilità di incontro a tutte le età, dai ragazzi agli adulti. Gli educatori e i seminaristi coordineranno tutte le iniziative. Aspettano, però, la collaborazione di tanti sacerdoti, diaconi, catechisti, comunità cristiane.
 
Come scrivono i Vescovi nella lettera pastorale, l’impegno per favorire i chiamati al sacerdozio è oggi un segno di speranza che confida nella promessa di Dio, nonostante tanti segni scoraggianti. È, inoltre, segno di amore per la nostra Chiesa di Udine che ha bisogno di sacerdoti per il prossimo futuro, come ha bisogno delle altre vocazioni e ministeri consacrati e laicali. Infine, manifesta un serio amore per i ragazzi e i giovani ai quali non si può fare dono più grande di quello di aiutarli a riconoscere e accogliere la chiamata personale e originale di Dio per loro. Essi chiedono a noi di guidarli a riconoscere come devono fare per impegnare tutta la loro giovane esistenza nell’unico modo riuscito: la loro vocazione. È la stessa domanda che il giovane ricco fece, in ginocchio, a Gesù: «Dimmi cosa devo fare per impegnare la mia vita in una prospettiva eterna».
 
Il Signore Gesù benedica il nostro impegno e interceda per noi la Madre sua e nostra.
+ Andrea Bruno Mazzocato
Arcivescovo di Udine

Domenica 21 novembre 2010

XXXIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C)
    Nostro Signore Gesù Cristo Re dell'Universo




PRIMA LETTURA (2Sam 5,1-3)
Unsero Davide re d’Israele.

Dal secondo libro di Samuèle

In quei giorni, vennero tutte le tribù d’Israele da Davide a Ebron, e gli dissero: «Ecco noi siamo tue ossa e tua carne. Già prima, quando regnava Saul su di noi, tu conducevi e riconducevi Israele. Il Signore ti ha detto: “Tu pascerai il mio popolo Israele, tu sarai capo d’Israele”».
Vennero dunque tutti gli anziani d’Israele dal re a Ebron, il re Davide concluse con loro un’alleanza a Ebron davanti al Signore ed essi unsero Davide re d’Israele.
Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 121)
Rit: Andremo con gioia alla casa del Signore.

Quale gioia, quando mi dissero:
«Andremo alla casa del Signore!».
Già sono fermi i nostri piedi
alle tue porte, Gerusalemme! Rit.

È là che salgono le tribù,
le tribù del Signore,
secondo la legge d’Israele,
per lodare il nome del Signore.
Là sono posti i troni del giudizio,
i troni della casa di Davide. Rit.

SECONDA LETTURA (Col 1,12-20)
Ci ha trasferiti nel regno del Figlio del suo amore.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossési

Fratelli, ringraziate con gioia il Padre che vi ha resi capaci di partecipare alla sorte dei santi nella luce.
È lui che ci ha liberati dal potere delle tenebre
e ci ha trasferiti nel regno del Figlio del suo amore,
per mezzo del quale abbiamo la redenzione,
il perdono dei peccati.
Egli è immagine del Dio invisibile,
primogenito di tutta la creazione,
perché in lui furono create tutte le cose
nei cieli e sulla terra,
quelle visibili e quelle invisibili:
Troni, Dominazioni,
Principati e Potenze.
Tutte le cose sono state create
per mezzo di lui e in vista di lui.
Egli è prima di tutte le cose
e tutte in lui sussistono.
Egli è anche il capo del corpo, della Chiesa.
Egli è principio,
primogenito di quelli che risorgono dai morti,
perché sia lui ad avere il primato su tutte le cose.
È piaciuto infatti a Dio
che abiti in lui tutta la pienezza
e che per mezzo di lui e in vista di lui
siano riconciliate tutte le cose,
avendo pacificato con il sangue della sua croce
sia le cose che stanno sulla terra,
sia quelle che stanno nei cieli.
Parola di Dio

Canto al Vangelo (Mc 11,9.10)
Alleluia, alleluia.
Benedetto colui che viene nel nome del Signore!
Benedetto il Regno che viene, del nostro padre Davide!
Alleluia.

VANGELO (Lc 23,35-43)
Signore, ricordarti di me quando entrerai nel tuo regno.

+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, [dopo che ebbero crocifisso Gesù,] il popolo stava a vedere; i capi invece deridevano Gesù dicendo: «Ha salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio, l’eletto».
Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell’aceto e dicevano: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso». Sopra di lui c’era anche una scritta: «Costui è il re dei Giudei».
Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!». L’altro invece lo rimproverava dicendo: «Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male».
E disse: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso».
Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Fratelli e sorelle, riconosciamo il Signore dell’universo in Gesù, il crocifisso, e a lui presentiamo nella preghiera il bisogno di salvezza nostro e dell’umanità intera.
L          Preghiamo insieme e diciamo: Ricordati di noi, Signore!
Signore, innalzato sulla croce, raduna attorno ad essa i popoli del mondo affinché in te ritrovino la via della pace e della riconciliazione. Noi ti preghiamo.


Signore, crocifisso deriso dai capi d’Israele, assisti i pastori delle Chiese affinché fondino ogni insegnamento sulla debolezza della tua croce. Noi ti preghiamo.


Signore, crocifisso deriso dai soldati, illumina l’azione di chi  ci governa affinché misuri ogni arroganza sulla gloria della tua croce. Noi ti preghiamo.


Signore, crocifisso insultato da un altro condannato, accogli il grido degli oppressi affinché discernano la vera via della liberazione guardando alla tua croce. Noi ti preghiamo.


Signore, crocifisso invocato come salvezza da un peccatore, ascolta il grido della Chiesa affinché sperimenti purificata dalla tua croce ogni sua infedeltà e debolezza. Noi ti preghiamo.


Signore, promessa di salvezza per chi ti invoca, apri all’evangelo il cuore di ciascuno di noi affinché riconosciamo nella tua croce l’oggi della salvezza. Noi ti preghiamo.



Per i nostri seminaristi, perché si sentano chiamati a offrire la loro vita a Te; si sentano da noi amati, incoraggiati a credere nella loro vocazione, e sperimentino la presenza dello Spirito che non li abbandona nel loro cammino di preparazione. Noi ti preghiamo


Ascolta,  Signore Gesù, questa supplica ed invia lo Spirito Santo affinché diveniamo testimoni presso ogni uomo e ciascuna donna che regnando dalla croce tu apri la via del ritorno al Padre, ora e per i secoli dei secoli.
T         Amen!

Si parla di cannottaggio

Domenica la prima gara nazionale di Gran Fondo sul lago di Varese

Inserito il: 18/11/2010 Tutti gli articoli
ROMA, 18 novembre 2010 - Nel week end si apre ufficialmente la stagione di Gran Fondo. Niente stop per il canottaggio che, a due settimane dai Mondiali Assoluti di Lake Karapiro (Nuova Zelanda) ed a una dal Silver Skiff di Torino, domenica si ritrova in piene forze (497 atleti, 47 società) sul lago di Varese recentemente gratificato dall’assegnazione degli Europei 2012 e della World Rowing Master Regatta 2013.

Novità nella formula della competizione remiera invernale. La Coppa Italia di Fondo premierà le società vincitrici della classifica generale per categorie (maschile e femminile) e della classifica generale assoluta delle sette gare nazionali (lago di Varese 21 novembre 2010 e 20 novembre 2011, Roma 5 dicembre 2010 e 11 dicembre 2011, Pisa 23 gennaio 2011 e San Giorgio di Nogaro 27 febbraio e 30 ottobre 2010) e della prova internazionale di fondo (Torino D’Inverno sul Po 13 febbraio 2011).  Tra il 2010 e il 2011 si disputeranno due edizioni del Tricolore Cadetti di Fondo, la prima relativa alle due gare del 2010 (premiazione a Roma) e la seconda sommerà i risultati delle cinque gare nazionali del 2011: per le classifiche verranno presi in considerazione gli equipaggi maschili e femminili della categoria Cadetti/Allievi C.  Viene poi istituito Il Tricolore Master di Fondo che interessa gli equipaggi delle specialità del quattro di coppia under 43 e over 42, otto maschile, quattro di coppia e otto femminile in gara nelle due gare nazionali del 2010, nelle cinque del 2011 e nella prova internazionale di Torino.
Infine ci sarà la Coppa Londra 2012 riservata a coloro che saranno Senior e Pesi Leggeri nel 2011 e che premierà l'atleta vincitore della classifica totale delle 7 gare di fondo della stagione 2010 e 2011.

Sul lago di Varese i 497 iscritti si misureranno nelle seguenti categorie e specialità: singolo e due senza Ragazzi, Junior, Senior, quattro di coppia Cadetti, quattro di coppia e otto Master.  Ecco il quadro di tutte le società iscritte a Varese: Amici del Fiume, Aniene, Argus, Armida, Arolo, Bellagina, Caprera, Cerea, Corgeno, CUS Milano, CUS Pavia, CUS Pisa, CUS Torino, D’Annunzio, De Bastiani Angera, Elpis Genova, Esperia Torino, Flora Cremona, Garda Salò, Gavirate, Irno, La Sportiva Lezzeno, Lario, Canottieri Limite sull’Arno, Locarno, Luino, Moltrasio, Monate, Moto Guzzi, Murcarolo Genova, Ospedalieri Treviso, Canottieri Palermo, Pro Monopoli, Querini, Rowing Club Genovese, Salaria, Canottieri Sampierdarenesi, Canottieri Sanremo, Canottieri Sebino, Sisport Fiat, Speranza Pra, Canottieri Ticino, Tirrenia Todaro, Canottieri Tritium, Varese, Canottieri Viareggio, VVF Billi.

Tra i partecipanti, brilla la stella della vicecampionessa mondiale Junior (in doppio) Giada Colombo (Tritium) insieme al campione mondiale universitario (in doppio) Leonardo Boccuni (Elpis). Attenzione poi al due senza dei campioni paralimpici Luca Agoletto (Aniene) e Daniele Signore (Flora), alla barca del vicecampione mondiale under 23 Corrado Regalbuto e di Giorgio Maran (CUS Pavia), agli azzurri Marius Wurzel e Carlo Stradella (Lario) e, in campo femminile, al due senza delle azzurre under 23 Marta Novelli e Gaia Palma (Sisport Fiat) che si misura sulle lunghe distanze insieme alle campionesse italiane Valeria Monti e Sara Brescia (Esperia).

La regata (lunghezza del percorso sei chilometri) si svolgerà sul Lago di Varese a partire dalle ore 10: gli equipaggi prenderanno il via in prossimità della Canottieri Varese e arriveranno presso la Canottieri Gavirate. Dalle 14 di sabato, con partenza dal trampolino di Bardello e arrivo alla Schiranna, ci sarà l’11° edizione dell’Insubria Cup, organizzata dalla Canottieri Varese in collaborazione con FIC Lombardia. 

   Fonte:http://gazzaspace.gazzetta.it/teampage/f-i-c-federazione-italiana-canottaggio/post/477131

Gravi violazioni della libertà di religione e della libertà di coscienza.

VATICANO - Comunicato della Sala Stampa della Santa Sede sulle notizie riguardanti una ordinazione episcopale in Cina
Città del Vaticano (Agenzia Fides) – La Sala Stampa della Santa Sede ha pubblicato oggi, in lingua inglese, la seguente “Dichiarazione del Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, p. Federico Lombardi, SJ, riguardo alle notizie circa una ordinazione episcopale nella Repubblica Popolare Cinese”. Di seguito la dichiarazione, in una nostra traduzione in italiano.

Domanda: Qual è la posizione della Santa Sede circa le notizie secondo cui alcuni Vescovi nella Cina continentale sono costretti a partecipare ad una ordinazione episcopale a Chengde, nell’ Hebei? Il candidato è approvata dal Papa?
Risposta: La Santa Sede è turbata dalle notizie provenienti dalla Cina continentale relative al fatto che un certo numero di Vescovi in comunione con il Papa siano costretti dai funzionari del governo a partecipare ad una ordinazione episcopale illecita a Chengde, nel nord-est dell’Hebei, programmata intorno al 20 novembre. Se queste informazioni sono autentiche, la Santa Sede considera tali azioni come gravi violazioni della libertà di religione e della libertà di coscienza.
Inoltre ritiene tale ordinazione illecita e dannosa per le relazioni costruttive che sono state sviluppate negli ultimi tempi tra la Repubblica Popolare Cinese e la Santa Sede.
Inoltre, la Santa Sede conferma che padre Joseph Guo Jincai non ha ricevuto l'approvazione del Santo Padre per essere ordinato Vescovo della Chiesa cattolica. La Santa Sede, interessata a sviluppare relazioni positive con la Cina, ha contattato le autorità cinesi sull’intera questione e ha chiarito la propria posizione. (SL) (Agenzia Fides 18/11/2010)

Chiusura della visita pastorale

Il vescovo chiudendo la visita pastorale ha cercato di rinforzare spiritualmente gli operatori pastorali ....allora comune preghiera e Santa Messa e altro segnalibro che, la sera, mentre pensi che nessuno ti abbia ascoltato come cristiano, ha una preghiera che ti accomuna con il tuo Vescovo e con Gesù.







Un bene per le famiglie, per i paesi, per l'intera società».

«Siate perseveranti e non “mollate” la fede»   versione testuale

L'Appello dell'Arcivescovo in visita alla forania di Porpetto
Nella foto: un momento dell'incontro dell'Arcivescovo <br>con gli operatori pastorali.
Nella foto: un momento dell'incontro dell'Arcivescovo
con gli operatori pastorali.
PORPETTO (15 novembre, ore 10.45) - Si è conclusa ieri sera la visita dell’arcivescovo di Udine, mons. Andrea Bruno Mazzocato, nella forania di Porpetto, nella Bassa Friulana. (FOTO)
«La gente ha riempito le chiese di tutti i paesi», sottolinea il vicario foraneo, mons. Igino Schiff. Una visita che avuto successo, perché «tutti hanno accolto mons. Mazzocato con affetto. E lui ha ricambiato questa partecipazione, manifestando anche la sua vicinanza e quella di tutta la Chiesa alle famiglie che soffrono della crisi economica che colpisce anche questa zona del Friuli». Mons. Mazzocato ha ricordato, in particolare, i familiari dei lavoratori del polo chimico di Torviscosa, quelli dell’area industriale dell'Aussa Corno, di Porto Nogaro e i pescatori di Marano.
Domenica sera, durante la celebrazione finale, l'Arcivescovo ha lanciato un invito alla perseveranza – ricorda mons. Schiff –, quella virtù cristiana  che coincide con la capacità di assumersi responsabilità e mantenerle nel tempo. Mons. Mazzocato ha incoraggiato poi a vivere la fede senza mai “mollare”. Una fede vissuta in questo modo, ha detto l'Arcivescovo, diventa un bene per le famiglie, per i paesi, per l'intera società».

Foglio della Collaborazione Pastorale Di San Giorgio di Nogaro

V DOMENICA DI PASQUA – ANNO A - 3 maggio 2026

  Messa del Giorno V DOMENICA DI PASQUA – ANNO A Antifona Cantate al Signore un canto nuovo, perché ha compiuto meraviglie; agli occhi delle...