Terra Santa News 26-06-2015



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Terra Santa News 26-06-2015
Christian Media Center in Italiano
LA SOLENNITÀ DELLA NATIVITÀ DI SAN GIOVANNI
La Solennità della Natività di San Giovanni è stata celebrata a Ain Karem nel Santuario della Nascita e a San Giovanni del Deserto

LA PRIMA PIETRA DEL TERRA SANCTA MUSEUM
E’ stata posata la prima pietra del futuro Terra Sancta Museum , nel Convento della Flagellazione a Gerusalemme.

TABGHA. UNA RICHIESTA DI PACE E DI GIUSTIZIA
Domenica 21 giugno circa 5000 persone si sono riuniti in manifestazione nei pressi della chiesa della Moltiplicazione dei Pani e dei Pesci, in Galilea

A BETLEMME CONFERENZA INTERNAZIONALE SUL TURISMO RELIGIOSO
Si è svolta a Betlemme la conferenza internazionale sul turismo religioso allo scopo di promuovere la realtà locale.

Bollettino Fides News del 26 giugno 2015

AFRICA/SUDAFRICA - Presentato il rapporto sugli incidenti di Marikana, nel 2012: “una tragedia orribile”
Johannesburg (Agenzia Fides) - Un’inchiesta giudiziaria sull’operato della polizia nei tragici avvenimenti nella miniera di Marikana e critiche nei confronti della dirigenza della società Lomnin, che gestisce la miniera di platino. Sono queste le conclusioni principali del rapporto di 646 pagine della Commissione d’inchiesta sugli incidenti avvenuti nell’agosto 2012 nella miniera di Marikana (vedi Fides 31/8/2012). Dall’11 al 16 agosto, durante uno sciopero dei minatori che chiedevano un aumento di stipendio, si verificarono gravi incidenti che portarono alla morte di 44 persone, al ferimento di altre 70 e all’arresto di circa 250 individui. L’incidente più grave risale al 16 agosto 2012 quando la polizia è intervenuta sparando contro un assembramento di scioperanti armati con armi da taglio, uccidendo 34 persone. La Commissione ha accerto che 17 persone sono state colpite alle spalle mentre erano inseguite dalla polizia
Il rapporto è stato presentato ieri, 25 giugno, in diretta televisiva dal Presidente Jacob Zuma. “L’incidente di Marikana è stato una tragedia orribile, che non deve accadere in una democrazia” ha affermato Zuma. “Dobbiamo, come nazione, imparare la lezione da questo episodio doloroso. Lo dobbiamo utilizzare per costruire una società più unita, pacifica e solidale”. (L.M.) (Agenzia Fides 26/6/2015)
AFRICA/BURUNDI - L’opposizione annuncia il boicottaggio delle elezioni
Bujumbura (Agenzia Fides) - L’opposizione in Burundi ha annunciato che boicotterà la tornata elettorale che inizierà il 29 giugno, con il voto per il rinnovo dei comuni e del parlamento. Il 15 luglio si dovrebbe tenere la contestata elezione presidenziale, alla quale il Presidente uscente, Pierre Nkurunziza, si presenta per ottenere un terzo mandato, nonostante la Costituzione ne preveda solo due.
La decisione dell’opposizione era nell’aria, visto che solo i partiti vicini al Presidente Pierre Nkurunziza hanno avviato la campagna elettorale (vedi Fides 22/6/2015). In una lettera inviata alla Commissione Elettorale Indipendente (CENI), i rappresentanti dell’opposizione denunciano il calendario elettorale stabilito in modo unilaterale, a dispetto delle raccomandazioni della comunità internazionale che chiedeva una scelta condivisa tra tutte le componenti politiche e sociali del Paese.
Si contesta inoltre il fatto che le elezioni non potranno certo essere “pacifiche, trasparenti e inclusive” per la presenza della milizia Imbonerakure legata al partito del Presidente, la chiusura dei media indipendenti (vedi Fides 16/5/2015) e il mancato ritorno nei luoghi d’origine di sfollati e rifugiati. Inoltre la CENI è ormai costituita solo da rappresentanti vicini al Presidente, perché la maggiore parte degli altri suoi componenti è fuggita all’estero.
Anche il secondo Vice Presidente, Gervais Rufyikiri, ha chiesto asilo politico all’estero perché “non è più capace di sostenere il comportamento del Presidente, la sua volontà di condurre il popolo burundese sulla via dell’illegalità”. (L.M.) (Agenzia Fides 26/6/2015)
AFRICA/EGITTO - I cristiani organizzano per i musulmani i “banchetti dell'unità” in occasione del Ramadan
Il Cairo (Agenzia Fides) – Anche quest'anno, secondo la consuetudine, parrocchie e famiglie cristiane in Egitto organizzano spontaneamente a fine giornata i cosiddetti “banchetti dell'unità”, momenti conviviali offerti in particolare ai vicini e ai concittadini musulmani che in queste settimane osservano, dall'alba al tramonto, il digiuno prescritto nel mese sacro del Ramadan.
Nelle scorse settimane, alcuni rappresentanti della Chiesa copta ortodossa avevano dato l'indicazione generale di utilizzare le risorse destinate ai banchetti per finanziare opere sociali e assistenziali, cominciando da quelle sostenute dal Fondo “Viva l'Egitto”, lanciato dal Presidente Abdel Fattah al-Sisi dopo la sua elezione. Non sembra però che la sollecitazione ufficiale sia stata seguita a livello capillare. I siti legati alle comunità copte descrivono con abbondanza di particolari iniziative come quella presa dai gruppi scout che distribuiscono cibo e bevande ai loro vicini musulmani.
“La prassi di organizzare banchetti e distribuire merende - spiega all'Agenzia Fides Anba Antonios Aziz Mina, Vescovo copto cattolico di Guizeh - è solo uno dei modi in cui i cristiani partecipano al Ramadan. Nei posti di lavoro, i cristiani digiunano anche loro, astenendosi dal cibo e dall'acqua per rispetto e solidarietà nei confronti dei colleghi musulmani”. (GV) (Agenzia Fides 26/6/2015).
ASIA/PAKISTAN - Negato il visto a suore missionarie: la Chiesa di Islamabad presenta appello
Islamabad (Agenzia Fides) – “Non sappiamo il motivo per cui il rinnovo del visto ci è stato negato. Il nostro lavoro è sempre lo stesso, quello dell’istruzione, per il bene dei giovani del Pakistan, di tutte le religioni. E’ per noi un fulmine a ciel sereno. Ma non possiamo restare in un paese se siamo considerate illegali”. Così la filippina suor Delia Coyoca Rubio, preside della “Convent School” di Islamabad, confida con una certa amarezza all’Agenzia Fides la situazione che sta vivendo.
Suor Delia, insieme a suor Miraflor Aclan Bahan e a suor Elizabeth Umali Sequenza, consorelle filippine della congregazione delle “Religiose della Vergine Maria”, fondata dalla filippina Madre Ignacia del Espiritu Santo, hanno ricevuto una “risposta negativa” dal Ministero degli Interni, dopo aver presentato la consueta richiesta di rinnovo del visto per vivere e operare in Pakistan.
La motivazione del diniego sarebbe quella di un “cambio del lavoro”, rispetto a quello per cui il visto era stato concesso. Suor Delia racconta: “Il nostro istituto di istruzione è aperto dal 1992. Io sono qui dal 2006 e il nostro lavoro è sempre stato il medesimo: organizzare la scuola e insegnare. Abbiamo 2.300 giovani in un campus, e 1.000 nel secondo istituto: ragazzi e giovani di tutte le religioni e classi sociali. Il nostro è un servizio all’istruzione, per il bene comune del Pakistan”.
Le suore hanno presentato domanda di rinnovo del visto biennale in aprile. A giugno attendevano la risposta. Il Ministero degli Interni ha fatto indagini e inviato ispettori. Qualche giorno fa è giunta una lettera che informava dell’esito negativo della richiesta.
La Chiesa di Islamabad è vicina alle religiose. Il Vescovo Rufin Anthony ha inviato una lettera al Ministero degli Interni chiedendo spiegazioni e contestando la disposizione. La questione verrà esaminata dall’Alta Corte di Islamabad. Se le suore dovranno lasciare il Pakistan, la Convent School di Islamabad, polo di eccellenza tra gli istituti scolastici della città, dovrà riorganizzarsi del tutto, anche se la classe docente è quasi del tutto pakistana. (PA) (Agenzia Fides 26/6/2015)
ASIA/SIRIA - Fuga di massa da Hassakè, attaccata dai jihadisti del Daesh. Il Vescovo Audo: non è chiara “l'agenda” delle forze sul campo
Hassakè (Agenzia Fides) – L'ultimo attacco sferrato contro la città di Hassakè nella notte tra mercoledì 24 e giovedì 25 giugno dai miliziani jihadisti del Daesh (l'acronimo con cui si definisce in arabo lo Stato Islamico) sta provocando una nuova emergenza umanitaria nella provincia siriana nord-orientale di Jazira. Centinaia di famiglie costrette a lasciare le proprie case vanno così ad accrescere la massa di profughi interni già presente in quella regione siriana. “I miliziani del Daesh - riferisce all'Agenzia Fides il Vescovo caldeo Antoine Audo SJ, presidente di Caritas Siria - hanno bombardato nella notte tra mercoledì e giovedì tutte le aree della città. Poi, nella prima mattinata di giovedì 25, è iniziato l'esodo di massa, che ha coinvolto anche centinaia di famiglie cristiane. Solo tra i caldei, almeno sessanta famiglie si sono spostate a Qamishli insieme al parroco Nidal, mentre altre dieci famiglie hanno raggiunto la parrocchia di al-Malikiyah. E adesso tutt i aspettano di capire come evolveranno le cose sul campo”.
Hassakè già nelle scorse settimane era stata oggetto di attacchi da parte dei miliziani del Daesh, finora sempre respinti dall'esercito governativo e dai miliziani curdi. Adesso anche il Vescovo Audo vede nell'ultima offensiva jihadista un tentativo di mettere sotto pressione soprattutto le forze armate curde, che negli ultimi giorni sembravano guadagnare terreno nella provincia di Raqqa, dove si trova da sempre la roccaforte del Daesh in Siria.
“La situazione - aggiunge mons. Audo - appare confusa. Sul campo ci sono i curdi, i jihadisti e l'esercito governativo, e non sempre si capisce l'agenda a cui rispondono le diverse forze”. Caritas Siria ha già provveduto a inviare cibo, medicine e beni di prima necessità per soccorrere i nuovi profughi. “Ogni giorno - spiega il Vescovo caldeo di Aleppo - si aprono nuove emergenze, anche in zone finora risparmiate dal conflitto. La gente è stanca, i nervi sono logorati, tutti hano paura. Girano tante armi. Così basta un piccolo incidente a far esplodere le tensioni e a provocare violenze, anche in seno ai singoli villaggi. Il nostro dovere è di rimanere, e provare a andare avanti in questa situazione. Ma non è facile”. (GV) (Agenzia Fides 26/6/2015).
ASIA - E’ l’istruzione il motore della Conferenza dei Gesuiti dell'Asia Pacifico
Macao (Agenzia Fides) – I Gesuiti dell’Asia continueranno ad avere come focus principale della loro attività e presenza il servizio dell’istruzione: è quanto emerso da un recente incontro della Conferenza dei Gesuiti dell'Asia Pacifico (JCAP) tenutosi a Macao, cui hanno partecipato rappresentanti di Hong Kong, Filippine, Cambogia, Giappone, Indonesia, Timor Est e Australia.
Come appreso da Fides, nell’incontro è stato riferito che il servizio promosso dai gesuiti procede con risultati apprezzabili in tutti i paesi. Come ha informato don Roberto Boholst SJ, il Collegio intitolato a Sant’Ignazio di Lojola a Timor Est è ora in grado di accogliere 105 studenti in ciascuna delle tre annualità di studio dei tre livelli dell'anno. Anche la costruzione del Xavier Jesuit Community School in Cambogia sta andando bene e il suo direttore, don Ashley Evans SJ, ha fornito i dettagli sulla nuova scuola.
Se in Indonesia è in fase di completamento un programma basato sul “modello pedagogico Ignaziano”, uno sviluppo significativo nella Provincia cinese è che il prossimo anno scolastico tutte le scuole avranno presidi laici. Altre buone notizie sono giunte da Giappone e Filippine.
P. Mark Raper SJ, presidente della Conferenza, ha ribadito nel suo messaggio che “la formazione è il motore della Conferenza, offrendo al gruppo tre punti da considerare: una attenta pianificazione; l’urgenza di concentrarsi su poveri ed emarginati; il valore indispensabile della collaborazione in tutta la regione. (PA) (Agenzia Fides 26/6/2015).
AMERICA/ECUADOR - Ancora manifestazioni contro il presidente Correa
Guayaquil (Agenzia Fides) – L'Ecuador continua a vivere giornate di tensione per le numerose manifestazioni che si sono svolte a Guayaquil e Quito contro il presidente Rafael Correa. Da una settimana la popolazione e l'opposizione avevano manifestato contro le disposizioni del governo che prevedono l’aumento di alcune tasse. Malgrado due giorni fa lo stesso presidente abbia annunciato un ritiro provvisorio delle proposte di legge, la manifestazioni sono proseguite.
Ieri, secondo una nota pervenuta a Fides, la manifestazione di Guayaquil è stata guidata dal sindaco della città. Al grido della piazza "l'Ecuador non è il Venezuela", si sono sentiti discorsi che paragonavano questi due paesi. Jaime Nebot, sindaco di Guayaquil, ha concluso dicendo che Correa non è né il proprietario né il padrone del paese. Se vuole un confronto ideologico si vada alle urne. Lo stesso si è verificato a Quito, dove il gruppo molto numeroso dei manifestanti è stato fermato dalla polizia perché voleva andare alla sede del Governo.
Il governo ha proposto la via del dialogo, notizia ben accolta anche dalle istituzioni sociali e anche dalla Chiesa (vedi Fides 17/06/2015), ma all’annuncio non sono seguiti segnali per l'incontro con l'opposizione o altri membri dei gruppi dei manifestanti.
(CE) (Agenzia Fides, 26/06/2015)
AMERICA/BOLIVIA - L’Incontro mondiale dei Movimenti Sociali sarà concluso dal Papa
La Paz (Agenzia Fides) – Sono già 900 i partecipanti che hanno confermato la loro presenza all'Incontro mondiale dei Movimenti Sociali che si svolgerà a Santa Cruz, in Bolivia, dal 7 al 9 luglio 2015. La nota inviata a Fides da una fonte locale riferisce che ad aprire l'Incontro sarà il Card. Peter Turkson, Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, dicastero che è tra i promotori dell’iniziativa.
I rappresentanti delle numerose aggregazioni, non solo cattoliche, che comprendono le diverse realtà sociali, si confronteranno sul tema “Il futuro dei movimenti sociali a favore dell’ambiente”. Le conclusioni saranno consegnate al Santo Padre Francesco, che parteciperà alla chiusura dell'Incontro in quanto sarà in Bolivia per una visita pastorale dall’8 al 10 luglio.
Il gruppo delle delegazioni internazionali è assai numeroso, fra gli altri si contano 250 delegati dell'Argentina, 250 del Brasile, 50 del Cile, 10 della Colombia, 3 della Costa Rica, 2 di Haití, 2 della Repubblica Dominicana, 40 dell’Ecuador, 1 di El Salvador, 4 dell India, 2 dell’Italia, 2 del Kenya, 5 del Messico, 2 degli Stati Uniti.
(CE) (Agenzia Fides, 26/06/2015)

Bollettino Fides News del 24 giugno 2015

AFRICA/NIGERIA - “Nonostante gli ultimi attentati, abbiamo la speranza che Boko Haram sarà presto sconfitto” dice il Vescovo di Maiduguri
Abuja (Agenzia Fides) - “Abbiamo la speranza concreta che Boko Haram verrà sconfitto presto. Stiamo pregando perché Boko Haram diventi presto una cosa del passato” dice all’Agenzia Fides Sua Ecc. Mons. Oliver Dashe Doeme, Vescovo di Maiduguri, capitale dello Stato nigeriano di Borno, dove il 22 giugno due ragazze avevano compiuto due attentati, uccidendo 32 persone. Nuovi attentati sono stati commessi in altre aree dello Stato di Borno, sempre da parte di attentatori suicidi.
Secondo Mons. Doeme questi attacchi, pur dolorosi per l’alto numero di vittime, “sono volti a dimostrare che il gruppo è ancora vivo e in grado di colpire, dopo le ultime offensive militari. Sappiamo comunque che Boko Haram ha subito perdite importanti ed ha perso il controllo di diversi territori. La sconfitta dei combattenti di Boko Haram non avverrà in un giorno. Occorrerà snidarli dalle loro roccaforti, specialmente da quella nella foresta, poi procedere ad un loro disarmo completo”. “Abbiamo la speranza che questo avverrà in un futuro non lontano. Continuiamo a pregare perché questo avvenga” conclude il Vescovo. (L.M.) (Agenzia Fides 24/6/2015)
AFRICA/MALI - L’accordo di pace firmato in un clima di commozione e convivialità
Bamako (Agenzia Fides) - “La cerimonia della firma dell’accordo di pace si è svolta in un clima molto conviviale” dice all’Agenzia Fides Don Edmond Dembele, Segretario generale della Conferenza Episcopale del Mali. che era presente alla firma dell’accordo tra il governo maliano e il Coordinamento dei gruppi dell’Azawad (CMA). La cerimonia si è svolta a Bamako, il 20 giugno, nel palazzo presidenziale.
“Il leader del coordinamento dei gruppi armati dell’Azawad ha fatto un discorso conciliante, così come i responsabili dei movimenti che sostengono il governo. Il Presidente Ibrahim Boubacar Keïta ha fatto a sua volta un discorso che andava nella stessa direzione, poi alla fine del suo discorso ha abbracciato i capi dei gruppi ribelli. È stato un momento di grande commozione e allo stesso tempo di sollievo per tutti” commenta don Dembele.
“La popolazione è veramente sollevata dalla firma dell’accordo, perché è stanca della guerra e della tensione” dice il sacerdote. “A Bamako ora il clima è più sereno. Anche la situazione nelle zone contese ora è calma e non si hanno notizie di scontri” conclude.
Il CMA era l’ultima sigla che doveva firmare l’accordo, sottoscritto in precedenza da altri gruppi ribelli presenti nel nord del Mali. Le intese prevedono l’integrazione dei combattenti del CMA nelle forze di sicurezza dislocate nel Nord e la creazione di Assemblee regionali elette a suffragio diretto, ma non la rinascita dell’autonomia del Nord né forme di federalismo. (L.M.) (Agenzia Fides 24/6/2015)
AFRICA/EGITTO - Continua la campagna per “bonificare” le librerie delle moschee dalla propaganda estremista
Il Cairo (Agenzia Fides) – Nelle librerie e nelle biblioteche delle moschee di tutto l'Egitto è in atto ormai da un anno un'operazione di monitoraggio per ritirare tutti i libri e i materiali di propaganda estremista e fondamentalista che erano stati capillarmente diffusi soprattutto all'epoca del governo guidato dai Fratelli Musulmani. Lo ha riferito, durante una trasmissione televisiva, lo sheikh Mohammed Abdel Razek, alto funzionario del Ministero per le dotazioni religiose (Waqf), confermando che il lavoro da fare è ancora lungo, e che l'operazione di bonifica viene condotta in collaborazione con le squadre del Ministero per la sicurezza nazionale.
Abdel Razek ha confermato che gli imam delle singole moschee sono da considerare i responsabili ultimi per eventuali infiltrazioni della propaganda estremista nei luoghi di culto. Anche per questo il Waqf ha promosso da tempo dei corsi di formazione volti a affrontare le emergenze rappresentate dalla diffusione sia dell'ateismo che dell'estremismo di matrice islamista. Lo scopo a cui tendere è quello di diffondere robusti antidoti al radicalismo islamista tra i 120mila imam e predicatori egiziani.
Intanto, nella giornata di lunedì 22 giugno, secondo quanto riportato dal portavoce presidenziale Alaa Yousef, il Presidente Abdel Fattah al Sisi ha sollecitato i responsabili governativi dell'educazione a rivedere i curricula scolastici, allo scopo di contrastare il fenomeno endemico della violenza e delle molestie subite in percentuali impressionanti dalle studentesse egiziane anche nelle scuole e nelle università. (GV) (Agenzia Fides 24/6/2015).
ASIA/NEPAL - “La solidarietà genera nuova speranza dopo il sisma” dice un Gesuita
Kathmandu (Agenzia Fides) – “Il Nepal è scosso e instabile, ma i cittadini sono sopravvissuti e guardano al futuro con speranza, dopo il tragico terremoto” dice, in una nota inviata all’Agenzia Fides, p. Louis Prakash SJ, Direttore dei programmi al “Nepal Jesuit Social Institute” di Kathmandu, a due mesi dal terremoto del 25 aprile, che ha causato 8.000 morti e quasi 14.000 feriti, devastando 31 distretti su 75. “Il sisma – racconta p. Prakash – ha lasciato alle spalle una scia di morte e distruzione. La gente era terrorizzata e totalmente destabilizzata. Ma i nepalesi hanno cominciato a riprendersi dallo shock e a riorganizzare le loro vite. Questo avviene a prescindere dal fatto che le scosse sismiche continuano ad aver luogo in varie parti del Nepal”.
“Le persone circondate da macerie – prosegue – hanno cominciato a raccogliere tutto il possibile per creare rifugi temporanei. Molti nepalesi che lavoravano all'estero sono tornati in patria per aiutare a ricostruire”.
Oltre 330 agenzie umanitarie, tra le quali la Caritas, informa il gesuita, operano oggi in 51 distretti, impegnate in oltre 2.200 progetti di aiuto: “Stanno fornendo assistenza alimentare, acqua, assistenza sanitaria, consulenza psicologica post-trauma, alloggi temporanei”. Gli sforzi delle Ong si sommano a quelli del governo che ha distribuito speciali “cedole” alle persone senza tetto, consentendo di acquistare materiali da costruzione per edificare rifugi temporanei. Secondo recenti rapporti, citati da p. Prakash, il terremoto ha distrutto completamente 480mila case e ne ha parzialmente danneggiate 260mila. Il National Disaster Management ha inviato squadre di controllo nei diversi distretti colpiti per valutare la distribuzione degli aiuti e la ricostruzione.
Il Consiglio dei Ministri ha costituito un “Comitato consultivo nazionale di ricostruzione” per tracciare i piani di rilancio dell'economia e ricostruire le case danneggiate e altre infrastrutture. “Lo sforzo congiunto di solidarietà tra istituzioni, agenzie internazionali e società civile sta quindi dando frutti di speranza” conclude il gesuita. (PA) (Agenzia Fides 24/6/2015)
ASIA/SIRIA - Attentati jihadisti a Hassakè. L'Arcivescovo Hindo: “sono un segnale di debolezza e disperazione”
Hassakè (Agenzia Fides) – Nella serata di martedì 23 giugno la città di Hassakè – capoluogo dell'omonimo governatorato, nel nord-est della Siria – è stata colpita da una serie di attentati realizzati da militanti jihadisti dello Stato Islamico (IS), che hanno provocato morti e feriti. La successione di attacchi è iniziata con una deflagrazione presso una cisterna adiacente a un presidio delle milizie curde. Poi un camion pieno di esplosivo è stato fatto esplodere all'ingresso nord-orientale della città. Un altro attentato è avvenuto nei pressi di una fabbrica di acqua minerale. Ai tre attacchi compiuti con l'esplosivo si è aggiunto un blitz realizzato da un commando composto da tre jihadisti contro una caserma dell'esercito governativo, nel centro della città. Prima di essere eliminati, i tre del commando hanno ucciso due ufficiali e quattro soldati. La serie di attentati ha scandito le due ore serali in cui la popolazione esce dalle case per rifornirsi di cibo e bevan de e rompere il digiuno del Ramadan.
“L'intenzione” riferisce all'Agenzia Fides l'Arcivescovo siro-cattolico Jacques Behnan Hindo “era evidentemente quella di fare più danni e diffondere più terrore possibile, colpendo sia i miliziani curdi, sia l'esercito governativo. D'altro canto - aggiunge Mons. Hindo, alla guida dell'eparchia siro-cattolica di Hassakè-Nisibi – queste azioni appaiono come dei gesti disperati di chi sta perdendo terreno. I jihadisti del Daesh (acronimo in arabo usato per indicare lo Stato Islamico, ndr) avevano provato ad entrare a Hassakè e sono stati respinti. Nelle ultime ore hanno perso molto terreno e molti uomini a causa dell'offensiva delle milizie curde, che hanno prevalso negli scontri vicino alla città di Ain Issa e adesso avanzano verso Raqqa, la roccaforte jihadista. Per questo le iniziative isolate di alcuni miliziani jihadisti a Hassakè sembrano più che altro un indizio di debolezza, da parte di chi agisce senza seguire una chiara visione strategica”. (GV) (Agenzia Fides 24/6/20 15).
ASIA/PAKISTAN - Minacce alla presidente della “Pakistan Youth Alliance”
Islamabad (Agenzia Fides) – Maryam Kanwer, presidente della “Pakistan Youth Alliance”, che lavora per la costruzione della pace, per la soluzione dei conflitti e il benessere sociale, è minacciata ed è sotto tiro. Lo denuncia la “Commissione Asiatica per i diritti umani” (Ahrc), esprimendo timori, dopo l'omicidio dell’altra attivista, Sabeen Mahmood. La Kanwer si è data da fare per supportare “Voice of Baloch”, movimento della provincia del Beluchstan, prendendo attivamente parte al movimento per i diritti dei beluci.
Secondo la Commissione “in Pakistan diverse forze intendono frenare qualsiasi movimento per sostenere i diritti dei beluci. I sostenitori del movimento sono presi di mira, perseguitati e minacciati. Membri del mondo accademico, giornalisti, difensori dei diritti umani e attivisti sono sempre nel mirino per aver parlato contro il fondamentalismo e la militarizzazione del Pakistan”.
Maryam Kanwer, presidente della “Pakistan Youth Alliance”, ha ricevuto minacce da quando si è interessata all’organizzazione “Voice of Baloch” ed intimidazioni le sono giunte anche dal gruppo terrorista “Lashkar e Jhangvi”. La donna è stata costretta a nascondersi e ha lasciato la sua città natale Karachi. Gli estremisti hanno avviato una campagna contro di lei sui social media. (PA) (Agenzia Fides 24/6/2015)
AMERICA/ARGENTINA - Il Vescovo di Jujuy: “Abbiamo bisogno di un sostegno forte dello stato contro la droga”
Jujuy (Agenzia Fides) – Il problema della tossicodipendenza e il traffico della droga in Argentina non diminuiscono ma crescono, bambini e giovani sono oggi i gruppi più vulnerabili: lo ha denunciato il Vescovo della diocesi di Jujuy, Sua Ecc. Mons. Daniel Fernandez, parlando alla stampa locale in vista della Giornata internazionale contro l'abuso di sostanze stupefacenti, che si celebrerà il 26 giugno
La nota inviata a Fides riferisce che per il Vescovo ci sono progressi nelle risposte da parte dello Stato a questa piaga, tuttavia “abbiamo bisogno di sentire una parola ‘forte’ dello Stato, che ci dica che stanno facendo una grande battaglia contro il traffico di droga”. Ha aggiunto che i quartieri "periferici e ai margini sono diventati terreno fertile" per questo fenomeno drammatico. La provincia di Jujuy, a 1.500 km da Buenos Aires, si trova verso la frontiera con Cile e Bolivia. Nonostante le difficoltà geografiche e naturali, anche qui il traffico di droga è presente e cresce ogni giorno.
Mons. Fernández ha descritto la situazione di Jujuy come non lontana da quella delle grandi città: "Delle mamme vengono a raccontarmi che i figli più piccoli, di 6 o 7 anni, vedono i fratelli più grandi con questo problema e li vogliono imitare… Non ho dati statistici per denunciare la gravità della cosa, ma sono sempre di più i genitori che vengono a chiedere aiuto per risolvere una situazione di droga, tragica e reale. Perfino nei paesini più sperduti e lontani, questo flagello sta arrivando e rovinando le famiglie. Cresce in tutti i sensi, nel consumo e nel commercio".
"La Chiesa gestisce un centro per accompagnare i giovani con dei problemi – ha aggiunto il Vescovo -, ma non basta. Bisogna orientare, prevenire… dovremmo avere dei centri statali dove chiedere aiuto già dall'inizio". La diocesi, insieme ad altri organismi, ha preparato per il 26 giugno un programma con molte attività rivolte a tutta la comunità civile. (CE) (Agenzia Fides, 24/06/2015)
AMERICA/COLOMBIA - Pieno sostegno e impegno senza riserve dei Religiosi latinoamericani per la pace in Colombia
Bogotà (Agenzia Fides) – Al termine del Congresso della Clar, Confederazione dei religiosi e delle religiose dell’America Latina e dei Caraibi, svoltosi in questi giorni a Bogotà (vedi Fides 9/06/2015), è stata diffusa una dichiarazione in cui i partecipanti esprimono pieno sostegno al processo di pace in Colombia. I congressisti si impegnano a pregare per la pace e ad assumere la causa della pace e della riconciliazione come il dovere morale più grande per la Chiesa cattolica latinoamericana.
“Opereremo sempre più – è scritto nel testo pervenuto a Fides - a fianco delle vittime, rafforzeremo la consegna ricevuta di moltiplicare, attraverso l’educazione, un atteggiamenti di rispetto verso la dignità umana e la solidarietà, cercheremo nella preghiera l’aiuto e la sapienza dello Spirito per impegnarci senza riserve per questa causa”. Nel pronunciamento ampio spazio viene dedicato alla preghiera per la pace in Colombia e viene chiesto al governo colombiano e al gruppo terroristico delle Farc di “non interrompere il negoziato dell’Avana” fino a che “non si sia conclusa la guerra in Colombia”. Inoltre propongono di aprire un tavolo di dialogo con l’ELN (Esercito di Liberazione Nazionale), chiedendo loro di abbandonare del tutto le armi e costruire insieme i cambiamenti strutturali che la pace esige.
Il Congresso della CLAR ha visto la partecipazione di circa 1.200 persone e ha avuto per tema "Orizzonti di novità nel vivere i nostri carismi oggi”. Fra gli obiettivi concreti, si è lavorato su come “proporre alternative nuove nella Vita Consacrata, individuare le vie per una Vita Consacrata discepola missionaria”. Alla chiusura, domenica 21 giugno, sono stati presentati degli “Impegni” che confluiranno prossimamente in un documento finale del Congresso.
(CE) (Agenzia Fides, 24/06/2015)

Papa Francesco: le divisioni in famiglia “franano” sui figli

Bollettino Fides News del 20 giugno 2015

EUROPA/SPAGNA - Per il “diritto a giocare senza giocarsi la vita” di milioni di bambini rifugiati e sfollati
Madrid (Agenzia Fides) – Si celebra oggi, 20 giugno, la Giornata Mondiale del Rifugiato. Il fenomeno della migrazione diventa sempre più allarmante, aggravato dai conflitti sparsi in tutto il mondo. Le persone sfollate o richiedenti asilo continuano ad aumentare e i bambini costituiscono la fascia più vulnerabile (vedi Agenzia Fides 19/06/2015). Guerre come quelle in corso in Africa hanno provocato finora lo sfollamento forzato di oltre 14 milioni di persone. Solo in sud Sudan più di un milione di bambini sono nati in campi profughi e non hanno mai avuto alcuna possibilità di vivere la loro età.
Tra le varie iniziative in tuttl i continenti, la campagna “Diritto a giocare senza giocarsi la vita” promossa dalla ong spagnola Entreculturas dei gesuiti, è impegnata a favore dell’istruzione, di opportunità che possano offrire stabilità e speranza a bambini e giovani in situazioni di emergenza. Nei Paesi colpiti dai conflitti armati, l’istruzione infatti può giocare un ruolo molto importante per la promozione di una cultura di pace, educando ai valori, alla tolleranza a alla convivenza. Negli Stati Arabi, del totale di minori rifugiati e sfollati, più dell’ 87% non hanno accesso alla scuola. Dei quasi 5 milioni di bambini siriani in età scolare, circa 2 milioni non vanno a scuola nel Paese.
In questi contesti di violenza generalizzata, risulta impossibile frequentare sia per la distruzione delle infrastrutture e delle istituzioni scolastiche che per la mancanza di risorse umane. In molti Paesi, andare a scuola è diventata una attività ad altissimo rischio per la vita dei bambini. Infatti, nell’ultimo decennio, è aumentata anche la violenza contro scuole, studenti o insegnanti. L’obiettivo di Entreculturas è che questi minori possano godere del loro diritto a giocare e apprendere in libertà, senza giocarsi la vita, che possano recuperare la loro infanzia per aspirare al futuro che desiderano e che ogni essere umano ha diritto di avere. (AP) (20/6/2015 Agenzia Fides)
AFRICA/ZIMBABWE - I giovani, l'oro dell'Africa
Harare (Agenzia Fides) – “Giovani, voi siete l'oro dell'Africa, per cui vi incoraggio ad essere i vincenti dei vostri sogni. Avete la responsabilità di essere i custodi dei vostri fratelli, migliorando il vostro futuro e quello degli altri. Coltivate in voi il desiderio di lavorare per gli Stati Uniti d'Africa”: con queste parole Lucy Chelimo, ambasciatrice del Kenya in Zimbabwe, si è rivolta ai numerosi giovani provenienti da diverse parrocchie e scuole cattoliche, che si sono ritrovati nei giorni scorsi all'Arrupe College, la scuola di lettere e filosofia dei gesuiti ad Harare, in Zimbabwe.
Secondo le informazioni inviate all’Agenzia Fides dalla curia dei gesuiti, l’occasione per la riunione è stata data dal concerto organizzato dal gruppo “Young People for Others”, guidato dal giovane gesuita dello Zimbabwe Batanai Padya. Il gruppo lavora per ispirare e stimolare altri giovani a fare di più per la società e in particolare per le opere di carità. L’incontro di Harare aveva lo scopo di riunire giovani africani di diverse nazionalità per condividere le loro culture e idee e riscoprire l'orgoglio per le proprie radici. Durante la giornata i giovani africani hanno infatti esibito il loro talento in diverse manifestazioni artistiche, testimoniando così la ricchezza e la multiformità della cultura africana. (SL) (Agenzia Fides 20/6/2015)
AFRICA/SUD SUDAN - Crimini e brutalità contro i minori vittime di una guerra fratricida
Juba (Agenzia Fides) - La violenza contro i bambini del Sud Sudan ha raggiunto un nuovo picco di brutalità. Le forze armate del Sud Sudan continuano a commettere crimini atroci contro i minori. Le piccole vittime subiscono violenze di ogni genere, vengono castrate, mutilate, decapitate. Da un comunicato diffuso dall’Unicef risulta che, nel corso del conflitto civile che sta distruggendo il Paese da un anno e mezzo, decina di migliaia di bambini sono stati assassinati negli ultimi 18 mesi di scontri. Almeno 129 sono morti a maggio nello Stato settentrionale di Unity, scenario dei peggiori combattimenti dall’inizio della guerra civile a dicembre del 2013. Il conflitto è degenerato in una guerra fratricida caratterizzata da massacri etnici, violenze di massa e lo sfruttamento di bambini soldato. Migliaia di minori sono stati sequestrati per costringerli a combattere, attualmente sono circa 13 mila. Circa 250 mila piccoli rischiano di morire di fame, mentre due terzi dei 12 milioni di abitanti del Paese hanno bisogno di aiuti urgenti. Tra questi, 4 milioni e mezzo rischiano di ritrovarsi senza generi alimentari. (AP) (20/6/2015 Agenzia Fides)
AMERICA/ARGENTINA - Dialogo e riconciliazione, lotta alla corruzione, alla povertà e alla droga per superare la crisi
Buenos Aires (Agenzia Fides) – La crisi economica e istituzionale del Paese si supera attraverso il dialogo, indignandosi per la corruzione, provando compassione ed essendo operatori di riconciliazione. E’ il parere di Sua Ecc. Mons. Jorge Casaretto, Vescovo emerito di San Isidro e membro della Commissione Episcopale per la Pastorale Sociale, che si è espresso durante un incontro di lavoro organizzato dall'Associazione Imprenditori Dirigenti (ADE).
“E’ necessario pensare a un nuovo progetto di paese che comprenda 4 o 5 punti di base, e lavorare per combattere la povertà, che secondo l’Osservatorio sociale della UCA raggiunge il 25% della popolazione” ha sottolineato Mons. Casaretto, evidenziando la necessità di dialogare e di giungere ad un accordo per combattere la corruzione e sradicare il traffico di droga. Su questo tema ha aggiunto, secondo le informazioni di Aica: “Dobbiamo perseguire e arrestare i leader, non c’è altro modo… la povertà è aumentata in Argentina per la debolezza della giustizia".
Il Vescovo ritiene necessaria una nuova leadership, che lavori per la riconciliazione e metta fine alla classificazione “amico o nemico” dell’altro, considerandolo come fratello anche se lui la pensa diversamente. Riguardo poi al sistema di istruzione, ha evidenziato che "la scuola di qualità è necessaria, tuttavia sono richiesti anche dei centri di sostegno perché possano accedere ad una preparazione migliore i ragazzi che non possono andare avanti per il loro stato di malnutrizione e dipendenza”. Il sistema scolastico inoltre “dovrebbe essere collegato alle politiche del lavoro”. (SL) (Agenzia Fides 20/6/2015)
AMERICA/BOLIVIA - Come realizzare la “trasformazione missionaria” della Chiesa ?
Cochabamba (Agenzia Fides) – Sacerdoti, religiosi e religiose impegnati nell’animazione pastorale delle comunità della Bolivia, avranno l’occasione di apprendere le nozioni ed i principi cui ispirarsi per attuare la trasformazione missionaria della Chiesa. La Conferenza Episcopale Boliviana, il Centro Missionario Maryknoll in America Latina e l'Istituto Latino-americano di Missionologia, hanno quindi promosso un corso semiresidenziale che vuole aprire uno spazio di formazione in cui riflettere e progettare processi di trasformazione missionaria della Chiesa, in linea con l'invito di Papa Francesco, la V Conferenza dell'Episcopato Latinoamericano tenutasi ad Aparecida e la Conferenza Episcopale Boliviana.
Secondo le informazioni pervenute all’Agenzia Fides, il corso è articolato in quattro moduli: Visione storica e riflessione sulla missione in America Latina; Discepolato missionario: teologia, spiritualità e conversione pastorale; Proposte progettuali per la programmazione pastorale; Esperienze di trasformazione missionaria della Chiesa. Quattro saranno gli incontri nazionali residenziali di due giorni ciascuno: il primo a Cochabamba il 28 e 29 luglio, mentre la conclusione sarà il 16 dicembre. Inoltre è prevista la partecipazione continua attraverso i social network, con l’aiuto di una équipe.
Partendo dalla Esortazione apostolica “Evangelii gaudium” e dal documento di Aparecida, che ha invitato a lavorare perché l’opzione missionaria “impregni tutte le strutture ecclesiali e tutti i piani pastorali”, la Chiesa boliviana avverte che tutto questo presuppone “un rinnovamento e una conversione pastorale ed ecclesiale, una Chiesa in stato di missione che superi ogni tentazione di chiusura, il pessimismo sterile, la mondanità spirituale, le divisioni interne, che abbandoni il clericarismo e rivaluti i laici e in particolare le donne”. (SL) (Agenzia Fides 20/6/2015)

La grande famiglia Bergoglio si riabbraccerà a Torino in arcivescovado.

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Foglio della Collaborazione Pastorale Di San Giorgio di Nogaro

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