Bollettino di lunedi 6 luglio 2015

AFRICA/BURUNDI - Spaccature nel partito presidenziale e nell’esercito sul terzo mandato di Nkurunziza
Bujumbura (Agenzia Fides) - Il Burundi appare sempre più diviso, visto che appaiono spaccature anche all’interno del partito presidenziale CNDD-FDD. “Il Presidente dell’Assemblea, Pie Ntavyohanyuma, e il Vice Presidente, Gervais Rufyikiri, entrambi del CNDD-FDD, e rifugiatisi all’estero hanno scritto una lettera alla Comunità dell’Africa dell’Est (EAC), nella quale respingono l’ipotesi di un terzo mandato per il Presidente Pierre Nkurunziza” dicono all’Agenzia Fides fonti locali da Bujumbura, che per sicurezza chiedono l’anonimato.
L’EAC ha tenuto un vertice dedicato alla crisi in Burundi che è stato però disertato da Nkurunziza.
“La situazione è calma, ma si avverte la tensione mentre si avvicina la data delle elezioni presidenziali del 15 luglio” proseguono le nostre fonti.
Le elezioni locali e legislative del 29 giugno, boicottate dall’opposizione (vedi Fides 26/6/2015 e 1/7/2015) sono state dichiarate dall’Onu viziate da intimidazioni e violenze. “La milizia legata al partito al potere intimidiva gli elettori perché andassero a votare nonostante gli appelli dell’opposizione a boicottare il voto” confermano le nostre fonti. “Comunque molti elettori non hanno votato e diversi tra chi lo ha fatto, nel segreto dell’urna hanno votato contro il partito al potere”. Tra le persone minacciate di morte e costrette a fuggire all’estero ci sono anche quattro sacerdoti cattolici.
“Le divisioni attraversano anche esercito e polizia. I militari contrari al terzo mandato del Presidente uscente sono l’80% mentre tra i poliziotti questa percentuale scende al 60%. Purtroppo sembra esserci la volontà di risolvere la crisi con la violenza, come minacciato dagli ex golpisti (protagonisti del fallito golpe di maggio, vedi Fides 15/5/2015) che hanno annunciato che se Nkurunziza non se ne va spontaneamente, lo cacceranno manu militari” concludono le fonti. (L.M.) (Agenzia Fides 6/7/2015)
AFRICA/NIGERIA - Nuovi attentati di Boko Haram: presi di mira una moschea e una chiesa protestante
Abuja (Agenzia Fides) – E’ almeno di 44 morti e 48 feriti il bilancio provvisorio del duplice attentato perpetrato domenica 5 luglio a Jos, capitale dello Stato di Plateau (nella Nigeria centro-settentrionale), attribuito a Boko Haram La prima esplosione è avvenuta alle nove e un quarto di sera nei pressi della locale università. La seconda poco dopo, nei pressi della moschea nel quartiere di Yantaya, dove predica l’Imam Sani Yahaya Jingir, da tempo schierato contro il gruppo islamista.
Poche ore prima a Potiskum, importate città commerciale nello Stato di Yobe, un attentatore suicida si era fatto esplodere nella Redeemed Christian Church of God, uccidendo 5 fedeli. (L.M.) (Agenzia Fides 6/7/2015)
AFRICA/EGITTO - La chiesa copta dei santi Antonio e Paolo distribuisce viveri ai poveri musulmani per il Ramadan
Il Cairo (Agenzia Fides) – La chiesa copta ortodossa dei Santi Antonio e Paolo, nel distretto egiziano di Nasser (provincia di Beni Suef) sta curando la distribuzione settimanale di pacchi viveri a centinaia di famiglie povere musulmane in occasione del Ramadan, il mese sacro dei musulmani particolarmente connotato dalla pratica del digiuno unito alla preghiera. Lo riferiscono fonti copte consultate dall'Agenzia Fides. I pacchi viveri offerti dalla parrocchia copta vengono distribuiti in collaborazione con la locale moschea, e la sinergia tra imam, monaci e sacerdoti e cristiani laici contribuisce a rafforzare i legami di familiarità e solidarietà che rappresentano un antidoto efficace alla predicazione settaria e alle manovre dei gruppi integralisti.
La scelta di distribuire in maniera mirata beni di prima necessità ai musulmani più poveri segna un cambiamento rispetto al passato, quando durante il Ramadan le comunità cristiane organizzavano cene e momenti conviviali da condividere con i musulmani alla fine del digiuno quotidiano.
“In realtà - spiega all'Agenzia Fides Anba Antonios Aziz Mina, Vescovo copto cattolico di Guizeh - quei banchetti serali negli ultimi tempi si erano trasformati in momenti troppo formali, e cominciava a calare la partecipazione. Così molte comunità cristiane hanno avuto la felice idea di utilizzare i fondi prima destinati a tali cene per interventi a favore dei musulmani poveri. Una scelta che mi sembra molto appropriata, anche alla luce della crisi economica che colpisce fasce sempre più ampie della popolazione, in maniera feroce”. (GV) (Agenzia Fides 6/7/2015).
AFRICA/NIGER - Il noma colpisce gravemente i bambini più poveri e malnutriti
Niamey (Agenzia Fides) – La malnutrizione severa in Niger continua a spianare la strada ad una malattia generata da mancanza di igiene, fame e povertà. Si tratta del noma, che provoca la distruzione dei tessuti ossei e molli del viso. Attualmente colpisce soprattutto i bambini della fascia di età tra 2 e 6 anni che vivono nelle regioni più povere del mondo. “E’ una malattia che si sviluppa in maniera molto rapida”, si legge in una nota della Fondazione caritativa svizzera Sentinelles impegnata in Niger. La necrosi si sviluppa in 72 ore. Secondo le Nazioni Unite, la malnutrizione in Niger è in gran parte causata dalla mancanza di nutrienti essenziali per i bambini, che indebolisce il loro sistema immunitario contro malattie comuni. La malnutrizione causa ogni anno nel Paese la morte di 4/6 mila bambini. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, molti Paesi africani e sudamericani contano casi di infezione, ma il Niger conta gran parte delle 140/180 mila vittime c he si registrano ogni anno in tutto il mondo. (AP) (6/7/2015 Agenzia Fides)
ASIA/LIBANO - Il Patriarca maronita: la tempesta passerà, e i cristiani rimarranno in Medio Oriente
Beirut (Agenzia Fides) - I cristiani del Medio Oriente non fuggiranno dalla loro terra, che è la terra in cui è nato Gesù, se davvero avranno il dono di veder custodita la propria fede come esperienza dell'amore di Cristo. Ne è convinto il Patriarca maronita Boutros Bechara Rai, che ha espresso tale fiduciosa speranza durante la Messa celebrata ieri davanti ai ragazzi e alle ragazze del primo Global Forum della Gioventù maronita, il meeting di giovani provenienti soprattutto dalle comunità maronite sparse nel mondo, venuti in Libano per prendere parte ad una serie di incontri, conferenze e iniziative sociali e culturali.
Anche nella precedente giornata di sabato 4 luglio, il Primate della Chiesa maronita aveva espresso parole di incoraggiamento sul futuro dei cristiani mediorientali durante la sua visita alle chiese e ai monasteri del distretto di Matn. “Non c'è da aver paura. La tempesta passerà” ha dichiarato in quell'occasione il Card. Rai, aggiungendo che “l'importante è rimanere radicati nella fede e non arrendersi”. Nella stessa giornata, il Patriarca maronita ha visitato anche il campo profughi palestinese di Dbayeh, criticando in tale circostanza l'immobilismo della comunità internazionale davanti alla tragedia dei rifugiati palestinesi che da tre generazioni vivono nei campi profughi sparsi in Libano, spesso in condizioni disumane. (GV) (Agenzia Fides 6/7/2015).
ASIA/NEPAL - Terremoto: l’aiuto delle congregazioni religiose
Kathmandu (Agenzia Fides) – E’ un forte impegno quello messo in campo dalle congregazioni religiose presenti in Nepal in favore delle vittime del sisma del 25 aprile. Come riferisce una nota inviata a Fides dal Vicariato Apostolico del Nepal, tra gli ordini più attivi c'è la “Congregazione delle Suore di Gesù” che a Gorkha e Kathmandu hanno aperto le loro strutture e le scuole mettendole a disposizione degli sfollati. Inoltre, nell'ambito delle operazioni di soccorso, la Scuola di Santa Maria a Kathmandu tramite l'aiuto di genitori, studenti, ex studenti e personale, ha organizzato gli aiuti per sei villaggi più colpiti intorno alla valle di Kathmandu, fornendo beni di prima necessità.
Anche i Gesuiti del “Nepal Jesuit Social Institute” (NJSI) hanno organizzato campi medici e distribuito materiali di soccorso nelle aree più colpite, avviando progetti di riabilitazione e ricostruzione. L'Istituto ha avviato l’ “Earthquake Relief and Rehabilitation Programm Nepal” per servire i sopravvissuti al terremoto e rafforzare la speranza tra loro. In particolare il NJSI ha fornito a 23 scuole materiali didattici, mobili, articoli di cancelleria, libri, per oltre 2.200 studenti, operando nei nove distretti maggiormente colpiti dal sisma, dove ha sostenuto più di 6.827 famiglie, per un complesso di oltre 30.000 persone. Altro settore di impegno del gesuiti è quello dell’agricoltura: si aiutano i contadini fornendo sementi e utensili.
Tra le atre congregazioni impegnate sul terreno, c’è anche la “Congregazione dei Padri di S. Teresa” (o “Little Flower Society”) che si è concentrata soprattutto sull’aiutare la popolazione indigena dei chepang. Una speciale Commissione per la riabilitazione ha preparato un programma di soccorso, mentre religiosi e volontari della congregazione lavorano instancabilmente nella solidarietà, anche grazie alla partnership con l'arcidiocesi di Mumbai, in India. Finora hanno aiutato oltre 2.100 famiglie indigene. (PA) (Agenzia Fides 6/7/2015)
ASIA/CAMBOGIA - Un nuovo sacerdote nella Chiesa di Phnom Penh: fioriscono le vocazioni
Phnom Penh (Agenzia Fides) – La Chiesa di Phnom Penh ha accolto un nuovo sacerdote diocesano, padre Pierre Sok Na. Come riferisce a Fides il Vicario apostolico, Sua Ecc. Mons. Olivier Schmitthaeusler, MEP, il nuovo prete opererà nell’area sud di Phnom Penh. “Rendiamo grazie a Dio per questo dono e chiediamo al Signore di riempire col suo amore il suo ministero di servizio e di amore per i fedeli, ma anche per tutti coloro che cercano la luce, la pace e la misericordia nelle loro vite spezzate” dice a Fides il Vicario Apostolico.
Il nuovo sacerdote è stato ordinato il 27 giugno. I fedeli del Vicariato si sono riuniti per una speciale “notte di preghiera per le vocazioni”. “Certamente il Signore ascolta la preghiera di coloro che implorano” nota mons. Schmitthaeusler.
Il Vicariato di Phnom Penh ha ordinato, a partire dal 2001, tre sacerdoti cambogiani. E le vocazioni non mancano. “A settembre 2015 avremo tre seminaristi al secondo anno e due al terzo anno” ricorda. La formazione dei seminaristi è distribuita su un ciclo di sei anni ed è garantita in lingua cambogiana da numerosi sacerdoti missionari: “Costoro si rendono disponibili per questo servizio di vitale importanza per la costruzione della Chiesa locale” prosegue il Vicario.
“Non va dimenticata la nostra Scuola di formazione per i laici – aggiunge – dove 50 adulti battezzati vengono a formarsi su teologia, spiritualità, storia, Bibbia, etica e dottrina sociale per rafforzare la loro fede. Questa è la nostra Chiesa che getta un seme per il suo futuro”.
Inoltre nei mesi di luglio e agosto i giovani cattolici parteciperanno alla Giornata della Gioventù organizzata dalla Conferenza Episcopale di Laos e Cambogia dal 10 al 16 agosto in Cambogia, mentre dal 20 al 23 agosto a Sihanoukville si terrà un campo per i giovani dedicato al tema della vocazione. (PA) (Agenzia Fides 6/7/2015)
AMERICA/ECUADOR - Ben preparati sul tema della famiglia, 10 mila da Santo Domingo a Quito per la Messa del Papa
Santo Domingo en Ecuador (Agenzia Fides) – “Assistere significa essere benedetti e partecipare alla storia della misericordia che il mondo vive con Papa Francesco” afferma Martha Lopez, membro del movimento Juan XXIII, che sarà presente alla Santa Messa che Papa Francesco celebrerà martedì 7 luglio, a Quito, con altri diecimila pellegrini della diocesi di Santo Domingo en Ecuador. Questi gruppi per raggiungere Quito dovranno percorrere circa 180 km di terreno accidentato e collegamenti precari.
Dalle fonti di Fides in Ecuador si apprende che la Conferenza Episcopale ha preparato e distribuito ai pellegrini uno zaino con una t-shirt, una sciarpa, un bracciale, un rosario, piccoli depliant con delle preghiere e una edizione dei quattro Vangeli. Secondo sua Ecc. Mons. Bertram Wick, Vescovo di Santo Domingo en Ecuador, il gruppo dei fedeli che partiranno per Quito dovrà leggere come preparazione all’evento il “messaggio sulla famiglia” suggerito dalla diocesi, che sarà sicuramente tra i temi di cui parlerà Papa Francesco.
"Riteniamo che la famiglia si trovi in un vortice di forze che cercano di disgregarla, con situazioni e problemi, come la migrazione e altri fattori, che la ostacolano nella realizzazione di quello che deve essere" ha commentato il Vescovo.
Fra le note della visita del Papa in Ecuador, per la prima volta nella storia dell’Ecuador un evento di quella nazione viene trasmesso in diretta tv da 200 reti televisive di tutto il mondo.
(CE) (Agenzia Fides, 06/07/2015)
AMERICA/HONDURAS - Ancora manifestazioni contro la corruzione, mentre altri scandali vengono alla luce
Tegucigalpa (Agenzia Fides) – "La Conferenza Episcopale, rappresentando il popolo cattolico pellegrino in Honduras, si unisce a tutti coloro che lottano per un paese migliore e proclama che non potrà esserci la pace senza la giustizia sociale, la fraternità senza la riconciliazione, la solidarietà senza la compassione con i più poveri, l'armonia sociale senza togliere definitivamente l'impunità, né il progresso senza cacciare la corruzione che tanto male arreca a tutti": così affermava il documento dei Vescovi pubblicato il 2 luglio (vedi Fides 3/07/2015) e poco dopo è venuto alla luce un enorme scandalo di corruzione.
Ieri, 5 luglio, le principali agenzie informavano che la vicepresidente del Congresso, Lena Gutiérrez, è agli arresti domiciliari insieme a suo padre e a due fratelli, con l’accusa di corruzione e di frode ai danni dello stato. Secondo l’accusa la Gutiérrez, proprietaria di un’azienda farmaceutica, ha venduto farmaci a prezzi maggiorati al ministero della salute e anche medicine scadute e adulterate.
La popolazione è scesa in piazza a Tegucigalpa, per chiedere le dimissioni del governo e del Presidente Juan Orlando Hernández. L’opposizione chiede che sia aperta un’inchiesta indipendente sullo scandalo della corruzione che ha coinvolto alcuni funzionari dell’Istituto per la sicurezza sociale, ma il Presidente ha negato di essere personalmente coinvolto nella vicenda.
(CE) (Agenzia Fides, 06/07/2015)
AMERICA/VENEZUELA - Isolate 35 mila persone per le inondazioni, altre 25 mila a rischio
San Fernando de Apure (Agenzia Fides) – Le incessanti inondazioni, causate dalle piogge iniziate tre settimane fa, hanno lasciato isolate circa 35 mila persone a Guasdualito, città nello Stato venezuelano di Apure. Le famiglie colpite sono 9 mila. Lo straripamento dei fiumi Arauca e Sarare ha inondato il 90% delle zone. La mancanza di corrente elettrica e di mezzi di trasporto mantiene la popolazione isolata e costringe molti ad evacuare. Diverse famiglie si rifiutano di lasciare le proprie abitazioni e il governo della regione provvede a portare soccorsi in canoa. Inoltre tre aerei militari da trasporto hanno portato all’aeroporto locale 28 tonnellate di generi alimentari, 15 mila litri di acqua, medicine e altri generi per far fronte all’emergenza. Nello Stato di Táchira oltre 12 mila persone che vivono in villaggi e frazioni potrebbero rimanere isolate se continuerà a cedere il tratto di strada tra San Cristóbal e la parrocchia Francisco Romero Lobo. (AP) (6/7/2015 Agenzia Fides)

Il nostro fratello Carlos, nuovo diacono

Dalla Colombia al Friuli per diventare un diacono

Bollettino Fides News del 4 luglio 2015

EUROPA/POLONIA - La Scuola degli Animatori Missionari: luogo di formazione missionaria per religiosi e laici
Varsavia (Agenzia Fides) - Si sono conclusi ieri, 3 luglio, i lavori della “Scuola degli Animatori Missionari”, organizzata dalle Pontificie Opere Missionarie (POM) della Polonia, ospitati presso il Centro di Formazione Missionaria di Varsavia dal 29 giugno. Secondo le notizie inviate all’Agenzia Fides, quest'anno i partecipanti, provenienti da 22 diocesi polacche, sono stati 52 (1 sacerdote, 3 religiosi, 14 seminaristi e 34 laici). L'obiettivo della scuola è quello di presentare le conoscenze di base sulla missione, sulle Pontificie Opere Missionarie e sull’animazione missionaria.
Il programma della Scuola è vario, e prevede la Messa quotidiana, l'adorazione del Santissimo Sacramento, conferenze, gruppi di lavoro, visita ad un museo missionario. Quest’anno c'è stato il tempo anche per fare il punto sul IV Congresso Missionario Nazionale che si è appena tenuto a Varsavia dal 12 al 14 giugno, promosso dalla Commissione Episcopale per le Missioni e dalle Pontificie Opere Missionarie sul tema "Gioia del Vangelo fonte di slancio missionario" (vedi Fides 18/6/2015).
Inoltre si è parlato della preparazione alla beatificazione dei due missionari polacchi Francescani Conventuali, padre Zbigniew Strzalkowski e padre Michal Tomaszek, noti come “i martiri di Pariacoto” dalla località peruviana dove furono uccisi, che saranno beatificati il 5 dicembre 2015.
In 18 anni di attività, circa un migliaio di persone, sacerdoti, religiosi e laici, si sono formate alla Scuola degli Animatori Missionari, e la maggior parte di loro è tuttora impegnata al servizio dell’opera missionaria della Chiesa. (SL) (Agenzia Fides 04/07/2015)
AFRICA/SIERRA LEONE - Ebola: “in Sierra Leone la situazione è peggiore della Liberia” racconta un missionario appena rientrato
Roma (Agenzia Fides) - “Purtroppo non sembra esserci fine a questa tragedia. In Sierra Leone la situazione ebola è peggio che in Liberia” riferisce all’Agenzia Fides fr. Luca Perletti, Camilliano (MI), appena rientrato dalla Sierra Leone. “Dopo una pausa registrata verso maggio – racconta il missionario -, in cui i casi erano scesi a zero, a 7/8 giorni di distanza c’è stata una ripresa del virus, con una media di 2/3 contagi al giorno in particolare in 3 zone del Paese: Freetown, Kambia e Port Loko. Le motivazioni della recrudescenza sono molteplici e varie - continua il religioso Camilliano -. La popolazione tende a scappare dalla quarantena, non rispettando per inconsapevolezza le indicazioni sanitarie. Le fughe, in particolare, avvengono dalle case poste in quarantena, con la conseguente ripresa della diffusione del virus che rimane incontrollata. La gente sembra non capire o non accettare gli effetti che questa ‘leggerezza’ ha sulla sanità pubblica”. Un altro aspe tto importante da considerare è quello culturale, sottolinea fr. Luca: “ci sono troppi miti ancora da sfatare, le persone fanno fatica ad assimilare la comunicazione scientifica, soffrono di una sorta di disistima e mancanza di fiducia verso il loro sistema sanitario, che temono possa essere addirittura la causa diretta di questa situazione.” (LP/AP) (4/7/2015 Agenzia Fides)
AFRICA/EGITTO - Aumentate le misure di protezione intorno al Patriarca Tawadros II
Il Cairo (Egitto) – Le forze di sicurezza egiziane, dopo l'atttentato che è costato la vita al Procuratore generale Hisham Barakat, hanno aumentato le misure di protezione intorno a leader politici, istituzionali e religiosi nazionali, compreso il Patriarca copto ortodosso Tawadros II. Lo rendono noto gli organi d'informazione legati alla comunità copta. Il Primate della Chiesa copta continua in ogni caso a svolgere il proprio ministero pastorale, che in questo fine settimana prevede una visita ad Alessandria con un programma fitto di incontri con le comunità locali.
Nei giorni scorsi, indiscrezioni giornalistiche avevano fatto allusione a possibili attentati preparati da non meglio precisati “gruppi terroristici” per eliminare il Patriarca copto ortodosso.
Già nell'estate 2013, per motivi di sicurezza, Papa Tawadros aveva dovuto sospendere le sue tradizionali catechesi del mercoledì. Il suo nome figurava in cima a una lista di alcune decine di persone «da eliminare» fatta trovare nell’agosto di quell’anno in una busta anonima dentro una moschea del Cairo. (GV) (Agenzia Fides 4/7/2015).
ASIA/LIBANO - Proposto un sondaggio tra i cristiani per il candidato alla presidenza; le perplessità del Patriarca Rai
Beirut (Agenzia Fides) – La proposta di un sondaggio tra i cristiani libanesi per individuare quale politico maronita avrebbe più sostegno popolare come candidato alla carica di Presidente della repubblica non convince del tutto il Patriarca maronita Boutros Bechara Rai. Secondo il Primate della Chiesa maronita, tale eventuale sondaggio non rientra nelle procedure contemplate dalla Costituzione, e per essere realizzato dovrebbe ottenere l'approvazione previa di tutti i legislatori cristiani. In un intervento comparso sui media libanesi oggi, 4 luglio, il Patriarca Rai ha riferito di aver comunicato ai rappresentanti delle formazioni politiche cristiane appartenenti a diversi schieramenti la sua disponibilità a ricevere, presso la sede patriarcale di Bkerkè, tutti i rappresentanti cristiani del Parlamento, allo scopo di valutare insieme la proposta del sondaggio.
Secondo le indiscrezioni circolanti sulla stampa libanese, l'idea di un sondaggio preliminare per individuare il candidato alla carica presidenziale più gradito tra i cristiani sarebbe appoggiata sia dal Movimento Patriottico Libero che dalle Forze Libanesi, le due formazioni politiche cristiane più influenti, appartenenti a coalizioni contrapposte.
Il complesso sistema istituzionale libanese riserva la carica di Presidente della Repubblica a un cristiano maronita. La carica presidenziale è vacante da più di un anno, a causa soprattutto dei veti incrociati che impediscono alle formazioni politiche cristiane appartenenti a opposti schieramenti di trovare convergenze su un candidato comune. (GV) (Agenzia Fides 4/7/2015).
ASIA/FILIPPINE - Bambini che rovistano tra la spazzatura, nelle acque putride dei fiumi
Manila (Agenzia Fides) – Le condizioni di povertà estrema nella quale vivono molti filippini, costringe migliaia di bambini a rovistare per ore tra la spazzature che sommerge le acque dei fiumi con la speranza di trovare qualcosa da vendere. Di recente sono state rese note alcune immagini scioccanti nelle quali i piccoli cercano di tenersi a galla nuotando tra la spazzatura. Altri si tengono in equilibro su zattere di fortuna o barche improvvisate mentre raccolgono materiale riciclabile dalla spazzatura che galleggia nelle acque contaminate. Si tratta solo di alcuni delle migliaia di piccoli filippini che rischiano la vita nelle acque putride per sopravvivere. La miseria è tanta che sono costretti a passare le giornate frugando tra i rifiuti nell’acqua inquinata con la speranza di trovare qualcosa da vendere ai rigattieri che li pagano solo 3 dollari al giorno e che dopo rivendono tutto alle grosse industrie di riciclaggio. Alcune organizzazioni umanitarie hanno dichi arato che questi bambini sono esposti a infezioni respiratorie, polmonite, diarrea e tubercolosi. Le Filippine sono state uno dei primi Paesi a far fronte all’aumento di rifiuti causati dall’urbanizzazione. (AP) (4/07/2015)
ASIA/CINA - Il Festival culturale della parrocchia dei Santi Pietro e Paolo nel segno dell’evangelizzazione
Pechino (Agenzia Fides) – Una mostra di arte sacra, un concerto di musica sacra, visite mediche gratuite per tutti, lo stand gastronomico e tante altre iniziative hanno contraddistinto la V edizione del Festival culturale organizzato il 29 giugno dalla parrocchia di Bao Ding, nella diocesi di Bao Ding, dedicata ai Santi Pietro e Paolo. La partecipazione di cattolici e non cattolici è stata numerosa, come anche la presenza di tantissimi studenti e immigrati stranieri che vivono nella città. Da 5 anni consecutivi la parrocchia celebra questo Festival nel segno dell’evangelizzazione, ponendosi sulla scia degli Apostoli Pietro e Paolo.
Secondo le informazioni pervenute all’Agenzia Fides, medici, artisti, volontari della parrocchia si sono mobilitati per l’accoglienza e per trasformare ogni incontro in occasione di evangelizzazione nella carità, seguendo l’esempio dei Santi Patroni della parrocchia. Dopo la Messa solenne è stato aperto il Festival. Il Parroco ha incoraggiato tutti a “imparare a conoscere la Sacra Scrittura, a cantare l’inno della gloria, a compiere opere buone, a diffondere il Vangelo” per imitare così San Pietro e San Paolo. Tutte le realtà parrocchiali hanno dato il loro contributo per rendere il Festival come “una finestra” per far conoscere la Chiesa: dai bambini del corso di catechismo al gruppo caritas, dal coro parrocchiale al coro degli anziani, il Gruppo di S. Anna e il Gruppo dei Giovani, volontari e singoli fedeli.
(NZ) (Agenzia Fides 2015/07/04)
AMERICA/ARGENTINA - In marcia per il diritto alla vita ed al rispetto dei diritti umani fondamentali
Buenos Aires (Agenzia Fides) – Una serie di manifestazioni, a Buenos Aires e in contemporanea in numerose altre città argentine, si sono svolte la sera di giovedì 2 luglio. I manifestanti portavano cartelli e striscioni con le scritte "Dico sì alla vita", "La vita è sacra" e "La donna incinta ha bisogno di sostegno, non di un aborto", protestando per le modifiche apportate al disegno di legge sull’aborto che, secondo i Vescovi, può portare alla legalizzazione della pratica.
La marcia, che secondo le informazioni raccolte dall’Agenzia Fides in alcune province ha avuto il sostegno esplicito dei Vescovi, aveva l'obiettivo di chiedere ai legislatori "il rispetto del diritto alla vita, dal concepimento alla morte naturale, e del matrimonio come unione tra un uomo e una donna".
Secondo il Comitato esecutivo della Conferenza Episcopale Argentina, il nuovo "Protocollo per la cura globale delle persone con il diritto all'aborto legale" del Ministero della Salute, “prevede una modifica sostanziale rispetto al testo precedente, di eliminare cioè il concetto di aborti non punibili sostituendolo con 'diritto all'aborto legale'. Questa terminologia elude la realtà giuridica secondo cui non esiste nel nostro Paese un ‘aborto legale’ né un ‘diritto all'aborto’.”
I Vescovi sottolineano inoltre che in un'epoca come quella attuale, in cui si enfatizza il rispetto della natura e della vita in tutte le sue dimensioni, il Governo stesso in questo modo viola deliberateamente “la vita umana più vulnerabile e i diritti umani fondamentali”. Così le autorità nazionali "obbligano a spingere per l'aborto", invece di proporre iniziative per “salvare la vita della madre e del bambino, e di cercare le opzioni veramente terapeutiche e alternative". (SL) (Agenzia Fides 04/07/2015)

Bollettino Fides News di Venerdì 3 luglio 2015

AFRICA/NIGERIA - “Boko Haram vuole punire i musulmani che si ribellano alla loro violenza” dice un sacerdote da Abuja
Abuja (Agenzia Fides) - “Questi terribili attentati contro la comunità musulmana sono segnali di debolezza e non di forza” dice all’Agenzia Fides p. Patrick Tor Alumuku, Direttore delle Comunicazioni Sociali dell’Arcidiocesi di Abuja, capitale della Nigeria, dove in due violenti attacchi di Boko Haram nel nord est sono morte 145 persone di fede musulmana. L’attacco più feroce è avvenuto nel villaggio di Kukawa, vicino al lago Ciad. Secondo quanto riportano i testimoni, una cinquantina di uomini hanno aperto il fuoco sui fedeli riuniti in preghiera in una moschea del villaggio, in pieno Ramadam. Sono 97 i morti, tra cui donne e bambini.
“Il nuovo Presidente, Muhammadu Buhari, un musulmano fervente, è deciso a sconfiggere Boko Haram. Buhari appare maggiormente deciso del Presidente precedente, che era un cristiano, nel combattere Boko Haram” sottolinea p. Patrick. “I provvedimenti adottati dal Capo dello Stato hanno messo in serie difficoltà la setta islamista. Per esempio il trasferimento del comando delle operazioni militari contro Boko Haram dalla capitale federale, Abuja, a Maiduguri, capitale dello Stato di Borno, il feudo della setta, è visto da Boko Haram come una sfida non accettabile”.
“Tutto questo - prosegue il sacerdote - sta mettendo in difficoltà Boko Haram, tanto più che nella comunità musulmana si stanno levando diverse voci che denunciano le atrocità commesse dagli islamisti”.
“Di fronte alla ribellione delle comunità musulmane, Boko Haram ha deciso di punirle, perché nella loro ideologia o sei con loro o sei contro di loro. Ma questo alla fine è un segnale di debolezza e non di forza” conclude p. Patrick. (L.M.) (Agenzia Fides 3/7/2015)
AFRICA/LESOTHO - Il Sudafrica preoccupato per la situazione “esplosiva” in Lesotho
Maseru (Agenzia Fides) - Preoccupazione in Sudafrica per la situazione definita “esplosiva” in Lesotho, dopo l’uccisione, la scorsa settimana, dell’ex Capo di Stato Maggiore, il generale Maaparankoe Mahao, che secondo i familiari è stato assassinato da uomini che indossavano uniformi militari e guidavano veicoli dell’esercito. La dirigenza sudafricana ha inviato il Vice Presidente Cyril Ramaphosa per cercare di mediare tra le diverse fazioni che si disputano il controllo del Paese, completamente circondato dal Sudafrica.
Nel settembre 2014 un tentativo di golpe aveva gettato il Lesotho nel caos (vedi Fides 8/9/2014). Le elezioni tenutesi a marzo erano state però definite dagli osservatori libere e trasparenti (vedi Fides 9/3/2015). Il Sudafrica teme un’ondata di profughi se la situazione nel Paese vicino dovesse precipitare, aggravando le tensioni xenofobe registratesi negli ultimi mesi (vedi Fides 17/4/2015). (L.M.) (Agenzia Fides 3/7/2015)
AFRICA/LIBERIA - Torna l’incubo ebola: 3 nuovi casi
Nedowein (Agenzia Fides) - La Liberia, dichiarata “Ebola-free” lo scorso 9 maggio dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), è ripiombata nell’incubo di una nuova epidemia. Tre nuovi casi si sono verificati tutti nello stesso villaggio, Nedowein, che si trova 40 km a sud dalla capitale Monrovia. Dopo oltre 7 settimane (vedi Fides 11/5/2015) un ragazzo di 17 anni, ammalatosi il 21 giugno e morto il 28 per quella che si pensava fosse malaria, era in realtà positivo all’ebola. Il 1 luglio la conferma, da parte del ministro della Sanità locale, di un secondo caso e oggi, 3 luglio, di un terzo. Entrambi i contagiati sono stati trasferiti in un centro di cura a Monrovia. Inoltre, sono state identificate 102 persone venute a contatto con il ragazzo morto, e 14 operatori sanitari sono ora sotto osservazione. Al momento non ci sono altri casi probabili o sospetti e non si conosce l’origine del contagio. Dopo la morte del ragazzo, le autorità liberiane hanno messo in quara ntena l’area.
Secondo l’ultimo rapporto dell’Oms, che si riferisce al 28 giugno, l’epidemia di ebola in Liberia, Sierra Leone e Guinea, ha provocato finora 27.514 casi e 11.120 morti. Il maggior numero è stato registrato in Sierra Leone (13.119), mentre il record di decessi in Liberia (4.806). (AP) (3/7/2015 Agenzia Fides)
ASIA/GIORDANIA - L'Onu diminuisce gli aiuti ai rifugiati siriani. Il Direttore di Caritas Jordan: le grandi potenze hanno creato la catastrofe, e ora se ne lavano le mani
Amman (Agenzia Fides) – I fondi dell'Onu per i profughi siriani stanziati in Giordania stanno per essere tagliati, e presto 450mila di loro potrebbero essere ridotti alla fame, con conseguenze devastanti anche per la stabilità del Regno Hascemita. L'allarme viene lanciato in queste ore da Wael Suleiman, direttore generale di Caritas Jordan. “Il World Food Program dell'Onu - riferisce Suleiman all'Agenzia Fides - ha avvertito da una settimana che, per mancanza di risorse, interromperà l'invio di fondi per i profughi siriani, già diminuiti in percentuale dal mese scorso. Ieri sui media giordani c'era la notizia che, se non arriveranno più i soldi dell'Onu, si interromperà la distribuzione di cibo per 450mila persone. Che così saranno costrette a rubare, se vogliono sopravvivere”.
I profughi siriani presenti sul territorio giordano sono attualmente un milione e 400mila, di cui solo 650mila registrati presso gli uffici dell'Onu. “Questa catastrofe - sottolinea Suleiman, in riferimento alla ventilata sospensione degli aiuti internazionali - è anche un effetto delle politiche e degli sconsiderati interventi militari realizzati in Medio Oriente delle Potenze straniere. Adesso, dopo aver contribuito a creare il disastro, se ne lavano le mani anche dal punto di vista delle emergenze umanitarie. E' evidente a tutti che solo una grande conferenza di pace potrebbe avviare processi di ricostruzione per provare a uscire da questa situazione, insostenibile anche dal punto di vista economico. Ma evidentemente c'è chi ha interesse a perpetuare questo caos. I soldi non ci sono per dar da mangiare ai profughi, ma si trovano sempre soltanto per costruire, vendere e comprare le armi”. (GV) (Agenzia Fides 3/7/2015).
ASIA/IRAQ - Conclusa la conferenza di fondazione della Lega caldea
Erbil (Agenzia Fides) – Si chiama Safah Sabah Hindi ed è un caldeo iracheno emigrato in Svizzera, il primo Presidente eletto della Lega Caldea, l'organizzazione - fortemente voluta dal Patriarca caldeo Louis Raphael I – che ha celebrato dal primo al 3 luglio a Erbil la sua conferenza di fondazione (vedi Fides 1/7/2015). Alla riunione, oltre al Patriarca, hanno preso parte anche Vescovi, sacerdoti e laici caldei provenienti dall'Iraq e dalle comunità caldee della diaspora, sparse in tutto il mondo. Durante le giornate della conferenza – si legge nel comunicato finale pervenuto all'Agenzia Fides – si è svolto un dibattito vivace e democratico che ha portato alla modifica di molti passaggi delle bozze degli statuti, e sono stati eletti per votazione – oltre al Presidente – altri 11 membri del Consiglio direttivo, destinato a durare in carica per un anno.
Le modifiche apportate alle bozze degli statuti hanno accentuato le venature identitarie e “nazionaliste” della Lega Caldea. Anche nel comunicato finale della conferenza si sottolinea la necessità di salvaguardare e promuovere in tutti i modi – compresi convegni, corsi di lingua e iniziative culturali – l'identità caldea, presentata come primordiale fattore di civilizzazione della regione mesopotamica. La vocazione primaria della Lega Caldea – viene ribadito nel comunicato finale del convegno – sarà quella di “custodire i nostri diritti sociali politici e culturali”, senza che la rivendicazione di tali diritti diventi appannaggio esclusivo di singole sigle partitiche. (GV) (Agenzia Fides 3/7/2015).
ASIA/MALAYSIA - L’Evangelii Gaudium in lingua bahasha
Kuala Lumpur (Agenzia Fides) – L’Esortazione apostolica di Papa Francesco “Evangelii Gaudium” sarà tradotta in bahasha, la lingua indigena parlata dalla maggioranza della popolazione di Malaysia e Indonesia. Come appreso dall’Agenzia Fides, il progetto è curato dalle Pontificie Opere Missionarie (POM) in Malaysia, in particolare come ausilio per i catechisti, ma anche per tutti i fedeli che vorranno beneficiarne. Il testo tradotto sarà infatti distribuito gratuitamente a parrocchie e comunità.
Il documento viene ritenuto fondamentale per un corretto approccio all’evangelizzazione oggi, come è stato detto in un recente incontro dei Direttori diocesani delle POM di Malaysia, Singapore e Brunei, tenutosi a Miri (in Malaysia) e guidato dall’Arcivescovo John Wong. I presenti hanno riflettuto sul messaggio del Papa per la Giornata Missionaria mondiale del 2015 e condiviso le proprie esperienze. I Direttori delle POM, approvando il progetto dell’Evangelii Gaudium in bahasha, hanno ribadito il bisogno della formazione permanente dei fedeli, in particolare dei bambini, incoraggiati a pregare e diventare “piccoli missionari”. Per questo tra i vari progetti delle POM c’è anche quello di ristampare la Bibbia dei ragazzi, da distribuire soprattutto alle famiglie povere e bisognose. (PA) (Agenzia Fides 3/7/2015)
ASIA/INDIA - Cento anni di missione nei mass-media per le Figlie di San Paolo
Nagpur (Agenzia Fides) – Festeggiano cento anni di missione e di annuncio del Vangelo nel mondo dei mass media le Figlie di San Paolo: come appreso da Fides, il 29 giugno hanno celebrato il centenario della loro fondazione con una santa messa di ringraziamento nella cattedrale di Nagpur, nello stato indiano di Maharashtra.
La Congregazione delle Figlie di San Paolo è una realtà fiorente in India, con 168 religiose attive che vivono in 15 comunità, sparse in 12 diocesi, in 11 stati dell’India. Inoltre le suore si sono dedicate, secondo il loro carisma, anche alla missione ad gentes: 17 suore indiane rendono servizi al di fuori dell'India, e vivono attualmente in paesi africani, in Europa (Repubblica Ceca, Italia, Spagna), in America Latina (Bolivia, Perù) e anche in Australia.
L’Eucarestia a Nagpur è stata celebrata dall’Arcivescovo Abramo Viruthakulnagara, alla presenza di numerosi sacerdoti, religiosi e fedeli. “Le Figlie di San Paolo – ha detto nell’omelia – predicano Gesù Cristo e vanno fino agli estremi confini della terra per annunciare la Buona Novella, come dovremmo essere tutti noi: siamo tutti unti dallo Spirito Santo, inviati in missione pe l’annuncio del Vangelo”.
L’Arcivescovo ha ricordato il Fondatore, il beato Don Giacomo Alberione, che ha avuto l’intuizione di annunciare Gesù “non solo in modo tradizionale, ma con qualsiasi mezzo, anche con i moderni mezzi di comunicazioni sociale”. E ha ringraziato per la presenza delle suore in India, che “vivono una vita nella luce di Cristo e nella continua conversione”. Le suore Figlie di San Paolo sono presenti in oltre 53 paesi nei cinque continenti. (PA) (Agenzia Fides 3/7/2015)
AMERICA/HAITI - Manifestazione per una proroga agli haitiani che rischiano l’espulsione dalla Repubblica Dominicana
Ouanaminthe (Agenzia Fides) – Una folla di fedeli cattolici e numerosi cittadini di Ouanaminthe, piccolo centro abitato a nord-est di Haiti, alla frontiera con la Repubblica Dominicana, hanno partecipato ad una marcia di solidarietà con gli haitiani che, secondo la recente legge sull’immigrazione, essendo privi di documenti saranno a breve espulsi dalla Repubblica Dominicana (vedi Fides 23/6/2015).
Secondo le informazioni inviate all’Agenzia Fides, alla manifestazione, che si è svolta martedì 30 giugno, ha preso parte un folto gruppo di persone, molti indossando gli abiti locali. Hanno portato la bandiera nazionale, suonato musica e cantato inni religiosi che invocavano la pace. Presenti anche diverse organizzazioni, tra cui quella per i diritti umani e il Servizio dei Gesuiti per i Migranti. Il Vescovo della diocesi di Fort-Liberté (Haiti), Sua Ecc. Mons. Alphonse Quesnel, S.M.M., i sacerdoti della chiesa di Nostra Signora dell'Assunzione di Ouanaminthe e i fedeli della parrocchia di Cristo Re, erano in testa al corteo.
La folla ha attraversato la strada statale n. 6, passando per il Consolato dominicano a Ouanaminthe, dove il Vescovo ha letto un messaggio in lingua spagnola, prima di raggiungere il confine tra i due paesi. Mons. Quesnel ha chiesto ai cattolici delle province di Dajabón e Montecristi di mostrare solidarietà ai migranti haitiani. “Questa marcia ha anche lo scopo di protestare contro i maltrattamenti ai migranti haitiani e dominicani di origine haitiana” ha detto il Vescovo, chiedendo alle autorità dominicane di trattare gli haitiani con dignità.
"Con le espulsioni di massa degli haitiani dal suo territorio, il governo dominicano non fa che tagliare il ramo su cui è seduto” ha detto il Vescovo, considerando il contributo dei migranti haitiani allo sviluppo della Repubblica Dominicana.
Mons. Quesnel ha chiesto al tempo stesso di prorogare il termine del 6 luglio 2015, concesso dalle autorità dominicane a coloro che vogliono lasciare volontariamente Santo Domingo, e la garanzia che non ci sarà nessun rimpatrio in questo momento.
(CE) (Agenzia Fides, 03/07/2015)
AMERICA/HONDURAS - I Vescovi: “Partecipare tutti al dialogo per la pace sociale, chiunque lo convochi”
Tegucigalpa (Agenzia Fides) – Il Presidente dell’Honduras, Juan Orlando Hernández, ha incontrato diversi Vescovi che hanno offerto il loro sostegno al dialogo nazionale, come ha reso noto il Palazzo del Governo in un comunicato pervenuto a Fides. Lo stesso bollettino del Palazzo del Governo ha precisato che il Vescovo ausiliare dell'arcidiocesi di Tegucigalpa, Sua Ecc. Mons. Juan José Pineda, ha invitato tutti i settori della società ad unirsi al dialogo, accogliendo l’invito del Presidente Hernández.
La Chiesa cattolica, secondo quanto ha detto ai giornalisti Mons. Pineda, che è Presidente della Commissione giuridica della Conferenza episcopale honduregna, si è anche offerta di fornire dei moderatori per il dialogo, per assicurare maggiore democrazia e trasparenza. Il paese latinoamericano vive momenti difficili soprattutto per due gravi problemi: la violenza e la corruzione.
Mons. Pineda ha sottolineato che "a prescindere che sia il Presidente della Repubblica a convocare il dialogo o chiunque altro, si tratta di una cosa importante, perché è l'unico modo per riuscire a chiarire disaccordi o divergenze". Quindi ha ribadito: "Non solo è un invito che faccio a tutti gli honduregni che hanno responsabilità in questo paese, per poter andare avanti, ma dobbiamo comunque partecipare a qualsiasi iniziativa di dialogo, chiunque la convochi". Ha poi osservato che si tratta di "un'iniziativa giusta, perché sono tutti i settori a partecipare, compresi i Vescovi dell'Honduras, che saranno presenti".
La Conferenza Episcopale dell'Honduras si è pronunciata ieri, 2 luglio, a sostegno delle decine di migliaia di manifestanti che hanno protestato contro la corruzione, in una lettera pastorale in cui propongono un "dialogo per la pace sociale", “per un Honduras migliore”.
(CE) (Agenzia Fides, 03/07/2015)
AMERICA/PERU - L’infanzia perduta nelle piantagioni di caffè
Lima (Agenzia Fides) – Il 25% della popolazione del Perù, ossia 7 milioni e 700 mila persone, vive in condizioni di povertà, prevalentemente nelle zone rurali. Un milione di persone vive in condizioni di estrema povertà con meno di un dollaro al giorno. Per aiutare le famiglie, migliaia di bambini sono impegnati tutto il giorno in attività lavorative di ogni genere, pregiudicando così il loro futuro. Nel dipartimento di Pasco, una delle regioni più povere del Perù, il 64% dei minori lavora in ristoranti o nel settore agricolo, come nelle piantagioni di caffè, dove tagliano, seminano, innaffiano e raccolgono. Ogni mattina questi piccoli si alzano alle 5 per andare a raccogliere i chicchi di caffè. Lavorano per otto ore completamente sprovvisti di stivali e guanti. Finito il lavoro, studiano dalle sei alle dieci di sera. Molti di loro sono impegnati anche nei fine settimana, nei ristoranti, vendendo cibo, caricando legname o in qualsiasi altra attività. La situazione più grave è quella delle bambine che lavorano come domestiche e spesso finiscono per essere sfruttate e abusate. (AP) (3/7/2015 Agenzia Fides)

Terra Santa News 03/07/2015



Christian Media Center in Italiano has uploaded Terra Santa News 03/07/2015
Terra Santa News 03/07/2015
Christian Media Center in Italiano
“DARSI PER GLI ALTRI”: LE ORDINAZIONI FRANCESCANE
Nell’ anno dedicato alla vita consacrata sono stati ordinati a Gerusalemme sei nuovi presbiteri e quattro nuovi diaconi.


RITIRO SPIRITUALE PER GLI ORDINARI CATTOLICI DI TERRA SANTA
60 membri del clero di Terra Santa, hanno partecipato ad un ritiro spirituale alla Domus Galilaeae.


VISITA A RAMALLAH DEL MINISTRO DEGLI ESTERI ITALIANO
Il Ministro degli Esteri Italiano, Paolo Gentiloni, è stato in visita a Ramallah. Un modo per sottolineare lo stretto legame dell' Italia con la Palestina


NON LASCIAMOCI VINCERE DALLA PAURA
Nella mattina del primo luglio è stata celebrata nella Basilica del Getsemani la solennità del Preziosissimo Sangue di Gesù.

Bollettino Fides News del 1 Luglio 2015

VATICANO - Il Papa consegna il Pallio a 46 Arcivescovi metropoliti, 13 dei territori di Propaganda Fide
Città del Vaticano (Agenzia Fides) – Nella Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, il 29 giugno, secondo la consuetudine, il Santo Padre Francesco ha benedetto e consegnato il Pallio a 46 Arcivescovi Metropoliti nominati durante l’anno, nel corso della solenne Concelebrazione eucaristica che ha presieduto nella Basilica Vaticana. Degli Arcivescovi, 13 sono ordinari di territori affidati alla Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli: 7 dell’Africa, 5 dell’Asia, 1 dell’America centrale.
Questi i loro nomi: Mons. Julian Leow Beng Kim, Arcivescovo di Kuala Lumpur (Malaysia); Mons. Anthony Pappusamy, Arcivescovo di Madurai (India); Mons. Thomas Aquino Manyo Maeda, Arcivescovo di Osaka (Giappone); Mons. Djalwana Laurent Lompo, Arcivescovo di Niamey (Niger); Mons. Jean Mbarga, Arcivescovo di Yaoundé (Camerun); Mons. Beatus Kin Yaiya, O.F.M. Cap. Arcivescovo di Dodoma (Tanzania); Mons. Filomeno do Nascimento Vieira Dias, Arcivescovo di Luanda (Angola); Mons. Martin Musonde Kivuva, Arcivescovo di Mombasa (Kenya); Mons. Benjamin Ndiaye, Arcivescovo di Dakar (Senegal); Mons. Juan Nsue Edjang Mayè, Arcivescovo di Malabo (Guinea Equatoriale); Mons. Yustinus Harjosusanto, M.S.F., Arcivescovo di Samarinda (Indonesia); Mons. David Macaire, O.P., Arcivescovo di Fort-De-France (Martinica); Mons. Thomas Ignatius Macwan, Arcivescovo di Gandhinagar (India).
Il Pallio, simbolo del legame di comunione tra il Papa e la sede di Roma con le Chiese di tutto il mondo, che è stato benedetto e consegnato dal Pontefice, verrà imposto dal Rappresentante Pontificio ad ogni Arcivescovo nel corso di una celebrazione che si svolgerà nelle rispettive Chiese particolari. (SL) (Agenzia Fides 30/6/2015)
AFRICA/TUNISIA - “Non abbandonate la Tunisia, altrimenti vi ritroverete gli estremisti in casa” dice il parroco di Sousse
Tunisi (Agenzia Fides) - “Vogliono punire la Tunisia per i suoi progressi in campo democratico. Per questo non la si deve lasciare sola” dice all’Agenzia Fides p. Jawad Alamat, Direttore nazionale delle Pontificie Opere Missionarie (POM) della Tunisia, che è anche parroco a Sousse, dove il 26 giugno in un attentato contro un resort turistico, sono morte almeno 38 persone (in gran parte turisti stranieri) e una quarantina sono rimaste ferite.
“Ero a Tunisi il giorno dell’attentato, quando ho saputo la notizia mi sono precipitato a Sousse e mi sono messo a disposizione di chi aveva bisogno di conforto” dice p. Jawad. “Piangiamo le vittime di questo terribile attentato, ma viviamo in solidarietà con tutti i tunisini, che sono a loro volta vittime di questa violenza, che non rappresenta quello che è veramente la Tunisia” sottolinea il sacerdote.
P. Jawad evidenzia che “la Tunisia ha bisogno del vostro aiuto, della vostra visita. Isolarla significa far vincere i terroristi. Bisogna combattere l’isolamento che i terroristi vogliono imporre alla Tunisia aumentando la solidarietà, dobbiamo combattere coloro che vogliono toglierci la gioia di vivere e lo stare insieme. Le misure di sicurezza sono state rafforzate, ma noi dobbiamo combattere così, perché se i terroristi ci fanno paura allora hanno vinto”.
“Se il nuovo corso iniziato dalla Tunisia con la rivoluzione del 2011 avrà successo, porterà beneficio a tutto l’area” avverte p. Jawad. “In caso contrario, il pericolo islamista busserà alle porte dell’Europa. Basta vedere quello che è successo in Libia. Non si è trovata una soluzione per questo Paese ed ora i suoi problemi sono diventati comuni agli altri Paesi del Mediterraneo” conclude il sacerdote. (L.M.) (Agenzia Fides 30/6/2015)
AFRICA/CONGO RD - I Vescovi denunciano l’insicurezza e le minacce alla famiglia
Kinshasa (Agenzia Fides) - I Vescovi della Repubblica Democratica del Congo denunciano l’insicurezza nel nord, nell’est e nel sud del Paese, in un comunicato inviato all’Agenzia Fides al termine della loro 52esima Assemblea Plenaria, che si è tenuta a Kinshasa dal 22 al 26 giugno.
“I Vescovi – è scritto nel comunicato - hanno ascoltato il grido d’allarme della popolazione del Territorio di Bondo, a seguito dei massacri e dei rapimenti perpetrati dall’LRA (Esercito di Resistenza del Signore), così come il toccante messaggio dell’Assemblea Episcopale Provinciale di Bukavu (vedi Fides 26/5/2015), che denuncia il silenzio di fronte ai tre principali pericoli in Kivu: un clima di genocidio; un focolaio d’integralismo jihadista e un processo di balcanizzazione”.
Nel documento si ribadisce la posizione della Conferenza Episcopale sul dialogo nazionale promosso dal Presidente Joseph Kabila, che “deve avvenire nel rispetto assoluto del quadro costituzionale e istituzionale in vigore”. Ovvero senza che si arrivi ad un cambiamento costituzionale per permettere al Presidente uscente di presentarsi alle elezioni per ottenere un terzo mandato.
Sul piano pastorale i Vescovi segnalano i pericoli cui deve far fronte la famiglia, vittima di “diverse forze che mirano a deformarla e persino a distruggerla”. Per questo, dopo il Sinodo di ottobre dedicato alla famiglia, i Vescovi congolesi hanno indetto per il mese di febbraio 2016, un Congresso nazionale sulla famiglia. (L.M.) (Agenzia Fides 30/6/2015)
AFRICA/EGITTO - Cordoglio del Consiglio delle Chiese cristiane per l'assassinio del Procuratore generale
Il Cairo (Agenzia Fides) – Il Consiglio delle Chiese in Egitto ha espresso il cordoglio unanime di tutte le comunità cristiane egiziane per l'assassinio del Procuratore generale Hisham Barakat, rimasto vittima lunedì 29 giugno di un attentato terroristico. In un comunicato diffuso dal sacerdote copto ortodosso Bishoy Elmy, responsabile della Segreteria generale del Consiglio, Barakat viene definito “uomo coraggioso” e si ricorda la sua tenacia nel difendere la giustizia e il diritto, senza farsi intimorire dai pericoli. Nel testo si porgono anche le condoglianze ai familiari della vittima e a tutta la magistratura egiziana.
Fonti copte riferiscono che il Patriarca copto ortodosso Tawadros, alla notizia dell'attentato omicida, ha immediatamente interrotto la sua visita al monastero della Vergine Maria a Wadi Natrun e ha fatto ritorno al Cairo. In un altro comunicato, la Chiesa copta ortodossa ha fatto appello a tutte le forze nazionali a rimanere salde e unite davanti all'attacco dell'estremismo e del terrorismo, chiedendo a Dio di preservare la nazione egiziana da ogni pericolo.
Il 65enne Hisham Barakat era una figura chiave nei processi contro la Fratellanza Musulmana dopo la deposizione del Presidente islamista Mohammed Morsi, nel luglio 2013. L'attentato che lo ha ucciso è stato rivendicato dal gruppo islamista al-Moqawma al-Shabia, considerato vicino alla Fratellanza Musulmana. Ai funerali, in programma per oggi in una moschea nel sobborgo cairota di Heliopolis, prenderà parte anche il Presidente Abdel Fattah al-Sisi, mentre la Chiesa copta ortodossa sarà rappresentata da Anba Theodosius, Vescovo copto ortodosso della diocesi di Giza. (GV) (Agenzia Fides 30/6/215).
ASIA/SIRIA - Migliaia di famiglie cristiane in fuga da Hassakè. L'Arcivescovo Hindo: i jihadisti hanno trovato appoggi nella popolazione locale
Qamishli (Agenzia Fides) – Nella città siriana di Hassakè, maggiore centro abitato della provincia nord-orientale di Jazira, si combatte strada per strada, dopo che i miliziani jihadisti dello Stato Islamico (Daesh) sono riusciti giovedì scorso, 25 giugno, a entrare in alcuni quartieri, provocando l'esodo di massa di almeno 120mila persone. Tra i primi a fuggire, si contano quasi 4mila famiglie cristiane appartenenti a varie Chiese (caldei, assiri, siri cattolici e siri ortodossi) che hanno in gran parte trovato rifugio nella vicina area urbana di Qamishli.
L'Arcivescovo Jacques Behnan Hindo, alla guida dell'arcieparchia siro-cattolica di Hassakè Nisibi, ha abbandonato insieme ai suoi fedeli Hassakè e attualmente ha trovato riparo anche lui a Qamishli. Il suo racconto offre un'immagine concreta dei tanti fattori in gioco nel conflitto siriano: “L'esercito governativo - riferisce l'Arcivescovo Hindo all'Agenzia Fides - sta momentaneamente riguadagnando terreno, con molta difficoltà, visto che si combatte in ambiente urbano. D'altro canto, le milizie curde presenti nella zona hanno risposto alle incursioni del Daesh solamente quando i jihadisti hanno provato ad attaccare i quartieri curdi, concentrati nella parte orientale della città. Fino a quel momento non avevano fornito sostegno all'esercito governativo. C'è anche da aggiungere che una parte della popolazione locale si è messa dalla parte dei miliziani del Daesh: quando questi sono arrivati nel quartiere sud-orientale di al-Nachwa, da lì hanno fatto uscire le donne e i bambin i. Ma i maschi giovani e adulti sono rimasti, e si sono schierati col Daesh. E adesso proprio quel grande quartiere è al centro degli scontri più violenti tra le forze governative quelle del cosiddetto Stato islamico”.
Intanto per la nuova massa di profughi concentrata soprattutto a Qamishli, è già iniziata l'emergenza umanitaria: “Caritas Siria ha mandato i suoi aiuti” riferisce l'Arcivescovo Hindo, “ma le esigenze aumentano di giorno in giorno. Tra i cristiani non ci sono feriti, ma anche molti di loro, come tutti gli altri, sono concentrati in accampamenti di fortuna. Tanti dormono all'aperto, e la situazione si complica di giorno, a causa del caldo insopportabile”. (GV) (Agenzia Fides 30/6/2015).
ASIA/NEPAL - I frutti dell’aiuto della Caritas dopo il terremoto
Kathmandu (Agenzia Fides) – Nei due mesi successivi al terremoto del 25 aprile, Caritas Nepal ha raggiunto oltre 269.000 persone bisognose di assistenza e fornito 54mila alloggi a famiglie. Le persone hanno ricevuto cibo, materiali per costruire alloggi temporanei, kit per l’igiene. Come informa una nota della Caritas Nepal inviata a Fides, la Caritas ha raggiunto numerose comunità emarginate come quelle di Chepang e Tamang, in villaggi remoti. Inoltre sono state aiutate persone socialmente escluse e comunità indigenti come dalit e musulmani.
Nei giorni scorsi la Caritas Nepal ha organizzato due giornate di formazione e riflessione per tutto il personale coinvolto, con la partecipazione del Vescovo, Sua Ecc. Mons. Paul Simick, Vicario Apostolico del Nepal, in cui sono stati illustrati i frutti di un inteso lavoro di assistenza, svolta anche grazie agli aiuti di Caritas Internationalis.
Come riferisce la nota, l’organizzazione sta programmando di raggiungere altre 11.000 famiglie, anche progettando di servire le comunità locali con iniziative di microcredito, programmi di formazione professionale, soprattutto nei settori dell’agricoltura e delle imprese rurali, avviando la fase della ripresa e della ricostruzione del tessuto sociale ed economico. La Caritas Nepal offrirà anche alcune borse di studio e piccoli prestiti per la costruzione di case, destinate a chi ha visto la propria abitazione completamente distrutta, e intende contribuire alla ricostruzione di scuole e ospedali danneggiati. (PA) (Agenzia Fides 30/6/2015)
ASIA/PAKISTAN - Beffato dai suoi avvocati un cristiano accusato di blasfemia
Lahore (Agenzia Fides) – Il cristiano Humayun Faisal, disabile mentale accusato di blasfemia a Lahore, resterà in carcere in quanto i suoi avvocati hanno ritirato la domanda di libertà su cauzione. Come riferito a Fides dal pool di avvocati cristiani dell’Ong “Lead” , i nuovi avvocati del giovane, nell’udienza del 27 giugno davanti all’Alta Corte di Lahore, hanno ufficialmente cancellato la domanda di libertà su cauzione, in precedenza inoltrata da altri legali. Secondo l’Ong “Lead” vi sono degli avvocati che “intervengono in casi nei quali i cristiani sono accusati di blasfemia o di altri crimini e, invece di ottenere giustizia, non operano nell’interesse degli imputati, loro assistiti, ma agiscono per altri scopi, ostacolando di fatto la giustizia”. L’Ong “Lead” denuncia a Fides questa pratica, che rappresenta un tradimento del mandato professionale di un legale.
Faisal era stato denunciato il 24 maggio 2015 e, in seguito all’accusa, una folla di radicali islamici istigati da una moschea aveva tentato di assaltare il quartiere di Sanda, a Lahore, sobborgo interamente cristiano. In quell’occasione una strage è stata evitata solo grazia al tempestivo intervento della polizia. (PA) (Agenzia Fides 30/6/2015)
ASIA/PAKISTAN - Mille vittime in 5 giorni per il caldo torrido, la maggior parte poveri e mendicanti
Karachi (Agenzia Fides) – In seguito all’ondata di caldo torrido che sta colpendo Karachi, la città più grande del Pakistan dove vivono 23 milioni di abitanti, sono morte 950 persone in soli 5 giorni. Gli obitori non sono sufficienti ad accogliere tutti i cadaveri che continuano ad arrivare e gli ospedali sono saturi. Il fenomeno è il peggiore registrato negli ultimi 50 anni. Sebbene il caldo riguardi tutta la provincia australe del Sindh, dove sono morte 1.100 persone, la capitale rimane la più colpita, e la maggior parte dei decessi sono registrati tra i poveri, doppiamente danneggiati per la mancanza di accesso all’elettricità e perché vivono ammassati in locali poco riparati dal sole e dal calore.
Secondo la principale organizzazione umanitaria del Paese, la Fondazione Edhi, il 50% dei morti sono stati raccolti per la strada ed è altamente probabile che si tratti di mendicanti, tossicodipendenti e piccoli lavoratori. Gli ospedali sono sotto pressione per dover accogliere circa 40 mila persone di tutta la provincia colpite da insolazione e disidratazione. Secondo le autorità sanitarie del principale Ospedale Civile di Karachi, il centro si sta occupando esclusivamente dei casi di emergenza. Le ong sostengono che ci siano decine di migliaia di persone che vivono e lavorano in strada tra mendicanti, venditori ambulanti e lavoratori manuali. Oltre il 62% della popolazione di Karachi vive in insediamenti informali con una densità di quasi 6 mila persone per chilometro quadrato.
Molti sono privi dei servizi basilari come acqua e elettricità. Una modalità molto diffusa per accedere alla rete dell’energia elettrica è tramite sistemi illegali. Tuttavia anche il 46% delle famiglie del Paese che sono collegate alla rete elettrica non hanno la garanzia di avere energia senza interruzioni. Le famiglie più ricche possono ricorrere ai generatori, ma i circa 91 milioni di persone che vivono con meno di 2 dollari al giorno non hanno alcuna opzione. (AP) (30/6/2015 Agenzia Fides)
AMERICA/NICARAGUA - “Stiamo perdendo i valori e il rispetto per la vita” mette in guardia il Card. Brenes
Managua (Agenzia Fides) – Il Cardinale Arcivescovo di Managua, Leopoldo Brenes, ha messo in guardia sul fatto che la società sta perdendo il rispetto della vita e dei valori morali, facendo riferimento ai crimini violenti verificatisi in varie parti del paese nelle ultime settimane, motivati da avidità, dispute sull'eredità di famiglia o da conflitti tra parenti. “Stiamo perdendo i valori e il rispetto per la vita, abbiamo anche perso il rispetto, l'amore e l'affetto nei confronti della società e della famiglia" ha detto il Cardinale dopo la Messa domenicale di ieri, celebrata nella Cattedrale di Managua.
Secondo quanto riferisce la nota inviata a Fides da una fonte locale, il Cardinale ha sottolineato che famiglia, scuola e Chiesa devono promuovere il rispetto per le persone e prevenire così ulteriori casi di violenza. “Le persone sono alla ricerca di eredità che non potranno mai godere, perché il denaro sporco non produce mai progresso, questi crimini sono riprovevoli” ha detto il Card. Brenes, esortando i media a mettere in evidenza i valori positivi e a non mostrare continuamente scene di violenza, perché anche questo contribuisce a creare una società violenta.
"Dobbiamo lavorare insieme, la società con le chiese e i media, per fare un ‘bombardamento positivo’ verso i bambini e i giovani con valori buoni, per evitare la cultura della morte, la distruzione e l'odio che si è installato nel Paese" ha concluso.
In Nicaragua si sono verificati molti episodi di violenza familiare nelle ultime settimane, ampiamente riportati dai media. Tra questi, il giovane Nahum Bravo è stato condannato alla massima pena per aver ucciso suo padre, la sorella e la matrigna per appropriarsi del denaro e delle proprietà del padre. Un altro omicidio è stato perpetrato nella regione di Waslala, dove un uomo è stato ucciso dal fratello e dal figlio di questo per impossessarsi di una fattoria.
(CE) (Agenzia Fides, 30/06/2015)
AMERICA/PANAMA - Per il Card. Lacunza “non c'è corrotto senza corruttore”, ma dobbiamo credere nella giustizia
Panama (Agenzia Fides) – "Ha paura": così il Card. José Luis Lacunza ha definito la reazione della gente ai casi di corruzione che stanno venendo alla luce sempre più numerosi nel paese latinoamericano. Il Cardinale, Vescovo della diocesi di David, è intervenuto il 28 giugno ad un programma televisivo molto popolare a Panama, "Cara a Cara", dove ha parlato della difficile situazione che sta vivendo il paese, definendola "grave".
"Ho paura delle vendette, ma credo nella giustizia - ha sottolineato il Cardinale - perché si stanno già cominciando a raccogliere elementi per perseguire i responsabili… Ricordiamoci bene: non c'è corrotto senza corruttore, è chiaro, ma è difficile. Se prendiamo i corrotti ed i corruttori vengono lasciati liberi, allora la situazione continuerà".
Secondo i dati raccolti dalla stampa locale, gli scandali di corruzione del precedente governo hanno sorpreso i panamensi. Tutto è iniziato nel novembre 2014, con l'arresto dell'ex direttore del Programma di Assistenza nazionale (PAN), Rafael Guardia Jaen. Da allora sono stati sequestrati immobili, conti bancari, yacht, altri beni e circa 140 milioni di dollari. Poco più della metà dei ministri del governo di Ricardo Martinelli sono stati indagati e tre ex ministri sono in carcere.
(CE) (Agenzia Fides, 30/06/2015)

Bollettino Fides News del 27 giugno 2015

ASIA/NEPAL - Condono del debito al Nepal: il Fondo monetario dice “no”
Kathmandu (Agenzia Fides) – La campagna “Jubilee Network”, che unisce 75 organizzazioni e 400 comunità religiose in tutto il mondo, ha chiesto al Fondo Monetario Internazionale (FMI) di condonare parte del debito estero del Nepal, colpito dal terribile sisma dell’aprile scorso. Come appreso da Fides, il Fondo Monetario ha ufficialmente dato risposta negativa.
La proposta intendeva utilizzare lo speciale “fondo fiduciario” dell'FMI destinato ad aiutare i paesi poveri quando si trovano ad affrontare le calamità naturali. Attraverso quel fondo sono stati condonati in passato quasi 100 milioni di dollari del debito a nazioni dell'Africa occidentale colpite dal virus ebola.
“Il diniego del FMI è una è una notizia preoccupante per il paese", ha detto all’Agenzia Fides Eric LeCompte, direttore esecutivo della rete “Jubilee Network”. Il Nepal è uno dei 38 paesi a basso reddito che possono beneficiare degli aiuti del nuovo fondo. Per poter beneficiare di tale sostegno dopo un disastro naturale, un paese beneficiario deve soddisfare determinati criteri: il disastro deve colpire almeno un terzo della popolazione del paese e causare un danno produttivo grave all'economia del Paese. Secondo il FMI, il Nepal, dopo il sisma, soddisfala la prima condizione ma non la seconda, anche se le stime parlano di 5-10 miliardi di dollari di danni, circa un terzo del totale dell'economia del paese.
Eric LeCompte rimarca che il fondo speciale “è stato creato per situazioni proprio come queste”, ricordando che FMI, la Banca Mondiale e Banca dello Sviluppo asiatico detengono circa tre miliardi di dollari del debito estero del Nepal. Il condono di parte del debito permetterebbe di destinare un flusso maggiore di risorse alla ricostruzione e alla ripresa post sisma.
“Jubilee USA Network” è un'alleanza di oltre 75 organizzazioni e di 400 comunità religiose che lavorano con 50 partner mondiali, impegnata a costruire un'economia che tutela e promuove la partecipazione dei più vulnerabili. (PA) (Agenzia Fides 27/6/2015)
ASIA/INDIA - Violenza anticristiana in Kerala
New Delhi (Agenzia Fides) – I cristiani in India continuano a subire aggressioni da gruppi estremisti indù. Come comunicato a Fides dall’Evangelical Fellowship of India (EFI), un nuovo episodio di violenza anticristiana è avvenuto domenica 14 giugno in Kerala: un gruppo di fedeli è stato aggredito durante una celebrazione in una chiesa protestante nella località di Attingal. Come riferito a Fides, oltre 200 militanti di organizzazioni radicali indù sono penetrati nella sala di culto gridando slogan come “Bharat Mathaki Jai” (“Ave madre India”). Gli aggressori hanno iniziato a malmenare il Pastore e i fedeli che sono fuggiti terrorizzati. Diversi sono stati percossi e hanno riportato ferite. I miltanti hanno devastato la chiesa rompendo l’altare e gli arredi liturgici. La polizia, giunta dopo mezz’ora, ha solo potuto constatare i danni.
Nei giorni successivi, il ministro degli Interni dello Kerala ha visitato la comunità colpita, condannando la violenza e promettendo di consegnare gli aggressori alla giustizia. I cristiani di Attingal hanno organizzato una pacifica marcia di protesta nella città, invocando armonia e libertà religiosa. D’altro canto, in una contro-manifestazione pubblica, radicali indù recitavano slogan anticristiani e scandivano minacce.
In Kerala, uno degli stati del sud dell'India, i cristiani rappresentano oltre il 40% della popolazione totale dello stato. (PA) (Agenzia Fides 27/6/2015)
ASIA/TERRA SANTA - “Nuova” sigla jihadista minaccia i cristiani di Gerusalemme
Gerusalemme (Agenzia Fides) – Alcuni volantini contenenti minacce ai cristiani di Gerusalemme e firmati da un'organizzazione finora sconosciuta che si definisce “Stato Islamico in Palestina” - con la palese intenzione di evidenziare la propria affiliazione o contiguità allo Stato Islamico – sono stati rinvenuti nella serata di giovedì 25 giugno in alcuni quartieri arabi della parte orientale della Città Santa. Secondo quanto riportato dai media israeliani, nei volantini – su cui compare anche i logo dello Stato Islamico - i cristiani di Gerusalemme vengono minacciati di morte se non lasceranno la città prima del 18 luglio, giorno in cui cade quest'anno la festa dell'Eid al Fitr, a chiusura del mese santo del Ramadan. Nel messaggio – che contiene minacce anche contro il Presidente dell'Autorità palestinese Mahmud Abbas – i cristiani vengono definiti “agenti d'Israele”.
Il messaggio intimidatorio contenuto nei volantini ha provocato immediate reazioni di Michel Sabbah, Patriarca emerito di Gerusalemme dei Latini, e dell'Arcivescovo Theodosios di Sebastia, del Patriarcato greco-ortodosso di Gerusalemme. “Non si sa chi ha distribuito i volantini” dichiara all'Agenzia Fides p. Raed Abusahliah, Direttore generale di Caritas Jerusalem “e francamente non sentiamo su di noi la pressione di questi gruppi di invasati. Ma certo l'episodio ha sparso preoccupazione tra una parte dei cristiani. Alcuni di loro si chiedono: come è possibile che questi pazzi siano arrivati fin qui?” Padre Raed fa notare che “le reazioni dei musulmani sono arrivate prima di quelle dei cristiani: tanti leader musulmani hanno condannato le minacce dei volantini e hanno detto che saranno i primi a difendere i loro fratelli cristiani, se succede qualcosa. Mentre molti fedeli cristiani hanno detto che non lasceranno mai la terra di Cristo, dove sono nati, davanti a nessuna minacc ia”. Il Direttore di Caritas Jerusalem fa anche notare che “queste sigle e questi gruppi possono essere appoggiati e infiltrati da forze che agiscono nell'ombra, come si vede anche in quello che sta accadendo in Iraq e in Siria. Magari adesso c'è chi vuole far vedere che i cristiani sono fragili e hanno bisogno di qualche forma di 'protezione', evidentemente non disinteressata”. (GV) (Agenzia Fides 27/6/2015).
AMERICA/HONDURAS - La Chiesa per “una politica senza corruzione”
Tegucigalpa (Agenzia Fides) – La comunità nazionale deve risolvere importante problemi sociali che affliggono questo paese, rilanciando il dialogo nelle politica: è quanto afferma l'editoriale del settimanale “Fides” della capitale del Honduras, organo principale della stampa cattolica nel paese.

“L'obiettivo principale della politica è favorire la dignità e i diritti fondamentali della persona umana. L'impegno politico significa prendere decisioni specifiche, progettare programmi, partecipare a campagne, esercitare il potere a servizio dei cittadini. Così che l'attività politica, in breve, è indirizzata alla pratica della carità vale a dire all'amore del prossimo”. Il testo del settimanale invita tutti a riflettere su come fermare la corruzione e la violenza che sembrano crescere ogni giorno nel paese.

“La storia dell'Honduras, nel secolo scorso, è stata caratterizzata da odio, rancore, vendetta e divisioni che hanno portato alla lotta armata fratricida", continua il testo, rimarcando “l'enorme disparità fra honduregni”: “Nella diseguaglianza abissale della distribuzione del reddito, il 20% della popolazione, la più ricca, prende quasi il 60% dei ricavi, mentre il 24% della popolazione più povera ha accesso a solo il 3% degli introiti del paese”.

“La presenza di corruzione che persiste ad oggi, quando vi è una maggiore consapevolezza tra la popolazione sulla gravità di questa pratica vergognosa. Corruzione, significa rubare ai più poveri l'opportunità per avere cibo, salute, istruzione, alloggio e occupazione”, conclude il testo.

(CE) (Agenzia Fides, 27/06/2015)
AMERICA/EL SALVADOR - Mons. Romero riconosciuto "Meritísimo Figlio di El Salvador"
San Salvador (Agenzia Fides) – L'Assemblea legislativa del Salvador ha consegnato la distinzione onorevole di "Meritísimo Figlio di El Salvador" post mortem al Beato Oscar Arnulfo Romero, per il suo importante lavoro sociale e pastorale nel paese.

Alla cerimonia hanno partecipato i fratelli del Beato, Gaspar e Tiberio, che hanno ricevuto il riconoscimento, e i rappresentanti della Chiesa cattolica, tra i quali il vescovo ausiliare della capitale, Sua Ecc. Mons. Gregorio Rosa Chavez e Mons. Ricardo Urioste che presiede la Fondazione Romero.

Il Vescovo martire, conosciuto come la "voce dei senza voce", è stato ucciso da un cecchino il 24 marzo 1980 mentre celebrava la Messa nella cappella di un piccolo ospedale per i malati terminali di cancro. Dopo 35 anni di suo martirio è stato riconosciuto perché ucciso in odium fidei. Romero è stato beatificato il 23 maggio in una cerimonia affollatissima nella capitale salvadoregna.

(CE) (Agenzia Fides, 27/06/2015)

Foglio della Collaborazione Pastorale Di San Giorgio di Nogaro

V DOMENICA DI PASQUA – ANNO A - 3 maggio 2026

  Messa del Giorno V DOMENICA DI PASQUA – ANNO A Antifona Cantate al Signore un canto nuovo, perché ha compiuto meraviglie; agli occhi delle...