Bollettino Fides News del 25 ottobre 2015

AFRICA/COSTA D’AVORIO - Elezioni presidenziali: appello dei leader religiosi alla calma
Abidjan (Agenzia Fides) - “Non vogliamo un Paese dove impera il disordine e le lotte. Chiediamo agli ivoriani di andare a votare senza cedere alla pressioni” ha dichiarato Sua Ecc. Mons. Marie-Daniel Dadiet, Arcivescovo di Korhogo, in Costa d’Avorio, dove domenica 25 ottobre si vota per eleggere il nuovo Presidente. I candidati sono 8 e secondo le previsioni sembra favorito per la riconferma il presidente uscente Ouattara.
Il Paese è ancora segnato dalla lunga crisi iniziata nel 2002 e conclusasi nel 2011, dopo le contestate elezioni presidenziali del 2010 che hanno visto un braccio di ferro tra il Presidente uscente Laurent Gbagbo e l’attuale Presidente Alassane Ouattara. Il primo non ha riconosciuto la vittoria elettorale del secondo, e solo con l’intervento delle truppe Onu e francesi che hanno deposto e arrestato Gbagbo, Ouattara ha potuto iniziare a governare.
Memore di questi precedenti, Mons. Dadiet ha invitato gli ivoriani ad accettare il verdetto delle urne: “Non si spingano i giovani nelle strade armandoli per distruggere la Costa d’Avorio. Gli ivoriani sono stanchi delle crisi consecutive” che hanno sconvolto il Paese. Anche Sua Ecc. Mons. Paul-Simon Ahouanan Djro, Arcivescovo di Bouaké e Presidente della Commissione Nazionale per la Riconciliazione e il risarcimento delle vittime (CONARIV), ha sottolineato che occorre evitare una nuova crisi post-elettorale come quella del 2010. In un suo messaggio alla popolazione Mons. Ahouana ha sottolineato che “è importante fare di tutto per preservare la pace per avere elezioni tranquille” ed ha esortato tutti a guardare alla storia recente del Paese per evitare gli errori commessi.
L’Arcivescovo di Yamoussokro, Sua Ecc. Mons. Marcellin Yao Kouadio, nella Messa che ha celebrato domenica 11 ottobre in occasione della riapertura delle scuole, ha invitato i giovani a non farsi manipolare da politici senza scrupoli. “Non fatevi usare per sporchi compiti come distruzioni, saccheggi, incendi di beni, scontri tra militanti di partiti politici” ha detto l’Arcivescovo, sottolineando che “spesso gli adulti senza scrupoli che vi incitano alla violenza mantengono i loro figli al sicuro”.
Anche i leader di altre confessioni cristiane e quelli musulmani hanno rivolto appelli alla calma e allo svolgimento di elezioni pacifiche e corrette. (L.M.) (Agenzia Fides 23/10/2015)
AFRICA/SUDAFRICA - “Garantire a tutti l’accesso agli studi” chiedono i Vescovi
Johannesburg (Agenzia Fides) - Offrire opportunità di studio a tutti, indipendentemente dalla situazione economica di chi vuole studiare. È l’appello lanciato dai Vescovi del Sudafrica, dove da giorni gli studenti protestano per l’aumento delle tasse scolastiche.
In un comunicato del Department of Social Action (DSA) della Southern Africa Catholic Bishops Conference (SACBC, la Conferenza che riunisce oltre ai Vescovi del Sudafrica quelli di Botswana e Swaziland) si afferma che “a nessun giovane degno di ricevere un’educazione accademica debba essere negata questa opportunità a causa della sua situazione finanziaria o di quella della sua famiglia”.
“Si tratta - prosegue la dichiarazione pervenuta a Fides - non solo di una questione di giustizia per risarcire le conseguenze dell’apartheid, ma anche di un modo di costruire capacità nazionali che siano competitive a livello globale per consentire lo sviluppo economico e umano del Sudafrica”.
I Vescovi ricordano che la SACBC offre da tempo borse di studio a “centinaia di giovani appartenenti a famiglia a basso reddito che vivono in ambito rurale”, nell’ambito del Rural Education Access Programme (REAP).
“Il DSA riconosce che, viste le condizioni economiche del Sudafrica, è impossibile rendere l’educazione completamente gratuita” ma allo stesso tempo sottolinea che sul lungo termine una persona con un alto livello di istruzione può aumentare di molto il proprio reddito ed è quindi ragionevole aspettarsi che questa ripaghi lo Stato per l’istruzione ricevuta, permettendo ad altri di beneficiarvi.
Per questo motivo, il DSA è favorevole a mantenere lo schema attuale, che prevede la concessione di borse di studio sotto forma di prestiti che lo studente rimborserà in parte, una volta completati gli studi. (L.M.) (Agenzia Fides 23/10/2015)
ASIA/IRAQ - 400 giovani cristiani hanno preso parte alla “giornata della gioventù” a Kirkuk
Kirkuk (Agenzia Fides) – Sono stati più di 400 i ragazzi e le ragazze cristiani di diverse confessioni che hanno preso parte alla “Giornata della gioventù” convocata a Kirkuk su iniziativa della locale arcidiocesi caldea. L'evento, svoltosi sabato 17 ottobre, ha avuto come epicentro la cattedrale caldea di san Giuseppe. Dal mattino fino a tarda sera, la kermesse è stata scandita da riflessioni bibliche, momenti di preghiera, rappresentazioni teatrali, giochi collettivi, conferenze con domande e risposte e momenti di svago, per concludersi con una fiaccolata e con una manifestazione di fuochi d'artificio. I momenti di approfondimento spirituale sono stati affidati a predicatori e teologi di diverse chiese cristiane, a partire dall'Arcivescovo caldeo Yousif Thomas Mirkis OP.
Un attacco alla città di Kirkuk da parte delle milizie jihadiste dello Stato islamico era stato respinto lo scorso gennaio. La città è presidiata in particolare dalle milizie curde Peshmerga. Tra sabato e domenica scorsi, l'esercito iracheno in coordinamento con le milizie curde ha sfondato il fronte delle milizie jihadiste nella zona della città di Havija, a Sud-Ovest della provincia di Kirkuk. L'esercito siriano ha chiesto alla città di Kirkuk di tener aperto un “corridoio di sicurezza” per accogliere i profughi provenienti da Havija. (GV) (Agenzia Fides 23/10/2015).
ASIA/PAKISTAN - Cauzione per un cristiano imputato per blasfemia
Sargodha (Agenzia Fides) – Un tribunale di primo grado ha concesso la libertà su cauzione ad un giovane cristiano in carcere dall'8 ottobre scorso per presunta blasfemia. Il giovane Naveed John, 24 anni, che usava fare preghiere di guarigione in casa sua per quanti lo chiedevano, è stato ingannato da un musulmano e accusato di aver vilipeso alcuni versetti del Corano (vedi Fides 15/10/2015). Gli avvocati di Naveed John hanno presentato il caso in tribunale, spiegando che si trattava di accuse false e strumentali. Dopo aver ascoltato gli argomenti delle parti, la Corte ha accettato la richiesta di cauzione e ha ordinato il temporaneo rilascio del cristiano.
In un colloquio con Fides, l’avvocato cristiano Sardar Mushtaq Gill, a capo dell’Ong “Lead”, afferma di aver accolto con favore la decisione del tribunale, rimarcando però “grave preoccupazione perchè si tratta di accuse contro un innocente” e “per la sicurezza di Naveed John, dato che alcuni musulmani estremisti hanno ripetuto slogan come: l'unica giusta punizione per blasfemia è la morte”. Di recente anche al cristiano Pervaiz Masih, arrestato nel distretto di Kasur il 2 settembre scorso per presunta blasfemia, è stata concessa la libertà su cauzione (vedi Fides 13/10/2015). (PA) (Agenzia Fides 23/10/2015)
ASIA/SIRIA - I cristiani di Hassakè denunciano il tentativo di esproprio delle proprietà di chi è emigrato
Hassaké (Agenzia Fides) - I Capi delle Chiese e delle istituzioni e organizzazioni cristiane presenti nella provincia siriana nord-orientale di Hassakè esprimono ferma contrarietà davanti al progetto di “tutela e gestione” delle proprietà delle persone emigrate, sostenuto dalle forze politiche e amministrative locali dominanti, di matrice curda. In un comunicato sottoscritto dai Vescovi e dai Capi delle comunità cristiane locali – compreso l'Arcivescovo Jacques Behnan Hondo, a capo dell'arcidiocesi siro-cattolica di Hassakè-Nisibi - , ma anche da movimenti e realtà operanti nella società civile - come le corporazioni rurali dei contadini e l'Organizzazione giovanile per la riconciliazione nazionale - si denuncia come “contrario ai diritti umani” l'autoproclamato diritto delle autorità locali a confiscare e gestire beni e proprietà di persone che hanno lasciato le proprie case e sono state costrette e emigrare a causa del conflitto in corso in Siria.
Secondo i firmatari della denuncia, tale disposizione costituisce una minaccia soprattutto per la presenza dei cristiani della regione, a cui nelle aree rurali appartengono più del 30 per cento delle terre e dei beni immobiliari. La scelta di creare organismi incaricati di controllare e gestire le proprietà appartenenti a persone che hanno temporaneamente lasciato la zona rappresenta, a giudizio dei capi delle Chiese e delle comunità cristiane, una misura intimidatoria sia per chi è stato costretto ad allontanarsi dalla propria casa – e che dopo aver subito l'esproprio forzato dei propri beni vedrebbe di fatto compromesso il proprio diritto al ritorno – sia per chi rimane, e viene in questo modo indotto a pensare che è meglio vendere le proprie proprietà, prima di vedersele espropriate in caso di temporanea assenza.
Con tale decisione – si legge nel comunicato – si soffia sul fuoco del conflitto confessionale. Nello stesso pronunciamento, pervenuto all'Agenzia Fides, i leader cristiani della regione si esprimono contro l'aumento arbitrario delle tasse e i tentativi di interferenza delle autorità locali sul funzionamento e sui programmi delle scuole private, a partire da quelle legate alle diverse comunità cristiane.
Alle denunce dei Capi cristiani della regione di Hassakè hanno replicato rappresentanti del Partito dell'Unione democratica (PYD), sigla politica curda legata al PKK, per i quali il progetto di gestione e tutela delle proprietà di chi è fuggito mira proprio a evitare che si verifichino appropriazioni abusive operate da privati. (GV) (Agenzia Fides 23/10/2015).
ASIA/INDIA - Un Gesuita: “India più intollerante”
Ahmedabad (Agenzia Fides) – “Il linciaggio del 28 settembre 2015, quando il musulmano Mohammad Akhlaq è stato ucciso dalla folla, a causa delle voci circolanti di aver mangiato carne bovina, non va considerato un atto spontaneo di violenza isolata, ma un atto barbarico programmato da persone che sanno di godere di impunità”: è l’opinione espressa a Fides da p. Cedric Prakash sj, che nota l’aumento dell’intolleranza in India, enumerando una serie di episodi di violenza a danno della minoranze religiose cristiane e musulmane.
Secondo il gesuita, direttore di “Prashant” (Centro per i diritti umani, giustizia e pace), ad Ahmedabad, nello stato di Gujarat, il partito al potere in India, il Baratiya Janata Party “non può abbandonare i gruppi estremisti indù, suoi alleati”, in una strategia che “presenta una doppia faccia di un medesimo schieramento, quella più dura, e una più liberale”.
“Tutti sanno che praticamente nulla accadrà agli autori di questi crimini atroci”, nota p. Prakash, ricordando la carneficina avvenuta in Gujarat nel 2002. “Questo modello di intolleranza viene ora portato come corrente principale in tutto il paese” denuncia il direttore, paventando il rischio che “si distruggano multiculturalismo, pluralismo, tolleranza, rispetto della diversità, valori che sono il prezioso patrimonio della nostra terra”. (PA) (Agenzia Fides 23/10/2015)
ASIA/INDONESIA - El Nino porta siccità e carestia tra le comunità agricole
Giacarta (Agenzia Fides) – Le comunità agricole di tutta l’Indonesia sono alle prese con la siccità causata dal rialzo delle temperature del mare associate con il fenomeno atmosferico di “El Nino” che influisce sulle precipitazioni in tutto il mondo. Nell’ultimo raccolto, nel montuoso villaggio di Ketung Miri, la produzione locale di riso è calata del 20%, e ci vorranno mesi prima che gli agricoltori possano piantare di nuovo. L’agenzia indonesiana per l’attenuazione dei disastri ha riferito che, dalla fine del mese di agosto, erano in gravi condizioni di siccità circa 22 milioni di persone di 84 province. In un anno tipico la stagione della semina sarebbe già in corso, ma in villaggi come Ketung Miri, i campi restano incolti o abbondano di materie prime secondarie, come tabacco, peperoncino indonesiano e mais che richiedono meno acqua del riso. A livello nazionale, il Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite stima che il 37% dei bambini sotto i cinque anni so ffra di malnutrizione cronica. (AP) (23/10/2015 Agenzia Fides)
AMERICA/STATI UNITI - “Abbiamo ancora una crisi umanitaria tra le mani”: testimonianza del Vescovo di El Paso
Washington (Agenzia Fides) – Ricordando che "la Sacra Famiglia è l'archetipo delle famiglie di profughi che vediamo oggi", Sua Ecc. Mons. Mark Joseph Seitz, Vescovo della diocesi di El Paso, in Texas, ha testimoniato il 21 ottobre davanti alla Commissione del Senato per la Sicurezza Interna e gli Affari governativi (Homeland Security and Governmental Affairs Committee) e ha presentato dei suggerimenti per "migliorare la risposta a queste popolazioni vulnerabili in America Centrale, in Messico, al confine Usa-Messico e negli Stati Uniti”.
In America centrale, "la violenza che mette a rischio la vita a livello nazionale e locale, e una mancanza di rispetto dello Stato di diritto, hanno minacciato la sicurezza dei cittadini e hanno creato una cultura della paura e della disperazione" ha detto Mons. Seitz nella sua testimonianza. "Spesso il rischioso viaggio verso nord è visto come una strategia familiare per proteggere un bambino, dal momento che i governi centroamericani non sono in grado di proteggere del tutto i loro cittadini".
Nella sua testimonianza di 15 pagine, come informa la nota inviata a Fides, Mons. Seitz ha detto che "è fondamentale ricordare che abbiamo ancora una crisi umanitaria tra le nostre mani e si deve fare ancora di più. Dobbiamo rispondere alle esigenze di questi bambini e di queste famiglie, non per allontanarli o ostracizzarli, perché gli americani sono un popolo che prova compassione".
Mons. Seitz, che è consulente della Commissione sulle immigrazioni dell’Episcopato statunitense e membro del Consiglio di amministrazione del “Catholic Legal Immigration Network”, citando le parole pronunciate recentemente dal Pontefice nel corso della visita al Congresso statunitense, ha anche raccomandato l’introduzione di un sistema di controllo regionale che consenta ai minori e alle loro famiglie la possibilità di chiedere asilo in Messico e in altre nazioni della regione, cosa che attualmente non è possibile.
Solo nel 2015 sono arrivati negli Stati Uniti circa 40.000 minori non accompagnati e più o meno lo stesso numero di madri con bambini in fuga dalle violenze della criminalità organizzata che imperversa in Guatemala, El Salvador e Honduras.
(CE) (Agenzia Fides, 23/10/2015)
AMERICA/ARGENTINA - “Siamo tutti responsabili, nessuno può sentirsi estraneo": domenica elezioni presidenziali
Buenos Aires (Agenzia Fides) – "L'atto elettorale deve essere una vera festa civica, nel quadro della Costituzione, e deve essere garantito dallo Stato, dai partiti politici e dai cittadini. A ciascuno compete un ruolo e una responsabilità, che insieme costituiscono il bene della Repubblica. Siamo tutti responsabili, nessuno può sentirsi estraneo" ha pubblicato l'ufficio stampa della Conferenza Episcopale Argentina (CEA) in vista delle elezioni presidenziali del 25 ottobre.
La CEA già a marzo scorso aveva chiesto che il cambio di governo non significasse una crisi ma una "alternativa normale" della vita democratica. In questo mese di ottobre (vedi Fides 6/10/2015) ha lanciato un appello a compiere ogni sforzo per garantire la trasparenza delle elezioni e per evitare qualsiasi azione che possa causare "diffidenza e divisione tra gli argentini".
I Vescovi hanno seguito da vicino la situazione politica del paese e hanno sempre consigliato alla popolazione di essere attenti alla realtà sociale e politica, per poter agire con il voto come cittadini consapevoli del futuro del paese (vedi Fides 14/02/2015). Per questo motivo l'ultima Assemblea dei Vescovi (vedi Fides 20/04/2015) aveva dedicato particolare attenzione allo studio della realtà politica,
In Argentina il voto è universale, segreto e obbligatorio per i cittadini di età compresa tra 18 e 70 anni. Gli elettori sono più di 30 milioni, di cui molti giovani sotto i 20 anni. Un altro dato significativo riguarda la quantità di elettori nelle periferie di Buenos Aires, che hanno superato di gran lunga alcuni capoluoghi di provincia.
(CE) (Agenzia Fides, 23/10/2015)
AMERICA/MESSICO - Persone scomparse, migranti e detenuti: punti caldi per le violazioni dei diritti umani
Xalapa (Agenzia Fides) – Le violazioni più gravi dei diritti umani in Messico, catalogate come ‘punti caldi’, sono le sparizioni forzate di persone, i migranti abbandonati e il sovraffollamento nelle carceri. Il tema è emerso nel corso del Congresso Internazionale dei Diritti Umani nel Nuovo Sistema di Giustizia Penale, organizzato da una scuola privada di Xalapa, capitale dello Stato messicano di Veracruz. Secondo l’Istituto di Ricerche Giuridiche dell’Università Nazionale Autonoma del Messico (UNAM), il tema delle carceri è fuori dall’agenda mediatica, pubblica e politica, tuttavia i carcerati e i loro familiari sono violati nella loro dignità umana e sono soggetti a estorsioni anche da parte delle stesse autorità. (AP) (23/10/2015 Agenzia Fides)

Bollettino Fides News del 24 ottobre 2015

VATICANO - Annuncio e dialogo come vera azione missionaria: una scuola inclusiva per i disabili
Città del Vaticano (Agenzia Fides) – In visita alla Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, mons. Giorgio Bertin, Vescovo di Gibuti e Amministratore Apostolico di Mogadiscio, capitale della Somalia, ha parlato con l’Agenzia Fides di un programma educativo a favore dei disabili lanciato a Gibuti. “Si tratta di un modello di scuola inclusiva, in un territorio dove la stragrande maggioranza sono musulmani e le persone disabili sono spesso ancora considerate oggetto di vergogna, stigmatizzate, tenute nascoste, prigioniere e fuori da ogni contesto sociale”, ha detto mons. Bertin. Il Vescovo è appena rientrato da Milano dove ha partecipato, dal 19 al 21 ottobre, al Congresso Uguaglianze difficili e mondi della disabilità. “Anni addietro a Gibuti venni avvicinato da un gruppo di persone disabili che cercavano aiuto”. Obiettivo di mons. Bertin era quello di partire da Gibuti per esportare poi il progetto di una “scuola per tutti” anche in Somalia, devastata dalla gue rra e dall’anarchia che continua a causare molte menomazioni tra la popolazione. “Il nostro proposito è quello di unire annuncio e dialogo attraverso questo servizio che è vera azione missionaria in un Paese musulmano. Grazie all’incontro con l’organizzazione Guanelliana ‘Mediterraneo Senza Handicap’, che segue le persone con disabilità in diversi Paesi del mondo, siamo riusciti ad aprire due nostre scuole cattoliche, una a Gibuti e una a Ali Sabieh, 100 km a sud della capitale, a bambini disabili: attualmente sono inseriti 22 bambini disabili perfettamente integrati con il resto degli alunni”. “Dopo un sopralluogo e censimento fatto a nord di Gibuti, insieme alle suore di S. Luigi Guanella, di cui oggi celebriamo la festa, e ad altri esperti, abbiamo affrontato i problemi dei bambini con handicap e stiamo lavorando alla formazione di insegnanti delle scuole private. Speriamo che presto rispondano anche quelle pubbliche”, conclude mons. Bertin.
(AP) (24/10/2015 Agenzia Fides)
ASIA/INDIA - I Vescovi: bambini dalit arsi vivi, “atto disumano”
New Delhi (Agenzia Fides) – I Vescovi indiani condannano con forza il condanna il triste incidente che ha avuto luogo a Faridabad il 21 ottobre, quando una la casa di una famiglia dalit è stata data alle fiamme e due bambini sono rimasti arsi vivi nell’incendio, mentre la madre sta lottando tra la vita e la morte. Una nota dei Vescovi inviata a Fides osserva: “Si tratta di un'azione disumana su cui la nostra nazione dovrebbe vergognarsi . Ci sono state ripetute atrocità contro i Dalit in diverse parti dell'India. Non vi è alcun rispetto per la vita umana dei dalit e in particolare nello Stato di Haryana ancora temono per la loro vita”. La nota della Conferenza episcopale, affidata all’ufficio che si occupa dei dalit e fuorcasta, rimarca anche “la preoccupazione grave per l’aumento della violenza intercomunitaria nel Paese”. La Conferenza episcopale esprime solidarietà con le vittime della violenza e chiede allo Stato di “fornire un'adeguata protezione ai dalit, per sal vaguardare i diritti umani fondamentali del popolo e onorare la nostra Costituzione”. (PA) (Agenzia Fides 24/10/2015)
ASIA/PAKISTAN - Donna cristiana vittima di stupro di gruppo
Kasur (Agenzia Fides) – Una donna cristiana sordomuta è stata violentata da tre uomini musulmani giunti a casa sua, in un villaggio nel distretto di Kasur, mentre tutti gli uomini della famiglia erano al lavoro. La donna ha invocato pietà, restando inascoltata. Come appreso da Fides, i familiari hanno denunciato il fatto chiedendo aiuto all’avvocato cristiano Sardar Mushtaq Gill, che offre assistenza legale gratuita ai cristiani vittime di abusi. L’avvocato sta cercando di ricostruire i fatti e identificare gli aggressori. “E’ molto difficile arrivare a una punizione per i responsabili. Spesso in questi casi, la polizia non agisce o, peggio, si schiera con gli stupratori”, osserva l’avvocato a Fides. “Le famiglie cristiane o i testimoni subiscono pressioni per ritirare le denunce”, prosegue. “La violenza su donne e bambini delle minoranze religiose, i più deboli e vulnerabili, è molto diffusa in Pakistan e spesso avviene in silenzio: i casi e le storie non emergono e q uando gli attivisti ne parlano vengono intimiditi”, conclude. (PA) (Agenzia Fides 24/10/2015)
ASIA/ARABIA SAUDITA - Ministro saudita: intervento russo in Siria fomenta i conflitti settari
Vienna (Agenzia Fides) – L'intervento militare russo in Siria a sostegno dell'esercito governativo rischia di provocare una ulteriore radicalizzazione del conflitto siriano, esasperando le contrapposizioni settarie che alimentano le guerre e le stragi in Medio Oriente. Questa è la lettura di quanto accade nello scenario mediorientale fornita dal ministro degli esteri saudita Adel bin Ahmed al-Jubeir, in margine all'incontro tenutosi a Vienna sulla crisi siriani che ha visto la partecipazione di rappresentanti turchi, russi sauditi e statunitensi. Secondo il ministro Jubeir, il perpetuarsi di Assad al potere rappresenta una “calamita” che continua a attirare in Siria jihadisti provenienti da ogni parte del mondo per combattere il regime siriano.
Nei giorni scorsi, parlando al Valdai international Discussion Club, il Presidente russo Vladimir Putin aveva ribadito che le operazioni militare russe in Siria hanno l'unico scopo di combattere il terrorismo, e che la Russia non ha alcuna intenzione di interferire nei rapporti tra le diverse correnti dell'islam. “I nostri amici sciiti, sunniti e alauiti ci sono tutti cari” haveva detto Putin “e noi non facciamo distinzioni”. Intanto il Mufti Talgat Tajuddin, Presidente del Consiglio spirituale islamico della Russia, ha duramente criticato l'appello di oltre 50 religiosi islamici dell'Aurabia sandita che avevano chiamato gli islamici di tutto il mondo a scatenare la Guerra Santa contro la Russia. Dove erano costoro nel 2003” ha detto Tajuddin, secondo quanto riportato dall'Agenzia Interfax “quando gli Stati Uniti e più di 40 altri Paesi attaccarono l'Iraq come avvoltoi?”. (GV) (Agenzia Fides 24/10/2015).
AMERICA/STATI UNITI - Un Vescovo: “Deportare i minori è una condanna a morte”
El Paso (Agenzia Fides) – “Per i minori non accompagnati, la deportazione nei loro paesi di origine è a volte una condanna a morte”: lo ha detto il vescovo della diocesi di El Paso, in Texas, Sua Ecc. Mons. Mark J. Seitz. Si tratta di quei minori non accompagnati provenienti dalla America Centrale che cercano di raggiungere gli Stati Uniti.

Come appreso da Fides, il Vescovo ha rimarcato che ragazzi e bambini centroamericani “sono in fuga da minacce di morte, dallo stupro e non li dobbiamo mettere di nuovo nella stessa situazione”. “Quando troviamo qualcuno che è una vittima sul ciglio della strada o sul confine, dobbiamo prenderci cura di lui: questa è la nostra vocazione dei cristiani”, ha osservato.

Il 21 ottobre mons. Seitz ha testimoniato davanti alla Commissione del Senato per la Sicurezza Interna e gli Affari governativi (Homeland Security and Governmental Affairs Committee) e ha presentato dei suggerimenti per “migliorare la risposta a queste popolazioni vulnerabili in America Centrale, in Messico, al confine Usa-Messico e negli Stati Uniti” (Vedi Fides 23/10/2015).

Secondo le informazioni presentate alla diocesi cattolica di El Paso ha da diverse organizzazioni, almeno 80 bambini sono stati uccisi nel corso degli ultimi 18 mesi dopo essere stati deportati nei loro paesi di origine. In molti altri casi, i ragazzi vengono abusati dopo l’arresto.

Mons. Seitz ha sottolineato che è importante attuare meccanismi di protezione internazionale e programmi volti a migliorare l'istruzione e il benessere dei bambini in America centrale, al fine di evitare la fuga verso il pericolo. (CE) (Agenzia Fides, 24/10/2015)

A chi non ha fatto bene con la sua attività?

L’ultimo saluto al pasticcere Oreste Fantini

Bollettino Fides News del 21 ottobre 2015

AFRICA/CONGO - Scontri per il referendum sul terzo mandato presidenziale, i Vescovi avevano da tempo invocato il dialogo
Brazzaville (Agenzia Fides) - Almeno 4 morti e una decina di feriti sono il bilancio delle violente manifestazioni avvenute ieri, 20 ottobre, nelle due principali città della Repubblica del Congo, la capitale, Brazzaville, e Pointe-Noire.
I manifestanti sono scesi nelle strade per protestare contro il divieto di tenere comizi contrari al referendum di domenica 25 ottobre sulla modifica costituzionale per permettere al Presidente Denis Sassou Nguesso di presentarsi alle elezioni del 2016 per ottenere un terzo mandato. La Costituzione vigente prevede solo due mandati presidenziali.
Da settimane nel Paese si avvertiva salire la tensione legata al referendum, che è visto dall’opposizione come un modo per perpetuare il potere di Nguesso. I Vescovi il 4 ottobre avevano lanciato un appello “ai fedeli e a tutti i congolesi” perché “non vi siano azioni e comportamenti che spianino la strada alla violenza e non compromettano la pace alla quale teniamo tutti”.
Nel messaggio, firmato da Mons. Daniel Mizonzo, Vescovo di Nkayi e Presidente della Conferenza Episcopale del Congo, si faceva appello “alle forze politiche e civili di evitare ogni forma di violenza, di esercitare una vigilanza costante su eventuali fomentatori di disordini, e di attenersi al rispetto di quanto previsto dalla ‘Legge fondamentale’ in fatto di manifestazioni, perché ognuno possa esprimere la propria posizione. Insomma che il dibattito sia condotto nella dignità, nell’onestà, nella non violenza, privilegiando sempre il dialogo. Sì il dialogo, e ancora il dialogo e sempre il dialogo”. “Congolesi! Non abbiamo la memoria corta. Salviamo la nostra giovane democrazia. Salvaguardiamo la pace acquistata a caro prezzo” concludono i Vescovi. (L.M.) (Agenzia Fides 21/10/2015)
AFRICA/CONGO RD - A tre anni dalla scomparsa dei tre assunzionisti congolesi nessuna notizia sulla loro sorte
Kinshasa (Agenzia Fides) - “C’è ancora spazio per la speranza” afferma p. Joseph Delvordre, della congregazione degli Agostiniani dell’Assunzione (Assunzionisti) parlando con il quotidiano congolese “Le Potentiel” a tre anni dalla scomparsa dei suoi tre confratelli, Jean-Pierre Ndulani, Anselme Wasikundi e Edmond Bamutute, avvenuta la sera del 19 ottobre 2012 (vedi Fides 22/10/2012) che si trovavano nella loro parrocchia Notre-Dame des Pauvres di Mbau, a 22 km da Beni, nel Nord Kivu (est della Repubblica Democratica del Congo).
P. Delvordre ricorda che un padre assunzionista era stato rimesso in libertà nel 1958 dopo 11 anni di prigionia nell’allora Unione Sovietica. Nel caso dei tre religiosi congolesi non si sa però nulla del loro destino, in particolare se siano ancora in vita.
P. Benoit Grière, Superiore Generale degli Agostiniani dell’Assunzione che si trova in missione nella provincia d’Africa, lamenta “la mancanza di informazioni che persiste attorno al rapimento dei preti assunzionisti dal 19 ottobre 2012”. “Il loro rapimento fa soffrire non solo la famiglia assunzionista ma anche quelle biologiche dei tre preti innocenti” ha sottolineato p. Grière, che ha chiesto ai fedeli di pregare per loro. La vicenda è stata contrassegnata dalla diffusione di false notizie sulla sorte dei tre religiosi (vedi Fides 8/7/2014). (L.M.) (Agenzia Fides 21/10/2015)
AFRICA/SUDAN - Avvelenamento da cibo per i bambini di un campo profughi in Nord Darfur
Nyala (Agenzia Fides) – Una intossicazione alimentare ha colpito 81 bambini in due scuole elementari nel campo profughi di Zamzam, Nord Darfur. Quarantaquattro sono stati trasferiti nell’ospedale El Fasher per essere curati, mentre gli altri sono stati portati nelle cliniche mobili presenti nel campo. Secondo la dichiarazione di un attivista a Radio Dabanga, i bambini sono stati tutti dimessi tranne due che sono rimasti nell’ospedale per ulteriori trattamenti. La fonte ha riferito anche che 25 alunni si erano intossicati dopo aver mangiato la colazione che una donna vendeva di fronte alla scuola. Sette di loro hanno vomitato immediatamente mentre altri 18, dopo aver vomitato, hanno perso conoscenza a scuola. I funzionari scolastici sono già stati in visita in alcune scuole di Zamzam per rassicurare gli studenti. Riguardo alle misure di sicurezza da prendere per evitare questo tipo di incidenti è stato deciso che chiunque venda cibo debba seguire gli standard sanitari e di sicurezza, oltre ad essere sotto controllo. (AP) (21/10/2015 Agenzia Fides)
ASIA/TERRA SANTA - E' iniziata la raccolta delle olive nel Getsemani
Gerusalemme (Agenzia Fides) - E' iniziata sabato 17 ottobre e durerà almeno una settimana la raccolta delle olive nell'orto del Getsemani. Come consuetudine, anche quest’ anno i frati francescani custodi dell’ Orto Sacro dove Gesù pregò nella notte del Giovedì santo, hanno invitato gente di Gerusalemme e volontari provenienti da ogni parte del modo a dedicare qualche ora o un'intera giornata a questo gesto, che assume una connotazione particolare, nel clima di tensione a violenza che sta di nuovo turbando la vita quotidiana nella Città Santa.
Le persone che quest'anno partecipano alla raccolta – riferiscono gli organi ufficiali della Custodia Francescana di Terrasanta e del Patriarcato latino di Gerusalemme – appartengono quest'anno a 15 nazionalità differenti.
Il Monte degli Ulivi conta alcuni alberi di ulivo centenari, caratterizzati dal fatto di condividere lo stesso DNA. Questa connotazione comune fa ritenere plausibile l'ipotesi che la pianta madre da cui sono nati gli alberi attuali possa aver fatto parte dell'oliveto dove Gesù si ritirò a pregare, all'inizio della sua Passione.
Le olive del raccolto – che quest'anno sarà particolarmente abbondante - verranno inviate all’Abbazia di Latrun, dove verrà prodotto l’olio che poi sarà venduto e consumato dai frati e dalle comunità religiose della Terra Santa, oltre a essere inviato come olio santo alle parrocchie del Patriarcato latino e a Santuari sparsi in tutto il mondo. (GV) (Agenzia Fides 21/10/2015).
ASIA/LIBANO - La diocesi maronita di Zahlé sostiene la compagna di prevenzione dei tumori al seno
Beirut (agenzia Fides) - In occasione del mese di sensibilizzazione per la prevenzione del cancro al seno, il Vescovo maronita di Zahle, Mons. Joseph Mouawad, ha celebrato una Messa nella chiesa di Nostra Signora di Zahle e Bekaa, durante la quale sono state anche elevate preghiere per la guarigione delle donne colpite da tale forma di neoplasia. Oltre alla Messa – riferiscono i media libanesi – il comitato delle donne della stessa parrocchia ha sponsorizzato anche una conferenza – tenuta da medici oncologi ed esperti, ospitata presso i locali del vescovado - durante la quale sono stati esposti i metodi di diagnosi precoce e le nuove tecniche chirurgiche - sempre meno invasive – utilizzati nella lotta a tale patologia. Alla fine della conferenza, la sede del vescovado è stata illuminata di rosa, il colore che caratterizza tutte le iniziative locali e internazionali di sensibilizzazione messe in campo nella lotta contro il cancro al seno. (GV) (Agenzia Fides 21/10/2015) .
ASIA/FILIPPINE - Vittime, dispersi, raccolti spazzati via: i danni del tifone Koppu
Cabanatuan (Agenzia Fides) – Secondo fonti locali, finora sono 39 le vittime causate dal passaggio sulle Filippine del tifone Koppu che negli ultimi giorni ha spazzato con furia il nord-est del Paese, sradicando alberi e impianti di telecomunicazione. Oltre 100 mila persone sono state evacuate e le risaie pronte per il raccolto sono andate distrutte. Numerosi i dispersi, con oltre 500 mila persone colpite dal tifone. Secondo le ultime informazioni pervenute a Fides, nella giornata di ieri, 20 ottobre, Koppu ha sferzato la principale isola di Luzon e stamattina ha raggiunto il canale di Balintang. La maggior parte dei decessi sono avvenuti a causa delle inondazioni, con l’acqua che in alcune zone hanno raggiunto i tetti delle abitazioni. Molti sono rimasti sepolti nelle frane o colpiti da alberi sradicati o pareti crollate. Si tratta della dodicesima tempesta che quest’anno si è abbattuta sulle Filippine, uno dei Paesi più predisposti ai cataclisma. Nel 2013, il tifone Haiyan aveva raso al suolo intere città nella parte centrale lasciando più di 7 mila vittime tra morti e dispersi. (AP) (21/10/2015 Agenzia Fides)
AMERICA/HAITI - Elezioni del 25 ottobre: le preoccupazioni della Chiesa
Port au Prince (Agenzia Fides) – A meno di una settimana dalle elezioni presidenziali, legislative e comunali, fissate per domenica 25 ottobre, la Conferenza Episcopale di Haiti (CEH) ha espresso alcune preoccupazioni. In primo luogo per l'esperienza amara del 9 agosto; poi, in modo generale, perché le elezioni ad Haiti purtroppo sono ancora caratterizzate dalla violenza (vedi Fides 10/08/2015). La nota pervenuta a Fides riporta le parole del portavoce della CEH, mons. Patrick Aris: "Non siamo mai stati in grado di agire come uno stato moderno, quando si tratta di organizzare le elezioni".
Per mons. Aris "non c'è stata una vera campagna elettorale, formalmente e materialmente. Non possiamo dire che nel gruppo dei 54 candidati vi sia una differenza significativa tra l’uno e l’altro".
Alla domanda frequente della popolazione sul perché la Chiesa cattolica non presenti candidati, come hanno fatto i protestanti, il portavoce della CEH ha risposto: "Non solo perché questo è proibito dal Codice di Diritto Canonico, ma perché secondo l’esperienza della Chiesa cattolica, la logica del ‘partito’ divide più di unire. La missione della Chiesa è quella di unire, creare una comunità unita, mettere insieme, non separarsi come fanno i partiti".
Riguardo alle elezioni del 9 agosto, mons. Aris ricorda che “sono state in gran parte caratterizzate da numerose irregolarità, segnalate anche dalla Chiesa, e questa responsabilità è collettiva, ma i delegati e i consiglieri elettorali sono comunque i primi a risponderne".
(CE) (Agenzia Fides, 21/10/2015)
AMERICA/MESSICO - In discussione la legalizzazione della marijuana, un altro grave problema sociale
Guanajuato (Agenzia Fides) – Il 28 ottobre la Corte Suprema di Giustizia del Messico, discuterà sulla legalizzazione della marijuana, tema che la Chiesa ha proposto venga trattato insieme a un'indagine approfondita sui problemi generati dal consumo di marijuana.
Due testimonianze su questo argomento sono state inviate a Fides. Sua Ecc. Mons. José de Jesús Martínez Zepeda, Vescovo di Irapuato, Guanajuato, ha detto che il paese sta diventando una copia di ciò che accade in altri paesi, perché "non solo ci sono gravi problemi sociali con il narcotraffico, ma anche nel nostro ambiente cittadino abbiamo già problemi di alcoolismo nella popolazione, adesso dobbiamo aggiungerci anche questo problema della droga".
Il Vescovo della diocesi di Nezahualcóyotl, Sua Ecc. Mons. Héctor Luis Morales Sánchez, ha sottolineato che per evitare problemi nelle decisioni sulla possibile legalizzazione del consumo di marijuana, tutti i settori della società dovrebbero determinare i potenziali benefici o danni, perfino i genitori. Ha aggiunto che la diversità di opinione è essenziale, come analizzare i pro e i contro, eventuali malattie derivate dal consumo e le conseguenze nelle persone, prima di prendere una decisione. Infine ha dichiarato di non essere a favore o contro la possibile legalizzazione della marijuana, ma ha ribadito che la sua eventuale regolamentazione deve comunque essere giustificata. (CE) (Agenzia Fides, 21/10/2015)

Infondata, irresponsabile, inqualificabile

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Totalmente infondata, gravemente irresponsabile e non degna di attenzione: così il direttore della Sala Stampa vaticana, padre Federico Lombardi, ha definito la notizia su una presunta patologia che avrebbe colpito il Papa: notizia diffusa da un organo di stampa italiano. Padre Lombardi, all’inizio del briefing odierno sul Sinodo, ha ribadito con forza la sua smentita, già diffusa ieri sera, dopo le verifiche fatte con le fonti opportune, compreso il Santo Padre. Ma ascoltiamo la sua dichiarazione: 
“Nessun medico giapponese è venuto in Vaticano a visitare il Papa; non vi sono stati esami del tipo indicati dall’articolo. Gli uffici competenti mi hanno confermato che non vi sono stati voli di elicotteri arrivati in Vaticano dall’esterno, neppure nel mese di gennaio… Perlomeno ... se non erano fantasmi, non si sono visti! Posso confermare che il Papa gode di buona salute… Se eravate in Piazza stamattina lo avete visto anche voi. E se correte dietro di lui nei viaggi lo sapete. Al più ha qualche problema alle gambe, ma la testa mi sembra assolutamente perfetta!
Ribadisco che la pubblicazione avvenuta è un grave atto di responsabilità, assolutamente ingiustificabile e inqualificabile. Ed è ingiustificabile anche continuare ad alimentare simili informazioni infondate. Per cui ci si augura che questa vicenda si chiuda - quindi - immediatamente.
Piccola osservazione. Lo stesso quotidiano che ha pubblicato le notizie "scoop" sul Papa questa mattina, ha pubblicato vicino una intervista al prof. Maira, a proposito di tumori celebrali… Il prof. Maira mi ha telefonato, di sua iniziativa, questa mattina, dicendomi che si trovava a New York, che non sapeva nulla di nulla. Una gentile giornalista gli ha fatto una intervista generica sui tumori celebrali, senza dirgli assolutamente nulla del contesto per cui gliela faceva e in cui sarebbe stata pubblicata. Egli ha risposto a delle domande generiche sui tumori celebrali, ma poi ha visto – con sua enorme sorpresa – com’era stata collocata e presentata questa mattina. Questo è un piccolo particolare, tanto per capire il tipo di contesto in cui abbiamo avuto questa notizia, questa mattina”.

Bollettino Fides News del martedi 20 ottobre 2015

AFRICA/GUINEA - Il Presidente uscente in testa nei risultati provvisori delle elezioni presidenziali
Conarky (Agenzia Fides) - Il Presidente uscente Alpha Condé appare in testa nei risultati provvisori nelle elezioni presidenziali tenutesi nella Repubblica di Guinea l’11 ottobre. Secondo i dati pubblicati il 17 ottobre dalla Commissione Elettorale Nazionale Indipendente (CENI), Condé ha ottenuto il 57,85 % dei voti, contro i 31,44 % del secondo qualificato, Cellou Dalein Diallo. Se i risultati definitivi confermeranno queste percentuali, Condé verrà rieletto direttamente al primo turno avendo raggiunto la maggioranza assoluta (50% più uno dei voti) necessaria a vincere senza passare per il ballottaggio.
L’opposizione, formata da Diallo e da altri 6 candidati aveva denunciato frodi elettorali (vedi Fides 13/10/2015). La missione degli osservatori elettorali inviati nel Paese dall’Unione Europea ha sollecitato la CENI a fornire risultati dettagliati di tutti i seggi elettorali, per permettere ad ogni candidato, qualora lo ritenga opportuno, di fare ricorso alla Corte Costituzionale, che dovrà rendere valido il voto. (L.M.) (Agenzia Fides 20/10/2015)
AFRICA/CONGO RD - Le confessioni religiose annunciano la rapida designazione del nuovo capo della Commissione Elettorale
Kinshasa (Agenzia Fides) - La piattaforma delle confessioni religiose della Repubblica Democratica del Congo si impegna a designare il proprio candidato alla presidenza della Commissione Elettorale Nazionale Indipendente (CENI) in sostituzione di don Apollinaire Malumalu, dimessosi il 10 ottobre (vedi Fides 12/10/2015).
Nella loro dichiarazione le principali confessioni religiose della RDC, tra cui la Chiesa cattolica, ricordano che la Presidenza della Repubblica, nella nota che annunciava le dimissioni di don Malumalu, ha “chiesto alla componente dalla quale proveniva il sacerdote, di riunirsi per designare il suo successore, in conformità agli articoli 10, 12, 14 e 15 della Legge n° 13/012 del 19 aprile 2013 modificante e completante la legge n° 10/013 del 28 luglio 2010 sull’organizzazione e funzionamento della Commissione Elettorale Nazionale Indipendente e di comunicare il nome della persona scelta all’Assemblea nazionale per l’approvazione”.
Gli articoli citati prevedono la partecipazione della società civile (comprese le confessioni religiose) alla formazione della CENI tramite la designazione di propri rappresentanti che devono essere approvati dall’Assemblea nazionale. (L.M.) (Agenzia Fides 20/10/2015)
AFRICA/SUD SUDAN - “È più importante attuare l’accordo di pace che creare nuovi Stati” dice l’Amministratore Apostolico di Torit
Juba (Agenzia Fides) - È più importante l’attuazione del piano di pace firmato ad agosto che non la creazione di nuovi Stati. È l’opinione espressa, a titolo personale, da Mons. Thomas Oliha Tiya, Amministratore Apostolico di Torit, in Sud Sudan, al Catholic Radio Network.
Mons. Oliha Tiya ha aggiunto che la Chiesa sud sudanese sta pregando perché Papa Francesco nomini i Vescovi delle diocesi vacanti di Rumbek, Malakal e Torit, ed ha invitato i cristiani alla calma e alla preghiera.
L’accordo di pace firmato in Sud Sudan dal Presidente Salva Kiir e dal leader dell’opposizione, dall’ex Vice Presidente Riek Machar, per mettere fine alla guerra civile scoppiata nel dicembre 2013, dove essere ancora messo in pratica, mentre l’annuncio da parte del Presidente Kiir di suddividere il Sud Sudan dagli attuali 10 Stati in 28 sta suscitando apprensioni e critiche (vedi Fides 8/10/2015). (L.M.) (Agenzia Fides 20/10/2015)
ASIA/TERRA SANTA - Violenze a Gerusalemme, la Gioventù cristiana di Palestina indice una veglia di preghiera per la pace
Gerusalemme (Agenzia Fides) - L'appuntamento è fissato per le ore 18 di sabato 24 ottobre, vigilia della festa di Nostra Signora di Palestina: in tutte le parrocchie cattoliche di Palestina, Israele e Giordania, si terrà una veglia di preghiera con cui i giovani di Terra Santa chiederanno al Signore il dono della pace, davanti all'escalation di violenza che sta di nuovo martoriando la terra di Gesù. L'iniziativa è stata presa dalla Gioventù cristiana di Palestina. “I giovani vogliono pregare per la pace in tutto il Medio Oriente” spiega all'Agenzia Fides padre Bashar Fawadleh, cappellano della Gioventù cristiana di Palestina, “ma specialmente per la pace a Gerusalemme, che è la nostra città, la nostra capitale, la Città Santa della pace e che in questi giorni è di nuovo diventata teatro di sangue, violenza, sopraffazione e morte”. La veglia è aperta a tutti i giovani della Terra Santa, non solo cristiani: “potranno venire anche giovani musulmani e ebrei, chiederemo in sieme a Dio, Onnipotente e Misericordioso, di toccare i cuori degli uomini e di liberarli dall'odio, dalla paura e dalla sete di vendetta”. (GV) (Agenzia Fides 20/10/2015).
ASIA/SIRIA - Offensiva su Aleppo. L'arcivescovo Marayati: le 'Guerre Sante' degli altri le paghiamo sempre noi
Aleppo (Agenzia Fides) – L'offensiva nella regione di Aleppo condotta dall'esercito governativo siriano con l'appoggio dei raid aerei russi, oltre allle fughe di massa della popolazione civile che ancora viveva in quei territori, sta provocando ripercussioni anche nelle aree urbane centrali della metropoli siriana, rimaste sotto il controllo dei militari di Assad. “Negli ultimi giorni” riferisce all'Agenzia Fides l'Arcivescovo armeno cattolico Boutros Marayati “circolano informazioni sulla centrale elettrica messa fuori uso dalle milizie anti Assad. Da due giorni manca l'energia elettrica e la luce, e si sono intensificati i lanci di missili e di mortai. Andiamo avanti con i generatori a benzina, finché ce n'è, e con l'acqua estratta dai pozzi, a partire da quelli scavati presso chiese e moschee”.
Le vaghe notizie sulle operazioni militari in atto nella regione, hanno anche riflessi contrastanti sulla condizione psicologica della popolazione: “da una parte” spiega l'Arcivescovo armeno cattolico di Aleppo “sentono che sta per succedere qualcosa, e molti sperano che davvero possa finire l'assedio che da anni pesa sui nostri quartieri. Dall'altra, tutti hanno ormai ben chiaro che il livello decisivo su cui tutto si gioca è quello geopolitico. Le potenze globali, in asse con quelle regionali, stanno combattendo la guerra sul territorio siriano: se davvero vogliono, possono farla finire in pochi giorni, oppure continuarla chissà fino a quando”.
A tale riguardo, anche l'Arcivescovo Marayati considera incaute e fuorvianti le dichiarazioni di alcuni esponenti di Chiese cristiane che hanno invocato una “Guerra Santa” contro i jihadisti dell'auto-proclamato Califfato Islamico: “Adesso” fa notare l'Arcivescovo armeno cattolico “c'è chi etichetta come 'Guerra Santa' l'intervento russo in Siria, Ma ricordo che anche quando gli Stati Uniti intervennero in Iraq, ambienti Usa diedero a quell'operazione militare l'etichetta di 'Guerra Santa'. In realtà, chi interviene è sempre mosso da altri interessi. E chi usa queste espressioni non conosce né la storia né la psicologia dei popoli del Medio Oriente. Alla fine, il conto delle 'Guerre Sante' degli altri lo paghiamo sempre noi cristiani di qui”. (GV) (Agenzia Fides 20/10/2015).
ASIA/NEPAL - Sei mesi dopo il terremoto il Paese è ancora un mosaico multicolore di teloni temporanei
Charikot (Agenzia Fides) – Sei mesi dopo il devastante terremoto che ha colpito il Nepal, la gente vive ancora in rifugi temporanei. Tra gli ostacoli per la ripresa anche le dispute politiche che hanno impedito la distribuzione dei fondi stanziati tra aprile e maggio dai donatori internazionali. Secondo le informazioni fornite da fonti locali, le organizzazioni umanitarie stanno spingendo il governo a rendere operativa l’Autorità per la Ricostruzione Nazionale (NRA), creata per formulare regolamenti edilizi antisismici e per sorvegliare l’assegnazione dei fondi. Nel mese di agosto, il governo ha nominato un amministratore delegato della NRA, ma non è stato in grado di avviare i lavori per la ricostruzione a causa del mancato passaggio di un emendamento in Parlamento. Il governo è stato a sua volta coinvolto in una crisi tra le proteste scoppiate al confine indiano contro la nuova costituzione, bloccando le importazioni di combustibili, mentre i partiti politici hanno r ifiutato di concordare i termini della proposta di legge per la ricostruzione. I terremoti hanno ucciso circa 9 mila persone e distrutto o danneggiato almeno un milione di abitazioni. Invece di solidi edifici in costruzione, la zona rurale del Nepal attualmente è un mosaico multicolore di teloni temporanei. Il distretto di Dolakha, epicentro del terremoto del 25 Aprile, non fa eccezione. La gente si è arrangiata a costruire ripari con materiali salvati e quelli distribuiti dalle agenzie umanitarie. (AP) (20/10/2015 Agenzia Fides)
ASIA/PAKISTAN - Nuova iniziativa per cercare di ridurre la mortalità materna
Peshawar (Agenzia Fides) - Il Governo provinciale di Jiber Pajtunjwa, in Pakistan, ha creato un programma per la riduzione della mortalità materna che consiste nell’offrire 10 dollari per visita ad ogni donna incinta. Secondo fonti della sanità locale, nella provincia solo il 29% degli abitanti hanno una istruzione e di conseguenza non sono informati sulle eventuali complicazioni vincolate alla gravidanza. Il Pakistan è il terzo paese nel mondo dove si registra il maggior tasso di mortalità materna con 275 donne, ogni 100 mila nati vivi, che muoiono per cause vincolate alla gravidanza, al parto o al post-parto, superato solo da India e Nigeria. Attualmente solo il 50% delle donne della provincia di Jiber Pajtunjwa ricevono un minimo di assistenza prenatale, e solo il 25% quella post natale, da parte di ostetriche qualificate.
Obiettivo del programma è che le donne, grazie all’incentivo, si sentano motivate a farsi controllare prima, durante e dopo la gravidanza. Tra le sfide della società patriarcale pakistana c’è anche quella che le donne non vanno in ospedale perché non vogliono essere visitate da medici uomini e le dottoresse scarseggiano. Inoltre, la maggior parte dei 2,2 milioni di abitanti della provincia vivono in zone rurali di difficile accesso e hanno difficoltà per raggiungere i centri sanitari di assistenza primaria. Le autorità sperano che avendo il contributo economico le donne possano trovare un mezzo per raggiungere i centri sanitari. Fino a gennaio 2015 hanno beneficiato del programma circa 5678 donne. (AP) (20/10/2015 Agenzia Fides)
AMERICA/COLOMBIA - “L'apertura del dialogo con l'ELN è una notizia positiva” afferma Mons. Castro Quiroga
Bogotà (Agenzia Fides) – Il recente annuncio di un inizio di dialogo tra il governo colombiano e il gruppo di guerriglieri dell’ELN (Esercito di Liberazione Nazionale), è stato giudicato un segno positivo dal Presidente della Conferenza Episcopale della Colombia (CEC), Sua Ecc. Mons. Luis Augusto Castro Quiroga, Arcivescovo di Tunja, il quale ha detto di sperare che questo processo venga consolidato presto, "per il bene del Paese".
"L'apertura del dialogo con l'ELN è una notizia positiva, poiché costoro amano parlare, ma la difficoltà consiste nell’arrivare a prendere la decisione seria di entrare in un processo di pace possibile. Spero di poter sentire pubblicamente l'annuncio dell'avvio dei negoziati con lo Stato colombiano e quindi di continuare a costruire la pace nel paese" ha detto ieri sera, lunedì 19 ottobre, Mons. Castro Quiroga parlando a radio Caracol.
La nota inviata a Fides informa che il Presidente della CEC ha espresso la disponibilità della Chiesa colombiana a collaborare affinché questo processo di pace si sviluppi con tutte le garanzie, per contribuire a costruire la pace. Le sue dichiarazioni sono giunte quasi in simultanea con la notizia dell’accordo fra il governo colombiano e le FARC riguardo alle famiglie delle vittime: entrambe le parti si sono impegnate a consegnare tutte le informazioni disponibili che permettano di trovare i corpi delle persone scomparse durante questo conflitto interno che dura da più di 50 anni.
(CE) (Agenzia Fides, 20/10/2015)
AMERICA/URUGUAY - La Chiesa raccoglierà informazioni sulle persone scomparse durante la dittatura
Montevideo (Agenzia Fides) – La Chiesa cattolica ha messo a disposizione dei familiari dei detenuti scomparsi tutte le parrocchie del paese, allo scopo di raccogliere informazioni utili ad individuare i loro resti. La notizia, contenuta nella nota inviata a Fides da una fonte locale, è stata confermata dallo stesso Arcivescovo di Montevideo, il Card. Daniel Fernando Sturla Berhouet, S.D.B., che si trova a Roma per il Sinodo dei Vescovi sulla Famiglia.
La richiesta di collaborazione è stata presentata un mese fa dall’Associazione delle Madri e dei Parenti degli Scomparsi, nome ufficiale di questo gruppo, che ha elaborato un piano di sensibilizzazione per ottenere informazioni su queste persone. Hanno quindi chiesto di "consegnare una lettera, un messaggio in ogni parrocchia, chiesa o sinagoga di tutto il territorio nazionale", rivolgendosi a coloro che sanno qualcosa o conoscono qualche dettaglio che possa contribuire a trovare i resti dei loro cari. "Chiediamo un gesto di umanità. Non importa in quali circostanze avete saputo queste notizie" è scritto nel comunicato preparato dall'Associazione.
Il Cardinale ha insistito sul fatto che non interessa conoscere il nome di chi fornisce queste informazioni, ma interessa il dato. "Nella misura in cui avremo queste informazioni, vedremo crescere il contributo alla pace fra la nostra popolazione dell’Uruguay" ha detto il Card. Sturla.
Secondo diverse fonti, in Uruguay, dopo la dittatura (1972-1985) sono state registrate diverse persone scomparse. Una lista di 140 persone, con nome e cognome, è stata presentata dalla Commissione "Servizio della Pace e della Giustizia", mentre la Commissione per i diritti umani ne ha segnalati 192. Molti di loro furono uccisi nella repressione chiamata "Plan Condor". Dallo scorso mese di luglio, quando sono stati ritrovati diversi corpi, l'Associazione dei familiari degli scomparsi ha iniziato con più decisione la campagna per il ritrovamento dei resti dei loro cari.
(CE) (Agenzia Fides, 20/10/2015)
AMERICA/BRASILE - “Missione scalabriniana”: apre un nuovo Centro di accoglienza per i rifugiati a San Paolo
San Paolo (Agenzia Fides) - Un nuovo Centro di accoglienza per i rifugiati promosso dalle suore Missionarie Scalabriniane (Congregazione delle Suore Missionarie di San Carlo Borromeo) si aprirà il 25 ottobre a San Paolo del Brasile. L'istituzione del centro è stata pubblicata sulla Gazzetta ufficiale di San Paolo ed è il secondo della città. Si chiamerà “Missione scalabriniana” e nascerà nell’antico Collegio Santa Teresina, nel quartiere di Pari, accanto all'edificio dove già esiste il Cesprom, un centro di accoglienza diurna per immigrati latinos e senegalesi. Secondo le informazioni inviate all’Agenzia Fides, il Centro ha una capienza di 225 posti, 75 per il giorno e 150 per la notte, e fornisce un servizio h24. Il centro dispone di un team di 30 persone per offrire accoglienza, vitto e alloggio, ascolto, guida per l'accesso ai documenti personali, inserimento in progetti e programmi di formazione e preparazione al mondo del lavoro, esercizio della cittadinanza, coor dinamento e smistamento alla rete di assistenza sociale e ai servizi di altre politiche pubbliche del comune, coordinamento e contatti con fonti di offerte di lavoro, sviluppo di attività sociali ed educative.
La squadra delle Suore Missionarie Scalabriniane per coordinare questo progetto è composta da quattro religiose. “La tenda scalabriniana si allarga – ha spiegato suor Neusa de Fatima Mariano, Superiora generale delle Scalabriniane – ed apriamo questo centro in una delle zone più popolate di migranti, cioè l'America Latina. Le porte si apriranno il 25 ottobre, data della celebrazione dei 120 anni della fondazione della nostra Congregazione e nel primo anno dalla beatificazione di Madre Assunta, nostra Cofondatrice"..(SL) (Agenzia Fides 20/10/2015)

Per conoscere ciò che Egli dice alle Chiese


vaticanit - italiano has uploaded Papa: la sinodalità cammino della Chiesa del terzo millennio
Papa: la sinodalità cammino della Chiesa del terzo millennio
vaticanit - italiano
Testimonianze e contributi per ricordare l’istituzione, 50 anni fa, del Sinodo dei vescovi da parte di Paolo VI. Quel “camminare insieme”, sottolineato da Papa Francesco, è la strada sulla quale proseguire perché è la sinodalità il futuro della Chiesa del terzo millennio. Il Pontefice ricorda che anche il popolo di Dio ha il proprio “fiuto” per discernere le nuove strade che il Signore indica alla Chiesa e per questo il Sinodo, nelle ultime due sessioni, ha voluto ascoltare le famiglie anche attraverso un questionario. Dopo il popolo, ci sono i pastori chiamati a distinguere i flussi mutevoli dell’opinione pubblica e infine il Papa che si esprime non in base alle sue convinzioni ma come garante dell’ ...

Bollettino Fides News Del 13 settembre 2015

AFRICA/BURUNDI - Tensioni tra Burundi e Rwanda: “Si rischia un’esplosione nella regione dei Grandi Laghi”
Bujumbura (Agenzia Fides) - “Si rischia una guerra che investirebbe la regione dei Grandi Laghi” dicono all’Agenzia Fides fonti locali dal Burundi, dove sale la tensione con il vicino Rwanda, dopo l’espulsione di un diplomatico rwandese, Desiré Ryaruhirira, il saccheggio dell’agenzia di viaggi “Vulcano” di proprietà rwandese da parti di ignoti e l’espulsione di 48 rwandesi residenti da tempo nel nord del Burundi.
“In Burundi crescono di giorno in giorno le voci sull’arrivo nel Paese di uomini delle FDLR (Forze Democratiche di Liberazione del Rwanda), il gruppo di guerriglia che si oppone al governo di Kigali, rifugiatosi nella Repubblica Democratica del Congo, per dare man forte alle milizie locali fedeli al Presidente Pierre Nkurunziza, Sono però notizie da verificare” affermano le nostre fonti.
“Se questa notizia venisse confermata, c’è il rischio che il Rwanda possa attaccare il Burundi con conseguenze inimmaginabili” proseguono con preoccupazione le nostre fonti.
“Questo accade perché il Presidente non si fida dell’esercito, che è diviso al suo interno e che mantiene una parte dei suoi effettivi impegnati in missioni di pace all’estero (in Somalia e in Centrafrica), per cui Nkurunziza si affida a milizie a lui fedeli, rinforzate, forse, da uomini delle FDLR”.
La situazione nella capitale burundese rimane molto difficile. Ogni notte si sentono sparatorie e al mattino si ritrovano cadaveri nelle strade. Da queste mattina Bujumbura è sotto lo stretto controllo dei militari in occasione della festa per i martiri dell’indipendenza che si celebra oggi, 13 ottobre” riferiscono le nostre fonti.
La crisi politica scoppiata in Burundi a seguito del terzo mandato di Nkurunziza, violando la Costituzione, rischia quindi di prendere una dimensione regionale. “Stiamo aspettando la costituzione di una Commissione per il dialogo che sarà sociale, non politico, perché non comprende le formazioni dell’opposizione rifugiatesi all’estero, in particolare proprio in Rwanda. Occorre un vero dialogo politico per uscire dalla crisi” concludono le nostre fonti. (L.M.) (Agenzia Fides 13/10/2015)
AFRICA/GUINEA - Elezioni contestate dall’opposizione, che chiede un nuovo voto
Conakry (Agenzia Fides) - Denunciano frodi di massa, i 7 candidati che si oppongono al Presidente uscente Alpha Condé, i quali hanno chiesto l’annullamento del primo turno delle elezioni presidenziali che si sono tenute domenica 11 ottobre nella Repubblica di Guinea (vedi Fides 10/10/2015). La richiesta è stata presentata dalle opposizioni quando erano ancora in corso le operazioni di conta dei voti.
Secondo gli osservatori elettorali, le elezioni si sono svolte nella calma ed hanno visto un’alta affluenza di votanti, ma sono state caratterizzate da diverse difficoltà: ritardi, mancanza di materiale elettorale, votanti privi di cedole elettorali oppure non presenti nel registro del loro seggio, liste senza ordine alfabetico o numerico.
Per questo motivo il principale sfidante al Presidente uscente, Cellou Dalein Diallo, afferma che le elezioni sono state “una sceneggiata, una frode di ampie dimensioni” ed ha chiesto, insieme agli altri 6 candidati dell’opposizione, l’annullamento del voto, affermando, in caso contrario, di non riconoscerne il risultato. (L.M.) (Agenzia Fides 13/10/2015)
AFRICA/MAURITIUS - Kit formativo per il cambiamento climatico
Port Louis (Agenzia Fides) – E’ stato recentemente presentato un nuovo kit educativo per aiutare gli studenti ad imparare ad adeguarsi ai cambiamenti climatici. Il 1° settembre il Mauritius Institute of Education (MIE) ha annunciato che l’iniziativa è rivolta a 258 mila studenti di scuole primarie e secondarie dai 6 ai 18 anni. Secondo il MIE, obiettivo del kit è informare e sfidare gli studenti a sviluppare le competenze adeguate per l’adattamento e la sopravvivenza alle tendenze ecologiche ed ambientali in rapida evoluzione. Il kit contiene una vasta gamma di risorse materiali, tra cui segnalibri, volantini, schede informative, fumetti, manuali degli insegnanti, modelli 3D e le simulazioni che gli insegnanti stanno usando per educare gli studenti sui temi del cambiamento climatico. Ognuna delle 320 scuole primarie e 176 secondarie ha ricevuto due copie del kit e gli insegnanti provvedono alla diffusione delle informazioni. Come ulteriori mezzi di sensibilizzazione so no previsti anche una mostra grafica mobile sui cambiamenti climatici e sulla riduzione dei rischi, oltre a modelli low-cost. Secondo i Servizi Meterologici delle Mauritius, la media delle temperature sta aumentando ad un tasso di 0.15 gradi Celsius a decennio, ed è aumentata da 0.74 a 1.2 gradi Celsius dal 1961 al 1990. (AP) (13/10/2015 Agenzia Fides)
ASIA/SIRIA - L'Arcivescovo Hindo: è insensato chi definisce le operazioni militari contro i jihadisti come una “Guerra Santa”
Hassakè (Agenzia Fides) - “Ho sentito dire che alti responsabili del Patriarcato di Mosca hanno benedetto le operazioni militari russe contro le milizie jihadiste operanti in Siria come una 'Guerra Santa': voglio dire chiaramente che si tratta di un modo insensato di definire quello che sta succedendo in Siria, e che per noi quelle parole possono avere conseguenze devastanti”. Così l'Arcivescovo siriano Jacques Behnan Hindo, alla guida dell'arcidiocesi siro-cattolica di Hassakè-Nisibi, esprime in una conversazione con l'Agenzia Fides un giudizio netto sulle formule usate da ecclesiastici “che non vivono in Medio Oriente, e che spesso applicano chiavi di lettura politiche o ideologiche alle sofferenze dei cristiani mediorientali”.
Secondo l'Arcivescovo siro cattolico, fornire giustificazioni religiose agli interventi militari contro i jihadisti è sbagliato e fuorviante per più di un motivo: “A parlare di 'Guerra Santa' ” - fa notare mons. Hindo - “sono proprio i jihadisti. Se anche noi usiamo le loro stesse parole, quale è la differenza tra noi e loro? Con simili espressioni, si finisce proprio per confermare la loro ideologia sanguinaria: se davvero c'è in corso una Guerra Santa, potranno giustificare meglio ogni nefandezza anche contro i cristiani di qui, etichettandoli come quinte colonne del nemico che li attacca”. Invece, secondo l'Arcivescovo siro cattolico, “occorre ribadire che la Guerra è sempre peccato, e quindi non può esistere una Guerra Santa. E conviene tener sempre ben chiaro che i jihadisti non sono solo contro i cristiani, ma sono contro tutti, a partire dai musulmani che non si sottomettono alla loro ideologia e al loro dominio”.
Il ricorso alla categoria di “Guerra Santa” rischia di fornire conferme agli stereotipi jihadisti che definiscono gli occidentali come “crociati”, con un'identificazione che secondo l'Arcivescovo siro cattolico è anch'essa fuorviante: “Sono stati gli orientalisti occidentali” fa notare mons. Hindo “che hanno inventato la parola “Crociata”. Fino a due secoli fa, nei libri di storia arabi gli interventi occidentali del Medio Evo in Medio Oriente erano definiti come 'Guerre dei Franchi”. (GV) (Agenzia Fides 13/10/2015).
ASIA/PAKISTAN - Blasfemia: libertà su cauzione per un cristiano, udienza finale per un altro caso
Lahore (Agenzia Fides) – C’è una buona notizia per la comunità cristiana in Pakistan: al cristiano Pervaiz Masih, arrestato nel distretto di Kasur il 2 settembre scorso per presunta blasfemia (vedi Fides 3/9/2015), è stata concessa la libertà su cauzione. Lo comunicano a Fides gli avvocati dell’Ong “La Voce” ricordando che “è uno dei casi più rari nella storia del Pakistan. E’ molto difficile che ad una persona accusata di blasfemia, tantopiù a un cristiano innocente, sia concessa la cauzione un mese dopo l'arresto, da un tribunale di primo grado”.
L’avvocato Aneeqa Maria Anthony, che ha curato il caso, nota a Fides: “Molte vittime di presunta blasfemia sono condannate a morte come Asia Bibi e Sawan Masih. Altre, come nel caso del Pastore Aftab Gill (vedi Fides 1/10/2015) sono in carcere ingiustamente: preghiamo per la loro liberazione”. “Per il caso di Pervaiz Masih – prosegue – Dio ci ha benedetti con questo risultato molto importante: Kasur, infatti, è una delle zone più conservatrici del Punjab, ed è molto pericoloso contestare un caso di blasfemia in tale area”. Va notato poi che anche gli operatori dell’Ong “La Voce” sono stati fermati dalla polizia di Kasur nel bel mezzo della notte e hanno subito minacce e intimidazioni polizia. Il caso di Pervaiz Masih ora andrà avanti.
Un altro cristiano, Imran Masih, anch’egli accusato di blasfemia, è invece dietro le sbarre dal primo luglio 2009 e nel 2010 è stato condannato all'ergastolo per blasfemia da un tribunale di primo grado. “Le accuse a suo carico sono totalmente false e inventate. Ho deciso che mi batterò per questo caso. L’udienza finale del processo di appello è il 28 ottobre 2015 davanti all’Alta Corte di Lahore”, annuncia all’Agenzia Fides Khalil Tahir Sindhu, avvocato cattolico e ministro per le minoranze nel governo della provincia del Punjab. “Quando ho incontrato la sorella di Imran, piangeva e singhiozzava per la sua vita fratello”, osserva. Nonostante i rischi per la sua sicurezza personale, l’avvocato sarà in tribunale a dimostrare ai giudici che Imran Masih è del tutto innocente. (PA) (Agenzia Fides 13/10/2015)
ASIA/NEPAL - Il nuovo Primo Ministro affronta il nodo della ricostruzione post sisma
Kathmandu (Agenzia Fides) - Tre settimane dopo l’approvazione della Costituzione federale democratica il Nepal ha un nuovo Primo Ministro: si tratta di Khadga Prasad Sharma Oli, che l’11 ottobre ha giurato come nuovo Capo di un gabinetto di otto membri.
Sharma Oli, 63 anni, leader del Partito Comunista, avrà in agenda il compito di riallacciare i rapporti politici con l'India e avviare la ricostruzione dopo i recenti terremoti. I rapporti col vicino indiano sono oggi tesi a causa della questione dei Madhesi, un gruppo etnico del sud del Nepal, che si oppone alla nuova Costituzione e sta organizzando proteste che hanno causato problemi al traffico commerciale con l’India. Secondo gli osservatori, anche il governo indiano ha criticato la nuova Costituzione e sta in qualche modo favorendo tali difficoltà.
Inoltre il paese esce dal devastante terremoto della scorsa primavera, che ha causato migliaia di sfollati interni, bisognosi di aiuti di diverso genere. In uno scenario politico incerto, anche l’opera di ricostruzione, che dovrebbe essere avviata dopo la fase degli aiuti di emergenza, ne ha risentito.
Tra gli enti maggiormente impegnati, la Caritas Nepal ha raggiunto oltre 269.000 persone bisognose di assistenza e fornito 54mila alloggi a famiglie, anche grazie agli aiuti di Caritas Internationalis. Ora l’organizzazione cattolica sta progettando iniziative di microcredito e programmi di formazione professionale, soprattutto nel settore agricolo, avviando la fase della ripresa e della ricostruzione del tessuto sociale ed economico. (PA) (agenzia Fides 13/10/2015)
ASIA/TURCHIA - Soppressi gli aiuti finanziari per i giornali delle minoranze
Ankara (Agenzia Fides) – Le istituzioni politiche turche hanno soppresso il fondo con cui negli anni passati era stata parzialmente finanziata la pubblicazione di organi di stampa espressione delle comunità etnico-religiose minoritarie. Ne danno notizia fonti turche, consultate dall'Agenzia Fides. Secondo la legge, il sostegno finanziario disposto per i giornali nazionali e locali pubblicati in Turchia non aveva in origine previsto quote a vantaggi degli organi di stampa collegati alle minoranze religiose. Solo su richiesta di tali testate era stata in passato fissata a loro vantaggio una cifra annuale di 250mila lire turche, pari a circa 75mila euro. Ma tale stanziamento è andato gradualmente diminuendo nel corso degli ultimi anni, fino alla totale soppressione disposta senza che la decisione sia stata sottoposta al vaglio del Parlamento. (GV) (13/10/2015)
AMERICA/MESSICO - Giovani, famiglia e vita: punti centrali dell’impegno del collettivo “Juntos por Mexico”
Puebla (Agenzia Fides) – "Giovani, famiglia e vita, uniti nella gioia della nuova evangelizzazione" è il tema del Primo Incontro nazionale "Juntos por Mexico" (Insieme per il Messico), che si terrà dal 16 al 18 ottobre a Puebla. All’incontro partecipano più di 70 movimenti cattolici, impegnati a lavorare uniti nella difesa della vita, della famiglia e nell'impegno sociale.
La nota inviata a Fides dalla Conferenza Episcopale Messicana, informa che l'evento si terrà presso il Centro delle Esposizioni di Puebla, organizzato dai gruppi che formano "Insieme per il Messico", che è un’aggregazione di movimenti, associazioni e organizzazioni di laici cattolici del Messico che promuovono la comprensione reciproca, il rispetto e l’autostima. Partendo dalla spiritualità di comunione, intraprendono azioni comuni per la costruzione del Regno di Dio nel mondo.
Per incoraggiare la partecipazione alla manifestazione, Sua Ecc. Mons. Faustino Armendariz, Vescovo della diocesi di Querétaro, ha dichiarato che "Juntos por Mexico" è l'unione di tutti i movimenti laicali del paese e la voce del laicato organizzato del Messico, che si riuniranno per elaborare strategie per l'azione sociale, come discepoli e missionari e, come ha detto più di una volta il Papa, per “fare chiasso” come la gioventù di una Chiesa in uscita.
L'incontro avrà come relatori delle personalità di spicco del paese e provenienti dall'estero, che affronteranno vari temi legati alla realtà del Messico e all'impegno dei laici nel mondo di oggi, attraverso conferenze, video clip e tavoli tematici di discussione.
(CE) (Agenzia Fides, 13/10/2015)
AMERICA/PORTO RICO - Coalizione ecumenica ed interreligiosa contesta il Piano fiscale del governo
San Juan (Agenzia Fides) – La Coalizione ecumenica ed interreligiosa di Puerto Rico ha ribadito che i lavoratori e i settori più vulnerabili non possono sopportare il peso dell'enorme fardello legato alla soluzione della crisi fiscale ed economica del paese, come anche la richiesta che il governo degli Stati Uniti e i creditori devono in qualche misura condividere tale sacrificio.
E' la prima volta nella storia del paese che accade un fatto del genere: in un documento firmato da 13 leader religiosi, e intitolato "Risposta della Coalizione ecumenica ed interreligiosa al Piano di adeguamento fiscale del governo di Puerto Rico", viene sottolineato che il piano ha idee positive per affrontare la crisi fiscale, ma bisogna prima riflettere perché nel corso degli ultimi decenni sono state già attuate misure di austerità che hanno impoverito la popolazione.
"Queste misure non sono state in grado di risolvere la crisi fiscale di Puerto Rico” si legge nel comunicato inviato a Fides. “Come leader religiosi abbiamo la responsabilità pastorale e ministeriale della tutela dei giusti diritti del nostro gregge, e in particolare dei più svantaggiati e deboli" prosegue il testo, che pone cinque domande al governo di Puerto Rico sollecitando una risposta "chiara e precisa".
I quesiti sono i seguenti: si pensa di promuovere la stessa ricetta che è fallita prima? In che misura saranno tagliati i servizi alla cittadinanza? Quali incentivi per giovani imprenditori? Quale è la base per la creazione della giunta per l'adeguamento fiscale? Se non si pensa di promuovere politiche di austerità, perché quelle del Piano di adeguamento prevedono tagli di fondi che andranno a danneggiare direttamente la popolazione più povera?
"E' ora di condividere le responsabilità. E' ora di stilare un piano di azione per il futuro di Puerto Rico, per forgiare un futuro migliore per la popolazione, soprattutto per i più bisognosi, il settore più vulnerabile che soffre di più i tagli ai servizi" conclude il testo.
(CE) (Agenzia Fides, 13/10/2015)
AMERICA/PANAMA - Riscattati 200 bambini lavoratori tra i campi
Llano Tugrì (Agenzia Fides) - Almeno 200 bambini, bambine e adolescenti di Ngäbe Buglé, zona indigena di Panama, sono stati riscattati dai lavori nei campi dal Ministero dello Sviluppo e del Lavoro (Mitradel). Tra le attività agricole nelle quali i minorenni erano impegnati, prevalgono la coltivazione di riso, patate, mais e otoe, come pure la vendita di prodotti agricoli e di artigianato. Per cercare di evitare che i bambini ritornino a lavorare il Mitradel, insieme all’Istituto di Formazione delle Risorse Umane, consegnerà borse di studio per l’anno scolastico 2016. Inoltre, la Commissione per l’Eradicazione del Lavoro Minorile e la Tutela degli Adolescenti Lavoratori (Cetippat), vuole eradicare il fenomeno e incentivare l’uso delle assicurazioni sul lavoro per gli adolescenti a Panama. (AP) (13/10/2015 Agenzia Fides)
ASIA/SRI LANKA - Dimissioni del Vescovo di Jaffna e nomina del successore
Città del Vaticano (Agenzia Fides) – Il Santo Padre Francesco, in data 13 ottobre 2015, ha accettato la rinuncia al governo pastorale della diocesi di Jaffna (Sri Lanka), presentata da Sua Ecc. Mons. Thomas Savundaranayagam Emmanuel, in conformità al canone 401 § 1 del Codice di Diritto Canonico. Il Papa ha nominato Vescovo di Jaffna il Rev. Mons. Justin Bernard Gnanapragasam, finora Vicario Generale della medesima diocesi.
Il Rev.do Mons. Justin Bernard Gnanapragasam è nato il 13 maggio 1948, a Karampon, Kayts, in diocesi di Jaffna. Dopo la scuola elementare presso il St. Anthony’s College, a Kayts, è entrato nel Seminario Minore di Jaffna ed ha continuato la scuola secondaria nel St. Patrick’s College. Ha completato la formazione filosofica nel Seminario Nazionale di Kandy e quella teologica nel Papal Seminary di Poona, in India. È stato ordinato sacerdote per la diocesi di Jaffna il 24 aprile 1974.
Dopo l’ordinazione sacerdotale ha ricoperto i seguenti incarichi: 1974-1975: Vicario parrocchiale nelle missioni di Kilinochchi e Valaipadu; 1975-1976: Vicario parrocchiale nella missione di Uruthirapuram; 1976-1979: Vicario parrocchiale a S. Anna, Ilavalai; 1979-1980: Studi di Teologia Ecumenica presso l’Università di Hull, Regno Unito; 1980-1985: Parroco nella missione di Mareesankoodal e Vice-Rettore di St. Henry’s College; 1986-1989: Studi in Scienze dell’Educazione presso l’Università di Southampton, Regno Unito; 1990-1994: Direttore di un gruppo di Scuole statali; Rettore del St. Henry’s College; 1995-2002: Decano del Decanato di Ilavalai (9 parrocchie); 1992-2006: Visiting Professor nel Seminario Maggiore di Jaffna; 2002-2007: Rettore, St. Patrick’s College, Jaffna; dal 2002: Esaminatore di tesi dottorali, Università di Jaffna; dal 2007: Vicario generale di Jaffna; dal 2008: Direttore della tipografia cattolica di Jaffna. (SL) (Agenzia Fides 13/10/2015)

Foglio della Collaborazione Pastorale Di San Giorgio di Nogaro

V DOMENICA DI PASQUA – ANNO A - 3 maggio 2026

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