Bollettino Fides News del 20 gennaio 2016

EUROPA/SPAGNA - Al via nuova campagna triennale contro la fame
Madrid (Agenzia Fides) – La ong della Chiesa cattolica spagnola “Manos Unidas”, che si occupa di sviluppo, lancia una nuova campagna annuale contro la fame: “Plántale cara al hambre: siembra”. Inoltre, in occasione della Giornata nazionale della ong che si celebrerà il 14 febbraio, in tutta la Spagna saranno intraprese iniziative ed eventi. Secondo le informazioni pervenute a Fides, la campagna segna l’inizio di un triennio di lotta alla fame (2016-2018) durante il quale la ong si impegnerà per dare risposta alle cause e ai problemi che provocano la fame nel mondo, partendo da una tripla prospettiva: il cattivo uso delle risorse alimentari ed energetiche; un sistema economico internazionale che esclude le fasce deboli e alcuni stili di vita e consumo che aumentano la vulnerabilità e l’emarginazione. (AP) (20/1/2016 Agenzia Fides)
AFRICA/BURKINA FASO - “La nostra sola arma è la preghiera” affermano i Vescovi nel condannare l’assalto di Ouagadougou
Ouagadougou (Agenzia Fides) - “Le ferite inferte a persone concrete sono sentite dalla nazione intera. Nel vivere il lutto nazionale, vi invitiamo a ricordare e a pregare per le vittime, i feriti, le loro famiglie e i loro amici” afferma un comunicato della Conferenza Episcopale del Burkina Faso e Niger, pervenuto a Fides, nel quale si invitano i fedeli a pregare per le vittime degli assalti perpetrati a Ouagadougou nella notte tra il 15 e il 16 gennaio, da membri di AQMI (Al Qaida nel Maghreb Islamico).
“La nostra sola arma è la preghiera” sottolineano i Vescovi. “Possano tutti i credenti accrescere l’ardore della preghiera come abbiamo fatto in altre circostanze. La nostra invocazione per l’unità nazionale resterà sempre la nostra forza” conclude il comunicato.
Il bilancio dell’assalto all’Hotel Splendid e al vicino bar-ristorante “Le Cappuccino” è di 30 vittime. Tre assalitori sono stati uccisi nello scontro a fuoco per liberare gli ostaggi nell’hotel, mentre secondo alcune fonti altri tre terroristi sarebbero riusciti a fuggire.
Nel frattempo cresce la mobilitazione internazionale per chiedere il rilascio di una coppia di medici australiana (e non austriaci come detto in un primo momento) rapiti a Baraboulé, nel nord del Burkina Faso, alla frontiera con il Niger e il Mali.
L’annuncio del rapimento dei due ottantenni è avvenuto qualche ora dopo l’assalto nella capitale. Il rapimento è stato rivendicato dal gruppo jihadista maliano Ansar al Dine. (L.M.) (Agenzia Fides 20/1/2016)
AFRICA/NIGERIA - Il Card. Onaiyekan: “Da 20 anni assistiamo alla crescita del fanatismo religioso che alimenta la violenza”
Abuja (Agenzia Fides) - Le violenze a sfondo religioso in Nigeria vengono da lontano, ha affermato il Cardinale John Onaiyekan, Arcivescovo di Abuja, nel suo intervento alla facoltà di Giurisprudenza dell’Ahmadu Bello University, a Zaria, nello Stato di Kaduna.
“Circa due decenni fa, abbiamo iniziato a vedere la crescita di un fenomeno che colpisce negativamente l’armonia religiosa” ha detto. “Abbiamo cominciato a vedere la crescita di un rigido fanatismo, che tiene la gente così strettamente aderente alla propria fede al punto di affermare che solo loro sono accetti agli occhi di Dio. Questo porta ad escludere totalmente tutti coloro che non seguono la linea (di questi fanatici)”.
Il Cardinale ha sottolineato che i fanatici, musulmani ma anche cristiani, interpretano in maniera distorta brani del Corano e della Bibbia. “Abbiamo visto - aggiunge il Cardinale - come l’estremismo dottrinale si trasformi facilmente in violenza fisica. Disordini e conflitti mortali sono sviluppi naturali della negazione fanatica ed esclusiva dell’altro. L’anomalia di Boko Haram è un chiaro caso”.
Per questo il Card. Onaiyekan afferma che “condannare le violenze dei terroristi non è sufficiente. Dobbiamo anche far fronte al grave pericolo costituito da coloro che predicano l’esclusione delle altre fedi, che siano nelle moschee o nelle chiese”. (L.M.) (Agenzia Fides 20/1/2016)
ASIA/PAKISTAN - Assalto dei talebani all'università: chiese e società civile contro il terrorismo
Peshawar (Agenzia Fides) – Un gruppo di militanti talebani ha preso d'assalto questa mattina la Bacha Khan University a Charsadda, cittadina nel Nord del Pakistan tra Islamabad e Peshawar, uccidendo in modo indiscriminato studenti e professori, nelle aule e negli alloggi. Dopo l’intervento delle forze di polizia, il bilancio provvisorio delle vittime è di 30 morti, inclusi 4 terroristi e oltre 60 feriti. L'attacco, rivendicato dal gruppo Tehrik-i-Taliban Pakistan (TTP), i cosiddetti “talebani pakistani”, giunge a un anno dall'attentato alla scuola militare che a dicembre 2014 uccise a Peshawar oltre 150 persone, per la maggior parte bambini. Il TTP ha avvertito che porterà ulteriori assalti a università, collegi e scuole, soprattutto appartenenti all’esercito.
Samule Pervaiz Asghar, arcidiacono della Chiesa anglicana a Peshawar, dichiara a Fides: “Il terrorismo è una piaga in Pakistan e in tutto il mondo. Siamo sconvolti e senza parole. Condanniamo questa violenza insensata. Come cristiani siamo un popolo che cerca di costruire pace e armonia nella società. Siamo convinti che in Pakistan questa sia la nostra missione. Usiamo anche l’arma della preghiera: preghiamo anche per i terroristi, che Dio illumini le loro menti, perché abbandonino la violenza contro innocenti”.
“E' un evento tragico soprattutto per la scelta degli obiettivi soft, con meno disposizioni di sicurezza, come scuole e università e non basi militari” aggiunge a Fides Ghulam Dastagir, giornalista e intellettuale di Peshawar, membro della Ong “Human Rights Commission of Pakistan”. Significativa è la scelta: “Si intende colpire simbolicamente un istituto di istruzione: i talebani nella regione hanno distrutto in passato già oltre 400 scuole. Oggi cercano visibilità” spiega. Secondo Dastagir, “è una questione interna al Pakistan e non legata allo Stato Islamico (IS): i TTP non hanno rivendicato comunanza ideologica o strategica con l’IS, anche se non è escluso possano farlo in futuro”. Per combattere il terrorismo, conclude, “urge una strategia complessiva e più efficace dello stato. La società civile, le chiese, le istituzioni religiose possono dare un supporto con marce pacifiche, veglie di preghiera, con un’opera di sensibilizzazione culturale. Ma una risposta concreta s petta al governo". (PA) (Agenzia Fides 20/1/2016)
ASIA/SIRIA - Il Patriarca siro ortodosso organizza un incontro con i diplomatici presenti a Damasco
Damasco (Agenzia Fides) – Sua Beatitudine Mar Ignatius Aphrem II, Patriarca siro ortodosso di Antiochia, ha organizzato un ricevimento in occasione dell'inizio del nuovo anno a cui sono stati invitati tutti i diplomatici accreditati presso la Repubblica araba di Siria. Il ricevimento si è svolto ieri presso la sede patriarcale, situata nel quartiere di Bab Tuma, nell'area della Città vecchia di Damasco. Al ricevimento hanno preso parte tra gli altri anche l'Arcivescovo Mario Zenari, Nunzio apostolico a Damasco, insieme agli ambasciatori di Argentina, Armenia, Bielorussia, Egitto, India, Indonesia, Russia, Ucraina, Cuba, Iran, Pakistan, Iraq, Brasile e Venezuela. Durante il suo discorso ai diplomatici accreditati presso il governo di Damasco, il Patriarca Mar Ignatius Aphrem ha ribadito che il terrorismo e la guerra in atto in Siria sono alimentati dall'esterno, e ha rinnovato l'appello al sostegno internazinale nei confronti del popolo siriano.
Nei giorni scorsi, il Patriarca siro ortodosso si era recato a Qamishli, nel governatorato siriano nord-orientale di Hassakè, per compiere una mediazione riconciliatrice tra le milizie curde e i gruppi di autodifesa Sootoro, formati in prevalenza da cristiani siri e assiri, che l'11 gennaio si erano scontrati per il controllo di un checkpoint (vedi Fides 12/1/2016). In quell'occasione, l'attacco curdo al posto di controllo presidiato dai miliziani di Sootoro aveva provocato uno scontro a fuoco, durato un'ora, durante il quale aveva perso la vita il miliziano assiro David Gabriel ed erano rimasti feriti alcuni soldati curdi. (GV) (Agenzia Fides 20/1/2016).
ASIA/IRAQ - I raid della coalizione su Mosul devastano anche una chiesa
Mosul (Agenzia Fides) – Nella notte ra lunedì 18 e martedì 19 gennaio, i bombardamenti aerei compiuti dalla coalizione internazionale su Mosul – conquistata nel giugno 2014 dai jihadisti dello Stato Islamico (Daesh) – hanno colpito la chiesa siro-ortodossa dedicata alla Vergine Maria, nella zona del mercato. Fonti locali hanno riferito al sito d'informazione ankawa.com che la chiesa era occupata da elementi del Califfato, e che è stata devastata dal bombardamento subito. (GV) (Agenzia Fides 20/1/2016)
ASIA/CINA - Le “Mense della Carità” a servizio di migliaia di poveri di Xi An
Xi An (Agenzia Fides) – “Sono loro che hanno portato il calore ai clochard” era il titolo sulla prima pagina del quotidiano Chinese Business View (500 mila copie cartacee giornaliere e 17 milioni di visitatori per l’edizione in internet) della provincia cinese dello Shaan Xi. L’articolo mostrava grande apprezzamento per due iniziative gestite da volontari cattolici: la “Mensa della Carità della domenica” della parrocchia di Nan Tang e la “Mensa della Misericordia del Fiume Giallo” della parrocchia di Tian Xing, entrambe dell’arcidiocesi di Xi An, capoluogo della provincia.
Secondo le informazioni raccolte dall’Agenzia Fides, la “Mensa della Carità della domenica” è stata fondata tre anni fa, e ogni domenica offre il pranzo ai barboni, ai senzatetto, ma anche ai lavoratori immigrati e ai contadini. Come spiegano i parrocchiani, “siamo aperti a tutti i bisognosi, perché siamo seguaci di Gesù misericordioso”. Per migliorare il loro servizio, la scorsa estate hanno riparato e ristrutturato la cucina della parrocchia, per offrire un locale accogliente e attrezzato anche con l’aria condizionata, inoltre hanno installato una doccia nei pressi della piazza della chiesa.
Dopo la messa domenicale i volontari si dedicano a questo servizio. Periodicamente ci sono anche dei medici cattolici che prestano servizio gratuitamente facendo le visite a chi ne ha necessità. A Natale, in inverno ed in estate, gli stessi volontari che gestiscono la mensa distribuiscono vestiti, bevande calde o fresche, alla stazione e in vari luoghi pubblici. Secondo statistiche non complete, nel 2015 circa 5 mila persone hanno usufruito della “Mensa della Carità della domenica”, finanziata dalla parrocchia stessa con circa 2 mila euro. Invece la “Mensa della Misericordia del Fiume Giallo” della parrocchia di Tian Xing è attiva da ben 10 anni, e ogni lunedì, mercoledì e venerdì offre la cena a senzatetto e bisognosi. In entrambe le cucine la qualità dei cibi è sotto stretto controllo sanitario, ma soprattutto si vive una grande accoglienza e l’amore cristiano per questi abbandonati ed emarginati dalla società. (NZ) (Agenzia Fides 2016/01/20)
AMERICA/REPUBBLICA DOMINICANA - Mons. Peña Rodríguez: “La corruzione crea una ingiustizia scandalosa e disuguaglianza sociale”
Santo Domingo (Agenzia Fides) – Il Presidente della Conferenza Episcopale Dominicana (CED), Sua Ecc. Mons. Gregorio Nicanor Peña Rodríguez, ha presentato ieri la Lettera pastorale in occasione della Festa di Nuestra Señora de la Altagracia, Patrona della nazione, che si celebrerà domani, 21 gennaio, in tutto il paese.
Il documento, pervenuto a Fides prende come principali temi la corruzione dei politici e la violenza che circonda le famiglie. “L'esercizio della politica è diventato un business per avere denaro facile, ed è solo per pochi” segnala il Presule. "La corruzione crea una ingiustizia scandalosa e disuguaglianza sociale, allargando il divario tra le persone che sono diventate ricche, come per magia, senza altra giustificazione se non dopo aver assunto un incarico nella pubblica amministrazione" ha ribadito Mons. Peña Rodríguez.
La Lettera pastorale deplora la violenza e la criminalità che vanno dal femminicidio in famiglia ai rapimenti e agli omicidi su commissione. La Conferenza Episcopale Dominicana segnala in questa lettera, che “appare incredibile veder uccidere solo per un cellulare oppure sopportare la vergogna di riconoscere il coinvolgimento in atti criminali dei membri delle autorità che devono garantire l'ordine pubblico e combattere la violenza".
(CE) (Agenzia Fides, 20/01/2016)
AMERICA/STATI UNITI - “Due nazioni, una fede”: El Paso e Ciudad Juarez unite per la visita del Papa
El Paso (Agenzia Fides) – La diocesi statunitense di El Paso sta invitando i fedeli allo stadio Sun Bowl dell'Università del Texas, a El Paso (UTEP), per il 17 febbraio, per partecipare alla trasmissione in diretta della visita di Papa Francesco in Messico. Questo evento è una alternativa per coloro che non potranno raggiungere Ciudad Juarez o preferiscono non attraversare la frontiera nel giorno in cui il Papa sarà nella città vicina.
Sua Ecc. Mons. Mark J. Seitz, Vescovo della diocesi di El Paso, ha confermato ieri in una conferenza stampa la celebrazione, che si chiamerà "Two Nations, One Faith" (Due nazioni, una fede) e che si terrà nello stadio UTEP, dove sarà trasmessa su maxi schermi la Messa del Papa a Ciudad Juarez. Ci sarà anche un programma di musica religiosa con il cantante e chitarrista Tony Melendez.
"Vogliamo che più persone possibili riescano a godere questa meravigliosa visita, una delle più importanti della regione. Ecco perché abbiamo deciso di cercare un luogo e adeguato per ospitare migliaia di persone" ha detto Mons. Seitz. Lo stadio può ospitare fino a 51 mila persone, le porte rimarranno aperte dalle 12 alle 18. Anche le scuole cattoliche di El Paso avranno la giornata libera per poter assistere insieme alla celebrazione.
(CE) (Agenzia Fides, 20/01/2016)
AMERICA/MESSICO - Anche un sacerdote tzotzil concelebrerà con il Papa durante la sua visita in Messico
Chiapas (Agenzia Fides) – Anche un sacerdote di etnia tzotzil concelebrerà la Messa che sarà presieduta dal Santo Padre Francesco il 15 febbraio a Altos de Chiapas, durante la sua visita pastorale in Messico. Il tzotzil è una lingua che viene dai Maya ed è parlata soprattutto sugli altopiani del Chiapas, dai popoli di etnia tzotzil. Secondo i dati dell'ultimo censimento (2005), il numero di persone che lo parlano è di circa 350.000.
Sua Ecc. Mons. Felipe Arizmendi ha informato che padre Sebastián López, sacerdote tzotzil nato a El Bosque, il quale attualmente svolge il ministero pastorale a Chalchihuitán, sarà presente alla celebrazione del Papa insieme ai catechisti che lavorano presso la comunità di La Selva e Altos de Chiapas. La Messa sarà celebrata nel pomeriggio del 15 febbraio presso il Centro Sportivo del Comune.
Secondo la nota inviata a Fides, dopo aver celebrato la Messa, il Papa andrà in Cattedrale, dove incontrerà 500 anziani e 500 malati, poi dopo pranzo, andrà a Tuxtla Gutiérrez a presiedere un incontro con le famiglie nello stadio di calcio. Quel giorno il Papa pranzerà insieme a 8 indigeni della zona. Gli ornamenti per la Messa sono stati già confezionati da donne artigiane di Chilón, della Cooperativa Artegianale Jluchiyej Nichimetic.
(CE) (Agenzia Fides, 20/01/2016)

L'anno della misericordia a Betlemme



Telepace Holy Land TV has uploaded 1290 you Iniziative per l'Anno della Misericordia a Betlemme HD
1290 you Iniziative per l'Anno della Misericordia a Betlemme HD
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Bollettino Fides News del 19 gennaio 2016

AFRICA/KENYA - Regolamentazione del culto: il Presidente favorevole ad un compromesso con le Chiese “ufficiali”
Nairobi (Agenzia Fides) - “La nostra Costituzione accorda ad ogni keniano il diritto di culto e sostengo totalmente questo diritto. Ma non permetteremo ai malfattori di usare la religione per derubare i keniani” ha affermato il Presidente del Kenya, Uhuru Kenyatta, spiegando il senso della nuova regolamentazione delle confessioni religiose (“Religious Societies Rules 2015”), che sta suscitando un vivo dibattito tra il governo e le confessioni religiose. I Vescovi cattolici hanno fortemente criticato la proposta legislativa (vedi Fides 13/1/2016).
Di fronte alla prese di posizione delle confessione religiose keniane, il Presidente ha ordinato al Procuratore Generale di consultarsi con i rappresenti religiosi per far sì che le nuove disposizioni non minino i principi di libertà di culto radicati nella Costituzione.
Rivolgendosi alle autorità religiose, Kenyatta ha affermato che “occorre lavorare insieme per sradicare coloro che usano la religione per arricchirsi. Si tratta di ladri e vanno trattati con il disprezzo che meritano”.
Le “Religious Societies Rules 2015” oltre a cercare di contrastare coloro che fanno uso delle chiese a fini predatori, intendono impedire che le moschee vengano usate come luogo di reclutamento e di crescita di una nuova generazione di terroristi attraverso la predicazione integralista.
Oltre alla registrazione delle diverse confessioni religiose, le nuove regole prevedono che i pastori e i predicatori siano titolari di un diploma da parte di un’istituzione teologica accreditata.
Le nuove regole prevedono inoltre che ogni organizzazione religiosa abbia almeno un terzo dei propri officianti composto da keniani e che gli officianti e i leader religiosi stranieri per potere esercitare in Kenya abbiamo il permesso di lavoro, un documento di identità, oltre al passaporto e una lettera di presentazione da parte di un’ambasciata.
I Vescovi cattolici e anglicani hanno replicato che le loro chiese hanno la capacità di autoregolarsi; un’affermazione che è stata accolta dal Presidente, che ha affermato: “ la situazione migliore è l’auto-regolamentazione”. (L.M.) (Agenzia Fides 19/1/2016)
AFRICA/BURKINA FASO - Gli Stati dell’Africa dell’Ovest intendono lottare insieme contro il terrorismo
Ouagadougou (Agenzia Fides) - La lotta al terrorismo sarà al centro della Sessione straordinaria della Comunità economica degli Stati dell’Africa Occidentale (CEDEAO/ECOWS), annunciata dal Presidente del Benin, Yayi Boni, nella capitale del Burkina Faso, Ouagadougou, dove nell’assalto del 15 gennaio all’hotel Splendid e al vicino bar Le Cappuccino sono morte 29 persone.
“Dopo l’attacco avvenuto nel novembre scorso nella capitale del Mali, Bamako, che aveva fatto una ventina di morti, ed ora quello di Ouagadougou, gli Stati della regione hanno preso coscienza della necessità di agire” ha detto il Presidente beninese, sottolineando che “esiste una correlazione tra la sicurezza e lo sviluppo”. Gli attacchi nelle due capitali hanno preso di mira hotel frequentati da stranieri, molti dei quali operano per organismi umanitari e di sviluppo, e da imprenditori desiderosi di investire nei Paesi colpiti.
Il Presidente del Burkina Faso, Roch Marc Christian Kaboré, nel condannare con forza gli attentati, ha rivolto un appello alla coesione nazionale e invitato gli Stati della regione a mettere in comune le capacità di difesa per far fronte alla sfida dei terroristi. Il Presidente del Mali, Modibo Keita, ha auspicato la creazione di un gruppo d’intervento rapido per lottare contro il terrorismo, da parte dei Paesi del “G5 Sahel”: Mauritania, Mali, Burkina Faso, Niger e Ciad. (L.M.) (Agenzia Fides 19/1/2016)
AFRICA/MALAWI - Recuperare le madri adolescenti contrastando le pratiche tradizionali
Blantire (Agenzia Fides) – Il fenomeno delle ragazze madri è una realtà che affligge molte donne in Malawi. Nella maggior parte dei distretti del sud del Paese, si usa mandare le adolescenti in campi di iniziazione dove vengono incoraggiate ad avere rapporti sessuali per testare la loro maturità. Si tratta di un macabro rito conosciuto come “kutsatsa fumbi”. Infatti, in Malawi le gravidanze adolescenziali e i matrimoni precoci, in particolare nelle zone rurali, sono fomentate dalle credenze e dalle pratiche tradizionali. Grazie ad una iniziativa congiunta tra Stato, leader tradizionali, Chiese, ONU e altre ong, come la Agenzia Avventista per l’Aiuto e lo Sviluppo (ADRA), nel 2014 circa 600 mila adolescenti sono tornate a scuola. Inoltre, con il progetto di ADRA Malawi, Quando la madre è una bambina, vengono assistite 300 madri adolescenti. L’ultimo studio sullo stato di avanzamento degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio ha concluso che una ragazza su due si sposa pr ima dei 18 anni, e alcune addirittura a 12. (AP) (19/1/2016 Agenzia Fides)
ASIA/INDIA - Rapporto sulla violenza anticristiana: oltre 200 episodi nel 2015
New Delhi (Agenzia Fides) – Nel 2015 sono stati censiti oltre 200 incidenti verificati di violenza anticristiana. Sette Pastori protestanti e un laico sono stati uccisi, mentre le vittime della violenza nel complesso sono circa 8.000, incluse donne e bambini. Numerose chiese sono state devastate. Sono i dati diffusi dal Rapporto “India Christian Persecution”, edito dal “Catholic Secolar Forum” (CSF), organizzazione della società civile indiana, e pervenuto all’Agenzia Fides. Secondo il Rapporto, che analizza la violenza anticristiana in India avvenuta nel 2015, gli autori della violenza sono gruppi e formazioni estremiste e fanatiche induiste, che promuovono l’ideologia dell’Hindutva (“induità”), che vorrebbe eliminare dall'India i credenti delle religioni non indù. Tali gruppi sono ostili alle minoranze religiose musulmane e cristiane e diffondono una campagna di odio e di diffamazione che poi genera atti concreti di violenza.
Secondo il rapporto, lo stato di Maharashtra è quello in cui l'ideologia è maggiormente diffusa, mentre il Madhya Pradesh è in cima alla lista per numero di episodi di violenza anticristiana. Seguono Tamil Nadu, Jharkhand, Chhattisgarh, Haryana, Odisha, Rajasthan, in un elenco che comprende 23 stati dell’Unione indiana.
Il Rapporto nota che una della accuse principali ai cristiani è quella di conversioni forzate e con mezzi fraudolenti. Per questo il governo del Madhya Pradesh, ha modificato la cosiddetta “legge anti-conversione”, inasprendo le pene. Il laico cattolico Joseph Dias, responsabile del CSF, nota che “la conversione forzata non è in alcun modo parte dell'orizzonte della fede cristiana: si tratta solo di lasciare libertà di coscienza e di religione, previste dalla Costituzione”.
Sono invece cresciute le cosiddette “cerimonie di riconversione”, organizzate dai gruppi estremisti indù in numerosi stati indiani, in cui dalit e tribali cristiani vengono riportati in massa all’induismo.
Tra i gruppi fautori delle violenze, si è consolidato nel 2015 il Rashtriya Swayamsevak Sangh (RSS), che ha “rafforzato la sua presa sul sistema politico del paese”, nota il testo, che oggi conta oltre 15 milioni di militanti sparsi in oltre 50mila cellule locali, e conta membri anche nella polizia, nella magistratura, nella amministrazione statale. Infine si nota che anche a livello istituzionale, l'India non rinnova il visto di permanenza nel paese a missionari, religiosi e religiose che operano stabilmente accanto ai poveri e agli emarginati. (PA) (Agenzia Fides 19/1/2016)
ASIA/LIBANO - Con una mossa a sorpresa, Geagea decide di appoggiare l'ex “nemico” Aoun alle elezioni presidenziali
Beirut (Agenzia Fides) – Con una mossa a sorpresa, il leader del partito delle Forze Libanesi Samir Geagea ha annunciato la disponibilità della sua formazione politica a appoggiare la candidatura dell'ex generale Michel Aoun alla carica di Presidente della Repubblica libanese. L'iniziativa è destinata a stravolgere il sistema di alleanze e di contrapposizioni che da tempo caratterizza lo scenario politico libanese, e ha portato il Paese alla paralisi istituzionale che impedisce da 18 mesi di eleggere il nuovo Presidente.
Geagea e Aoun, ambedue cristiani maroniti, negli ultimi decenni sono sempre stati avversari e le formazioni politiche da loro guidate sono schierate su fronti contrapposti, sia sul piano interno che su quello internazionale. Le Forze Libanesi, insieme al Partito sunnita “Futuro” guidato da Saad Hariri, fanno parte della cosiddetta “Coalizione 14 marzo”, appoggiata dall'Arabia Saudita e ostile alla Siria di Assad, mentre il “Movimento Patriottico Libero” di Aoun è alleato del Partito sciita Hezbollah – schierato anche militarmente al fianco del regime siriano - e fa parte della “Coalizione 8 marzo”.
“Dopo una lunga riflessione, lunghe discussioni e le deliberazioni del Comitato esecutivo” ha riferito Geagea in una conferenza stampa tenuta ieri insieme all'ex rivale, “le Forze Libanesi hanno annunciato il loro sostegno alla candidatura del generale Michel Aoun alla presidenza”.
La decisione – così ha spiegato il leader delle Forze Libanesi è stata presa con "la speranza di raggiungere una situazione più stabile" nel Paese dei Cedri. Aoun, dal canto suo, ha sottolineato la necessità di “costruire il futuro” e di “voltare pagina rispetto al passato, senza tuttavia dimenticarlo, per non ripeterlo”.
Nella giornata di ieri, diversi leader politici maroniti – compresi Geagea e Aoun – hanno avuto incontri con il Patriarca maronita Boutros Bechara Rai. L'alleanza trasversale tra la due formazioni politiche maronite manda in archivio il recente tentativo – guidato dal Partito sunnita di Saad Hariri e appoggiato dall'Arabia Saudita – di trovare consenso intorno alla candidatura di Suleiman Franjieh (che comunque ieri, dopo l'incontro con il Patriarca Rai, ha comunicato via twitter di non volersi ritirare dalla competizione elettorale).
Michel Aoun ha 82 anni. Nel delicato sistema istituzionale libanese, la carica di Presidente della Repubblica è riservata ad un cristiano maronita. “Da giovane sacerdote” dichiara all'Agenzia Fides don Rouphael Zgheib, Direttore nazionale delle Pontificie Opere Missionarie in Libano, “ricordo ancora con sgomento quando negli anni della guerra civile le fazioni maronite erano su fronti opposti e si combattevano con ferocia. Quello che è accaduto è certo sorprendente, e tra i cristiani è stato accolto con sollievo, ma speriamo che non sia arrivato troppo tardi. Perchè questo accordo, da solo, non può cambiare tutto. Aspettiamo di vedere quali saranno le reazioni nella regione, e anche come reagiranno le fazioni politiche libanesi musulmane, sia sciite che sunnite, che finora tacciono, e i drusi di Walid Jumblatt, di cui oggi è attesa una dichiarazione. Siamo in una fase di attesa. Non si può dire che tutto è risolto”. (GV) (Agenzia Fides 19/1/2016)
ASIA/IRAQ - Il Patriarca caldeo critica le sigle politiche cristiane
Baghdad (Agenzia Fides) - I rappresentanti dei gruppi politici iracheni legati alla diverse comunità cristiane “non sono riusciti nel corso degli anni a soddisfare le legittime aspirazioni del loro popolo”, perseguendo agende ristrette e concentrandosi nella tutela di interessi personali o di piccoli gruppi. Così il Patriarca caldeo Louis Raphael I ha voluto denunciare l'inadeguatezza delle sigle e degli attivisti politici che pretendono di rappresentare le diverse comunità cristiane nello scenario iracheno, ribadendo che essi, con le loro scelte miopi e di corto respiro, finiscono per contribuire al progressivo indebolimento della presenza cristiana nel Paese sconvolto dal terrorismo e dalle derive settarie.
L’intervento del Patriarca è avvenuto ieri, lunedì 18 gennaio, nel primo giorno del cosiddetto “digiuno di Ninive”, che precede di tre settimane quello quaresimale e durante il quale, per tre giorni, i caldei si astengono dal cibo e dalle bevande dalla mezzanotte fino al mezzogiorno del giorno successivo, evitando per tutti e tre i giorni di mangiare cibi e condimenti di origine animale (vedi Fides 12/1/2016).
In particolare, nel suo intervento, il Patriarca ha stigmatizzato la frammentarietà dell'azione politica portata avanti da sigle e attivisti che fanno capo alle diverse Chiese e comunità cristiane. Anche alle ultime elezioni politiche, svoltesi della primavera 2014, gli attivisti politici legati alle comunità cristiane si sono presentati all'appuntamento elettorale in ordine sparso, divisi in 9 piccole liste.
Il Patriarca caldeo, nel suo intervento di ieri, ha rinnovato l'appello a tutte le Chiese e comunità cristiane irachene a creare una lista unitaria di cristiani abilitati a presentarsi alle elezioni anche in virtù della propria competenza professionale, per servire i propri fratelli perseguitati e l'interesse generale del Paese. Se tale appello sarà lasciato cadere nel vuoto dalle altre Chiese, il Patriarca Luis Raphael ha espresso l'intenzione di favorire comunque la creazione di una lista politica unica in rappresentanza delle istanze delle comunità caldee. (GV) (Agenzia Fides 19/1/2016).
ASIA/PAKISTAN - Speciale “Anno dell’Educazione” nell’Anno della Misericordia
Faisalabad (Agenzia Fides) – “La misericordia più grande è il servizio dell’istruzione che si può dare a un bambino e a una persona”: con questa consapevolezza la Chiesa di Faisalabad, diocesi nella provincia del Punjab, aprirà il 6 febbraio uno speciale “Anno dell’Educazione” che coincide in buona parte con l’Anno della Misericordia. Come annunciato a Fides dal Vescovo locale, Sua Ecc. Mons. Joseph Arshad, l’Anno dell'Educazione inizierà il 6 febbraio, nella locale Giornata della Vita Consacrata. In quell’occasione si riuniranno a Faisalabad studenti provenienti da tutte le scuole della Diocesi e fedeli di tutte le parrocchie. Scopo dell'Anno è “incoraggiare gli studenti cristiani, le scuole e le comunità a impegnarsi in questo delicato settore, per poter svolgere un ruolo fondamentale nella società”.
“L'educazione è l’arma più potente che è possibile utilizzare per cambiare la società” rimarca il messaggio di indizione, sottolineando come “l’istruzione sia la strada per cambiare anche il destino
dei cristiani in Pakistan”, affrancandoli dalla condizione di emarginazione e povertà.
Il Vescovo invita “ogni individuo, famiglia e istituzione a giocare un ruolo attivo per promuovere la qualità della formazione scolastica”, aiutati da uno speciale team diocesano che sarà al servizio della comunità. “Un'istruzione di qualità genera un cambiamento in meglio nella mentalità e nell’agire sociale. Camminiamo insieme per cambiare il destino della nostra vita” conclude il Vescovo. (PA) (Agenzia Fides 19/1/2016)
AMERICA/BRASILE - Ancora minacce per gli indigeni Guarani e Kaiowá
Taquara (Agenzia Fides) – All’alba del 15 gennaio, indigeni del popolo Guarani e Kaiowá hanno ripreso possesso di una parte del loro territorio tradizionale nella zona conosciuta come “Terra indigena Taquara”. L'area, su cui c'è una fattoria, è conosciuta dai nativi come Lechucha e fa parte del territorio Taquara, vicino al comune di Juti, nel Mato Grosso do Sul. In questa giornata, gli indigeni affermano di aver ricevuto minacce da parte di uomini armati su pick-up, i cosiddetti "pistoleiros".
Il fatto è avvenuto due giorni dopo l’anniversario dell'assassinio del cacique Marcos Veron, morto il 13 gennaio 2003. Marcos fu un leader storico di Taquara, e si mise alla guida del popolo Guarani e Kaiowá nel 1997, dopo anni di attesa della risposta del governo alle richieste di identificazione e demarcazione della loro terra.
La nota inviata a Fides dal CIMI (Consiglio Indigenista Missionario), informa che attualmente, il territorio è in attesa della ratifica dell'area da parte del governo federale. Gli studi di identificazione delle terre tradizionali sono iniziati nel 1999, e nel 2010 il Ministero della Giustizia ha emesso un ordine dichiarativo, riconoscendo il popolo Guarani e Kaiowá come popolo tradizionalmente padrone del suo territorio.
I circa 600 indigeni hanno vissuto finora in una piccola parte del loro territorio tradizionale, occupando solo 300 dei 9.700 ettari di Taquara. In questo spazio ristretto, Guarani e Kaiowá hanno sofferto continui abusi, minacce e violazioni di ogni genere, perfino l'uso di pesticidi nelle piantagioni di canna da zucchero vicine e la deforestazione causata dagli agricoltori nelle vicinanze.
Fides ha segnalato più volte la dura vicenda del popolo Guarani e Kaiowá (vedi Fides 23/09/2010, 9/08/2013) e le denunce del CIMI (vedi Fides 14/06/2012, 7/04/2014).
(CE) (Agenzia Fides, 19/01/2016)
AMERICA/MESSICO - Migranti cubani bloccati in Messico
Chiapas (Agenzia Fides) – Gli emigrati cubani hanno oggi una via preferenziale per entrare negli Stati Uniti, che parte dall'America centrale al confine settentrionale del Messico. Il governo messicano infatti concede loro documenti di soggiorno temporaneo, ma molti di loro si fermano a Tapachula e Chiapas, perché rimangono senza soldi e in attesa di ricevere sostegno dalle loro famiglie. Secondo la stampa locale saranno ancora di più dopo l'accordo raggiunto la scorsa settimana tra Costa Rica, El Salvador, Guatemala e Messico, che ora permettono il passaggio di oltre 8.000 cubani che erano rimasti bloccati in Costa Rica alla fine del 2015, in quanto il governo del Nicaragua impediva il transito sul suo territorio (vedi Fides 25/11/2015; 3/12/2015; 28/12/2015; 29/12/2015).
Un gruppo di loro ha provato a raggiungere Miami, ma sono tornati indietro a causa dei controlli, così sono stati accolti dalla casa del migrante "El Buen Pastor", che ospita principalmente emigranti centroamericani. Alla fine di ottobre 2015 il sacerdote Cesar Cañaveral ha chiesto sostegno per gli emigrati cubani che cominciavano ad arrivare numerosi. "Prima ogni giorno ne arrivavano circa 20, ma nel mese di ottobre la situazione è precipitata, e abbiamo cominciato a vederne arrivare fino a 300 in un solo giorno, mentre l'INM, Istituto Nazionale dei Migranti, tardava tre giorni per consegnare il lasciapassare" ha dichiarato padre Cañaveral.
La nota pervenuta a Fides informa che il governo messicano ha iniziato a fornire dei lasciapassare che concedono ai cubani un permesso per la permanenza di 20 giorni nel Paese, per continuare il loro viaggio attraverso il Messico verso gli Stati Uniti, anche se non tutti riescono ad arrivare alla frontiera. Sempre secondo la nota, si registra un aumento della tensione fra gli stessi emigranti, perché i cubani sono accusati di avere un trattamento di preferenza rispetto ad altri.
(CE) (Agenzia Fides, 19/01/2016)
AMERICA/MESSICO - “Adiós a la Pobreza”: un progetto per l’igiene sanitaria
Veracruz (Agenzia Fides) – Gli abitanti del municipio di Ayahualulco, nella provincia di Veracruz, fino a qualche mese fa utilizzavano le latrine all’aperto. Oggi, grazie all’impegno del Volontariato Veracruziano e al Sistema Statale per lo Sviluppo Integrale della Famiglia (DIF), dispongono di bagni chimici. Attraverso il programma “Adiós a la Pobreza”, nelle comunità di Rinconada e Altamirada, sono stati collocati 348 bagni chimici che, oltre a preservare la popolazione dalle malattie, tra i tanti vantaggi, contribuiscono anche alla tutela dell’ambiente. Questo sistema è molto efficace soprattutto per la facilità della sua installazione e la sicurezza per l’ambiente. Inoltre sostituisce le latrine e non genera odori, è ideale per i luoghi dove non c’è rete fognaria; non genera parassiti, non richiede manutenzione e può essere collocato accanto alle abitazioni. (AP) (19/1/2016 Agenzia Fides)

Charlene Cattolica


La principessa di Monaco parla della sua fede cattolica

Princess Charlene of Monaco (L)looks on during a private audience with Pope Francis at the Vatican on January 18, 2016.     / AFP / FILIPPO MONTEFORTE

Bollettino Fides News del 18 gennaio 2016

AFRICA/BURKINA FASO - “Il Paese è sotto choc, lutto per tre giorni e nelle chiese si prega per la pace” dice il Direttore Nazionale delle POM
Ouagadougou (Agenzia Fides) - “Nelle chiese del Burkina Faso i fedeli pregano per la pace” dice all’Agenzia Fides p. Oscar Zoungrana, Direttore Nazionale delle Pontificie Opere Missionarie (POM) del Burkina Faso, dove il 15 gennaio un gruppo di terroristi di Al Qaida nel Maghreb Islamico (AQMI) ha ucciso almeno 29 persone di diversa nazionalità nell’assalto all’hotel Splendid (frequentato soprattutto da funzionari dell’ONU) e al vicino ristorante “Le Cappuccino” (vedi Fides 16/1/2016).
“La popolazione è ancora sotto choc. È vero che un episodio simile era avvenuto di recente nel Mali, Paese nostro vicino, e molti dicevano che anche il Burkina Faso poteva essere nel mirino dei terroristi, ma non ci si aspettava che potesse accadere un attentato così presto” dice a Fides don Oscar. “Per molti è stata una grande sorpresa, anche perché nel nostro Paese non era mai accaduto un dramma di queste proporzioni. C’era già stato un attacco ad alcuni gendarmi alla frontiera con il Mali, ma un assalto di queste proporzioni nella capitale ci ha colti di sorpresa”.
Il Burkina Faso ha appena concluso un periodo di transizione dopo la cacciata dell’ex Presidente Blaise Compaoré, culminata con le elezioni del 29 novembre che hanno portato alla designazione di Roch Marc Christian Kaboré come nuovo Presidente.
“Il governo appena insediato ha tenuto sabato 16 gennaio un Consiglio dei Ministri straordinario che ha preso alcuni provvedimenti, tra cui quello di indire il lutto nazionale di tre giorni” riferisce don Oscar. “È stato inoltre prolungato il coprifuoco stabilito nelle ore dell’assalto terroristico, mentre prosegue l’inchiesta per chiarire come si sono svolti i fatti. Il luogo dell’attentato è ancora circondato dalle forze di sicurezza per permettere il lavoro degli inquirenti. Mali e Burkina Faso hanno inoltre deciso di coordinare gli sforzi per lottare contro i terroristi mentre è stata rafforzata la collaborazione con le forze francesi e americane presenti da tempo nel nostro Paese, che hanno condotto l’assalto finale per liberare gli ostaggi dell’hotel”.
Secondo il sacerdote, l’obiettivo dei terroristi non è tanto quello di destabilizzare il Paese quanto di “prendere di mira gli stranieri per bloccare la cooperazione tra i Paesi africani, come il Burkina e il Mali, e l’Europa e le istituzioni internazionali”. (L.M.) (Agenzia Fides 18/1/2016)
AFRICA/KENYA - L’esercito keniano lancia un’operazione per liberare i militari catturati dagli Shabaab
Nairobi (Agenzia Fides) - Il capo di Stato Maggiore delle forze armate del Kenya, il generale Samson Mwathethe, ha rivelato alcuni dettagli dell’attacco compiuto il 15 gennaio dagli Shabaab somali contro una base di militari keniani che operano nell’ambito dell’AMISOM (missione dell’Unione Africana in Somalia), verificatosi nel sud della Somalia. Nell’attacco, avvenuto nella località di El-Adde, sono morti diversi soldati di Nairobi mentre altri sono stati catturati.
Secondo gli Shabaab, i militari morti sono almeno 100, ma le autorità di Nairobi si sono finora astenute dal rivelare il numero dei caduti, affermando che prima occorre contattare le famiglie delle vittime.
Il generale Mwathethe ha affermato che l’assalto è stato condotto con l’ausilio di tre autobomba che hanno aperto la strada agli assalitori. Un altro punto che non è stato chiarito concerne se è stata assalita o no anche una vicina base dell’esercito somalo.
L’esercito keniano ha annunciato di aver avviato un’importante operazione per liberare i militari catturati dagli Shabaab. (L.M.) (Agenzia Fides 18/1/2016)
AFRICA/REPUBBLICA CENTRAFRICANA - Campagna di vaccinazioni: entro il 2106 un quarto dei bambini vaccinati contro malattie letali
Bangui (Agenzia Fides) - L’organizzazione medico-umanitaria Medici Senza Frontiere (MSF) ha avviato una campagna di vaccinazioni di massa senza precedenti nella Repubblica Centrafricana (CAR). Obiettivo è vaccinare circa 220 mila bambini, pari a un quarto di tutti quelli presenti nel Paese, entro la fine del 2016. Secondo la nota pervenuta all’Agenzia Fides, si tratta di un’azione di portata eccezionale, che consentirà di proteggere i bambini al di sotto dei cinque anni contro le principali malattie responsabili di mortalità infantile nel Paese. Avviata lo scorso luglio nel nord del paese, in collaborazione con il Ministero della Salute, la campagna ha ora raggiunto la sub-prefettura di Berberati, nella zona sudoccidentale, e verrà gradualmente estesa a tutte e 13 le sub-prefetture in cui MSF è presente. Accanto ad essa, l’ong potenzierà i servizi nelle strutture sanitarie in cui lavora e in questo modo potrà fornire ai bambini al di sotto dei 5 anni una protezione eff icace contro almeno nove malattie infettive.
Ulteriori misure preventive come la distribuzione di vitamina A, zanzariere, trattamenti anti-parassitari e screening per la malnutrizione, verranno adottate secondo i bisogni specifici di ciascuna prefettura. Dati ufficiali del Ministero della Salute mostrano che la crisi politica e militare iniziata nel 2013 ha causato una drastica riduzione dei tassi di copertura vaccinale. Tra il 2012 e il 2014, il numero di bambini centrafricani vaccinati contro il morbillo si è ridotto dal 64% al 25%, mentre per le infezioni respiratorie è sceso dal 52% al 20%. Alla fine del 2013, solo il 13% dei bambini di un anno aveva ricevuto le vaccinazioni complete. (AP) (18/1/2016 Agenzia Fides)
ASIA/IRAQ - Villaggio cristiano bombardato dall'esercito turco; la condanna del Patriarcato caldeo
Dohuk (Agenzia Fides) – Le truppe turche hanno bombardato nella notte tra il 16 il 17 gennaio il villaggio iracheno di Sharanish, collocato ai confini con la Turchia, nel governatorato di Dohuk, abitato da cristiani caldei e assiri. I bombardamenti hanno diffuso il panico tra la popolazione, costretta a fuggire verso la città di Zakho in piena notte, con condizioni meteorologiche caratterizzate dalla neve e dal freddo pungente A darne notizia è il Patriarcato di Babilonia dei Caldei, che attraverso i suoi canali ufficiali esprime ferma condanna dell'azione militare turca, definendola “totalmente ingiustificata” e facendo anche appello al governo autonomo del Kurdistan iracheno affinchè adotti “le misure necessarie per difendere i propri cittadini”. L'attacco – riferisce il comunicato diffuso dal Patriarcato e pervenuto all'Agenzia Fides - è stato compiuto “con il pretesto della lotta contro le postazioni dei curdi del PKK (Partîya Karkeren Kurdîstan, Partito dei Lavo ratori del Kurdistan)”. Una nota di protesta è stata inviata dal Patriarcato caldeo anche all’ambasciata turca a Baghdad.
Negli anni Ottanta, la cittadina era stata completamente devastata durante le campagne militari compiute dall'esercito iracheno contro i curdi. Dopo la fine del regime di Saddam Hussein, parte della originaria popolazione cristiana era tornata ad abitare il villaggio, anche per fuggire alle violenze anti-cristiane sempre più frequenti nelle aree urbane di Baghdad e Mosul. Il villaggio ospita anche decine di famiglie cristiane fuggite nel 2014 dalla piana di Ninive davanti all'avanzata dei jihadisti dello Stato Islamico (Daesh).
Già nell'agosto scorso Sharanish e altri villaggi dei monti Qandil abitati da cristiani erano stati fatti oggetto di raid aerei durante le operazioni militari compiute in quell'area dall'esercito turco contro i curdi del PKK. (GV) (Agenzia Fides 18/1/2016).
ASIA/TERRA SANTA - Nuovo atto di vandalismo settario contro la chiesa della Dormizione
Gerusalemme (Agenzia Fides) - Slogan anti-cristiani sono stati scritti sulle porte e sulle mura dell’Abbazia della Dormizione sul Monte Sion. Il nuovo atto di vandalismo contro il monastero benedettino è avvenuto domenica 17 gennaio, nella stessa giornata in cui Papa Francesco ha reso omaggio alla comunità ebraica di Roma, visitando il Tempio maggiore. Secondo quanto riferito dai media ufficiali del Patriarcato latino di Gerusalemme, alcuni degli slogan scritti sulle porte e le mura dell’Abbazia recitano: «Morte ai cristiani pagani, nemici di Israele», «Il suo nome (Gesù) e la sua memoria vanno cancellati» o ancora: «Cristiani all’inferno».
Il nuovo atto di vandalismo settario segue di tre settimane quello compiuto contro il convento salesiano di Beit Gemal (vedi Fides 9/1/2016). Esso si inscrive nella serie di atti intimidatori compiuti a danno di monasteri cristiani a partire dal febbraio 2012. Da allora, in più occasioni, siglandosi con la formula “il prezzo da pagare” (price to tag), gruppi oltranzisti vicini al movimento dei coloni hanno portato attacchi ai danni di luoghi di culto - chiese e moschee – frequentati dalla popolazione araba.
Il Patriarcato latino di Gerusalemme ha diffuso una nota in cui condanna fermamente la nuova aggressione e ricorda che “l’unico modo per far fronte ad atti del genere è quello di controllare l’educazione impartita nelle scuole in cui vengono istruiti questi giovani, e monitorare chi incita all’intolleranza contro i cristiani”. Il Pattriarcato esprime anche l'augurio “che i responsabili di questo attacco vengano arrestati prima di rendere esecutive le loro minacce”.
(GV) (Agenzia Fides 18/1/2016).
ASIA/INDIA - La mancanza di acqua e servizi sanitari causa malattie prevenibili nei bambini
Bangalore (Agenzia Fides) – Insieme al fenomeno climatico de El Niño del 2015, che ha dissipato i monsoni del sudovest del Paese, la mancanza di approvvigionamento idrico ha favorito il proliferare delle malattie trasmesse dall’acqua in Karnataka, dove il 49% delle persone praticano la defecazione all’aperto. Diarrea, dissenteria, gastroenterite, colera continuano a contagiare i bambini che vivono al di sotto della soglia di povertà, in particolare nei villaggi più emarginati, oltre che ad aumentare mortalità infantile, ritardo nella crescita e denutrizione. La dengue, favorita dalle acque residue, nel 2015 ha raggiunto il suo picco nel Paese con 4.691 casi e 9 morti, secondo le statistiche del Ministero Federale della Sanità. La maggior parte dei ricoveri registrati nell’ospedale Vani Vilas per Bambini e Donne del Karnataka sono stati per la dengue.
Tra gennaio e settembre 2015 i bambini contagiati sono stati 799, del totale dei 2800, ha dichiarato il reparto di Pediatria dell’ospedale. Anche se i bambini ricevono pasti nelle scuole e usufruiscono di sistemi igienico sanitari nelle infrastrutture presenti, la mancanza nelle loro case, insieme alla scarsità d’acqua provocata dal cambiamento climatico, riduce l’indice di sviluppo umano anche nelle regioni più progredite dell’India. La sfida che rimane urgente è quella di creare un'infrastruttura di acqua e servizi igienici, convincere l'opinione pubblica della loro efficacia, della necessità di sradicare la defecazione all'aperto e delle fogne a cielo aperto. (AP) (18/1/2016 Agenzia Fides)
AMERICA/PANAMA - “Non possiamo abituarci alla violenza": la riflessione dei Vescovi sulla situazione nazionale
Città di Panama (Agenzia Fides) – La Conferenza Episcopale Panamense (CEP) presenta in un suo documento le molte domande sul futuro del paese riguardo a temi quali la riforma elettorale, l'allargamento del Canale transoceanico, la pubblica istruzione e la sanità, chiedendo risposte chiare e concrete. La dichiarazione rientra nell’ambito delle conclusioni della sessione plenaria numero 203 della CEP appena conclusa.
Oggi, 18 gennaio, l'Assemblea Nazionale dovrà iniziare a discutere il pacchetto delle riforme elettorali, secondo la proposta presentata dalla Commissione Nazionale per le riforme elettorali, anche se critiche e dissensi su diversi punti di questa proposta sono sempre in aumento. I Vescovi, nel loro documento pervenuto a Fides, ribadiscono la necessità del dialogo, essenziale per risolvere i problemi del paese, e sottolineano che la situazione nazionale rivela una profonda crisi morale, di valori, di atteggiamenti, di motivazioni e comportamenti che andrebbero corretti.
Il documento contiene le conclusioni dell’Assemblea Ordinaria della Conferenza Episcopale, svoltasi dall’11 al 15 gennaio 2016, riunita per riflettere sulla realtà della Chiesa e della società panamense al fine di offrire motivi di speranza. Elaborato in 11 punti, il testo presenta il panorama ecclesiale e sociale del paese, riconosce le forze della comunità ed invita ad un impegno serio e profondo dinanzi alle sfide del paese e in questo Giubileo della Misericordia.
I Vescovi, tra l’altro, denunciano con forza: "La dignità umana non viene rispettata. Non possiamo abituarci alla violenza, alla criminalità, all'omicidio. Questa non è la nostra natura!"
Nella conclusione i Vescovi invitano a camminare insieme ai giovani, partecipando al Meeting Nazionale del Rinnovamento della Gioventù, dal 21 al 24 gennaio, che si terrà a Chitre, "per sperimentare il giovane volto gioioso della Chiesa, e incoraggiarli a ‘uscire’, pronti ad essere discepoli e missionari della misericordia del Padre".
(CE) (Agenzia Fides, 18/01/2016)
AMERICA/NICARAGUA - “Non deve esserci nessun Caino in questo anno elettorale” esorta Mons. Alvarez Lagos alla festa del Cristo Negro
Matagalpa (Agenzia Fides) – Durante una delle diverse celebrazioni religiose in onore del "Signore di Esquipulas", tenutasi lo scorso fine settimana nella città di Esquipulas, il Vescovo della diocesi di Matagalpa (nella parte settentrionale del paese), Sua Ecc. Mons. Rolando José Álvarez Lagos, ha esortato i fedeli del Nicaragua a vivere, in questo anno elettorale, secondo una condotta etica, seguendo i valori e i principi della fede.
"Chiedo al popolo di Dio di non comportarsi come Caino, perché non ci deve essere nessun Caino in Nicaragua in questo anno elettorale, non ci deve essere nessun partito politico ad affondare il pugnale nella schiena del prossimo" ha esortato il Vescovo, chiamando nello stesso tempo i fedeli a buttare giù "barriere e confini che spesso i partiti politici vogliono imporre".
La grande festa è iniziata la settimana scorsa, con il pellegrinaggio di massa da diversi punti del paese verso il Santuario diocesano di Nostro Signore di Esquipulas, per celebrare la festa religiosa in onore del “Cristo Negro”, come viene chiamato dalla popolazione del CentroAmerica. La festa si celebra infatti anche in Guatemala, Honduras, El Salvador e Messico.
Le celebrazioni religiose nella città di Matagalpa sono le principali in Nicaragua. Il pellegrinaggio al Santuario di Esquipulas è stato istituito 21 anni fa dall'allora Vescovo di Matagalpa e attuale Arcivescovo di Managua, il Card. Leopoldo José Brenes Solórzano, ed ogni anno cresce la partecipazione dei fedeli.
(CE) (Agenzia Fides, 18/01/2016)

David Bowie

IL RIAVVICINAMENTO A DIO
Quella spirituale è una dimensione che evolve nel tempo in David Bowie, secondo una sensibilità che lo porterà ad affermare di attribuire a Dio «un ruolo molto importante» nella sua vita: «Mi rivolgo più spesso a Lui e più invecchio e più Lui diventa un punto di riferimento»(Radio Vaticana, 11 gennaio).
L’EVOLUZIONE DELLA SESSUALITA’
Completamente diverso il Bowie della maturità anche sotto l’aspetto della sessualità. Lui che da giovane si era dichiarato bisessuale poi riscopre una nuova dimensione: «Stare con una sola donna è una incredibile fonte di conforto. La monogamia è molto, molto piacevole. La adoro. Sono passato dall’estrema promiscuita’ anni ’70 all’armonia degli anni ’90» (Il Giornale, 11 gennaio).
IL TWEET DI RAVASI
Il cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, ha voluto ricordare la scomparsa della rockstar twittando un verso di una sua celeberrima canzone, “Space Oddity”: “Torre di controllo a Maggiore Tom, comincia il conto alla rovescia, accendi i motori, controlla l’accensione e che Dio ti assista” (Avvenire, 11 gennaio).
Ground Control to Major Tom Commencing countdown, engines on Check ignition and may God's love be with you (David Bowie)
 

La Fede e il Battesimo



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Il Papa: la fede è la più grande eredità da lasciare ai figli
vaticanit - italiano
Voi portate i vostri figli per ricevere il Battesimo e chiedete “voglio per mio figlio la fede”. Così la fede viene trasmessa da una generazione all’altra, come una catena. Papa Francesco ha parlato così, nella festa del Battesimo del Signore, ai genitori dei 26 bambini che ha battezzato nella Cappella Sistina. Una breve omelia a braccio, nella quale ha spiegato che
“questi bambini, queste bambine, passati gli anni, occuperanno il vostro posto con un altro figlio - i vostri nipotini - e chiederanno lo stesso: la fede; la fede che ci dà il Battesimo; la fede che porta lo Spirito Santo oggi nel cuore, nell’anima, nella vita di questi vostri figli”.

(Papa Francesco)
Voi avete chiesto la fede. La Ch ...

Arrivano i Re Magi in Galilea



Telepace Holy Land TV has uploaded I MAGI SONO ARRIVATI ALLA DOMUS GALILAEAE
I MAGI SONO ARRIVATI ALLA DOMUS GALILAEAE
Telepace Holy Land TV
1287 - Servizio di Francesco Zampini - L'ormai tradizionale giornata di festa aperta al popolo ebraico in occasione dell'Epifania. Il Cammino Neocatecumenale apre la sua casa sul Monte delle Beatitudini a tutti i popoli, e in primis al popolo da cui è venuto il Cristo.

Accovacciato davanti alla nostra porta, angelus della domenica 3 gennaio 2015



vaticanit - italiano has uploaded Papa: male accovacciato alla porta, non fatelo entrare
Papa: male accovacciato alla porta, non fatelo entrare
vaticanit - italiano
Il male è sempre “accovacciato davanti alla nostra porta”, non lasciamolo entrare e spalanchiamo, invece, “la porta del nostro cuore alla Parola di Dio”. E’ la riflessione offerta da Papa Francesco, prima della recita dell’Angelus. Riflettendo sulla liturgia odierna, il Pontefice ha rimarcato che in passato l’uomo non ha accolto il Figlio di Dio, preferendo le tenebre alla luce, e che anche oggi “il mistero del male” insidia la nostra vita e “richiede da parte nostra vigilanza e attenzione perché non prevalga”. In questo combattimento quotidiano, l’esempio e il sostegno di Maria, che possiamo contemplare nel presepe, ci spingono a “tenere il cuore rivolto a Gesù mentre si svolgono le nostre giornate, ...

Il Papa incontra i Pueri Cantores



vaticanit - italiano has uploaded Papa: Dio è sempre all’opera con i suoi santi nascosti
Papa: Dio è sempre all’opera con i suoi santi nascosti
vaticanit - italiano
Un incontro intenso, cuore a cuore, sulle note scandite dai circa 6 mila partecipanti al Congresso internazionale dei Pueri Cantores. In aula Paolo VI, Papa Francesco ha risposto alle domande formulate da alcuni bambini, intessendo con loro un dialogo aperto e sincero. Tanti i temi toccati: da quello del canto, che educa e fa bene all’anima; a quello della bontà, che deve essere sempre preferita alla rabbia, che è una malattia. “Anche io mi arrabbio – ha confessato il Pontefice, scherzando – ma non mordo”, cercate di non sgridare le persone, ha proseguito, e non fate come alcuni che sembrano essersi “lavati i denti con l’aceto”. Parlando dei buoni propositi per il 2016, Papa Francesco ha dichiarato di ...

Foglio della Collaborazione Pastorale Di San Giorgio di Nogaro

V DOMENICA DI PASQUA – ANNO A - 3 maggio 2026

  Messa del Giorno V DOMENICA DI PASQUA – ANNO A Antifona Cantate al Signore un canto nuovo, perché ha compiuto meraviglie; agli occhi delle...