Bollettino Fides News del 30 marzo 2016

AFRICA/UGANDA - I leader cristiani chiedono la liberazione del leader dell’opposizione
 
Kampala (Agenzia Fides)- Durante le festività pasquali diversi leader cristiani ugandesi hanno rivolto appelli perché sia rilasciato il leader dell’opposizione Dr Kizza Besigye, agli arresti domiciliari dal 19 febbraio. Besigye era stato arrestato durante le elezioni che hanno visto la riconferma del Presidente Yoweri Museveni, al potere da 30 anni (vedi Fides 19/2/2016).
“Dobbiamo lavorare per unire la popolazione del nostro Paese” ha detto Sua Ecc. Mons. John Baptist Kaggwa, Vescovo di Masaka, durante la Messa di Pasqua, rivolgendo un appello al governo perché metta fine alla detenzione domiciliare del leader del Forum for Democratic Change (FDC).
L’Arcivescovo anglicano dell’Uganda, Stanley Ntagali, sempre nella domenica di Pasqua, ha chiesto ai fedeli di pregare “per il dottor Besigye che si trova agli arresti domiciliari, affinché venga liberato dal governo”.
Un altro Vescovo anglicano, Johnson Gakumba della Northern Uganda Diocese, ha rivolto un appello al dialogo per risolvere la crisi politica. “Se fossi il Presidente Museveni - ha detto nel corso della celebrazione pasquale a Gulu - parlerei con il Dr Besigye. Questo aiuterebbe la nazione ad andare avanti”.
Secondo le autorità, Kizza Besigye è stato posto in stato di arresto preventivo per impedirgli di organizzare proteste atte a turbare l’ordine pubblico. L’opposizione afferma invece che con il suo arresto si è voluto impedire ai cittadini di radunarsi per protestare per le gravi irregolarità nello svolgimento delle elezioni. (L.M.) (Agenzia Fides 30/3/2016)
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AFRICA/CONGO RD - Un morto e un ferito nell’assalto ad un automezzo della Caritas, il terzo in un anno
 
Kinshasa (Agenzia Fides)- Un autista della Caritas è stato ucciso in un agguato stradale avvenuto nei pressi di Uvira nel Sud Kivu (provincia nell’est della Repubblica Democratica del Congo).
Il fatto è avvenuto il 25 marzo, quando un automezzo della Caritas di Uvira incaricato di trasportare gli stipendi degli insegnanti nel Territorio di Fizi, è stato bloccato nei pressi del ponte Lubumba a più di 40 km da Uvira.
I malviventi hanno costretto l’autista a scendere dal veicolo prima di ucciderlo con un colpo alla testa. È morto durante il trasporto all’ospedale. L’altra passeggera, la contabile della Caritas, è stata ferita alla mano. È stata poi rilasciata dai banditi che hanno sottratto 194 milioni di franchi congolesi,
Il denaro serviva a pagare gli stipendi degli insegnanti di 201 scuole primarie e secondarie di cinque cittadine del Territorio di Fizi.
In base ad un accordo firmato nel 2011 tra il governo congolese e Caritas Congo, quest’ultima è stata incaricata di provvedere al pagamento degli stipendi degli insegnanti versati dal Ministero dell’Istruzione (vedi Fides 12/8/2011).
Secondo Radio Okapi, che riporta la notizia, questo è il terzo assalto ad un automezzo della Caritas nella zona nel giro di un anno. L’ultimo risale a febbraio, ma non aveva avuto conseguenze così drammatiche. (L.M.) (Agenzia Fides 30/3/2016)
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AFRICA/MOZAMBICO - Gli Orionini aprono una nuova comunità a Chiconela, nella diocesi di Xai-Xai
 
Chiconela (Agenzia Fides) - L’Opera Don Orione apre una nuova comunità a Chiconela, nella diocesi di Xai-Xai, a 200 km dalla capitale del Mozambico, Maputo. Il vasto territorio affidato agli Orionini dal Vescovo di Xai-Xai, una zona rurale povera e poco curata, include tre zone: Chiconela, Zonguene e Novela, dove sorgono 11 piccole cappelle, attorno alle quali si riuniscono sltrettante comunità cristiane. La prima comunità orionina della nuova missione è formata da P. José Geraldo da Silva (brasiliano), P. Isaac Vondoame (togolese), a cui si unirà a giugno un chierico mozambicano.
La prima presenza degli Orionini in Mozambico risale al 2003, quando giunsero nella periferia di Maputo, a Bagamoyo, cui seguì la struttura per disabili a Zimpeto. Ora l’accordo tra il Vescovo di Xai-Xai, Sua Ecc. Mons. Lucio Muamdula, e la Congregazione prevede, oltre all’affidamento della Parrocchia ed alla costruzione della chiesa che sarà dedicata a San Luigi Orione, anche la realizzazione di una scuola di arti e mestieri per i giovani di Chiconela.
“Quanto sta avvenendo a Chiconela – dichiara don Flavio Peloso, Superiore generale dell’Opera don Orione che in questi giorni è sul posto per inaugurare la nuova missione – è un frutto della Pasqua del Signore risorto… Il patrono di questa nuova parrocchia, San Luigi Orione, ci ha insegnato a portare la buona novella insieme alle opere di carità verso i più poveri e bisognosi nostri fratelli. Per questo vicino alla chiesa parrocchiale sorgerà, su indicazione del Vescovo, un'opera educativa per aiutare i figli di questo popolo a prepararsi per il futuro con sani valori, con la fede e con un buon lavoro”. (SL) (Agenzia Fides 30/03/2016)
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ASIA/PAKISTAN - Strage a Lahore: i Vescovi chiedono protezione e una azione decisa dello stato
 
Lahore (Agenzia Fides) – “L'uccisione di persone innocenti, in particolare donne e bambini, in nome della religione è inaccettabile. Insieme con i cristiani, molti dei nostri fratelli musulmani, donne, bambini e famiglie sono state vittime di questo attacco brutale. Preghiamo per tutte le vittime di questo attentato e invitiamo il governo a individuare e consegnare i colpevoli alla giustizia, adottando stringenti misure per la protezione di tutti i cittadini, tra cui le minoranze e le comunità vulnerabili”: lo dice all’Agenzia Fides il Vescovo Joseph Arshad, Presidente della Commissione nazionale “Giustizia e Pace” della Conferenza episcopale del Pakistan, all’indomani della “strage di Pasqua”, avvenuta a Lahore. Al Gulshan-i-Iqbal Park, area verde della città, un kamikaze si è fatto esplodere uccidendo 72 persone, tra le quali 30 bambini, e ferendone oltre 300.
“Pochi giorni fa il governo – ricorda il Vescovo – aveva preso l’iniziativa di dichiarare giorni festivi l’Holi (festa indù) e la Pasqua (festa cristiana). Per questo i cristiani stavano tranquillamente affollando il parco dove è avvenuta la strage” spiega. A rivendicare l’attentato è stato il gruppo terrorista “Jamaatul Ahrar”, fazione scissionista del gruppo principale “Tehreek-i-Taliban”, dei Talebani pakistani, che ha affermato di voler “colpire i cristiani” e di voler lanciare una “sfida al governo”.
I Vescovi del Pakistan, tramite la Commissione nazionale Giustizia e Pace, hanno “condannato con forza il tragico attacco contro persone innocenti”, ricordando che “il governo pur affrontando gli elementi estremisti attraverso operazioni militari, deve affrontare anche le cause di questa intolleranza”, auspicando “una operazione su larga scala per eliminare tali elementi che sfidano palesemente lo stato”.
Mons. Arshad osserva “la precarietà di vita sempre più evidente in Pakistan, per tutti i cittadini” e conclude indicando la via della preghiera: “Chiediamo al Signore Gesù Cristo di dare al Pakistan saggezza, tolleranza e pace, e di concedere alle famiglie delle vittime la grazia a la forza per sopportare la perdita dei loro cari”. (PA) (Agenzia Fides 30/3/2016)
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ASIA/PAKISTAN - Leader religiosi insieme per la pace, contro il terrorismo
 
Lahore (Agenzia Fides) – Leader cristiani e musulmani si sono ritrovati insieme per invocare la pace per ribadire il loro impegno comune contro il terrorismo, all’idomani della strage di Pasqua, avvenuta a Lahore: come appreso da Fides, l’assemblea è stata organizzata nel complesso della chiesa di Santa Maria a Lahore dal “Consiglio per il dialogo interreligioso”, organismo avviato dal frate cappuccino p. Francis Nadeem, Provinciale dei Cappuccini in Pakistan. P. Nadeem spiega a Fides: “Questa è una dimostrazione significativa di armonia nazionale e di comune impegno interreligioso per la pace, la giustizia, la solidarietà”. Il frate ha anche ricordato ai presenti le parole e i gesti di Papa Francesco: “Il Pontefice ha dichiarato il 2016 Anno della misericordia e nella celebrazione del Giovedi Santo, lavando e baciando i piedi ai richiedenti asilo e rifugiati, ha voluto esprimere misericordia e mostrare rispetto per tutti gli esseri umani, a prescindere da razza o religione. Il Papa ha lanciato un appello, dicendo che l'atto barbarico dei terroristi in Pakistan ha convertito la gioia della Pasqua in dolore. E ha chiesto alle autorità del Pakistan di adottare misure immediate per garantire la sicurezza”.
Il leader musulmano Pir Shafaat Rasool, impegnato nel Consiglio per il dialogo interreligioso, ha detto: “Tutti abbiamo da imparare da Papa Francesco e siamo chiamati a seguire il suo eccezionale dinamismo. Condanniamo l’atto spietato di radicali insensibili, che è contrario agli insegnamenti dell'Islam”.
Molti altri leder presenti hanno rilevato: “Siamo stanchi di trasportare cadaveri di persone innocenti sulle nostre spalle e condannare questo tipo di attacchi. Domandiamo al governo del Pakistan di vigilare specialmente sui finanziatori e sui promotori delle organizzazioni terroristiche”.
I partecipanti hanno acceso candele per ricordare i defunti, offrendo preghiere per le loro anime, ed espresso solidarietà con le famiglie di tutte le vittime. (PY-PA) (Agenzia Fides 30/3/2016)
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ASIA/SIRIA - L'esercito siriano si avvicina a Qaryatayn; tutti fuggiti i cristiani che erano sotto i jihadisti
 
Qaryatayn (Agenzia Fides) – Dopo aver liberato l'area archeologica di Palmira, l'esercito governativo siriano – appoggiato dall'aviazione russa e da milizie sciite iraniane e libanesi – punta a liberare l'area intorno a Qaryatayn, la città a 70 chilometri da Homs che era stata conquistata dai jihadisti dello Stato Islamico (Daesh) nell'agosto 2015. Le forze armate siriane hanno già preso il controllo dei sobborghi dell'area urbana, mentre fonti locali riferiscono all'Agenzia Fides che Qaryatayn è ormai una città fantasma, abbandonata da tutti coloro che sono riusciti a sottrarsi ai raid aerei che da settimane colpiscono la zona.
Le stesse fonti confermano a Fides che sono riusciti a fuggire verso i villaggi della regione di Homs anche gli oltre 170 cristiani di Qaryatayn che erano stati presi in ostaggio e deportati dai miliziani del Daesh quando la città era caduta sotto il loro controllo, e che poi erano stati riportati alle loro case, sottomessi al regime instaurato dal Daesh, dopo essere stati costretti a sottoscrivere il “contratto di pagamento” imposto loro per continuare a vivere nelle loro abitazioni. L'allontanamento dei cristiani da Qaryatayn – sottolineano le fonti contattate dall'Agenzia Fides – si è realizzato in maniera graduale, a piccoli gruppi, dopo che un primo raggruppamento di cinquanta di loro aveva raggiunto già ai primi di ottobre i villaggi di Zaydal e Fairuzeh, in una zona controllata dall'esercito governativo siriano. Domenica 11 ottobre era tornato a disporre pienamente della propria libertà anche il sacerdote siriano Jacques Murad, che i jihadist i avevano prelevato il 21 maggio 2015 dal monastero di Mar Elian, alla periferia di Qaryatayn.
Da ottobre in poi, i cristiani rimasti a Qaryatayn, anche grazie all'aiuto di amici musulmani e di tribù locali, hanno potuto lasciare a piccoli gruppi la città sottoposta ai raid sempre più intensi contro le postazioni del Daesh, e trovare rifugio nei villaggi più prossimi a Homs, sotto controllo dell'esercito governativo. Sotto i bombardamenti realizzati delle forze anti-jihadiste su Qaryatayn sono morti anche otto cristiani. Nelle ultime settimane, l'intensificarsi delle operazioni militari ha convinto a fuggire anche le famiglie cristiane più restìe a lasciare le proprie case. Adesso – riferiscono le fonti contattate da Fides – anche tutti gli abitanti musulmani hanno lasciato la città. Molti di loro difficilmente vi faranno ritorno in tempi brevi, dopo che essa verrà riconquistata dall'esercito siriano, per non rischiare di essere arrestati come fiancheggiatori del Daesh. (GV) (Agenzia Fides 30/3/2016).
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ASIA/TURCHIA - Nell'offensiva contro le milizie curde, il governo turco “espropria” anche le chiese di Diyarbakir
 
Diyarbakir (Agenzia Fides) – Nel quadro delle operazioni militari messe in atto nella Turchia meridionale contro le postazioni curde del Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK), il governo di Ankara ha disposto l'esproprio di un'ampia zona del centro storico di Diyarbakir, confiscando anche tutte le chiese della metropoli che sorge sulla riva del fiume Tigri. Lo riferiscono fonti locali, rilanciate da Agos, il giornale bilingue turco-armeno pubblicato a Istanbul.
La disposizione di esproprio del governo è stata pubblicata anche sulla Gazzetta ufficiale del Consiglio dei Ministri, e ha coinvolto la chiesa armena apostolica di San Giragos (Ciriaco), la chiesa siriaca dedicata alla Vergine Maria, la chiesa caldea di Mar Sarkis (San Sergio), la chiesa armeno-cattolica e un luogo di culto protestante, oltre a più di 6mila abitazioni, dislocate in gran parte nel centro storico. Al momento nessuna chiesa cristiana di Diyarbakir risulta aperta al culto.
Il funzionario turco Adnan Ertem, responsabile della Direzione delle fondazioni religiose, ha presentato l'esproprio come una misura preventiva presa con procedura d'urgenza per salvaguardare il centro storico di Diyarbakir dalle devastazioni provocate dal conflitto. Mentre Nevin Solukaya, a capo dell'Ufficio per la Cultura della città di Diyarbakir, ha suggerito ai responsabili delle Fondazioni che risultano come titolari delle diverse chiese espropriate di presentare ricorso contro la nazionalizzazione.
La chiesa armena di San Ciriaco, recentemente restaurata dopo lunghi anni di abbandono e estenuanti trattative con le autorità civili, è una delle più grandi chiese armene di tutto il Medio Oriente, e vanta una storia secolare.
Lunedì scorso, 28 marzo, il Presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha dichiarato che dallo scorso luglio – quando sono ripresi gli scontri con i ribelli nelle aree del Paese dove è concentrata la minoranza curda - le forze armate turche hanno ucciso più di 5.000 militanti del PKK, mentre nello stesso periodo le forze di sicurezza governative avrebbero registrato tra le proprie file 355 caduti. Nel conflitto a fasi alterne tra esercito turco e gruppi paramilitari dell'indipendentismo curdo, quella apertasi a luglio rappresenta la stagione più cruenta registrata negli ultimi due decenni. (GV) (Agenzia Fides 30/3/2016). 
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AMERICA/URUGUAY - Una “laicità” per ostacolare la presenza cattolica nella vita del paese
 
Canelones (Agenzia Fides) – Il Vescovo di Canelones, Sua Ecc. Mons. Alberto Sanguinetti, ha chiesto "un po' di attenzione nell’uso della definizione di laicità" dello Stato e "un maggior rispetto per la libertà religiosa". Mons. Sanguinetti si è espresso così dopo le recenti affermazioni delle autorità in seguito alla richiesta dell'Arcidiocesi di Montevideo di collocare un'immagine della Vergine Maria nella via principale di Montevideo. Alcuni infatti si sono dichiarati offesi, sostenendo che si va contro la laicità dello Stato.
Dopo aver rivisto tutti i possibili significati del termine “laicità”, Mons. Sanguinetti conclude che il più ampiamente applicato in territorio uruguaiano è quello che definisce un atteggiamento volto a "ostacolare la presenza cattolica nella vita del paese".
In una nota della Conferenza Episcopale dell'Uruguay (CEU), inviata a Fides, il Vescovo di Canelones sottolinea che “a volte 'laicità' si riferisce a una certa neutralità dello Stato nei confronti delle religioni, per consentire la libertà di culto e la libertà religiosa, senza reprimere o costringere la coscienza o l'esercizio della vita secondo la propria religione”. “In altre occasioni, a motivo della 'laicità' si afferma una posizione indipendentemente dalla religione” continua la nota.
“In Uruguay la 'laicità' è stata usata come arma per escludere la religione dalla vita pubblica. Ma se ogni simbolo religioso colpisce la libertà degli altri, sembra che non accada così con i simboli massonici che abbiamo nella stessa piazza della Costituzione o nella piazza centrale. Così la laicità è stata utilizzata da alcuni gruppi contro la religione che riunisce una grande parte della popolazione, la religione cattolica, cioè per ostacolare la presenza cattolica nella vita del paese” conclude la nota.
L’Arcivescovo di Montevideo, il Card. Daniel Sturla, ha ammesso che non si aspettava il dibattito sollevato, anche se ciò "non lo sorprende”. "Montevideo deve essere una delle poche capitali in America Latina dove non c'è un monumento pubblico alla Vergine Maria, che esiste in quasi tutte le città in America e in molti centri urbani” ha ricordato il Cardinale. "La grande conquista della società democratica è che ognuno, senza offendere l'altro, possa manifestare pubblicamente, questo fa parte della pluralità" ha detto.
(CE) (Agenzia Fides, 30/03/2016)
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AMERICA/BRASILE - Nuova missione delle suore Guanelliane in Amazzonia
 
San Gabriel da Cachoeira (Agenzia Fides) – Le Figlie di Santa Maria della Provvidenza, conosciute come Guanelliane dal loro fondatore, il sacerdote italiano San Luigi Guanella, apriranno una missione in una delle zone dell’Amazzonia più povere di risorse naturali e più trascurate dal sostegno delle autorità statali. Le religiose hanno quindi accettato l'invito del Vescovo della diocesi di São Gabriel da Cachoeira, Sua Ecc. Mons. Edson Taschetto Damian.
Secondo le informazioni pervenute a Fides, la superiora della Provincia guanelliana di Nostra Signora Aparecida aveva visitato la zona lo scorso settembre. Tre religiose, dopo aver completato un corso a Manaus sulla cultura amazzonica, si sono ora recate a Cucui, nella diocesi di San Gabriel da Cachoeira, per dare inizio alla nuova missione.
La diocesi si trova in una regione del nord del Brasile che confina con la Colombia e il Venezuela. Nella zona in cui lavoreranno le religiose guanelliane, si può arrivare solo con la barca, dopo un giro molto lungo attraverso il fiume. Tra i problemi maggiori di questa zona ci sono gli ostacoli naturali ed il clima sfavorevole, la lontananza dai centri abitati e l’abbandono da parte dello stato. La popolazione, circa 37 mila abitanti su un territorio di 109.181 km2, sopravvive con l'agricoltura.
(CE) (Agenzia Fides, 30/03/2016)

Bollettino Fides News del 23 marzo 2016

EUROPA/ITALIA - “Donne e uomini di misericordia”: il 24 marzo la Giornata dei Missionari Martiri
 
Roma (Agenzia Fides) – Dal 1993, per iniziativa del Movimento Giovanile Missionario delle Pontificie Opere Missionarie italiane, ogni anno il 24 marzo si celebra la “Giornata di preghiera e digiuno in memoria dei Missionari Martiri”. Il 24 marzo 1980 venne assassinato Mons. Oscar Arnulfo Romero, Arcivescovo di San Salvador, beatificato il 23 maggio 2015, e in questa Giornata annuale di preghiera e digiuno si fa memoria di quanti nel mondo hanno versato il sangue per il Vangelo. Quest’anno la ricorrenza coincide con il Giovedì Santo, perciò le comunità potranno celebrarla anche in altra data ritenuta più opportuna. La Giornata viene ormai celebrata in diversi Paesi del mondo, promossa da diocesi, istituti religiosi e realtà missionarie.
Nel Giubileo straordinario della Misericordia che stiamo vivendo, la Giornata 2016 ha per tema “Donne e uomini di misericordia”. Come scrive don Michele Antuoro, Direttore di Missio Italia, “sono loro che hanno saputo ‘vivere la ricchezza della missione di Gesù che risuona nelle parole del Profeta: portare una parola e un gesto di consolazione ai poveri, annunciare la liberazione a quanti sono prigionieri delle nuove schiavitù della società moderna, restituire la vista a chi non riesce più a
vedere perché curvo su sé stesso, e restituire a quanti ne sono stati privati’ (Misericordiae Vultus). Gesù è il Volto Misericordioso del Padre, in Lui i volti di Don Andrea Santoro, Mons. Oscar Romero, Don Sandro Dordi….. e di tanti che, come tasselli di un mosaico, compongono e ci svelano l’icona di un Padre ricco di misericordia”.
Il sussidio preparato per l’animazione della Giornata, scaricabile dal sito di Missio Italia, comprende una riflessione teologica sul tema, i profili di quattro missionari uccisi, l’elenco dei missionari uccisi nel 2015 e alcune tracce per la preghiera: Via Crucis, Liturgia Penitenziale, Lectio, Veglia di preghiera, Adorazione Eucaristica. (SL) (Agenzia Fides 23/3/2016)
LINK
Il sussidio per l’animazione della Giornata -> http://www.missioitalia.it
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AFRICA/CENTRAFRICA - Una nuova speranza per il Centrafrica distrutto dalla guerra civile
 
Bangui (Agenzia Fides) - “Da quasi quattro mesi a Bangui – a parte qualche episodio isolato e senza particolari conseguenze – non si spara più” scrive all’Agenzia Fides p. Federico Trinchero, , missionario carmelitano scalzo che opera nel convento Notre Dame du Mont Carmel di Bangui, capitale della Repubblica Centrafricana, dove, a seguito della guerra civile scoppiata nel 2012, sono accolti 5.031 sfollati (vedi Fides 4/12/2014). Il Paese sta vivendo una stagione di speranza con l’elezione del nuovo Presidente, Faustin-Archange Touadéra (vedi Fides 25/2/2016).
“La campagna elettorale e le elezioni (presidenziali e legislative con primo e secondo turno) si sono svolte senza grossi problemi o particolari incidenti. Forse non sono state elezioni perfette, bisogna però considerare e apprezzare che sono state un passo importante e non scontato verso la normalizzazione del Paese” dice p. Federico.
“Non c’è dubbio che la visita di Papa Francesco a Bangui – il 29 e 30 novembre 2015 – abbia notevolmente contribuito a questo cambio di rotta. Forse non è azzardato affermare che la visita del Papa – incerta fino all’ultimo – sia stata addirittura determinante” sottolinea il missionario.
“Ma non ci facciamo illusioni” aggiunge. “Se la guerra è probabilmente finita, c’è però una battaglia importante da combattere contro la povertà e il sottosviluppo. Ci sono poi ancora alcune zone del Paese dove l’autorità dello Stato e le forze di pace faticano ad imporsi. Inoltre le minacce dei ribelli ugandesi dell’LRA (vedi Fides 10/2/2016), già attivi nella parte orientale del paese, come quelle di Boko Haram, attivi nel nord del Camerun, confinante con la parte nord-occidentale del Centrafrica, non sono da sottovalutare. C’è poi da vincere l’importante battaglia della riconciliazione tra cristiani e musulmani”.
“Ora non c’è che da mettersi al lavoro. Tutti, a cominciare soprattutto dai centrafricani, che forse dovrebbero amare di più il loro Paese, essere più esigenti nei confronti di chi li governa, smetterla di accusare gli altri, avere qualche ambizione e osare anche qualche sogno per un Centrafrica diverso” conclude il missionario. (L.M.) (Agenzia Fides 23/3/2016)
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AFRICA/SUDAN - Condizioni igieniche precarie e sovraffollamento favoriscono le malattie nei campi profughi del nord Darfur
 
Sortony (Agenzia Fides) – I servizi idrici e sanitari nei campi del nord Darfur non sono in grado di far fronte al fabbisogno degli sfollati recentemente sfuggiti dagli scontri nel campo Jebel Marra. Secondo le cifre delle Nazioni Unite, si tratta di oltre 100 mila persone arrivate solo questa settimana. Tra le conseguenze del sovraffollamento e della precarietà di acqua sta dilagando una epidemia di congiuntivite tra i bambini, in particolare i profughi nel campo di Kabkabiya, che sono anche privi di farmaci e cure mediche. Un attivista ha riferito all’emittente Radio Dabanga che l’infezione è comparsa da una settimana, non ci sono strutture sanitarie e la gente per essere curata è costretta a raggiungere l’ospedale locale dell’United Nations–African Union Mission in Darfur (UNAMID). “I medici sono in grado di assistere solo 15 pazienti al giorno, tra tutti i malati che arrivano fino a lì” riferisce la fonte.
Nel presidio Unamid a Sortony, nella zona sud della città di Kabkabiya, oltre 60 mila nuovi sfollati da Jebel Marra continuano ad ammalarsi con il conseguente proliferare di virus e batteri. L’Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari umanitari (OCHA) ha riferito che, a Sortony, l’approvvigionamento all’acqua rimane la sfida principale. Attualmente, il numero totale dei nuovi profughi da Jebel Marra è 110,273, di questi circa il 95% hanno trovato riparo nei campi profughi nel Darfur settentrionale. Sortony continua ad essere il più grande ricettore di sfollati, finora ne sono stati segnalati 62,192. Altri 36 mila hanno trovato rifugio nel campo di Tawila. Circa 3 mila a Kabkabiya. (AP) (23/3/2016 Agenzia Fides)
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ASIA/COREA DEL SUD - Il Card. Yeom: “La Pasqua doni benedizione, luce e pace alla Corea”
 
Seul (agenzia Fides) – “La luce del Signore risorto risplenda su tutti voi. Preghiamo per i nostri fratelli e sorelle in Corea del nord: possano essere abbondanti le benedizioni su di loro. Preghiamo per la pace nella penisola coreana e per la pace nel mondo. Preghiamo perchè Dio doni saggezza per risolvere la questione delle armi nucleari nella Corea del nord. Che Dio ci guidi nelle vie della pace”: è l’auspicio espresso da Cardinale Andrew Yeom Soo-jung, Arcivescovo di Seul, nel suo messaggio pasquale. Il tema del messaggio, inviato all’Agenzia Fides, è tratto dal Vangelo di Giovanni: “Per mezzo di lui era la vita e la vita era la luce dell’umanità” (Gv 1, 4).
“Gesù è diventato la luce del mondo che illumina i nostri peccati e le tenebre. L'annuncio della Chiesa è che Cristo è la luce del mondo che nessuna tenebra può vincere” rimarca il testo. “Dopo la Risurrezione, Gesù apparve ai discepoli e ha inviato loro il messaggio di pace”, “ha aperto i loro cuori chiusi, ha dato loro coraggio e ha mostrato loro la via della vita”.
“La nostra società oggi è piena di tenebre. La gente vive nella paura, sotto l'incubo della guerra, del terrorismo e di gravi problemi economici. Viviamo in un tempo in cui è urgente il bisogno di pace. Noi fedeli che abbiamo ricevuto la luce della risurrezione, siamo chiamati a portare la luce dell’amore e della speranza nel mondo”.
IL Cardinale fa riferimento anche alle elezioni legislative per l’Assemblea Nazionale della Corea, che avrà luogo prima del tempo, ricordando che “il potere è servizio” e che con il voto si eleggono “quanti si dedicheranno al futuro e al benessere del nostro paese”. “Prego che tutti noi esercitiamo il nostro sacro diritto come cittadini della Corea” aggiunge, che “ha urgente bisogno della luce di Cristo”.
Il testo , infine, tocca il tema della misericordia, ricordando l’espressione centrale del Giubileo: “Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso”, definendo la misericordia come frutto di una vita illuminata e permeata dalla grazie della Risurrezione. (PA) (Agenzia Fides 23/3/2016)
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ASIA/INDIA - Pastore protestante aggredito in Rajasthan
 
New Delhi (Agenzia Fides) – Il Pastore Sumati Prakash Kharadia, della comunità protestante “Assemblea di Dio”, è stato aggredito e brutalmente picchiato da una folla di circa 25 estremisti nel villaggio di Sabli, in Rajasthan. Il Pastore si trova ora in ospedale con lesioni e fratture. “L’attacco brutale a un Pastore pentecostale innocente, avvenuto il 20 marzo in Rajasthan, giunge un mese dopo che i cristiani sono stati percossi nel distretto di Churu, in Rajasthan, con l'accusa di fare proselitismo” commenta a Fides Sajan K. George, presidente del “Global Council of India Christians” (Gcic), deplorando l’avvenimento e la violenza sulle minoranze da parte di gruppi radicali induisti. “Si tratta di accuse infondate. I gruppi della destra indù prendono di mira i cristiani con l'accusa di operare conversioni fraudolente. Ricordiamo che la Costituzione indiana sancisce la libertà religiosa e chiediamo al governo di farla rispettare” nota il Gc ic. (NC-PA) (Agenzia Fides 23/3/2016)
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ASIA/INDIA - Veglia di preghiera per il rilascio del Salesiano rapito in Yemen
 
Goa (Agenzia Fides) – Esprimendo dolore e lutto per la strage delle quattro Missionarie della Carità in Yemen, l’Arcivescovo di Goa e Daman, Sua Ecc. Mons. Filipe Neri Ferrao, ha invocato la liberazione del prete Salesiano p. Tom Uzhunnalil, rapito in Yemen nella stessa occasione. Presiedendo una veglia di preghiera, l’Arcivescovo ha ricordato che “i Salesiani di Don Bosco hanno compiuto 25 anni della loro presenza e di servizio in Yemen nel 2012”, pregando “che la pace torni a regnare in Medio Oriente e del Nord Africa dilaniata dalla guerra, da dove milioni di profughi stanno fuggendo, rischiando la vita, per raggiungere la libertà sulle coste dell'Europa”.
“Preghiamo ardentemente che il buon senso prevalga e la pace venga ripristinata in quella regione”, ha detto l’Arcivescovo. “Nella più santa delle settimane, mentre contempliamo la Passione e morte di Gesù Cristo – ha ricordato – in Medio Oriente e in altre parti del mondo tanti innocenti vengono ancora una volta condannati. La giustizia è calpestata e uomini e donne sono uccisi per la loro fede. Affidiamo la loro vita a Cristo Gesù”.
Nella giornata del Giovedì Santo, il Rettore Maggiore dei Salesiani, don Angel Fernandez Artime ha inviato un appello all’intera Famiglia Salesiana, invitando a pregare per la pace per p.Tom Uzhunnalil (vedi Fides 22/3/2016). (PA) (Agenzia Fides 23/3/2016)
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ASIA/SIRIA - Arcivescovo siriano sulle stragi di Bruxelles: purtroppo l'Europa raccoglie quello che è stato seminato in Siria e Iraq
 
Hassakè (Agenzia Fides) – Nelle stragi di Bruxelles, dopo quelle di Parigi, “purtroppo la popolazione innocente raccoglie anche quello che circoli e poteri europei hanno seminato in Siria e Iraq negli ultimi anni”. E' questa l'amara riflessione sui tragici fatti della capitale belga che l'Arcivescovo cattolico siriano Jacques Behnan Hindo consegna all'Agenzia Fides.
Nell'analisi di Mons. Hindo, che guida l'arcieparchia siro-cattolica di Hassakè-Nisibi, le gravi responsabilità delle leadership europee e occidentali, condizionate spesso da interessi egoistici di corto respiro, si manifestano con evidenza in diversi punti.
“Anche diversi leader europei” rimarca l'Arcivescovo siro cattolico “fino a poco tempo fa avevano come principale obiettivo geopolitico la caduta del governo di Assad, puntavano a accreditare anche le milizie jihadiste di al-Nusra come 'islamici moderati' e attaccavano la Russia per aver colpito le roccaforti di quelle milizie, sostenendo che le iniziative russe dovevano limitarsi a colpire solo il cosidetto Stato Islamico (Daesh)”. Inoltre, secondo l'Arcivescovo Hindo, molti governi occidentali continuano fino ad ora a non mettere in alcun modo in discussione i rapporti privilegiati che intrattengono proprio con le nazioni e i gruppi di potere finanziario da cui provengono flussi di risorse e ideologie che alimentano la rete del terrore: “I leader europei, e tutto l'Occidente” ricorda mons. Hindo “mantengono da decenni l'asse preferenziale con l'Arabia Saudita e gli emirati della penisola arabica. Negli ultimi decenni, hanno garantito a questi Paesi la possibilità i finanziare in tutta Europa, e anche in Belgio, la nascita di una rete di moschee dove si predicava il wahhabismo, l'ideologia che avvelena l'islam e fa da base ideologica per tutti i gruppi jihadisti. E tutto questo è accaduto perchè su tutto prevalevano le logiche economiche e i contratti miliardari coi padroni del petrolio. Flussi di denaro e risorse che alimentano anche le centrali terroristiche”. Anche la risposta europea davanti all'emergenza dei rifugiati rappresenta secondo l'Arcivescovo siriano un sintomo della debolezza e della confusione in cui versano le leadership europee: “L'Europa” fa notare mons. Hindo “sulla questione dei rifugiati ha scelto di trasformarsi in ostaggio della Turchia. Comprendo le difficoltà europee, ma faccio notare che gli sfollati accolti in Europa nel 2015 non superano lo 0,2 per cento della popolazione, mentre in un piccolo Paese come il Libano la loro quota cor risponde ormai alla metà della popolazione locale. Comprendo le lacrime del commissario europeo per la politica estera. Ma ricordo che da 5 anni vengono ammazzati migliaia di siriani musulmani e cristiani, donne uomini e bambini. E non ci sono lacrime per loro”. (GV) (Agenzia Fides 23/3/2016).
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AMERICA/TRINIDAD E TOBAGO - “La corruzione è peccato” dice Mons. Harris invitando alla solidarietà con i poveri
 
Port of Spain (Agenzia Fides) – “Ogni omicidio è una crocifissione del Signore. Ogni volta che noi lasciamo una persona senza casa a morire sulla strada, è una crocifissione del Signore. Ogni volta che qualcuno muore nei nostri ospedali per la scarsa assistenza medica è una crocifissione del Signore. Ogni volta che c'è corruzione nel governo, si tratta di una crocifissione del Signore e noi prendiamo parte ad essa". Sono le dure parole dell'Arcivescovo di Port of Spain, Sua Ecc. Mons. Joseph Harris C.S.Sp. durante la celebrazione della Domenica delle Palme, il 20 marzo, che ha presieduto nella chiesa della Madonna del Perpetuo Soccorso a San Fernando. L’Arcivescovo ha sottolineato: "Ogni volta che si commette un peccato grave, si crocifigge il Signore, ancora una volta".
La nota inviata a Fides segnala che Mons. Harris non ha fatto alcun riferimento esplicito, tuttavia qualche giorno fa il ministro Marlene McDonald è stato licenziato per aver assunto dei parenti nel suo ufficio. Secondo la stampa locale, anche diversi deputati, tra cui l'ex primo ministro Kamla Persad-Bissessar, avrebbero ammesso l'assunzione di parenti stretti nei loro uffici. Mons. Harris ha concluso la celebrazione invitando alla conversione e alla solidarietà con i più poveri, e a vivere i riti della settimana santa.
(CE) (Agenzia Fides 23/03/2016)
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AMERICA/COLOMBIA - Mons. Casas: “Non si può pensare alla pace senza sradicare la corruzione”
 
Neiva (Agenzia Fides) – “Non si può pensare alla pace della Colombia se non si porta a termine l’impegno specifico di sradicare la grave corruzione che pervade il paese" ha detto il Vescovo della diocesi colombiana di Neiva, Sua Ecc. Mons. Froilan Tiberio Casas Ortiz, all’inizio della Settimana Santa. Il Vescovo ha chiamato i cattolici a vivere questa settimana nella riflessione e nell’impegno sul tema della pace, chiedendo ai politici della regione di moderare i discorsi di odio e di rancore che si sentono fra i partiti. In particolare Mons. Casas ha sottolineato che non si riusciranno a fare grandi cose se ognuno non si impegna nel proprio piccolo.
Dalle informazioni raccolte da Fides, la popolazione del dipartimento di Huila, in parte sotto la giurisdizione della diocesi di Neiva, soffre molto a causa della corruzione sia ad opera delle FARC che dei partiti politici. Il 17 marzo la popolazione di Neiva ha manifestato proprio per questo motivo e per i licenziamenti della impresa Ecopetrol. Il 16 marzo sono stati catturati 7 guerriglieri delle FARC che chiedevano tangenti ai commercianti della zona per una presunta "protezione".
(CE) (Agenzia Fides, 23/03/2016)

Auguri Da Mons. Andrea Bruno Mazzoccato Arcivescovo di Udine



Arcidiocesi di Udine has uploaded Pasqua 2016 - Messaggio dell'Arcivescovo di Udine
Pasqua 2016 - Messaggio dell'Arcivescovo di Udine
Arcidiocesi di Udine
L'augurio di mons. Andrea Bruno Mazzocato, Arcivescovo di Udine, in occasione della Pasqua di Risurrezione 2016.

Un video per la Pasqua e non solo: per la fede con Gesù

https://www.youtube.com/watch?v=YkSLVJ45oAI

Udienza di mercoledi 23 marzop 2016



vaticanit - italiano has uploaded Papa: non saremo mai abbandonati nelle prove della vita
Papa: non saremo mai abbandonati nelle prove della vita
vaticanit - italiano
“Il Mistero che adoriamo in questa Settimana Santa è una grande storia d’amore che non conosce ostacoli. La Passione di Gesù dura fino alla fine del mondo, perché è una storia di condivisione con le sofferenze di tutta l’umanità e una permanente presenza nelle vicende della vita personale di ognuno di noi. Insomma, il Triduo Pasquale è memoriale di un dramma d’amore che ci dona la certezza che non saremo mai abbandonati nelle prove della vita”.

E’ partita da questa riflessione la catechesi dell’udienza generale. Rivolgendosi a quanti si sono radunati in piazza San Pietro per l’appuntamento del mercoledì, Papa Francesco ha illustrato il significato del triduo pasquale, che ci permette di entrare nel ...

Bollettino Fides News del 22 marzo 2016

EUROPA/GRAN BRETAGNA - Muoiono 4 mila bambini ogni giorno per la mancanza di acqua potabile
 
Londra (Agenzia Fides) – In occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, che si celebra oggi, 22 marzo, la ong di cooperazione per lo sviluppo e aiuti umanitari Plan International ha denunciato la morte di oltre 4 mila bambini ogni giorno a causa della mancanza di acqua potabile. Nonostante sia un diritto oltre che un servizio basilare, circa 663 milioni di persone non hanno accesso all’acqua. Inoltre, riferisce Plan nella nota pervenuta a Fides, donne e bambine sono doppiamente penalizzate in quanto sono loro a doversi occupare dell’approvvigionamento idrico per tutte le esigenze familiari quotidiane, impegno che le esclude dall’istruzione e dall’attività economica. In alcune zone di Africa e Asia sono costrette a percorrere chilometri a piedi portando taniche di acqua pesanti oltre 20 chili e, in tutto il mondo ogni giorno, trascorrono 125 milioni di ore raccogliendo e trasportando acqua.
A peggiorare la situazione ha contribuito l’impatto de El Niño che ha provocato una pesante siccità nel Corno d’Africa. In Etiopia, la mancanza di piogge ha messo in emergenza quasi 6 milioni di persone. Tra le conseguenze della siccità c’è l’aumento del tasso di abbandono scolastico. Per aiutare le famiglie, infatti, i bambini sono costretti a disertare la scuola almeno tre volte alla settimana. Nel villaggio di Kamuli, Uganda, le donne e i piccoli sono costretti a camminare 40 minuti per raggiungere la prima sorgente disponibile dove si mettono in fila altri 90 minuti per fare rifornimento. Tra le iniziative portate avanti, Plan International España, con il supporto di Ferrovial, ha avviato un progetto del quale beneficeranno 13 mila persone di 15 comunità rurali del distretto di Buyende, Uganda. (AP) (22/3/2016 Agenzia Fides)
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AFRICA/CONGO RD - Ucciso un padre assunzionista che denunciava lo sfruttamento del Coltan a danno delle popolazioni locali
 
Kinshasa (Agenzia Fides) - “Perché mi uccidete?” Sono queste le ultime parole di p. Vincent Machozi, sacerdote assunzionista ucciso nella notte di domenica 20 marzo nel villaggio di Vitungwe-Isale, a 15 km da Butembo nel Territorio di Beni (Provincia del Nord Kivu nell’est della Repubblica Democratica del Congo). Secondo quanto riferito a “la Croix” da p. Emmanuel Kahindo, Vicario Generale della Congregazione degli Assunzionisti (Agostiniani dell’Assunzione), egli stesso di nazionalità congolese “alcuni militari sono arrivati su dei veicoli verso mezzanotte, hanno abbattuto la porte e l’hanno ucciso sul posto”.
Le testimonianze raccolte da p. Kahindo e dal sito benilubero.com concordano sul fatto che gli assassini sono militari delle forze armate congolesi (FARDC). In particolare benilubero.com riferisce che “una decina di soldati in uniforme delle Forze Armate della Repubblica Democratica del Congo, pesantemente armati, che viaggiavano in jeep, hanno fatto irruzione nel perimetro del centro sociale Mon Beau Village, dove si erano riuniti i capi tradizionali Nande per prendere parte ad una riflessione sulla pace convocata da Mwami Abdul Kalemire III” capo della comunità di Basho, in missione nella zona e ospite dello stesso convento.
I soldati hanno subito chiarito che volevano colpire il capo Kalemire e p. Vincent. Nonostante il tentativo degli astanti di nascondere la presenza delle due persone prese di mira, i militari hanno scoperto p. Vincent che si trovava all’aperto, nel cortile, e stava lavorando al suo computer portatile. Si è sentita una raffica di arma automatica mentre p. Vincent gridava: “Perché mi uccidete?”. Kalemire III si è salvato solo perché aveva appena lasciato p. Vincent per andare a riposarsi.
P. Vincent era già stato minacciato di morte, tanto è vero che nel 2003 era stato costretto all’esilio negli Stati Uniti. Questo non gli aveva impedito di diventare Capo Redattore di benilubero.com. Dopo il suo ritorno nella RDC era sfuggito a sette attentati.
P. Vincent aveva denunciato più volte le sofferenze della popolazione Nande causate dalla presenza nel Territorio di Beni di diversi gruppi armati dediti allo sfruttamento illegale del coltan (minerale usato nella fabbricazione di componenti elettronici per i cellulari), spesso con la connivenza dell’esercito regolare.
Il religioso era nato nel 1965. A 17 anni era entrato nella Congregazione degli Assunzionisti. Dopo aver completato gli studi in Francia fu ordinato ad Angers nel 1994. Ha insegnato al seminario di Kinshasa ed ha conseguito un dottorato all’Università di Boston in risoluzione dei conflitti.
Sempre domenica 20 marzo, un sacerdote dell’Ordine dei Chierici Regolari Minori (Padri Caracciolini) è stato ferito gravemente in un agguato stradale a Katwiguru, 30 km da Rutshuru (Nord Kivu vedi Fides 21/3/2016). (L.M.) (Agenzia Fides 22/3/2016)
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ASIA/COREA DEL SUD - Esperienza di evangelizzazione in strada per i giovani di Seul
 
Seul (Agenzia Fides) - Una testimonianza di fede pubblica, con un annuncio cristiano per le strade, e un appello per il dono della pace nella penisola coreana: è l'iniziativa partita dai giovani di Seul che hanno vissuto la processione della Domenica delle Palme in uno dei quartieri più eleganti e rinomati della capitale, la zona di Hongdae, quartiere "in", frequentato da molti giovani coreani
L’iniziativa è stata organizzata dal Dipartimento per la Gioventù nell'Arcidiocesi di Seul, ed è stata pensata anche per celebrare la Giornata della Gioventù. Per la prima volta il corteo con canti, preghiere e letture del Vangelo ha percorso le strade della città, mentre passanti e turisti si sono fermati incuriositi e interessati.
P. Chang Won-suk, organizzatore della manifestazione, ha detto che l'evento è stato una grande opportunità per "l'evangelizzazione di strada". "Volevamo fare qualcosa fuori dal comune" ha detto, "per aumentare l'interesse dei giovani, cattolici o non cattolici, e aiutarli ad avvertire la misericordia di Cristo".
Alla fine dell'evento, Sua Ecc. Mons. Peter Chung Soon-taek, Vescovo ausiliare di Seul, ha celebrato la Santa Messa, sottolineando che "la Quaresima è la stagione della misericordia". Tutti i presenti hanno elevato una accorata preghiera per la pace nella penisola coreana, chiedendo la benedizione di Dio sulla Corea e il dono della riconciliazione e della “misericordia nei cuori”, in vista della Pasqua.
La popolazione cattolica in Corea è, nel complesso, il 10,6%; la percentuale sale al 15% nell’arcidiocesi di Seul. (PA) (Agenzia Fides 22/3/2016)
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ASIA/PAKISTAN - La pace costruita dai bambini
 
Lahore (Agenzia Fides) - Una marcia per la pace, stingendo la bandiere del Pakistan, e portando cartelli con messaggi di pace e di armonia per la nazione: come appreso da Fides, è l'iniziativa vissuta da bambini cristiani e musulmani del gruppo creato dal Consiglio per il dialogo interreligioso a Lahore. Il Consiglio, presieduto dal frate cappuccino p Francis Nadeem OFM Cap, con altri leader islamici, ha avviato l'iniziativa, dedicata all'infanzia, coinvolgendo i bambini come "Ambasciatori di pace". Bambini cristiani e musulmani vengono riuniti per proporre e vivere eventi e iniziative che promuovono l'armonia interreligiosa, lo sviluppo e la riconciliazione nel paese.
Nella marcia organizzata il 22 marzo a Lahore, alla vigilia delle celebrazioni pasquali, i piccoli "ambasciatori" hanno scandito slogan come "vogliamo la pace", "No all'odio e sì alla pace". Hanno poi pregato per il successo nella lotta al terrorismo, invocando la fine dello spargimento di sangue in corso nel paese.
I fanciulli hanno liberato colombe e palloncini, simboli di pace e fratellanza. Tutti i bambini presenti, di tutte le religioni, hanno recitato la preghiera di pace di San Francesco d'Assisi, che caratterizza tutti gli incontri del Consiglio Interreligioso: "Dio fammi strumento della tua pace".
I piccoli, spiega a Fides p. Francis Nadeem, "sono messaggeri di pace e armonia, non solo all'interno delle loro famiglie, ma anche nei loro quartieri e nelle loro scuole. Da loro può partire il contagio della pace ‘dal basso’ nella nostra società". (PY- PA) (Agenzia Fides 22/3/2016)
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ASIA/YEMEN - Giovedì Santo in preghiera per la pace e per don Tom, rapito in Yemen
 
Roma (Agenzia Fides) - Un appello alla preghiera per la pace, con un’intenzione speciale per don Tom Uzhunnalil, il salesiano rapito in Yemen (vedi Fides 4/3/2016;17/3/2016): lo chiede a tutta la Famiglia Salesiana il Rettor Maggiore, don Ángel Fernández Artime, in occasione del Giovedì Santo, secondo le notizie diffuse da Ans.
Guardando al dolore esistente in tanti parti del mondo, don Artime invita tutti “a vivere un momento molto intenso di preghiera nella sera del Giovedì Santo, quando accompagneremo Gesù nel dolore e nella solitudine del Getsemani”. In un video diffuso sulle reti sociali, il Rettor Maggiore esprime vicinanza e solidarietà alla famiglia di don Uzhunnalil, implorando dal Signore “una pace profonda perché possa vivere questo momento, confidando nel Signore Gesù”.
Don Mathew Valarkot, portavoce dell’Ispettoria salesiana di India-Bangalore, a cui appartiene il sacerdote rapito, ha diffuso la seguente comunicazione: “Siamo venuti a conoscenza di alcune notizie non verificabili e non confermate che circolano in questi giorni, soprattutto sui media elettronici, a proposito dello status e della condizione attuale di don Tom Uzhunnalil, rapito il 4 marzo ad Aden, Yemen, da uomini armati non identificati. Noi Salesiani non rispondiamo del loro contenuto o della loro autenticità. In tale contesto ribadiamo che finora non ci è giunta da fonti credibili e autorevoli alcuna ulteriore informazione riguardo il luogo o la condizione attuali di don Tom. Perciò facciamo un sincero appello a tutti gli interessati a smettere di diffondere tali messaggi, non richiesti, fuorvianti e divulgatori di false indiscrezioni. Continuiamo intanto a pregare per don Tom, affinché il Signore lo protegga da ogni dolore e lo liberi dalle grinfie delle forze del male prima possibile”. (SL) (Agenzia Fides 22/03/2016)
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AMERICA - Tre Paesi americani nella lista nera dei diritti umani
 
Washington (Agenzia Fides) - Cuba, Venezuela e Guatemala sono nella lista nera stilata dalla Commissione Interamericana dei Diritti Umani (CIDH). E’ quanto emerge dal rapporto annuale del 2015 appena pubblicato. In questi Paesi sono registrate forti restrizioni ai diritti di ogni genere che continuano a limitare la vita delle popolazioni. La CIDH riporta situazioni di discriminazione, violenza, emarginazione verso gli afrodiscendenti cubani; la precarietà del sistema giudiziario e fiscale in Venezuela; condizioni strutturali in materia di giustizia, sicurezza pubblica, emarginazione e discriminazione che colpiscono gravemente i diritti umani in Guatemala, dove c’è bisogno di una amministrazione della giustizia efficiente, indipendente e autonoma per il rafforzamento della democrazia e dello Stato di Diritto. (AP) (22/3/2016 Agenzia Fides)
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AMERICA/BOLIVIA - “Minacciato lo stato di diritto, c’è bisogno di verità!” chiede Mons. Gualberti
 
Santa Cruz (Agenzia Fides) – "Ogni giorno i media ci presentano notizie di persone che approfittano del potere per arricchirsi, anche ricorrendo alla corruzione, a menzogne e inganni. Nel tentativo di nascondere i fatti contro la legge, sentiamo dichiarazioni contraddittorie e ambigue, che invece di fare luce sui fatti, intralciano la situazione e confondono l'opinione pubblica, proprio per distrarre l'attenzione dal vero problema": così ha parlato domenica scorsa, 20 marzo, l'Arcivescovo di Santa Cruz, Sua Ecc. Mons. Sergio Gualberti, in Cattedrale dinanzi alla comunità cattolica.
Mons. Gualberti ha esclamato: "C'è bisogno di verità! La giustizia deve fare un'inchiesta imparziale, obiettiva e libera da ogni tipo di pressione. Solo nella verità si può superare il clima di sfiducia e la mancanza di credibilità che causano questi fatti e minacciano la coesistenza pacifica e lo stato di diritto in una nazione".
La nota inviata a Fides da una fonte locale segnala che l'Arcivescovo non ha citato alcun nome né fatto specifico, ma secondo un comunicato dell'ufficio stampa dell'Arcidiocesi di Santa Cruz, le sue parole si riferivano allo scandalo “che coinvolge alti livelli del governo”.
Già nel novembre 2015 la Chiesa cattolica locale aveva denunciato la situazione del paese: "Viviamo in un tempo caratterizzato dalla esaltazione delle ideologie che non vedono la realtà dei bisognosi o non sentono la loro voce. La corruzione priva coloro che rimangono emarginati dall'occasione di una ripresa; l'impunità politica e giudiziaria protegge e sostiene questa situazione. Quindi, se noi riconosciamo questo, diciamo senza paura: abbiamo bisogno e vogliamo un cambiamento” (vedi Fides 13/11/2015). Inoltre la stampa locale ha segnalato in diverse occasioni il traffico d’influenza delle autorità del governo proprio per alcuni appalti a ditte internazionali.
(CE) (Agenzia Fides, 22/03/2016)
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AMERICA/STATI UNITI - Migliaia di catecumeni saranno accolti nella Chiesa cattolica a Pasqua
 
Washington (Agenzia Fides) – "Migliaia di persone negli Stati Uniti saranno accolte nella Chiesa cattolica durante la Veglia Pasquale il prossimo 26 marzo. In molte diocesi in tutto il paese saranno accolte intere famiglie che, preparate, desiderano ricevere i sacramenti" afferma il comunicato della Conferenza Episcopale degli Stati Uniti d’America inviato a Fides.
L'Arcidiocesi di Baltimora accoglierà 292 catecumeni (che riceveranno il battesimo) e 516 candidati (che riceveranno la cresima e la prima Comunione), tra i quali un parrocchiano di 14 anni che ha trovato la fede mentre lotta contro il cancro. Una famiglia intera di cinque persone si unirà ai 419 catecumeni e 581 candidati che riceveranno i sacramenti nell'Arcidiocesi di Detroit.
Circa 80 delle quasi 200 diocesi degli Stati Uniti hanno già segnalato i dati per il 2016 alla Conferenza Episcopale.
L'Arcidiocesi di New York accoglierà circa 497 catecumeni e 1.116 candidati, mentre l'Arcidiocesi di Los Angeles, la più grande diocesi degli Stati Uniti, accoglierà 1.638 nuovi cattolici.
Tra le altre Arcidiocesi: Cincinnati: 880 candidati e catecumeni; Philadelphia: 245 catecumeni, 345 candidati; Boston: 235 candidati, 321 catecumeni; Santa Fe, New Mexico: 268 catecumeni, 287 candidati; Louisville, Kentucky: 250 candidati, 214 catecumeni; New Orleans: 174 catecumeni, 217 candidati; Omaha, Nebraska: 133 catecumeni, 275 candidati; Hartford: 116 catecumeni, 268 candidati; San Francisco: 400 catecumeni; Washington: 1.375 catecumeni e candidati; Newark: 1090 catecumeni e candidati.
La lista completa si può trovare anche sul sito della CCB: http://www.usccb.org/news/16-032.cfm
(CE) (Agenzia Fides, 22/03/2016)

Il Papa al Cammino Neocatecumenale



vaticanit - italiano has uploaded Il Papa al Cammino Neocatecumenale: Dio detesta la mondanità
Il Papa al Cammino Neocatecumenale: Dio detesta la mondanità
vaticanit - italiano
La Chiesa non è una “organizzazione che cerca adepti”, un gruppo che segue “la logica delle sue idee” o uno “strumento per noi”, ma una Madre che trasmette la vita ricevuta da Gesù. È stata una esortazione all’unità e alla comunione quella di Papa Francesco agli aderenti al Cammino Neocatecumenale, ricevuti in 7 mila in Aula Paolo VI, in occasione dell’invio di oltre 50 missio ad gentes in tutti i continenti. La Madre Chiesa, ha sottolineato il Pontefice, è “feconda” quando imita l’amore misericordioso di Dio, senza cedere alle “divisioni” provocate dal diavolo: chi annuncia l’amore del Vangelo non può che farlo - ha aggiunto - con lo stesso “stile”. E chi ama “non sta lontano, ma va incontro”, senza ...

Foglio della Collaborazione Pastorale Di San Giorgio di Nogaro

V DOMENICA DI PASQUA – ANNO A - 3 maggio 2026

  Messa del Giorno V DOMENICA DI PASQUA – ANNO A Antifona Cantate al Signore un canto nuovo, perché ha compiuto meraviglie; agli occhi delle...