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| AFRICA/NIGERIA - Boko Haram si sta spostando verso sud seguendo il movimento dei pastori Fulani? | |
| Abuja (Agenzia Fides) - “I cambiamenti climatici stanno spingendo i pastori Fulani dal nord della Nigeria al sud, ma in questo movimento di popolazione si teme che si siano infilati i combattenti di Boko Haram in fuga dalle stesse aree dalle operazioni dell’esercito” dice all’Agenzia Fides p. Patrick Tor Alumuku, direttore dell’ufficio per le comunicazioni sociali dell’Arcidiocesi di Abuja. “La questione dei pastori Fulani è una cosa molto seria” dice p. Patrick dopo l’assalto al villaggio di Nimbo (nello Stato di Enugu) del 25 aprile, con la morte di almeno 20 persone, e dell’agguato all’automobile del Card. John Olorunfemi Onaiyekan, Arcivescovo di Abuja, perpetrato il 28 aprile, nello Stato di Edo. “Le due località sono distanti più di 200 km l’una dall’altra, ma sono sempre nel sud-est della Nigeria” rimarca p. Patrick, facendo capire l’estensione dell’instabilità associata al movimento dei Fulani. “Il Sahara sta avanzando nel nord della Nigeria, e quest’anno è stato particolarmente duro per i pastori Fulani che stanno scendendo con decine di migliaia di bovini verso sud alla ricerca di acqua e pascoli” dice il sacerdote. “Questo sta alimentando forti tensioni con i contadini nel centro e nel sud del Paese. I Fulani sono armati per difendere le proprie mandrie dai furti di bestiame. Ma i massacri a loro attribuiti negli ultimi tempi nel sud della Nigeria appaiono essere opera di altri gruppi che si nascondano dietro questo movimento di massa di pastori”. “Sempre più nigeriani affermano che i massacri sono compiuti da membri di Boko Haram che si stanno spostando nel sud della Nigeria” conclude il sacerdote. (L.M.) (Agenzia Fides 2/5/2016) | |
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| ASIA/SIRIA - I Vescovi cattolici di Aleppo: partecipiamo alla Passione di Cristo, le nostre sofferenze non saranno vane | |
| Aleppo (Agenzia Fides) – “Noi siamo figli della Risurrezione, figli della Speranza, e crediamo fermamente che queste sofferenze non andranno a vuoto: sull'esempio dei Santi e dei Martiri, le uniamo con la Passione di Cristo, perché diventino sofferenze santificate e santificanti, per la pace in Siria e la salvezza della nostra città”. Così i Vescovi cattolici di Aleppo, in un messaggio rivolto innanzitutto ai propri fedeli, offrono parole di consolazione e speranza agli abitanti della città-martire siriana, di nuovo stravolta dal riacutizzarsi del conflitto che dopo poche settimane di tregua è tornato a infierire sulla popolazione civile, sia nei quartieri controllati dal governo che in quelli dove sono insediate le milizie ribelli, con lanci di artiglieria e bombardamente che hanno colpito anche un ospedale gestito da Medici senza Frontiere. In un messaggio, pervenuto all'Agenzia Fides, i Vescovi cattolici di Aleppo rivolgono il loro grido “alle coscienze di chi progetta e chi esegue questa guerra”, implorando ad alta voce “Basta!” per “amor di Dio” e “per misericordia degli uomini”, per “il grido del sangue dei bambini e dei martiri che sale a Dio” e “per le lacrime delle madri in lutto”. Nel delirio di morte e violenza che sommerge Aleppo, i Vescovi cattolici esprimono finalmente uno sguardo cristiano alle sofferenze dei propri fratelli nella fede e di tutti i propri concittadini, lontano dalle pose interessate di chi usa anche le sofferenze dei cristiani come armamentario strumentale per battaglie ideologiche, o come pretesto di mobilitazioni e campagne impostate in chiave cultural-politica. I Vescovi di Aleppo invitano tutti a non lasciarsi “vincere dalla tristezza e dalla disperazione”, e suggeriscono che proprio nella loro misteriosa partecipazione alla passione di Cristo le sofferenze dei cristiani di Aleppo fanno percepire a tutto il mondo qualcosa di come accade nella storia il mistero della salvezza annunciata dal Vangelo. “Questo” riferiscono i Vescovi nel loro comunicato “è il significato più importante della nostra rimanenza in Aleppo”. In questo orizzonte, i Pastori cattolici della città martire siriana rinnovano la consacrazione di Aleppo al Cuore Immacolato di Maria, a colei “che nelle sue apparizioni a Fatima aveva chiesto la consacrazione del mondo al suo Cuore Immacolato per ottenere la pace”. In particolare, nel mese di maggio dedicato a Maria, i Vescovi chiedono ai cattolici di offrire “preghiere, e specialmente il Rosario, nelle nostre chiese per questa intenzione: convertìti a Dio, e supplicando l'intercessione di Ma ria Vergine, Regina della pace, mettiamo il nostro Paese, la Siria e la nostra città di Aleppo sotto la Sua protezione”. Dell'assemblea dei Vescovi cattolici di Alepo fanno parte l'Arcivescovo siro cattolico Denys Antoine Chahda. l'Arcivescovo greco melchita Jean Clément Jeanbart, l'Arcivescovo maronita Joseph Tobji, l'arcivescovo armeno cattolico Boutros Marayati e il Vescovo caldeo Antoine Audo, insieme al francescano Georges Abou Khazen OFM, Vicario apostolico per i cattolici di rito latino. (GV) (Agenzia Fides 2/5/2016). | |
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| ASIA/PALESTINA - Il Presidente Abu Mazen: abbiamo la missione e il dovere di proteggere la presenza dei cristiani in Medio Oriente | |
| Ramallah (Agenzia Fides) - La tutela della presenza cristiana in Palestina e in tutto l'Oriente “è per noi un compito e una missione”: così il Presidente palestinese Abu Mazen ha ribadito il proprio impegno a far tutto il possibile per onorare tale dovere, a vantaggio dell'unità e del bene comune di tutto il popolo palestinese. Il Capo di Stato arabo ha confermato il suo impegno nel messaggio rivolto ai cristiani in occasione della Pasqua, celebrata ieri dalla Chiese che seguono il Calendario giuliano, vissuta in Palestina come festività nazionale. “Non è un segreto” si legge nel testo diffuso dal leader palestinese “che il destino dei cristiani in Medio Oriente è carico di insidie”, in una spirale che mette a rischio la convivenza, il pluralismo e la libertà religiosa. Per questo – ha rimarcato Abu Mazen – occorre ccontrastare in ogni modo tutti i tentativi volti a indebolire la presenza dei cristiani autoctoni in Terra Santa. Nel messaggio pasquale, il Presidente palestinese ha voluto sottolineare che la permanenza di una comunità cristiana araba a Gerusalemme è percepita come una ricchezza e un aiuto a vivere in pienezza il pellegrinaggio ai Luoghi Santi anche dai cristiani provenienti da ogni parte del mondo, che visitano la Terra Santa soprattutto in occasione delle solennità liturgiche. Nel testo presidenziale, tra le novità positive registrate negli ultimi tempi riguardo alla presenza cristiana in Terra Santa, il Presidente palestinese ha ricordato l'accordo globale tra la Santa Sede e lo Stato palestinese, firmato il 26 giugno 2015 e entrato in vigore all'inizio del 2016. (GV) (Agenzia Fides 2/5/2016). | |
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| ASIA/PAKISTAN - Pastorale giovanile con le opere di misericordia | |
| Lahore (Agenzia Fides) - “I giovani hanno bisogno di essere coinvolti, di sperimentare la misericordia e di donare la misericordia. Così il Giubileo ha un senso per loro”: lo dice all'Agenzia Fides P. Jahanzeb Iqbal, sacerdote di Lahore, parroco di St. Antony e Direttore del Servizio di Pastorale giovanile dell'arcidiocesi. Con questo spirito e questa certezza p. Iqbal promuove, durante l'intero anno giubilare, uno speciale programma di iniziative in cui “i giovani cattolici praticano le opere di misericordia”. Per iniziativa di p. Iqbal, i giovani si recano regolarmente negli ospedali o nei quartieri più poveri a visitare le famiglie, si impegnano nel servizio della carità che prepara e distribuisce cibo a emarginati, mendicanti, senza tetto della città. “Si va a celebrare la santa Messa e a portare gioia nelle comunità emarginate, e i giovani si intrattengono con i bambini delle famiglie svantaggiate” racconta a Fides il sacerdote. “Questa è una palestra di misericordia che segna la loro vita e la loro esperienza e che rende la misericordia non una parola astratta, ma estremamente concreta: è la vicinanza a ogni essere umano che soffre” prosegue. I giovani cattolici di Lahore che, nel complesso, sono oltre 50mila, provenienti dalle 26 parrocchie dell'arcidiocesi, hanno accolto con entusiasmo queste iniziative. P.Iqbal sta organizzando anche il viaggio che porterà una delegazione di giovani pakistani alla GMG di Cracovia, evento che i giovani vedono con grande attesa. “La priorità per i giovani cattolici pakistani è sicuramente l'istruzione, soprattutto quella molto qualificata, dato che, terminata la scuola superiore, ben pochi di loro riescono a sostenere i costi di iscrizione all'università, vista l'impossibilità delle loro famiglie” spiega. Inoltre, e conclude, si opera per il dialogo e la pace, per formare cittadini consapevoli, pronti a costruire legami di armonia e riconciliazione nella società, soprattutto con i giovani musulmani. (PA) (Agenzia Fides 2/5/2016) | |
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| ASIA/CAMBOGIA - Formazione per i bambini su vulnerabilità e discriminazione | |
| Phnom Penh (Agenzia Fides) - Una sessione di formazione e rafforzamento degli studenti, dedicata al tema del supporto ai bambini più vulnerabili e discriminati, è stata tenuta di recente nelle scuole di Oh Cham Na (centro KSO), all’interno di una comunità agricola, e di Andoumg Thmor (centro KSR). Promotore dell’iniziativa lo staff della onlus CCS in Cambogia. Lavagne piene di foglietti colorati con la definizione, in lingua khmer, che ciascuno studente ha ritenuto più valida per i concetti di vulnerabilità e discriminazione. Alla giornata hanno partecipato in totale 71 persone: 39 alunni, 29 maestri e tre rappresentanti delle autorità locali dell’educazione. I concetti sono stati discussi insieme ai ragazzi e tutti sono stati invitati a condividere con il resto del gruppo la propria idea di vulnerabilità e discriminazione. I ragazzi si sono soffermati in particolare su due temi: come identificare i bambini vulnerabili all’interno della loro scuola, sulla base di quali segnali di disagio, e come aiutarli concretamente. (AP) (2/5/2016 Agenzia Fides) | |
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| AMERICA/NICARAGUA - “Il Nicaragua non è in guerra! Comprare carri armati è contrario alla nostra realtà” afferma Mons. Alvarez Lagos | |
| Matagalpa (Agenzia Fides) – "Il Nicaragua non è in guerra, il Nicaragua non vuole la guerra, il Nicaragua non ha bisogno di guerra, né di armi da combattimento pesanti" ha detto il Vescovo di Matagalpa, Sua Ecc. Mons. Rolando José Álvarez Lagos, criticando l'acquisto annunciato di carri armati da parte del governo di Daniel Ortega, iniziativa che ha descritto "contraria alla realtà nazionale". Mons. Alvarez ha parlato su questo tema dopo la Messa in onore di San Giuseppe Artigiano, patrono della parrocchia che porta il nome del santo nel comune di El Tuma-La Dalia, a Matagalpa, celebrata ieri, 1 maggio. "Riconosciamo la partecipazione dell'esercito del Nicaragua al lavoro umanitario, come il fatto di proteggere la produzione agricola, l'allevamento del bestiame e perfino di portare l'assistenza medica alla popolazione; ma la militarizzazione di alcune comunità rurali ha provocato paura e panico tra la popolazione rurale, ecco perché l'acquisto annunciato di carri armati è totalmente contrario alla realtà nazionale" ha detto il Vescovo nella nota inviata a Fides da una fonte locale. Secondo Mons. Alvarez la spesa per l'acquisto di carri armati "potrebbe servire per costruire ospedali, scuole, strade, incoraggiare gli investimenti e l'occupazione. Questo acquisto, di conseguenza, è obsoleto e fuori contesto della realtà nicaraguense" ha concluso. Dai dati della stampa locale si apprende che il Nicaragua vuole acquistare 50 carri armati T-72 e 62 carri armati T-55, facendo diventare l'esercito nicaraguense la potenza militare di terra più grande del centro america. (CE) (Agenzia Fides, 02/05/2016) | |
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| AMERICA/COLOMBIA - “Accompagnare il dialogo con l’ELN”: la Chiesa per la pace e per il rilascio dei sequestrati | |
| Rionegro (Agenzia Fides) – "Ci è arrivata la richiesta non di essere garanti, ma di accompagnare, quindi saremo presenti per moderare i colloqui, si spera che questo possa servire a renderli più efficaci e ci porti velocemente verso la pace": così Sua Ecc. Mons. Luis Augusto Castro Quiroga, IMC, Arcivescovo di Tunja e Presidente della Conferenza Episcopale, ha commentato la richiesta pervenuta alla Chiesa colombiana da parte dell’ELN. Secondo le informazioni pervenute a Fides, l’Arcivescovo si è espresso la fine del suo intervento al forum sul Post Conflitto “Impactos Sociales y Empresariales”, svoltosi a Rionegro alla fine della settimana scorsa, al quale hanno partecipato diverse autorità del governo locale e nazionale, oltre ad alcuni diplomatici dei paesi che si sono offerti come mediatori per la pace fra i gruppi di guerriglia e il governo colombiano. Mons. Castro Quiroga ha lanciato anche un appello all’ELN per "liberare tutti gli ostaggi e non chiedere neanche un centesimo", ricordando che è una delle condizioni del governo per avviare i colloqui con l’ELN. Purtroppo ieri l’ELN ha affermato di non tenere sotto sequestro Melisa Trillos né il dirigente contadino Henry Perez, e ciò ha causato ulteriore preoccupazione nelle rispettive famiglie, che non hanno informazioni sul loro stato di salute ed ora nemmeno sul gruppo rapitore. In seguito a questo aggiornamento, Sua Ecc. Mons. Gabriel Angel Villa Vahos, Vescovo di Ocaña, ieri ha chiesto pubblicamente il rilascio di Melisa Trillos, rapita due settimane fa. Il Vescovo ha chiesto ai rapitori di dare prove certe che Melisa è viva e di rispettare la sua vita, perché possa tornare presto in famiglia. (CE) (Agenzia Fides, 02/05/2016) | |
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| AMERICA/COLOMBIA - Lezioni nella lingua nativa per un gruppo d bambini indigeni di Medellín | |
| Medellín (Agenzia Fides) – Grazie ad un programma di inclusione offerto dal Comune di Medellín nel quartiere di Niquitao, zona dove molti minori vivono in condizioni precarie, 77 bambini indigeni della comunità Embera potranno frequentare le lezioni scolastiche nella loro lingua nativa. Il programma, organizzato con maestri della stessa etnia, si propone di insegnare a leggere e scrivere. Per quelli che già sono in grado di farlo è previsto anche un avanzamento in altre materie di apprendimento. (AP) (2/5/2016 Agenzia Fides) |
Filippesi 1,4 ... e sempre, in ogni mia preghiera per tutti voi, prego con gioia...
Bollettino Agenzia Fides del 2 maggio 2016
Bollettino Agenzia Fides 30 aprile 2016
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| AFRICA/CONGO RD - Tensioni tra Hutu e Nande: “intervenire subito per impedire un conflitto etnico” | |||||||||||
| Kinshasa (Agenzia Fides) - Nel sud Lubero (Nord Kivu, nell’est della Repubblica Democratica del Congo, RDC), da qualche tempo le relazioni tra le comunità Hutu e Nande si sono deteriorate, degenerando in conflitto, riferisce una nota inviata all’Agenzia Fides dalla Rete Pace per il Congo. I Nande accusano gli Hutu congolesi di essere complici delle FDLR (Forze Democratiche per la Liberazione del Rwanda), un gruppo armato di origine rwandese, ma attivo nell’est della RDC e spesso all’origine di atroci violenze perpetrate contro la popolazione congolese. Essi sono accompagnati dalle loro rispettive famiglie Da tempo i Nande denunciano l’occupazione anarchica delle loro terre da parte degli Hutu e l’implicazione di questi ultimi nei crimini contro l’umanità commessi dalle FDLR: massacri di civili, sequestri di persone, omicidi di leader locali e di capi tradizionali, saccheggi dei raccolti e incendi di villaggi, secondo una strategia di occupazione delle terre senza alcun rispetto del diritto tradizionale locale. Per proteggersi, i Nande hanno a loro volta creato una propria milizia, il gruppo armato "Mai-Mai Yira", diventata in seguito Unione dei Patrioti per la Difesa degli Innocenti (UPDI). La nota sottolinea che “il conflitto sociale tra le due comunità rischia di tramutarsi in un conflitto etnico. Per evitare che ciò accada, sono state formulate diverse raccomandazioni”. Tra queste vi sono: il rafforzamento della presenza militare per neutralizzare sia le FDLR che le varie milizie Mai-Mai, cui ogni comunità tende a rivolgersi per ottenere protezione; il dispiegamento della Polizia Nazionale Congolese (PNC) per mantenere l’ordine nelle zone liberate dalle Forze Armate della Repubblica Democratica del Congo, FARDC; il rimpatrio in Rwanda dei membri delle FDLR che si sono già consegnati o che si consegneranno all’esercito o alla MONUSCO (Missione ONU nella RDC); l’apertura urgente di un’inchiesta indipendente, sia a livello nazionale che internazionale, per individuare i mandanti e gli esecutori degli attacchi ai villaggi, dei sequestri di persone e dei massacri commessi e avviare procedure giudiziarie contro di loro; la gestione con trasparenza dei movimenti d’immigrazione, per garantire la sicurezza di coloro che emigrano e per rassicurare le comunità locali; l’avvio di progetti di sviluppo comunitario, per ridurre la disoccupaz ione e la povertà, che sono alla base della violenza e dell’attivismo dei gruppi armati. (L.M.) (Agenzia Fides 30/4/2016) | |||||||||||
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| ASIA/INDIA - Sequestrato e malmenato il Vescovo di Cuddapah | |||||||||||
| Cuddapah (Agenzia Fides) – Il Vescovo della diocesi indiana di Cuddapah, nell’Andra Paresh, Sua Ecc. Mons. Gallela Prasad, è stato aggredito, sequestrato malmenato per una notte. L’aggressione è avvenuta lunedì 25 aprile ma se ne è avuta notizia solo alcuni giorni dopo, secondo le informazioni pervenute all’Agenzia Fides. Mentre il Vescovo ritornava da Karunagari, circa 425 km a sud di Hyderabad, dopo una celebrazione, l’automobile è stata fermata da ignoti che hanno bendato il Vescovo e l’autista, li hanno portati in un luogo sconosciuto e li hanno malmenati per tutta la notte. (SL) (Agenzia Fides 30/04/2016) | |||||||||||
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| ASIA/CINA - I pellegrinaggi nell’Anno della Misericordia aprono il mese mariano della comunità cattolica | |||||||||||
| Pechino (Agenzia Fides) – I cattolici cinesi sono molto devoti alla Madonna e hanno sempre vissuto il mese mariano con profonda spiritualità. Secondo le informazioni raccolte dall’Agenzia Fides, in diverse località hanno gia iniziato il cammino mariano con i pellegrinaggi ai Santuari, in sintonia con l’Anno della Misericordia che sta vivendo tutta la Chiesa. La comunità cattolica della provincia di Jiang Xi ha inaugurato il suo cammino mariano con un pellegrinaggio al Santuario dedicato all’Assunzione di Maria, il 26 e 27 aprile. Durante l’omelia, il sacerdote ha invitato tutti “a tenere sempre in mano il rosario, perché possiamo recitarlo seguendo l’esempio di Maria ed il suo ‘Si’ incondizionato al Signore, invocando la sua intercessione”. La comunità della diocesi di Feng Xiang, della provincia di Shaan Xi, ha voluto recarsi in pellegrinaggio al Santuario diocesano Mu Jia Ping, sentendosi in particolare sintonia con l’insegnamento dell’enciclica Laudato si’. Nella lunga scalata della montagna, in cima alla quale sorge il Santuario, oltre a recitare il rosario e meditare la Via crucis, i fedeli infatti hanno raccolto tutte le immondizie che trovavano lungo il percorso, al fine di ridare splendore alla creazione del Signore, “prendendoci cura della nostra casa comune”, essendo quindi “pellegrini ecologici”, come ha esortato il parroco che li ha guidati. Durante il pellegrinaggio hanno ricordato anche il missionario gesuita francese che ha portato il Vangelo nella pianura di Han Zhong, dove si trova il Santuario, nel 1635. Nella diocesi di San Yuan, sempre nella provincia di Shaan Xi, diverse parrocchie hanno organizzato dei pellegrinaggi per inaugurare il mese mariano. (NZ) (Agenzia Fides 2016/04/30) | |||||||||||
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| AMERICA - Violenza e criminalità generano un record di rifugiati in Centramerica | |||||||||||
| Città del Messico (Agenzia Fides) – A partire dagli anni 80, il numero di centroamericani che continuano a fuggire da violenza e criminalità organizzata nella regione ha raggiunto cifre record. La denuncia arriva dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Acnur). Lo scorso anno, in Messico hanno fatto richiesta di asilo quasi 3500 persone, la maggior parte provenienti da El Salvador, Honduras e Guatemala, i Paesi più colpiti dal fenomeno. Un forte aumento si registra anche negli Stati Uniti, in Costa Rica, Panama, Nicaragua e Belize. Nel comunicato inviato all’Agenzia Fides, il portavoce dell’Acnur dichiara: "siamo preoccupati soprattutto per il numero sempre maggiore di bambini e donne non accompagnati che fuggono per timore di essere reclutati a forza da bande criminali e per paura di subire violenze sessuali o di essere uccisi”. (AP) (30/4/2016 Agenzia Fides) | |||||||||||
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| AMERICA/MESSICO - I bambini celebrano la loro Giornata nazionale in condizioni di povertà | |||||||||||
| Città del Messico (Agenzia Fides) – In Messico il 30 aprile si celebra la Giornata del Bambino, che fu istituita a livello nazionale nel 1916, nella città di Tantoyuca, Veracruz, e resa ufficiale nel 1924. Non tutti i bambini hanno un motivo reale per celebrarla a causa delle problematiche di grande impatto sociale da cui sono afflitti, come la povertà. In occasione di questa Giornata, il direttore esecutivo della Rete per i Diritti dell’Infanzia in Messico ha reso noto che "il 53.9% dell’infanzia nel Paese è povero; il 12% della popolazione nella fascia di età tra 18 e 64 anni vive in condizioni di povertà". Inoltre, l’11.4% della popolazione infantile in condizioni di povertà soffre di insufficienza alimentare severa, il 16.7% moderata e il 21.7% lieve. Un altro dei gravi fenomeni che riguardano i bambini è il lavoro e lo sfruttamento minorile. Nonostante la legge preveda il divieto dell’utilizzo di bambini lavoratori al di sotto dei 14 anni, l’8.6% di quelli tra 5 e 17 anni lavorano, il 36.0% di questi non vanno a scuola e il restante 64.0%, lavora e studia. (AP) (30/4/2016 Agenzia Fides) | |||||||||||
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| AMERICA/MESSICO - La Croce Rossa per i bambini bisognosi delle aree più remote | |||||||||||
Tehuacán (Agenzia Fides) – Per il secondo anno consecutivo il settore giovanile della Croce Rossa Messicana, Delegazione Tehuacán, sta organizzando una raccolta di giocattoli per i bambini bisognosi che verranno consegnati nelle zone più remote. Secondo la nota inviata a Fides, le comunità beneficiate sono state selezionate mediante una ricerca sulle condizioni di maggiore vulnerabilità che i giovani della Croce Rossa hanno portato avanti per diverse settimane. Si tratta di giocattoli nuovi, semi nuovi o comunque usati ma in buone condizioni. Unica condizione posta è che non siano armi giocattolo o simili, che potrebbero fomentare la violenza. (AP) (30/4/2016 Agenzia Fides) | |||||||||||
Foglio della Parrocchia di San Giorgio di Nogaro
http://parrocchiasangiorgiodinogaro.it/wp-content/uploads/2016/04/SCARICA-PDF-1-Maggio-VI-DI-PASQUA.pdf
Regina Coeli del 1 maggio 2016
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Devastata una chiesa a Mosul con esplosivo
Iraq: distrutta la Chiesa dell’orologio nel centro di Mosul
È stata devastata con l'uso di esplosivo la Chiesa latina del centro di Mosul, in Iraq, officiata storicamente dai padri domenicani e nota come la “Chiesa della Madonna miracolosa” o “Chiesa dell'orologio”. L’episodio, riferisce l’agenzia Fides, è avvenuto domenica 24 aprile e, secondo fonti ufficiali del Patriarcato caldeo, sarebbe da attribuire ai militanti del sedicente Stato Islamico (Daesh) che controllano la città dal 9 giugno 2014. Secondo fonti locali, i jihadisti del Daesh avrebbero evacuato la zona circostante la chiesa e avrebbero prelevato dall'edificio sacro tutto ciò che poteva essere saccheggiato, prima di far deflagrare le cariche di esplosivo.
Dolore del Patriarcato caldeo
In una nota del Patriarcato caldeo si esprime dolore per l'ennesimo atto di devastazione commesso contro un luogo di culto e si sollecitano anche i politici iracheni a operare in fretta per favorire una autentica riconciliazione nazionale che sbarri le porte al dilagare del terrorismo. La chiesa latina connotava in maniera inconfondibile il profilo del centro storico di Mosul, soprattutto grazie al suo caratteristico campanile con l'orologio, donato ai cristiani iracheni dall'imperatrice Eugenia, moglie di Napoleone III.
In una nota del Patriarcato caldeo si esprime dolore per l'ennesimo atto di devastazione commesso contro un luogo di culto e si sollecitano anche i politici iracheni a operare in fretta per favorire una autentica riconciliazione nazionale che sbarri le porte al dilagare del terrorismo. La chiesa latina connotava in maniera inconfondibile il profilo del centro storico di Mosul, soprattutto grazie al suo caratteristico campanile con l'orologio, donato ai cristiani iracheni dall'imperatrice Eugenia, moglie di Napoleone III.
Antico simbolo di pace
“I rintocchi di quell'orologio”, racconta all'Agenzia Fides suor Luigina Sako, superiora della Casa romana delle Suore caldee Figlie di Maria, “hanno scandito la nostra giovinezza, quando Mosul era una città dove si conviveva in pace. Ricordo che da studenti, quando avevamo un esame importante, andavamo tutti, cristiani e musulmani, a portare i biglietti con le nostre richieste d'aiuto alla Grotta di Lourdes ospitata presso quella chiesa, che anche i nostri amici islamici conoscevano e onoravano come 'la Chiesa della Madonna miracolosa'”.
“I rintocchi di quell'orologio”, racconta all'Agenzia Fides suor Luigina Sako, superiora della Casa romana delle Suore caldee Figlie di Maria, “hanno scandito la nostra giovinezza, quando Mosul era una città dove si conviveva in pace. Ricordo che da studenti, quando avevamo un esame importante, andavamo tutti, cristiani e musulmani, a portare i biglietti con le nostre richieste d'aiuto alla Grotta di Lourdes ospitata presso quella chiesa, che anche i nostri amici islamici conoscevano e onoravano come 'la Chiesa della Madonna miracolosa'”.
Bollettino Agenzia Fides del 26 aprile 2016
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| AFRICA/EGITTO - I copti tornano a Gerusalemme. Cade “de facto” il divieto ai pellegrinaggi nella Città Santa | |||
| Il Cairo (Agenzia Fides) – La domenica delle Palme, celebrata l'altro ieri dalle Chiese che seguono il calendario giuliano, ha visto un incremento esponenziale di pellegrini egiziani copti giunti a celebrare i riti della Settimana Santa a Gerusalemme. Secondo i media egiziani, nell'anno corrente sono già almeno 5.700 i cristiani copti ortodossi che hanno raggiunto la Città Santa, con un incremento di più di mille unità rispetto ai pellegrini copti che avevano computo il pellegrinagigo ai Luoghi Santi di Gerusalemme nel 2015. La crescente presenza di pellegrini copti ortodossi egiziani nella Città Santa segna nei fatti il superamento del divieto di visitare Gerusalemme che nel 1979 era stato imposto ai propri fedeli dall'allora Patriarca Shenuda III. Negli anni in cui si radicalizzava il conflitto arabo-israeliano, il Patriarca copto Shenuda III (1923-2012) aveva vietato ai fedeli della sua Chiesa di compiere pellegrinaggi nello Stato ebraico e non aveva cambiato posizione neanche dopo la normalizzazione dei rapporti tra Egitto e Israele voluta dal Presidente Sadat. Tale divieto non è mai stato formalmente revocato, ma già nel 2014 il viaggio compiuto in Terra Santa da una novantina di cristiani copti in occasione della Settimana Santa aveva dato modo a diversi osservatori di sottolineare l'inattualità della disposizione disciplinare anti-pellegrinaggio, nel quadro dei rapporti esistenti tra le due nazioni confinanti. A incentivare ulteriormente i pellegrinaggi dei copti in Terra Santa ha di certo contribuito anche il viaggio compiuto a fine novembre a Gerusalemme dallo stesso Patriarca Tawadros II, in occasione dei funerali dell'arcivescovo Abraham, capo della locale comunità copta ortodossa. Il viaggio patriarcale, pur presentato dalla Chiesa copta ortodossa come “un'eccezione”, è senz'altro stato recepito dai copti egiziani come un segnale eloquente che il nuovo Patriarca non ha intenzione di difendere divieti penalizzanti per la vita spirituale dei fedeli. (GV) (Agenzia Fides 26/4/2016). | |||
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| AFRICA - Curare la malaria si può: prevenzione e accesso alle terapie | |||
| Padova (Agenzia Fides) – La malaria rimane oggi in Africa una delle malattie più diffuse tra gli adulti e una delle maggiori cause di morte per i bambini. Nei 16 ospedali in cui Medici con l’Africa Cuamm è presente in Angola, Etiopia, Mozambico, Tanzania, Sierra Leone, Sud Sudan, Uganda il 30% dei ricoveri è dovuto alle forme gravi di malaria, con punte del 50% negli ospedali di Yirol e Cueibet in Sud Sudan e in quello di Aber, in Uganda. Curare la malaria si può, dichiarano gli esperti del Cuamm nel comunicato inviato all’Agenzia Fides in occasione della recente Giornata Mondiale contro la Malaria. Il problema è molto spesso quello di garantire l’accesso alle terapie per le persone ammalate che vivono lontane dagli ospedali, nelle zone rurali e isolate che sono spesso anche quelle più colpite. Ancora più importante è lavorare sulla prevenzione, attraverso la distribuzione e la sensibilizzazione sull’uso di strumenti semplici: zanzariere, repellenti, campagn e di disinfestazione delle abitazione dalle zanzare. Nel 2015, sono stati effettuati 89 mila trattamenti in ambulatorio e 20 mila ricoveri per malaria registrati nei 7 paesi di intervento del Cuamm. (AP) (26/4/2016 Agenzia Fides) | |||
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| ASIA/BANGLADESH - Lunga scia di omicidi mirati: “I cristiani proseguono nelle loro attività pastorali e sociali” | |||
| Dacca (Agenzia Fides) - “Siamo consapevoli, preoccupati ma non allarmati. I gruppi fanatici stanno seminando morte ma speriamo che il governo possa controllarli. Le attività pastorali e sociali della Chiesa procedono”: lo dice a Fides il Vescovo ausiliare emerito di Dacca, oggi docente al Seminario maggiore di Dacca, S.E. Mons. Theotonius Gomes, mentre negli ultimi giorni due nuovi omicidi mirati si sono registrati nel paese. Vittime di attacchi dei gruppi fondamentalisti islamici in Bangladesh sono Xulhaz Mannan, 35 anni, giornalista-editore della rivista “Roobpaan” - che nel paese si occupa dei problemi e diritti di omosessuali e transgender - freddato a Dacca con un amico; e il professore universitario Rezaul Karim Siddiquee, assassinato a Rajshahi. La polizia ha seguito la pista di un attacco di militanti islamici, simile a quelli avvenuti in passato contro dei blogger e intellettuali laici. Una persona è stata arrestata nell'ambito delle indagini sull'omicidio del professore: Hafizur Rahman, leader dell' “Islami Chhatra Shiibir”, ala studentesca del partito islamista radicale Jamaat-e-Islami. L’omicidio del professore è stato rivendicato dallo Stato Islamico. “La situazione è complessa, ci sono gruppi estremisti islamici locali che ora si rifanno al’Is e cercano di sfruttare il marchio, di riflesso a quanto accade in Medio Oriente”, spiega a Fides il Vescovo. Sulla situazione dei cristiani, che nel paese sono, nel complesso, circa l’1% della popolazione (1,6 milioni di fedeli su 160 milioni di abitanti), dice: “Procediamo con cautela e attenzione, siamo consapevoli della situazione, ma le nostre attività pastorali, sociali educative, procedono. In alcuni casi il governo ha stanziato un supplemento di scorta, alzando il livello delle misure di sicurezza anche a noi”. “La piccola Chiesa cattolica in Bangladesh, che conta circa 300mila fedeli (0,2% della popolazione), continua la sua missione, vivendo nella preghiera e nella fede in Dio”, spiega. La scorsa settimana l’Is ha rivendicato anche la responsabilità per l'omicidio di un Pastore nel nord del Bangladesh, il 65enne Hossain Ali, che si era convertito al Cristianesimo dall'Islam nel 1999. A febbraio un sacerdote indù è stato ucciso nel Nordovest del paese. Lo scorso anno quattro blogger sono stati uccisi in quanto etichettati come “atei” solo perché sostenitori di uno stato laico e democratico. Sempre nel 2015 il missionario italiano Piero Parolari è stato ferito mentre il cooperante Cesare Tavella e un giapponese sono stati uccisi. (PA) (Agenzia Fides 26/4/2016) | |||
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| ASIA/INDIA - I Vescovi incontrano il Primo Ministro: “Invitiamo il Papa in India” | |||
| New Delhi (Agenzia Fides) – Una delegazione dei Vescovi indiani ha incontrato il Primo ministro indiano Narendra Modi. Il gruppo era guidato dal Presidente della Conferenza episcopale (CBCI), il Card. Baselios Cleemis, accompagnato dal Segretario Generale, S.E. Mons Theodore Mascarenhas, e dal vice Segretario generale, Mons. Joseph Chinnayyan. Come riferisce un comunicato inviato a Fides, la delegazione ha chiesto al Primo ministro Modi di invitare il Papa a visitare l'India, in una data conveniente sia per il governo indiano che per la Santa Sede. Il Premier ha assicurato alla delegazione che avrebbe seriamente esaminato la questione, consultandosi con gli altri membri del governo. Il Card. Baselios Cleemis ha anche chiesto al Primo ministro di guidare personalmente la delegazione indiana per la canonizzazione di Madre Teresa, che si terrà a Roma il 4 settembre 2016. E il leader politico dell’India, apprezzando i sentimenti dei Vescovi, ha assicurato che avrebbe favorevolmente preso in considerazione la proposta. Altro punto di discussione: la delegazione, pur apprezzando e ringraziando il governo indiano per quanto fatto fino ad ora per salvare la vita del Salesiano p. Tom Uzunnalil, rapito in Yemen, ha rinnovato l’appello alle istituzioni perchè facciano il possibile per il rilascio. La delegazione della Conferenza episcoaple ha accolto con favore le numerose iniziative messe in campo dal governo per rendere l'India autosufficiente e per migliorare lo standard di vita di milioni di cittadini, soprattutto i più deboli e vulnerabili e ha assicurato piena collaborazione della Chiesa per “costruire un'India migliore”. (PA) (Agenzia Fides 26/4/2016) | |||
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| ASIA/INDIA - Minorenni ancora costretti a sposarsi tra le lacrime | |||
| Chittorgarh (Agenzia Fides) - A Chittorgarh, una città del Rajasthan al nord dell’India, dove è molto diffusa la pratica dei matrimoni precoci, è stato recentemente girato un video di nascosto di una cerimonia che mostra alcune piccole spose in lacrime perché costrette a sposarsi. Nel corso dei due giorni del festival indù Akshaya Tritiya, ritenuto di buon auspicio per i matrimoni tra bambini in India, sono state celebrate sei cerimonie. Nel video si vedono bambine di appena 10 anni in lacrime che chiedevano aiuto mentre i genitori le trascinavano, ministri del rituale indù che rimproverano i bambini che piangevano. Un’altra piccola sposa, di appena 5 anni, vestita per la cerimonia e costretta a camminare vicino al fuoco con il suo sposo, di appena 11 anni. La tradizione richiede infatti che passino per sette volte intorno al fuoco. Un attivista per i diritti dei bambini e fondatore di Saarthi Trust, organizzazione benefica per tutti i minori più vulnerabili, è riuscito a fare annullare finora 29 matrimoni di piccoli in Rajasthan, oltre ad averne impediti altri 850. In India, l’età legale per sposarsi è di 18 anni per le donne e 21 per gli uomini. Il Paese è la patria di un terzo di tutti i matrimoni di ragazze minorenni di tutto il mondo. (AP) (26/4/2016 Agenzia Fides) | |||
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| ASIA/IRAQ - Distrutta nel centro di Mosul la “chiesa dell'orologio” | |||
| Musul (Agenzia Fides) – Nella giornata di domenica 24 aprile la chiesa latina del centro di Mosul, officiata storicamente dai Padri Domenicani e nota come la “chiesa della Madonna miracolosa” o anche come la “chiesa dell'orologio”, è stata devastata con l'uso di esplosivo. Le fonti ufficiali del Patriarcato caldeo attribuiscono il sacrilego atto vandalico ai militanti del sedicente Stato Islamico (Daesh) che controllano la città dal 9 giugno 2014. Secondo fonti locali, i jihadisti del Daesh avrebbero evacuato la zona circostante la chiesa e avrebbero prelevato dall'edificio sacro tutto ciò che poteva essere saccheggiato, prima di far deflagrare le cariche di esplosivo. Nel comunicato diffuso dal Patriarcato caldeo si esprime dolore per l'ennesimo atto di devastazione commesso contro un luogo di culto, e si sollecitano anche i politici iracheni a operare in fretta per favorire una autentica riconciliazione nazionale che sbarri le porte al dilagare del terrorismo. La chiesa latina connotava in maniera inconfondibile il profilo del centro storico di Mosul, soprattutto grazie al suo caratteristico campanile con l'orologio, donato ai cristiani iracheni dall'imperatrice Eugenia, moglie di Napoleone III. Non si esclude che la chiesa sia stata devastata proprio perchè considerata storicamente legata alla Francia. “I rintocchi di quell'orologio” racconta all'Agenzia Fides suor Luigina Sako, superiora della casa romana delle Suore caldee Figlie di Maria, “hanno scandito la nostra giovinezza, quando Mosul era una città dove si conviveva in pace. Ricordo che da studenti, quando avevamo un'esame importante, andavamo tutti, cristiani e musulmani, a portare i biglietti con le nostre richieste d'aiuto alla grotta di Lourdes ospitata presso quella chiesa, che anche i nostri amici islamici conoscevano e onoravano come 'la chiesa della Madonna miracolosa' ”. (GV) (Agenzia Fides 26/4/2016). | |||
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| AMERICA/CILE - Incendiata chiesa evangelica, ancora in nome della causa Mapuche | |||
| Temuco (Agenzia Fides) – Ancora un incendio di un edificio di culto nella regione cilena di La Araucania: ieri sera il fuoco ha distrutto una chiesa evangelica che sorgeva al chilometro 8 della strada per Niagara, nel comune di Padres Las Casas. Benché i vigili del fuoco siano arrivati sul posto per controllare le fiamme, della chiesa è rimasto poco. Secondo le informazioni pervenute a Fides, insieme ai pompieri sono anche arrivati membri della polizia, per indagare sull'origine dell'incendio, in quanto sono state trovate scritte a favore della causa Mapuche, fatto che si è ripetuto ultimamente in diverse parti della regione. Nella tarda ora di ieri sera, il primo rapporto della polizia confermava l'incendio doloso. Nello stesso posto, il 31 marzo 2016, era stata incendiata un'altra cappella cattolica, la cappella di S. Joaquina, al km 5 della strada verso Niagara, comune di Padre Las Casas (Vedi Fides 5/04/2016). Sono così una decina le chiese e cappelle date alle fiamme durante i primi mesi del 2016, e sul posto sono stati sempre trovati messaggi relativi alla causa mapuche (vedi Fides 19/12/2015; 9/03/2016; 5/04/2016; 13/04/2016). Alla base ci sono i gravi problemi dei Mapuche, irrisolti da più di un secolo, anche se gli incendi alle chiese risultano incomprensibili (vedi Fides 22/04/2016). (CE) (Agenzia Fides, 26/04/2016) | |||
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| AMERICA/NICARAGUA - “L'esercito agisca secondo principi etici” dice Mons. Herrera sul conflitto di Ayapal | |||
| Ayapal (Agenzia Fides) – “L'esercito del Nicaragua dovrebbe procedere seguendo i principi etici nel conflitto esistente nella comunità di Ayapal” ha detto Sua Ecc. Mons. Carlos Enrique Herrera Guttierez OFM, Vescovo della diocesi di Jinotega, cui appartiene la cittadina di Ayapal. In un breve colloquio con la stampa locale, il cui testo è stato inviato a Fides, Mons. Herrera è tornato sulla grave situazione di violenza e di tensione in cui vive Ayapal (vedi Fides 18/3/2016), ribadendo che l’esercito non deve colpire indiscriminatamente e con violenza i civili solo se sono sospettati, ma "devono cercare la maniera giusta, perché conoscono le tattiche, non è questo il modo. Come militari sanno bene come fare. Si può cercare il dialogo in modo che queste persone non continuino ad aggregarsi sempre di più. Se si uccide un membro di una famiglia, in quel momento gli altri scappano via, ma dopo si organizzano e si armano, quindi ci sarà un aumento della violenza", La paura nella zona si è intensificata dopo il brutale omicidio del sindaco di Ayapal e giudice di pace, Andres Cerrato, che molto tempo fa era membro della resistenza nicaraguese (vedi Fides 21/04/2016). Nella nota pervenuta a Fides, si informa che Juan Carlos Arce, responsabile della Commissione Nazionale dei Diritti Umani a Matagalpa, ha segnalato la gravità del fatto che ancora non ci sia un rapporto ufficiale sulla morte violenta di Cerrato, avvenuta il 18 aprile. "La cosa è grave perché si segnala come autore ad una delle istituzioni dello stato, il governo ci deve rispondere. Non possiamo permettere che giovani e famiglie intere vivano nella paura" ha concluso Arce. (CE) (Agenzia Fides, 26/04/2016) | |||
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| AFRICA/MALAWI - Nomina del Vescovo di Mzuzu | |||
| Città del Vaticano (Agenzia Fides) – Il Santo Padre Francesco, in data 26 aprile 2016, ha nominato Vescovo della diocesi di Mzuzu (Malawi) il Rev.do P. John Alphonsus Ryan, Missionario della St. Patrick’s Society (Kiltegan), Docente all’Università di Mzuzu. Il Rev.do P. John Alphonsus Ryan, S.P.S. è nato il 27 febbraio 1952 a Tipperary, arcidiocesi di Cashel and Emly, in Irlanda. Dopo gli studi primari e secondari è entrato nella Società di St. Patrick – Kiltegan. Nel 1971, dopo un anno di spiritualità a County Wicklow, ha iniziato gli studi filosofici presso l’Istituto all’University of Cork, Douglas, e nel 1974 quelli di Teologia presso l’Istituto di Kiltegan a County Wicklow. È stato ordinato sacerdote il 18 giugno 1978. Dopo l’ordinazione ha svolto i seguenti incarichi: 1978-2005: St. Paul’s Parish a Mzimba (Mzuzu); St. Stephan’s a Kapuro (Mzuzu); St. Mathias’ Parish a Misuku (Mzuzu) e Docente nella Scuola Secondaria Community Day a Misuku (Mzuzu); Docente nel Seminario minore di St. Patrick a Rumphi (Mzuzu); studi in matematica in Irlanda coronati con il dottorato; 2005-2011: Cappellano delle Sisters of the Holy Rosary a Katete; dal 2000: Cappellano e docente di matematica dell’Università Cattolica di Mzuzu, Assistente nella parrocchia St. Augustine e associate outstations; Membro del Collegio dei Consultori. (SL) (Agenzia Fides 26/04/2016) | |||
Bollettino Agenzia Fides del 25 aprile 2016
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| ASIA/PAKISTAN - Ragazza cristiana rapita e costretta nozze islamiche: il fenomeno non si ferma | |||
| Kasur (Agenzia Fides) – Aiutare sua figlia, vittima di sequestro , matrimonio e conversione forzata all’islam: è la richiesta di Sarwar Masih, cristiano pakistano che si è rivolto all’avvocato Sardar Mushtaq Gill, a capo dalla Ong “Lead” (Legal Evangelical Association Development), impegnata a offrire assistenza gratuita ai cristiani vittime di abusi. La ragazza, Laveeza Bibi, di 23 anni, è stata rapita il 14 aprile da due musulmani che hanno fatto irruzione, armati di pistole, in casa della famiglia di Sarwar Masih, nel distretto di Kasur, in Punjab, prendendo la ragazza e minacciando i genitori. Uno dei rapitori Muhammad Talib ha costretto la ragazza sposarlo. Masih si è recato immediatamente alla stazione di polizia locale, ma la polizia si è mostrata riluttante a registrare una denuncia ufficiale (First Information Report). Del caso si è interessato anche il Pastore Saleem Masih, insieme con l’avvocato Gill. Solo dopo l’intervento dei due, la polizia ha registrato la denuncia contro Talib. “Nel mese di aprile abbiamo avuto esperienza, solo nell’area di Kasur, di cinque casi di ragazze cristiane rapite e convertite all'Islam, e costrette a sposare i loro aguzzini. A queste ragazze è negata del tutto la tutela legale dei diritti individuali”, spiega l’avvocato Gill a Fides. E il fenomeno continua ad avere proporzioni inaccettabili, con circa mille casi l'anno registrati e molti che non denunciati. L’Ong “Lead” continuerà a ad agire e a sensibilizzare sulla discriminazione e violenza subita in Pakistan in particolare dalle donne delle minoranze religiose cristiane e indù, le più vulnerabili e indifese, soggette a soprusi spesso impuniti. (PA) (Agenzia Fides 25/4/2016) | |||
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| ASIA/TURCHIA - Il Patriarca ecumenico vuole incontrare Erdogan per discutere dell'Istituto teologico di Halki | |||
| Istanbul (Agenzia Fides) – Il Patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I si prepara a chiedere un appuntamento al Presidente Tayyip Erdogan per discutere dell status del Patriarcato, e soprattutto per avere chiarimenti su recenti episodi che sembrano contraddire e vanificare le precedenti disposizioni legislative riguardanti la restituzione alle comunità religiose minoritarie di beni di cui erano state illegittimamente espropriate in passato dalle autorità turche. Nel corso di una recente conferenza stampa, convocata presso la sede del Patriarcato Ecumenico affacciata sul Corno d'Oro, il Patriarca Bartolomeo ha rilevato che le relazioni tra le autorità turche e le minoranze religiose stanno di nuovo vivendo un momento critico, e è tornato a sollevare la questione dell'Istituto teologico patriarcale di Halki, a cui da 45 anni viene impedita ogni attività di formazione teologica. I tanti annunci fatti circolare negli ultimi anni anche da rappresentanti turchi sulla possibile, imminente riapertura dell'istituzione accademica patriarcale non hanno avuto finora alcuno sviluppo concreto. Secondo fonti locali, consultate dall'Agenzia Fides, il Patriarca Bartolomeo ha annunciato l'invio di una lettera a Erdogan per chiedere un appuntamento, da tenersi possibilmente entro maggio, in modo da potersi confrontare direttamente con il Presidente turco sulla questione della Scuola di Halki e più in generale sui problemi delle minoranze religiose in Turchia. Negli ultimi tempi – ha sottolineato in occasione della conferenza stampa Laki Vingas, già membro del Consiglio per le fondazioni religiose - “sono stati aperti processi per la cancellazione dei titoli di proprietà, e questa situazione ci preoccupa". A inquietare è soprattutto l'operazione messa in atto dalle istituzioni statali turche che negli ultimi tempi hanno aperto una causa contro il Patriarcato ecumenico di Costantinopoli, per annullare gli atti giuridici con cui dei terreni erano tornati a disposizione della Sede patriarcale ortodossa, nel rispetto delle leggi che dispongono la restituzione alle comunità religiose minoritarie di beni ad esse sequestrati in passato dalle autorità turche (Vedi Fides 21/4/2016). Il processo intentato da istituzioni di Ankara mira in particolare a ri-espropriare il Patriarcato ecumenico di un terreno di 98 acri (pari a circa 40 ettari) a Goksu, e un'alra area a Umit Tepesi, che negli ultimi 4 anni era stata asse gnata proprio all'Istituto di teologia ortodossa di Halki. L'Amministrazione statale delle Foreste ha aperto il processo per chiedere che quei beni immobiliari ritornino a disposizione del Tesoro. L'iniziativa processuale si configura come l'ennesimo caso di vessazione per via giuridico-amministrativa messo in atto dalle istituzioni turche nei confronti del Patriarcato ecumenico di Costantinopoli. (GV) (Agenzia Fides 25/4/2016). | |||
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| ASIA/INDIA - La Messa spiegata ai giovani, per i 400 anni della Chiesa di Sant’Andrea | |||
| Mumbai (Agenzia Fides) – Il Giubileo dei 400 anni dalla fondazione della Chiesa di Sant’Andrea a Bandra, nell’area di Mumbai, è l’occasione per una speciale celebrazione dedicata a ai giovani: è stata una santa Messa animata con drammatizzazioni teatrali e musica, come spiega a Fides p. Cesare D'Mello, il parroco della Chiesa di Sant'Andrea. Inoltre “i diversi momenti della messa sono stati spiegati nel loro significato più profondo, coinvolgendo così i presenti”. “E’ stata nostra intenzione, nel programmare il Giubileo della Chesa locale – racconta il parroco – organizzare una messa speciale i giovani per tutta la gioventù di Mumbai. Da qui l'idea di celebrarla con un coro da diverse parrocchie, e facendola seguire da un programma di intrattenimento, in cui si sono esibiti artisti provenienti da tutta la città. La sensazione generale è che i nostri giovani meritino più attenzioni pastorali: dobbiamo fare di più per loro, perché, dopo tutto, il futuro appartiene ai giovani”. La gioiosa celebrazione, cui hanno preso parte anche molti adulti, è stata segnata anche dalla originale “preghiera contro la schiavitù alla tecnologia”. Nell'omelia il gesuita p. Errol Fernandes ha spiegato che "la Messa non è un rituale ma un evento che rende Dio presente in mezzo a noi" e che dunque "Cristo resta e continua a esserci anche dopo la benedizione finale". La Chiesa di Sant'Andrea a Bandra è è una delle più antiche chiese dell’area di Mumbai. Ha festeggiato il 400° anniversario di elevazione a parrocchia, datato 1616. La chiesa fu costruita vent’anni prima, nel 1595, dai gesuiti portoghesi, in un’area marittima. (PA) (Agenzia Fides 25/4/2016) | |||
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| ASIA/SIRIA - Città a maggioranza cristiana bombardata da ribelli islamisti. Tregua armata a Qamishli tra milizie curde e esercito pro-Assad | |||
| Hama (Agenzia Fides) – Milizie islamiste legate al gruppo qaidista Jabhat al Nusra hanno sferrato nella giornata di domenica 24 aprile un attacco a colpi di mortaio sulla città siriana a maggioranza cristiana di Sqelbiya, nella provincia centrale di Hama, provocando la morte di almeno quattro civili. Lo riferiscono fonti curde, consultate dall'Agenzia Fides. Alle vittime vanno aggiunti almeno quindici feriti, alcuni dei quali versano in gravi condizioni. L'attacco è avvenuto con il lancio fitto di colpi di mortaio, caduti a pioggia sui quartieri residenziali. La città, sotto il controllo dell'esercito governativo, già in passato aveva subito attacchi da parte dei miliziani jihadisti, che hanno provato più volte a prenderne il controllo, senza mai riuscirci. Intanto, nella provincia siriana nord orientale di Hassakè regge la tregua tra esercito governativo e miliziani curdi delle Unità di protezione popolare (YPG), raggiunta sabato scorso dopo i sanguinosi scontri esplosi da mercoledì 20 aprile soprattutto nella città di Qamishli (vdi Fides 21/4/2016). Rappresentanti delle milizie curde, interpellati dall'agenzia ARA News, hanno riaffermato l'intenzione di mantenere il controllo delle aree conquistate durante gli scontri, e il rifiuto di fare qualsiasi cncessione al governo di Assad. Gli stessi esponenti curdi hanno accusato il regime di aver costretto le popolazioni civili locali a creare dei gruppi paramilitari “di autodifesa” sottoposti all'esercito governativo, usando soprattutto sui dipendenti pubblici forme di ricatto come la sospensione dello stipendio o l'allontanamento forzato dal posto di lavoro. L'aprirsi di un nuovo fronte di conflitto tra milizie curde e esercito di Assad nella Siria nord-orientale conferma che dietro la tragedia siriana si muovono strategie e interessi complessi, che non possono essere ridotti allo scontro con i jihadisti dello Stato Islamico (Daesh). Secondo fonti locali, nei tre giorni di scontri tra le milizie curde e l'esercito governativo sono morti 17 civili, 10 miliziani curdi e 31 tra soldati governativi e paramilitari pro regime. (GV) (Agenzia Fid | |||
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| AMERICA/ECUADOR - Il terremoto causa difficoltà estreme alle persone colpite da disabilità | |||
| Quito (Agenzia Fides) - Continua a salire il bilancio delle vittime del terremoto che poco più di una settimana fa ha colpito l’Ecuador: oltre 710 tra morti e dispersi, tra i 16.600 feriti alcuni sono ancora in gravi condizioni. Il bilancio è sempre più grave. Lo ha riferito il Segretariato Nazionale per la Gestione del Rischio. Il Governo ha dichiarato lo stato di emergenza in 6 province: Esmeraldas, Manabí, Santa Elena, Guayas, Santo Domingo e Los Ríos. Mancano acqua, cibo e beni di prima necessità. Nelle emergenze, il tasso di mortalità delle persone con disabilità è doppio rispetto al resto della popolazione. Le ragioni vanno ricercate nella difficoltà o impossibilità di accedere agli avvisi di emergenza, ai rifugi, nella perdita o il danneggiamento degli ausili che permettono loro di muoversi (come bastoni, carrozzine ecc...), nell’aumentata difficoltà di accedere agli aiuti umanitari di base. Tra le iniziative a favore dei più vulnerabili colpiti da que sta calamità, la onlus CBM Italia che si è attivata in collaborazione con i suoi partner locali. Dal giorno del terremoto gli operatori di CBM sono al lavoro per far sì che le persone con disabilità e le loro famiglie, ma anche le persone anziane e le altre categorie vulnerabili, ricevano acqua, cibo, medicine, riparo e ausili motori. “In particolare nella provincia di Esmeraldas il nostro partner OVCI Nostra Famiglia, che lavora a stretto contatto con il Governo, si occupa di produrre e importare dispositivi e ausili motori, come sedie a rotelle e stampelle. In queste ore gli operatori sono al lavoro per distribuire acqua, cibo e kit di prima necessità”, si legge nel comunicato inviato all’Agenzia Fides da CBM. (AP) (25/4/2016 Agenzia Fides) |
Confessare i ragazzi
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Grande guerra: incontro a Palazzo Romagnoli, Università Castrense
Sabato 23 aprile, alle ore 11,00, a Palazzo Romagnoli, via Albicini 12 a Forlì, si svolgerà l’incontro del ciclo “Grande Guerra: la vita incerta e la salute degli italiani”, promosso dal Comune di Forlì, nel centenario della grande guerra, in collaborazione con la famiglia Rusticali, a ricordo di Franco Rusticali, primario medico e sindaco di Forlì dal 1995 al 2004. (continua a leggere)
Fonte: http://www.4live.it/
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