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| AFRICA/GABON - Il 29 settembre la solenne chiusura del Giubileo per i 175 anni della Chiesa in Gabon | |||
| Libreville (Agenzia Fides) - “Celebrare i 175 anni dell’arrivo in questa terra dei missionari Spiritani è importante non solo per la Chiesa del Gabon ma in fondo anche per le Chiese sorelle. Infatti dal Gabon i Padri della Congregazione dello Spirito Santo (popolarmente noti come Spiritani) sono partiti per diffondere il Vangelo nelle terre vicine come per esempio l’attuale Congo Brazzaville, dove sono giunti 30 anni dopo” dice all’Agenzia Fides Sua Ecc. Mons Francisco Escalante Molina, Nunzio Apostolico in Gabon e in Congo Brazzaville. Domenica 29 settembre si terrà la solenne cerimonia che chiude il Giubileo per i 175 anni dell’evangelizzazione del Gabon, avviato nel settembre 2018. Mons. Escalante Molina sottolinea che “la Conferenza Episcopale ha organizzato un programma nazionale che si è poi tradotto a livello diocesano. In tutte le diocesi abbiamo partecipato alle celebrazioni nelle quali si sono avute diverse ordinazioni sacerdotali e diaconali. Sono stati organizzati diversi incontri pastorali con la partecipazione di sacerdoti, religiosi, religiose e laici, oltre ad attività culturali”. “Insomma- rimarca il Nunzio - ogni Vescovo ha colto l’occasione del Giubileo per risvegliare la vita pastorale della propria diocesi”. “È importante sottolineare che tutti i Vescovi del Paese hanno partecipato ai Giubilei delle singole diocesi. Possiamo dire che si è avuto un pellegrinaggio nazionale perché delegazioni di ogni diocesi con il proprio Vescovo si sono recate nella diocesi che in quel momento celebrava il proprio Giubileo” dice Mons. Escalante Molina. “A livello nazionale si sono organizzati dei momenti giubilari per i politici, per l’educazione e per altre categorie, con una forte partecipazione di fedeli” aggiunge il Nunzio. Domenica 29 settembre ci sarà la chiusura del Giubileo con la partecipazione dei Vescovi del Gabon, e una rappresentanza dei Vescovi dell’ACERAC (Associazione delle Conferenze Episcopali della Regione dell’Africa Centrale che comprende Camerun, Congo Brazzaville, Gabon, Repubblica Centrafricana, Ciad, Guinea Equatoriale). Sarà presente Mons. Giampietro Dal Toso, Segretario Aggiunto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli con incarico di Presidente delle Pontificie Opere Missionarie, a ricordare il ruolo fondamentale dei missionari nel diffondere il Vangelo nel mondo. A questo proposito Mons. Escalante Molina conclude sottolineando che “la presenza missionaria in Gabon è ancora importante. I missionari Spiritani sono presenti in tutta la regione dell’ACERAC. Ci sono diversi Vescovi che sono Spiritani. La Congregazione rimane un punto di riferimento per la Chiesa in Gabon e sono importanti le vocazioni spiritane in questo Paese”. (L.M.) (Agenzia Fides 27/9/2019) | |||
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| ASIA/MACAO - I Clarettiani: annuncio e distribuzione del Vangelo per il "Mese Missionario Straordinario" | |||
| Macao (Agenzia Fides) - I sacerdoti Clarettiani nella diocesi di Macao hanno iniziato a diffondere copie dei Vangeli tra i non cristiani, incoraggiando la lettura, la riflessione e il confronto, in occasione del Mese Missionario Straordinario dell'Ottobre 2019. I membri della "Congregazione dei Figli Missionari del Cuore Immacolato di Maria", fondata da Sant'Antonio Maria Claret, detti "Clarettiani", "sono impegnati a promuovere la conoscenza, la lettura e la condivisione della Sacra Scrittura e intendono potenziare il movimento della diffusione del Vangelo, da condividere con gli altri" afferma a Fides p. Jojo Peter Ancheril, missionario Clarettiano di Macao. “In che modo l'intera Chiesa viene invitata a promuovere l'evangelizzazione, in occasione del Mese Missionario Straordinario? Abbiamo scelto una soluzione molto semplice, un punto iniziale: donare una copia dei quattro Vangeli ai non cristiani, incoraggiandone la lettura" dice. Il Clarettiano nota: "La lettura del Vangelo e della Bibbia consente di guidare la coscienza e l'esperienza di tutta l'umanità. I segni di Dio, come la Scrittura, aiutano le persone nella vita quotidiana a essere consapevoli della salvezza donata da Gesù Cristo. Allo stesso tempo la Parola di Dio essa ha il potere di toccare il più profondo dell'uomo, ovvero il cuore, la coscienza" spiega padre Ancheril. Nel Mese Missionario Straordinario, continua, "la Chiesa lancia un 'movimento evangelico' che mira a rivelare ai non cristiani la vita di Gesù e farli entrare in contatto con la Parola di Cristo leggendo il Vangelo, in modo che possano conoscere l'amore di Dio". Il Mese Missionario Straordinario nell'Ottobre 2019 segna il centenario della Lettera Apostolica Maximum Illud emessa nel 1919 da Papa Benedetto XV e ha come tema: "Battezzati e inviati: la Chiesa di Cristo in missione nel mondo". L'obiettivo è aumentare la consapevolezza della "missio ad gentes" e dare nuovo impulso alla trasformazione missionaria nella vita della Chiesa. (SD) (Agenzia Fides 27/9/2019) | |||
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| AMERICA/COLOMBIA - Una buona politica, basata sui principi etici, contribuisce alla riconciliazione e alla pace | |||
| Yopal (Agenzia Fides) – "Buona politica al servizio della riconciliazione e della pace" è stato il tema dell'incontro di dialogo e discussione politica organizzato dalla diocesi di Yopal e dalla Commissione della Conciliazione Nazionale (CCN) che si è svolto il 25 settembre nella città di Yopal, capitale del dipartimento di Casanare. All'incontro tra rappresentanti delle comunità e candidati al governo di questo dipartimento hanno partecipato sei candidati, che hanno presentato il loro programma di governo ai leader sociali di diversi settori e ai rappresentanti del clero cattolico. Nel dibattito sono emerse le preoccupazioni sulla necessità di risolvere i problemi che ostacolano lo sviluppo del dipartimento nei settori chiave, quali istruzione, gioventù, famiglia ed economia. Mons. Édgar Aristizábal Quintero, Vescovo della diocesi di Yopal, ha rilevato che questo incontro ha cercato di promuovere il buon governo tra i candidati e di coinvolgere i cittadini nell'accompagnamento di una buona politica, che deve essere basata sui principi etici e morali a cui chiama Papa Francesco. L'iniziativa fa parte della linea di lavoro sulla formazione politica a favore della riconciliazione e della pace che il CCN sviluppa con il sostegno dell'ambasciata norvegese in Colombia. La popolazione partecipa a questi incontri in quanto sono considerati una occasione di informazione e di preparazione alle elezioni regionali del prossimo ottobre. La stessa iniziativa si svolgerà anche a Buga, Puerto Carreño y Leticia. Pochi giorni fa, nel secondo anniversario della visita apostolica di Papa Francesco in Colombia (vedi Fides 10/09/2019), i Vescovi hanno rinnovato l’appello a tutti i cittadini colombiani ad "assumere e accelerare il cammino verso la pace definitiva, la riconciliazione personale e sociale, il rifiuto della violenza come metodo per superare le diseguaglianze, il consolidamento dell’unità e dell’istituzionalità". (CE) (Agenzia Fides, 27/09/2019) | |||
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| AMERICA/URUGUAY - Mese Missionario Straordinario: “dobbiamo assumerci tutti la responsabilità che tutti incontrino Cristo” | |||
| Montevideo (Agenzia Fides) - In vista del Mese Missionario Straordinario, le Pontificie Opere Missionarie (POM) dell'Uruguay hanno preparato diversi sussidi pastorali per le comunità parrocchiali, educative o i movimenti ecclesiali: una proposta catechistica per le diverse età; una meditazione quotidiana per ogni giorno del mese di ottobre proposta da James H. Kroeger, MM; una Novena missionaria. La Novena missionaria sviluppa il tema del Mese Missionario Straordinario, “Battezzati e Inviati”, e può essere utilizzata in diverse circostanze dalle comunità, soprattutto in occasione delle Feste patronali o per la Giornata missionaria del 20 ottobre. I brani biblici proposti sono tratti dal libro degli Atti degli Apostoli: “Con i primi discepoli facciamo l’esperienza di audacia e creatività nella missione – è scritto nell’introduzione -, collaborando con lo Spirito Santo in comunione con la Chiesa di Cristo. E questa audacia significa camminare con il coraggio e con il fervore dei primi che hanno annunciato il Vangelo”. Per ogni giorno si presenta un simbolo (l’acqua, gli anelli della catena, il profumo, il vetro, la serratura e la chiave…), un testo biblico, suggerimenti per la meditazione, l'approfondimento e la preghiera. Il Direttore nazionale delle POM dell’Uruguay, P. Leonardo Rodríguez, presentando il materiale, ha sottolineato che "il Mese Missionario Straordinario ci pone soprattutto nella ‘dimensione universale’ dove la missione del battezzato acquisisce nuovi orizzonti che superano qualsiasi limite: geografico, culturale, sociale, idiomatico o di altro genere, per riascoltare il mandato missionario di Cristo che ci manda a tutti. Oggi ci sono ancora moltitudini che non conoscono Cristo, e sebbene, sicuramente, non andremo tutti in un altro paese, in un altro continente, dobbiamo assumerci tutti la responsabilità che tutti incontrino Cristo: la preghiera, l'offerta dei nostri dolori e delle sofferenze, la testimonianza e la cooperazione materiale sono la vera espressione della nostra appartenenza alla Chiesa cattolica”. (SL) (Agenzia Fides 27/9/2019) | |||
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| OCEANIA/PAPUA NUOVA GUINEA - Servizi sanitari e obiezione di coscienza: Memorandum d’intesa tra l’arcidiocesi di Rabaul e la Provincia | |||
| Rabaul (Agenzia Fides) – Collaborare nel campo dell'assistenza sanitaria, in una feconda cooperazione tra strutture pubbliche e strutture private, gestite da enti e congregazioni cattoliche, regolamentando anche il servizio di medici e infermieri cattolici negli ospedali statali: come riferisce una nota inviata all’Agenzia Fides, con questo obiettivo l'Autorità sanitaria provinciale della Nuova Britannia Orientale e l'Arcidiocesi di Rabaul hanno firmato un “Memorandum d'intesa” in cui si definiscono i criteri per coordinare i servizi di assistenza sanitaria di base oltre che le attività di promozione e di educazione sanitaria per l’intera popolazione. Come rileva la nota pervenuta a Fides, l’Arcivescovo di Rabaul, mons. Francesco Panfilo, SDB ha voluto chiarire il ruolo dei medici, infermieri ed operatori sanitari cattolici impegnati nel St. Mary's Hospital e nelle nove strutture sanitarie pubbliche presenti nella Provincia della Nuova Britannia Orientale. L’Arcivescovo ha preso spunto da alcuni episodi di violazione delle politiche e dell’identità delle scuole cattoliche dell’isola: “Proprio come accade con gli insegnanti, quando un'infermiera fa domanda di lavoro in un centro sanitario appartenente ad un’organizzazione confessionale, accetta di rispettare la filosofia e l’identità dell’organizzazione”, ha detto l’Arcivescovo. “Contrastare questo requisito comporterebbe l’annientamento dell’identità della stessa struttura e costringerebbe medici e infermieri ad agire contro la loro coscienza cristiana”, afferma. “Per evitare ogni possibile fraintendimento – si legge nella nota - l'Arcidiocesi ha incluso, nel protocollo d'intesa, la ‘clausola di coscienza’ che prevede che le Strutture Sanitarie Cattoliche offrano assistenza sanitaria senza scopo di lucro, basata sulla fede, in linea con gli insegnamenti della Chiesa cattolica. In particolare la clausola riguarda l'aborto, determinati metodi di pianificazione familiare, come la sterilizzazione chirurgica, farmaci anticoncezionali”, tutte pratiche mediche che le strutture cattoliche non potranno fornire. “Pertanto - continua la nota firmata dall’Arcivescovo - il personale e le strutture cattoliche non promuoveranno né distribuiranno mezzi contraccettivi artificiali e chirurgici di alcun tipo, né consentiranno alle agenzie governative e alle ONG di usufruire del personale e delle strutture cattoliche sanitarie. La Chiesa cattolica on condivide inoltre l’eutanasia e il suicidio assistito, pratiche che stanno guadagnando terreno in alcune parti del mondo. Aggiunge mons. Panfilo: “Il compito che vi attende non è semplice. Continuate a lavorare seriamente per migliorare l'assistenza sanitaria che fornite e, per favore, non scoraggiatevi quando incontrate difficoltà e prove di qualsiasi tipo. Abbiate fiducia nello Spirito del Signore e nell'intercessione della Madonna.” (AP) (27/9/2019 Agenzia Fides) |
Filippesi 1,4 ... e sempre, in ogni mia preghiera per tutti voi, prego con gioia...
Agenzia Fides 27 settembre 2019
Agenzia Fides 26 settembre 2019
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| EUROPA/UNGHERIA - Il piccolo seme dell’Infanzia Missionaria è diventato in dieci anni un grande albero | |||
| Budapest (Agenzia Fides) – “Gesù parla del Regno di Dio nella parabola del seme di senape. Un seme che è molto piccolo, cresce diventando una grande pianta e in seguito porta frutti, persino gli uccelli del cielo fanno il loro nido sui suoi rami. Qualcosa di simile è successo in terra ungherese dieci anni fa. Un piccolo seme che è stato piantato 10 anni fa è cresciuto diventando una grande pianta e ora porta molti frutti”. Così scrive p. Benvin Sebastian, SVD, Direttore nazionale delle Pontificie Opere Missionarie in Ungheria, in una nota pervenuta all’Agenzia Fides sul decimo anniversario della Pontificia Opera dell’Infanzia Missionaria nel suo paese, festeggiato il 21 settembre. “Quando ebbe fine il comunismo in Ungheria, nel 1992, le Pontificie Opere Missionarie (POM) iniziarono di nuovo la loro missione – racconta -. Ma ci sono voluti molti anni per iniziare la Pontificia Opera dell’Infanzia Missionaria. Nel 2009 abbiamo iniziato con 34 bambini. Ora abbiamo 31 comunità con più di 1000 bambini che pregano e raccolgono fondi con i loro piccoli sacrifici per la missione della Chiesa universale”. La celebrazione del decennale si è svolta nella Basilica di Santo Stefano a Budapest e al Parlamento ungherese. Alle ore 10 il Vescovo ausiliare di Esztergom-Budapest ha dato il benvenuto ai bambini, cui è seguito l’intervento del rappresentante della Commissione episcopale per le missioni, László Kiss- Rigó. Quindi è stata la volta del messaggio del Nunzio apostolico, Michael August Blume, SVD, ed il rapporto del Direttore nazionale delle POM, p. Benvin Sebastian SVD. Alle 11,15 la Santa Messa di ringraziamento presieduta dal Cardinale Peter Erdo, Arcivescovo della diocesi di Esztergom-Budapest. Nel pomeriggio i bambini sono stati accolti nella sede del Parlamento, dove è stato letto il messaggio del Presidente ungherese e del Presidente del parlamento. Quindi è seguito il discorso di Soltész Miklos, Segretario di Stato per le Chiese, le minoranze e gli affari civili. “Abbiamo concluso la celebrazione del Giubileo pregando per il mondo intero e per i leader del mondo, in particolare per i leader ungheresi – scrive il Direttore nazionale delle POM -. La presenza di suor Roberta Tremarelli AMSS, Segretaria generale della Pontificia Opera dell’Infanzia Missionaria ha reso la celebrazione più ricca e incoraggiante. Ha potuto visitare una parrocchia e una scuola greco-cattolica dove è attiva l’Opera”. (SL) (Agenzia Fides 26/9/2019) | |||
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| AFRICA/NIGERIA - “Superiamo la situazione di precarietà nella quale viviamo” esortano i Vescovi | |||
| Abuja (Agenzia Fides) - “Occorre rafforzare il senso di appartenenza nazionale” scrivono i Vescovi della Nigeria nel documento conclusivo pubblicato al termine della loro seconda Assemblea Plenaria tenutasi dal 10 al 20 settembre ad Agbamaya, Obada-Oko, Abeokuta, nello Stato di Ogun. “Notiamo con sgomento che a diversi mesi dalle elezioni generali, svariate aree della nostra nazione vivono ancora in una situazione precaria. Il Paese è profondamente diviso. Questo risulta evidente nelle nomine di funzionari in posizioni d’importanza nazionale, nelle modalità di condivisione delle risorse e nella distribuzione di servizi sociali” sottolinea la dichiarazione, pervenuta all’Agenzia Fides. “Sollecitiamo in particolare il governo federale a garantire che non prevalgano considerazioni di egemonia etnica o religiosa nel nostro Stato multi-religioso e secolare. Il senso di appartenenza ad un’unica nazione deve prevalere sulle differenze tribali, religiose o politiche”. Le divisioni alimentano gli atti violenti, denunciati dai Vescovi: “Vi sono sfortunatamente ancora troppe morti derivanti dalla diffusione di banditismo, rapimenti, assassini, rapine a mano armata, uso sconsiderato della forza da parte delle agenzie di sicurezza e linciaggi. Ultimamente, si è avuta un'impennata nei casi di suicidio, anche tra i nostri giovani. Inoltre, sono continuati gli scontri tra pastori e comunità locali e le attività degli insorti di Boko Haram, con la morte di tante persone innocenti. Queste violenze rendono molto precaria la vita in Nigeria”. Pur riconoscendo gli sforzi compiuti dal governo per combattere l'insicurezza, i Vescovi osservano che “il governo federale, cui è affidato il potere di controllare le principali agenzie di sicurezza, è sopraffatto”. I Vescovi auspicano pertanto “un decentramento delle forze di sicurezza per ottenere risultati efficaci”. “La Nigeria è dotata di notevoli risorse naturali, umane e spirituali. Purtroppo, le autorità politiche non sono state capaci di metterle a frutto adeguatamente, né di ridistribuirle in modo equo. Laddove non esiste una condivisione equa della ricchezza e delle opportunità, è inevitabile che ci sia una crisi” sottolineano i Vescovi. “Chiediamo ai cristiani e alle persone di buona volontà di predicare quotidianamente questo messaggio di giustizia e pace e di viverlo coerentemente. Possa la Beata Vergine Maria Nostra Madre, Regina della Pace e Patrona della Nigeria intercedere per noi” conclude il messaggio. (L.M.) (Agenzia Fides 26/9/2019) | |||
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| AFRICA/SUDAFRICA - Incontro di riconciliazione tra sudafricani e nigeriani dopo gli attacchi xenofobi | |||
| Johannesburg (Agenzia Fides) - “Abbiamo ritenuto importante cercare di conciliare nigeriani e sudafricani e gli altri cittadini. I nigeriani hanno contribuito alla liberazione del Sudafrica ... Pensiamo che dobbiamo mantenere buoni rapporti con loro” ha affermato il reverendo Kenneth Meshoe, leader dell’African Christian Democratic Party, uno degli animatori dei colloqui di riconciliazione tra sudafricani e immigrati nigeriani che si sono tenuti il 19 settembre. I colloqui, promossi dal Forum Unity di Nig-SA, un organismo composto da sudafricani e da cittadini stranieri, sono volti a concordare un percorso per superare le tensioni dopo gli assalti xenofobi contro i nigeriani e cittadini di altri Paesi che vivono in Sudafrica. Attacchi che sono stati condannati dai diversi Paesi africani (vedi Fides 11/9/2019). I Vescovi nigeriani hanno denunciato “gli orrendi attacchi xenofobi in Sudafrica in cui molti stranieri, tra cui i nigeriani, hanno perso la vita e/o hanno subito saccheggiati e/o sono stati costretti a fuggire dal Paese per non perdere la vita. “Preghiamo per coloro che hanno perso la vita, porgiamo le nostre condoglianze a quelli che hanno perso i propri cari, e siamo vicini ai feriti e a quelli che hanno subito gravi perdite” scrivono i Vescovi della Nigeria nel documento conclusivo pubblicato al termine della loro seconda Assemblea Plenaria tenutasi dal 10 al 20 settembre. “Lodiamo la Conferenza Episcopale Cattolica sudafricana (SACBC vedi Fides 5/9/2019) per essere stata profetica nella sua condanna degli attacchi e per sollecitare il governo a prendere provvedimenti decisivi per mettervi fine”. “Notiamo che il Sudafrica e la Nigeria hanno fatto molta strada nelle relazioni fraterne e diplomatiche. Esortiamo i nigeriani che vivono in patria e all'estero di essere bravi cittadini rispettosi della legge” concludono i Vescovi nigeriani. (L.M.) (Agenzia Fides 26/9/2019) | |||
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| ASIA/AFGHANISTAN - La preghiera come strumento di pace in uno scenario di nuove tensioni | |||
| Kabul (Agenzia Fides) - “Negli ultimi secoli hanno provato a convincerci che la religione fosse una delle principali cause di divisione e di mancanza di pace, e che quindi bisognasse metterla da parte. Dove potremo andare a cercare la pace, allora? Nella politica? Nelle ideologie? Nell’economia? Essa è possibile solo nel Regno di Dio, un regno in cui sono giunto arrivando come pellegrino di pace in Afghanistan, un paese in guerra da quarant’anni”. E’ la testimonianza espressa in una inviata all’Agenzia Fides da padre Giovanni Scalese sacerdote Barnabita, responsabile della Missio sui iuris afgana. Nel paese asiatico, dove l’Islam è religione di Stato e la conversione ad altre fedi è inquadrabile con il reato di apostasia, la presenza cattolica deve limitarsi allo svolgimento di azioni caritative e all’assistenza spirituale della comunità internazionale. Ma, spiega p. Scalese, l’impegno dei cattolici in Afghanistan è soprattutto quello di pregare senza sosta per la pace: “Due anni fa, il 13 ottobre 2017, alla fine del centenario delle apparizioni di Fatima, abbiamo consacrato l'Afghanistan al Cuore Immacolato di Maria. Quest'anno, nella domenica delle Palme, abbiamo piantato, di fronte alla chiesa della Missione, l'Ulivo della Pace, proveniente da Nazareth, il luogo in cui dove la Parola di Dio si è fatta carne e il Principe della pace ha messo le sue radici tra noi. A luglio scorso, infine, sono andato personalmente in pellegrinaggio presso il Santuario mariano nazionale di Oziornoje, in Kazakistan, per invocare la Regina della pace affinché possa operare in Afghanistan, in Asia e in tutto il mondo”. Intanto, dopo il fallimento dei dialoghi di pace tra Stati Uniti e movimento talebano, il paese sta vivendo una nuova escalation di violenza. Tra gli ultimi episodi, un raid compiuto domenica 22 settembre da forze speciali afgane, col supporto di aerei statunitensi, sui nascondigli dei talebani, ha provocato la morte di almeno 40 civili riuniti per festeggiare un matrimonio. In Afghanistan, la presenza cattolica fu ammessa a inizio Novecento come semplice assistenza spirituale all’interno dell’Ambasciata italiana a Kabul e fu poi elevata a “Missio sui iuris” nel 2002 da Giovanni Paolo II. Oggi la missione continua ad aver base nella struttura diplomatica ed è affidata al Barnabita padre Giovanni Scalese. Nella capitale afghana sono presenti anche le suore Madre Teresa di Calcutta e l’Associazione intercongregazionale Pro Bambini di Kabul. (LF) (Agenzia Fides 26/9/2019) | |||
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| AMERICA/BOLIVIA - L’entusiasmo missionario del CAM 5 si trasmette al Mese Missionario Straordinario | |||
| Santa Cruz (Agenzia Fides) – Il team di Giovani Missionari dell'Arcidiocesi di Santa Cruz in Bolivia, ha lanciato ieri l’appello a tutti i giovani interessati a partecipare alla Missione Giovane ("Mision Joven") che si svolgerà nella Parrocchia di Nostra Signora del Rosario, il 27 ottobre, con l'obiettivo di vivere con gioia il tema della Giornata Missionaria Mondiale: “Battezzati ed inviati”. L'Arcidiocesi ha preparato un calendario di incontri per i giovani: 28 settembre, 5, 12 e 19 ottobre ci saranno dei workshop di preparazione e formazione, La "Mision Joven" si svolgerà il 27 ottobre con tutti i giovani e i fedeli dell'arcidiocesi impegnati a svolgere attività missionarie. I temi degli incontri di formazione sono: il Mese Missionario Straordinario (28/9), Catechesi sul Battesimo (5/10), la Comunione Missionaria (12/10), Profilo Missionario (19/10) infine l'invio alla Missione Giovane. Ci si attende di vivere il Mese Missionario Straordinario con grande entusiasmo fra i giovani e tutti i fedeli perché la Bolivia sente ancora l’effetto dei giorni del CAM 5, che hanno lasciato una Chiesa boliviana rinnovata nella missione. L’evento missionario continentale ha segnato non solo coloro che hanno potuto assistere agli incontri, ma tutte le piccole comunità che hanno accolto i partecipanti. E’ stato il primo Incontro Continentale Missionario dove i partecipanti hanno condiviso la vita delle famiglie della comunità di Santa Cruz e di altre città della Bolivia. (CE) (Agenzia Fides, 26/09/2019) | |||
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| OCEANIA/PAPUA NUOVA GUINEA - Limitare gli effetti dei cambiamenti climatici: appello degli studenti | |||
| Port Moresby (Agenzia Fides) – “I leader del mondo e quelli della Papua Nuova Guinea devono elaborare politiche, regolamenti e leggi che riducano i livelli di produzione delle aziende per limitare gli effetti dei cambiamenti climatici”: è l’appello lanciato dai giovani della Papua, studenti della scuola secondaria St Charles Lwanga di Port Moresby, che hanno partecipato al programma dal titolo “Il cambiamento climatico: la più grande minaccia nella storia umana”, nel corso dello spazio “Chat Room” sulla emittente Tribe 92 FM, stazione radiofonica dedicata e incentrata sui giovani in Papua Nuova Guinea. Dopo una breve introduzione, gli studenti hanno parlato delle implicazioni ambientali, sociali ed economiche che interessano i paesi sviluppati e quelli in via di sviluppo e si sono soffermati su una rielaborazione delle raccomandazioni delle Nazioni Unite per ridurre gli effetti dei cambiamenti climatici. In Oceania essi sono ben evidenti: “Non abbiamo bisogno di ulteriori spiegazioni su cosa siano, perché sta accadendo intorno a noi e colpiscono i nostri fratelli e sorelle nelle nazioni insulari più piccole. I segnali sono evidenti e il cambiamento climatico ha purtroppo una tendenza a lungo termine”, ha detto uno degli studenti intervenuti. “Le popolazioni in Oceania dipendono prevalentemente dall'agricoltura e dalla pesca sia per sostentamento che come fonte di reddito” ha sottolineato un’altra dei partecipanti, rimarcando gli effetti devastanti su alcune popolazioni indigene degli arcipelaghi dell’Oceano Pacifico. Nel corso del dibattito, i giovani hanno invitato le grandi aziende multinazionali di tutto il mondo a “dare un contributo per migliorare la qualità della vita dell'umanità invece di cercare di realizzare maggior profitto a spese del benessere e della dignità del genere umano”. Bainam Bani, vice preside della scuola, ha affermato di essere rimasta colpita dalla fiducia dimostrata dai suoi studenti nelle discussioni: “le aziende manifatturiere devono iniziare a utilizzare energia pulita, è necessario piantare più alberi, dobbiamo iniziare a utilizzare materiali riciclabili”, ha evidenziato. (AP) (26/9/2019 Agenzia Fides) |
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Noi siamo chiesa non le pietre
Noi siamo chiesa non le pietre
Lettura del Giorno
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo a Timòteo

Figlio mio, ti scrivo tutto questo nella speranza di venire presto da te; ma se dovessi tardare, voglio che tu sappia come comportarti nella casa di Dio, che è la Chiesa del Dio vivente, colonna e sostegno della verità.
Non vi è alcun dubbio che grande è il mistero della vera religiosità:
egli fu manifestato in carne umana
e riconosciuto giusto nello Spirito,
fu visto dagli angeli
e annunciato fra le genti,
fu creduto nel mondo
ed elevato nella gloria.
Parola di Dio
Lettura del Giorno
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo a Timòteo
Figlio mio, ti scrivo tutto questo nella speranza di venire presto da te; ma se dovessi tardare, voglio che tu sappia come comportarti nella casa di Dio, che è la Chiesa del Dio vivente, colonna e sostegno della verità.
Non vi è alcun dubbio che grande è il mistero della vera religiosità:
egli fu manifestato in carne umana
e riconosciuto giusto nello Spirito,
fu visto dagli angeli
e annunciato fra le genti,
fu creduto nel mondo
ed elevato nella gloria.
Parola di Dio
XXIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C)
XXIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C)
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Grado della Celebrazione: DOMENICA
Colore liturgico: Verde
Antifona d'ingresso
Da’, o Signore, la pace a coloro che sperano in te;
i tuoi profeti siano trovati degni di fede;
ascolta la preghiera dei tuoi fedeli
e del tuo popolo, Israele. (cf. Sir 36,15-16)
Colletta
O Dio, che per la preghiera del tuo servo Mosè
non abbandonasti il popolo
ostinato nel rifiuto del tuo amore,
concedi alla tua Chiesa
per i meriti del tuo Figlio,
che intercede sempre per noi,
di far festa insieme agli angeli
anche per un solo peccatore che si converte.
Egli è Dio, e vive e regna con te...
PRIMA LETTURA (Es 32,7-11.13-14)
Il Signore si pentì del male che aveva minacciato di fare al suo popolo.
Dal libro dell’Èsodo
In quei giorni, il Signore disse a Mosè: «Va’, scendi, perché il tuo popolo, che hai fatto uscire dalla terra d’Egitto, si è pervertito. Non hanno tardato ad allontanarsi dalla via che io avevo loro indicato! Si sono fatti un vitello di metallo fuso, poi gli si sono prostrati dinanzi, gli hanno offerto sacrifici e hanno detto: “Ecco il tuo Dio, Israele, colui che ti ha fatto uscire dalla terra d’Egitto”».
Il Signore disse inoltre a Mosè: «Ho osservato questo popolo: ecco, è un popolo dalla dura cervìce. Ora lascia che la mia ira si accenda contro di loro e li divori. Di te invece farò una grande nazione».
Mosè allora supplicò il Signore, suo Dio, e disse: «Perché, Signore, si accenderà la tua ira contro il tuo popolo, che hai fatto uscire dalla terra d’Egitto con grande forza e con mano potente? Ricòrdati di Abramo, di Isacco, di Israele, tuoi servi, ai quali hai giurato per te stesso e hai detto: “Renderò la vostra posterità numerosa come le stelle del cielo, e tutta questa terra, di cui ho parlato, la darò ai tuoi discendenti e la possederanno per sempre”».
Il Signore si pentì del male che aveva minacciato di fare al suo popolo.
Parola di Dio
SALMO RESPONSORIALE (Sal 50)
Rit: Ricordati di me, Signore, nel tuo amore.
Pietà di me, o Dio, nel tuo amore;
nella tua grande misericordia
cancella la mia iniquità.
Lavami tutto dalla mia colpa,
dal mio peccato rendimi puro.
Crea in me, o Dio, un cuore puro,
rinnova in me uno spirito saldo.
Non scacciarmi dalla tua presenza
e non privarmi del tuo santo spirito.
Signore, apri le mie labbra
e la mia bocca proclami la tua lode.
Uno spirito contrito è sacrificio a Dio;
un cuore contrito e affranto tu, o Dio, non disprezzi.
SECONDA LETTURA (1Tm 1,12-17)
Cristo è venuto per salvare i peccatori.
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo a Timòteo
Figlio mio, rendo grazie a colui che mi ha reso forte, Cristo Gesù Signore nostro, perché mi ha giudicato degno di fiducia mettendo al suo servizio me, che prima ero un bestemmiatore, un persecutore e un violento. Ma mi è stata usata misericordia, perché agivo per ignoranza, lontano dalla fede, e così la grazia del Signore nostro ha sovrabbondato insieme alla fede e alla carità che è in Cristo Gesù.
Questa parola è degna di fede e di essere accolta da tutti: Cristo Gesù è venuto nel mondo per salvare i peccatori, il primo dei quali sono io. Ma appunto per questo ho ottenuto misericordia, perché Cristo Gesù ha voluto in me, per primo, dimostrare tutta quanta la sua magnanimità, e io fossi di esempio a quelli che avrebbero creduto in lui per avere la vita eterna.
Al Re dei secoli, incorruttibile, invisibile e unico Dio, onore e gloria nei secoli dei secoli. Amen.
Parola di Dio
Canto al Vangelo (2Cor 5,19)
Alleluia, alleluia.
Dio ha riconciliato a sé il mondo in Cristo,
affidando a noi la parola della riconciliazione.
Alleluia.
VANGELO (Lc 15,1-32)
Ci sarà gioia in cielo per un solo peccatore che si converte.
+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, si avvicinavano a Gesù tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro».
Ed egli disse loro questa parabola: «Chi di voi, se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va in cerca di quella perduta, finché non la trova? Quando l’ha trovata, pieno di gioia se la carica sulle spalle, va a casa, chiama gli amici e i vicini e dice loro: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora, quella che si era perduta”. Io vi dico: così vi sarà gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte, più che per novantanove giusti i quali non hanno bisogno di conversione.
Oppure, quale donna, se ha dieci monete e ne perde una, non accende la lampada e spazza la casa e cerca accuratamente finché non la trova? E dopo averla trovata, chiama le amiche e le vicine, e dice: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la moneta che avevo perduto”. Così, io vi dico, vi è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte».
Disse ancora: «Un uomo aveva due figli. Il più giovane dei due disse al padre: “Padre, dammi la parte di patrimonio che mi spetta”. Ed egli divise tra loro le sue sostanze. Pochi giorni dopo, il figlio più giovane, raccolte tutte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò il suo patrimonio vivendo in modo dissoluto. Quando ebbe speso tutto, sopraggiunse in quel paese una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. Allora andò a mettersi al servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei suoi campi a pascolare i porci. Avrebbe voluto saziarsi con le carrube di cui si nutrivano i porci; ma nessuno gli dava nulla. Allora ritornò in sé e disse: “Quanti salariati di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi salariati”. Si alzò e tornò da suo padre.
Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: “Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio”. Ma il padre disse ai servi: “Presto, portate qui il vestito più bello e fateglielo indossare, mettetegli l’anello al dito e i sandali ai piedi. Prendete il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”. E cominciarono a far festa.
Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze; chiamò uno dei servi e gli domandò che cosa fosse tutto questo. Quello gli rispose: “Tuo fratello è qui e tuo padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo”. Egli si indignò, e non voleva entrare. Suo padre allora uscì a supplicarlo. Ma egli rispose a suo padre: “Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai disobbedito a un tuo comando, e tu non mi hai mai dato un capretto per far festa con i miei amici. Ma ora che è tornato questo tuo figlio, il quale ha divorato le tue sostanze con le prostitute, per lui hai ammazzato il vitello grasso”. Gli rispose il padre: “Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo; ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”».
Parla del Signore.
Forma breve (Lc 15, 1-1):
Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, si avvicinavano a Gesù tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro».
Ed egli disse loro questa parabola: «Chi di voi, se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va in cerca di quella perduta, finché non la trova? Quando l’ha trovata, pieno di gioia se la carica sulle spalle, va a casa, chiama gli amici e i vicini e dice loro: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora, quella che si era perduta”. Io vi dico: così vi sarà gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte, più che per novantanove giusti i quali non hanno bisogno di conversione.
Oppure, quale donna, se ha dieci monete e ne perde una, non accende la lampada e spazza la casa e cerca accuratamente finché non la trova? E dopo averla trovata, chiama le amiche e le vicine, e dice: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la moneta che avevo perduto”. Così, io vi dico, vi è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte».
Parola del Signore
Preghiera dei fedeli
La tentazione di ingabbiare Dio nei limiti del nostro pensiero è sempre forte. Altrettanto forte dev’essere la nostra voglia di ricercare il volto autentico del Padre.
Preghiamo insieme e diciamo: Signore donaci il coraggio della conversione.
1. Perché di fronte al conflitto sappiamo sempre dialogare in vista della riconciliazione. Preghiamo.
2. Perché il tuo perdono sia di stimolo per perdonare. Preghiamo.
3. Perché sappiamo utilizzare la nostra forza per resistere al male e non per schiacciare coloro che riteniamo malvagi. Preghiamo.
4. Perché anche nella nostra miseria ci ricordiamo di essere tuoi figli, amati e mai lasciati in preda alla disperazione. Preghiamo.
O Padre, la tua gioia per l’esistenza di ogni uomo non si spegne nemmeno di fronte alle nostre più gravi mancanze. Aiutaci, quando non sappiamo da dove ripartire, a ripartire da te. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.
Liturgia della Parola della Festa che i Sangiorgini Già celebrano prima di Pasqua
ESALTAZIONE DELLA SANTA CROCE
PRIMA LETTURA (Nm 21,4b-9)
Chiunque sarà stato morso e guarderà il serpente, resterà in vita.
Dal libro dei Numeri
In quei giorni, il popolo non sopportò il viaggio. Il popolo disse contro Dio e contro Mosè: «Perché ci avete fatto salire dall’Egitto per farci morire in questo deserto? Perché qui non c’è né pane né acqua e siamo nauseati di questo cibo così leggero».
Allora il Signore mandò fra il popolo serpenti brucianti i quali mordevano la gente, e un gran numero d’Israeliti morì.
Il popolo venne da Mosè e disse: «Abbiamo peccato, perché abbiamo parlato contro il Signore e contro di te; supplica il Signore che allontani da noi questi serpenti». Mosè pregò per il popolo.
Il Signore disse a Mosè: «Fatti un serpente e mettilo sopra un’asta; chiunque sarà stato morso e lo guarderà, resterà in vita». Mosè allora fece un serpente di bronzo e lo mise sopra l’asta; quando un serpente aveva morso qualcuno, se questi guardava il serpente di bronzo, restava in vita.
Parola di Dio
SALMO RESPONSORIALE (Sal 77)
Rit: Non dimenticate le opere del Signore!
Ascolta, popolo mio, la mia legge,
porgi l’orecchio alle parole della mia bocca.
Aprirò la mia bocca con una parabola,
rievocherò gli enigmi dei tempi antichi.
Quando li uccideva, lo cercavano
e tornavano a rivolgersi a lui,
ricordavano che Dio è la loro roccia
e Dio, l’Altissimo, il loro redentore.
Lo lusingavano con la loro bocca,
ma gli mentivano con la lingua:
il loro cuore non era costante verso di lui
e non erano fedeli alla sua alleanza.
Ma lui, misericordioso, perdonava la colpa,
invece di distruggere.
Molte volte trattenne la sua ira
e non scatenò il suo furore.
SECONDA LETTURA (Fil 2,6-11)
Cristo umiliò se stesso, per questo Dio lo esaltò.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippési
Cristo Gesù,
pur essendo nella condizione di Dio,
non ritenne un privilegio
l’essere come Dio,
ma svuotò se stesso
assumendo una condizione di servo,
diventando simile agli uomini.
Dall’aspetto riconosciuto come uomo,
umiliò se stesso
facendosi obbediente fino alla morte
e a una morte di croce.
Per questo Dio lo esaltò
e gli donò il nome
che è al di sopra di ogni nome,
perché nel nome di Gesù
ogni ginocchio si pieghi
nei cieli, sulla terra e sotto terra,
e ogni lingua proclami:
«Gesù Cristo è Signore!»,
a gloria di Dio Padre.
Parola di Dio
Canto al Vangelo ()
Alleluia, alleluia.
Noi ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo,
perché con la tua croce hai redento il mondo.
Alleluia.
VANGELO (Gv 3,13-17)
Bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo:
«Nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell’uomo. E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna.
Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna.
Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui».
Parola del Signore
Agenzia Fides 13 settembre 2019
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| AFRICA/SUDAFRICA - Xenofobia: dura presa di posizione dei Vescovi dell’Africa Australe | |||
| Johannesburg (Agenzia Fides) - “Queste azioni deplorevoli non possono essere condonate in alcun modo né in alcuna maniera si può nascondere il vero volto della xenofobia” afferma un comunicato dell’lnter-Regional Meeting of the Bishops of Southern Africa (lMBISA), l’associazione che riunisce le Conferenze Episcopali di Angola e Sao Tomé, Mozambico, Lesotho, Namibia, Zimbabwe e quella di Sudafrica, Botswana e Eswatini (Swaziland), che condanna l’ondata di violenza contro gli stranieri in Sudafrica (vedi Fides 11/9/2019). Le violenze dei giorni scorsi hanno preso di mira in particolare la comunità nigeriana che vive in Sudafrica, ma anche i cittadini di Paesi confinanti come il Mozambico e lo Zimbabwe sono stati coinvolti nell’ondata xenofoba. Il Presidente del Mozambico Filipe Nyusi ha condannato con forza le violenze nel Paese vicino affermando che oltre 500 mozambicani che vivono in Sudafrica hanno avuto la casa distrutta da bande violente. Il Mozambico è il secondo Paese dopo la Nigeria ad avere iniziato a rimpatriare i propri connazionali dal Sudafrica. I Vescovi dell’IMBISA nel rivolgere i propri pensieri e preghiere alle vittime delle violenze, le invitano al perdono e a evitare la vendetta, che rischia di alimentare la spirale di odio e di violenza. “Crediamo che la maggior parte dei sudafricani, di ogni estrazione sociale, siano spaventati dalle azioni dei loro connazionali. Vi esortiamo a lavorare insieme ai sudafricani che vi tendono la mano per costruire un futuro pacifico” esorta la dichiarazione inviata all’Agenzia Fides. “L'Africa meridionale è una regione ricca di diversità e di un futuro promettente ma anche di una storia dolorosa. Possano i cattolici, i cristiani, le persone di altre fedi e tutte le persone di buona volontà unirsi per combattere il flagello della xenofobia che può solo danneggiare il futuro della nostra regione e delle nuove generazioni” conclude il comunicato. (L.M.) (Agenzia Fides 13/9/2019) | |||
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| AFRICA/EGITTO - Confermato il viaggio promosso dall’Opera Romana Pellegrinaggi che incrocia il “Cammino della Sacra Famiglia” | |||
| Roma (Agenzia Fides) – Si svolgerà dal 4 all’11 ottobre la prossima visita di gruppi di pellegrini guidati in Egitto dall’Opera Romana Pellegrinaggi (ORP). Il programma della visita comprende anche alcune tappe lungo il cosiddetto “Cammino della Sacra Famiglia”, l'itinerario che unisce luoghi attraversati secondo tradizioni millenarie da Maria, Giuseppe e Gesù Bambino quando trovarono rifugio in Egitto per fuggire dalla violenza di Erode. Il viaggio, con partenza da Roma, smentisce le voci – rilanciate da alcuni media egiziani a fine luglio – secondo cui l’ORP, su indicazione della Santa Sede, aveva cancellato dalla sua programmazione le trasferte in terra egiziana. Secondo tali indiscrezioni, rivelatesi prive di fondamento, l’asserito annullamento dei pellegrinaggi organizzati dall’ORP in Egitto veniva messo in relazione con le “negligenze” e i ritardi manifestate dal Ministero del Turismo egiziano nel riqualificare con adeguate strutture e servizi di accoglienza turistica le località inserite nel “Cammino della Sacra Famiglia”. Le illazioni sulla ventilata cancellazione dei viaggi organizzati dell’ORP appaiono collegate alle polemiche e alle divergenze tra operatori e soggetti locali coinvolti nei progetti di rilancio del turismo egiziano. L’Opera Romana Pellegrinaggi è un’istituzione del Vicariato di Roma, organo della Santa Sede, alle dirette dipendenze del Vicario del Papa, che attualmente è il Cardinale Angelo De Donatis. Ormai da tempo, come documentato dall'Agenzia Fides (vedi Fides 19/9/2018), le autorità egiziane sono impegnate a promuovere anche in chiave turistica il “Cammino della Sacra Famiglia” in Egitto. Il 4 ottobre 2017 (vedi Fides 5/10/2017) Papa Francesco, nel contesto dell'Udienza generale del mercoledì, aveva salutato una folta delegazione egiziana giunta a Roma per promuovere i pellegrinaggi lungo il “Cammino della Sacra Famiglia”. Iniziative sono state messe in campo dalle autorità egiziane anche per far inserire il “Cammino” della Sacra Famiglia nella lista dei siti riconosciuti come “Patrimonio mondiale” dall’Unesco. (GV/PR) (Fides 13/09/2019). | |||
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| ASIA/FILIPPINE - Forum ecumenico filippino: riprendere i colloqui di pace tra governo e i gruppi ribelli | |||
| Manila (Agenzia Fides) - I cristiani filippini, riuniti in un forum ecumenico, esortano il governo e i gruppi ribelli comunisti a riprendere i colloqui di pace e ad avviare nuove sessioni di dialogo per risolvere l'antico conflitto. Come appreso da Fides, oltre cento membri della "Piattaforma di pace ecumenica filippina" (PEPP) che comprende vescovi, sacerdoti, suore e membri di diverse confessioni cristiane, si sono riuniti il 12 settembre a Manila, lanciando un accorato appello di pace. Le uccisioni di agricoltori innocenti e disarmati, altri civili sospettati di sostenere l'esercito del New People's Army (NPA), dei ribelli comunisti, nell'isola di Negros - afferma la Piattaforma in una nota inviata a Fides - hanno fatto scattare l'allarme per il drastico deterioramento della situazione dei diritti umani nelle Filippine negli ultimi dieci mesi. "Squadroni della morte" non ben identificati hanno ucciso insegnanti, un avvocato e diversi funzionari del governo locale. Alcuni osservatori denunciano il coinvolgimento delle forze di sicurezza statali in incidenti violenti: la popolazione è paralizzata dalla paura. L'omicidio di quattro poliziotti - per i quali il New People's Army ha rivendicato la responsabilità come risposta alla pressione militare - ha accresciuto la mobilitazione e i blitz delle forze armate contro i gruppi insurrezionalisti. "I sostenitori della pace, della giustizia e dei diritti umani, devono urgentemente suonare le campane della pace, anche chiedendo un'indagine imparziale su fatti, circostanze e cause sottostanti dell'impennata delle uccisioni a Negros", afferma il Forum. Nel 2017 i negoziati di pace tra ribelli e governo erano giunti al quinto round di colloqui quando Duterte ne ordinò la cessazione immediata del dialogo dopo aver accusato i ribelli di lanciare attacchi contro le forze statali. Come membro del Forum di pace, l'Arcivescovo gesuita Antonio J. Ledesma, ha affermato: "Risuona il nostro appello urgente per la pace. Continuiamo a chiedere la ripresa del dialogo tra governo e Fronte dei ribelli". I colloqui di pace creerebbero le condizioni per ridurre il conflitto armato e il clima di paura che avvolge le province di Negros, ha detto mons. Ledesma. Riconoscendo che la disuguaglianza sociale e l'ingiustizia sono alla base dei conflitti armati nel paese, il Forum ecumenico nota che "i colloqui di pace possono cercare di affrontare le radici del conflitto armato, senza ricorrere alla guerra totale e alle violazioni dei diritti umani". I partecipanti alla Piattaforma ecumenica hanno valutato insieme come si è deteriorata la situazione dei diritti umani e della pace nei 21 mesi trascorsi da quando il presidente Duterte ha messo fine ai negoziati di pace. I partecipanti hanno articolato un piano comune su come i difensori della pace possono lavorare per contribuire a realizzare la pace sociale. “Nei momenti della storia in cui i cieli sono stati coperti, i fautori della pace si sono fatti avanti portando torce accese di speranza e nuove possibilità. Dobbiamo colmare il divario, costruire ponti per creare l'atmosfera necessaria per costruire la pace nella nostra terra", ha detto Carol P. Aruaullo, attivista della "Campaign for Just and Lasting Peace". La PEPP è un organismo ecumenico, composta da membri della Conferenza episcopale cattolica, del Consiglio nazionale delle Chiese protestanti, dall'Associazione dei superiori religiosi più importanti, dal Consiglio filippino delle Chiese evangeliche e dal Forum ecumenico dei Vescovi. (SD) (Agenzia Fides 13/9/2019) | |||
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| AMERICA/BOLIVIA - Da due mesi la foresta brucia: i Vescovi chiedono l’intervento delle autorità e dure sanzioni per i responsabili | |||
| Santa Cruz (Agenzia Fides) – Ormai da 2 mesi la foresta della Bolivia brucia in diverse parti senza fermarsi. Secondo le agenzie, sono ancora più di mille i punti di fuoco che continuano a bruciare, erano più di 7 mila un mese fa. Alcuni esperti in materia considerano che nessun intervento per spegnere il fuoco riuscirà in modo positivo, in quanto "occorre isolare i focolai più grandi del fuoco con delle ruspe o altre macchine, per non far camminare oltre il fuoco", come ha detto il governatore della provincia orientale di Santa Cruz, Ruben Costa. Il Segretario generale della Conferenza episcopale boliviana (CEB) ha inviato a Fides la dichiarazione dell'11 settembre, intitolata "Danni irreparabili alla nostra casa comune" su quanto vive il paese. Nel testo Mons. Aurelio Pesoa, Segretario generale della CEB, si riferisce a un disastro naturale e senza precedenti in tre zone precisa del territorio boliviano: l'Amazzonia boliviana, Chiquitanía e Chaco. Viene quindi chiesto al governo nazionale di “intervenire urgentemente e immediatamente, di dichiarare l'emergenza nazionale nelle aree colpite, di promulgare un decreto di divieto assoluto di ogni coltivazione ed estrazione, promuovendo solo le attività di riforestazione, nonché amministrando in modo efficiente le risorse provenienti dagli aiuti nazionali e internazionali”. "Gli incendi stanno distruggendo una ricchezza naturale inestimabile nella parte orientale del nostro paese, sono già stati bruciati più di due milioni di ettari” si legge nel testo, che richiama “le situazioni di necessità” venutesi a creare di conseguenza e la vittima, “di cui ci rammarichiamo". "Ci sono serie indicazioni che dietro a questo disastro nazionale e umanitario ci sia una decisione di espandere la frontiera agricola in Bolivia senza tenere conto degli interessi della casa comune, né dei principi di base dell'etica ecologica, né dei popoli indigeni" afferma il testo dei Vescovi. "In nome del Dio della vita, chiediamo al governo autonomo di Santa Cruz e ai governi municipali, di fare ogni sforzo affinché l'aiuto raggiunga le aree colpite e sia distribuito in base ai danni reali degli abitanti, che hanno visto distrutti i loro averi, i loro animali e i loro raccolti. Queste misure devono essere accompagnate da sanzioni esemplari per coloro che causano questi incendi, considerando la gravità del crimine contro l'ecosistema e la biodiversità". Il testo si conclude con la richiesta a tutti i boliviani di portare aiuti attraverso le parrocchie, che sono concentrate nel soccorso alle persone vittime di questa terribile tragedia. (CE) (Agenzia Fides, 13/09/2019) | |||
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| OCEANIA/PAPUA NUOVA GUINEA - Christus Vivit: la forza dei giovani per combattere le dipendenze | |||
| Port Moresby (Agenzia Fides) – “I giovani e l’abuso di droghe”: è questo il tema del programma di approfondimento radiofonico “Chat Room” diffuso dal Tribe 92FM, stazione radiofonica dedicata e incentrata sui giovani in Papua Nuova Guinea. Sulle onde radio, i giovani del paese continuano ad affrontare tematiche cruciali per la loro vita quotidiana. Tra queste, dibattendo sul tema della diffusione e prevenzione delle tossicodipendenze tra i giovani nella società, un gruppo di studenti dell’Istituto De La Salle ha lavorato sul fatto che i giovani, se incoraggiati e spinti nella giusta direzione, riescono a evitare o abbandonare l'abuso di droghe. “I giovani sono l’ ‘adesso’ del mondo di oggi” ha detto uno dei partecipanti che, riflettendo sull’esortazione apostolica Christus Vivit di Papa Francesco dedicata ai giovani, ha aggiunto che “è necessario offrire assistenza e orientamento ai giovani per aiutarli a diventare individui e leader migliori”. In questo percorso l’annuncio di Cristo per la loro vita può essere determinante per far ritrovare loro la pienezza, la gioia e una vita felice. Nel dibattito sono stati messi in risalto i punti salienti del discorso del Papa ai giovani, le statistiche attuali sull'abuso di droghe nel paese, l'impatto sociale e psicologico, i fattori che contribuiscono all'abuso di droghe e i loro effetti sulla società. Secondo le statistiche riportate, tre giovani su cinque in Papua Nuova Guinea finiscono per cadere nella dipendenza da droghe e alcol. I fattori scatenanti sono di carattere fisico, psicologico, sociale: senso di inadeguatezza, disoccupazione, urbanizzazione. “Occorre una maggiore consapevolezza soprattutto tra i giovani. Solo comprendendo il problema e i suoi effetti devastanti i giovani possono astenersi dalle droghe”, ha affermato un altro dei ragazzi intervenuti. Al termine del programma, i giovani studenti dell’Istituto De La Salle si sono rivolti agli ascoltatori invitandoli all’ascolto, a circondarsi di persone positive ed evitare relazioni nocive. (AP) (13/9/2018 Agenzia Fides) | |||
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| EUROPA/REP. CECA - Conferma del Direttore nazionale delle Pontificie Opere Missionarie, Diac. Leos Halbrstat | |||
| Città del Vaticano (Agenzia Fides) – Il Card. Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, in data 21 giugno 2019 ha confermato nell’incarico di Direttore nazionale delle Pontificie Opere Missionarie (POM) nella Repubblica Ceca per un altro quinquennio (2019-2024), il Diacono permanente Leos Halbrstat, della diocesi di Hradec Kralove. (SL) (Agenzia Fides 13/09/2019) | |||
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| ASIA/INDONESIA - Conferma del Direttore nazionale delle Pontificie Opere Missionarie, D. Marcus Nur Widipranoto | |||
| Città del Vaticano (Agenzia Fides) – Il Card. Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, in data 3 luglio 2019 ha confermato Direttore nazionale delle Pontificie Opere Missionarie (POM) in Indonesia per un altro quinquennio (2019-2024), il rev. D. Marcus Nur Widipranoto, del clero dell’Arcidiocesi di Semarang. (SL) (Agenzia Fides 13/09/2019) |
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