Bollettino Fides News del 3 novembre 2015

VATICANO - Appello del Papa per il Centrafrica: “si ponga fine a questo ciclo di violenze”
Città del Vaticano (Agenzia Fides) – Al termine della preghiera mariana dell’Angelus, domenica 1 novembre, il Santo Padre Francesco ha lanciato un appello, che riportiamo integralmente, per la grave situazione di violenza che attraversa la Repubblica Centrafricana, annunciando la sua intenzione di aprire la porta santa della cattedrale di Bangui durante il suo prossimo viaggio apostolico in quella nazione, previsto per il 29 e 30 novembre.
Queste le parole del Papa: “I dolorosi episodi che in questi ultimi giorni hanno inasprito la delicata situazione della Repubblica Centrafricana, suscitano nel mio animo viva preoccupazione. Faccio appello alle parti coinvolte affinché si ponga fine a questo ciclo di violenze. Sono spiritualmente vicino ai Padri comboniani della parrocchia Nostra Signora di Fatima in Bangui, che accolgono numerosi sfollati. Esprimo la mia solidarietà alla Chiesa, alle altre confessioni religiose e all’intera nazione Centrafricana, così duramente provate mentre compiono ogni sforzo per superare le divisioni e riprendere il cammino della pace. Per manifestare la vicinanza orante di tutta la Chiesa a questa Nazione così afflitta e tormentata ed esortare tutti i centroafricani ad essere sempre più testimoni di misericordia e di riconciliazione, domenica 29 novembre ho in animo di aprire la porta santa della cattedrale di Bangui, durante il Viaggio apostolico che spero di poter realizzare in quell a Nazione”. (SL) (Agenzia Fides 3/11/2015)
AFRICA/SUD SUDAN - Appello dei leader religiosi per la sorte di 80.000 sfollati nella boscaglia
Juba (Agenzia Fides)- Anche i leader religiosi della regione si uniscono all’appello lanciato da Medici con l’Africa Cuamm (vedi Fides di oggi) per gli sfollati che vivono nel Western Equatoria, in Sud Sudan. In particolare per la sorte di oltre 80.000 persone che da due mesi sopravvivono a stento nelle boscaglie e nelle giungle della regione di Mundri,. In una nota inviata all’Agenzia Fides da Sua Ecc. Mons. Eduardo Hiiboro Kussala, Vescovo di Tombura Yambo, si dà conto della visita che una delegazione del Consiglio interreligioso per la pace dello Stato di Western Equatoria ha effettuato dal 29 ottobre al 2 novembre nella regione del Greater Mundri.
I più colpiti sono donne, bambini e anziani, esposti a diverse malattie, in particolare la malaria.
La situazione umanitaria è aggravata dal fatto che continua il conflitto tra l’esercito regolare e i cosiddetti “Arrow Boys”. I leader religiosi lanciano un appello per la sospensione immediata delle operazioni militari nell’area per “permettere l’assistenza in piena regola da parte delle organizzazioni umanitarie agli sfollati e alle famiglie che vivono nei villaggi”.
Si chiede inoltre di rendere sicure le vie d’accesso alla regione, si esortano i media a riportare notizie sulla situazione umanitaria dell’area e alle parti in conflitto viene chiesto di valutare il dialogo come la migliore opzione per risolvere il conflitto.
Nel denunciare ogni forma di violenza, i leader religiosi concludono sottolineando che “sentirsi protetti e sicuri è importante per lo sviluppo di ogni bambino. Un posto sicuro dove dormire, acqua potabile da bere, cibo sufficiente da mangiare, cure mediche e accesso all’educazione, aiutano i bambini a crescere per diventare adulti sani, maturi e produttivi”. (L.M.) (Agenzia Fides 3/11/2015)
AFRICA/SUD SUDAN - La guerra civile continua a penalizzare la popolazione: l’obiettivo adesso è la sopravvivenza
Lui (Agenzia Fides) – “In Sud Sudan si sta consumando la ripresa di una guerra civile che fa paura e mina alla radice il travagliato percorso verso lo sviluppo del Paese”. Questa la testimonianza di don Dante Carraro, Direttore di Medici con l’Africa Cuamm (CUAMM) in una nota inviata all’Agenzia Fides. Il Cuamm è presente a Lui, Western Equatoria, dal 2009 con l’unico ospedale dell’area, una scuola per ostetriche con 20 studenti, personale locale e un team di 13 operatori tra medici, ostetriche e logisti. In seguito ai ripetuti attacchi, le continue sparatorie e la criticità della zona, rimasta completamente deserta, era stato mantenuto aperto solo l’ospedale per i servizi curativi essenziali.
“Ora la situazione è tesa e molto confusa, non si capisce quali sono le forze in campo e chi decide - aggiunge don Dante - ma almeno non si spara più. La gente del posto è terrorizzata e ha paura. Qualcuno è stato ammazzato, qualche casa o ufficio è stato bruciato e saccheggiato: tutti hanno fame! Le famiglie abbandonano capanne, villaggi, quel poco che hanno e scappano. Si accampano nelle località limitrofe dove la situazione sembra essere un pò più tranquilla. Nell'area che circonda l'ospedale ci sono circa 20/30 mila sfollati che hanno bisogno di tutto. Continuiamo il nostro lavoro in ospedale: assistiamo le mamme a partorire e i bambini che si ammalano di malaria e diarrea, oltre agli inevitabili feriti da arma da fuoco. Abbiamo poi iniziato ad assistere i tanti disperati e le numerose famiglie che stanno scappando e necessitano di ogni cosa: acqua, cibo, coperte perché di notte fa freddo, assistenza sanitaria di base. C'è bisogno immediato che qualcuno li soccorra e si p renda cura di loro. L'obiettivo adesso è la sopravvivenza. E con questa, mantenere viva la fiducia in un futuro diverso e migliore, nonostante tutto” conclude il direttore del Cuamm. (AP) (3/11/2015 Agenzia Fides)
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Per ulteriori informazioni
www.mediciconlafrica.org
AFRICA/KENYA - “Uniamoci come nazione in occasione dell’arrivo di Papa Francesco”: nuovo appello dei Vescovi
Nairobi (Agenzia Fides)-. “Continuiamo a invitare i keniani a cercare la pace e la tolleranza in tempi difficili”. Con queste parole la Conferenza Episcopale del Kenya lancia un nuovo appello affinché la visita di Papa Francesco contribuisca ad unificare il Paese, in un messaggio firmato da Sua Ecc. Mons. Alfred Rotich, Ordinario Militare, Presidente del segretariato per la visita del Pontefice nel Paese africano. In precedenza alcuni singoli Vescovi avevano già preso posizioni simili (vedi Fides 26/10/2015).
“La nostra nazione sta facendo fronte a prove difficili che minacciano di distruggerlo” afferma il messaggio inviato all’Agenzia Fides. I Vescovi in particolare lamentano la mancanza di “decoro e di buon gusto da parte dei nostri politici” che fanno spesso appello all’incitamento etnico, un fatto definito come “preoccupante e che minaccia la pace”.
“Il nostro Paese e la popolazione del Kenya- continua il messaggio- devono già far fronte a diverse difficoltà come le sfide economiche della vita moderna, e non possono confrontarsi con la disunità dei nostri leader. Questa serve solo ad aggravare i nostri problemi e dobbiamo invece lavorare insieme per cercare soluzioni. Chiediamo ai nostri leader di governare”.
“Poiché il Santo Padre visita la nostra grande nazione, uniamoci e cerchiamo insieme con umiltà la redenzione, lasciando un esempio per le future generazioni: ricercare sempre per primo Dio nei tempi di crisi e in quelli di prosperità” conclude l’appello.
Per quanto riguarda i preparativi della visita, si chiede che ogni parrocchia del Kenya sia presente con tre bus di pellegrini per partecipare alla Messa del 26 novembre. (L.M.) (Agenzia Fides 3/11/2015)
AFRICA/KENYA - “Su il sipario per i bambini della Little Prince”: una scuola di teatro nello slum di Kibera
Nairobi (Agenzia Fides) - Una scuola di teatro nello slum di Kibera è diventata un’esperienza unica per i bambini della Little Prince. L’istituto scolastico, sostenuto dall’ong Avsi, è una scuola cristiana sorta nel 2000 come doposcuola e frequentata da bambini orfani e bisognosi. Per coinvolgere e fidelizzare i piccoli alunni all’istruzione si è iniziato a utilizzare il teatro come mezzo di coinvolgimento, educativo, di crescita. Qualche tempo fa la Little Prince aveva bisogno di sistemare il salone usato per l’attività teatrale. Il palcoscenico non era abbastanza ampio, il soffitto troppo basso, l’acustica non adatta, il tessuto del sipario da sostituire. Da qui nacque l’idea dell’iniziativa “Su il sipario per i bambini della Little Prince” che ha avuto un buon esito con una raccolta fondi che oggi permette ai bambini di seguire corsi, fare musica, leggere. (AP) (3/11/2015 Agenzia Fides)
ASIA/INDIA - In preparazione il Rapporto della Commissione di inchiesta sulle violenze anticristiane in Orissa
Bhubaneswar (Agenzia Fides) – La Commissione d'inchiesta sulle violenze anticristiane avvenute nel 2008 nel distretto di Kandhamal, in Orissa, ha concluso i suoi lavori e le udienze il 30 ottobre e si appresta a pubblicare un dettagliato rapporto sull’indagine, che verrà diffuso alla fine di dicembre e presentato al governo dell’Orissa.
Il giudice A.S. Naidu, a capo della Commissione, ha rimarcato che “a causa della mancata collaborazione da parte di molte parti interessate, compreso il governo, ci sono voluti quasi sette anni per terminare l'inchiesta”.
Compito principale della Commissione è stato studiare la sequenza di eventi e circostanze che hanno portato all'uccisione del leader indù Swami Laxmanananda Saraswati il 23 agosto del 2008 (scintilla che fece scoppiare la violenza, dato che i cristiani furono accusati dell’omicidio) e l’ondata di violenza seguente. La Commissione ha ricevuto quasi 700 dichiarazioni giurate. Il 1 ° luglio 2009 la Commissione ha presentato una relazione intermedia al governo, raccomandando misure adeguato per prevenire nuovi episodi di violenza in Kandhamal.
Il distretto di Kandhamal è stato l'epicentro della violenza anticristiana nel 2008. Più di 5.600 case in 415 villaggi furono saccheggiate, oltre 90 furono i morti e 395 tra e luoghi di culto furono distrutti, mentre gli sfollati cristiani furono 56mila. (SD-PA) (Agenzia Fides 3/11/2015)
ASIA/TURCHIA - Proprietà restituite alle Chiese dopo contenziosi legali
Mardin (Agenzia Fides) - La Corte d'Appello ha restituito al monastero siro ortodosso di Mor Hananyo, situato a Mardin, nel sud-est della Turchia, 439 acri di terra che era stata confiscata. Come appreso da Fides, al termine di una disputa legale, le autorità ecclesiastiche hanno ottenuto un verdetto favorevole. Anche se l'atto di proprietà del terreno indica chiaramente l'appartenenza alla Fondazione del monastero, la terra era stata confiscata dallo stato per poi essere restituita alla Chiesa nel 2006. Contro questo disposizione il ministero del Tesoro aveva inoltrato un ricorso che la Corte d'appello ha respinto, ripristinando a titolo definitivo la proprietà della Fondazione monastero. L'abate del monastero, Gabriel Akyüz, ha espresso grande soddisfazione.
Il monastero di Mor Hananyo, fondato nel V secolo, è un importante monastero siro-ortodosso, meglio conosciuto come “Monastero Zafferano”, dal caldo colore della pietra con cui è costruito.
Le diverse confessioni cristiane presenti in Turchia hanno aperto contenziosi legali con lo stato per la restituzione di proprietà indebitamente sequestrate. Tra gli altri procedimenti, la Chiesa Apostolica Armena ha presentato alla Corte costituzionale della Turchia il ricorso contenente la richiesta di restituzione delle residenze e delle proprietà appartenute alla sua comunità nella città di Sis, corrispondente alla attuale città turca di Kozan.
Mesi fa il tribunale amministrativo di Istanbul ha disposto la restituzione dei diritti di proprietà di un ampio apprezzamento di terra alla Fondazione sira Kadim Meryemana, legata alla Chiesa sira ortodossa, a cui il terreno era stato confiscato nel 1970.
Molte confische risalgono proprio al 1970 quando, il Ministero del Tesoro aveva cancellato tutte le donazioni e i passaggi di proprietà realizzati a favore delle fondazioni religiose non musulmane avvenuti dopo il 1936, richiamandosi alle leggi che, in quell'anno, avevano bloccato le acquisizioni di proprietà immobiliari da parte di enti religiosi non musulmani. (PA) (Agenzia Fides 3/11/2015)
AMERICA/MESSICO - Per la prima volta nella storia messicana una Enciclica del Papa sarà presentata in Senato
Città del Messico (Agenzia Fides) – Domani, 4 novembre, la Commissione speciale sul cambiamento climatico, l'Istituto messicano di dottrina sociale cristiana e la Fondazione Konrad Adenauer daranno vita al forum intitolato "Povertà e cambiamento climatico. Presentazione dell'enciclica Laudato Sì", che sarà coordinato dalla Senatrice Silvia Garza Galvan, Presidente della Commissione speciale sul cambiamento climatico. L'evento si terrà nell'auditorium del Senato della Repubblica.
La nota inviata a Fides dall’arcidiocesi di Mexico afferma testualmente "Per la prima volta, i Vescovi messicani presenteranno un documento del Papa Francesco in questa sede legislativa". Per la Chiesa cattolica interverranno Sua Ecc. Mons. Rogelio Cabrera López, Arcivescovo di Monterrey, e Sua Ecc. Mons. Juan Armando Pérez Talamantes, Vescovo ausiliare della stessa arcidiocesi. La dottoressa Maria Amparo Martínez Arroyo, Direttrice generale dell'Istituto nazionale di ecologia e cambiamento climatico, presenterà una lettura della Laudato sì dal punto di vista della scienza.
Si tratta di un fatto senza precedenti, in un Paese come il Messico, nel quale le istituzioni del governo sono state storicamente connotate da un forte laicismo e anticlericalismo. Il 15 ottobre scorso, lo stesso Senato messicano aveva approvato all’unaminità l'invito da rivolgere a Papa Francesco, perché visiti il senato nella sua prossima visita pastorale in Messico, nel febbraio 2016.
(CE) (Agenzia Fides, 03/11/2015)
AMERICA/ARGENTINA - La Giornata nazionale del malato, occasione per suscitare in tutti maggiore sensibilità
Buenos Aires (Agenzia Fides) – La Commissione Episcopale per la Pastorale della Salute dell’Argentina ha già diffuso il materiale preparato per celebrare la Giornata Nazionale del Malato che si terrà l'8 novembre, seconda domenica del mese, in tutto il paese. La nota inviata a Fides dalla CEA (Conferenza Episcopale Argentina) segnala che con lo slogan "Sinceramente di cuore, ama i malati", i Vescovi hanno ricordato nella lettera di invito che "il Santo Padre ci chiede di vivere quest'anno nella prospettiva della sapientia cordis, la sapienza del cuore".
La celebrazione di questa giornata mira a suscitare maggiore sensibilità nella popolazione, dopo molti episodi di povertà e promiscuità accaduti, che hanno provocato vittime, in modo particolare bambini e ragazzi.
Secondo l’ultimo rapporto realizzato dal Ministero della Sanità argentino, nel Paese muore una persona ogni 10 ore per problemi dovuti alla malnutrizione. In seguito alla recente morte per denutrizione di un bambino nella provincia del Chaco (vedi Fides 14/09/2015), il Centro di Studi e Ricerca Sociale Mandela ha aggiunto che ci sono anche altri casi simili, dovuti al cattivo funzionamento del sistema socio-sanitario pubblico della provincia. Il rapporto evidenza che, nonostante l’Argentina sia uno dei Paesi con un grande potenziale di produzione alimentare a livello mondiale, muoiono persone di ogni età, anche se la percentuale è maggiore nelle persone oltre i 75 anni, che corrispondono al 70% dei decessi. I giovani rappresentano l’8% (vedi Fides 15/09/2015).
La Chiesa, con i suoi servizi sociali e sanitari, assiste in tutto il paese una quantità enorme di persone malate e abbandonate. Solo nella provincia di Jujuy più di 30 mila bambini si presentano nelle centinaia di mense gestite dalla Chiesa, dallo Stato e da diverse ong.
(CE) (Agenzia Fides, 03/11/2015)

Angelus di domenica 1 novembre 2015


vaticanit - italiano has uploaded Papa Francesco: i Santi della porta accanto
Papa Francesco: i Santi della porta accanto
vaticanit - italiano
Non solo quelli sul calendario, quelli riconosciuti ufficialmente dalla Chiesa. I santi, anche con la “s” minuscola, popolano il mondo, magari a un passo da noi e a loro deve andare la gratitudine di un cristiano. Papa Francesco ha presentato così all’Angelus del primo novembre la festa di Tutti i Santi, per la quale presiederà una Messa al Cimitero del Verano nel pomeriggio. Una loro prima caratteristica, ha detto, è quella di appartenere “totalmente a Dio”. In altre parole, hanno “conservato integro” durante la vita il “sigillo” ricevuto nel Battesimo, lo stesso – ha soggiunto il Papa - che ci rende figli di Dio e del quale i credenti devono essere “consapevoli”, perché portano “il cognome di Dio”. ...

Bollettino Fides News del 26 ottobre 2015

AFRICA/ANGOLA - I Vescovi mettono la riconciliazione al centro delle celebrazioni per i 40 anni d’indipendenza
Luanda (Agenzia Fides) - I 40 anni dell’indipendenza nazionale dal Portogallo saranno al centro della seconda Assemblea Plenaria della Conferenza Episcopale di Angola e Sao Tomé (CEAST) che si terrà dal 4 e al 10 novembre. Secondo il comunicato giunto all’Agenzia Fides, la posizione della CEAST sui 40 anni dell’indipendenza verrà espressa in un messaggio che verrà pubblicato alla fine dell’Assemblea. I Vescovi inoltre hanno organizzato una Conferenza internazionale sul 40 ° anniversario della proclamazione dell’indipendenza.
All’approssimarsi di questa importante ricorrenza, diversi Vescovi hanno lanciato appelli alla riconciliazione, che è tra l’altro al centro del Congresso Eucaristico Nazionale dell’Angola, aperto a marzo di quest’anno, che si concluderà il 21 agosto 2016.
Prima del 4 novembre, giornata di inizio dei lavori della Plenaria CEAST, la radio Católica de Angola, organizzerà una tavola rotonda dedicata all’anniversario con i Vescovi che sono stati scelti per animare il dibattito pubblico sui 40 anni di storia del Paese. A sua volta l'Università Cattolica organizza una Conferenza internazionale sulla missione della Chiesa negli anni dell’indipendenza nazionale. (L.M.) (Agenzia Fides 26/10/2015)
AFRICA/KENYA - “La visita di Papa Francesco rafforzerà la coesione nazionale” auspicano i Vescovi
Nairobi (Agenzia Fides) - La visita di Papa Francesco aiuterà a rafforzare la coesione nazionale minacciata da attacchi terroristici, corruzione, politiche che puntano alla divisione sfruttando l’elemento etnico. Ne sono convinti i Vescovi del Kenya, che stanno moltiplicando appelli e indicazioni ai fedeli in preparazione della visita di Papa Francesco nel Paese, dal 25 al 27 novembre.
Sua Ecc. Mons. Philip Anyolo, Vescovo di Homa Bay e Presidente della Conferenza Episcopale del Kenya, ha invitato i keniani ad accogliere la visita del Papa come un dono di Dio, per ricevere la Grazia portata dal Vicario di Cristo.
Il Coordinatore del comitato incaricato di preparare la visita di Papa Francesco, il dottor Stephen Okello, ha annunciato che il Santo Padre terrà incontri interreligiosi con musulmani, hindu, appartenenti alle religioni tradizionali, oltre ad incontrarsi con i leader delle principali confessioni cristiane, per ridurre la radicalizzazione e accrescere invece lo spirito di tolleranza e di mutuo rispetto.
In particolare, ha sottolineato il dottor Okello, il Papa incontrerà le vittime del reclutamento forzato in gruppi armati, come gli Shabaab “incoraggiandoli a incanalare le loro energie ed i loro entusiasmo nelle giusta direzione”.
Altro punto importante della visita di Papa Francesco è l’incontro con gli abitanti degli slum di Nairobi, dove rinnoverà l’appello che “i poveri non possono essere abbandonati o ignorati”, e che “non si possono mettere in pratica politiche che vadano a loro detrimento”. (L.M.) (Agenzia Fides 26/10/2015)
ASIA/SIRIA - Chiesa latina di Aleppo raggiunta da una granata durante la messa. Il Vescovo Abou Khazen: rischiata la strage
Aleppo (Agenzia Fides) – Nella sera di domenica 25 ottobre, un colpo di mortaio ha raggiunto la chiesa latina di Aleppo dedicata a san Francesco, nel quartiere di Aziziyeh, mentre nell'edificio sacro era in corso la liturgia domenicale. La granata, proveniente dalle aree in mano ai ribelli anti-Assad, ha raggiunto il tetto, creando uno squarcio nella cupola, ma non è penetrata nella chiesa, esplodendo all'esterno. “Erano circa le sei meno dieci di sera, in chiesa c'erano circa quattrocento persone, e la liturgia era arrivata al momento della comunione” riferisce all'Agenzia Fides il Vescovo Georges Abou Khazen OFM, Vicario apostolico di Aleppo per i cattolici di rito latino. “Se la granata fosse esplosa all'interno - aggiunge il Vescovo francescano - sarebbe stata una strage. Invece ci sono stati solo sette fedeli feriti in maniera non grave dalla caduta dei calcinacci, e danni materiali sul tetto. Ringraziamo il Signore e la Vergine Maria. E anche i nostri fedeli, ch e anche dalle loro case sono accorsi subito a verificare i danni subiti dalla parrocchia e a ripulire l'interno della chiesa, così che già oggi vi è stata celebrata la messa mattutina”. (GV) (Agenzia Fides 26/10/2015).
ASIA/LIBANO - Istituzionalizzare la non violenza e i diritti umani: lezioni di pace in zone di conflitto
Beirut (Agenzia Fides) – Educare ai diritti umani e alla non violenza e offrire le chiavi per poter sapere come mediare dinanzi ad un conflitto in una zona che ne è vittima è l’obiettivo che l’Università Accademica della Non Violenza e dei Diritti Umani in Libano si è prefissata sin dal 2009. Solo lo scorso anno il governo del Paese ha riconosciuto ufficialmente il centro e solo adesso ha dato la sua approvazione per un titolo ufficiale universitario ai laureati. Si tratta di 130 studenti arabi che hanno frequentato gli studi di questo progetto di pace in una zona lacerata dai conflitti. Secondo i promotori di questa iniziativa, si tratta di qualcosa di nuovo che non ha precedenti nel mondo, con l’obiettivo che non si può tutelare una società se non si introducono i concetti di non violenza e i diritti umani all’interno della propria tradizione culturale. Il Libano vive un momento di transizione tra la guerra e la pace e, per portare cambiamenti sociali, è quanto mai opportuno aiutare la popolazione alla conoscenza e alla competenza, sostengono fonti locali. Inoltre, il centro è stato creato anche per formare insegnanti, membri di associazioni, militanti politici, giudici e avvocati affinchè in guerra non venga esercitata solo la giustizia ma anche la mediazione. (AP) (26/10/2015 Agenzia Fides)
ASIA/PAKISTAN - Rispetto del creato e sostenibilità ambientale nel nome di Francesco di Assisi
Lahore (Agenzia Fides) – San Francesco come modello per insegnare i giusti rapporti tra l’uomo e il creato: con questo spirito i frati Cappuccini del Pakistan hanno organizzato a Lahore una giornata dedicata a “S. Francesco d'Assisi e la natura”. Come riferito a Fides da p. Francis Nadeem OFM Cap, provinciale del frati in Pakistan, i partecipanti, religiosi, preti, laici, hanno ricordato l'urgenza di rivedere lo stile di vita e le relazioni con il creato come auspicato dall'enciclica di Papa Francesco Laudato si’.
P. Morris Jalal OFM Cap, riferendosi all'enciclica, ha sottolineato che, come Francesco d'Assisi, Papa Francesco ha mostrato il suo amore per la natura, facendo appello ai leader mondiali perchè prendano misure urgenti per la tutela dell'ambiente. Dopo la celebrazione della Santa Messa, i partecipanti hanno piantato degli alberi nel giardino del Liceo di Santa Maria a Lahore come gesto simbolico di rinnovamento nel rapporto uomo-natura. L'Arcivescovo Shaw, apprezzando profondamente lo spirito del giornata, ha ricordato che “Dio Onnipotente ha creato l'universo. Egli ama tutte le sue creature e, seguendo il suo insegnamento, dobbiamo anche noi amare la natura e tutte le creature”, promuovendo uno stile di vita, sobrio, essenziale e sostenibile. (PA) (Agenzia Fides 26/10/2015)
ASIA – I giovani, “agenti di Vangelo”
Bangkok (Agenzia Fides) – I giovani asiatici sono “agenti di Vangelo” di fronte a problemi come relativismo morale, discriminazione religiosa, povertà ed emarginazione: è quanto affermano i delegati della Pastorale giovanile dei paesi asiatici in un recente incontro organizzato in Malaysia dal Desk dedicato ai giovani, nell’ambito dell’Ufficio per il laicato e la famiglia, in seno alla Federazione delle Conferenze Episcopali dell'Asia.
Come riferito a Fides, l’incontro, a cui hanno preso parte 95 delegati dai diversi paesi, è servito a confermare che nei paesi asiatici la pastorale giovanile è fruttuosa: “I giovani sono una benedizione per la nostra Chiesa, per la quale rendiamo grazie” afferma il documento finale dell’incontro, pervenuto a Fides. "I giovani cercano la propria identità, la verità e il significato della vita. Come la Samaritana, hanno sete di Dio e cercano relazioni significative”, prosegue il documento, osservando: “Con la rapida evoluzione delle società asiatiche e l'impatto della tecnologia, hanno bisogno di una guida per trovare uno scopo e crescere in autostima”.
Una questione emersa riguarda “i giovani divenuti migranti per cause economiche. In alcune parti dell'Asia, le vittime della tratta di esseri umani, clandestinità e lavoro forzato sono in gran parte giovani”. E se la risposta delle organizzazioni internazionale punta su “istruzione, occupazione e impegno”, la Chiesa in Asia ricorda “la necessità di una crescita più profonda nella relazione con Dio”.
Fare Pastorale giovanile, hanno concluso i delegati asiatici, significa “avere una preoccupazione e compassione per tutti, soprattutto per coloro che sono disprezzati e ai margini della società; essere accoglienti e sinceramente interessati ai giovani, mostrando pazienza, presenza e disponibilità a instaurare relazioni autentiche; ascoltare i giovani con apertura, senza pregiudizio e in modo rispettoso, in modo da avviare un dialogo significativo, portandoli a scoprire il tesoro degli insegnamenti e l'esperienza di Cristo”. (PA) (Agenzia Fides 26/10/2015)
AMERICA/GUATEMALA - Morales nuovo presidente del Guatemala
Città del Guatemala (Agenzia Fides) – Il Guatemala ha vissuto ieri, domenica 25 ottobre, il secondo turno delle elezioni presidenziali. Secondo le informazioni rilanciate dai media locali, Jimmy Morales è il vincitore, anche se manca ancora la nomina ufficiale. Rappresentante del Frente de Convergencia Nacional (FCN-Nación), Morales si impone con un ampio margine su Sandra Torres, dell'Unità Nazionale della Speranza: sarebbe riuscito ad avere il 95,7% dei voti.
Con una carriera di artista comico e un diploma di ragioniere, Morales, 46 anni, ha anche fatto studi di teologia. Insieme alla sua contendente, Sandra Torres, ha promesso di lottare contro la corruzione di cui soffre il paese. Male che la popolazione ha denunciato pubblicamente negli ultimi mesi, in modo particolare dopo le dimissioni dell’ex-presidente Otto Pérez Molina, ancora indagato (vedi Fides 1/6/2015; 5/6/2015; 5/9/2015).
(CE) (Agenzia Fides, 26/10/2015)
AMERICA/ARGENTINA - Previsti due anni per la prima fase della causa di beatificazione di Mons. Angelelli
Buenos Aires (Agenzia Fides) – Uno dei membri del Tribunale della diocesi di La Rioja (Argentina), il sacerdote Roberto Queirolo, prevede che la fase diocesana durante la quale verrà ricercato e raccolto tutto il materiale riguardante il Vescovo Enrique Angelelli, ucciso nel 1976, potrebbe concludersi nel giro di due anni. Al termine del processo di ricerca, che ha avuto inizio questa settimana, sulla vita e l'opera del Vescovo, tutto il materiale verrà inviato in Vaticano, alla Congregazione per le cause dei Santi, che lo esaminerà e deciderà per la sua eventuale proclamazione a beato e martire della Chiesa.
La nota inviata a Fides da una fonte locale, informa che padre Queirolo ha previsto due anni prima di inviare il caso alla Santa Sede, perchè lo stesso è stato fatto per i sacerdoti di Chamical, Carlos de Dios Murias e Gabriel Longueville. Padre Queirolo ha ricordato che dopo l'uccisione di Longueville e Murias e del laico Wenceslao Pedernera, avvenuta a pochi giorni di distanza, nel luglio del 1976, "i sacerdoti chiesero a Mons. Angelelli di proteggersi, ma egli decise di rimanere con la sua gente e di non lasciare sole le sue pecore".
La comunità cattolica argentina ha celebrato da poco l’anniversario della morte violenta del Vescovo (vedi Fides 5/08/2015), assassinato dalla dittatura militare. Mons. Enrique Angelelli era nato a Cordoba il 17 luglio 1923, fu ordinato sacerdote in Italia, nel 1961 Papa Giovanni XXIII lo nominò Vescovo ausiliare di Cordoba, dove si era formato a contatto con gli operai, i contadini e gli emarginati. Nel 1968 Papa Paolo VI lo nominò Vescovo di La Rioja, dove si impegnò a diffondere i principi enunciati dal Concilio Vaticano II, rimanendo sempre al fianco dei più poveri. Il suo omicidio, il 4 agosto 1976, venne mascherato come un incidente stradale. Nel 2014 è stata riconosciuta la responsabilità dei militari, condannati al carcere a vita. Mons. Angelelli è stato uno dei pochi sacerdoti che si opposero alla dittatura militare
(CE) (Agenzia Fides, 26/10/2015)
AFRICA/BENIN - Nomina del Vescovo di Porto Novo
Città del Vaticano (Agenzia Fides) – Il Santo Padre Francesco, in data 24 ottobre 2015, ha nominato Vescovo della diocesi di Porto Novo (Benin) il Rev.do Aristide Gonsallo, del clero di Parakou, Parroco di S. Martino di Panapé.
Il nuovo Vescovo è nato a Cotonou il 4 settembre 1966. Ha ricevuto l’ordinazione sacerdotale per l’Arcidiocesi di Parakou, il 27 dicembre 1992. Dopo l’ordinazione sacerdotale, ha ricevuto le seguenti destinazioni: dal 1992 al 1997: Docente al Seminario Minore di Parakou; dal 1997 al 2001: Studi di specializzazione in Teologia e Lettere Moderne l’Università Cattolica di Angers; dal 2001al 2003: Docente al Seminario Minore di Parakou; dal 2003 al 2004: Dottorato in Teologia all’Università Cattolica di Angers; dal 2004 al 2008: Docente al Seminario Minore di Parakou; dal 2008 al 2012: Master e Dottorato in Lettere Moderne all’Università statale di Angers; dal 2013 al 2015: Parroco di S. Martino di Panapé, Cappellano dell’Ospedale diocesano ed incaricato della riorganizzazione del servizio sanitario diocesano. (SL) (Agenzia Fides 26/10/2015)

Bollettino Fides News del 25 ottobre 2015

AFRICA/COSTA D’AVORIO - Elezioni presidenziali: appello dei leader religiosi alla calma
Abidjan (Agenzia Fides) - “Non vogliamo un Paese dove impera il disordine e le lotte. Chiediamo agli ivoriani di andare a votare senza cedere alla pressioni” ha dichiarato Sua Ecc. Mons. Marie-Daniel Dadiet, Arcivescovo di Korhogo, in Costa d’Avorio, dove domenica 25 ottobre si vota per eleggere il nuovo Presidente. I candidati sono 8 e secondo le previsioni sembra favorito per la riconferma il presidente uscente Ouattara.
Il Paese è ancora segnato dalla lunga crisi iniziata nel 2002 e conclusasi nel 2011, dopo le contestate elezioni presidenziali del 2010 che hanno visto un braccio di ferro tra il Presidente uscente Laurent Gbagbo e l’attuale Presidente Alassane Ouattara. Il primo non ha riconosciuto la vittoria elettorale del secondo, e solo con l’intervento delle truppe Onu e francesi che hanno deposto e arrestato Gbagbo, Ouattara ha potuto iniziare a governare.
Memore di questi precedenti, Mons. Dadiet ha invitato gli ivoriani ad accettare il verdetto delle urne: “Non si spingano i giovani nelle strade armandoli per distruggere la Costa d’Avorio. Gli ivoriani sono stanchi delle crisi consecutive” che hanno sconvolto il Paese. Anche Sua Ecc. Mons. Paul-Simon Ahouanan Djro, Arcivescovo di Bouaké e Presidente della Commissione Nazionale per la Riconciliazione e il risarcimento delle vittime (CONARIV), ha sottolineato che occorre evitare una nuova crisi post-elettorale come quella del 2010. In un suo messaggio alla popolazione Mons. Ahouana ha sottolineato che “è importante fare di tutto per preservare la pace per avere elezioni tranquille” ed ha esortato tutti a guardare alla storia recente del Paese per evitare gli errori commessi.
L’Arcivescovo di Yamoussokro, Sua Ecc. Mons. Marcellin Yao Kouadio, nella Messa che ha celebrato domenica 11 ottobre in occasione della riapertura delle scuole, ha invitato i giovani a non farsi manipolare da politici senza scrupoli. “Non fatevi usare per sporchi compiti come distruzioni, saccheggi, incendi di beni, scontri tra militanti di partiti politici” ha detto l’Arcivescovo, sottolineando che “spesso gli adulti senza scrupoli che vi incitano alla violenza mantengono i loro figli al sicuro”.
Anche i leader di altre confessioni cristiane e quelli musulmani hanno rivolto appelli alla calma e allo svolgimento di elezioni pacifiche e corrette. (L.M.) (Agenzia Fides 23/10/2015)
AFRICA/SUDAFRICA - “Garantire a tutti l’accesso agli studi” chiedono i Vescovi
Johannesburg (Agenzia Fides) - Offrire opportunità di studio a tutti, indipendentemente dalla situazione economica di chi vuole studiare. È l’appello lanciato dai Vescovi del Sudafrica, dove da giorni gli studenti protestano per l’aumento delle tasse scolastiche.
In un comunicato del Department of Social Action (DSA) della Southern Africa Catholic Bishops Conference (SACBC, la Conferenza che riunisce oltre ai Vescovi del Sudafrica quelli di Botswana e Swaziland) si afferma che “a nessun giovane degno di ricevere un’educazione accademica debba essere negata questa opportunità a causa della sua situazione finanziaria o di quella della sua famiglia”.
“Si tratta - prosegue la dichiarazione pervenuta a Fides - non solo di una questione di giustizia per risarcire le conseguenze dell’apartheid, ma anche di un modo di costruire capacità nazionali che siano competitive a livello globale per consentire lo sviluppo economico e umano del Sudafrica”.
I Vescovi ricordano che la SACBC offre da tempo borse di studio a “centinaia di giovani appartenenti a famiglia a basso reddito che vivono in ambito rurale”, nell’ambito del Rural Education Access Programme (REAP).
“Il DSA riconosce che, viste le condizioni economiche del Sudafrica, è impossibile rendere l’educazione completamente gratuita” ma allo stesso tempo sottolinea che sul lungo termine una persona con un alto livello di istruzione può aumentare di molto il proprio reddito ed è quindi ragionevole aspettarsi che questa ripaghi lo Stato per l’istruzione ricevuta, permettendo ad altri di beneficiarvi.
Per questo motivo, il DSA è favorevole a mantenere lo schema attuale, che prevede la concessione di borse di studio sotto forma di prestiti che lo studente rimborserà in parte, una volta completati gli studi. (L.M.) (Agenzia Fides 23/10/2015)
ASIA/IRAQ - 400 giovani cristiani hanno preso parte alla “giornata della gioventù” a Kirkuk
Kirkuk (Agenzia Fides) – Sono stati più di 400 i ragazzi e le ragazze cristiani di diverse confessioni che hanno preso parte alla “Giornata della gioventù” convocata a Kirkuk su iniziativa della locale arcidiocesi caldea. L'evento, svoltosi sabato 17 ottobre, ha avuto come epicentro la cattedrale caldea di san Giuseppe. Dal mattino fino a tarda sera, la kermesse è stata scandita da riflessioni bibliche, momenti di preghiera, rappresentazioni teatrali, giochi collettivi, conferenze con domande e risposte e momenti di svago, per concludersi con una fiaccolata e con una manifestazione di fuochi d'artificio. I momenti di approfondimento spirituale sono stati affidati a predicatori e teologi di diverse chiese cristiane, a partire dall'Arcivescovo caldeo Yousif Thomas Mirkis OP.
Un attacco alla città di Kirkuk da parte delle milizie jihadiste dello Stato islamico era stato respinto lo scorso gennaio. La città è presidiata in particolare dalle milizie curde Peshmerga. Tra sabato e domenica scorsi, l'esercito iracheno in coordinamento con le milizie curde ha sfondato il fronte delle milizie jihadiste nella zona della città di Havija, a Sud-Ovest della provincia di Kirkuk. L'esercito siriano ha chiesto alla città di Kirkuk di tener aperto un “corridoio di sicurezza” per accogliere i profughi provenienti da Havija. (GV) (Agenzia Fides 23/10/2015).
ASIA/PAKISTAN - Cauzione per un cristiano imputato per blasfemia
Sargodha (Agenzia Fides) – Un tribunale di primo grado ha concesso la libertà su cauzione ad un giovane cristiano in carcere dall'8 ottobre scorso per presunta blasfemia. Il giovane Naveed John, 24 anni, che usava fare preghiere di guarigione in casa sua per quanti lo chiedevano, è stato ingannato da un musulmano e accusato di aver vilipeso alcuni versetti del Corano (vedi Fides 15/10/2015). Gli avvocati di Naveed John hanno presentato il caso in tribunale, spiegando che si trattava di accuse false e strumentali. Dopo aver ascoltato gli argomenti delle parti, la Corte ha accettato la richiesta di cauzione e ha ordinato il temporaneo rilascio del cristiano.
In un colloquio con Fides, l’avvocato cristiano Sardar Mushtaq Gill, a capo dell’Ong “Lead”, afferma di aver accolto con favore la decisione del tribunale, rimarcando però “grave preoccupazione perchè si tratta di accuse contro un innocente” e “per la sicurezza di Naveed John, dato che alcuni musulmani estremisti hanno ripetuto slogan come: l'unica giusta punizione per blasfemia è la morte”. Di recente anche al cristiano Pervaiz Masih, arrestato nel distretto di Kasur il 2 settembre scorso per presunta blasfemia, è stata concessa la libertà su cauzione (vedi Fides 13/10/2015). (PA) (Agenzia Fides 23/10/2015)
ASIA/SIRIA - I cristiani di Hassakè denunciano il tentativo di esproprio delle proprietà di chi è emigrato
Hassaké (Agenzia Fides) - I Capi delle Chiese e delle istituzioni e organizzazioni cristiane presenti nella provincia siriana nord-orientale di Hassakè esprimono ferma contrarietà davanti al progetto di “tutela e gestione” delle proprietà delle persone emigrate, sostenuto dalle forze politiche e amministrative locali dominanti, di matrice curda. In un comunicato sottoscritto dai Vescovi e dai Capi delle comunità cristiane locali – compreso l'Arcivescovo Jacques Behnan Hondo, a capo dell'arcidiocesi siro-cattolica di Hassakè-Nisibi - , ma anche da movimenti e realtà operanti nella società civile - come le corporazioni rurali dei contadini e l'Organizzazione giovanile per la riconciliazione nazionale - si denuncia come “contrario ai diritti umani” l'autoproclamato diritto delle autorità locali a confiscare e gestire beni e proprietà di persone che hanno lasciato le proprie case e sono state costrette e emigrare a causa del conflitto in corso in Siria.
Secondo i firmatari della denuncia, tale disposizione costituisce una minaccia soprattutto per la presenza dei cristiani della regione, a cui nelle aree rurali appartengono più del 30 per cento delle terre e dei beni immobiliari. La scelta di creare organismi incaricati di controllare e gestire le proprietà appartenenti a persone che hanno temporaneamente lasciato la zona rappresenta, a giudizio dei capi delle Chiese e delle comunità cristiane, una misura intimidatoria sia per chi è stato costretto ad allontanarsi dalla propria casa – e che dopo aver subito l'esproprio forzato dei propri beni vedrebbe di fatto compromesso il proprio diritto al ritorno – sia per chi rimane, e viene in questo modo indotto a pensare che è meglio vendere le proprie proprietà, prima di vedersele espropriate in caso di temporanea assenza.
Con tale decisione – si legge nel comunicato – si soffia sul fuoco del conflitto confessionale. Nello stesso pronunciamento, pervenuto all'Agenzia Fides, i leader cristiani della regione si esprimono contro l'aumento arbitrario delle tasse e i tentativi di interferenza delle autorità locali sul funzionamento e sui programmi delle scuole private, a partire da quelle legate alle diverse comunità cristiane.
Alle denunce dei Capi cristiani della regione di Hassakè hanno replicato rappresentanti del Partito dell'Unione democratica (PYD), sigla politica curda legata al PKK, per i quali il progetto di gestione e tutela delle proprietà di chi è fuggito mira proprio a evitare che si verifichino appropriazioni abusive operate da privati. (GV) (Agenzia Fides 23/10/2015).
ASIA/INDIA - Un Gesuita: “India più intollerante”
Ahmedabad (Agenzia Fides) – “Il linciaggio del 28 settembre 2015, quando il musulmano Mohammad Akhlaq è stato ucciso dalla folla, a causa delle voci circolanti di aver mangiato carne bovina, non va considerato un atto spontaneo di violenza isolata, ma un atto barbarico programmato da persone che sanno di godere di impunità”: è l’opinione espressa a Fides da p. Cedric Prakash sj, che nota l’aumento dell’intolleranza in India, enumerando una serie di episodi di violenza a danno della minoranze religiose cristiane e musulmane.
Secondo il gesuita, direttore di “Prashant” (Centro per i diritti umani, giustizia e pace), ad Ahmedabad, nello stato di Gujarat, il partito al potere in India, il Baratiya Janata Party “non può abbandonare i gruppi estremisti indù, suoi alleati”, in una strategia che “presenta una doppia faccia di un medesimo schieramento, quella più dura, e una più liberale”.
“Tutti sanno che praticamente nulla accadrà agli autori di questi crimini atroci”, nota p. Prakash, ricordando la carneficina avvenuta in Gujarat nel 2002. “Questo modello di intolleranza viene ora portato come corrente principale in tutto il paese” denuncia il direttore, paventando il rischio che “si distruggano multiculturalismo, pluralismo, tolleranza, rispetto della diversità, valori che sono il prezioso patrimonio della nostra terra”. (PA) (Agenzia Fides 23/10/2015)
ASIA/INDONESIA - El Nino porta siccità e carestia tra le comunità agricole
Giacarta (Agenzia Fides) – Le comunità agricole di tutta l’Indonesia sono alle prese con la siccità causata dal rialzo delle temperature del mare associate con il fenomeno atmosferico di “El Nino” che influisce sulle precipitazioni in tutto il mondo. Nell’ultimo raccolto, nel montuoso villaggio di Ketung Miri, la produzione locale di riso è calata del 20%, e ci vorranno mesi prima che gli agricoltori possano piantare di nuovo. L’agenzia indonesiana per l’attenuazione dei disastri ha riferito che, dalla fine del mese di agosto, erano in gravi condizioni di siccità circa 22 milioni di persone di 84 province. In un anno tipico la stagione della semina sarebbe già in corso, ma in villaggi come Ketung Miri, i campi restano incolti o abbondano di materie prime secondarie, come tabacco, peperoncino indonesiano e mais che richiedono meno acqua del riso. A livello nazionale, il Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite stima che il 37% dei bambini sotto i cinque anni so ffra di malnutrizione cronica. (AP) (23/10/2015 Agenzia Fides)
AMERICA/STATI UNITI - “Abbiamo ancora una crisi umanitaria tra le mani”: testimonianza del Vescovo di El Paso
Washington (Agenzia Fides) – Ricordando che "la Sacra Famiglia è l'archetipo delle famiglie di profughi che vediamo oggi", Sua Ecc. Mons. Mark Joseph Seitz, Vescovo della diocesi di El Paso, in Texas, ha testimoniato il 21 ottobre davanti alla Commissione del Senato per la Sicurezza Interna e gli Affari governativi (Homeland Security and Governmental Affairs Committee) e ha presentato dei suggerimenti per "migliorare la risposta a queste popolazioni vulnerabili in America Centrale, in Messico, al confine Usa-Messico e negli Stati Uniti”.
In America centrale, "la violenza che mette a rischio la vita a livello nazionale e locale, e una mancanza di rispetto dello Stato di diritto, hanno minacciato la sicurezza dei cittadini e hanno creato una cultura della paura e della disperazione" ha detto Mons. Seitz nella sua testimonianza. "Spesso il rischioso viaggio verso nord è visto come una strategia familiare per proteggere un bambino, dal momento che i governi centroamericani non sono in grado di proteggere del tutto i loro cittadini".
Nella sua testimonianza di 15 pagine, come informa la nota inviata a Fides, Mons. Seitz ha detto che "è fondamentale ricordare che abbiamo ancora una crisi umanitaria tra le nostre mani e si deve fare ancora di più. Dobbiamo rispondere alle esigenze di questi bambini e di queste famiglie, non per allontanarli o ostracizzarli, perché gli americani sono un popolo che prova compassione".
Mons. Seitz, che è consulente della Commissione sulle immigrazioni dell’Episcopato statunitense e membro del Consiglio di amministrazione del “Catholic Legal Immigration Network”, citando le parole pronunciate recentemente dal Pontefice nel corso della visita al Congresso statunitense, ha anche raccomandato l’introduzione di un sistema di controllo regionale che consenta ai minori e alle loro famiglie la possibilità di chiedere asilo in Messico e in altre nazioni della regione, cosa che attualmente non è possibile.
Solo nel 2015 sono arrivati negli Stati Uniti circa 40.000 minori non accompagnati e più o meno lo stesso numero di madri con bambini in fuga dalle violenze della criminalità organizzata che imperversa in Guatemala, El Salvador e Honduras.
(CE) (Agenzia Fides, 23/10/2015)
AMERICA/ARGENTINA - “Siamo tutti responsabili, nessuno può sentirsi estraneo": domenica elezioni presidenziali
Buenos Aires (Agenzia Fides) – "L'atto elettorale deve essere una vera festa civica, nel quadro della Costituzione, e deve essere garantito dallo Stato, dai partiti politici e dai cittadini. A ciascuno compete un ruolo e una responsabilità, che insieme costituiscono il bene della Repubblica. Siamo tutti responsabili, nessuno può sentirsi estraneo" ha pubblicato l'ufficio stampa della Conferenza Episcopale Argentina (CEA) in vista delle elezioni presidenziali del 25 ottobre.
La CEA già a marzo scorso aveva chiesto che il cambio di governo non significasse una crisi ma una "alternativa normale" della vita democratica. In questo mese di ottobre (vedi Fides 6/10/2015) ha lanciato un appello a compiere ogni sforzo per garantire la trasparenza delle elezioni e per evitare qualsiasi azione che possa causare "diffidenza e divisione tra gli argentini".
I Vescovi hanno seguito da vicino la situazione politica del paese e hanno sempre consigliato alla popolazione di essere attenti alla realtà sociale e politica, per poter agire con il voto come cittadini consapevoli del futuro del paese (vedi Fides 14/02/2015). Per questo motivo l'ultima Assemblea dei Vescovi (vedi Fides 20/04/2015) aveva dedicato particolare attenzione allo studio della realtà politica,
In Argentina il voto è universale, segreto e obbligatorio per i cittadini di età compresa tra 18 e 70 anni. Gli elettori sono più di 30 milioni, di cui molti giovani sotto i 20 anni. Un altro dato significativo riguarda la quantità di elettori nelle periferie di Buenos Aires, che hanno superato di gran lunga alcuni capoluoghi di provincia.
(CE) (Agenzia Fides, 23/10/2015)
AMERICA/MESSICO - Persone scomparse, migranti e detenuti: punti caldi per le violazioni dei diritti umani
Xalapa (Agenzia Fides) – Le violazioni più gravi dei diritti umani in Messico, catalogate come ‘punti caldi’, sono le sparizioni forzate di persone, i migranti abbandonati e il sovraffollamento nelle carceri. Il tema è emerso nel corso del Congresso Internazionale dei Diritti Umani nel Nuovo Sistema di Giustizia Penale, organizzato da una scuola privada di Xalapa, capitale dello Stato messicano di Veracruz. Secondo l’Istituto di Ricerche Giuridiche dell’Università Nazionale Autonoma del Messico (UNAM), il tema delle carceri è fuori dall’agenda mediatica, pubblica e politica, tuttavia i carcerati e i loro familiari sono violati nella loro dignità umana e sono soggetti a estorsioni anche da parte delle stesse autorità. (AP) (23/10/2015 Agenzia Fides)

Bollettino Fides News del 24 ottobre 2015

VATICANO - Annuncio e dialogo come vera azione missionaria: una scuola inclusiva per i disabili
Città del Vaticano (Agenzia Fides) – In visita alla Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, mons. Giorgio Bertin, Vescovo di Gibuti e Amministratore Apostolico di Mogadiscio, capitale della Somalia, ha parlato con l’Agenzia Fides di un programma educativo a favore dei disabili lanciato a Gibuti. “Si tratta di un modello di scuola inclusiva, in un territorio dove la stragrande maggioranza sono musulmani e le persone disabili sono spesso ancora considerate oggetto di vergogna, stigmatizzate, tenute nascoste, prigioniere e fuori da ogni contesto sociale”, ha detto mons. Bertin. Il Vescovo è appena rientrato da Milano dove ha partecipato, dal 19 al 21 ottobre, al Congresso Uguaglianze difficili e mondi della disabilità. “Anni addietro a Gibuti venni avvicinato da un gruppo di persone disabili che cercavano aiuto”. Obiettivo di mons. Bertin era quello di partire da Gibuti per esportare poi il progetto di una “scuola per tutti” anche in Somalia, devastata dalla gue rra e dall’anarchia che continua a causare molte menomazioni tra la popolazione. “Il nostro proposito è quello di unire annuncio e dialogo attraverso questo servizio che è vera azione missionaria in un Paese musulmano. Grazie all’incontro con l’organizzazione Guanelliana ‘Mediterraneo Senza Handicap’, che segue le persone con disabilità in diversi Paesi del mondo, siamo riusciti ad aprire due nostre scuole cattoliche, una a Gibuti e una a Ali Sabieh, 100 km a sud della capitale, a bambini disabili: attualmente sono inseriti 22 bambini disabili perfettamente integrati con il resto degli alunni”. “Dopo un sopralluogo e censimento fatto a nord di Gibuti, insieme alle suore di S. Luigi Guanella, di cui oggi celebriamo la festa, e ad altri esperti, abbiamo affrontato i problemi dei bambini con handicap e stiamo lavorando alla formazione di insegnanti delle scuole private. Speriamo che presto rispondano anche quelle pubbliche”, conclude mons. Bertin.
(AP) (24/10/2015 Agenzia Fides)
ASIA/INDIA - I Vescovi: bambini dalit arsi vivi, “atto disumano”
New Delhi (Agenzia Fides) – I Vescovi indiani condannano con forza il condanna il triste incidente che ha avuto luogo a Faridabad il 21 ottobre, quando una la casa di una famiglia dalit è stata data alle fiamme e due bambini sono rimasti arsi vivi nell’incendio, mentre la madre sta lottando tra la vita e la morte. Una nota dei Vescovi inviata a Fides osserva: “Si tratta di un'azione disumana su cui la nostra nazione dovrebbe vergognarsi . Ci sono state ripetute atrocità contro i Dalit in diverse parti dell'India. Non vi è alcun rispetto per la vita umana dei dalit e in particolare nello Stato di Haryana ancora temono per la loro vita”. La nota della Conferenza episcopale, affidata all’ufficio che si occupa dei dalit e fuorcasta, rimarca anche “la preoccupazione grave per l’aumento della violenza intercomunitaria nel Paese”. La Conferenza episcopale esprime solidarietà con le vittime della violenza e chiede allo Stato di “fornire un'adeguata protezione ai dalit, per sal vaguardare i diritti umani fondamentali del popolo e onorare la nostra Costituzione”. (PA) (Agenzia Fides 24/10/2015)
ASIA/PAKISTAN - Donna cristiana vittima di stupro di gruppo
Kasur (Agenzia Fides) – Una donna cristiana sordomuta è stata violentata da tre uomini musulmani giunti a casa sua, in un villaggio nel distretto di Kasur, mentre tutti gli uomini della famiglia erano al lavoro. La donna ha invocato pietà, restando inascoltata. Come appreso da Fides, i familiari hanno denunciato il fatto chiedendo aiuto all’avvocato cristiano Sardar Mushtaq Gill, che offre assistenza legale gratuita ai cristiani vittime di abusi. L’avvocato sta cercando di ricostruire i fatti e identificare gli aggressori. “E’ molto difficile arrivare a una punizione per i responsabili. Spesso in questi casi, la polizia non agisce o, peggio, si schiera con gli stupratori”, osserva l’avvocato a Fides. “Le famiglie cristiane o i testimoni subiscono pressioni per ritirare le denunce”, prosegue. “La violenza su donne e bambini delle minoranze religiose, i più deboli e vulnerabili, è molto diffusa in Pakistan e spesso avviene in silenzio: i casi e le storie non emergono e q uando gli attivisti ne parlano vengono intimiditi”, conclude. (PA) (Agenzia Fides 24/10/2015)
ASIA/ARABIA SAUDITA - Ministro saudita: intervento russo in Siria fomenta i conflitti settari
Vienna (Agenzia Fides) – L'intervento militare russo in Siria a sostegno dell'esercito governativo rischia di provocare una ulteriore radicalizzazione del conflitto siriano, esasperando le contrapposizioni settarie che alimentano le guerre e le stragi in Medio Oriente. Questa è la lettura di quanto accade nello scenario mediorientale fornita dal ministro degli esteri saudita Adel bin Ahmed al-Jubeir, in margine all'incontro tenutosi a Vienna sulla crisi siriani che ha visto la partecipazione di rappresentanti turchi, russi sauditi e statunitensi. Secondo il ministro Jubeir, il perpetuarsi di Assad al potere rappresenta una “calamita” che continua a attirare in Siria jihadisti provenienti da ogni parte del mondo per combattere il regime siriano.
Nei giorni scorsi, parlando al Valdai international Discussion Club, il Presidente russo Vladimir Putin aveva ribadito che le operazioni militare russe in Siria hanno l'unico scopo di combattere il terrorismo, e che la Russia non ha alcuna intenzione di interferire nei rapporti tra le diverse correnti dell'islam. “I nostri amici sciiti, sunniti e alauiti ci sono tutti cari” haveva detto Putin “e noi non facciamo distinzioni”. Intanto il Mufti Talgat Tajuddin, Presidente del Consiglio spirituale islamico della Russia, ha duramente criticato l'appello di oltre 50 religiosi islamici dell'Aurabia sandita che avevano chiamato gli islamici di tutto il mondo a scatenare la Guerra Santa contro la Russia. Dove erano costoro nel 2003” ha detto Tajuddin, secondo quanto riportato dall'Agenzia Interfax “quando gli Stati Uniti e più di 40 altri Paesi attaccarono l'Iraq come avvoltoi?”. (GV) (Agenzia Fides 24/10/2015).
AMERICA/STATI UNITI - Un Vescovo: “Deportare i minori è una condanna a morte”
El Paso (Agenzia Fides) – “Per i minori non accompagnati, la deportazione nei loro paesi di origine è a volte una condanna a morte”: lo ha detto il vescovo della diocesi di El Paso, in Texas, Sua Ecc. Mons. Mark J. Seitz. Si tratta di quei minori non accompagnati provenienti dalla America Centrale che cercano di raggiungere gli Stati Uniti.

Come appreso da Fides, il Vescovo ha rimarcato che ragazzi e bambini centroamericani “sono in fuga da minacce di morte, dallo stupro e non li dobbiamo mettere di nuovo nella stessa situazione”. “Quando troviamo qualcuno che è una vittima sul ciglio della strada o sul confine, dobbiamo prenderci cura di lui: questa è la nostra vocazione dei cristiani”, ha osservato.

Il 21 ottobre mons. Seitz ha testimoniato davanti alla Commissione del Senato per la Sicurezza Interna e gli Affari governativi (Homeland Security and Governmental Affairs Committee) e ha presentato dei suggerimenti per “migliorare la risposta a queste popolazioni vulnerabili in America Centrale, in Messico, al confine Usa-Messico e negli Stati Uniti” (Vedi Fides 23/10/2015).

Secondo le informazioni presentate alla diocesi cattolica di El Paso ha da diverse organizzazioni, almeno 80 bambini sono stati uccisi nel corso degli ultimi 18 mesi dopo essere stati deportati nei loro paesi di origine. In molti altri casi, i ragazzi vengono abusati dopo l’arresto.

Mons. Seitz ha sottolineato che è importante attuare meccanismi di protezione internazionale e programmi volti a migliorare l'istruzione e il benessere dei bambini in America centrale, al fine di evitare la fuga verso il pericolo. (CE) (Agenzia Fides, 24/10/2015)

Foglio della Collaborazione Pastorale Di San Giorgio di Nogaro

Maxi impianto di depurazione a san Giorgio di Nogaro

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