Caffaro, puntata n: ...

FVG: TONDO, CHIEDERO' A SCAJOLA INTERVENTO PER CAFFARO

(ASCA) - Udine, 26 feb - Il governatore del Friuli Venezia Giulia, Renzo Tondo, chiedera' al ministro per lo Sviluppo economico, Claudio Scajola, di attivarsi assieme ai colleghi di Governo al fine di accelerare la ratifica dell'Accordo di Programma che, nel piu' breve tempo possibile, dovra' garantire continuita' di progettualita' ed investimenti al sito attualmente occupato dalla Caffaro Chimica di Torviscosa.

In attesa della visita di Scajola nell'estremo Nordest, prevista per mercoledi' prossimo, 4 marzo, Tondo ha riunito tutte le parti interessate a Udine, nella sede della Regione, con l'obiettivo di raccogliere indicazioni utili ad inviduare una soluzione alla profonda crisi attraversata dalla Caffaro, l'azienda chimica del gruppo Snia rappresentato in questa sede dall'amministratore delegato, Antonio Onorato, che ha assicurato la disponibilita' della Snia a farsi da parte in presenza di interlocutori seri ed accreditati.

Con Tondo, il vicepresidente della Regione, Luca Ciriani, gli assessori Vanni Lenna (Ambiente) e Riccardo Riccardi (Infrastrutture), e, tra gli altri, il presidente della Provincia di Udine, Pietro Fontanini, il sindaco di Torviscosa, Roberto Duz, il presidente degli industriali friulani, Adriano Luci, ed i rappresentanti sindacali.

In questa fase, ha spiegato il governatore, il Ministero dell'Ambiente e' il principale interlocutore degli imprenditori ma la Regione e' pronta a fare la sua parte, impegnando gli strumenti a sostegno delle imprese (Friulia e Mediocredito) e dei lavoratori (ammortizzatori sociali, etc.).

''Da parte nostra - ha affermato Tondo - non ci saranno pregiudizi nei confronti dell'eventuale piano di rilancio della Snia o dei progetti che saranno presentati da altri gruppi interessati, consci che il Friuli Venezia Giulia e' stretto attorno ad un polo chimico accettato e considerato come una risorsa primaria''.

''Restiamo in attesa che la Snia chiuda il concordato con i creditori (60 milioni di euro con le pmi del territorio, ndr) - ha aggiunto il presidente della Regione - mentre dagli altri gruppi aspettiamo un piano industriale adeguato''.

Domenica 1 marzo 2008


I DOMENICA DI QUARESIMA (ANNO B)


Non si dice il Gloria.

PRIMA LETTURA (Gen 9,8-15)
L’alleanza fra Dio e Noè liberato dalle acque del diluvio.

Dal libro della Gènesi

Dio disse a Noè e ai suoi figli con lui: «Quanto a me, ecco io stabilisco la mia alleanza con voi e con i vostri discendenti dopo di voi, con ogni essere vivente che è con voi, uccelli, bestiame e animali selvatici, con tutti gli animali che sono usciti dall’arca, con tutti gli animali della terra. Io stabilisco la mia alleanza con voi: non sarà più distrutta alcuna carne dalle acque del diluvio, né il diluvio devasterà più la terra».
Dio disse:
«Questo è il segno dell’alleanza,
che io pongo tra me e voi
e ogni essere vivente che è con voi,
per tutte le generazioni future.
Pongo il mio arco sulle nubi,
perché sia il segno dell’alleanza
tra me e la terra.
Quando ammasserò le nubi sulla terra
e apparirà l’arco sulle nubi,
ricorderò la mia alleanza
che è tra me e voi
e ogni essere che vive in ogni carne,
e non ci saranno più le acque per il diluvio,
per distruggere ogni carne».
Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 24)
Rit: Tutti i sentieri del Signore sono amore e fedeltà.

Fammi conoscere, Signore, le tue vie,
insegnami i tuoi sentieri.
Guidami nella tua fedeltà e istruiscimi,
perché sei tu il Dio della mia salvezza. Rit.

Ricòrdati, Signore, della tua misericordia
e del tuo amore, che è da sempre.
Ricòrdati di me nella tua misericordia,
per la tua bontà, Signore. Rit.

Buono e retto è il Signore,
indica ai peccatori la via giusta;
guida i poveri secondo giustizia,
insegna ai poveri la sua via. Rit.

SECONDA LETTURA (1Pt 3,18-22)
Quest’acqua, come immagine del battesimo, ora salva anche voi.

Dalla prima lettera di san Pietro apostolo

Carissimi, Cristo è morto una volta per sempre per i peccati, giusto per gli ingiusti, per ricondurvi a Dio; messo a morte nel corpo, ma reso vivo nello spirito. E nello spirito andò a portare l’annuncio anche alle anime prigioniere, che un tempo avevano rifiutato di credere, quando Dio, nella sua magnanimità, pazientava nei giorni di Noè, mentre si fabbricava l’arca, nella quale poche persone, otto in tutto, furono salvate per mezzo dell’acqua.
Quest’acqua, come immagine del battesimo, ora salva anche voi; non porta via la sporcizia del corpo, ma è invocazione di salvezza rivolta a Dio da parte di una buona coscienza, in virtù della risurrezione di Gesù Cristo. Egli è alla destra di Dio, dopo essere salito al cielo e aver ottenuto la sovranità sugli angeli, i Principati e le Potenze.
Parola di Dio

Canto al Vangelo (Mt 4,4)
Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!
Non di solo pane vivrà l’uomo,
ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio.
Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!

VANGELO (Mc 1,12-15)
Gesù, tentato da satana, è servito dagli angeli

+ Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, lo Spirito sospinse Gesù nel deserto e nel deserto rimase quaranta giorni, tentato da Satana. Stava con le bestie selvatiche e gli angeli lo servivano.
Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».
Parola del Signore

Preghiera dei fedeli


Il Figlio tuo Gesù, vincitore del peccato e della morte, servito nel deserto dagli angeli, ci incoraggia a perseverare nel cammino di conversione. Rivolgiamo fiduciosi al Signore le nostre suppliche.
Lo invochiamo dicendo: Assisti, Signore, il tuo popolo in cammino

1. Per la Chiesa che vive nella contemplazione del cuore del tuo Figlio Gesù, sorgente di vita: sappia sempre rifiutare il male per cercare ogni giorno le vie del bene, per questo preghiamo

2. Per quanti vivono nell'incoerenza e nella contraddizione senza rendersene conto: l'annuncio del Vangelo possa farsi dolce invito alla ricerca della fede e alla conversione, per questo preghiamo


3. Per quanti soffrono nel mondo le conseguenze della ingiustizia e della violenza: non venga mai meno la consapevolezza della tua vicinanza, anche attraverso la concreta solidarietà dei cristiani, per questo preghiamo


4. Per ognuno di noi: possiamo trovare forza e coraggio per combattere i nostri difetti e migliorare i rapporti con il nostro prossimo, per questo preghiamo

La nostra comunità questa settimana ha affidato alla misericordia del Padre i nostri fratelli: TESAN GIORGIO NADIR e DOTTO ELISEO. Il Signore li renda partecipi della sua risurrezione,per questo preghiamo


Ascolta, o Padre, la nostra preghiera ed esaudiscila secondo la tua volontà, perché nel nostro cuore non venga mai meno il coraggio per affrontare le prove che incontriamo nella vita. Per Cristo nostro Signore.

Lega, stretta sugli aiuti agli immigrati

Paolo Mosanghini
Pronte un’interrogazione a Tondo e la segnalazione alla Corte dei conti. La legge prevede incentivi anche per chi mantiene la famiglia all’estero
UDINE. I benefici della Carta famiglia (soprattutto sconti sulle bollette) sono estesi anche agli stranieri che, pur essendo in regola e risiedendo in regione, hanno moglie e figli nel paese d’origine. E la Lega s’indigna e apre un nuovo fronte puntando contro gli immigrati. I consiglieri regionali del Carroccio hanno “scoperto” che la direzione del Servizio per la famiglia ha dato ai Comuni la spiegazione per l’applicazione delle norme per la Carta famiglia.
Le modalità vengono contestate dalla Lega che sta preparando due interrogazioni. «Secondo la direzione regionale è sufficiente che in Friuli Venezia Giulia risieda un genitore, i figli possono abitare anche altrove, ciò non toglie i benefici previsti. Adesso la misura è colma», tuona il capogruppo Danilo Narduzzi. «Stiamo preparando due interrogazioni per capire, perché questi privilegi vadano erogati a chi lavora qui, ma ha i figli che vanno a scuola in Bangladesh», dice Narduzzi, anticipando le interrogazioni al presidente della giunta Renzo Tondo. Il Carroccio, che di questi temi ha fatto il cavallo di battaglia, è pronto a presentare esposti alla Corte dei conti e alla Procura della repubblica. La circolare del Servizio politiche per la famiglia, in merito ai figli iscritti all’anagrafe come conviventi, insiste sulla misura dell’interpretazione piú estensiva e spiega ai Comuni che «possono anche limitarsi a prendere atto di quanto compare sul permesso di soggiorno o sulla carta di soggiorno dei richiedenti, o sul nulla osta della Questura al ricongiungimento familiare, oppure su documentazione similare, ove viene riportata l’effettiva presenza di figli nel nucleo familiare del titolare, concedendo nei casi citati la Carta Famiglia e i relativi benefici», afferma Narduzzi. Una circolare che il Carroccio contesta. «Non si verifica neppure quanti figli ha una persona straniera che chiede di poter accedere ai benefici? Le interpretazioni che vengono date mi sembra che tendano a scavalcare le norme», è la denuncia di Narduzzi.
La Lega contesta anche l’applicazione dei punteggi per l’assegnazione della case Ater. «Si fa riferimento a chi risiede in Italia da dieci anni oppure da cinque in regione. Non è cosí. Uno straniero deve abitare in Friuli Venezia Giulia da almeno cinque, complessivamente dieci in Italia. Se le Ater continueranno a fare diversamente, come mi dicono accada in questi giorni, faremo una segnalazione alle autorità», avverte Narduzzi.
Sono quasi dodicimila le domande già presentate per il rilascio della Carta famiglia nel 2008 e nelle prime settimane del 2009: 2178 in provincia di Gorizia, 1363 in provincia di Pordenone, 4042 in provincia di Udine e 4392 in provincia di Trieste. Di queste, quelle presentate da genitori non cittadini italiani o comunitari, corrispondono complessivamente alla media delle presenze di extracomunitari presenti nelle diverse zone del territorio regionale, ovvero circa il 7 per cento del totale. Sono, invece, qualche migliaio, le domande relative all’ottenimento del contributo sulla spesa delle bollette dell’energia elettrica per l’anno 2008 il cui ammontare, non ancora definitivamente fissato dalla giunta regionale, sarà orientativamente di euro 200 per i nuclei con un figlio, 300 per quelli con due figli, 500 per quelli con tre o piú figli.

Fonte: espresso.repubblica.it/

Realizzare nella storia ciò che Maria annuncia nel "Magnificat"





Pubblichiamo la relazione che Mons. Lucio Soravito de Franceschi, Vescovo di Adria e Rovigo, ha rilasciato a tutto il pubblico ed esposto stasera nell'auditorium San Zorz.
E' una relazione che il Vescovo ha invitato a discutere e rimeditare anche in seguito, anche fuori dalle solite sedi istituzionali.

"Gesù, dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, ebbe fame" (Mt 4,2)

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE
BENEDETTO XVI
PER LA QUARESIMA 2009


Cari fratelli e sorelle!

All'inizio della Quaresima, che costituisce un cammino di più intenso allenamento spirituale, la Liturgia ci ripropone tre pratiche penitenziali molto care alla tradizione biblica e cristiana - la preghiera, l'elemosina, il digiuno - per disporci a celebrare meglio la Pasqua e a fare così esperienza della potenza di Dio che, come ascolteremo nella Veglia pasquale, "sconfigge il male, lava le colpe, restituisce l'innocenza ai peccatori, la gioia agli afflitti. Dissipa l'odio, piega la durezza dei potenti, promuove la concordia e la pace" (Preconio pasquale). Nel consueto mio Messaggio quaresimale, vorrei soffermarmi quest'anno a riflettere in particolare sul valore e sul senso del digiuno. La Quaresima infatti richiama alla mente i quaranta giorni di digiuno vissuti dal Signore nel deserto prima di intraprendere la sua missione pubblica. Leggiamo nel Vangelo: "Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame" (Mt 4,1-2). Come Mosè prima di ricevere le Tavole della Legge (cfr Es 34,28), come Elia prima di incontrare il Signore sul monte Oreb (cfr 1 Re 19,8), così Gesù pregando e digiunando si preparò alla sua missione, il cui inizio fu un duro scontro con il tentatore.

Possiamo domandarci quale valore e quale senso abbia per noi cristiani il privarci di un qualcosa che sarebbe in se stesso buono e utile per il nostro sostentamento. Le Sacre Scritture e tutta la tradizione cristiana insegnano che il digiuno è di grande aiuto per evitare il peccato e tutto ciò che ad esso induce. Per questo nella storia della salvezza ricorre più volte l'invito a digiunare. Già nelle prime pagine della Sacra Scrittura il Signore comanda all'uomo di astenersi dal consumare il frutto proibito: "Tu potrai mangiare di tutti gli alberi del giardino, ma dell'albero della conoscenza del bene e del male non devi mangiare perché, nel giorno in cui tu ne mangerai, certamente dovrai morire" (Gn 2,16-17). Commentando l'ingiunzione divina, san Basilio osserva che "il digiuno è stato ordinato in Paradiso", e "il primo comando in tal senso è stato dato ad Adamo". Egli pertanto conclude: "Il 'non devi mangiare' è, dunque, la legge del digiuno e dell'astinenza" (cfr Sermo de jejunio: PG 31, 163, 98). Poiché tutti siamo appesantiti dal peccato e dalle sue conseguenze, il digiuno ci viene offerto come un mezzo per riannodare l'amicizia con il Signore. Così fece Esdra prima del viaggio di ritorno dall'esilio alla Terra Promessa, invitando il popolo riunito a digiunare "per umiliarci - disse - davanti al nostro Dio" (8,21). L'Onnipotente ascoltò la loro preghiera e assicurò il suo favore e la sua protezione. Altrettanto fecero gli abitanti di Ninive che, sensibili all'appello di Giona al pentimento, proclamarono, quale testimonianza della loro sincerità, un digiuno dicendo: "Chi sa che Dio non cambi, si ravveda, deponga il suo ardente sdegno e noi non abbiamo a perire!" (3,9). Anche allora Dio vide le loro opere e li risparmiò.

Nel Nuovo Testamento, Gesù pone in luce la ragione profonda del digiuno, stigmatizzando l'atteggiamento dei farisei, i quali osservavano con scrupolo le prescrizioni imposte dalla legge, ma il loro cuore era lontano da Dio. Il vero digiuno, ripete anche altrove il divino Maestro, è piuttosto compiere la volontà del Padre celeste, il quale "vede nel segreto, e ti ricompenserà" (Mt 6,18). Egli stesso ne dà l'esempio rispondendo a satana, al termine dei 40 giorni passati nel deserto, che "non di solo pane vivrà l'uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio" (Mt 4,4). Il vero digiuno è dunque finalizzato a mangiare il "vero cibo", che è fare la volontà del Padre (cfr Gv 4,34). Se pertanto Adamo disobbedì al comando del Signore "di non mangiare del frutto dell'albero della conoscenza del bene e del male", con il digiuno il credente intende sottomettersi umilmente a Dio, confidando nella sua bontà e misericordia.

Troviamo la pratica del digiuno molto presente nella prima comunità cristiana (cfr At 13,3; 14,22; 27,21; 2 Cor 6,5). Anche i Padri della Chiesa parlano della forza del digiuno, capace di tenere a freno il peccato, reprimere le bramosie del "vecchio Adamo", ed aprire nel cuore del credente la strada a Dio. Il digiuno è inoltre una pratica ricorrente e raccomandata dai santi di ogni epoca. Scrive san Pietro Crisologo: "Il digiuno è l'anima della preghiera e la misericordia la vita del digiuno, perciò chi prega digiuni. Chi digiuna abbia misericordia. Chi nel domandare desidera di essere esaudito, esaudisca chi gli rivolge domanda. Chi vuol trovare aperto verso di sé il cuore di Dio non chiuda il suo a chi lo supplica" (Sermo 43: PL 52, 320. 332).

Ai nostri giorni, la pratica del digiuno pare aver perso un po' della sua valenza spirituale e aver acquistato piuttosto, in una cultura segnata dalla ricerca del benessere materiale, il valore di una misura terapeutica per la cura del proprio corpo. Digiunare giova certamente al benessere fisico, ma per i credenti è in primo luogo una "terapia" per curare tutto ciò che impedisce loro di conformare se stessi alla volontà di Dio. Nella Costituzione apostolica Pænitemini del 1966, il Servo di Dio Paolo VI ravvisava la necessità di collocare il digiuno nel contesto della chiamata di ogni cristiano a "non più vivere per se stesso, ma per colui che lo amò e diede se stesso per lui, e ... anche a vivere per i fratelli" (cfr Cap. I). La Quaresima potrebbe essere un'occasione opportuna per riprendere le norme contenute nella citata Costituzione apostolica, valorizzando il significato autentico e perenne di quest'antica pratica penitenziale, che può aiutarci a mortificare il nostro egoismo e ad aprire il cuore all'amore di Dio e del prossimo, primo e sommo comandamento della nuova Legge e compendio di tutto il Vangelo (cfr Mt 22,34-40).

La fedele pratica del digiuno contribuisce inoltre a conferire unità alla persona, corpo ed anima, aiutandola ad evitare il peccato e a crescere nell'intimità con il Signore. Sant'Agostino, che ben conosceva le proprie inclinazioni negative e le definiva "nodo tortuoso e aggrovigliato" (Confessioni, II, 10.18), nel suo trattato L'utilità del digiuno, scriveva: "Mi dò certo un supplizio, ma perché Egli mi perdoni; da me stesso mi castigo perché Egli mi aiuti, per piacere ai suoi occhi, per arrivare al diletto della sua dolcezza" (Sermo 400, 3, 3: PL 40, 708). Privarsi del cibo materiale che nutre il corpo facilita un'interiore disposizione ad ascoltare Cristo e a nutrirsi della sua parola di salvezza. Con il digiuno e la preghiera permettiamo a Lui di venire a saziare la fame più profonda che sperimentiamo nel nostro intimo: la fame e sete di Dio.

Al tempo stesso, il digiuno ci aiuta a prendere coscienza della situazione in cui vivono tanti nostri fratelli. Nella sua Prima Lettera san Giovanni ammonisce: "Se uno ha ricchezze di questo mondo e vedendo il suo fratello in necessità gli chiude il proprio cuore, come rimane in lui l'amore di Dio?" (3,17). Digiunare volontariamente ci aiuta a coltivare lo stile del Buon Samaritano, che si china e va in soccorso del fratello sofferente (cfr Enc. Deus caritas est, 15). Scegliendo liberamente di privarci di qualcosa per aiutare gli altri, mostriamo concretamente che il prossimo in difficoltà non ci è estraneo. Proprio per mantenere vivo questo atteggiamento di accoglienza e di attenzione verso i fratelli, incoraggio le parrocchie ed ogni altra comunità ad intensificare in Quaresima la pratica del digiuno personale e comunitario, coltivando altresì l'ascolto della Parola di Dio, la preghiera e l'elemosina. Questo è stato, sin dall'inizio, lo stile della comunità cristiana, nella quale venivano fatte speciali collette (cfr 2 Cor 8-9; Rm 15, 25-27), e i fedeli erano invitati a dare ai poveri quanto, grazie al digiuno, era stato messo da parte (cfr Didascalia Ap., V, 20,18). Anche oggi tale pratica va riscoperta ed incoraggiata, soprattutto durante il tempo liturgico quaresimale.

Da quanto ho detto emerge con grande chiarezza che il digiuno rappresenta una pratica ascetica importante, un'arma spirituale per lottare contro ogni eventuale attaccamento disordinato a noi stessi. Privarsi volontariamente del piacere del cibo e di altri beni materiali, aiuta il discepolo di Cristo a controllare gli appetiti della natura indebolita dalla colpa d'origine, i cui effetti negativi investono l'intera personalità umana. Opportunamente esorta un antico inno liturgico quaresimale: "Utamur ergo parcius, / verbis, cibis et potibus, / somno, iocis et arctius / perstemus in custodia - Usiamo in modo più sobrio parole, cibi, bevande, sonno e giochi, e rimaniamo con maggior attenzione vigilanti".

Cari fratelli e sorelle, a ben vedere il digiuno ha come sua ultima finalità di aiutare ciascuno di noi, come scriveva il Servo di Dio Papa Giovanni Paolo II, a fare di sé dono totale a Dio (cfr Enc. Veritatis splendor, 21). La Quaresima sia pertanto valorizzata in ogni famiglia e in ogni comunità cristiana per allontanare tutto ciò che distrae lo spirito e per intensificare ciò che nutre l'anima aprendola all'amore di Dio e del prossimo. Penso in particolare ad un maggior impegno nella preghiera, nella lectio divina, nel ricorso al Sacramento della Riconciliazione e nell'attiva partecipazione all'Eucaristia, soprattutto alla Santa Messa domenicale. Con questa interiore disposizione entriamo nel clima penitenziale della Quaresima. Ci accompagni la Beata Vergine Maria, Causa nostrae laetitiae, e ci sostenga nello sforzo di liberare il nostro cuore dalla schiavitù del peccato per renderlo sempre più "tabernacolo vivente di Dio". Con questo augurio, mentre assicuro la mia preghiera perché ogni credente e ogni comunità ecclesiale percorra un proficuo itinerario quaresimale, imparto di cuore a tutti la Benedizione Apostolica.

Dal Vaticano, 11 Dicembre 2008

BENEDICTUS PP. XVI

Confermano il battesimo....










Oggi 22 febbraio

Sua Ecc. Mons. Pietro Brollo

conferirà il Sacramento della Confermazione

a quaranta ragazzi delle nostre comunità

Baldo Maddalena,

Bellan Martina,

Bergagna Alberto,

Bidoggia Luca,

Bolzan Giulia,

Cargnello Martina,

Colautti Erica,

Colavin Francesca,

Dean Ilaria,

Del Piccolo Dennis, Del Sal Beatrice, Delponte Stefania, Denittis Elisa, Dose Samantha, Flaugnacco Michela, Gori Elisabetta, Iuan Denise, Malisan Andrea, Marchi Martina, Marchiori Marco, Mazzilli Chiara, Monacelli Jessica, Mongera Stefania, Monte Cecilia, Moro Edoardo, Nonis Michele, Pelizzon Raffaella, Pellizzoni Marta, Pesarin Tobia, Pesce Stefano Nicola,

Pippia Eleonora,

Ponte Monetti Barbara,

Pulvirenti Lorenzo Giovanni,

Roson Michela,

Salvador Elena,

Sinigaglia Simone,

Tambalo Kim,

Taverna Turisan Elisa,

Tomasello Claudia,

Vindigni Matteo.

Domenica 22 febbraio 2008


VII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)

PRIMA LETTURA (Is 43,18-19.21-22.24-25)
Per amore di me stesso non ricordo più i tuoi peccati.

Dal libro del profeta Isaìa

Così dice il Signore:
«Non ricordate più le cose passate,
non pensate più alle cose antiche!
Ecco, io faccio una cosa nuova:
proprio ora germoglia, non ve ne accorgete?
Aprirò anche nel deserto una strada,
immetterò fiumi nella steppa.
Il popolo che io ho plasmato per me
celebrerà le mie lodi.
Invece tu non mi hai invocato, o Giacobbe;
anzi ti sei stancato di me, o Israele.
Tu mi hai dato molestia con i peccati,
mi hai stancato con le tue iniquità.
Io, io cancello i tuoi misfatti per amore di me stesso,
e non ricordo più i tuoi peccati».
Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 40)
Rit: Rinnovaci, Signore, con il tuo perdono.

Beato l’uomo che ha cura del debole:
nel giorno della sventura il Signore lo libera.
Il Signore veglierà su di lui,
lo farà vivere beato sulla terra,
non lo abbandonerà in preda ai nemici. Rit:

Il Signore lo sosterrà sul letto del dolore;
tu lo assisti quando giace ammalato.
Io ho detto: «Pietà di me, Signore,
guariscimi: contro di te ho peccato». Rit:

Per la mia integrità tu mi sostieni
e mi fai stare alla tua presenza per sempre.
Sia benedetto il Signore, Dio d’Israele,
da sempre e per sempre. Amen, amen. Rit:

SECONDA LETTURA (2Cor 1,18-22)
Gesù non fu «sì» e «no», ma in lui vi fu il «sì».

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Fratelli, Dio è testimone che la nostra parola verso di voi non è «sì» e «no». Il Figlio di Dio, Gesù Cristo, che abbiamo annunciato tra voi, io, Silvano e Timòteo, non fu «sì» e «no», ma in lui vi fu il «sì».
Infatti tutte le promesse di Dio in lui sono «sì». Per questo attraverso di lui sale a Dio il nostro «Amen» per la sua gloria.
È Dio stesso che ci conferma, insieme a voi, in Cristo e ci ha conferito l’unzione, ci ha impresso il sigillo e ci ha dato la caparra dello Spirito nei nostri cuori.
Parola di Dio

Canto al Vangelo (Lc 4,18)
Alleluia, alleluia.
Il Signore mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,
a proclamare ai prigionieri la liberazione.
Alleluia.

VANGELO (Mc 2,1-12)
Il Figlio dell’uomo ha il potere di perdonare i peccati sulla terra.

+ Dal Vangelo secondo Marco

Gesù entrò di nuovo a Cafàrnao, dopo alcuni giorni. Si seppe che era in casa e si radunarono tante persone che non vi era più posto neanche davanti alla porta; ed egli annunciava loro la Parola.
Si recarono da lui portando un paralitico, sorretto da quattro persone. Non potendo però portarglielo innanzi, a causa della folla, scoperchiarono il tetto nel punto dove egli si trovava e, fatta un’apertura, calarono la barella su cui era adagiato il paralitico. Gesù, vedendo la loro fede, disse al paralitico: «Figlio, ti sono perdonati i peccati».
Erano seduti là alcuni scribi e pensavano in cuor loro: «Perché costui parla così? Bestemmia! Chi può perdonare i peccati, se non Dio solo?». E subito Gesù, conoscendo nel suo spirito che così pensavano tra sé, disse loro: «Perché pensate queste cose nel vostro cuore? Che cosa è più facile: dire al paralitico “Ti sono perdonati i peccati”, oppure dire “Àlzati, prendi la tua barella e cammina”? Ora, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere di perdonare i peccati sulla terra, dico a te – disse al paralitico –: àlzati, prendi la tua barella e va’ a casa tua».
Quello si alzò e subito prese la sua barella e sotto gli occhi di tutti se ne andò, e tutti si meravigliarono e lodavano Dio, dicendo: «Non abbiamo mai visto nulla di simile!».

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Il Padre si prende cura di noi, non solo del nostro corpo, ma anche dello spirito, e ci offre il perdono delle nostre colpe. Preghiamo ricordando con umiltà di essere anche noi peccatori bisognosi della sua misericordia.
Preghiamo insieme e diciamo: ascoltaci, Signore
1. Per la Chiesa, perché porti a tutti gli uomini il messaggio del perdono e della conversione, in spirito di umiltà e di servizio. Per questo preghiamo.

.
2. Per i governanti dei popoli, perché non si chiudano nella ricerca del benessere materiale delle proprie nazioni, ma lavorino per il rispetto della dignità e dei valori spirituali della persona. Per questo preghiamo.

3. Per le nostre famiglie, perché vivano nel loro interno il messaggio di misericordia del Vangelo, in uno stile di perdono reciproco. Per questo preghiamo.

4. Per noi, che partecipiamo all'Eucaristia, perché sappiamo vivere con fede il sacramento della riconciliazione e ci lasciamo trasformare dal suo perdono. Per questo preghiamo.

5. Per i giovani che oggi ricevono il sacramento della cresima: perché, assistiti dallo Spirito Santo diventino adulti nella fede e nella carità verso i loro fratelli. Per questo preghiamo.

6. Per i nostri fratelli BIDOGGIA PIO, MONTE TERESA CHIARUTTINI e CRODA AUGUSTA CARGNELUTTI che Dio ha reso partecipi del Mistero Pasquale di Cristo, perché vivano in eterno la comunione dei santi in paradiso. Per questo preghiamo.



O Padre, tu che in Gesù offri a tutti la tua grazia, concedi a noi tutti la remissione dei peccati, per poter essere capaci di perdonare anche noi le colpe di coloro che ci hanno ferito nell'amore. Per Cristo nostro Signore.

Radiovaticana e GMG

Pellegrinaggio dei giovani spagnoli per ricevere la Croce e l'icona della GMG

◊ Il 5 aprile, domenica delle Palme, Benedetto XVI consegnerà la croce e l'icona della Giornata Mondiale della Gioventù ai giovani dell’arcidiocesi di Madrid che nell’estate del 2011 ospiterà l’edizione internazionale della Gmg. Come tradizione - riferisce l'agenzia Sir - la consegna avverrà nel corso di una celebrazione in piazza san Pietro. Per prepararsi al meglio a questo evento il Servizio di pastorale giovanile dell’arcidiocesi di Madrid ha organizzato un pellegrinaggio a Roma, per i giovani dai 15 anni in su che, si legge in un comunicato della stessa diocesi, “si sentono chiamati a impegnarsi nell’organizzazione e nella celebrazione della Gmg del 2011”. Il programma delle manifestazioni previste a Roma, avrà inizio venerdì 3 aprile con una messa (alle 20) nella chiesa di san Lorenzo in Damaso, il cui titolo appartiene al cardinale Antonio María Rouco Varela, arcivescovo di Madrid. Il giorno seguente sarà dedicato interamente alla preghiera e al sacramento della Riconciliazione mentre domenica 5 aprile, al mattino, i giovani partecipanti al pellegrinaggio si ritroveranno in piazza san Pietro per la consegna della Croce e dell’icona. Sarà, invece, una giornata mariana quella del 7 aprile con i giovani che si recheranno a Pompei. Per consentire a quante più persone di partecipare, l’arcidiocesi madrilena ha messo in campo diverse offerte: tre possibilità con viaggio in aereo, e due in bus. (R.P.)

Snia annaspa dopo annucio perdite 2008


(Teleborsa) - Roma, 16 feb - Continua a soffrire la Snia nella tarda mattinata, dopo un esordfio già difficile. La società, le cui azioni cedono sul listino il 3,2 a 0,1393 euro, ha fornito venerdì un aggiornamento sulla della situaizone economico-finanziaria, rilevando che la situazione è tale da farla ricadere nella fattispecie prevista dalla legge, che comporta la convocazione dell'assemblea per le deliberazioni inerenti (articolo 2446 del codice civile).
Infatti, il Consiglio di Amministrazione di Snia, fermo restando l'adeguatezza del fondo destinato alle bonifiche ambientali per i siti di Torviscosa e Brescia, ha rilevato che la situaizone economica al 31 dicembre 2008 evidenzia una perdita pari a 19 milioni di euro, riconducibile per 3,6 milioni di euro alla gestione ordinaria, mentre per 15,3 milioni di euro alla svalutazione dei crediti commerciali e finanziari vantati nei confronti di Caffaro S.r.l. (per 10,1 milioni di euro) e di Caffaro Chimica S.r.l. (per 5,2 milioni di euro), entrambe recentemente poste in liquidazione.
Pertanto la perdita complessiva per l'esercizio 2008 di Snia pari a 19 milioni di euro, sommata alle perdite in precedenza riportate a nuovo, portano ad un ammontare complessivo di euro 35,4 milioni, che supera il terzo del capitale sociale e fa ricadere la Società nella fattispecie di cui all'art. 2446.
Il Consiglio di Amministrazione ha dunque conferito mandato al Presidente di Snia S.p.A., Giorgio Barosco, di convocare l'Assemblea degli Azionisti della Società per gli opportuni provvedimenti.
Per quanto concerne la prevedibile evoluzione della gestione nel prossimo triennio, il Consiglio di Amministrazione di Snia sarà chiamato ad approvare un piano di sviluppo dell'attività della Società. Tuttavia, la società precisa che, in considerazione del breve periodo di tempo trascorso dall'insediamento del nuovo organo amministrativo, può, ad oggi, solo ipotizzare le linee guida di tale piano, nell'ambito del quale saranno previsti il sostegno alle partecipate che sono in continuità aziendale, l'effettuazione di ulteriori investimenti nel settore oleochimico e una riduzione dei costi operativi delle società del Gruppo.

Fonte: finanza.repubblica.it

Radiovaticana: Convegno dei vescovi Amici dei Focolari


Testimoniare Cristo nella società al centro del Convegno dei vescovi Amici dei Focolari

◊ “La presenza di Gesù da lui promessa quando “due o più” sono riuniti nel suo nome” (Mt 18, 20), è stato il tema centrale del convegno internazionale promosso dal Movimento dei Focolari, che si è concluso a Castel Gandolfo, a cui hanno partecipato 75 vescovi di 40 nazioni. L’evento è stato incoraggiato anche dal Santo Padre, che nel saluto rivolto ai vescovi al termine dell’udienza generale in piazza San Pietro mercoledì scorso, si è detto “lieto di questa opportunità che vi è offerta per confrontare esperienze ecclesiali di diverse zone del mondo”. I momenti più importanti di questa settimana di riflessioni, caratterizzata anzitutto dalla fraterna comunione fra i vescovi, sono elencati nel comunicato finale diffuso alla stampa, che racconta, fra l’atro, dell’apertura del convegno dedicata ad un’ampia analisi delle sfide con le quali i pastori oggi si devono confrontare: “Assistiamo a un collasso della società occidentale - ha detto cardinale Miloslav Vlk, arcivescovo di Praga e coordinatore di questi Convegni - con le tremende conseguenze che ne vengono per la vita di miliardi di persone e che mettono da tempo in difficoltà anche il Popolo di Dio. Assistiamo a quella che Giovanni Paolo II e altri hanno chiamato la “notte oscura epocale”. “Che cosa ci può dare speranza in questa situazione?” si è poi domandato il cardinale, esprimendo la convinzione che questo quadro globale “esige una concentrazione sull’essenziale, che ci porterà alla presenza viva di Cristo in mezzo a due o più, a cellule vive in sempre più punti: nelle comunità parrocchiali, nelle famiglie, nei piccoli gruppi, nelle curie diocesane, nelle scuole, nei parlamenti”. Tutto questo è una risposta alla crescente carenza di relazionalità, secondo la sociologa Vera Araujo, che ha affrontato il fenomeno della globalizzazione. Carenza di relazionalità, frutto di un individualismo esasperato che lascia spazio solo a relazioni superficiali, casuali o virtuali. Da qui la necessità di trovare risposte adeguate e di saper reagire in modo costruttivo alla crescente interdipendenza e molteplicità di religioni, razze, lingue, culture. In questa direzione la testimonianza della cittadella internazionale di Loppiano e del nascente Istituto Universitario “Sophia” (Firenze), cui i vescovi hanno fatto visita. Un altro momento saliente del convegno è stata infine la presentazione dell’esperienza di una cellula di vita cristiana in un contesto del tutto laico, vissuta da un gruppo di 30 laici, medici, infermieri e amministratori di un policlinico universitario romano, che hanno offerto ai vescovi un modello di relazioni capaci di incidere nell’ambiente ordinario del lavoro. (M.G.)

Calendario settimanale 15 febbraio 2009

Commento alla parola 15 febbraio 2009



Gesù tocca un lebbroso



Il racconto della guarigione del lebbroso da parte di Gesù è narrato dall’evangelista secondo uno schema semplice: la presentazione del caso (v. 40), il gesto di Gesù che opera la guarigione (v. 41), la constatazione che l’implorato miracolo da parte del malato si è compiuto (v. 42). La catechesi del testo risulta assai semplice: la guarigione dal male è sempre legata alla fede della persona del malato. Egli deve prima prendere coscienza della propria situazione di impotenza e, di conseguenza, deve affidarsi alla potenza del Signore. Tutto e sempre è dono di Dio e la stessa salvezza, pur richiedendo la collaborazione umana, è opera di Dio, che agisce in forza della fede dell’uomo.

Il fatto poi che la guarigione sia quella di un lebbroso riveste un significato particolare: guarire dalla lebbra era uno dei grandi segni attesi per il tempo messianico. Era giunto il tempo della venuta del Messia in cui l’uomo veniva restituito completamente nella sua dignità umana, nella sua integrità di corpo e di spirito. Ma Gesù, con il suo munifico gesto con il quale tocca e guarisce il malato, vuole anche insegnare che il lebbroso non è un maledetto o un castigato da Dio, bensì una creatura amata dal suo Signore, perché la vera lebbra o impurità non è quella fisica, ma quella del cuore. Gesù non fa differenze di persone. Egli chiama tutti indistintamente al suo amore misericordioso perché ogni uomo è figlio di Dio e degno di salvezza e di amore.

RIFLESSIONE

Cristo, nella guarigione del lebbroso, ci si presenta come colui che “rompe” e abbatte autoritativamente tutte le barriere che ostacolano una incarnazione d’amore più completa e totale. È da meditare il termine greco utilizzato dall’evangelista. Esso esprime una tenerezza, una compassione, una sensibilità “materna” e “al femminile”: quella che sente la madre per il suo figlio. Le vibrazioni del cuore di Cristo rispetto ai dolori e alle tribolazioni che affliggono l’uomo sono talmente “sentite” che imitano piuttosto quelle della Donna, che si fa vittima-schiava-serva del Figlio che soffre. Nessuna Madre ha sofferto e si è lasciata coinvolgere dal soffrire umano più profondamente di Gesù.

Viene da pensare al celebre capitolo 53 di Isaia, dove il profeta descrive - in una delle sue pagine più suggestive - l’«uomo dei dolori esperto nel soffrire», che veramente «ha preso su di sé le nostre sciagure» e le nostre angosce. Il dolore, così, “toccato” da Cristo, diventa - per così dire - un fatto “sacramentale” e un evento di grazia: utile e santificante non solo per chi soffre, ma anche per tutto il corpo della comunità ecclesiale. Diventa evento di salvezza e di risurrezione “personale-collettivo”: il ‘tocco’ di Cristo lo ha caricato di energia divina.

PREGHIERA

Cristo, tu hai santificato il dolore umano

con la tua vita e con la tua parola.

Tu hai detto: «Se il chicco di frumento, affidato alla terra, non muore, rimane solo...». Hai detto: «Voi piangerete e avrete da tribolare; il mondo, invece, si divertirà». Hai detto ancora: «Se uno vuole venire dietro a me,

la smetta di pensare solo a se stesso,

prenda quotidianamente la sua croce

in santa pace e mi segua».

Per mezzo dei tuoi apostoli ci hai ripetuto: per essere meno indegni di entrare nel regno della vita, bisogna passare attraverso molte tribolazioni. Gesù, i tuoi seguaci hanno confermato questa via come quella “règia” per entrare nell’eternità, dove ritroveremo le tribolazioni della vita presente trasformate in gloria e tu ci hai assicurato: «Fatevi coraggio, questa gloria eterna

nessuno ve la potrà rapire!».

Ci crediamo, Gesù!

Ma tu aiutaci a tirar avanti

nelle molte tribolazioni e stanchezze quotidiane.

Aiutaci almeno a saper sopportare la pesantezza, il “martirio bianco” della quotidianità. Aiutaci a saper sopportare la vita con le sue sconfitte e delusioni, con le sue angosce e i problemi. Crediamo, Signore, ma aumenta in noi la fede, affinché, credendo di più, speriamo anche di più: e sperando di più, amiamo anche di più! Così è e così sia!

Facciamo il punto sulla snia

Snia: le perdite della società superano un terzo del capitale sociale

Il Cda di Snia ha esaminato la situazione patrimoniale ed economica della società, aggiornata al 31 dicembre 2008.
Fermo restando l’adeguatezza del fondo destinato da Snia alle bonifiche ambientali per i siti di Torviscosa e Brescia, come confermato dalle perizie giurate recentemente ricevute, la situazione patrimoniale ed economica di Snia al 31 dicembre 2008 evidenzia una perdita pari a 19 milioni di euro, riconducibile per 3,6 milioni di euro alla gestione ordinaria, mentre per 15,3 milioni di euro alla svalutazione dei crediti commerciali e finanziari vantati nei confronti di Caffaro (per 10,1 milioni di euro) e di Caffaro Chimica (per 5,2 milioni di euro), entrambe recentemente poste in liquidazione.
Pertanto la perdita complessiva per l’esercizio 2008 di Snia pari a 19 milioni di euro, sommata alle perdite in precedenza riportate a nuovo, portano ad un ammontare complessivo di euro 35,4 milioni, che supera il terzo del capitale sociale, pari attualmente a 51.714.380 euro, e fa ricadere la Società nella
fattispecie di cui all’art. 2446, comma 1, c.c..
Il Cda ha dunque conferito mandato al Presidente di Snia, Giorgio Barosco, di convocare l’Assemblea degli Azionisti della Società per gli opportuni provvedimenti.
Per quanto concerne la prevedibile evoluzione della gestione nel prossimo triennio, il Cda sarà chiamato ad approvare un piano di sviluppo dell’attività della Società.
In considerazione del breve periodo di tempo trascorso dall’insediamento del nuovo organo amministrativo, Snia può, ad oggi, solo ipotizzare le linee guida di tale piano, nell’ambito del quale saranno previsti il sostegno alle partecipate che sono in continuità aziendale, l’effettuazione di ulteriori investimenti nel settore oleochimico e una riduzione dei costi operativi delle società del Gruppo.
Si rende noto, infine, che la relazione

Fonte: www.trend-online.com

Domenica 15 febbraio 2008



VI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)


PRIMA LETTURA (Lv 13,1-2.45-46)
Il lebbroso se ne starà solo, abiterà fuori dell’accampamento.
Dal libro del Levìtico

Il Signore parlò a Mosè e ad Aronne e disse:
«Se qualcuno ha sulla pelle del corpo un tumore o una pustola o macchia bianca che faccia sospettare una piaga di lebbra, quel tale sarà condotto dal sacerdote Aronne o da qualcuno dei sacerdoti, suoi figli.
Il lebbroso colpito da piaghe porterà vesti strappate e il capo scoperto; velato fino al labbro superiore, andrà gridando: “Impuro! Impuro!”.
Sarà impuro finché durerà in lui il male; è impuro, se ne starà solo, abiterà fuori dell’accampamento».
Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 31)
Rit: Tu sei il mio rifugio, mi liberi dall’angoscia.
Beato l’uomo a cui è tolta la colpa
e coperto il peccato.
Beato l’uomo a cui Dio non imputa il delitto
e nel cui spirito non è inganno.

Ti ho fatto conoscere il mio peccato,
non ho coperto la mia colpa.
Ho detto: «Confesserò al Signore le mie iniquità»
e tu hai tolto la mia colpa e il mio peccato.

Rallegratevi nel Signore ed esultate, o giusti!
Voi tutti, retti di cuore, gridate di gioia!

SECONDA LETTURA (1Cor 10,31-11,1)
Diventate miei imitatori come io lo sono di Cristo.
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Fratelli, sia che mangiate sia che beviate sia che facciate qualsiasi altra cosa, fate tutto per la gloria di Dio.
Non siate motivo di scandalo né ai Giudei, né ai Greci, né alla Chiesa di Dio; così come io mi sforzo di piacere a tutti in tutto, senza cercare il mio interesse ma quello di molti, perché giungano alla salvezza.
Diventate miei imitatori, come io lo sono di Cristo.
Parola di Dio

Canto al Vangelo (Lc 7,16)
Alleluia, alleluia.
Un grande profeta è sorto tra noi,
e Dio ha visitato il suo popolo.
Alleluia.

VANGELO (Mc 1,40-45)
La lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato.
+ Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, venne da Gesù un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». E subito la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato.
E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno; va’, invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro».
Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte.
Parola del Signore
Preghiera dei fedeli
Il Signore nostro Gesù Cristo ha preso su di sé le nostre sofferenze per farci partecipare alla sua risurrezione. Consapevoli di questo suo dono, rivolgiamo a lui il grido della nostra preghiera.
Preghiamo insieme e diciamo: Risanaci, o Signore!

1. Per la Chiesa e i suoi pastori: manifestino nel loro ministero la presenza di Gesù che si china sui malati e condivide il loro dolore, preghiamo.
2. Per noi: perchè sappiamo vedere nei malati i nostri fratelli che soffrono, cercando di essere loro vicini con amore e sacrificio, preghiamo.
3. Per le autorità politiche ed economiche: si impegnino a combattere le gravi malattie che ancora oggi non hanno sufficienti cure, soprattutto nei luoghi più poveri del mondo, preghiamo.
4. Per i malati di AIDS e per tutte le malattie che, come la lebbra, allontanano le persone: perché la lotta contro il male superi i pregiudizi e le nostre paure, preghiamo.
5. Per la nostra comunità cristiana: guardi con rispetto e serva con delicatezza i malati, gli handicappati, gli anziani, riconoscendo che le loro sofferenze unite a Cristo sono offerte per la nostra salvezza, preghiamo.
6. Per i genitori dei ragazzi che riceveranno la Cresima domenica prossima: perché accompagnino con fede i loro figli verso la celebrazione del sacramento. Preghiamo.
7. Per i nostri fratelli BROCCATO ROMOLO e
ZANFAGNINI MORETTIN TERESINA che Dio ha reso partecipi del Mistero Pasquale di Cristo, perché vivano in eterno la comunione dei santi in paradiso. Preghiamo.


Signore, che hai toccato la mano del lebbroso e l'hai risanato, tocca anche i nostri cuori, liberali dall'egoismo e dall'indifferenza che ci spinge a chiudere gli occhi di fronte al male presente nel mondo. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.

Foglio della Collaborazione Pastorale Di San Giorgio di Nogaro

Vatican News 7 giugno 2026

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