Domenica 20 aprile 2008

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V DOMENICA DI PASQUA (ANNO A)
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Colore liturgico: Bianco

PRIMA LETTURA (At 6,1-7)
Scelsero sette uomini pieni di Spirito Santo.

Dagli Atti degli Apostoli

In quei giorni, aumentando il numero dei discepoli, quelli di lingua greca mormorarono contro quelli di lingua ebraica perché, nell’assistenza quotidiana, venivano trascurate le loro vedove.
Allora i Dodici convocarono il gruppo dei discepoli e dissero: «Non è giusto che noi lasciamo da parte la parola di Dio per servire alle mense. Dunque, fratelli, cercate fra voi sette uomini di buona reputazione, pieni di Spirito e di sapienza, ai quali affideremo questo incarico. Noi, invece, ci dedicheremo alla preghiera e al servizio della Parola».
Piacque questa proposta a tutto il gruppo e scelsero Stefano, uomo pieno di fede e di Spirito Santo, Filippo, Pròcoro, Nicànore, Timone, Parmenàs e Nicola, un prosèlito di Antiòchia. Li presentarono agli apostoli e, dopo aver pregato, imposero loro le mani.
E la parola di Dio si diffondeva e il numero dei discepoli a Gerusalemme si moltiplicava grandemente; anche una grande moltitudine di sacerdoti aderiva alla fede.
Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 32)
Rit: Il tuo amore, Signore, sia su di noi: in te speriamo.

Esultate, o giusti, nel Signore;
per gli uomini retti è bella la lode.
Lodate il Signore con la cetra,
con l’arpa a dieci corde a lui cantate.

Perché retta è la parola del Signore
e fedele ogni sua opera.
Egli ama la giustizia e il diritto;
dell’amore del Signore è piena la terra.

Ecco, l’occhio del Signore è su chi lo teme,
su chi spera nel suo amore,
per liberarlo dalla morte
e nutrirlo in tempo di fame.

SECONDA LETTURA (1Pt 2,4-9)
Voi siete stirpe eletta, sacerdozio regale.

Dalla prima lettera di san Pietro apostolo

Carissimi, avvicinandovi al Signore, pietra viva, rifiutata dagli uomini ma scelta e preziosa davanti a Dio, quali pietre vive siete costruiti anche voi come edificio spirituale, per un sacerdozio santo e per offrire sacrifici spirituali graditi a Dio, mediante Gesù Cristo. Si legge infatti nella Scrittura: «Ecco, io pongo in Sion una pietra d’angolo, scelta, preziosa, e chi crede in essa non resterà deluso».
Onore dunque a voi che credete; ma per quelli che non credono la pietra che i costruttori hanno scartato è diventata pietra d’angolo e sasso d’inciampo, pietra di scandalo.
Essi v’inciampano perché non obbediscono alla Parola. A questo erano destinati. Voi invece siete stirpe eletta, sacerdozio regale, nazione santa, popolo che Dio si è acquistato perché proclami le opere ammirevoli di lui, che vi ha chiamato dalle tenebre alla sua luce meravigliosa.
Parola di Dio

Canto al Vangelo (Gv 14,6)
Alleluia, alleluia.
Io sono la via, la verità e la vita, dice il Signore;
nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.
Alleluia.

VANGELO (Gv 14,1-12)
Io sono la via, la verità e la vita.

+ Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: “Vado a prepararvi un posto”? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via».
Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto».
Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: “Mostraci il Padre”? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere.
Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse.
In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre».
Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Chiediamo al Padre di inondarci con la sua grazia, perché possiamo essere degni del ritorno di Cristo, quando egli verrà e ci prenderà con sé, per portarci dove è lui.
Preghiamo dicendo: Ascoltaci Signore.

1. Perché la Chiesa non ceda alle tentazioni del successo e del potere, ma abbia in Gesù, umile e servo, il suo unico Signore. Preghiamo.
2. Perché i diaconi permanenti, accolti nelle nostre comunità come ministri ordinati, si pongano con passione e impegno al servizio delle necessità della Chiesa. Preghiamo.
3. Perché i cristiani seguano Gesù, la via, fra le tentazioni del mondo, per giungere alla vita eterna e alla beatitudine celeste. Preghiamo.
4. Perché ciascuno di noi si senta pietra viva necessaria all’edificazione della Chiesa, realizzando la missione che Dio ci ha affidato. Preghiamo.
5. Perché nella nostra comunità si vivano l’amore gratuito, l’ascolto e l’aiuto reciproco, nella consapevolezza della presenza del Signore Gesù in mezzo a noi. Preghiamo.

6. Gesù, Ti sei donato perché tutti gli uomini fossero salvi: accogli nel tuo regno il nostro fratello defunto: Moro Silvano che questa settimana ci ha lasciato, per questo ti preghiamo.



Ascolta o Padre le nostre preghiere, perché seguendo la via tracciata da Gesù possiamo sempre meglio conoscere il tuo amore e abbracciare la tua volontà. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.

Morto l'ex azzurro Silvano Moro

Fonte: Rai sport


Nei '50 con Padova divenne uno dei piu' forti mediani italiani


14 aprile 2008


E' morto a 81 anni Silvano Moro, mediano del Padova dal 1955 al 1960, con 190 presenze in serie A e con presenze anche in azzurro. Friulano di San Giorgio di Nogaro, il giocatore debutto' con l'Udinese il 14 ottobre 1951 a Firenze. Nel luglio del '53 fu acquistato dal Milan, poi passo' al Lanerossi Vicenza (serie B). Nel 1955 Moro cedette alla 'corte' di Nereo Rocco, tecnico del Padova e fu la sua fortuna: divenne uno dei piu' forti mediani e fu anche convocato in azzurro dal ct Foni.

3 e 4 Maggio 2008


Forania di Porpetto:


Sabato 3 Maggio presso l'Auditorium “San Zorz”, Piazza Duomo, San Giorgio di Nogaro, ore 20.30 si terrà una conferenza sulla figura della Santa Gianna Beretta Molla(1922- 1962) che Papa Giovanni Paolo II° ha proclamato Beata il 24 Aprile 1994 e ha dichiarato Santa il 16 maggio 2004.

Animeranno la serata Don Livio Carlino, vicario foraneo, che curerà l'introduzione, Madre Virginia Beretta, sorella della Santa, che porterà la sua testimonianza diretta, Angelo e Loretta Venturelli che riferiranno sul tema "Il sorriso di Santa Gianna ci ha permesso di crescere".

Inoltre verrà proiettato il film "La scelta di amare"

Domenica 4 maggio presso la Pieve "San Vincenzo Martire" di Porpetto alle ore 10.00 verrà celebrata una santa Messa con l’intervento di Madre Virginia Beretta.

Santa

Gianna Beretta Molla

Nacque a Magenta (Milano) il 4 ottobre 1922, decima di tredici figli, da due santi genitori, che l’accompagnaro
sapientemente nella crescita umana e cristiana e la portarono a considerare la vita come un dono meraviglioso
di Dio. Studentessa all’Università di Milano e di Pavia, nel 1949 si laureò in medicina e chirurgia. Specializzatasi in
pediatria nel 1952, si donò al servizio dei malati, soprattutto dei bambini.
Sposatasi il 24.09.1955 con l’ing. Pietro Molla, desiderò avere bambini cui donarsi. Ebbe tre figli. Nei primi mesi di
una nuova gestazione, si manifestò in lei un male che non le avrebbe permesso di condurre a termine la gravidanza.
Pronta ad ogni sacrificio, si sottopose ad intervento chirurgico, decisa e implorante di salvare il bimbo, ripeteva: “Sono pronta a tutto, pur di salvare la mia creatura”.
Il 21 Aprile 1962 nacque la quarta bambina: Gianna Emanuela, e il 28 Aprile moriva l’eroica mamma accettando di morire per dire sì alla vita che portava in grembo. Nella sua agonia Gianna ripetè più volte: “Gesù ti amo”.
Sua Santità Giovanni Paolo II l’ha proclamata Beata il 24 Aprile 1994 e l’ha dichiarata Santa il 16 maggio 2004.
La sua festa votiva è il 28 Aprile.

La preghiera scelta dal Comitato organizzatore

promosso dalla Curia Arcivescovile di Milano per

festeggiare la canonizzazione di Gianna ne

focalizza ottimamente la vita, la testimonianza, il

messaggio e la santità.


Dio, che ci sei Padre,

ti diamo lode e ti benediciamo

perché in Santa Gianna Beretta Molla

ci hai donato e fatto conoscere

una donna testimone del Vangelo

come giovane, sposa, madre e medico.

Ti ringraziamo perché,

anche attraverso il dono della sua vita,

ci fai imparare ad accogliere ed onorare ogni

creatura umana.

Tu, Signore Gesù,

sei stato per lei riferimento privilegiato.

Ti ha saputo riconoscere

nella bellezza della natura.

Mentre si interrogava sulla sua scelta di vita,

andava alla ricerca di te e del modo migliore per

servirti.

Attraverso l’amore coniugale si è fatta segno

del tuo amore per la Chiesa e per l’umanità.

Come te, buon samaritano, si è fermata

accanto ad ogni persona malata, piccola e

debole.

Sul tuo esempio e per amore,

ha donato tutta se stessa, generando nuova

vita.

Spirito santo, fonte di ogni perfezione,

dona anche a noi sapienza, intelligenza e

coraggio perché,

sull’esempio di Santa Gianna e per sua

intercessione,

nella vita personale, familiare, professionale,

sappiamo metterci al servizio di ogni uomo e

donna

e crescere così nell’amore e nella santità.

Amen





Commento alla parola domenicale: 13 aprile 2008

Premio Terzani a Fabrizio Gatti per il libro “Bilal”

Fonte UDINE 20

L’associazione Vicino Lontano ha assegnato il premio Tiziano Terzani 2008 a Fabrizio Gatti autore del libro Bilal. Inviato del settimanale L’Espresso, a cui è passato nel 2004 dopo aver a lungo scritto per il Corriere della Sera, deve la sua notorietà alle numerose inchieste condotte sotto copertura. La cerimonia di premiazione si terrà a Udine sabato 17 maggio 2008. Il Premio sarà consegnato al vincitore da Angela Terzani nel corso di una serata speciale, ricca di ospiti e testimonianze.

L’associazione Vicino Lontano ha assegnato il premio Tiziano Terzani 2008 a Fabrizio Gatti autore del libro Bilal. Inviato del settimanale L’Espresso, a cui è passato nel 2004 dopo aver a lungo scritto per il Corriere della Sera, deve la sua notorietà alle numerose inchieste condotte sotto copertura.La cerimonia di premiazione si terrà a Udine sabato 17 maggio 2008. Il Premio sarà consegnato al vincitore da Angela Terzani nel corso di una serata speciale, ricca di ospiti e testimonianze.La giuria del premio Tiziano Terzani ha scelto come vincitore per il 2008 Fabrizio Gatti, autore di Bilal. Nel suo libro si mescolano qualità professionali ormai dimenticate nel giornalismo e rare qualità umane. La fatica fisica con cui accompagna la carovana dolente e instancabile degli immigrati, attraverso i deserti e le frontiere dell’Africa, lo aiuta a conoscere concretamente le umiliazioni, gli inganni, i pericoli, che questi uomini e donne devono affrontare. Gatti racconta senza retorica, e senza soggezione davanti alla “verità” dei rapporti ufficiali. Adotta una nuova identità, prende il nome di Bilal, ma non è un artificio letterario. Il cronista clandestino si confonde con l’emigrante occasionale, si stacca progressivamente dalla cronaca immediata per avvicinarsi alla dimensione corale di una moderna migrazione forzata, di una “corsa” al lavoro, a una vita dignitosa, che coinvolge milioni di uomini provenienti da ogni angolo del pianeta. L’Occidente sembra incapace di vedere, e più ancora di capire con lucidità le ragioni di questa fuga di massa, dove i violenti mettono in ombra gli uomini onesti, normali. Ma i clandestini del terzo millennio – alla ricerca di un mitico passaggio a nord ovest - hanno trovato in Occidente un compagno di viaggio che li ascolta e li guarda con intelligenza e rispetto.

Presidente della Giuria - Angela Staude Terzani

Membri della Giuria - Giulio Anselmi, Toni Capuozzo, Andrea Filippi, Ettore Mo, Valerio Pellizzari, Peter Popham, Paolo Rumiz

Bibal“Bilal – ha dichiarato Angela Terzani – è una sfida alla coscienza dell’Europa e dell’Occidente intero”. Per raccontare la sconvolgente odissea delle migliaia di “nuovi eroi” che inseguono il miraggio di una vita migliore, Gatti ha scelto di viverla in prima persona. Ne ha condiviso rischi e umiliazioni. Ha attraversato il deserto da Agadez, in Niger, fino alle coste del Mediterraneo su camion carichi di uomini, delle loro storie e dei loro destini. E’ divenuto, dall’interno, testimone di una vera e propria tratta, resa ancor più scandalosa dai cinici accordi tra i governi. “Per ogni euro investito nel mercato dei nuovi schiavi – denuncia l’autore - se ne guadagnano milletrecento.

Una giornata per i ministranti

Ministranti in festa a Udine versione testuale
Domenica appuntamento in Seminario per centinaia di chierichetti

UDINE (11 aprile, ore 16.15) La giornata mondiale di preghiera per le vocazioni, che sarà celebrata domenica 13 aprile in tutte le parrocchie, a livello diocesano sarà caratterizzata dalla 24ª Festa dei ministranti.

Saranno diverse centinaia i «chierichetti» che si ritroveranno nel Seminario di Udine per una giornata di preghiera e riflessione all’insegna della gioia ed allegria. Un’occasione unica per ragazzi provenienti da ogni angolo del Friuli anche per conoscersi, scambiarsi esperienze, stringere nuove amicizie.

Il programma prevede l’apertura dei cancelli alla 8.30 e alle 9.30 l’accoglienza e il lancio del tema, «Corro per la via del tuo amore». Lo slogan dell’anno riprende quello della 45° Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni, e rievoca il versetto 32 del Salmo 118: «Corro per la via dei tuoi comandamenti perché hai dilatato il mio cuore». L’essere di corsa è legato a una meta da raggiungere, ad un traguardo da tagliare e la via dell’amore, verso Gesù Cristo, è l’unica in grado di dare un senso profondo a tutta la nostra vita.

Tutti i ministranti si trasferiranno, poi, processionalmente attraverso le vie della città, con le loro vesti, in Cattedrale per la S. Messa alle ore 12, presieduta dall’arcivescovo mons. Pietro Brollo.

Dopo il pranzo al sacco, il pomeriggio sarà interamente dedicato al divertimento con il grande gioco a partire dalle ore 14.30 e poi alle 16.30 un gran finale a sorpresa. Anche quest’anno verranno premiati i gruppi più numerosi e i cartelli di provenienza più belli.

«Sarà come sempre la festa della gioia», dice don Dino Bressan, rettore del Seminario. «Una gioia – sottolinea – fatta di mille volti che nelle proprie comunità donano una parte del proprio tempo per servire il Signore nelle liturgie».

Porto nogaro- Trieste

IN FUTURO POTREBBE OPERARE IN RETE ANCHE CON MONFALCONE
Nasce l'autostrada del mare Porto Nogaro-Trieste versione testuale
Stimati 75 mila camion in meno sulle strade della regione

PORTO NOGARO (10 aprile, ore 14.45) - La prima nave da 19 mila tonnellate di bramme – semilavorati ferrosi destinati al laminatoio Palini e Bertoli, a San Giorgio di Nogaro –, è arrivata oggi all’Adriaterminal a Trieste e, nel giro di una settimana, l’intero carico sarà consegnato al committente, a Porto Nogaro, tramite una nave-chiatta da 3mila tonnellate e una nave da circa 750 tonnellate. Risultato: circa 1360 camion in meno sulla strada («in e out», pari a un totale di 64 mila chilometri di percorrenza).

Si tratta del progetto di cabotaggio tra i porti di Trieste e di Porto Nogaro per il trasporto delle bramme ai laminatoi della zona industriale Aussa Corno avviato in questi giorni dall’agenzia marittima Tradax, di San Giorgio, specializzata nei servizi intermodali di logistica, in particolare in nuovi servizi di collegamento marittimo per il trasporto combinato di merci a corto raggio. Obiettivo: ridurre la congestione stradale, migliorare le prestazioni ambientali del sistema di trasporto, potenziare l’intermodalità contribuendo a una logistica più efficace e sostenibile.

«Nasce così una nuova filiera logistica via mare, alternativa al trasporto via terra – afferma Alessandro Paoluzzi, amministratore delegato Tradax –. Inizialmente il collegamento è tra Trieste e Porto Nogaro, ma è nostro obiettivo coinvolgere al più presto anche il porto di Monfalcone e integrare l’operatività dei tre porti della regione dando così vita a un polo logistico di smistamento bramme che in futuro potrebbe essere interessato anche ad estendere il servizio ad altre commodities o tipologie di materie prime e semilavorati. È questa la strada da percorrere per riqualificare e diversificare l’offerta logistica del Friuli-Venezia Giulia e diventare una rete portuale di riferimento per il Nordest».

Nel questo progetto sono coinvolti tutti gli operatori della filiera, sia istituzionali – l’Autorità portuale di Trieste, la Regione, il Consorzio Aussa Corno – che del mondo economico locale, in primis gli impianti di laminazione, poi la F.lli Midolini Spa che ha preso in concessione l’Adriaterminal lato Nord nel Porto di Trieste (la banchina di cui Porto Nogaro non dispone, con un pescaggio di 12 metri) e l’Impresa portuale Porto Nogaro che opera nella movimentazione merci.

Si stima che i tre laminatoi di San Giorgio di Nogaro – Palini e Bertoli (gruppo Evraz), Marcegaglia, Trametal (gruppo Metinvest) – lavorino 1,2 milioni di tonnellate di bramme l’anno in arrivo dal Porto di Monfalcone, per il 70% circa su gomma e il restante via ferrovia. Si tratta di circa 65 mila camion all’anno (in e out) che fanno la spola tra Monfalcone e la zona industriale Aussa Corno. Inoltre una buona quota parte della lamiera prodotta dai laminatoi esce dagli impianti via camion e si calcola che almeno 120 mila tonnellate del semilavorato, pari ad altri 10 mila camion annui, ritornino a Monfalcone per essere imbarcate.

Per ogni euro investito in attività di cabotaggio l’Unione europea stima 6 euro di ritorno dell’investimento in termini ambientali e sociali. Nel caso specifico – spiegano dalla Tradax –, esiste la concreta possibilità di ridurre gli impatti ambientali e sociali di 75 mila veicoli pesanti in circolazione sulle strade della regione. Oltre ai risvolti occupazionali stimati in 40-50 posti di lavoro, è un punto di forza del progetto anche la garanzia della continuità degli approvvigionamenti per attività a ciclo continuo come quelle degli impianti di laminazione, che potrebbero incrementare la produzione a fronte di una crescente domanda mondiale di semilavorati ferrosi.

Secondo Tradax, la nuova rete logistica soddisferà anche gli incrementi produttivi previsti da Marcegaglia con l’ampliamento dello stabilimento di San Giorgio di Nogaro. Inoltre, i laminatoi potranno usufruire dei vantaggi fiscali e finanziari legati al regime di punto franco, in particolare della dilazione a tasso agevolato, fino a un massimo di sei mesi, per il versamento dell’Iva e delle imposte erariali.

PM10

NEL 2008 GIA' SUPERATI 28 VOLTE I LIMITI DI PM10
Torviscosa, peggiora la qualità dell'aria versione testuale
Wwf del Fvg: impensabile aggiungere nuovi impianti inquinanti

UDINE (10 aprile, ore 16.30) - Appare impensabile ed irresponsabile l’idea di aggiungere nuovi impianti industriali inquinanti a Torviscosa. Lo afferma il Wwf del Friuli-Venezia Giulia, che ha esaminato I DATI rilevati dalle centraline dell’Arpa.
La legge fissa, per il principale degli inquinanti atmosferici, cioè le polveri sottili Pm10 (si tratta di particelle con diametro inferiore a 10 millesimi di millimetro), un limite di 50 microgrammi per metro cubo d’aria per la media giornaliera. Per la media annuale, invece, il limite è pari a 40 microgrammi per metro cubo (scenderà a 20 microgrammi dal 1° gennaio 2010).
Il limite giornaliero può essere superato per non più di 35 giornate nell’arco di un anno solare. Se si superano le 35 giornate, le autorità competenti devono intervenire con un «piano di risanamento della qualità dell’aria», per riportare la situazione sotto controllo.
È proprio l’esame dei dati relativi ai superamenti del limite giornaliero ad allarmare il Wwf. Nei soli primi tre mesi del 2008, infatti, i 50 microgrammi per metro cubo sono stati superati già 28 volte. Nei primi tre mesi del 2007 i superamenti del limite giornaliero erano stati invece 21, e 8 nello stesso periodo del 2006.
Anche i valori delle medie di lungo periodo non sono tranquillizzanti: nel primo trimestre 2008 la media delle Pm10 a Torviscosa è stata pari a 41 microgrammi per metro cubo (40 nello stesso periodo del 2007 e 30 nei primi tre mesi del 2006). Non si tratta ovviamente – ancora – di medie annuali, ma la tendenza appare abbastanza chiara, anche se va tenuto conto dei fattori meteoclimatici, che influiscono molto sui valori medi stagionali.
«I dati dell’Arpa – commenta il Wwf – confermano non soltanto la criticità della situazione relativa alla qualità dell’aria a Torviscosa, ma denunciano anche un’allarmante tendenza al progressivo peggioramento». Le fonti di inquinamento sono rappresentate, com’è noto, dalle emissioni degli impianti industriali, da quelle degli impianti di riscaldamento e da quelle dei mezzi di trasporto, in misura variabile a seconda delle stagioni e del contesto urbanistico e produttivo. «In un piccolo centro come Torviscosa – continua il Wwf – è verosimile che il ruolo determinante spetti all’industria ed a tale proposito è opportuno rilevare come non si siano manifestati i benefici per la qualità dell’aria, promessi dopo la chiusura della vecchia centrale termoelettrica a carbone (da 60 Mw di potenza) dello stabilimento chimico Caffaro, alla quale è subentrata la nuova centrale a ciclo combinato a metano della Edison (800 Mw di potenza)».
È anche verosimile, secondo il Wwf, che la situazione di Torviscosa si riproduca analoga anche in altri centri della Bassa Friulana, come S. Giorgio di Nogaro, dove esiste una vasta zona industriale e dove però la centralina dell’Arpa non misura il parametro più significativo, cioè appunto le polveri sottili Pm10. La pericolosità di questo inquinante risiede nel fatto che nell’insieme delle polveri sottili sono comprese anche quelle «ultrafini» (Pm 2,5, Pm1 e Pm0,1), le quali – in virtù delle ridottissime dimensioni – penetrano all’interno degli alveoli polmonari, depositandovi sostanze estremamente pericolose e cancerogene, quali idrocarburi aromatici policiclici, diossine, ecc. È stata infatti ampiamente dimostrata una correlazione tra elevati livelli di polveri sottili nell’aria ed il numero dei ricoveri per patologie respiratorie, ma anche per problemi cardiovascolari.
«In un simile contesto – conclude il WWF – appare inammissibile l’insediamento, accanto agli impianti industriali esistenti, di nuove industrie inquinanti, come il cementificio del gruppo Grigolin a Torviscosa e la vetreria Sangalli a S. Giorgio. Si tratterebbe infatti di autentici attentati alla salute pubblica». A proposito della vetreria, il Wwf ha presentato di recente ricorso al Tar contro il provvedimento di Via (Valutazione di impatto ambientale) regionale che ne ammette la costruzione.
Fonte: WEB ARCIDIOCESI

Domenica 13 aprile 2008


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IV DOMENICA DI PASQUA (ANNO A)
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Colore liturgico: Bianco

PRIMA LETTURA (At 2,14.36-41)
Dio lo ha costituito Signore e Cristo.

Dagli Atti degli Apostoli

[Nel giorno di Pentecoste,] Pietro con gli Undici si alzò in piedi e a voce alta parlò così: «Sappia con certezza tutta la casa d’Israele che Dio ha costituito Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso».
All’udire queste cose si sentirono trafiggere il cuore e dissero a Pietro e agli altri apostoli: «Che cosa dobbiamo fare, fratelli?».
E Pietro disse loro: «Convertitevi e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo, per il perdono dei vostri peccati, e riceverete il dono dello Spirito Santo. Per voi infatti è la promessa e per i vostri figli e per tutti quelli che sono lontani, quanti ne chiamerà il Signore Dio nostro».
Con molte altre parole rendeva testimonianza e li esortava: «Salvatevi da questa generazione perversa!». Allora coloro che accolsero la sua parola furono battezzati e quel giorno furono aggiunte circa tremila persone.
Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 22)
Rit: Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla.

Il Signore è il mio pastore:
non manco di nulla.
Su pascoli erbosi mi fa riposare,
ad acque tranquille mi conduce.
Rinfranca l’anima mia.

Mi guida per il giusto cammino
a motivo del suo nome.
Anche se vado per una valle oscura,
non temo alcun male, perché tu sei con me.
Il tuo bastone e il tuo vincastro
mi danno sicurezza.

Davanti a me tu prepari una mensa
sotto gli occhi dei miei nemici.
Ungi di olio il mio capo;
il mio calice trabocca.

Sì, bontà e fedeltà mi saranno compagne
tutti i giorni della mia vita,
abiterò ancora nella casa del Signore
per lunghi giorni.

SECONDA LETTURA (1Pt 2,20b-25)
Siete tornati al pastore delle vostre anime.

Dalla prima lettera di san Pietro apostolo

Carissimi, se, facendo il bene, sopporterete con pazienza la sofferenza, ciò sarà gradito davanti a Dio. A questo infatti siete stati chiamati, perché
anche Cristo patì per voi,
lasciandovi un esempio,
perché ne seguiate le orme:
egli non commise peccato
e non si trovò inganno sulla sua bocca;
insultato, non rispondeva con insulti,
maltrattato, non minacciava vendetta,
ma si affidava a colui che giudica con giustizia.
Egli portò i nostri peccati nel suo corpo
sul legno della croce, perché,
non vivendo più per il peccato,
vivessimo per la giustizia;
dalle sue piaghe siete stati guariti.

Eravate erranti come pecore,
ma ora siete stati ricondotti al pastore
e custode delle vostre anime.
Parola di Dio

Canto al Vangelo (Gv 10,14)
Alleluia, alleluia.
Io sono il buon pastore, dice il Signore,
conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me.
Alleluia.

VANGELO (Gv 10,1-10)
Io sono la porta delle pecore.

+ Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse:
«In verità, in verità io vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale da un’altra parte, è un ladro e un brigante. Chi invece entra dalla porta, è pastore delle pecore.
Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore, ciascuna per nome, e le conduce fuori. E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore, cammina davanti a esse, e le pecore lo seguono perché conoscono la sua voce. Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei».
Gesù disse loro questa similitudine, ma essi non capirono di che cosa parlava loro.
Allora Gesù disse loro di nuovo: «In verità, in verità io vi dico: io sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo.
Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza».
Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Preghiamo il Signore perché ci doni la grazia di seguire Gesù, buon pastore, lungo le strade che egli ci indica con la sua parola e il suo esempio.
Preghiamo dicendo: Gesù, Buon Pastore, ascoltaci!
1. Perché il Papa Benedetto XVI, i Vescovi e i sacerdoti, pastori del popolo di Dio, ci conducano sulle vie indicate da Cristo, dando testimonianza di fedeltà al Signore. Preghiamo.
2. Perché coloro che guidano le nazioni si spendano per la pace e la giustizia, vivendo con onestà e passione la ricerca del bene comune. Preghiamo.
3. Perché i cristiani sappiano resistere alle tentazioni degli idoli e confessino Gesù Cristo come unico Signore della loro vita. Preghiamo.
4. Nella Giornata di Preghiera per le Vocazioni invochiamo il Signore perché tutti i battezzati riconoscano che solo l’amore può dare la forza per camminare sulle strade del mondo annunciando il Vangelo. Preghiamo 5. Perché la nostra comunità sia un luogo dove la voce di Gesù viene ascoltata, amata e seguita. Preghiamo.
6.
Gesù, Ti sei donato perché tutti gli uomini fossero salvi: accogli nel tuo regno il nostro fratello defunto: Miolo Giovanni che questa settimana ci ha lasciato, per questo ti preghiamo.

O Padre, ascolta le nostre preghiere e rendici attenti alla chiamata del tuo Figlio, perché seguendo la sua voce possiamo trovare la comunione con te. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.

Foglio della Collaborazione Pastorale Di San Giorgio di Nogaro

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