Pellegrinaggio dei giovani spagnoli per ricevere la Croce e l'icona della GMG
Filippesi 1,4 ... e sempre, in ogni mia preghiera per tutti voi, prego con gioia...
Radiovaticana e GMG
Snia annaspa dopo annucio perdite 2008
(Teleborsa) - Roma, 16 feb - Continua a soffrire la Snia nella tarda mattinata, dopo un esordfio già difficile. La società, le cui azioni cedono sul listino il 3,2 a 0,1393 euro, ha fornito venerdì un aggiornamento sulla della situaizone economico-finanziaria, rilevando che la situazione è tale da farla ricadere nella fattispecie prevista dalla legge, che comporta la convocazione dell'assemblea per le deliberazioni inerenti (articolo 2446 del codice civile).
Infatti, il Consiglio di Amministrazione di Snia, fermo restando l'adeguatezza del fondo destinato alle bonifiche ambientali per i siti di Torviscosa e Brescia, ha rilevato che la situaizone economica al 31 dicembre 2008 evidenzia una perdita pari a 19 milioni di euro, riconducibile per 3,6 milioni di euro alla gestione ordinaria, mentre per 15,3 milioni di euro alla svalutazione dei crediti commerciali e finanziari vantati nei confronti di Caffaro S.r.l. (per 10,1 milioni di euro) e di Caffaro Chimica S.r.l. (per 5,2 milioni di euro), entrambe recentemente poste in liquidazione.
Pertanto la perdita complessiva per l'esercizio 2008 di Snia pari a 19 milioni di euro, sommata alle perdite in precedenza riportate a nuovo, portano ad un ammontare complessivo di euro 35,4 milioni, che supera il terzo del capitale sociale e fa ricadere la Società nella fattispecie di cui all'art. 2446.
Il Consiglio di Amministrazione ha dunque conferito mandato al Presidente di Snia S.p.A., Giorgio Barosco, di convocare l'Assemblea degli Azionisti della Società per gli opportuni provvedimenti.
Per quanto concerne la prevedibile evoluzione della gestione nel prossimo triennio, il Consiglio di Amministrazione di Snia sarà chiamato ad approvare un piano di sviluppo dell'attività della Società. Tuttavia, la società precisa che, in considerazione del breve periodo di tempo trascorso dall'insediamento del nuovo organo amministrativo, può, ad oggi, solo ipotizzare le linee guida di tale piano, nell'ambito del quale saranno previsti il sostegno alle partecipate che sono in continuità aziendale, l'effettuazione di ulteriori investimenti nel settore oleochimico e una riduzione dei costi operativi delle società del Gruppo.
Fonte: finanza.repubblica.it
Radiovaticana: Convegno dei vescovi Amici dei Focolari

Testimoniare Cristo nella società al centro del Convegno dei vescovi Amici dei Focolari
Commento alla parola 15 febbraio 2009
Gesù tocca un lebbroso
Il racconto della guarigione del lebbroso da parte di Gesù è narrato dall’evangelista secondo uno schema semplice: la presentazione del caso (v. 40), il gesto di Gesù che opera la guarigione (v. 41), la constatazione che l’implorato miracolo da parte del malato si è compiuto (v. 42). La catechesi del testo risulta assai semplice: la guarigione dal male è sempre legata alla fede della persona del malato. Egli deve prima prendere coscienza della propria situazione di impotenza e, di conseguenza, deve affidarsi alla potenza del Signore. Tutto e sempre è dono di Dio e la stessa salvezza, pur richiedendo la collaborazione umana, è opera di Dio, che agisce in forza della fede dell’uomo.
Il fatto poi che la guarigione sia quella di un lebbroso riveste un significato particolare: guarire dalla lebbra era uno dei grandi segni attesi per il tempo messianico. Era giunto il tempo della venuta del Messia in cui l’uomo veniva restituito completamente nella sua dignità umana, nella sua integrità di corpo e di spirito. Ma Gesù, con il suo munifico gesto con il quale tocca e guarisce il malato, vuole anche insegnare che il lebbroso non è un maledetto o un castigato da Dio, bensì una creatura amata dal suo Signore, perché la vera lebbra o impurità non è quella fisica, ma quella del cuore. Gesù non fa differenze di persone. Egli chiama tutti indistintamente al suo amore misericordioso perché ogni uomo è figlio di Dio e degno di salvezza e di amore.
RIFLESSIONE
Cristo, nella guarigione del lebbroso, ci si presenta come colui che “rompe” e abbatte autoritativamente tutte le barriere che ostacolano una incarnazione d’amore più completa e totale. È da meditare il termine greco utilizzato dall’evangelista. Esso esprime una tenerezza, una compassione, una sensibilità “materna” e “al femminile”: quella che sente la madre per il suo figlio. Le vibrazioni del cuore di Cristo rispetto ai dolori e alle tribolazioni che affliggono l’uomo sono talmente “sentite” che imitano piuttosto quelle della Donna, che si fa vittima-schiava-serva del Figlio che soffre. Nessuna Madre ha sofferto e si è lasciata coinvolgere dal soffrire umano più profondamente di Gesù.
Viene da pensare al celebre capitolo 53 di Isaia, dove il profeta descrive - in una delle sue pagine più suggestive - l’«uomo dei dolori esperto nel soffrire», che veramente «ha preso su di sé le nostre sciagure» e le nostre angosce. Il dolore, così, “toccato” da Cristo, diventa - per così dire - un fatto “sacramentale” e un evento di grazia: utile e santificante non solo per chi soffre, ma anche per tutto il corpo della comunità ecclesiale. Diventa evento di salvezza e di risurrezione “personale-collettivo”: il ‘tocco’ di Cristo lo ha caricato di energia divina.
PREGHIERA
Cristo, tu hai santificato il dolore umano
con la tua vita e con la tua parola.
Tu hai detto: «Se il chicco di frumento, affidato alla terra, non muore, rimane solo...». Hai detto: «Voi piangerete e avrete da tribolare; il mondo, invece, si divertirà». Hai detto ancora: «Se uno vuole venire dietro a me,
la smetta di pensare solo a se stesso,
prenda quotidianamente la sua croce
in santa pace e mi segua».
Per mezzo dei tuoi apostoli ci hai ripetuto: per essere meno indegni di entrare nel regno della vita, bisogna passare attraverso molte tribolazioni. Gesù, i tuoi seguaci hanno confermato questa via come quella “règia” per entrare nell’eternità, dove ritroveremo le tribolazioni della vita presente trasformate in gloria e tu ci hai assicurato: «Fatevi coraggio, questa gloria eterna
nessuno ve la potrà rapire!».
Ci crediamo, Gesù!
Ma tu aiutaci a tirar avanti
nelle molte tribolazioni e stanchezze quotidiane.
Aiutaci almeno a saper sopportare la pesantezza, il “martirio bianco” della quotidianità. Aiutaci a saper sopportare la vita con le sue sconfitte e delusioni, con le sue angosce e i problemi. Crediamo, Signore, ma aumenta in noi la fede, affinché, credendo di più, speriamo anche di più: e sperando di più, amiamo anche di più! Così è e così sia!
Facciamo il punto sulla snia
Snia: le perdite della società superano un terzo del capitale sociale
Il Cda di Snia ha esaminato la situazione patrimoniale ed economica della società, aggiornata al 31 dicembre 2008.
Fermo restando l’adeguatezza del fondo destinato da Snia alle bonifiche ambientali per i siti di Torviscosa e Brescia, come confermato dalle perizie giurate recentemente ricevute, la situazione patrimoniale ed economica di Snia al 31 dicembre 2008 evidenzia una perdita pari a 19 milioni di euro, riconducibile per 3,6 milioni di euro alla gestione ordinaria, mentre per 15,3 milioni di euro alla svalutazione dei crediti commerciali e finanziari vantati nei confronti di Caffaro (per 10,1 milioni di euro) e di Caffaro Chimica (per 5,2 milioni di euro), entrambe recentemente poste in liquidazione.
Pertanto la perdita complessiva per l’esercizio 2008 di Snia pari a 19 milioni di euro, sommata alle perdite in precedenza riportate a nuovo, portano ad un ammontare complessivo di euro 35,4 milioni, che supera il terzo del capitale sociale, pari attualmente a 51.714.380 euro, e fa ricadere la Società nella
fattispecie di cui all’art. 2446, comma 1, c.c..
Il Cda ha dunque conferito mandato al Presidente di Snia, Giorgio Barosco, di convocare l’Assemblea degli Azionisti della Società per gli opportuni provvedimenti.
Per quanto concerne la prevedibile evoluzione della gestione nel prossimo triennio, il Cda sarà chiamato ad approvare un piano di sviluppo dell’attività della Società.
In considerazione del breve periodo di tempo trascorso dall’insediamento del nuovo organo amministrativo, Snia può, ad oggi, solo ipotizzare le linee guida di tale piano, nell’ambito del quale saranno previsti il sostegno alle partecipate che sono in continuità aziendale, l’effettuazione di ulteriori investimenti nel settore oleochimico e una riduzione dei costi operativi delle società del Gruppo.
Si rende noto, infine, che la relazione
Fonte: www.trend-online.com
Domenica 15 febbraio 2008

VI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)
PRIMA LETTURA (Lv 13,1-2.45-46)
Il lebbroso se ne starà solo, abiterà fuori dell’accampamento.
Dal libro del Levìtico
Il Signore parlò a Mosè e ad Aronne e disse:
«Se qualcuno ha sulla pelle del corpo un tumore o una pustola o macchia bianca che faccia sospettare una piaga di lebbra, quel tale sarà condotto dal sacerdote Aronne o da qualcuno dei sacerdoti, suoi figli.
Il lebbroso colpito da piaghe porterà vesti strappate e il capo scoperto; velato fino al labbro superiore, andrà gridando: “Impuro! Impuro!”.
Sarà impuro finché durerà in lui il male; è impuro, se ne starà solo, abiterà fuori dell’accampamento».
Parola di Dio
SALMO RESPONSORIALE (Sal 31)
Rit: Tu sei il mio rifugio, mi liberi dall’angoscia.
Beato l’uomo a cui è tolta la colpa
e coperto il peccato.
Beato l’uomo a cui Dio non imputa il delitto
e nel cui spirito non è inganno.
Ti ho fatto conoscere il mio peccato,
non ho coperto la mia colpa.
Ho detto: «Confesserò al Signore le mie iniquità»
e tu hai tolto la mia colpa e il mio peccato.
Rallegratevi nel Signore ed esultate, o giusti!
Voi tutti, retti di cuore, gridate di gioia!
SECONDA LETTURA (1Cor 10,31-11,1)
Diventate miei imitatori come io lo sono di Cristo.
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
Fratelli, sia che mangiate sia che beviate sia che facciate qualsiasi altra cosa, fate tutto per la gloria di Dio.
Non siate motivo di scandalo né ai Giudei, né ai Greci, né alla Chiesa di Dio; così come io mi sforzo di piacere a tutti in tutto, senza cercare il mio interesse ma quello di molti, perché giungano alla salvezza.
Diventate miei imitatori, come io lo sono di Cristo.
Parola di Dio
Canto al Vangelo (Lc 7,16)
Alleluia, alleluia.
Un grande profeta è sorto tra noi,
e Dio ha visitato il suo popolo.
Alleluia.
VANGELO (Mc 1,40-45)
La lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato.
+ Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, venne da Gesù un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». E subito la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato.
E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno; va’, invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro».
Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte.
Parola del Signore
Preghiera dei fedeli
Il Signore nostro Gesù Cristo ha preso su di sé le nostre sofferenze per farci partecipare alla sua risurrezione. Consapevoli di questo suo dono, rivolgiamo a lui il grido della nostra preghiera.
Preghiamo insieme e diciamo: Risanaci, o Signore!
1. Per la Chiesa e i suoi pastori: manifestino nel loro ministero la presenza di Gesù che si china sui malati e condivide il loro dolore, preghiamo.
2. Per noi: perchè sappiamo vedere nei malati i nostri fratelli che soffrono, cercando di essere loro vicini con amore e sacrificio, preghiamo.
3. Per le autorità politiche ed economiche: si impegnino a combattere le gravi malattie che ancora oggi non hanno sufficienti cure, soprattutto nei luoghi più poveri del mondo, preghiamo.
4. Per i malati di AIDS e per tutte le malattie che, come la lebbra, allontanano le persone: perché la lotta contro il male superi i pregiudizi e le nostre paure, preghiamo.
5. Per la nostra comunità cristiana: guardi con rispetto e serva con delicatezza i malati, gli handicappati, gli anziani, riconoscendo che le loro sofferenze unite a Cristo sono offerte per la nostra salvezza, preghiamo.
6. Per i genitori dei ragazzi che riceveranno la Cresima domenica prossima: perché accompagnino con fede i loro figli verso la celebrazione del sacramento. Preghiamo.
7. Per i nostri fratelli BROCCATO ROMOLO e
ZANFAGNINI MORETTIN TERESINA che Dio ha reso partecipi del Mistero Pasquale di Cristo, perché vivano in eterno la comunione dei santi in paradiso. Preghiamo.
Signore, che hai toccato la mano del lebbroso e l'hai risanato, tocca anche i nostri cuori, liberali dall'egoismo e dall'indifferenza che ci spinge a chiudere gli occhi di fronte al male presente nel mondo. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.
Eluana Englaro è morta...
ma come uomini che vivono sulla terra
con il cuore capace d'amore e di odio
in giorni d'estasi e in giorni di noia,
siamo per noi e per gli altri e di peso e di gioia
così dobbiamo esistere tutta una vita.
Ci dirai Tu, Signore,
quella parola che mai dicesti a un angelo:
- Tu sei mio figlio,
oggi ti ho messo al mondo
ed io sarò tuo padre?-
Dilla a questa donna questa gran parola
Signore Dio, e digli:
-Ecco il tuo posto,
vicino a Gesù Cristo, alla mia destra,
figlia degli uomini nell'eternità.-
Commento alla parola 8 febbraio 2009
Il primo episodio raccontatoci dal vangelo di questa domenica ci mostra Gesù che entra in una dimora privata, nella casa della suocera di Pietro. Possiamo in lui contemplare il regno di Dio che raggiunge la nostra umanità per riconfigurarla anche là dove entrano in gioco gli affetti, i rapporti di prossimità e le appartenenze profonde. Il Regno è il venire presso di noi di un Dio che vuole realizzare uno scambio intimo con ognuno, stabilendo una relazione di vicinanza, di comunione. I gesti compiuti da Gesù sono caratterizzati proprio da questo tratto della prossimità; ecco allora il suo far visita all’inferma suocera di Pietro, l’ascoltare coloro che gli parlano di lei, il prenderla per mano e il sollevarla.
Si scorge in lui un amore che ci si avvicina nel momento del dolore, che ci prende per mano, infondendoci rinnovata sicurezza; si avverte soprattutto una prossimità che risolleva. Si realizza qui in modo sommo quella carità che la parola di Dio chiede di far nostra, proponendoci anche l’esempio di Paolo e le sue richieste ai cristiani “maturi” di Corinto. La nostra vera maturità di fede è nell’accoglienza della via della carità, quella che Dio in Cristo ha usato verso di noi, rispondendo al nostro grido come a Giobbe, perché la nostra vita è come un soffio.
Il tratto della vicinanza non deve, però, farci smarrire il senso del mistero e la consapevolezza che Dio, anche se si fa prossimo a noi, non è manipolabile dai nostri desideri e non può venire circoscritto alle nostre conoscenze e ai nostri vissuti. Ci illumina l’esempio di Gesù che «esce» verso il deserto per recarsi a pregare, mentre è ancora notte. Gesù non soccombe alla nostra tentazione del successo e della notorietà, al rischio di essere divorato da chi reclama una “vicinanza” che diventa pretesa di possedere Dio e di addomesticarlo. Gesù al contrario «esce» per ritirarsi a pregare, mettendo al centro non se stesso, ma il Padre. Egli compie davvero il proprio “esodo” dalle attese della gente, accettando invece la difficile volontà del Padre. La nostra preghiera deve essere quindi un ricercare la volontà di Dio sull’esempio e con l’aiuto di Gesù.
PREGHIERA
O Signore, la tua parola oggi mi presenta te come modello e maestro di preghiera. Desidero apprendere da te l’arte del pregare e come te riuscire a conformare le mie scelte alla volontà del Padre. Guardando a te - che nella notte e nella solitudine preghi il Padre - posso anch’io ritrovare con la preghiera il coraggio di camminare “altrove”, di mettere al centro le necessità dei miei fratelli. Potrò allora affrontare gli impegnativi “traslochi” che la volontà divina mi chiede e lasciarmi trasportare oltre il cammino, fino a trovarmi là dove non pensavo affatto di poter arrivare.
Nella preghiera avverto vivamente la tua vicinanza: quella che ha fatto sentire alla suocera di Pietro e agli ammalati che tu hai guarito alle porte della città. Ti benedico, allora, per tutte le volte nelle quali - pieno di comprensione - ti sei fatto incontro a me e ai miei fratelli e sorelle, confortandoci nei momenti difficili della nostra vita. Fa’ che, avendo sperimentato la dolce e potente prossimità del tuo amore, diventiamo più forti e, sull’esempio di Cristo, impariamo anche noi a condividere con gli altri il mistero del dolore, illuminati dalla speranza che ci salva.
Durante il lavoro di restauro della veste dell’Addolorata, che alcune donne con pazienza stanno facendo, nel corpetto, tra la fodera e il tessuto, è venuto alla luce unIl primo episodio raccontatoci dal vangelo di questa domenica ci mostra Gesù che entra in una dimora privata, nella casa della suocera di Pietro. Possiamo in lui contemplare il regno di Dio che raggiunge la nostra umanità per riconfigurarla anche là dove entrano in gioco gli affetti, i rapporti di prossimità e le appartenenze profonde. Il Regno è il venire presso di noi di un Dio che vuole realizzare uno scambio intimo con ognuno, stabilendo una relazione di vicinanza, di comunione. I gesti compiuti da Gesù sono caratterizzati proprio da questo tratto della prossimità; ecco allora il suo far visita all’inferma suocera di Pietro, l’ascoltare coloro che gli parlano di lei, il prenderla per mano e il sollevarla.
Si scorge in lui un amore che ci si avvicina nel momento del dolore, che ci prende per mano, infondendoci rinnovata sicurezza; si avverte soprattutto una prossimità che risolleva. Si realizza qui in modo sommo quella carità che la parola di Dio chiede di far nostra, proponendoci anche l’esempio di Paolo e le sue richieste ai cristiani “maturi” di Corinto. La nostra vera maturità di fede è nell’accoglienza della via della carità, quella che Dio in Cristo ha usato verso di noi, rispondendo al nostro grido come a Giobbe, perché la nostra vita è come un soffio.
Il tratto della vicinanza non deve, però, farci smarrire il senso del mistero e la consapevolezza che Dio, anche se si fa prossimo a noi, non è manipolabile dai nostri desideri e non può venire circoscritto alle nostre conoscenze e ai nostri vissuti. Ci illumina l’esempio di Gesù che «esce» verso il deserto per recarsi a pregare, mentre è ancora notte. Gesù non soccombe alla nostra tentazione del successo e della notorietà, al rischio di essere divorato da chi reclama una “vicinanza” che diventa pretesa di possedere Dio e di addomesticarlo. Gesù al contrario «esce» per ritirarsi a pregare, mettendo al centro non se stesso, ma il Padre. Egli compie davvero il proprio “esodo” dalle attese della gente, accettando invece la difficile volontà del Padre. La nostra preghiera deve essere quindi un ricercare la volontà di Dio sull’esempio e con l’aiuto di Gesù.
PREGHIERA
O Signore, la tua parola oggi mi presenta te come modello e maestro di preghiera. Desidero apprendere da te l’arte del pregare e come te riuscire a conformare le mie scelte alla volontà del Padre. Guardando a te - che nella notte e nella solitudine preghi il Padre - posso anch’io ritrovare con la preghiera il coraggio di camminare “altrove”, di mettere al centro le necessità dei miei fratelli. Potrò allora affrontare gli impegnativi “traslochi” che la volontà divina mi chiede e lasciarmi trasportare oltre il cammino, fino a trovarmi là dove non pensavo affatto di poter arrivare.
Nella preghiera avverto vivamente la tua vicinanza: quella che ha fatto sentire alla suocera di Pietro e agli ammalati che tu hai guarito alle porte della città. Ti benedico, allora, per tutte le volte nelle quali - pieno di comprensione - ti sei fatto incontro a me e ai miei fratelli e sorelle, confortandoci nei momenti difficili della nostra vita. Fa’ che, avendo sperimentato la dolce e potente prossimità del tuo amore, diventiamo più forti e, sull’esempio di Cristo, impariamo anche noi a condividere con gli altri il mistero del dolore, illuminati dalla speranza che ci salva.
Durante il lavoro di restauro della veste dell’Addolorata, che alcune donne con pazienza stanno facendo, nel corpetto, tra la fodera e il tessuto, è venuto alla luce questo biglietto (cm 5,5 x 10) che qualche mamma ha messo.
Mamma nostra cara, ti raccomando tanto Giancarlo che cresca bravo, studioso, sano, fa che un altro giorno sia un santo e zelante sacerdote. Prendilo sotto la tua guida, proteggilo ed assistilo in tutte le sue lotte contro il demonio, la carne e il mondo. Sii tu la sua mamma, tienilo sotto il tuo manto, ma ti prometto per il bene spirituale ed anche corporale di quest’umile cuore di fare ogni giorno qualche piccolo sacrificio. Accetta ti prego la mia piccola offerta.
Abbiamo saputo l’identità di due persone degli ex voto della Madonna: due sorelle e ambedue si chiamavano IETRI INES MARIA la prima (vestita da Prima Comunione ) nata il 21.11.1909 e deceduta il 19.10.1920; la seconda nata il 19.06.1921 e deceduta il 19.01.1943,
figlie di Antonio Luigi e Zanon Marianna
Domenica 8 febbraio 2009
V DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)
PRIMA LETTURA (Gb 7,1-4.6-7)
Notti di affanno mi sono state assegnate.
Dal libro di Giobbe
Giobbe parlò e disse:
«L’uomo non compie forse un duro servizio sulla terra
e i suoi giorni non sono come quelli d’un mercenario?
Come lo schiavo sospira l’ombra
e come il mercenario aspetta il suo salario,
così a me sono toccati mesi d’illusione
e notti di affanno mi sono state assegnate.
Se mi corico dico: “Quando mi alzerò?”.
La notte si fa lunga e sono stanco di rigirarmi fino all’alba.
I miei giorni scorrono più veloci d’una spola,
svaniscono senza un filo di speranza.
Ricòrdati che un soffio è la mia vita:
il mio occhio non rivedrà più il bene».
Parola di Dio
SALMO RESPONSORIALE (Sal 146)
Rit: Risanaci, Signore, Dio della vita.
È bello cantare inni al nostro Dio,
è dolce innalzare la lode.
Il Signore ricostruisce Gerusalemme,
raduna i dispersi d’Israele. Rit.
Risana i cuori affranti
e fascia le loro ferite.
Egli conta il numero delle stelle
e chiama ciascuna per nome. Rit.
Grande è il Signore nostro,
grande nella sua potenza;
la sua sapienza non si può calcolare.
Il Signore sostiene i poveri,
ma abbassa fino a terra i malvagi. Rit.
SECONDA LETTURA (1Cor 9,16-19.22-23)
Guai a me se non annuncio il Vangelo.
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
Fratelli, annunciare il Vangelo non è per me un vanto, perché è una necessità che mi si impone: guai a me se non annuncio il Vangelo!
Se lo faccio di mia iniziativa, ho diritto alla ricompensa; ma se non lo faccio di mia iniziativa, è un incarico che mi è stato affidato. Qual è dunque la mia ricompensa? Quella di annunciare gratuitamente il Vangelo senza usare il diritto conferitomi dal Vangelo.
Infatti, pur essendo libero da tutti, mi sono fatto servo di tutti per guadagnarne il maggior numero. Mi sono fatto debole per i deboli, per guadagnare i deboli; mi sono fatto tutto per tutti, per salvare a ogni costo qualcuno. Ma tutto io faccio per il Vangelo, per diventarne partecipe anch’io.
Parola di Dio
Canto al Vangelo (Mt 8,17)
Alleluia, alleluia.
Cristo ha preso le nostre infermità
e si è caricato delle nostre malattie.
Alleluia.
VANGELO (Mc 1,29-39)
Guarì molti che erano affetti da varie malattie.
+ Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagoga, subito andò nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni. La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva.
Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano.
Al mattino presto si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava. Ma Simone e quelli che erano con lui si misero sulle sue tracce. Lo trovarono e gli dissero: «Tutti ti cercano!». Egli disse loro: «Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!».
E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni.
Parola del Signore
Preghiera dei fedeli
Fratelli e sorelle, presentiamo a Dio le sofferenze dell'umanità intera. La nostra comunità si renda interprete del grido che si innalza da ogni parte della terra e chiede salvezza e sollievo per ogni uomo che è nel dolore.
Preghiamo insieme e diciamo: Guarisci il nostro cuore, o Signore!
1. Per la Chiesa di Dio: sappia denunciare con coraggio le violenze e le situazioni di sofferenza dell'umanità, ed essere segno di speranza per tutti gli innocenti e le vittime del male, preghiamo.
2. Per coloro che per professione o per scelta di volontariato sono vicini a chi soffre: facciano proprio lo stile di vicinanza e solidarietà del Signore Gesù, preghiamo.
3. Per tutti gli uomini, e per gli organismi internazionali: si trovino concordi nel combattere con ogni mezzo le cause profonde della povertà, delle violenze, degli odi e delle discriminazioni, preghiamo.
4. Per la nostra comunità cristiana: sia disponibile a sostenere le fatiche e i dolori degli anziani e dei malati, con una vicinanza sia spirituale che materiale, preghiamo.
Perchè gli incontri di preparazione alla festa dell'Adolorata con i misisonari di Villaregia siano un'occasione di crescita per la nostra comunità.Preghiamo.
5. Per i nostri fratelli CESARE BARBIERO e ZAINA ARDEMIA TITTON che Dio ha reso partecipi del Mistero Pasquale di Cristo, perché vivano in eterno la comunione dei santi in paradiso. Preghiamo.
Signore, tu ti sei fatto uomo e hai preso su di te le nostre infermità. Sii il nostro sostegno e la nostra forza nel momento del dolore e rendici sensibili alle sofferenze di tanti nostri fratelli. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.
Comital srl
Fonte: Messaggero Veneto
SAN GIORGIO DI NOGARO. Le commesse piovono alla Comital srl di San Giorgio,
tanto da garantire ordinativi a copertura di tutto il 2009, eppure
l’azienda di carpenteria meccanica che opera nella zona indistriale Aussa
Corno e ha sede legale a Parma è stata già posta in liquidazione e, per
gran parte dei suoi dipendenti, si profila il licenziamento. Loro, però,
non ci stanno e sono decisi a costiuirsi in una cooperativa per proseguire
l’attività dell’azienda. La decisione sarebbe stata presa a causa delle
passività accumulate dall’azienda, ma i 13 dipendenti della Comital,
intendono salvare l’attività dell’azienda e il posto di lavoro costituendo
una cooperativa. Una soluzione respinta dal proprietario, deciso ad
affittare il ramo d’azienda ad una ditta di Cagliari che intende licenziare
10 dipendenti, forse, secondo quanto riferiscono gli stessi operai, perché
non gli verrebbe accordato il ruolo richiesto nella nuova compagine
societaria.
C’è molta amarezza in questi lavoratori che, nonostante non percepiscano lo
stipendio da tre mesi, sono ben decisi ad andare avanti per salvare questa
azienda che a loro dire ha grosse potenzialità e grandi professionalità al
suo interno, che potrebbero permetterne un ulteriore sviluppo negli anni.
Non intendono polemizzare con il loro proprietario, che è anche il
liquidatore della ditta, ma quello che non riescono a capire è perché
affittare ad una ditta di Cagliari, quando lo può fare ai suoi ex (ormai)
dipendenti che, tra l’altro, si sono detti disponibili ad acquistare
l’azienda non appena la costituenda società sarà in grado di operare
legalmente. Va anche detto che la nuova coop non preclude una
collaborazione esterna con l’attuale proprietario, ma non è loro intenzione
nominarlo amministratore delegato, in quanto vogliono essere responsabili
di loro stessi. Questi lavoratori ricordano anche che nel 2006, quando la
Comital venne acquistata, gli allora proprietari, la famiglia Vicenzino,
inserì nel contratto la clausola che dovevano essere mantenuti i
dipendenti, clausola che oggi viene disattesa. Intanto, assieme al
sindacalista Giuseppe Mazzotta (Cgil) e Lega delle Cooperative Friulane che
sosterrà il gruppo diventando socio sovventore, hanno avviato l’iter per
costituirsi in cooperativa, cosa che avverrà davanti ad un notaio il 4
febbraio, permettendo loro di ottenere i benefici previsti dalla Legge
Martora. «Non sappiamo quali credenziali e quali progetti abbia questa
azienda di Cagliari – soostiene Mazzotta – meglio dare un’opportunità a
questi dipendenti, giovani, ma nel contempo, esperti, e professionali cui
va il sostegno del sindacato e della Lega delle Coop».
Della vicenda hanno interessato anche il sindaco di San Giorgio di Nogaro,
Pietro Del Frate, chiedendogli la disponibilità a fare da tramite con la
proprietà per addivenire ad un accordo che salverebbe tutti. (Francesca
Artico)
Foglio della Collaborazione Pastorale Di San Giorgio di Nogaro
Anna Marina Vendrametto, Una preghiera per lei che ha avuto ura dei suoi giovani alunni
E' mancata all'affetto dei suoi cari Anna Marina Vendrametto ved. Costantini "Maestra Marina" di 69 anni Ne danno il tri...
-
Il sito della Collaborazione pastorale di San Giorgio di Nogaro di nuovo funzionante! La parte secondo me essenziale è il foglietto settiman...
-
http://www.vatican.va/archive/ITA0014/_P4Q.HTM Questo link guiderà chiunque lo voglia alla lettura del catechismo nel capitolo riguardante l...
