Confermano il battesimo....










Oggi 22 febbraio

Sua Ecc. Mons. Pietro Brollo

conferirà il Sacramento della Confermazione

a quaranta ragazzi delle nostre comunità

Baldo Maddalena,

Bellan Martina,

Bergagna Alberto,

Bidoggia Luca,

Bolzan Giulia,

Cargnello Martina,

Colautti Erica,

Colavin Francesca,

Dean Ilaria,

Del Piccolo Dennis, Del Sal Beatrice, Delponte Stefania, Denittis Elisa, Dose Samantha, Flaugnacco Michela, Gori Elisabetta, Iuan Denise, Malisan Andrea, Marchi Martina, Marchiori Marco, Mazzilli Chiara, Monacelli Jessica, Mongera Stefania, Monte Cecilia, Moro Edoardo, Nonis Michele, Pelizzon Raffaella, Pellizzoni Marta, Pesarin Tobia, Pesce Stefano Nicola,

Pippia Eleonora,

Ponte Monetti Barbara,

Pulvirenti Lorenzo Giovanni,

Roson Michela,

Salvador Elena,

Sinigaglia Simone,

Tambalo Kim,

Taverna Turisan Elisa,

Tomasello Claudia,

Vindigni Matteo.

Domenica 22 febbraio 2008


VII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)

PRIMA LETTURA (Is 43,18-19.21-22.24-25)
Per amore di me stesso non ricordo più i tuoi peccati.

Dal libro del profeta Isaìa

Così dice il Signore:
«Non ricordate più le cose passate,
non pensate più alle cose antiche!
Ecco, io faccio una cosa nuova:
proprio ora germoglia, non ve ne accorgete?
Aprirò anche nel deserto una strada,
immetterò fiumi nella steppa.
Il popolo che io ho plasmato per me
celebrerà le mie lodi.
Invece tu non mi hai invocato, o Giacobbe;
anzi ti sei stancato di me, o Israele.
Tu mi hai dato molestia con i peccati,
mi hai stancato con le tue iniquità.
Io, io cancello i tuoi misfatti per amore di me stesso,
e non ricordo più i tuoi peccati».
Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 40)
Rit: Rinnovaci, Signore, con il tuo perdono.

Beato l’uomo che ha cura del debole:
nel giorno della sventura il Signore lo libera.
Il Signore veglierà su di lui,
lo farà vivere beato sulla terra,
non lo abbandonerà in preda ai nemici. Rit:

Il Signore lo sosterrà sul letto del dolore;
tu lo assisti quando giace ammalato.
Io ho detto: «Pietà di me, Signore,
guariscimi: contro di te ho peccato». Rit:

Per la mia integrità tu mi sostieni
e mi fai stare alla tua presenza per sempre.
Sia benedetto il Signore, Dio d’Israele,
da sempre e per sempre. Amen, amen. Rit:

SECONDA LETTURA (2Cor 1,18-22)
Gesù non fu «sì» e «no», ma in lui vi fu il «sì».

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Fratelli, Dio è testimone che la nostra parola verso di voi non è «sì» e «no». Il Figlio di Dio, Gesù Cristo, che abbiamo annunciato tra voi, io, Silvano e Timòteo, non fu «sì» e «no», ma in lui vi fu il «sì».
Infatti tutte le promesse di Dio in lui sono «sì». Per questo attraverso di lui sale a Dio il nostro «Amen» per la sua gloria.
È Dio stesso che ci conferma, insieme a voi, in Cristo e ci ha conferito l’unzione, ci ha impresso il sigillo e ci ha dato la caparra dello Spirito nei nostri cuori.
Parola di Dio

Canto al Vangelo (Lc 4,18)
Alleluia, alleluia.
Il Signore mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,
a proclamare ai prigionieri la liberazione.
Alleluia.

VANGELO (Mc 2,1-12)
Il Figlio dell’uomo ha il potere di perdonare i peccati sulla terra.

+ Dal Vangelo secondo Marco

Gesù entrò di nuovo a Cafàrnao, dopo alcuni giorni. Si seppe che era in casa e si radunarono tante persone che non vi era più posto neanche davanti alla porta; ed egli annunciava loro la Parola.
Si recarono da lui portando un paralitico, sorretto da quattro persone. Non potendo però portarglielo innanzi, a causa della folla, scoperchiarono il tetto nel punto dove egli si trovava e, fatta un’apertura, calarono la barella su cui era adagiato il paralitico. Gesù, vedendo la loro fede, disse al paralitico: «Figlio, ti sono perdonati i peccati».
Erano seduti là alcuni scribi e pensavano in cuor loro: «Perché costui parla così? Bestemmia! Chi può perdonare i peccati, se non Dio solo?». E subito Gesù, conoscendo nel suo spirito che così pensavano tra sé, disse loro: «Perché pensate queste cose nel vostro cuore? Che cosa è più facile: dire al paralitico “Ti sono perdonati i peccati”, oppure dire “Àlzati, prendi la tua barella e cammina”? Ora, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere di perdonare i peccati sulla terra, dico a te – disse al paralitico –: àlzati, prendi la tua barella e va’ a casa tua».
Quello si alzò e subito prese la sua barella e sotto gli occhi di tutti se ne andò, e tutti si meravigliarono e lodavano Dio, dicendo: «Non abbiamo mai visto nulla di simile!».

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Il Padre si prende cura di noi, non solo del nostro corpo, ma anche dello spirito, e ci offre il perdono delle nostre colpe. Preghiamo ricordando con umiltà di essere anche noi peccatori bisognosi della sua misericordia.
Preghiamo insieme e diciamo: ascoltaci, Signore
1. Per la Chiesa, perché porti a tutti gli uomini il messaggio del perdono e della conversione, in spirito di umiltà e di servizio. Per questo preghiamo.

.
2. Per i governanti dei popoli, perché non si chiudano nella ricerca del benessere materiale delle proprie nazioni, ma lavorino per il rispetto della dignità e dei valori spirituali della persona. Per questo preghiamo.

3. Per le nostre famiglie, perché vivano nel loro interno il messaggio di misericordia del Vangelo, in uno stile di perdono reciproco. Per questo preghiamo.

4. Per noi, che partecipiamo all'Eucaristia, perché sappiamo vivere con fede il sacramento della riconciliazione e ci lasciamo trasformare dal suo perdono. Per questo preghiamo.

5. Per i giovani che oggi ricevono il sacramento della cresima: perché, assistiti dallo Spirito Santo diventino adulti nella fede e nella carità verso i loro fratelli. Per questo preghiamo.

6. Per i nostri fratelli BIDOGGIA PIO, MONTE TERESA CHIARUTTINI e CRODA AUGUSTA CARGNELUTTI che Dio ha reso partecipi del Mistero Pasquale di Cristo, perché vivano in eterno la comunione dei santi in paradiso. Per questo preghiamo.



O Padre, tu che in Gesù offri a tutti la tua grazia, concedi a noi tutti la remissione dei peccati, per poter essere capaci di perdonare anche noi le colpe di coloro che ci hanno ferito nell'amore. Per Cristo nostro Signore.

Radiovaticana e GMG

Pellegrinaggio dei giovani spagnoli per ricevere la Croce e l'icona della GMG

◊ Il 5 aprile, domenica delle Palme, Benedetto XVI consegnerà la croce e l'icona della Giornata Mondiale della Gioventù ai giovani dell’arcidiocesi di Madrid che nell’estate del 2011 ospiterà l’edizione internazionale della Gmg. Come tradizione - riferisce l'agenzia Sir - la consegna avverrà nel corso di una celebrazione in piazza san Pietro. Per prepararsi al meglio a questo evento il Servizio di pastorale giovanile dell’arcidiocesi di Madrid ha organizzato un pellegrinaggio a Roma, per i giovani dai 15 anni in su che, si legge in un comunicato della stessa diocesi, “si sentono chiamati a impegnarsi nell’organizzazione e nella celebrazione della Gmg del 2011”. Il programma delle manifestazioni previste a Roma, avrà inizio venerdì 3 aprile con una messa (alle 20) nella chiesa di san Lorenzo in Damaso, il cui titolo appartiene al cardinale Antonio María Rouco Varela, arcivescovo di Madrid. Il giorno seguente sarà dedicato interamente alla preghiera e al sacramento della Riconciliazione mentre domenica 5 aprile, al mattino, i giovani partecipanti al pellegrinaggio si ritroveranno in piazza san Pietro per la consegna della Croce e dell’icona. Sarà, invece, una giornata mariana quella del 7 aprile con i giovani che si recheranno a Pompei. Per consentire a quante più persone di partecipare, l’arcidiocesi madrilena ha messo in campo diverse offerte: tre possibilità con viaggio in aereo, e due in bus. (R.P.)

Snia annaspa dopo annucio perdite 2008


(Teleborsa) - Roma, 16 feb - Continua a soffrire la Snia nella tarda mattinata, dopo un esordfio già difficile. La società, le cui azioni cedono sul listino il 3,2 a 0,1393 euro, ha fornito venerdì un aggiornamento sulla della situaizone economico-finanziaria, rilevando che la situazione è tale da farla ricadere nella fattispecie prevista dalla legge, che comporta la convocazione dell'assemblea per le deliberazioni inerenti (articolo 2446 del codice civile).
Infatti, il Consiglio di Amministrazione di Snia, fermo restando l'adeguatezza del fondo destinato alle bonifiche ambientali per i siti di Torviscosa e Brescia, ha rilevato che la situaizone economica al 31 dicembre 2008 evidenzia una perdita pari a 19 milioni di euro, riconducibile per 3,6 milioni di euro alla gestione ordinaria, mentre per 15,3 milioni di euro alla svalutazione dei crediti commerciali e finanziari vantati nei confronti di Caffaro S.r.l. (per 10,1 milioni di euro) e di Caffaro Chimica S.r.l. (per 5,2 milioni di euro), entrambe recentemente poste in liquidazione.
Pertanto la perdita complessiva per l'esercizio 2008 di Snia pari a 19 milioni di euro, sommata alle perdite in precedenza riportate a nuovo, portano ad un ammontare complessivo di euro 35,4 milioni, che supera il terzo del capitale sociale e fa ricadere la Società nella fattispecie di cui all'art. 2446.
Il Consiglio di Amministrazione ha dunque conferito mandato al Presidente di Snia S.p.A., Giorgio Barosco, di convocare l'Assemblea degli Azionisti della Società per gli opportuni provvedimenti.
Per quanto concerne la prevedibile evoluzione della gestione nel prossimo triennio, il Consiglio di Amministrazione di Snia sarà chiamato ad approvare un piano di sviluppo dell'attività della Società. Tuttavia, la società precisa che, in considerazione del breve periodo di tempo trascorso dall'insediamento del nuovo organo amministrativo, può, ad oggi, solo ipotizzare le linee guida di tale piano, nell'ambito del quale saranno previsti il sostegno alle partecipate che sono in continuità aziendale, l'effettuazione di ulteriori investimenti nel settore oleochimico e una riduzione dei costi operativi delle società del Gruppo.

Fonte: finanza.repubblica.it

Radiovaticana: Convegno dei vescovi Amici dei Focolari


Testimoniare Cristo nella società al centro del Convegno dei vescovi Amici dei Focolari

◊ “La presenza di Gesù da lui promessa quando “due o più” sono riuniti nel suo nome” (Mt 18, 20), è stato il tema centrale del convegno internazionale promosso dal Movimento dei Focolari, che si è concluso a Castel Gandolfo, a cui hanno partecipato 75 vescovi di 40 nazioni. L’evento è stato incoraggiato anche dal Santo Padre, che nel saluto rivolto ai vescovi al termine dell’udienza generale in piazza San Pietro mercoledì scorso, si è detto “lieto di questa opportunità che vi è offerta per confrontare esperienze ecclesiali di diverse zone del mondo”. I momenti più importanti di questa settimana di riflessioni, caratterizzata anzitutto dalla fraterna comunione fra i vescovi, sono elencati nel comunicato finale diffuso alla stampa, che racconta, fra l’atro, dell’apertura del convegno dedicata ad un’ampia analisi delle sfide con le quali i pastori oggi si devono confrontare: “Assistiamo a un collasso della società occidentale - ha detto cardinale Miloslav Vlk, arcivescovo di Praga e coordinatore di questi Convegni - con le tremende conseguenze che ne vengono per la vita di miliardi di persone e che mettono da tempo in difficoltà anche il Popolo di Dio. Assistiamo a quella che Giovanni Paolo II e altri hanno chiamato la “notte oscura epocale”. “Che cosa ci può dare speranza in questa situazione?” si è poi domandato il cardinale, esprimendo la convinzione che questo quadro globale “esige una concentrazione sull’essenziale, che ci porterà alla presenza viva di Cristo in mezzo a due o più, a cellule vive in sempre più punti: nelle comunità parrocchiali, nelle famiglie, nei piccoli gruppi, nelle curie diocesane, nelle scuole, nei parlamenti”. Tutto questo è una risposta alla crescente carenza di relazionalità, secondo la sociologa Vera Araujo, che ha affrontato il fenomeno della globalizzazione. Carenza di relazionalità, frutto di un individualismo esasperato che lascia spazio solo a relazioni superficiali, casuali o virtuali. Da qui la necessità di trovare risposte adeguate e di saper reagire in modo costruttivo alla crescente interdipendenza e molteplicità di religioni, razze, lingue, culture. In questa direzione la testimonianza della cittadella internazionale di Loppiano e del nascente Istituto Universitario “Sophia” (Firenze), cui i vescovi hanno fatto visita. Un altro momento saliente del convegno è stata infine la presentazione dell’esperienza di una cellula di vita cristiana in un contesto del tutto laico, vissuta da un gruppo di 30 laici, medici, infermieri e amministratori di un policlinico universitario romano, che hanno offerto ai vescovi un modello di relazioni capaci di incidere nell’ambiente ordinario del lavoro. (M.G.)

Calendario settimanale 15 febbraio 2009

Commento alla parola 15 febbraio 2009



Gesù tocca un lebbroso



Il racconto della guarigione del lebbroso da parte di Gesù è narrato dall’evangelista secondo uno schema semplice: la presentazione del caso (v. 40), il gesto di Gesù che opera la guarigione (v. 41), la constatazione che l’implorato miracolo da parte del malato si è compiuto (v. 42). La catechesi del testo risulta assai semplice: la guarigione dal male è sempre legata alla fede della persona del malato. Egli deve prima prendere coscienza della propria situazione di impotenza e, di conseguenza, deve affidarsi alla potenza del Signore. Tutto e sempre è dono di Dio e la stessa salvezza, pur richiedendo la collaborazione umana, è opera di Dio, che agisce in forza della fede dell’uomo.

Il fatto poi che la guarigione sia quella di un lebbroso riveste un significato particolare: guarire dalla lebbra era uno dei grandi segni attesi per il tempo messianico. Era giunto il tempo della venuta del Messia in cui l’uomo veniva restituito completamente nella sua dignità umana, nella sua integrità di corpo e di spirito. Ma Gesù, con il suo munifico gesto con il quale tocca e guarisce il malato, vuole anche insegnare che il lebbroso non è un maledetto o un castigato da Dio, bensì una creatura amata dal suo Signore, perché la vera lebbra o impurità non è quella fisica, ma quella del cuore. Gesù non fa differenze di persone. Egli chiama tutti indistintamente al suo amore misericordioso perché ogni uomo è figlio di Dio e degno di salvezza e di amore.

RIFLESSIONE

Cristo, nella guarigione del lebbroso, ci si presenta come colui che “rompe” e abbatte autoritativamente tutte le barriere che ostacolano una incarnazione d’amore più completa e totale. È da meditare il termine greco utilizzato dall’evangelista. Esso esprime una tenerezza, una compassione, una sensibilità “materna” e “al femminile”: quella che sente la madre per il suo figlio. Le vibrazioni del cuore di Cristo rispetto ai dolori e alle tribolazioni che affliggono l’uomo sono talmente “sentite” che imitano piuttosto quelle della Donna, che si fa vittima-schiava-serva del Figlio che soffre. Nessuna Madre ha sofferto e si è lasciata coinvolgere dal soffrire umano più profondamente di Gesù.

Viene da pensare al celebre capitolo 53 di Isaia, dove il profeta descrive - in una delle sue pagine più suggestive - l’«uomo dei dolori esperto nel soffrire», che veramente «ha preso su di sé le nostre sciagure» e le nostre angosce. Il dolore, così, “toccato” da Cristo, diventa - per così dire - un fatto “sacramentale” e un evento di grazia: utile e santificante non solo per chi soffre, ma anche per tutto il corpo della comunità ecclesiale. Diventa evento di salvezza e di risurrezione “personale-collettivo”: il ‘tocco’ di Cristo lo ha caricato di energia divina.

PREGHIERA

Cristo, tu hai santificato il dolore umano

con la tua vita e con la tua parola.

Tu hai detto: «Se il chicco di frumento, affidato alla terra, non muore, rimane solo...». Hai detto: «Voi piangerete e avrete da tribolare; il mondo, invece, si divertirà». Hai detto ancora: «Se uno vuole venire dietro a me,

la smetta di pensare solo a se stesso,

prenda quotidianamente la sua croce

in santa pace e mi segua».

Per mezzo dei tuoi apostoli ci hai ripetuto: per essere meno indegni di entrare nel regno della vita, bisogna passare attraverso molte tribolazioni. Gesù, i tuoi seguaci hanno confermato questa via come quella “règia” per entrare nell’eternità, dove ritroveremo le tribolazioni della vita presente trasformate in gloria e tu ci hai assicurato: «Fatevi coraggio, questa gloria eterna

nessuno ve la potrà rapire!».

Ci crediamo, Gesù!

Ma tu aiutaci a tirar avanti

nelle molte tribolazioni e stanchezze quotidiane.

Aiutaci almeno a saper sopportare la pesantezza, il “martirio bianco” della quotidianità. Aiutaci a saper sopportare la vita con le sue sconfitte e delusioni, con le sue angosce e i problemi. Crediamo, Signore, ma aumenta in noi la fede, affinché, credendo di più, speriamo anche di più: e sperando di più, amiamo anche di più! Così è e così sia!

Facciamo il punto sulla snia

Snia: le perdite della società superano un terzo del capitale sociale

Il Cda di Snia ha esaminato la situazione patrimoniale ed economica della società, aggiornata al 31 dicembre 2008.
Fermo restando l’adeguatezza del fondo destinato da Snia alle bonifiche ambientali per i siti di Torviscosa e Brescia, come confermato dalle perizie giurate recentemente ricevute, la situazione patrimoniale ed economica di Snia al 31 dicembre 2008 evidenzia una perdita pari a 19 milioni di euro, riconducibile per 3,6 milioni di euro alla gestione ordinaria, mentre per 15,3 milioni di euro alla svalutazione dei crediti commerciali e finanziari vantati nei confronti di Caffaro (per 10,1 milioni di euro) e di Caffaro Chimica (per 5,2 milioni di euro), entrambe recentemente poste in liquidazione.
Pertanto la perdita complessiva per l’esercizio 2008 di Snia pari a 19 milioni di euro, sommata alle perdite in precedenza riportate a nuovo, portano ad un ammontare complessivo di euro 35,4 milioni, che supera il terzo del capitale sociale, pari attualmente a 51.714.380 euro, e fa ricadere la Società nella
fattispecie di cui all’art. 2446, comma 1, c.c..
Il Cda ha dunque conferito mandato al Presidente di Snia, Giorgio Barosco, di convocare l’Assemblea degli Azionisti della Società per gli opportuni provvedimenti.
Per quanto concerne la prevedibile evoluzione della gestione nel prossimo triennio, il Cda sarà chiamato ad approvare un piano di sviluppo dell’attività della Società.
In considerazione del breve periodo di tempo trascorso dall’insediamento del nuovo organo amministrativo, Snia può, ad oggi, solo ipotizzare le linee guida di tale piano, nell’ambito del quale saranno previsti il sostegno alle partecipate che sono in continuità aziendale, l’effettuazione di ulteriori investimenti nel settore oleochimico e una riduzione dei costi operativi delle società del Gruppo.
Si rende noto, infine, che la relazione

Fonte: www.trend-online.com

Domenica 15 febbraio 2008



VI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)


PRIMA LETTURA (Lv 13,1-2.45-46)
Il lebbroso se ne starà solo, abiterà fuori dell’accampamento.
Dal libro del Levìtico

Il Signore parlò a Mosè e ad Aronne e disse:
«Se qualcuno ha sulla pelle del corpo un tumore o una pustola o macchia bianca che faccia sospettare una piaga di lebbra, quel tale sarà condotto dal sacerdote Aronne o da qualcuno dei sacerdoti, suoi figli.
Il lebbroso colpito da piaghe porterà vesti strappate e il capo scoperto; velato fino al labbro superiore, andrà gridando: “Impuro! Impuro!”.
Sarà impuro finché durerà in lui il male; è impuro, se ne starà solo, abiterà fuori dell’accampamento».
Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 31)
Rit: Tu sei il mio rifugio, mi liberi dall’angoscia.
Beato l’uomo a cui è tolta la colpa
e coperto il peccato.
Beato l’uomo a cui Dio non imputa il delitto
e nel cui spirito non è inganno.

Ti ho fatto conoscere il mio peccato,
non ho coperto la mia colpa.
Ho detto: «Confesserò al Signore le mie iniquità»
e tu hai tolto la mia colpa e il mio peccato.

Rallegratevi nel Signore ed esultate, o giusti!
Voi tutti, retti di cuore, gridate di gioia!

SECONDA LETTURA (1Cor 10,31-11,1)
Diventate miei imitatori come io lo sono di Cristo.
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Fratelli, sia che mangiate sia che beviate sia che facciate qualsiasi altra cosa, fate tutto per la gloria di Dio.
Non siate motivo di scandalo né ai Giudei, né ai Greci, né alla Chiesa di Dio; così come io mi sforzo di piacere a tutti in tutto, senza cercare il mio interesse ma quello di molti, perché giungano alla salvezza.
Diventate miei imitatori, come io lo sono di Cristo.
Parola di Dio

Canto al Vangelo (Lc 7,16)
Alleluia, alleluia.
Un grande profeta è sorto tra noi,
e Dio ha visitato il suo popolo.
Alleluia.

VANGELO (Mc 1,40-45)
La lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato.
+ Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, venne da Gesù un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». E subito la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato.
E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno; va’, invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro».
Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte.
Parola del Signore
Preghiera dei fedeli
Il Signore nostro Gesù Cristo ha preso su di sé le nostre sofferenze per farci partecipare alla sua risurrezione. Consapevoli di questo suo dono, rivolgiamo a lui il grido della nostra preghiera.
Preghiamo insieme e diciamo: Risanaci, o Signore!

1. Per la Chiesa e i suoi pastori: manifestino nel loro ministero la presenza di Gesù che si china sui malati e condivide il loro dolore, preghiamo.
2. Per noi: perchè sappiamo vedere nei malati i nostri fratelli che soffrono, cercando di essere loro vicini con amore e sacrificio, preghiamo.
3. Per le autorità politiche ed economiche: si impegnino a combattere le gravi malattie che ancora oggi non hanno sufficienti cure, soprattutto nei luoghi più poveri del mondo, preghiamo.
4. Per i malati di AIDS e per tutte le malattie che, come la lebbra, allontanano le persone: perché la lotta contro il male superi i pregiudizi e le nostre paure, preghiamo.
5. Per la nostra comunità cristiana: guardi con rispetto e serva con delicatezza i malati, gli handicappati, gli anziani, riconoscendo che le loro sofferenze unite a Cristo sono offerte per la nostra salvezza, preghiamo.
6. Per i genitori dei ragazzi che riceveranno la Cresima domenica prossima: perché accompagnino con fede i loro figli verso la celebrazione del sacramento. Preghiamo.
7. Per i nostri fratelli BROCCATO ROMOLO e
ZANFAGNINI MORETTIN TERESINA che Dio ha reso partecipi del Mistero Pasquale di Cristo, perché vivano in eterno la comunione dei santi in paradiso. Preghiamo.


Signore, che hai toccato la mano del lebbroso e l'hai risanato, tocca anche i nostri cuori, liberali dall'egoismo e dall'indifferenza che ci spinge a chiudere gli occhi di fronte al male presente nel mondo. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.

Eluana Englaro è morta...

Signore, tu non ci hai fatti come angeli
ma come uomini che vivono sulla terra
con il cuore capace d'amore e di odio
in giorni d'estasi e in giorni di noia,
siamo per noi e per gli altri e di peso e di gioia
così dobbiamo esistere tutta una vita.
Ci dirai Tu, Signore,
quella parola che mai dicesti a un angelo:
- Tu sei mio figlio,
oggi ti ho messo al mondo
ed io sarò tuo padre?-
Dilla a questa donna questa gran parola
Signore Dio, e digli:
-Ecco il tuo posto,
vicino a Gesù Cristo, alla mia destra,
figlia degli uomini nell'eternità.-

Commento alla parola 8 febbraio 2009

Dio ci prende per mano

Il primo episodio raccontatoci dal vangelo di questa domenica ci mostra Gesù che entra in una dimora privata, nella casa della suocera di Pietro. Possiamo in lui contemplare il regno di Dio che raggiunge la nostra umanità per riconfigurarla anche là dove entrano in gioco gli affetti, i rapporti di prossimità e le appartenenze profonde. Il Regno è il venire presso di noi di un Dio che vuole realizzare uno scambio intimo con ognuno, stabilendo una relazione di vicinanza, di comunione. I gesti compiuti da Gesù sono caratterizzati proprio da questo tratto della prossimità; ecco allora il suo far visita all’inferma suocera di Pietro, l’ascoltare coloro che gli parlano di lei, il prenderla per mano e il sollevarla.
Si scorge in lui un amore che ci si avvicina nel momento del dolore, che ci prende per mano, infondendoci rinnovata sicurezza; si avverte soprattutto una prossimità che risolleva. Si realizza qui in modo sommo quella carità che la parola di Dio chiede di far nostra, proponendoci anche l’esempio di Paolo e le sue richieste ai cristiani “maturi” di Corinto. La nostra vera maturità di fede è nell’accoglienza della via della carità, quella che Dio in Cristo ha usato verso di noi, rispondendo al nostro grido come a Giobbe, perché la nostra vita è come un soffio.
Il tratto della vicinanza non deve, però, farci smarrire il senso del mistero e la consapevolezza che Dio, anche se si fa prossimo a noi, non è manipolabile dai nostri desideri e non può venire circoscritto alle nostre conoscenze e ai nostri vissuti. Ci illumina l’esempio di Gesù che «esce» verso il deserto per recarsi a pregare, mentre è ancora notte. Gesù non soccombe alla nostra tentazione del successo e della notorietà, al rischio di essere divorato da chi reclama una “vicinanza” che diventa pretesa di possedere Dio e di addomesticarlo. Gesù al contrario «esce» per ritirarsi a pregare, mettendo al centro non se stesso, ma il Padre. Egli compie davvero il proprio “esodo” dalle attese della gente, accettando invece la difficile volontà del Padre. La nostra preghiera deve essere quindi un ricercare la volontà di Dio sull’esempio e con l’aiuto di Gesù.
PREGHIERA
O Signore, la tua parola oggi mi presenta te come modello e maestro di preghiera. Desidero apprendere da te l’arte del pregare e come te riuscire a conformare le mie scelte alla volontà del Padre. Guardando a te - che nella notte e nella solitudine preghi il Padre - posso anch’io ritrovare con la preghiera il coraggio di camminare “altrove”, di mettere al centro le necessità dei miei fratelli. Potrò allora affrontare gli impegnativi “traslochi” che la volontà divina mi chiede e lasciarmi trasportare oltre il cammino, fino a trovarmi là dove non pensavo affatto di poter arrivare.
Nella preghiera avverto vivamente la tua vicinanza: quella che ha fatto sentire alla suocera di Pietro e agli ammalati che tu hai guarito alle porte della città. Ti benedico, allora, per tutte le volte nelle quali - pieno di comprensione - ti sei fatto incontro a me e ai miei fratelli e sorelle, confortandoci nei momenti difficili della nostra vita. Fa’ che, avendo sperimentato la dolce e potente prossimità del tuo amore, diventiamo più forti e, sull’esempio di Cristo, impariamo anche noi a condividere con gli altri il mistero del dolore, illuminati dalla speranza che ci salva.

Durante il lavoro di restauro della veste dell’Addolorata, che alcune donne con pazienza stanno facendo, nel corpetto, tra la fodera e il tessuto, è venuto alla luce unIl primo episodio raccontatoci dal vangelo di questa domenica ci mostra Gesù che entra in una dimora privata, nella casa della suocera di Pietro. Possiamo in lui contemplare il regno di Dio che raggiunge la nostra umanità per riconfigurarla anche là dove entrano in gioco gli affetti, i rapporti di prossimità e le appartenenze profonde. Il Regno è il venire presso di noi di un Dio che vuole realizzare uno scambio intimo con ognuno, stabilendo una relazione di vicinanza, di comunione. I gesti compiuti da Gesù sono caratterizzati proprio da questo tratto della prossimità; ecco allora il suo far visita all’inferma suocera di Pietro, l’ascoltare coloro che gli parlano di lei, il prenderla per mano e il sollevarla.
Si scorge in lui un amore che ci si avvicina nel momento del dolore, che ci prende per mano, infondendoci rinnovata sicurezza; si avverte soprattutto una prossimità che risolleva. Si realizza qui in modo sommo quella carità che la parola di Dio chiede di far nostra, proponendoci anche l’esempio di Paolo e le sue richieste ai cristiani “maturi” di Corinto. La nostra vera maturità di fede è nell’accoglienza della via della carità, quella che Dio in Cristo ha usato verso di noi, rispondendo al nostro grido come a Giobbe, perché la nostra vita è come un soffio.
Il tratto della vicinanza non deve, però, farci smarrire il senso del mistero e la consapevolezza che Dio, anche se si fa prossimo a noi, non è manipolabile dai nostri desideri e non può venire circoscritto alle nostre conoscenze e ai nostri vissuti. Ci illumina l’esempio di Gesù che «esce» verso il deserto per recarsi a pregare, mentre è ancora notte. Gesù non soccombe alla nostra tentazione del successo e della notorietà, al rischio di essere divorato da chi reclama una “vicinanza” che diventa pretesa di possedere Dio e di addomesticarlo. Gesù al contrario «esce» per ritirarsi a pregare, mettendo al centro non se stesso, ma il Padre. Egli compie davvero il proprio “esodo” dalle attese della gente, accettando invece la difficile volontà del Padre. La nostra preghiera deve essere quindi un ricercare la volontà di Dio sull’esempio e con l’aiuto di Gesù.
PREGHIERA
O Signore, la tua parola oggi mi presenta te come modello e maestro di preghiera. Desidero apprendere da te l’arte del pregare e come te riuscire a conformare le mie scelte alla volontà del Padre. Guardando a te - che nella notte e nella solitudine preghi il Padre - posso anch’io ritrovare con la preghiera il coraggio di camminare “altrove”, di mettere al centro le necessità dei miei fratelli. Potrò allora affrontare gli impegnativi “traslochi” che la volontà divina mi chiede e lasciarmi trasportare oltre il cammino, fino a trovarmi là dove non pensavo affatto di poter arrivare.
Nella preghiera avverto vivamente la tua vicinanza: quella che ha fatto sentire alla suocera di Pietro e agli ammalati che tu hai guarito alle porte della città. Ti benedico, allora, per tutte le volte nelle quali - pieno di comprensione - ti sei fatto incontro a me e ai miei fratelli e sorelle, confortandoci nei momenti difficili della nostra vita. Fa’ che, avendo sperimentato la dolce e potente prossimità del tuo amore, diventiamo più forti e, sull’esempio di Cristo, impariamo anche noi a condividere con gli altri il mistero del dolore, illuminati dalla speranza che ci salva.

Durante il lavoro di restauro della veste dell’Addolorata, che alcune donne con pazienza stanno facendo, nel corpetto, tra la fodera e il tessuto, è venuto alla luce questo biglietto (cm 5,5 x 10) che qualche mamma ha messo.

Mamma nostra cara, ti raccomando tanto Giancarlo che cresca bravo, studioso, sano, fa che un altro giorno sia un santo e zelante sacerdote. Prendilo sotto la tua guida, proteggilo ed assistilo in tutte le sue lotte contro il demonio, la carne e il mondo. Sii tu la sua mamma, tienilo sotto il tuo manto, ma ti prometto per il bene spirituale ed anche corporale di quest’umile cuore di fare ogni giorno qualche piccolo sacrificio. Accetta ti prego la mia piccola offerta.

Abbiamo saputo l’identità di due persone degli ex voto della Madonna: due sorelle e ambedue si chiamavano IETRI INES MARIA la prima (vestita da Prima Comunione ) nata il 21.11.1909 e deceduta il 19.10.1920; la seconda nata il 19.06.1921 e deceduta il 19.01.1943,
figlie di Antonio Luigi e Zanon Marianna

Foglio della Collaborazione Pastorale Di San Giorgio di Nogaro

Incontri dell'Auser: controlli sanitari a Palazzolo e conferenza tutta al femminile a Muzzana 8Udinnr Today)

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