Commento alla parola 5 aprile 2009


Domenica delle Palme

Questi rami, Signore, che portiamo,

queste prime fronde raccolte in mazzi

sono frammenti di primavera

che eleviamo per salutarti,

sono la nostra fede verso te protesa

e la nostra gioia che ama farsi sentire

mentre canta le tue lodi!

Entra, Signore! Entra nelle nostre città!

Nelle nostre case! Nelle nostre vite!

Entra, Signore, per estendere anche a noi

la benedizione di Dio!

Entra con la tua Parola di liberazione! Entra con il tuo pane che offre l’eternità! Entra con la tua croce che apporta salvezza al mondo! Entra, Signore, con la grande notizia della tua vita a noi affidata!


Giovedì Santo

Alla sua tavola nessuno è un numero ognuno è un amico atteso con trepidazione, quale che sia l’angustia che ha nel cuore, quale che sia la decenza del suo abito.

Non serve la carta di identità. Basta avere fame e rivolgere a Lui il nostro essere bisognosi!

Venite alla sua tavola, voi che siete feriti, voi che siete stanchi e oppressi da orizzonti troppo bassi,

voi che fate errori, voi che vi spezzate a forza di non essere ascoltati, voi tutti che piangete,

che pregate, voi tutti che sperate, e di vivere sognate! Alla sua tavola, Gesù Cristo passa da ciascuno per servirlo con sovrabbondanza di amore riconoscendo in ciascuno un prezioso ospite.

Sarete serviti tutti con la medesima attenzione. Nessuno lasciato in disparte!

Alla sua tavola non vi sono preferenze non vi sono primi e ultimi, puri e impuri!

Non vi sono altro che compagni venuti a ricevere lo stesso pane di vita piena

e lo stesso amore che lì è offerto!

A questa tavola c’è solo comunione poiché Dio stesso vi unisce e riunisce in lui e vi lega strettamente gli uni agli altri: un’alleanza che nulla può distruggere! Lasciando la sua tavola c’è un’unica maniera per fare memoria di Lui: comportarsi come fratelli di pari dignità!

Venerdì Santo

Guarda, Signore, l’immenso corteo dei crocifissi di ieri, di oggi e di domani che si avvicina a te. Sono innumerevoli e vengono da ogni dove.

Hanno scalato la montagna della sofferenza e della malattia, sono caduti e hanno gridato subendo abbandono ed emarginazione.

Hanno pianto sulle strade delle miserie umane. Sono stati lapidati e uccisi nelle prigioni e nelle ingiustizie.

Eccoli affranti, piegati, lacerati vengono verso dite portando la loro croce. Vengono sotto la tua croce e lì depongono la loro e si mettono a gridare:

«Figlio di Dio, nostro fratello crocifisso, salvaci!»

E restano in piedi sotto la tua croce mentre ti sentono mormorare Signore crocifisso, nel tuo ultimo sospiro: «Fratelli di croce, fratelli cari, il Padre vi solleva tutti alla sua guancia. Soffia in voi la vita e vi rialza. Oggi stesso, sarete con me nella gioia del mio Regno».

Sabato Santo

Ecco a voi la Luce come una colonna di fuoco,

vi precede elevata, diritta e solida vincente sulla densità delle vostre notti!

Fende le tenebre! Espelle le forze cattive che vi caricano di fardelli compromettendo il vostro avvenire!

Cammina davanti a voi! Attraversa gli oceani bui dei vostri timori e delle vostre oppressioni! Vi conduce sulle rive della vostra liberazione!

Amici, non abbiate paura, anche se la fiamma trema e vacilla sotto gli assalti del male, essa resterà solida e ferma e dolce, dinanzi ai nemici del chiarore!

Amici! Davanti a voi la Luce! Canta la gioia del Cristo estratto dal sepolcro! Danza per voi e intona l’allegria degli alleluia che gettano la loro musica sopra qualsiasi corteo di morte!

Amici, voi lo sapete: la colonna di fuoco, la fiamma, la Luce è il Cristo risorto!

Domenica 5 aprile 2009


Parrocchia S. Giorgio Martire

Foglio per i lettori

DOMENICA DELLE PALME (ANNO B)

PRIMA LETTURA (Is 50,4-7)
Non ho sottratto la faccia agli insulti e agli sputi, sapendo di non restare deluso. (Terzo canto del Servo del Signore)

Dal libro del profeta Isaìa

Il Signore Dio mi ha dato una lingua da discepolo,
perché io sappia indirizzare
una parola allo sfiduciato.
Ogni mattina fa attento il mio orecchio
perché io ascolti come i discepoli.
Il Signore Dio mi ha aperto l’orecchio
e io non ho opposto resistenza,
non mi sono tirato indietro.
Ho presentato il mio dorso ai flagellatori,
le mie guance a coloro che mi strappavano la barba;
non ho sottratto la faccia
agli insulti e agli sputi.
Il Signore Dio mi assiste,
per questo non resto svergognato,
per questo rendo la mia faccia dura come pietra,
sapendo di non restare confuso.
Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 21)
Rit: Mio Dio, mio Dio, perché mi hai abbandonato?

Si fanno beffe di me quelli che mi vedono,
storcono le labbra, scuotono il capo:
«Si rivolga al Signore; lui lo liberi,
lo porti in salvo, se davvero lo ama!». Rit.

Un branco di cani mi circonda,
mi accerchia una banda di malfattori;
hanno scavato le mie mani e i miei piedi.
Posso contare tutte le mie ossa. Rit.

Si dividono le mie vesti,
sulla mia tunica gettano la sorte.
Ma tu, Signore, non stare lontano,
mia forza, vieni presto in mio aiuto. Rit.

Annuncerò il tuo nome ai miei fratelli,
ti loderò in mezzo all’assemblea.
Lodate il Signore, voi suoi fedeli,
gli dia gloria tutta la discendenza di Giacobbe,
lo tema tutta la discendenza d’Israele. Rit.

SECONDA LETTURA (Fil 2,6-11)
Cristo umiliò se stesso, per questo Dio l’ha esaltato

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippési

Cristo Gesù, pur essendo nella condizione di Dio, non ritenne un privilegio l’essere come Dio, ma svuotò se stesso assumendo una condizione di servo, diventando simile agli uomini.
Dall’aspetto riconosciuto come uomo,
umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e a una morte di croce.
Per questo Dio lo esaltò e gli donò il nome
che è al di sopra di ogni nome, perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra, e ogni lingua proclami: «Gesù Cristo è Signore!»,
a gloria di Dio Padre.
Parola di Dio

Canto al Vangelo (Fil 2,8-9)
Gloria e lode a te, o Cristo!
Per noi Cristo si è fatto obbediente fino alla morte, e alla morte di croce.
Per questo Dio l’ha esaltato e gli ha dato il nome che è sopra ogni altro nome.
Gloria e lode a te, o Cristo!

VANGELO (Mc 14,1-15,47)
La passione del Signore

+ Passione di nostro Signore Gesù Cristo secondo Marco

- Cercavano il modo di impadronirsi di lui per ucciderlo
Mancavano due giorni alla Pasqua e agli Àzzimi, e i capi dei sacerdoti e gli scribi cercavano il modo di catturare Gesù con un inganno per farlo morire. Dicevano infatti: «Non durante la festa, perché non vi sia una rivolta del popolo».

- Ha unto in anticipo il mio corpo per la sepoltura
Gesù si trovava a Betània, nella casa di Simone il lebbroso. Mentre era a tavola, giunse una donna che aveva un vaso di alabastro, pieno di profumo di puro nardo, di grande valore. Ella ruppe il vaso di alabastro e versò il profumo sul suo capo. Ci furono alcuni, fra loro, che si indignarono: «Perché questo spreco di profumo? Si poteva venderlo per più di trecento denari e darli ai poveri!». Ed erano infuriati contro di lei.
Allora Gesù disse: «Lasciatela stare; perché la infastidite? Ha compiuto un’azione buona verso di me. I poveri infatti li avete sempre con voi e potete far loro del bene quando volete, ma non sempre avete me. Ella ha fatto ciò che era in suo potere, ha unto in anticipo il mio corpo per la sepoltura. In verità io vi dico: dovunque sarà proclamato il Vangelo, per il mondo intero, in ricordo di lei si dirà anche quello che ha fatto».

- Promisero a Giuda Iscariota di dargli denaro
Allora Giuda Iscariota, uno dei Dodici, si recò dai capi dei sacerdoti per consegnare loro Gesù. Quelli, all’udirlo, si rallegrarono e promisero di dargli del denaro. Ed egli cercava come consegnarlo al momento opportuno.

- Dov’è la mia stanza, in cui io possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli?
Il primo giorno degli Àzzimi, quando si immolava la Pasqua, i suoi discepoli gli dissero: «Dove vuoi che andiamo a preparare, perché tu possa mangiare la Pasqua?». Allora mandò due dei suoi discepoli, dicendo loro: «Andate in città e vi verrà incontro un uomo con una brocca d’acqua; seguitelo. Là dove entrerà, dite al padrone di casa: “Il Maestro dice: Dov’è la mia stanza, in cui io possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli?”. Egli vi mostrerà al piano superiore una grande sala, arredata e già pronta; lì preparate la cena per noi». I discepoli andarono e, entrati in città, trovarono come aveva detto loro e prepararono la Pasqua.

- Uno di voi, colui che mangia con me, mi tradirà
Venuta la sera, egli arrivò con i Dodici. Ora, mentre erano a tavola e mangiavano, Gesù disse: «In verità io vi dico: uno di voi, colui che mangia con me, mi tradirà». Cominciarono a rattristarsi e a dirgli, uno dopo l’altro: «Sono forse io?». Egli disse loro: «Uno dei Dodici, colui che mette con me la mano nel piatto. Il Figlio dell’uomo se ne va, come sta scritto di lui; ma guai a quell’uomo, dal quale il Figlio dell’uomo viene tradito! Meglio per quell’uomo se non fosse mai nato!».

- Questo è il mio corpo. Questo è il mio sangue dell’alleanza
E, mentre mangiavano, prese il pane e recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: «Prendete, questo è il mio corpo». Poi prese un calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. E disse loro: «Questo è il mio sangue dell’alleanza, che è versato per molti. In verità io vi dico che non berrò mai più del frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo, nel regno di Dio».

- Prima che due volte il gallo canti, tre volte mi rinnegherai
Dopo aver cantato l’inno, uscirono verso il monte degli Ulivi. Gesù disse loro: «Tutti rimarrete scandalizzati, perché sta scritto:
“Percuoterò il pastore e le pecore saranno disperse”.
Ma, dopo che sarò risorto, vi precederò in Galilea». Pietro gli disse: «Anche se tutti si scandalizzeranno, io no!». Gesù gli disse: «In verità io ti dico: proprio tu, oggi, questa notte, prima che due volte il gallo canti, tre volte mi rinnegherai». Ma egli, con grande insistenza, diceva: «Anche se dovessi morire con te, io non ti rinnegherò». Lo stesso dicevano pure tutti gli altri.

- Cominciò a sentire paura e angoscia
Giunsero a un podere chiamato Getsèmani, ed egli disse ai suoi discepoli: «Sedetevi qui, mentre io prego». Prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e cominciò a sentire paura e angoscia. Disse loro: «La mia anima è triste fino alla morte. Restate qui e vegliate». Poi, andato un po’ innanzi, cadde a terra e pregava che, se fosse possibile, passasse via da lui quell’ora. E diceva: «Abbà! Padre! Tutto è possibile a te: allontana da me questo calice! Però non ciò che voglio io, ma ciò che vuoi tu». Poi venne, li trovò addormentati e disse a Pietro: «Simone, dormi? Non sei riuscito a vegliare una sola ora? Vegliate e pregate per non entrare in tentazione. Lo spirito è pronto, ma la carne è debole». Si allontanò di nuovo e pregò dicendo le stesse parole. Poi venne di nuovo e li trovò addormentati, perché i loro o! cchi si erano fatti pesanti, e non sapevano che cosa rispondergli. Venne per la terza volta e disse loro: «Dormite pure e riposatevi! Basta! È venuta l’ora: ecco, il Figlio dell’uomo viene consegnato nelle mani dei peccatori. Alzatevi, andiamo! Ecco, colui che mi tradisce è vicino».

- Arrestatelo e conducetelo via sotto buona scorta
E subito, mentre ancora egli parlava, arrivò Giuda, uno dei Dodici, e con lui una folla con spade e bastoni, mandata dai capi dei sacerdoti, dagli scribi e dagli anziani. Il traditore aveva dato loro un segno convenuto, dicendo: «Quello che bacerò, è lui; arrestatelo e conducetelo via sotto buona scorta». Appena giunto, gli si avvicinò e disse: «Rabbì» e lo baciò. Quelli gli misero le mani addosso e lo arrestarono. Uno dei presenti estrasse la spada, percosse il servo del sommo sacerdote e gli staccò l’orecchio. Allora Gesù disse loro: «Come se fossi un brigante siete venuti a prendermi con spade e bastoni. Ogni giorno ero in mezzo a voi nel tempio a insegnare, e non mi avete arrestato. Si compiano dunque le Scritture!». Allora tutti lo abbandonarono e fuggirono. Lo seguiva però un ragazzo, che aveva addosso soltanto un lenzuolo, e lo afferrarono. Ma egli, lasciato cadere! il lenzuolo, fuggì via nudo.

- Sei tu il Cristo, il Figlio del Benedetto?
Condussero Gesù dal sommo sacerdote, e là si riunirono tutti i capi dei sacerdoti, gli anziani e gli scribi. Pietro lo aveva seguito da lontano, fin dentro il cortile del palazzo del sommo sacerdote, e se ne stava seduto tra i servi, scaldandosi al fuoco. I capi dei sacerdoti e tutto il sinedrio cercavano una testimonianza contro Gesù per metterlo a morte, ma non la trovavano. Molti infatti testimoniavano il falso contro di lui e le loro testimonianze non erano concordi. Alcuni si alzarono a testimoniare il falso contro di lui, dicendo: «Lo abbiamo udito mentre diceva: “Io distruggerò questo tempio, fatto da mani d’uomo, e in tre giorni ne costruirò un altro, non fatto da mani d’uomo”». Ma nemmeno così la loro testimonianza era concorde. Il sommo sacerdote, alzatosi in mezzo all’assemblea, interrogò Gesù dicendo: «Non rispondi nulla? Che cosa testimoniano costoro contro di! te?». Ma egli taceva e non rispondeva nulla. Di nuovo il sommo sacerdote lo interrogò dicendogli: «Sei tu il Cristo, il Figlio del Benedetto?». Gesù rispose: «Io lo sono!
E vedrete il Figlio dell’uomo
seduto alla destra della Potenza
e venire con le nubi del cielo».
Allora il sommo sacerdote, stracciandosi le vesti, disse: «Che bisogno abbiamo ancora di testimoni? Avete udito la bestemmia; che ve ne pare?». Tutti sentenziarono che era reo di morte. Alcuni si misero a sputargli addosso, a bendargli il volto, a percuoterlo e a dirgli: «Fa’ il profeta!». E i servi lo schiaffeggiavano.

- Non conosco quest’uomo di cui parlate
Mentre Pietro era giù nel cortile, venne una delle giovani serve del sommo sacerdote e, vedendo Pietro che stava a scaldarsi, lo guardò in faccia e gli disse: «Anche tu eri con il Nazareno, con Gesù». Ma egli negò, dicendo: «Non so e non capisco che cosa dici». Poi uscì fuori verso l’ingresso e un gallo cantò. E la serva, vedendolo, ricominciò a dire ai presenti: «Costui è uno di loro». Ma egli di nuovo negava. Poco dopo i presenti dicevano di nuovo a Pietro: «È vero, tu certo sei uno di loro; infatti sei Galileo». Ma egli cominciò a imprecare e a giurare: «Non conosco quest’uomo di cui parlate». E subito, per la seconda volta, un gallo cantò. E Pietro si ricordò della parola che Gesù gli aveva detto: «Prima che due volte il gallo canti, tre volte mi rinnegherai». E scoppiò in pianto.

- Volete che io rimetta in libertà per voi il re dei Giudei?
E subito, al mattino, i capi dei sacerdoti, con gli anziani, gli scribi e tutto il sinedrio, dopo aver tenuto consiglio, misero in catene Gesù, lo portarono via e lo consegnarono a Pilato. Pilato gli domandò: «Tu sei il re dei Giudei?». Ed egli rispose: «Tu lo dici». I capi dei sacerdoti lo accusavano di molte cose. Pilato lo interrogò di nuovo dicendo: «Non rispondi nulla? Vedi di quante cose ti accusano!». Ma Gesù non rispose più nulla, tanto che Pilato rimase stupito.
A ogni festa, egli era solito rimettere in libertà per loro un carcerato, a loro richiesta. Un tale, chiamato Barabba, si trovava in carcere insieme ai ribelli che nella rivolta avevano commesso un omicidio. La folla, che si era radunata, cominciò a chiedere ciò che egli era solito concedere. Pilato rispose loro: «Volete che io rimetta in libertà per voi il re dei Giudei?». Sapeva infatti che i capi dei sacerdoti glielo avevano consegnato per invidia. Ma i capi dei sacerdoti incitarono la folla perché, piuttosto, egli rimettesse in libertà per loro Barabba. Pilato disse loro di nuovo: «Che cosa volete dunque che io faccia di quello che voi chiamate il re dei Giudei?». Ed essi di nuovo gridarono: «Crocifiggilo!». Pilato diceva loro: «Che male ha fatto?». Ma essi gridarono più forte: «Crocifiggilo!». Pilato, volendo dare soddisfazione alla folla, rimise in libertà! ; per loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso.

- Intrecciarono una corona di spine e gliela misero attorno al capo
Allora i soldati lo condussero dentro il cortile, cioè nel pretorio, e convocarono tutta la truppa. Lo vestirono di porpora, intrecciarono una corona di spine e gliela misero attorno al capo. Poi presero a salutarlo: «Salve, re dei Giudei!». E gli percuotevano il capo con una canna, gli sputavano addosso e, piegando le ginocchia, si prostravano davanti a lui. Dopo essersi fatti beffe di lui, lo spogliarono della porpora e gli fecero indossare le sue vesti, poi lo condussero fuori per crocifiggerlo.

- Condussero Gesù al luogo del Gòlgota
Costrinsero a portare la sua croce un tale che passava, un certo Simone di Cirene, che veniva dalla campagna, padre di Alessandro e di Rufo. Condussero Gesù al luogo del Gòlgota, che significa «Luogo del cranio», e gli davano vino mescolato con mirra, ma egli non ne prese.

- Con lui crocifissero anche due ladroni
Poi lo crocifissero e si divisero le sue vesti, tirando a sorte su di esse ciò che ognuno avrebbe preso. Erano le nove del mattino quando lo crocifissero. La scritta con il motivo della sua condanna diceva: «Il re dei Giudei». Con lui crocifissero anche due ladroni, uno a destra e uno alla sua sinistra.

- Ha salvato altri e non può salvare se stesso!
Quelli che passavano di là lo insultavano, scuotendo il capo e dicendo: «Ehi, tu che distruggi il tempio e lo ricostruisci in tre giorni, salva te stesso scendendo dalla croce!». Così anche i capi dei sacerdoti, con gli scribi, fra loro si facevano beffe di lui e dicevano: «Ha salvato altri e non può salvare se stesso! Il Cristo, il re d’Israele, scenda ora dalla croce, perché vediamo e crediamo!». E anche quelli che erano stati crocifissi con lui lo insultavano.

- Gesù, dando un forte grido, spirò
Quando fu mezzogiorno, si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio. Alle tre, Gesù gridò a gran voce: «Eloì, Eloì, lemà sabactàni?», che significa: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?». Udendo questo, alcuni dei presenti dicevano: «Ecco, chiama Elia!». Uno corse a inzuppare di aceto una spugna, la fissò su una canna e gli dava da bere, dicendo: «Aspettate, vediamo se viene Elia a farlo scendere». Ma Gesù, dando un forte grido, spirò.

(Qui si genuflette e si fa una breve pausa)

Il velo del tempio si squarciò in due, da cima a fondo. Il centurione, che si trovava di fronte a lui, avendolo visto spirare in quel modo, disse: «Davvero quest’uomo era Figlio di Dio!».
Vi erano anche alcune donne, che osservavano da lontano, tra le quali Maria di Màgdala, Maria madre di Giacomo il minore e di Ioses, e Salome, le quali, quando era in Galilea, lo seguivano e lo servivano, e molte altre che erano salite con lui a Gerusalemme.

- Giuseppe fece rotolare una pietra all’entrata del sepolcro
Venuta ormai la sera, poiché era la Parascève, cioè la vigilia del sabato, Giuseppe d’Arimatèa, membro autorevole del sinedrio, che aspettava anch’egli il regno di Dio, con coraggio andò da Pilato e chiese il corpo di Gesù. Pilato si meravigliò che fosse già morto e, chiamato il centurione, gli domandò se era morto da tempo. Informato dal centurione, concesse la salma a Giuseppe. Egli allora, comprato un lenzuolo, lo depose dalla croce, lo avvolse con il lenzuolo e lo mise in un sepolcro scavato nella roccia. Poi fece rotolare una pietra all’entrata del sepolcro. Maria di Màgdala e Maria madre di Ioses stavano a osservare dove veniva posto.
Parola del Signore.

Preghiera dei fedeli
Cristo Gesù, che ti sei fatto obbediente fino alla morte per donarci la pienezza della vita, ascolta la nostra preghiera, che con fiducia ti rivolgiamo dopo aver meditato sulla tua crocifissione.


Preghiamo insieme e diciamo: Maria intercedi per noi, Cristo ascoltaci!


1. Tu, che nella morte in croce hai unito cielo e terra, guarda alla tua Chiesa e donale pace e unità, perché sia segno nel mondo della tua salvezza, preghiamo.
2. Tu, che sei venuto per salvare tutti, da' agli sfiduciati la forza per superare le difficoltà della vita, il coraggio di affrontare la malattia e la premura della solidarietà a chi sta vicino a chi soffre, preghiamo.
3. Tu, che hai sofferto un'ingiusta condanna, dona forza e coraggio a chi lotta per la giustizia e a chi cerca la pace attraverso la riconciliazione e il rifiuto della violenza, preghiamo.
4. Tu, che al ladrone pentito hai promesso il paradiso, fa' che tutti i popoli ti possano riconoscere come unico salvatore, preghiamo.
5. Tu, che sei venuto a liberarci dal peccato e dalla morte, fa' che tutti noi, riconoscendo le nostre colpe e omissioni, veniamo a te, sorgente del perdono e della vita, preghiamo.

O Dio, nostro Padre, che ci hai tanto amato da donare il tuo Figlio unigenito, fa' che abbiamo sempre presente l'insegnamento della sua passione, per poter partecipare alla gloria della sua risurrezione. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

ANSA parla del 250° Giubileo della BV Addolorata

crisi: fvg; tondo, non lasceremo nessuno per strada

(ANSA) - SAN GIORGIO DI NOGARO (UDINE), 4 APR - ''La Regione non lascera' nessuno per strada'': lo ha detto a San Giorgio di Nogaro (Udine), a una manifestazione locale, il presidente del Friuli Venezia Giulia, renzo Tondo. Tondo ha anticipato che la regione ''liberera' risorse importanti per sostenere le famiglie del Friuli Venezia Giulia in questo momento difficile''. Tondo ha poi annunciato ''un importante impegno di tutta la Regione, dalla maggioranza di governo all'opposizione, per contribuire a salvaguardare il tessuto economico e sociale di un territorio che - ha sottolineato - soffre e soffrira' piu' di altri proprio perche' e' fondato su un'economia industriale consistente e sviluppata''. (ANSA).

Ricercare Turoldo, padre David Maria Turoldo, nel 250° del voto

«Ogni volta che penso al Friuli penso a mia madre. Ogni volta che penso a mia madre, penso un'icona, ad una statua dell' Addolorata che stava nel Santuario della Madonna delle Grazie: é il Santuario di Udine, nel cuore della città, dove io entrai come frate e dove mia madre mi portava fanciullo.

Appena nella chiesa, subito alla destra dell'entrata, c’era l’altare dell'Addolorata. Rivedo ancora mia madre, che era madre di nove figli tutti emigrati, (a casa ero rimasto solo io, perché ultimo) e che quindi aveva naturalmente sempre il cuore gonfio di queste storie dei figli dispersi per il mondo, la rivedo entrare in chiesa, inginocchiarsii davanti a questo altare, lei vestita di nero, la Madonna sull'altare vestita di nero, lei con il fazzoletto legato sotto il mento, la Madonna con il fazzoletto legato sotto il mento, lei con quella faccia di popolana, la Madonna con la faccia di popolana, il cuore trafitto della Madonna, mia madre che piangeva. Io guardavo da ragazzo e vedevo il volto della Madonna e il volto di mia madre e non sapevo mai distinguere e l'uno e l'altro si confondevano così...».

Formalmente e in tempi brevi

02-04-2009 CAFFARO: TONDO (FVG), NON LASCEREMO NULLA DI INTENTATO

(ASCA) - Trieste, 2 apr - La societa' Caffaro (Gruppo Snia) si impegna a presentare formalmente, e in tempi brevi, al tavolo degli Enti pubblici riuniti al ministero dell'Ambiente una nuova proposta per giungere alla transazione del danno ambientale, premessa necessaria a rendere possibile una soluzione alternativa al fallimento della societa' proprietaria dello stabilimento di Torviscosa.

L'impegno e' stato assunto oggi dai vertici dell'azienda nel corso di un incontro al ministero dell'Ambiente, al quale ha partecipato il presidente della Regione Renzo Tondo, accompagnato dal consigliere regionale Paride Cargnelutti.

''Su questo problema - ha commentato Tondo - siamo costantemente impegnati. Pur consapevoli della complessita' della situazione, non lasceremo nulla di intentato per giungere ad una soluzione che salvaguardi l'occupazione, la salute dei lavoratori ed il territorio''.

Prima di aprire il confronto con i vertici della Caffaro, la situazione era stata esaminata congiuntamente da qualificati rappresentanti degli enti pubblici coinvolti nella situazione: i ministeri dell'Ambiente e dello Sviluppo economico, la Regione Friuli Venezia Giulia, l'Avvocatura dello Stato, il commissario per la Laguna di Grado e Marano ed un esponente dell'Amministrazione comunale di Brescia, localita' che affronta un analogo problema con uno stabilimento della Snia.

Non appena la Caffaro formalizzera' la nuova proposta, richiesta in tempi brevi, il tavolo degli Enti pubblici si riunira' immediatamente per la sua valutazione.

Confessione comunitaria firmata CMV: mercoledì 1 aprile 2009




Un missionario di Villaregia ci ha guidato stasera sul sentiero dell'Addolorata, ovvero diMaria di Nazaret per la celebrazione comunitaria della penitenza...tanti i sacerdoti che hanno risposto all'appello del Don (Livio), un buon numero di penitenti hanno partecipato meditando il foglietto...

Parlano dell'addolorata: un'articolo da friulionline.blogspot.com/

I AURS DA MADONE

Sarà un tuffo nelle radici profonde di un Friuli che si è perso per strada cinquant’anni fa, per comprendere meglio la figura della donna e il senso di “comunità”, rivedere – o perché no, scoprire - “come eravamo”, magari riconoscendo un gioiello appartenuto ai nostri nonni. Queste e altre sono le possibilità di approfondimento culturale e spirituale, che offre la mostra “Aura fidelium, fulgor Virginis - I aurs da Madone” (Gli ori dell'Addolorata), che verrà inaugurata sabato 28 marzo nella Chiesa della Madonna, a San Giorgio di Nogaro, e proseguirà fino al 3 maggio.
All'interno del ricco calendario di celebrazioni per il 250° anniversario dell'arrivo a San Giorgio della Madonna Addolorata (una delle poche figure votive “da vestire” rimaste sul nostro territorio), la Parrocchia Arcipretale di San Giorgio Martire e il Comune di San Giorgio di Nogaro, con il sostegno della Regione, della Provincia di Udine, e la collaborazione dell'Associazione culturale “ad Undecimum”, le Pro loco e le Associazioni locali, presentano un percorso prima di tutto culturale, che ripercorre i momenti forti della vita collettiva (guerre, emigrazione, miserie, profuganza) e di quella privata (lutti, dolori, sofferenze ma anche gioia e conforto), attraverso i depositi votivi con cui i sangiorgini vestivano la Madonna: intrecci, croci, orecchini, mezze lune, stelline, cordoni d'oro e spille (cosiddette “pont a pet”). Gioielli poveri e popolari – ritrovati e ora catalogati - che raccontano il ruolo della donna nella simbologia friulana, rappresentando riti di passaggio al fidanzamento e al matrimonio, ma anche “doni dei doni” tramandati di generazione in generazione, offerte materiali per la salvezza spirituale, per ricevere protezione e per sentire un rapporto diretto con la divinità.
Come spiega il prof. Gian Paolo Gri, consulente scientifico della mostra “I aurs da Madone” che si terrà nelle barchesse di Villa Dora, in piazza Plebiscito, e nella chiesa di San Giorgio Martire, “intorno all'immagine dell'Addolorata si addensano storie, memorie, vissuti di sofferenza, gioia e speranza di una lunga sequenza di generazioni sangiorgine. L'origine della devozione sfuma i contorni storici negli aloni della tradizione leggendaria che attribuisce al voto un significato corale di gratitudine per la fine della misteriosa epidemia del 1759, che aveva colpito la piccola comunità di San Giorgio. Da allora ogni venerdì antecedente alla Domenica delle Palme, la comunità rinnova il Voto con una messa solenne e la processione della statua della Madonna da vestire”. Gli “ori”, nel loro significato di oggetti totali, sanno quindi raccontare moltissimo della vita passata e presente, di San Giorgio e di tante comunità del Friuli, poiché sono vere e proprie materializzazioni dei legami, “passando di mano in mano, si caricano di valori, affetti e storie”.


Orario di apertura: dal 29 marzo al 3 maggio
Feriali: dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 16.00 alle 21.30
Sabato e domenica: dalle 10.00 alle 21.30

Calendario settimanale 29 marzo 2009

Domenica 29 marzo 2009


Parrocchia S. Giorgio Martire

Foglio per i lettori

V DOMENICA DI QUARESIMA (ANNO B)


PRIMA LETTURA (Ger 31,31-34)
Concluderò un’alleanza nuova e non ricorderò più il peccato.

Dal libro del profeta Geremìa

Ecco, verranno giorni – oracolo del Signore –, nei quali con la casa d’Israele e con la casa di Giuda concluderò un’alleanza nuova. Non sarà come l’alleanza che ho concluso con i loro padri, quando li presi per mano per farli uscire dalla terra d’Egitto, alleanza che essi hanno infranto, benché io fossi loro Signore. Oracolo del Signore.
Questa sarà l’alleanza che concluderò con la casa d’Israele dopo quei giorni – oracolo del Signore –: porrò la mia legge dentro di loro, la scriverò sul loro cuore. Allora io sarò il loro Dio ed essi saranno il mio popolo. Non dovranno più istruirsi l’un l’altro, dicendo: «Conoscete il Signore», perché tutti mi conosceranno, dal più piccolo al più grande – oracolo del Signore –, poiché io perdonerò la loro iniquità e non ricorderò più il loro peccato.
Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 50)
Rit: Crea in me, o Dio, un cuore puro.

Pietà di me, o Dio, nel tuo amore;
nella tua grande misericordia
cancella la mia iniquità.
Lavami tutto dalla mia colpa,
dal mio peccato rendimi puro. Rit.

Crea in me, o Dio, un cuore puro,
rinnova in me uno spirito saldo.
Non scacciarmi dalla tua presenza
e non privarmi del tuo santo spirito. Rit.

Rendimi la gioia della tua salvezza,
sostienimi con uno spirito generoso.
Insegnerò ai ribelli le tue vie
e i peccatori a te ritorneranno. Rit.

SECONDA LETTURA (Eb 5,7-9)
Imparò l’obbedienza e divenne causa di salvezza eterna.

Dalla lettera agli Ebrei

Cristo, nei giorni della sua vita terrena, offrì preghiere e suppliche, con forti grida e lacrime, a Dio che poteva salvarlo da morte e, per il suo pieno abbandono a lui, venne esaudito.
Pur essendo Figlio, imparò l’obbedienza da ciò che patì e, reso perfetto, divenne causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli obbediscono.
Parola di Dio

Canto al Vangelo (Gv 12,26)
Lode e onore a te, Signore Gesù!
Se uno mi vuole servire, mi segua, dice il Signore,
e dove sono io, là sarà anche il mio servitore.
Lode e onore a te, Signore Gesù!

VANGELO (Gv 12,20-33)
Se il chicco di grano caduto in terra muore, produce molto frutto.

+ Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, tra quelli che erano saliti per il culto durante la festa c’erano anche alcuni Greci. Questi si avvicinarono a Filippo, che era di Betsàida di Galilea, e gli domandarono: «Signore, vogliamo vedere Gesù».
Filippo andò a dirlo ad Andrea, e poi Andrea e Filippo andarono a dirlo a Gesù. Gesù rispose loro: «È venuta l’ora che il Figlio dell’uomo sia glorificato. In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna. Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore. Se uno serve me, il Padre lo onorerà. Adesso l’anima mia è turbata; che cosa dirò? Padre, salvami da quest’ora? Ma proprio per questo sono giunto a quest’ora! Padre, glorifica il tuo nome».
Venne allora una voce dal cielo: «L’ho glorificato e lo glorificherò ancora!».
La folla, che era presente e aveva udito, diceva che era stato un tuono. Altri dicevano: «Un angelo gli ha parlato». Disse Gesù: «Questa voce non è venuta per me, ma per voi. Ora è il giudizio di questo mondo; ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori. E io, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me». Diceva questo per indicare di quale morte doveva morire.
Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
C – Con gli occhi rivolti alla Croce, supplichiamo il Padre perché rigeneri i nostri cuori con la forza dello Spirito Santo e faccia di noi un’umanità nuova, degna del mondo nuovo che Cristo inaugura nel suo Sacrificio pasquale.

L - Preghiamo insieme e diciamo:

Ascoltaci Signore

  1. Per la Chiesa, perché sull’esempio di Cristo accetti di morire ad ogni progetto di potenza umana, per servire umilmente gli uomini fino alla croce. Preghiamo.
  2. Per gli uomini e le donne che, come seme che marcisce nella terra, sanno rinunciare al proprio tornaconto e spendere la vita per gli altri, perché Dio sia l’energia inesauribile del loro donarsi. Preghiamo.
  3. Per coloro che distruggono la loro esistenza, sacrificandola al denaro, al successo, alla droga, e non hanno tempo per Dio, perché sappiano intravedere nel Cristo crocifisso la possibilità di una vita diversa. Preghiamo.
  4. Per i catecumeni, che celebreranno la loro Iniziazione cristiana nella Veglia pasquale, perché come Cristo diventino seme che, morendo, dà fecondità alla terra. Preghiamo.
  5. Per la nostra Comunità parrocchiale, che oggi comincia l’ottavario dedicato a Maria, perché si lasci attirare dal Cristo crocifisso, per non perdere la vita ma trovarla in lui. Preghiamo.
  6. La nostra comunità questa settimana ha affidato alla misericordia del Padre i nostri defunti: BERTACCO GIOVANNA e IETRI MARIO. Il Signore li renda partecipi della sua risurrezione,preghiamo.

C – Signore onnipotente, da te attendiamo il dono della piena risurrezione. Ascolta le preghiere che ti rivolgiamo e guidaci, nella speranza, verso la meta del nostro pellegrinaggio terreno. Per Cristo nostro Signore.

Programma dell'Ottavario dell'addolorata - Celebrazioni religiose della Parrocchia


OTTAVARIO del Giubileo della B.V. ADDOLORATA

Domenica 29 marzo

Ore 18.45 Ritrovo presso la Chiesa della Madonna. Traslazione dell’Addolorata in Duomo. S. Messa


Lunedì 30 marzo

Ore 9.00 S. Messa con meditazione - Inizia la visita agli ammalati


Ore 14.30 Incontro dei Missionari con i bambini di Catechismo


Ore 19.00 S. Messa cantata con le comunità di Porto Nogaro e Villanova

Martedì 31 marzo

Ore 9.00 S. Messa con meditazione


Ore 14.30 Incontro dei Missionari con i bambini di Catechismo


Ore 15.30 Celebrazione della Riconciliazione per ragazzi delle MEDIE


Ore 19.00 S. Messa cantata in lingua FRIULANA con la comunità di Zellina


Ore 20.30 Casa della Gioventù Incontro dei Missionari con i giovani e ragazzi della Cresima

Mercoledì 1 aprile

Ore 9.00 S. Messa con meditazione


Ore 16.00 Celebrazione della Riconciliazione per le classi 4° e 5° Elementare


Ore 20.30 Celebrazione della RICONCILIAZIONE per adulti e giovani

Giovedì 2 aprile

Ore 9.00 S. Messa con meditazione


Ore 15.30 S. Messa degli Ammalati e Unzione degli Infermi con la partecipazione dell’UNITALSI Presiede don Paolo Brida assistente dell’Unitalsi

Ore 15.30 Incontro dei Missionari con i ragazzi delle MEDIE


Ore 19.00 S. Messa con la Parrocchia di Porpetto


Ore 20.30 Auditorium “San Zorz”


La Madonna Addolorata

Interverranno:

don Livio Carlino: L’Addolorata: teologia, culto e pietà popolare


Vicenzin Alberto: L’Addolorata di San Giorgio: storia e tradizioni

Zanon Marco: Le Madonne vestite

ARECON: Il restauro della Madonna e degli altari della Chiesa


VENERDI’ 3 aprile


FESTA della MADONNA ADDOLORATA


Ore 9.00 S. Messa


Ore 11.00 S. Messa per tutti i bambini delle Elementari e delle Medie


Ore 19.00 S.Messa Giubilare con

mons. Pietro Brollo Arcivescovo di Udine


Sono stati invitati i sacerdoti che hanno prestato servizio a S. Giorgio


Consegna da parte del Sindaco del simbolo della

Città alla Addolorata. Al termine seguirà l’offerta ai presenti del “riso della Madonna


Sabato 4 aprile

Ore 9.00 S. Messa


Ore 10-11 Sacerdote a disposizione per le Confessioni


Ore 15.30 Sul sagrato del Duomo Concerto di campane


Ore 19.00 S. Messa prefestiva

Domenica 5 aprile Domenica delle Palme



Ore 10.30 Benedizione delle Palme e dell’Ulivo presso la Chiesa della

Madonna e Processione verso il Duomo. S. Messa


Ore 15.30 Canto Solenne dei Vesperi dell’Addolorata

Processione in onore della B. V. Addolorata presieduta da mons. Alfredo Battisti

Arcivescovo Emerito di Udine

Con la partecipazione della“Nuova Banda di S. Giorgio di Nogaro”

Ore 19.00 S. Messa serale in Duomo


PENITENZIERIA APOSTOLICA

Il giorno 16 ottobre 2008

La Penitenzieria Apostolica, per mandato del Sommo Pontefice, concede di buon grado l’Indulgenza Plenaria alle consuete condizioni (Confessione sacramentale, Comunione Eucaristica e una preghiera secondo l’intenzione del Sommo Pontefice), compiute secondo l’uso, da lucrarsi da tutti i cristiani veramente penitenti, sia che si rechino in pio pellegrinaggio presso la Chiesa Parrocchiale di S. Giorgio Martire e ivi devotamente partecipino a qualche sacro rito o pio esercizio in onore della Beata Vergine Addolorata, oppure, davanti all’immagine della Madre Dolorosa esposta alla pubblica venerazione, si soffermino per un adeguato spazio di tempo con l’animo intento concludendo con il Padre Nostro, il Credo e con invocazioni alla Madre di Dio Addolorata:

a. nel giorni di apertura e di chiusura del solenne giubileo;

b. nel sacro Ottavario della Madre Addolorata;

c. nelle altre celebrazioni giubilari determinate dall’Ordinario del luogo;

d. una volta, nel giorno scelto liberamente dai singoli fedeli;

e. per qualsiasi altro motivo di devozione vengano ivi condotti in pellegrinaggio.

Per ogni altro motivo l’Indulgenza sarà parziale.

I fedeli impediti dalla vecchiaia, dalla malattia e da altra grave causa, egualmente potranno conseguire validamente l’Indulgenza plenaria, dopo il pentimento di tutti i peccati e il proposito di osservare, quanto prima, le tre solite condizioni, se saranno uniti spiritualmente alla celebrazioni giubilari dopo aver offerto le proprie preghiere e sofferenze o le difficoltà della propria vita alla Misericordia di Dio per intercessione della Madre Addolorata.

Tutto ciò è valido per tutto l’anno giubilare. Fatte salve disposizioni contrarie.

+ Icaobus Franciscus S.R.E card. Stafford Penitenziere maggiore

Annullo postale e CD musicale in onore della Bv Addolorata


Nell'immagine l'Annullo Filatelico del 250° anniversario del Voto alla Madonna Addolorata. E' in vendita in via Roma presso il Bar alla Posta.

Il Coro Femminile Parrocchiale ha creato in occasione dell'anniversario un compact disc il cui titolo è: "Dalla lode soave al materno dolore".
Il cd sarà disponibile dal giorno 3 aprile (venerdi' dell'Addolorata)presso CARTOLIBRERIA RAVÍ,
Piazza Duomo e il negozio LA FLOREAL di Zanon Nives,
via Roma.

Foglio della Collaborazione Pastorale Di San Giorgio di Nogaro

Anna Marina Vendrametto, Una preghiera per lei che ha avuto ura dei suoi giovani alunni

  E' mancata all'affetto dei suoi cari Anna Marina Vendrametto ved. Costantini "Maestra Marina" di 69 anni Ne danno il tri...