Canottaggio, bronzo per Fabrizio Borghesi in Coppa Italia di fondo
lunedì 14 febbraio 2011
Un bronzo per cominciare. La stagione in barca della Canottieri Ravenna inizia con una medaglia. E' Fabrizio Borghesi a conquistarla nella Coppa Italia di Fondo disputata domenica 13 gennaio a Torino.
Nella gara di sei chilometri sulle acque del Po, giunge terzo il quattro di coppia Senior guidato dal canottiere ravennate, con a bordo i fratelli Paolo ed Enrico Perino della Murcarolo e il cremonese Gabriele Cagna della Eridanea. Dopo il bronzo di Rambaldi ai Campionati Italiani Indoor Junior, arriva così la seconda medaglia importante della stagione per la Canottieri Ravenna.
L'equipaggio inedito con Borghesi a capovoga chiude col tempo di 18:06:20, cedendo solo al quattro della nazionale italiana Under 23 e al misto Lario-Sile che li precede al traguardo di un solo secondo. Nella stessa gara arriva tredicesimo l'armo tutto targato Canottieri Ravenna. La barca schierava a capovoga il rientrante Paolo Platamone, campione italiano Pesi Leggeri nel 2008 in doppio con Marcello Miani, che tornava in gara dopo due anni di inattività. A completare l'equipaggio Pesi Leggeri, schierato contro avversari della categoria Senior, c'erano Francesco Pozzi, Donato Traversa e Thomas Cervellati.. La barca ha chiuso col buon tempo di 18:53:90.
Chiude invece al quarto posto il quattro di coppia Junior con a capovoga il ravennate Luca Rambaldi, che gareggiava insieme a tre atleti del CRV Italia di Napoli. Il cronometro segna il tempo di 19_01:40, venti secondi più lento di quello che serviva per salire sul podio
Decimo posto per il quattro di coppia Ragazzi formato di Federico Cervellati, Riccardo Pozzi, Giovanni Bianco e Marco Laghi. Il quartetto allenato da Paolo Matteucci ha chiuso col tempo di 19:27:40, buona prestazione considerando che era la loro prima esperienza nella Coppa Italia di Fondo.
Mentre la stella del canottaggio ravennate, Marcello Miani, adesso in forza alla Forestale, si prepara per il mondiale Indoor di Boston di questo fine settimana, la Canottieri Ravenna torna ad allenarsi in vista dei prossimi obiettivi: la gara di Coppa Italia di fondo riservata ai doppi che si terrà a fine febbraio a San Giorgio di Nogaro, e la prima gara regionale che si disputerà a metà marzo alla Standiana.
Filippesi 1,4 ... e sempre, in ogni mia preghiera per tutti voi, prego con gioia...
Foglio Parrocchiale domenica 13 febbraio 2011
Segnalo una Errata Corrige di cui tener conto nel Foglio seguente: è la Sesta Domenica del Tempo Ordinario.
poi oggi si è celebrata la messa per i defunti: Mario, Norina e CARLA Venturini
poi oggi si è celebrata la messa per i defunti: Mario, Norina e CARLA Venturini
Pesca miracolosa: dall'Ansa
Pesca: a Marano cattura record, 17 tonnellate di cefali
Due imbarcazioni chiedono assistenza Guardia Costiera
(ANSA) - TRIESTE, 11 FEB - Una pesca record di ben 17 tonnellate di cefali e' stata compiuta oggi da due pescherecci della marineria di Marano Lagunare (Udine).
Ne da' notizia la Guardia Costiera di Porto Nogaro e Marano Lagunare, avvertita dal comando di bordo delle due imbarcazioni, ''Michelangelo'' e ''L'Ondaviva''. Il pescato, venduto a un centro di import-export con destinazione estera, e' stato sbarcato e controllato dal personale della Guardia Costiera per regolare espletamento delle procedure di trasporto, tracciabilita' e rispetto della taglia minima. (ANSA
Due imbarcazioni chiedono assistenza Guardia Costiera
(ANSA) - TRIESTE, 11 FEB - Una pesca record di ben 17 tonnellate di cefali e' stata compiuta oggi da due pescherecci della marineria di Marano Lagunare (Udine).
Ne da' notizia la Guardia Costiera di Porto Nogaro e Marano Lagunare, avvertita dal comando di bordo delle due imbarcazioni, ''Michelangelo'' e ''L'Ondaviva''. Il pescato, venduto a un centro di import-export con destinazione estera, e' stato sbarcato e controllato dal personale della Guardia Costiera per regolare espletamento delle procedure di trasporto, tracciabilita' e rispetto della taglia minima. (ANSA
Domenica 13 febbraio 2011
VI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)
PRIMA LETTURA (Sir 15,16-21)
A nessuno ha comandato di essere empio.
Dal libro del Siràcide
Se vuoi osservare i suoi comandamenti, essi ti custodiranno;
se hai fiducia in lui, anche tu vivrai.
Egli ti ha posto davanti fuoco e acqua:
là dove vuoi tendi la tua mano.
Davanti agli uomini stanno la vita e la morte, il bene e il male:
a ognuno sarà dato ciò che a lui piacerà.
Grande infatti è la sapienza del Signore;
forte e potente, egli vede ogni cosa.
I suoi occhi sono su coloro che lo temono,
egli conosce ogni opera degli uomini.
A nessuno ha comandato di essere empio
e a nessuno ha dato il permesso di peccare.
Parola di Dio
SALMO RESPONSORIALE (Sal 118)
Rit: Beato chi cammina nella legge del Signore.
Beato chi è integro nella sua via
e cammina nella legge del Signore.
Beato chi custodisce i suoi insegnamenti
e lo cerca con tutto il cuore.
Tu hai promulgato i tuoi precetti
perché siano osservati interamente.
Siano stabili le mie vie
nel custodire i tuoi decreti.
Sii benevolo con il tuo servo e avrò vita,
osserverò la tua parola.
Aprimi gli occhi perché io consideri
le meraviglie della tua legge.
Insegnami, Signore, la via dei tuoi decreti
e la custodirò sino alla fine.
Dammi intelligenza, perché io custodisca la tua legge
e la osservi con tutto il cuore.
SECONDA LETTURA (1Cor 2,6-10)
Dio ha stabilito una sapienza prima dei secoli per la nostra gloria.
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
Fratelli, tra coloro che sono perfetti parliamo, sì, di sapienza, ma di una sapienza che non è di questo mondo, né dei dominatori di questo mondo, che vengono ridotti al nulla. Parliamo invece della sapienza di Dio, che è nel mistero, che è rimasta nascosta e che Dio ha stabilito prima dei secoli per la nostra gloria.
Nessuno dei dominatori di questo mondo l’ha conosciuta; se l’avessero conosciuta, non avrebbero crocifisso il Signore della gloria.
Ma, come sta scritto:
«Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì,
né mai entrarono in cuore di uomo,
Dio le ha preparate per coloro che lo amano».
Ma a noi Dio le ha rivelate per mezzo dello Spirito; lo Spirito infatti conosce bene ogni cosa, anche le profondità di Dio.
Parola di Dio
Canto al Vangelo (Mt 11,25)
Alleluia, alleluia.
Ti rendo lode, Padre,
Signore del cielo e della terra,
perché ai piccoli hai rivelato
i misteri del Regno.
Alleluia.
VANGELO (Mt 5,17-37)
Così fu detto agli antichi; ma io vi dico.
+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli.
Io vi dico infatti: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.
Avete inteso che fu detto agli antichi: “Non ucciderai; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio”. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: “Stupido”, dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: “Pazzo”, sarà destinato al fuoco della Geènna.
Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono.
Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo!
Avete inteso che fu detto: “Non commetterai adulterio”. Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore.
Se il tuo occhio destro ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geènna. E se la tua mano destra ti è motivo di scandalo, tagliala e gettala via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geènna.
Fu pure detto: “Chi ripudia la propria moglie, le dia l’atto del ripudio”. Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, eccetto il caso di unione illegittima, la espone all’adulterio, e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio.
Avete anche inteso che fu detto agli antichi: “Non giurerai il falso, ma adempirai verso il Signore i tuoi giuramenti”. Ma io vi dico: non giurate affatto, né per il cielo, perché è il trono di Dio, né per la terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi, né per Gerusalemme, perché è la città del grande Re. Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. Sia invece il vostro parlare: “sì, sì”, “no, no”; il di più viene dal Maligno».
Parola del Signore.
PREGHIERA DEI FEDELI
C – Fratelli e sorelle, chiediamo al Padre di essere buono con noi, suoi servi. Egli ci conceda il necessario, perché possiamo seguire la via della vita e vedere le meraviglie della sua legge.
L - Preghiamo insieme e diciamo:
Ascolta, Padre, la voce dei tuoi figli.
1. Il tuo Figlio è venuto a dare compimento alla Legge e ai Profeti: insegna alle tue Chiese non solo a rifiutare il male, ma a compiere generosamente tutto il bene possibile, affinché la tua Parola non sia mai imbrigliata dal legalismo e dal formalismo. Preghiamo.
2. Per mezzo del tuo Figlio e con il dono dello Spirito hai rivelato la tua sapienza, il tuo disegno sul mondo e sull’uomo: fa’ che l’accogliamo con amore per manifestarlo ai fratelli attraverso la coerenza e l’amore. Preghiamo.
3. Hai posto davanti a noi il fuoco e l’acqua, la vita e la morte: dona la tua misericordia e un cuore nuovo a quanti scelgono la via dell’empietà, sfruttano i poveri, usano violenza agli uomini, tengono per sé le risorse della terra. Preghiamo
4. Hai rivelato la tua sapienza nella croce del tuo Figlio: fa’ che noi, qui riuniti per fare memoria della sua morte e della sua gloria, siamo capaci di soffrire per la fedeltà alla tua Parola e cosi preparare nuovi cieli e nuove terre. Preghiamo.
C – O Padre, il tuo unico Figlio ci hai chiamati a libertà: fa’ che non ci lasciamo imporre di nuovo il giogo della schiavitù. Tu conosci anche la nostra debolezza: infondi in noi la luce e la forza del tuo Spirito, perché possiamo vivere la giustizia nuova proclamata dal Vangelo. Per Cristo nostro Signore. T - Amen.
PRIMA LETTURA (Sir 15,16-21)
A nessuno ha comandato di essere empio.
Dal libro del Siràcide
Se vuoi osservare i suoi comandamenti, essi ti custodiranno;
se hai fiducia in lui, anche tu vivrai.
Egli ti ha posto davanti fuoco e acqua:
là dove vuoi tendi la tua mano.
Davanti agli uomini stanno la vita e la morte, il bene e il male:
a ognuno sarà dato ciò che a lui piacerà.
Grande infatti è la sapienza del Signore;
forte e potente, egli vede ogni cosa.
I suoi occhi sono su coloro che lo temono,
egli conosce ogni opera degli uomini.
A nessuno ha comandato di essere empio
e a nessuno ha dato il permesso di peccare.
Parola di Dio
SALMO RESPONSORIALE (Sal 118)
Rit: Beato chi cammina nella legge del Signore.
Beato chi è integro nella sua via
e cammina nella legge del Signore.
Beato chi custodisce i suoi insegnamenti
e lo cerca con tutto il cuore.
Tu hai promulgato i tuoi precetti
perché siano osservati interamente.
Siano stabili le mie vie
nel custodire i tuoi decreti.
Sii benevolo con il tuo servo e avrò vita,
osserverò la tua parola.
Aprimi gli occhi perché io consideri
le meraviglie della tua legge.
Insegnami, Signore, la via dei tuoi decreti
e la custodirò sino alla fine.
Dammi intelligenza, perché io custodisca la tua legge
e la osservi con tutto il cuore.
SECONDA LETTURA (1Cor 2,6-10)
Dio ha stabilito una sapienza prima dei secoli per la nostra gloria.
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
Fratelli, tra coloro che sono perfetti parliamo, sì, di sapienza, ma di una sapienza che non è di questo mondo, né dei dominatori di questo mondo, che vengono ridotti al nulla. Parliamo invece della sapienza di Dio, che è nel mistero, che è rimasta nascosta e che Dio ha stabilito prima dei secoli per la nostra gloria.
Nessuno dei dominatori di questo mondo l’ha conosciuta; se l’avessero conosciuta, non avrebbero crocifisso il Signore della gloria.
Ma, come sta scritto:
«Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì,
né mai entrarono in cuore di uomo,
Dio le ha preparate per coloro che lo amano».
Ma a noi Dio le ha rivelate per mezzo dello Spirito; lo Spirito infatti conosce bene ogni cosa, anche le profondità di Dio.
Parola di Dio
Canto al Vangelo (Mt 11,25)
Alleluia, alleluia.
Ti rendo lode, Padre,
Signore del cielo e della terra,
perché ai piccoli hai rivelato
i misteri del Regno.
Alleluia.
VANGELO (Mt 5,17-37)
Così fu detto agli antichi; ma io vi dico.
+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli.
Io vi dico infatti: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.
Avete inteso che fu detto agli antichi: “Non ucciderai; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio”. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: “Stupido”, dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: “Pazzo”, sarà destinato al fuoco della Geènna.
Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono.
Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo!
Avete inteso che fu detto: “Non commetterai adulterio”. Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore.
Se il tuo occhio destro ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geènna. E se la tua mano destra ti è motivo di scandalo, tagliala e gettala via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geènna.
Fu pure detto: “Chi ripudia la propria moglie, le dia l’atto del ripudio”. Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, eccetto il caso di unione illegittima, la espone all’adulterio, e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio.
Avete anche inteso che fu detto agli antichi: “Non giurerai il falso, ma adempirai verso il Signore i tuoi giuramenti”. Ma io vi dico: non giurate affatto, né per il cielo, perché è il trono di Dio, né per la terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi, né per Gerusalemme, perché è la città del grande Re. Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. Sia invece il vostro parlare: “sì, sì”, “no, no”; il di più viene dal Maligno».
Parola del Signore.
PREGHIERA DEI FEDELI
C – Fratelli e sorelle, chiediamo al Padre di essere buono con noi, suoi servi. Egli ci conceda il necessario, perché possiamo seguire la via della vita e vedere le meraviglie della sua legge.
L - Preghiamo insieme e diciamo:
Ascolta, Padre, la voce dei tuoi figli.
1. Il tuo Figlio è venuto a dare compimento alla Legge e ai Profeti: insegna alle tue Chiese non solo a rifiutare il male, ma a compiere generosamente tutto il bene possibile, affinché la tua Parola non sia mai imbrigliata dal legalismo e dal formalismo. Preghiamo.
2. Per mezzo del tuo Figlio e con il dono dello Spirito hai rivelato la tua sapienza, il tuo disegno sul mondo e sull’uomo: fa’ che l’accogliamo con amore per manifestarlo ai fratelli attraverso la coerenza e l’amore. Preghiamo.
3. Hai posto davanti a noi il fuoco e l’acqua, la vita e la morte: dona la tua misericordia e un cuore nuovo a quanti scelgono la via dell’empietà, sfruttano i poveri, usano violenza agli uomini, tengono per sé le risorse della terra. Preghiamo
4. Hai rivelato la tua sapienza nella croce del tuo Figlio: fa’ che noi, qui riuniti per fare memoria della sua morte e della sua gloria, siamo capaci di soffrire per la fedeltà alla tua Parola e cosi preparare nuovi cieli e nuove terre. Preghiamo.
C – O Padre, il tuo unico Figlio ci hai chiamati a libertà: fa’ che non ci lasciamo imporre di nuovo il giogo della schiavitù. Tu conosci anche la nostra debolezza: infondi in noi la luce e la forza del tuo Spirito, perché possiamo vivere la giustizia nuova proclamata dal Vangelo. Per Cristo nostro Signore. T - Amen.
Il Papa in Friuli: il portale della Diocesi con un video-discorso di Mons. Mazzoccato
Il Papa in Friuli. Mons. Mazzocato su Youtube:
è un momento per vivere la comunione nella fede versione testuale
«Questa comunione anche nella tradizione storica credo sarà un’occasione per riviverla, anche nel suo significato più profondo di una tradizione che continua»
UDINE (11 febbraio, ore 17.15) - Per l’arcivescovo di Udine, mons. Andrea Bruno Mazzocato, «la visita del Santo Padre ad Aquileia e Venezia significa certamente un evento di grande importanza e un momento per vivere la comunione con la Chiesa di Roma».
La tradizione
La tradizione, infatti, «fa ricondurre l’evangelizzazione di Aquileia a San Marco, inviato da San Pietro, e la consacrazione del primo vescovo, S.Ermacora, il fondatore, consacrazione che risalirebbe a San Pietro, presentato questo nuovo vescovo da S.Marco».
Quindi – aggiunge l’Arcivescovo – «questa comunione anche nella tradizione storica credo sarà un’occasione per riviverla, anche nel suo significato più profondo di una tradizione che continua. Tradizione di comunione tra le Chiese».
Nel cuore dell’Europa
Prosegue mons. Mazzocato: «Quello che ci auguriamo e speriamo, vista la collocazione in questa area un po’ nel cuore dell’Europa, con questi nuovi scenari che si aprono davanti, è che il Santo Padre abbia una parola che apra gli orizzonti alla comunione tra le Chiese sorelle di dell’Europa».
L’Arcivescovo conferma – in un messaggio su You tube – che «già abbiamo iniziato a sensibilizzare la gente, le persone, le comunità cristiane. Penso che già il fatto che il Papa abbia questa prima tappa ad Aquileia, che poi si completerà a Venezia, motiverà molto la popolazione del Friuli-Venezia Giulia perché il riferimento ad Aquileia è ancora nel cuore e nella memoria di tante persone, anzi possiamo dire della intera nostra popolazione».
I Vescovi del Nordest
In un messaggio i Vescovi del Nordest sottolineano che «il Papa viene per confermarci nella fede, il dono più prezioso che abbiamo ricevuto. Il Suo sarà un incontro con il popolo di Dio del Nordest, che affonda le sue radici ad Aquileia da cui sono scaturite cinquantatre Chiese, che vanno ben oltre i confini della nostra Italia attuale. Il Nordest italiano sente inoltre oggi l’urgenza di vivere appieno la sua nuova vocazione di crocevia di popoli latini, slavi e germanici». La nostra fede – aggiungono i Vescovi – ci insegna che il Papa è una presenza diretta e immediata in ogni Chiesa particolare come l’esprimiamo in ogni celebrazione dell’Eucaristia».
Uno di famiglia
Insomma, «è uno di famiglia. Lo vogliamo pertanto accogliere non solo come un ospite gradito ma come colui che, in quanto successore di Pietro, è il garante della comunione ecclesiale. Di ogni nostra parrocchia, di ogni comunità religiosa, di ogni aggregazione di fedeli egli è il necessario punto di riferimento».
Ecco, dunque, che «ci disponiamo a riceverlo attraverso la preghiera e l’approfondimento del suo magistero».
è un momento per vivere la comunione nella fede versione testuale
«Questa comunione anche nella tradizione storica credo sarà un’occasione per riviverla, anche nel suo significato più profondo di una tradizione che continua»
UDINE (11 febbraio, ore 17.15) - Per l’arcivescovo di Udine, mons. Andrea Bruno Mazzocato, «la visita del Santo Padre ad Aquileia e Venezia significa certamente un evento di grande importanza e un momento per vivere la comunione con la Chiesa di Roma».
La tradizione
La tradizione, infatti, «fa ricondurre l’evangelizzazione di Aquileia a San Marco, inviato da San Pietro, e la consacrazione del primo vescovo, S.Ermacora, il fondatore, consacrazione che risalirebbe a San Pietro, presentato questo nuovo vescovo da S.Marco».
Quindi – aggiunge l’Arcivescovo – «questa comunione anche nella tradizione storica credo sarà un’occasione per riviverla, anche nel suo significato più profondo di una tradizione che continua. Tradizione di comunione tra le Chiese».
Nel cuore dell’Europa
Prosegue mons. Mazzocato: «Quello che ci auguriamo e speriamo, vista la collocazione in questa area un po’ nel cuore dell’Europa, con questi nuovi scenari che si aprono davanti, è che il Santo Padre abbia una parola che apra gli orizzonti alla comunione tra le Chiese sorelle di dell’Europa».
L’Arcivescovo conferma – in un messaggio su You tube – che «già abbiamo iniziato a sensibilizzare la gente, le persone, le comunità cristiane. Penso che già il fatto che il Papa abbia questa prima tappa ad Aquileia, che poi si completerà a Venezia, motiverà molto la popolazione del Friuli-Venezia Giulia perché il riferimento ad Aquileia è ancora nel cuore e nella memoria di tante persone, anzi possiamo dire della intera nostra popolazione».
I Vescovi del Nordest
In un messaggio i Vescovi del Nordest sottolineano che «il Papa viene per confermarci nella fede, il dono più prezioso che abbiamo ricevuto. Il Suo sarà un incontro con il popolo di Dio del Nordest, che affonda le sue radici ad Aquileia da cui sono scaturite cinquantatre Chiese, che vanno ben oltre i confini della nostra Italia attuale. Il Nordest italiano sente inoltre oggi l’urgenza di vivere appieno la sua nuova vocazione di crocevia di popoli latini, slavi e germanici». La nostra fede – aggiungono i Vescovi – ci insegna che il Papa è una presenza diretta e immediata in ogni Chiesa particolare come l’esprimiamo in ogni celebrazione dell’Eucaristia».
Uno di famiglia
Insomma, «è uno di famiglia. Lo vogliamo pertanto accogliere non solo come un ospite gradito ma come colui che, in quanto successore di Pietro, è il garante della comunione ecclesiale. Di ogni nostra parrocchia, di ogni comunità religiosa, di ogni aggregazione di fedeli egli è il necessario punto di riferimento».
Ecco, dunque, che «ci disponiamo a riceverlo attraverso la preghiera e l’approfondimento del suo magistero».
In cattedrale a Udine Giornata per la Vita
aOmelia dell'Arcivescovo nella «Giornata per la vita» versione testuale
Udine, Cattedrale. 6 febbraio 2010
Ai discepoli che ascoltano il suo discorso della montagna Gesù affida la missione di essere sale della terra e luce del mondo. Tra gli uomini che, a causa dell’abitudine al peccato, avevano progressivamente dimenticato il senso e il valore della vita egli invia i discepoli a spargere il sale del Vangelo che ridona gusto divino alla vita dell’uomo.
In mezzo ad un popolo, che camminava dentro una caligine di morte, i credenti in Cristo riflettono Colui che è la Luce del mondo; Luce che ravviva i colori di ogni persona ed esistenza umana.
Con questa celebrazione della S. Messa nella Giornata nazionale per la vita desideriamo essere un po’ sale e luce evangelica in mezzo al popolo friulano.
Speriamo di essere anche una voce che risveglia alla coscienza il valore intangibile di ogni vita umana perché, a volte, ci sembra di assistere quasi ad un assopimento delle coscienze.
Lo denuncia anche il Messaggio dei Vescovi italiani per la 33° Giornata per la vita: “Il fattore più inquietante è l’assuefazione: tutto pare ormai normale e lascia intravedere un’umanità sorda al grido di chi non può difendersi. Smarrito il senso di Dio, l’uomo smarrisce se stesso: l’oblio di Dio rende opaca la creatura stessa”.
Le statistiche descrivono un Friuli nel quale non s’arresta la diminuzione di bambini che nascono ogni anno. Per un popolo questo dovrebbe essere un dato inquietante perché pone interrogativi seri sul proprio futuro.
Ci sembra, invece, di percepire – come dice il messaggio dei Vescovi – una sorta di assuefazione e di indifferenza; la stessa indifferenza con cui è accettato l’alto numero di aborti praticati annualmente nelle strutture sanitarie.
La vita umana va rispettata nel suo sbocciare e nel suo naturale concludersi su questa terra per aprirsi alla vita eterna. Sappiamo quanto la nostra provincia e la nostra città siano state toccate dalle gravi questioni che investono la fine della vita. Sono state toccate nella persona di una giovane donna che qui è stata lasciata morire.
Ma nei dibattiti, che tornano periodicamente, temiamo di non percepire una sofferta passione per la vita umana; e Dio non voglia che ci sia qualche ombra di strumentalizzazione.
Anche se si riserva la libertà di dire una parola chiara, la Chiesa sa che non si difenderà il valore intangibile della vita umana con dibattiti o manifestazioni ad effetto.
Ho appena citato una forte espressione del documento del Concilio Vaticano II, Gaudium et Spes: “L’oblio di Dio rende opaca la creatura stessa”.
Solo un rapporto vivo con Gesù porta nel nostro debole cuore la sua passione e tenerezza per ogni volto di uomo che ama quando è ancora nel grembo della mamma e continua ad amare quando è nella debolezza della disabilità, della malattia o della vecchiaia.
E’ una tragica presunzione quella di pretendere di conservare il giusto rispetto per la dignità di ogni vita umana se diventiamo indifferenti a Dio e al suo amore per noi.
Il cristiano che non prega, non ascolta la Parola del Vangelo, non invoca perdono per i suoi peccati, non sente fame di Gesù nell’eucarestia diventa meno sensibile anche verso il prossimo perché la sua mente è offuscata e il cuore indurito dal peccato di presunzione. Fatica a capire cosa significhi rispetto della vita specialmente nelle condizioni di debolezza che per ogni uomo sono il momento del concepimento e del morire.
Solo l’amore di Gesù, riversato nei nostri cuori apre anche i nostri occhi verso il prossimo come era-no aperti quelli del buon samaritano.
Care sorelle e fratelli, accogliamo in noi lo Spirito dell’amore di Gesù in questa S. Messa e conti-nuiamo a coltivare con fedeltà l’ascolto della Parola di Dio e la partecipazione all’Eucarestia.
E poi, impegniamoci tutti a favore dei nostri fratelli e della loro vita che è intangibile dono di Dio. Incoraggio quanti già lo fanno anche in modo associato, come sono i membri dei Centri aiuto per la vita così benemeriti nella loro azione a favore delle nuove vite che sono state concepite e delle mamme che le portano in grembo.
Su questo campo tutti possiamo fare qualcosa specialmente mettendo insieme le forze e le di-sponibilità. In questo modo diffonderemo anche il sale del Vangelo che è il solo che può risvegliare dall’assopimento nei confronti della vita e del suo mistero.
Mons. Andrea Bruno Mazzocato
Arcivescovo di Udine
Udine, Cattedrale. 6 febbraio 2010
Ai discepoli che ascoltano il suo discorso della montagna Gesù affida la missione di essere sale della terra e luce del mondo. Tra gli uomini che, a causa dell’abitudine al peccato, avevano progressivamente dimenticato il senso e il valore della vita egli invia i discepoli a spargere il sale del Vangelo che ridona gusto divino alla vita dell’uomo.
In mezzo ad un popolo, che camminava dentro una caligine di morte, i credenti in Cristo riflettono Colui che è la Luce del mondo; Luce che ravviva i colori di ogni persona ed esistenza umana.
Con questa celebrazione della S. Messa nella Giornata nazionale per la vita desideriamo essere un po’ sale e luce evangelica in mezzo al popolo friulano.
Speriamo di essere anche una voce che risveglia alla coscienza il valore intangibile di ogni vita umana perché, a volte, ci sembra di assistere quasi ad un assopimento delle coscienze.
Lo denuncia anche il Messaggio dei Vescovi italiani per la 33° Giornata per la vita: “Il fattore più inquietante è l’assuefazione: tutto pare ormai normale e lascia intravedere un’umanità sorda al grido di chi non può difendersi. Smarrito il senso di Dio, l’uomo smarrisce se stesso: l’oblio di Dio rende opaca la creatura stessa”.
Le statistiche descrivono un Friuli nel quale non s’arresta la diminuzione di bambini che nascono ogni anno. Per un popolo questo dovrebbe essere un dato inquietante perché pone interrogativi seri sul proprio futuro.
Ci sembra, invece, di percepire – come dice il messaggio dei Vescovi – una sorta di assuefazione e di indifferenza; la stessa indifferenza con cui è accettato l’alto numero di aborti praticati annualmente nelle strutture sanitarie.
La vita umana va rispettata nel suo sbocciare e nel suo naturale concludersi su questa terra per aprirsi alla vita eterna. Sappiamo quanto la nostra provincia e la nostra città siano state toccate dalle gravi questioni che investono la fine della vita. Sono state toccate nella persona di una giovane donna che qui è stata lasciata morire.
Ma nei dibattiti, che tornano periodicamente, temiamo di non percepire una sofferta passione per la vita umana; e Dio non voglia che ci sia qualche ombra di strumentalizzazione.
Anche se si riserva la libertà di dire una parola chiara, la Chiesa sa che non si difenderà il valore intangibile della vita umana con dibattiti o manifestazioni ad effetto.
Ho appena citato una forte espressione del documento del Concilio Vaticano II, Gaudium et Spes: “L’oblio di Dio rende opaca la creatura stessa”.
Solo un rapporto vivo con Gesù porta nel nostro debole cuore la sua passione e tenerezza per ogni volto di uomo che ama quando è ancora nel grembo della mamma e continua ad amare quando è nella debolezza della disabilità, della malattia o della vecchiaia.
E’ una tragica presunzione quella di pretendere di conservare il giusto rispetto per la dignità di ogni vita umana se diventiamo indifferenti a Dio e al suo amore per noi.
Il cristiano che non prega, non ascolta la Parola del Vangelo, non invoca perdono per i suoi peccati, non sente fame di Gesù nell’eucarestia diventa meno sensibile anche verso il prossimo perché la sua mente è offuscata e il cuore indurito dal peccato di presunzione. Fatica a capire cosa significhi rispetto della vita specialmente nelle condizioni di debolezza che per ogni uomo sono il momento del concepimento e del morire.
Solo l’amore di Gesù, riversato nei nostri cuori apre anche i nostri occhi verso il prossimo come era-no aperti quelli del buon samaritano.
Care sorelle e fratelli, accogliamo in noi lo Spirito dell’amore di Gesù in questa S. Messa e conti-nuiamo a coltivare con fedeltà l’ascolto della Parola di Dio e la partecipazione all’Eucarestia.
E poi, impegniamoci tutti a favore dei nostri fratelli e della loro vita che è intangibile dono di Dio. Incoraggio quanti già lo fanno anche in modo associato, come sono i membri dei Centri aiuto per la vita così benemeriti nella loro azione a favore delle nuove vite che sono state concepite e delle mamme che le portano in grembo.
Su questo campo tutti possiamo fare qualcosa specialmente mettendo insieme le forze e le di-sponibilità. In questo modo diffonderemo anche il sale del Vangelo che è il solo che può risvegliare dall’assopimento nei confronti della vita e del suo mistero.
Mons. Andrea Bruno Mazzocato
Arcivescovo di Udine
Siamo in ritardo nella comunicazione e , non potendo andarci, pregheremo per la Buona Riuscita
Domenica a Cividale incontro su lavoro e impegno sociale versione testuale
Interventi dell'economista Luigino Bruni e del docente di Economia politica
ed Economia delle organizzazioni non profit Benedetto Gui
CIVIDALE DEL FRIULI (4 febbraio, ore 9.30) - Il Movimento Umanità Nuova del Friuli-Venezia Giulia organizza per domenica 6 febbraio nel Centro San Francesco a Cividale del Friuli una giornata di approfondimento sulle relazioni di reciprocità nei luoghi di lavoro e impegno sociale, in particolare per gli ambiti Economia e lavoro, Salute, Educazione, Politica e Pubblica amministrazione.
L'appuntamento, con inizio alle ore 9.30, prevede momenti comuni e lavori di gruppo corrispondenti alle professioni esercitate o agli ambiti del sociale interessati.
Attraverso una videoconferenza dell'economista Luigino Bruni verrà affrontata la tematica «Lavoro e oltre: tra sofferenza e fioritura umana». In particolare per l’ambito dell’Economia e lavoro interverrà Benedetto Gui, docente di Economia politica ed Economia delle organizzazioni non profit e delle imprese sociali all'Università di Padova sul tema: «Come coniugare efficienza e reciprocità nei luoghi di lavoro».
Interventi dell'economista Luigino Bruni e del docente di Economia politica
ed Economia delle organizzazioni non profit Benedetto Gui
CIVIDALE DEL FRIULI (4 febbraio, ore 9.30) - Il Movimento Umanità Nuova del Friuli-Venezia Giulia organizza per domenica 6 febbraio nel Centro San Francesco a Cividale del Friuli una giornata di approfondimento sulle relazioni di reciprocità nei luoghi di lavoro e impegno sociale, in particolare per gli ambiti Economia e lavoro, Salute, Educazione, Politica e Pubblica amministrazione.
L'appuntamento, con inizio alle ore 9.30, prevede momenti comuni e lavori di gruppo corrispondenti alle professioni esercitate o agli ambiti del sociale interessati.
Attraverso una videoconferenza dell'economista Luigino Bruni verrà affrontata la tematica «Lavoro e oltre: tra sofferenza e fioritura umana». In particolare per l’ambito dell’Economia e lavoro interverrà Benedetto Gui, docente di Economia politica ed Economia delle organizzazioni non profit e delle imprese sociali all'Università di Padova sul tema: «Come coniugare efficienza e reciprocità nei luoghi di lavoro».
Bibie: LETTORIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Boom di adesioni per la Lettura della Bibbia in friulano versione testuale
Anziani, bambini, famiglie coinvolti in un evento unico. Sette giorni e sei notti no-stop
UDINE (4 febbraio, ore 10.50) - Dopo la conferenza stampa di martedì di presentazione del progetto «Leture continue de Bibie par furlan - Lettura continua della Bibbia in Friulano», che prevede la lettura integrale, continua e in friulano della Bibbia dalla Genesi all’Apocalisse, nella Chiesa della Purità a Udine, da domenica 3 a sabato 9 aprile per un totale di 140 ore circa (sette giorni e sei notti), il call center attivato per la raccolta di adesioni è stato da subito interessato da numerose chiamate.
Soddisfatti gli enti organizzatori: l’ARLeF – Agjenzie Regjonâl pe lenghe furlane, la Provincia di Udine, l’Arcidiocesi di Udine e l’Associazione culturale Glesie Furlane.
L’iniziativa “Leture continue de Bibie par furlan - Lettura continua della Bibbia in Friulano”, vede anche l’adesione delle Province di Gorizia e di Pordenone, dell’Arcidiocesi di Gorizia e della Diocesi di Concordia-Pordenone.
La lettura in lingua friulana è un omaggio anche alla tradizione della Chiesa di Aquileia, unisce infatti le radici linguistiche, religiose e culturali del territorio friulano e si tratta di un evento unico nel suo genere in quanto per la prima volta il Testo Sacro verrà letto integralmente, no-stop in una lingua minoritaria.
È interessante sottolineare che le adesioni arrivano da persone appartenenti a categorie eterogenee, di ogni tipo, proprio come esortato durante la conferenza stampa dal presidente dell’ARLeF, Lorenzo Zanon: anziani, bambini, famiglie intere, di tutti i mestieri, dall'operaio al medico, dall'uomo di spettacolo a personalità appartenenti al mondo della politica regionale.
Secondo quando dichiarato dagli operatori del call center, inoltre, molte sono le persone che chiedono esplicitamente di leggere di notte, fatto alquanto singolare ed inaspettato.
I promotori inoltre ricordano che vi è la possibilità di iscriversi in gruppi, facilitando così l’organizzazione della lettura ma soprattutto per condividere insieme e a pieno questa esperienza unica nel suo genere.
La necessità di lettori è ancora forte! Ne occorrono ben 1300, che si presteranno alla lettura la quale durerà da 3 a 10 minuti a seconda del testo della Bibbia scelto o assegnato.
È possibile iscriversi, come lettore singolo o come gruppo di lettori, telefonicamente, chiamando il n. 0432/555979 dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 17.00 alle 20.00, oppure scrivendo all’indirizzo bibie@regione.fvg.it. Notizie si possono reperire anche consultando il sito dell’ARLeF e la pagina Facebook (ARLeF Bibie Par Furlan) appositamente creata e che conta già un numero significativo di “amici”.
A proposito dell'iniziativa l’Arcivescovo di Udine, mons. Andrea Bruno Mazzocato ha sottolineato che «la Parola di Dio va anzitutto accolta nelle viscere, nel cuore e nella vita, mentre dalle labbra ne esce nella lingua materna friulana, in tutta la sua dolcezza familiare». «Penso dunque a questa lettura solenne come a un evento spirituale, oltre che culturale – ha continuato l'Arcivescovo –, e non solo per i credenti: «tra ciò che proviamo alla lettura dei Salmi e ciò che proviamo alla lettura di Pindaro e Petrarca c'è la stessa differenza che tra la patria e la terra straniera», diceva Nietzsche. Tanto più vero, tutto ciò, se quella Parola è proclamata nella lingua patria».
Anziani, bambini, famiglie coinvolti in un evento unico. Sette giorni e sei notti no-stop
UDINE (4 febbraio, ore 10.50) - Dopo la conferenza stampa di martedì di presentazione del progetto «Leture continue de Bibie par furlan - Lettura continua della Bibbia in Friulano», che prevede la lettura integrale, continua e in friulano della Bibbia dalla Genesi all’Apocalisse, nella Chiesa della Purità a Udine, da domenica 3 a sabato 9 aprile per un totale di 140 ore circa (sette giorni e sei notti), il call center attivato per la raccolta di adesioni è stato da subito interessato da numerose chiamate.
Soddisfatti gli enti organizzatori: l’ARLeF – Agjenzie Regjonâl pe lenghe furlane, la Provincia di Udine, l’Arcidiocesi di Udine e l’Associazione culturale Glesie Furlane.
L’iniziativa “Leture continue de Bibie par furlan - Lettura continua della Bibbia in Friulano”, vede anche l’adesione delle Province di Gorizia e di Pordenone, dell’Arcidiocesi di Gorizia e della Diocesi di Concordia-Pordenone.
La lettura in lingua friulana è un omaggio anche alla tradizione della Chiesa di Aquileia, unisce infatti le radici linguistiche, religiose e culturali del territorio friulano e si tratta di un evento unico nel suo genere in quanto per la prima volta il Testo Sacro verrà letto integralmente, no-stop in una lingua minoritaria.
È interessante sottolineare che le adesioni arrivano da persone appartenenti a categorie eterogenee, di ogni tipo, proprio come esortato durante la conferenza stampa dal presidente dell’ARLeF, Lorenzo Zanon: anziani, bambini, famiglie intere, di tutti i mestieri, dall'operaio al medico, dall'uomo di spettacolo a personalità appartenenti al mondo della politica regionale.
Secondo quando dichiarato dagli operatori del call center, inoltre, molte sono le persone che chiedono esplicitamente di leggere di notte, fatto alquanto singolare ed inaspettato.
I promotori inoltre ricordano che vi è la possibilità di iscriversi in gruppi, facilitando così l’organizzazione della lettura ma soprattutto per condividere insieme e a pieno questa esperienza unica nel suo genere.
La necessità di lettori è ancora forte! Ne occorrono ben 1300, che si presteranno alla lettura la quale durerà da 3 a 10 minuti a seconda del testo della Bibbia scelto o assegnato.
È possibile iscriversi, come lettore singolo o come gruppo di lettori, telefonicamente, chiamando il n. 0432/555979 dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 17.00 alle 20.00, oppure scrivendo all’indirizzo bibie@regione.fvg.it. Notizie si possono reperire anche consultando il sito dell’ARLeF e la pagina Facebook (ARLeF Bibie Par Furlan) appositamente creata e che conta già un numero significativo di “amici”.
A proposito dell'iniziativa l’Arcivescovo di Udine, mons. Andrea Bruno Mazzocato ha sottolineato che «la Parola di Dio va anzitutto accolta nelle viscere, nel cuore e nella vita, mentre dalle labbra ne esce nella lingua materna friulana, in tutta la sua dolcezza familiare». «Penso dunque a questa lettura solenne come a un evento spirituale, oltre che culturale – ha continuato l'Arcivescovo –, e non solo per i credenti: «tra ciò che proviamo alla lettura dei Salmi e ciò che proviamo alla lettura di Pindaro e Petrarca c'è la stessa differenza che tra la patria e la terra straniera», diceva Nietzsche. Tanto più vero, tutto ciò, se quella Parola è proclamata nella lingua patria».
Tante voci per la Giornata per la vita
6 febbraio, la grande preghiera per la vita versione testuale
Nella 33ª Giornata per la vita l'Arcivescovo in Cattedrale attende sposi, fidanzati, volontari, amministratori, responsabili sanitari, parroci
UDINE (3 febbraio, ore 17.15) - Domenica 6 febbraio 2011. Una giornata di riflessione e di assunzione di impegni, da parte del Friuli, per il futuro di questa terra e della sua gente, quindi perché nascano più figli, perché non ci siano più aborti, perché le famiglie riscoprano il senso del loro stare insieme, senza il quale non c’è sviluppo e, quindi, non c’è futuro.
Ecco perché l’Arcivescovo mons. Andrea Bruno Mazzocato ha convocato il popolo della vita domenica 6 febbraio, alle 19, in Cattedrale a Udine, intorno alla celebrazione dell’Eucarestia. Per conto dell’Arcivescovo chiamano alla mobilitazione – sì, proprio così – don Giuseppe Faccin, direttore dell’ufficio diocesano per la pastorale della famiglia, e don Alessio Geretti, delegato episcopale per la cultura. I quali hanno inviato quattro lettere ad altrettanti indirizzi. Indirizzi non certo qualsiasi.
Ai Centri di aiuto alla vita e a tutti i loro collaboratori
«Carissimi amici, desideriamo cogliere l’occasione della 33ª Giornata per la vita per ringraziare il Signore con tutti voi per il dono della vita, in particolare per quella dei bambini che allietano le case delle nostre comunità – così scrivono don Faccin e don Geretti –. Al tempo stesso preghiamo con quegli sposi che attendono di poter generare dei figli e confidano nel superamento di difficoltà, di varia natura, che per ora non lo consentono. Non mancano, come ben sapete, situazioni drammatiche in cui talora la tentazione di non accogliere la vita prende il sopravvento, né possiamo ignorare che talvolta alla vita delle persone, specie delle più indifese, non è riconosciuta adeguata dignità. Infine, sempre più dobbiamo reagire culturalmente e spiritualmente alla tremenda crisi demografica che avvilisce il nostro Friuli e l’intero Occidente: questo è forse il più urgente dei problemi che domanda riscatto e conversione».
Impegnati nell’accoglienza e nella difesa della vita, i Centri di aiuto alla vita che operano o che si stanno costituendo nella Chiesa diocesana «sono una risorsa importantissima». Ecco perché la Chiesa friulana confida «nell’azione e nella forza spirituale di tutti quei volontari che ne fanno parte, o che silenziosamente li sostengono in vari modi, perché contribuiscano a tre grandi obiettivi».
Gli obiettivi sono questi. Il primo: promuovere una cultura dell’accoglienza alla vita, risanando le radici spirituali e le cause socioculturali che hanno condotto tanti a non essere aperti al dono dei figli. Il secondo: diffondere la certezza che per tutelare davvero il bene della donna in situazioni drammatiche va rafforzata, e non distrutta, l’alleanza originale tra madre e figlio. Il terzo: operare affinché nessuna donna si trovi mai in condizioni tali da aver sentito l’aborto come unica strada possibile. Nella lettera agli operatori dei Centri per la vita, l’invito è di raggiungere la cattedrale fin dalle 18.30 «per il Santo Rosario, invocando lo speciale aiuto della Vergine Immacolata, che possa sostenere la vostra opera e illuminare cuori e coscienze».
Agli sposi, alle mamme e papà, ai fidanzati
«Carissimi amici – scrivono don Faccin e don Geretti in un’altra lettera – desideriamo cogliere l’occasione della 33ª Giornata per la vita per ringraziare il Signore con tutti voi per il dono della vita, in particolare per quella dei figli che avete generato o di quelli che per ora desiderate e per i quali già state pregando».
«Proprio la bellezza e la forza dell’amore, sostenuti dalla grazia di Dio, danno senso pieno all’esistenza e infondono quella dedizione generosa, quello spirito di sacrificio e quella serena fiducia che permettono a tanti uomini e donne, nonostante tutte le avversità e le precarietà possibili, di generare e di educare nuove creature, accogliendole con entusiasmo», scrivono ancora don Giuseppe e don Alessio, aggiungendo: «Alla celebrazione siete tutti invitati a partecipare – con i vostri bambini, potendo: non c’è canto migliore delle loro voci per dare lode a Dio –; in particolare invitiamo gli sposi che hanno celebrato il loro matrimonio o il battesimo di un figlio nel corso del 2010».
Ai politici, agli amministratori, ai responsabili della sanità
Per la prima volta l’invito alla celebrazione della vita (e della famiglia) viene rivolto espressamente anche agli amministratori pubblici e ai politici, cui l’Arcivescovo si rivolgerà direttamente. «Questa Giornata nasce anzitutto come ringraziamento al Signore per il dono della vita, in particolare per quella dei bambini che allietano le case dei nostri paesi, pregando al tempo stesso per tutti gli operatori della comunità civile, del mondo della sanità e del mondo del volontariato che rendono possibile il miracolo della vita – si legge nella lettera inviata loro da don Faccin e da don Geretti –. Un pensiero va anche a quegli sposi che attendono di poter generare dei figli, talvolta soffrendo a causa di varie difficoltà». Poi un invito molto forte, quasi un ammonimento: «Sempre più dobbiamo reagire culturalmente e spiritualmente alla tremenda crisi demografica che avvilisce il nostro Friuli e l’intero Occidente: questo per noi è forse il più urgente dei problemi, che domanda riscatto e conversione».
Ai vicari foranei e ai parroci
Non manca l’invito ai sacerdoti, perché promuovano pure loro la partecipazione al grande raduno per la vita. «Vi preghiamo di invitare alla celebrazione i fidanzati prossimi al matrimonio e gli sposi, specialmente quelli più giovani e quelli che da poco hanno generato un figlio o che, ad esempio, ne hanno battezzato uno nel corso del 2010. Vengano pure con i loro bambini: non c’è canto migliore delle voci dei piccoli per dare lode a Dio».
Nella 33ª Giornata per la vita l'Arcivescovo in Cattedrale attende sposi, fidanzati, volontari, amministratori, responsabili sanitari, parroci
UDINE (3 febbraio, ore 17.15) - Domenica 6 febbraio 2011. Una giornata di riflessione e di assunzione di impegni, da parte del Friuli, per il futuro di questa terra e della sua gente, quindi perché nascano più figli, perché non ci siano più aborti, perché le famiglie riscoprano il senso del loro stare insieme, senza il quale non c’è sviluppo e, quindi, non c’è futuro.
Ecco perché l’Arcivescovo mons. Andrea Bruno Mazzocato ha convocato il popolo della vita domenica 6 febbraio, alle 19, in Cattedrale a Udine, intorno alla celebrazione dell’Eucarestia. Per conto dell’Arcivescovo chiamano alla mobilitazione – sì, proprio così – don Giuseppe Faccin, direttore dell’ufficio diocesano per la pastorale della famiglia, e don Alessio Geretti, delegato episcopale per la cultura. I quali hanno inviato quattro lettere ad altrettanti indirizzi. Indirizzi non certo qualsiasi.
Ai Centri di aiuto alla vita e a tutti i loro collaboratori
«Carissimi amici, desideriamo cogliere l’occasione della 33ª Giornata per la vita per ringraziare il Signore con tutti voi per il dono della vita, in particolare per quella dei bambini che allietano le case delle nostre comunità – così scrivono don Faccin e don Geretti –. Al tempo stesso preghiamo con quegli sposi che attendono di poter generare dei figli e confidano nel superamento di difficoltà, di varia natura, che per ora non lo consentono. Non mancano, come ben sapete, situazioni drammatiche in cui talora la tentazione di non accogliere la vita prende il sopravvento, né possiamo ignorare che talvolta alla vita delle persone, specie delle più indifese, non è riconosciuta adeguata dignità. Infine, sempre più dobbiamo reagire culturalmente e spiritualmente alla tremenda crisi demografica che avvilisce il nostro Friuli e l’intero Occidente: questo è forse il più urgente dei problemi che domanda riscatto e conversione».
Impegnati nell’accoglienza e nella difesa della vita, i Centri di aiuto alla vita che operano o che si stanno costituendo nella Chiesa diocesana «sono una risorsa importantissima». Ecco perché la Chiesa friulana confida «nell’azione e nella forza spirituale di tutti quei volontari che ne fanno parte, o che silenziosamente li sostengono in vari modi, perché contribuiscano a tre grandi obiettivi».
Gli obiettivi sono questi. Il primo: promuovere una cultura dell’accoglienza alla vita, risanando le radici spirituali e le cause socioculturali che hanno condotto tanti a non essere aperti al dono dei figli. Il secondo: diffondere la certezza che per tutelare davvero il bene della donna in situazioni drammatiche va rafforzata, e non distrutta, l’alleanza originale tra madre e figlio. Il terzo: operare affinché nessuna donna si trovi mai in condizioni tali da aver sentito l’aborto come unica strada possibile. Nella lettera agli operatori dei Centri per la vita, l’invito è di raggiungere la cattedrale fin dalle 18.30 «per il Santo Rosario, invocando lo speciale aiuto della Vergine Immacolata, che possa sostenere la vostra opera e illuminare cuori e coscienze».
Agli sposi, alle mamme e papà, ai fidanzati
«Carissimi amici – scrivono don Faccin e don Geretti in un’altra lettera – desideriamo cogliere l’occasione della 33ª Giornata per la vita per ringraziare il Signore con tutti voi per il dono della vita, in particolare per quella dei figli che avete generato o di quelli che per ora desiderate e per i quali già state pregando».
«Proprio la bellezza e la forza dell’amore, sostenuti dalla grazia di Dio, danno senso pieno all’esistenza e infondono quella dedizione generosa, quello spirito di sacrificio e quella serena fiducia che permettono a tanti uomini e donne, nonostante tutte le avversità e le precarietà possibili, di generare e di educare nuove creature, accogliendole con entusiasmo», scrivono ancora don Giuseppe e don Alessio, aggiungendo: «Alla celebrazione siete tutti invitati a partecipare – con i vostri bambini, potendo: non c’è canto migliore delle loro voci per dare lode a Dio –; in particolare invitiamo gli sposi che hanno celebrato il loro matrimonio o il battesimo di un figlio nel corso del 2010».
Ai politici, agli amministratori, ai responsabili della sanità
Per la prima volta l’invito alla celebrazione della vita (e della famiglia) viene rivolto espressamente anche agli amministratori pubblici e ai politici, cui l’Arcivescovo si rivolgerà direttamente. «Questa Giornata nasce anzitutto come ringraziamento al Signore per il dono della vita, in particolare per quella dei bambini che allietano le case dei nostri paesi, pregando al tempo stesso per tutti gli operatori della comunità civile, del mondo della sanità e del mondo del volontariato che rendono possibile il miracolo della vita – si legge nella lettera inviata loro da don Faccin e da don Geretti –. Un pensiero va anche a quegli sposi che attendono di poter generare dei figli, talvolta soffrendo a causa di varie difficoltà». Poi un invito molto forte, quasi un ammonimento: «Sempre più dobbiamo reagire culturalmente e spiritualmente alla tremenda crisi demografica che avvilisce il nostro Friuli e l’intero Occidente: questo per noi è forse il più urgente dei problemi, che domanda riscatto e conversione».
Ai vicari foranei e ai parroci
Non manca l’invito ai sacerdoti, perché promuovano pure loro la partecipazione al grande raduno per la vita. «Vi preghiamo di invitare alla celebrazione i fidanzati prossimi al matrimonio e gli sposi, specialmente quelli più giovani e quelli che da poco hanno generato un figlio o che, ad esempio, ne hanno battezzato uno nel corso del 2010. Vengano pure con i loro bambini: non c’è canto migliore delle voci dei piccoli per dare lode a Dio».
Iscriviti a:
Post (Atom)
Foglio della Collaborazione Pastorale Di San Giorgio di Nogaro
V DOMENICA DI PASQUA – ANNO A - 3 maggio 2026
Messa del Giorno V DOMENICA DI PASQUA – ANNO A Antifona Cantate al Signore un canto nuovo, perché ha compiuto meraviglie; agli occhi delle...
-
Il sito della Collaborazione pastorale di San Giorgio di Nogaro di nuovo funzionante! La parte secondo me essenziale è il foglietto settiman...
-
http://www.vatican.va/archive/ITA0014/_P4Q.HTM Questo link guiderà chiunque lo voglia alla lettura del catechismo nel capitolo riguardante l...






