Bollettino Fides News di lunedi 16 novembre 2015

AFRICA/BURUNDI - Sparatorie a Bujumbura, anche nei quartieri centrali
Bujumbura (Agenzia Fides)- Sono in corso forti sparatorie a Bujumbura, riferiscono all’Agenzia Fides fonti locali dalla capitale del Burundi. “Abbiamo udito spari ed esplosioni fino a 40 minuti fa. Si è combattuto e si combatte in diversi quartieri della città, non solo quelli periferici ma anche in quelli centrali” dicono le nostre fonti, che per motivi di sicurezza chiedono l’anonimato.
“Solo la settimana scorsa le forze di sicurezza avevano compiuto operazioni per sequestrare le armi in mano alle milizie contrarie al Presidente. Evidentemente non sono servite, perché i combattimenti sono ripresi più forti di prima e il numero dei ribelli sembra in aumento. Gli scontri odierni sono probabilmente scoppiati quando l’esercito ha avviato una nuova operazione per il sequestro di armi”.
“Sappiamo infine che in Burundi sono presenti anche uomini delle FDLR (Forze Democratiche di Liberazione del Rwanda), il gruppo di guerriglia che si oppone al governo di Kigali, rifugiatosi nella Repubblica Democratica del Congo, per dare man forte alle milizie locali fedeli al Presidente Pierre Nkurunziza. Ormai questo gruppo si comporta come serbatoio di mercenari pagati dal nostro governo” concludono le nostre fonti. (L.M.) (Agenzia Fides 16/11/2015)
AFRICA/CONGO RD - “Il dialogo nazionale deve rispettare la Costituzione” affermano i Vescovi
Kinshasa (Agenzia Fides) - Il dialogo nazionale proposto dal Presidente Joseph Kabila deve essere rispettoso della Costituzione e non deve dar vita a forme di transizione o a istituzioni straordinarie. È quanto affermano i Vescovi della Repubblica Democratica del Congo in una dichiarazione giunta all’Agenzia Fides, firmata da Sua Ecc. Mons. Nicolas Djomo, Vescovo di Tshumbe e Presidente della Conferenza Episcopale Nazionale del Congo (CENCO).
I Vescovi ribadiscono il loro no a eventuali modifiche costituzionali che potrebbero aprire la strada ad un terzo mandato per il Presidente Kabila, il cui incarico scade nel 2016. La Costituzione congolese prevede infatti solo due mandati presidenziali.
Nel messaggio si ricorda che “il dialogo è la strada regale e pacifica per uscire dalla crisi. È un elemento costitutivo di ogni sistema democratico”. “Abbiamo la necessità di sottolineare che il dialogo deve svolgersi nel rispetto assoluto del quadro costituzionale e istituzionale vigente. Procedere altrimenti comporterebbe il pericolo, dalle conseguenze incalcolabili per la nazione, di riaprire il dibattito sulla revisione o il cambiamento della Costituzione nei suoi articoli bloccati o, in ogni caso, di prenderne in considerazione la possibilità”.
Per quanto concerne le elezioni, che dovranno tenersi nel 2016, la CENCO aveva proposto un calendario elettorale così scadenzato: elezioni provinciali, legislative e presidenziali. Ma visti i problemi organizzativi e finanziari (vedi Fides 30/10/2015), la CENCO propone di posporre le elezioni locali al 2017 per dare precedenza a quelle legislative e presidenziali. Il dialogo nazionale proposto dal Presidente Kabila mira a coinvolgere le forze politiche e sociali congolesi per trovare una soluzione condivisa all’impasse causato dal rinvio delle elezioni locali.(L.M.) (Agenzia Fides 16/11/2015)
ASIA/COREA DEL SUD - La vicinanza della Chiesa in Corea ai cittadini francesi
Seul (Agenzia Fides) – Cordoglio, vicinanza e preghiera da parte della Chiesa in Corea per le vittime della strage di Parigi: è quanto scrive il Cardinale Andrew Yeom Soo-jung, Arcivescovo di Seoul,in un messaggio inviato all'arcivescovo di Parigi, Cardial André Vingt-Trois, a nome di tutti i cattolici coreani. Nel messaggio, pervenuto a Fides, il Cardinale coreano esprime “profondo shock e tristezza” e si promettono intense preghiere e vicinanza per le vittime degli attentati. “Preghiamo per i feriti e per quanti sono impegnati ad aiutare le persone colpite: possa Dio conceda loro forza, conforto e pace”, si legge nel testo. “Pregiamo perchè la città di Parigi si riprenda coraggiosamente presto. Dio ci conceda coraggio e saggezza per resistere agli attacchi violenti e disumani di tutto il mondo. Possa Dio guidarci tutti per le vie della pace”, prosegue il messaggio.
La Chiesa cattolica in Corea ha stretti legami con la Chiesa cattolica in Francia da oltre cento anni. I missionari francesi hanno contribuito all’evangelizzazione della Corea durante le fasi di nascita della Chiesa nella penisola coreana. Nel 2016 in Corea si ricorda il 150° anniversario della persecuzione di Byung-in (1866), quando decine di missionari francesi sacrificarono la loro vita, testimoniando il Vangelo in terra coreana. La Chiesa cattolica coreana e quella francese stanno preparando per una celebrazione congiunta per onorare quei martiri. (PA) (Agenzia Fides 16/11/2015)
ASIA/TERRA SANTA - I Vescovi cattolici: combattere il terrorismo senza “doppiezze”
Gerusalemme (Agenzia Fides) – Il terrorismo va combattuto senza usare “doppi standard”, affrontando tutti uniti anche i fenomeni che ne rappresentano la radice, come “l'oppressione, l'odio, la cattiva educazione e il fanatismo”. Sono questi i suggerimenti realistici contenuti nella dichiarazione diffusa dall'Assemblea dei Vescovi ordinari cattolici di Terra Santa, per esprimere cordoglio davanti agli “attentati di Beirut e Parigi”, dove vite innocenti sono state ancora una volta falcidiate da una “cultura di morte che si oppone alla legge di Dio e alle leggi degli uomini”.
Nella dichiarazione, diffusa dagli organi ufficiali del Patriarcato latino di Gerusalemme e pervenuta all'Agenzia Fides, i Vescovi cattolici di Terra Santa richiamano l'urgenza di unire le forze di tutti i Paesi e dei credenti di tutte le religioni per contrastare la violenza, che si rivolge in maniera indiscriminata contro tutto e tutti. “In caso contrario - si legge nel comunicato - essa prima o poi colpirà anche noi”. I Vescovi di Terra Santa concludono il loro messaggio pregando l'Onnipotente “anche per i predicatori del terrore, affinché essi si convertano e si pentano di ciò che hanno fatto”. (GV) (Agenzia Fides 16/11/2015).
ASIA/PAKISTAN - L’Arcivescovo Shaw: “I cristiani in Pakistan pregano per Parigi”
Lahore (Agenzia Fides) – “Siamo tremendamente scioccati. La strage di Parigi ha scosso tutti i pakistani. Condanniamo ogni forma di violenza. Il Pakistan è uno stato che da anni combatte contro il terrorismo che ha colpito strade, piazze, scuole, chiese. Ieri nella cattedrale di Lahore, come in molte altre chiese del Pakistan, abbiamo celebrato una Messa in suffragio per le vittime e oggi esprimiamo profonda solidarietà con i cittadini francesi ed europei”: è quanto dice all’Agenzia Fides Sua Ecc. Mons. Francis Shaw, Arcivescovo di Lahore. “Ieri ho avuto un incontro con tutti i preti della diocesi e, come cristiani pakistani, ci uniamo nel porgere le condoglianze alle famiglie e nel pregare per le vittime. Anche molti leader musulmani pakistani hanno espresso la loro condanna, ricordando che il terrorismo violenta il nome di Dio e l’islam”, osserva l’Arcivescovo a Fides. “Continueremo a pregare incessantemente per invocare da Dio il dono della pace e la forza per supe rare momenti difficili come questo” aggiunge.
“Il terrorismo – nota mons. Shaw – è una sfida che ci riguarda tutti oggi. Nessun luogo è sicuro. Urge trovare unità di intenti e strategie nella comunità internazionale, tra l’Europa e il Medio Oriente. La risposta è rafforzare le misure di sicurezza ma anche lavorare quotidianamente per la cultura e l’educazione, specialmente con i giovani”.
“La Chiesa, in tutti i paesi del mondo, continua a proporre i valori di pace, tolleranza, rispetto della dignità umana, e a portare il Vangelo come messaggio di amore e di riconciliazione: questo sarà per noi in Pakistan il centro del Giubileo della misericordia”, conclude. (PA) (Agenzia Fides 16/11/2015)
ASIA/GIORDANIA - Le donne cristiane diffondono un manuale contro la violenza domestica
Amman (Agenzia Fides) – La Guida alla protezione dalla violenza domestica redatta dall'Associazione delle giovani donne cristiane di Giordania, compilata nel quadro del progetto intitolato “la mia dignità”, è stata presentata sabato 14 novembre ad Amman. Lo scopo del manuale – a cui ha dato un contributo sostanzioso l'avvocato Mona Makhamreh, nota attivista dei diritti umani – è quello di fornire una metodologia per affrontare i casi di violenza domestica, applicando anche ai singoli casi specifici le disposizioni legislative che proteggono da ogni tipo di violenze le categorie fisicamente più deboli (minori, donne e disabili).
Il manuale è rivolto in particolare ai formatori, e fornisce elementi di competenza giuridica a gruppi e organizzazioni che si occupano di questo fenomeno, tanto diffuso quanto nascosto, con riferimenti anche ai trattati internazionali che tutelano le fasce a rischio di violenza domestica. All'incontro di presentazione hanno partecipato diversi parlamentari e rappresentanti di organizzazioni della società civile impegnate nella difesa dei diritti delle donne e dei minori.
L'Associazione delle giovani donne cristiane (Young Women Christian Association, YWCA) è una organizzazione non governativa, fondata in Giordania nel 1950 e registrata presso il Ministero dello sviluppo sociale. Essa rappresenta la branca giordana dell'Associazione mondiale YWCA, con sede a Ginevra, e si propone di aiutare le donne e tutelare i loro diritti da ogni discriminazione razziale, sociale e religiosa. (GV) (Agenzia Fides 16/11/2015).
AMERICA - Vescovi dell’America Latina protagonisti del “Patto delle Catacombe”
Lima (Agenzia Fides) – Oggi, 16 novembre, ricorrono 50 anni dal "Patto delle Catacombe", che ha segnato un momento particolare nella vita della Chiesa, in particolare dell'America Latina, come sottolineano i missionari gesuiti del Perù nella nota inviata all’Agenzia Fides.
Durante il Concilio Vaticano II (1962-1965) un gruppo di Vescovi, principalmente dall'America Latina, guidato dall’Arcivescovo di Olinda e Recife, Mons. Helder Camara, si riuniva regolarmente per riflettere sul tema della “Chiesa dei poveri” che Giovanni XXIII aveva proposto. Il 16 novembre 1965, pochi giorni prima della chiusura del Concilio, numerosi Padri conciliari - all' inizio erano 40 - si incontrarono presso le Catacombe di Santa Domitilla, a Roma, per celebrare insieme l'Eucaristia e firmare un "impegno" al quale si unirono poco dopo altri 500 Vescovi.
Il documento, poi conosciuto come "Patto delle Catacombe", impegnava i firmatari a vivere imbevuti dallo spirito del Vangelo, in povertà e umiltà, lontani dal potere, con il cuore e con la mente sul ministero pastorale.
Il testo pervenuto a Fides sottolinea l'impegno dei firmatari a livello personale (con la rinuncia a beni di lusso, ecc.) e a livello pastorale, proponendo opzioni di evangelizzazione indirizzate ai più emarginati e vulnerabili. L'ultimo paragrafo dell’impegno afferma: "Tornati alle nostre rispettive diocesi, faremo conoscere ai fedeli la nostra risoluzione, pregandoli di aiutarci con la loro comprensione, il loro aiuto e le loro preghiere. Aiutaci Dio ad essere fedeli".
(CE) (Agenzia Fides, 16/11/2015)
AMERICA/MESSICO - I bambini martiri di Tlaxcala: martiri di tutta l'America Latina
Tlaxcala (Agenzia Fides) – Con una solenne e commossa celebrazione eucaristica, il Nunzio apostolico Sua Ecc. Mons. Christophe Pierre, ha presieduto il 14 novembre la chiusura dell'Anno Giubilare per il V Centenario della nascita dei Bambini Beati Martiri di Tlaxcala: Cristobal, Antonio e Juan. Insieme al Nunzio hanno concelebrato circa 40 Vescovi. Il Vescovo di Tlaxcala, Sua Ecc. Mons. Francisco Moreno Barron, nel suo saluto all’inizio della Messa, ha sottolineato che questo appuntamento sta diventando una delle più importanti feste religiose del paese, perché ogni anno aumenta il numero di fedeli. "I bambini Martiri di Tlaxcala, sono martiri di tutta l'America Latina, perché sono stati i primi a dare testimonianza della fede" ha detto il Vescovo.
Secondo la nota pervenuta a Fides, prima della celebrazione eucaristica è stata ricordata la storia dei Bambini Martiri e le tappe del processo di beatificazione, concluso da San Giovanni Paolo II il 6 maggio 1990 presso la Basilica di Guadalupe, durante la sua seconda visita pastorale in Messico.
I bambini beati sono tra i primi nativi di etnia americana convertiti alla fede cattolica e sono anche i promartiri dell'America, i primi a versare il loro sangue per Cristo in questo continente.
Cristobal nacque probabilmente nell'anno 1514, Antonio e Juan intorno al 1516, ecco perché il Vescovo di Tlaxcala ha decretato che nel 2015 si celebrasse il V centenario della loro nascita.
Furono tra i primi evangelizzati dai francescani e dai domenicani subito dopo la conquista. Vennero crudelmente uccisi dai loro conterranei perché, in nome della fede cattolica, rifiutavano l’idolatria e la poligamia: Cristobal morì nel 1527, Antonio e Juan nel 1529. Ora si prega e si lavora per la loro canonizzazione.
(CE) (Agenzia Fides, 16/11/2015)
AMERICA/PERU' - Ogni anno 1200 bambini poveri si ammalano di leucemia
Lima (Agenzia Fides) – La leucemia pregiudica ogni anno la salute di circa 1200 bambini e bambine che vivono in situazioni di povertà. Si tratta infatti di una tipologia di cancro che si manifesta frequentemente durante l’infanzia, soprattutto nella fascia di età tra 3 e 4 anni. Dal 2012 lo Stato ha promosso il programma Plan Esperanza per migliorare l’attenzione integrale verso il cancro e l’accesso ai servizi oncologici in Perú, secondo i progressi tecnologici e la disponibilità di risorse. Grazie a questo programma, l’aspettativa di vita di questa fascia di popolazione è aumentata del 70%; con le diagnosi precoci l’80% dei pazienti risponde positivamente alla chemioterapia. Da ottobre 2012 a giugno 2015, sono stati assistiti quasi 150 mila pazienti. Di questi, 2.753 erano affetti da leucemia, 1.322 dei quali bambini. (AP) (16/11/2015 Agenzia Fides)
AMERICA/COLOMBIA - Povertà in aumento a Santa Fe e Chapinero: paga giornaliera e mancanza di pensione tra le cause
Bogotà (Agenzia Fides) - Le cifre ufficiali del Piano di Sviluppo Bogotá Humana sulla povertà di tanti abitanti delle località di Santa Fe e Chapinero non sono positive. La paga giornaliera o rateale, i prestiti, le condizioni nelle quali il fenomeno della prostituzione dilaga e la mancanza di una pensione per gli ultra 60enni, sono, secondo fonti locali amministrative, i tre fattori che hanno fatto aumentare la povertà in queste località. Queste persone non vengono reperite nè identificate, tanto meno ricevono i benefici sociali offerti dallo Stato. La situazione è grave perchè i programmi di aiuto, rispetto ad altre località, registrano un bilancio completamente negativo. A Chapinero, ad esempio, sono aumentati la dipendenza dagli aiuti economici e il sovraffollamento. Nel bollettino ufficiale locale dell’Encuesta Multipropósito emerge una crescita della povertà tra le famiglie povere a Chapinero dall’1,3% nel 2011 al 2,4% nel 2014. A Santa Fe, invece, nel 2011 era c onsiderato povero il 34,1% delle famiglie, mentre nel 2014 la cifra è salita al 37,3%. (AP) (16/11/2015 Agenzia Fides)

Angelus della domenica 15 novembre 2015


Angelus Domini 2015.11.15
Starts at 12:00 pm. Every Sunday and on the main liturgical feasts, the Pope recites the Angelus prayer with the pilgrims. Before and after the prayer, he delivers a brief reflection and issues greetings.

La porta della Misericordia del Duomo di Udine


Arcidiocesi di Udine has uploaded Presentazione Porta della Misericordia don Loris Della Pietra
Presentazione Porta della Misericordia don Loris Della Pietra
Arcidiocesi di Udine
Domenica 13 dicembre 2015 con l'avvio del Giubileo straordinario della Misericordia voluto da Papa Francesco, anche nell'Arcidiocesi di Udine sarà aperta la Porta Santa. Si tratta del portale della Redenzione della Cattedrale di Udine Santa Maria Annunziata. Don Loris Della Pietra, direttore dell'Ufficio Liturgico diocesano spiega il significato dell'apertura della Porta Santa nella storia della Chiesa e la sua attualità.

Angelus del 8 novembre 2015

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“Voglio assicurarvi che questo triste fatto non mi distoglie certamente dal lavoro di riforma che stiamo portando avanti con i miei collaboratori e con il sostegno di tutti voi”. Con queste parole, pronunciate all’Angelus in Piazza San Pietro, Papa Francesco ha commentato la vicenda dei documenti vaticani Trafugati nei mesi scorsi e pubblicati in particolare in due libri appena usciti. Rubarli, ha detto Francesco, è stato “un reato”, “un fatto deplorevole che non aiuta”. Il servizio di Alessandro De Carolis: 
Niente paura, io vado avanti con fiducia e speranza. All’Angelus, Papa Francesco si affaccia dalla finestra più celebre del mondo per dire direttamente e schiettamente, accompagnato da uno scroscio praticamente continuo di applausi, cosa abbia pensato e ritenga di quando accaduto nei giorni scorsi, tra documenti rubati alle sue spalle e libri che li hanno resi noti sostenendo di fare il bene del Papa:
“So che molti di voi sono stati turbati dalle notizie circolate nei giorni scorsi a proposito di documenti riservati della Santa Sede che sono stati sottratti e pubblicati.
Per questo vorrei dirvi anzitutto che rubare quei documenti è un reato. E’ un atto deplorevole che non aiuta. Io stesso avevo chiesto di fare quello studio, e quei documenti io e i miei collaboratori già li conoscevamo bene e sono state prese delle misure che hanno incominciato a dare dei frutti, anche alcuni visibili”.
“Corvi” e “Vatileaks”, delatori e manovratori, qualsiasi fossero le loro trame e mire, non gli hanno tolto il sonno e soprattutto – scandisce Francesco con voce ferma, quasi soffocato da migliaia di battimani – non lo distraggono dai suoi dichiarati intenti di rinnovamento, che affida alla preghiera di chi la Chiesa la ama sul serio:
“Perciò voglio assicurarvi che questo triste fatto non mi distoglie certamente dal lavoro di riforma che stiamo portando avanti con i miei collaboratori e con il sostegno di tutti voi. Sì, con il sostegno di tutta la Chiesa, perché la Chiesa si rinnova con la preghiera e con la santità quotidiana di ogni battezzato. Quindi vi ringrazio e vi chiedo di continuare a pregare per il Papa e per la Chiesa, senza lasciarvi turbare ma andando avanti con fiducia e speranza”.
Anche la riflessione precedente aveva in certo modo fatto da preludio a queste affermazioni, incentrata com’era sul contrasto tra l'autenticità cristiana e la sua “apparenza”. Francesco ha commentato come sempre il Vangelo della domenica, quello della vedova povera che lascia nel tesoro del tempio tutto quanto ha per vivere a differenza dai maestri della legge che, dice, “si pavoneggiano in pubblico” mentre in privato “divorano le case delle vedove”:
“Anche oggi esiste il rischio di assumere questi atteggiamenti. Ad esempio, quando si separa la preghiera dalla giustizia, perché non si può rendere culto a Dio e causare danno ai poveri. O quando si dice di amare Dio, e invece si antepone a Lui la propria vanagloria, il proprio tornaconto”.
I ricchi che gettano nel tesoro monete in quantità, ma per loro superflue, sono ben lontani, osserva il Papa, dal “bell’esempio” di generosità della vedova, che “nella sua povertà – sottolinea – ha compreso che, avendo Dio, ha tutto”:
“Gesù, oggi, dice anche a noi che il metro di giudizio non è la quantità, ma la pienezza. C’è una differenza fra quantità e pienezza. Tu puoi avere tanti soldi, ma essere vuoto: non c’è pienezza nel tuo cuore. Pensate questa settimana alla differenza che c’è fra quantità e pienezza. Non è questione di portafoglio, ma di cuore (...) Amare Dio ‘con tutto il cuore’ significa fidarsi di Lui, della sua provvidenza, e servirlo nei fratelli più poveri senza attenderci nulla in cambio”.
E come spesso ama fare, il Papa condisce l’enunciazione di una verità di fede con un esempio concreto che ne dimostra la forza. L’esempio di una famiglia della sua diocesi in Argentina, che mentre è a tavola a mangiare delle cotolette viene interrotta da un mendicante che ha fame. La mamma chiede cosa intendano fare ai suoi tre figli, i quali di slancio la esortano a dare il cibo al povero. Dunque, questa mamma, spiega il Papa…
“…prende la forchetta e il coltello e toglie metà ad ognuna delle cotolette… ‘Ah no, mamma, no! Così no! Prendi dal frigo…’. ‘No, facciamo tre panini così’. E i figli hanno imparato che la vera carità si fa non da quello che ci avanza, ma da quello ci è necessario (…) Siamo chiamati a dare il tempo necessario, non solo quello che ci avanza; siamo chiamati a dare subito e senza riserve qualche nostro talento, non dopo averlo utilizzato per i nostri scopi personali o di gruppo”.
Al termine dell’Angelus, Francesco ricorda sia il Convegno nazionale della Chiesa italiana, al quale prenderà parte martedì prossimo recandosi a Firenze, sia la “Giornata del Ringraziamento”, che quest’anno ha per tema “Il suolo, bene comune”, che a Roma si svolge  in concomitanza con la “Giornata diocesana per la custodia del creato”, arricchita quest’anno dalla “Marcia per la terra”:
“Mi associo ai Vescovi nell’auspicare che tutti agiscano come amministratori responsabili di un prezioso bene collettivo, la terra, i cui frutti hanno una destinazione universale. Io sono vicino con gratitudine al mondo agricolo, e incoraggio a coltivare la terra in modo da custodirne la fertilità affinché produca cibo per tutti, oggi e per le generazioni future”.

Dal Bollettino Parrocchiale di Carlino - Pasqua 2014





Bollettino Fides News del 5 novembre 2015

AFRICA/CONGO RD - La società civile: “Ci sono jihadisti stranieri nella nostra regione nonostante quello che dice l’Onu”
Kinshasa (Agenzia Fides) - Ci sono combattenti stranieri che operano nelle file dell’ADF-NALU, il gruppo di guerriglia di origine ugandese che da anni imperversa nel Nord Kivu, nell’est della Repubblica Democratica del Congo. Lo ribadisce una nota inviata all’Agenzia Fides dal Centre d'Etude pour la promotion de la Paix, la Démocratie et les Droits de l'Homme (CEPADHO), un’associazione della società civile locale, che precisa alcune delle affermazioni del rapporto degli esperti Onu sui gruppi armati presenti nella regione.
La CEPADHO afferma di “condividere buona parte del rapporto”, che è stato consegnato il 16 ottobre al Presidente del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, ma ritiene che “alcune delle affermazioni fatte sulle ADF-NALU e sull’operazione volta a catturarle, non corrispondano alla realtà sul terreno”.
In particolare si contesta il fatto che “il gruppo di esperti afferma di non aver trovato alcun legame tra l’ADF ed altri gruppi terroristi stranieri”. “Questa affermazione- afferma la nota- appare assurda quando ci sono un centinaio di appartenenti alle ADF catturati che sono islamisti di nazionalità somala, keniana, tanzaniana, rwandese, sudanese…accanto a congolesi e ugandesi. È curioso che il gruppo di esperti sia rimasto silente su questa realtà”.
Si contesta inoltre l’affermazione secondo la quale durante il comando dell’operazione Sukola 1 (intrapresa dall’esercito congolese per catturare i membri dell’ADF-NALU) da parte del generale Akili Mundos, nessun sospetto di essere autore diretto dei massacri contro i civili sia stato rinviato a giudizio di fronte alla Procura militare. “Questa affermazione - recita la nota - appare gratuita, tanto più che ci sono diversi combattenti catturati dell’ADF nella prigione di Kangwayi e di Beni, senza contare altre decine che sono stati inviati a Kinshasa e a Goma”.
La CEPADHO conclude invitando il gruppo di esperti a diversificare le fonti di informazione nelle loro prossime missioni, al fine di evitare un lavoro parziale. Secondo il rapporto del gruppo di esperti, le ADF-NALU sono responsabili della morte dalle 350 alle 450 persone nella regione di Beni, tra l’ottobre 2014 e il giugno 2015. (L.M.) (Agenzia Fides 5/11/2015)
AFRICA/KENYA - “La visita di Papa Francesco è come avere il suono dei tamburi che trasmettono la Parola risonante in tutta l’Africa”
Nairobi (Agenzia Fides)- “Il fatto che il Papa inizi la sua visita in Africa qui, in questa grande nazione, è una benedizione e un’opportunità per noi keniani” ha affermato Sua Ecc. Mons. Alfred Rotich, Ordinario Militare, Presidente del segretariato per la visita del Pontefice nel Paese africano, in un’intervista all’emittente televisiva NTV Kenya, segnalata all’Agenzia Fides.
“Il Santo Padre porterà benedizioni e solidarietà, consolazione e speranza, in un momento nel quale molti di noi vivono nello sconforto. (…) La visita del Papa offre l’opportunità per i keniani di discutere di problemi come l’ambiente, la giustizia, la coesione sociale, l’integrità morale, lo stare insieme attraverso il dialogo” ha affermato ancora Mons. Rotich.
“Con la visita del Papa è come avere il messaggio di Gesù Cristo rinnovato, come avere il suono dei tamburi che trasmettono la Parola risonante in tutta l’Africa” ha aggiunto.
Secondo Mons. Rotich, non ci sono particolari problemi nella preparazione della visita di Papa Francesco. Sull’aspetto della sicurezza Mons. Rotich ha invitato i fedeli che abitano nei luoghi che verranno visitati dal Santo Padre a essere consapevoli dell’ambiente nel quale vivono, chiedendosi chi sono i propri vicini. Questo è anche un modo per ottenere quello che Mons. Rotich auspica rimanga della visita papale: un Paese più unito e solidale. (L.M.) (Agenzia Fides 5/11/2015)
AFRICA/MOZAMBICO - Ottocento bambini in festa: non studieranno più sotto la pioggia o sotto il sole cocente
Maputo (Agenzia Fides) – Sono iniziati i lavori di costruzione di due nuove aule scolastiche nella Scuola Primaria ‘19 de Outubro di Ngalunde, 42 km da Maputo, distretto di Marracuene. A dare notizia della grande festa, che ha visto coinvolti tutti gli 800 alunni, i membri del consiglio scolastico, gli insegnanti, i genitori, le autorità tradizionali e di governo, il Centro Cooperazione Sviluppo onlus impegnato a migliorare la qualità dell’istruzione e il benessere dei bambini. A causa della scarsità di aule, oltre metà degli allievi per anni sono stati costretti a studiare all’aperto, esposti alla pioggia e al calore del sole, fatto che ha compromesso e spesso impedito il normale corso delle lezioni. Per contrastare questa situazione, la comunità rurale di Ngalunde si era già da tempo attivata e sta attualmente collaborando a titolo volontario, attraverso manodopera e materiali, ai lavori edili, iniziati lo scorso 12 ottobre. A partire dal 2016 tutti i bambini della scuola potranno seguire le lezioni in aule comode e a norma, protetti da ogni genere di agenti atmosferici, mettendo al sicuro anche libri e quaderni, che spesso durante le lezioni all’aria aperta si danneggiano. (AP) (5/11/2015 Agenzia Fides)
ASIA/MYANMAR - Il Card. Bo: “Il voto è un pellegrinaggio di speranza”
Yangon (Agenzia Fides) – Mentre si assiste a “un momento cruciale nella storia del Myanmar”, negli ultimi giorni prima del voto “c’è bisogno di una vigilanza supplementare. Auspichiamo che queste elezioni siano un processo trasparente, per garantire un voto libero ed equo anche ai poveri e agli emarginati”: lo afferma, in una nota inviata all’Agenzia Fides, il Card. Charles Maung Bo, Arcivescovo di Yangon, quando nel paese si avvicinano le elezioni generali dell’8 novembre.
Si tratta, nota il Card. Bo, delle “prime elezioni libere: 93 partiti, 5.800 candidati dei partiti, 3.000 candidati indipendenti. La ricerca per la democrazia è vitale in Myanmar oggi”.
Il Cardinale apprezza “i leader e la loro visione della democrazia”. “Evitare la violenza elettorale è una sfida difficile e sono contento che nostre leggi e le autorità siano all'altezza della sfida” rimarca. Definendo “encomiabile” il coraggio alla Commissione elettorale che “affronterà il lavoro con neutralità professionale”, il Card. Bo ricorda che “la gente vuole elezioni pacifiche” e che “il diritto al voto è sacro”. “Attraverso questo diritto, le persone determinano il loro futuro. Andare nella cabina elettorale è un pellegrinaggio di speranza. Tutti noi intraprendiamo questo pellegrinaggio. Il nostro destino è nelle urne. La democrazia, per il popolo, dal popolo e del popolo, ha forgiato la storia delle grandi nazioni. Il Myanmar aspettava questo momento da secoli”, nota.
“Oggi è il nostro appuntamento con quel destino. Insieme ci ritroviamo o insieme cadiamo. Le urne determineranno il nostro futuro. Dio ha benedetto questa nazione con immensi tesori, ma il tesoro che vale più di qualsiasi altro è la fratellanza umana, una nazione arcobaleno di 135 tribù e con le principali religioni. Abbiamo bisogno di pace oggi” osserva il Cardinale.
Il testo inviato a Fides conclude auspicando che il voto “porti pace e prosperità per questa nazione” e che il Myanmar “ritrovi il suo storico splendore”. (PA) (Agenzia Fides 5/11/2015)
ASIA/IRAQ - Anche i cristiani manifestano a Erbil contro la legge sull'islamizzazione dei minori
Erbil (Agenzia Fides) – Centinaia di appartenenti alle componenti non islamiche della società irachena hanno dato vita mercoledì 4 novembre ad una manifestazione davanti alla rappresentanza Onu di Erbil per protestare contro la legge che dispone il passaggio automatico alla religione islamica dei minori quando anche uno solo dei due genitori si converte all'islam. La mobilitazione – ha visto convergere militanti di varie sigle politiche, rappresentanti di organizzazioni della società civile e gruppi di cristiani, yazidi, mandei e sabei.
Una delegazione dei manifestanti, secondo quanto riportato dal website iracheno ankawa.com, è stata ricevuta dai funzionari dell'Onu, ai quali ha consegnato un memorandum in cui viene documentata l'incostituzionalità della legge in questione. I funzionari dell'Onu, dal canto loro, hanno assicurato che faranno pressione sul parlamento iracheno per cercare di ottenere una modifica della legge.
Lo scorso 27 ottobre (vedi Fides 28/10/2015) il parlamento iracheno aveva respinto a larga maggioranza la proposta di modifica della legge avanzata dai rappresentanti cristiani, ma sostenuta da parlamentari appartenenti a schieramenti diversi. In tale proposta si chiedeva di aggiungere al paragrafo della legge riguardante i minori una frase, per stabilire che nel caso di conversione all'islam di un genitore, i minori rimangono nella religione originaria di appartenenza fino ai diciotto anni, per poi scegliere la religione a cui appartenere in piena libertà di coscienza. (GV) (Agenzia Fides 5/11/2015).
ASIA/TERRA SANTA - I Vescovi cattolici: più confessori nei Santuari per l'Anno Santo della Misericordia
Gerusalemme (Agenzia Fides) – I pellegrini che si recheranno in Terra Santa durante l'ormai imminente Anno Santo della Misericordia potranno accedere con più facilità al sacramento della confessione nelle chiese e nei santuari sparsi nella terra dove è vissuto Gesù. E' questa la misura più significativa annunciata dai capi delle Chiese cattoliche di Terra Santa per aiutare i pellegrini a vivere il tempo giubilare facendo esperienza viva della misericordia del Signore nel perdono sacramentale. L'intento è stato annunciato esplicitamente dagli Ordinari cattolici di Terra Santa, riunitisi in assemblea presso la sede del Patriarcato Latino di Gerusalemme dal 3 al 5 novembre. “Per vivere meglio questo anno di misericordia” si legge nel comunicato finale dell'assemblea, pervenuto all'Agenzia Fides, “è consigliabile che la celebrazione del sacramento della penitenza sia inserita nei programmi per i pellegrini. Il nostro comitato per i pellegrinaggi lavorerà per rendere più a ccessibile il sacramento della confessione nei diversi santuari”.
A conclusione dell'assemblea, i Vescovi cattolici di Terra Santa hanno anche rinnovato l'appello a tutti coloro che vogliono seguire le orme di Cristo a non farsi intimorire dalle convulsioni che pure agitano il Medio Oriente: “La gente di questa terra” si legge nel comunicato finale “ ha bisogno della vostra testimonianza”.
Nel corso dei lavori, i Vescovi cattolici di Terra Santa hanno anche analizzato il prezioso lavoro svolto da Caritas Jerusalem a favore di chi vive diverse forme di emergenza sociale e umanitaria, con particolare attenzione dedicata ai progetti messi in atto nella Striscia di Gaza. A tal riguardo, i Vescovi cattolici hanno anche chiesto di istituire in ogni parrocchia “un comitato locale che si occupi dei poveri”, in coordinamento con Caritas Jerusalem. (GV) (Agenzia Fides 5/11/2015).
ASIA/PAKISTAN - Un anno fa due coniugi cristiani furono arsi vivi: oggi vita nuova per i loro figli
Lahore (Agenzia Fides) – Un anno fa, il 4 novembre 2014, un episodio generò un’ondata di orrore in tutto il Pakistan, scioccando il mondo intero: i due coniugi cristiani Shama e Shahzad Masih furono gettati in una fornace per mattoni da una folla di musulmani e arsi vivi per sospetta blasfemia. In Pakistan l’anniversario di quel tragico incidente è stato celebrato in diverse comunità del Paunjab. La loro memoria è viva soprattutto nel prendersi cura dei loro figli, come fa oggi la “Cecil Chaudhry & Iris Foundation”, Ong che promuove progetti per i gruppi più emarginati in Pakistan.
La Presidente della Fondazione, la cattolica Michelle Chaudhry, ha dichiarato a Fides: “Teniamo Shama e Shahzad nel profondo del nostro cuore; due vite innocenti perse a causa dell’estremo bigottismo nella nostra società. I fanatici non solo hanno bruciate due vite preziose in quella fornace; ma hanno bruciato l'umanità, hanno bruciato i principi dell'Islam e hanno bruciato il Pakistan di Jinnah e nessun risarcimento monetario può compensare un simile atto estremo di violenza”.
La Fondazione è impegnata a costruire una società giusta ed equa: “Per questo – prosegue – ricordiamo la sentenza del 19 giugno 2014 della Corte Suprema, che ha espressamente chiesto al governo di promuovere la tolleranza religiosa e sociale e di proteggere le minoranze religiose”.
La Fondazione chiede giustizia per Shama e Shehzad, auspicando che i responsabili dell’omicidio siano consegnati alla giustizia e che “sia garantita la sicurezza e la protezione di ogni pakistano, a prescindere dalla fede, genere, lingua, etnia, come sancito dalla Costituzione”.
La Cecil & Iris Chaudhry Foundation si è assunta la responsabilità di garantire una istruzione ai tre figli dei coniugi uccisi: “Abbiamo voluto portare un cambiamento in meglio nella vita di questi bambini, avendo una grande fiducia nel potere dell'educazione. Oggi ci dà immenso piacere vedere questi bambini felici, sicuri e impegnati in modo proficuo nelle attività scolastiche”. (PA) (Agenzia Fides 5/11/2015)
ASIA/CINA - Nella festa degli apostoli Simone e Giuda, due comunità accolgono nuovi diaconi e sacerdoti
Pechino (Agenzia Fides) – Due comunità ricche di vocazioni accolgono nuovi operai della vigna del Signore a conclusione del mese missionario e del Rosario. Secondo le informazioni pervenute all’Agenzia Fides, nel giorno della festa liturgica degli apostoli Simone e Giuda, il 28 ottobre, la diocesi di San Yuan della provincia di Shaan Xi, in Cina continentale, ha accolto il dono di 4 nuovi sacerdoti, i giovani migliori “che hanno risposto alla chiamata di Gesù per condividere la sua missione pastorale e missionaria al servizio della Chiesa” come riporta la nota. Oltre 3.000 fedeli hanno preso parte alla solenne ordinazione presieduta dal Vescovo Sua Ecc. Mons. Giuseppe Han Ying Jin, e concelebrata da 90 sacerdoti. Presenti anche un centinaio di religiose di diverse congregazioni: di Nostra Signora, del Sacro Cuore, del Bambino Gesù, domenicane.
Nello stesso giorno nella diocesi di Han Dan (Yong Nian) della provincia dell’He Bei, un’altra diocesi che è terreno fertile per le vocazioni sacerdotali e religiose, sono stati ordinati due diaconi, per “il servizio dell’altare, della Parola di Dio e del Popolo di Dio”. Durante l’omelia il Vicario diocesano ha ringraziato soprattutto le famiglie dei nuovi diaconi, perché “hanno avuto cura della vocazione e della fede cristiana dei figli. Nonostante numerose tentazioni e sfide che la società di oggi pone alle famiglie e ai giovani, i genitori cattolici sono stati davvero bravi. Siamo orgogliosi di voi e dei vostri figli!”. Inoltre ha incoraggiato un costante accompagnamento vocazionale delle famiglie.
(NZ) (Agenzia Fides 2015/11/05)
AMERICA/ARGENTINA - Società mineraria si ritira da La Rioja: comunicato del Vescovo e del Vicegovernatore
La Rioja (Agenzia Fides) – La società mineraria MIDAIS si ritira da Angulos, Dipartimento di Famatina a la Rioja (Argentina). Lo hanno comunicato ufficialmente sia il Vescovo della diocesi La Rioja, Sua Ecc. Mons. Marcelo Daniel Colombo, che il Vice Governatore Sergio Casas, in rappresentanza del governo. Casas ha informato che la decisione del governo della Provincia si colloca nel contesto dell'impegno al dialogo da parte dello Stato. Sebbene il governo ritenga l'attività mineraria come un'attività principale per lo sviluppo, "bisogna mostrare sempre gesti e segni per il dialogo", e ha sottolineato che "colui che ha mediato nel processo decisionale è stato il Vescovo, Monsignor Marcelo Colombo".
Secondo le informazioni pervenute a Fides, il gruppo di residenti accampati lungo la strada che porta alla sede provvisoria degli uffici della miniera, adesso in fase di smantellamento, ha riferito alla stampa locale che "l'intervento di Mons. Colombo è stato quello più riuscito e umano". Casas ha riferito alla stampa locale che "il governo provinciale ha voluto dare il proprio granello di sabbia per riuscire a creare la pace sociale, ma bisogna essere sempre prudenti, ed in questo voglio segnalare il contributo di Mons. Colombo e la sua imparzialità".
La lettera pastorale di Mons. Colombo è molto diretta: "Ho insistito sulla necessità del consenso sociale per quelle iniziative imprenditoriali che potrebbero influenzare l'ambiente e la salute della popolazione" afferma il Vescovo, che continua: "Apprezzo la fiducia di tutte le persone coinvolte in questo processo per superare il conflitto, lasciando da parte gli interessi personali e settoriali. Vi incoraggio tutti a continuare a costruire insieme una nuova era, in cui il dialogo possa seminare la via della necessaria amicizia sociale e contribuire al bene comune di tutti gli abitanti de La Rioja".
Nella zona, secondo i dati forniti dalla stampa locale, questa è la terza impresa mineraria che si ritira della regione, come hanno già fatto la Barrick Gold e la Osisko.
(CE) (Agenzia Fides, 05/11/2015)
AMERICA/MESSICO - “Dialogo con tutti, anche con il crimine organizzato”: appello dei Vescovi per la pace
Guerrero (Agenzia Fides) – I quattro Vescovi delle diocesi dello stato di Guerrero hanno chiesto al governo di "dialogare" con il crimine organizzato per invertire la grave situazione di insicurezza e di violenza che esiste nella regione. Nel documento, intitolato "Impegno con Guerrero e per la Pace", pervenuto a Fides, Sua Ecc. Mons. Carlos Garfias Merlos, Arcivescovo di Acapulco; Sua Ecc. Mons. Salvador Rangel Mendoza, Vescovo di Chilpancingo-Chilapa; Sua Ecc. Mons. Maximino Martínez Miranda, Vescovo di Ciudad Altamirano; e Sua Ecc. Mons. Dagoberto Sosa Arriaga, Vescovo di Tlapa, affermano che il governo di Héctor Astudillo inizia "nel bel mezzo di una profonda crisi sociale, economica, politica e dei diritti umani".
Guerrero, ricordano, è lo stato più violento del Messico, e "questa grave situazione ha portato alla polarizzazione, al confronto, all'emarginazione, alla disperazione e persino a cercare di farsi giustizia con le proprie mani". "E' essenziale che vengano promossi processi di dialogo e creati scenari in cui ci possiamo ascoltare, raggiungere accordi e ricostruire la memoria storica del nostro popolo" hanno scritto i Vescovi.
Riguardo alla frase di un giornalista, secondo cui dialogare con il crimine "significa scendere a patti con i delinquenti", Mons. Garfias Merlos ha chiarito alla stampa: "La parola è lo strumento per l'annuncio della Buona Novella, la parola è anche lo strumento delle autorità per rapportarsi con la popolazione, e i delinquenti sono parte della popolazione. In ogni processo di educazione o formazione c'è sempre la parola e il dialogo".
I Vescovi concludono suggerendo la creazione di “una piattaforma sociale che riesca a coinvolgere tutte le istituzioni per ricucire il tessuto sociale e così elaborare un piano di sviluppo completo".
(CE) (Agenzia Fides, 05/11/2015)

Bollettino Fides News del 3 novembre 2015

VATICANO - Appello del Papa per il Centrafrica: “si ponga fine a questo ciclo di violenze”
Città del Vaticano (Agenzia Fides) – Al termine della preghiera mariana dell’Angelus, domenica 1 novembre, il Santo Padre Francesco ha lanciato un appello, che riportiamo integralmente, per la grave situazione di violenza che attraversa la Repubblica Centrafricana, annunciando la sua intenzione di aprire la porta santa della cattedrale di Bangui durante il suo prossimo viaggio apostolico in quella nazione, previsto per il 29 e 30 novembre.
Queste le parole del Papa: “I dolorosi episodi che in questi ultimi giorni hanno inasprito la delicata situazione della Repubblica Centrafricana, suscitano nel mio animo viva preoccupazione. Faccio appello alle parti coinvolte affinché si ponga fine a questo ciclo di violenze. Sono spiritualmente vicino ai Padri comboniani della parrocchia Nostra Signora di Fatima in Bangui, che accolgono numerosi sfollati. Esprimo la mia solidarietà alla Chiesa, alle altre confessioni religiose e all’intera nazione Centrafricana, così duramente provate mentre compiono ogni sforzo per superare le divisioni e riprendere il cammino della pace. Per manifestare la vicinanza orante di tutta la Chiesa a questa Nazione così afflitta e tormentata ed esortare tutti i centroafricani ad essere sempre più testimoni di misericordia e di riconciliazione, domenica 29 novembre ho in animo di aprire la porta santa della cattedrale di Bangui, durante il Viaggio apostolico che spero di poter realizzare in quell a Nazione”. (SL) (Agenzia Fides 3/11/2015)
AFRICA/SUD SUDAN - Appello dei leader religiosi per la sorte di 80.000 sfollati nella boscaglia
Juba (Agenzia Fides)- Anche i leader religiosi della regione si uniscono all’appello lanciato da Medici con l’Africa Cuamm (vedi Fides di oggi) per gli sfollati che vivono nel Western Equatoria, in Sud Sudan. In particolare per la sorte di oltre 80.000 persone che da due mesi sopravvivono a stento nelle boscaglie e nelle giungle della regione di Mundri,. In una nota inviata all’Agenzia Fides da Sua Ecc. Mons. Eduardo Hiiboro Kussala, Vescovo di Tombura Yambo, si dà conto della visita che una delegazione del Consiglio interreligioso per la pace dello Stato di Western Equatoria ha effettuato dal 29 ottobre al 2 novembre nella regione del Greater Mundri.
I più colpiti sono donne, bambini e anziani, esposti a diverse malattie, in particolare la malaria.
La situazione umanitaria è aggravata dal fatto che continua il conflitto tra l’esercito regolare e i cosiddetti “Arrow Boys”. I leader religiosi lanciano un appello per la sospensione immediata delle operazioni militari nell’area per “permettere l’assistenza in piena regola da parte delle organizzazioni umanitarie agli sfollati e alle famiglie che vivono nei villaggi”.
Si chiede inoltre di rendere sicure le vie d’accesso alla regione, si esortano i media a riportare notizie sulla situazione umanitaria dell’area e alle parti in conflitto viene chiesto di valutare il dialogo come la migliore opzione per risolvere il conflitto.
Nel denunciare ogni forma di violenza, i leader religiosi concludono sottolineando che “sentirsi protetti e sicuri è importante per lo sviluppo di ogni bambino. Un posto sicuro dove dormire, acqua potabile da bere, cibo sufficiente da mangiare, cure mediche e accesso all’educazione, aiutano i bambini a crescere per diventare adulti sani, maturi e produttivi”. (L.M.) (Agenzia Fides 3/11/2015)
AFRICA/SUD SUDAN - La guerra civile continua a penalizzare la popolazione: l’obiettivo adesso è la sopravvivenza
Lui (Agenzia Fides) – “In Sud Sudan si sta consumando la ripresa di una guerra civile che fa paura e mina alla radice il travagliato percorso verso lo sviluppo del Paese”. Questa la testimonianza di don Dante Carraro, Direttore di Medici con l’Africa Cuamm (CUAMM) in una nota inviata all’Agenzia Fides. Il Cuamm è presente a Lui, Western Equatoria, dal 2009 con l’unico ospedale dell’area, una scuola per ostetriche con 20 studenti, personale locale e un team di 13 operatori tra medici, ostetriche e logisti. In seguito ai ripetuti attacchi, le continue sparatorie e la criticità della zona, rimasta completamente deserta, era stato mantenuto aperto solo l’ospedale per i servizi curativi essenziali.
“Ora la situazione è tesa e molto confusa, non si capisce quali sono le forze in campo e chi decide - aggiunge don Dante - ma almeno non si spara più. La gente del posto è terrorizzata e ha paura. Qualcuno è stato ammazzato, qualche casa o ufficio è stato bruciato e saccheggiato: tutti hanno fame! Le famiglie abbandonano capanne, villaggi, quel poco che hanno e scappano. Si accampano nelle località limitrofe dove la situazione sembra essere un pò più tranquilla. Nell'area che circonda l'ospedale ci sono circa 20/30 mila sfollati che hanno bisogno di tutto. Continuiamo il nostro lavoro in ospedale: assistiamo le mamme a partorire e i bambini che si ammalano di malaria e diarrea, oltre agli inevitabili feriti da arma da fuoco. Abbiamo poi iniziato ad assistere i tanti disperati e le numerose famiglie che stanno scappando e necessitano di ogni cosa: acqua, cibo, coperte perché di notte fa freddo, assistenza sanitaria di base. C'è bisogno immediato che qualcuno li soccorra e si p renda cura di loro. L'obiettivo adesso è la sopravvivenza. E con questa, mantenere viva la fiducia in un futuro diverso e migliore, nonostante tutto” conclude il direttore del Cuamm. (AP) (3/11/2015 Agenzia Fides)
Links:
Per ulteriori informazioni
www.mediciconlafrica.org
AFRICA/KENYA - “Uniamoci come nazione in occasione dell’arrivo di Papa Francesco”: nuovo appello dei Vescovi
Nairobi (Agenzia Fides)-. “Continuiamo a invitare i keniani a cercare la pace e la tolleranza in tempi difficili”. Con queste parole la Conferenza Episcopale del Kenya lancia un nuovo appello affinché la visita di Papa Francesco contribuisca ad unificare il Paese, in un messaggio firmato da Sua Ecc. Mons. Alfred Rotich, Ordinario Militare, Presidente del segretariato per la visita del Pontefice nel Paese africano. In precedenza alcuni singoli Vescovi avevano già preso posizioni simili (vedi Fides 26/10/2015).
“La nostra nazione sta facendo fronte a prove difficili che minacciano di distruggerlo” afferma il messaggio inviato all’Agenzia Fides. I Vescovi in particolare lamentano la mancanza di “decoro e di buon gusto da parte dei nostri politici” che fanno spesso appello all’incitamento etnico, un fatto definito come “preoccupante e che minaccia la pace”.
“Il nostro Paese e la popolazione del Kenya- continua il messaggio- devono già far fronte a diverse difficoltà come le sfide economiche della vita moderna, e non possono confrontarsi con la disunità dei nostri leader. Questa serve solo ad aggravare i nostri problemi e dobbiamo invece lavorare insieme per cercare soluzioni. Chiediamo ai nostri leader di governare”.
“Poiché il Santo Padre visita la nostra grande nazione, uniamoci e cerchiamo insieme con umiltà la redenzione, lasciando un esempio per le future generazioni: ricercare sempre per primo Dio nei tempi di crisi e in quelli di prosperità” conclude l’appello.
Per quanto riguarda i preparativi della visita, si chiede che ogni parrocchia del Kenya sia presente con tre bus di pellegrini per partecipare alla Messa del 26 novembre. (L.M.) (Agenzia Fides 3/11/2015)
AFRICA/KENYA - “Su il sipario per i bambini della Little Prince”: una scuola di teatro nello slum di Kibera
Nairobi (Agenzia Fides) - Una scuola di teatro nello slum di Kibera è diventata un’esperienza unica per i bambini della Little Prince. L’istituto scolastico, sostenuto dall’ong Avsi, è una scuola cristiana sorta nel 2000 come doposcuola e frequentata da bambini orfani e bisognosi. Per coinvolgere e fidelizzare i piccoli alunni all’istruzione si è iniziato a utilizzare il teatro come mezzo di coinvolgimento, educativo, di crescita. Qualche tempo fa la Little Prince aveva bisogno di sistemare il salone usato per l’attività teatrale. Il palcoscenico non era abbastanza ampio, il soffitto troppo basso, l’acustica non adatta, il tessuto del sipario da sostituire. Da qui nacque l’idea dell’iniziativa “Su il sipario per i bambini della Little Prince” che ha avuto un buon esito con una raccolta fondi che oggi permette ai bambini di seguire corsi, fare musica, leggere. (AP) (3/11/2015 Agenzia Fides)
ASIA/INDIA - In preparazione il Rapporto della Commissione di inchiesta sulle violenze anticristiane in Orissa
Bhubaneswar (Agenzia Fides) – La Commissione d'inchiesta sulle violenze anticristiane avvenute nel 2008 nel distretto di Kandhamal, in Orissa, ha concluso i suoi lavori e le udienze il 30 ottobre e si appresta a pubblicare un dettagliato rapporto sull’indagine, che verrà diffuso alla fine di dicembre e presentato al governo dell’Orissa.
Il giudice A.S. Naidu, a capo della Commissione, ha rimarcato che “a causa della mancata collaborazione da parte di molte parti interessate, compreso il governo, ci sono voluti quasi sette anni per terminare l'inchiesta”.
Compito principale della Commissione è stato studiare la sequenza di eventi e circostanze che hanno portato all'uccisione del leader indù Swami Laxmanananda Saraswati il 23 agosto del 2008 (scintilla che fece scoppiare la violenza, dato che i cristiani furono accusati dell’omicidio) e l’ondata di violenza seguente. La Commissione ha ricevuto quasi 700 dichiarazioni giurate. Il 1 ° luglio 2009 la Commissione ha presentato una relazione intermedia al governo, raccomandando misure adeguato per prevenire nuovi episodi di violenza in Kandhamal.
Il distretto di Kandhamal è stato l'epicentro della violenza anticristiana nel 2008. Più di 5.600 case in 415 villaggi furono saccheggiate, oltre 90 furono i morti e 395 tra e luoghi di culto furono distrutti, mentre gli sfollati cristiani furono 56mila. (SD-PA) (Agenzia Fides 3/11/2015)
ASIA/TURCHIA - Proprietà restituite alle Chiese dopo contenziosi legali
Mardin (Agenzia Fides) - La Corte d'Appello ha restituito al monastero siro ortodosso di Mor Hananyo, situato a Mardin, nel sud-est della Turchia, 439 acri di terra che era stata confiscata. Come appreso da Fides, al termine di una disputa legale, le autorità ecclesiastiche hanno ottenuto un verdetto favorevole. Anche se l'atto di proprietà del terreno indica chiaramente l'appartenenza alla Fondazione del monastero, la terra era stata confiscata dallo stato per poi essere restituita alla Chiesa nel 2006. Contro questo disposizione il ministero del Tesoro aveva inoltrato un ricorso che la Corte d'appello ha respinto, ripristinando a titolo definitivo la proprietà della Fondazione monastero. L'abate del monastero, Gabriel Akyüz, ha espresso grande soddisfazione.
Il monastero di Mor Hananyo, fondato nel V secolo, è un importante monastero siro-ortodosso, meglio conosciuto come “Monastero Zafferano”, dal caldo colore della pietra con cui è costruito.
Le diverse confessioni cristiane presenti in Turchia hanno aperto contenziosi legali con lo stato per la restituzione di proprietà indebitamente sequestrate. Tra gli altri procedimenti, la Chiesa Apostolica Armena ha presentato alla Corte costituzionale della Turchia il ricorso contenente la richiesta di restituzione delle residenze e delle proprietà appartenute alla sua comunità nella città di Sis, corrispondente alla attuale città turca di Kozan.
Mesi fa il tribunale amministrativo di Istanbul ha disposto la restituzione dei diritti di proprietà di un ampio apprezzamento di terra alla Fondazione sira Kadim Meryemana, legata alla Chiesa sira ortodossa, a cui il terreno era stato confiscato nel 1970.
Molte confische risalgono proprio al 1970 quando, il Ministero del Tesoro aveva cancellato tutte le donazioni e i passaggi di proprietà realizzati a favore delle fondazioni religiose non musulmane avvenuti dopo il 1936, richiamandosi alle leggi che, in quell'anno, avevano bloccato le acquisizioni di proprietà immobiliari da parte di enti religiosi non musulmani. (PA) (Agenzia Fides 3/11/2015)
AMERICA/MESSICO - Per la prima volta nella storia messicana una Enciclica del Papa sarà presentata in Senato
Città del Messico (Agenzia Fides) – Domani, 4 novembre, la Commissione speciale sul cambiamento climatico, l'Istituto messicano di dottrina sociale cristiana e la Fondazione Konrad Adenauer daranno vita al forum intitolato "Povertà e cambiamento climatico. Presentazione dell'enciclica Laudato Sì", che sarà coordinato dalla Senatrice Silvia Garza Galvan, Presidente della Commissione speciale sul cambiamento climatico. L'evento si terrà nell'auditorium del Senato della Repubblica.
La nota inviata a Fides dall’arcidiocesi di Mexico afferma testualmente "Per la prima volta, i Vescovi messicani presenteranno un documento del Papa Francesco in questa sede legislativa". Per la Chiesa cattolica interverranno Sua Ecc. Mons. Rogelio Cabrera López, Arcivescovo di Monterrey, e Sua Ecc. Mons. Juan Armando Pérez Talamantes, Vescovo ausiliare della stessa arcidiocesi. La dottoressa Maria Amparo Martínez Arroyo, Direttrice generale dell'Istituto nazionale di ecologia e cambiamento climatico, presenterà una lettura della Laudato sì dal punto di vista della scienza.
Si tratta di un fatto senza precedenti, in un Paese come il Messico, nel quale le istituzioni del governo sono state storicamente connotate da un forte laicismo e anticlericalismo. Il 15 ottobre scorso, lo stesso Senato messicano aveva approvato all’unaminità l'invito da rivolgere a Papa Francesco, perché visiti il senato nella sua prossima visita pastorale in Messico, nel febbraio 2016.
(CE) (Agenzia Fides, 03/11/2015)
AMERICA/ARGENTINA - La Giornata nazionale del malato, occasione per suscitare in tutti maggiore sensibilità
Buenos Aires (Agenzia Fides) – La Commissione Episcopale per la Pastorale della Salute dell’Argentina ha già diffuso il materiale preparato per celebrare la Giornata Nazionale del Malato che si terrà l'8 novembre, seconda domenica del mese, in tutto il paese. La nota inviata a Fides dalla CEA (Conferenza Episcopale Argentina) segnala che con lo slogan "Sinceramente di cuore, ama i malati", i Vescovi hanno ricordato nella lettera di invito che "il Santo Padre ci chiede di vivere quest'anno nella prospettiva della sapientia cordis, la sapienza del cuore".
La celebrazione di questa giornata mira a suscitare maggiore sensibilità nella popolazione, dopo molti episodi di povertà e promiscuità accaduti, che hanno provocato vittime, in modo particolare bambini e ragazzi.
Secondo l’ultimo rapporto realizzato dal Ministero della Sanità argentino, nel Paese muore una persona ogni 10 ore per problemi dovuti alla malnutrizione. In seguito alla recente morte per denutrizione di un bambino nella provincia del Chaco (vedi Fides 14/09/2015), il Centro di Studi e Ricerca Sociale Mandela ha aggiunto che ci sono anche altri casi simili, dovuti al cattivo funzionamento del sistema socio-sanitario pubblico della provincia. Il rapporto evidenza che, nonostante l’Argentina sia uno dei Paesi con un grande potenziale di produzione alimentare a livello mondiale, muoiono persone di ogni età, anche se la percentuale è maggiore nelle persone oltre i 75 anni, che corrispondono al 70% dei decessi. I giovani rappresentano l’8% (vedi Fides 15/09/2015).
La Chiesa, con i suoi servizi sociali e sanitari, assiste in tutto il paese una quantità enorme di persone malate e abbandonate. Solo nella provincia di Jujuy più di 30 mila bambini si presentano nelle centinaia di mense gestite dalla Chiesa, dallo Stato e da diverse ong.
(CE) (Agenzia Fides, 03/11/2015)

Angelus di domenica 1 novembre 2015


vaticanit - italiano has uploaded Papa Francesco: i Santi della porta accanto
Papa Francesco: i Santi della porta accanto
vaticanit - italiano
Non solo quelli sul calendario, quelli riconosciuti ufficialmente dalla Chiesa. I santi, anche con la “s” minuscola, popolano il mondo, magari a un passo da noi e a loro deve andare la gratitudine di un cristiano. Papa Francesco ha presentato così all’Angelus del primo novembre la festa di Tutti i Santi, per la quale presiederà una Messa al Cimitero del Verano nel pomeriggio. Una loro prima caratteristica, ha detto, è quella di appartenere “totalmente a Dio”. In altre parole, hanno “conservato integro” durante la vita il “sigillo” ricevuto nel Battesimo, lo stesso – ha soggiunto il Papa - che ci rende figli di Dio e del quale i credenti devono essere “consapevoli”, perché portano “il cognome di Dio”. ...

Bollettino Fides News del 26 ottobre 2015

AFRICA/ANGOLA - I Vescovi mettono la riconciliazione al centro delle celebrazioni per i 40 anni d’indipendenza
Luanda (Agenzia Fides) - I 40 anni dell’indipendenza nazionale dal Portogallo saranno al centro della seconda Assemblea Plenaria della Conferenza Episcopale di Angola e Sao Tomé (CEAST) che si terrà dal 4 e al 10 novembre. Secondo il comunicato giunto all’Agenzia Fides, la posizione della CEAST sui 40 anni dell’indipendenza verrà espressa in un messaggio che verrà pubblicato alla fine dell’Assemblea. I Vescovi inoltre hanno organizzato una Conferenza internazionale sul 40 ° anniversario della proclamazione dell’indipendenza.
All’approssimarsi di questa importante ricorrenza, diversi Vescovi hanno lanciato appelli alla riconciliazione, che è tra l’altro al centro del Congresso Eucaristico Nazionale dell’Angola, aperto a marzo di quest’anno, che si concluderà il 21 agosto 2016.
Prima del 4 novembre, giornata di inizio dei lavori della Plenaria CEAST, la radio Católica de Angola, organizzerà una tavola rotonda dedicata all’anniversario con i Vescovi che sono stati scelti per animare il dibattito pubblico sui 40 anni di storia del Paese. A sua volta l'Università Cattolica organizza una Conferenza internazionale sulla missione della Chiesa negli anni dell’indipendenza nazionale. (L.M.) (Agenzia Fides 26/10/2015)
AFRICA/KENYA - “La visita di Papa Francesco rafforzerà la coesione nazionale” auspicano i Vescovi
Nairobi (Agenzia Fides) - La visita di Papa Francesco aiuterà a rafforzare la coesione nazionale minacciata da attacchi terroristici, corruzione, politiche che puntano alla divisione sfruttando l’elemento etnico. Ne sono convinti i Vescovi del Kenya, che stanno moltiplicando appelli e indicazioni ai fedeli in preparazione della visita di Papa Francesco nel Paese, dal 25 al 27 novembre.
Sua Ecc. Mons. Philip Anyolo, Vescovo di Homa Bay e Presidente della Conferenza Episcopale del Kenya, ha invitato i keniani ad accogliere la visita del Papa come un dono di Dio, per ricevere la Grazia portata dal Vicario di Cristo.
Il Coordinatore del comitato incaricato di preparare la visita di Papa Francesco, il dottor Stephen Okello, ha annunciato che il Santo Padre terrà incontri interreligiosi con musulmani, hindu, appartenenti alle religioni tradizionali, oltre ad incontrarsi con i leader delle principali confessioni cristiane, per ridurre la radicalizzazione e accrescere invece lo spirito di tolleranza e di mutuo rispetto.
In particolare, ha sottolineato il dottor Okello, il Papa incontrerà le vittime del reclutamento forzato in gruppi armati, come gli Shabaab “incoraggiandoli a incanalare le loro energie ed i loro entusiasmo nelle giusta direzione”.
Altro punto importante della visita di Papa Francesco è l’incontro con gli abitanti degli slum di Nairobi, dove rinnoverà l’appello che “i poveri non possono essere abbandonati o ignorati”, e che “non si possono mettere in pratica politiche che vadano a loro detrimento”. (L.M.) (Agenzia Fides 26/10/2015)
ASIA/SIRIA - Chiesa latina di Aleppo raggiunta da una granata durante la messa. Il Vescovo Abou Khazen: rischiata la strage
Aleppo (Agenzia Fides) – Nella sera di domenica 25 ottobre, un colpo di mortaio ha raggiunto la chiesa latina di Aleppo dedicata a san Francesco, nel quartiere di Aziziyeh, mentre nell'edificio sacro era in corso la liturgia domenicale. La granata, proveniente dalle aree in mano ai ribelli anti-Assad, ha raggiunto il tetto, creando uno squarcio nella cupola, ma non è penetrata nella chiesa, esplodendo all'esterno. “Erano circa le sei meno dieci di sera, in chiesa c'erano circa quattrocento persone, e la liturgia era arrivata al momento della comunione” riferisce all'Agenzia Fides il Vescovo Georges Abou Khazen OFM, Vicario apostolico di Aleppo per i cattolici di rito latino. “Se la granata fosse esplosa all'interno - aggiunge il Vescovo francescano - sarebbe stata una strage. Invece ci sono stati solo sette fedeli feriti in maniera non grave dalla caduta dei calcinacci, e danni materiali sul tetto. Ringraziamo il Signore e la Vergine Maria. E anche i nostri fedeli, ch e anche dalle loro case sono accorsi subito a verificare i danni subiti dalla parrocchia e a ripulire l'interno della chiesa, così che già oggi vi è stata celebrata la messa mattutina”. (GV) (Agenzia Fides 26/10/2015).
ASIA/LIBANO - Istituzionalizzare la non violenza e i diritti umani: lezioni di pace in zone di conflitto
Beirut (Agenzia Fides) – Educare ai diritti umani e alla non violenza e offrire le chiavi per poter sapere come mediare dinanzi ad un conflitto in una zona che ne è vittima è l’obiettivo che l’Università Accademica della Non Violenza e dei Diritti Umani in Libano si è prefissata sin dal 2009. Solo lo scorso anno il governo del Paese ha riconosciuto ufficialmente il centro e solo adesso ha dato la sua approvazione per un titolo ufficiale universitario ai laureati. Si tratta di 130 studenti arabi che hanno frequentato gli studi di questo progetto di pace in una zona lacerata dai conflitti. Secondo i promotori di questa iniziativa, si tratta di qualcosa di nuovo che non ha precedenti nel mondo, con l’obiettivo che non si può tutelare una società se non si introducono i concetti di non violenza e i diritti umani all’interno della propria tradizione culturale. Il Libano vive un momento di transizione tra la guerra e la pace e, per portare cambiamenti sociali, è quanto mai opportuno aiutare la popolazione alla conoscenza e alla competenza, sostengono fonti locali. Inoltre, il centro è stato creato anche per formare insegnanti, membri di associazioni, militanti politici, giudici e avvocati affinchè in guerra non venga esercitata solo la giustizia ma anche la mediazione. (AP) (26/10/2015 Agenzia Fides)
ASIA/PAKISTAN - Rispetto del creato e sostenibilità ambientale nel nome di Francesco di Assisi
Lahore (Agenzia Fides) – San Francesco come modello per insegnare i giusti rapporti tra l’uomo e il creato: con questo spirito i frati Cappuccini del Pakistan hanno organizzato a Lahore una giornata dedicata a “S. Francesco d'Assisi e la natura”. Come riferito a Fides da p. Francis Nadeem OFM Cap, provinciale del frati in Pakistan, i partecipanti, religiosi, preti, laici, hanno ricordato l'urgenza di rivedere lo stile di vita e le relazioni con il creato come auspicato dall'enciclica di Papa Francesco Laudato si’.
P. Morris Jalal OFM Cap, riferendosi all'enciclica, ha sottolineato che, come Francesco d'Assisi, Papa Francesco ha mostrato il suo amore per la natura, facendo appello ai leader mondiali perchè prendano misure urgenti per la tutela dell'ambiente. Dopo la celebrazione della Santa Messa, i partecipanti hanno piantato degli alberi nel giardino del Liceo di Santa Maria a Lahore come gesto simbolico di rinnovamento nel rapporto uomo-natura. L'Arcivescovo Shaw, apprezzando profondamente lo spirito del giornata, ha ricordato che “Dio Onnipotente ha creato l'universo. Egli ama tutte le sue creature e, seguendo il suo insegnamento, dobbiamo anche noi amare la natura e tutte le creature”, promuovendo uno stile di vita, sobrio, essenziale e sostenibile. (PA) (Agenzia Fides 26/10/2015)
ASIA – I giovani, “agenti di Vangelo”
Bangkok (Agenzia Fides) – I giovani asiatici sono “agenti di Vangelo” di fronte a problemi come relativismo morale, discriminazione religiosa, povertà ed emarginazione: è quanto affermano i delegati della Pastorale giovanile dei paesi asiatici in un recente incontro organizzato in Malaysia dal Desk dedicato ai giovani, nell’ambito dell’Ufficio per il laicato e la famiglia, in seno alla Federazione delle Conferenze Episcopali dell'Asia.
Come riferito a Fides, l’incontro, a cui hanno preso parte 95 delegati dai diversi paesi, è servito a confermare che nei paesi asiatici la pastorale giovanile è fruttuosa: “I giovani sono una benedizione per la nostra Chiesa, per la quale rendiamo grazie” afferma il documento finale dell’incontro, pervenuto a Fides. "I giovani cercano la propria identità, la verità e il significato della vita. Come la Samaritana, hanno sete di Dio e cercano relazioni significative”, prosegue il documento, osservando: “Con la rapida evoluzione delle società asiatiche e l'impatto della tecnologia, hanno bisogno di una guida per trovare uno scopo e crescere in autostima”.
Una questione emersa riguarda “i giovani divenuti migranti per cause economiche. In alcune parti dell'Asia, le vittime della tratta di esseri umani, clandestinità e lavoro forzato sono in gran parte giovani”. E se la risposta delle organizzazioni internazionale punta su “istruzione, occupazione e impegno”, la Chiesa in Asia ricorda “la necessità di una crescita più profonda nella relazione con Dio”.
Fare Pastorale giovanile, hanno concluso i delegati asiatici, significa “avere una preoccupazione e compassione per tutti, soprattutto per coloro che sono disprezzati e ai margini della società; essere accoglienti e sinceramente interessati ai giovani, mostrando pazienza, presenza e disponibilità a instaurare relazioni autentiche; ascoltare i giovani con apertura, senza pregiudizio e in modo rispettoso, in modo da avviare un dialogo significativo, portandoli a scoprire il tesoro degli insegnamenti e l'esperienza di Cristo”. (PA) (Agenzia Fides 26/10/2015)
AMERICA/GUATEMALA - Morales nuovo presidente del Guatemala
Città del Guatemala (Agenzia Fides) – Il Guatemala ha vissuto ieri, domenica 25 ottobre, il secondo turno delle elezioni presidenziali. Secondo le informazioni rilanciate dai media locali, Jimmy Morales è il vincitore, anche se manca ancora la nomina ufficiale. Rappresentante del Frente de Convergencia Nacional (FCN-Nación), Morales si impone con un ampio margine su Sandra Torres, dell'Unità Nazionale della Speranza: sarebbe riuscito ad avere il 95,7% dei voti.
Con una carriera di artista comico e un diploma di ragioniere, Morales, 46 anni, ha anche fatto studi di teologia. Insieme alla sua contendente, Sandra Torres, ha promesso di lottare contro la corruzione di cui soffre il paese. Male che la popolazione ha denunciato pubblicamente negli ultimi mesi, in modo particolare dopo le dimissioni dell’ex-presidente Otto Pérez Molina, ancora indagato (vedi Fides 1/6/2015; 5/6/2015; 5/9/2015).
(CE) (Agenzia Fides, 26/10/2015)
AMERICA/ARGENTINA - Previsti due anni per la prima fase della causa di beatificazione di Mons. Angelelli
Buenos Aires (Agenzia Fides) – Uno dei membri del Tribunale della diocesi di La Rioja (Argentina), il sacerdote Roberto Queirolo, prevede che la fase diocesana durante la quale verrà ricercato e raccolto tutto il materiale riguardante il Vescovo Enrique Angelelli, ucciso nel 1976, potrebbe concludersi nel giro di due anni. Al termine del processo di ricerca, che ha avuto inizio questa settimana, sulla vita e l'opera del Vescovo, tutto il materiale verrà inviato in Vaticano, alla Congregazione per le cause dei Santi, che lo esaminerà e deciderà per la sua eventuale proclamazione a beato e martire della Chiesa.
La nota inviata a Fides da una fonte locale, informa che padre Queirolo ha previsto due anni prima di inviare il caso alla Santa Sede, perchè lo stesso è stato fatto per i sacerdoti di Chamical, Carlos de Dios Murias e Gabriel Longueville. Padre Queirolo ha ricordato che dopo l'uccisione di Longueville e Murias e del laico Wenceslao Pedernera, avvenuta a pochi giorni di distanza, nel luglio del 1976, "i sacerdoti chiesero a Mons. Angelelli di proteggersi, ma egli decise di rimanere con la sua gente e di non lasciare sole le sue pecore".
La comunità cattolica argentina ha celebrato da poco l’anniversario della morte violenta del Vescovo (vedi Fides 5/08/2015), assassinato dalla dittatura militare. Mons. Enrique Angelelli era nato a Cordoba il 17 luglio 1923, fu ordinato sacerdote in Italia, nel 1961 Papa Giovanni XXIII lo nominò Vescovo ausiliare di Cordoba, dove si era formato a contatto con gli operai, i contadini e gli emarginati. Nel 1968 Papa Paolo VI lo nominò Vescovo di La Rioja, dove si impegnò a diffondere i principi enunciati dal Concilio Vaticano II, rimanendo sempre al fianco dei più poveri. Il suo omicidio, il 4 agosto 1976, venne mascherato come un incidente stradale. Nel 2014 è stata riconosciuta la responsabilità dei militari, condannati al carcere a vita. Mons. Angelelli è stato uno dei pochi sacerdoti che si opposero alla dittatura militare
(CE) (Agenzia Fides, 26/10/2015)
AFRICA/BENIN - Nomina del Vescovo di Porto Novo
Città del Vaticano (Agenzia Fides) – Il Santo Padre Francesco, in data 24 ottobre 2015, ha nominato Vescovo della diocesi di Porto Novo (Benin) il Rev.do Aristide Gonsallo, del clero di Parakou, Parroco di S. Martino di Panapé.
Il nuovo Vescovo è nato a Cotonou il 4 settembre 1966. Ha ricevuto l’ordinazione sacerdotale per l’Arcidiocesi di Parakou, il 27 dicembre 1992. Dopo l’ordinazione sacerdotale, ha ricevuto le seguenti destinazioni: dal 1992 al 1997: Docente al Seminario Minore di Parakou; dal 1997 al 2001: Studi di specializzazione in Teologia e Lettere Moderne l’Università Cattolica di Angers; dal 2001al 2003: Docente al Seminario Minore di Parakou; dal 2003 al 2004: Dottorato in Teologia all’Università Cattolica di Angers; dal 2004 al 2008: Docente al Seminario Minore di Parakou; dal 2008 al 2012: Master e Dottorato in Lettere Moderne all’Università statale di Angers; dal 2013 al 2015: Parroco di S. Martino di Panapé, Cappellano dell’Ospedale diocesano ed incaricato della riorganizzazione del servizio sanitario diocesano. (SL) (Agenzia Fides 26/10/2015)

Foglio della Collaborazione Pastorale Di San Giorgio di Nogaro

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