Eluana Englaro è morta...

Signore, tu non ci hai fatti come angeli
ma come uomini che vivono sulla terra
con il cuore capace d'amore e di odio
in giorni d'estasi e in giorni di noia,
siamo per noi e per gli altri e di peso e di gioia
così dobbiamo esistere tutta una vita.
Ci dirai Tu, Signore,
quella parola che mai dicesti a un angelo:
- Tu sei mio figlio,
oggi ti ho messo al mondo
ed io sarò tuo padre?-
Dilla a questa donna questa gran parola
Signore Dio, e digli:
-Ecco il tuo posto,
vicino a Gesù Cristo, alla mia destra,
figlia degli uomini nell'eternità.-

Commento alla parola 8 febbraio 2009

Dio ci prende per mano

Il primo episodio raccontatoci dal vangelo di questa domenica ci mostra Gesù che entra in una dimora privata, nella casa della suocera di Pietro. Possiamo in lui contemplare il regno di Dio che raggiunge la nostra umanità per riconfigurarla anche là dove entrano in gioco gli affetti, i rapporti di prossimità e le appartenenze profonde. Il Regno è il venire presso di noi di un Dio che vuole realizzare uno scambio intimo con ognuno, stabilendo una relazione di vicinanza, di comunione. I gesti compiuti da Gesù sono caratterizzati proprio da questo tratto della prossimità; ecco allora il suo far visita all’inferma suocera di Pietro, l’ascoltare coloro che gli parlano di lei, il prenderla per mano e il sollevarla.
Si scorge in lui un amore che ci si avvicina nel momento del dolore, che ci prende per mano, infondendoci rinnovata sicurezza; si avverte soprattutto una prossimità che risolleva. Si realizza qui in modo sommo quella carità che la parola di Dio chiede di far nostra, proponendoci anche l’esempio di Paolo e le sue richieste ai cristiani “maturi” di Corinto. La nostra vera maturità di fede è nell’accoglienza della via della carità, quella che Dio in Cristo ha usato verso di noi, rispondendo al nostro grido come a Giobbe, perché la nostra vita è come un soffio.
Il tratto della vicinanza non deve, però, farci smarrire il senso del mistero e la consapevolezza che Dio, anche se si fa prossimo a noi, non è manipolabile dai nostri desideri e non può venire circoscritto alle nostre conoscenze e ai nostri vissuti. Ci illumina l’esempio di Gesù che «esce» verso il deserto per recarsi a pregare, mentre è ancora notte. Gesù non soccombe alla nostra tentazione del successo e della notorietà, al rischio di essere divorato da chi reclama una “vicinanza” che diventa pretesa di possedere Dio e di addomesticarlo. Gesù al contrario «esce» per ritirarsi a pregare, mettendo al centro non se stesso, ma il Padre. Egli compie davvero il proprio “esodo” dalle attese della gente, accettando invece la difficile volontà del Padre. La nostra preghiera deve essere quindi un ricercare la volontà di Dio sull’esempio e con l’aiuto di Gesù.
PREGHIERA
O Signore, la tua parola oggi mi presenta te come modello e maestro di preghiera. Desidero apprendere da te l’arte del pregare e come te riuscire a conformare le mie scelte alla volontà del Padre. Guardando a te - che nella notte e nella solitudine preghi il Padre - posso anch’io ritrovare con la preghiera il coraggio di camminare “altrove”, di mettere al centro le necessità dei miei fratelli. Potrò allora affrontare gli impegnativi “traslochi” che la volontà divina mi chiede e lasciarmi trasportare oltre il cammino, fino a trovarmi là dove non pensavo affatto di poter arrivare.
Nella preghiera avverto vivamente la tua vicinanza: quella che ha fatto sentire alla suocera di Pietro e agli ammalati che tu hai guarito alle porte della città. Ti benedico, allora, per tutte le volte nelle quali - pieno di comprensione - ti sei fatto incontro a me e ai miei fratelli e sorelle, confortandoci nei momenti difficili della nostra vita. Fa’ che, avendo sperimentato la dolce e potente prossimità del tuo amore, diventiamo più forti e, sull’esempio di Cristo, impariamo anche noi a condividere con gli altri il mistero del dolore, illuminati dalla speranza che ci salva.

Durante il lavoro di restauro della veste dell’Addolorata, che alcune donne con pazienza stanno facendo, nel corpetto, tra la fodera e il tessuto, è venuto alla luce unIl primo episodio raccontatoci dal vangelo di questa domenica ci mostra Gesù che entra in una dimora privata, nella casa della suocera di Pietro. Possiamo in lui contemplare il regno di Dio che raggiunge la nostra umanità per riconfigurarla anche là dove entrano in gioco gli affetti, i rapporti di prossimità e le appartenenze profonde. Il Regno è il venire presso di noi di un Dio che vuole realizzare uno scambio intimo con ognuno, stabilendo una relazione di vicinanza, di comunione. I gesti compiuti da Gesù sono caratterizzati proprio da questo tratto della prossimità; ecco allora il suo far visita all’inferma suocera di Pietro, l’ascoltare coloro che gli parlano di lei, il prenderla per mano e il sollevarla.
Si scorge in lui un amore che ci si avvicina nel momento del dolore, che ci prende per mano, infondendoci rinnovata sicurezza; si avverte soprattutto una prossimità che risolleva. Si realizza qui in modo sommo quella carità che la parola di Dio chiede di far nostra, proponendoci anche l’esempio di Paolo e le sue richieste ai cristiani “maturi” di Corinto. La nostra vera maturità di fede è nell’accoglienza della via della carità, quella che Dio in Cristo ha usato verso di noi, rispondendo al nostro grido come a Giobbe, perché la nostra vita è come un soffio.
Il tratto della vicinanza non deve, però, farci smarrire il senso del mistero e la consapevolezza che Dio, anche se si fa prossimo a noi, non è manipolabile dai nostri desideri e non può venire circoscritto alle nostre conoscenze e ai nostri vissuti. Ci illumina l’esempio di Gesù che «esce» verso il deserto per recarsi a pregare, mentre è ancora notte. Gesù non soccombe alla nostra tentazione del successo e della notorietà, al rischio di essere divorato da chi reclama una “vicinanza” che diventa pretesa di possedere Dio e di addomesticarlo. Gesù al contrario «esce» per ritirarsi a pregare, mettendo al centro non se stesso, ma il Padre. Egli compie davvero il proprio “esodo” dalle attese della gente, accettando invece la difficile volontà del Padre. La nostra preghiera deve essere quindi un ricercare la volontà di Dio sull’esempio e con l’aiuto di Gesù.
PREGHIERA
O Signore, la tua parola oggi mi presenta te come modello e maestro di preghiera. Desidero apprendere da te l’arte del pregare e come te riuscire a conformare le mie scelte alla volontà del Padre. Guardando a te - che nella notte e nella solitudine preghi il Padre - posso anch’io ritrovare con la preghiera il coraggio di camminare “altrove”, di mettere al centro le necessità dei miei fratelli. Potrò allora affrontare gli impegnativi “traslochi” che la volontà divina mi chiede e lasciarmi trasportare oltre il cammino, fino a trovarmi là dove non pensavo affatto di poter arrivare.
Nella preghiera avverto vivamente la tua vicinanza: quella che ha fatto sentire alla suocera di Pietro e agli ammalati che tu hai guarito alle porte della città. Ti benedico, allora, per tutte le volte nelle quali - pieno di comprensione - ti sei fatto incontro a me e ai miei fratelli e sorelle, confortandoci nei momenti difficili della nostra vita. Fa’ che, avendo sperimentato la dolce e potente prossimità del tuo amore, diventiamo più forti e, sull’esempio di Cristo, impariamo anche noi a condividere con gli altri il mistero del dolore, illuminati dalla speranza che ci salva.

Durante il lavoro di restauro della veste dell’Addolorata, che alcune donne con pazienza stanno facendo, nel corpetto, tra la fodera e il tessuto, è venuto alla luce questo biglietto (cm 5,5 x 10) che qualche mamma ha messo.

Mamma nostra cara, ti raccomando tanto Giancarlo che cresca bravo, studioso, sano, fa che un altro giorno sia un santo e zelante sacerdote. Prendilo sotto la tua guida, proteggilo ed assistilo in tutte le sue lotte contro il demonio, la carne e il mondo. Sii tu la sua mamma, tienilo sotto il tuo manto, ma ti prometto per il bene spirituale ed anche corporale di quest’umile cuore di fare ogni giorno qualche piccolo sacrificio. Accetta ti prego la mia piccola offerta.

Abbiamo saputo l’identità di due persone degli ex voto della Madonna: due sorelle e ambedue si chiamavano IETRI INES MARIA la prima (vestita da Prima Comunione ) nata il 21.11.1909 e deceduta il 19.10.1920; la seconda nata il 19.06.1921 e deceduta il 19.01.1943,
figlie di Antonio Luigi e Zanon Marianna

Domenica 8 febbraio 2009

























V DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)

PRIMA LETTURA (Gb 7,1-4.6-7)
Notti di affanno mi sono state assegnate.

Dal libro di Giobbe

Giobbe parlò e disse:
«L’uomo non compie forse un duro servizio sulla terra
e i suoi giorni non sono come quelli d’un mercenario?
Come lo schiavo sospira l’ombra
e come il mercenario aspetta il suo salario,
così a me sono toccati mesi d’illusione
e notti di affanno mi sono state assegnate.
Se mi corico dico: “Quando mi alzerò?”.
La notte si fa lunga e sono stanco di rigirarmi fino all’alba.
I miei giorni scorrono più veloci d’una spola,
svaniscono senza un filo di speranza.
Ricòrdati che un soffio è la mia vita:
il mio occhio non rivedrà più il bene».
Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 146)
Rit: Risanaci, Signore, Dio della vita.

È bello cantare inni al nostro Dio,
è dolce innalzare la lode.
Il Signore ricostruisce Gerusalemme,
raduna i dispersi d’Israele. Rit.

Risana i cuori affranti
e fascia le loro ferite.
Egli conta il numero delle stelle
e chiama ciascuna per nome. Rit.

Grande è il Signore nostro,
grande nella sua potenza;
la sua sapienza non si può calcolare.
Il Signore sostiene i poveri,
ma abbassa fino a terra i malvagi. Rit.

SECONDA LETTURA (1Cor 9,16-19.22-23)
Guai a me se non annuncio il Vangelo.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Fratelli, annunciare il Vangelo non è per me un vanto, perché è una necessità che mi si impone: guai a me se non annuncio il Vangelo!
Se lo faccio di mia iniziativa, ho diritto alla ricompensa; ma se non lo faccio di mia iniziativa, è un incarico che mi è stato affidato. Qual è dunque la mia ricompensa? Quella di annunciare gratuitamente il Vangelo senza usare il diritto conferitomi dal Vangelo.
Infatti, pur essendo libero da tutti, mi sono fatto servo di tutti per guadagnarne il maggior numero. Mi sono fatto debole per i deboli, per guadagnare i deboli; mi sono fatto tutto per tutti, per salvare a ogni costo qualcuno. Ma tutto io faccio per il Vangelo, per diventarne partecipe anch’io.
Parola di Dio

Canto al Vangelo (Mt 8,17)
Alleluia, alleluia.
Cristo ha preso le nostre infermità
e si è caricato delle nostre malattie.
Alleluia.

VANGELO (Mc 1,29-39)
Guarì molti che erano affetti da varie malattie.

+ Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagoga, subito andò nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni. La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva.
Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano.
Al mattino presto si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava. Ma Simone e quelli che erano con lui si misero sulle sue tracce. Lo trovarono e gli dissero: «Tutti ti cercano!». Egli disse loro: «Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!».
E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni.

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Fratelli e sorelle, presentiamo a Dio le sofferenze dell'umanità intera. La nostra comunità si renda interprete del grido che si innalza da ogni parte della terra e chiede salvezza e sollievo per ogni uomo che è nel dolore.
Preghiamo insieme e diciamo: Guarisci il nostro cuore, o Signore!

1. Per la Chiesa di Dio: sappia denunciare con coraggio le violenze e le situazioni di sofferenza dell'umanità, ed essere segno di speranza per tutti gli innocenti e le vittime del male, preghiamo.
2. Per coloro che per professione o per scelta di volontariato sono vicini a chi soffre: facciano proprio lo stile di vicinanza e solidarietà del Signore Gesù, preghiamo.
3. Per tutti gli uomini, e per gli organismi internazionali: si trovino concordi nel combattere con ogni mezzo le cause profonde della povertà, delle violenze, degli odi e delle discriminazioni, preghiamo.
4. Per la nostra comunità cristiana: sia disponibile a sostenere le fatiche e i dolori degli anziani e dei malati, con una vicinanza sia spirituale che materiale, preghiamo.

Perchè gli incontri di preparazione alla festa dell'Adolorata con i misisonari di Villaregia siano un'occasione di crescita per la nostra comunità.Preghiamo.

5. Per i nostri fratelli CESARE BARBIERO e ZAINA ARDEMIA TITTON che Dio ha reso partecipi del Mistero Pasquale di Cristo, perché vivano in eterno la comunione dei santi in paradiso. Preghiamo.

Signore, tu ti sei fatto uomo e hai preso su di te le nostre infermità. Sii il nostro sostegno e la nostra forza nel momento del dolore e rendici sensibili alle sofferenze di tanti nostri fratelli. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.

Comital srl

Boom di ordini, ma l’azienda è in liquidazione


Fonte: Messaggero Veneto
SAN GIORGIO DI NOGARO. Le commesse piovono alla Comital srl di San Giorgio,
tanto da garantire ordinativi a copertura di tutto il 2009, eppure
l’azienda di carpenteria meccanica che opera nella zona indistriale Aussa
Corno e ha sede legale a Parma è stata già posta in liquidazione e, per
gran parte dei suoi dipendenti, si profila il licenziamento. Loro, però,
non ci stanno e sono decisi a costiuirsi in una cooperativa per proseguire
l’attività dell’azienda. La decisione sarebbe stata presa a causa delle
passività accumulate dall’azienda, ma i 13 dipendenti della Comital,
intendono salvare l’attività dell’azienda e il posto di lavoro costituendo
una cooperativa. Una soluzione respinta dal proprietario, deciso ad
affittare il ramo d’azienda ad una ditta di Cagliari che intende licenziare
10 dipendenti, forse, secondo quanto riferiscono gli stessi operai, perché
non gli verrebbe accordato il ruolo richiesto nella nuova compagine
societaria.
C’è molta amarezza in questi lavoratori che, nonostante non percepiscano lo
stipendio da tre mesi, sono ben decisi ad andare avanti per salvare questa
azienda che a loro dire ha grosse potenzialità e grandi professionalità al
suo interno, che potrebbero permetterne un ulteriore sviluppo negli anni.
Non intendono polemizzare con il loro proprietario, che è anche il
liquidatore della ditta, ma quello che non riescono a capire è perché
affittare ad una ditta di Cagliari, quando lo può fare ai suoi ex (ormai)
dipendenti che, tra l’altro, si sono detti disponibili ad acquistare
l’azienda non appena la costituenda società sarà in grado di operare
legalmente. Va anche detto che la nuova coop non preclude una
collaborazione esterna con l’attuale proprietario, ma non è loro intenzione
nominarlo amministratore delegato, in quanto vogliono essere responsabili
di loro stessi. Questi lavoratori ricordano anche che nel 2006, quando la
Comital venne acquistata, gli allora proprietari, la famiglia Vicenzino,
inserì nel contratto la clausola che dovevano essere mantenuti i
dipendenti, clausola che oggi viene disattesa. Intanto, assieme al
sindacalista Giuseppe Mazzotta (Cgil) e Lega delle Cooperative Friulane che
sosterrà il gruppo diventando socio sovventore, hanno avviato l’iter per
costituirsi in cooperativa, cosa che avverrà davanti ad un notaio il 4
febbraio, permettendo loro di ottenere i benefici previsti dalla Legge
Martora. «Non sappiamo quali credenziali e quali progetti abbia questa
azienda di Cagliari – soostiene Mazzotta – meglio dare un’opportunità a
questi dipendenti, giovani, ma nel contempo, esperti, e professionali cui
va il sostegno del sindacato e della Lega delle Coop».
Della vicenda hanno interessato anche il sindaco di San Giorgio di Nogaro,
Pietro Del Frate, chiedendogli la disponibilità a fare da tramite con la
proprietà per addivenire ad un accordo che salverebbe tutti. (Francesca
Artico)

Anniversario Cisl in Vaticano(Radiovaticana)

Benedetto XVI alla Cisl: dalla crisi economica si esce cambiando i rapporti tra mercato e lavoro, con la concertazione e la solidarietà. Il ruolo del sindacato è fondamentale

◊ Una “nuova sintesi” tra mercato, capitale e lavoro, che non dimentichi la solidarietà e la dignità di chi lavora e ricorra in maniera “serrata” alla concertazione tra le parti sociali, superando i particolarismi. E’ questa, secondo Benedetto XVI, l’opportunità che la crisi economica mondiale schiude all’umanità di oggi. Il Papa ne ha parlato ricevendo questa mattina in Vaticano i dirigenti della Cisl, una delle massime organizzazioni sindacali italiane, che celebra i 60 anni di fondazione, oggi guidata dal segretario generale, Raffaele Bonanni. Il servizio di Alessandro De Carolis:

Oltre un secolo di studi e di magistero sociale da parte della Chiesa offrono gli strumenti per “leggere” cause e vie d’uscita da una crisi economica mondiale che, se genera certamente allarme, può essere sfruttata come trampolino di lancio per ripensare gli attuali meccanismi finanziari. E’ il primo pensiero che Benedetto XVI affida agli esponenti della Cisl, riuniti nella Sala Clementina:


“La grande sfida ed opportunità che la preoccupante crisi economica del momento invita a saper cogliere, è di trovare una nuova sintesi tra bene comune e mercato, tra capitale e lavoro”.


Il Papa ha poggiato la sua riflessione sugli insegnamenti della Dottrina sociale della Chiesa i quali, ha ricordato, fin dall’alba del XX secolo - con la celebre Enciclica di Leone XIII Rerum novarum - difesero l’“inalienabile dignità dei lavoratori”, e contribuirono a promuovere la visione cristiana del lavoro. In epoca recente, ha proseguito il Pontefice, tanto la Centesimus annus quanto la precedente Laborem exercens di Giovanni Paolo II hanno sviluppato questo specifico magistero. E la sostanza, ha affermato Benedetto XVI citando la seconda delle due Encicliche di Papa Wojtyla, è che “la Chiesa non ha mai smesso di considerare i problemi del lavoro all’interno di una questione sociale” che “condiziona” singoli e famiglie e che chiede sia affrontata con l’arma della solidarietà:


“Per superare la crisi economica e sociale che stiamo vivendo, sappiamo che occorre uno sforzo libero e responsabile da parte di tutti; è necessario, cioè, superare gli interessi particolaristici e di settore, così da affrontare insieme ed uniti le difficoltà che investono ogni ambito della società, in modo speciale il mondo del lavoro. Mai come oggi si avverte una tale urgenza; le difficoltà che travagliano il mondo del lavoro spingono ad una effettiva e più serrata concertazione tra le molteplici e diverse componenti della società”.


Del resto, ha osservato il Papa, il “richiamo alla collaborazione” - antico quanto la Bibbia - acquista un senso particolare nei momenti difficili:


“L’auspicio è quindi che dall’attuale crisi mondiale scaturisca la volontà comune chi dai vita a una nuova cultura della solidarietà e della partecipazione responsabile, condizioni indispensabili per costruire insieme l’avvenire del nostro pianeta”.


Ricordando come le più recenti Encicliche sociali avevano riconosciuto “il ruolo e l’importanza strategica dei sindacati”, Benedetto XVI ha concluso rivolgendo alla Cisl questa esortazione:


“Il mondo ha bisogno di persone che si dedichino con disinteresse alla causa del lavoro nel pieno rispetto della dignità umana e del bene comune. La Chiesa, che apprezza il ruolo fondamentale dei sindacati, vi è vicina oggi come ieri, ed è pronta ad aiutarvi, perché possiate adempiere al meglio il vostro compito nella società”.

Mantova Prete manager crea un ecosistema a Colle Aperto

fonte: Corriere della Sera

Fede, energia solare e riciclo Ecco la parrocchia ecologica

«Sfida al consumismo e scelta ambientalista» Pannelli solari, materiali speciali, pozzi per recuperare l' acqua piovana. La generosità dei parrocchiani

MANTOVA - Una parrocchia ecologica, sostenibile, autonoma e «creativa» quella di don Giorgio Dall' Oglio. Non solo: la comunità di Colle Aperto, quartiere a nord di Mantova, mette in moto anche l' economia e crea aggregazione sociale. Cosa sempre più difficile, al giorno d' oggi. Partiamo dal tetto dell' oratorio, dove 42 pannelli solari, installati dal giugno 2008 sulla terrazza del salone polivalente, lavorano ininterrottamente e finora hanno prodotto migliaia di kilowatt di energia. Adesso il cielo è coperto, ma il sole estivo e autunnale dello scorso anno lascia ben sperare don Giorgio, prete dall' animo squisitamente manageriale, ma ancorato alle cose semplici che offre la natura, che lì, dove esercita il suo lavoro di parroco, sembra davvero bastare a se stessa. Con tutta probabilità i 59 mila euro di investimento saranno davvero ben spesi e copriranno abbondantemente il fabbisogno energetico di chiesa e parrocchia. Otto famiglie hanno finanziato l' opera, con la prospettiva della restituzione dell' intero importo in dieci anni all' interesse del 4 per cento. La parrocchia di Colle Aperto però nasconde e rivela molte altre singolari iniziative. L' acqua piovana, ad esempio, viene interamente raccolta in pozzetti - fino a 1.500 litri di capacità - e viene riciclata per innaffiare il giardino e le piante, numerosissime, sparse nel piazzale del sagrato, nella chiesa dedicata a San Ruffino e a San Giovanni Bono, e nell' oratorio. Lo stesso giardino, estremamente curato, è un ecosistema perfetto: due capre, donate da aziende e proprietari locali, da maggio a settembre consumano il fieno ricavato dall' erba tagliata e concimano gli alberi, divertendo i bambini del quartiere che le possono avvicinare lungo il recinto. La forza della parrocchia di Colle Aperto però è anche il riciclaggio di materiali e insieme l' utilizzo intelligente delle donazioni dei fedeli. Con il marmo regalato dalla ditta che ha fornato il materiale per la costruzione della chiesa, il sagrato è stato rivestito con 300 piastre di mosaico, accurate riproduzioni di simboli religiosi, un lavoro artistico che ha impegnato bambini e anziani. Quattro finestre in alluminio, anch' esse frutto di una donazione, sono state adattate alla struttura dell' oratorio, i banchi della chiesa sono stati restaurati da un «team» di parrocchiani falegnami, con il solo costo delle vernici. Niente soldi per sostituire la grande vetrata dell' abside: meglio la carta velina, ben tesa in una ragnatela geometrica in ferro, e facilmente restaurabile. Il risultato, è ottimo, come lo sono le riproduzioni di icone religiose donate alla chiesa da alcuni fedeli, artisti per hobby. Una sfida, quella della parrocchia di Colle Aperto, lanciata al consumismo della nostra società da un parroco semplice, e colta con entusiasmo dai suoi 1.850 fedeli. Valeria Dalcore L' oratorio I 42 pannelli solari installati sette mesi fa sulla terrazza del salone polivalente dell' oratorio (nella fotografia) hanno prodotto finora circa 6.300 kwatt di energia. L' installazione dell' impianto solare ha richiesto un investimento di 59 mila euro che è stato finanziato con entusiasmo e con fede da otto famiglie di parrocchiani: l' importo del «prestito ecologico» sarà restituito - se tutto funzionerà secondo le previsioni - in una decina d' anni con tanto di interessi: il 4%. La parrocchia di Colle Aperto anticipa il futuro, il potenziale dell' elettricità di origine solare è infatti notevole: entro il 2050 circa il 20 per cento dell' attuale fabbisogno di energia elettrica potrebbe essere coperto con impianti fotovoltaici Chiesa e natura

Dalcore Valeria

Meditiamo Paolo per Eluana




























35 Chi ci separerà dunque dall’amore di Cristo? Forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada?
36
Proprio come sta scritto: Per causa tua siamo messi a morte tutto il giorno, siamo trattati come pecore da macello.
37 Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori per virtù di colui che ci ha amati.
38
Io sono infatti persuaso che né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire,
39 né potenze, né altezza né profondità, né alcun’altra creatura potrà mai separarci dall’amore di Dio, in Cristo Gesù, nostro Signore.

Snia: il 13/02 Cda su situazione patrimoniale al 31/12/2008

Snia informa che il Cda ha esaminato la perizia giurata, redatta da un collegio di esperti, relativa ai costi delle bonifiche ambientali dei siti di Torviscosa e di Brescia.
Snia fa sapere quindi che la situazione patrimoniale al 31 dicembre 2008, che terrà conto anche di quanto contenuto nella predetta perizia, sarà esaminata dal prossimo Cda, convocato per il 13 febbraio 2009.

Fonte: www.trend-online.com

Radiovaticana: si celebra Giona

Iraq: da oggi il "Digiuno di Ninive" per la pace, la sicurezza e la stabilità del Paese

◊ “Pregare per la pace, la sicurezza e la stabilità” con questo spirito da oggi, e per 3 giorni, la Chiesa caldea celebra il “Digiuno di Ninive” che intende ricordare quando gli abitanti di Ninive si convertirono a Dio dopo la predicazione del profeta Giona. “Si tratta di una ricorrenza molto sentita dalla popolazione – spiega al Sir il vicario patriarcale di Baghdad, mons. Shlemon Warduni – che digiunando invoca la misericordia del Signore affinché conceda pace, sicurezza e stabilità e perché si realizzi un clima di fratellanza e carità tra gli iracheni”. Quest’anno il digiuno va quasi a coincidere con il voto per i Consigli provinciali tenutesi sabato scorso e che ha visto la partecipazione di milioni di iracheni. “Le elezioni si sono tenute senza particolari violenze e questo è positivo – dice il vicario - noi continuiamo a pregare non solo per la pace ma anche per i nostri capi religiosi e politici perché lavorino per il bene del Paese. Speriamo – ha concluso - che l’esercizio della democrazia possa servire ad dare più di speranza nel futuro del Paese”. Secondo la tradizione il digiuno è assoluto fino a mezzogiorno, mentre nel resto della giornata è astinenza dalle carni e si mangia solo verdura. Tuttavia non manca chi digiuna completamente per tutti e 3 i giorni. L’antica Ninive era vicina all’attuale città di Mosul, recentemente al centro di attacchi ai cristiani locali. (R.P.)

Grazie ai volontari da parte nostra!

A Udine 98 bambini salvati dall'aborto versione testuale
Domenica 1° febbraio si celebra la Giornata della vita

UDINE (30 gennaio, ore 16.15) - Sono 90 le chiese dell’Arcidiocesi di Udine davanti alle quali, domenica 1° febbraio, alcune centinaia di volontari del Centro di aiuto alla vita racconteranno il loro impegno e offriranno le «primule per la vita», allo scopo di raccogliere i fondi per sostenere le donne in difficoltà. Quest’anno il titolo scelto per la 31ª Giornata per la vita, promossa dalla Chiesa cattolica in tutta Italia, è «La forza della vita nella sofferenza».
«È un buon bilancio quello del 2009 – racconta Flavia De Vitt, portavoce del Centro udinese – perché abbiamo aiutato 280 madri con figli piccoli oppure in attesa e, così, sono nati 98 bambini, tra i quali ben tre coppie di gemelli». Rispetto al 2007, l’aumento delle mamme assistite è pari al 22%, mentre l’incremento dei nati, grazie anche all’attività del Centro, è del 38%. Il sostegno alle donne è di tipo morale, psicologico, informativo, ma anche con aiuti in natura e in denaro. Chi ha bisogno di consulenze mediche o legali, viene indirizzata a professionisti volontari.
Il Centro ha rapporti con consultori, assistenti sociali, sindacati, parrocchie, gruppi giovanili, la Caritas, la San Vincenzo, la Comunità Papa Giovanni XXIII, l’associazione Genitori bimbi down. E da qualche mese la nostra pubblicità viaggia su alcuni autobus di Udine». Al Centro – conclude la De Vitt – hanno fatto ricorso anche 15 donne già in possesso del certificato per abortire; otto di esse hanno poi deciso di proseguire la gravidanza. Negli altri 7 casi sono state, invece, determinanti le pressioni dei padri, che hanno impedito al figlio di venire alla luce. Nella coppia il sostegno dell’uomo è molto importante, perché consente alle donne di affrontare anche situazioni apparentemente difficili.
Il Centro di aiuto alla vita di Udine ha sede in via Roma 35, è consultabile telefonando al numero 0432/509205 e si avvale di volontarie che, oltre a garantire l’accoglienza negli orari di apertura, si recano anche a casa delle donne, se invitate. E a qualsiasi ora una volontaria risponde al cellulare 339/1285365.
Il servizio approfondito sulle pagine del settimanale «la Vita Cattolica» in edicola sabato 31 gennaio

Calendario settimanale 1 febbraio 2009

Foglio della Collaborazione Pastorale Di San Giorgio di Nogaro

Vatican News 7 giugno 2026

  Non riesci a vedere la newsletter?   Guardala online Le notizie del giorno 07/06/2026 Il Papa a Madrid: no a una fede privata e comoda, si...