Caso Caffaro notizie da Brescia

Il 7 maggio si decide sull'azienda
sabato 25 aprile 2009
(red) Mancano pochi giorni all'udienza che deve decidere il futuro della Caffaro, l'azienda chimica di via Milano di proprietà Snia, al centro del grave caso di inquinamento da Pcb di Brescia. Il 7 maggio si riunisce il Tribunale di Udine per decidere sul fallimento, ed entro quella data le istituzioni, i sindacati e tutti i soggetti interessati devono fare di tutto per far sì che venga scelto un commissario esclusivo per l'azienda.
Perché se dovesse chiudere, a rischio non ci sono solo il centinaio di posti di lavoro, ma anche l'ambiente circostante: la Caffaro infatti pompa e purifica l'acqua dalla falda più superficiale che si trova sotto l'area, un totale di 6 milioni di litri d'acqua all'anno che non devono assolutamente andare ad inquinare le altre falde cittadine. Senza un commissario, non si potrebbe mantenere la produzione del richiestissimo biossido di cloro, che serve proprio per la depurazione delle acque, e anche del cloruro di calcio, usato al posto del sale contro il ghiaccio invernale con migliori risultati.
Recentemente la Caffaro ha chiesto di poter usufruire della Legge Prodi per le aziende in gravi difficoltà, per tentare di evitare la chiusura, con l'obiettivo di recuperare l'equilibrio economico e finanziario. Il che sarebbe possibile con la cessione di alcuni beni oppure con una ristrutturazione economico-finanziaria. La procedura si può aprire solo se l'impresa è insolvente e la gestione viene affidata a un commissario giudiziale. L'ammissione ai benefici della Legge Prodi avviene quindi solo dopo un periodo di osservazione, al termine del quale il tribunale decide se le prospettive di risanamento sono concrete. Altrimenti il giudice dichiara il fallimento.
In aprile, la proprietà ha provato ad offrire al ministero dell'Ambiente 268 milioni, a fronte di una richiesta di danni ambientali calcolati
in 1 miliardo e 122 milioni per Torviscosa, Laguna di Grado e Marano, e 450 milioni per Brescia. L'offerta consisteva nei terreni di Brescia, Colleferro, di Torviscosa (al centro di un altro caso giudiziario) e Varedo. L'avvocatura di Stato ha respinto la proposta, ma il liquidatore Paolo Bettetto si prepara a farne un'altra.
Giovedì all'assemblea sindacale hanno partecipato anche diversi rappresentanti delle istituzioni: gli assessori comunali Maurizio Margaroli e Paola Vilardi, il vicepresidente della provincia Aristide Peli, il presidente della commissione Attività produttive della Camera Stefano Saglia, i consiglieri regionali Arturo e Osvaldo Squassina, il deputato Pierangelo Ferrari e il senatore Guido Galperti. Che con voce unanime chiedono il mantenimento della produzione.
Le ipotesi più concrete sono quella di prepararsi ad una cassa integrazione che vada a coprire anche gli 85 lavoratori ancora in azienda (25 sono ora in cig nel reparto Clortaloni, dallo scorso ottobre), su cui sta lavorando Peli; essere pronti a non lasciare l'azienda al buio se Hera dovesse staccare la spina, e in questo senso l'assessore all'Ambiente Vilardi ha promesso la disponibilità di A2A nonostante un debito precedente di due milioni di euro.
Fonte

Domenica 26 aprile 2009


Parrocchia di San Giorgio Martire
Foglio per i lettori
III DOMENICA DI PASQUA (ANNO B)


PRIMA LETTURA (At 3,13-15.17-19)
Avete ucciso l’autore della vita, ma Dio l’ha risuscitato dai morti.
Dagli Atti degli Apostoli

In quei giorni, Pietro disse al popolo: «Il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe, il Dio dei nostri padri ha glorificato il suo servo Gesù, che voi avete consegnato e rinnegato di fronte a Pilato, mentre egli aveva deciso di liberarlo; voi invece avete rinnegato il Santo e il Giusto, e avete chiesto che vi fosse graziato un assassino. Avete ucciso l’autore della vita, ma Dio l’ha risuscitato dai morti: noi ne siamo testimoni.
Ora, fratelli, io so che voi avete agito per ignoranza, come pure i vostri capi. Ma Dio ha così compiuto ciò che aveva preannunciato per bocca di tutti i profeti, che cioè il suo Cristo doveva soffrire. Convertitevi dunque e cambiate vita, perché siano cancellati i vostri peccati».
Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 4)
Rit: Risplenda su di noi, Signore, la luce del tuo volto.
Quando t’invoco, rispondimi, Dio della mia giustizia!
Nell’angoscia mi hai dato sollievo;
pietà di me, ascolta la mia preghiera. Rit.

Sappiatelo: il Signore fa prodigi per il suo fedele;
il Signore mi ascolta quando lo invoco. Rit.

Molti dicono: «Chi ci farà vedere il bene,
se da noi, Signore, è fuggita la luce del tuo volto?». Rit.

In pace mi corico e subito mi addormento,
perché tu solo, Signore, fiducioso mi fai riposare. Rit.

SECONDA LETTURA (1Gv 2,1-5)
Gesù Cristo è vittima di espiazione per i nostri peccati e per quelli di tutto il mondo.

Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo

Figlioli miei, vi scrivo queste cose perché non pecchiate; ma se qualcuno ha peccato, abbiamo un Paràclito presso il Padre: Gesù Cristo, il giusto. È lui la vittima di espiazione per i nostri peccati; non soltanto per i nostri, ma anche per quelli di tutto il mondo.
Da questo sappiamo di averlo conosciuto: se osserviamo i suoi comandamenti. Chi dice: «Lo conosco», e non osserva i suoi comandamenti, è bugiardo e in lui non c’è la verità. Chi invece osserva la sua parola, in lui l’amore di Dio è veramente perfetto.
Parola di Dio

Canto al Vangelo (Lc 24,32)
Alleluia, alleluia.
Signore Gesù, facci comprendere le Scritture;
arde il nostro cuore mentre ci parli.
Alleluia.

VANGELO (Lc 24,35-48)

Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno.

+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, [i due discepoli che erano ritornati da Èmmaus] narravano ciò che era accaduto lungo la via e come avevano riconosciuto [Gesù] nello spezzare il pane.
Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona stette in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse loro: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho». Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi. Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?». Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro.
Poi disse: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi». Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni».
Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Come i discepoli di Emmaus, anche noi apriamo il nostro cuore al Signore perché aumenti la nostra fede e ci faccia comprendere il mistero della salvezza.
Preghiamo insieme e diciamo: Resta con noi, Signore!

1. Quando il nostro cuore non riconosce le tracce della tua presenza negli avvenimenti della storia, ti preghiamo.
2. Quando smarriamo il sentiero della vita e ci allontaniamo dalla tua Parola, ti preghiamo.
3. Quando la durezza del nostro cuore non ci permette di comprendere il significato profondo delle Scritture, ti preghiamo.
4. Quando diciamo di essere cristiani, ma non abbiamo la forza di osservare i tuoi comandamenti, ti preghiamo.
5. Quando vediamo il dolore nel cuore delle persone che ci sono accanto, ma non sappiamo trovare le parole per far cambiare la tristezza in gioia, ti preghiamo.
6. Quando non sappiamo riconoscere la presenza del Signore risorto nella sua Chiesa pellegrina sulla terra, ti preghiamo.

Apri il nostro cuore, Signore, alla comprensione della tua Parola e trasforma la nostra tristezza nella speranza certa della tua presenza in mezzo a noi. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.

INAUGURATA LA GRANDE MOSTRA INTERNAZIONALE


Illegio nel segno degli Apocrifi versione testuale
Fino al 4 ottobre 80 capolavori dai musei di tutta Europa
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«Annunciazione (Maria tesse il velo del tempio)»,
icona russa dell'inizio del XIX secolo.
ILLEGIO (24 aprile, ore 16) - Illegio, piccolo ma intraprendente centro montano nel cuore della Carnia, diventa ancora una volta attore protagonista e scrigno di un evento artistico di portata internazionale. Dopo le cinque mostre proposte annualmente dal 2004 ad oggi — ricordando le ultime, «Apocalisse. L’ultima rivelazione» (Illegio - Musei Vaticani 2007) e «Genesi. Il mistero delle origini» (lllegio 2008) —, è stata inaugurata oggi un’altra grande esposizione internazionale: «Apocrifi. Memorie e leggende oltre i Vangeli».

Presenti il card. Leonardo Sandri («Con gli apocrifi ci si istruisce, con i canonici ci si converte». PROLUSIONE TESTO INTEGRALE), prefetto della Congregazione per le Chiese orientali, l'on. Enrico Hullweck, in rappresentanza del ministro per i Beni e le attività culturali, Sandro Bondi, l’Ambasciatore d’Italia presso la Santa Sede, Antonio Zanardi Landi, l’architetto Roberto Cecchi, direttore generale peri Beni architettonici storicoartistici ed etnoantropologici del ministero per i Beni e le attività culturali, e il Soprintendente per i Beni storici, artistici ed etnoantropologici del Friuli-Venezia Giulia, Fabrizio Magani. Oltre ai vescovi di Udine, mons. Pietro Brollo, Gorizia, mons. Dino De Antoni, e Trieste, mons. Eugenio Ravignani, ai presidenti di Regione e Provincia, Renzo Tondo e Pietro Fontanini, al prefetto di Udine, Ivo Salemme, al presidente della Comunità montana della Carnia, Lino Not e al sindaco di Tolmezzo, Sergio Cuzzi.

Nel suo intervento, il parroco di Tolmezzo e Illegio e presidente del Comitato di San Floriano, mons. Angelo Zanello, ha voluto ricordare i terremotati dell’Abruzzo. «Noi friulani che conosciamo la passione dolorosa che riservano eventi, simili avendoli vissuti nella nostra generazione trentatré anni fa, siamo particolarmente vicini ai fratelli abruzzesi e partecipi del loro calvario – ha detto –. A loro tutta la nostra solidarietà di affetti e di aiuti concreti. Ciò che affermammo allora: ”Friul ch’al ringrazie di cur e nol dismentee”, oggi deve divenire verità del nostro agire».

«Il Comitato di san Floriano vuole sollevare il velo di mistero che spesso s’immagina avvolgere gli antichi scritti apocrifi, quelli che non entrarono nel canone delle Sacre Scritture, ma che lasciarono il segno in tanta parte della tradizione iconografica e devozionale cristiana – ha poi proseguito mons. Zanello –. Una esposizione di ottanta capolavori dell’arte europea a costituire un variegato panorama di pitture su tavola lignea, dipinti su tela, sculture, altari ed incisioni, dal medioevo al diciannovesimo secolo, conservati sia nelle più prestigiose sedi museali italiane ed europee, come nelle più piccole e sperdute cappelle e provenienti da diversi paesi d’Europa».

Perché proprio questo tema per la mostra del 2009? «Questi scritti non ispirati, alcuni dei quali letti e conservati dalle stesse comunità cristiane, conosciuti dalla Chiesa e dagli studiosi, sono il frutto dell’incontro tra devozione popolare, fantasia e alcune memorie orali talvolta trasmesse dalle prime generazioni credenti – ha spiegato mons. Zanello –. Non poche espressioni di fede cattolica sono state influenzate da questo repertorio di narrazioni talvolta ingenue, talvolta intelligenti». «Oggi alcuni scrittori, giornalisti, romanzieri, storici, gridano allo scippo di tali scritti e ne indicano l’importanza per “correggere” – a loro dire – la versione del cristianesimo imposta con i dogmi dalla Chiesa romana. Essi alludono a verità appositamente nascoste dal magistero ecclesiastico. L’indagine storica contemporanea, invece, rivela proprio l’antichità, l’attendibilità e l’autenticità dei Vangeli canonici. I cosiddetti “cristianesimi alternativi” impliciti in alcuni degli scritti apocrifi mostrano, ad una analisi critica, l’esatto contrario di ciò che la cultura contemporanea si attenderebbe: non un Gesù più umano, più concreto, più storico, bensì quella caricatura che rimarrebbe di Cristo se ne dimenticassimo la reale umanità, amplificandone in modo irragionevole gli aspetti soprannaturali e miracolistici. C’è dunque molta più serietà e storia nei Vangeli da sempre letti nella Chiesa, che in tutti gli Apocrifi».

Da Illegio, il Comitato di san Floriano vuole offrire «uno sguardo sull’universo culturale odierno, facendoci carico con rigore scientifico di indagare senza paure e senza pregiudizi i temi del dibattito contemporaneo: perciò abbiamo scelto di sollevare la questione della storicità dei Vangeli ispirati e del vero valore di quelli apocrifi, attraverso l’affascinante approccio dell’arte».



Ottanta capolavori, a costituire un variegato panorama di pitture su tavola lignea, dipinti su tela, sculture, altari ed incisioni, dal Medioevo ad oggi, selezionati dalle sedi museali più prestigiose d’Europa, come i Musei Vaticani, gli Uffizi di Firenze, la Galleria Borghese e la Galleria Doria Pamphilj di Roma, l’Accademia Carrara di Bergamo, la Galleria Tretyakov di Mosca, i Musei Reali di Arte e Storia di Bruxelles e diverse altre.

Nell’elegante e suggestiva sede della Casa delle Esposizioni si possono ammirare, tra e altre, opere di Giovanni Francesco Barbieri detto il Guercino, Albrecht Durer, Andrea Pozzo, Pomponio Amalteo, Ludovico Mazzolino, insieme ad antiche icone russe e bizantine.
Inoltre, Illegio espone eccezionalmente per un mese (fino al 18 maggio), lo straordinario dipinto «Il riposo durante la fuga in Egitto» di Caravaggio. Questo capolavoro, del 1596 circa, lasciò la storica Galleria Doria Pamphilj di Roma soltanto in tre occasioni nella sua storia, alla volta di Londra, Parigi, Washington. La Galleria ha però deciso che il prezioso dipinto di Caravaggio, sicuramente una delle opere più belle nella storia della pittura, uscirà una quarta volta dalla sua sede e sarà esposto ad Illegio.

Il curatore scientifico della mostra, come per le precedenti edizioni, è don Alessio Geretti, che esprime grande soddisfazione per questo prestito eccezionale, ma precisa al contempo che l’esposizione avrà molte altre opere di altissimo livello e affronterà temi iconografici di notevole interesse, in un articolato percorso che va dalla scultura lignea medievale fino ad importanti opere rinascimentali e barocche.
«Questo permetterà spiega il curatore — di riscoprire quanto a fondo l’immaginario collettivo cristiano sia stato integrato e arricchito da alcune pagine dei Vangeli apocrifi, sia contribuendo a determinare la forma tipica assunta dall’iconografia di determinati episodi canonici, come ad esempio l’Adorazione dei Magi, sia colmando i vuoti della narrazione scritturale con altri materiali compatibili con la fede, come quelli che raccontano l’infanzia di Maria o la sua Assunzione».

«Apocrifi. Memorie e leggende oltre i Vangeli» potrà essere visitata daI 24 aprile aI 4 ottobre 2009. Informazioni e prenotazioni al numero 0433/44445 e 0433/2045. Web: www.illegio.it
Orario: 10-19, lunedi chiuso (apertura eccezionale: 27 aprile, 4 maggio, 11 maggio, l°giugno, 17 agosto).
Biglietto intero: 7 euro - ridotto: 5 euro (studenti con meno di 25 anni; oltre 65 anni; disabili; gruppi di almeno 25 persone; religiosi; visitatori del Museo carnico di Tolmezzo; soci del Touring club ialiano) - Speciale: 3 euro, scolaresche - Gratis: sotto i 6 anni; giornalisti; guide professioniste; accompagnatori di disabili.

Tondo: per la Caffaro unica via il commissariamento

versione testuale
Sempre meno probabile l'ipotesi di transazione per la bonifica
Nella foto: lavoratori alla manifestazione di giovedì 9 aprile a Udine
Nella foto: lavoratori alla manifestazione di giovedì 9 aprile a Udine
TORVISCOSA (20 aprile, ore 17.45) - Pessime notizie per i lavoratori della Caffaro di Torviscosa. Per il presidente della Regione Friuli-Venezia Giulia, Renzo Tondo, il commissariamento dell'azienda del gruppo Snia appare «l'unica strada percorribile» per evitare la chiusura del polo chimico friulano.

Tondo lo ha reso noto nel pomeriggio, a Trieste, a margine di un incontro con il sottosegretario all'Ambiente, Roberto Menia. «Nelle condizioni attuali – ha detto Tondo – non ci resta che seguire la strada del commissariamento e quindi dell'accesso per l'azienda ai benefici della Prodi Bis». Nelle scorse settimane era stata la stessa Caffaro a fare questa richiesta al Tribunale di Udine che dovrà esprimersi sulla procedura.

Sindacati e Regione avevano chiesto tempo per capire se c'erano altre soluzioni percorribili, come una transazione con il Ministero dell'Ambiente per la bonifica del sito, ma l'ipotesi è stata scartata dall'Avvocatura dello stato.

Alla Caffaro di Torviscosa – il cui impianto principale, il cloro-soda, è stato sequestrato dai Carabinieri del Nas l'11 settembre 2008 per inquinamento ambientale – lavorano circa 300 addetti, che salgono ad oltre un migliaio con l'indotto.

Fonte: Portale diocesi

Il Direttore ringrazia! (avvisi del 19 aprile 2009)


A nome di tutti i parrocchiani intendo far giungere pubblicamente al nostro parroco don Livio un grande GRAZIE per quanto fatto in occasione del 250° anniversario dell’Addolorata. E’ stato l’ideatore, l’artefice, l’instancabile sostenitore di tutte le iniziative di questo periodo che, forse per la prima volta ha visto parrocchia, comune, associazioni, gruppi e singole persone lavorare insieme in uno spirito di unità e rispetto che ci ha fatto riscoprire di essere una comunità viva. E don Livio ha dimostrato di essere entrato nel cuore di questa comunità diventando sangiorgino fin nel profondo.

GRAZIE!
Il Direttore del Consiglio Pastorale Parrocchiale Antonio Taverna

Nuovi cristiani nella domenica "In Albis"


Oggi hanno ricevuto il Battesimo:

` Buzzolo Emma` Aiza Giulia ` Apuzzo Alessandro ` Cecchini Gioia ` Sguassero Cristian

Commento alla Parola 19 aprile 2009




Lo Spirito: Dono del Risorto


Gesù risorto entra attraverso le porte chiuse e rivolge il saluto: «Pace a voi!». Come già per Maria di Magdala non sono le sembianze, ma la voce a farlo riconoscere. Quello che Gesù dice avviene, ogni sua parola si fa evento: la sua pace, dunque, si comunica agli apostoli. Come aveva promesso, Gesù non lascia orfani i suoi discepoli, ma dona loro lo Spirito Paraclito, grazie al quale essi potranno comprendere tutto ciò che ha loro insegnato e continuare nel mondo la sua missione, cooperando all’opera della salvezza. Anche Tommaso, quando sente la voce di Gesù, si apre a ricevere il dono della fede e, illuminato dallo Spirito, può ormai rinunziare alla sua esigenza di vedere e toccare sensibilmente. Afferrato nell’intimo dalla voce del Maestro, subito si prostra in adorazione e fa una solenne proclamazione di fede: «Mio Signore e mio Dio!».

Gesù sarà sempre vicino ai suoi apostoli, vicino alla sua Chiesa, ma in altro modo: mediante l’azione dello Spirito Santo, il quale offre come dono eccellente la pace, frutto maturo della salvezza e contrassegno principale dei discepoli di Cristo. Dobbiamo perciò continuamente aprirci a questo dono, mettendoci a totale disposizione di Dio. In ogni situazione dobbiamo domandarci: che cosa voglio realizzare attuando questi pensieri e sentimenti? Che cosa cerco veramente? Se ci accorgiamo di perseguire fini egoistici, dobbiamo rettificare la nostra volontà, affidandola all’azione dello Spirito Santo perché ci renda capaci di credere e di amare con autenticità. Siamo infatti chiamati a essere partecipi della vita stessa di Dio, cioè a essere santi. La santità consiste proprio nel lasciare che lo Spirito Santo orienti e diriga totalmente a Dio la nostra volontà. Questo operi in noi lo Spirito che il Risorto ci ha donato! Ecco perché vivere il mistero pasquale è un’avventura meravigliosa.

Il Signore stima superiori a quelli che vedono e quindi credono, coloro che pur non vedendo credono. In effetti, a quel tempo la fede dei discepoli di Cristo era talmente vacillante che, pur vedendolo già risorto, per credere alla sua risurrezione ritennero necessario anche toccarlo. Non bastava che lo vedessero con gli occhi se non avessero accostato anche le mani alle sue membra e non avessero toccato anche le cicatrici delle ferite recenti; in tal modo il discepolo che dubitava, dopo aver toccato e riconosciuto le cicatrici, subito esclamò: «Signore mio e Dio mio!». Le cicatrici rendevano manifesto Colui che aveva guarito in tutti gli altri le ferite.

Il Signore non poteva forse risorgere senza cicatrici? Sì, ma egli conosceva le ferite nel cuore dei discepoli, e al fine di guarirle egli aveva conservato le cicatrici nel suo corpo.

E che rispose il Signore al discepolo che ormai dichiarava ed esclamava: «Mio Signore e mio Dio»? «Tu hai creduto», disse, «perché hai visto: beati quelli che credono senza vedere». Di chi parlava, fratelli, se non di noi? Non di noi soli, ma anche dei nostri posteri. In effetti, poco tempo dopo che si allontanò dagli occhi mortali perché fosse rafforzata la fede nei cuori, tutti quelli che han creduto lo hanno fatto senza vedere e la loro fede ha avuto un gran merito. Per avere questa fede accostarono solo il cuore pieno di pietà verso Dio, ma non anche la mano per toccare (S. Agostino).


PREGHIERA

Concedi, o Signore, ai tuoi figli di sapersi fermare un istante ad ascoltare il suono della tua voce. Un istante appena per pensare e gustare che cosa accadrebbe se in ogni famiglia, in ogni comunità, i cuori sempre battessero all’unisono sul ritmo del tuo cuore.

O gioia, pienezza di gioia! Null’altro, Signore, desidera l’umanità afflitta e sfinita, se non questa pace, frutto d’amore, dono del tuo Spirito. Aprici ad accoglierla, Signore. Tu infatti sei morto e risorto perché noi ne facessimo fin d’ora esperienza e ne fossimo testimoni in mezzo ai fratelli.

23 aprile: memoria di S. Giorgio martire

O glorioso S. Giorgio

che hai donato la tua vita in difesa della Fede.

Ottienici il dono della "Carità" senza finzioni.

Dacci la "forza" di fuggire il male attaccandoci al bene. Sempre solleciti nelle necessità dei fratelli,

sempre premurosi nell'ospitalità e gareggiando nello stimarci a vicenda.

Rendici lieti nella "speranza", forti nelle difficoltà, perseveranti nella preghiera, compiendo il bene davanti a tutti gli uomini e vivendo in pace con tutti.

Calendario settimanale19 aprile 2009

Domenica 19 aprile 2009


Parrocchia di San Giorgio MartireFoglio per i lettori

II DOMENICA DI PASQUA o della Divina Misericordia (ANNO B)


PRIMA LETTURA (At 4,32-35)
Un cuore solo e un’anima sola.

Dagli Atti degli Apostoli

La moltitudine di coloro che erano diventati credenti aveva un cuore solo e un’anima sola e nessuno considerava sua proprietà quello che gli apparteneva, ma fra loro tutto era comune.
Con grande forza gli apostoli davano testimonianza della risurrezione del Signore Gesù e tutti godevano di grande favore.
Nessuno infatti tra loro era bisognoso, perché quanti possedevano campi o case li vendevano, portavano il ricavato di ciò che era stato venduto e lo deponevano ai piedi degli apostoli; poi veniva distribuito a ciascuno secondo il suo bisogno.
Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 117)
Rit: Rendete grazie al Signore perché è buono: il suo amore è per sempre.

Dica Israele:
«Il suo amore è per sempre».
Dica la casa di Aronne:
«Il suo amore è per sempre».
Dicano quelli che temono il Signore:
«Il suo amore è per sempre». Rit.

La destra del Signore si è innalzata,
la destra del Signore ha fatto prodezze.
Non morirò, ma resterò in vita
e annuncerò le opere del Signore.
Il Signore mi ha castigato duramente,
ma non mi ha consegnato alla morte. Rit.

La pietra scartata dai costruttori
è divenuta la pietra d’angolo.
Questo è stato fatto dal Signore:
una meraviglia ai nostri occhi.
Questo è il giorno che ha fatto il Signore:
rallegriamoci in esso ed esultiamo! Rit.

SECONDA LETTURA (1Gv 5,1-6)
Chiunque è stato generato da Dio vince il mondo.

Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo

Carissimi, chiunque crede che Gesù è il Cristo, è stato generato da Dio; e chi ama colui che ha generato, ama anche chi da lui è stato generato.
In questo conosciamo di amare i figli di Dio: quando amiamo Dio e osserviamo i suoi comandamenti. In questo infatti consiste l’amore di Dio, nell’osservare i suoi comandamenti; e i suoi comandamenti non sono gravosi.
Chiunque è stato generato da Dio vince il mondo; e questa è la vittoria che ha vinto il mondo: la nostra fede.
E chi è che vince il mondo se non chi crede che Gesù è il Figlio di Dio? Egli è colui che è venuto con acqua e sangue, Gesù Cristo; non con l’acqua soltanto, ma con l’acqua e con il sangue. Ed è lo Spirito che dà testimonianza, perché lo Spirito è la verità.
Parola di Dio

SEQUENZA
Alla vittima pasquale, s’innalzi oggi il sacrificio di lode.
L’agnello ha redento il suo gregge,
l’Innocente ha riconciliato noi peccatori col Padre.
Morte e Vita si sono affrontate in un prodigioso duello.
Il Signore della vita era morto; ma ora, vivo, trionfa.
“Raccontaci, Maria: che hai visto sulla via?”.
“La tomba del Cristo vivente, la gloria del Cristo risorto,
e gli angeli suoi testimoni, il sudario e le sue vesti.
Cristo, mia speranza, è risorto; e vi precede in Galilea”.
Sì, ne siamo certi: Cristo è davvero risorto.
Tu, Re vittorioso, portaci la tua salvezza.

Canto al Vangelo (Gv 20,29)
Alleluia, alleluia.
Perché mi hai veduto, Tommaso, tu hai creduto;
beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!
Alleluia.

VANGELO (Gv 20,19-31)
Otto giorni dopo venne Gesù.

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.
Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».
Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».
Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».
Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
C - Fratelli e sorelle, attraverso Gesù risorto, il Padre fa giungere a noi la sua misericordia e la sua pace. A Lui presentiamo con fiducia le nostre suppliche.

L - Preghiamo insieme e diciamo:Colma di pace i nostri cuori, Signore!

Come gli apostoli, anche le nostre Chiese rischiano di rimanere paralizzate dalla paura, ripiegate su se stesse. Desta in loro un coraggio nuovo, la forza di annunciare il Vangelo di Gesù senza timore. Preghiamo.

Il Santo Padre Benedetto XVI, di cui ricorre oggi il 4° anniversario della sua elezione a Pastore universale del Gregge di Cristo, sia perfetto imitatore e testimoni di Gesù risorto, ci confermi nella comunione e ci aiuti a camminare lieti verso la Pasqua eterna. Preghiamo.

Come gli apostoli, anche noi riceviamo il dono della pace. Fa’ che essa raggiunga, anche per mezzo nostro, ogni luogo in cui ci troviamo ed assuma i colori della tolleranza, del rispetto, della comprensione e della solidarietà. Preghiamo.

I fratelli colpiti dal terremoto in Abruzzo vivano nella certezza che la Vittoria di Cristo è anche la loro Vittoria: in Lui, Risorto e Vivo per sempre, trovino la forza per lottare in questo tempo di grande prova e la consolazione per tutto ciò che hanno perduto. Preghiamo.

Come Tommaso, anche noi siamo assaliti dai dubbi, presi dalla voglia di vedere e toccare. Sostieni coloro che si impegnano ad accompagnare ragazzi, giovani e adulti lungo i sentieri della fede. Preghiamo.

Come Tommaso, anche noi facciamo cadere le nostre difese e ti diciamo la nostra fede. Rischiara il cammino di tante persone che desiderano ritornare a credere. Brilli nella loro esistenza la tua luce. Preghiamo.

Come le prime Comunità cristiane, anche noi sentiamo la necessità di vivere il dono della vera Comunione. Aiuta tutti i battezzati a collaborare alla costruzione di una Chiesa che sia sempre più il corpo glorioso del Signore risorto.

Preghiamo. C – Solo tu, Signore Dio, puoi trasformare i nostri cuori e farci conoscere la tua gioia. Moltiplica in mezzo a noi le parole di saggezza ed i gesti di bontà, perché possiamo portare al mondo l’annuncio che Cristo risorto è la nostra speranza certa. Egli vive e regna nei secoli dei secoli. T - Amen.

Portale Diocesi ci informa sul sì all'integrazione

AVVIATA LA RACCOLTA FIRME. SABATO UN CONVEGNO
No alle discriminazioni, sì all'integrazione versione testuale
Appello alla Regione dalla Rete per i diritti di cittadinanza del Fvg e dal Centro Balducci

UDINE (17 aprile, ore 12.30) - «No ad un welfare regionale che discrimini minori, studenti e famiglie in base alla loro provenienza. Sì ad un welfare che promuova l'integrazione e la coesione sociale». Questo l'appello promosso dalla Rete per i diritti di cittadinanza del Friuli-Venezia Giulia e dal Centro Balducci di Zugliano, che sarà presentato sabato 18 aprile, dalle 16, nel salone del Parlamento del Castello di Udine in un «Incontro pubblico di riflessione e confronto sulle politiche discriminatorie in Friuli-Venezia Giulia».

Interverranno don Pierluigi Di Piazza, responsabile del centro «Balducci» di Zugliano, Walter Citti, consulente Asgi (Associazione studi giuridici sull'immigrazione) Friuli-Venezia Giulia, Francesco Milanese, presidente Istituto per i diritti e l'educazione, Monica Villa, mediatrice culturale Acli e Franco Belci, segretario generale Cgil Friuli-Venezia Giulia.

Nel corso del convegno sarà presentato il documento della Rete per i diritti di cittadinanza del Friuli-V.G. «Per una regione di accoglienza, diritti e pari opportunità e dell'APPELLO per un welfare regionale che promuova l'integrazione e la coesione sociale. Si discuterà poi di «Analisi delle politiche regionali, con attenzione particolare alla proposta di legge 39/2009. Infine sarà affrontato il tema dei «Rischi di militarizzazione del territorio e di privatizzazione della sicurezza nella proposta di legge 45/2009».

Uleriori informazioni sul sito internet del Centro Balducci

Acli ci comunica

COMUNICATO STAMPA

5 X MILLE: ACLI, RASSICURAZIONI DI TREMONTI NON CI RASSICURANO

Roma, 16 aprile 2009 - «Le rassicurazioni fornite ieri dal ministro Tremonti sul 5 per mille non ci rassicurano affatto». Così il presIdente nazionale delle Acli Andrea Olivero sulle dichiarazioni rilasciate nella giornata di ieri dal ministro dell’economia Giulio Tremonti circa l’ipotesi di destinare al terremoto il 5 per mille dell’Irpef.

«E’ sbagliato il principio di fondo – spiega Olivero – Non si può mettere in concorrenza l’associazionismo, il volontariato e l’Abruzzo, quasi fossero cose opposte o alternative. Quando invece tutti sanno, l’hanno visto in queste settimane, che è proprio il volto dell’associazionismo e del volontariato il primo che hanno potuto vedere i terremotati colpiti da questa sciagura»

«Il 5 per mille non è una tassa di scopo ad uso dello Stato – insiste il presidente delle Acli – e ci dispiace che il ministro voglia farla diventare tale. Il cittadino non sceglie semplicemente tra causali diverse, ma esprime un rapporto di fiducia con l’associazione cui decide di donare il proprio contributo, in una logica virtuosa di sussidiarietà, che era stata accolta favorevolmente da noi quando il 5 per mille fu inventato proprio da Tremonti».

Le Acli, nella prospettiva di un ripensamento da parte del ministro dell’Economia, aderiscono petizione del settimanale del non profit Vita, “Caro Tremonti, così distruggi il 5 per mille”.

Foglio della Collaborazione Pastorale Di San Giorgio di Nogaro

V DOMENICA DI PASQUA – ANNO A - 3 maggio 2026

  Messa del Giorno V DOMENICA DI PASQUA – ANNO A Antifona Cantate al Signore un canto nuovo, perché ha compiuto meraviglie; agli occhi delle...