Domenica 1 Novembre 2009


TUTTI I SANTI

PRIMA LETTURA (Ap 7,2-4.9-14)
Dopo queste cose vidi: ecco, una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, tribù, popolo e lingua.

Dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo

Io, Giovanni, vidi salire dall’oriente un altro angelo, con il sigillo del Dio vivente. E gridò a gran voce ai quattro angeli, ai quali era stato concesso di devastare la terra e il mare: «Non devastate la terra né il mare né le piante, finché non avremo impresso il sigillo sulla fronte dei servi del nostro Dio».
E udii il numero di coloro che furono segnati con il sigillo: centoquarantaquattromila segnati, provenienti da ogni tribù dei figli d’Israele.
Dopo queste cose vidi: ecco, una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, tribù, popolo e lingua. Tutti stavano in piedi davanti al trono e davanti all’Agnello, avvolti in vesti candide, e tenevano rami di palma nelle loro mani. E gridavano a gran voce: «La salvezza appartiene al nostro Dio, seduto sul trono, e all’Agnello».
E tutti gli angeli stavano attorno al trono e agli anziani e ai quattro esseri viventi, e si inchinarono con la faccia a terra davanti al trono e adorarono Dio dicendo: «Amen! Lode, gloria, sapienza, azione di grazie, onore, potenza e forza al nostro Dio nei secoli dei secoli. Amen».
Uno degli anziani allora si rivolse a me e disse: «Questi, che sono vestiti di bianco, chi sono e da dove vengono?». Gli risposi: «Signore mio, tu lo sai». E lui: «Sono quelli che vengono dalla grande tribolazione e che hanno lavato le loro vesti, rendendole candide nel sangue dell’Agnello».
Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 23)
Rit: Ecco la generazione che cerca il tuo volto, Signore.

Del Signore è la terra e quanto contiene:
il mondo, con i suoi abitanti.
È lui che l’ha fondato sui mari
e sui fiumi l’ha stabilito. Rit.

Chi potrà salire il monte del Signore?
Chi potrà stare nel suo luogo santo?
Chi ha mani innocenti e cuore puro,
chi non si rivolge agli idoli. Rit.

Egli otterrà benedizione dal Signore,
giustizia da Dio sua salvezza.
Ecco la generazione che lo cerca,
che cerca il tuo volto, Dio di Giacobbe. Rit.

SECONDA LETTURA (1Gv 3,1-3)
Vedremo Dio così come egli è.

Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo

Carissimi, vedete quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente! Per questo il mondo non ci conosce: perché non ha conosciuto lui.
Carissimi, noi fin d’ora siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato. Sappiamo però che quando egli si sarà manifestato, noi saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è.
Chiunque ha questa speranza in lui, purifica se stesso, come egli è puro.
Parola di Dio

Canto al Vangelo (Mt 11,28)
Alleluia, alleluia.
Venite a me,
voi tutti che siete stanchi e oppressi,
e io vi darò ristoro.
Alleluia.

VANGELO (Mt 5,1-12a)
Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli.

+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto,
perché saranno consolati.
Beati i miti,
perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».
Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Camminiamo sulle strade del mondo come viandanti portatori di speranza, donata a noi da Dio, che ci salva con il sacrificio di Cristo. Grati di questo grande amore osiamo chiedere al Padre supplementi di Grazia, per essere davvero come lui ci vuole.
Preghiamo dicendo: Ascoltaci Signore.

1. Illumina la Chiesa, Signore, con la tua presenza, e fa’ che da essa partano fiumi di pace, perché ogni uomo possa riconoscere nella sua voce la tua e seguire così il richiamo verso la salvezza. Preghiamo.
2. Rendici, o Padre, testimoni fedeli e generosi della tua Parola nelle città degli uomini, perché in ogni comunità risuoni l’annuncio della buona notizia che salva il mondo. Preghiamo.
3. Tuo figlio Gesù ci ha chiesto di pregarti perché tu mandi nuovi operai per la messe degli uomini. Tu sai quanto bisogno abbiamo di ministri santi: irrompi nei cuori e chiamali a te, che sei l’amore, perché ogni uomo si senta operaio del tuo Regno. Preghiamo.
4. Siamo pellegrini nel mondo, Signore, e spesso perdiamo la strada. Illumina la nostra via con la fede in te, perché possiamo gustare la gioia, che sgorga dalla comunione con te. Preghiamo.
5. La croce è dura da portare, o Padre. Dacci il coraggio della coerenza e della fedeltà, affinché anche nel dolore, vissuto per amore, possiamo condividere il dono di sé che Cristo ha fatto per la salvezza del mondo. Preghiamo.

Gesù, Ti sei donato perché tutti gli uomini fossero salvi: accogli nel tuo regno i nostri fratelli defunti: DESIDERIO GIGANTE e FEDERICA CARGNELLO VICENZINO , che questa settimana ci hanno lasciato, ti preghiamo.

Sappiamo, Signore, che tu ci ami. Che cosa potremmo chiedere di più? Eppure siamo qui a pregarti perché tu ci sostenga con la tua dolcezza, facendoci sperimentare la tua presenza amorevole. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.

Nuovi Cristiani




Oggi hanno ricevuto il Battesimo

Tridico Federica, Michielan Nicola, Sutto Emanuele, Candotti Gabriele, Ganis Samuele


Foglio Parrochiale:Domenica 25 ottobre 2009

GIORNO

ORA

CELEBRAZ.

INTENZIONE

NOTE

DOMENICA

25 ottobre

XXX° del Tempo Ordinario

8.30

11.00

19.00

S. MESSA

S. MESSA

Battesimi

S. MESSA

X Sec. intenz. offerente

X Dri Luigi e Peruzzi Maria

X Baldo Guglielmo, Verginia

X Galateo Roberto

X Defunti classe 1949

LUNEDì

26 ottobre

S. Luciano

9.00

S. MESSA

X Luigi

X Suor Maria

Ogni giorno recita

S. Rosario

MARTEDì

27 ottobre

S. Evaristo

9.00

S. MESSA

X Lucia e Fabiana

X Rino

MERCOLEDì

28 ottobre

Ss. Simone e Giuda

9.00

S. MESSA

X Bressan Sergio

X Beltramini Alcide e Moratti Santa

GIOVEDì

29 ottobre

S. Onorato

9.00

S. MESSA

X Diamante Giuseppe e Maria

X Mario, Sandrina Turcato

VENERDì

30 ottobre

B. Benvenuta Boiani

9.00

S. MESSA

X Butirri Franca Nali

SABATO

31 ottobre

S. Quintino

18.00

S. MESSA

X Toniolo Stefano X Maurini Aldo X Luigi, Rosa

X Gilberto,Maria,Bruno,Romeo X Giovanni Valentino

` 50° Matr. Salvador Luciano e Marazzato Luciana

DOMENICA

1 novembre

Tutti i Santi

8.30

11.00

15.00

18.00

S. MESSA

S. MESSA

Cimitero

S. MESSA

X Pines Alcide

X Nardino Renzo

X Gentili Omar

X Per tutta la comunità

Ore 19.00 S. Rosario in Cimitero



RABBUNI', che io veda di nuovo!

Quante volte la nostra storia personale o la considerazione dell’umana vicenda ci dà l’angosciosa impressione di un brancolamento di ciechi! Circondati da una fitta tenebra di incertezze e contraddizioni, incapaci di intravedere un senso in ciò che stiamo vivendo, spesso finiamo per accasciarci ai margini della vita per mendicarne le briciole ai più fortunati, che sembrano percorrere senza intralci la via. Siamo noi, allora, quei poveri che la Parola oggi viene a risollevare recando la buona notizia: Gesù attraversa le strade dell’uomo, ha compassione delle nostre infermità, condivide la nostra debolezza. Beati noi se, toccati dall’annunzio, sappiamo gridare il suo nome e invocare la sua misericordia! L’amore non deluderà le nostre attese.

Gesù però ci interpella, ci chiede che cosa vogliamo davvero. Guarire, ‘vedere’ è un impegno, dobbiamo saperlo. Un impegno per la nostra fede, che deve crescere per aprirsi al miracolo, e un compito per il nostro futuro. Il Signore, infatti, è la luce della vita e risplende nella nostra oscurità per fare di noi dei viventi, per rialzarci dall’abbattimento, dalla stasi di chi si è assuefatto a limiti angusti. Egli che è la Via traccia a noi, esuli nella terra straniera dell’infelicità, il cammino per tornare alla patria d’origine, alla comunione con il Padre: questa è la “strada diritta” su cui chi lo segue non inciamperà. È però necessario passare attraverso la croce, attraverso la morte a noi stessi. Davvero vogliamo vedere e, sanati, seguirlo? Il Signore illumini gli occhi del nostro cuore «perché possiamo comprendere a quale speranza ci ha chiamati» e ci doni la gioia e la forza di percorrere, dietro a lui, la via che a tale speranza conduce.


PREGHIERA

O Cristo, noi ti confessiamo «Dio da Dio,, luce da luce»: vieni a rischiarare le nostre tenebre! «Per noi uomini e per la nostra salvezza», tu, eterno Figlio di Dio, sei disceso nella terra d’esilio del nostro peccato: vieni ancora ad aprirci la strada diritta del ritorno alla comunione con il Padre!

Hai assunto la fragile carne dell’uomo per poter compatire le nostre infermità e offrirle a Dio nel tuo sacrificio d’amore: aiutaci ad accogliere la misericordia che salva.

Tu sai che spesso noi preferiamo rimanere seduti a mendicare cose di piccolo conto, piuttosto che sperare una vita in pienezza e affrontare ogni giorno l’impegno di spenderla alla tua sequela.

Gesù, Figlio di Dio, abbi pietà di noi! Davvero vogliamo guarire, ‘vedere’ e camminare con te, accettando la croce e anelando alla casa del Padre, dove tu con forza e dolcezza ci conduci

Sant’Agostino

Amate il Signore. Amate, dico, questa luce, così come amava di un amore immenso colui che faceva giungere a Gesù il suo grido: «Abbi pietà di me, figlio di Davide!». Il cieco gridava così mentre Gesù passava. Temeva che Gesù passasse e non lo risanasse. Con che ardore gridava? Al punto che, mentre la folla lo zittiva, continuava a gridare. La sua voce trionfò su chi lo contrastava e trattenne il Salvatore. Mentre la folla faceva strepito e gli voleva impedire di parlare, Gesù si fermò.

Amate Cristo. Desiderate quella luce che è Cristo. Se quel cieco desiderò la luce fisica, quanto più voi dovete desiderare la luce del cuore. A lui eleviamo il nostro grido non tanto con la voce fisica, quanto con l’operare rettamente. Cerchiamo di vivere santamente, ridimensioniamo le cose del mondo. Ciò che è effimero sia come nulla per noi. Quando ci comporteremo così, gli uomini mondani ci faranno rimproveri come se ci amassero. Ci criticheranno senza dubbio e, vedendoci disprezzare queste cose naturali, queste cose terrene, ci diranno: «Perché vuoi soffrire privazioni? Sei pazzo?». Costoro sono quella folla che contrastava il cieco quando egli voleva far sentire il suo richiamo. Ci sono dei tali cristiani, ma noi cerchiamo di trionfare su di loro e la nostra stessa vita sia come un grido lanciato verso Cristo.

Egli si fermerà, perché in effetti sta, immutabile. Perché la carne di Cristo fosse onorata «il Verbo si è fatto carne e abitò tra noi».

Domenica 25 ottobre 2009


XXX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)

PRIMA LETTURA (Ger 31,7-9)
Riporterò tra le consolazioni il cieco e lo zoppo.

Dal libro del profeta Geremìa

Così dice il Signore:
«Innalzate canti di gioia per Giacobbe,
esultate per la prima delle nazioni,
fate udire la vostra lode e dite:
“Il Signore ha salvato il suo popolo,
il resto d’Israele”.
Ecco, li riconduco dalla terra del settentrione
e li raduno dalle estremità della terra;
fra loro sono il cieco e lo zoppo,
la donna incinta e la partoriente:
ritorneranno qui in gran folla.
Erano partiti nel pianto,
io li riporterò tra le consolazioni;
li ricondurrò a fiumi ricchi d’acqua
per una strada dritta in cui non inciamperanno,
perché io sono un padre per Israele,
Èfraim è il mio primogenito».
Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 125)
Rit: Grandi cose ha fatto il Signore per noi.

Quando il Signore ristabilì la sorte di Sion,
ci sembrava di sognare.
Allora la nostra bocca si riempì di sorriso,
la nostra lingua di gioia. Rit.

Allora si diceva tra le genti:
«Il Signore ha fatto grandi cose per loro».
Grandi cose ha fatto il Signore per noi:
eravamo pieni di gioia. Rit.

Ristabilisci, Signore, la nostra sorte,
come i torrenti del Negheb.
Chi semina nelle lacrime
mieterà nella gioia. Rit.

Nell’andare, se ne va piangendo,
portando la semente da gettare,
ma nel tornare, viene con gioia,
portando i suoi covoni. Rit.

SECONDA LETTURA (Eb 5,1-6)
Tu sei sacerdote per sempre, secondo l’ordine di Melchìsedek.

Dalla lettera agli Ebrei

Ogni sommo sacerdote è scelto fra gli uomini e per gli uomini viene costituito tale nelle cose che riguardano Dio, per offrire doni e sacrifici per i peccati.
Egli è in grado di sentire giusta compassione per quelli che sono nell’ignoranza e nell’errore, essendo anche lui rivestito di debolezza. A causa di questa egli deve offrire sacrifici per i peccati anche per se stesso, come fa per il popolo.
Nessuno attribuisce a se stesso questo onore, se non chi è chiamato da Dio, come Aronne. Nello stesso modo Cristo non attribuì a se stesso la gloria di sommo sacerdote, ma colui che gli disse: «Tu sei mio figlio, oggi ti ho generato», gliela conferì come è detto in un altro passo:
«Tu sei sacerdote per sempre,
secondo l’ordine di Melchìsedek».
Parola di Dio

Canto al Vangelo (Cf 2Tm 1,10)
Alleluia, alleluia.
Il salvatore nostro Cristo Gesù ha vinto la morte
e ha fatto risplendere la vita per mezzo del Vangelo.
Alleluia.

VANGELO (Mc 10,46-52)
Rabbunì, che io veda di nuovo!

+ Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, mentre Gesù partiva da Gèrico insieme ai suoi discepoli e a molta folla, il figlio di Timèo, Bartimèo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. Sentendo che era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!».
Molti lo rimproveravano perché tacesse, ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!».
Gesù si fermò e disse: «Chiamatelo!». Chiamarono il cieco, dicendogli: «Coraggio! Àlzati, ti chiama!». Egli, gettato via il suo mantello, balzò in piedi e venne da Gesù.
Allora Gesù gli disse: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». E il cieco gli rispose: «Rabbunì, che io veda di nuovo!». E Gesù gli disse: «Va’, la tua fede ti ha salvato». E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada.
Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Come il cieco di Gerico, anche noi gridiamo a Gesù la nostra fede, per ottenere da lui misericordia e perdono. E ci facciamo voce delle tante persone che non sanno o non vogliono più rivolgersi al Signore, chiedendo per loro il dono della fede.
Preghiamo insieme e diciamo: Figlio di Davide, abbi pietà di noi.

1. Per la Chiesa: non impedisca a nessuno, come la folla a Gerico, di avvicinarsi a Gesù, ma faccia risuonare davanti al Signore le grida dei poveri, degli ammalati, di coloro che sono in difficoltà, preghiamo.
2. Per gli ammalati: perché non siano costretti a vivere in solitudine e nella tristezza, perché trovino in Gesù conforto, luce per dare senso alla propria esistenza e speranza nella risurrezione, preghiamo.
3. Per tutti i credenti: perché riscoprano il senso profondo della liberazione e della salvezza donata da Gesù e siano così testimoni gioiosi e credibili della fede, preghiamo.
4. Per la nostra comunità, che ha ricevuto la grazia della fede: perché cammini seguendo il Signore Gesù e cresca nella capacità di contemplare la bellezza del dono ricevuto e di adorarlo nella vita quotidiana, preghiamo.

5.Per i bambini che oggi battezziamo perché trovino sempre nella famiglia e nella nostra comunità persone capaci di accoglierli , ascoltare le loro esigenze e accompagnarli alla scoperta del Tuo amore o Signore, preghiamo

6. La nostra comunità questa settimana ha affidato alla misericordia del Padre la nostra sorella: MORETTIN FABRIS ANNALISA. Il Signore la renda partecipe della sua risurrezione,per questo ti preghiamo

O Padre, aiutaci a ritrovare in Gesù il senso festoso della vita, perché è il pensiero di camminare sulla sua strada l'unica certezza che ci da gioia profonda e illumina la nostra esistenza. Per Cristo nostro Signore.

ASIA/PAKISTAN - Nel mese missionario i bambini pakistani pregano per il Papa e con il Papa

Lahore (Agenzia Fides) – Nel mese missionario i bambini pakistani hanno pregato per il Papa e con il Papa: è una delle iniziative delle Pontificie Opere Missionarie in Pakistan che, tramite l”Infanzia Missionaria”, hanno organizzato eventi, incontri e campagne di preghiera lungo tutto il mese di ottobre, coinvolgendo bambini e ragazzi di scuole e parrocchie.
La preghiera dei bambini è ascoltata dall’Altissimo: partendo da questo presupposto, tutti i bambini sono stati invitati a dedicare speciali preghiere a Papa Benedetto XVI e la sua missione universale, vivendo Adorazioni Eucaristiche e veglie di preghiera.
Le intenzioni di preghiera hanno incluso anche i Vescovi e i sacerdoti, specialmente in quest’Anno Sacerdotale, affinchè possano essere guide luminose per il popolo di Dio. La preghiera dei piccoli si è unita alla preghiera di Papa Benedetto XVI e ha ricordato tutte le realtà di dolore e di sofferenza, guerra, afflizione, fame che vi sono nel mondo. I ragazzi hanno così sviluppato il senso della loro missionarietà e della loro vicinanza ai bambini che soffrono fame e povertà. (PA) (Agenzia Fides 22/10/2009 righe 27 parole 278)

Comunicato stampa dell'ACLI

SOSPENSIONE MUTUI:

ACLI, ORA GOVERNO PENSI A FAMIGLIE IN AFFITTO

Giudizio positivo sulla moratoria di 12 mesi decisa dall’ABI. Olivero: «Ma un anno può non bastare per uscire dalla crisi»

Roma, 21 ottobre 2009 – Commento positivo da parte delle Acli alla decisione dell’Associazione bancaria italiana di sospendere per 12 mesi il pagamento dei mutui per la casa da parte delle famiglie in difficoltà. «E’ sicuramente una buona notizia – afferma il presidente delle Acli Andrea Olivero – Il Piano famiglie di Abi aggiunge uno strumento di aiuto ai piani predisposti dalla Conferenza episcopale con il “Prestito della speranza”, che vede il coinvolgimento attivo, oltre che della stessa Abi, anche delle Acli e della Caritas».

«Ora spetta però al governo fare la sua parte – aggiunge Olivero – Non bisogna infatti dimenticare che oltre alle famiglie che hanno fatto un mutuo per acquistare la prima casa, ci sono anche tante famiglie in affitto, soprattutto nelle grandi città. Nei loro confronti si può intervenire da un lato sostenendone il reddito al fine del pagamento del canone mensile, utilizzando come paramento l’Isee, cioè l’indicatore della situazione economica familiare effettiva, dall’altro aumentando la detrazione per l’affitto in dichiarazione dei redditi. Ma la vera grande riforma a favore delle famiglie che attendiamo dal governo è l’introduzione anche graduale – promessa in campagna elettorale – del quoziente familiare».

Nel merito del Piano Famiglia presentato dall’Abi, le Acli sottolineano con favore la disponibilità manifestata dall’Associazione bancaria italiana al coinvolgimento di interlocutori istituzionali e della società civile sul tema dell’innalzamento della sostenibilità finanziaria delle operazioni di credito alle famiglie. «E’ opportuno – spiega Olivero – che al “Tavolo di confronto” siano coinvolte le organizzazioni sociali per coordinare proposte e iniziative concrete. A questo proposito potrebbe esser previsto una prolungamento della moratoria ad un periodo complessivo di 18 mesi, con possibilità di sospensione del pagamento non tanto all’interno di un unico periodo, ma in modo frazionato nell’arco di diverse fasi della durata del contratto. Non è detto infatti che un anno o 18 mesi siano sufficienti per le famiglie ad uscire dalla crisi»

La Galleria Fotografica: tutti a Udine con S. E. Mons. Andrea Bruno Mazzoccato




Tutti con l'obbiettivo puntato su Mons. Andrea Bruno Mazzoccato, anche lo scriba sottoscritto...una volta fatta la foto mica tutti i fotografi la mettono in rete facilmente!
Fa eccezione il nostro sito e il Portale della Diocesi che ieri sera ha "montato la galleria fotogr afica che qui riprendiamo..il navigatore tenga conto della differenza tra fotografo professionista e il sottoscritto dilettante allo sbaraglio di fronte a soggetti così...esposti!
Quelle qui montate sono le migliori dell'album clikka se vuoi vedere tutto! Anche Don Livio.

Un passo indietro del blog: la tappa di Latisana del 118 vescovo...

Mons. Mazzocato accolto a Latisana: «Cammineremo insieme»
LATISANA (18 ottobre, ore 15) - Una cerimonia di accoglienza semplice, ma molto partecipata. Spontanea e anche allegra.
L'arcivescovo è stato accolto sul ponte di Latisana da un nutrito gruppo di fedeli e dalle autorità politiche e religiose. Presenti, tra gli altri, il vicario generale mons. Giulio Gherbezza e il vicario per la Pastorale, mons. Igino Schif, oltre al parroco e vicario foraneo, mons. Carlo Fant e numerosi sacerdoti. Ad accogliere il nuovo Arcivescovo di Udine anche il presidente della Regione, Renzo Tondo e i sindaci della zona, guidati dal primo cittadino di Latisana, Micaela Sette.
Il primo saluto al nuovo Arcivescovo è stato rivolto da mons. Fant (ASCOLTA L'INTERVENTO INTEGRALE). Un saluto e, insieme, un invito e un augurio a «camminare insieme». Il parroco di Latisana ha ricordato il motto scelto da mons. Mazzocato «Pro vobis in Christo ministri», «Son venuto per servire e non per essere servito» e ha sottolineato, con una battuta, che, nella successione dei vescovi friulani, mons. Mazzocato «è il numero 118... Noi abbiamo una storia, una fede, una madre, Aquileia – ha aggiunto mons. Fant –; abbiamo anche tanti problemi, insieme saliremo sulla macchina del 118. E, con l'aiuto di Dio, cammineremo insieme».
Il presidente della Regione, Renzo Tondo, ha poi preso la parola per salutare mons. Mazzocato, rivolgendogli il «saluto di tutta la Regione e del nostro Friuli e il benvenuto di tutta la comunità regionale. Una comunità che ha fatto del lavoro, della famiglia, della solidarietà i propri valori. E che desidera mantenerli, in un momento in cui non è facile mantenerli. Una società che si vede oggi globalizzata e che si vede al centro di un mondo che sta cambiando». ASCOLTA L'INTERVENTO INTEGRALE DI TONDO
Tondo ha assicurato la volontà della comunità regionale di «collaborare con grande intensità e impegno e di farsi carico, insieme, di un'etica della responsabilità».
Infine, il sindaco di Latisana, Micaela Sette, a nome di tutti i sindaci della zona, si è fatta portavoce di una società civile che – ha detto il primo cittadino – ha «bisogno che la Chiesa sia determinante». ASCOLTA L'INTERVENTO INTEGRALE DEL SINDACO SETTE
Mons. Mazzocato ha ringraziato per l'accoglienza, definita «davvero simpatica, con i bambini che mi hanno salutato sul ponte, donandomi dei fiori» e, rivolgendosi al vicario foraneo, mons. Fant, si è detto felice della sua accoglienza e, in particolare, di aver voluto «aprire subito un bel dialogo».
L'Arcivescovo ha poi commentato gli interventi di saluto del presidente Tondo e del sindaco Sette, dicendosi «in sintonia con entrambi».
«Questo è un tempo stimolante nella formazione delle coscienze», ha detto l'Arcivescovo, sottolineando l'importanza di mantenere sempre al centro la tradizione, ma una tradizione che, per essere mantenuta viva, ha bisogno «persone che tengono sempre in mente la necessità del rinnovamento».
«Ho sempre avuto contatti con le nuove generazioni e ho lavorato in ambienti educativi – ha ricordato mons. Mazzocato –. Accolgo dunque con piacere l'invito a lavorare insieme per un reciproco sostegno», con onestà – ha sottolineato l'Arcivescovo –, non cadendo in forme propagandistiche.
«Raccolgo subito l'impegno a collaborare e a camminare insieme», ha concluso mons. Mazzocato, assumendosi anche l'impegno «a fare un giro attraverso la Diocesi» quanto prima per rimediare alla «mia ignoranza sul Friuli». ASCOLTA L'INTERVENTO INTEGRALE DI MONS. MAZZOCATO

Il primo giorno di S. E. Mons. Andrea Bruno Mazzocato a Udine

Mons. Mazzocato: «Vi offro la mia vita»
Il saluto in friulano, tedesco e sloveno:
«Cjars sûrs e fradis, us doi il cûr che mê mari mi à dât e che il Signôr al à formât».

UDINE (18 ottobre, ore 16.15) - Grandi applausi, sorrisi, strette di mano. Il popolo friulano ha accolto con grande gioia ed emozione, al grido «Viva l'Arcivescovo» l'arrivo di mons. Andrea Bruno Mazzocato a Udine. Una grandissima folla si è radunata in piazza Duomo e ha poi gremito la Cattedrale dove si è svolta la cerimonia di insediamento.
La cerimonia
Dopo la processione di ingresso, dall'oratorio della Purità, sul portone della Cattedrale, l’Arcivescovo eletto della Chiesa Udinese è stato accolto da mons. Brollo e dai canonici del Capitolo metropolitano. Quindi il vicesindaco di Udine, Vincenzo Martines (delegato dal sindaco Honsell che non ha potuto essere presente per impegni istituzionali) ha porto un indirizzo di saluto a mons. Mazzocato da parte della città. Presenti, tra gli altri, anche gli assessori regionali Riccardi e Violino, il presidente della Provincia, Fontanini, il rettore dell'Università di Udine, Cristiana Compagno.
il Patriarca di Venezia, card. Angelo Scola, il nunzio apostolico a Praga, mons. Diego Causero, l’arcivescovo di Cochabamba in Bolivia, mons. Tito Solari, l’Arcivescovo di Gorizia, mons. Dino De Antoni, i vescovi di Koper/Capodistria, mons. Metod Pirih, di Trieste, mons. Giampaolo Crepaldi, di Pordenone, mons. Ovidio Poletto, di Rovigo, mons. Lucio Soravito, di Vittorio Veneto, mons. Corrado Pizziolo, e l’Arcivescovo emerito di Udine mons. Alfredo Battisti.
Sul portone della Cattedrale, il presidente del Capitolo metropolitano, mons. Ottavio Belfio, ha presentato all’Arcivescovo eletto il crocifisso per il bacio. Dopo il messaggio di saluto di mons. Brollo, a rendere effettivo l'insediamento, la solenne consegna del pastorale, dopo la quale mons. Mazzocato si è seduto sulla cattedra e ha riceverà l’omaggio di una rappresentanza dell’Arcidiocesi (i consultori, i vicari foranei, i decani del Capitolo metropolitano e dell’Insigne collegiata di Cividale, due diaconi, due religiosi, una famiglia).
L'omelia
«In obbedienza alla tua volontà offro la mia vita per le pecore che mi hai dato» ha detto nella sua omelia, mons. Andrea Bruno Mazzocato, ricordando le parole con le quali il Buon Pastore si rivolgeva al Padre. Mons. Mazzocato ha poi ricordato il motto scelto per lo stemma: «Pro vobis in Christo ministri», «In Cristo, ministro e servo per voi, per il vostro bene». «Così mi insegna Gesù – ha detto l'Arcivescovo –. Come abbiamo ascoltato nel Vangelo: “Il Figlio dell'uomo non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per tutti».
Nell'omelia, mons. Mazzocato si è rivolto ai sacerdoti, «figli e amici». «Aprite con me un credito di fiducia – ha detto l'Arcivescovo –, sapendo che potrete cercarmi sempre, per qualsiasi motivo». E il pensiero è poi andato ai diaconi: «Desidero avere con voi un legame vicino e diretto, per valorizzare al massimo il vostro ministero tra di noi». Mons. Mazzocato non ha dimenticato i seminaristi: «I tanti anni dedicati al seminario di Treviso, come educatore, mi danno sentire immediatamente vicino a voi, partecipe del vostro cammino di formazione. E cominciamo subito a pregare il Padrone della messa perché altri giovani accolgano la chiamata di Gesù».
Infine, l'Arcivescovo ha detto di aver iniziato a scoprire «in questo tempo su quanti laici possa contare la nostra Chiesa di Udine per animare le comunità parrocchiali grandi e piccole, per creare comunione e collaborazione nelle foranie, per offrire servizi qualificati a tutta l'Arcidiocesi». Rivolgendosi proprio ai laici, mons. Mazzocato ha detto: «Siete una grande ricchezza che mi sta sorprendendo». «Aspetto con gioia le occasioni per incontrarci, ascoltare le vostre esperienze, condividere la fede e l'amore per la nostra Chiesa e camminare assieme verso la santità. La Chiesa conta su voi, cari cristiani laici, anche per portare il sale e la luce del Vanfelo dentro tutta la società friulana contribuendo a farla crescere secondo i valori più belli della sua tradizione».
A proposito della storia del Friuli, mons. Mazzocato ha detto di essere rimasto «colpito dalla nobiltà del nostro passato e, insieme, dalle tante prove e sofferenze che hanno segnato la popolazione e la Chiesa; l'ultima, il disastroso terremoto del 1976, è viva nella memoria di tutti. La fede è stata il filo conduttore che ha guidato il popolo friulano e la forza che lo ha risollevato anche dalle macerie». Oggi la fiaccola di questa fede, ha sottolineato l'Arcivescovo, «viene messa nelle mie mani perché la tenga alta e la diffonda. Chiedo a tutti di unire le mani e i cuori per tenere, assieme, alta la fiaccola della fede». Ma, per mantenere viva la fede e la speranza, ha concluso l'Arcivescovo, «non basta che uniamo mani e cuori; è necessario, anche, che pieghiamo insieme le ginocchia in preghiera perché la fede e la speranza sono un dono dello Spirito del Signore».
Mons. Mazzocato ha infine salutato i presenti in friulano, tedesco e sloveno: «Cjars sûrs e fradis, us doi il cûr che mê mari mi à dât e che il Signôr al à formât. O soi sigûr di cjatâ vierts ancje i vuestris cûrs par cognossisi, volêsi ben e sostignîsi tant che nus insegne il Vanzeli di Jesù».
Al termine del rito solenne, nella sala del Trono del Palazzo Patriarcale, dove hanno porto i loro saluti a mons. Mazzocato il presidente della Provincia di Udine, Fontanini, della provincia di Treviso, Muraro e l'assessore regionale, Riccardi.

Foglio Parrocchiale di domenica 18 ottobre 2009


Foglio della Collaborazione Pastorale Di San Giorgio di Nogaro

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