Il futuro della Chimica a Torviscosa

(ANSA) - UDINE, 4 LUG - Per Mario Cappelletto, commissario del sito di Torviscosa ''per il futuro del polo chimico i prossimi due mesi saranno fondamentali e decisivi''. Secondo Cappelletto infatti ''entro il mese di luglio dovra' essere presentato il bando di vendita'' e ''entro agosto dovra' essere avviata la procedura di vendita''.

E' ora di Camposcuola e di modulo d'iscrizione

Foglio Parrocchiale:Domenica 4 luglio 2010



Domenica 4 giugno 2010

XIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C)


PRIMA LETTURA (Is 66,10-14)
Io farò scorrere verso di essa, come un fiume, la pace.
Dal libro del profeta Isaìa

Rallegratevi con Gerusalemme,
esultate per essa tutti voi che l’amate.
Sfavillate con essa di gioia
tutti voi che per essa eravate in lutto.
Così sarete allattati e vi sazierete
al seno delle sue consolazioni;
succhierete e vi delizierete
al petto della sua gloria.
Perché così dice il Signore:
«Ecco, io farò scorrere verso di essa,
come un fiume, la pace;
come un torrente in piena, la gloria delle genti.
Voi sarete allattati e portati in braccio,
e sulle ginocchia sarete accarezzati.
Come una madre consola un figlio,
così io vi consolerò;
a Gerusalemme sarete consolati.
Voi lo vedrete e gioirà il vostro cuore,
le vostre ossa saranno rigogliose come l’erba.
La mano del Signore si farà conoscere ai suoi servi».
Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 65)
Rit: Acclamate Dio, voi tutti della terra.
Acclamate Dio, voi tutti della terra,
cantate la gloria del suo nome,
dategli gloria con la lode.
Dite a Dio: «Terribili sono le tue opere!». Rit.

«A te si prostri tutta la terra,
a te canti inni, canti al tuo nome».
Venite e vedete le opere di Dio,
terribile nel suo agire sugli uomini. Rit.

Egli cambiò il mare in terraferma;
passarono a piedi il fiume:
per questo in lui esultiamo di gioia.
Con la sua forza domina in eterno. Rit.

Venite, ascoltate, voi tutti che temete Dio,
e narrerò quanto per me ha fatto.
Sia benedetto Dio,
che non ha respinto la mia preghiera,
non mi ha negato la sua misericordia. Rit.

SECONDA LETTURA (Gal 6,14-18)
Porto le stigmate di Gesù sul mio corpo.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati

Fratelli, quanto a me non ci sia altro vanto che nella croce del Signore nostro Gesù Cristo, per mezzo della quale il mondo per me è stato crocifisso, come io per il mondo.
Non è infatti la circoncisione che conta, né la non circoncisione, ma l’essere nuova creatura. E su quanti seguiranno questa norma sia pace e misericordia, come su tutto l’Israele di Dio.
D’ora innanzi nessuno mi procuri fastidi: io porto le stigmate di Gesù sul mio corpo.
La grazia del Signore nostro Gesù Cristo sia con il vostro spirito, fratelli. Amen.
Parola di Dio

Canto al Vangelo (Col 3,15.16)
Alleluia, alleluia.
La pace di Cristo regni nei vostri cuori;
la parola di Cristo abiti tra voi nella sua ricchezza.
Alleluia.

 VANGELO (Lc 10,1-12.17-20)
La vostra pace scenderà su di lui.
+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi.
Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada.
In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra.
Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”. Ma quando entrerete in una città e non vi accoglieranno, uscite sulle sue piazze e dite: “Anche la polvere della vostra città, che si è attaccata ai nostri piedi, noi la scuotiamo contro di voi; sappiate però che il regno di Dio è vicino”. Io vi dico che, in quel giorno, Sòdoma sarà trattata meno duramente di quella città».
I settantadue tornarono pieni di gioia, dicendo: «Signore, anche i demòni si sottomettono a noi nel tuo nome». Egli disse loro: «Vedevo Satana cadere dal cielo come una folgore. Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra serpenti e scorpioni e sopra tutta la potenza del nemico: nulla potrà danneggiarvi. Non rallegratevi però perché i demòni si sottomettono a voi; rallegratevi piuttosto perché i vostri nomi sono scritti nei cieli».
Parola del Signore.

 Preghiera dei fedeli
Sorelle e Fratelli chiediamo al Signore la grazia della libertà evangelica per essere fedeli al mandato di annunciarlo fra i nostri fratelli, e l’entusiasmo per testimoniare la bellezza della vita di discepoli.
Diciamo insieme: Rendici, Signore, annunciatori del Regno.

1. Per la chiesa, perché sollecita per la salvezza delle anime, annunci con coraggio la salvezza donata dal Signore nella croce di Cristo. Preghiamo.
2. Per il papa, i vescovi, i presbiteri e i diaconi, perché nutriti della Parola di Dio siano testimoni trasparenti della misericordia del Padre. Preghiamo.
3. Per tutti coloro che anelano a parole e gesti di consolazione. Perché incontrino sul loro cammino persone capaci di far risuonare nelle loro parole e nelle loro azioni l’annuncio della pace e della benevolenza di Dio. Preghiamo.
4. Perché le nostre comunità cristiane abbiano il coraggio e la creatività di intraprendere il rinnovamento del linguaggio e dei mezzi dell’annuncio del Vangelo. Preghiamo.
5. Per il nostro Arcivescovo Mons. Andrea Bruno Mazzocato, che ha ricevuto il pallio dalle mani del santo Padre Benedetto XVI, perché continui la sua missione nella Diocesi con rinnovato impegno. Preghiamo.
6. La nostra comunità questa settimana ha affidato alla misericordia del Padre la nostra sorella PITTA ZANON MARIANNA. Il Signore la renda partecipe della sua risurrezione,per questo ti preghiamo

Dio, nostro Padre, donaci di essere sempre dediti alla missione che ci hai affidato, e di sapervi essere fedeli nelle realtà che ogni giorno viviamo. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.

“La Selva Planizia” di San Giorgio di Nogaro



fonte
Premio speciale Greenfactor 2010 a CHICZA

Pubblicato il 30/06/2010 | da Gino Di Giacomo


Il premio Grenfactor, promosso dal portale greenfvg.it, è stato assegnato nella città di Udine: un passo verso la cultura della sostenibilità e della green economy a livello regionale.


Mettere in rete le conoscenze e favorire lo sviluppo di buone pratiche è stato il primo passo per rendere Greenfactorun palcoscenico ideale per la diffusione al grande pubblico dei problemi relativi alla tutela e all'impatto ambientale. I progetti partecipanti al Premio sono stati valutati all’interno delle 4 categorie principali e di una categoria speciale: per GreenBusiness, primo classificato “La Selva Planizia” di San Giorgio di Nogaro con l’ammodernamento in chiave eco dell’azienda; al secondo posto l’APE (Agenzia per l’ambiente) di Gemona del Friuli, con il progetto “Sa di legno”, una casa costruita con risorse locali in Val Pesarina; al terzo posto Casambiente dell’architetto Mauro Attura con la costruzione del Villaggio Bioecologico “Borgo Ghersiach”. Per la categoria GreenInnovator: al primo posto Miko srl di Gorizia con “Dinamica”, che ha concorso con la realizzazione di una microfibra ecologica fino al 100%; al secondo posto Valentina Filiputti e Davide Messina del “Malignani” di Udine con Backtkill, un disinfettante detergente con ioni d’argento biodegradabile e, al terzo, la Saf Autoservizi Fvg con il progetto “Driving style tutor” per ridurre l’impatto ambientale e l’emissione in atmosfera dei prodotti di scarto della combustione dei mezzi pubblici. Per la categoria GreenSigns, al primo posto la Scuola Primaria “Maria Boschetti Alberti” di Udine con “Ciurviel v(i)ert”, una macchina a forma di albero, realizzata in alluminio riciclato; al secondo posto Slow Food con l’orto sociale di Cervignano che ha dato l’opportunità a 40 famiglie di coltivare una porzione di terra pubblica in forma individuale e collettiva nel rispetto dell'ambiente e, al terzo posto, “Artinelbosco” di Pordenone con “Percorsi d’arte e natura”, una manifestazione artistica nata nel 2006 per festeggiare la creazione di un parco naturale a Torrate di Chions (PN). L’ultima categoria, GreenExperience, ha premiato nell’ordine: l’Ente Parco Naturale Prealpi Giulie con il progetto “ERA Eco Regio Alpe Adria” che nasce con l’idea di riuscire a costruire uno sviluppo sostenibile in regioni che condividono problematiche simili favorendo la diffusione di buone pratiche; la Sisad, (Scuola internazionale di specializzazione in albergo diffuso) con la “Bici Diffusa”, linea di attività sviluppate per il ciclo turista da cinque alberghi diffusi e Kallipolis (project manager) con la Provincia di Gorizia (lead partner) con il progetto “Stra.de2” Nuove prospettive per lo sviluppo ambientale in Bosnia Erzegovina. Il progetto ha permesso l'elaborazione di un modello di sistema di raccolta differenziata in Bosnia Erzegovina.

Il premio speciale è stato assegnato a Giulio Di Giacomo (Chicza) per la sensibilità dimostrata per la cura dell’arredo urbano e del bene pubblico e al Git di Grado per l’accorta politica aziendale.

Solidarietà San Giorgio-Chernobyl

Dragons per la Bielorussia

Baseball solidale a San Giorgio di Nogaro: il sodalizio collabora con l’Associazione Aiutiamoli a Vivere, che ha la finalità di trovare ospitalità ai ragazzi provenienti da Chernobyl

bielorussia -
Quando il baseball diventa mezzo di solidarietà. La società Dragons San Giorgio di Nogaro, infatti, da un paio di anni collabora con l’associazione Aiutiamoli a Vivere, che ha la finalità di trovare ospitalità ai ragazzi provenienti dalla Bielorussia, che ancora oggi subiscono i contraccolpi delle radiazioni dopo l’esplosione della centrale nucleare di Chernobyl (1986). In questo periodo di soggiorno presso le famiglie di San Giorgio di Nogaro e del suo interland, il sodalizio ha pensato di intrattenere la delegazione (15 persone in tutto, tra ragazzi e accompagnatori), insegnando loro il gioco del baseball.
L’attivissimo presidente Claudio Restuccia e tutti i suoi collaboratori hanno creato sul costruendo campo di baseball, uno spazio ricreativo dove hanno organizzato un corso dedicato ai piccoli della Bielorussia. Lo stage è durato tre settimane e, alla fine, si è concluso con un incontro che ha visto affrontare i ragazzi di San Giorgio e Chernobyl. A questo simpatico confronto hanno assistito, oltre a una nutrita schiera di genitori, anche l’assessore allo sport della cittadina della bassa friulana, Giuseppe Bolzan, e il presidente della Comitato provinciale Fibs, Livio Nonis. Entrambi, nei loro brevi interventi, hanno lodato questa iniziativa, che unisce solidarietà e baseball in un forte abbraccio ideale.

CAMPIONATI ITALIANI ASSOLUTI SIRACUSA 2010 - IL SUNTO DELLA PRIMA GIORNATA DI GARE

Link intervista in tv, clikka qui
24/6/2010 - 22:45

SIRACUSA – Si è aperta ufficialmente con le gare di fioretto maschile, spada femminile e sciabola femminile la grande kermesse di scherma che per quattro giorni fino a domenica 27 assegnerà i tricolori 2010 e che vedrà gli atleti più forti salire in pedane per l’ambito titolo.
Stefano Barrera, Mara Navarria e Ilaria Bianco (nella foto) sono i Campioni Italiani 2010. Nel fioretto maschile una finale italiana dal sapore mondiale. Sono scesi infatti in pedana il siracusano Stefano Barrera (C.S. Carabinieri), campione italiano 2009, e il livornese Andrea Baldini (Sala D’Armi Aeronautica Militare), campione europeo e mondiale in carica, compagni di nazionale e campioni del mondo a squadre 2009 ad Antalya. In semifinale il fiorettista siciliano aveva superato Alessio Foconi (Sala D’Armi Aeronautica Militare) con il punteggio di 15-10, mentre il livornese si era imposto su Luca Simoncelli (C.S. Carabinieri). Un percorso netto quindi per il fiorettista dei Carabinieri che si riconferma per il secondo anno consecutivo campione italiano nella sua città natale, applaudito dai tanti fan presenti tra gli spalti nel magico scenario del Teatro Antico di Siracusa. “Sono felicissimo, vincere nella mia città in questo luogo storico mi rende orgoglioso. Mi sentivo carico e sapevo che avevo tutte le carte in regola per riconfermarmi. Grazie alla mia città e al calore del tifo che ha accompagnato la mia vittoria”. Entrambi i finalisti hanno partecipato ai Campionati Italiani grazie alle wild card concesse dal Consiglio Federale FIS per aver saltato le prove di qualificazioni nazionali a causa degli impegni con la nazionale azzurra in Coppa del Mondo.
Nella spada femminile, invece, Mara Navarria del Centro Sportivo Esercito si laurea campionessa italiana 2010. La finalissima è stata appannaggio della spadista udinese Navarria vincente 15-9 su Virginia Di Franco del Gruppo Sportivo Fiamme Azzurre, che in semifinale aveva avuto la meglio 15-10 su Bianca Del Carretto (Sala D’Armi Aeronautica Militare); la spadista livornese invece era risultata vincente su Francesca Boscarelli del C.S. Esercito 15-12.
Nella spada femminile la wild card era stata concessa a Nathalie Moellhausen. “Il duro lavoro ha portato i frutti sperati. Sono davvero felice in un momento della mia vita particolarmente gioioso grazie anche all’imminente matrimonio con Andrea. A lui, alla mia famiglia, al mio Maestro Oleg Pouzanov e al C.S. Esercito va il mio pensiero e la dedica della mi avittoria. Quest’anno ho fatto due finali, mi sono sempre piazzata tra le prime 16 in coppa del mondo, una stagione fantastica finalmente dopo le due coppe del mondo conquistate nelle giovanili azzurre. È cambiato tanto da quando da Carlino piccolo paese mi sono trasferita a Roma dove la mia vita è totalmente cambiata. Adesso ho trovato il giusto equilibrio, la voglia di conquistare medaglie di valore è forte e di un posto fisso in nazionale maggiore. La Sicilia mi ha portato proprio bene, forse anche perché mio nonno è siciliano” – il commento della spadista udinese Navarria, felice del successo appena ottenuto e del grande tifo che l’hanno sostenuta.

Il portale della Diocesi gioiosamente ci informa: BENEDETTO XVI: «UN PEGNO DI LIBERTA'»



Mons. Mazzocato ha ricevuto il pallio dal Papa   versione testuale
«Una celebrazione intensa e molto solenne, dal respiro universale»

ROMA (29 giugno, ore 19) - Il Pallio è «un pegno di libertà, analogamente al "giogo" di Gesù, che Egli invita a prendere, ciascuno sulle proprie spalle». È «"dolce e leggero" e, invece di pesare su chi lo porta, lo solleva, così il vincolo con la Sede Apostolica – pur impegnativo – sostiene il Pastore e la porzione di Chiesa affidata alle sue cure, rendendoli più liberi e più forti». Lo ha ricordato papa Benedetto XVI oggi, nella Basilica vaticana, imponendo il sacro paramento a 38 prelati di tutto il mondo che hanno ricevuto la nomina di arcivescovi metropoliti negli ultimi 12 mesi. Tra questi anche l'Arcivescovo di Udine, mons. Andrea Bruno Mazzocato.
 
Mons. Mazzocato: «Una celebrazione dal respiro universale»
«Una celebrazione intensa e molto solenne, dal respiro universale», ha sottolineato mons. Mazzocato intervenendo in diretta da Roma, a Radio Spazio 103. Come sottolineato dallo stesso pontefice nell'omelia, il pallio simboleggia la comunione tra le Chiese e il Santo Padre. Benedetto XVI, ha riferito mons. Mazzocato, «ha fatto significativamente presente che tale comunione è anche una condizione che tiene libere le Chiese nei vari Paesi in cui vivono».

Benedetto XVI: «La comunione con Pietro e i suoi successori è garanzia di libertà»
«La comunione con Pietro e i suoi successori è garanzia di libertà per i Pastori della Chiesa e per le stesse Comunità loro affidate – ha infatti affermato il Santo padre –. Lo è su entrambi i piani messi in luce nelle riflessioni precedenti. Sul piano storico, l’unione con la Sede Apostolica assicura alle Chiese particolari e alle Conferenze episcopali la libertà rispetto a poteri locali, nazionali o sovranazionali, che possono in certi casi ostacolare la missione ecclesiale. Inoltre, e più essenzialmente, il ministero petrino è garanzia di libertà nel senso della piena adesione alla verità, all’autentica tradizione, così che il Popolo di Dio sia preservato da errori concernenti la fede e la morale». «Il fatto dunque che, ogni anno, i nuovi Metropoliti vengano a Roma a ricevere il Pallio dalle mani del Papa – ha continuato Benedetto XVI – va compreso nel suo significato proprio, come gesto di comunione, e il tema della libertà della Chiesa ce ne offre una chiave di lettura particolarmente importante. Questo appare evidente nel caso di Chiese segnate da persecuzioni, oppure sottoposte a ingerenze politiche o ad altre dure prove. Ma ciò non è meno rilevante nel caso di Comunità che patiscono l’influenza di dottrine fuorvianti, o di tendenze ideologiche e pratiche contrarie al Vangelo. Il Pallio dunque diventa, in questo senso, un pegno di libertà, analogamente al "giogo" di Gesù, che Egli invita a prendere, ciascuno sulle proprie spalle (cfr Mt 11,29-30). Come il comandamento di Cristo – pur esigente – è "dolce e leggero" e, invece di pesare su chi lo porta, lo solleva, così il vincolo con la Sede Apostolica – pur impegnativo – sostiene il Pastore e la porzione di Chiesa affidata alle sue cure, rendendoli più liberi e più forti».
 
 
Simbolo di continuità con la storia
«Per la Chiesa udinese, in particolare – ha spiegato ancora l'Arcivescovo – il pallio è anche un simbolo di continuità con una grande storia passata (l'Arcivescovado è nato nel momento di soppressione del Patriarcato). E segno che la Chiesa di Udine è in comunione con le tante Chiese sorelle che trovano il loro punto di unità nel successore di Pietro».
 
 
Il pallio
Il pallio è una stretta fascia di stoffa in lana bianca, incurvata al centro così da poterlo appoggiare alle spalle sopra la casula e con due lembi neri pendenti davanti e dietro. È decorato con sei croci nere di seta, una su ogni coda e quattro sull’incurvatura, ed è guarnito, davanti e dietro, con tre spille d’oro e gioielli. Secondo alcune interpretazioni, il pallio rievoca la pecora smarrita portata sulle spalle dal buon Pastore, mentre la lana di agnelli, con la quale è tessuto, ricorda l’Agnello immolato che toglie il peccato del mondo e il monito rivolto a Pietro da Gesù: «Pasci i miei agnelli».
 

L'anno giubilare del Monte Lussari

«Il monte Lussari resti prima di tutto oasi di spiritualità»   versione testuale
Oltre un migliaio alla celebrazione giubilare per i 650 anni del santuario mariano
CAMPOROSSO (28 giugno, ore 10) - Con una Santa Messa solenne al Santuario del Lussari concelebrata dall’Arcivescovo di Udine, mons. Andrea Bruno Mazzocato, dal Vescovo di Gurk- Klagenfurt, mons. Alois Schwarz, dall’ Arcivescovo emerito di Lubiana, mons. Alojzij Uran, e dal Vescovo di Capodistria, Mons. Metod Pirih, si sono aperte domenica 27 giugno, al Santuario del Monte Lussari, le celebrazioni giubilari per i 650 anni  del santuario mariano.

Centinaia i fedeli sloveni, friulani e tedeschi presenti che hanno testimoniato, con i loro pastori, la secolare tradizione di fede che unisce questi tre popoli attorno a “questo luogo benedetto dalla natura e dalla grazia di Dio” come ha sottolineato l’arcivescovo di Udine nella sua omelia.
“650 anni di storia – ha detto mons. Mazzocato - ci invitano a rivolgere il nostro sguardo indietro, verso il passato, e vedere le lunghe file di pellegrini che, lungo i secoli, sono salite dal versante italiano, sloveno e austriaco fino alla miracolosa statuina della Madonna che, secondo la tradizione orale delle popolazioni del posto, si sarebbe fatta trovare da un giovane pastore. In mezzo a queste montagne caratterizzate dalle Pievi, il Santuario di Monte Lussari domina dall’alto sulle vallate e i paesi sottostanti dei tre versanti. I cristiani del XIV secolo hanno voluto porre Maria più in alto di ogni altra chiesa perché stendesse la sua protezione sulle popolazioni schiacciate da prove difficili”.
 
Anche oggi, ha aggiunto mons. Mazzocato, è importante tenere lo sguardo e il cuore rivolto in alto, “verso il monte per affidare alla Madre immacolata le nostre Chiese diocesane, le famiglie, le nuove generazioni, i malati e anziani, tutta la società”. E a tutti ha chiesto di impegnarsi perché questo monte resti, prima di tutto un luogo di preghiera e di raccoglimento interiore, meta di pellegrinaggi che salgono per affidarsi a Maria. “Sappiamo che Monte Lussari è anche luogo di grande bellezza naturalistica e di attrattiva turistica. Questo non ci dispiace purché resti prima di tutto il Monte del Santuario della Vergine Maria. In una società dove le persone vivono spesso con il fiato corto per i ritmi pesanti di vita vanno rispettate le oasi di spiritualità nelle quali l’anima può respirare e le persone possono riconciliarsi con se stesse e con Dio. Monte Lussari continua certamente ad essere una di queste grandi oasi, posta nel cuore dell’Europa; particolarmente ricca di tradizione cristiana e di fascino spirituale e, insieme, molto fragile nei suoi equilibri per cui chiede di essere valorizzata con molta delicatezza e rispetto”.

Concludendo la sua omelia l’arcivescovo di Udine ha sottolineato la speranza che il Santuario del Lussari continui ad essere punto di incontro tra i tre popoli che compongono il continente europeo: lo slavo, il germanico, il latino.
“Qui, uniti nella devozione alla Vergine Madre, nella preghiera e nelle celebrazioni fatte nell’armonia delle diverse lingue e tradizioni essi trovino quell’intesa profonda che può, poi, riverberarsi anche sul piano politico ed economico. Non dobbiamo dimenticare che l’unità dei popoli è il risultato, prima di tutto, di un’armonia di cuori e di grandi motivazioni comuni. Sono quelle radici cristiane della civiltà europea che certe correnti di pensiero e di governo osteggiano.

A Lussari, cantando e pregando con lingue e tradizioni diverse si vive un esempio di unità tra popoli e razze. Si è vissuta anche quando le barriere politiche erano talmente dure da essere paragonate a cortine di ferro.
Monte Lussari è un esempio che la Vergine Maria può ottenere la grazia di una rinnovata Pentecoste che fa sbiadire i motivi di differenza e di contrasto per suggerire invece una lingua comune che parte dalla preghiera e si diffonde nei rapporti quotidiani della vita”.

Mons. Mazzocato riceve il Pallio dal Papa

   versione testuale
Martedì 29 giugno solenne celebrazione nella Basilica vaticana
Nella foto: mons. Mazzocato con Benedetto XVI.
Nella foto: mons. Mazzocato con Benedetto XVI.
UDINE (28 giugno, ore 16.40) - Nella solennità dei santi apostoli Pietro e Paolo, martedì 29 giugno alle ore 9.30 nella Basilica vaticana, l’Arcivescovo di Udine, mons. Andrea Bruno Mazzocato, riceverà dalle mani di Benedetto XVI il sacro pallio, il paramento liturgico riservato al Sommo pontefice e ai vescovi che presiedono una arcidiocesi metropolitana. Mons. Mazzocato fa parte del gruppo di 38 prelati  provenienti da tutto il mondo che hanno ricevuto la nomina di arcivescovi metropoliti negli ultimi 12 mesi, dal 29 giugno dell'anno scorso.

Il pallio è una stretta fascia di stoffa in lana bianca, incurvata al centro così da poterlo appoggiare alle spalle sopra la casula e con due lembi neri pendenti davanti e dietro. È decorato con sei croci nere di seta, una su ogni coda e quattro sull’incurvatura, ed è guarnito, davanti e dietro, con tre spille d’oro e gioielli.
 
Secondo alcune interpretazioni, il pallio rievoca la pecora smarrita portata sulle spalle dal buon Pastore, mentre la lana di agnelli, con la quale è tessuto, ricorda l’Agnello immolato che toglie il peccato del mondo e il monito rivolto a Pietro da Gesù: «Pasci i miei agnelli».
 
L’Arcivescovo di Udine così esprime il significato che ha per lui l’imposizione del Pallio da parte di Benedetto XVI: «Vivrò questo momento come un segno di comunione con il Santo Padre, centro di unità di tutta la Chiesa cattolica, e di rinnovato impegno di pastore al servizio della Diocesi udinese nella quale sono stato inviato. Inoltre, sarà un'occasione per me, proprio a San Pietro, per ricordare a Dio, per intercessione dei santi apostoli Pietro e Paolo, tutta la nostra Chiesa».

Foglio della Collaborazione Pastorale Di San Giorgio di Nogaro

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