Domenica 18 luglio 2010

XVI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C)

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PRIMA LETTURA
(Gn 18,1-10)
Signore, non passare oltre senza fermarti dal tuo servo.

Dal libro della Gènesi

In quei giorni, il Signore apparve ad Abramo alle Querce di Mamre, mentre egli sedeva all’ingresso della tenda nell’ora più calda del giorno.
Egli alzò gli occhi e vide che tre uomini stavano in piedi presso di lui. Appena li vide, corse loro incontro dall’ingresso della tenda e si prostrò fino a terra, dicendo: «Mio signore, se ho trovato grazia ai tuoi occhi, non passare oltre senza fermarti dal tuo servo. Si vada a prendere un po’ d’acqua, lavatevi i piedi e accomodatevi sotto l’albero. Andrò a prendere un boccone di pane e ristoratevi; dopo potrete proseguire, perché è ben per questo che voi siete passati dal vostro servo». Quelli dissero: «Fa’ pure come hai detto».
Allora Abramo andò in fretta nella tenda, da Sara, e disse: «Presto, tre sea di fior di farina, impastala e fanne focacce». All’armento corse lui stesso, Abramo; prese un vitello tenero e buono e lo diede al servo, che si affrettò a prepararlo. Prese panna e latte fresco insieme con il vitello, che aveva preparato, e li porse loro. Così, mentre egli stava in piedi presso di loro sotto l’albero, quelli mangiarono.
Poi gli dissero: «Dov’è Sara, tua moglie?». Rispose: «È là nella tenda». Riprese: «Tornerò da te fra un anno a questa data e allora Sara, tua moglie, avrà un figlio».
Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 14)
Rit: Chi teme il Signore, abiterà nella sua tenda.

Colui che cammina senza colpa,
pratica la giustizia
e dice la verità che ha nel cuore,
non sparge calunnie con la sua lingua. Rit.

Non fa danno al suo prossimo
e non lancia insulti al suo vicino.
Ai suoi occhi è spregevole il malvagio,
ma onora chi teme il Signore. Rit.

Non presta il suo denaro a usura
e non accetta doni contro l’innocente.
Colui che agisce in questo modo
resterà saldo per sempre. Rit.

SECONDA LETTURA (Col 1,24-28)
Il mistero nascosto da secoli, ora è manifestato ai santi.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossèsi

Fratelli, sono lieto nelle sofferenze che sopporto per voi e do compimento a ciò che, dei patimenti di Cristo, manca nella mia carne, a favore del suo corpo che è la Chiesa.
Di essa sono diventato ministro, secondo la missione affidatami da Dio verso di voi di portare a compimento la parola di Dio, il mistero nascosto da secoli e da generazioni, ma ora manifestato ai suoi santi.
A loro Dio volle far conoscere la gloriosa ricchezza di questo mistero in mezzo alle genti: Cristo in voi, speranza della gloria. È lui infatti che noi annunciamo, ammonendo ogni uomo e istruendo ciascuno con ogni sapienza, per rendere ogni uomo perfetto in Cristo.
Parola di Dio

Canto al Vangelo (Lc 8,15)
Alleluia, alleluia.
Beati coloro che custodiscono la parola di Dio
con cuore integro e buono,
e producono frutto con perseveranza.
Alleluia.

VANGELO (Lc 10,38-42)
Marta lo ospitò. Maria ha scelto la parte migliore.

+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, mentre erano in cammino, Gesù entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò.
Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola. Marta invece era distolta per i molti servizi.
Allora si fece avanti e disse: «Signore, non t’importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». Ma il Signore le rispose: «Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c’è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta».
Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Gesù si fa presente nella vita di ciascuno di noi nella nostra situazione ordinaria, e offre il suo dono di grazia. Chiediamo al Signore di saperlo riconoscere, accogliere ed ascoltare.
Preghiamo insieme e diciamo: Fa’ che ti riconosciamo, Signore.

1. Perché la Chiesa sappia testimoniare nella solidarietà e nella carità la misericordia del Signore per tutta l’umanità. Preghiamo.
2. Per il papa, i vescovi, i presbiteri e i diaconi. Perché siano prima di tutto discepoli, accolgano il maestro nelle loro vite e diventino così esempi e maestri di vita spirituale. Preghiamo.
3. Perché tutti i credenti riconoscano il Signore che viene loro incontro e lo sappiano annunciare al mondo con fedeltà e gioia. Preghiamo.
4. Per i malati che vivono nella loro carne e nel loro spirito la sofferenza e la debolezza. Perché siano rafforzati dalla grazia del Signore. Preghiamo.

5. Per tutti coloro che hanno partecipato, collaborato all’oratorio estivo: perché il Signore li benedica e li custodisca nel suo cuore. Preghiamo
6. La nostra comunità questa settimana ha affidato alla misericordia del Padre la nostra sorella:  SIMEONI FERRAZZO TERESA. Il Signore la renda partecipe della sua risurrezione,per questo ti preghiamo
Ascolta, Signore, le nostre invocazioni, e fa’ che sappiamo tradurle in concreti itinerari di vita spirituale e servizio dei fratelli. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.

A Firenze si parla delle imprese sportive di San Giorgio di Nogaro

Comitato Provinciale CONI Firenze CANOA POLO: A ROMA LA DUE GIORNI DELLA SERIE B Ecco la "Cantera" del team di serie A che farà i play off scudetto
Canoa Polo
In attesa delle finali dei play-off in programma Salerno il 24 e il 25 luglio che assegneranno lo scudetto della canoa polo e che comunque vadano hanno certificato che la Comunali Firenze è tra le prime sei squadre d’Italia, la società biancorossa è impegnata in questo fine settimana a Roma presso il laghetto dell’Eur nella seconda e ultima due giorni del campionato italiano di canoa-polo di serie B. Si tratta di una tappa strategica per la società biancorossa che sarà presente con la giovane squadra affidata a Massimo Chiti, fino allo scorso anno anche giocatore della prima squadra. Con questo team la Comunali ha infatti creato (come è per il Barcellona del calcio), la “Cantera”, ovvero il vivaio nel quale si formano i giocatori per la futura prima squadra.

LA CANTERA BIANCOROSSA

Si tratta di un aspetto di particolare importanza dal punto di vista societario e sociale. Già perché la squadra è formata da ragazzi Over 14 e in linea di massima tutti Under 21 (a parte il tecnico-giocatore Chiti). Essendo la canoa-polo una disciplina molto tecnica nella squadra possono trovare spazio atleti che magari hanno abbandonato qualche altro sport e che vogliono dedicarsi a imparare una nuova disciplina (e lo possono fare grazie al supporto dei tecnici che la Comunali mette loro a disposizione). Insomma per molti ragazzi, che magari hanno abbandonato il calcio o che ancora non hanno avuto grosse esperienze agonistiche, è l’occasione per un riscatto sportivo.

DUE I CONVOCATI IN AZZURRO
E i risultati, anche quelli intermedi, si vedono. La scorsa settimana per esempio la formazione Under 21 dell’Italia ha concluso al quarto posto nella classifica open del prestigioso torneo internazionale di San Giorgio di Nogaro dedicato a Franco Baschirotto. Era praticamente il debutto della nazionale juniores di canoa polo che la Federazione ha deciso di attivare da quest’anno. ‘’Un risultato che – come sottolinea il conigliere federale Fabiano Roma – ha messo in luce dei ragazzi che in prospettiva possono dare grandi soddisfazioni sia ai loro club sia alla nazionale’’. Del gruppo azzurro facevano parte due portacolori della Comunali: Giovanni Galli (omonimo dell’ex portiere della squadra di calcio viola) e Mattia Burgio.
La vittoria è andata agli svizzeri del Rapperswil-Jona che hanno preceduto gli italiani della SS Murcarolo , i cechi del Kanu Polo Praha e gli juniores azzurri davanti alla squadra senior del Canoa San Giorgio.

Il Portale della Diocesi ci informa su Marano Lagunare

Peschereccio contro il faro. Morto un pescatore   versione testuale
Ancora da capire le cause della tragedia. Illeso l'altro uomo a bordo
LIGNANO (15 luglio, ore 17.30) - Grave incidente nel pomeriggio a Lignano. È morto un pescatore di Marano Lagunare, Giuliano Dal Forno, 45 anni, padre di tre figli. L’uomo era alla guida del suo motopeschereccio quando è finito contro il faro all'ingresso del porto. L'imbarcazione è affondata in pochi minuti. Il pescatore, inizialmente dato per disperso, è stato poi ritrovato morto per annegamento. Con lui sull’imbarcazione c’era un altro marinaio, Dino Giuricin, di 36 anni, salvato da un'imbarcazione di diportisti accorsa sul posto e rimasto illeso.

Verso le ore 13, in una situazione di mare calmo, cielo sereno e buona visibilità, il motopeschereccio «Atena I», di 16 metri ha urtato il faro di segnalazione installato nella bocca dl porto. Alcuni testimoni hanno riferito che l'imbarcazione si è quasi spaccata in due, affondando subito dopo. Giuricin è riucito a saltare in acqua, mentre Dal Forno è rimasto impigliato nelle reti e non è riuscito a riemergere. Il corpo è stato recuperato nel pomeriggio dai sommozzatori della protezione Civile, intervenuti sul posto.

Per una tragica coincidenza, nello stesso punto dell'incidente di oggi, il 15 settembre 2006 persero la vita Giovanni Raddi, presidente della cooperativa «San Vito» di Marano e il nipote Manuel Raddi. Intorno alle cinque del mattino, con mare molto agitato e cattive condizioni meteo, il motopeschereccio sul quale si trovavano fu investito da due onde anomale: la prima onda scosse la barca, la seconda la capovolse trascinando in mare i due pescatori i cui corpi furono recuperati quattro giorni dopo.
 

RICCARDO RICCARDI, PORTO NOGARO ESSENZIALE PER PIATTAFORMA FVG

Fonte
San Giorgio di Nogaro, 13 lug – Porto Nogaro rappresenta uno degli elementi di maggiore potenzialità nell’ambito della piattaforma logistica del Friuli Venezia Giulia. Per questo l’Amministrazione regionale sta investendo “ingenti risorse” per migliorare le infrastrutture del retroporto e i servizi.
La ha ricordato l’assessore regionale alle Infrastrutture di trasporto Riccardo Riccardi, intervenendo oggi a San Giorgio di Nogaro a un incontro promosso dalla Impresa Portuale Porto Nogaro Srl, la ex compagnia portuale che garantisce le operazioni di sbarco-imbarco e movimentazione delle merci nell’ambito dello scalo friulano ma gestisce anche aree e magazzini doganali.
Alla riunione, che è stata coordinata dal presidente dell’Impresa Portuale Ernesto Milan, erano presenti anche il presidente del Consorzio per lo sviluppo industriale dell’Aussa-Corno Cesare Strisino e il presidente dell’Interporto di Cervignano Tullio Bratta, permettendo così di fare il punto sui lavori di potenziamento dello scalo di San Giorgio di Nogaro.
Riccardi ha voluto riconfermare la necessità di un “governo unico” della portualità regionale. “È proprio nei momenti di crisi – ha detto l’assessore – che occorre compiere scelte forti, per non trovarsi impreparati, con scarsa capacità competitiva, al momento della ripresa”.
Le infrastrutture dei retroporti e i servizi, in particolare quelli di logistica ferroviaria, rappresentano i due aspetti decisivi – secondo l’assessore – per sviluppare le potenzialità del sistema portuale del Friuli Venezia Giulia.
Nel fare il punto sugli investimenti per Porto Nogaro, Riccardi ha confermato – sulla base di un recente incontro con il commissario per l’emergenza nella laguna di Grado Gianni Menchini – che i lavori di dragaggio dei fondali potranno essere completati entro il primo semestre del 2011. Inoltre, l’obiettivo è di perfezionare entro l’anno il progetto per il secondo accesso alla zona industriale dell’Aussa-Corno, che avrà ricadute positive anche sull’attività portuale.
Notevoli risorse la Regione ha anche destinato negli ultimi due anni a favore del Consorzio industriale, che hanno consentito di completare l’acquisizione di un’area di 540 mila metri quadrati, che permetterà di estendere le banchine portuali (un primo tratto sarà inaugurato a settembre) al servizio delle aziende insediate, ma con la prospettiva di realizzare un centro logistico.

Disinquinare i terreni con le piante

Fonte

Dalla facoltà di Agraria un'innovazione nelle tecniche di phytoremediation Usare le piante per bonificare i terreni inquinati da metalli pesanti. Il gruppo di ricerca coordinato fino allo scorso anno da Flavia Navari, professoressa presso l’allora Dipartimento di Chimica e Biotecnologie Agrarie della Facoltà di Agraria, da anni studia ed applica i sistemi di decontaminazione “verde” delle aree inquinate. Recentemente il gruppo ha perfezionato queste tecniche per renderle ancora più efficaci. I risultati sono stati presentati a metà giugno a Pisa in occasione del convegno internazionale “Environmental Pollution and Clean Bio/Phytoremediation” organizzato dalla sezione di Chimica Agraria del Dipartimento di Biologia delle Piante Agrarie e coordinato dal professor Riccardo Izzo. La sperimentazione nella Laguna di Grado e Marano in provincia di Udine. In provincia di Udine vi è un’area inquinata di circa 3-4 ettari compresa all’interno del sito denominato “Laguna di Grado e Marano e dei corsi d’acqua limitrofi” identificato come sito di interesse nazionale dal Programma Nazionale di ripristino ambientale dei siti contaminati. L’area inquinata è adibita a discarica per lo smaltimento di ceneri di pirite provenienti dai processi di arrostimento del minerale per l’estrazione dello zolfo e la produzione di acido solforico. A seguito di analisi chimiche il sito è risultato gravemente contaminato da cinque metalli pesanti: arsenico, cadmio, piombo, rame e zinco. “I primi tre – spiega Flavia Navari – sono tossici a tutte le concentrazioni, mentre lo zinco ed il rame, elementi indispensabili sia per la crescita delle piante che per gli esseri viventi, lo sono solo ad alte concentrazioni, come riscontrato in questo caso”. La laguna di Grado e Marano è oggetto di studio da parte del gruppo di ricerca della professoressa Navari dal 2005 insieme alle Università di Udine, Padova, Firenze e Milano statale. L'innovazione nelle tecniche di phytoremediation. Il lavoro è partito da uno screening del suolo per individuare i livelli di contaminazione per poi proseguire con la selezione delle piante più adatte a bonificare il terreno e la tecnologia più opportuna da impiegare. “Le piante – racconta Flavia Navari - funzionano come delle specie di ‘pompe’ ad energia solare che assorbono i metalli dal suolo. Nel caso del sito situato nella laguna di Grado e Marano la specie che è risultata più efficace è la Brassica carinata (foto). Infatti, anche se non appartiene alle piante ‘iperaccumulatrici’ propriamente dette, vale a dire a quel gruppo di piante capaci di assorbire altissime quantità di metalli, durante la sperimentazione essa non ha ridotto in maniera sensibile la biomassa e, soprattutto, è riuscita a tollerare le alte concentrazioni di più metalli senza soccombere". “Le piante – continua la professoressa Navari – riescono ad assorbire meglio ed in quantità maggiore i metalli se prima essi sono resi disponibili nel terreno e questo può avvenire in vari modi, ad esempio coltivando specie vegetali che liberano nel suolo attraverso le radici degli ‘essudati radicali’ che solubilizzano i metalli legati alle particelle del terreno oppure utilizzando dei composti chimici di sintesi particolarmente indicati allo scopo". Ed in questa seconda possibilità sta proprio l’innovazione tecnologica studiata dal gruppo della professoressa Navari. Fino a poco tempo fa al suolo veniva addizionato l’acido etilendiamminotetraacetico (EDTA) che però ha come controindicazione il fatto che si degrada lentamente nel suolo e può quindi, a sua volta, inquinare le falde acquifere a seguito di piogge abbondanti o irrigazioni. “Al posto dell’EDTA – spiega Mike Frank Quartacci, ricercatore del Dipartimento di Biologia delle Piante Agrarie e componente del gruppo di ricerca – abbiamo sperimentato con successo un composto simile, vale a dire l’acido etilendiamminodisuccinico (EDDS), che presenta il vantaggio di degradarsi totalmente in pochi giorni senza perciò causare problemi di ulteriore inquinamento. In questo modo è stata eliminata una delle possibili criticità della decontaminazione ‘verde’”. Punti di forza e criticità della Phytoremediation. Dal punto di vista ambientale i terreni decontaminati con questa biotecnologia restano fertili, al contrario di quanto avviene usando i metodi chimico-fisici “tradizionali” che, inoltre, sono assai più costosi. Ma la vera criticità dei metodi di bonifica verde in realtà sta altrove, nonostante i molti vantaggi che essa presenta. “Infatti il vero problema - conclude Riccardo Izzo – sono i tempi. Per bonificare un terreno utilizzando le piante occorrono molti anni in dipendenza del livello di inquinamento, senza contare che in Italia siamo ben lontani dall’avere una completa mappatura delle aree inquinate e quindi passibili di intervento”.

Omelia dell’arcivescovo di Udine, mons. Andrea Bruno Mazzocato



Santa Messa in occasione della festa liturgica dei santi Ermacora e Fortunato,
patroni dell’arcidiocesi e della citta’ di Udine.
(Cattedrale, 12 luglio 2010, ore 10.30)
La celebrazione dei santi Patroni Ermacora e Fortunato ci fa ripercorrere il nostro passato
fino a giungere al tempo in cui iniziata la storia della nostra Arcidiocesi.
Attraverso le rotte marittime tra oriente e occidente e le vie consolari romane, giunse
anche nella grande città di Aquileia una Parola nuova, la parola del Vangelo di Gesù. La
portarono persone che erano state conquistate dalla Parola del Signore, vi avevano
creduto e ne parlavano con una convinzione tale che a volte giungeva al martirio. Quei
primi missionari erano donne e uomini comuni, senza peso sociale o politico, per cui i loro
discorsi avrebbero dovuto perdersi in mezzo alla vita frenetica e al frastuono della grande
città di Aquileia.
Ma non successe così. Le parole del Vangelo si diffusero in modo incontenibile anche
quando il potere politico tentò di soffocarle martirizzando i missionari. Esse non erano
deboli parole di una dottrina umana ma erano Parola di Dio che veniva seminata in mezzo
agli uomini e aveva in sé la forza divina di convincere, cambiare le mentalità, trasformare i
cuori.
Tra i primi missionari del Vangelo c’era Ermacora che fu consacrato Vescovo per guidare
la piccola comunità formata da coloro che avevano accolto con fede la parola del Vangelo
e avevano deciso di vivere non più da pagani ma come Gesù insegnava.
Come sappiamo, quella prima comunità cristiana crebbe velocemente non solo in Aquileia
ma nel territorio circostante fino alle più lontane vallate nelle quali troviamo ancora
antichissime chiese e battisteri.
La parola del Vangelo ha cambiato il volto di questa terra e delle sue popolazioni. Vi ha
piantato la Chiesa e ha forgiato la mentalità, la cultura, l’identità del popolo friulano.
S. Ermacora, primo vescovo di Aquileia martirizzato con il suo diacono Fortunato, ci
ricorda oggi una verità storica. Noi ci sentiamo giustamente eredi della fede e della cultura
della Chiesa di Aquileia. Ma in che cosa consiste questa eredità? La vera eredità sono le
parole del Vangelo di Gesù seminate dentro la città pagana di Aquileia, senza le quali, inFriuli, non ci sarebbe stata la Chiesa con tutto ciò che ha significato e significa; non ci sarebbero stati quei valori che sono la nostra civiltà e identità. Questa è la verità storica e incontrovertibile che i Santi Patroni ci ricordano.
Proprio per invitare tutti a non perdere la grande eredità di Aquileia ho scritto una Lettera
pastorale dal titolo: «“Ascolta, figlio le mie parole”. Per essere una Chiesa guidata dalla
Parola di Dio». Invito le comunità e i singoli cristiani a trovare il tempo per ascoltare,
leggere e meditare la Sacra Scrittura e, in particolare, il Vangelo. Nella Sacra Scrittura –
che abbiamo tradotto anche nella nostra lingua friulana – è contenuta la Parola di Dio che
costituisce la vera eredità di Aquileia. Se la perdiamo di vista ci disorientiamo dentro una
babele di discorsi e di immagini che passano velocemente e che generano
quell’incertezza di fondo che chiamiamo soggettivismo o relativismo.
Senza la luce del Vangelo ci disorientiamo quando ci troviamo a vivere esperienze
dolorose e drammatiche che pongono le questioni più gravi che la nostra civiltà è chiamata
oggi ad affrontare.
Non possiamo più evitare di interrogarci, nemmeno qui a Udine, su cosa significhi
rispettare la vita umana dal suo concepimento alla sua morte terrena, su quale sia la
giusta solidarietà verso una persona che ha sempre diritto alla sua vita anche in stato di
estrema debolezza, su come si accompagna un essere umano verso la morte fisica con la
consapevolezza che non sta sparendo nel nulla ma sta andando verso la vita eterna, sul
valore intangibile della differenza sessuale di maschio e femmina grazie alla quale avremo
ancora famiglie e figli per il nostro futuro.
Il Vangelo, interpretato anche dal Magistero della Chiesa, è la luce indispensabile per
comprendere bene queste gravi questioni e per affrontarle con la giusta responsabilità. E,
permettete che aggiunga, per affrontarle anche con il giusto stile e linguaggio.
Quando tocchiamo il mistero della vita, della morte, della dignità della persona e
dell’amore umano siamo chiamati ad un rispetto che chiede un modo di esprimersi
delicato, dignitoso, sobrio. Purtroppo nei mezzi di comunicazione assistiamo ad una triste
tendenza, a trattare in modo banale – per non dire sguaiato – i misteri più grandi e delicati
dell’esistenza umana. Il popolo friulano può dare esempio di serietà e nobiltà grazie alla
sua grande eredità cristiana che ha formato le coscienze. In questo abbiamo anche un
dovere di giustizia verso i figli che crescono in mezzo a noi e che respirano ogni giorni lo
stile, gli interessi, i modi di fare e di esprimersi che caratterizzano la nostra città e i nostri
paesi.
Permettete che aggiunga un’ultima riflessione. La luce del Vangelo ha sempre reso
sensibile il cuore dei cristiani e li ha aiutati a sentire la voce flebile di chi è debole e ad
accorgersi di chi sta nell’ombra per povertà o disagio sociale. Anche questa è una grande
eredità che ha suscitato, anche in questa terra, santi della carità e va tenuta viva nella
nostra città e nel nostro popolo friulano.
In questo tempo di crisi sono aumentati i poveri anche tra di noi: famiglie improvvisamente
senza lavoro, giovani che patiscono disadattamenti perché non trovano prospettive
dignitose, immigrati che silenziosamente spariscono e tanti altri. Forse non li ascoltiamo e
non ne parliamo abbastanza, col rischio che chi è più sicuro pensi a garantire solo se
stesso.
L’invito di Gesù a “partire dagli ultimi” resta la prima regola di una buona programmazione
economica che assicura una vita sociale serena e solidale. Sia la guida per tutti e, in
particolare, per coloro che devono decidere per tutti la distribuzione delle risorse.
“Ascolta, figlio, le mie parole”: questo è l’invito che Dio fa ad ogni uomo. E’ l’invito che oggi
ci ripetono i santi patroni Ermacora e Fortunato e che ho pensato di riproporre a tutta la
Diocesi per il prossimo anno pastorale. Recuperiamo le parole sante di Dio e del Vangelo
e manterremo vitale la civiltà nata ad Aquileia.

SS. Ermacora e Fortunato: celebrazioni

Prima lettera pastorale di mons. Mazzocato   versione testuale
La consegna domenica 11 luglio alle 20.30 in cattedrale a Udine

UDINE (10 luglio, ore 22) - «Si avvicina la festa dei Patroni della nostra Arcidiocesi, i santi Ermacora e Fortunato, con la bella tradizione che vede l’Arcivescovo celebrare i primi vespri della festa assieme ai sacerdoti, ai diaconi e agli operatori pastorali. È anche l’occasione nella quale l’Arcivescovo presenta le linee del prossimo anno pastorale».
Inizia con queste parole l’invito di mons. Andrea Bruno Mazzocato ai suoi collaboratori impegnati nelle parrocchie e nelle foranie ad essere presenti domenica 11 luglio in Cattedrale alle ore 20.30 per, appunto, la celebrazione dei primi vespri dei Santi Patroni e la presentazione dell’anno 2010/2011 (animata da alcune cantorie parrocchiali dirette dal m° Giovanni Zanetti). Durante questo speciale momento di fede, di preghiera e di riflessione mons. Mazzocato consegnerà a tutta la Chiesa diocesana la lettera pastorale «Ascolta, Figlio, le mie parole (Prov. 4,10). Per essere una Chiesa guidata dalla Parola di Dio».
L’Arcivescovo scrive ancora: «Ho pensato, infatti, di proporre l’ascolto della Parola di Dio come primo tema del mio ministero episcopale tra voi. Esso ci accompagnerà nel prossimo anno. Indicare il cammino unitario della Chiesa Udinese per tempo, così come i Consigli presbiterale e pastorale diocesani avevano suggerito durante il loro mandato, permette ad ogni forania di programmare le proprie attività e dare inizio, tutti assieme, al nuovo anno. Secondo l’orientamento diocesano collaudato, ogni forania è invitata ad iniziare l’anno pastorale 2010-2011 il 19 settembre con una celebrazione appositamente preparata».
Durante la celebrazione di domenica 11 luglio l’Arcivescovo consegnerà, come ha fatto negli ultimi anni il suo predecessore mons. Pietro Brollo, i «mandati pastorali» a quei laici, già impegnati come referenti d’ambito, che rispondendo alla chiamata, si dichiarano disponibili al servizio in forania. «Confermerò quelli in scadenza e ne aggiungerò di nuovi sulla base delle indicazioni dei vicari foranei», evidenzia l’Arcivescovo.
Il quadro delle celebrazioni a Udine per i Patroni dell’Arcidiocesi si completerà lunedì 12 luglio (memoria liturgica dei Santi Ermacora e Fortunato) con la solenne celebrazione in Cattedrale che sarà presieduta alle ore 10.30 dall’Arcivescovo (accompagnata dalla Cappella musicale diretta dal m° Gilberto
Della Negra). Al termine della liturgia eucaristica, alle 11.30, si terrà la tradizionale benedizione della città con le reliquie dei Santi Patroni dal sagrato della Cattedrale. Tutti i fedeli sono invitati a partecipare a questa celebrazione e le parrocchie della città sono invitate a partecipare con la propria croce astile alla processione di inizio.
La festa dei Santi Patroni si concluderà, sempre in Cattedrale, con il canto dei secondi Vespri, presieduti dall’Arciprete mons. Luciano Nobile (l’Arcivescovo è impegnato nelle celebrazioni regionali ad Aquileia) e accompagnati dall’«Aquilejensis Chorus » diretto dal m° Ferdinando Dogareschi.
L'Arcivescovo firma la lettera pastorale
L'Arcivescovo firma la lettera pastorale

Foglio Parrocchiale:Domenica 11 Luglio 2010



Domenica 11 Luglio 2010

XV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C)

PRIMA LETTURA (Dt 30,10-14)
Questa parola è molto vicina a te, perché tu la metta in pratica.
Dal libro del Deuteronòmio

Mosè parlò al popolo dicendo:
«Obbedirai alla voce del Signore, tuo Dio, osservando i suoi comandi e i suoi decreti, scritti in questo libro della legge, e ti convertirai al Signore, tuo Dio, con tutto il cuore e con tutta l’anima.
Questo comando che oggi ti ordino non è troppo alto per te, né troppo lontano da te. Non è nel cielo, perché tu dica: “Chi salirà per noi in cielo, per prendercelo e farcelo udire, affinché possiamo eseguirlo?”. Non è di là dal mare, perché tu dica: “Chi attraverserà per noi il mare, per prendercelo e farcelo udire, affinché possiamo eseguirlo?”. Anzi, questa parola è molto vicina a te, è nella tua bocca e nel tuo cuore, perché tu la metta in pratica».
Parola di Dio
SALMO RESPONSORIALE (Sal 18)
Rit: I precetti del Signore fanno gioire il cuore.
La legge del Signore è perfetta,
rinfranca l’anima;
la testimonianza del Signore è stabile,
rende saggio il semplice. Rit.

I precetti del Signore sono retti,
fanno gioire il cuore;
il comando del Signore è limpido,
illumina gli occhi. Rit.

Il timore del Signore è puro,
rimane per sempre;
i giudizi del Signore sono fedeli,
sono tutti giusti. Rit.

Più preziosi dell’oro,
di molto oro fino,
più dolci del miele
e di un favo stillante. Rit.
SECONDA LETTURA (Col 1,15-20)
Tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossèsi

Cristo Gesù è immagine del Dio invisibile,
primogenito di tutta la creazione
,
perché in lui furono create tutte le cose
nei cieli e sulla terra,
quelle visibili e quelle invisibili:
Troni, Dominazioni,
Principati e Potenze.
Tutte le cose sono state create
per mezzo di lui e in vista di lui.
Egli è prima di tutte le cose
e tutte in lui sussistono.
Egli è anche il capo del corpo, della Chiesa.
Egli è principio,
primogenito di quelli che risorgono dai morti,
perché sia lui ad avere il primato su tutte le cose.
È piaciuto infatti a Dio
che abiti in lui tutta la pienezza
e che per mezzo di lui e in vista di lui
siano riconciliate tutte le cose,
avendo pacificato con il sangue della sua croce
sia le cose che stanno sulla terra,
sia quelle che stanno nei cieli
.
Parola di Dio
Canto al Vangelo (Gv 6,63.68)
Alleluia, alleluia.
Le tue parole, Signore, sono spirito e vita;
tu hai parole di vita eterna.
Alleluia.
VANGELO (Lc 10,25-37)
Chi è il mio prossimo?
+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, un dottore della Legge si alzò per mettere alla prova Gesù e chiese: «Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?». Gesù gli disse: «Che cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?». Costui rispose: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso». Gli disse: «Hai risposto bene; fa’ questo e vivrai».
Ma quello, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è mio prossimo?». Gesù riprese: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gèrico e cadde nelle mani dei briganti, che gli portarono via tutto, lo percossero a sangue e se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e, quando lo vide, passò oltre. Anche un levìta, giunto in quel luogo, vide e passò oltre. Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, vide e ne ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo e si prese cura di lui. Il giorno seguente, tirò fuori due denari e li diede all’albergatore, dicendo: “Abbi cura di lui; ciò che spenderai in più, te lo pagherò al mio ritorno”. Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nelle mani dei briganti?». Quello rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Va’ e anche tu fa’ così».
Parola del Signore
Preghiera dei fedeli

C – Fratelli e sorelle, rivolgiamo la comune preghiera a Dio, nostro Padre, che in Cristo, buon samaritano dell’umanità, continua a soccorrere le nostre ferite e a donare consolazione e speranza ai nostri cuori, pur in tempi così difficili.
L - Preghiamo insieme e diciamo:
Ascolta, Signore, la nostra preghiera.
Per il Papa Benedetto XVI, per il nostro Vescovo Andrea Bruno e per tutti coloro che il Signore ha posto a guida della santa Chiesa, perché siano rivestiti delle virtù degli apostoli nella fedeltà alla loro missione di pastori saggi e fedeli, preghiamo.
Per l’umanità, ancora oggi segnata da sofferenze, incomprensioni e divisioni, perché senta vicino e presente Colui che ha donato il suo Corpo e il suo Sangue per la salvezza di tutti, preghiamo.
Per i nostri fratelli e le nostre sorelle che vivono l’esperienza della malattia e del dolore e per coloro che li assistono negli ospedali o nelle case, perché mediante l’offerta della sofferenza e nell’accettazione della volontà di Dio, aiutino il cammino della nostra Chiesa, preghiamo.
Per tutti noi che partecipiamo a questa Eucaristia perché il pane della vita che ci sostiene nel nostro cammino, rafforzi la nostra carità e ci conduca ad attuare ogni giorno il comandamento dell’amore, preghiamo.
Per i bambini, i ragazzi, i giovani dell’oratorio estivo che lunedì vivranno insieme una lunga gita, perché il Signore li assista nei vari momenti della giornata e delle attività della settimana, preghiamo.
La nostra comunità questa settimana ha affidato alla misericordia del Padre i nostri fratelli: CARRARO FLAUGNACCO CLAUDIA, IETRI FABRIS NERINA, ZANUTTO ISIDORO, TAVERNA CIOCCA ANCILLA, FINESSO TULLIO. Il Signore li renda partecipi della sua risurrezione,per questo ti preghiamo
C – Ci hai convocati, o Padre, per fare esperienza del tuo amore che ci consegna il Figlio come salvezza e liberazione. Accogli il nostro ringraziamento e la nostra preghiera e rendici capaci di essere sulle strade del mondo segni credibili della misericordia, del perdono e della pace. Per Cristo nostro Signore. T - Amen.

Paolo Pestrin classe 1936 bravo giocatore da www.pianetagenoa1893

Da un libro ""Accadde domani...un anno di Genoa" di Aldo Padovano - De Ferrari Editore spunta un sangiorgino  e la sua biografia calcistica

Nel 1936 Paolo Pestrin nasce a San Giorgio di Nogaro (Udine). Il Genoa lo preleva giovanissimo dalla San Giorgina e lo fa esordire in prima squadra proprio a Udine il 16 maggio 1954, nella prima delle due uniche partite da lui disputate in quel campionato.
E' un motore instancabile di centrocampo e l'annata successiva entra definitivamente tra i titolari giocando 32 partite (sulle 34 disponibili) e segnando un'unica rete (a Napoli il 6 febbraio 1955).
Nel torneo successivo migliora il numero delle marcature: ne realizza 6 di cui la prima contro il Milan battuto a Marassi per 3-1, su un totale di 28 presenze.
Conclusa l'avventura in maglia rossoblu, viene acquistato dalla Roma, dove trascorrerà ben 7 stagioni, con 3 presenze nella Nazionale giovanile e 4 in Nazionale B, contribuendo alla vittoria finale dei giallorossi nella Coppa delle Fiere 1960-61.

A settembre

VATICANO - Annunciato il viaggio di Benedetto XVI nel Regno Unito per la beatificazione del Card. Newman
Città del Vaticano (Agenzia Fides) – La sala stampa della Santa Sede ha annunciato il viaggio apostolico di Sua Santità Benedetto XVI nel Regno Unito, che si svolgerà dal 16 al 19 settembre, in occasione della beatificazione del Cardinale John Henry Newman, che avrà luogo nel Cofton Park di Birmingham. Il Santo Padre farà visita a Sua Maestà la Regina nel Palazzo Reale di Holyroodhouse, a Edinburgh, presiederà la Celebrazione Eucaristica nel Bellahouston Park di Glasgow, incontrerà i rappresentanti del mondo politico, culturale e imprenditoriale nella Westminster Hall, parteciperà ad una Celebrazione Ecumenica nella Westminster Abbey, presiederà la Celebrazione Eucaristica nella Westminster Cathedral e la Veglia di Preghiera nell’Hyde Park a Londra. Infine presiederà la Celebrazione per il rito di beatificazione del Card. Newman.
John Henry Newman (1801-1890) nacque a Londra, in una famiglia anglicana. Dopo gli studi a Oxford divenne sacerdote della Chiesa anglicana nel 1824. Mentre seguiva gli studenti universitari proseguì anche gli studi filosofici e teologici, che lo portarono alla conversione al cattolicesimo nel 1845. Il Collegio Urbano, che aveva all’epoca sede nel Palazzo di Propaganda Fide a Roma, lo ospitò tra i suoi seminaristi provenienti da tutto il mondo. Newman fu ordinato sacerdote cattolico nella Cappella del palazzo, dedicata ai Re Magi, il 30 maggio 1847, festa della Santissima Trinità. Affascinato dalla figura di San Filippo Neri fondò in Inghilterra la Congregazione dell'Oratorio. Fu Rettore dell'Università Cattolica di Dublino dal 1851 al 1857. Nel 1879 Leone XIII lo creò Cardinale. Continuò a vivere in Inghilterra fino alla morte che lo colse nell'Oratorio di Edgbaston. Ha lasciato un gran numero di opere che toccano le più grandi questioni teologiche e filosofiche del suo tempo, anticipandone gli sviluppi che si sarebbero compiuti soltanto nel secolo seguente.
In occasione della loro visita Ad Limina Apostolorum, i Vescovi di Inghilterra e Galles avevano visitato il 3 febbraio scorso il Palazzo di Propaganda Fide, soffermandosi in particolare nei luoghi legati al Cardinal Newman. Il 24 novembre 2006 l’Arcivescovo di Canterbury e Primate della Comunione Anglicana, Sua Grazia il Dr. Rowan Williams, in occasione della commemorazione del 40.mo anniversario dello storico incontro tra Paolo VI e l’allora Arcivescovo di Canterbury Michael Ramsey, visitò la Cappella Newman, allora recentemente restaurata, e la Cappella dei Re Magi. (SL) (Agenzia Fides 6/07/2010)

Foglio della Collaborazione Pastorale Di San Giorgio di Nogaro

Il Papa a 50 anni dal sisma in Friuli: il ricordo della tragedia promuova fraternità e carità

  Il Papa a 50 anni dal sisma in Friuli: il ricordo della tragedia promuova fraternità e carità  Oggi, 3 maggio, a Gemona, la Messa presied...