Foglio Parrocchiale Domenica 17 ottobre 2010



Parrocchia di S. Giorgio di Nogaro
Porto Nogaro - Villanova - Zellina 
Ventinovesima settimana del tempo ordinario     ottobre 2010
“Anche se non temo Dio e non ho riguardo per alcuno, dato che questa vedova mi dà tanto fastidio, le farò giustizia perché non venga continuamente a importunarmi”». E il Signore soggiunse: «Ascoltate ciò che dice il giudice disonesto. E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui? Li farà forse aspettare a lungo? Io vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?».



GIORNO
ORA
CELEBRAZ.

INTENZIONE

NOTE

DOMENICA
17 ottobre
XXIX del Tempo Ordinario

8.30

11.00



S. MESSA

S. MESSA




X  Longhin Enzo
X Bornacin Francesco
X Baldo Guglielmo, Verginia, Cesarino
X Versolato Giuseppina

Non c’è la Messa serale

LUNEDì
18 ottobre
S. Luca
9.00
S .MESSA
X Storto Runcio Gisella
X Croda Augusta Cargnelutti
X Faruzzo Felice

MARTEDì
19 ottobre
S. Paolo della Croce
9.00
S .MESSA
X  Marcello, Ugo e Natalina
X Bertoldi Anastasio e Spaletti Benito


MERCOLEDì
20 ottobre
S. Adelina
9.00
S .MESSA
X De Faccio Franca X Filiputti Giorgio X Morganti Celestina X Giacinto Gelindo X Citossi Tiziano


GIOVEDì
21 ottobre
S. Orsola
9.00
S .MESSA
X Del Piccolo Giacomo
X Pitta Maria Cragnelutti


VENERDì
22 ottobre
S. Donato di Fiesole
9.00
S .MESSA
X














SABATO
23 ottobre
S. Giovanni da C.
19.00
S. MESSA
X Amelia e Lino Del Frate
X Annalisa e Teresina
X Franca e Bruno

DOMENICA
24 ottobre

XXX del Tempo Ordinario

8.30

11.00

19.00

S. MESSA

S. MESSA

S. MESSA


X  Olindo e Maria
X  Dri Luigi e Peruzzi Maria
X

1





La preghiera

La preghiera occupa un posto importante nella vita di ogni cristiano e di ogni Comunità che voglia comprendersi come “Chiesa di Cristo”. S’intende, ovviamente, la “preghiera cristiana”, in quanto nasce dalla fede in Gesù Cristo e in lui trova anche il modello per rivolgerci al Padre: in questo senso è preghiera “ricevuta dal Signore”. Essa ci inserisce nell’oggi di Dio, quale si è rivelato nella persona e nella vita di Gesù. Essa diventa in-vocazione, poiché situa noi e la nostra storia, personale e comunitaria, davanti a Dio e da lui attende luce e guida, attende la risposta che ci salva.  Il tempo dell’attesa dell’ultima venuta di Cristo è il tempo della fede e della preghiera. «Il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?» (Lc 18,8). C’è una circolarità tra fede e preghiera. Se è vero che per pregare bisogna credere è anche vero che per credere bisogna pregare. La preghiera perseverante è espressione e nutrimento della fede in Dio.


L’ascolto e la preghiera di domanda
La preghiera cristiana prima che parola implorante è silenzio profondo per ascoltare e accogliere in sé la Parola di Dio. Le persone entrano in comunione ascoltandosi. Noi entriamo in comunione con Dio e ci disponiamo a fare la sua volontà ascoltandolo. Come la fede, anche la preghiera nasce dall’ascolto: è una risposta vitale, ma anche verbale. Questa assumerà varie forme: un’azione di grazie, una contemplazione piena di ammirazione, una professione di fede, una dichiarazione di impegno, una domanda. Anche la preghiera di domanda è una risposta all’invito di Cristo a «pregare sempre, senza stancarsi» (Lc 18,1). Ma qual è il significato della preghiera di domanda? Non è certamente quello di pretendere che egli faccia al nostro posto quello che dovremmo fare noi.  La preghiera di domanda è riconoscere il limite della condizione umana, è constatare che la liberazione totale e la piena realizzazione di sé non dipendono unicamente dall’uomo.
La preghiera di domanda è segno di fiducia in Dio. Quando siamo certi che una persona ci vuole veramente bene, con spontaneità le chiediamo tutto ciò di cui abbiamo bisogno e che è buono. L’evangelista Giovanni definisce la fede come «credere all’amore di Dio per noi». Ebbene, il credente ha una fiducia così grande nel suo Dio, che a lui domanda tutto con semplicità e a lui si rimette.

Sorgente di impegno per fare quello che chiediamo
La preghiera cristiana non è una richiesta di intervento immediato di Dio, non è una formula magica che risolve i problemi, ma aderisce ed accetta la libertà e la pazienza di Dio. Altrove, nel vangelo di Luca, Gesù ci dice che Dio ci darà non tanto quello che chiediamo, ma lo Spirito Santo per comprendere il significato di quello che ci capita e per essere suoi testimoni: «Se voi, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro darà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono!» (Lc 11,13). La preghiera di domanda “esemplare” è quella di Gesù nel Getsemani: «Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà» (Lc 22,42). La preghiera di domanda, quando è autentica, è sorgente di impegno per cominciare a fare quello che chiediamo.
Quale posto, quanto tempo riserviamo alla preghiera nella nostra esistenza? E, soprattutto, che cosa la caratterizza, quale ne è la “qualità”? C’è una tentazione, sempre in agguato: «Dio mi ascolta? E allora perché non interviene?». E’ la domanda che si pone Israele quando ha l’impressione che Dio resti inattivo: «Svegliati! Perché dormi, Signore? Perché nascondi il tuo volto, dimentichi la nostra miseria e oppressione? La nostra gola è immersa nella polvere, il nostro ventre è incollato al suolo. Alzati, vieni in nostro aiuto!». La risposta la troviamo nel Salmo responsoriale di questa Domenica: «Non si addormenterà, non prenderà sonno il custode d’Israele. Il Signore è il tuo custode, il Signore è la tua ombra e sta alla tua destra» (Sal 120,3-6).
Alla tentazione appena evocata sono sottoposte anche le Comunità cristiane dell’epoca di Luca, afferrate da un senso di delusione perché non vedono compiersi le promesse di Gesù, realizzarsi il Regno di Dio. È la nostra tentazione, dopo duemila anni di cristianesimo, perché non ravvisiamo in questo mondo il Regno di giustizia, di pace e di amore che ci è stato annunciato. La Liturgia della Parola disegna davanti a noi un percorso: ci presenta, innanzitutto, la forza della preghiera: «Quando Mosè alzava le mani, Israele prevaleva»; ci invita a riconoscere la bontà di Dio che “non abbassa le braccia” e ci accompagna in ogni istante della nostra vita: «Il mio aiuto viene dal Signore: egli ha fatto cielo e terra»; ci chiede la stessa perseveranza della vedova che continua ad insistere presso il giudice finché non trova giustizia: «E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti che gridano giorno e notte verso di lui?»; ci indica il sostegno di ogni preghiera, ovvero quelle Sacre Scritture in cui possiamo intendere la Parola di Dio «utile per insegnare, convincere, correggere ed educare nella giustizia».  Pregare sempre senza stancarsi”! Pregare non è, in primo luogo, una questione di formule, ma di umiltà davanti a Dio, di consapevolezza dei nostri limiti, di fiducia in Colui senza il quale non possiamo fare nulla.


 BREVISSIME DIOCESI, FORANIA, PARROCCHIA



Don Livio ringrazia le Comunità di San Giorgio, Porpetto, Porto Nogaro, Villanova, Zellina e della Forania di Porpetto per le manifestazioni di affetto e di stima espresse domenica scorsa nella celebrazione di saluto.
Un grazie a tutti coloro che hanno contribuito alla festa e alla sua organizzazione; un grazie per il dono. E una preghiera per lui che oggi alle ore 16.00 inizia il suo nuovo ministero a Cividale
Mercoledì 20 ottobre 2010 ore 20.30
Veglia di preghiera
per tutte le comunità nell’attesa dei nuovi Sacerdoti mandati nelle nostre comunità di  SAN GIORGIO, PORPETTO, PORTO NOGARO, VILLANOVA E ZELLINA.
Lunedì 18 ore 20:30 presso la casa della gioventù
Incontro della Caritas per la presentazione dell’anno pastorale
In queste settimane in attesa del nuovo parroco responsabile per le nostre comunità è don Gigi. Per ogni necessità potete rivolgervi a lui o ai sacrestani delle nostre parrocchie
Durante il mese di ottobre ogni giorno, prima della S. Messa recita del S. Rosario in Duomo
Ore 17.00 a Zuccola
Il nostro benvenuto a Caterina Pigani di Gabriele e di Morena Della Ricca nata a Zellina. Auguri a lei e felicitazioni ai genitori.


 In memoriam
Questa settimana abbiamo salutato Venturini Mario Alessandro, Del Frate Valentina Turchetti, Corsello Vincenzo. Ricordandoli nelle nostre preghiere rinnoviamo le condoglianze ai familiari che ringraziano quanti hanno partecipato al loro lutto


Domenica 17 ottobre 2010

"....annuncia la Parola, insisti al momento opportuno e non opportuno, ammonisci, rimprovera, esorta con ogni magnanimità e insegnamento"

XXIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C)

PRIMA LETTURA (Es 17,8-13)
Quando Mosè alzava le mani, Israele prevaleva.

Dal libro dell’Èsodo

In quei giorni, Amalèk venne a combattere contro Israele a Refidìm.
Mosè disse a Giosuè: «Scegli per noi alcuni uomini ed esci in battaglia contro Amalèk. Domani io starò ritto sulla cima del colle, con in mano il bastone di Dio». Giosuè eseguì quanto gli aveva ordinato Mosè per combattere contro Amalèk, mentre Mosè, Aronne e Cur salirono sulla cima del colle.
Quando Mosè alzava le mani, Israele prevaleva; ma quando le lasciava cadere, prevaleva Amalèk. Poiché Mosè sentiva pesare le mani, presero una pietra, la collocarono sotto di lui ed egli vi si sedette, mentre Aronne e Cur, uno da una parte e l’altro dall’altra, sostenevano le sue mani. Così le sue mani rimasero ferme fino al tramonto del sole.
Giosuè sconfisse Amalèk e il suo popolo, passandoli poi a fil di spada.
Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 120)
Rit: Il mio aiuto viene dal Signore.

Alzo gli occhi verso i monti:
da dove mi verrà l’aiuto?
Il mio aiuto viene dal Signore:
egli ha fatto cielo e terra. Rit.

Non lascerà vacillare il tuo piede,
non si addormenterà il tuo custode.
Non si addormenterà, non prenderà sonno
il custode d’Israele. Rit.

Il Signore è il tuo custode,
il Signore è la tua ombra
e sta alla tua destra.
Di giorno non ti colpirà il sole,
né la luna di notte. Rit.

Il Signore ti custodirà da ogni male:
egli custodirà la tua vita.
Il Signore ti custodirà quando esci e quando entri,
da ora e per sempre. Rit.

SECONDA LETTURA (2Tm 3,14-4,2)
L’uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona.

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo a Timòteo

Figlio mio, tu rimani saldo in quello che hai imparato e che credi fermamente. Conosci coloro da cui lo hai appreso e conosci le sacre Scritture fin dall’infanzia: queste possono istruirti per la salvezza, che si ottiene mediante la fede in Cristo Gesù.
Tutta la Scrittura, ispirata da Dio, è anche utile per insegnare, convincere, correggere ed educare nella giustizia, perché l’uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona.
Ti scongiuro davanti a Dio e a Cristo Gesù, che verrà a giudicare i vivi e i morti, per la sua manifestazione e il suo regno: annuncia la Parola, insisti al momento opportuno e non opportuno, ammonisci, rimprovera, esorta con ogni magnanimità e insegnamento.
Parola di Dio

Canto al Vangelo (Ebr 4,12)
Alleluia, alleluia.
La parola di Dio è viva ed efficace,
discerne i sentimenti e i pensieri del cuore.
Alleluia.

VANGELO (Lc 18,1-8)
Dio farà giustizia ai suoi eletti che gridano verso di lui.

+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù diceva ai suoi discepoli una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai:
«In una città viveva un giudice, che non temeva Dio né aveva riguardo per alcuno. In quella città c’era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: “Fammi giustizia contro il mio avversario”.
Per un po’ di tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: “Anche se non temo Dio e non ho riguardo per alcuno, dato che questa vedova mi dà tanto fastidio, le farò giustizia perché non venga continuamente a importunarmi”».
E il Signore soggiunse: «Ascoltate ciò che dice il giudice disonesto. E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui? Li farà forse aspettare a lungo? Io vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?».
Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Fratelli e sorelle, la Parola che abbiamo accolto suscita in noi l’esigenza di rivolgerci al Padre, nonostante le nostre miserie. Con la fiducia di Aronne e Cur, che sostenevano le braccia di Mosè per consentire ad Israele di vincere la battaglia, affidiamo al Signore le nostre intenzioni.
L - Preghiamo insieme e diciamo:
Ascoltaci, Signore.
1. Per il Papa Benedetto XVI, il nostro vescovo Andrea Bruno e per tutti i pastori della Chiesa: siano per noi fedeli testimoni della Parola, perché ogni uomo «sia completo e ben preparato per ogni opera buona», preghiamo.
2. Per coloro che ci governano: coltivino il bene e la pace nel mondo intero, animati dalla giustizia misericordiosa di Dio, dalla sua carità e dal suo cuore di Padre, preghiamo.
3. Per tutti gli uomini della terra, perché si aprano al dono della fede e rivolgano il loro cuore a Dio, nella certezza di ottenere da Lui “prontamente” ogni bene necessario, preghiamo.
4. Per la nostra Comunità parrocchiale: la preghiera comune dei cristiani offra uno spazio di espressione ai piccoli e ai grandi; non ci sia fretta nel celebrare insieme e la Parola di Dio penetri nella vita di ognuno in modo da portare frutto, preghiamo.
5. Per noi qui riuniti nel nome del Signore: insieme alla comunità parrocchiale di Cividale chiediamo il dono dello Spirito per Mons. Livio Carlino, per questo preghiamo.
6. Ti preghiamo Signore per i nostri fratelli VENTURINI MARIO ALESSANDRO, DEL FRATE VALENTINA TURCHETTI, CORSELLO VINCENZO che questa settimana ci hanno lasciato. Dona a loro la pace e la gioia eterna , per questo ti preghiamo

C – Ascolta ed esaudisci la nostra preghiera, o Dio, Padre buono e misericordioso; te la presentiamo con la fiducia del tuo servo Mosè e del tuo popolo, bisognoso della pienezza della tua grazia. Per Cristo nostro Signore. T - Amen.



Parks.it:Piante per bonificare i terreni dai metalli tossici nella laguna di Grado e Marano




Diciamo spesso che le piante ci donano la vita grazie alla loro preziosa funzione di depurare l'aria dell'anidride carbonica fornendoci ossigeno. Basta guardare una foto di una foresta sconfinata per sentire la sensazione di aria fresca e pulita. Un recente studio dell'Università di Pisa ha dato ancora più valore a queste verità con una sperimentazione che mira a bonificare i terreni inquinati da metalli pesanti con l'ausilio di specie vegetali. I risultati del progetto sono stati presentati al Convegno internazionale "Environmental Pollution and Clean Bio/Phytoremediation" organizzato dalla sezione di Chimica Agraria del Dipartimento di Biologia delle Piante Agrarie. La sperimentazione ha riguardato un'area inquinata di 3-4 ettari in provincia di Udine denominata "Laguna di Grado e Marano e dei corsi d'acqua limitrofi". L'area in questione è attualmente adibita a discarica per lo smaltimento di ceneri di pirite provenienti dai processi di arrostimento del minerale per l'estrazione dello zolfo e la produzione di acido solforico. Il sito è risultato gravemente contaminato da cinque metalli pesanti: arsenico, cadmio, piombo, rame e zinco. Con un'attività di screening del suolo si è cercato di individuare le piante più adatte a bonificare il terreno e la tecnologia più opportuna da impiegare. Lo ha spiegato bene Flavia Navari, ricercatrice del progetto, raccontando che "le piante funzionano come delle specie di 'pompe' ad energia solare che assorbono i metalli dal suolo. Nel caso del sito situato nella laguna di Grado e Marano la specie che è risultata più efficace è la Brassica carinata. Infatti, anche se non appartiene alle piante 'iperaccumulatrici' propriamente dette, vale a dire a quel gruppo di piante capaci di assorbire altissime quantità di metalli, durante la sperimentazione essa non ha ridotto in maniera sensibile la biomassa e, soprattutto, è riuscita a tollerare le alte concentrazioni di più metalli senza soccombere". Inoltre "le piante riescono ad assorbire meglio ed in quantità maggiore i metalli se prima essi sono resi disponibili nel terreno e questo può avvenire in vari modi, ad esempio coltivando specie vegetali che liberano nel suolo attraverso le radici degli 'essudati radicali' che solubilizzano i metalli legati alle particelle del terreno oppure utilizzando dei composti chimici di sintesi particolarmente indicati allo scopo".
Una scoperta veramente sorprendente che può far comprendere l'importanza della tutela di tutte le specie vegetali che non depurano soltanto l'aria ma anche il suolo. I terreni decontaminati con questa tecnica restano fertili, al contrario di quanto avviene usando i metodi chimico-fisici "tradizionali" che, inoltre, sono molto più costosi. Il percorso è certamente ancora lungo e complesso ma siamo certi che le nostre guardiane immobili riusciranno a vincere anche questa nuova sfida.

Radiovaticana: Sinodo del M.O.

◊   Il Medio Oriente ha il diritto di sperare: è la voce unanime del Sinodo dei vescovi dedicato alla regione mediorientale, in corso in Vaticano sul tema della “comunione e testimonianza”. Stamani, al centro della sesta Congregazione generale svoltasi alla presenza del Papa, anche i temi dell’uguaglianza dei diritti e del rafforzamento dei sistemi di comunicazione. Ieri pomeriggio, invece, si è svolto l’atteso intervento del rabbino David Rosen, Invitato speciale, che è stato anche ricevuto in udienza da Benedetto XVI. Nel pomeriggio di oggi, l'intervento di due rappresentanti musulmani. Il servizio di Isabella Piro:

Noi fedeli della tormentata regione del Medio Oriente abbiamo il diritto di sperare e ci aspettiamo molto da questo Sinodo: lo dicono a gran voce i vescovi, ribadendo che la regione mediorientale alterna pagine cupe a momenti di luce. Se in Libano, infatti, la Chiesa ha un ruolo primordiale e in certi Paesi del Golfo si contano nuove chiese o che Arabia Saudita si incoraggiano gli incontri interreligiosi, è anche vero che dove l’Islam è religione di Stato, la libertà religiosa manca, le leggi sull’immigrazione sono restrittive, i sacerdoti scarseggiano. Come conciliare tutto questo, chiede il Sinodo, con la tolleranza di cui parla il Corano, se manca la libertà di coscienza e i cittadini non sono tutti uguali davanti alla legge? In questo contesto è quindi importante rilanciare anche i sistemi di comunicazione che favoriscono la conoscenza reciproca, dettando l’agenda del pensiero delle persone. Spazio allora alla formazione mass mediatica non solo per i laici, ma anche per i seminaristi, in particolare alla cultura digitale, presente ormai anche nelle diverse nazioni del Medio Oriente. Altro tema forte trattato in Aula: l’evangelizzazione della famiglia, spesso attaccata dalla cultura occidentale che parla di divorzio o di contraccettivi. Il nucleo familiare va quindi recuperato come Chiesa domestica, fulcro della trasmissione della fede.

I vescovi, poi, fanno autocritica: i cristiani non conoscono bene il Vangelo e le nostre divisioni causano dubbi e sofferenze. Come possono i fedeli guardare ad una Chiesa che non è in comunione? È giunto il momento, allora, di camminare insieme per il bene del popolo di Dio, perché la questione ecumenica in Medio Oriente è una delle principali sfide per la Chiesa di oggi. Per questo, il Sinodo suggerisce di creare le “Giornate ecumeniche mediorientali”, sul modello delle Gmg. E ancora: l’Aula affronta la questione delle migrazioni, perché gli immigrati sono spesso “crocifissi” tra i Paesi di origine e quelli di accoglienza. Bisogna quindi incoraggiare i cristiani di Oriente a restare nei loro Paesi perché la loro presenza non è un caso, ma la volontà di Dio. Dall’altro lato, però, l’immigrazione giustificata è un diritto inalienabile, in linea con il rispetto della libertà e della dignità umana. Su tutto emerge, comunque, un messaggio fondamentale: bisogna passare dal concetto dell’aiuto dei cristiani d’Oriente a quello dello sviluppo, per radicarli nelle loro terre. Infine, ai Padri Sinodali è giunto il saluto del cardinale Roger Etchegaray, presidente emerito del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, che ha auspicato al Sinodo di guardare anche all’Estremo Oriente, per far sì che la Parola di Dio venga conosciuta anche in quelle regioni.
A dominare i lavori di ieri pomeriggio, invece, è stato l’intervento del Rabbino David Rosen, Direttore degli Affari Interreligiosi dell’American Jewish Committee e consulente del Gran Rabbinato di Israele:
"The relationship today between the Catholic Church and the Jewish people …
Oggi il rapporto tra la Chiesa cattolica ed il popolo ebraico è una trasformazione felice per i nostri tempi, ha detto. E poi ha ammesso: talvolta le due religioni hanno dimostrato scarsa conoscenza reciproca, ma negli anni le cose sono cambiate. Due i fattori all’origine del cambiamento: la visita di Giovanni Paolo II in Medio Oriente, dieci anni fa, e l’immigrazione di cristiani in Israele. La familiarità con il cristianesimo è quindi cresciuta, afferma il rabbino, anche grazie alle decine di organismi per la promozione del dialogo interreligioso e alle tante istituzioni cristiane. Quanto all’aspetto politico, Rosen sottolinea da una parte la situazione particolare delle comunità cristiane in Terra Santa, inevitabilmente coinvolte, dice, nel conflitto israelo-palestinese e dall’altra il dovere dello Stato ebraico di mettere in atto misure di sicurezza contro le violenze continue. È giusto che i cristiani palestinesi esprimano le loro attese, afferma Rosen, purché lo facciano in sintonia con lo spirito che regola i rapporti interreligiosi.

"The distressing situation in the Holy Land…"Tuttavia, continua il rabbino, la situazione penosa in Terra Santa è fonte di tanto dolore anche per gli ebrei che hanno una responsabilità per i propri vicini. Bisogna quindi fare tutto il possibile per alleviare i disagi della situazione, afferma Rosen, anche perché sia nel contesto ebraico che in quello musulmano, la minoranza cristiana gioca un ruolo speciale, soprattutto nel promuovere la comprensione e la cooperazione interreligiosa.
"...respecting the very fact that the Holy Land is the land of Christianity's birth…
Anche in considerazione del fatto che la Terra Santa è la terra in cui nacque il Cristianesimo e dove si trovano i luoghi, la responsabilità ebraica di garantire la fioritura di comunità cristiane viene rafforzata dalla rinnovata e crescente fraternità. Lo sguardo del rabbino va anche ai rapporti con musulmani, afferma che “l’occupazione” è la conseguenza e non l’origine del conflitto arabo-israeliano, ed esprime l’auspicio che i musulmani possano vedere la presenza di cristiani ed ebrei come pienamente legittima e parte integrante della regione mediorientale nel suo insieme. In questo modo, conclude Rosen, due nazioni e tre religioni potrebbero vivere in piena dignità, libertà e tranquillità, sulla base di quel dialogo trilaterale richiamato tante volte da Benedetto XVI.

Orario degli incontri di catechismo per i bambini della scuola primaria anno pastorale 2010-2011




L'Asp di S. Giorgio di Nogaro annuncia il nuovo servizio rivolto anche ai familiari. Alzheimer, alla "Chiabà" apre il Centro diurno

L'11 ottobre parte la formazione di operatori, medici generici, responsabili di Ambito e Distretto

San Giorgio di Nogaro
Persone sofferenti di demenza senile e malattia di Alzheimer, l’Azienda per i servizi alla persona “G. Chiabà” di San Giorgio di Nogaro annuncia l’apertura a breve di un Centro diurno rivolto a tutti gli anziani che soffrono di tale malattia degenerativa, ma anche ai loro familiari e più in generale a coloro i quali se ne prendono cura. Strettamente collegata all’avvio del nuovo servizio è la giornata formativa interna, prevista lunedì 11 ottobre alle 14 presso la sede dell’Asp, rivolta non solo agli operatori della Chiabà ma anche ai medici di medicina generale, ai responsabili del Distretto sanitario e dell’Ambito socio assistenziale. L’incontro, che verterà sul tema “L’ambiente: determinante della qualità della vita per il malato e per chi lo assiste. Sinergie possibili tra architettura e sanità”, è realizzato dalla Chiabà in collaborazione con il gruppo Ottima Senior. Il programma prevede gli interventi di tre luminari nei rispettivi settori: il dott. Piero Angelo Bonati, geriatra Area anziani - Dipartimento cure primarie Ausl - Distretto di Parma, Elena Bortolomiol, referente italiana del modello Gentlecare, e l’architetto Enzo Angiolini, Progettista specializzato in strutture assistenziali.
“L’obiettivo principale che l’Amministrazione dell’Asp si propone con la prossima apertura del Centro diurno per l’accoglimento di persone affette da morbo di Alzheimer e demenza senile – premette la presidente del Consiglio di amministrazione, Daniela Corso - è quello di offrire ai pazienti e loro famigliari “care givers” risposte adeguate ai loro bisogni in un ambiente appositamente progettato per le necessità proprie della malattia”.
L’auspicio è quello di un “fattivo coinvolgimento” anche di altri attori facenti parte del circuito socio sanitario, quali Azienda sanitaria, Ambito socio assistenziale, Associazioni di volontariato e di categoria, in quanto “soggetti legati tutti da un comune denominatore rappresentato dalla malattia  e dalle sue ricadute”.
Obiettivo prioritario dell’Asp è fornire agli operatori che dovranno assistere le persone ammalate e dare supporto ai loro care givers una “visione completa di quello che rappresenta la malattia dovuta alla demenza”. I destinatari del seminario dell’11 ottobre sono infatti gli operatori assistenziali e socio sanitari dell’Asp, i medici di medicina generale, i responsabili del Distretto sanitario e dell’Ambito.
Attualmente nella cura delle persone anziane, in particolare affette da demenza e/o Alzheimer, “l’approccio di assistenza può essere distinto in due modelli principali. Il primo – spiega il geriatra Piero Angelo Bonati - è quello cosiddetto tradizionale, caratterizzato dalla cura dei sintomi, l’enfatizzazione della efficienza, da uno staff emotivamamente distaccato, dalla valutazione quantitativa. Il secondo, invece, è quello protesico basato fondamentalmente sulla comprensione dei problemi, l’enfatizzazione dei valori umani, con uno staff emotivamente coinvolto che applica strategie non invasive dove la valutazione qualitativa tende ad enfatizzare le abilità residue del singolo in una alleanza tra lo staff e la famiglia”.
In questa prospettiva “la progettazione dell’ambiente per i soggetti affetti da demenza possiede la stessa dignità scientifica della terapia farmacologica. L’ambiente, quindi, ha un ruolo strategico per le scelte terapeutiche ed assistenziali – sottolinea il dottor Bonati -. Dotato di caratteristiche di plasticità e flessibilità, può fornire un valido sostegno protesico ai deficit della persona assistita, facilitando al tempo stesso l’attività del caregiver perché, se non si può pensare di cambiare la storia naturale della malattia, si potrà ad esempio ridurre alcuni sintomi quali i problemi del comportamento e rallentare il declino delle funzioni”.
Il Gentlecare è un approccio centrato sulla persona. “In base a questo modello – spiega Elena Bortolomiol -, diventano aspetti importanti di ogni trattamento o approccio, non solo la risoluzione o la compensazione dei sintomi ma il benessere, la soddisfazione, la partecipazione e la qualità della vita della persona coinvolta”. L’ambiente cerca così di avvicinarsi quanto più possibile ad una casa, “dove si cura e si rispettano il più possibile le esigenze della persona malata, che vive in questo ambiente, la maggior parte delle volte, per tutta la vita”.
La quotidianità “viene riempita di attività estremamente significative per la persona malata, le cui attività vengono improntate sui ruoli e sulle attitudini che hanno ne caratterizzato la vita, verificando che la persona, in parte, possa svolgerle effettivamente traendone tranquillità ed utilità nella gestione del tempo quotidiano ritmato dalla demenza”.
Sotto questa angolazione, ben si inserisce il Gruppo Ottima Senior che da anni si occupa di progettazione e organizzazione di servizi per anziani in una prospettiva d'insieme: dalla progettazione alla ristrutturazione, dall'organizzazione dello spazio alla scelta dei materiali, dallo studio dell'illuminazione più adeguata alla scelta dei colori degli ambienti e tipologia degli arredi, dal progetto di gestione ai percorsi formativi per il personale. Solamente un progetto multidisciplinare ed integrato, concepito nella sua totale complessità e affidato ad un'unica regia, può garantire risultati efficaci e su misura, tanto più in un ambito dove regna molta frammentarietà. Ecco perché Ottima Senior promuove e realizza progetti basati sull’integrazione tra diverse professionalità, tratto specifico che rende il Gruppo una realtà unica in Italia.
Il programma dei lavori dell’11 ottobre prevede nell’ordine gli interventi di Elena Bortolomiol, referente italiana del modello Gentlecare, “Come adattare l’ambiente alle esigenze della persona malata: il metodo Gentlecare”; dell’arch. Enzo Angiolini, progettista specializzato in strutture assistenziali, “Spazi, luci e colori per una migliore qualità della vita nell’assistenza”; e del dott. Piero Angelo Bonati, geriatra Area Anziani - Dipartimento Cure Primarie Ausl - Distretto di Parma, nonché presidente Associazione Geriatri extraospedalieri geriatria territoriale italiana sezione Emilia Romagna, “La riorganizzazione dell’ambiente come strategia di cura”.

"Rimani in Dio", il nostro corrispondente ci trasmette il discorso del direttore del Consiglio Pastorale alla Messa di Ringraziamento di Don Livio

DOMENICA 10 OTTOBRE 2010
SALUTO A DON LIVIO


E' arrivato, infine, il giorno del saluto al nostro parroco che da domenica prossima sarà a Cividale.

Qui sono presenti, don Livio, le tue comunità. Siamo da Nogaro, da Porpetto, da San Giorgio, da Villanova, da Zellina.

Le croci di ciascuna parrocchia ti hanno scortato nell'entrare in duomo; nei vari momenti di questa celebrazione, e pure tra i chierichetti e nel coro sono presenti membri delle diverse comunità parrocchiali, e anche di diverse realtà ecclesiali, che hanno lavorato insieme. E questo non è sempre semplice e scontato, neppure tra cristiani. Ma era una sfida che non potevamo non cogliere, per mettere in pratica quanto ci hai insegnato in questi anni a proposito di comunità cristiane che testimonino l'unità al loro interno e tra di esse. Unità che significa sì anche collaborare, fare cose, ma prima di tutto significa riconoscersi figli di un unico Padre e fratelli in Cristo che ci ha amato, e ci ama, fino a dare la vita per ciascuno di noi.

Spero ti possa dare gioia questo piccolo risultato raggiunto, che può essere viatico, sostegno, per gli anni che verranno.

In questi ultimi due/tre mesi, da quando si è saputo del tuo trasferimento, sappiamo che persone singole, famiglie, gruppi, praticanti o non praticanti, credenti e non credenti, ti hanno dimostrato il loro affetto e il loro riconoscimento per quello che sei stato e quanto hai fatto in questi nove anni. E ti hanno anche comunicato il  dispiacere di perderti.

Non sto qui, sarebbe troppo lungo, e magari lo potremmo fare in altro momento, ad elencare le iniziative, le azioni, i progetti di cui sei stato promotore o sostenitore, anche se forse non tutti ne hanno compiuta conoscenza.

Io posso testimoniare l'atteggiamento, lo spirito che ti ha animato: l'amore concreto verso tutti, soprattutto verso i più piccoli (bambini, anziani, poveri, stranieri, coppie e famiglie in crisi, lavoratori in difficoltà, ecc.). Direi un amore, il tuo, incarnato nel tuo essere uno di noi, con lo stile magari asciutto che caratterizza noi friulani, ma sotto  il quale c'è un cuore grande, una sensibilità fine, che lo riconosci non attraverso parole o espressioni gestuali, ma nella concretezza, nella disponibilità senza limiti di tempo, nella presenza, nelle azioni che giorno dopo giorno mettono in luce la grandezza del cuore.

E oggi, dopo nove anni credo che tutti vedano i frutti di questo tuo amore. Nove anni che sembrano volati, e nel dire questo c'è forse il rimpianto, da parte nostra, di non aver vissuto assieme con più intensità, di non esserci messi a disposizione prontamente quando tu ci chiamavi, nell'aver perso tempo nel giudicare i fratelli. Tutto ciò lo mettiamo nella misericordia di Dio, ma ci sia di insegnamento nell'accogliere e sostenere i nuovi presbiteri che l'Arcivescovo ha scelto per le nostre comunità.

Certo, da quando  hai annunciato il tuo trasferimento ci sentiamo un po' orfani, un po' persi. E' questo un momento di grande sospensione e trepidazione e non solo per noi,  anche per te, momento che possiamo superare  solo abbracciando la Croce, quella Croce che spesso scordiamo essere il sigillo del cristiano.

Ringraziamo Dio per averti mandato qui tra noi, per nove anni. Crediamo che Dio aveva ed ha un disegno d'amore per te, ma anche per noi e le nostre parrocchie.

Riconoscendoci in questa fede, noi ti esprimiamo la nostra gratitudine, vera, sincera, per averci guidato in questo tempo e per aver dato, cosa non secondaria, una forte testimonianza cristiana alla comunità civile di cui anche noi siamo parte.

Il tuo amore verso la nostra Patrona, la Madonna Addolorata, ci ha mostrato che nel profondo del cuore sei diventato più sangiorgino dei sangiorgini. Lei ti accompagni sempre, ti protegga, ti dia salute, soddisfazioni spirituali e umane.

Ritroviamoci, seppur lontani fisicamente, nella preghiera quotidiana e nell'eucaristia, per chiedere a Dio grazie reciproche.

Ed è proprio il nostro MANDI!, nel significato di “rimani in Dio”, l'augurio più bello che possiamo farti.

MANDI don LIVIO! 

Foglio Parrocchiale:Domenica 10 ottobre 2010

Colpito da un lutto familiare lo scriba non avendo partecipato alla messa delle 17 riceve e trasmette:


Domenica 10 ottobre 2010

XXVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C)



PRIMA LETTURA (2Re 5,14-17)
Tornato Naamàn dall’uomo di Dio, confessò il Signore.
Dal secondo libro dei Re

In quei giorni, Naamàn [, il comandante dell’esercito del re di Aram,] scese e si immerse nel Giordano sette volte, secondo la parola di Elisèo, uomo di Dio, e il suo corpo ridivenne come il corpo di un ragazzo; egli era purificato .
Tornò con tutto il seguito da [Elisèo,] l’uomo di Dio; entrò e stette davanti a lui dicendo: «Ecco, ora so che non c’è Dio su tutta la terra se non in Israele. Adesso accetta un dono dal tuo servo». Quello disse: «Per la vita del Signore, alla cui presenza io sto, non lo prenderò». L’altro insisteva perché accettasse, ma egli rifiutò.
Allora Naamàn disse: «Se è no, sia permesso almeno al tuo servo di caricare qui tanta terra quanta ne porta una coppia di muli, perché il tuo servo non intende compiere più un olocausto o un sacrificio ad altri dèi, ma solo al Signore».
Parola di Dio
SALMO RESPONSORIALE (Sal 97)
Rit: Il Signore ha rivelato ai popoli la sua giustizia.
Cantate al Signore un canto nuovo,
perché ha compiuto meraviglie.
Gli ha dato vittoria la sua destra
e il suo braccio santo. Rit.

Il Signore ha fatto conoscere la sua salvezza,
agli occhi delle genti ha rivelato la sua giustizia.
Egli si è ricordato del suo amore,
della sua fedeltà alla casa d’Israele. Rit.

Tutti i confini della terra hanno veduto
la vittoria del nostro Dio.
Acclami il Signore tutta la terra,
gridate, esultate, cantate inni! Rit.
SECONDA LETTURA (2Tm 2,8-13)
Se perseveriamo, con lui anche regneremo.
Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo a Timòteo

Figlio mio,
ricòrdati di Gesù Cristo,
risorto dai morti,
discendente di Davide,
come io annuncio nel mio vangelo,
per il quale soffro
fino a portare le catene come un malfattore.
Ma la parola di Dio non è incatenata! Perciò io sopporto ogni cosa per quelli che Dio ha scelto, perché anch’essi raggiungano la salvezza che è in Cristo Gesù, insieme alla gloria eterna.
Questa parola è degna di fede:
Se moriamo con lui, con lui anche vivremo;
se perseveriamo, con lui anche regneremo;
se lo rinneghiamo, lui pure ci rinnegherà;
se siamo infedeli, lui rimane fedele,
perché non può rinnegare se stesso.
Parola di Dio
Canto al Vangelo (1Ts 5,18)
Alleluia, alleluia.
In ogni cosa rendete grazie:
questa infatti è volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi.
Alleluia.
VANGELO (Lc 17,11-19)
Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all’infuori di questo straniero.
+ Dal Vangelo secondo Luca

Lungo il cammino verso Gerusalemme, Gesù attraversava la Samarìa e la Galilea.
Entrando in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi, che si fermarono a distanza e dissero ad alta voce: «Gesù, maestro, abbi pietà di noi!». Appena li vide, Gesù disse loro: «Andate a presentarvi ai sacerdoti». E mentre essi andavano, furono purificati.
Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce, e si prostrò davanti a Gesù, ai suoi piedi, per ringraziarlo. Era un Samaritano.
Ma Gesù osservò: «Non ne sono stati purificati dieci? E gli altri nove dove sono? Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all’infuori di questo straniero?». E gli disse: «Àlzati e va’; la tua fede ti ha salvato!».
Parola del Signore
Preghiera dei fedeli
C – Fratelli e sorelle, gli occhi e il cuore, purificati dalla Parola del Signore, ci ricordano che questo è il momento di rivolgerci al Signore presentandogli i bisogni di ogni fratello segnato dalla sofferenza perché esaudisca le invocazioni e liberi ogni uomo dal male della paura.
L - Preghiamo insieme e diciamo:
Ascoltaci, o Signore!
1.       Per la Chiesa di Cristo: con la sua presenza di servizio e i suoi gesti gratuiti di amore, insegni agli uomini il valore grande della lode, del ringraziamento e del servizio incondizionato; preghiamo.
2.       Per tutti i cristiani: sappiano incontrare nella Parola di vita e nei Sacramenti della grazia, il segno vivo dell’amore gratuito che il Signore offre a tutti gli uomini; preghiamo.
3.       Per la nostra società: sappia limitare le pretese, spesso ingiustificate, per poter comprendere come, nel dono di sé, è possibile ritrovare la vera dignità personale e di tutti gli altri uomini; preghiamo.
4.       Per questa nostra Comunità parrocchiale: l’Eucaristia domenicale sia sempre più un autentico rendimento di grazie al Signore per le meraviglie di vita e di grazia che opera in noi; preghiamo.
5.       Oggi Mons. Livio Carlino ci lascia per mettersi al servizio di Dio e di altri fratelli, ci rivolgiamo a Gesù per ringraziarlo del tratto di cammino di fede che lo Spirito ci ha resi capaci di percorrere insieme a lui e chiediamo la grazia di essere comunità adulta nella fede con l’arrivo dei nuovi pastori, per questo ti preghiamo.
C – Degnati, o Signore, di accogliere le nostre preghiere: la tua bontà ce le ha suggerite, la tua misericordia le esaudisca. Per Cristo nostro Signore.  
T - Amen.





Foglio della Collaborazione Pastorale Di San Giorgio di Nogaro

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